Persevera

Fratello e sorella nel Signore, ‘bada a te stesso e all’insegnamento; persevera in queste cose, perché, facendo così, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano.’ (1Timoteo 4:16) Poiché solo ‘chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.’ (Matteo 24:13)

Salvatore Larizza

C’è un prezzo da pagare

prezzo-da-pagareC’è sempre un prezzo da pagare nel mettersi contro la Massoneria che ha occupato le denominazioni e le controlla e dirige. Sicuramente, se si è un pastore in queste denominazioni massonizzate, si verrà prima posti sotto disciplina dalla dirigenza massonica e poi cacciati via se non ci si piega al loro volere, ed essi naturalmente addurranno motivi che non sono quelli reali, perché i servi della Massoneria sono chiamati a mentire e a non fare sapere la verità al popolo. E quindi alle Chiese verrà come al solito propinata la solita accusa falsa contro chi ha avuto il coraggio di condannare la Massoneria e di mettere in guardia i fratelli da essa, per screditarlo e farlo apparire così un riprovato. Ma questo è un prezzo che coloro che vogliono avere una buona coscienza nel cospetto di Dio e degli uomini, e che vogliono quindi piacere a Dio anziché agli uomini, sono disposti a pagare per amore del Signore.
Colgo dunque l’occasione per esortare quei pastori che sanno che quello che diciamo sulla Massoneria è la verità, e che magari ancora non hanno il coraggio di dire pubblicamente la verità, ad essere coraggiosi e a proclamare la verità con ogni franchezza sapendo che per certo Dio li onorerà per questo, perché Dio onora quelli che lo onorano.
Parlate, non tacete, predicate la Parola così come è scritta senza omettere nulla del consiglio di Dio, e riprovate le opere infruttuose delle tenebre, tra cui c’è anche la Massoneria. Non vi preoccupate di quello che potranno farvi i dirigenti della vostra denominazione, perché calunniandovi e cacciandovi vi daranno motivo per rallegrarvi nel Signore per essere stati reputati degni di essere vituperati per la verità. Quindi, siate forti, è tempo di parlare, perché i tempi sono malvagi, come sono malvagi anche i dirigenti di queste denominazioni essendo massoni o paramassoni.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2016/03/17/ce-un-prezzo-da-pagare-2/

Meravigliosa grazia

gregge-montagnaFratelli, consideriamo attentamente questa cosa: in questo mondo la stragrande maggioranza degli abitanti della terra (e parliamo di miliardi di persone) sono sotto la potestà delle tenebre e vanno dietro ogni sorta di menzogna generata dal diavolo, e noi discepoli del Signore Gesù Cristo invece – che siamo pochi – siamo sotto la potestà del solo vero Dio e conosciamo la verità, per la grazia di Dio, perché a Lui è piaciuto riscattarci dalla potestà delle tenebre e farci conoscere la verità. Non è questo un motivo per ringraziare del continuo l’Iddio vivente e vero – anche pubblicamente e non solo privatamente – per averci fatto grazia, secondo il beneplacito della Sua volontà, secondo che ha detto Dio: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19)?

Fratelli, ricordiamoci sempre che cosa eravamo un tempo anche noi, perché in questa maniera ci manterremo umili nel cospetto di Dio e saremo del continuo spinti a glorificare Dio per la Sua meravigliosa grazia in Cristo Gesù.

La grazia del nostro Signore Gesù sia con tutti voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/08/13/meravigliosa-grazia/

Vasi d’ira preparati per la perdizione

vasi-ira“L’Eterno ha fatto ogni cosa per uno scopo; anche l’empio, per il dì della sventura” (Proverbi 16:4)

