Tutti falliamo in molte cose

Fratelli e sorelle nel Signore, Giacomo dice che ‘tutti falliamo in molte cose.’ (Giacomo 3:2a) Quindi sappiate che anche i giusti non sono esenti dal peccato, infatti è scritto ancora che ‘non v’è sulla terra alcun uomo giusto che faccia il bene e non pecchi mai.’ (Ecclesiaste 7:20) E ancora, l’apostolo Giovanni dice che ‘se diciamo d’esser senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non è in noi.’ (1Giovanni 1:8-10) Se da una parte dunque attestiamo che, nonostante siamo stati salvati dal Signore, in noi continui ad abitare il peccato; pure attestiamo altresì che Iddio ci ha affrancato dalla schiavitù del peccato, condizione questa comune a tutti i peccatori, rendendoci così liberi! Tanto è vero fratelli che la Scrittura non ci annovera più tra i peccatori, ma tra i giusti; resi giusti mediante la fede in Cristo Gesù. Continuiamo dunque ad odiare il peccato, compiendo la nostra santificazione con timore e tremore, ma non insuperbiamoci, rimaniamo umili, piegando ogni giorno le nostra ginocchia per chiedere a Dio che perdoni ogni nostro peccato, poiché tutti falliamo in molte cose.

Salvatore Larizza

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Difendete la verità: il diavolo la sta attaccando!

diavolo-attaccaTorno a ripetervelo fratelli: nel mondo intero è in corso un duro attacco da parte del diavolo contro la verità che è in Cristo Gesù. E uno di questi strumenti usati dal diavolo è la Massoneria, e quindi i massoni che sono presenti nelle Chiese stanno operando da parte del diavolo contro la verità. E questo attacco è presentato molto astutamente da questi intellettuali razionalisti, che sono persone riprovate quanto alla fede, che non sono nati da Dio. Infatti taluni di loro, che si presentano come storici del cristianesimo antico o storici delle religioni, con il pretesto di condurre una seria ricerca storica su Gesù – e quindi appoggiandosi anche a scritti apocrifi – introducono nelle Chiese un altro Gesù, e per fare questa opera diabolica contorcono le parole di Gesù o ne mettono in discussione la loro autenticità o accusano Matteo, Marco, Luca e Giovanni di avere adulterato le parole di Gesù o di essersi inventati dei fatti sulla vita e sul ministerio di Gesù che quindi vengono presentati come leggendari! Costoro sono degli anticristi, ve lo ripeto, fratelli, sono degli anticristi. E’ dunque necessario opporsi al diavolo rivestendoci dell’armatura di Dio che Dio nella sua grande bontà ci ha fornito. Levate dunque la vostra voce con forza e franchezza contro le menzogne di questi anticristi, che parlano da parte del diavolo, che è il loro padre e padrone. Distruggetele, distruggetele, non abbiate pietà delle menzogne: sono quelle che stanno portando all’inferno tante anime.

“Ma tu hai dato a quelli che ti temono una bandiera, perché si levino in favor della verità.” (Salmo 60:4)

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2016/12/27/difendete-la-verita-il-diavolo-la-sta-attaccando/

I massoni sono contro Gesù Cristo

massoni-contro-gesuGesù Cristo ha detto: “Chi non è con me, è contro di me” (Luca 11:23). I massoni dunque, non essendo con Cristo, sono contro di Lui. I principi e le dottrine della Massoneria vanno infatti contro il Vangelo e la dottrina di Cristo. I massoni sono avversi a Gesù Cristo, nessuno si illuda. E se un discepolo di Cristo entra nella Massoneria o si allea con essa, avrà per certo la faccia di Dio contro di lui perché diventerà un nemico di Cristo.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2015/11/12/i-massoni-sono-contro-gesu-cristo/

