Come seguire il Signore

Fratelli e sorelle nel Signore, il mondo per voi è stato crocifisso? E voi siete stati crocifissi per il mondo? Avete rinunziato a voi stessi, prima di mettervi al seguito del Signore? E avete preso la vostra croce? Vi dico questo perché in molti son coloro che vogliono mettersi al seguito del Signore, senza però rinunziare a sé stessi e senza prendere ogni giorno la propria croce. Sappiate però che ciò è impossibile, e tutti costoro non fanno altro che illudere sé stessi, poiché non possono essere suoi discepoli. (cfr. Luca 14:25-35) Così disse l’apostolo Paolo : ‘Ma quanto a me, non sia mai ch’io mi glorî d’altro che della croce del Signor nostro Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso, e io sono stato crocifisso per il mondo.’ (Galati 6:14) Imitiamolo.

Salvatore Larizza

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Chiamati da Dio a santificazione

Fratelli e sorelle nel Signore, ‘Iddio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione.’ (1Tessalonicesi 4:7) Egli ci ha chiamati ad essere santi, (cfr. Romani 1:7; 1Corinzi 1:2) e dunque ‘purifichiamoci d’ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timor di Dio.’ (2Corinzi 7:1b)

Salvatore Larizza

V’è un tempo per tacere e un tempo per parlare

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Fratelli e sorelle nel Signore, nella Parola  di Dio è scritto che v’è ‘un tempo per tacere e un tempo per parlare. ‘ (cfr. Ecclesiaste 3:7) Ad esempio, in merito al tacere nel libro del profeta Amos è scritto : ‘Ecco perché in tempi come questi, il savio si tace; perché i tempi sono malvagi.’ (Amos 5:13) Quindi è chiaro che ci sono dei momenti considerati malvagi in cui anche il saggio deve tacere. Considerate che ci fu un tempo in cui anche Gesù tacque, ad esempio davanti a coloro che lo accusavano falsamente per farlo morire (cfr. Matteo 26:62; Marco 14:61) E poi ancora Gesù disse ai suoi discepoli queste parole :  ‘Non date ciò ch’è santo ai cani e non gettate le vostre perle dinanzi ai porci, che talora non le pestino co’ piedi e rivolti contro a voi non vi sbranino.’ (Matteo 7:6) Ma lo stesso Gesù che tacque in alcuni momenti ben precisi e che ordinò anche ai suoi discepoli di tacere in momenti ben precisi; tacque forse Egli davanti all’ipocrisia degli scribi e dei farisei? Cosi non sia. E questo perché ci fù un tempo per tacere e un tempo per parlare per Gesù, e cosi deve essere per ognuno di noi. Per alcuni invece è sempre tempo per tacere! Non parlano mai contro l’ipocrisia, contro gli scandali, contro le ingiustizie, contro la mondanità oramai dilagante in seno alle chiese! E questo loro silenzio vogliono giustificarlo a tutti i costi con la Parola di Dio per apparire ‘spirituali’! Sono dei codardi! Sono dei corrotti! Ecco che cosa sono! Non vi fate ingannare da costoro, siate avveduti. Se costoro non parlano mai contro queste cose è perché o hanno paura di essere abbandonati dagli uomini perché amano piacere agli uomini o perché sono dei corrotti e non  possono dunque condannare gli altri per delle cose che loro stessi fanno. In merito a ciò fratelli voglio riportarvi alcuni passaggi biblici dove si evince che sia necessario parlare e non tacere. Mardocheo ad esempio disse alla regina Ester queste parole : ‘Non ti mettere in mente che tu sola scamperai fra tutti i Giudei perché sei nella casa del re. Poiché se oggi tu ti taci, soccorso e liberazione sorgeranno per i Giudei da qualche altra parte; ma tu e la casa di tuo padre perirete; e chi sa se non sei pervenuta ad esser regina appunto per un tempo come questo?’ (Ester 4:13-14) E da ciò che è scritto più avanti si può benissimo vedere coma la regina Ester parlò e non tacque. Il profeta Geremia ancora disse : ‘Tu m’hai persuaso, o Eterno, e io mi son lasciato persuadere, tu m’hai fatto forza, e m’hai vinto; io son diventato ogni giorno un oggetto di scherno, ognuno si fa beffe di me. Poiché ogni volta ch’io parlo, grido, grido: ‘Violenza e saccheggio!’ Sì, la parola dell’Eterno è per me un obbrobrio, uno scherno d’ogni giorno. E s’io dico: ‘Io non lo mentoverò più, non parlerò più nel suo nome’, v’è nel mio cuore come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa; e mi sforzo di contenerlo, ma non posso. Poiché odo le diffamazioni di molti, lo spavento mi vien da ogni lato: ‘Denunziatelo, e noi lo denunzieremo’. Tutti quelli coi quali vivevo in pace spiano s’io inciampo, e dicono: ‘Forse si lascerà sedurre, e noi prevarremo contro di lui, e ci vendicheremo di lui’. Ma l’Eterno è meco, come un potente eroe; perciò i miei persecutori inciamperanno e non prevarranno; saranno coperti di confusione, perché non sono riusciti; l’onta loro sarà eterna, non sarà dimenticata.’ (Geremia 20:7-11; cfr. Geremia 2:1) Dunque anche il profeta Geremia non solo parlava ma egli gridava! E badate bene che anche quelli erano tempi malvagi! E quando egli si propose di non parlare più ecco subito che nel suo cuore un fuoco ardente che non riusciva a trattenere veniva fuori! Questo fuoco ardente purtroppo taluni non lo conoscono! Ecco perchè non parlano e riescono benissimo a stare in silenzio! Lo zelo della casa di Dio a costoro non li consuma, possono stare tranquillamente in silenzio davanti alle imposture e alle eresie perché non hanno interesse che la parola di Dio sia difesa, che i fratelli, che vi ricordo sono la casa di Dio, vengano difesi.  E ancora nel libro del profeta Isaia è scritto : ‘Grida a piena gola, non ti rattenere, alza la tua voce a guisa di tromba, e dichiara al mio popolo le sue trasgressioni, e alla casa di Giacobbe i suoi peccati!’ (Isaia 58:1) Anche da queste parole vediamo come sia giusto alzare la voce a guisa di tromba per far conoscere al popolo di Dio i propri peccati. Quindi fratelli state attaccati alla Parola di Dio e non vi fate ingannare da tutti coloro che vi vogliono far credere che sia sbagliato parlare contro le cose contrarie alla sana dottrina o contro gli impostori – quantunque costoro parlano eccome contro i giusti, denigrandoli e offendendoli -, il loro scopo è che anche voi come loro facciate silenzio, perché un popolo che non parla non dà problemi, è gestibile; mentre un popolo che parla crea loro tanti problemi, e vorrebbero evitarselo. Voi dovete piacere e ubbidire a Dio e non agli uomini, ricordatevelo. La grazia sia con tutti voi.