Molti si scandalizzano nel sentirci dire che ci sono esseri umani preparati da Dio per la perdizione. Ma noi lo diciamo questo perché è la Sacra Scrittura a dirlo, infatti l’apostolo Paolo dice ai santi di Roma: “E che v’è mai da replicare se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta longanimità de’ vasi d’ira preparati per la perdizione …?” (Romani 9:22). E d’altronde la bestia e il falso profeta che devono manifestarsi prima del grande e glorioso giorno del Signore, che cosa sono se non dei vasi d’ira preparati per la perdizione? Non dice forse infatti la Scrittura che quando Gesù ritornerà saranno presi e gettati nel fuoco eterno, e quindi la loro fine è stata innanzi decretata da Dio? Ascoltate cosa essa dice: “E la bestia fu presa, e con lei fu preso il falso profeta che avea fatto i miracoli davanti a lei, coi quali aveva sedotto quelli che aveano preso il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine. Ambedue furon gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo” (Apocalisse 19:20). Allora, rispondetemi, insensati: ‘Sono o non sono preparati per la perdizione questi due esseri umani?’ ‘E’ o non è già stata da Dio decretata la loro fine?’ Ma non vi rendete conto che state andando contro la Parola di Dio? Perché non comprendete che non è affatto la volontà di Dio che essi siano salvati perché sono dei vasi d’ira preparati per la perdizione, e questo noi lo sappiamo perché ce lo dice la Scrittura? E che dire di coloro che adoreranno la bestia, i cui nomi non sono scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo (Apocalisse 13:8)? Non sono anch’essi dei vasi d’ira preparati per la perdizione? Certo che lo sono.
V’è forse ingiustizia in Dio per avere predestinato costoro alla perdizione? Così non sia, perché Dio ha detto: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19). Avete capito allora? Dio fa grazia a chi vuole Lui, e quindi se ha deciso di non fare grazia a taluni non può essere censurato da nessuno. Vi domando: “Il vasaio non ha egli potestà sull’argilla, da trarre dalla stessa massa un vaso per uso nobile, e un altro per uso ignobile?” (Romani 9:21).
Volete ancora contendere con Dio? Volete ancora contrastare la verità? Peggio per voi. E’ scritto infatti: “Se giudichi le vie di Dio come fan gli empi, il giudizio e la sentenza di lui ti piomberanno addosso” (Giobbe 36:17).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/07/24/vasi-dira-preparati-per-la-perdizione/

