Persevera

Fratello e sorella nel Signore, ‘bada a te stesso e all’insegnamento; persevera in queste cose, perché, facendo così, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano.’ (1Timoteo 4:16) Poiché solo ‘chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.’ (Matteo 24:13)

Salvatore Larizza

C’è un prezzo da pagare

prezzo-da-pagareC’è sempre un prezzo da pagare nel mettersi contro la Massoneria che ha occupato le denominazioni e le controlla e dirige. Sicuramente, se si è un pastore in queste denominazioni massonizzate, si verrà prima posti sotto disciplina dalla dirigenza massonica e poi cacciati via se non ci si piega al loro volere, ed essi naturalmente addurranno motivi che non sono quelli reali, perché i servi della Massoneria sono chiamati a mentire e a non fare sapere la verità al popolo. E quindi alle Chiese verrà come al solito propinata la solita accusa falsa contro chi ha avuto il coraggio di condannare la Massoneria e di mettere in guardia i fratelli da essa, per screditarlo e farlo apparire così un riprovato. Ma questo è un prezzo che coloro che vogliono avere una buona coscienza nel cospetto di Dio e degli uomini, e che vogliono quindi piacere a Dio anziché agli uomini, sono disposti a pagare per amore del Signore.
Colgo dunque l’occasione per esortare quei pastori che sanno che quello che diciamo sulla Massoneria è la verità, e che magari ancora non hanno il coraggio di dire pubblicamente la verità, ad essere coraggiosi e a proclamare la verità con ogni franchezza sapendo che per certo Dio li onorerà per questo, perché Dio onora quelli che lo onorano.
Parlate, non tacete, predicate la Parola così come è scritta senza omettere nulla del consiglio di Dio, e riprovate le opere infruttuose delle tenebre, tra cui c’è anche la Massoneria. Non vi preoccupate di quello che potranno farvi i dirigenti della vostra denominazione, perché calunniandovi e cacciandovi vi daranno motivo per rallegrarvi nel Signore per essere stati reputati degni di essere vituperati per la verità. Quindi, siate forti, è tempo di parlare, perché i tempi sono malvagi, come sono malvagi anche i dirigenti di queste denominazioni essendo massoni o paramassoni.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2016/03/17/ce-un-prezzo-da-pagare-2/

Meravigliosa grazia

gregge-montagnaFratelli, consideriamo attentamente questa cosa: in questo mondo la stragrande maggioranza degli abitanti della terra (e parliamo di miliardi di persone) sono sotto la potestà delle tenebre e vanno dietro ogni sorta di menzogna generata dal diavolo, e noi discepoli del Signore Gesù Cristo invece – che siamo pochi – siamo sotto la potestà del solo vero Dio e conosciamo la verità, per la grazia di Dio, perché a Lui è piaciuto riscattarci dalla potestà delle tenebre e farci conoscere la verità. Non è questo un motivo per ringraziare del continuo l’Iddio vivente e vero – anche pubblicamente e non solo privatamente – per averci fatto grazia, secondo il beneplacito della Sua volontà, secondo che ha detto Dio: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19)?

Fratelli, ricordiamoci sempre che cosa eravamo un tempo anche noi, perché in questa maniera ci manterremo umili nel cospetto di Dio e saremo del continuo spinti a glorificare Dio per la Sua meravigliosa grazia in Cristo Gesù.

La grazia del nostro Signore Gesù sia con tutti voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/08/13/meravigliosa-grazia/

Vasi d’ira preparati per la perdizione

vasi-ira“L’Eterno ha fatto ogni cosa per uno scopo; anche l’empio, per il dì della sventura” (Proverbi 16:4)

Molti si scandalizzano nel sentirci dire che ci sono esseri umani preparati da Dio per la perdizione. Ma noi lo diciamo questo perché è la Sacra Scrittura a dirlo, infatti l’apostolo Paolo dice ai santi di Roma: “E che v’è mai da replicare se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta longanimità de’ vasi d’ira preparati per la perdizione …?” (Romani 9:22). E d’altronde la bestia e il falso profeta che devono manifestarsi prima del grande e glorioso giorno del Signore, che cosa sono se non dei vasi d’ira preparati per la perdizione? Non dice forse infatti la Scrittura che quando Gesù ritornerà saranno presi e gettati nel fuoco eterno, e quindi la loro fine è stata innanzi decretata da Dio? Ascoltate cosa essa dice: “E la bestia fu presa, e con lei fu preso il falso profeta che avea fatto i miracoli davanti a lei, coi quali aveva sedotto quelli che aveano preso il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine. Ambedue furon gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo” (Apocalisse 19:20). Allora, rispondetemi, insensati: ‘Sono o non sono preparati per la perdizione questi due esseri umani?’ ‘E’ o non è già stata da Dio decretata la loro fine?’ Ma non vi rendete conto che state andando contro la Parola di Dio? Perché non comprendete che non è affatto la volontà di Dio che essi siano salvati perché sono dei vasi d’ira preparati per la perdizione, e questo noi lo sappiamo perché ce lo dice la Scrittura? E che dire di coloro che adoreranno la bestia, i cui nomi non sono scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo (Apocalisse 13:8)? Non sono anch’essi dei vasi d’ira preparati per la perdizione? Certo che lo sono.
V’è forse ingiustizia in Dio per avere predestinato costoro alla perdizione? Così non sia, perché Dio ha detto: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19). Avete capito allora? Dio fa grazia a chi vuole Lui, e quindi se ha deciso di non fare grazia a taluni non può essere censurato da nessuno. Vi domando: “Il vasaio non ha egli potestà sull’argilla, da trarre dalla stessa massa un vaso per uso nobile, e un altro per uso ignobile?” (Romani 9:21).
Volete ancora contendere con Dio? Volete ancora contrastare la verità? Peggio per voi. E’ scritto infatti: “Se giudichi le vie di Dio come fan gli empi, il giudizio e la sentenza di lui ti piomberanno addosso” (Giobbe 36:17).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/07/24/vasi-dira-preparati-per-la-perdizione/

