Perchè alla donna non è permesso di insegnare

Introduzione

In molte Chiese Evangeliche in Italia alla donna è permesso di insegnare. Questo avviene per esempio in seno alle Chiese Battiste, a quelle Valdesi, ed anche a molte Chiese Pentecostali (comprese le ADI).

Per quanto riguarda quest’ultime cito una dichiarazione per tutte, quella di Giovanni Traettino, pastore della Chiesa della Riconciliazione di Caserta, che ha scritto: ‘…Gesù Cristo vuole liberare le donne da ogni senso di inferiorità perchè esercitino il ministero con cui Dio le ha equipaggiate. Nessuno interpreta la posizione di Paolo (1° Tim. 2:12) nel senso che una donna non possa insegnare a bambini o a giovani, sia nella famiglia (2° Tim. 1:5) che nella chiesa o nella società. E’ del resto da sempre prassi nella chiesa occidentale l’impiego di donne nella catechesi, non solo dei bambini ma anche dei catecumeni e degli adulti. Pochi uomini disdegnerebbero di sedersi ad ascoltare donne come Kathryn Kuhlman, Basilea Schlink, Madre Teresa di Calcutta. La donna dunque può insegnare nel senso di trasmettere un insegnamento ‘ricevuto’ e ‘coperto’ dall’autorità e dalla responsabilità di chi governa la chiesa locale o trans-locale’ (Giovanni Traettino ‘La donna nella chiesa’ in Tempi di Restaurazione, Giugno 1992, pag. 22). Va detto anche però che Traettino quantunque permetta alla donna di insegnare nell’assemblea, nel suo articolo dice anche che la donna non può ‘avere l’ufficio di anziano o di vescovo, fare parte del collegio degli anziani’ (ibid., pag. 22). Questa sua posizione è abbastanza diffusa nell’ambiente pentecostale italiano.

Ci sono comunità evangeliche in Italia però che permettono alla donna non solo di insegnare e di predicare di tanto in tanto ma anche di ricoprire l’ufficio di anziano e di pastore. Tra queste ci sono per esempio le Chiese Valdesi e quelle Battiste: tra quelle pentecostali sono a conoscenza di alcune Chiese Pentecostali con a capo una ‘pastora’: una Chiesa a Sesto San Giovanni con la pastora di nome Angela Giliberto, che è stata riconosciuta ufficialmente pastore di questa comunità nel giugno del 1996 e che è definita da Carmine Napolitano la ‘prima donna riconosciuta ufficialmente ‘pastore’ nel movimento pentecostale italiano (Fedeltà, n° 12, Dic. 1996, pag. 212); e una Chiesa a Milano la cui pastora si chiama Roselen Boerner Faccio, e il nome di questa Chiesa è Chiesa Evangelica Internazionale Ministero Sabaoth.

Le Assemblee di Dio in Italia non permettono alla donna di fare il pastore, va detto tuttavia che negli anni passati hanno avuto una donna pastora, che si chiamava Paola Tedesco, che era pastore di una piccola Chiesa in Calabria; e pure che alla donna viene permesso di insegnare nelle scuole domenicali, e nei programmi radiofonici. Per quanto riguarda invece le Assemblee di Dio negli Stati Uniti d’America, le cose sono differenti per quanto riguarda l’ordinazione di donne a pastore perché il Consiglio Generale delle Assemblee di Dio nel 1935 autorizzò l’ordinazione delle donne come anziani o pastori. Nel 1993 230 chiese su 11762 avevano dei pastori (senior pastors) donne (cfr. Deborah M. Gill, ‘The Contemporary State of Women in Ministry in the Assemblies of God’ in Pneuma: The Journal of the Society for Pentecostal Studies, Vol. 17, No. 1, Spring 1995, pag. 35).

Confutazione

Ma è vero che la donna può insegnare? No, affatto perché è scritto nella prima epistola di Paolo a Timoteo: “La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. Poiché non permetto alla donna d’insegnare, nè d’usare autorità sul marito, ma stia in silenzio. Perché Adamo fu formato il primo, e poi Eva; e Adamo non fu sedotto; ma la donna, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione; nondimeno sarà salvata partorendo figliuoli, se persevererà nella fede, nell’amore e nella santificazione con modestia” (1 Timoteo 2:11-15), e ai Corinzi: “Come si fa in tutte le chiese dei santi, tacciansi le donne nelle assemblee, perché non è loro permesso di parlare, ma debbono star soggette, come dice anche la legge” (1 Corinzi 14:34).