Dio indura chi vuole Lui

Dio-induraE’ scritto: “OR I FIGLIUOLI DI ELI ERANO UOMINI SCELLERATI; NON CONOSCEVANO L’ETERNO. Ed ecco qual era il modo d’agire di questi sacerdoti riguardo al popolo: quando qualcuno offriva un sacrifizio, il servo del sacerdote veniva, nel momento in cui si faceva cuocere la carne, avendo in mano una forchetta a tre punte; la piantava nella caldaia o nel paiuolo o nella pentola o nella marmitta; e tutto quello che la forchetta tirava su, il sacerdote lo pigliava per sé. Così facevano a tutti gl’Israeliti, che andavano là, a Sciloh. E anche prima che si fosse fatto fumare il grasso, il servo del sacerdote veniva, e diceva all’uomo che faceva il sacrifizio: ‘Dammi della carne da fare arrostire, per il sacerdote; giacché egli non accetterà da te carne cotta, ma cruda’. E se quell’uomo gli diceva: ‘Si faccia, prima di tutto, fumare il grasso; poi prenderai quel che vorrai’, egli rispondeva: ‘No, me la devi dare ora; altrimenti la prenderò per forza!’ Il peccato dunque di que’ giovani era grande oltremodo agli occhi dell’Eterno, perché la gente sprezzava le offerte fatte all’Eterno. …… Or Eli era molto vecchio e udì tutto quello che i suoi figliuoli facevano a tutto Israele, e come si giacevano con le donne che eran di servizio all’ingresso della tenda di convegno. E disse loro: ‘Perché fate tali cose? poiché odo tutto il popolo parlare delle vostre malvage azioni. Non fate così, figliuoli miei, poiché quel che odo di voi non è buono; voi inducete a trasgressione il popolo di Dio. Se un uomo pecca contro un altr’uomo, Iddio lo giudica; ma, se pecca contro l’Eterno, chi intercederà per lui?’ QUELLI PERÒ NON DIEDERO ASCOLTO ALLA VOCE DEL PADRE LORO, PERCHÉ L’ETERNO LI VOLEA FAR MORIRE” (1 Samuele 2:12-17;22-25). E difatti di lì a qualche tempo, essi morirono per mano dei Filistei. Che cosa ci insegna questo fatto? Che ci sono uomini malvagi che non presteranno ascolto alla riprensione rivoltagli, perché Dio ha deciso di farli morire. E’ la Sua volontà quindi che essi muoiano, che non continuino a vivere sulla terra. Dio indurerà il loro cuore per sterminarli dalla faccia della terra.
Non avvenne forse la stessa cosa a Faraone e agli Egiziani, che furono indurati da Dio perché Dio voleva sterminarli, secondo che è scritto: “E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo: ‘Di’ ai figliuoli d’Israele che tornino indietro e s’accampino di rimpetto a Pi-Hahiroth, fra Migdol e il mare, di fronte a Baal-Tsefon; accampatevi di faccia a quel luogo presso il mare. E Faraone dirà de’ figliuoli d’Israele: Si sono smarriti nel paese; il deserto li tiene rinchiusi. E IO INDURERÒ IL CUOR DI FARAONE, ED EGLI LI INSEGUIRÀ; MA IO TRARRÒ GLORIA DA FARAONE E DA TUTTO IL SUO ESERCITO, E GLI EGIZIANI SAPRANNO CHE IO SONO L’ETERNO’. Ed essi fecero così. Or fu riferito al re d’Egitto che il popolo era fuggito; e il cuore di Faraone e de’ suoi servitori mutò sentimento verso il popolo, e quelli dissero: ‘Che abbiam fatto a lasciar andare Israele, sì che non ci serviranno più?’ E Faraone fece attaccare il suo carro, e prese il suo popolo seco. Prese seicento carri scelti e tutti i carri d’Egitto; e su tutti c’eran de’ guerrieri. E L’ETERNO INDURÒ IL CUOR DI FARAONE, RE D’EGITTO, ED EGLI INSEGUÌ I FIGLIUOLI D’ISRAELE, CHE USCIVANO PIENI DI BALDANZA. GLI EGIZIANI DUNQUE LI INSEGUIRONO; e tutti i cavalli, i carri di Faraone, i suoi cavalieri e il suo esercito li raggiunsero mentr’essi erano accampati presso il mare, vicino a Pi-Hahiroth, di fronte a Baal-Tsefon. E quando Faraone si fu avvicinato, i figliuoli d’Israele alzarono gli occhi: ed ecco, gli Egiziani marciavano alle loro spalle; ond’ebbero una gran paura, e gridarono all’Eterno. E dissero a Mosè: ‘Mancavan forse sepolture in Egitto, che ci hai menati a morire nel deserto? Perché ci hai fatto quest’azione, di farci uscire dall’Egitto? Non è egli questo che ti dicevamo in Egitto: Lasciaci stare, che serviamo gli Egiziani? Poiché meglio era per noi servire gli Egiziani che morire nel deserto’. E Mosè disse al popolo: ‘Non temete, state fermi, e mirate la liberazione che l’Eterno compirà oggi per voi; poiché gli Egiziani che avete veduti quest’oggi, non li vedrete mai più in perpetuo. L’Eterno combatterà per voi, e voi ve ne starete queti’. E l’Eterno disse a Mosè: ‘Perché gridi a me? Di’ ai figliuoli d’Israele che si mettano in marcia. E tu alza il tuo bastone, stendi la tua mano sul mare, e dividilo; e i figliuoli d’Israele entreranno in mezzo al mare a piedi asciutti. E quanto a me, ecco, io indurerò il cuore degli Egiziani, ed essi v’entreranno, dietro a loro; ed io trarrò gloria da Faraone, da tutto il suo esercito, dai suoi carri e dai suoi cavalieri. E gli Egiziani sapranno che io sono l’Eterno, quando avrò tratto gloria da Faraone, dai suoi carri e dai suoi cavalieri’. Allora l’angelo di Dio, che precedeva il campo d’Israele, si mosse e andò a porsi alle loro spalle; parimente la colonna di nuvola si mosse dal loro fronte e si fermò alle loro spalle; e venne a mettersi fra il campo dell’Egitto e il campo d’Israele; e la nube era tenebrosa per gli uni, mentre rischiarava gli altri nella notte. E l’un campo non si accostò all’altro per tutta la notte. Or Mosè stese la sua mano sul mare; e l’Eterno fece ritirare il mare mediante un gagliardo vento orientale durato tutta la notte, e ridusse il mare in terra asciutta; e le acque si divisero. E i figliuoli d’Israele entrarono in mezzo al mare sull’asciutto; e le acque formavano come un muro alla loro destra e alla loro sinistra. E GLI EGIZIANI LI INSEGUIRONO; E TUTTI I CAVALLI DI FARAONE, I SUOI CARRI E I SUOI CAVALIERI ENTRARONO DIETRO A LORO IN MEZZO AL MARE. E avvenne verso la vigilia del mattino, che l’Eterno, dalla colonna di fuoco e dalla nuvola, guardò verso il campo degli Egiziani, e lo mise in rotta. E tolse le ruote dei loro carri, e ne rese l’avanzata pesante; in guisa che gli Egiziani dissero: ‘Fuggiamo d’innanzi ad Israele, perché l’Eterno combatte per loro contro gli Egiziani’. E l’Eterno disse a Mosè: ‘Stendi la tua mano sul mare, e le acque ritorneranno sugli Egiziani, sui loro carri e sui loro cavalieri’. E Mosè stese la sua mano sul mare; e, sul far della mattina, il mare riprese la sua forza; e gli Egiziani, fuggendo, gli andavano incontro; E L’ETERNO PRECIPITÒ GLI EGIZIANI IN MEZZO AL MARE. LE ACQUE TORNARONO E COPRIRONO I CARRI, I CAVALIERI, TUTTO L’ESERCITO DI FARAONE CH’ERANO ENTRATI NEL MARE DIETRO AGL’ISRAELITI; E NON NE SCAMPÒ NEPPUR UNO” (Esodo 14:1-28)
E che dire degli abitanti delle città del paese di Canaan? Non furono anch’essi indurati da Dio affinchè Israele li sterminasse in ubbidienza all’ordine di Dio? Ascoltate cosa troviamo scritto nel libro di Giosuè: “Giosuè fece per lungo tempo guerra a tutti quei re. Non ci fu città che facesse pace coi figliuoli d’Israele, eccetto gli Hivvei che abitavano Gabaon; le presero tutte, combattendo; perché L’ETERNO FACEVA SÌ CHE IL LORO CUORE SI OSTINASSE A DAR BATTAGLIA AD ISRAELE, ONDE ISRAELE LI VOTASSE ALLO STERMINIO SENZA CHE CI FOSSE PIETÀ PER LORO, E LI DISTRUGGESSE COME L’ETERNO AVEVA COMANDATO A MOSÉ” (Giosuè 11:19-20). Quindi la ragione per cui non ci fu nessun re di nessuna città nel paese di Canaan che cercò di fare pace con Israele è dovuto al fatto che Dio rese ostinato il loro cuore affinché dichiarassero guerra ad Israele e fossero votati allo sterminio senza pietà e distrutti come Dio aveva detto doversi fare.
Qualcuno allora dirà: ‘Ma questo significa allora che ora sotto la grazia Dio indura i cuori di taluni affinchè non credano in Gesù?’ Sì proprio così, infatti ecco cosa si legge in merito a quei Giudei che rifiutarono di credere in Gesù dopo averlo visto operare tanti miracoli: “E sebbene avesse fatto tanti miracoli in loro presenza, pure non credevano in lui; affinché s’adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto a quel che ci è stato predicato? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore? PERCIÒ NON POTEVANO CREDERE, PER LA RAGIONE DETTA ANCORA DA ISAIA: EGLI HA ACCECATO GLI OCCHI LORO E HA INDURATO I LORO CUORI, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani” (Giovanni 12:37-40)
Davanti a tutto ciò, noi che abbiamo ottenuto misericordia da Dio ci sentiamo obbligati a ringraziare e lodare Dio per avere voluto farci grazia, secondo che disse Dio a Mosè: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19).
A Dio sia la gloria in Cristo ora e in eterno. Amen

