Fedele testimonianza di Luigi Francescon

francescon-fotoQuesta fedele testimonianza dell’opera del nostro Signore originata in questa città di Chicago, Illinois, non è per mostrare colui lo scrive, ma bensì per la gloria di Dio che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà; Efesi 1-11. Io, Luigi Francescon, nato il 29 marzo 1866 nel comune di Cavasso Nuovo, Prov. di Udine, (Italia), di mestiere mosaicista. Venni in America dopo compiuto il mio servizio militare, arrivando a Chicago il 3 Marzo 1890.

Nell’istesso anno, udii l’Evangelo per mezzo della predicazione del fratello Michele Nardi. Nel Dicembre 1891 ebbi dal Signore l’esperienza della nuova nascita. Nel Marzo 1892, col gruppo evangelizzato dal fratello M. Nardi, ed alcune famiglie di fede Valdese fu formata in questa città la prima chiesa Presbiteriana Italiana, col Signor Filippo Grilli, Pastore, fui eletto uno dei tre Diaconi, e poi qualche anno appresso anziano.

Nel principio dell’anno 1894 trovandomi a Cincinnati, Ohio, per lavoro, mi avvenne una sera mentre nella mia camera in ginocchioni, leggevo il capitolo 2 della lettera a’ Colossesi, quando giunsi al verso 12 udii una voce che mi ripetette due volte: “Tu non hai ubbidito a questo mio comandamento”. Risposi: “Signore, niuno me ne ha parlato”. Il primo dell’anno 1895 presi per moglie Rosina Balzano, (salvata anch’essa nel mezzo di noi nel principio del 1892). Come membro dell’amministrazione di detta chiesa, parlai ad essa amministrazione del battesimo scritturale, e come il Signore stesso me lo ordinò di ubbidirlo: tutti mi si opposero, compreso il Pastore, cui avevo informato per lettera, l’istessa sera, che il Signore mi parlò!

Nell’anno 1898 il Signore salvò il fratello Giuseppe Beretta, per mezzo dei Metodisti Liberi, Americani, (Free Methodist) e poi qualche tempo appresso si unì anche lui con noi, Presbiteriani Italiani. Parlai ancora a lui molte volte del suddetto battesimo, ma lui al momento non lo comprendeva. Nel principio di Settembre 1903 venne in Elgin, Ill. (ove io ed il fratello G. Marin eseguivamo un lavoro) e gli parlai di nuovo in presenza di G. Marin della necessità di ubbidire al comandamento del nostro Signore; questa volta; (servendosi Iddio anche di altri mezzi) fu convinto, e due giorni dopo si fece battezzare ad Elgin stesso, da un fratello Americano, appartenente alla “Chiesa Dei Fratelli”, (Church of the Brethren). Allora gli dissi: “Fratello Beretta! ora che siete battezzato; Lunedì 7 corr. che è Labor Day, battezzerete ancora me.” La Domenica seguente giorno 6, toccava a me come anziano di presiedere, datosi che il Pastore si trovava in Italia, così ebbi l’opportunità di dire al popolo quello che avevo nel cuore, e dissi loro: “Dopo 9 anni che il Signore mi parlò di ubbidire al Suo comandamento, domani con l’aiuto di Dio ho l’opportunità di ubbidirlo, e se alcun di voi vuole assistere, venga al lago (Lake-front in Chicago), tale luogo, ora tale. Vennero quasi 25, e 18 di loro ubbidirono con me. Fummo immersi dal fratello G. Beretta.

Poco tempo dopo, il Pastore (F. Grilli) fece ritorno dall’Italia, e la prima Domenica che avemmo il servizio, dissi al Pastore che desiravo di dire alcune cose alla fratellanza prima del suo sermone; quello mi fu concesso; allora prima di tutto domandai al popolo se avevo fatto loro alcun torto, che lo testimoniassero; loro risposero che non avevano nulla contro di me; poi li esortai (la fratellanza) che se volevano partecipare alle promesse di Dio bisognava ubbidirlo secondo la Sua Parola. Dopo questo, diedi le mie dimissioni, cioè: Come anziano, segretario, ed anche da membro di quella chiesa. Loro tutti rimasero meravigliati, dicendomi che non li lasciassi, gli dissi che quella decisione, non era premeditata da me, ma che mi fu ordinata dal nostro Signore di farlo. Avvenne poi, che ancora coloro che ubbidirono al comandamento insieme a me, vollero uscire, ma non credetti cosa buona per loro di fare, ma con tutto ciò vollero separarsi; perciò fu necessario di radunarsi in qualche luogo, per il bene di coloro che non sapevano leggere. Così la prima radunata fu tenuta in casa del fratello Nicola Moles nella, quale elessero me per loro anziano, allora, io proposi anche i fratelli G. Beretta, e P. Menconi, per aprire i servizii, una settimana ciascuno. Dopo poche sere si decise di radunarsi in casa mia. Il 2 Dicembre 1903, partii per l’Italia per una visita ai miei di famiglia. Al mio ritorno a Chicago (nei primi di Maggio 1904) trovai in questi fratelli dei gonfiamenti, producendo contese senza fine. Vedendo questo, decisi di domandare consiglio al Signore come procedere; il Signore mi rispose di separarmi da loro fintanto che Lui (il Signore) me lo ordinava di ritornare nel mezzo di loro. Questo avvenne in Ottobre 1904. Con me uscirono ancora le famiglie di N. Moles, Alberto Di Cicco e qualche altro, e cosi insieme ci radunavamo di casa in casa nei giorni stabiliti, e tutte le Domeniche si rompeva il pane ricordando la morte del nostro Signore. Ecco, alcuni dei preliminari della grande opera che il Signore ha fatto per lo Spirito Santo nel popolo Italiano.

Nei ultimi d’Aprile 1907, il Signore mi fece incontrare con un fratello Americano, uno dei primi che ricevette la Promessa dello Spirito Santo in Los Angeles, l’anno 1906, e per mezzo di lui seppi, che al No. 943 W. North Ave., vi era una missione che si predicava la promessa dello S. S. e che il Pastore stesso (W. H. Durham) era stato fatto partecipe. La prima settimana, frequentai i loro servizii da solo, e il Signore mi assicurò che quella era l’opera Sua. La Domenica seguente vennero con me il resto del gruppo. Nel mese di Luglio, mia moglie fu la prima ad essere suggellata col dono dello S. S. parlando in lingua Svedese; la sorella Dora Di Cicco fu la seconda parlando in lingua Cinese. Il 25 d’Agosto il benigno Signore si compiacque di suggellare ancora me. In quel tempo che si aspettava la promessa, il Signore fece sapere al fratello W. H. Durham ed altri, che Lui (il Signore) mi aveva chiamato e preparato per portare il Suo messaggio al popolo Italiano; che poi appresso fu ancora confermato da Dio stesso. Nel principio di Settembre testimoniai alla famiglia di Pietro Ottolini, i quali vennero anche loro ad attendere ai servizii, e in pochi giorni furono ancora loro suggellati. Il 14 dell’istesso mese, venne ancora il fratello Giovanni Perrou, e ci domandai se conosceva l’Evangelo, lui mi rispose che era nato Evangelico, gli domandai ancora se aveva in lui la testimonianza d’esser salvato, lui mi rispose che non lo sapeva; allora l’esortai di domandare con tutto il suo cuore perdono a Dio, e poi cercare la promessa dello S. S. Lui ubbidì, ponendosi in ginocchioni, ed in quel momento, il benigno Signore lo lavò col Suo sangue, ed altresì, lo suggellò. S’imbatterono presenti i fratelli G. Marin, ed Agostino Lencioni, il quale quest’ultimo (A. Lencioni) prima era contrario, ma poi avendo veduto lui stesso come il Signore operò nel fratello G. Perrou, (quale lui conosceva) fu convinto a cercare anche lui la faccia del Signore.

Nell’Indimenticabile 15 Settembre dell’istesso anno, nella radunanza No. 1139 W. Grand Ave., il Signore si manifestò sul fratello A. Lencioni, fu creato del disturbo non discernendo l’opera di Dio. Due di loro presenti, vedendo questo mi vennero a chiamare, i quali furono i fratelli P. Menconi, e Luigi Garrou, dicendomi di andare nel luogo ove loro erano radunati. Prima di andare pregai il Signore, il quale mi ordinò di andare. Quando entrai in quel locale, il Signore mi riempì la bocca per parlar loro della potenza del sangue del patto eterno, e che per esso solo si può star ritti nella presenza di Dio, ed ottenere le Sue fedele promesse. Immantinente il Signore si manifestò con la Sua presenza, suggellando i fratelli P. Monconi, A. Andreoni, A. Lencioni, ed altri, e la fama del nostro Signore, e le Sue grandi opere fu sparsa, e saputo da tanti, quali ancora venivano per vederla, ed il Signore lo convinceva, e lo suggellava, vecchi e nuovi (nella fede) fra essi anche i fratelli G. Marin, ed Umberto Gazzari. Nelle prime settimane, il Signore chiamò molti Carraresi, fra i quali uno dei fedeli è viventi, il fratello Alessio Adriani. Quando ritornai alla radunanza di Grand Ave., il fratello P. Ottolini apriva il servizio e P. Menconi presiedeva. Nel terzo servizio che avemmo, avvenne che mentre il fratello P. Menconi saliva sul pulpito, il fratello P. Ottolini (spinto dallo S. S.) fece un salto, e gridò dicendo: “Fratello Menconi! fermati, il Signore mi dice che ha mandato il fratello L. Francescon nel mezzo di noi per ammaestrarci. Il fratello P. Menconi fu confermato dal Signore di starsene a sedere al presente, e che poi se ne avrebbe servito anche di lui. Così occupai di nuovo il posto di anziano di detta chiesa fino al 29 Giugno 1908.