Vorrei fare alcune considerazioni su queste parole dell’apostolo Paolo, che sono queste:

● L’apostolo dice che la donna deve imparare, quindi il fatto che dice che ella deve imparare ci fa comprendere che deve starsene al posto di chi deve imparare e non al posto di chi deve insegnare. Inoltre dicendo “in silenzio con ogni sottomissione” specifica pure in che maniera ella deve imparare, in altre parole dice che ella non deve mettersi a parlare mentre la parola viene insegnata alla Chiesa radunata e neppure può mettersi a fare delle domande tanto è vero che ai Corinzi dice: “E se vogliono imparare qualcosa interroghino i loro mariti a casa; perché è cosa indecorosa per una donna parlare in assemblea” (1 Corinzi 14:35).

● L’apostolo dice di non permettere alla donna nè d’insegnare e nè d’usare autorità sul marito; quindi lui reputava cosa indecorosa sia che una donna insegnasse e sia che ella usasse autorità sul marito (che lo comandasse). Le domande che pongo allora a coloro che sono contenziosi su questo punto sono queste: ‘Se Paolo non permetteva nè l’una e nè l’altra cosa come mai voi dite che la donna può insegnare ma non può usare autorità sul marito ma gli deve stare sottomessa?’, ‘Come mai avete annullato il primo divieto ma non avete annullato il secondo?’, ‘Non vi pare che sia giusto vietare alla donna sia l’una che l’altra cosa?’.

● L’apostolo ha specificato i motivi per cui non permetteva alla donna né d’insegnare e nè d’usare autorità sul marito. Il primo motivo è perché chi fu formato il primo fu Adamo e non Eva, cioè perché Eva venne dopo; il secondo è perché chi si lasciò sedurre dal serpente fu la donna e non Adamo. Quindi l’apostolo non ha detto che non permetteva alla donna di insegnare e d’usare autorità sul marito per dei suoi pregiudizi personali, o in virtù di qualche sua opinione, ma perché la Scrittura insegna che il capo della donna è l’uomo e non viceversa perchè “l’uomo non fu creato a motivo della donna, ma la donna a motivo dell’uomo” (1 Corinzi 11:9), e poi perché fu Eva che si lasciò sedurre dal serpente antico nel giardino dell’Eden e non Adamo. Certo, Adamo pure cadde in trasgressione, ma dopo che ci cadde Eva. Qualcuno potrebbe dire: ‘Capisco la prima ragione ma che c’entra il fatto che è stata Eva a lasciarsi sedurre dal serpente e non l’uomo?’ C’entra, e non è per nulla qualcosa da sottovalutare. Domandiamoci: ‘Perchè il serpente andò dalla donna?’ Perchè di certo la donna era già a quel tempo diversa dall’uomo in tante cose: si può dire anche in questi termini: che il serpente si accorse che la donna era più debole dell’uomo in tante cose perciò preferì andare da lei e parlarle per sedurla. Debolezza femminile che nel racconto genesiaco della caduta dell’uomo si evince già dalla risposta che la donna diede al serpente antico quando quest’ultimo le disse: “Come! Iddio v’ha detto: Non mangiate del frutto di tutti gli alberi del giardino?” (Genesi 3:1); Eva infatti rispose al serpente: “Del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino Iddio ha detto: Non ne mangiate e non lo toccate, che non abbiate a morire” (Genesi 3:3). Notate l’aggiunta che fece “e non lo toccate”, e le parole “che non abbiate a morire” che fu la sua versione addolcita delle parole di Dio: “Nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai” (Genesi 2:17).

