Chi scava una fossa vi cadrà, e la pietra torna addosso a chi la rotola

chi-scava-una-fossa-vi-cadra-e-la-pietra-torna-addosso-a-chi-la-rotolaNel libro di Ester è scritto : ‘Il terzo giorno, Ester si mise la veste reale, e si presentò nel cortile interno della casa del re, di faccia all’appartamento del re. Il re era assiso sul trono reale nella casa reale, di faccia alla porta della casa. E come il re ebbe veduta la regina Ester in piedi nel cortile, ella si guadagnò la sua grazia; e il re stese verso Ester lo scettro d’oro che teneva in mano; ed Ester s’appressò, e toccò la punta dello scettro. Allora il re le disse: ‘Che hai, regina Ester? che domandi? Quand’anche tu chiedessi la metà del regno, ti sarà data’. Ester rispose: ‘Se così piace al re, venga oggi il re con Haman al convito che gli ho preparato’. E il re disse: ‘Fate venir subito Haman, per fare ciò che Ester ha detto’. Così il re e Haman vennero al convito che Ester avea preparato. E il re disse ad Ester, mentre si beveva il vino: ‘Qual è la tua richiesta? Ti sarà concessa. Che desideri? Fosse anche la metà del regno, l’avrai’. Ester rispose: ‘Ecco la mia richiesta, e quel che desidero: se ho trovato grazia agli occhi del re, e se piace al re di concedermi quello che chiedo e di sodisfare il mio desiderio, venga il re con Haman al convito ch’io preparerò loro, e domani farò come il re ha detto’. E Haman uscì, quel giorno, tutto allegro e col cuor contento; ma quando vide, alla porta del re, Mardocheo che non s’alzava né si moveva per lui, fu pieno d’ira contro Mardocheo. Nondimeno Haman si contenne, se ne andò a casa, e mandò a chiamare i suoi amici e Zeresh, sua moglie. E Haman parlò loro della magnificenza delle sue ricchezze, del gran numero de’ suoi figliuoli, di tutto quello che il re aveva fatto per aggrandirlo, e del come l’aveva innalzato al disopra dei capi e dei servi del re. E aggiunse: ‘Anche la regina Ester non ha fatto venire col re altri che me al convito che ha dato; e anche per domani sono invitato da lei col re. Ma tutto questo non mi sodisfa finché vedrò quel Giudeo di Mardocheo sedere alla porta del re’. Allora Zeresh sua moglie, e tutti i suoi amici gli dissero: ‘Si prepari una forca alta cinquanta cubiti; e domattina di’ al re che vi s’appicchi Mardocheo; poi vattene allegro al convito col re’. E la cosa piacque a Haman, che fece preparare la forca. Quella notte il re, non potendo prender sonno, ordinò che gli si portasse il libro delle Memorie, le Cronache; e ne fu fatta la lettura in presenza del re. Vi si trovò scritto che Mardocheo avea denunziato Bigthan e Teresh, i due eunuchi del re di fra i guardiani della soglia, i quali avean cercato d’attentare alla vita del re Assuero. Allora il re chiese: ‘Qual onore e qual distinzione s’è dato a Mardocheo per questo?’ Quelli che servivano il re risposero: ‘Non s’è fatto nulla per lui’. E il re disse: ‘Chi è nel cortile?’ – Or Haman era venuto nel cortile esterno della casa del re, per dire al re di fare appiccare Mardocheo alla forca ch’egli avea preparata per lui. – I servi del re gli risposero: – ‘Ecco, c’è Haman nel cortile’. E il re: ‘Fatelo entrare’. Haman entrò, e il re gli disse: ‘Che bisogna fare a un uomo che il re voglia onorare?’ Haman disse in cuor suo: ‘Chi altri vorrebbe il re onorare, se non me?’ E Haman rispose al re: ‘All’uomo che il re voglia onorare? Si prenda la veste reale che il re suol portare, e il cavallo che il re suol montare, e sulla cui testa è posta una corona reale; si consegni la veste e il cavallo a uno dei principi più nobili del re; si rivesta di quella veste l’uomo che il re vuole onorare, lo si faccia percorrere a cavallo le vie della città, e si gridi davanti a lui: – Così si fa all’uomo che il re vuole onorare!’ – Allora il re disse a Haman: ‘Fa’ presto, e prendi la veste e il cavallo, come hai detto, e fa’ a quel modo a Mardocheo, a quel Giudeo che siede alla porta del re; e non tralasciar nulla di quello che hai detto’. E Haman prese la veste e il cavallo, rivestì della veste Mardocheo, lo fece percorrere a cavallo le vie della città, e gridava davanti a lui: ‘Così si fa all’uomo che il re vuole onorare!’ Poi Mardocheo tornò alla porta del re, ma Haman s’affrettò d’andare a casa sua, tutto addolorato, e col capo coperto. E Haman raccontò a Zeresh sua moglie e a tutti i suoi amici tutto quello che gli era accaduto. E i suoi savi e Zeresh sua moglie gli dissero: ‘Se Mardocheo davanti al quale tu hai cominciato a cadere è della stirpe de’ Giudei, tu non potrai nulla contro di lui e cadrai completamente davanti ad esso’. Mentr’essi parlavano ancora con lui, giunsero gli eunuchi del re, i quali s’affrettarono a condurre Haman al convito che Ester aveva preparato. Il re e Haman andarono dunque al convito con la regina Ester. E il re anche questo secondo giorno disse a Ester, mentre si beveva il vino: ‘Qual è la tua richiesta, o regina Ester? Ti sarà concessa. Che desideri? Fosse anche la metà del regno, l’avrai’. Allora la regina Ester rispose dicendo: ‘Se ho trovato grazia agli occhi tuoi, o re, e se così piace al re, la mia richiesta è che mi sia donata la vita; e il mio desiderio, che mi sia donato il mio popolo. Perché io e il mio popolo siamo stati venduti per esser distrutti, uccisi, sterminati. Ora se fossimo stati venduti per diventare schiavi e schiave, mi sarei taciuta; ma il nostro avversario non potrebbe riparare al danno fatto al re con la nostra morte’. Il re Assuero prese a dire alla regina Ester: ‘Chi è, e dov’è colui che ha tanta presunzione da far questo?’ Ester rispose: ‘L’avversario, il nemico, è quel malvagio di Haman’. Allora Haman fu preso da terrore in presenza del re e della regina. E il re tutto adirato si alzò, e dal luogo del convito andò nel giardino del palazzo; ma Haman rimase per chiedere la grazia della vita alla regina Ester, perché vedeva bene che nell’animo del re la sua rovina era decisa. Poi il re tornò dal giardino del palazzo nel luogo del convito; intanto Haman s’era gettato sul divano sul quale si trovava Ester; e il re esclamò: ‘Vuol egli anche far violenza alla regina, davanti a me, in casa mia?’ Non appena questa parola fu uscita dalla bocca del re, copersero a Haman la faccia; e Harbona, uno degli eunuchi, disse in presenza del re: ‘Ecco, è perfino rizzata, in casa d’Haman, la forca alta cinquanta cubiti che Haman ha fatto preparare per Mardocheo, il qual avea parlato per il bene del re’. E il re disse: ‘Appiccatevi lui!’ Così Haman fu appiccato alla forca ch’egli avea preparata per Mardocheo. E l’ira del re si calmò.’ (Ester cap. 5-7)

