21 commenti su “Messaggi per chi ancora non conosce Dio

  1. Oscar G. ha detto:

    Ho letto alcuni messaggi per chi ancora non conosce Dio, ma ho alcune perplessità:
    Ma se è vero quello a cui credete e che annunciate con tanto fervore, e cioè che il messaggio di salvezza che leggo di frequente nella Bibbia circa il desiderio di Dio di salvare tutti gli uomini, non corrisponde alla verità, ma solo gli eletti verranno salvati. Allora a che pro credere? E se poi dopo una vita di fede applicata, mi ritrovo tra i perduti, meritatamente, perchè tutti gli uomini sono peccatori, e il dono di Dio in Cristo Gesù non è per me in quanto non entro tra i “predestinati”?
    Se mi dici che Iddio a destinato tutti gli uomini alla salvazza ma soltanto coloro che accettano il gratuito dono ne farannno parte, mentre chi lo rifiuta sarà perduto possiamo ragionare, altrimenti mi stai presentando un Dio poco credibile. forse il tuo Dio è così! Il mio è Amore (1 Giov. 4:8,16)

    • SALVATORE LARIZZA ha detto:

      Oscar, il mio Dio è Amore, ma è anche un Dio sovrano, e in quanto tale Egli farà grazia a chi vorrà far grazia (cfr. Romani 9:15-18). Io ti stò presentando l’Iddio della Bibbia. E’ una dottrina che sembra ingiusta, e se intesa male, può apparire come dici tu “poco credibile”, ma se investighi più approfonditamente le Scritture ti accorgerai che non è affatto cosi. Dio ti benedica.

  2. Giancaspero Asiel ha detto:

    Pace del Signore. Devo replicare che più studio le Scritture e più non trovo da nesuna parte che DIo sceglie alcuni si ed alcuni no! Gesù ha parlato apertamente, ma mai ha fatto credere una cosa del genere. Gesù ha chiamato gli apostoli e loro si sono alzati e lo hanno seguito. La Scrittura chiama l’uomo deve rispondere! Leggere attentamente le parabole delle nozze: “andate ai crocicchi delle strade e invitate più persone possibili. Non ha detto non vi preoccupate gli invitati sono già scelti da me. Notare che in Matteo colui che ha accettato l’invito ma non si è vestito correttamente è finito all’inferno! Dio non disse: Che ci fai qui? non ti ho scelto! Ma disse: AMICO come mai non ti sei vestito come si deve? Questo è ciò che dice la Bibbia! Non dice mai che Dio sceglie te e non un altro. Alla fine del mondo, le persone verranno giudicate non in base alla scelta di Dio, ma in base alle loro opere. Quelli che non credono sono già condannati, ma quelli che dicono di CREDERE se non si sono comportati bene andranno all’inferno. Io non credo che Dio faccia delle scelte e poi si sbagli. La mai Bibbia dice: “CHIUNQUE CREDE SARà SALVATO”, non dice SE DIO TI DA GRAZIA DI ESSERE TRA QUELLI SCELTI SARAI SALVATO!”
    La predicazione apostolica è “RAVVEDITI! CREDI! BATTEZZATI! Questi sono tutti imperativi che l’uomo deve fare, ma se è Dio che ti sceglie tutte queste cose io non le posso fare! Perché? Perché Dio non mi ha scelto! non sono in mio potere! Quindi la Bibbia mi dice di fare ciòò che non posso. Ma se la Bibbia lo dice, e io lo faccio, allora accetto la chiamata di Dio e se perseverò fino alla fine sarò salvato. Dio ha fatto tutto quello che poteva per salvarmi, ora tocca a me decidere se credere in Gesù o essere condannato. Quindi credo sinceramente che dobbiamo stare attenti a dire: Io ti sto presentando il DIo della Bibbia”. Citare Romani 9 togliendolo dal suo contesto puoi fare dire quello che vuoi, ma non stai presentando il Dio della Bibbia. Romani da 9 a 11 è un discorso unico che non parla di “COME DIO SCEGLIE ALCUNI SI E ALCUNI NO COME CRISTIANI”. Quando leggi il contesto, noterai che i cap da 9 a 11 fanno parte di un tutt’uno che parla d’Israele nei piani di Dio non di scelta sovrana di Dio su alcuni che faranno parte del suo regno e chi andrà all’inferno. Usiamo la bibbia con diligenza, non per fare dire ciò che vogliamo, ma per far esaltare quello che Dio dice veramente. Che DIo ci bedica Giancaspero Asiel.

    • SALVATORE LARIZZA ha detto:

      Giancaspero i tuoi ragionamenti sono gli stessi che mi facevo io prima che accettassi la dottrina dell’elezione. Mi facevo mille domande, ma alla fine Iddio nella sua grande misericordia mi ha dato di intendere questa parte del consiglio di Dio molto avversata oggi, soprattutto fra i pentecostali. Pregherò il Signore che ti dia intendimento su questo, proprio come lo ha dato a me tempo fà. Dio ti benedica.

      • Asiel ha detto:

        Continuo a studiare la parola di Dio sempre più, e posso garantirti che la Bibbia è sempre più contraria alla dottrina dell’elezione, forse come hai detto tu, l’hai accettata, quindi invece di proseguire per la Scrittura hai deciso in cosa credere. Fai attenzione, perchè sarà sempre più difficile uscire da una strada da cui non sfocia da nessuna parte. Che Dio possa aiutarti a tornare sui giusti passi, prima di avere deciso in cosa credere piuttosto che accettare di credere nella Bibbia.

