Contro il culto a Maria

francesco-culto-a-mariaI Cattolici Romani, che si definiscono Cristiani, hanno trasformato Maria, la madre di Gesù – una nostra sorella che dopo avere finito la corsa fu salvata dal Signore nel Suo regno celeste dove si sta riposando dalle sue fatiche – in «Corredentrice», «Mediatrice», «Rifugio dei peccatori», «Regina del cielo», «Nostra Signora», per citare solo una parte dei numerosi titoli attribuitigli, e le rendono il culto offrendole preghiere e canti e raccomandando la loro anima ad essa, e prostrandosi davanti a statue e immagini che la rappresentano che hanno messo un pò dappertutto.

E’ scritto però: “Non avere altri dii nel mio cospetto” (Esodo 20:3), ed anche: “Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti” (Esodo 20:4-6).

I Cattolici Romani sono quindi degli idolatri sulla via che mena in perdizione e con essi non c’è alcuna comunione e nessun accordo perché noi siamo luce nel Signore mentre essi sono tenebre (2 Corinzi 6:14-18), e bisogna quindi predicargli di ravvedersi e credere nel Vangelo (Marco 1:15), dicendo loro di convertirsi dai loro idoli muti a Dio (Atti 14:15), altrimenti quando moriranno scenderanno nelle fiamme dell’inferno perché là vanno gli idolatri (1 Corinzi 6:9-10). E poi esortarli ad uscire dalla Chiesa Cattolica Romana (2 Corinzi 6:17-18).

Nessuno si illuda, il culto a Maria e ai santi che sono in cielo è un culto condannato da Dio, e coloro che vi partecipano muovono a gelosia Dio e lo provocano ad ira (Deuteronomio 32:16). Essi infatti adorano e servono la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno (Romani 1:25).

«ADORA IL SIGNORE IDDIO TUO, E A LUI SOLO RENDI IL TUO CULTO» (Luca 4:8).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Per una confutazione dettagliata delle eresie della Chiesa Cattolica Romana leggi il mio libro ‘La Chiesa Cattolica Romana’

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/08/19/contro-il-culto-a-maria/

Libro – La Massoneria smascherata

copertina-libro-massoneria-smascherata-724x1024Fratelli nel Signore, ecco un altro mio libro confutatorio: si intitola ‘La massoneria smascherata: contro l’infiltrazione e l’influenza di questa diabolica istituzione nelle Chiese Evangeliche’. E’ un libro particolare, diverso per certi aspetti da tutti gli altri, e capirete il perchè leggendolo e studiandolo. La sua lettura e il suo studio vi richiederanno parecchio tempo e impegno, ma sappiate che questo è un libro molto importante che ognuno di voi deve leggere. Vi avverto da subito che questo è un libro che contiene informazioni e notizie che produrranno in voi sbigottimento, e tanta rabbia e tristezza. Ma nello stesso tempo sono sicuro che esso vi farà gioire ed esultare nel Signore e vi farà ringraziare Dio perchè smaschera una delle più potenti ed efficaci macchinazioni di Satana contro la Chiesa dell’Iddio vivente e vero, colonna e base della verità.
Un’ultima cosa: molti di voi leggendo questo libro scopriranno di essere stati MASSONIZZATI, in quanto la Chiesa o la Denominazione o l’Associazione di cui fanno parte è sotto l’influenza o il controllo della Massoneria. A costoro dico: Ravvedetevi e separatevi immediatamente da coloro che vi hanno MASSONIZZATI.
La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con coloro che lo amano con purità incorrotta. Amen.
Giacinto Butindaro

Per scaricare il libro o fai clic su ‘Download’ in fondo alla tua sinistra nella finestra di SCRIBD o alrimenti vai qua

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2012/12/17/libro-la-massoneria-smascherata/

L’apostolo Paolo: mandato dalle Chiese o da Cristo?

Nicola Martella afferma quanto segue in merito agli apostoli:
‘Bisogna distinguere dapprima gli apostoli del Signore Gesù, che erano solo dodici e vissero con lui dall’inizio alla fine del suo ministero (At 1,22). Poi, bisogna distinguere gli apostoli delle chiese, tra cui c’erano, ad esempio, Paolo e Barnaba (At 13,1ss).
La chiamata da parte del Signore è una cosa, il mandato della chiesa è un’altra. Paolo poteva stare benissimo ad Antiochia e da lì organizzare l’opera intorno. Poteva organizzare pure una particolare azione a favore di altre chiese e guidare una particolare delegazione al riguardo (cfr. At 11,29s; 12,21). Poteva anche andare ogni tanto a qualche importante conferenza teologica e discutere particolari questioni (cfr. At 15). Tutto ciò non ne faceva ancora un “apostolo” mandato dalle chiese, quindi un missionario fondatore.
Paolo è stato chiamato all’apostolato da Gesù, ma non era uno dei particolari “dodici apostoli [= incaricati] del Signore”, che erano stati con lui per tutto il tempo del suo ministero e che lui stesso in vita mandò e da risorto incaricò. Egli era uno dei vari “apostoli di Cristo”, ossia quelli mandati dalle chiese, sebbene chiaramente è un uomo speciale.
I “dodici apostoli” furono scelti secondo questo criterio: “Bisogna dunque che fra gli uomini che sono stati in nostra compagnia tutto il tempo che il Signor Gesù è andato e venuto fra noi, a cominciare dal battesimo di Giovanni fino al giorno ch’egli, tolto da noi, è stato assunto in cielo, uno sia fatto testimone con noi della risurrezione di lui” (At 1,21s). Essi erano a numero chiuso (12) e dovevano avere tali caratteristiche di testimoni dei fatti storici della vita di Cristo, oltre che essere poi di insegnanti autorevoli nella prima chiesa (At 2,42).