Alla fine del mese di Ottobre, il Signore mandò mia moglie a Los Angeles, Calif. per dare la testimonianza della promessa alla famiglia del fratello N. Moles, che erano stabiliti in quella città da circa un anno prima della manifestazione dello S. S., col risultato che alcuni di loro furono suggellati; e poi si unirono coi fratelli Americani di quella città. In quel tempo vennero alcuni fratelli e sorelle da Hulberton, N. Y. a visitarci, avendo udito come il Signore stava operando nel mezzo di noi. Dopo pochi giorni furono ancora suggellati, e ritornarono a loro destinazione con la caparra nei loro cuori. Poco tempo dopo venne anche il fratello G. Beretta, ed anche lui ricevette il dono di Dio. In quel tempo, vennero nel mezzo di noi anche i fratelli Leopoldo Tedeschi, Michele Iacovetti (essi conoscevano l’Evangelo). Nel principio di Dicembre, il Signore parlò per la mia bocca, dicendo: “Io il Signore ho stanziato il Mio nome in questo luogo, se voi mi ubbidite e state umili, Io manderò nel mezzo di voi coloro che devono essere salvati. Vi terrò insieme per un poco di tempo per ammaestrarvi, poi manderò alcuni di voi fuori per raccogliere altre mie pecore. Questo è il segno che vi do per accertarvi che sono Io che ho parlato: Questo locale vi sarà piccolo per contenere le persone che Io vi manderò”. Appena dopo questa profezia, un fratello si sentì di comperare 60 sedie per aggiungerle a quelle che già avevamo. In quei giorni il Signore aveva operato nei fratelli Giacomo Lombardi, e Giovanni Rossi, ed altre famiglie, membri della chiesa Presbiteriana Italiana, come pure nei Cattolici, fra i quali anche il fratello Luigi Terragnoli. La Domenica seguente (dopo la profezia) tutte le sedie furono occupate, e diversi anche in piedi. Fu fatto il battesimo per questi ultimi, nel principio di Gennaio 1908, ed una settantina ubbidirono al comandamento del nostro Signore; la maggior parte di loro erano già suggellati con la promessa. Fra il 15 Settembre, alla fine di Dicembre 1907, il Signore fece tante miracolose guarigioni, malattie croniche ed incurabili alla scienza umana; qui sono 4 di tali casi: G. Lombardi, P. De Stefano, Lucia Menna, e Fidalma Andreoni. Il Signore altresì, permise che passassimo delle dure prove e persecuzioni; ma non si faceva caso di esse, perché la grazia di Dio abbondava nei nostri cuori, e le sue promesse erano fedeli.

In Gennaio 1908 i fratelli P. Ottolini, e G. Perrou, mossi dallo S. S. e con la comunione della chiesa, andarono nella città di New York (passando prima per Hulberton, N. Y.) col risultato che alcuni credettero, fra essi il fratello Silvio Margadonna. Dopo la partenza di P. Ottolini, il fratello A. Lencioni prese il suo posto, cioè di aprire il servizio. In Febbraio, il Signore fece sentire al fratello A. Lencioni di andare ad Hulberton, N. Y. e ribattezzare i credenti di quel luogo, perché non furono stati immersi seconda la Sua Parola, allora il fratello G. Lombardi prese l’ufficio di A. Lencioni, cui l’ebbe fino al 15 Luglio. In Marzo del seguente anno, il Signore fece sapere a me, ed al fratello G. Lombardi, di lasciare il lavoro materiale ed essere a Sua disposizione; per noi: ambedue ci trovavamo in una male condizione finanziaria con 6 piccoli figliuoli ciascuno, ma di non temere che Lui (il Signore) ne avrebbe preso cura delle nostre famiglie. Questa rivelazione ci fu confermata mediante il dono dell’interpretazione dei linguaggi; per cui restammo consolati di arrenderci interamente alla volontà del nostro Signore. Nel principio di Aprile, 4 fratelli partirono dal mezzo di noi nello spazio di 2 settimane, destinati per l’Italia; i quali 3 ritornarono indietro senza successo, e uno restò coi suoi di famiglia per un tempo, cui il Signore operò, e poi vennero a Chicago, (Il fratello menzionato che restò in Italia, era Demetrio Cristiani).

Nel mese di Aprile, il Signore ci mandò dei gloriosi messaggi, controllati dallo S. S. i quali ebbero quasi tutti il loro adempimento. Una delle profezie che ha già avuto il suo adempimento è la seguente: Un fratello, dopo aver data la sua testimonianza, parlò in linguaggio strano e poi si sedette; una nostra sorella che aveva il dono d’interpretazione, si alzò e disse: Il Signore ci fa sapere oggi, per la bocca di questo fratello che i santi d’Italia saranno perseguitati sotto il regno di Vittorio Emanuele III. (Notate bene, che quando questa profezia fu detta, la testimonianza di quest’opera non era ancora arrivata in Italia). Ora come tutti sappiamo detta profezia è stata letteralmente adempiuta l’anno 1936. Per ordine del Governo Italiano chiusero tutti i locali di riunione dei nostri fratelli, e proibiti di radunarsi dovunque, e coloro che venivano sorpresi riuniti, venivano multati; ed incarcerati, per solo motivo ch’essi servivano al Dio vivente secondo la fede Apostolica. Il 29 Giugno, il Signore mi fece sentire di andare a St. Louis, Mo.; prima di partire, ordinai per anziani di questa chiesa di Chicago, i fratelli Pietro Menconi, e A. Andreoni. Il fratello Lombardi mi raggiunse a St. Louis il 15 Luglio, e di là partimmo per la California nel principio di Settembre. Lui fece ritorno a Chicago, e poi partì di nuovo, per Roma, Italia; ove il Signore ne salvò parecchi, e furono da Lui (il Signore) piantati per essere suoi testimoni in quella nazione. Io rimasi a Los Angeles, raccolsi nella casa del fratello N. Moles alcune sorelle che erano state salvate e suggellate con lo S. S. nelle chiese Americane di quella città. In quel tempo il Signore salvò ancora il fratello Serafino Arena e famiglia, e qualche altro. Dopo un tempo, il fratello S. Arena si sentì di portare la testimonianza in Sicilia, Italia, quale ebbe molto successo. Il 3 Marzo 1909, ritornai a Chicago. Mosso dallo S. S., il 18 Aprile partii per Philadelphia, Pa., ove il Signore salvò il fratello Giovanni Marcucci, sua moglie, ed un figlio, sua sorella Carolina, ed una sua figliuola, e la sorella Concetta. Il Signore piantò bene l’opera Sua in quella città infra il popolo Italiano, quale fu confermata per il buon frutto che appresso diede alla gloria di Dio Padre. Ritornai a Chicago il 22 Luglio.