Quel malvagio di Haman voleva far appiccare Mardocheo alla forca, e l’aveva già  fatta preparare, ma alla fine fù appiccato lui a quella stessa forca. E tutto questo fratelli nel Signore non è stato affatto un ‘caso’ come molti credono, ma è stata la volontà di Dio. Non riuscite a scorgere in queste parole l’intervento di Dio che, a insaputa di tutti, ha mosso gli uomini nella direzione da Lui voluta? Su come Egli abbia fatto ricadere sul capo di quest’uomo la sua propria malvagità? Considerate attentamente ciò che è successo. Haman si era oramai messo in cuore di voler uccidere Mardocheo, aveva un suo piano ben preciso, e si stava appressando a incontrare il re per annunciargli questa sua decisione malvagia. Nel frattempo però ‘guarda caso’ il re quella notte non riuscì a prendere sonno, e volle leggere ‘guarda caso’ il libro delle memorie, e gli fù letto ‘guarda caso’ che tempo addietro in una circostanza particolare Mardocheo aveva denunziato due eunuchi che volevano attentare alla vita del re, e cosi gli venne in cuore in quel preciso momento ‘guarda caso’ di rendere onore a Mardocheo per ciò che aveva fatto, poiché nulla ‘guarda caso’ era stato fatto per lui prima d’ora. E chiese chi vi fosse nel cortile, e ‘guarda caso’ nel cortile c’era proprio Haman, che nonostante fosse andato dal re con intenzioni malvagie nei confronti di Mardocheo – per annunciargli appunto di avere preparato una forca per Mardocheo e che voleva appiccarlo ad essa – dovette umiliarsi perché per ordine del re dovette rendere onore proprio a quell’uomo che egli tanto detestava e che voleva vedere morto. Dopo avere reso onore pubblicamente a Mardocheo, tornò a casa sua tutto addolorato e col capo coperto, ma non finì qua. Dopo la sua umiliazione venne pure la sua morte. E la fine che fece quest’uomo malvagio fù ‘guarda caso’ proprio quella che egli aveva decretato per Mardocheo. E che dire di Daniele? Di quando fù gettato nella fossa dei leoni? La Scrittura ci dice che a quel tempo : ‘Parve bene a Dario di stabilire sul regno centoventi satrapi, i quali fossero per tutto il regno; e sopra questi, tre capi, uno de’ quali era Daniele, perché questi satrapi rendessero loro conto, e il re non avesse a soffrire alcun danno. Or questo Daniele si distingueva più dei capi e dei satrapi, perché c’era in lui uno spirito straordinario; e il re pensava di stabilirlo sopra tutto il regno. Allora i capi e i satrapi cercarono di trovare un’occasione d’accusar Daniele circa l’amministrazione del regno; ma non potevano trovare alcuna occasione, né alcun motivo di riprensione, perch’egli era fedele, e non c’era da trovare in lui alcunché di male o da riprendere. Quegli uomini dissero dunque: ‘Noi non troveremo occasione alcuna d’accusar questo Daniele, se non la troviamo in quel che concerne la legge del suo Dio’. Allora quei capi e quei satrapi vennero tumultuosamente presso al re, e gli dissero: ‘O re Dario, possa tu vivere in perpetuo! Tutti i capi del regno, i prefetti e i satrapi, i consiglieri e i governatori si sono concertati perché il re promulghi un decreto e pubblichi un severo divieto, per i quali, chiunque, entro lo spazio di trenta giorni, rivolgerà qualche richiesta a qualsivoglia dio o uomo tranne che a te, o re, sia gettato nella fossa de’ leoni. Ora, o re, promulga il divieto e firmane l’atto perché sia immutabile, conformemente alla legge dei Medi e de’ Persiani, che è irrevocabile’. Il re Dario quindi firmò il decreto e il divieto. E