Dio indura chi vuole Lui

Dio-induraE’ scritto: “OR I FIGLIUOLI DI ELI ERANO UOMINI SCELLERATI; NON CONOSCEVANO L’ETERNO. Ed ecco qual era il modo d’agire di questi sacerdoti riguardo al popolo: quando qualcuno offriva un sacrifizio, il servo del sacerdote veniva, nel momento in cui si faceva cuocere la carne, avendo in mano una forchetta a tre punte; la piantava nella caldaia o nel paiuolo o nella pentola o nella marmitta; e tutto quello che la forchetta tirava su, il sacerdote lo pigliava per sé. Così facevano a tutti gl’Israeliti, che andavano là, a Sciloh. E anche prima che si fosse fatto fumare il grasso, il servo del sacerdote veniva, e diceva all’uomo che faceva il sacrifizio: ‘Dammi della carne da fare arrostire, per il sacerdote; giacché egli non accetterà da te carne cotta, ma cruda’. E se quell’uomo gli diceva: ‘Si faccia, prima di tutto, fumare il grasso; poi prenderai quel che vorrai’, egli rispondeva: ‘No, me la devi dare ora; altrimenti la prenderò per forza!’ Il peccato dunque di que’ giovani era grande oltremodo agli occhi dell’Eterno, perché la gente sprezzava le offerte fatte all’Eterno. …… Or Eli era molto vecchio e udì tutto quello che i suoi figliuoli facevano a tutto Israele, e come si giacevano con le donne che eran di servizio all’ingresso della tenda di convegno. E disse loro: ‘Perché fate tali cose? poiché odo tutto il popolo parlare delle vostre malvage azioni. Non fate così, figliuoli miei, poiché quel che odo di voi non è buono; voi inducete a trasgressione il popolo di Dio. Se un uomo pecca contro un altr’uomo, Iddio lo giudica; ma, se pecca contro l’Eterno, chi intercederà per lui?’ QUELLI PERÒ NON DIEDERO ASCOLTO ALLA VOCE DEL PADRE LORO, PERCHÉ L’ETERNO LI VOLEA FAR MORIRE” (1 Samuele 2:12-17;22-25). E difatti di lì a qualche tempo, essi morirono per mano dei Filistei. Che cosa ci insegna questo fatto? Che ci sono uomini malvagi che non presteranno ascolto alla riprensione rivoltagli, perché Dio ha deciso di farli morire. E’ la Sua volontà quindi che essi muoiano, che non continuino a vivere sulla terra. Dio indurerà il loro cuore per sterminarli dalla faccia della terra.
Non avvenne forse la stessa cosa a Faraone e agli Egiziani, che furono indurati da Dio perché Dio voleva sterminarli, secondo che è scritto: “E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo: ‘Di’ ai figliuoli d’Israele che tornino indietro e s’accampino di rimpetto a Pi-Hahiroth, fra Migdol e il mare, di fronte a Baal-Tsefon; accampatevi di faccia a quel luogo presso il mare. E Faraone dirà de’ figliuoli d’Israele: Si sono smarriti nel paese; il deserto li tiene rinchiusi. E IO INDURERÒ IL CUOR DI FARAONE, ED EGLI LI INSEGUIRÀ; MA IO TRARRÒ GLORIA DA FARAONE E DA TUTTO IL SUO ESERCITO, E GLI EGIZIANI SAPRANNO CHE IO SONO L’ETERNO’. Ed essi fecero così. Or fu riferito al re d’Egitto che il popolo era fuggito; e il cuore di Faraone e de’ suoi servitori mutò sentimento verso il popolo, e quelli dissero: ‘Che abbiam fatto a lasciar andare Israele, sì che non ci serviranno più?’ E Faraone fece attaccare il suo carro, e prese il suo popolo seco. Prese seicento carri scelti e tutti i carri d’Egitto; e su tutti c’eran de’ guerrieri. E L’ETERNO INDURÒ IL CUOR DI FARAONE, RE D’EGITTO, ED EGLI INSEGUÌ I FIGLIUOLI D’ISRAELE, CHE USCIVANO PIENI DI BALDANZA. GLI EGIZIANI DUNQUE LI INSEGUIRONO; e tutti i cavalli, i carri di Faraone, i suoi cavalieri e il suo esercito li raggiunsero mentr’essi erano accampati presso il mare, vicino a Pi-Hahiroth, di fronte a Baal-Tsefon. E quando Faraone si fu avvicinato, i figliuoli d’Israele alzarono gli occhi: ed ecco, gli Egiziani marciavano alle loro spalle; ond’ebbero una gran paura, e gridarono all’Eterno. E dissero a Mosè: ‘Mancavan forse sepolture in Egitto, che ci hai menati a morire nel deserto? Perché ci hai fatto quest’azione, di farci uscire dall’Egitto? Non è egli questo che ti dicevamo in Egitto: Lasciaci stare, che serviamo gli Egiziani? Poiché meglio era per noi servire gli Egiziani che morire nel deserto’. E Mosè disse al popolo: ‘Non temete, state fermi, e mirate la liberazione che l’Eterno compirà oggi per voi; poiché gli Egiziani che avete veduti quest’oggi, non li vedrete mai più in perpetuo. L’Eterno combatterà per voi, e voi ve ne starete queti’. E l’Eterno disse a Mosè: ‘Perché gridi a me? Di’ ai figliuoli d’Israele che si mettano in marcia. E tu alza il tuo bastone, stendi la tua mano sul mare, e dividilo; e i figliuoli d’Israele entreranno in mezzo al mare a piedi asciutti. E quanto a me, ecco, io indurerò il cuore degli Egiziani, ed essi v’entreranno, dietro a loro; ed io trarrò gloria da Faraone, da tutto il suo esercito, dai suoi carri e dai suoi cavalieri. E gli Egiziani sapranno che io sono l’Eterno, quando avrò tratto gloria da Faraone, dai suoi carri e dai suoi cavalieri’. Allora l’angelo di Dio, che precedeva il campo d’Israele, si mosse e andò a porsi alle loro spalle; parimente la colonna di nuvola si mosse dal loro fronte e si fermò alle loro spalle; e venne a mettersi fra il campo dell’Egitto e il campo d’Israele; e la nube era tenebrosa per gli uni, mentre rischiarava gli altri nella notte. E l’un campo non si accostò all’altro per tutta la notte. Or Mosè stese la sua mano sul mare; e l’Eterno fece ritirare il mare mediante un gagliardo vento orientale durato tutta la notte, e ridusse il mare in terra asciutta; e le acque si divisero. E i figliuoli d’Israele entrarono in mezzo al mare sull’asciutto; e le acque formavano come un muro alla loro destra e alla loro sinistra. E GLI EGIZIANI LI INSEGUIRONO; E TUTTI I CAVALLI DI FARAONE, I SUOI CARRI E I SUOI CAVALIERI ENTRARONO DIETRO A LORO IN MEZZO AL MARE. E avvenne verso la vigilia del mattino, che l’Eterno, dalla colonna di fuoco e dalla nuvola, guardò verso il campo degli Egiziani, e lo mise in rotta. E tolse le ruote dei loro carri, e ne rese l’avanzata pesante; in guisa che gli Egiziani dissero: ‘Fuggiamo d’innanzi ad Israele, perché l’Eterno combatte per loro contro gli Egiziani’. E l’Eterno disse a Mosè: ‘Stendi la tua mano sul mare, e le acque ritorneranno sugli Egiziani, sui loro carri e sui loro cavalieri’. E Mosè stese la sua mano sul mare; e, sul far della mattina, il mare riprese la sua forza; e gli Egiziani, fuggendo, gli andavano incontro; E L’ETERNO PRECIPITÒ GLI EGIZIANI IN MEZZO AL MARE. LE ACQUE TORNARONO E COPRIRONO I CARRI, I CAVALIERI, TUTTO L’ESERCITO DI FARAONE CH’ERANO ENTRATI NEL MARE DIETRO AGL’ISRAELITI; E NON NE SCAMPÒ NEPPUR UNO” (Esodo 14:1-28)
E che dire degli abitanti delle città del paese di Canaan? Non furono anch’essi indurati da Dio affinchè Israele li sterminasse in ubbidienza all’ordine di Dio? Ascoltate cosa troviamo scritto nel libro di Giosuè: “Giosuè fece per lungo tempo guerra a tutti quei re. Non ci fu città che facesse pace coi figliuoli d’Israele, eccetto gli Hivvei che abitavano Gabaon; le presero tutte, combattendo; perché L’ETERNO FACEVA SÌ CHE IL LORO CUORE SI OSTINASSE A DAR BATTAGLIA AD ISRAELE, ONDE ISRAELE LI VOTASSE ALLO STERMINIO SENZA CHE CI FOSSE PIETÀ PER LORO, E LI DISTRUGGESSE COME L’ETERNO AVEVA COMANDATO A MOSÉ” (Giosuè 11:19-20). Quindi la ragione per cui non ci fu nessun re di nessuna città nel paese di Canaan che cercò di fare pace con Israele è dovuto al fatto che Dio rese ostinato il loro cuore affinché dichiarassero guerra ad Israele e fossero votati allo sterminio senza pietà e distrutti come Dio aveva detto doversi fare.
Qualcuno allora dirà: ‘Ma questo significa allora che ora sotto la grazia Dio indura i cuori di taluni affinchè non credano in Gesù?’ Sì proprio così, infatti ecco cosa si legge in merito a quei Giudei che rifiutarono di credere in Gesù dopo averlo visto operare tanti miracoli: “E sebbene avesse fatto tanti miracoli in loro presenza, pure non credevano in lui; affinché s’adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto a quel che ci è stato predicato? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore? PERCIÒ NON POTEVANO CREDERE, PER LA RAGIONE DETTA ANCORA DA ISAIA: EGLI HA ACCECATO GLI OCCHI LORO E HA INDURATO I LORO CUORI, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani” (Giovanni 12:37-40)
Davanti a tutto ciò, noi che abbiamo ottenuto misericordia da Dio ci sentiamo obbligati a ringraziare e lodare Dio per avere voluto farci grazia, secondo che disse Dio a Mosè: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19).
A Dio sia la gloria in Cristo ora e in eterno. Amen

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/07/23/dio-indura-chi-vuole-lui/

Noi invece …

C’è chi fortifica le mani ai peccatori affinchè non si convertano dai loro peccati, noi invece gliele indeboliamo nella speranza che si convertano. C’è chi contrista il cuore giusto con delle menzogne, noi invece rallegriamo il suo cuore con la verità. C’è chi opera nella Chiesa per ordine di Satana per lo sviamento dei santi, noi invece operiamo nella Chiesa per ordine di Dio per il perfezionamento dei santi.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/11/18/noi-invece/

“Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto”

Nel Vangelo scritto da Giovanni troviamo scritto questo episodio della vita di Gesù, che avvenne dopo che fu arrestato mentre si trovava davanti al sommo sacerdote Anna. “Il sommo sacerdote dunque interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina. Gesù gli rispose: Io ho parlato apertamente al mondo; ho sempre insegnato nelle sinagoghe e nel tempio, dove tutti i Giudei si radunano; e non ho detto nulla in segreto. Perché m’interroghi? Domanda a quelli che m’hanno udito, quel che ho detto loro; ecco, essi sanno le cose che ho detto. E com’ebbe detto questo, una delle guardie che gli stava vicino, dette uno schiaffo a Gesù, dicendo: Così rispondi tu al sommo sacerdote? Gesù gli disse: Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?” (Giovanni 18:19-23).