http://www.facebook.com/notes/nicola-martella/la-nuova-gerusalemme-e-i-nomi-di-solo-dodici-apostoli/330760730278795

Dunque, secondo l’esegeta Nicola Martella, Paolo era sì un apostolo, ma non mandato da Cristo ad adempiere il suo apostolato, ma dalle Chiese. Perchè solo i dodici apostoli furono mandati da Cristo.
Ora, fermo restando che Paolo non è tra i dodici apostoli chiamati e mandati dal Figliuolo di Dio mentre Egli era ancora in questo mondo, è falso che Paolo fu mandato dalle Chiese e non da Cristo a fondare le Chiese, e ve lo dimostro subito mediante le Sacre Scritture.
Gesù Cristo quando apparve a Saulo sulla via di Damasco, gli disse: “Per questo ti sono apparito: per stabilirti ministro e testimone delle cose che tu hai vedute, e di quelle per le quali ti apparirò ancora” (Atti 26:16), il che significa che Paolo fu stabilito ministro del Vangelo dal Signore e non dagli uomini. Paolo confermò di avere ricevuto il ministerio dal Signore, con queste parole che lui rivolse anni dopo agli anziani della chiesa di Efeso: “Ma io non fo alcun conto della vita, quasi mi fosse cara, pur di compiere il mio corso e il ministerio che ho ricevuto dal Signor Gesù, che è di testimoniare dell’Evangelo della grazia di Dio” (Atti 20:24). Egli dunque ricevette la chiamata al ministerio sulla via di Damasco.
Non solo, sulla via di Damasco, Paolo ricevette anche il mandato da Cristo, infatti nel resto del suo discorso Gesù gli disse: “Liberandoti da questo popolo e dai Gentili, ai quali io ti mando per aprir loro gli occhi, onde si convertano dalle tenebre alla luce e dalla potestà di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, la remissione dei peccati e la loro parte d’eredità fra i santificati” (Atti 26:17-18).
E quando avvenne che Paolo fu mandato da Cristo a predicare ai Gentili e fondare Chiese? Mentre si trovava ad Antiochia, secondo che è scritto: “Or nella chiesa d’Antiochia v’eran dei profeti e dei dottori: Barnaba, Simeone chiamato Niger, Lucio di Cirene, Manaen, fratello di latte di Erode il tetrarca, e Saulo. E mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: Mettetemi a parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati. Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani, e li accomiatarono. Essi dunque, mandati dallo Spirito Santo, scesero a Seleucia, e di là navigarono verso Cipro” (Atti 13:1-4).
Notate innanzi tutto, che Paolo e Barnaba furono messi da parte per ordine dello Spirito Santo, e quindi per ordine di Cristo in quanto lo Spirito dice quello che ha udito da Cristo, secondo che disse Gesù: “Non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve l’annunzierà” (Giovanni 16:13-14). Poi, notate che essi furono mandati dallo Spirito Santo, e non dalla Chiesa di Antiochia; e difatti è proprio da quel momento che nel libro degli Atti Paolo e Barnaba sono chiamati apostoli (cfr. Atti 14:4,5, 14), che vi ricordo significa ‘mandati’.
Ma c’è dell’altro da dire. In merito al fatto che Paolo, mentre era ad Antiochia, fu mandato dallo Spirito Santo a fondare Chiese tra i Gentili, questo non fu altro che l’adempimento di quello che Gesù Cristo gli aveva predetto tempo prima a Gerusalemme, infatti Paolo un giorno raccontò ai Giudei: “… dopo ch’io fui tornato a Gerusalemme, che mentre pregavo nel tempio fui rapito in estasi, e vidi Gesù che mi diceva: Affrettati, ed esci prestamente da Gerusalemme, perché essi non riceveranno la tua testimonianza intorno a me. E io dissi: Signore, eglino stessi sanno che io incarceravo e battevo nelle sinagoghe quelli che credevano in te; e quando si spandeva il sangue di Stefano, tuo testimone, anch’io ero presente e approvavo, e custodivo le vesti di coloro che l’uccidevano. Ed egli mi disse: Va’, perché io ti manderò lontano, ai Gentili” (Atti 22:17-21). A quando risale questa visione avuta da Paolo? A quando si trovava a Gerusalemme con gli apostoli e andava e veniva con essi a Gerusalemme, ma taluni cercarono di ucciderlo e allora lui fu costretto a lasciare