quando Daniele seppe che il decreto era firmato, entrò in casa sua; e, tenendo le finestre della sua camera superiore aperte verso Gerusalemme, tre volte al giorno si metteva in ginocchi, pregava e rendeva grazie al suo Dio, come soleva fare per l’addietro. Allora quegli uomini accorsero tumultuosamente, e trovaron Daniele che faceva richieste e supplicazioni al suo Dio. Poi s’accostarono al re, e gli parlarono del divieto reale: ‘Non hai tu firmato un divieto, per il quale chiunque entro lo spazio di trenta giorni farà qualche richiesta a qualsivoglia dio o uomo tranne che a te, o re, dev’esser gettato nella fossa de’ leoni?’ Il re rispose e disse: ‘La cosa è stabilita, conformemente alla legge dei Medi e dei Persiani, che è irrevocabile’. Allora quelli ripresero a dire in presenza del re: ‘Daniele, che è fra quelli che sono stati menati in cattività da Giuda, non tiene in alcun conto né te, o re, né il divieto che tu hai firmato, ma prega il suo Dio tre volte al giorno’. Quand’ebbe udito questo, il re ne fu dolentissimo, e si mise in cuore di liberar Daniele; e fino al tramonto del sole fece di tutto per salvarlo. Ma quegli uomini vennero tumultuosamente al re, e gli dissero: ‘Sappi, o re, che è legge dei Medi e de’ Persiani che nessun divieto o decreto promulgato dal re possa essere mutato’. Allora il re diede l’ordine, e Daniele fu menato e gettato nella fossa de’ leoni. E il re parlò a Daniele, e gli disse: ‘L’Iddio tuo, che tu servi del continuo, sarà quegli che ti libererà’. E fu portata una pietra, che fu messa sulla bocca della fossa; e il re la sigillò col suo anello e con l’anello de’ suoi grandi, perché nulla fosse mutato riguardo a Daniele. Allora il re se ne andò al suo palazzo, e passò la notte in digiuno; non si fece venir alcuna concubina e il sonno fuggì da lui. Poi il re si levò la mattina di buon’ora, appena fu giorno, e si recò in fretta alla fossa de’ leoni. E come fu vicino alla fossa, chiamò Daniele con voce dolorosa, e il re prese a dire a Daniele: ‘Daniele, servo dell’Iddio vivente! Il tuo Dio, che tu servi del continuo, t’ha egli potuto liberare dai leoni?’ Allora Daniele disse al re: ‘O re, possa tu vivere in perpetuo! Il mio Dio ha mandato il suo angelo, e ha chiuso la bocca de’ leoni che non m’hanno fatto alcun male, perché io sono stato trovato innocente nel suo cospetto; e anche davanti a te, o re, non ho fatto alcun male’. Allora il re fu ricolmo di gioia, e ordinò che Daniele fosse tratto fuori dalla fossa; e Daniele fu tratto fuori dalla fossa, e non si trovò su di lui lesione di sorta, perché s’era confidato nel suo Dio. E per ordine del re furon menati quegli uomini che avevano accusato Daniele, e furon gettati nella fossa de’ leoni, essi, i loro figliuoli e le loro mogli; e non erano ancora giunti in fondo alla fossa, che i leoni furono loro addosso, e fiaccaron loro tutte le ossa. Allora il re Dario scrisse a tutti i popoli, a tutte le nazioni e lingue che abitavano su tutta la terra: ‘La vostra pace abbondi! Io decreto che in tutto il dominio del mio regno si tema e si tremi nel cospetto dell’Iddio di Daniele; poich’Egli è l’Iddio vivente, che sussiste in eterno; il suo regno non sarà mai distrutto, e il suo dominio durerà sino alla fine. Egli libera e salva, e opera segni e prodigi in cielo e in terra; Egli è quei che ha liberato Daniele dalle branche dei leoni’. E questo Daniele prosperò sotto il regno di Dario, e sotto il regno di Ciro, il Persiano.’ (Daniele cap. 6)