Ora, pensate voi che la donna sia cambiata in tutti questi secoli fino al punto che ella adesso può mettersi ad insegnare la dottrina di Dio? Affatto. Non illudetevi ogni donna in Cristo Gesù rimane sempre il vaso più debole; e quantunque si santifichi continua ad avere quegli stessi lati deboli che aveva Eva, perciò non le è permesso insegnare la dottrina di Dio. Che siano gli uomini preposti dal Signore ad insegnare la dottrina di Dio; ma la donna impari in silenzio.

Dopo avere fatto queste considerazioni, voglio ricordarvi che sia nell’Antico Testamento che nel Nuovo Testamento non ci sono menzionate donne che insegnavano. Sarebbe meglio dire però che c’era una donna che insegnava in una Chiesa, ed era Iezabel che si diceva profetessa; ma che insegnava? Insegnava a commettere fornicazione e a mangiare cose sacrificate agli idoli!!! (cfr. Apocalisse 2:20).

Per quanto riguarda il Vecchio Testamento vi ricordo che Dio aveva scelto i Leviti per insegnare le sue leggi ad Israele infatti è scritto: “Essi insegnano i tuoi statuti a Giacobbe e la tua legge a Israele” (Deuteronomio 33:10). Qualcuno dirà: ‘Ma allora che dire di quelle donne come Miriam, Debora, Hulda che parlarono da parte di Dio?’ Esse erano profetesse, cioè avevano ricevuto il ministerio di profeta; ma il profeta non veniva costituito per insegnare la legge al popolo, ma per riferire al popolo o a chi lo andava a consultare la parola che Dio gli rivelava in visione o in sogno. Ad insegnare la legge erano preposti i sacerdoti Leviti e non i profeti; i loro uffici erano diversi. Leggendo i profeti ci si accorge di come i profeti avevano un incarico diverso da quello dei sacerdoti infatti vengono sempre menzionati separatamente: In Michea per esempio è scritto: “I suoi sacerdoti insegnano per un salario, i suoi profeti fanno predizioni per danaro” (Michea 3:11); in Geremia: “I sacerdoti non hanno detto: Dov’è l’Eterno? … i profeti hanno profetato nel nome di Baal” (Geremia 2:8), ed ancora: “Profeti e sacerdoti sono empi” (Geremia 23:11), e: “I profeti profetano bugiardamente; i sacerdoti governano agli ordini dei profeti” (Geremia 5:31); in Ezechiele: “V’è una cospirazione dei suoi profeti in mezzo a lei … I suoi sacerdoti violano la mia legge” (Ezechiele 22:25, 26).

Nel Nuovo Testamento già mentre Gesù adempiva il suo ministerio non vi erano donne che insegnavano la Parola di Dio, ma solo uomini. Gesù scelse dodici discepoli uomini e poi altri settanta sempre uomini per mandarli a predicare l’Evangelo. Le donne che erano con lui e lo seguivano, assistevano lui e i suoi discepoli infatti è scritto: “E con lui erano i dodici e certe donne che erano state guarite da spiriti maligni e da infermità: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni, e Giovanna, moglie di Cuza, amministratore d’Erode, e Susanna ed altre molte che assistevano Gesù ed i suoi con i loro beni” (Luca 8:2-3).

Anche dopo che Gesù fu assunto in cielo non vi erano donne che insegnavano la Parola di Dio nella chiesa, ma solo uomini. Ecco alcuni di questi passi che lo confermano:

– “Ed erano perseveranti nell’attendere all’insegnamento degli apostoli…” (Atti 2:42);

– “E avvenne che per lo spazio d’un anno intero [Saulo e Barnaba] parteciparono alle raunanze della chiesa, ed ammaestrarono un gran popolo…” (Atti 11:26).

Qualcuno dirà: ‘Ma che dire allora di Febe che era diaconessa della chiesa di Cencrea; e di Evodia e Sintiche che avevano lottato per l’Evangelo con Paolo, e delle quattro figlie di Filippo l’evangelista che profetizzavano?’ Rispondiamo; il diacono sia esso uomo o donna non è costituito in questo ufficio per insegnare la Parola di Dio ma per adempiere dei servizi d’assistenza in seno alla Chiesa. Infatti tra i requisiti che deve avere non c’è quello di atto ad insegnare (cfr. 1 Timoteo 3:8-13). Quindi Febe, quale diaconessa di quella Chiesa, assisteva, ma non insegnava; che assisteva è confermato dallo stesso Paolo che raccomandandola ai santi di Roma dice loro: “Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diaconessa della chiesa di Cencrea, perché la riceviate nel Signore, in modo degno dei santi, e le prestiate assistenza, in qualunque cosa ella possa avere bisogno di voi; poiché ella pure ha prestato assistenza a molti e anche a me stesso” (Romani 16:1-2).