Gerusalemme, secondo che è scritto: “E quando fu giunto a Gerusalemme, tentava d’unirsi ai discepoli; ma tutti lo temevano, non credendo ch’egli fosse un discepolo. Ma Barnaba, presolo con sé, lo menò agli apostoli, e raccontò loro come per cammino avea veduto il Signore e il Signore gli avea parlato, e come in Damasco avea predicato con franchezza nel nome di Gesù. Da allora, Saulo andava e veniva con loro in Gerusalemme, e predicava con franchezza nel nome del Signore; discorreva pure e discuteva con gli Ellenisti; ma questi cercavano d’ucciderlo. E i fratelli, avendolo saputo, lo condussero a Cesarea, e di là lo mandarono a Tarso” (Atti 9:26-30). Notate che Gesù in persona gli comandò di andarsene da Gerusalemme e i discepoli quando seppero che gli Ellenisti cercavano di ucciderlo lo mandarono a Tarso. Le cose dunque coincidono. E tutto questo avvenne prima che Paolo si recasse ad Antiochia di Siria, da dove poi fu mandato dallo Spirito; infatti fu tempo dopo che Barnaba, essendo giunto ad Antiochia e veduta la grazia di Dio, innanzi tutto si rallegrò, e li esortò tutti ad attenersi al Signore con fermo proponimento di cuore, e poi “se ne andò a Tarso, a cercar Saulo; e avendolo trovato, lo menò ad Antiochia” (Atti 11:25).
Quindi quando leggiamo che Paolo fu mandato dallo Spirito Santo, possiamo anche dire che fu mandato da Gesù Cristo, in quanto fu Cristo a mandarlo per mezzo dello Spirito Santo.
L’apostolo stesso confermerà di essere stato mandato da Cristo a predicare, quando disse ai santi di Corinto: “Perché Cristo non mi ha mandato a battezzare ma ad evangelizzare” (1 Corinzi 1:17).
In merito alle parole che Cristo rivolse a Paolo in quelle due circostanze ben precise, e tramite le quali lo mandò ai Gentili, vorrei che notaste che quando Cristo mandò i suoi dodici apostoli a predicare alle dodici tribù di Israele disse loro parole simili, secondo che è scritto: “Questi dodici mandò Gesù, dando loro queste istruzioni: Non andate fra i Gentili, e non entrate in alcuna città de’ Samaritani, ma andate piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele” (Matteo 10:5-6), come anche quando li mandò (questa volta però erano undici in quanto Giuda era morto) a predicare a tutte le nazioni, secondo che è scritto: “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, insegnando loro d’osservar tutte quante le cose che v’ho comandate” (Matteo 28:19-20).
La differenza sta solo nel fatto che mentre Gesù rivolse agli apostoli quelle parole, la prima volta prima della sua morte, e la seconda volta dopo la sua resurrezione, mentre era ancora sulla terra; nel caso di Paolo gliele rivolse dopo che era stato assunto in cielo, ma comunque fu sempre Gesù in persona a chiamare Saulo al ministerio di apostolo e mandarlo a predicare e fondare le Chiese fra i Gentili.
Ma per quale ragione Martella – e tanti altri assieme a lui – fa quelle affermazioni? Per poter sostenere che dopo l’assunzione di Gesù in cielo, non esistono più apostoli come i dodici che sono stati mandati da Cristo a fondare Chiese: esistono solo ‘apostoli di Cristo’ mandati dalle Chiese.
La cosa dunque non va sottovalutata affatto, perchè dietro queste affermazioni c’è sempre una strategia tesa a negare o nascondere qualcosa di biblico.
Dunque, per l’ennesima volta vi rivolgo l’esortazione a guardarvi da questo cosiddetto esegeta, che con i suoi abili sofismi seduce il cuore dei semplici.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2012/01/21/lapostolo-paolo-mandato-dalle-chiese-o-da-cristo/

Guardatevi dal lievito di Alton Garrison

Fratelli nel Signore che frequentate Chiese ADI, vi ho già messo abbondantemente in guardia da Alton Garrison, Assistente Sovrintendente delle Assemblee di Dio negli Stati Uniti d’America, che – se il Signore lo permetterà – sarà il predicatore ufficiale da sabato 29 ottobre a martedì 1° novembre 2011, a Fiuggi Terme (FR), durante il XXXVI Incontro Nazionale Giovanile ADI-IBI; ma torno a mettervi in guardia da questo uomo.