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/07/23/dio-indura-chi-vuole-lui/

Noi invece …

C’è chi fortifica le mani ai peccatori affinchè non si convertano dai loro peccati, noi invece gliele indeboliamo nella speranza che si convertano. C’è chi contrista il cuore giusto con delle menzogne, noi invece rallegriamo il suo cuore con la verità. C’è chi opera nella Chiesa per ordine di Satana per lo sviamento dei santi, noi invece operiamo nella Chiesa per ordine di Dio per il perfezionamento dei santi.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/11/18/noi-invece/

“Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto”

Nel Vangelo scritto da Giovanni troviamo scritto questo episodio della vita di Gesù, che avvenne dopo che fu arrestato mentre si trovava davanti al sommo sacerdote Anna. “Il sommo sacerdote dunque interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina. Gesù gli rispose: Io ho parlato apertamente al mondo; ho sempre insegnato nelle sinagoghe e nel tempio, dove tutti i Giudei si radunano; e non ho detto nulla in segreto. Perché m’interroghi? Domanda a quelli che m’hanno udito, quel che ho detto loro; ecco, essi sanno le cose che ho detto. E com’ebbe detto questo, una delle guardie che gli stava vicino, dette uno schiaffo a Gesù, dicendo: Così rispondi tu al sommo sacerdote? Gesù gli disse: Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?” (Giovanni 18:19-23).