Il Padre di Gesù Cristo è YAHWEH, l’Iddio degli Ebrei

padre-yahwehL’Iddio che ha mandato nel mondo Gesù Cristo e ci ha parlato tramite lui – che Gesù chiamò “il Padre” e “il Padre mio” – è Yahweh, l’Iddio di Abrahamo, di Isacco e di Giacobbe, ossia l’Iddio degli Ebrei, e quindi lo stesso Dio che fece morire Er e Onan, figli di Giuda; che mandò il diluvio sul mondo degli empi ai giorni di Noè; lo stesso Dio che fece piovere fuoco e zolfo su Sodoma e Gomorra e le città circonvicine riducendole in cenere; lo stesso Dio che mandò le dieci piaghe in Egitto e sugli Egiziani ai giorni di Mosè; che nel deserto aprì la terra sotto i piedi di Kore, Dathan e Abiram facendoli scendere vivi nel soggiorno dei morti assieme alle loro famiglie; lo stesso Dio che ordinò ad Israele di votare allo sterminio gli Hittei, i Ghirgasei, gli Amorei, i Cananei, i Ferezei, gli Hivvei e i Gebusei, sette nazioni più grandi e più potenti di Israele; lo stesso Dio che mandò re stranieri contro il regno di Israele e il regno di Giuda per punirli a motivo della loro malvagità.
Coloro che non credono questo perché insegnano che il Padre di Gesù è un Dio diverso da quello dell’Antico Testamento (uso questa espressione per comodità), in quanto dicono che il Padre di Gesù è un Dio superiore a Yahweh, perché il Padre di Gesù è buono mentre Yahweh è malvagio e arrogante ed anche ignorante, non sono dei nostri, non sono Cristiani, non sono figliuoli di Dio, ma sono figliuoli del diavolo, che non conoscono né il Padre e neppure il Figliuolo.
Nei primi secoli dopo Cristo, gli gnostici insegnavano proprio questa eresia di perdizione: che il Padre di Gesù Cristo non era Yahweh (che era dagli gnostici definito malvagio, arrogante e ignorante) ma un Dio superiore, un Dio buono. E la Chiesa si oppose strenuamente ad essi smascherandoli e confutando le loro eresie distruttive che menavano in perdizione le anime. La suddetta eresia gnostica è ancora oggi insegnata da tanti che si definiscono Cristiani, ma che in realtà sono degli gnostici il cui dio è Satana, il Serpente Antico, e i quali lottano contro il solo vero Dio, che è Yahweh.
Guardatevi e ritiratevi da essi, perché bestemmiano contro Dio e la faccia di Dio è contro di essi. Peraltro, sappiate che anche il Gesù di cui parlano costoro è un altro Gesù, perché secondo questi eretici Gesù è stato inviato dal Padre (che secondo loro è il Dio buono, superiore all’Iddio dell’Antico Testamento) per liberare gli uomini dalle idee sbagliate del Dio dell’Antico Testamento!!! Quindi questi uomini malvagi presentano non solo un altro Dio, ma anche un altro Gesù.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da http://giacintobutindaro.org/2015/12/02/il-padre-di-gesu-cristo-e-yahweh-liddio-degli-ebrei/

Secondo Nicola Martella il Cristiano che si uccide non perde la salvezza

SuicidioNicola Martella ha affermato: ‘Sull’auto-omicidio è bene non affrettare le conclusioni. Come per altre cose, quando si è diventati una «nuova creazione» (2 Cor 5,17; Gal 6,15), si può perdere il premio, non la salvezza’, ed ancora: ‘ Chi è stato rigenerato da Dio, non sarà separato dal Signore neppure dalla morte, comunque essa avvenga (Rm 8,35.38)’ (http://www.puntoacroce.altervista.org/_TP/T1-Suicidio_cristiano_EnB.htm).

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D’altronde da uno che proclama l’eresia ‘una volta salvati sempre salvati’, che cosa ci si poteva aspettare se non un’altra eresia? Perchè è ovvio che se per Martella un Cristiano non può in nessuna maniera perdere la salvezza, non la può perdere nemmeno uccidendosi.