 

Ho da poco tempo infatti ricevuto e letto il suo libro ‘Building the Winning Team’ ossia ‘Costruire la Squadra Vincente’, e avendo trovato in esso alcuni falsi insegnamenti mi sono trovato costretto a scrivervi di nuovo.

Innanzi tutto però è bene che teniate a mente che l’anno di pubblicazione di questo libro è il 1998, quando lui era pastore della Prima Chiesa delle Assemblee di Dio a North Little Rock, nell’Arkansas (infatti fu pastore di quella chiesa dal 1986 al 2001 – http://ag.org/top/About/Leadership/index.cfm), dove lui portò strategie nuove nella predicazione che portarono la chiesa nel tempo a sperimentare una significante crescita numerica. E per rendervi conto di quali sono queste strategie vi esorto a vedere questivideo realizzati proprio da quella Chiesa.
In secondo luogo dovete tenere a mente che lui conferma di essere stato influenzato dal ribelle Rick Warren, in quanto dice che un certo esempio da lui usato nel libro è adattato dal materiale sviluppato da Rick Warren per il suo libro ‘The Purpose Driven Church’ (tradotto in italiano con il titolo: ‘La Chiesa Condotta da Propositi’). Ecco la foto che prova ciò.

In terzo luogo tenete a mente che in questo libro l’autore spiega come essere dei vincenti insegnanti della Scuola domenicale e conduttori di piccoli gruppi di credenti, infatti è importante proprio per costoro questo suo libro. In altre parole, Garrison spiega loro praticamente cosa fare per aiutare con successo i credenti a diventare spiritualmente maturi, cioè discepoli perchè lui dice che ‘un credente maturo è chiamato un discepolo’ (Alton Garrison, Building the Winning Team, Gospel Publishing House, Springfield, Missouri, 1998, pag. 17).

Ma veniamo ora ai falsi insegnamenti che ho riscontrato in questo suo libro.