      • SALVATORE LARIZZA ha detto:

        Fratello Giancaspero provo un grande piacere nel leggere che ti stai maggiormente cimentando nello studio della Parola di Dio. Io sono fiducioso nel Signore che se continui con sincerità a studiare le Scritture, arriverà il giorno che il Signore ti aprirà la mente per intendere questa parte della Sua Parola molto importante. Io quando mi accingevo a studiarla provavo una grande gioia nel mio cuore perchè è come se tanti e tanti passi che in passato avevo accantonato perchè non riuscivo a comprendere, ora erano chiari. Ad esempio, uno dei tanti era questo che ha scritto l’apostolo Pietro nella sua prima epistola, quando dice : ‘Pietro, apostolo di Gesù Cristo, agli eletti che vivono come forestieri nella dispersione del Ponto, della Galazia, della Cappadocia, dell’Asia e della Bitinia, eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, ad ubbidire e ad esser cosparsi del sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate.’ (1Pietro 1:1-2) e poi più avanti continua : ‘Per voi dunque che credete ell’è preziosa; ma per gl’increduli la pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella ch’è divenuta la pietra angolare, e una pietra d’inciampo, e un sasso d’intoppo: essi, infatti, essendo disubbidienti, intoppano nella Parola; ed a questo sono stati anche destinati.‘ (1Pietro 2:7-8). Spero che la prossima volta che ci risentiremo mi darai buone notizie. Dio ti benedica, pace.

      • asiel ha detto:

        Pace del Signore. Sono rimasto molto contento della tua risposta, questo significa che ci può essere un dialogo. Sono d’accordo con te che ci possono essere passi difficili della Scrittura, per questo dobbiamo essere diligenti nel meditarla, per poi prendere una certa posizione davanti a Dio prima e poi davanti alle persone che cercano risposte. Tu caro fratello mi hai citato due passi della Scrittura, ma ricordiamoci che questi due versi fanno parte di una lettera, quindi di un complesso più grande. Credo che sarai d’accordo con me, quando dico che non bisogna prendere versi a caso per far valere la propria dottrina, ma bisogna mettere ogni passo nel suo contesto. Come dice il detto: “Ogni verso preso fuori dal suo contesto, diventa un pretesto”. Non voglio essere lungo, quindi andiamo subito al sodo. Il motivo del perché io non credo nell’elezione di Dio (come viene inteso dal Calvinismo) è per il semplice fatto, che non trovo nessun passo della Bibbia che affermi una cosa del genere. Il problema per molti, sono termini che la Scrittura usa (eletto, predestinazione, preconoscenza ecc…) quindi non è una discussione su ciò che dice espressamente la Bibbia, ma più un modo di interpretare quelle terminologie. I dispenzionalisti, prendono un passo del N.T. dove parla di dispenzazioni, e così hanno fatto tutta una teologia loro, che porta al “rapimento segreto”. Io non credo nelle dispenzazioni, così come non credo nel “rapimento segreto”. Nella Bibbia non trovo questa teologia, allo stesso modo, per “l’elezione”. È vero che ci sono termini particolari, ma dipende da noi se gli vogliamo dare il senso che gli diamo secondo la nostra teologia, o se li prendiamo nel loro senso più ovvio. Il dispenzionalismo è nato nel 1830, il Calvinismo risale più che da Calvino da S. Agostino se non mi sbaglio. Ma prima di queste date non trovo prova di un’elezione di Dio intesa come la intendete voi. Questo quindi è il mio primo intoppo. Come seconda cosa, quando leggo la Scrittura, non prendo i termini sopra elencati per poi usarli con il vocabolario da me scelto. Quando prendo quei termini, li devo usare nel modo più semplice, quindi dargli il giusto significato, affinché tutti possiamo unirci. Se io e te, ad esempio, vogliamo usare un termine per indicare una determinata cosa, cosa facciamo? Scegliamo una parola, guardiamo il significato nel vocabolario, e se il termine che vogliamo usare corrisponde al significato che vogliamo dare, allora useremo quella parola. Ma se utilizziamo vocaboli diversi, o dizionari diversi, sarà normale che non ci troveremo mai. Quindi, quando esaminiamo i passi da te forniti, credo sinceramente che il problema da te citato sia nella parola “eletti”. Il nostro punto di divergenza sarà: “cosa credi con il termine eletto?”. Non è detto che la mia opinione sarà la più giusta, ma allo stesso modo, non devi pretendere di avere solo tu la vera risposta. Noi non abbiamo un vocabolario scritto dagli apostoli con tutti i significati dei termini da loro utilizzati, quindi il nostro lavoro e quello di prendere i passi difficili e farli combaciare con il resto della Scrittura, così da avere un messaggio equilibrato. Detto questo passiamo a vedere i passi da te citati:
        ‘Pietro, apostolo di Gesù Cristo, agli eletti che vivono come forestieri nella dispersione …
        Quando leggiamo la lettera di Pietro, notiamo che il tema della sua lettera non è un trattato sull’elezione, ma piuttosto sulla persecuzione. Di come sia nata la chiesa lì non sappiamo nulla di preciso, così come non sappiamo nulla di Pietro in quella zona. Il punto come ho detto sopra è: “Cosa intendiamo con la parola eletto?” Un Dizionario Biblico dice così:
        {Eleggere significa scegliere, preferire. La Bibbia adopera la parola nel senso positivo di una divina preferenza e predilezione, lasciandone nell’ombra l’aspetto negativo, cioè la esclusione di coloro che non sono scelti. Dio elegge, cioè si rivolge o a un popolo o singolarmente all’uomo per farlo partecipe della sua immutabile decisione.}
        Io in questa definizione, mi trovo d’accordo. L’elezione di Dio, è quando Lui si rivolge a un popolo (come ad Israele nel V.T.) o singolarmente (come nel N.T.) per farlo partecipe della sua immutabile decisione. Gesù ha chiamato personalmente i 12, alla sua chiamata, abbiamo visto la loro risposta: “noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito”. Ma non tutti hanno risposto così: (ti ricordi il giovane ricco?). La Scrittura non dice che non era un eletto, ma che aveva molte ricchezze, e che non voleva lasciarle. Quindi non è stato Dio a escluderlo, ma lui si escluse. Noi possiamo accettare o rifiutare l’invito. Questo è molto evidente in tutti i Vangeli, soprattutto in quello di Luca.
        Dio chiama, l’uomo risponde: questa e elezione. Tutti conoscono il detto di Gesù di Mt 22, 14: «Molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti» da quello che comprendo, Gesù qui sta dicendo che la chiamata è per tutti, ma pochi sono quelli che rispondono affermativamente”. Non avrebbe senso chiamare “molti” per poi sceglierne “pochi”. Io non credo in un Dio sadico, che prende in giro le persone, dicendo la salvezza è per tutti (Lc 3:6), e poi gli dice: “No tu non mi sei simpatico ti mando all’inferno”. Se Gesù è morto per i peccati di tutto il mondo (Gv 1:29), allora non è morto solo per quelli che Dio si sceglie. È un controsenso. Se Paolo predica che il messaggio del regno di Dio è per “Chiunque Crede” o è la verità o una menzogna. Ogni raggiro di parole, falsifica la Scrittura. O è vero, o è falso. Per me è vero. Quindi Dio fa la chiamata l’uomo deve rispondere. Se sì; sarà alla gloria di Dio, se no; alla sua perdizione. Questa per me è giustizia divina! L’offerta della grazia divina, che è stata compiuta mediante la vocazione, richiede un’accettazione personale e volenterosa, quindi una risposta «attiva» Mt 23:3 dove dice: “Non chiunque mi dice: Signore!-Signore! Entrerà nel regno dei cieli; ma colui che fa la volontà (questa è la vocazione) del Padre mio, che è nei cieli” (Gesù non dice chi è stato eletto, machi fa la volontà del Padre) Mt 7, 21; cfr. Mt 12, 50 dice «Perché chi fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli, egli è mio fratello, mia sorella o mia madre». Così, attraverso l’umile ed obbediente accettazione della vocazione, Dio compie «l’elezione» definitiva (cfr. Mt 24, 31 a proposito del giudizio finale). Tutto questo lo possiamo associare al detto di Gesù di Mt 22, 14 con Lc 14, 24: «Perché vi assicuro che nessuno di quegli uomini che erano stati invitati gusterà della mia cena!» Chi sono gli invitati? Non di certo Colui che Dio si è scelto vero? O sì? In questo caso sì, perché si parla d’Israele. Ma perché non gusteranno la cena? Perché Dio è sadico o perché loro non sono venuti alle nozze? Luca ci dice che il motivo è perché loro non sono venuti, non perché Dio non li voleva. E poi Dio che fa? Dice di andare per tutte le piazze a chiamare gente di tutti i tipi, e di costringerli alle nozze affinché tutti i posti siano occupati. Ma perché? Non è Dio che li sceglie? Perché devono andare a invitare loro le persone se è Dio che li deve scegliere? Come faranno ad accettare quelle persone l’invito, se è Dio che poi li dovrà scegliere? Comprendi i miei problemi? Più medito sulla Scrittura, più ho difficoltà a trovare la soluzione “nell’elezione sovrana di Dio”. Non mi basta citare Romani: Dio fa grazia a chi fa grazia … quello è un piccolo passo, in un grande contesto che riguarda gli Israeliti, e non parla affatto di evangelizzazione, di elezione su chi sarà salvato. Quindi il rifiuto opposto alla vocazione e motivo della riprovazione, dell’esclusione dal regno di Dio e della mancata elezione. Non si tratta quindi di un’elezione statica o di un decreto con cui dall’eternità Dio ha fissato astrattamente ed indipendentemente dalla condotta dei singoli il numero degli invitati che respingeranno la sua chiamata.