Salvatore Larizza

Erode, il tetrarca della Galilea

Nel giorno che Gesù comparì dinanzi al governatore della Giudea Ponzio Pilato, per essere da lui giudicato, quest’ultimo seppe che Gesù fosse Galileo e quindi della giurisdizione di Erode, il tetrarca della Galilea, e lo mandò dunque a lui, ed è scritto che ‘Erode, come vide Gesù, se ne rallegrò grandemente, perché da lungo tempo desiderava vederlo, avendo sentito parlar di lui; e sperava di vedergli fare qualche miracolo.’ (Luca 23:8) Or vi ricordo che Erode fù colui che fece rinchiudere Giovanni Battista in prigione e colui che lo fece anche morire, facendogli decapitare la testa. Considerate dunque la malvagità di quest’uomo e la sua inimicizia contro Dio. Eppure di lui è scritto che :

  • come vide Gesù, se ne rallegrò grandemente;
  • da lungo tempo desiderava vederlo;
  • sperava di vedergli fare qualche miracolo.

Tre aspetti dai quali sembrerebbe emergere un forte interesse nei confronti di Gesù. Aspetti comuni a molti, sapete? Vediamo difatti oggigiorno uomini con le stesse caratteristiche di Erode, e ne vediamo altri che si illudono di avere dinanzi a sé degli uomini convertiti a Cristo. Eppure Gesù lo ha detto che è dal frutto che si riconosce l’albero buono da quello cattivo. E il frutto di Erode, senza ombra di dubbio, era proprio cattivo, proprio come lo è di tanti oggigiorno. Ora, dopo che Gesù comparì dinanzi a lui è scritto che Erode ‘gli rivolse molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla.’ (Luca 23:9) Oh, Gesù conosceva bene questa volpe, sapeva che fosse un uomo dal malvagio cuore incredulo a porgergli tutte quelle domande, e non gli rispose NULLA! E dopo il silenzio assordante di Gesù alle sue molte domande e dopo le varie accuse infondate rivolte a Gesù da parte dei capi sacerdoti e degli scribi che stavano là, è scritto ancora che ‘Erode co’ suoi soldati, dopo averlo vilipeso e schernito, lo vestì di un manto splendido, e lo rimandò a Pilato.’ (Luca 23:11) Ecco dunque finalmente manifestata la vera natura della sua grande allegrezza nei confronti di Gesù, del suo fervido desiderio di vederlo e della sua speranza nel vedergli fare qualche miracolo. Egli, malvagio qual’era, vilipese e schernì assieme ai suoi soldati il nostro amato Signore Gesù Cristo! Erode difatti, è vero, cercava di vederlo (cfr. Luca 9:9), ma perché lo voleva fare morire (cfr. Luca 13:31). Erano queste le sue reali intenzioni, lo erano sempre state, e Gesù le conosceva molto bene. Tornando ora ai nostri giorni, voglio che sappiate, fratelli e sorelle nel Signore, che non è dalle belle parole degli uomini, o dalle loro lacrime, o dai loro desideri, che si riconosce se costoro siano o meno dei credenti : lo si riconosce dal frutto. Dovete osservare attentamente il loro frutto. Ora, la Scrittura afferma che noi abbiamo per frutto la nostra santificazione, secondo che è scritto : ‘Ma ora, essendo stati affrancati dal peccato e fatti servi a Dio, voi avete per frutto la vostra santificazione, e per fine la vita eterna:  poiché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.’ (Romani 6:22-23) Quindi è necessario che il credente si santifichi, poiché senza la santificazione non vedrà il Signore (cfr. Ebrei 12:14); ma per farlo è necessario altresì che egli dimori in Cristo (cfr. Giovanni 15:1), altrimenti non potrà portare questo frutto (cfr. Giovanni 15:4). Ne deduciamo dunque che chi dimora in Cristo necessariamente si santifica, camminando quindi come Cristo camminò e come camminarono gli apostoli del Signore, cioè in santità ed onore (cfr. 1Giovanni 2:6; 1Tessalonicesi 4:1-5).

Inoltre il credente deve portare frutto in ogni opera buona, e crescere nella conoscenza di Dio (cfr. Colossesi 1:10; 2Giovanni 8). E’ necessario quindi che egli si attenga al bene e a quello soltanto, e per farlo, deve prima saper discernere il bene dal male, cioè deve sapere cosa sia giusto e cosa sbagliato, cosa bisogna fare e cosa non fare. Bisogna quindi che egli conosca quale sia la volontà di Dio al fine di poter camminare con dirittura rispetto all’evangelo. E come potrà egli conoscere la volontà di Dio? Potrà farlo solo meditando, investigando e studiando le Sacre Scritture con l’aiuto che procede da Dio, crescendo cosi nella conoscenza di Dio. Egli è chiamato da Dio dunque non solo a santificazione, ma anche ad adoperarsi alle buone opere, poichè in assenza di esse non potrà definirsi ‘credente’. Fratelli, badate bene, se uno dice di avere fede ma non ha opere, può la fede di quel tale salvarlo? Una fede priva di opere, e dunque morta, potrà mai salvare l’uomo dai propri peccati? No, non potrà. E questo perché sola una fede viva può salvare l’uomo e riscattarlo dal peccato che lo aveva reso prigioniero. E la fede affinché sia viva deve avere con sé le opere. (cfr. Giacomo 2:14-26) E’ scritto ancora che ogni albero che non fa buon frutto, è tagliato e gettato nel fuoco.’ (Matteo 7:19) Vedete? La stessa fine degli increduli spetta a coloro che non portano buon frutto, le due cose sono collegate l’un l’altra. Non vi lasciate dunque ingannare da coloro che oggigiorno si rallegrano grandemente nel sentir parlare delle cose di Dio, sperando di vedere prodigi e miracoli da parte del Signore, e desiderando perfino di vedere il Signore, e poi non hanno con sé né la santificazione né le buone opere. Costoro in realtà non amano il Signore nostro Gesù Cristo, non sono affatto dei nostri perchè non sono dei veri credenti : sono solo dei moderni Erode.

La grazia sia con voi.