Anche in questo caso degli uomini volevano togliere di mezzo un giudeo che serviva l’Iddio vivente e vero. Anziché una forca qui troviamo una fossa di leoni, ma il risultato non cambia. La Scrittura ci dichiara infatti che in quella stessa fossa alla fine ci finirono coloro che avevano accusato Daniele, assieme alle loro mogli e ai loro figliuoli.

Si deve dire inoltre che Daniele a differenza di Mardocheo era a conoscenza del fatto che fosse stato emanato un decreto che vietasse per trenta giorni di rivolgere qualsiasi richiesta a qualsivoglia Dio o uomo all’infuori del re, ma nonostante ciò egli continuò, come era solito fare per l’addietro, a pregare Iddio tre volte al giorno rivolto verso Gerusalemme. Questo a dimostrazione del fatto che Iddio si prende cura dei Suoi sia quando questi ultimi sanno del pericolo a cui vanno incontro, pur di non disubbidire a Dio, e sia quando invece non ne sono a conoscenza.

Queste storie fratelli dimostrano come il Signore mandi ad effetto la Sua Parola, poiché è scritto che chi scava una fossa vi cadrà, e la pietra torna addosso a chi la rotola’ (Proverbi 26:27); e ancora che ‘ci sono molti disegni nel cuor dell’uomo, ma il piano dell’Eterno è quello che sussiste.’ (Proverbi 19:21)

A Dio sia la gloria, ora ed in eterno.

Salvatore Larizza

Quando Mandela cantava di uccidere i bianchi

Ecco il VERO NELSON MANDELA! Ecco l’uomo che tanti Cristiani esaltano e celebrano.

Documentario di David Duke sul Genocidio Bianco in Africa del sud, sottotitolato in italiano. Titolo originale: “White Genocide in South Africa”, pubblicato nel maggio del 2010. Il video ha delle immagini spaventose, ma che tutti le vedano così capiscono che cosa promuoveva e approvava Nelson Mandela!!!!!

In quest’altro video Mandela canta di uccidere i bianchi!!