Per santa rivelazione e ben confermato, il 4 Settembre partii per Buenos Aires col fratello Lombardi, e Lucia Menna, ove il Signore operò nella famiglia di Michelangelo Menna, in una campagna della provincia di Buenos Aires. Ritornai a Buenos Aires col fratello Lombardi, e ci fu aperta una porta in quella città, ed anche in un sobborgo di essa. L’8 Marzo, 1910, partimmo da Buenos Aires (per comando del Signore) diretti per San Paolo, Brasile. Il secondo giorno, dopo arrivati in quella città, per guida Divina incontrammo in un giardino (chiamato Della Luce) un Italiano per nome Vincenzo Pievani (àteo) che abitava a Sant’Antonio Della Platina, Stato del Paranà, e gli parlammo della grazia di Dio. Due giorni dopo Pievani ritornò al suo paese, e noi rimanemmo nella città di San Paolo fino al 18 Aprile, in detto giorno per volontà del Signore Lombardi parti per Buenos Aires, ed io per S. Antonio Della Platina, arrivato in quel luogo trovai due Italiani, uno era il suddetto Pievani, ed un altro per nome Felicio A. Mascaro, le loro mogli con il rimanente degli abitanti di quel paese erano tutti Brasiliani, e tutti di fede cattolica Romana. Per andare in questo luogo ove il Signore mi fece sentire, non avevo nessuna direzione, all’infuori della seguente: V. Pievani, San Antonio Della Platina, Stato del Paranà. Vi era una sola linea ferroviaria che andava al sud di questo Stato, ma però con più di 200 chilometri di distanza dal punto più vicino di questa ferrovia a San Antonio, quale si trovava al nord dello Stato, in quel tempo non vi era nessuna via da quel punto che mi avrebbe aiutato, per recarmi a San Antonio, e nel mio cuore avevo in dubbio di prendere suddetta linea. Mi sentii di andare alla stazione ferroviaria e guardare la carta delle linee dei treni, e lo S. S. mi indicò la linea che dovevo prendere, cioè la Sorocabana che percorreva nello Stato di San Paolo, e la fine di essa linea si trovava vicino al nord dello Stato del Paranà, e l’ultima sua stazione in quel tempo era Salto Grande. Partii da San Paolo alle 5:30 A. M. con un mal di schiena che solo Iddio lo sa, impedendomi di procurami del cibo tutto quel giorno. Arrivai a Salto Grande alle 11 P. M.; luogo dove il Signore mi disse che aveva preparato ogni casa per me, per compiere la mia missione; e cosi veramente fu, solo che mi restava di fare un circa 70 chilometri a mezzo di cavalcatura, traversando foreste vergini infestate di jaguari, ed altre fiere di quei luoghi, feci il resto di quel viaggio con la guida di un Indiano, per grazia di Dio arrivai a San Antonio il 20 Aprile. Un’altra mia difficoltà era, che non sapevo nemmeno una parola del loro linguaggio, senza danaro, e poi ancora malato, ma Iddio che ha i cuori di tutti nelle Sue mani, mi fece vedere la prima maraviglia, ossia che mentre entravo in quella contrada di San Antonio, fece trovare la moglie dell’italiano (Vincenzo Pievani) alla finestra e ci disse: “Ecco l’uomo che io vi ho mandato”, (essi non mi aspettavano) così fui accolto in casa loro, e dopo pochi giorni il Signore aprì i loro cuori, e poi ancora altri nove, in tutti ne furono battezzati nell’acqua 11 di loro, ed ancora con fermati coi segni dell’Altissimo. Queste sono le primizie di quella grande opera di Dio, in quella nazione. Dopo questo, anche il nemico cominciò il suo lavoro per disfare l’opera di Dio, ma invano fu il suo lavoro. Il resto del popolo di quella contrada, sapendo del mio arrivo, ed ancora la mia missione, fecero una congiura contro di me di uccidermi, con un prete a capo di tutti. Non sarebbe stato alcun mezzo di scampo per me, se Iddio non fosse intervenuto coi suoi potenti mezzi. Il Signore mi aveva fatto sapere di stare là, fino al 20 Giugno, e in questa prova ero pure pronto di arrendermi ai miei nemici per risparmiare quei pochi di credenti, che volevano uccidere insieme a me. Iddio ne è testimone di questo, come pure i fratelli viventi di quel luogo. Partii da San Antonio il 20 Giugno, per San Paolo, appena arrivato in quella città, il Signore mi aprì una porta; col risultato che una ventina di anime accettarono la fede, parte di loro Presbiteriani, alcuni Battisti, Metodisti, e qualche Cattolico Romano; e quasi tutti gustarono la Divina Virtù. Alcuni di loro furono sanati, altri ancora suggellati col benedetto dono dello S. S. Verso la fine di Settembre partii per il Canale del Panamà lasciandoli nella mano di Dio, e con i consigli che Lui (il Signore) mi diede di dare loro, perchè Lui potesse per mezzo di loro continuare l’opera Sua in quei luoghi. Fino ad ora, il Signore mi ha mandato 9 volte nel Brasile, ed ogni volta, ho notato un maggior progresso nel mezzo di loro, tanto spirituale, come materiale. Qui vi do una prova che l’opera del Brasile è stata piantata dallo Spirito Santo, e guidata per esso: Nella città di San Paolo vi sono 30 radunanze, tutte di pari consentimento, con più di 6000 anime che rendono testimonianza della grazia di Dio. Nel rapporto dell’anno 1940, il numero delle radunanze della nostra fratellanza era di 305; dall’anno 1935 al 1940 ubbidirono 17, 761 anime al comandamento del nostro Signore, a Gesù la gloria. Ecco, come il benigno Iddio incominciò quest’opera Sua.

Pel battesimo dell’acqua, secondo il comandamento del Signor Gesù, siamo stati tirati fuori dalle sette umane, e dalle loro teorie. Pel dono dello Spirito Santo, fu inanimata, ed allargata; quale non occorre aggiungere altro perchè il risultato ne ha parlato, e ne parla ancora, di questa meravigliosa opera, fatta per la potente mano di Dio, quale sia data ogni gloria per Gesù Cristo benedetto in eterno. Altresì, ogni qualvolta che sono ritornato al Nord America ho sempre trovato delle novità in questi fratelli, cose differenti a quello che avevano ricevuto da principio. Ma ringrazio Iddio, che mi ha sempre illuminato, ed ancora di farmi discernere il bene, ed il male, rimanendo fermo nel Suo consiglio, e nella Sua verità.

Questa testimonianza è una storia (in breve) di quest’opera del nostro Signore, un ricordo per la mia famiglia, ed anche un conforto a questa fratellanza di Chicago, la quale una parte d’essa mi sostenne costantemente, fedele alla parola di Dio, prendendo meco la parte del nostro Signore, come pure tanti fratelli altrove, che non compromisero la loro celeste vocazione per rispetto umano, né per timore di quello che gli poteva fare l’uomo mortale, oppure per lusinghe o spaventi del maligno. Nelle battaglie del nostro Signore, molti ci hanno abbondonati, ma Iddio ne ha messo altri a posto loro, ed avvegnaché molti altri ancora ci lasciassero, pur sappiamo, che abbiamo un vero amico, che non lascia né abbandona i suoi fedeli, perciocché Egli è l’eterno Signore, il suo nome è la Parola di Dio, il Verace e Fedele, quel che giudica e guerreggia in giustizia, Alleluia. Fratelli guardiamoci dal nemico, e dal suo lusinghevole parlare, acciocché non cadiamo nei suoi lacci, ma fermi nel consiglio di Dio, acciocché possiamo essere congiunti con Lui, e con lo Spirito Santo, servendo il nostro Dio con lealtà, per la fede che abbiamo ricevuto da lui in Cristo Gesù nostro Salvatore. Ringrazio Iddio per Gesù Cristo, che Lui ha tenuto la mia mente sempre sveglia e chiara finora. Senza che avessi conservato ricordi o particolari della mia vita, né della gloriosa missione che il Benedetto mi chiamò per compiere, per la fede nel Signor Gesù e virtù dello Spirito Santo. Contemplando sempre dal monte della mia sottomissione al Signore Iddio mio, il panorama della Sua grande opera, vedendomi sempre presente in essa; e per raccontare (quando Lui mi dà l’opportunità) le Sue grandi meraviglie, le Sue misericordie, Suoi consigli e liberazioni ricevuti da Lui.

Vidi la Sua potenza e fedeltà alle Sue promesse, ed anche i Suoi giudicii; e questo ricordo è anche un dono di Dio che l’uomo riceve da Lui, per magnificare la Sua pazienza, e le Sue opere, per dare a Dio la lode e tutta la gloria per Gesù Cristo. Amen.

Chicago, Ill. Marzo 1942.

In questa seconda edizione della mia breve testimonianza vi sono state fatte alcune correzioni alla prima, e di più questo che segue: Il Signore si compiacque di mandarmi di nuovo nel Brasile, questa volta con mia moglie. Partimmo da Chicago, Ill., il 27 Ottobre 1947. Restando nel Brasile fino al 18 Ottobre 1948. Trovammo quell’opera bene aumentata in numero, altresì prosperata nelle cose materiali, ed il loro progresso fu costante. Secondo il rapporto ufficiale del 1951 (qual devono dare ogni anno alle autorità civili dello stato di S. Paolo) nel quale risulta che il numero delle radunanze arrivarono a 815 dei quali 217 di loro proprietà.

Dall’anno 1942 al 1951 ubbidirono al comandamento del Signor Gesù 74.775 anime. Le 46 radunanze ora esistenti nella Città di S. Paolo, con le vicine sono rappresentate da 5 fratelli (trustees) curatori delle cose materiali, per rendere conto alle autorità, secondo come essa legge richiede, cioè per dare a Cesare le cose appartenenti a Cesare. La parte spirituale è governata dagli Anziani, per la Guida dello Spirito Santo, i quali si radunano una volta la settimana in preghiera per domandare consiglio e guida al Signore, poi viene comunicato alle radunanze quello che il Signore fa loro sentire.

Lo stesso vien fatto dagli Anziani in differenti zone fuori della Città di S. Paolo. Per i servizi di battesimi, sante cene, ecc., o per qualche urgente necessità, si radunano altresì in preghiera acciocché il Signore spinga chi egli vuole per tale occasione, facendo poi per loro quello che ha promesso nella sua parola, perciocché il volere e l’operare appartiene al Redentore e Signor nostro, quando la nostra confidenza è riposta tutta in Lui, Alleluia. Questa è la via del cielo approvata dall’eterno Signore. Amen.