Quello che lui afferma è una menzogna e in quanto tale illude e inganna tutti coloro che l’accettano, perchè chi si uccide commette un omicidio in quanto uccide sè stesso, e la Scrittura comanda “Non uccidere” (Esodo 20:13). Ecco perchè gli omicidi non erediteranno il Regno di Dio ma passeranno l’eternità nel fuoco eterno in mezzo ai tormenti, perchè quella è la loro parte (Apocalisse 21:8). Come si può infatti pensare che i suicidi erediteranno il Regno di Dio quando l’apostolo Paolo mette in guardia i santi di Corinto con questo severo ammonimento: ” Non sapete voi che gli ingiusti non erederanno il regno di Dio? Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il regno di Dio” (1 Corinzi 6:9-10)? Se infatti i fornicatori e i sodomiti, come pure gli ubriachi, guastano il loro corpo – che è il tempio di Dio – con i loro peccati, e altrettanto fanno i suicidi perchè il suicida guasta anche lui volontariamente il suo corpo che è il tempio di Dio, non si può pensare che i suicidi erediteranno il regno di Dio. Non è forse scritto che noi non apparteniamo a noi stessi, e che dobbiamo glorificare Dio con il nostro corpo? Diceva Paolo infatti: “E non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Poiché foste comprati a prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro corpo” (1 Corinzi 6:19-20). E come si può pensare allora che un Cristiano glorifichi Dio distruggendo il suo corpo, ossia togliendosi la vita che gli ha dato Dio? Infatti nessuno di noi è portato a glorificare Dio appena sente che uno che si dice Cristiano si è ucciso, ma semmai è portato a glorificare Dio se sente che è stato ucciso a motivo di Cristo o ha perso la vita mentre salvava altre persone! Perchè questo? Evidentemente perchè lo Spirito Santo di Dio che dimora in noi ci attesta che il suicida ha commesso un crimine e non ha glorificato Dio nel suo corpo. Ed ancora, come si può pensare che un Cristiano suicida possa ereditare il regno di Dio dopo avere mostrato con il suo gesto il suo totale disprezzo verso le membra di Cristo? Ma se la Scrittura afferma che Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri (Ebrei 13:4), che prestano le loro membra al servizio dell’iniquità, come può Dio non giudicare i suicidi che hanno deciso di distruggere le proprie membra che sono membra di Cristo (1 Corinzi 6:15)? Ma se Dio esercita le sue vendette contro quei credenti che si danno alla fornicazione e si danno a passioni di concupiscenza come fanno i pagani e compiono altre cose contro la sua volontà, secondo che è scritto: “Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che v’asteniate dalla fornicazione, che ciascun di voi sappia possedere il proprio corpo in santità ed onore, non dandosi a passioni di concupiscenza come fanno i pagani i quali non conoscono Iddio; e che nessuno soverchi il fratello né lo sfrutti negli affari; perché il Signore è un vendicatore in tutte queste cose, siccome anche v’abbiamo innanzi detto e protestato. Poiché Iddio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione. Chi dunque sprezza questi precetti, non sprezza un uomo, ma quell’Iddio, il quale anche vi comunica il dono del suo Santo Spirito” (1 Tessalonicesi 4:3-8), come si può pensare che non eserciterà la sua vendetta contro coloro che distruggono il proprio corpo ammazzandosi? E poi chi si uccide fa del male a sè stesso, infatti quando il carceriere di Filippi stava per uccidersi, pensando che i carcerati fossero fuggiti, l’apostolo Paolo gridò ad alta voce: “Non ti far male alcuno, perché siam tutti qui” (Atti 16:27-28), mentre l’uomo benigno fa del bene e non del male a sè stesso secondo che è scritto: “L’uomo benigno fa del bene a se stesso” (Proverbi 11:17), come anche al suo prossimo perchè “l’amore non fa male alcuno al prossimo” (Romani 13:10) in ubbidienza al comandamento: “Ama il tuo prossimo come te stesso” (Matteo 22:39). Non è forse vero quindi che un Cristiano uccidendosi farebbe del male a sè stesso dimostrando così di odiare sè stesso? In verità, chi afferma che i Cristiani che si suicidano non perdono la salvezza, mostra di non tenere in nessuna considerazione un principio biblico importante che è quello che è Dio che dà la vita all’uomo e quindi solo Lui ha il diritto di togliergliela.
Ma quello che afferma Martella è una menzogna anche per quest’altra ragione, e cioè perchè Gesù Cristo ha detto ai suoi discepoli: “… chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato” (Matteo 10:22), e un credente che si ammazza non dimostra affatto di avere voluto perseverare nella fede fino alla fine della sua vita, ma di avere semmai rinunciato ad un certo punto alla fede. Perchè questo? Perchè “la fede è certezza di cose che si sperano” (Ebrei 11:1), e quindi mentre chi ha fede ha la certezza di una vita molto migliore dopo la morte, e proprio grazie alla sua fede sopporta ogni cosa fino a dare la sua vita per amore del Vangelo in quanto crede che “la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria” (2 Corinzi 4:17); chi si uccide dimostra di avere gettato via la fede e di essere un disperato perchè secondo lui è inutile continuare a sopportare afflizioni e sofferenze sulla terra in vista del regno di Dio. Si può dire quindi che se un discepolo di Cristo decide di uccidere se stesso, si trae indietro a sua perdizione. Non ha più fede in Dio per salvare l’anima sua.
Prendiamo come esempio Giuda Iscariota, uno dei dodici discepoli di Cristo, quello che poi diventò traditore. Giuda all’inizio aveva creduto anche lui e difatti era uno dei discepoli di Gesù che erano stati da Lui costituiti apostoli secondo che è scritto: “Or avvenne in que’ giorni ch’egli se ne andò sul monte a pregare, e passò la notte in orazione a Dio. E quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli, e ne elesse dodici, ai quali dette anche il nome di apostoli: Simone, che nominò anche Pietro, e Andrea, fratello di lui, e Giacomo e Giovanni, e Filippo e Bartolommeo, e Matteo e Toma, e Giacomo d’Alfeo e Simone chiamato Zelota, e Giuda di Giacomo, e Giuda Iscariot che divenne poi traditore” (Luca 6:12-16). Pietro confermò questo quando disse che Giuda “aveva ricevuto la sua parte di questo ministerio” (Atti 1:17). A questi dodici discepoli Gesù diede “potestà ed autorità su tutti i demonî e di guarir le malattie. E li mandò a predicare il regno di Dio e a guarire gl’infermi” (Luca 9:1-2). Alcuni sostengono che Giuda non aveva mai creduto, il che è falso. Ma io dico: Gesù avrebbe mai dato l’apostolato a un non credente? Avrebbe mai mandato un incredulo a predicare il Vangelo? Avrebbe mai potuto dare l’autorità di cacciare gli spiriti maligni nel suo nome, e di guarire gli ammalati nel suo nome, a qualcuno che non aveva creduto in lui? Evidentemente no. A conferma di ciò ci sono le seguenti parole di Gesù dette al Padre suo la notte che fu tradito: “Quelli che tu mi hai dati li ho anche custoditi, e niuno di loro è perito TRANNE il figliuol di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta” (Giovanni 17:12). Come si può vedere, anche Giuda era stato dato da Dio al suo Figliuolo, solo che a differenza degli altri discepoli egli andò in perdizione perché Dio aveva decretato così. Non è forse scritto nei Salmi: “Sian cancellati dal libro della vita, e non siano iscritti con i giusti” (Salmo 69:28)? e si badi che queste parole seguono