Dunque, Gesù, essendo stato percosso da una guardia per avere dato quella risposta al sommo sacerdote in quanto quella risposta era stata da essa giudicata sbagliata, esortò quella guardia a dimostrare il male che aveva detto. Potè quella guardia dimostrare ciò? No, non potè farlo, perchè Gesù aveva risposto bene e non male al sommo sacerdote. Questo ci insegna che se uno dice una cosa giusta, o parla bene, quand’anche i suoi nemici lo percuotessero, lo perseguitassero, lo offendessero, quest’ultimi non potranno mai dimostrare che egli ha parlato male o ingiustamente o bugiardamente.

Ora, molto spesso io vengo accusato di parlare male di tutto e di tutti, rendendomi così colpevole dinnanzi a Dio. Ma come stanno realmente le cose?

Innanzi tutto voglio ricordare ai miei accusatori che io non parlo male di tutto e di tutti, ma parlo male del peccato e di coloro che in mezzo alle Chiese prendono piacere nel peccato. Faccio esattamente quello che facevano gli apostoli. Parlavano infatti forse bene gli apostoli dell’arroganza, della superbia, della vanagloria, del disordine, delle concupiscenze mondane, dell’ipocrisia, delle false dottrine, presenti tra i santi allora? Non mi pare che lo facessero. Come non mi pare che essi parlassero bene dei falsi apostoli, dei falsi dottori, e di coloro che mettevano sottosopra gli animi dei discepoli, sovvertendo la loro fede; persone che esistono ancora oggi in mezzo alla Chiesa, e che sono in maggior numero di quanto lo erano a quel tempo.

Ascoltate per esempio come parla l’apostolo Paolo dei falsi apostoli che erano in seno alla Chiesa di Corinto: “Poiché cotesti tali sono dei falsi apostoli, degli operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo. E non c’è da maravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque gran che se anche i suoi ministri si travestono da ministri di giustizia; la fine loro sarà secondo le loro opere” (2 Corinzi 11:13-15). Ed ascoltate sempre Paolo come parlava di coloro che camminavano seguendo le loro concupiscenze in mezzo alla Chiesa: “Perché molti camminano (ve l’ho detto spesso e ve lo dico anche ora piangendo), da nemici della croce di Cristo; la fine de’ quali è la perdizione, il cui dio è il ventre, e la cui gloria è in quel che torna a loro vergogna; gente che ha l’animo alle cose della terra” (Filippesi 3:18-19). E dato che ci siamo, ascoltate pure come parlava Paolo di coloro che cercavano di sedurre le anime del Signore con i loro vani ragionamenti e le concupiscenze mondane: “Poiché vi son molti ribelli, cianciatori e seduttori di menti, specialmente fra quelli della circoncisione, ai quali bisogna turar la bocca; uomini che sovvertono le case intere, insegnando cose che non dovrebbero, per amor di disonesto guadagno. Uno dei loro, un loro proprio profeta, disse: ‘I Cretesi son sempre bugiardi, male bestie, ventri pigri’. Questa testimonianza è verace. Riprendili perciò severamente, affinché siano sani nella fede, non dando retta a favole giudaiche né a comandamenti d’uomini che voltan le spalle alla verità. Tutto è puro per quelli che son puri; ma per i contaminati ed increduli niente è puro; anzi, tanto la mente che la coscienza loro son contaminate. Fanno professione di conoscere Iddio; ma lo rinnegano con le loro opere, essendo abominevoli, e ribelli, e incapaci di qualsiasi opera buona” (Tito 1:10-16), ed infine ascoltate le parole di Paolo ai santi di Roma su quelli che operavano scandali e contrastavano la sana dottrina: “Or io v’esorto, fratelli, tenete d’occhio quelli che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro. Poiché quei tali non servono al nostro Signor Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore de’ semplici” (Romani 16:17-18).

Domando a questo punto ai miei accusatori: ‘Paolo parlava male o bene di quegli individui?’ Io ritengo che ne parlasse male, non vi pare?’ Ma male nel senso che esprimeva la sua disapprovazione verso di essi, il suo rigetto di quelle persone e delle loro dottrine false e delle loro opere malvagie, mettendo in guardia i santi da essi. D’altro canto però egli parlava bene, nel senso che nelle sue parole non c’era niente di sbagliato detto contro quelle persone, niente di inventato, niente di diffamatorio, perchè egli diceva il vero di quelle persone. E quindi le parole di Paolo non erano le parole di un maldicente, perchè la maldicenza è un’altra cosa.

Ma ascoltate pure quello che l’apostolo Pietro dice dei falsi dottori presenti in mezzo alla Chiesa: “Ma sorsero anche falsi profeti fra il popolo, come ci saranno anche fra voi falsi dottori che introdurranno di soppiatto eresie di perdizione, e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si trarranno addosso subita rovina. E molti seguiranno le loro lascivie; e a cagion loro la via della verità sarà diffamata. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole finte; il loro giudicio già da tempo è all’opera, e la loro ruina non sonnecchia. Perché se Dio non risparmiò gli angeli che aveano peccato, ma li inabissò, confinandoli in antri tenebrosi per esservi custoditi pel giudizio; e se non risparmiò il mondo antico ma salvò Noè predicator di giustizia, con sette altri, quando fece venire il diluvio sul mondo degli empi; e se, riducendo in cenere le città di Sodoma e Gomorra, le condannò alla distruzione perché servissero d’esempio a quelli che in avvenire vivrebbero empiamente; e se salvò il giusto Lot che era contristato dalla lasciva condotta degli scellerati (perché quel giusto, che abitava fra loro, per quanto vedeva e udiva si tormentava ogni giorno l’anima giusta a motivo delle loro inique opere), il Signore sa trarre i pii dalla tentazione e riserbare gli ingiusti ad esser puniti nel giorno del giudizio; e massimamente quelli che van dietro alla carne nelle immonde concupiscenze, e sprezzano l’autorità. Audaci, arroganti, non hanno orrore di dir male delle dignità; mentre gli angeli, benché maggiori di loro per forza e potenza, non portano contro ad esse, dinanzi al Signore, alcun giudizio maldicente. Ma costoro, come bruti senza ragione, nati alla vita animale per esser presi e distrutti, dicendo male di quel che ignorano, periranno per la loro propria corruzione, ricevendo il salario della loro iniquità. Essi trovano il loro piacere nel gozzovigliare in pieno giorno; son macchie e vergogne, godendo dei loro inganni mentre partecipano ai vostri conviti; hanno occhi pieni d’adulterio e che non possono smetter di peccare; adescano le anime instabili; hanno il cuore esercitato alla cupidigia; son figliuoli di maledizione. Lasciata la diritta strada, si sono smarriti, seguendo la via di Balaam, figliuolo di Beor, che amò il salario d’iniquità, ma fu ripreso per la sua prevaricazione: un’asina muta, parlando con voce umana, represse la follia del profeta. Costoro son fonti senz’acqua, e nuvole sospinte dal turbine; a loro è riserbata la caligine delle tenebre. Perché, con discorsi pomposi e vacui, adescano con le concupiscenze carnali e le lascivie quelli che si erano già un poco allontanati da coloro che vivono nell’errore, promettendo loro la libertà, mentre essi stessi sono schiavi della corruzione; giacché uno diventa schiavo di ciò che l’ha vinto. Poiché, se dopo esser fuggiti dalle contaminazioni del mondo mediante la conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, si lascian di nuovo avviluppare in quelle e vincere, la loro condizione ultima diventa peggiore della prima. Perché meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuta la via della giustizia, che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo comandamento ch’era loro stato dato. È avvenuto di loro quel che dice con verità il proverbio: Il cane è tornato al suo vomito, e: La troia lavata è tornata a voltolarsi nel fango” (2 Pietro 2:1-22). Ma vi pare che l’apostolo Pietro parla bene di questi individui che un giorno avevano conosciuto la verità e poi hanno rinnegato il Signore, pur rimanendo in mezzo alla Chiesa? A me non pare proprio, perchè dice che sono audaci, arroganti, adescatori di anime instabili, che sfruttano i santi con parole finte, che sono come bruti senza ragione, nati alla vita animale per esser presi e distrutti, che hanno occhi pieno di adulterio, che hanno il cuore esercitato alla cupidigia, che son figliuoli di maledizione, dati alle gozzoviglie e quindi dei dissoluti, e schiavi della corruzione. E’ maldicenza questa? Se lo è, allora Pietro era un maldicente. Ma questa non è maldicenza, la maldicenza è un’altra cosa.