        Quindi, io vedo negli eletti coloro che hanno risposto con un sì alla chiamata di Dio
        Se vuoi avere un punto d’incontro con me, questo è il significato che io do, al termine eletto. Anche se non lo condividi, spero che non c’è l’avrai con me, ma che possiamo rimanere uniti in Cristo. Almeno su questo punto condividiamo o meno, possiamo essere chiari. Non vedo il motivo di separarci. Quando io leggo il verso che tu mi hai citato, io lo leggo così (parafrasandolo) :
        Pietro, apostolo di Gesù Cristo, [a coloro che hanno risposto positivamente alla chiamata di Dio] e che vivono …
        Questo è il senso più logico in cui io lo leggo. In questo modo di pensare, o di interpretare, non mi reca disturbo, ma al contrario mi riconcilia con il fatto che l’evangelo è per chiunque crede (questa è la chiamata di Dio alla quale l’uomo deve rispondere. Proprio come quei servi che andarono ai crocicchi delle strade a costringere le persone ad entrare). E Pietro, alla chiusa della sua 2 lettera scrive: “Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni ritengono ritardo, ma è paziente verso di noi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento”. Molto strana questa affermazione per qualcuno che crede “nell’elezione” come la credete voi! Dio non ritarda il suo ritorno per gli eletti, ma per tutti, perché vuole che tutti si ravvedino e non solo alcuni che si è scelto.
        Il termine eletto, quando studio la Parola di Dio, lo trovo sempre in correlazione con il termine vocazione e patto. Prendere solo il termine eletto, porta a confusione. Quando faccio un studio su eletto, appare sempre il termine vocazione, e tutto parte dal patto che Dio fa con le persone. Quindi sono tre gli elementi che vanno studiati assieme: 1) Patto – 2) Vocazione 3) Elezione. Solo in questo modo trovo un giusto equilibrio. Tutto quello che abbiamo visto fino ad ora, combacia perfettamente con il secondo testo che mi hai mandato:
        secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, ad ubbidire e ad esser cosparsi del sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate.’ (1Pietro 1:1-2)
        Il termine che qui può creare difficoltà è “prescienza” termine che significa: “conoscere prima”. Credo che sarai d’accordo con me, che Dio non preconosce ma conosce. Dio non vive nel tempo e nello spazio, ma vive nell’eternità. Per Dio un giorno sono come mille anni … Quindi usiamo questi termini in modo umano, perché Dio sa ogni cosa appunto perché vive nell’eternità, non come noi nel presente passato e futuro. Detto questo, possiamo affermare che tramite le Scritture, Dio aveva progettato dai tempi antichi, cioè sin dalla creazione un piano affinché potesse avere un popolo a lui gradito. Questo per quanto riguarda la prescienza. Ma come abbiamo già detto, la chiamata deve avere un risposta, e la risposta affermativa deve corrispondere a un modello di vita, questa viene chiamata santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore. Quindi è chiaro anche il secondo passo: “Per completare il piano di Dio, non basta accettare l’invito, ma dobbiamo santificarci mediante la santificazione che ci viene donata dallo Spirito. Questo è il senso di Matteo alla parabola parallela di Luca alle nozze. Se non ti metti l’abito giusto, non serve aver accettato l’invito (nota che si parla sempre di invito e mai di una scelta sovrana, così si parla sempre della responsabilità della persona alla santificazione. Cosa che a mio parere, sarebbe assurdo accollare tutto a Dio, visto che la Scrittura attribuisce sempre all’uomo la responsabilità a rispondere affermativamente e santificarsi). A cosa ci serve la santificazione? A mostrare l’ubbidienza a Dio. Questa è la nostra vocazione. Noi rispondiamo affermativamente per ubbidire quindi per fare la volontà di Dio. Quando noi ci santifichiamo, lo si vede dalla nostra ubbidienza. Rimanendo in Cristo Gesù, il suo sangue continuerà a purificarci. Questa espressione, fatta da Pietro, ci ricorda il Patto di Dio con Israele in Es. 24-8 e un richiamo preciso. Come Israele, quando uscì dall’Egitto, attraverso l’aspersione del sangue venne a far parte del patto con Dio, così, ora la Chiesa, con l’aspersione del sangue di Gesù, viene a far parte del nuovo Patto con Dio. Non voglio prolungarmi ancora, ma ho voluto farti notare la mia posizione, se ti sembra così sconnessa, continua pure a credere nell’elezione, ma io, ti parlo davanti a Dio, non riesco a vedere nessuna connessione con l’elezione nel senso in cui la vedete voi. Pietro sta usando un termine ebraico di esprimersi normalmente ripreso da un concetto familiare dell’AT e dall’uso che ne fa Paolo, ovvero il popolo di Dio è costituito tale da un’azione divina che da una parte lo separa dall’insieme del mondo profano ma dall’altra lo dedica a Sé. Risulta così un popolo, con particolari, qualità ed esigenze. Tutto questo non va in contraddizione con la chiusa della sua seconda lettera e nemmeno con tutti i passi che dicono che il messaggio è per “chiunque crede!”. Anzi, si appoggia e si incastra molto bene con questi testi. Passiamo allora al secondo passo.
        ‘Per voi dunque che credete ell’è preziosa;
        Notiamo cosa dice Pietro: “Per voi dunque che credete”. Non per voi che siete stati scelti! Cosa che avrebbe dovuto scrivere se credeva nell’elezione. Pietro sembra preferire l’interpretazione “per chiunque crede”. Quindi coloro che credono sono quelli che hanno risposto con un fermo sì e che si stanno santificando.
        ma per gl’increduli la pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella ch’è divenuta la pietra angolare, e una pietra d’inciampo, e un sasso d’intoppo:
        Mentre per coloro che sono disubbidienti, (non per quelli che Dio non si è scelto. Nota come Pietro non ha nulla a che fare con “l’elezione”). Loro che si sono rifiutati, sono inciampati in Gesù Cristo, non nel rifiuto di Dio. Non è Dio la causa della loro perdizione, ma è la loro incredulità! E continua insistendo su questo:
        essi, infatti, essendo disubbidienti, intoppano nella Parola; ed a questo sono stati anche destinati.‘ (1Pietro 2:7-8).
        La loro caparbia nella disubbidienza, li ha fatti inciampare in Gesù. Nota come la scelta di Dio non ha nulla a che fare. Nota come Pietro incolpa loro, la loro incredulità, la loro disubbidienza. Se Pietro credeva nell’elezione, allora poteva essere molto più chiaro, poteva scrivere: Ma per coloro che Dio non elegge, ha fatto in modo che inciampassero, perché Dio elegge alcuni per la gloria altri per il disonore, così li ha fatti inciampare nella Parola in modo da far entrare nel suo piano solo gli eletti. Ma è questo che ha scritto Pietro? No! La colpa non è di Dio, ma è loro, della loro incredulità, della loro continua disubbidienza! “II rifiuto opposto alla chiamata e motivo della riprovazione, dell’esclusione dal regno di Dio e della mancata elezione”. Tutto questo combacia e concorda pienamente con tutto il N.T. io non trovo nulla in questi passi che mi portano a credere in un’elezione sovrana di Dio. Non vedo una connessione. Tu mi hai proposto questi versi, spero di essere stato molto semplice e chiaro. A mio avviso, è evidente che Pietro non attribuisca il termine eletto con il messaggio dell’elezione come viene insegnato da voi. Ti chiedo nell’amore di Dio, di non nascondere questo messaggio, ma di condividerlo con tutti. Non voglio fare discussioni, ma credo che chi ama il Signore, cerca dentro di sé di tagliare rettamente la Parola di Dio. Se hai altri versi da mostrarmi, nell’amore del Signore mandameli, e cercheremo di vedere insieme cosa dicono, in modo da avere più visioni, unirci nell’amore di Dio e rimanere uniti in Gesù, santificandoci giorno dopo giorno. Che Dio ci possa benedire. Grazie per il dialogo e pace del Signore.
        Asiel Giancaspero.