Per quanto riguarda Evodia e Sintiche, di cui Paolo dice ai Filippesi che avevano lottato assieme a lui per l’Evangelo (cfr. Filippesi 4:2-3), non è scritto che esse avevano insegnato la Parola ai santi con lui. Sarebbe stato un controsenso perché Paolo non permetteva alla donna d’insegnare. Vi ricordo che si lotta per l’Evangelo in molte maniere e non solo predicando ed insegnando la Parola; si lotta assistendo i ministri del Vangelo, si lotta pregando, si lotta digiunando, e in altre maniere. L’errore che fanno alcuni è quello di pensare che tutti coloro che collaboravano con Paolo erano atti ad insegnare e a predicare e quindi anche le donne che collaboravano con lui. Questo è un errore.

Per ciò che riguarda le quattro figlie non maritate di Filippo che profetizzavano, vi ricordo che il dono di profezia è differente da quello d’insegnamento perché Paolo ai Romani li menziona separatamente dicendo: “E siccome abbiamo dei doni differenti secondo la grazia che ci è stata data, se abbiamo dono di profezia, profetizziamo secondo la proporzione della nostra fede … se d’insegnamento, all’insegnare” (Romani 12:6,7) , ed anche ai Corinzi l’insegnamento e la profezia sono menzionati separatamente: “Infatti, fratelli, s’io venissi a voi parlando in altre lingue, che vi gioverei se la mia parola non vi recasse qualche rivelazione, o qualche conoscenza, o qualche profezia, o qualche insegnamento?” (1 Corinzi 14:6).

Quello di confondere il profetizzare con l’insegnare è un errore abbastanza diffuso; non cadete in esso. Paolo non ha detto: ‘Non permetto alla donna di profetizzare’, perché questo sarebbe andato contro le parole di Gioele: “Le vostre figliuole profetizzeranno” (Gioele 2:28), ma ha detto una cosa differente, e cioè: “Non permetto alla donna d’insegnare”.

Giacinto Butindaro

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26 commenti su “Perchè alla donna non è permesso di insegnare

  1. Nikolaus ha detto:

    Che pazzie che ho letto qui! Sono citati precetti medioevali e non i veri insegnamenti di Cristo. Sono contento che nessuno abbia commentato o letto questo cumulo di sciocchezze.

    • SALVATORE LARIZZA ha detto:

      Nikolaus per te saranno pure pazzie e sciocchezze, evidentemente perchè non credi a ciò che stà scritto nella Bibbia; ma per noi che ci crediamo, essa è la pura verità. Ravvediti da questo modo perverso che hai di ragionare, attieniti a ciò che stà scritto e non rimarrai confuso.

  2. Eugenio Agrillo ha detto:

    lLa parola di DIO produce vita, e vita abbondante ,e vita eterna per chi la osserva interamente. Apocalisse è scritto, guai a chi aggiunge o a chi toglie,da questa parola. Tantissimi peronaggi, hanno l’abitudine <> DI FARE DIRE ALLA PAROLA DI DIO CIO CHE ESSA NON DICE E VICEVERSA. EUGENIO AGRILLO.

  3. Anna ha detto:

    Maria stessa nelle sue apparizioni -quelle approvate dalla Chiesa- insegna al
    popolo come fare a salvarsi. Ella è donna. La prima creatura perfetta fatta di Dio è donna. Così gli è piaciuto.
    Credo che i falsi ragionamenti siano i tuoi.
    Ravvediti.
    Anna

    • SALVATORE LARIZZA ha detto:

      Anna ti scongiuro ad uscire immediatamente da quella fossa di perdizione chiamata : chiesa cattolica romana. Ravvediti e credi all’evangelo e sarai salvata, altrimenti l’ira di Dio resterà sul tuo capo e non scamperai dalle fiamme eterne dell’inferno. L’unica via è Gesù Cristo, non ve ne sono altre. Le apparizioni di Maria perpetrate in seno alla chiesa cattolica romana sono delle menzogne propinate dal padre della menzogna, il diavolo. Credi a ciò che stà scritto e non a queste presunte rivelazioni diaboliche. Ti ripeto dunque : ravvediti e credi in Gesù Cristo e avrai vita eterna.