Ascoltate ora in che termini si espresse Giacomo su quei credenti che si erano messi ad amare il mondo: “Voi bramate e non avete; voi uccidete ed invidiate e non potete ottenere; voi contendete e guerreggiate; non avete, perché non domandate; domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere ne’ vostri piaceri. O gente adultera, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio. Ovvero pensate voi che la Scrittura dichiari invano che lo Spirito ch’Egli ha fatto abitare in noi ci brama fino alla gelosia? Ma Egli dà maggior grazia; perciò la Scrittura dice: Iddio resiste ai superbi e dà grazia agli umili. Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. Appressatevi a Dio, ed Egli si appresserà a voi. Nettate le vostre mani, o peccatori; e purificate i vostri cuori, o doppi d’animo! Siate afflitti e fate cordoglio e piangete! Sia il vostro riso convertito in lutto, e la vostra allegrezza in mestizia! Umiliatevi nel cospetto del Signore, ed Egli vi innalzerà” (Giacomo 4:2-10). Ma vi pare che Giacomo parli bene di queste persone? A me non pare, in quanto li chiama ‘gente adultera’, ‘peccatori’, ‘doppi d’animo’, ‘superbi’, e implicitamente ‘nemici di Dio’. E’ maldicenza questa? Se lo è, allora Giacomo era un maldicente. Ma questa non è maldicenza, in quanto lo ripeto la maldicenza è un’altra cosa.

Dunque se noi chiamiamo falsi apostoli i falsi apostoli; se noi chiamiamo ‘nemici della croce di Cristo’ coloro che in seno alla Chiesa hanno l’animo alle cose della terra, e il cui dio è il ventre e che si gloriano di ciò che torna a loro vergogna; se noi chiamiamo cianciatori, seduttori di menti, e ribelli coloro che insegnano per amore di disonesto guadagno cose che non dovrebbero; se chiamiamo i falsi dottori oltre che falsi dottori anche arroganti, audaci, figli della maledizione, corrotti, adescatori di anime instabili, sfruttatori dei santi con parole finte, bruti senza ragione, persone con il cuore esercitato alla cupidigia, dissoluti, e schiavi della corruzione; se noi chiamiamo ‘gente adultera’ coloro che sono diventati amici del mondo; noi non stiamo praticando nessuna forma di maldicenza nei confronti di queste persone, perchè stiamo dicendo il vero su di esse. Ma è chiaro che è proprio perchè diciamo il vero su di esse che non possiamo parlarne bene. Se parlassimo bene di queste persone, noi mentiremmo, perchè diremmo cose non vere di esse. Detto in altre parole, se noi dicessimo dei falsi apostoli e dei falsi dottori che costoro sono dei cari servi del Signore che dedicano la loro vita alla propagazione del Vangelo, e degli uomini santi, noi diremmo il falso perchè la verità è che essi sono riprovati quanto alla fede e servono il loro ventre. Come diremmo il falso se dicessimo di tutti quei credenti che sono apertamente superbi, mondani, disordinati e che rifiutano di rinunciare alle mondane e carnali concupiscenze che sono dei fratelli che fanno la volontà di Dio. E quindi se parlassimo in questa maniera, noi davanti a Dio saremmo colpevoli, e non solo inganneremmo noi stessi ma anche quelli che ci ascoltano.

Fratelli, la Bibbia ci insegna che coloro che sono dati al male e prendono piacere in esso vanno chiamati malvagi, e non buoni; che quelli che sono ingiusti vanno chiamati ingiusti e non giusti; che quelli che dicono menzogne vanno chiamati bugiardi e non veraci; che coloro che sono falsi ministri vanno chiamati falsi ministri; che quelli che rifiutano di ubbidire ai comandamenti di Cristo vanno chiamati ribelli e non ubbidienti; che coloro che con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore dei semplici vanno chiamati ‘seduttori di menti’; che coloro che proclamano profane ciance o si dono dati a vani ragionamenti vanno chiamati ‘cianciatori’; che coloro che compiono scandali vanno chiamati ‘operatori di scandali’; che coloro che sono diventati amici del mondo vanno chiamati ‘gente adultera’ e potrei proseguire con la lista ma mi fermo qui.

Cosa voglio dire con questo? Che noi non possiamo trattare i malvagi alla stessa stregua dei giusti, nè i ribelli alla stessa stregua degli ubbidienti, nè coloro che amano e praticano la menzogna alla stessa stregua di coloro che amano la verità e la mettono in pratica; e così via. Perchè Dio stesso non lo fa, infatti Egli li chiama come meritano di essere chiamati in base alle loro opere; e non mostra il Suo favore verso di essi e le loro opere. E quindi, come imitatori di Dio, noi non possiamo fare altrimenti.

Dunque, alla luce della Sacra Scrittura, coloro che ci accusano di essere dei maldicenti, non fanno altro che diffamarci, mettendo in giro contro di noi una accusa ingiusta e inventata. Perchè noi stiamo chiamando con il loro vero nome sia il male nelle sue svariate forme che coloro che sono dati ad esso e prendono piacere in esso. E quindi i veri maldicenti sono proprio coloro che ci accusano: sono proprio loro che parlano male di noi in quanto ci attribuiscono un qualcosa di falso. E che sia così è dimostrato dal fatto che non possono dimostrare che abbiamo parlato male di queste persone, nel senso che abbiamo detto delle cose non vere. Esaminate attentamente i loro discorsi e vi accorgerete che loro non dimostrano proprio niente, ma proprio niente. E’ molto facile infatti da parte loro prendere i passi della Bibbia che parlano contro i maldicenti e contro la maldicenza, e usarli contro di noi: ma è impossibile da parte loro entrare nel merito della loro accusa e dimostrare che noi abbiamo sbagliato nel dire che Tizio o Caio è un servo di mammona, o un predicatore che insegna dottrine false, o che certi credenti sono amanti del mondo, e questo perchè essi mentono contro di noi. Già perchè i disonesti usano dei versi della Scrittura per mentire contro taluni, e ingannare così il prossimo.

Ma coloro che temono Dio e conoscono le Scritture non cadranno nella rete di queste volpi.

Quindi fratelli, state molto attenti a tutti coloro che vorrebbero farvi credere che il parlare male di qualcuno significa automaticamente fare maldicenza, perchè si può parlare male di qualcuno come facevano gli apostoli parlando bene, nel senso di dire ciò che è giusto e vero. La maldicenza invece è un parlare diffamatorio, e quindi un parlare di cose inventate, di cose non vere, che non sono dimostrabili, e che non sono conformi alla realtà delle cose: questo sì che è un parlare condannato da Dio e coloro che lo praticano si attirano l’ira di Dio.