      • SALVATORE LARIZZA ha detto:

        Giancaspero se per te la parola ‘eletti’ significa : ‘a coloro che hanno risposto positivamente alla chiamata di Dio’ vuol dire che oltre a leggere la bibbia dovresti leggerti anche un dizionario di lingua italiana. Ma come fai a dire una cosa simile!? Ma come fai a storpiare il significato di alcune parole della bibbia, solo perchè NON vuoi accettare ciò che è scritto!? Analizziamo dunque il testo dell’apostolo Pietro “modificandolo” come hai detto tu e vediamo se ha un senso logico. Allora, secondo te il testo “corretto” sarebbe questo : ‘Pietro, apostolo di Gesù Cristo, a coloro che hanno risposto positivamente alla chiamata di Dio che vivono come forestieri nella dispersione del Ponto, della Galazia, della Cappadocia, dell’Asia e della Bitinia, coloro che hanno risposto positivamente alla chiamata di Dio secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, ad ubbidire e ad esser cosparsi del sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate.’ (1Pietro 1:1-2) Ma che senso ha questa frase? In quel testo l’apostolo Pietro dice che i santi sono stati ‘eletti’ o ‘scelti’ ad ubbidire e ad essere cosparsi del sangue di Gesù Cristo. Quindi Giancaspero bando alle ciance. Da parte mia il dialogo con te continuerà ad esserci SE non adulteri più la Parola di Dio e ti attieni a ciò che è scritto, non adattando la Bibbia ai i tuoi pensieri, ma adattando i tuoi pensieri a quello che dice la Bibbia. Sappi dunque che se non farai cosi, il nostro dialogo finisce quà. Dio ti benedica.

      • asiel ha detto:

        Bene fratello, come dicono le tue parole, non è DIo ch ti ha cambiato, ma sei tu che hai cambiato dottrina. Quindi non pretendo che Dio faccia lo stesso con me. Le tue parole testificano che la sana dottrina non è quella dell’elezione, ma quella in cui io credo. Come tu hai detto: “prima che io accettassi..” Quindi non dipende da Dio, ma da noi. Invece di credere nella Parola di Dio, hai deciso di credere in una filosofia umana. Libero di scegliere. Ma come hai detto tu stesso: “Non prego allo Spirito Santo perché la Bibbia non lo fa da nessuna parte” così io non potrò mai credere in una dottrina dell’elezione, proprio perché la Scrittura non la menziona da nessuna parte. Tu ti fai mille domande e non trovi la risposta, quindi ti sei rifugiato in una dottrina che ti è piaciuta, ma ricorda che Paolo mette in guardia da questo: “E invero, fratelli, io vi dichiaro che l’Evangelo da me annunziato non è secondo l’uomo; poiché io stesso non l’ho ricevuto né l’ho imparato da alcun uomo, ma l’ho ricevuto per rivelazione di Gesù Cristo. Gal 1. Mentre il messaggio dell’elezione viene dall’uomo e si scopre anche in che data, ma di certo non viene dalla Parola di Dio. Libero di scegliere, ma ti ringrazio per il tuo dialogo, infine ho capito che le persone preferiscono credere in ciò che vogliono piuttosto che accettare la Parola di Dio così com’è realmente. Mi ha fatto piacere approfondire questo argomento. Se hai prove scritturali da portare avanti a favore del tuo pensiero ben vengano. Ma se si tratta solo di convinzione vai pure avanti, non pretendo che Dio mi faccia comprendere ciò che non è biblico. Che Dio ci benedica alla prossima. Pace del Signore.

      • SALVATORE LARIZZA ha detto:

        Fratello Asiel, non sai quanto male mi fanno queste tue parole perchè testimoniano del fatto che nonostante la dottrina dell’elezione sia abbondantemente presente nella Scrittura, tu eppure non la vedi. Mi dispiace veramente tanto vedere fratelli che come te, pur di non abbandonare un certo modo di pensare, rigettano categoricamente parte della Sacra Scrittura. Che Dio possa darti intendimento in questa dottrina, che ritengo molto importante (anche per comprendere bene la salvezza per SOLA grazia). Dio ti benedica.

