Il suo sangue sia sopra noi

Fratelli e sorelle nel Signore, il popolo che nei riguardi del nostro Signore Gesù Cristo gridò : ‘Tòglilo, tòglilo di mezzo, crocifiggilo!’ (cfr. Giovanni 19:15), fu lo stesso che ‘disse : Il suo sangue sia sopra noi e sopra i nostri figliuoli.’ (cfr. Matteo 27:25) Ora, considerate quanto grande fù la maledizione che questo popolo si attirò sopra di sé! E questo perché se da una parte il sangue di Gesù sopra taluni è motivo di benedizione, sopra altri invece è motivo di maledizione. Solo chi si ravvede dai propri peccati e crede nel sacrificio di Gesù Cristo riceve all’istante la remissione dei propri peccati, perchè il sangue di Gesù lo purifica da ogni peccato; ed entra nella benedizione col credente Abramo, che credette e ciò gli fù messo in conto di giustizia. (cfr. Galati 3:9) Talchè solo coloro che hanno la fede sono benedetti col credente Abramo, tutti gli altri invece, che non credono nel Signore, sono sotto maledizione. (cfr. Galati 3:10-13) Ravvediti dunque e credi nel Signore Gesù Cristo, il suo sangue prezioso ti purificherà da ogni peccato, diventerai un figiuolo di Dio, amato da Dio, e non sarai più sotto maledizione  ma sarai benedetto. Non essere tra coloro che gridano : ‘Tòglilo, tòglilo di mezzo, crocifiggilo!’; ma sii tra coloro che gridano : ‘Abbi pietà di me Signore, salvami!’

Salvatore Larizza

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Getta il tuo pane sulle acque

È scritto : ‘Getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molto tempo tu lo ritroverai.’ (Ecclesiaste 11:1) Fratelli e sorelle nel Signore, siamo chiamati da Dio a gettare il nostro pane, quel pane che abbiamo da Lui ricevuto e che dimora in noi, il pane vivente che è disceso dal cielo, Gesù Cristo il figliuolo di Dio (cfr. Giovanni 6:35,48,51), e siamo chiamati a gettarlo sulle acque, cioè sui popoli, sulle moltitudini. (cfr. Apocalisse 17:1,15) Si fratelli, con ogni franchezza e senza vergogna alcuna, diamo agli uomini di questo pane, annunciando loro la buona novella che Gesù è il Cristo, il pane vivente disceso dal cielo dato per la vita del mondo. Gesù disse un giorno queste parole : ‘Il regno di Dio è come un uomo che getti il seme in terra, e dorma e si levi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce nel modo ch’egli stesso ignora. La terra da se stessa dà il suo frutto: prima l’erba; poi la spiga; poi, nella spiga, il grano ben formato. E quando il frutto è maturo, subito e’ vi mette la falce perché la mietitura è venuta.’ (Marco 4:26-29) Dunque Gesù ha detto che dopo che l’uomo getta il seme in terra, il seme germoglia e cresce in un modo che egli ignora, poiché tutto ciò avviene sottoterra e non riesce a vederlo finchè non spunti fuori il frutto e diventi ben visibile. Ed è scritto ancora : ‘Come tu non conosci la via del vento, né come si formino le ossa in seno alla donna incinta, così non conosci l’opera di Dio, che fa tutto.’ (Ecclesiaste 11:5) E ancora : ‘Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né d’onde viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito.’ (Giovanni 3:8) Cosicchè l’uomo non conosce la via del vento, del soffio dell’Onnipotente, poichè dopo avere gettato il seme della Parola di Dio vivente non conosce ciò che Dio forma e fa nascere, come Egli rigenera gli uomini mediante di Essa (cfr. 1Pietro 1:23), non vede l’opera di Dio che fa ogni cosa, finchè non spunti fuori il frutto e possa così riconoscerne l’albero. E questo perché egli è chiamato a seminare e anche ad annaffiare, ma non è chiamato a far crescere, poiché non può farlo, essendo opera di Dio. Così fratelli, adoperiamoci nel seminare la Parola di Dio sapendo che Dio compirà l’opera sua, al fine di rallegrarci nel vedere uomini che a suo tempo si ravvederanno e crederanno nel Signore nostro Gesù Cristo. E’ scritto : ‘Ben va piangendo colui che porta il seme da spargere, ma tornerà con canti di gioia quando porterà i suoi covoni.’ (Salmi 126:6) E ancora : ‘Il mietitore riceve premio e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino assieme.’ (Giovanni 4:36) Affatichiamoci dunque fratelli, senza mai stancarci, non diamo posa alle nostre mani, non badiamo ai tempi e alle circostanze, piangiamo pure nel cospetto del Signore, ma continuiamo a gettare il seme, poiché dopo molto tempo il frutto lo vedremo, mieteremo e ci rallegreremo.