queste: “La loro dimora sia desolata, nessuno abiti nelle loro tende” (Salmo 69:25) che furono le parole prese dall’apostolo Pietro, prima della Pentecoste, per sostenere che Giuda doveva fare quella fine perché si doveva adempiere la profezia della Scrittura pronunciata dallo Spirito Santo per bocca di Davide (cfr. Atti 1:16-20). Dunque Giuda Iscariota fu cancellato dal libro della vita (secondo che disse Dio a Mosè: “‘Colui che ha peccato contro di me, quello cancellerò dal mio libro!” Esodo 32:33), e cessò di essere iscritto con i giusti, il che conferma che all’inizio era un giusto e poi diventò un diavolo. Ora, andiamo a vedere cosa avvenne dopo che Giuda tradì il Maestro. Matteo dice: “Allora Giuda, che l’avea tradito, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì, e riportò i trenta sicli d’argento ai capi sacerdoti ed agli anziani, dicendo: Ho peccato, tradendo il sangue innocente. Ma essi dissero: Che c’importa? Pensaci tu. Ed egli, lanciati i sicli nel tempio, s’allontanò e andò ad impiccarsi” (Matteo 27:3-5). Ora, notate come la Scrittura ci fa sapere che Giuda si pentì di avere tradito il Maestro, riconobbe di avere peccato tradendolo. Ma questo non bastò a impedirgli di suicidarsi, infatti poco dopo andò ad impiccarsi. Dunque, Giuda si pentì di avere tradito sangue innocente, ma decise di uccidersi, e questo avvenne affinchè le Scritture fossero adempiute, cioè affinchè lui andasse in perdizione perchè è chiamato figlio della perdizione. E che andò in perdizione è confermato anche dalle seguenti parole di Gesù pronunciate nella notte che fu tradito, ancora prima che Giuda lo tradisse: “Certo, il Figliuol dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a quell’uomo per cui il Figliuol dell’uomo è tradito! Meglio sarebbe per cotest’uomo, se non fosse mai nato” (Matteo 26:24). Giuda dunque fu destinato da Dio ad andare in perdizione tramite appunto il suicidio. D’altronde Satana era entrato in Giuda (Luca 22:3), e quindi Giuda era in balia del diavolo che evidentemente lo spinse al suicidio. Peraltro a tal proposito, è bene che sappiate che alcuni credenti hanno raccontato che prima di convertirsi avevano in determinate circostanze della loro vita quando si trovavano nella disperazione e senza alcuna speranza udito delle voci demoniache che li avevano istigati al suicidio, il che conferma che il suicidio comunque è qualcosa gradito al diavolo perchè costituisce un peccato nei confronti di Dio.
Certamente un discepolo di Cristo nella sua vita potrà pure passare dei momenti di grande afflizione e sofferenza nei quali sarà perplesso, ma se teme Dio e osserva i suoi comandamenti non sarà mai portato alla disperazione e quindi ad ammazzarsi, perchè comunque continuerà ad avere fede in Dio e a sottomettersi alla Sua volontà. Il profeta Elia quando fu minacciato di morte dalla moglie di Achab non si inoltrò forse nel deserto e seduto sotto una ginestra espresse il desiderio di morire, dicendo: ‘Basta! Prendi ora, o Eterno, l’anima mia, poiché io non valgo meglio de’ miei padri!’ (1 Re 19:4)? Ma Elia non si tolse la vita, perchè temeva Dio e si rimetteva al volere di Dio. Anche il profeta Giona in una particolare circostanza chiese di morire, secondo che è scritto: “E come il sole fu levato, Iddio fece soffiare un vento soffocante d’oriente, e il sole picchiò sul capo di Giona, sì ch’egli venne meno, e chiese di morire, dicendo: ‘Meglio è per me morire che vivere’” (Giona 4:8). Ma anche lui si sottomise al volere di Dio, e non ardì togliersi la vita, quantunque si trovò in grave distretta. E il giusto Giobbe ve lo ricordate? Dopo che Dio lo privò dei figli e dei suoi beni, e Satana lo colpì con un’ulcera maligna, si trovò in una grandissima afflizione, a tal punto che espresse il desiderio di morire. Egli infatti disse: “… l’anima mia preferisce soffocare, preferisce a queste ossa la morte” (Giobbe 7:15). Ma non ardì togliersi la vita perchè lui aspettava che fosse Dio a togliergli la vita, infatti disse: “Oh, m’avvenisse pur quello che chiedo, e mi desse Iddio quello che spero! Volesse pure Iddio schiacciarmi, stender la mano e tagliare il filo de’ miei giorni! Sarebbe questo un conforto per me, esulterei nei dolori ch’egli non mi risparmia; giacché non ho rinnegato le parole del Santo” (Giobbe 6:8-10). Notate che Giobbe sapeva che è Dio a tagliare il filo dei giorni dell’uomo e quindi si auspicò che Dio volesse tagliare quel filo, ma Dio quel filo non lo tagliò perchè sappiamo che poi Dio lo ristabilì. Giobbe dunque si rimetteva nelle mani di Dio con piena fiducia, benchè si trovasse vicino alla morte. Non cercò di uccidersi e non si uccise, e questo perchè temeva Dio e fuggiva il male (Giobbe 1:8). Il timore di Dio dunque spinge chi è in una grave distretta a non togliersi la propria vita. E che dire degli apostoli? Ascoltate cosa dice l’apostolo Paolo a proposito di una grave distretta in cui si trovò assieme ai suoi collaboratori: “Poiché, fratelli, non vogliamo che ignoriate, circa l’afflizione che ci colse in Asia, che siamo stati oltremodo aggravati, al di là delle nostre forze, tanto che stavamo in gran dubbio anche della vita. Anzi, avevamo già noi stessi pronunciata la nostra sentenza di morte, affinché non ci confidassimo in noi medesimi, ma in Dio che risuscita i morti, il quale ci ha liberati e ci libererà da un così gran pericolo di morte, e nel quale abbiamo la speranza che ci libererà ancora …” (2 Corinzi 1:8-10). Avete notato? Gli apostoli avevano piena fiducia in Dio anche nelle afflizioni in cui erano aggravati al di là delle loro forze. Nessuna disperazione quindi li coglieva, delle perplessità sì, ma nessuna disperazione (“perplessi, ma non disperati” 2 Corinzi 4:8). E questo perchè lo Spirito di Dio che abitava in loro li spingeva ad avere piena fiducia in Dio e a non disperarsi. Chi dunque seguirà le orme degli apostoli non potrà che comportarsi così anche lui nelle profonde distrette in cui si troverà, rimanendo calmo in attesa della liberazione divina.
E voglio terminare dicendo questo. Come avete potuto vedere Nicola Martella afferma: ‘Come per altre cose, quando si è diventati una «nuova creazione» (2 Cor 5,17; Gal 6,15), si può perdere il premio, non la salvezza’, il che significa che non è solo il peccato di suicidio che non fa perdere la salvezza al Cristiano ma anche altri peccati. Questo spiega perchè nelle Chiese che sostengono la dottrina ‘una volta salvati, sempre salvati’, i peccati che non fanno ereditare il regno di Dio (1 Corinzi 6:9-10) che vengono commessi dai membri sono tollerati. Tanto al massimo coloro che li commettono perderanno il premio, ma la salvezza mai! Essi vedranno dunque il Signore anche senza la santificazione!
Ma ho una brutta notizia per Nicola Martella e per tutti coloro che in ambito evangelico ragionano e parlano in questa maniera diabolica: sappiate che vi state illudendo, cioè state facendo proprio quello che Paolo ci ha comandato di non fare.
Vi esorto dunque fratelli per l’ennesima volta a guardarvi e ritirarvi da Martella e da tutti quelli che in ambito evangelico hanno questa stessa dottrina demoniaca (‘una volta salvati sempre salvati’), che ha finora trascinato nelle fiamme dell’ADES tante anime.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/08/16/secondo-nicola-martella-il-cristiano-che-si-uccide-non-perde-la-salvezza/