E questi nostri accusatori, che peraltro va detto spesso si nascondono dietro l’anonimato o dietro un nickname perchè codardi, sono colpevoli proprio di questo peccato davanti a Dio. E purtroppo ci sono tanti credenti che ancora non hanno capito che sono proprio costoro le persone da cui si devono guardare, perchè costoro oltre a chiamare male il bene, e bene il male, trattano i malvagi come se avessero fatto l’opera dei giusti, e i giusti come se avessero fatto l’opera dei malvagi (cfr. Ecclesiaste 8:14). Infatti, siccome loro non aprono bocca contro il male e i malvagi che ci sono in mezzo alle Chiese, ma se possono ci mettono una buona parola, pur di venire contro di noi, costituiscono un enorme pericolo per i santi, perchè con il loro modo di agire li distolgono dalla verità e dalla giustizia, facendoli piombare in un profondo sonno, per poterli manipolare a loro piacimento spillandogli così denaro a più non posso. Perchè una delle caratteristiche di costoro è che amano il denaro, e questo loro amore li porta ad agire ingiustamente, cioè nella maniera da me sopra descritta.

Ma non vi meravigliate di quello che sta accadendo, perchè è normale che dei predicatori che fino a poco tempo fa pensavano di avere il pieno controllo delle Chiese, o del loro personale orticello, in quanto seminavano nei cuori dei fedeli tutto quello che volevano, e operavano come gli pareva, senza temere di essere ripresi e confutati pubblicamente per le loro false dottrine e i loro comportamenti scandalosi, ora che si vedono smascherati pubblicamente, si infurino e si scatenino con le loro menzogne contro coloro che grazie a Dio li hanno smascherati e fatto vedere quello che costoro di falso insegnano e di scandaloso operano. Ma sappiate che il Signore li giudicherà secondo le loro opere, come giudicò coloro che diffamarono e perseguitarono i profeti del Signore, i quali non fecero altro che riprovare le opere malvagie del popolo di Israele e riprendere severamente coloro che le compivano, e per questa loro opera giusta si attirarono l’ira dei ribelli, tra cui c’erano sia i sacerdoti che il popolo che prendeva piacere nella corruzione e nella menzogna, che i falsi profeti che lusingavano con la loro temerarietà gli empi fortificando così le loro mani.

Dunque fratelli siate avveduti, e quanto ad intelligenza siate uomini fatti. Guardatevi da tutti coloro che con le loro parole e le loro opere dimostrano di non amare la verità e la giustizia.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con tutti i santi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/03/19/se-ho-parlato-male-dimostra-il-male-che-ho-detto/

Sul calice che Gesù chiese al Padre di allontanare da Lui

Fratelli nel Signore, voglio brevemente spiegarvi cosa intese Gesù per calice nella notte in cui fu tradito, quando pregò il Padre nel giardino del Getsemani.
Luca afferma: “Poi, essendo uscito, andò, secondo il suo solito, al monte degli Ulivi; e anche i discepoli lo seguirono. E giunto che fu sul luogo, disse loro: Pregate, chiedendo di non entrare in tentazione. Ed egli si staccò da loro circa un tiro di sasso; e postosi in ginocchio pregava, dicendo: Padre, se tu vuoi, allontana da me questo calice! Però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta. E un angelo gli apparve dal cielo a confortarlo. Ed essendo in agonia, egli pregava vie più intensamente; e il suo sudore divenne come grosse gocce di sangue che cadeano in terra” (Luca 22:39-44).
Per capire questa richiesta fatta da Gesù all’Iddio e Padre suo, bisogna innanzi tutto tenere a mente quale fosse il suo stato d’animo nel Getsemani. Marco dice infatti che Gesù dopo avere detto ai suoi discepoli di sedersi lì finchè Lui avesse pregato, prese con sè Pietro e Giacomo e Giovanni e “cominciò ad essere spaventato ed angosciato. E disse loro: L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate” (Marco 14:33-34).
Gesù stava dunque soffrendo molto, ancora prima di mettersi a pregare. Le ragioni mi paiono evidenti, sapeva molto bene quali atroci sofferenze lo aspettavano, ed essendo un vero uomo si spaventò e fu angosciato al pensiero di quello che gli stava per accadere. E qui dunque vediamo che la Scrittura ci conferma pienamente che Gesù era un vero uomo, perchè parla di un uomo spaventato e angosciato e molto triste.
Cosa fece allora Gesù? Chiese al Padre, se fosse possibile, di allontanare da lui quel calice che doveva di lì a poco bere. Dico ‘doveva’, perchè così Dio aveva decretato nei Suoi confronti, e Gesù questo lo sapeva molto bene. Anche l’ora che Gesù chiese al Padre che se era possibile passasse oltre da Lui (cfr. Marco 14:35), era l’ora che doveva scoccare per Lui di lì a poco quando sarebbe stato dato in mano ai peccatori e avrebbe sofferto per mano loro, infatti dopo avere pregato, immediatamente prima che arrivassero ad arrestarlo Gesù dirà ai suoi discepoli: “L’ora è venuta: ecco, il Figliuol dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori. Levatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce, è vicino” (Marco 14:41), e quando lo arrestarono disse ai suoi nemici: “… questa è l’ora vostra e la potestà delle tenebre” (Luca 22:53)
Ecco perchè Gesù nella preghiera disse: “Però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta”, perchè sapeva che doveva sottomettersi al Padre, cosa che Egli fece anche in quell’occasione perchè accettò di bere quel calice e di andare incontro a quell’ora. D’altronde, Gesù stesso aveva detto un giorno: “Ora è turbata l’anima mia; e che dirò? Padre, salvami da quest’ora! Ma è per questo che son venuto incontro a quest’ora” (Giovanni 12:27 – anche mettendo il punto di domanda al posto del punto esclamativo, come fanno alcune traduzioni, il senso non cambia perchè le parole seguenti di Gesù spiegano che Lui era destinato ad andare incontro a quell’ora).
In quella particolare preghiera di Gesù, dunque noi vediamo una dimostrazione della sua perfetta umanità. Non ravvisiamo nessuna contraddizione da parte sua. La Scrittura dice che abbiamo un Sommo Sacerdote che “in ogni cosa è stato tentato come noi” (Ebrei 4:15), e se lo crediamo, dobbiamo credere anche che Gesù in quell’occasione fu tentato affinchè non deponesse la Sua vita per redimerci. Da qui appunto quella richiesta, ma Egli non peccò, perchè fu una preghiera in cui Egli si sottopose alla volontà del Padre Suo.
Nel Getsemani comunque Gesù fu consolato dal Padre Suo, infatti Dio gli mandò un angelo che gli apparve dal cielo a confortarlo. Ma badate che Gesù continuò a soffrire anche dopo l’apparizione di quell’angelo infatti immediatamente dopo avere detto che un angelo gli apparve dal cielo a confortarlo, Luca dice che “essendo in agonia, egli pregava vie più intensamente; e il suo sudore divenne come grosse gocce di sangue che cadeano in terra” (Luca 22:44).
Dunque, Gesù fu confortato mediante quell’angelo di Dio ma non liberato da quella sofferenza che stava patendo nel Getsemani. Fu invece liberato dal timore della morte, secondo che è scritto: “Il quale, ne’ giorni della sua carne, avendo con gran grida e con lagrime offerto preghiere e supplicazioni a Colui che lo potea salvar dalla morte, ed avendo ottenuto d’esser liberato dal timore, benché fosse figliuolo, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì; ed essendo stato reso perfetto, divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore d’una salvezza eterna, essendo da Dio proclamato Sommo Sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec” (Ebrei 5:7-10).
Quello che ottenne Gesù dunque fu la liberazione dal timore della morte, e quindi potè bere senza paura quel calice che gli era posto dinnanzi, sapendo peraltro la gioia che gli era posta dinnanzi. Certo Gesù si rivolse in preghiera a Colui che lo poteva salvare dalla morte, ma non potè ottenere di scampare alla morte, perchè fu per questo che Egli era venuto nel mondo. Fu però – lo ripeto – liberato dal timore della morte, affinchè potesse andare incontro a quell’ora con coraggio. Non è forse scritto nei Salmi infatti: “Io ho cercato l’Eterno, ed egli m’ha risposto e m’ha liberato da tutti i miei spaventi” (Salmo 34:4)?
Vorrei terminare ricordandovi, fratelli, che affinchè Gesù diventasse un fedele e misericordioso sommo sacerdote nelle cose appartenenti a Dio, Egli doveva essere fatto in ogni cosa simile a noi, e quindi fu necessario che Egli soffrisse tutto quello che un uomo può soffrire anche dal punto di vista spirituale, e quindi anche le sofferenze da lui patite nel Getsemani servirono al Padre per rendere perfetto il duce della nostra salvezza (cfr. Ebrei 2:10), e metterlo in grado quindi di simpatizzare con noi nelle nostre infermità (cfr. Ebrei 4:15), e venirci in soccorso quando siamo tentati in quanto Egli stesso “ha sofferto essendo tentato” (Ebrei 2:18). E abbiamo visto quanto Gesù soffrì nel Getsemani essendo tentato. Come anche va detto, che quelle sofferenze servirono a farGli imparare l’ubbidienza, secondo che è scritto: “Imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì” (Ebrei 5:8).
A Colui che mediante la Sua morte ha distrutto il diavolo che aveva l’impero della morte, e ci ha liberati dal timore della morte, sia la gloria ora e in eterno. Amen.