Questi stessi ‘Cristiani’ che esaltano Mandela sono gli stessi che dicono di lottare per la libertà, di lottare per il miglioramento del mondo!! Una massa di ipocriti. Ecco cosa sono. Teneteli d’occhio quindi e turategli la bocca. Questo meritano.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/12/10/quando-mandela-cantava-di-uccidere-i-bianchi/

“E’ morta, stacchiamo la spina”. Ma la 19enne si risveglia dal coma

Lunedì, 22 ottobre 2012

Le stavano per staccare la spina, ma lei si è risvegliata. Una storia incredibile quella di Carina, una ragazza danese di 19 anni. I medici, infatti, avevano ormai dichiarato la sua morte cerebrale, decidendo di “staccare la spina” per espiantarle gli organi. Ma all’improvviso lei si è risvegliata.

Proprio pochi minuti prima che l’ospedale danese dove era ricoverata stava già cominciando a prepararla per portarla in sala operatoria. Il tutto con il consenso dei suoi familiari che avevano concordato con i medici di far cessare il supporto vitale e di spegnere quel respiratore che la teneva in vita.

Carina era rimasta gravemente ferita dopo uno spaventoso incidente stradale. Era uscita con il corpo dilaniato dal devastante scontro della sua auto. Le speranze di sopravvivenza erano pochissime. Per tre giorni i genitori avevano sperato, poi la sua attività cerebrale aveva cominciato a rallentare facendo prevedere il peggio. È a quel punto che i medici hanno contattato la famiglia, hanno illustrato loro la situazione paventando la morte cerebrale.

Dopo il coma, ora è in fase di recupero. Cammina, parla e ha già progetti per il futuro: “Voglio fare la graphic designer e tornare a montare il mio cavallo, Mathilda, come si deve”. Tutta la Danimarca ha vissuto intensamente questa storia e ci si interroga sulle responsabilità dei medici e della struttura ospedaliera, la seconda città del paese.

L’impatto sull’opinione pubblica è stato tale da indurre il governo danese a rivedere le linee guida che regolano i trattamenti di fine-vita. Il padre di Carina è infuriato con i medici. Al giornale danese Ekstra Bladet ha dichiarato: “Quei banditi in camice bianco avevano rinunciato troppo in fretta perchè volevano un donatore”. I genitori hanno chiesto i danni all’ospedale, ma i medici respingono le accuse e al Daily Mail dichiarano: “Da un punto di vista medico non sono stati commessi errori. Per la ragazza non è mai stata dichiarata la morte cerebrale. Ma questa storia dimostra quanto sia importante la comunicazione tra medici e pazienti: se il personale medico si fosse espresso in maniera diversa, i genitori non si sarebbero sentiti raggirati”.

Tratto da : http://affaritaliani.libero.it/cronache/si-risveglia-dal-coma221012.html

 

Ribadiamo il concetto che ‘al Signore, appartiene il preservar dalla morte.’ (Salmi 68:20b) L’uomo non può decidere di staccare la spina ad una persona finchè ella è in vita, perchè agli occhi di Dio si tratta di omicidio; quantunque i medici (che ricordo sono uomini e non Dio) la definiscono ‘morte cerebrale’. Nessuno vi illuda.

Salvatore Larizza

Massacro di cristiani in Nigeria sta producendo un risveglio

Molti cristiani sono stati uccisi  nel centro della Nigeria, il paese più abitato dell’africa. In almeno tre villaggi nel sud di Jos, la capitale dello stato di Plateau, uomini, donne e bambini sono stato tagliati a colpi di machete e sono stati bruciati.

Peter Gyang, un abitante di un villaggio di Dogo Nahawa, la più colpita dall’attacco dice che gli uomini “sparavano per spaventare le persone e in seguito uccidevano tutti a colpi di machete”

L’aumento della violenza nella Nigeria ha fortificato la fede dei cristiani locali, ed ha anche prodotto un risveglio nella chiesa Deeper Life Bible, in Gombe, dove nove cristiani sono stati fatti martiri nel giorno 5 di gennaio quando c’è stato un attacco alla chiesa. Durante il funerale, nel 19 di gennaio, molti credenti hanno dato la loro vita a Cristo, e altri, vedendo un cosi grande muovere di DIO, sono venuti a Cristo per la prima volta.

Piangendo e cantando inginocchiati, un coro di 500 partecipanti e 50 pastori si sono radunati per adorare e cercare DIO e la Sua volontà.

Come avvennero gli attacchi:

Nella giornata del 5 gennaio, Godwin Odoh, un professore di 36 anni, è andato ad una riunione di preghiera chiamata ‘ l’ora del risveglio’. Quando la chiesa fu attaccata, Godwin ha ricevuto un colpo in testa, nel torace e nelle gambe morendo sul colpo. Altri otto partecipanti sono stati uccisi, incluso bambini di 10 anni  e la moglie del pastore.