Sia Dio riconosciuto verace, ma Luca Adamo bugiardo

luca-adamo-tbnQuesto è un post apparso su Facebook il 28 maggio 2013, a firma del ‘pastore’ Luca Adamo.

 

E’ VERO CHE L’HA DETTO, MA QUELLO CHE HA DETTO NON E’ VERO..

“… Per questo ho detto cose che non comprendevo, cose troppo alte per me che non conoscevo”.

Sapete chi ha fatto questa confessione?
Giobbe.
Sì, proprio lui, il buon Giobbe.
State quindi attenti a molte cose che Giobbe afferma.. non dice sempre il vero!

Un esempio?
Giobbe afferma: “Dio ha dato, Dio ha tolto..”, ma non era vero.
Cioè, è vero che Giobbe ha detto questo, ma questo che Giobbe ha detto non era vero.
Non era stato Dio a togliergli la salute e la famiglia, ma era stato il diavolo a farlo!

Un altro esempio: “Il fuoco di Dio è caduto dal cielo e ha investito pecore e servi e li ha divorati” (Giobbe 1:16).
In realtà, non era il fuoco di Dio.. era il fuoco di Satana.
Ma Giobbe, questo, non lo sapeva.
Ad essere precisi, Giobbe non sapeva nemmeno dell’esistenza di Satana!

Leggiamo quindi il libro di Giobbe alla luce del Nuovo Testamento, e cerchiamo di non fare come Giobbe il quale, non avendo la conoscenza che oggi abbiamo, pensava che tutto ciò che gli accadeva proveniva da Dio.
Giobbe era giustificato, non aveva la conoscenza che oggi abbiamo e non aveva ancora nemmeno la bibbia.. noi, a differenza sua, la bibbia l’abbiamo.
Usiamola..