Dunque, Gesù, essendo stato percosso da una guardia per avere dato quella risposta al sommo sacerdote in quanto quella risposta era stata da essa giudicata sbagliata, esortò quella guardia a dimostrare il male che aveva detto. Potè quella guardia dimostrare ciò? No, non potè farlo, perchè Gesù aveva risposto bene e non male al sommo sacerdote. Questo ci insegna che se uno dice una cosa giusta, o parla bene, quand’anche i suoi nemici lo percuotessero, lo perseguitassero, lo offendessero, quest’ultimi non potranno mai dimostrare che egli ha parlato male o ingiustamente o bugiardamente.

Ora, molto spesso io vengo accusato di parlare male di tutto e di tutti, rendendomi così colpevole dinnanzi a Dio. Ma come stanno realmente le cose?

Innanzi tutto voglio ricordare ai miei accusatori che io non parlo male di tutto e di tutti, ma parlo male del peccato e di coloro che in mezzo alle Chiese prendono piacere nel peccato. Faccio esattamente quello che facevano gli apostoli. Parlavano infatti forse bene gli apostoli dell’arroganza, della superbia, della vanagloria, del disordine, delle concupiscenze mondane, dell’ipocrisia, delle false dottrine, presenti tra i santi allora? Non mi pare che lo facessero. Come non mi pare che essi parlassero bene dei falsi apostoli, dei falsi dottori, e di coloro che mettevano sottosopra gli animi dei discepoli, sovvertendo la loro fede; persone che esistono ancora oggi in mezzo alla Chiesa, e che sono in maggior numero di quanto lo erano a quel tempo.

Ascoltate per esempio come parla l’apostolo Paolo dei falsi apostoli che erano in seno alla Chiesa di Corinto: “Poiché cotesti tali sono dei falsi apostoli, degli operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo. E non c’è da maravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque gran che se anche i suoi ministri si travestono da ministri di giustizia; la fine loro sarà secondo le loro opere” (2 Corinzi 11:13-15). Ed ascoltate sempre Paolo come parlava di coloro che camminavano seguendo le loro concupiscenze in mezzo alla Chiesa: “Perché molti camminano (ve l’ho detto spesso e ve lo dico anche ora piangendo), da nemici della croce di Cristo; la fine de’ quali è la perdizione, il cui dio è il ventre, e la cui gloria è in quel che torna a loro vergogna; gente che ha l’animo alle cose della terra” (Filippesi 3:18-19). E dato che ci siamo, ascoltate pure come parlava Paolo di coloro che cercavano di sedurre le anime del Signore con i loro vani ragionamenti e le concupiscenze mondane: “Poiché vi son molti ribelli, cianciatori e seduttori di menti, specialmente fra quelli della circoncisione, ai quali bisogna turar la bocca; uomini che sovvertono le case intere, insegnando cose che non dovrebbero, per amor di disonesto guadagno. Uno dei loro, un loro proprio profeta, disse: ‘I Cretesi son sempre bugiardi, male bestie, ventri pigri’. Questa testimonianza è verace. Riprendili perciò severamente, affinché siano sani nella fede, non dando retta a favole giudaiche né a comandamenti d’uomini che voltan le spalle alla verità. Tutto è puro per quelli che son puri; ma per i contaminati ed increduli niente è puro; anzi, tanto la mente che la coscienza loro son contaminate. Fanno professione di conoscere Iddio; ma lo rinnegano con le loro opere, essendo abominevoli, e ribelli, e incapaci di qualsiasi opera buona” (Tito 1:10-16), ed infine ascoltate le parole di Paolo ai santi di Roma su quelli che operavano scandali e contrastavano la sana dottrina: “Or io v’esorto, fratelli, tenete d’occhio quelli che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro. Poiché quei tali non servono al nostro Signor Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore de’ semplici” (Romani 16:17-18).

Domando a questo punto ai miei accusatori: ‘Paolo parlava male o bene di quegli individui?’ Io ritengo che ne parlasse male, non vi pare?’ Ma male nel senso che esprimeva la sua disapprovazione verso di essi, il suo rigetto di quelle persone e delle loro dottrine false e delle loro opere malvagie, mettendo in guardia i santi da essi. D’altro canto però egli parlava bene, nel senso che nelle sue parole non c’era niente di sbagliato detto contro quelle persone, niente di inventato, niente di diffamatorio, perchè egli diceva il vero di quelle persone. E quindi le parole di Paolo non erano le parole di un maldicente, perchè la maldicenza è un’altra cosa.