311 N. Lombard Ave. – Giugno 1952 Oak Park, lllinois la fedele testimonianza di Luigi Francescon

Tratto da : http://www.lanuovavia.org/testimonianze_03_conversioni_005.html

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Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano

dirk-willems‘Amate i vostri nemici e benedite quelli che vi maledicono’ (cfr. Luca 6:27-28)

Dirk Willems, o Willemsz (Asperen, … – 16 maggio 1569)

Anabattista olandese, fuggito dalla prigione dove si trovava in quanto eretico, Dirk Willems non esitò a rinunciare alla sua fuga per salvare il suo inseguitore, un gendarme che stava affogando mentre attraversava un fiume ghiacciato. Egli fu così catturato e martirizzato sul rogo il 16 maggio 1569.

Tratto da : https://it.wikipedia.org/wiki/Dirk_Willems


Fratelli e sorelle nel Signore, Gesù ha detto : ‘Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano.’ (Matteo 5:44) Ubbidiamogli dunque, amate e benedite coloro che vi perseguitano e maledicono; e pregate Iddio affinchè li salvi.

Salvatore Larizza

La persecuzione

persecuzione cinaLa persecuzione dimostra pubblicamente chi serve e ama Iddio con TUTTO il proprio cuore, da chi invece lo serve e lo ama solo a parole. Gesù un giorno disse : ‘Se uno viene a me e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i fratelli, e le sorelle, e FINANCHE LA SUA PROPRIA VITA, non può esser mio discepolo.’ (Luca 14:26) Lo ami a tal punto da essere disposto di dare finanche la tua propria vita per Lui? Se la risposta è ‘no’, sappi che non puoi essere un suo discepolo.

Salvatore Larizza

La verità mi ha liberato dalle menzogne delle ADI

Foto-manariniPace fratelli e sorelle nel Signore. Mi chiamo Davide Manarini e per più di un anno e mezzo sono stato un membro di una chiesa delle Assemblee di Dio in Italia, precisamente di quella di Formia (LT). Ho scritto questa lettera per spiegarvi i motivi per cui ne sono uscito e mi sono separato da essa.
Mi sono convertito al Signore nel 2009. Prima di allora credevo a mio modo in Dio in quanto riconoscevo attraverso il creato la sua esistenza ma non avevo mai letto la Bibbia o sentito parlare del Vangelo. Vedendo un giorno in televisione alcuni programmi televisivi che parlavano del soprannaturale, della lotta tra il bene e il male, ne fui pian pian talmente affascinato da decidere di iniziare a seguire i Suoi comandamenti. Sapevo che la Bibbia era la sua parola così andai a Lui direttamente attraverso di essa. Non passò molto tempo quando mi accorsi che nonostante ci mettessi tutte le mie le forze nel cercare di seguirli, cadevo sempre in errore e ciò mi fece comprendere di non essere altro che un miserabile peccatore davanti a Lui. Fu allora che dopo aver provato dolore per i miei peccati e averli confessati, nacqui di nuovo e la mia vita cambiò radicalmente. I miei genitori furono i primi ad accorgersi di tale cambiamento perchè di colpo abbandonai tutti i miei usi parlando del Signore. Spesso mi dicevano: “Ti hanno fatto il lavaggio del cervello” oppure “Fra’ Davide” ma ciò non mi importava. Desideravo servirlo così dopo qualche tempo decisi di unirmi ad una Chiesa evangelica. Avevo infatti notato con la lettura della Parola, che molti insegnamenti della Chiesa Cattolica Romana erano contrari alla Sacra Scrittura. Così dopo averne cercate e frequentate alcune, scelsi una Chiesa evangelica ADI poiché aveva il locale di culto più grande nella zona e le sue posizioni dottrinali mi sembravano conformi alla Scrittura. Ricordo che in quel periodo passavo le giornate a leggere la Bibbia e ad ascoltare le predicazioni audio che trovavo su CRC, desideravo infatti crescere sempre di più nella conoscenza delle Scritture, tuttavia molte cose non le capivo e mi sembravano contraddittorie. Convinto che le ADI seguissero i veraci insegnamenti biblici e volendo mettere in pratica tutti i comandamenti di Dio, scesi nelle acque battesimali. Il tempo passava e cominciai pian piano a credere che bastasse seguire e conoscere soltanto le cose fondamentali. Di santificazione non ne sentii quasi mai parlare e comunque mai in modo chiaro entrando nello specifico, così lo zelo per il Signore venne pian piano a diminuire. Tempo dopo, venni a conoscenza che una sorella frequentatrice del locale da tanti anni, in realtà era atea e si spacciava per serva di Dio solamente per piacere ai suoi famigliari. La comunità, il pastore precedente e quello attuale, non erano per nulla a conoscenza di ciò, anzi confermavano la sua salvezza ed il suo “battesimo nello spirito santo” e ciò mi deluse. Avvenne che per una serie di eventi riferii la cosa al pastore, il quale rimastoci male, continuò però a fare finta di niente davanti a lei e a tutta la comunità. Allora cominciai a diffidare da lui e successivamente venni a scoprire ulteriori sue menzogne. Vedevo anche nella fratellanza (sopratutto tra i giovani) comportamenti contrari alla parola di Dio, tuttavia essendo in quel periodo senza forze e non conoscendo molto bene le Scritture, non sapevo se avrei fatto bene a riprenderli quindi lasciai stare.
Un giorno navigando su Internet alla ricerca di nuove predicazioni, venne fuori il blog di Giacinto Butindaro. Ricordo che ascoltando una sua predicazione, venne fuori il discorso sulla predestinazione e subito chiusi tutto perchè ero convinto che ciò facesse di Dio un ingiusto. In seguitò però decisi di riascoltarlo andando a controllare ogni sua parola con la Scrittura e compresi che quanto dichiarava era biblico ma anche che oltre a quelle cose che avevo già scoperto, esistevano molte altre dottrine e comportamenti nelle ADI del tutto contrari alla Scrittura. Adesso vi elencherò brevemente alcune delle cose storte e perverse insegnate e fatte dalle ADI. Alcune parti di ciò che leggerete le ho prelevate da scritti di altri fratelli.

IL PROPONIMENTO DELL’ ELEZIONE DI DIO

Le ADI rigettano l’elezione secondo il proponimento di Dio sostenendo invece il libero arbitrio, ma se esaminiamo la Scrittura essa ci fa comprendere che se fosse dipeso da noi non avremmo mai scelto di andare a Cristo poiché la nostra carne è per natura avversa alle cose di Dio. E’ Dio che ci ha attirati a Cristo mettendoci nelle condizioni di credere, la nostra decisione di credere è stata solo una conseguenza a tutta una serie di eventi e/o circostanze operate da Lui perchè Egli ci ha eletti a salvezza prima della fondazione del mondo. Pensate solo per esempio alla conversione di Saulo da Tarso, egli aveva in odio Cristo essendo un feroce persecutore della Chiesa di Cristo ma ad un tratto Gesù si manifestò a Lui ed egli divenne subito un suo discepolo. Questa dottrina è molto importante in quanto oltre a farci comprendere il vero significato della parola grazia, fa rendere tutta la gloria a Dio.

IL RAPIMENTO INVISIBILE DELLA CHIESA

Le ADI insegnano che il Signore tornerà segretamente in maniera visibile ai credenti ma invisibile al mondo (e questo può avvenire in qualsiasi momento), per poi tornare di nuovo con i credenti con potenza e gloria in maniera visibile al mondo (e questo dopo la grande tribolazione per instaurare il millennio). In base alla Scrittura però esiste solo un solo ritorno del Signore ed avverrà in maniera visibile a tutti come è scritto ad esempio in Matteo 24:30-31 e Atti 1:9-11. Inoltre il suo ritorno non può avvenire in qualsiasi momento come sostengono nelle ADI dato che prima di esso deve venire l’apostasia ed essere manifestato l’uomo del peccato ovvero l’anticristo. In merito a 1 Tessalonicesi 5:1-3 dove Paolo dice che il giorno Signore verrà come viene un ladro nella notte, che è il passo che le ADI prendono per sostenere che Gesù può ritornare in qualsiasi momento, va detto che Paolo sta dicendo che esso verrà come un ladro non per i credenti ma per i non credenti e questo perchè mentre i santi aspettano il ritorno del Signore i peccatori non lo aspettano (1 Tessalonicesi 5:4-5).

L’INTESA DELLE ADI CON LO STATO

Le ADI sono alleate con lo Stato e ciò è del tutto contrario alla Bibbia, Paolo infatti scrive: “Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi; infatti che rapporto c’è tra la giustizia e l’iniquità? O quale comunione tra la luce e le tenebre? E quale accordo fra Cristo e Beliar? O quale relazione c’è tra il fedele e l’infedele? E che armonia c’è fra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come disse Dio: «Abiterò e camminerò in mezzo a loro, sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Perciò, uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’impuro; e io vi accoglierò. E sarò per voi come un padre e voi sarete come figli e figlie», dice il Signore onnipotente. Poiché abbiamo queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio (2Corinzi 6:14-18; 7:1).
Fare una qualunque alleanza con lo Stato, equivale biblicamente parlando, a rifugiarsi sotto la protezione del Faraone per ricevere soccorso e non andare incontro a persecuzioni (Isaia 30:1-3; 31:1). Riguardo a queste però la parola dice:
“Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi” (Matteo 5:11-12); “Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati” (2Timoteo 3:12).
Le ADI sono scese a compromessi con lo Stato. Hanno dovuto infatti innanzi tutto organizzarsi nella maniera in cui gli ha ordinato lo Stato dotandosi di uno Statuto per ottenere prima il riconoscimento giuridico e chiedere poi l’intesa, e ciò ha finito con l’indebolire la Chiesa, la quale è costretta a barcamenarsi tra la Parola di Dio e lo Statuto e il tutto va a danno della Parola. Statuto tra l’altro non reso pubblico dalle ADI. Solo una volta letto ne compresi il motivo, esso infatti è pieno zeppo di regole umane che attaccano la Parola di Dio.