  3. Vorrei esprimere un commento di risposta a quello che hanno scritto Oscar e Giancaspero, fermo restando che anche a me lo Spirito Santo ha fatto comprendere che senza elezione non si puo’ venire a Dio. E’ anche la mia esperienza personale nella mia vita, anche se sono certo che questa puo’ variare nelle sue caratteristiche notevolmente da credente a credente.
    Il primo punto che vorrei fare è di tipo dottrinale ed è questo: ogni uomo deve subire la condanna del suo peccato, perchè Dio è infinitamente Santo e Giusto (oltre che Amore) e deve quindi punire l’iniquità. Lo ha già dimostrato nella dimensione temporale condannando alla morte Adamo ed Eva e assoggettando l’intera creazione alla legge della distruzione entropica, creazione che verrà rinnovata al ritorno di Cristo. Coloro che non sono degni Dio deve punirli in eterno perchè la Sua Giustizia e Santità sono eterni. Ma è qui che subentra la Misericordia e l’Amore di Dio. Egli non ha voluto condannare l’umanità intera ma scegliersi un popolo da salvare. Il vecchio testamento è l’antifona di tale salvezza e la promessa della venuta del Salvatore in Cristo Gesù.
    Ora come puo’ Cristo salvare l’uomo? Solamente pagando la punizione che spetterebbe di giustizia al peccatore. Quindi se il tuo peccato non è pagato da Cristo non puoi essere salvato e sei dannato in eterno. Ma Dio dice chiaramente a chi applicherà la salvezza. A coloro che crederanno, si è vero, ma ci dice anche che se il Padre non ti sceglie e non ti chiama, non si puo’ venire a Cristo e credere in Lui. Ed è qui vhe voglio sottolineare un elemento chiave. Supponiamo che la salvezza non sia solo per gli eletti, vorrebbe dire che Dio non avrebbe garanzia di salvare nessuno, in quanto potrebbe benissimo succedere che tutti gli uomini non credano di loro “libero arbitrio” e questo vanifica non solo il Sacrificio di Cristo, ma anche la stessa Misericordia Divina. Proprio perchè Dio è buono deve destinare prima della creazione i riscattati affinchè Cristo possa comprare al prezzo della propria morte la loro salvezza. Se non ci fossero eletti, Dio non avrebbe alcuna certezza che gli uomini possano credere (ammesso che questo sia possibile senza Grazia). Quindi è chiaro, oltre che ribadito in numerosissimi passi biblici che per venire a Cristi, si deve essere stati eletti e predestinati, in caso contrario il Sacrificio di Cristo potrebbe essere stato vano. Gli eletti devono essere messi nella “cassaforte” della salvezza affinchè Gesù possa aver pagato il prezzo del loro peccato al posto loro.
    Cio’ detto la scrittura non ci dice in che modo Dio sceglie gli eletti, nè quanti ne scelga. Sappiamo che essi sono una moltitudine immensa (dall’apocalisse). Spurgeons riteneva che in tale moltitudine possano rientrare tutti i bambini morti prima di diventare capaci di credere, credo che questa affermazione meriti una attenzione particolare, perchè cio’ renderebbe giustizia a tante anime di bambini che in queste ultime decine di anni sono stati autenticamente sterminati dalla pratica degli aborti e dalle speculazioni sulla fame degli interessi economici occidentali nel terzo mondo.
    Detto questo per me rimane da capire alcune frasi della scrittura come ad esempio, quella parabola del banchetto e dell’invitato che non ha la veste di nozze,ed altre come quella in cui Gesù dice: “molti sono i chiamati, pochi gli eletti”. Chiedo a Salvatore di puntarmi verso qualche studio o biblico a riguardo.
    Mi chiedo se non avere la veste in quella parabola sia rivolto al cristiano ipocrita che non avendo ricevuto la Grazia della giustificazione, nondimeno si crede nel novero dei credenti.
    In ogni caso quello che lo Spirito suggerisce a me chiaramente ed a tutti i più grandi evangelisti e apostoli della Cristianità di ogni epoca, rileggendo i loro scritti, è che l’elezione è necessaria perchè Dio eserciti la Sua Sovrana Grazia e quindi si manifesti come Amore.

    • SALVATORE LARIZZA ha detto:

      Francesco, vi sono diversi aspetti significativi molto importanti per quanto riguarda la parabola delle nozze (Matteo 22:1-14). Intanto si evince già da subito che l’uomo NON vuole andare a Cristo nonostante Iddio lo chiami a ravvedimento, difatti è scritto : ‘E mandò i suoi servitori a chiamare gl’invitati alle nozze; ma questi non vollero venire’ (Matteo 22:3); poi è come se la Scrittura ponesse enfasi sul fatto che Dio mandi fuori i suoi servitori a chiamare e a portare dentro la sala delle nozze quanti ne avrebbero trovati affinché la sala si riempisse. E questo perché il frutto del tormento dell’anima del Cristo si DEVE vedere; non è possibile che Cristo sia morto ed il frutto del Suo sacrificio non si veda perché l’uomo non vuole andare a Lui. Ma, una volta dentro la sala, a sua volta viene fatta una ulteriore cernita tra coloro che avessero l’abito delle nozze (simbolo dell’elezione) e chi no. Per questa ragione il discorso viene concluso da Gesù con questa frase : ‘Poiché molti son chiamati, ma pochi eletti’ (Matteo 22:14). In definitiva dunque Iddio ne chiama MOLTI a ravvedimento, ma ne elegge POCHI a salvezza; e questo perché esiste sia una chiamata EFFICACE (chiamata-elezione) e sia una INEFFICACE (chiamata-senza elezione). A rendere questa chiamata EFFICACE è il Signore e non l’uomo. Nella chiamata efficace rientrano gli eletti, in quella inefficace invece no. V’è forse ingiustizia in Dio nell’agire in questa maniera ? Cosi non sia. Poiché Egli avrà misericordia di chi vorrà avere misericordia. A Lui sia la gloria, ora ed in eterno.

  4. Giancaspero Asiel ha detto:

    Caro fratello, volevo farti notare l’errore che forse non ti sei accorto, la parola eletti, viene menzionata una sola volta, la seconda è sottintesa. Ricordati che il testo in greco lo si può tradurre in diversi modi, e la parola eletti, la si può mettere in diverse parti, dipende da come imposti la frase. Se farai caso, Giovanni Luzzi, nella prima parte ha messo “credenti”, Giovanni Diodati, ha messo due volte eletti, ma una volta in corsivo, perchè non facente parte del testo originale, quindi lo potremmo leggere anche in questo modo: 1Pietro, apostolo di Gesù Cristo, agli eletti dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadòcia, nell’Asia e nella Bitinia, 2secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, per obbedire a Gesù Cristo e per essere aspersi del suo sangue: grazia e pace a voi in abbondanza. Quindi se si mette una perifrasi per “eletti – a coloro che hanno risposto affermativamente..” non cambia niente nel testo. Comunque sia, tu gli vuoi mettere “A coloro che DIo si è scelto”, quindi o si lascia la parola eletti e basta, o quando lo si legge, lo si comprende con il senso del significato che dai alla parola eletto. In ogni caso, se poni due volte la frase “a color che Egli si è scelto” grammaticalmente non ci stà. Poi detto con franchezza, non credo che l’apostolo Pietro, aveva un dizionario di lingua italiana quando ha scritto il termine eletto!? Perciò se cerchi la risposta nel vocabolario italiano avrai grossi problemi. Il significato va ricercato nella Scrittura. Comunque se ha letto il mio articolo, io ho menzionato che ho usato un dizionario biblico. Quindi non è una mia definizione, ma la definizione che hanno dato persone studiose, che hanno scritto un dizionario. Quello che mi fa tanto male, e che non c’è coerenza nelle vostre parole quando dite che la Scrittura è piena del messaggio dell’elezione, ma in sostanza non avete nulla tranne che dei testi presi a caso, fuori dal contesto, fatti divenire un pretesto. Se dico che il Vangelo è per chiunque crede, ne trovo tanti di queste affermazioni, mentre non ne trovo nemmeno una che l’evangelo è solo per alcuni scelti. Quindi medita, e se vorrai rimanere nelle tue convizioni, fallo, ma non pretendere che solo tu studi la bibbia, e che solo tu la comprendi perché vedi nella Scrittura ciò che non c’è. Che Dio ti benedica, come ho detto, se hai prove di quello che dici, mostramele. Altrimenti va bene così. Pace del Signore.