Un discepolo di Cristo è uno che paga la decima

Nello spiegare cinque fondamentali abitudini che hanno e devono avere i discepoli del Signore, e quindi i credenti maturi, Garrison afferma che una di queste è il pagare la decima (le altre sono: leggere la Bibbia, pregare, frequentare regolarmente le riunioni della Chiesa, e testimoniare o evangelizzare), infatti afferma:
‘Un discepolo è caratterizzato dall’obbedienza nel dare a Dio. Molti credenti non pagano la decima; inoltre, i predicatori sono riluttanti ad affrontare le loro congregazioni su ciò. Essi temono di alienarsele o di apparire avidi. Ma pagare la decima è un comando di Dio per il credente: “Ogni decima della terra, sia delle raccolte del suolo sia dei frutti degli alberi, appartiene all’Eterno; è cosa consacrata all’Eterno” (Levitico 27:30) … Pagare la decima è un tratto distintivo caratteristico della qualità del discepolo …. Secondo le stesse parole di Gesù, un individuo che è riluttante a diventare uno che paga la decima ed un donatore, semplicemente non può essere un discepolo’ (Ibid., pag. 22,23).
Queste affermazioni sono molto gravi, in quanto fanno credere che un discepolo di Cristo non può essere tale se non paga la decima sulle sue entrate, il che è assolutamente falso in quanto da nessuna parte nel Nuovo Testamento Gesù Cristo il Figlio di Dio ha insegnato ai suoi discepoli a dargli la decima: non lo ha fatto mentre era sulla terra, e neppure dopo che fu assunto in cielo trasmettendo questo ordine tramite gli apostoli.
Ci sono sì dei passi nel Nuovo Testamento che parlano della decima, ma essi non comandano ai santi di pagare la decima. Vediamoli da vicino questi passi.
– Gesù disse agli scribi e ai Farisei: “Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell’aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede. Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre” (Matteo 23:23).
Si noti innanzi tutto che Gesù parlava a persone che erano sotto la legge, e poi che Gesù dicendo ‘senza tralasciare le altre’ non si è limitato a dire che gli Ebrei dovevano pagare la decima ma anche che dovevano osservare gli altri precetti della legge. Se noi quindi dovessimo fare nostro questo passo dovremmo non solo metterci a pagar la decima ma anche ad osservare il sabato, astenerci dai cibi impuri della legge, osservare tutte le feste ebraiche, ecc. ecc. Ma a questo punto noi ricadremmo sotto il giogo della legge da cui siamo stati affrancati. Vuole questo il Signore? No, infatti Paolo dice ai Galati: “Cristo ci ha affrancati perché fossimo liberi; state dunque saldi, e non vi lasciate di nuovo porre sotto il giogo della schiavitù!” (Galati 5:1). Occorre dunque stare attenti affinché tramite il precetto della legge sulla decima non cadiamo sotto il giogo pesante della legge. Badate bene che il fatto che alcuni dicano che il Signore non ha mai disapprovato il precetto della decima non è una buona ragione per doverlo osservare infatti se è per questo Gesù non ha detto neppure di non osservare il sabato, di non festeggiare la Pasqua, e di non fare circoncidere i propri figli maschi. Che faremo allora? Ci metteremo ad osservare il sabato, le feste ebraiche, e la circoncisione perchè Gesù non li disapprovò? Così non sia, sapendo che tutte queste cose sono solo un ombra di cose che dovevano avvenire.
– Lo scrittore agli Ebrei dice: “Or quelli d’infra i figliuoli di Levi che ricevono il sacerdozio, hanno bensì ordine, secondo la legge, di prendere le decime dal popolo, cioè dai loro fratelli.. e poi qui, quelli che prendono le decime son degli uomini mortali; ma là le prende uno di cui si attesta che vive” (Ebrei 7:5,8).
Innanzi tutto bisogna dire che “quelli che qui prendono le decime” (Ebrei 7:8), erano dei Leviti (quindi dei Giudei di nascita), che, quando l’epistola fu scritta, ancora prendevano le decime dagli altri Giudei, secondo l’ordine della legge di Mosè, quindi, siccome che noi non siamo dei Giudei di nascita che sono sotto la legge e fra di noi Gentili non ci sono dei discendenti della tribù di Levi, questo non ci riguarda. Qualcuno dirà: ‘Ma qui è scritto: “Qui, quelli che prendono le decime”, perciò se il verbo è al presente, significa che anche sotto la grazia i santi in Cristo dovevano pagare la decima!’ Rispondo dicendo che il verbo non è al presente solo quando la Scrittura parla della decima, ma anche quando parla dei doni e dei sacrifici i quali venivano ancora offerti (in quel tempo) nel santuario terreno in Gerusalemme dai sacerdoti Giudei, infatti nella stessa epistola è scritto: “Ci sono quelli che offrono i doni secondo la legge, i quali ministrano in quel che è figura e ombra delle cose celesti..” (Ebrei 8:4,5) ed ancora: “Ogni sacerdote è in piè ogni giorno ministrando e offrendo spesse volte gli stessi sacrifici che non possono mai togliere i peccati…” (Ebrei 10:11); oltre a ciò, notate in queste scritture l’espressione “secondo la legge”, perchè essa si riferisce alla legge di Mosè e non a quella di Cristo, infatti i Leviti prendevano le decime dal popolo per ordine di Mosè, e i sacerdoti offrivano i doni e i sacrifici nel tempio, sempre secondo la legge di Mosè, ma ricordatevi che quelli che facevano ciò erano dei Giudei di nascita che erano ancora sotto la legge e che non erano ancora stati affrancati da essa come invece lo siamo stati noi da Cristo Gesù. Ma allora a