 

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi

Giacinto Butindaro

Ascolta la predicazione del fratello Giacinto Butindaro :

[audio http://www.diretta.lanuovavia.org/c-152-calice.mp3]

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2012/03/21/sul-calice-che-gesu-chiese-al-padre-di-allontanare-da-lui/

Faremo il male onde ne venga il bene? Così non sia

Un Cristiano non può rubare, ammazzare, mentire, frodare, buffoneggiare, parlare volgarmente, corrompere le autorità con denaro, darsi ai piaceri della vita e alle concupiscenze mondane, e all’idolatria, e così via, a fin di bene. Purtroppo però oggi tanti cosiddetti Cristiani giustificano la violazione di quasi ogni comandamento di Dio con la frase ‘Ma noi lo facciamo per il Signore, per un fine giusto quindi!’.

Fratello, non fare il male a fin di bene, perchè questo è condannato dalla Parola di Dio che dice: “Aborrite il male, e attenetevi fermamente al bene” (Romani 12:9).

Sappi che facendo il male si fa biasimare la dottrina di Dio, bestemmiare il nome di Dio, screditare la via della verità, e si è d’intoppo sia alla Chiesa che al mondo; e ci si fa nemici di Dio e ci si attira l’ira e il giudizio di Dio. Facendo il bene invece, si induce gli altri ad onorare la dottrina di Dio, a lodare Dio, e li si incoraggia ad attenersi solo al bene; e si viene amati e premiati da Dio.

“Da questo sono manifesti i figliuoli di Dio e i figliuoli del diavolo: chiunque non opera la giustizia non è da Dio; e così pure chi non ama il suo fratello” (1 Giovanni 3:10).

Chi ha orecchi da udire oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/07/05/faremo-il-male-onde-ne-venga-il-bene-cosi-non-sia/

La dottrina è importante

“Alla legge! alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui alcuna aurora! Andrà errando per il paese, affranto, affamato; e quando avrà fame, s’irriterà, maledirà il suo re ed il suo Dio. Volgerà lo sguardo in alto, lo volgerà verso la terra, ed ecco, non vedrà che distretta, tenebre, oscurità piena d’angoscia, e sarà sospinto in fitta tenebria” (Isaia 8:20-22).

Oggi da parte di molti credenti c’è la tendenza a sottovalutare o sprezzare la dottrina, ecco perchè mi sono trovato costretto a scrivervi, fratelli nel Signore, affinchè nessuno di costoro vi seduca con vani ragionamenti.

Generalmente, il discorso che fanno è questo: ‘L’importante è evangelizzare il mondo, la dottrina è qualcosa di secondario su cui non ci si deve dividere’. Per dottrina si intende l’insegnamento.
Ora, innanzi tutto voglio dirvi che è certamente importante evangelizzare il mondo, ma è anche importante farlo come si conviene. Cosa intendo dire? Che la Bibbia quando dice che gli apostoli (o anche altri credenti che non erano apostoli) evangelizzavano, vuole dire che costoro annunziavano al mondo il ravvedimento e la fede nel Signore Gesù Cristo.

Facciamo un esempio. Paolo ai Galati dice che a lui era stata affidata l’evangelizzazione degli incirconcisi ossia dei Gentili, secondo che è scritto: “Ma quelli che godono di particolare considerazione (quali già siano stati a me non importa; Iddio non ha riguardi personali), quelli, dico, che godono maggior considerazione non m’imposero nulla di più; anzi, quando videro che a me era stata affidata la evangelizzazione degli incirconcisi, come a Pietro quella de’ circoncisi (poiché Colui che avea operato in Pietro per farlo apostolo della circoncisione aveva anche operato in me per farmi apostolo de’ Gentili), e quando conobbero la grazia che m’era stata accordata, Giacomo e Cefa e Giovanni, che son reputati colonne, dettero a me ed a Barnaba la mano d’associazione perché noi andassimo ai Gentili, ed essi ai circoncisi; soltanto ci raccomandarono di ricordarci dei poveri; e questo mi sono studiato di farlo” (Galati 2:6-10), e ovviamente questa evangelizzazione fu Cristo ad affidargliela, secondo che lui dice ai Corinti: “Perché Cristo non mi ha mandato a battezzare ma ad evangelizzare ….” (1 Corinzi 1:17).

Ma in che cosa consisteva l’evangelizzazione di Paolo? Nello scongiurare gli uomini a ravvedersi e a credere nel Signore Gesù Cristo, secondo che lui disse: “Io non mi son tratto indietro dall’annunziarvi e dall’insegnarvi in pubblico e per le case, cosa alcuna di quelle che vi fossero utili, scongiurando Giudei e Greci a ravvedersi dinanzi a Dio e a credere nel Signor nostro Gesù Cristo” (Atti 20:20-21).

Ravvedersi significa letteralmente ‘cambiare mente o modo di pensare’, il che implica un mettersi a rigettare il peccato in tutte le sue forme (e quindi non solo il peccato di incredulità); mentre credere nel Signore Gesù significa credere che Egli è il Figlio di Dio che nella pienezza dei tempi è morto sulla croce per i nostri peccati e risorto per la nostra giustificazione, e quindi Paolo annunziava sia la morte espiatoria di Cristo che la sua resurrezione corporale. Queste erano cose che lui annunziava a tutti, sia Giudei che Gentili.

In che cosa consiste invece l’evangelizzazione moderna nella maggior parte dei casi? In un messaggio diverso, che è praticamente questo ‘Gesù ti ama, dagli il tuo cuore e lui ti darà pace, gioia e vita in abbondanza’. Peraltro, spesso nelle moderne evangelizzazioni non viene neppure annunziata la morte espiatoria di Cristo come neppure la sua resurrezione, ma si parla in maniera generica di una venuta di Gesù in questo mondo per salvare il mondo, omettendo volutamente la sua crocifissione e la sua resurrezione. Cosa questa grave, molto grave, perchè il Vangelo che si deve predicare ad ogni creatura non è altro che l’annunzio della morte di Cristo e della sua resurrezione, difatti Paolo nel ricordare ai santi di Corinto l’Evangelo che egli aveva loro annunziato gli dice: “Fratelli, io vi rammento l’Evangelo che v’ho annunziato, che voi ancora avete ricevuto, nel quale ancora state saldi, e mediante il quale siete salvati, se pur lo ritenete quale ve l’ho annunziato; a meno che non abbiate creduto invano. Poiché io v’ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai Dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. Poi apparve a Giacomo; poi a tutti gli Apostoli; e, ultimo di tutti, apparve anche a me, come all’aborto” (1 Corinzi 15:1-8)

Quindi, è evidente che l’evangelizzazione moderna non mette davanti agli uomini il comandamento di rinunziare al peccato, alle mondane concupiscenze, perchè il cambiamento di mente che Dio ordina all’uomo implica nella pratica proprio questa rinunzia. Come anche non presenta agli uomini la morte di Cristo avvenuta per i nostri peccati, e la sua resurrezione avvenuta per la nostra giustificazione.

Ma c’è dell’altro da dire a proposito del moderno messaggio di evangelizzazione, e cioè che è privo dell’annunzio del giudizio divino a venire su coloro che rifiutano di ravvedersi e di credere in Gesù Cristo, che deve far parte in qualche modo di ogni evangelizzazione.