Dieci giorni dopo, Yahaya Wuro Buntu, 72, un pastore della chiesa Deeper life Bible è stato ucciso brutalmente da un gruppo di uomini che sono venuti a casa sua chiedendo sulla fede cristiana. Non era la prima volta che dei musulmani lo cercavano per parlare sulla fede, per questo egli li ha ricevuti pacificamente in casa, e cosi  loro lo hanno portato in un edificio vicino alla sua casa e lo hanno ucciso. La sua vita dedicata a DIO è stata celebrata insieme a quella degli altri 9 cristiani uccisi.

Dal momento che Boko Haram ha pubblicato un ultimatum nel giorno 3 di gennaio del 2012 minacciando con violenza i cristiani che non vogliono lasciare il nord della Nigeria, il gruppo estremista ha assunto la responsabilità di aver uccisi almeno 44 cristiani. Nel 22 di gennaio, estremisti musulmani e membri del Boko Haram hanno attaccato una chiesa nello stato di Bauchi, uccidendo almeno altri 7 cristiani.

tratto da:  http://holofote.net/massacre-de-cristaos-na-nigeria-esta-gerando-avivamento/ e http://www.estadao.com.br/noticias/impresso,massacre-na-nigeria-deixa-528-cristaos-mortos,521519,0.htm

tradotto e adattato da Haiaty Varotto

 

Fratelli e sorelle vi voglio esortare e incoraggiare a pregare per la chiesa in Nigeria che in questo momento sta passando un periodo molto difficile e sta passando dure persecuzioni. Ricordatevi dei nostri fratelli e delle nostre sorelle come se foste con loro. Se loro soffrono anche noi, essendo parti del corpo, dobbiamo soffrire.

 

Haiaty Varotto

Tratto da : http://destatevi.wordpress.com/2012/05/10/massacro-di-cristiani-in-nigeria-sta-producendo-un-risveglio/

Quant’è malvagio il cuor dell’uomo

In tanti sono, tra i credenti, coloro che fanno Dio bugiardo dicendo che il cuor dell’uomo non è poi cosi malvagio, e che tutto sommato Dio lo salva perché vede che il suo cuore è sincero. Mi sono accorto, che il loro parlare puzza un po’ di pelagianesimo. Nonostante gli citi che stà scritto “ Il cuore è ingannevole più d’ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi lo conoscerà? ” (Geremia 17:9) e anche che “ siccome è scritto: Non v’è alcun giusto, neppure uno. Non v’è alcuno che abbia intendimento, non v’è alcuno che ricerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti son divenuti inutili. Non v’è alcuno che pratichi la bontà, no, neppur uno. La loro gola è un sepolcro aperto; con le loro lingue hanno usato frode; v’è un veleno di aspidi sotto le loro labbra. La loro bocca è piena di maledizione e d’amarezza.  I loro piedi son veloci a spargere il sangue.  Sulle lor vie è rovina e calamità, e non hanno conosciuto la via della pace. Non c’è timor di Dio dinanzi agli occhi loro. ” (Romani 3:10-18), continuano ad affermare il contrario; facendo intendere che l’uomo con la propria volontà, aiutata dalle preghiere e dalle opere buone, può benissimo far si che sia gradito a Dio, e cosi ricevere da Lui grazia e giungere infine alla salvezza eterna. Per costoro, Dio stà a guardare tutto quello che dicono e tutto quello che fanno, ma non può assolutamente operare, altrimenti “forzerebbe” in qualche modo la volontà dell’uomo, e questo non è possibile, non sarebbe affatto giusto. E quindi, li vedi che parlano, parlano e parlano, quante parole dicono, ma alla fine ti accorgi che non hanno detto proprio niente, perché il loro parlare è un parlare vacuo, privo di potenza. Hanno messo la grazia salutare di Dio in conto di debito, fanno apparire l’uomo in qualche modo meritevole di ciò che Dio gli ha donato, come se Dio desse all’uomo la retribuzione dei propri sforzi. Eh si, perché ci fanno sapere che è stato l’uomo a cercare Dio, e che è stato l’uomo a scegliere Cristo per avere la vita; cosicchè Dio nella sua misericordia gli ha dato quello che loro cercavano. Ora affinché nessuno vi seduca con vani ragionamenti, è giusto che sappiate che costoro mentono contro la verità, perché la verità, la Parola di Dio, afferma proprio il contrario. Infatti è scritto “Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano; sono stato chiaramente conosciuto da quelli che non chiedevan di me. ” (Romani 10:20 ) e anche che “ Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi ” (Giovanni 15:16a). Fratelli, la Scrittura dice che noi NON cercavamo il Signore, e neppure chiedevamo di Lui, eppure Lui si è fatto conoscere; ci ha attirato a Cristo e ci ha salvati (cfr. Giovanni 6:44). Dunque fratelli sia riconosciuto Dio verace ma ogni uomo bugiardo; affinché Dio sia riconosciuto giusto nelle sue parole, e resti sempre vincitore quando viene giudicato. Ora, fratelli nel Signore, vi mostrerò un filmato che forse aiuterà coloro che hanno bisogno di vedere coi loro propri occhi, quanto il cuor dell’uomo è malvagio, e quanto il mondo abbia in odio i Cristiani, affinché credano a ciò che stà scritto. Un po’ come Tommaso, vi ricordate, che se non vedeva coi proprio occhi, e non toccava con le proprie mani, non credeva alla parola che gli era stata recata, concernente la risurrezione di Gesù. Vi ricordo però, che dopo aver veduto, Tommaso credette. E voi? Farete il simigliante?