questo punto, siccome che anche in relazione ai sacrifici di becchi offerti dai Giudei per i loro peccati, il verbo è al presente, noi pure dovremmo presentare su qualche altare ed in qualche santuario terreno dedicato al culto di Dio sacrifici di bestie grasse per i nostri peccati! Così non sia, perchè è altresì scritto nella medesima epistola: “Si offrono doni e sacrifici che non possono, quanto alla coscienza, rendere perfetto colui che offre il culto..” (Ebrei 9:9), ed anche: “Poiché la legge, avendo un’ombra dei futuri beni, non la realtà stessa delle cose, non può mai con quegli stessi sacrifici, che sono offerti continuamente, anno dopo anno, rendere perfetti quelli che s’accostano a Dio” (Ebrei 10:1), ed ancora che “noi abbiamo un altare del quale non hanno diritto di mangiare quelli che servono il tabernacolo” (Ebrei 13:10). Il fatto dunque che i sacerdoti e i Leviti anche dopo che Gesù fu assunto in cielo, offrivano doni e sacrifici per i peccati e prendevano le decime dal popolo, non significa affatto che i Gentili, sotto la grazia, facevano o dovevano fare (in quel tempo) quelle medesime cose, benchè quelle cose venivano eseguite dai sacerdoti e dai Leviti in ubbidienza alla legge che Dio diede a Mosè per tutto Israele.
Vorrei ora ritornare brevemente sul fatto dei sacerdoti Leviti, perchè? Perchè quando si parla della decima si rischia di dimenticare che secondo la legge erano i Leviti che dovevano riscuotere le decime dalle mani del popolo e nessun altro lo poteva fare. Non si può dunque separare la riscossione della decima dal sacerdozio Levitico perchè sono cose unite. E’ come un pò la riscossione di certe tasse che compie lo Stato Italiano, non si può parlarne senza fare riferimento agli Uffici e alle persone preposti dalla legge italiana a compierla. Così è della decima, non si può parlarne senza parlare dei sacerdoti Leviti preposti da Dio sotto la legge a riscuoterla dalle mani del popolo. Dio aveva infatti detto a Mosè: “E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo: ‘Parlerai inoltre ai Leviti e dirai loro: Quando riceverete dai figliuoli d’Israele le decime che io vi do per conto loro come vostro possesso, ne metterete da parte un’offerta da fare all’Eterno: una decima della decima; e l’offerta che avrete prelevata vi sarà contata come il grano che vien dall’aia e come il mosto che esce dallo strettoio. Così anche voi metterete da parte un’offerta per l’Eterno da tutte le decime che riceverete dai figliuoli d’Israele, e darete al sacerdote Aaronne l’offerta che avrete messa da parte per l’Eterno. Da tutte le cose che vi saranno donate metterete da parte tutte le offerte per l’Eterno; di tutto ciò che vi sarà di meglio metterete da parte quel tanto ch’è da consacrare. E dirai loro: Quando ne avrete messo da parte il meglio, quel che rimane sarà contato ai Leviti come il provento dell’aia e come il provento dello strettoio. E lo potrete mangiare in qualunque luogo, voi e le vostre famiglie, perché è la vostra mercede, in contraccambio del vostro servizio nella tenda di convegno” (Numeri 18:25-31). Stando dunque così le cose, per ordinare la decima ai credenti occorrerebbe che ci fossero nel nostro mezzo dei sacerdoti Leviti perchè è a loro che Dio aveva ordinato di prelevare le decime, da cui a loro volta essi dovevano prelevare una decima. Ci sono questi sacerdoti che svolgono le funzioni prescritte dalla legge? No, quindi la decima non va ordinata ai credenti. La cosa si potrebbe fare se noi fossimo ancora sotto la legge e avessimo dei sacerdoti leviti nel nostro mezzo, ma siccome non ci sono queste condizioni nessuno ha il diritto di ordinare la decima.
E a questo punto vorrei farvi notare che neppure Gesù Cristo ordinò il pagamento della decima ai suoi discepoli, e questo perchè Gesù era della tribù di Giuda e non di Levi, e quindi se lo avesse fatto avrebbe trasgredito la legge. Gesù avrebbe commesso un peccato se avesse comandato ai suoi discepoli di pagargli la decima delle loro entrate, non aveva il diritto di farlo. Avete mai pensato a questo? Se non lo avete mai fatto, pensateci attentamente. E non solo Gesù Cristo, ma neppure Paolo ordinò la decima e questo perchè egli era della tribù di Beniamino. Paolo ha sì detto che coloro che annunciano il Vangelo devono vivere del Vangelo, ma vivere del Vangelo non significa vivere delle decime perchè le decime fanno parte della legge e non del vangelo. A me pare invece che alcuni che predicano il Vangelo vogliono vivere della legge ordinando la decima. E’ un controsenso questo che però purtroppo alcuni non vedono.
Alla luce dunque della Scrittura, Garrison mente contro la verità quando afferma che uno dei tratti caratteristici di un discepolo di Cristo è il pagare la decima. Lui praticamente ha aggiunto ai comandamenti di Cristo, uno che lui non ha dato ai Suoi discepoli.
State dunque attenti, fratelli, perchè questo predicatore non si propone di fare altro – con questo suo insegnamento sulla decima – che farvi ricadere sotto la legge. Non vi fate ingannare dai suoi vani ragionamenti a tal proposito, perchè quello che lui afferma è smentito in maniera categorica dalla Sacra Scrittura. Quello che afferma Garrison sulla decima è un insegnamento falso, che però serve alle ADI soprattutto in questo periodo in cui molte chiese ADI hanno visto decrescere le offerte in denaro dei loro membri.