Pastor Luca

adamo-post-giobbe

 

 

Ci troviamo davanti a delle spudorate menzogne dette contro la Scrittura che è la Parola di Dio, e adesso passo a confutarle.

Innanzi tutto Luca Adamo afferma: ‘Giobbe afferma: “Dio ha dato, Dio ha tolto..”, ma non era vero. Cioè, è vero che Giobbe ha detto questo, ma questo che Giobbe ha detto non era vero. Non era stato Dio a togliergli la salute e la famiglia, ma era stato il diavolo a farlo!’
Rispondo. Non era vero? Quindi Giobbe avrebbe detto il falso? Ma qui se c’è qualcuno che dice menzogne è Luca Adamo e non certamente quell’uomo integro e retto di nome Giobbe, infatti la Scrittura afferma: “Allora Giobbe si alzò e si stracciò il mantello e si rase il capo e si prostrò a terra e adorò e disse: ‘Nudo sono uscito dal seno di mia madre, e nudo tornerò in seno della terra; l’Eterno ha dato, l’Eterno ha tolto; sia benedetto il nome dell’Eterno’. In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di mal fatto” (Giobbe 1:20-22). Avete notato infatti che la Scrittura afferma che Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di mal fatto? Cosa significa questo se non che Giobbe disse la verità anche quando disse che Dio gli aveva tolto i figli e i beni? E difatti questo è confermato dalla Scrittura – che vi ricordo è ispirata da Dio e quindi quando parla è Dio che parla – quando dice alla fine del libro di Giobbe: “E quando Giobbe ebbe pregato per i suoi amici, l’Eterno lo ristabilì nella condizione di prima e gli rese il doppio di tutto quello che già gli era appartenuto. Tutti i suoi fratelli, tutte le sue sorelle e tutte le sue conoscenze di prima vennero a trovarlo, mangiarono con lui in casa sua, gli fecero le loro condoglianze e lo consolarono di tutti i mali che l’Eterno gli avea fatto cadere addosso; e ognuno d’essi gli dette un pezzo d’argento e un anello d’oro” (Giobbe 42:10-11). Che cosa significa “tutti i mali che l’Eterno gli avea fatto cadere addosso”? Mi pare ovvio, che fu Dio a far cadere addosso a Giobbe tutti quei mali! Chi ha detto queste parole? Lo Spirito Santo che è lo Spirito della verità. Eppure Luca Adamo, ignorando quello che dice la Scrittura, afferma sfacciatamente durante una intervista visionabile su Youtube che ‘è stato Satana a mandare le calamità su Giobbe’ (LA CROCE 12° PUNT. ”GIOBBE”, http://youtu.be/8dU5m03Ac-o – min. 3:58-4:01).