Larizza Salvatore


SI AVVISA CHE IL SEGUENTE ARTICOLO CONTIENE DELLE IMMAGINI FORTI. L’ARTICOLO E’ CONTRO L’ABORTO, E CONTRO COLORO CHE SI DANNO A VANI RAGIONAMENTI PER DIFENDERLO !

 

L’aborto è un omicidio, e la Sacra Scrittura afferma in Apocalisse al capitolo 21 ai versetti 7 e 8 :

“Chi vince erediterà queste cose; e io gli sarò Dio, ed egli mi sarà figliuolo; ma quanto ai codardi, agl’increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda.”

Ed ancora la Scrittura lo ribadisce al capitolo 22 ai versetti 14 e 15 :

“Beati coloro che lavano le loro vesti per aver diritto all’albero della vita e per entrare per le porte nella città!Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna.”

La Scrittura è CHIARA, a tal riguardo e non è possibile tollerare coloro che lo difendono e lo approvano.

In seno agli evangelici, vi sono alcuni che in alcuni casi lo difendono, ad esempio in un articolo della FCEI, viene detto :

“Un figlio, una figlia – prosegue la vice presidente della FCEI -, sono iscritti nel desiderio della madre che disegna con la creatura concepita una relazione densa di significato e di vita. Quando questo non avviene, perché il concepimento è frutto di violenza o di frettolosa superficialità ed errore, la donna deve essere messa in grado di interrompere la gravidanza.”

Qui di seguito metterò lo scritto per intero, datato 3 Gennaio 208, della FCEI (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia) dove viene “giustificato” l’aborto.

Colei che lo ha scritto è stata Letizia Tomassone, vice-presidente della Federazione delle chiese evangeliche, in risposta ad un articolo di Giuliano Ferrara su “Il Foglio”.

Ecco l’articolo :

NEV-CS02 – LEGGE SULL’ABORTO


“Pena di morte e aborto non possono essere accomunati”. Letizia Tomassone, vice-presidente della Federazione delle chiese evangeliche, risponde alla provocazione lanciata da Giuliano Ferrara su “Il Foglio”