Gesù per esempio un giorno disse ad alcuni che gli avevano riferito il fatto de’ Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato coi loro sacrificî: “Pensate voi che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei perché hanno sofferto tali cose? No, vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti similmente perirete. O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate voi che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti al par di loro perirete” (Luca 13:2-5), e in un altra occasione rimproverò le città nelle quali era stata fatta la maggior parte delle sue opere potenti, perché non si erano ravvedute, in questa maniera: “Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute fra voi, già da gran tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere. E però vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. E tu, o Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino nell’Ades. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, ella sarebbe durata fino ad oggi. E però, io lo dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua” (Matteo 11:21-24).

Paolo, quando predicò nella sinagoga di Antiochia di Pisidia, terminò la sua predica con queste parole: “Guardate dunque che non venga su voi quello che è detto nei profeti: Vedete, o sprezzatori, e maravigliatevi, e dileguatevi, perché io fo un’opera ai dì vostri, un’opera che voi non credereste, se qualcuno ve la narrasse” (Atti 13:40-41); e quando predicò la Parola agli Ateniesi, le ultime parole che pronunciò prima di essere interrotto furono queste: “Iddio dunque, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, fa ora annunziare agli uomini che tutti, per ogni dove, abbiano a ravvedersi, perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo dell’uomo ch’Egli ha stabilito; del che ha fatto fede a tutti, avendolo risuscitato dai morti” (Atti 17:30-31); e quando il governatore Felice lo mandò a chiamare, e lo ascoltò circa la fede in Cristo, la Bibbia dice che “ragionando Paolo di giustizia, di temperanza e del giudizio a venire, Felice, tutto spaventato, replicò: Per ora, vattene; e quando ne troverò l’opportunità, ti manderò a chiamare” (Atti 24:25).

E’ un messaggio di evangelizzazione, quello moderno, alleggerito ed adulterato quindi. Come dice Dio ad Israele: “Il tuo argento s’è cangiato in scorie, il tuo vino è stato tagliato con acqua” (Isaia 1:22). E questo è qualcosa da biasimare fortemente.

E perchè il moderno messaggio di evangelizzazione manca di questi elementi fondamentali? Perchè la maggior parte dei credenti sono amici del mondo, e quindi vivono più o meno la stessa vita di prima di credere in Gesù, e quindi per loro non ha nessun senso predicare il ravvedimento agli uomini. Se loro infatti non si sono ravveduti, non sapendo neppure cosa significa ravvedersi, come fanno ad ordinare agli uomini di ravvedersi? Per questo tipo di credenti è possibile diventare Cristiani senza ravvedersi, senza rinunciare al vecchio modo di pensare. Ecco perchè spesso si incontrano credenti che rubavano prima, e rubano anche adesso; erano maneschi prima, e lo sono anche adesso; dicevano parolacce prima, e le dicono anche adesso; erano volgari prima, e lo sono anche adesso; andavano a divertirsi prima, e ci vanno anche adesso; erano dati ai piaceri della vita prima, e lo sono anche adesso; facevano lavori disonesti prima, e li fanno anche adesso; si vestivano in maniera sconveniente prima, e si vestono così anche adesso. Quando dunque si parla con costoro, ci si accorge che ragionano come quelli del mondo, proprio perchè non si sono ravveduti, cioè non hanno cambiato modo di pensare, e di conseguenza non hanno cambiato tipo di vita. Le cose vecchie sono ancora là, e non sono passate. Ci sono addirittura quelli che pensano che predicare il ravvedimento ai peccatori è dannoso perchè contribuisce a fargli perdere l’autostima, e a fargli nascere inutili sensi di colpa!!

E poi perchè essi pensano che gli uomini possono diventare Cristiani senza che si parli loro della morte espiatoria di Cristo, e quindi dello spargimento di sangue che Cristo ha compiuto per la remissione dei nostri peccati, come neppure della sua resurrezione. Sembra incredibile questo, ma è la triste realtà. D’altronde il messaggio della croce, cioè Cristo e Lui crocifisso “per i Giudei è scandalo, e per i Gentili, pazzia” (1 Corinzi 1:23), per cui è meglio non urtare la suscettibilità sia degli uni che degli altri. Quando dunque si parla di Gesù – pensano costoro – è bene usare espressioni generiche come ‘Gesù è venuto a salvarci’, o ‘Gesù ha dato la sua vita per noi’, e non espressioni come ‘Gesù Cristo è stato crocifisso per i nostri peccati’, o ‘Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità’, perchè troppo forti, crude, e potrebbero scandalizzare le anime! E poi, se uno dovesse parlare della crocifissione di Cristo, dovrebbe dire pure che i Giudei lo crocifissero, e dire una cosa come questa potrebbe far indignare gli Ebrei che vivono qua in Italia, che si metterebbero a protestare – come sempre hanno fatto – contro di noi Cristiani accusandoci di essere degli antisemiti! Quindi meglio evitare di menzionare il resoconto biblico della morte di Cristo, secondo il quale i Giudei arrestarono Cristo, lo condannarono a morte, e lo diedero nelle mani di Ponzio Pilato affinchè venisse crocifisso! Meglio stare in buoni rapporti anche con gli Ebrei che vivono in questa nazione! Perchè andarsi a cercare delle noie pure con loro? Chi ce lo fa fare? Pensa questa gente.

E poi, sulla resurrezione di Cristo, perchè menzionarla con il rischio di dover spiegare poi come è risorto ed altre cose? Diciamo semplicemente che Gesù vive, e questo basta e avanza, pensano sempre costoro.

Ed infine, costoro omettono di parlare del giudizio a venire perchè dato che dicono ai peccatori ‘Gesù vi ama’, non possono poi annunziargli il giudizio a venire, la condanna eterna, il tormento eterno nel fuoco eterno, perchè le persone potrebbero dire: ‘Ma allora Gesù non ci ama, come voi dite, ma ci odia!’ Per costoro Dio è amore: ma a tal punto che ama anche i bugiardi, gli omicidi, i pedofili, gli adulteri, i fornicatori, gli stregoni, i sodomiti, e così via, quando invece la Bibbia dice che Dio odia tutti gli operatori di iniquità. Coloro che la Bibbia dice che Dio ama sono i giusti. E poi, per molti di costoro, il fuoco eterno di cui parla la Bibbia è un fuoco simbolico e non reale, e quindi alla fin fine non è poi così tragica la fine che faranno i peccatori!

E poi, ancora, per costoro, a prescindere che il fuoco sia reale o simbolico, è meglio non spaventare gli uomini: hanno già tante paure, perchè aggiungergli pure la paura della condanna eterna?

Quindi, qua, fratelli, le cose stanno così: che coloro che sprezzano la dottrina, sprezzano persino il messaggio dell’evangelizzazione. D’altronde una delle caratteristiche di questi Cristiani è la superficialità nelle cose di Dio, quindi non ci si deve meravigliare che alla fine poi si scopre che costoro sprezzano pure il glorioso messaggio della croce. Basta sentire i loro messaggi di evangelizzazione, per capire tutto ciò.

Bisogna dunque spiegare loro che cosa intende la Bibbia per evangelizzazione.

Ma veniamo ora alla dottrina. Essa è importante quanto il messaggio del Vangelo, perchè è proceduta dalla stessa bocca, cioè dalla bocca di Dio. Gesù infatti che disse le cose che il Padre gli aveva ordinato di dire, non si limitò ad evangelizzare (dicendo agli uomini “Ravvedetevi e credete all’evangelo”), perchè Egli insegnò la dottrina di Dio ai suoi discepoli. Basta considerare solamente quello che è stato chiamato ‘il sermone sul monte’ per rendersi conto di ciò.

E poi prima di ascendere in cielo, Gesù non disse ai suoi discepoli solo di predicare il Vangelo, secondo che è scritto: “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura” (Marco 16:15), ma anche di insegnare i suoi comandamenti, secondo che è scritto: “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, insegnando loro d’osservar tutte quante le cose che v’ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente” (Matteo 28:19-20).