Salvatore Larizza

Se non credete che Gesù è il Cristo, morrete nei vostri peccati

Voi tutti che state leggendo prestate attenzione a ciò che sto per dirvi. Vi fu un uomo venuto da presso il cielo chiamato Gesù, il quale visse in questo mondo in maniera giusta e santa. Egli è Colui del quale ha parlato Mosè dicendo che il Signore Iddio avrebbe suscitato un profeta come lui e che bisognava ascoltarlo in tutte le cose che Egli avrebbe detto, poiché chi non lo avrebbe fatto sarebbe stato distrutto. (cfr. Deuteronomio 18:15) Egli è Colui del quale hanno parlato i profeti preannunziando la venuta del Giusto, e dicendo che sarebbe nato un fanciullo sulle cui spalle avrebbe riposato l’imperio e che sarebbe stato chiamato : Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace. (cfr. Isaia 9:5) Di Lui è scritto ancora che ‘non avea forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né apparenza, da farcelo desiderare. Disprezzato e abbandonato dagli uomini’ (cfr. Isaia 53:2-3), fù maltratto e trafitto a motivo delle nostre trasgressioni e fiaccato a motivo delle nostre iniquità. (cfr. Isaia 53:5,7) E’ scritto che L’Eterno fece cader su lui l’iniquità di noi tutti, dando Egli la sua vita in sacrifizio per la colpa nostra. (cfr. Isaia 53:6,10) Questo è quel che Gesù fece sulla croce : soffrì per i nostri peccati, Egli Giusto per noi ingiusti, col fine di condurci a Dio, per salvarci. Ma la morte non lo potè trattenere secondo che Davide disse ‘poiché tu non abbandonerai l’anima mia in poter della morte, né permetterai che il tuo santo vegga la fossa.’ (Salmi 16:10; Atti 2:27) Quindi Dio lo risuscitò dai morti, avendolo sciolto dagli angosciosi legami della morte, e dandogli ‘il nome che è al disopra d’ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.’ (Filippesi 2:9-11) Ora, se voi dunque riconoscete che Gesù è il Cristo, il Signore, e credete che Egli è morto sulla croce per i nostri peccati e che è risuscitato dai morti per la nostra giusitificazione, sarete salvati; ma se vi rifiuterete di farlo, sappiate per certo che morirete nei vostri peccati, e questo perché affinché la colpa vostra sia espiata è necessario che crediate col cuor vostro in Gesù e in quel che Egli ha compiuto per voi. Gesù un giorno disse a dei Giudei che non credevano in Lui queste parole : ‘Voi siete di quaggiù; io sono di lassù; voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo. Perciò v’ho detto che morrete ne’ vostri peccati; perché se non credete che sono io (il Cristo), morrete nei vostri peccati.’ (Giovanni 8:23-24) Date ascolto dunque alla voce del Signore, e voi vivrete; ma se vi rifiuterete di farlo voi morrete.

Salvatore Larizza

Siamo sicuri di essere salvati dall’ira di Dio, come lo erano gli Israeliti in Egitto nella notte di Pasqua