Bisogna predicare in una maniera positiva

Garrison afferma che moltissimi predicatori e insegnanti dicono le cose in una maniera negativa, e che non si rialzano le persone mortificandole (ibid., pag. 80)! E quindi bisogna evitare di biasimare o riprendere le persone per i peccati che commettono, biasimo e riprensione che lui chiama ‘critica’ e che secondo lui rende le persone diffidenti o chiuse! E allora spiega come insegnare: ‘Gesù è venuto a predicare la buona notizia. Quando tu stai preparando una lezione, domandati: E’ questa lezione una buona notizia? Insegni ancora contro il peccato? Certamente. Il problema è, noi abbiamo peccato; la promessa è, noi possiamo essere perdonati. “Poiché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 6:23). Voi potete insegnare contro l’adulterio o potete insegnare sul come rendere il vostro matrimonio impermeabile a relazioni amorose illecite. Promuovete l’alternativa positiva! Mostrate alle persone come cambiare!’ (Ibid., pag. 80-81). Come bisogna fare allora per insegnare su un passaggio biblico negativo? Invece che dire ‘Voi avete bisogno di …’ si deve dire ‘Noi abbiamo bisogno di …’ (Ibid., pag. 81).
Dunque il messaggio ai monitori e ai pastori nella pratica è: non predicate contro l’idolatria della Chiesa Cattolica Romana e neppure contro gli idolatri, ma insegnate piuttosto che bisogna adorare Dio in ispirito e verità! Non predicate contro le mondane concupiscenze e le passioni giovanili e quindi contro coloro che si abbandonano ad esse, ma dite soltanto che dobbiamo essere santi! Non predicate contro la menzogna e coloro che la amano e la praticano in mezzo alla Chiesa, ma dite piuttosto che dobbiamo dire la verità! Non predicate contro la fornicazione (a cui sempre più credenti si abbandonano nelle Chiese), ma dite soltanto che i rapporti sessuali sono solo per marito e moglie! Non predicate contro l’adulterio e gli adulteri (che sono peraltro sempre in aumento anche nelle Chiese), ma dite soltanto che i coniugi devono essere fedeli l’uno all’altro! Non predicate contro la frode e coloro che la praticano, ma dite che dobbiamo essere onesti! Scegliete la parte positiva! E naturalmente di questi esempi se ne possono fare tanti altri! Ma che va cianciando Garrison?
Ma non è forse scritto che gli apostoli ripresero severamente quei credenti che si erano sviati o abbandonati alla dissolutezza, e che lo fecero non includendosi tra i meritevoli di biasimo?
Non disse forse l’apostolo Paolo ai santi di Corinto: “Ed io, fratelli, non ho potuto parlarvi come a spirituali, ma ho dovuto parlarvi come a carnali, come a bambini in Cristo. V’ho nutriti di latte, non di cibo solido, perché non eravate ancora da tanto; anzi, non lo siete neppure adesso, perché siete ancora carnali. Infatti, poiché v’è tra voi gelosia e contesa, non siete voi carnali, e non camminate voi secondo l’uomo? Quando uno dice: Io son di Paolo; e un altro: Io son d’Apollo; non siete voi uomini carnali?” (1 Corinzi 3:1-4), ed ancora: “E siete gonfi, e non avete invece fatto cordoglio perché colui che ha commesso quell’azione fosse tolto di mezzo a voi!” (1 Corinzi 5:2)? Notate che li definì gonfi e carnali, e quindi fu severo, o come direbbe Garrison, negativo! Li mortificò? Sì ma per rialzarli. Perchè esistono circostanze in cui bisogna parlare come faceva Paolo per indurre i credenti a rialzarsi! Avete notato poi che Paolo non si incluse tra i gonfi e i carnali?
E non disse forse Giacomo ai santi: “O gente adultera, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio. Ovvero pensate voi che la Scrittura dichiari invano che lo Spirito ch’Egli ha fatto abitare in noi ci brama fino alla gelosia? Ma Egli dà maggior grazia; perciò la Scrittura dice: Iddio resiste ai superbi e dà grazia agli umili. Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. Appressatevi a Dio, ed Egli si appresserà a voi. Nettate le vostre mani, o peccatori; e purificate i vostri cuori, o doppi d’animo! Siate afflitti e fate cordoglio e piangete! Sia il vostro riso convertito in lutto, e la vostra allegrezza in mestizia! Umiliatevi nel cospetto del Signore, ed Egli vi innalzerà” (Giacomo 4:4-10), ed ancora: “A voi ora, o ricchi; piangete e urlate per le calamità che stanno per venirvi addosso! Le vostre ricchezze son marcite, e le vostre vesti son rôse dalle tignuole. Il vostro oro e il vostro argento sono arrugginiti, e la loro ruggine sarà una testimonianza contro a voi, e divorerà le vostre carni a guisa di fuoco. Avete accumulato tesori negli ultimi giorni. Ecco, il salario dei lavoratori che han mietuto i vostri campi, e del quale li avete frodati, grida; e le grida di quelli che han mietuto sono giunte alle orecchie del Signor degli eserciti. Voi siete vissuti sulla terra nelle delizie e vi siete dati ai piaceri; avete pasciuto i vostri cuori in giorno di strage. Avete condannato, avete ucciso il giusto; egli non vi resiste” (Giacomo 5:1-6)? Anche qui notate con quali parole dure Giacomo si rivolse ai credenti corrotti chiamandoli gente adultera, peccatori, doppi d’animo, e dicendo ai ricchi che frodavano i loro operai del loro salario “piangete e urlate per le calamità che stanno per venirvi addosso”! Anche lui dunque usò un parlare che secondo Garrison è negativo! E avete notato che anche nel caso di Giacomo egli non si incluse tra i peccatori e i doppi d’animo?
No, il ragionamento di Garrison è assolutamente sbagliato, perchè non suscita negli uditori nessuno sdegno e nessuna riprovazione verso il peccato, come anche nessun timore di Dio! E’ vero che dobbiamo predicare il rimedio al peccato e alla vita di peccato, ma questo non si può fare senza parlare contro i peccati in maniera franca ed anche contro coloro che li commettono annunciando i giudizi di Dio che piomberanno su di essi se non si ravvederanno. Gli apostoli ce lo hanno insegnato, come anche i profeti prima di loro. La strategia di Garrison è evidente, non accusare nessuno, ma parlare solo in maniera positiva per evitare che quei credenti che vivono in maniera disordinata e ribelle si arrabbino e si infurino o si impauriscano! Proprio quello che ci vuole nelle ADI in questo tempo, in cui abbondano i ribelli e i dissoluti!