FALSE PROFEZIE

Nelle ADI di Formia ci sono molte false profezie. Molti infatti sono convinti che le profezie vengono date tramite l’interpretazione del parlare in lingue. Ma questo non è vero, perchè Paolo dice chiaramente che “chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno l’intende, ma in ispirito proferisce misteri.” (1Corinzi 14:2). Io mi domandavo: ‘Ma se si interpreta un parlare in lingue (che è rivolto a Dio), perché esso diventa una profezia, ovvero un parlare rivolto agli uomini? La risposta è che la cosiddetta interpretazione del loro ‘messaggio in lingue’ è una falsa profezia. Non a caso al capitolo 22 verso 28 di Ezechiele sta scritto: “E i loro profeti intonacan loro tutto questo con malta che non regge: hanno delle visioni vane, pronostican loro la menzogna, e dicono: – Così parla il Signore, l’Eterno – mentre l’Eterno non ha parlato affatto.” Quando avviene l’interpretazione il parlare in lingue non si può trasformare in profezia infatti Paolo disse: “Perciò, chi parla in altra lingua preghi di poter interpretare; poiché, se prego in altra lingua, ben prega lo spirito mio, ma la mia intelligenza rimane infruttuosa. Che dunque? Io pregherò con lo spirito, ma pregherò anche con l’intelligenza; salmeggerò con lo spirito, ma salmeggerò anche con l’intelligenza. Altrimenti, se tu benedici Iddio soltanto con lo spirito, come potrà colui che occupa il posto del semplice uditore dire ‘Amen’ al tuo rendimento di grazie, poiché non sa quel che tu dici? Quanto a te, certo, tu fai un bel ringraziamento; ma l’altro non è edificato.” (1Corinzi 14:13-17).
Non a caso l’apostolo Paolo al capitolo 12 di 1 Corinzi distingue l’interpretazione dalla profezia infatti sta scritto: “a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue, e ad un altro, la interpretazione delle lingue;” (1Corinzi 12:10).

Il PATTO CON DIO MEDIANTE IL BATTESIMO

Nelle ADI sostengono che mediante il battesimo in acqua si fa patto con Dio. Stando alla Bibbia però il battesimo è soltanto la proclamazione del patto che Dio ha fatto con noi scrivendo la Sua legge nel nostro intimo (Ebrei 8:8-12). Egli l’ha scritta nei nostri cuori nel momento in cui ci siamo ravveduti ed abbiamo creduto nel nome di Gesù, in quanto è stato in quel momento che i nostri peccati ci sono stati perdonati (Atti 10:43) e diventiamo figli di Dio (Giovanni 1:12), e quindi membri della famiglia di Dio e del suo popolo. Il battesimo in acqua è “la richiesta di una buona coscienza fatta a Dio” (1 Pietro 3:21) e va amministrato ai credenti subito dopo che hanno creduto, così infatti facevano anticamente gli apostoli e gli altri servitori di Cristo. Dico questo perchè ho notato che nelle ADI fin quando non sono sicuri di avere la tua totale conversione alla loro organizzazione, non acconsentono a battezzarti.

CASA DI DIO FATTA DA MANO D’UOMINI

Nelle ADI molti considerano il locale di Culto come un luogo santo. Spesso il pastore quando parlava del locale di culto nelle preghiere, lo descriveva come ‘la casa di Dio’. Nella Bibbia però è scritto che Dio non abita in templi fatti da mano d’uomo (Atti 7:48-50). La casa di Dio infatti non è una casa fatta di mattoni o pietre (cfr. 1 Pietro 2:5). “La sua casa siamo noi se riteniam ferma sino alla fine la nostra franchezza e il vanto della nostra speranza” (Ebrei 3:6), ed ancora: “Accostandovi a lui, pietra vivente, riprovata bensì dagli uomini ma innanzi a Dio eletta e preziosa, anche voi, come pietre viventi, siete edificati qual casa spirituale, per essere un sacerdozio santo per offrire sacrificî spirituali, accettevoli a Dio per mezzo di Gesù Cristo” (1 Pietro 2:4-5). Dunque come si vede, la casa di Dio è l’assemblea dei riscattati perchè Dio abita in mezzo ad essa e ne ha fatto la Sua dimora (1 Corinzi 6:16; Efesini 2:22).

IL PASSAGGIO DEL CESTINO DELLE OFFERTE

Anche il passaggio del cestino delle offerte non è biblico. Si leggano attentamente il libro degli Atti degli apostoli e tutte le epistole e non si troverà un solo versetto che parli a favore di un passaggio del cestino delle offerte nel locale di culto o in occasione di evangelizzazioni all’aperto. La maniera biblica per raccogliere le offerte dei santi è quella di mettere in un angolo del locale di culto una cassa delle offerte e dire ai credenti che chi è disposto a fare un offerta per l’opera di Dio la deve mettere in quella cassa. Il nostro Signore Gesù e i suoi apostoli dopo avere predicato non facevano passare il cestino delle offerte fra gli uditori sia essi credenti che non credenti.

MODO DI EVANGELIZZARE SBAGLIATO

Leggendo la Bibbia capii che il modo che utilizzavamo nelle ADI per evangelizzare era sbagliato. Infatti anziché annunciare ai peccatori il messaggio che dovevano ravvedersi e convertirsi a Cristo per essere salvati, annunciavamo loro che Gesù li amava.
Il Signore predicava il ravvedimento e non andava in giro a predicare dicendo ‘accettatemi perché io vi amo’. Gesù iniziò a predicare il ravvedimento quando iniziò il suo ministerio infatti sta scritto: “Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: Ravvedetevi, perché il regno de’ cieli è vicino.”(Matteo 4:17 cfr. Marco 1:15). Gesù predicava oltre il ravvedimento anche il giudizio di Dio, infatti disse: “Vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti similmente perirete (Luca 13:3). Anche i discepoli del Signore predicavano il ravvedimento, infatti Pietro disse ai Giudei “Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remission de’ vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo” (Atti 2:38), ed ancora “Ravvedetevi dunque e convertitevi, onde i vostri peccati siano cancellati,”(Atti 3:19). Anche l’apostolo Paolo predicava il ravvedimento infatti affermò: “Ma, prima a que’ di Damasco, poi a Gerusalemme e per tutto il paese della Giudea e ai Gentili, ho annunziato che si ravveggano e si convertano a Dio, facendo opere degne del ravvedimento.” (Atti 26:20) e quando predicava parlava anche dei giudizi di Dio infatti molti quando sentivano parlare Paolo si intimorivano come Felice il governatore, secondo che è scritto: “Ma ragionando Paolo di giustizia, di temperanza e del giudizio a venire, Felice, tutto spaventato, replicò: Per ora vattene.” (Atti 24:25). Loro sì che predicavano la Parola di Dio ai peccatori, e lo facevano con autorità. Oggi invece nelle ADI viene predicato agli uomini il ‘vangelo del miele’, in quanto non viene loro annunziato nè il ravvedimento e neppure il giudizio a venire.

ANDARE ALLA MESSA FUNEBRE

Nelle ADI viene permesso ad un Cristiano di andare ad una messa cattolica in occasione dei funerali di familiari, parenti o conoscenti. La messa però pretende di essere la ripetizione del sacrificio espiatorio di Cristo, e viene celebrata sia per i vivi che per i morti per i loro peccati. Quindi permettere a dei credenti di essere presenti a questa funzione religiosa è molto grave, perché si permette loro di partecipare ad una opera infruttuosa delle tenebre. Ma non sapete voi che la Scrittura afferma: “Non siate dunque loro compagni; perché già eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Conducetevi come figliuoli di luce (poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà e giustizia e verità), esaminando che cosa sia accetto al Signore. poiché egli è disonesto pur di dire le cose che si fanno da costoro in occulto” (Efesini 5:7-12)? Quindi un figliuolo di Dio deve rifiutarsi di partecipare alla messa!