Ma ascoltate pure quello che l’apostolo Pietro dice dei falsi dottori presenti in mezzo alla Chiesa: “Ma sorsero anche falsi profeti fra il popolo, come ci saranno anche fra voi falsi dottori che introdurranno di soppiatto eresie di perdizione, e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si trarranno addosso subita rovina. E molti seguiranno le loro lascivie; e a cagion loro la via della verità sarà diffamata. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole finte; il loro giudicio già da tempo è all’opera, e la loro ruina non sonnecchia. Perché se Dio non risparmiò gli angeli che aveano peccato, ma li inabissò, confinandoli in antri tenebrosi per esservi custoditi pel giudizio; e se non risparmiò il mondo antico ma salvò Noè predicator di giustizia, con sette altri, quando fece venire il diluvio sul mondo degli empi; e se, riducendo in cenere le città di Sodoma e Gomorra, le condannò alla distruzione perché servissero d’esempio a quelli che in avvenire vivrebbero empiamente; e se salvò il giusto Lot che era contristato dalla lasciva condotta degli scellerati (perché quel giusto, che abitava fra loro, per quanto vedeva e udiva si tormentava ogni giorno l’anima giusta a motivo delle loro inique opere), il Signore sa trarre i pii dalla tentazione e riserbare gli ingiusti ad esser puniti nel giorno del giudizio; e massimamente quelli che van dietro alla carne nelle immonde concupiscenze, e sprezzano l’autorità. Audaci, arroganti, non hanno orrore di dir male delle dignità; mentre gli angeli, benché maggiori di loro per forza e potenza, non portano contro ad esse, dinanzi al Signore, alcun giudizio maldicente. Ma costoro, come bruti senza ragione, nati alla vita animale per esser presi e distrutti, dicendo male di quel che ignorano, periranno per la loro propria corruzione, ricevendo il salario della loro iniquità. Essi trovano il loro piacere nel gozzovigliare in pieno giorno; son macchie e vergogne, godendo dei loro inganni mentre partecipano ai vostri conviti; hanno occhi pieni d’adulterio e che non possono smetter di peccare; adescano le anime instabili; hanno il cuore esercitato alla cupidigia; son figliuoli di maledizione. Lasciata la diritta strada, si sono smarriti, seguendo la via di Balaam, figliuolo di Beor, che amò il salario d’iniquità, ma fu ripreso per la sua prevaricazione: un’asina muta, parlando con voce umana, represse la follia del profeta. Costoro son fonti senz’acqua, e nuvole sospinte dal turbine; a loro è riserbata la caligine delle tenebre. Perché, con discorsi pomposi e vacui, adescano con le concupiscenze carnali e le lascivie quelli che si erano già un poco allontanati da coloro che vivono nell’errore, promettendo loro la libertà, mentre essi stessi sono schiavi della corruzione; giacché uno diventa schiavo di ciò che l’ha vinto. Poiché, se dopo esser fuggiti dalle contaminazioni del mondo mediante la conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, si lascian di nuovo avviluppare in quelle e vincere, la loro condizione ultima diventa peggiore della prima. Perché meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuta la via della giustizia, che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo comandamento ch’era loro stato dato. È avvenuto di loro quel che dice con verità il proverbio: Il cane è tornato al suo vomito, e: La troia lavata è tornata a voltolarsi nel fango” (2 Pietro 2:1-22). Ma vi pare che l’apostolo Pietro parla bene di questi individui che un giorno avevano conosciuto la verità e poi hanno rinnegato il Signore, pur rimanendo in mezzo alla Chiesa? A me non pare proprio, perchè dice che sono audaci, arroganti, adescatori di anime instabili, che sfruttano i santi con parole finte, che sono come bruti senza ragione, nati alla vita animale per esser presi e distrutti, che hanno occhi pieno di adulterio, che hanno il cuore esercitato alla cupidigia, che son figliuoli di maledizione, dati alle gozzoviglie e quindi dei dissoluti, e schiavi della corruzione. E’ maldicenza questa? Se lo è, allora Pietro era un maldicente. Ma questa non è maldicenza, la maldicenza è un’altra cosa.