  4. giudittarizzo ha detto:

    mi dispiace che vi insultate l’uno con l’altro, questo non da onore al nostro signore Gesù. la parola di dio deve essere rivelata specialmente nei cuori delle assemblee di Dio. non dimentichiamoci che Paolo era di origini ebraiche, e quindi parla della donna sotto un contesto di leggi ebraiche non dimentichiamo che quel popolo anche se aveva accettato Gesù, doveva uscire fuori da una mentalità ebraica cioè dalla legge ,e dovevano ricevere la rivelazione della grazia di Dio. anche per quanto riguarda il velo sulla testa, ricordiamoci che ancora oggi le donne Ebraiche , Musulmane stanno combattendo per essere liberi .In Galati 3 dice che nel Signore non c’è ne uomo ne donna. Paolo molte volte afferma “io dico non il Signore. a volte “meglio una donna unta che un predicatore senza unzione. che Dio vi riveli la sua parola. non litigate ma pregate per chi non ha rivelata la parola . pace Dio vi benedica

    • SALVATORE LARIZZA ha detto:

      Giuditta qui non ci insultiamo affatto l’un l’altro, semmai sono io che vengo insultato e basta. Comunque tralasciamo questo argomento e passiamo a ciò che hai scritto. Tu hai citato il passo di Galati 3 dove l’apostolo Paolo dice : “Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; poiché voi tutti siete uno in Cristo Gesù” (Galati 3:28) ma sappi che qui l’apostolo Paolo si riferiva alla salvezza in Cristo Gesù e non all’INSEGNAMENTO della Parola di Dio, e ti ricordo sono due cose differenti. Questo perché Paolo non disse : ‘Non permetto alla donna di andare a Dio per essere salvata’ perché l’apostolo Paolo sapeva benissimo che Iddio non aveva riguardi alla qualità delle persone di nessun genere, difatti “in qualunque nazione, chi lo teme ed opera giustamente gli è accettevole” (Atti 10:35); ma disse un’altra cosa e cioè : ‘Non permetto alla donna d’insegnare’ (cfr. 1Timoteo 2:12).
      Ma come, stai facendo la morale a tutti sul non estrapolare le parole fuori dal contesto in merito al velo e poi fai una simile affermazione in merito all’insegnamento ?!?
      Per finire ti dico pure che, ultimamente, mi stò rendendo conto che molti non sanno che significa avere ‘l’unzione nella predicazione’. Se per te avere unzione significa andare CONTRO quello che stà scritto, beh io non ti condivido affatto. Difatti quando affermi ‘meglio una donna unta che un predicatore senza unzione’ è come se stessi dicendo : ‘meglio andare contro la Parola di Dio in un modo (che magari edifica..) che in un altro (che magari non edifica..)’. Ricordati che andare contro quello che è scritto non può portare in nessun modo edificazione alla Chiesa di Dio, anzi ne reca solo del danno. L’unzione la si riconosce quando ci si attiene fedelmente a ciò che stà scritto e non si và oltre; significa tagliare rettamente la Parola di Dio e saperla insegnare proprio come fecero Gesù prima e gli apostoli dopo di Lui. Ti esorto dunque a studiare le Scritture e ad attenerti fermamente a ciò che stà scritto, e te ne troverai bene. Dio ti benedica.

    • francesca ha detto:

      brava Giuditta concordo pienamente con te su ciò che dici….
      noi siamo sotto la grazia e non sotto la legge e per grazia che siamo salvati e non per le opere e Dio non fa distinzione tra uomo o Donna Dio guarda i cuori e si rivela a chi è predisposto ed apre interamente il suo cuore a lui …
      si serve indistintamente di uomini e donne ed indistinamente si può cadere e peccare…..