    • SALVATORE LARIZZA ha detto:

      Fratello Giancaspero, il significato NON cambia, se la parola ‘eletti’ la metti una o due volte, e comunque se dobbiamo citare esattamente il Diodati, allora diremmo cosi :
      ‘PIETRO, apostolo di Gesù Cristo, a quelli della dispersione di Ponto, di Galazia, di Cappadocia, d’Asia, e di Bitinia; che abitano in que’ luoghi come forestieri; eletti, secondo la preordinazion di Dio Padre, in santificazione di Spirito, ad ubbidienza, e ad esser cospersi col sangue di Gesù Cristo; grazia e pace vi sia moltiplicata.’ (1Pietro 1:1-2)
      Il Diodati a differenza del Luzzi ha tradotto la parola ‘prescienza’ con ‘preordinazione’, facendo meglio intendere il testo.
      Poi per quanto riguarda la dottrina dell’elezione, tu dici che ci sono solo ‘dei testi presi a caso’? Bene, ti riporto uno scritto di un fratello che ha esaminato i libri del Nuovo Testamento cercando versi che contenessero questa dottrina. Lo scritto si trova quà : https://sanadottrina.wordpress.com/2010/08/23/la-dottrina-della-predestinazione-nei-libri-del-nuovo-testamento/
      Dio ti benedica.

  5. mario ha detto:

    “Certo, il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo è tradito! Meglio sarebbe per quell’uomo se non fosse mai nato”.

    Giuda , uomo predestinato alla perdizione ? si.

    Giuda , aveva un libero arbitrio ? no.

    Giuda , avrebbe ottenuto il ravvedimento da parte di Dio ? no.

    “e nessuno di loro è perito, tranne il figlio di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta”.

    Ecco un’altra prova che Dio ha predestinato un uomo a perdizione, in quanto con le parole “Meglio sarebbe per quell’uomo se non fosse mai nato” Gesù non gli da nessuna possibilità di salvezza. Quindi l’evangelo non è per tutti, perchè non essendo per Giuda è quantomeno per tutti meno uno. Quindi se non è per tutti è per alcuni.

    Pace a tutti voi, Mario

  6. Skepsi ha detto:

    Riguardo alla predestinazione di Giuda, noi non conosciamo il destino di Giuda. Gesù, parlando di lui, disse nell’Ultima cena: “Meglio sarebbe per quell’uomo se non fosse mai nato” (Mt. 26,24). Ma questo non vuole dire che Giuda sia all’inferno. Gesù non lo ha mai detto. Meno che mai la Chiesa.
    In venti secoli di storia, la Chiesa ha dichiarato numerosi santi, ma non ha mai fatto il nome di un solo dannato. Affermare la condanna eterna di una persona sarebbe come porsi a giudice supremo. È per questo che né la Chiesa né gli uomini possono condannare una persona, anche se ha commesso nella sua vita i più gravi peccati possibili.
    L’importante per noi è comprendere quale è stato il peccato di Giuda. Perché il suo sbaglio non è stato solo tradire Gesù… infatti, il Vangelo ci dice che praticamente tutto i discepoli, per la paura, erano fuggiti e l’avevano abbandonato. In quanto a Pietro, l’ha persino rinnegato. Invece durante l’Ultima Cena, appena poche ore prima, Pietro aveva detto: “Quand’anche dovessi morire con te, non ti rinnegherò” (Mt. 26,35). Malgrado questa promessa, cosa fece subito dopo? Il Vangelo ci dice che lo rinnegò per ben tre volte (Mt. 26, 69-75).
    Qual è la differenza fra Pietro e Giuda? Perché il primo è divenuto il primo Papa ed è stato dichiarato santo dalla Chiesa, mentre il secondo si è sentito dire da Cristo che sarebbe stato meglio se non fosse mai nato?
    È vero però che il suo peccato è stato molto più grave. Pietro aveva paura. Giuda invece ha deliberatamente venduto Cristo, per 30 denari. Il prezzo di uno schiavo, a quei tempi. Ma non è questa la ragione per la quale il tradimento di Giuda è passato alla storia come il più grande dei peccati. Infatti, Pietro, dopo aver pianto amaramente, si pentì. E dopo la Risurrezione, divenne l’annunciatore del Vangelo che conosciamo, fino a sacrificare la sua vita per questo.
    Cosa fece Giuda, al contrario? Sentì subito il rimorso. La sua coscienza non lo lasciò tranquillo. Ma invece di pentirsi, preferì suicidarsi.
    Pietro dimostrò di credere nella misericordia infinita di Gesù. All’opposto, Giuda si impiccò perché non riuscì a credere che il suo sbaglio potesse essere perdonato. Ed è questo il peccato imperdonabile di Giuda.
    Il dramma di Giuda è che avrebbe potuto essere San Giuda.
    Pace e Bene.