Luca Adamo afferma pure: ‘Un altro esempio: “Il fuoco di Dio è caduto dal cielo e ha investito pecore e servi e li ha divorati” (Giobbe 1:16). In realtà, non era il fuoco di Dio.. era il fuoco di Satana. Ma Giobbe, questo, non lo sapeva. Ad essere precisi, Giobbe non sapeva nemmeno dell’esistenza di Satana!’. Luca Adamo afferma nella suddetta intervista che ‘quando Satana comincia a scagliare il fuoco su Giobbe e il suo gregge, Giobbe esclama dice «il fuoco di Dio mi ha colpito!»’ (Ibid., min. 3:34-42).
Ma a Luca Adamo evidentemente è sfuggito che quelle parole non le disse Giobbe, ma un messaggero a Giobbe, secondo che è scritto: “Quello parlava ancora, quando ne giunse un altro a dire: ‘Il fuoco di Dio è caduto dal cielo, ha colpito le pecore e i servitori, e li ha divorati; e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo’ (Giobbe 1:16). Mi pare che ci sia una differenza. Comunque, fermo restando che non fu Giobbe a dire quelle parole, esse comunque erano vere. D’altronde la Bibbia parla in altri posti del fuoco di Dio caduto dal cielo.
Il fuoco di Dio per esempio cadde dal cielo ai giorni di Elia, secondo che è scritto: “E sull’ora in cui si offriva l’oblazione, il profeta Elia si avvicinò e disse: ‘O Eterno, Dio d’Abrahamo, d’Isacco e d’Israele, fa’ che oggi si conosca che tu sei Dio in Israele, che io sono tuo servo, e che ho fatte tutte queste cose per ordine tuo. Rispondimi, o Eterno, rispondimi, affinché questo popolo riconosca che tu, o Eterno, sei Dio, e che tu sei quegli che converte il cuor loro!’ Allora cadde il fuoco dell’Eterno, e consumò l’olocausto, le legna, le pietre e la polvere, e prosciugò l’acqua ch’era nel fosso” (1 Re 18:36-38).
Il fuoco di Dio cadde ancora sempre ai giorni di Elia, ma questa volta su delle persone uccidendole, secondo che è scritto: “Or dopo la morte di Achab, Moab si ribellò contro Israele. Achazia cadde dalla cancellata della sala superiore di un suo appartamento a Samaria, e ne restò ammalato; e spedì dei messi, dicendo loro: ‘Andate a consultare Baal-Zebub, dio di Ekron, per sapere se mi riavrò di questa malattia’. Ma un angelo dell’Eterno disse ad Elia il Tishbita: ‘Lèvati, sali incontro ai messi del re di Samaria, e di’ loro: È forse perché non v’è Dio in Israele che voi andate a consultare Baal-Zebub, dio di Ekron? Perciò, così dice l’Eterno: – Tu non scenderai dal letto sul quale sei salito, ma per certo morrai’. – Ed Elia se ne andò. I messi tornarono ad Achazia, il quale disse loro: ‘Perché siete tornati?’ E quelli risposero: ‘Un uomo ci è venuto incontro, e ci ha detto: Andate, tornate dal re che vi ha mandati, e ditegli: Così dice l’Eterno: – È forse perché non v’è alcun Dio in Israele che tu mandi a consultare Baal-Zebub, dio di Ekron? Perciò, non scenderai dal letto sul quale sei salito, ma per certo morrai’. – Ed Achazia chiese loro: ‘Com’era l’uomo che vi è venuto incontro e vi ha detto coteste parole?’ Quelli gli risposero: ‘Era un uomo vestito di pelo, con una cintola di cuoio intorno ai fianchi’. E Achazia disse: ‘È Elia il Tishbita!’ Allora mandò un capitano di cinquanta uomini con la sua compagnia ad Elia; quegli salì e trovò Elia che stava seduto in cima al monte. Il capitano gli disse: ‘O uomo di Dio, il re dice: – Scendi!’ – Elia rispose e disse al capitano dei cinquanta: ‘Se io sono un uomo di Dio, scenda del fuoco dal cielo, e consumi te e i tuoi cinquanta uomini!’ E dal cielo scese del fuoco che consumò lui e i suoi cinquanta. Achazia mandò di nuovo un altro capitano di cinquanta uomini con la sua compagnia, il quale si rivolse ad Elia e gli disse: ‘O uomo di Dio, il re dice così: Fa’ presto, scendi!; Elia rispose e disse loro: ‘Se io sono un uomo di Dio, scenda del fuoco dal cielo, e consumi te e i tuoi cinquanta uomini’. E dal cielo scese il fuoco di Dio che consumò lui e i suoi cinquanta” (2 Re 1:1-12). Avete letto come la Scrittura chiama quel fuoco caduto dal cielo che per ben due volte uccise degli uomini? “Il fuoco di Dio’, sceso peraltro su parola di un profeta di Dio, e quindi si trattò di un fuoco mandato da Dio e non da Satana.
Anche il fuoco che scese dal cielo sulle città di Sodoma e Gomorra era ‘il fuoco di Dio’ secondo che è scritto: “Allora l’Eterno fece piovere dai cieli su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco, da parte dell’Eterno; ed egli distrusse quelle città e tutta la pianura e tutti gli abitanti delle città e quanto cresceva sul suolo” (Genesi 19:24-25).

Ma di menzogne sulla storia di Giobbe, Luca Adamo ne dice altre, che sono le seguenti:

– Quello che avvenne a Giobbe non avvenne perchè Dio ha permesso che il diavolo colpisse Giobbe, ma perchè ‘è stato Giobbe ad aprire la porta al nemico’ (Ibid., min. 4:11-13). Falso, perchè fu Dio a dire a Satana la prima volta: “‘Ebbene! tutto quello che possiede è in tuo potere; soltanto, non stender la mano sulla sua persona’” (Giobbe 1:12), e la seconda volta: “‘Ebbene esso è in tuo potere; soltanto rispetta la sua vita’” (Giobbe 2:6).