Salvatore Larizza

I massoni, degli anticristi

Fratelli e sorelle nel Signore, sappiate che i massoni sono degli anticristi, in quanto negano che Gesù sia il Cristo, il Salvatore, Dio benedetto in Eterno. E l’apostolo Giovanni ha scritto : ‘Chi è il mendace se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Esso è l’anticristo, che nega il Padre e il Figliuolo. Chiunque nega il Figliuolo, non ha neppure il Padre; chi confessa il Figliuolo ha anche il Padre.’ (1Giovanni 2:22-23) Badate bene dunque a voi stessi, e nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vanità ingannatrice, poiché Gesù è il Cristo, e in Lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità. State sani.

Salvatore Larizza

Mogli e Mariti

marito e moglie

Mogli, siate soggette ai vostri mariti

L’apostolo Paolo scrisse ai santi di Efeso, in riferimento alle mogli, queste parole :

‘Mogli, siate soggette ai vostri mariti, come al Signore; poiché il marito è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, egli, che è il Salvatore del corpo. Ma come la Chiesa è soggetta a Cristo, così debbono anche le mogli esser soggette a’ loro mariti in ogni cosa. (Efesini 5:22-24)

Dunque badate bene che il comando che Dio vi dà a voi che siete mogli è quello di stare sottomesse al vostro proprio marito, poiché egli è il vostro capo; come la chiesa stà sottomessa al suo proprio capo che è Cristo. Questa è la volontà di Dio inverso di voi.

 

Mariti, amate le vostre mogli

L’apostolo Paolo scrisse ai santi di Efeso, in riferimento ai mariti, queste parole :

‘Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, affin di santificarla, dopo averla purificata col lavacro dell’acqua mediante la Parola, affin di far egli stesso comparire dinanzi a sé questa Chiesa, gloriosa, senza macchia, senza ruga o cosa alcuna simile, ma santa ed irreprensibile. Allo stesso modo anche i mariti debbono amare le loro mogli, come i loro proprî corpi. Chi ama sua moglie ama se stesso.’ (Efesini 5:25-28)

Dunque badate bene voi mariti ad amare le vostre mogli, come i vostri stessi corpi, a prendervi cura di loro come Cristo fa con la chiesa, essendo essa il Suo corpo. Dio non vi comanda di signoreggiare sulle vostre mogli, ma egli vi comanda di amarle, e di amarle profondamente. Un giorno quando comparirete davanti al tribunale di Cristo, Egli non vi dirà : ‘Avete assoggettato le vostre mogli, signoreggiando su di loro?’ No, Egli vi dirà : ‘Avete amato le vostre mogli, come io ho amato la chiesa fino a dare la mia vita per essa?’ Portate inoltre loro onore, affinché le vostre preghiere non siano impedite. Ubbidite dunque al comando del Signore, poiché questa è la Sua volontà inverso di voi.

Salvatore Larizza

Svegliatevi a vita di giustizia

compagnieE’ scritto : ‘Non v’ingannate: Le cattive compagnie corrompono i buoni costumi. Svegliatevi a vita di giustizia, e non peccate; perché alcuni non hanno conoscenza di Dio; lo dico a vostra vergogna.’ (1Corinzi 15:33-34) Badate bene a voi stessi dunque fratelli e sorelle nel Signore alle compagnie che frequentate. Sappiate che vi sono due categorie di persone, vi sono coloro che hanno conoscenza di Dio come voi e che camminano per onorare Dio perché lo temono e lo amano e coloro che invece, non avendo conoscenza di Dio, si danno al peccato. Ora, è giusto che sappiate che le cattive compagnie, cioè quelle compagnie composte da coloro che non hanno conoscenza di Dio, corrompono i buoni costumi. Ed è inevitabile questo, perché costoro non conoscendo Dio e non avendo timore di Dio, camminano seguendo i desideri della carne. Costoro sono morti spiritualmente e non vivi, essi sono sotto l’ira di Dio essendo dei suoi nemici. Non siate dunque loro compagni, perché provochereste anche voi ad ira Iddio, quell’Iddio che vi ha salvato da questa perversa generazione, quell’Iddio che ha mandato il Suo unigenito figliuolo a morire sulla croce per appartarsi un popolo che sia santo nel Suo cospetto, e del quale voi, per la Sua grazia, ne fate ora parte. Svegliatevi quindi voi tutti che dormite, svegliatevi a vita di giustizia e non peccate.  E’ scritto : ‘Risvegliati, o tu che dormi, e risorgi da’ morti, e Cristo t’inonderà di luce.’ (Efesini 5:14) Guardate dunque con diligenza fratelli e sorelle nel Signore come e con chi vi conducete in questo pellegrinaggio. Lo dico questo per il vostro bene. La grazia sia con tutti voi.

 

Salvatore Larizza