      • SALVATORE LARIZZA ha detto:

        Or l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché gli sono pazzia; e non le può conoscere, perché le si giudicano spiritualmente. (1Corinzi 2:14)

      • michele ha detto:

        Che stai dicendo Francesca? Tu dici che non siamo più sotto la legge ma sotto la grazia, ma la grazia non ti autorizza ad andare contro ciò che Dio comanda nel Nuovo Testamento! Anche Paolo apostolo quando insegna nelle sue lettere che alla donna non è permesso insegnare ne comandare sull’uomo o anche del dover avere sul capo, quando prega e profetizza, un segno della autorità a cui dipende cioè un velo, lo insegna sotto la grazia, cosa penseresti che Paolo insegnasse ancora precetti della legge levitica? Sotto la grazia Gesú stesso disse che dobbiamo OSSERVARE I SUOI COMANDAMENTI (Giov.14:15), e in altra occasione disse anche, per quelli che sono sotto la grazia :
        ” Perciò io vi dico: Se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, voi non entrerete affatto nel regno dei cieli.” (Matt.5:20).

        Infatti Paolo apostolo parlando dell’importanza ed utilità del velo che è uno dei tanti SEGNI o SIMBOLI VISIBILI e UTILI a RICORDARCI alcune REALTÀ spirituali, come lo sono anche i SIMBOLI del pane e il vino nella cena del Signore, l’olio per l’unzione per gli infermi e l’acqua del battesimo, ma anche dell’ordine del culto, e dell’impossibilità della donna a prendere un ruolo ministeriale di insegnamento o pastorale, che questi sono COMANDAMENTI del SIGNORE e non interpretazioni umane.

        “Se uno si stima essere profeta o spirituale, riconosca che le cose che vi scrivo sono COMANDAMENTI DEL SIGNORE.” (1Corinzi 14:37)

    • Andrea ha detto:

      brava giudittarizzo!! cosi si parla nel santo nome di gesucristo !!!!! Amèn.

  5. giuditta ha detto:

    qui Paolo sta parlando al popolo Ebreo’ loro. compreso Paolo non avevano ricevuto la rivelazione delle scritture e vivevano come se fossero ancora sotto la legge e non sotto la grazia. e cosi è per il velo sul capo, sapete che ancora oggi la donna musulmana sta lottando per questi motivi affinchè siano resi liberi per mezzo delle nostre preghiere? e non solo lotta no gli Ebrei ma dobbiamo lottare anche noi che non siamo il popolo di Dio? noi simo i gentili. quindi noi non abbiamo nulla a che fare con alcune regole che paolo addotta al popolo Ebreo . capite cari fratelli non litigate tra di voi ma quelli che hanno ricevuto rivelazione delle scritture, pregate per i nostri fratelli che non hanno la rivelazione amen? in Galati 3 dice ” che noi che siamo in Cristo ,non c’è ne uomo ne donna ” quindi si capisce che Paolo non stava parlando a cristiani nati di nuovo. e finisco nel dire che “meglio unna donna unta da Dio che predicA, CHE UN PASTORE UOMO SENZA UNZIONE, PACE DA GIUDITTA

    • SALVATORE LARIZZA ha detto:

      Giuditta ma che vai cianciando?!? Accusi il nostro caro fratello Paolo di non avere avuto la rivelazione delle Scritture e che vivesse come se fosse ancora sotto la legge e non sotto la grazia?!? Ravvediti e chiedi perdono al Signore per queste calunnie che hai lanciato ad un suo fedele servitore, il quale poteva dire : “Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo.” (1Corinzi 11:1)

    • andrea caputo ha detto:

      Molto umilmente carissima sorella Giuditta vorrei chiederti come farebbero a pregare queste donne citate nella Scrittura se non fossero state salvate?Sono d’accordo con te che le cose non si impongono mai , e che se il segno che Dio ha dato viene trasformato in strumento di schiavitù, o prevaricazione ,allora dobbiamo lottare per preservare il diritto dell’arbitrio che Dio stesso ci ha donato.Il velo non deve essere una condanna a morte, ma una risposta di fede alla parola di Cristo. Cosa dice in quel passo ? non dice forse che è un segno di appartenenza ad una autorità ? non dice che è a motivo degli angeli ?cosa significa ? quando noi preghiamo essi sono presenti ,è un segno di rispetto nell’ordine del Regno di Dio.Chissa quando saremo nel cielo se lo porteremo ancora.Andrea, pace in Cristo Gesù.