certezza-della-salvezzaAbbiamo la certezza che saremo salvati dall’ira a venire, perché in noi abita “la fede degli eletti di Dio” (Tito 1:1), che “è certezza di cose che si sperano” (Ebrei 11:1). Ecco perché diciamo assieme a Paolo: “Iddio mostra la grandezza del proprio amore per noi, in quanto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, sarem per mezzo di lui salvati dall’ira. Perché, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del suo Figliuolo, tanto più ora, essendo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita.” (Romani 5:8-10). Gli Israeliti in Egitto non erano forse sicuri che nella notte in cui Dio avrebbe percosso il paese d’Egitto, uccidendo i primogeniti tanto degli uomini quanto degli animali, Dio non li avrebbe colpiti perché le loro case erano state spruzzate con il sangue dell’agnello pasquale? Certo che lo erano, e questo perché avevano creduto nelle parole di Dio: e difatti lo spruzzamento di sangue era stato fatto per fede (cfr. Ebrei 11:28). Essi credettero dunque a Dio che aveva detto loro: “Quella notte io passerò per il paese d’Egitto, e percoterò ogni primogenito nel paese d’Egitto, tanto degli uomini quanto degli animali, e farò giustizia di tutti gli dèi d’Egitto. Io sono l’Eterno. E quel sangue vi servirà di segno sulle case dove sarete; e quand’io vedrò il sangue passerò oltre, e non vi sarà piaga su voi per distruggervi, quando percoterò il paese d’Egitto” (Esodo 12:12-13). Quindi, fratelli, serbiamo la fede nel Figliuolo di Dio. Noi siamo cosparsi del Suo sangue (cfr. 1 Pietro 1:2), e per mezzo di questo sangue saremo salvati dall’ira a venire. A Dio sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen.

Giacinto Butindaro

Tratto dalla bacheca di Facebook del fratello Giacinto Butindaro

Consapevolezza del proprio stato di grazia, e dell’eventuale possibilità di scadere da esso

SALVEZZA E TIMOREFratelli, l’apostolo Paolo non era forse consapevole del fatto che Dio lo avesse SCELTO e appartato per l’evangelo fin dal seno di sua madre e che fosse stato da Lui chiamato (cfr. Galati 1:15-16)? E non era forse consapevole del fatto che egli ricevette misericordia da parte di Dio (cfr. 1Timoteo 1:12-14)? Si che lo era, le Scritture ce lo attestano. Ma le Scritture ci attestano altresì che l’apostolo Paolo, benchè avesse piena certezza di tutto ciò, disse pure a Timoteo queste parole : ‘se lo rinnegheremo, anch’egli ci rinnegherà’ (2Timoteo 2:13). Ora, se l’apostolo Paolo non credeva affatto che questa possibilità di rinnegare il Signore potesse giammai avverarsi nella sua vita, perchè l’ha scritto? Perchè ha scritto a Timoteo quelle parole includendosi anche lui in questa eventuale possibilità? Se egli non credeva affatto che potesse accadergli mai una simile cosa, voi pensate che la sua esortazione avrebbe avuto un senso? E Timoteo quando ricevette queste sue parole, cosa pensò? Forse che Paolo era fuori di senno? Oh, no fratelli, Timoteo ha ben compreso quelle parole di Paolo, perché anche lui era ben consapevole, come Paolo, che una simile cosa poteva avverarsi anche nella loro vita. Ora, dico io a coloro che continuano ad affermare che non è affatto possibile che una persona, che sia stata salvata veramente dal Signore, non possa mai arrivare a rinnegare il Signore e ad essere cosi da Lui rinnegato; dico, ma non avrebbe dovuto dire Paolo a Timoteo : ‘chi lo rinnegherà, sarà da Lui rinnegato’? O meglio ancora, non avrebbe dovuto dire ‘chi lo rinnegherà e perchè non l’ha mai conosciuto’? O ancora ‘noi non è possibile che lo rinnegheremo, ma sappi che ci saranno coloro che lo faranno’? Non pensate voi che se l’apostolo Paolo, non avesse creduto veramente che ci potesse essere questa possibilità, avrebbe di conseguenza parlato diversamente? E lo stesso discorso vale anche per lo scrittore agli Ebrei quando dice ‘se pecchiamo volontariamente’ (cfr. Ebrei 10:26). Riflettete fratelli, ma voi pensate che una persona, consapevole della propria elezione in Cristo e quindi del proprio stato di grazia, e altresi consapevole che non sia possibile mai scadere da quello stato; avrebbe giammai parlato in questa maniera? E ora, mi rivolgo a voi che state leggendo, e che siete tra coloro che avete sperimentato la grazia di Dio e che siete persuasi che il vostro nome sia scritto nei cieli : ‘Se oggi voi doveste scrivere delle epistole ai santi, scrivereste loro le medesime parole che scrissero allora gli apostoli, includendovi anche VOI, come fecero loro, in questa eventuale possibilità di ‘rinnegare il Signore’ o di ‘peccare volontariamente’, dopo averlo conosciuto VERAMENTE?’ Prima di rispondere, vi ricordo che l’apostolo Paolo scrisse ai santi di Corinto queste parole : ‘Ma siccome abbiam lo stesso spirito di fede, ch’è in quella parola della Scrittura: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo, e perciò anche parliamo’ (2Corinzi 4:13); quindi sappiate che l’apostolo Paolo non parlava affatto tanto per dire; ma ciò che Egli diceva, per iscritto o a voce, LO CREDEVA!