ANDARE AL MARE

Nelle ADI non si fanno scrupoli ad andare al mare. Ma l’andare al mare è una concupiscenza mondana e dunque non può caratterizzare i credenti che sono chiamati a santificarsi e ad astenersi da ogni tipo di iniquità. Noi siamo il tempio dello Spirito Santo (1Corinzi 6:19-20) e dobbiamo possedere il nostro corpo in santità e onore senza scoprirlo pubblicamente perchè Iddio vuole da noi non soltanto una santificazione spirituale ma anche corporale. Paolo dice: “Ciascun di voi sappia possedere il proprio corpo in santità ed onore, non dandosi a passioni di concupiscenza come fanno i pagani i quali non conoscono Iddio;” (1 Tessalonicesi 4:4,5) e continua dicendo “perché il Signore è un vendicatore in tutte queste cose, siccome anche v’abbiamo innanzi detto e protestato. Poiché Iddio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione. Chi dunque sprezza questi precetti, non sprezza un uomo, ma quell’Iddio, il quale anche vi comunica il dono del suo Santo Spirito.” (1 Tessalonicesi 4:7,8). Andare al mare a mettersi mezzi nudi solo perché lo fanno tutti, significa conformarsi al presente secolo malvagio e dimenticare la chiamata che ci è stata rivolta dal Dio tre volte Santo il quale ci comanda di conservare puri i nostri occhi e non essere d’intoppo al nostro prossimo inducendolo al peccato.

ACCETTANO CHE LA DONNA INSEGNI

Nella Chiesa ADI di Formia, il pastore aveva affidato la scuola domenicale a due donne. Inoltre le sorelle durante la testimonianza si alzavano spiegando la Scrittura o chiedendo domande relative ad essa. Ma come dice la Parola di Dio, la donna non può insegnare e fare tali cose (1Timoteo 2:12-15; 1Corinzi 14:34-35).

L’ORNAMENTO ESTERIORE

Molti nelle ADI, soprattutto tra i giovani, ricercano vestiti alla moda e anche sfarzosi. Quante volte ho visto sorelle vestite con abiti sontuosi a volte con scollatura, con gioielli, anelli e quant’altro; e il pastore è stato quasi sempre zitto riguardo queste cose e non le ha riprese più di tanto!
Ebbene la Bibbia insegna a rigettare tutte queste cose. E’ scritto infatti: “Il vostro ornamento non sia quello esteriore, che consiste nell’intrecciarsi i capelli, nel mettersi addosso gioielli d’oro e nell’indossare belle vesti, ma quello che è intimo e nascosto nel cuore, la purezza incorruttibile di uno spirito dolce e pacifico, che agli occhi di Dio è di gran valore. Così infatti si ornavano una volta le sante donne che speravano in Dio, restando sottomesse ai loro mariti (1Pietro 3:3-5). “Allo stesso modo, le donne si vestano in modo decoroso, con pudore e modestia: non di trecce e d’oro o di perle o di vesti lussuose, ma di opere buone, come si addice a donne che fanno professione di pietà” (1Timoteo 2:9-10). La stessa cosa ovviamente vale per i fratelli i quali sono chiamati anche loro a vestirsi in maniera convenevole, per cui devono bandire i pantaloni stracciati, come anche pantaloncini e altri capi di abbigliamento sconvenienti. Questo abbigliamento va adottato non soltanto nel locale di culto ma anche al di fuori.

METTERE IN VENDITA LE COSE RIGUARDANTI IL REGNO DI DIO

E’ sbagliato commerciare con le cose riguardanti il regno di Dio perché il Signore ci ha detto: ‘Gratuitamente avete ricevuto e gratuitamente date” (Matteo 10:8). Gesù stesso quando vide il commercio che si faceva nella casa del Padre suo, fece una sferza di cordicelle e cacciò tutti fuori perché l’avevano trasformata in una casa di mercato (Giovanni 2:15-17).

CONCLUSIONE

Ci sono altre dottrine e comportamenti nelle ADI del tutto contrari alle Sacre Scritture nonché azioni riprovevoli come ad esempio la manipolazione dei libri di Charles Spurgeon e del Commentario Biblico. Ma ritengo che quelle qui descritte bastano già per capire che questa organizzazione è nemica di Dio. Pertanto volendo io ubbidire solo ed esclusivamente al Signore Iddio Onnipotente e camminare in tutta la sua parola, non potevo più far parte di questa organizzazione e me ne sono separato. Invito tutti coloro che ancora ne fanno parte, ad uscire da essa affinché non diventino partecipi con lei dei suoi peccati. La grazia del Signore sia con voi.

Davide Manarini, agosto 2013

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/08/21/la-verita-mi-ha-liberato-dalle-menzogne-delle-adi/