E che dire dell’apostolo Paolo? Non è forse vero che anche lui ammaestrava i santi, esortandoli peraltro giorno e notte? Ascoltate cosa dice Paolo agli anziani della Chiesa di Efeso: “Io non mi son tratto indietro dall’annunziarvi e dall’insegnarvi in pubblico e per le case, cosa alcuna di quelle che vi fossero utili” (Atti 20:20); e quello che dice ai santi di Colosse: “Noi proclamiamo, ammonendo ciascun uomo e ciascun uomo ammaestrando in ogni sapienza, affinché presentiamo ogni uomo, perfetto in Cristo” (Colossesi 1:28).

Quando poi Paolo scrisse a Timoteo, lo esortò con forza ad ammaestrare i santi, cioè a trasmettergli la dottrina, in svariate maniere. Per esempio gli disse: “Rappresentando queste cose ai fratelli, tu sarai un buon ministro di Cristo Gesù, nutrito delle parole della fede e della buona dottrina che hai seguita da presso” (1 Timoteo 4:6), ed anche: “Ordina queste cose e insegnale. …. Attendi finché io torni, alla lettura, all’esortazione, all’insegnamento. …. Bada a te stesso e all’insegnamento; persevera in queste cose, perché, facendo così, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano” (1 Timoteo 4:11, 13, 16), ed ancora: “Queste cose insegna e ad esse esorta” (1 Timoteo 6:2), ed anche: “Io te ne scongiuro nel cospetto di Dio e di Cristo Gesù che ha da giudicare i vivi e i morti, e per la sua apparizione e per il suo regno: Predica la Parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo. Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d’udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole” (2 Timoteo 4:1-4).

E di questa dottrina fanno parte anche il proponimento dell’elezione di Dio, l’ordine per la donna di vestirsi con verecondia e modestia, come anche l’ordine di velarsi il capo quando prega o profetizza; per citare alcuni di quegli insegnamenti che oggi vengono maggiormente sprezzati e ignorati dalle Chiese.

La dottrina è dunque importante, ovviamente la sana dottrina, altrimenti nè Gesù e neppure gli apostoli avrebbero parlato in questa maniera dell’insegnamento. In particolare vorrei che notaste che Paolo spiega che l’ammaestramento è dato in vista del perfezionamento dei santi, e che egli dice a Timoteo che facendo così lui salverà sia lui stesso che quelli che lo ascoltano, e che deve insistere nell’annunziare la dottrina di Dio (la buona dottrina che Timoteo aveva seguito da presso) perchè verrà il tempo che non la sopporteranno. Gli apostoli dunque non sottovalutavano per niente la dottrina, anzi.

La sana dottrina fortifica dunque, fa crescere spiritualmente i santi, li rende maturi ed in grado di distinguere il bene dal male, e li rende accetti a Dio, perchè nel metterla in pratica si piace a Dio con la propria condotta.

E poi la sana dottrina è una sorta di riparo dalle false dottrine, perchè nel momento che la si conosce e in essa si sta saldi, si rigettano le strane e diverse dottrine che circolano.

Gli effetti benefici quindi sono svariati, ecco perchè gli apostoli ci tenevano a trasmetterla ai santi.

Ho detto poco fa che nel mettere in pratica la sana dottrina si piace a Dio, e questo perchè la propria condotta viene resa conforme a quella che è la volontà di Dio verso di noi; è dunque evidente che nel rifiutare la sana dottrina, per dare retta a dottrine false e quindi malsane, si dispiace a Dio con la propria condotta. E questo perchè ogni dottrina ha un effetto sul comportamento della persona che la professa, per cui se la dottrina è sana l’effetto sarà benefico, ma se è malsana l’effetto sarà malefico.

Facciamo degli esempi pratici: chi insegna che i bambini vanno battezzati o che il battesimo va ministrato per aspersione, induce i credenti a privarsi del vero battesimo che ha ordinato Cristo; chi insegna che il battesimo con lo Spirito non è una esperienza successiva alla nuova nascita, indurrà i santi a privarsi di un rivestimento di potenza dall’alto; chi insegna che la donna non deve velarsi il capo quando prega o profetizza, indurrà la donna a disonorare il suo capo, cioè l’uomo; chi insegna che ci si può conformare al mondo dandoci ai divertimenti e ai piaceri della vita, indurrà i credenti a corrompersi e a diventare nemici di Dio perchè l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio; chi insegna che Dio ci vuole ricchi materialmente, induce i credenti a voler diventare ricchi e quindi a sviarsi dalla fede; chi insegna che in alcuni casi si può rubare e mentire, e fornicare indurrà i santi a inciampare come anche farà sì che la dottrina di Dio sia biasimata e il nome di Dio bestemmiato.

Ma prendiamo anche come esempio l’eresia dei ‘Gesù solo’ (che sostiene che Gesù è sia il Padre, che il Figlio che lo Spirito), per analizzarne gli effetti deleteri. Innanzi tutto fa credere delle cose false oltre che assurde, e cioè che il Padre è la divinità di Cristo, mentre il Figliuolo è l’umanità di Cristo (o l’uomo in cui dimorò Dio), come anche che il Figlio di Dio non è coeterno con il Padre; poi sconvolge il piano della salvezza, perchè dato che Gesù Cristo per costoro è anche lo Spirito Santo, fino a quando un credente non è battezzato con lo Spirito Santo (o ripieno di Spirito) e quindi parla in lingue, non è nato di nuovo e quindi non è un figlio di Dio! Provate a immaginare l’angoscia e la disperazione in cui vivono coloro che ancora non hanno ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo!

E prendiamo, dato che ci siamo, anche l’eresia degli ‘Zaccardiani’ che concerne il peccato, secondo cui il credente dopo il battesimo se commette un peccato tipo fornicazione, adulterio, omicidio, e bestemmia, non potrà più ravvedersi ed ottenere perdono da Dio, e quindi è condannato automaticamente alla perdizione eterna! Quali sono gli effetti deleteri di questa eresia? Che i credenti si comportano con spietatezza verso quei fratelli che commettono questi peccati, i quali magari pur volendo ravvedersi perchè si sentono profondamente in colpa, cadono nella disperazione perchè gli viene detto che ormai per loro è finita, non c’è più speranza di perdono!

Come potete vedere la dottrina malsana ha dei risvolti pratici di non poco rilievo. E quindi è molto importante che si dia retta solo alla dottrina sana per non subire poi le nefaste conseguenze delle dottrine false, che sono definite lievito proprio perchè hanno il potere di corrompere la Chiesa.

Dunque, è evidente, che se ci si tiene alla sana dottrina, si rifiuterà ogni compromesso con coloro che insegnano una dottrina malsana. Non si cercherà di mettersi con loro, in nome di una presunta unità dei Cristiani, a discapito della dottrina che è verità.

E poi, vorrei ricordare proprio a costoro che sprezzano la dottrina, che ogni qualvolta nella Chiesa il popolo ha deciso di tornare alla Parola di Dio, e quindi a credere, a predicare e a fare semplicemente quello che è scritto, esso ne ha avuto del bene. Quando alcuni credenti cominciarono a praticare il battesimo per immersione a quelli che credevano, rifiutando così il battesimo dei bambini, la Chiesa ne ha poi avuto del bene; quando alcuni credenti accettarono il parlare in lingue come il segno esteriore attestante il battesimo con lo Spirito Santo, la Chiesa ne ha poi avuto del bene; quando alcuni credenti cominciarono a credere che i doni spirituali sono ancora per oggi, la Chiesa ne ha poi avuto del bene. Devo continuare?

Quindi, la Chiesa avrà sempre del bene dall’attenersi semplicemente ed esclusivamente a quello che è scritto, rigettando ogni dottrina falsa ed eretica.

Fratelli, amate la dottrina, e perciò difendetela dagli attacchi dei tanti cianciatori e seduttori di menti che ci sono in mezzo alle Chiese, turando loro la bocca.

Questo naturalmente vi porterà a dividervi da alcuni, ma è normale, perchè nel corso della storia della Chiesa la dottrina di Dio ha sempre diviso quelli che di cuore puro invocano Dio dagli eretici, dai settari, dai falsi fratelli, da quei Cristiani che hanno mutato la grazia di Dio in dissolutezza, dai cianciatori e dai seduttori di menti. Ma questo è un bene, e non un male: sappiatelo.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/07/02/la-dottrina-e-importante/