Roma, 3 gennaio 2008 (NEV-CS02) – “L’autonomia riproduttiva delle donne è uno dei diritti umani fondamentali. Non si possono obbligare le donne ad avere figli o a portare avanti gravidanze indesiderate”. Lo ha dichiarato oggi la pastora Letizia Tomassone, vicepresidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). I protestanti italiani entrano così nel dibattito sull’aborto infuocatosi in seguito alla provocazione lanciata dal quotidiano “Il Foglio” di Giuliano Ferrara, che ha chiesto una “moratoria dell’aborto”, prendendo spunto dalla risoluzione per la moratoria della pena di morte votata il mese scorso dall’Assemblea generale dell’ONU su iniziativa del governo italiano.
“Un figlio, una figlia – prosegue la vice presidente della FCEI -, sono iscritti nel desiderio della madre che disegna con la creatura concepita una relazione densa di significato e di vita. Quando questo non avviene, perché il concepimento è frutto di violenza o di frettolosa superficialità ed errore, la donna deve essere messa in grado di interrompere la gravidanza. Fino a quel momento sono infatti in gioco la responsabilità e la libertà che lei ha sviluppato nella sua vita. Per questo il senso di libertà individuale, che è riconosciuto e considerato oggi in Occidente come il fondamento del diritto civile, fa parte della costruzione della dignità femminile. La donna non è un puro contenitore di vita concepita altrove. E’ un soggetto libero che crea relazione con questa vita. Negare che l’interruzione di gravidanza si inserisca in questo processo relazionale significa riportare le donne a un obbligo biologico che non ci appartiene più”.
Per la pastora Tomassone non è concepibile accomunare aborto e pena di morte, come invece proposto da Giuliano Ferrara: “Abolire la pena di morte significa riaprire le possibilità di relazioni umane per gli ex condannati. Riammetterli in quel circuito di comunicazioni in cui la vita non è pura biologia, ma capacità e libertà di decisione. Così anche leggi come la 194, che riconoscono la capacità e la libertà decisionale delle donne, affermano la centralità della relazione. In questa riapertura del dibattito sulla 194 una cosa sola è importante: che si fermi l’attenzione su una educazione libera e critica degli adolescenti e, in modo diverso, delle donne e uomini immigrati, sulla sessualità e sulla decisione di avere figli e figlie”.

Tratto da (http://www.fedevangelica.it/servizi/nev_.php?id=673)

ORA RISPONDO INVECE IO,  ALL’ARTICOLO DELLA TOMASSONE :

“SE DOVESSE LEGGERE QUESTO MIO ARTICOLO CONFUTATORIO SULL’ AFFERMAZIONE BLASFEMA CHE HA FATTO, LEI LETIZIA TOMASSONE E TUTTI COLORO CHE LA SEGUONO, PROVATE A LASCIARE DEI COMMENTI ALLE SEGUENTI FOTO CHE VI MOSTRERO’, VOGLIO PROPRIO VEDERE  SE CONTINUATE NELLA VOSTRA RIBELLIONE”  :

Vergognatevi e pentitevi dinanzi a Dio per tutto quello che avete detto e che continuate a proclamare mettendolo pure per iscritto sul vostro sito con titolo : “LEGGE SULL’ABORTO”.  Avete bisogno di una dura riprensione e non di tolleranza, è vero infatti che molti vi tollerano perchè in seno alle chiese oggigiorno v’è molta omertà e ti dicono continuamente “NON GIUDICARE”, cosìcchè quelli come a voi possono dire tutto quello che vogliono. No, io non son tra i CODARDI, e leverò la voce contro tutti quelli che facendosi chiamare fratelli allo stesso tempo contrastano la verità, e anche contro coloro che hanno paura a riprenderli, eh si perchè ricordatevi che nel numero di costoro ci siete pure voi che “INDIRETTAMENTE” li approvate, stando in silenzio.

Avete mai letto ciò che è scritto nella Sacra Scrittura nell’evangelo di Giovanni al capitolo 7 al versetto 24 ?

E’ scritto :

“Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate con giusto giudizio.”

Per voi che ancora continuate nella vostra ignoranza a ripetere le parole che avete sentito dal vostro pastore sul “NON GIUDICARE”, ravvedetevi perchè il Signore vi ordina “IN ALCUNI CASI” di GIUDICARE ma con GIUSTO GIUDIZIO, e non di tollerare il male. Coloro che dicono nefandezze col vostro comportamento verranno invogliati a continuare a dirne sempre di più, perchè non avete il coraggio di contrastare i loro vani ragionamenti.

 In efesini al capitolo 5 al versetto 11, è scritto :

“E non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; anzi, piuttosto riprendetele”

Ubbidite a questo COMANDO ? Qui non c’è scritto “SE VOLETE RIPRENDETELE”, oppure “PREGATE SOLO, NON PERMETTEVI A RIPRENDERE NIENTE E NESSUNO PERCHE’ VOI NON POTETE GIUDICARE”, ma qui è scritto : “PIUTTOSTO RIPRENDETELE”.

Quindi che questo scritto possa essere anche, di incoraggiamento a tutti coloro che come me amano la verità e non sopportano coloro che la calpestano e che ingannano i miei “FRATELLI”, e che riprendono le opere infruttuose delle tenebre, tra le quali v’è pure l’aborto.

La grazia sia con tutti quelli che amano il Signor nostro Gesù Cristo con purità incorrotta.

Larizza Salvatore