– ‘Il problema di Giobbe … è stato che non ha disciplinato la sua famiglia e ha concesso ha lasciato che i suoi figli facessero cose festini anche un pochettino illeciti’ (Ibid., min. 7:00-10), ed è stato questo che ‘ha aperto le porte al diavolo’ (Ibid., min. 7:24-26), e le ha aperte nello spazio di tempo che intercorse tra la proposta di Satana a Dio ‘È egli forse per nulla che Giobbe teme Iddio? Non l’hai tu circondato d’un riparo, lui, la sua casa, e tutto quel che possiede? Tu hai benedetto l’opera delle sue mani, e il suo bestiame ricopre tutto il paese. Ma stendi un po’ la tua mano, tocca quanto egli possiede, e vedrai se non ti rinnega in faccia’” (Giobbe 1:9-11) e la risposta di Dio a Satana: “‘Ebbene! tutto quello che possiede è in tuo potere; soltanto, non stender la mano sulla sua persona’ ” (Giobbe 1:12) – Ibid., min. 19:39-51!
Ma che va cianciando Luca Adamo contro il giusto Giobbe? E’ semplicemente scritto: “I suoi figliuoli solevano andare gli uni dagli altri e darsi un convito, ciascuno nel suo giorno: e mandavano a chiamare le loro tre sorelle perché venissero a mangiare e a bere con loro. E quando la serie dei giorni di convito era finita, Giobbe li faceva venire per purificarli; si levava di buon mattino, e offriva un olocausto per ciascun d’essi, perché diceva: ‘Può darsi che i miei figliuoli abbian peccato ed abbiano rinnegato Iddio in cuor loro’. E Giobbe faceva sempre così” (Giobbe 1:4-5). Dove li vede lui questi festini un pochettino illeciti? E già, ci mancavano pure i festini illeciti, per poter accusare Giobbe di qualcosa di inesistente! Giobbe quello che faceva a favore dei suoi figli lo faceva perchè aveva il timore che i suoi figli avessero peccato, ma non perchè essi avevano peccato. Infatti egli diceva ‘può darsi’ che significa ‘forse’. Ed inoltre, va anche detto questo, che non può essere che Giobbe avesse fatto posto al diavolo in quel frangente menzionato da Luca Adamo, e questo perchè dopo che Giobbe perse i suoi figli e i suoi beni Dio disse a Satana: “Hai tu notato il mio servo Giobbe? Non ce n’è un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Iddio e fugga il male. Egli si mantiene saldo nella sua integrità benché tu m’abbia incitato contro di lui per rovinarlo senza alcun motivo” (Giobbe 2:3). Come poteva infatti Giobbe avere fatto posto al diavolo in precedenza, come dice Luca Adamo, se poi dopo Dio continuò a testimoniare di Giobbe che era un uomo integro, retto, timorato di Dio che fuggiva il male? Se fuggiva ancora il male, vuol dire che non aveva fatto spazio al diavolo, non vi pare? Se Dio dice che Giobbe si mantiene saldo nella sua integrità, nonostante tutto quello che gli è accaduto, come ha potuto Giobbe tempo prima fare spazio al diavolo? Ecco dunque dimostrato che queste parole di Luca Adamo sono menzogne.

Fratelli nel Signore, credetemi, mi si spezza il cuore vedere e sentire che in mezzo alle Chiese si aggirano uomini come Luca Adamo che spandono a piene mani menzogne di ogni genere contro la Scrittura, ma d’altronde queste cose devono avvenire. Tuttavia è mio dovere mettervi in guardia da questi uomini, esortandovi a guardarvi e a ritirarvi da essi, perchè essi sono nemici della verità perchè contorcono le Scritture per motivi interessati, per sedurre i semplici.

Lo ripeto da anni ormai, sappiate che costoro non conoscono la Scrittura: sono senza conoscenza, senza sapienza e senza timore di Dio. Sono tra i peggiori nemici che la Chiesa abbia. Turategli la bocca.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/08/21/sia-dio-riconosciuto-verace-ma-luca-adamo-bugiardo/

La via per il cielo è larga: parola di Luca Adamo

Il ‘pastore’ Luca Adamo sostiene che Gesù ha rifatto la strada, ossia la via per il cielo, perchè adesso ‘la via per la salvezza non è più stretta, è larga, e la via per la perdizione invece da larga è diventata stretta’. Dunque ‘non è vero che stretta è la via per la salvezza, e larga la via della perdizione; era così prima che Gesù morisse e risuscitasse per noi ….. la strada per la salvezza è stata rifatta …. la via per il cielo da stretta è diventata larga, e la via della perdizione da larga è diventata stretta’ (Luca Adamo – Gesù ha rifatto la strada – http://youtu.be/5SqWEeim1eA).

Per confutare questa sua ennesima menzogna, mi limito a ricordarvi queste parole di Gesù: “Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che mena alla perdizione, e molti son quelli che entran per essa. Stretta invece è la porta ed angusta la via che mena alla vita, e pochi son quelli che la trovano” (Matteo 7:13-14), ed anche queste: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Matteo 24:35).
Vi metto severamente in guardia quindi dal fare posto a questa menzogna di Luca Adamo perchè è fin troppo evidente che mentre la via che mena alla vita rimane angusta e la via che mena alla perdizione spaziosa, Luca Adamo ha voluto apportare delle modifiche a queste due vie per motivi interessati che conosciamo molto bene.
Luca Adamo ha in avversione le parole di Gesù Cristo, non si vuole attenere ad esse, insegna una dottrina diversa, e quindi va annoverato tra quelli che Paolo definisce uomini gonfi che non sanno nulla, secondo che dice a Timoteo: “Se qualcuno insegna una dottrina diversa e non s’attiene alle sane parole del Signor nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è secondo pietà, esso è gonfio e non sa nulla; ma langue intorno a questioni e dispute di parole, dalle quali nascono invidia, contenzione, maldicenza, cattivi sospetti, acerbe discussioni d’uomini corrotti di mente e privati della verità, i quali stimano la pietà esser fonte di guadagno” (1 Timoteo 6:3-5).
Vi esorto quindi per l’ennesima volta a guardarvi e ritirarvi da questo uomo che prende piacere a contorcere le Scritture e ad adulterare la Parola di Dio a sua perdizione, e da tutti coloro che lo invitano o collaborano con lui i quali evidentemente sono d’accordo con lui.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/08/22/la-via-per-il-cielo-e-larga-parola-di-luca-adamo/