Ascoltate ora in che termini si espresse Giacomo su quei credenti che si erano messi ad amare il mondo: “Voi bramate e non avete; voi uccidete ed invidiate e non potete ottenere; voi contendete e guerreggiate; non avete, perché non domandate; domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere ne’ vostri piaceri. O gente adultera, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio. Ovvero pensate voi che la Scrittura dichiari invano che lo Spirito ch’Egli ha fatto abitare in noi ci brama fino alla gelosia? Ma Egli dà maggior grazia; perciò la Scrittura dice: Iddio resiste ai superbi e dà grazia agli umili. Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. Appressatevi a Dio, ed Egli si appresserà a voi. Nettate le vostre mani, o peccatori; e purificate i vostri cuori, o doppi d’animo! Siate afflitti e fate cordoglio e piangete! Sia il vostro riso convertito in lutto, e la vostra allegrezza in mestizia! Umiliatevi nel cospetto del Signore, ed Egli vi innalzerà” (Giacomo 4:2-10). Ma vi pare che Giacomo parli bene di queste persone? A me non pare, in quanto li chiama ‘gente adultera’, ‘peccatori’, ‘doppi d’animo’, ‘superbi’, e implicitamente ‘nemici di Dio’. E’ maldicenza questa? Se lo è, allora Giacomo era un maldicente. Ma questa non è maldicenza, in quanto lo ripeto la maldicenza è un’altra cosa.

Dunque se noi chiamiamo falsi apostoli i falsi apostoli; se noi chiamiamo ‘nemici della croce di Cristo’ coloro che in seno alla Chiesa hanno l’animo alle cose della terra, e il cui dio è il ventre e che si gloriano di ciò che torna a loro vergogna; se noi chiamiamo cianciatori, seduttori di menti, e ribelli coloro che insegnano per amore di disonesto guadagno cose che non dovrebbero; se chiamiamo i falsi dottori oltre che falsi dottori anche arroganti, audaci, figli della maledizione, corrotti, adescatori di anime instabili, sfruttatori dei santi con parole finte, bruti senza ragione, persone con il cuore esercitato alla cupidigia, dissoluti, e schiavi della corruzione; se noi chiamiamo ‘gente adultera’ coloro che sono diventati amici del mondo; noi non stiamo praticando nessuna forma di maldicenza nei confronti di queste persone, perchè stiamo dicendo il vero su di esse. Ma è chiaro che è proprio perchè diciamo il vero su di esse che non possiamo parlarne bene. Se parlassimo bene di queste persone, noi mentiremmo, perchè diremmo cose non vere di esse. Detto in altre parole, se noi dicessimo dei falsi apostoli e dei falsi dottori che costoro sono dei cari servi del Signore che dedicano la loro vita alla propagazione del Vangelo, e degli uomini santi, noi diremmo il falso perchè la verità è che essi sono riprovati quanto alla fede e servono il loro ventre. Come diremmo il falso se dicessimo di tutti quei credenti che sono apertamente superbi, mondani, disordinati e che rifiutano di rinunciare alle mondane e carnali concupiscenze che sono dei fratelli che fanno la volontà di Dio. E quindi se parlassimo in questa maniera, noi davanti a Dio saremmo colpevoli, e non solo inganneremmo noi stessi ma anche quelli che ci ascoltano.

Fratelli, la Bibbia ci insegna che coloro che sono dati al male e prendono piacere in esso vanno chiamati malvagi, e non buoni; che quelli che sono ingiusti vanno chiamati ingiusti e non giusti; che quelli che dicono menzogne vanno chiamati bugiardi e non veraci; che coloro che sono falsi ministri vanno chiamati falsi ministri; che quelli che rifiutano di ubbidire ai comandamenti di Cristo vanno chiamati ribelli e non ubbidienti; che coloro che con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore dei semplici vanno chiamati ‘seduttori di menti’; che coloro che proclamano profane ciance o si dono dati a vani ragionamenti vanno chiamati ‘cianciatori’; che coloro che compiono scandali vanno chiamati ‘operatori di scandali’; che coloro che sono diventati amici del mondo vanno chiamati ‘gente adultera’ e potrei proseguire con la lista ma mi fermo qui.

Cosa voglio dire con questo? Che noi non possiamo trattare i malvagi alla stessa stregua dei giusti, nè i ribelli alla stessa stregua degli ubbidienti, nè coloro che amano e praticano la menzogna alla stessa stregua di coloro che amano la verità e la mettono in pratica; e così via. Perchè Dio stesso non lo fa, infatti Egli li chiama come meritano di essere chiamati in base alle loro opere; e non mostra il Suo favore verso di essi e le loro opere. E quindi, come imitatori di Dio, noi non possiamo fare altrimenti.