Un tizzone strappato dal fuoco

MATTEO-FOTO-TESTIMONIANZAEro un cattolico romano, ma non frequentavo assiduamente la messa, in quanto non ero particolarmente attirato dalla dottrina cattolica romana, perchè vedevo che c’era sempre qualcosa di ambiguo rispetto a quello che si professava. In altre parole, non riscontravo coerenza di comportamento perchè vedevo che veniva predicata una cosa, ma ne facevano una contraria.
Comunque devo dire che mi sentivo sempre attirato alla Bibbia, che leggevo spesso, anche perchè la Bibbia mi presentava Gesù e gli apostoli come persone povere, mentre nella Chiesa cattolica romana vedevo coloro che si dicevano i successori degli apostoli che erano tutt’altro che poveri, a cominciare dal cosiddetto successore di Pietro.
Avendo un collega di lavoro che si professava Cristiano Evangelico, quando capitava di parlare con lui delle cose che concernevano la fede, io gli facevo delle domande in merito, e andavo a verificare nella Bibbia se quello che lui mi diceva era vero. Dico questo per far capire che anche quando ero nelle tenebre, avevo il desiderio di appurare con la Bibbia le cose che mi venivano dette. Non sono mai stato uno che accetta ‘per oro colato’ quello che gli viene detto.
Facevo della Bibbia il mio continuo punto di riferimento, ed ero sempre pronto ad accettare tutto quello che mi veniva detto a condizione che fosse scritto nella Bibbia. Ci tenevo ad avere idee bibliche, tanto è vero che conoscevo – a differenza della stragrande maggioranza dei cattolici romani – il secondo comandamento così come lo troviamo nel libro della legge: secondo comandamento che non esiste nel catechismo cattolico.
A tale riguardo, voglio dirvi che un giorno questo mio collega evangelico mi chiese: ‘Ma tu conosci il secondo comandamento?’, e io gli risposi: ‘Ma certo, ….’ e glielo citai, al che il mio collega rimase impietrito dalla mia risposta. Non se lo aspettava proprio, infatti mi disse: ‘Sei il primo cattolico romano con cui parlo che mi ha saputo rispondere correttamente’.
Dopo di ciò, il mio collega mi invitò ad una riunione di culto della Chiesa Evangelica ADI di Salerno, sì perchè lui era ed è tuttora membro di quella Chiesa. Era il novembre del 2011, quando partecipai per la prima volta nella mia vita ad un culto evangelico. Continuai dunque a frequentare i culti di quella comunità, e ogni volta che ascoltavo le predicazioni andavo a verificare come era mia abitudine tutto nella Bibbia.
Dopo avere ascoltato queste predicazioni, mi sono fatto un esame di coscienza e ho dovuto valutare la mia vita dalla mia nascita fino a quel momento. E la prima cosa che mi venne in mente fu quello che mi avevano detto i miei genitori, e cioè che poco dopo che ero nato – mentre mi trovavo nelle culle multiple dell’ospedale – si aprì la culla e io caddi a terra e gli altri bambini mi caddero addosso. Gli effetti di quella caduta furono terribili, in quanto la mia vita fu considerata dai medici in pericolo, tanto che mi fu somministrato seduta stante il ‘battesimo’ cattolico perchè i medici temevano che non arrivassi vivo fino al giorno dopo. Considerando quindi che ero sopravvissuto a quell’incidente, mi considerai come un miracolato da Dio, da Lui destinato a qualche cosa di nobile.
Poi all’età di circa tre anni si verificò quest’altro funesto avvenimento. Stavo giocando vicino ad una fontana antica dove scorreva sempre l’acqua, e sono caduto a testa in giù dentro la fontana con l’acqua che mi scorreva addosso. Proprio in quel momento si trovò a passare per quel posto un uomo che viveva a fianco della nostra abitazione, e mi prese come si prende un capretto per i piedi e mi tirò fuori sollevandomi in aria. E questo uomo purtroppo dopo circa un mese ebbe un incidente stradale nel quale morì. Ancora una volta Dio mi aveva preservato dalla morte.
Questi due eventi della mia vita mi spinsero a farmi capire che Dio mi aveva protetto dalla nascita, e quindi se ero ancora in vita lo dovevo a Lui.
Ma ero ancora un peccatore perduto, che conducevo una vita dissoluta, e quindi capii che non stavo facendo la volontà di Dio. Ciò mi spinse a ravvedermi e a credere nel Vangelo.
A questo punto, cominciai a fare delle domande specifiche al pastore, perchè ero assetato della Parola di Dio, e della conoscenza della Sua volontà verso di me. Ma le sue risposte erano evasive e insoddisfacenti, talché decisi di effettuare delle ricerche su Internet per cercare le risposte alle mie tante e continue domande che mi facevo.
E ogni volta che facevo una ricerca venivano fuori sempre gli scritti del fratello Butindaro Giacinto, che mi mettevo a leggere con interesse. Fermo restando che apparivano nei risultati delle mie ricerche altri siti, accadeva sempre che non mi sentivo attirato mai a visitare gli altri siti. Poi, oltre agli scritti di Butindaro cominciai anche ad ascoltare le sue predicazioni. Me le scaricavo e poi me le studiavo prendendo tante annotazioni, e andando a fare come era mia abitudine il confronto con quello che diceva la Bibbia. E notavo che quello che predicava era confermato dalla Bibbia, ma notavo anche che esistevano delle discordanze nette tra le predicazioni di Butindaro, che erano bibliche e seguivano la Parola di Dio, e gli insegnamenti delle ADI. Al che ogni qual volta ne avevo occasione parlavo di ciò con diversi fratelli, tra cui colui che mi aveva evangelizzato.
Adesso voglio raccontarvi un episodio accadutomi proprio in quei giorni. Mi trovavo in vacanza a Rotonda (Potenza), e la mattina ero andato al culto a Salerno e dopo che sono rientrato a casa, alle 18 circa abbiamo sentito dei rumori che venivano dalla strada, e mi sono affacciato ed ecco era in corso la processione della Madonna del posto. Come sono rientrato dentro, all’improvviso c’è stato un forte terremoto. Allora mi sono ricordato delle parole scritte nel libro del profeta Geremia secondo cui ‘per l’ira di Dio trema la terra’ (cfr. Geremia 10:10). Tutto ciò mi colpì profondamente, visto e considerato che in quel momento quando ha tremato la terra in quel posto era in corso una cosa abominevole nel cospetto di Dio, che provoca Dio ad ira. Ho detto ai miei familiari non convertiti che quel terremoto era un castigo di Dio a motivo dell’idolatria, ma sono stato da loro beffato. In seguito ho raccontato questo fatto durante la testimonianza nel culto della domenica successiva a Salerno specificando che il terremoto era stato una manifestazione dell’ira di Dio.
Avevo un forte desiderio di parlare con i fratelli delle cose del regno di Dio al di fuori delle riunioni di culto, per poter crescere spiritualmente, ma non potevo farlo con i fratelli della Chiesa ADI di Salerno, perchè dopo ogni culto c’era un fuggi fuggi generale e durante la settimana al di fuori delle riunioni di culto non potevo incontrarmi con i fratelli per parlare delle cose di Dio, il che mi rattristava e turbava. Allora parlando con il fratello Butindaro sono stato da lui messo in contatto con dei fratelli in Cristo con i quali ho potuto discutere spesso telefonicamente di tante cose del Signore, soprattutto cose dottrinali, ed anche condividere tante esperienze di vita in Cristo, e poi ho potuto anche incontrarli personalmente. E tutto questo ha contribuito molto alla mia crescita spirituale, e per questo ringrazio Dio. Di tutto questo erano a conoscenza sia il pastore che la comunità, perchè a me piace operare alla luce del sole. In merito a questo, debbo dire che una volta parlando con il pastore, avendogli detto che ascoltavo le predicazioni del fratello Butindaro e mi sentivo telefonicamente con lui, il pastore mi disse che non dovevo nè ascoltarlo e neppure chiamarlo, al che io gli chiesi il perchè, ma lui non mi diede risposta, al che io gli dissi: ‘Ritengo nullo quello che mi hai detto perchè non hai motivato la tua esortazione’.
In quel tempo il pastore fece un annuncio per i futuri battesimi che si sarebbero tenuti il 28 ottobre 2012. E io aspettavo naturalmente di essere tra i battezzandi, perchè avevo incaricato il fratello che mi aveva evangelizzato di chiedere al pastore di battezzarmi, al che il pastore aveva risposto affermativamente, e questa era la ragione per cui mi aspettavo di essere chiamato. Vedendo però che non venivo chiamato, dopo alcuni giorni mi sono avvicinato a lui dopo una riunione di culto chiamando tre fratelli come testimoni, e gli ho chiesto perchè non risultavo nell’elenco dei battezzandi. Lui mi rispose che doveva ancora valutare, al che io gli risposi che quello che faceva non era biblico perchè io dal punto di vista biblico avevo il diritto di essere battezzato perchè avevo creduto nel Vangelo. Allora lui mi disse: ‘Questo vorrà dire che a gennaio del 2013 ti battezzerò anche se fossi solo tu a dovere essere battezzato’.
Arriva gennaio, passa gennaio, passa febbraio, e io domenica 3 marzo 2013 apprendo che non posso essere battezzato perchè non sono ancora convertito. Questo mi fu detto da un fratello che era vicino al pastore. Le sue testuali parole furono queste: ‘Non puoi essere battezzato perchè non sei convertito!’. E dire che io avevo testimoniato della mia fede davanti a tanti fratelli di quella Chiesa. Evidentemente essere convertiti a Cristo non è sufficiente nelle ADI per ricevere il battesimo, perchè occorre convertirsi alle ADI. E io non ero disposto a convertirmi alle ADI.
Ma io avevo il desiderio di farmi battezzare, e avendo parlato con il fratello Butindaro esprimendogli la richiesta di battezzarmi, lui incaricò il fratello Giuseppe Piredda di battezzarmi, il che è avvenuto il giorno 8 giugno 2013 a Benevento presso l’abitazione del fratello Giuseppe De Ieso. A tale riguardo erano presenti tanti fratelli, peraltro alcuni venuti da fuori regione, ma mancava colui che mi aveva evangelizzato e portato nella comunità ADI di Salerno quantunque lo avessi invitato.
A questo punto, visto e considerato che i conduttori della Chiesa non mi consideravano un figlio di Dio, decisi di ritirarmi e separarmi dalle ADI e consegnai il 5 maggio 2013 nelle mani del figlio del pastore della Chiesa quattro copie della seguente lettera: una per il pastore, e le altre per i membri del consiglio di Chiesa.

 

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Comunicazione del mio ritiro dalla comunità A.D.I. di Salerno

Fratelli e sorelle nel Signore, abbiate pazienza con me e sopportatemi, in quanto devo rendere questa testimonianza affinché tutto sia chiaro intorno all’insegnamento del Signore e sulle deduzioni che sono state tratte nei miei riguardi.
Vi cito quanto riportato in Atti degli apostoli 19:8-9 «Poi entrò nella sinagoga, e quivi seguitò a parlare francamente per lo spazio di tre mesi, discorrendo con parole persuasive delle cose relative al regno di Dio. Ma siccome alcuni s’indurivano e rifiutavano di credere, dicendo male della nuova Via dinanzi alla moltitudine, egli ritiratosi da loro, separò i discepoli, discorrendo ogni giorno nella scuola di Tiranno.»
Tengo a precisare che fin dal giorno della mia conversione al Signore ho sempre frequentato questa comunità, ho avuto riposto la mia fiducia anche in tutti voi come miei fratelli in Cristo, ed ho cercato di integrarmi in questa comunità, ma mi sono state chiuse le porte e i cuori da molti, a partire dai responsabili. Infatti, ho chiesto il battesimo in acqua, ben sapendo che non è quello che salva, ma è la grazia di Dio, che fa grazia a chi vuole fare grazia ed indura chi vuole, Lui è l’Altissimo Onnipotente che può tutto. Il battesimo mi è stato rifiutato senza spiegarmene le ragioni; in un primo tempo mi era stato promesso, senza rispettare la promessa fattami, contravvenendo al più semplice degli obblighi di un conduttore del gregge del Signore, il quale non è chiamato ad essere mediatore tra gli uomini e Dio, perché con questo diventa come il sacerdote della chiesa cattolica Romana.
Quando il pastore vuole valutare la condotta del credente, diventa arbitro di stabilire come e quando effettuare il battesimo, andando contro le sacre scritture elevandosi a giudice e non a semplice seguace di Cristo per servirlo come Lui ci comanda, avendo ordinato di battezzare coloro che hanno creduto.
Fratelli nel Signore, più volte ho parlato ed espresse le mie testimonianze, avendo avuto cura di citare sempre le Scritture, le quali un cristiano deve sempre investigarLe.
Sono stato tacciato di non essere convertito, e alla fine mi hanno sospinto a comportarmi come l’apostolo Paolo nel passo citato del libro degli Atti, cioè a ritirarmi da questo luogo e da coloro che non rispettano la sana dottrina del nostro Signore. Voglio rimarcare il fatto che non mi ritiro da Cristo, ma da quei membri di questa comunità che non mi hanno accettato, senza che mi sia stata data mai una esauriente spiegazione biblica.
Pertanto vi chiedo che se siete a conoscenza di verità bibliche di cui io disconosco, perché non è stata portata alla mia attenzione? Ho cercato in ogni modo di manifestare la mia nuova nascita, ma ho potuto constatare che siete solo degli osservatori di regolamenti umani, e il Signore ci ha messi in guardia da questi, mi ritiro da questa comunità della ADI, ma prima voglio ricordarvi cosa sta scritto nell’epistola di Paolo a Tito 1:7-9 «Poiché il vescovo bisogna che sia irreprensibile, come economo di Dio; non arrogante, non iracondo, non dedito al vino, non manesco, non cupido di disonesto guadagno, ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, santo, temperante, attaccato alla fedel Parola quale gli è stata insegnata, onde sia capace d’esortare nella sana dottrina e di convincere i contradittori.».
Questo passo per farvi sapere che se io non ho compreso qualche cosa, per quale motivo non è stato fatto di tutto da parte degli anziani per ammaestrarmi?
Ciò non è stato fatto, sono stato abbandonato all’ignoranza, ma il Signore non mi ha mai abbandonato, e mi ha confermato più volte che sarei dovuto fuoriuscire da questa comunità, pertanto, dovendo io ubbidire solo ed esclusivamente al Signore Iddio Onnipotente, e continuare a servirLo secondo la sua volontà, io mi ritiro da questa comunità, e vi saluto nel Signore, col desiderio nel cuore che possiate ravvedervi e seguire i veraci insegnamenti scritti nella Bibbia, ispirati dallo Spirito Santo, vi ricorderò in tutte le mie preghiere affinché il nostro Signore Gesù interceda per voi presso il Padre a vostra salvezza.
Matteo Gioia salvato per grazia dal nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, che è Benedetto nei secoli dei secoli. Amen!