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta.

Salvatore Larizza

Sino alla fine

sino-alla-fineAbbiamo creduto in Colui che è il Vivente, che fu morto ma risuscitò dai morti ed ora vive per i secoli dei secoli: il suo nome è GESU’ CRISTO. Perseveriamo nella fede in Lui sino alla fine, ed Egli ci salverà nel Suo regno celeste come fece con il suo fedel servitore Paolo da Tarso.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2015/10/09/sino-alla-fine/

Esiste la possibilità da parte di un credente di scadere dalla grazia

La S_ BibbiaFratelli, è importante leggere e credere anche in quelle parti della Sacra Scrittura, che parlano chiaramente della possibilità di un credente di scadere dalla grazia. Ecco alcuni passi che confermano questo :

Gesù ha detto : ‘E quelli sulla roccia son coloro i quali, quando hanno udito la Parola, la ricevono con allegrezza; ma costoro non hanno radice, credono per un tempo, e quando viene la prova, si traggono indietro.’ (Luca 8:13)

L’apostolo Paolo ai santi di Roma ha scritto queste parole : ‘E se pure alcuni de’ rami sono stati troncati, e tu, che sei olivastro, sei stato innestato in luogo loro e sei divenuto partecipe della radice e della grassezza dell’ulivo, non t’insuperbire contro ai rami; ma, se t’insuperbisci, sappi che non sei tu che porti la radice, ma la radice che porta te. Allora tu dirai: Sono stati troncati dei rami perché io fossi innestato. Bene: sono stati troncati per la loro incredulità, e tu sussisti per la fede; non t’insuperbire, ma temi. Perché se Dio non ha risparmiato i rami naturali, non risparmierà neppur te. Vedi dunque la benignità e la severità di Dio; la severità verso quelli che son caduti; ma verso te la benignità di Dio, se pur tu perseveri nella sua benignità; altrimenti, anche tu sarai reciso.’ (Romani 11:17-22)

Lo scrittore agli Ebrei ha scritto : ‘Perché quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo a venire, se cadono, è impossibile rinnovarli da capo a ravvedimento, poiché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figliuol di Dio, e lo espongono ad infamia.’ (Ebrei 6:4-6) e ancora : ‘Perché, se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non resta più alcun sacrificio per i peccati; rimangono una terribile attesa del giudizio e l’ardor d’un fuoco che divorerà gli avversarî.’ (Ebrei 10:26-27) notate in quest’ultimo passo come lo scrittore stesso si include in questa possibilità di scadere dalla grazia.

L’apostolo Pietro ha scritto : ‘Ma sorsero anche falsi profeti fra il popolo, come ci saranno anche fra voi falsi dottori che introdurranno di soppiatto eresie di perdizione, e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si trarranno addosso subita rovina.’ (2Pietro 2:1) e ancora : ‘Poiché, se dopo esser fuggiti dalle contaminazioni del mondo mediante la conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, si lascian di nuovo avviluppare in quelle e vincere, la loro condizione ultima diventa peggiore della prima. Perché meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuta la via della giustizia, che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo comandamento ch’era loro stato dato. È avvenuto di loro quel che dice con verità il proverbio: Il cane è tornato al suo vomito, e: La troia lavata è tornata a voltolarsi nel fango.’ (2Pietro 2:20-22)

L’apostolo Giovanni ha scritto : ‘Se uno vede il suo fratello commettere un peccato che non mena a morte, pregherà, e Dio gli darà la vita: a quelli, cioè, che commettono peccato che non meni a morte. V’è un peccato che mena a morte; non è per quello che dico di pregare.’ (1Giovanni 5:16) e ancora è scritto : ‘Chi vince sarà così vestito di vesti bianche, ed io non cancellerò il suo nome dal libro della vita, e confesserò il suo nome nel cospetto del Padre mio e nel cospetto dei suoi angeli.’ (Apocalisse 3:5)

Faremo bene quindi ad esaminare anche queste Scritture e a crederle fermamente.

Nessuno dunque vi seduca con vani ragionamenti.

 

Salvatore Larizza