  6. giuditta ha detto:

    scusami tu dici che in Gati 3 si riferisce alla salvezza, ma allora la donna non poteva ricevere la salvezza? molte donne nel vecchio testamento parla di donne che erano usate da Dio fra cui Debora che era un giudice e che Dio usò per andare in guerra usò una donna e Barak andò con lei e Debora gli disse “tu puoi venire ma la gloria e stata data ad una donna . anche allora i consiglieri uomini disputano tra di loro se era giusto che una donna doveva andare … ma a Dio è piaciuto usare una donna . e a proposito di Paolo , a volte dice “io non permetto … a volte dice “il Signore comanda… fa una netta distinzione fra le due cose. e poi la donna nel pozzo che aveva avuto cinque mariti che diventò un’evangelista, la sua prima apparizione quando risuscitò data a Maddalena un ex prostituta e tutte quelle donne che seguirono Gesù sicuramente mentre gli apostoli andavano a fare miracoli le donne insegnavano , curavano e cosi via amen! mi sembra che viene messo più in discussione ciò che lasciò detto Paolo che il nostro Gesù Cristo lui è amore lui non giudicava. se tu ami non giudichi la sorella se si copre il capo. non gli impedisci di insegnare se ha questo dono. non gli dici ” sta scritto!!!!! perchè la parola dice ” guai chi scandalizza e guai a chi si scandalizza.. non possiamo perdere un’anima per il mangiare o cibi o vivante o rispetto a sabati ed io aggiungo “se non si copre il capo , se ha un’orecchino ……

    • SALVATORE LARIZZA ha detto:

      Appunto perchè Galati 3 si riferisce alla salvezza, la donna non è esclusa dal riceverla. Per quanto riguarda tutti i tuoi vani ragionamenti, sappi che sono stati già DISTRUTTI nell’articolo in questione scritto dal fratello Giacinto Butindaro e quindi farai bene a rileggerlo con calma. Del resto ti ripeto che pregherò Iddio affinchè ti dia intendimento. Dio ti benedica.

  7. vincenzo ha detto:

    “Il mio popolo perisce per mancanza di istruzione.” E` pazzesco notare quanta ignoranza c’e` tra coloro che si considerano cristaini evangelici. Perche` tutto questo ? Perche` l’evangelo di Cristo e` diventato un mucchio di personale idee ed interpretazioni. Perche` i falsi ministri di cui la bibbia ci avverte, sono arrivati ad un numero allarmante e pericoloso.
    Oggi c’e` un vangelo a scopo di guadagno. Un vangelo libertino che riempie le chiese di gente perversa ed immorale, e che resta in quelle condizioni per mancanza di insegnamento biblico. Un uomo come il fratello Butindaro (e non e` il solo) che parla con versi biblici non e` facile accettarlo. Quanto mi fa sentire male questa “Giuditta” con il suo parlare a vambera ! Voglio dirgli una cosa: Quando Gesu` chiamo` i dodici esistevano le donne..(non sono state creati dopo)… perche` Gesu` non ha scelto almeno “una”? Era Gesu` un “Discriminatore? ” Non c’e` bisogno di girare e rigirare sulle parole di Paolo. Basta la scelta di Gesu` alle vere donne cristiane. Sono a migliaia i membri di chiesa che si devono “CONVERTIRE” . Il vero evangelo di Cristo continuera` ad essere predicato anche da pochi. Pace del Signore. … Vincenzo

  8. vincenzo ha detto:

    “Giuditta”! Voglio ricordarti che in 1Cor.14 (l’ordine del culto) verso 34…tacciansi le vostre donne nelle raunanze……E` confermato che non e` un’idea di Paolo, perche v.37 dice: “Se alcuno si stima esser profeta, o spirituale, riconosca che le cose che io (Paolo) vi scrivo sono “COMANDAMENTI DEL SIGNORE, e se qualcuno e` ignorante, sialo. Possa Iddio aprirti gli occhi, a te e tutte le donne che la pensano come te. Vincenzo

  9. Annamaria ha detto:

    Condivido pienamente quanto espresso nell’articolo.
    Preghiamo che il Signore ci aiuti a rimanere nella verità.