Dunque, alla luce della Sacra Scrittura, coloro che ci accusano di essere dei maldicenti, non fanno altro che diffamarci, mettendo in giro contro di noi una accusa ingiusta e inventata. Perchè noi stiamo chiamando con il loro vero nome sia il male nelle sue svariate forme che coloro che sono dati ad esso e prendono piacere in esso. E quindi i veri maldicenti sono proprio coloro che ci accusano: sono proprio loro che parlano male di noi in quanto ci attribuiscono un qualcosa di falso. E che sia così è dimostrato dal fatto che non possono dimostrare che abbiamo parlato male di queste persone, nel senso che abbiamo detto delle cose non vere. Esaminate attentamente i loro discorsi e vi accorgerete che loro non dimostrano proprio niente, ma proprio niente. E’ molto facile infatti da parte loro prendere i passi della Bibbia che parlano contro i maldicenti e contro la maldicenza, e usarli contro di noi: ma è impossibile da parte loro entrare nel merito della loro accusa e dimostrare che noi abbiamo sbagliato nel dire che Tizio o Caio è un servo di mammona, o un predicatore che insegna dottrine false, o che certi credenti sono amanti del mondo, e questo perchè essi mentono contro di noi. Già perchè i disonesti usano dei versi della Scrittura per mentire contro taluni, e ingannare così il prossimo.

Ma coloro che temono Dio e conoscono le Scritture non cadranno nella rete di queste volpi.

Quindi fratelli, state molto attenti a tutti coloro che vorrebbero farvi credere che il parlare male di qualcuno significa automaticamente fare maldicenza, perchè si può parlare male di qualcuno come facevano gli apostoli parlando bene, nel senso di dire ciò che è giusto e vero. La maldicenza invece è un parlare diffamatorio, e quindi un parlare di cose inventate, di cose non vere, che non sono dimostrabili, e che non sono conformi alla realtà delle cose: questo sì che è un parlare condannato da Dio e coloro che lo praticano si attirano l’ira di Dio.

E questi nostri accusatori, che peraltro va detto spesso si nascondono dietro l’anonimato o dietro un nickname perchè codardi, sono colpevoli proprio di questo peccato davanti a Dio. E purtroppo ci sono tanti credenti che ancora non hanno capito che sono proprio costoro le persone da cui si devono guardare, perchè costoro oltre a chiamare male il bene, e bene il male, trattano i malvagi come se avessero fatto l’opera dei giusti, e i giusti come se avessero fatto l’opera dei malvagi (cfr. Ecclesiaste 8:14). Infatti, siccome loro non aprono bocca contro il male e i malvagi che ci sono in mezzo alle Chiese, ma se possono ci mettono una buona parola, pur di venire contro di noi, costituiscono un enorme pericolo per i santi, perchè con il loro modo di agire li distolgono dalla verità e dalla giustizia, facendoli piombare in un profondo sonno, per poterli manipolare a loro piacimento spillandogli così denaro a più non posso. Perchè una delle caratteristiche di costoro è che amano il denaro, e questo loro amore li porta ad agire ingiustamente, cioè nella maniera da me sopra descritta.

Ma non vi meravigliate di quello che sta accadendo, perchè è normale che dei predicatori che fino a poco tempo fa pensavano di avere il pieno controllo delle Chiese, o del loro personale orticello, in quanto seminavano nei cuori dei fedeli tutto quello che volevano, e operavano come gli pareva, senza temere di essere ripresi e confutati pubblicamente per le loro false dottrine e i loro comportamenti scandalosi, ora che si vedono smascherati pubblicamente, si infurino e si scatenino con le loro menzogne contro coloro che grazie a Dio li hanno smascherati e fatto vedere quello che costoro di falso insegnano e di scandaloso operano. Ma sappiate che il Signore li giudicherà secondo le loro opere, come giudicò coloro che diffamarono e perseguitarono i profeti del Signore, i quali non fecero altro che riprovare le opere malvagie del popolo di Israele e riprendere severamente coloro che le compivano, e per questa loro opera giusta si attirarono l’ira dei ribelli, tra cui c’erano sia i sacerdoti che il popolo che prendeva piacere nella corruzione e nella menzogna, che i falsi profeti che lusingavano con la loro temerarietà gli empi fortificando così le loro mani.

Dunque fratelli siate avveduti, e quanto ad intelligenza siate uomini fatti. Guardatevi da tutti coloro che con le loro parole e le loro opere dimostrano di non amare la verità e la giustizia.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con tutti i santi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/03/19/se-ho-parlato-male-dimostra-il-male-che-ho-detto/