    • SALVATORE LARIZZA ha detto:

      Skepsi ti invito ad usare il tuo nome e cognome la prossima volta e non uno ‘pseudonimo’.
      Per quanto riguarda Giuda, sappi che viene chiamato da Gesù ‘il figliuol della perdizione’ (cfr. Giovanni 17:12), stesso nome attribuito dall’apostolo Paolo all’anticristo che ha da venire (cfr. 2Tessalonicesi 2:3).
      Giuda, affinché le Scritture fossero adempiute, doveva andare in perdizione, e questo era stato innanzi determinato da Dio, difatti tutte le cose che furono fatte a Gesù, ed in queste cose rientra pure il tradimento di Giuda, furono innanzi determinate da Dio (cfr. Atti 4:27-28). Anche l’anticristo che ha ancora da venire nel mondo deve andare in perdizione proprio come Giuda, il suo destino è già segnato (cfr. Apocalisse 17:8; Apocalisse 19:20) . Costoro sono dunque dei vasi d’ira preparati per la perdizione (cfr. Romani 9:22). D’altronde uomini che vengono chiamati come ‘figliuoli della perdizione’ non possono che andare in perdizione. Quindi ti esorto a non fare confusione. Dio ti benedica.

      • Skepsi ha detto:

        Non ha importanza il mio nome corretto che, se appena analizzato, dice tutto (Skepsi è una parola che viene dal greco e significa ricerca).
        Il miglior modo di credere è provare a non credere. Se riteniamo di essere salvati cadiamo in un grossolano errore di fanatismo che è il tipico atteggiamento di chi ritiene (solo da sé e per sè) di avere una credenza autentica e sincera, connotata da uno zelo eccessivo ed acritico, particolarmente per una causa religiosa.
        Gesù ha detto: “Non chiunque mi dice: «Signore, Signore», entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: «Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?». Ma allora io dichiarerò loro: «Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!»” (Mt 7,21-23).
        Il nostro desiderio di credere è sicuramente autentico e giusto. Ma viene da un cuore completamente purificato? Avremo noi veramente pregato unicamente per onorare il Padre e senza alcuna ricerca di sé?».
        Diceva E. Stein: «Il giorno in cui avremo lasciato a Dio ogni potere sul nostro cuore anche noi avremo ogni potere sul suo». Sarà il giorno in cui, giunti magari faticosamente alla sommità del monte Carmelo, riconosceremo dentro di noi con gratitudine una parte della fede di Mosé e di Elia.
        A questo punto mi riconduco al grande S. Agostino, laddove nel “De libero arbitrio” affronta il problema della libertà dell’uomo: senza una reale autonomia da Dio, noi non saremmo propriamente responsabili del male che compiamo né meritevoli del premio promessoci da Cristo: non potremmo cioè peccare, volendolo, né salvarci con pieno merito; e ciò toglierebbe credibilità alla Parola.
        Quanto al problema della prescienza divina, Agostino si limitava a osservare, sempre nel “De libero arbitrio”, che il sapere “ab aeterno” se un uomo si salverà, o se sarà dannato, non priva ancora l’individuo della sua libertà di iniziativa, infatti Dio nei nostri confronti si atteggia costantemente a Spettatore, non funge da Attore: vede “ab aeterno” come noi ci comporteremo e “ab aeterno” giudica i nostri atti, senza tuttavia costringerci a un corso di azione piuttosto che a un altro. In tutto ciò appare meravigliosamente un altro elemento fondamentale che è la POVERTÀ SPIRITUALE anche detta UMILTÀ. (Sono contento di essere una povera creatura, povero peccatore e povero d’amore!).
        “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli” – Mt 5,3
        “Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio” – Lc 6,20
        Pace e Bene !

      • Skepsi ha detto:

        Carissimo Salvatore, dimenticavo! La nostra battaglia è un combattimento contro se stessi per dimostrare di essere i più bravi (parlo anche per me !). Dobbiamo riconoscere di essere non degli eletti, ma dei mendicanti della Sua Grazia (….abbi pietà di me peccatore!), delle semplici ed umili creature, piene di fragilità, che cercano la Verità.
        Come nella torre di Babele, desideravano costruire una città la cui forma avrebbe riprodotto una torre per ergersi verso il cielo fino a raggiungere Dio. E’ a questo punto però che gli esseri umani vengono separati, una separazione che secondo alcuni è frutto di una raggiunta consapevolezza dell’uomo che lo rende pronto a popolare il mondo, a realizzare altrove ciò che ha imparato; che invece viceversa secondo altri è il castigo divino per l’imperdonabile superbia umana che ha ritenuto con la realizzazione della torre di poter sfidare Dio. Questa separazione fra gli uomini passa prima di ogni cosa da una lingua improvvisamente non più comune che non consente loro più di capirsi, si consideri che il termine Babele in senso figurato rappresenta la confusione, utilizzato non a caso anche nel linguaggio comune con questa accezione. Dopo di ciò ti dico che siamo fratelli e non nemici! Un abbraccio di Pace e Bene nel signore Risorto!

      • SALVATORE LARIZZA ha detto:

        Questo è l’ultimo messaggio che farò passare se continuerai ad usare questo tuo pseudonimo. In questo blog voglio trasparenza, e voglio che le cose siano fatte alla luce del giorno. Se dunque non hai nulla da nascondere puoi benissimo svelare la tua reale identità. Detto questo vorrei semplicemente dirti che quando un credente dice di essere salvato o di avere già la vita eterna, non dimostra assolutamente di essere fanatico o magari presuntuoso, ma dimostra di attenersi alla Sacra Scrittura. Un giorno Gesù disse : ‘Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra lui.’ (Giovanni 3:36); Gesù non disse ‘avrà’ ma ‘ha’, facendo ben capire che dal momento che si crede in Lui si viene salvati. L’apostolo Paolo ai Romani disse pure che : ‘col cuore si crede per ottener la giustizia e con la bocca si fa confessione per esser salvati. (Romani 10:10) e ai santi di Efeso disse pure : ‘Poiché gli è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non vien da voi; è il dono di Dio.’ (Efesini 2:8) Oltre a questo vorrei invitarti ad attenerti unicamente a ciò che è scritto nella Parola di Dio e a non deviare nè a destra e nè a sinistra; e te ne troverai bene. Dio ti benedica.

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