  10. Anna ha detto:

    Volevo chiedere un’informazione, secondo l’articolo le donne dovevano pregare velate, quindi sia quando sono nella comunità che quando sono ad esempio da sole nella propria camera o in qualunqjue altro luogo? es. preghiera momentanea durante un’altra attività (es. mentre uno è in ufficio e sta lavorando, dentro di se prega Dio, può capitare)

    • SALVATORE LARIZZA ha detto:

      Si, Anna, sia dentro che fuori il locale di culto, la donna quando prega o profetizza deve avere sul capo un velo. Dio ti benedica.

    • andrea caputo ha detto:

      Andrea scrive: Mi sembra che non è venuto fuori il motivo per cui le donne debbano pregare velate ,cioè come segno di appartenenza dell’autorità da cui dipende, a motivo degli angeli. Questo dice la Parola del Signore ,e penso che se amiamo Iddio dovremmo essere felici e onorati di questo onore che Egli ci fa.Se avessimo nel cuore questo santo motivo vedremmo in ogni Sua parola non una limitazione, ma il giusto sentiero di Vita.Pace fratelli e sorelle

  11. armando ha detto:

    sono daccordo che la donna non deve insegnare perche’ e’ biblica , anche se le ADI questo non lo accettano. Come la donazione degli organi non e’ biblica ,la decima,il rapimento secreto,e non si prega piu’ sulla sandificazione . Quanto leggo i stuti che fate me li leggo e vado a verificare , anche’ quelli di budintaro .La pace del signore GESU’ sia co noi fratello salvatore scusami per gli errori ho freguentato fine alla terza elementareDTB

    • SALVATORE LARIZZA ha detto:

      Armando fai bene a verificare ogni cosa nella Bibbia, proprio come fecero i nostri fratelli Bereani (cfr. Atti 17:11). Non preoccuparti inoltre degli errori ortografici. Dio ti benedica.

  12. Se la base di tutto questo è
    “Ma è vero che la donna può insegnare? No, affatto perché è scritto nella prima epistola di Paolo a Timoteo: “La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. Poiché non permetto alla donna d’insegnare, nè d’usare autorità sul marito, ma stia in silenzio. Perché Adamo fu formato il primo, e poi Eva; e Adamo non fu sedotto; ma la donna, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione; nondimeno sarà salvata partorendo figliuoli, se persevererà nella fede, nell’amore e nella santificazione con modestia” (1 Timoteo 2:11-15)” allora sarà meglio che vi leggiate questo:
    “La Prima lettera a Timoteo è una delle lettere pastorali incluse nel Nuovo Testamento; la tradizione cristiana vuole che sia stata scritta da Paolo di Tarso al suo discepolo Timoteo, dopo la sua prima prigionia, poco prima del martirio; secondo la maggioranza degli studiosi moderni si tratta invece di una lettera pseudepigrafica, scritta da un autore diverso da Paolo tra la fine del I[1] e l’inizio del II secolo.”
    rif.http://it.wikipedia.org/wiki/Prima_lettera_a_Timoteo
    E questo:
    “La Seconda lettera a Timoteo è una delle tre lettere pastorali incluse nel Nuovo Testamento, in cui l’autore si identifica con Paolo di Tarso ma che la maggioranza degli studiosi accademici contemporanei ritiene pseudoepigrafa, cioè scritta da un altro autore, in un’epoca successiva all’apostolo.
    Dal XVIII secolo si usa accomunare, sotto il nome di lettere pastorali, la Prima lettera a Timoteo, la Seconda lettera a Timoteo e la Lettera a Tito: in esse Paolo si rivolgerebbe ai suoi più stretti collaboratori Timoteo e Tito ai quali ha affidato il compito di seguire varie chiese da lui fondate.”
    rif. http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_lettera_a_Timoteo

    Non prendete per oro tutto ciò che luccica…

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