Salerno, 05 maggio 2013

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Questa lettera fu da me consegnata sempre in quel giorno anche a tanti altri fratelli.
Voglio dunque esortare i fratelli che frequentano Chiese ADI a rigettare le false dottrine che professano, e mettersi a seguire la sana dottrina che ci ha trasmesso il nostro Signore e Salvatore.
Voglio infine ringraziare il Signore Iddio Onnipotente per avermi fatto trovare la sana dottrina e quindi avermi fatto incamminare per la via da Lui tracciata, e voglio dargli tutta la gloria nel nome del nostro Signore Gesù Cristo che ha pagato per me il prezzo del riscatto dovuto per i miei peccati. Amen.

Matteo Gioia, salvato per grazia dal nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo che è benedetto nei secoli dei secoli. Amen.

Battipaglia, il 15 giugno 2013

‘Nessun uomo ha il potere di strozzare Dio, ma è Dio che ha il potere di strozzare l’uomo!’

‘‘Fu a Campofiorito, immediatamente dopo la fine della seconda guerra mondiale, che il maresciallo dei carabinieri pagò caro e subito il prezzo per avere beffato Dio. La piccola comunità evangelica con il loro pastore, Francesco Coppola, dopo avere subito tante persecuzioni sotto il fascismo, finalmente finita la guerra e caduto il fascismo, si era cominciata a radunare, sempre in famiglia, ma pubblicamente. Ma le autorità religiose, civili e militari di Campofiorito ruggivano ancora come leoni contro gli evangelici. Continuavano a impedire loro di radunarsi, li spiavano continuamente. Appena un fratello di fuori andava a trovarli o li sentivano radunati, subito i carabinieri dietro la porta e andavano a finire in caserma. Sembrava che le autorità di Campofiorito non avevano altro lavoro da fare se non quello di continuare a perseguitare i figliuoli di Dio in quel paese. Il fratello Francesco Coppola, un giorno pensò di scrivere a Roma presso le autorità competenti. La lettera pressoché diceva questo: ‘Siamo un gruppo di evangelici pentecostali, vogliamo radunarci per celebrare il culto assieme, ma non ci viene permesso dalle autorità del nostro paese. Vogliamo sapere se siamo liberi di poterci radunare o no. Aspettiamo una cortese e sollecita risposta’. Passarono alcuni mesi prima che arrivasse la risposta. I fedeli continuarono a radunarsi clandestinamente. Una sera mentre erano radunati presso una famiglia con la porta chiusa, mentre celebravano il culto, sentirono bussare alla porta. Il padrone di casa aprì e trovò dietro la porta il maresciallo dei carabinieri coi suoi uomini che presto fecero irruzione. Al che il fratello Coppola rispose: ‘Fateci concludere prima il culto e poi dove ci volete portare ci portate’. Così continuarono il culto e alla fine li portarono tutti in caserma, dove c’era ad attenderli il sindaco, il sacerdote, il collocatore e il farmacista. Quindi alla presenza dei suddetti, il maresciallo con molta boria cominciò ad interrogare il fratello Coppola dicendo: ‘Cosa facevate radunati?’ – Stavamo adorando l’Iddio del cielo’, rispose il fratello Coppola. Al che replicò il maresciallo: ‘Questo vostro Dio se lo incontrassi lo strangolerei’. Fu subito ripreso dal fratello Coppola: ‘Deve sapere che l’uomo non ha il potere di strozzare Dio, ma è Dio che ha il potere di strozzare l’uomo’. Ma il maresciallo continuò a parlare disprezzosamente, prese un carteggio in cui c’era una lettera che diceva che Francesco Coppola era libero di potersi radunare coi suoi correligiosi. Ma nonostante aveva ricevuto comunicazione che gli evangelici erano liberi di potersi radunare liberamente, il maresciallo continuava a rimproverarli e a minacciarli. Al che il fratello Francesco Coppola rispose: ‘Se nella lettera c’è stato mandato a dire che siamo liberi di poterci radunare per pregare Dio, perché lei continua a minacciarci e a rimproverarci?’ Di nuovo il maresciallo gli disse: ‘Questo vostro Dio se lo incontrassi lo strangolerei!’ E ancora una volta il fratello Coppola gli rispose: ‘Stia attento, a quello che dice, perché nessun uomo ha il potere di strozzare Dio, ma è Dio che ha il potere di strozzare l’uomo!’ Ma il maresciallo continuò quella sera a disprezzare Dio e i suoi figliuoli, e dopo avere sfogato la sua boria li lasciò andare liberi. Prima che arrivasse la mattina il maresciallo si ritrovò con la gola gonfia. Gli prestarono i primi soccorsi a Campofiorito, ma ogni soccorso prestatogli si rivelò inefficace. Lo portarono d’urgenza all’ospedale di Palermo ma non ci fu niente da fare. Un’angina maligna lo aveva colpito alla gola. Non potè più parlare e nemmeno respirare. Alla distanza di tre giorni si trovò nella tomba. E’ pericoloso dunque ‘beffarsi dell’Iddio Onnipotente ed Altissimo’

(Tratto da Castrenze Cascio, Camminare e Spigolare, Corleone 2000, pag. 38-40).

“E’ morta, stacchiamo la spina”. Ma la 19enne si risveglia dal coma

Lunedì, 22 ottobre 2012

Le stavano per staccare la spina, ma lei si è risvegliata. Una storia incredibile quella di Carina, una ragazza danese di 19 anni. I medici, infatti, avevano ormai dichiarato la sua morte cerebrale, decidendo di “staccare la spina” per espiantarle gli organi. Ma all’improvviso lei si è risvegliata.

Proprio pochi minuti prima che l’ospedale danese dove era ricoverata stava già cominciando a prepararla per portarla in sala operatoria. Il tutto con il consenso dei suoi familiari che avevano concordato con i medici di far cessare il supporto vitale e di spegnere quel respiratore che la teneva in vita.

Carina era rimasta gravemente ferita dopo uno spaventoso incidente stradale. Era uscita con il corpo dilaniato dal devastante scontro della sua auto. Le speranze di sopravvivenza erano pochissime. Per tre giorni i genitori avevano sperato, poi la sua attività cerebrale aveva cominciato a rallentare facendo prevedere il peggio. È a quel punto che i medici hanno contattato la famiglia, hanno illustrato loro la situazione paventando la morte cerebrale.

Dopo il coma, ora è in fase di recupero. Cammina, parla e ha già progetti per il futuro: “Voglio fare la graphic designer e tornare a montare il mio cavallo, Mathilda, come si deve”. Tutta la Danimarca ha vissuto intensamente questa storia e ci si interroga sulle responsabilità dei medici e della struttura ospedaliera, la seconda città del paese.

L’impatto sull’opinione pubblica è stato tale da indurre il governo danese a rivedere le linee guida che regolano i trattamenti di fine-vita. Il padre di Carina è infuriato con i medici. Al giornale danese Ekstra Bladet ha dichiarato: “Quei banditi in camice bianco avevano rinunciato troppo in fretta perchè volevano un donatore”. I genitori hanno chiesto i danni all’ospedale, ma i medici respingono le accuse e al Daily Mail dichiarano: “Da un punto di vista medico non sono stati commessi errori. Per la ragazza non è mai stata dichiarata la morte cerebrale. Ma questa storia dimostra quanto sia importante la comunicazione tra medici e pazienti: se il personale medico si fosse espresso in maniera diversa, i genitori non si sarebbero sentiti raggirati”.

Tratto da : http://affaritaliani.libero.it/cronache/si-risveglia-dal-coma221012.html

 

Ribadiamo il concetto che ‘al Signore, appartiene il preservar dalla morte.’ (Salmi 68:20b) L’uomo non può decidere di staccare la spina ad una persona finchè ella è in vita, perchè agli occhi di Dio si tratta di omicidio; quantunque i medici (che ricordo sono uomini e non Dio) la definiscono ‘morte cerebrale’. Nessuno vi illuda.

Salvatore Larizza