Bisogna incoraggiare le persone e non mortificarle

Garrison afferma: ‘Gesù disse cose negative agli ipocriti Farisei, non ai non frequentatori di chiesa [in inglese sono chiamati ‘unchurched’]. Perchè Egli mortificò i Farisei? Egli lo fece perchè essi dicevano sempre cose negative a tutti gli altri. Non siate negativi! Non dite soltanto la cosa come essa è. Tutti sanno com’è. Ditela come può essere. Le parole incoraggianti creano eccitazione nella mente dell’ascoltatore’ (ibid., pag. 81).
Ora, innanzi tutto Garrison mente quando fa capire che Gesù disse cose negative (cioè che rivolse parole di biasimo o riprensione perchè questo lui intende per ‘cose negative’) solo ai Farisei, in quanto in Matteo è scritto quanto segue: “Allora egli prese a rimproverare le città nelle quali era stata fatta la maggior parte delle sue opere potenti, perché non si erano ravvedute. Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute fra voi, già da gran tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere. E però vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. E tu, o Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino nell’Ades. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, ella sarebbe durata fino ad oggi. E però, io lo dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua” (Matteo 11:20-24), ed in Luca: “E affollandosi intorno a lui le turbe, egli prese a dire: Questa generazione è una generazione malvagia; ella chiede un segno; e segno alcuno non le sarà dato, salvo il segno di Giona. Poiché come Giona fu un segno per i Niniviti, così anche il Figliuol dell’uomo sarà per questa generazione. La regina del Mezzodì risusciterà nel giudizio con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché ella venne dalle estremità della terra per udir la sapienza di Salomone; ed ecco qui v’è più che Salomone. I Niniviti risusciteranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno; perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco qui v’è più che Giona” (Luca 11:29-32). Dunque Gesù fu duro e severo anche con le turbe impenitenti e non solo con gli ipocriti Farisei.
E poi che vuol dire Garrison quando afferma che i Farisei dicevano sempre cose negative a tutti gli altri? Pare che voglia dire che i Farisei erano negativi nel parlare perchè riprendevano e biasimavano tutti quelli che non osservavano la tradizione dei padri, e quindi noi dobbiamo stare attenti a non diventare negativi come loro riprendendo e biasimando quelli che trasgrediscono la Parola di Dio! Certamente, i Farisei erano anche negativi nel parlare nel senso da me spiegato prima, ma non tutto quello che essi dicevano agli altri era sbagliato agli occhi di Dio, altrimenti Gesù non avrebbe detto alle turbe e ai suoi discepoli: “Fate dunque ed osservate tutte le cose che vi diranno” (Matteo 23:3).
La ragione per cui Gesù rimproverò severamente i Farisei risiede nella loro ipocrisia, nella loro malvagità, e nel loro non avere misericordia.
Devo dire che su questo punto, Garrison ha voluto creare confusione nel lettore, perchè le sue affermazioni sono false, ambigue e oscure. Ma d’altronde lui deve portare avanti le sue idee, che ha assimilato da Rick Warren, e quindi non può essere molto chiaro. Comunque, conoscendo quali siano le perverse idee di Rick Warren, si comprende che Garrison vuole che i predicatori cambino modo di parlare e di predicare, che cambino il loro vocabolario dal pulpito: in peggio naturalmente! E questo lo si capisce molto meglio quando si sente Garrison stesso predicare e insegnare!
Poi, c’è un’altra cosa, da come parla Garrison pare che le comunità siano formate solo da persone scoraggiate e afflitte! I disordinati, che danno motivo di scandalo, ossia quelli che devono essere ripresi severamente ed anche pubblicamente mancano all’appello! I disordinati invece esistono, e Paolo comanda di ammonirli!
Fratelli, l’apostolo Paolo disse a Timoteo: “Io te ne scongiuro nel cospetto di Dio e di Cristo Gesù che ha da giudicare i vivi e i morti, e per la sua apparizione e per il suo regno: Predica la Parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo. Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d’udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole” (2 Timoteo 4:1-4), ed a Tito: “Poiché vi son molti ribelli, cianciatori e seduttori di menti, specialmente fra quelli della circoncisione, ai quali bisogna turar la bocca; uomini che sovvertono le case intere, insegnando cose che non dovrebbero, per amor di disonesto guadagno. Uno dei loro, un loro proprio profeta, disse: ‘I Cretesi son sempre bugiardi, male bestie, ventri pigri’. Questa testimonianza è verace. Riprendili perciò severamente, affinché siano sani nella fede, non dando retta a favole giudaiche né a comandamenti d’uomini che voltan le spalle alla verità” (Tito 1:10-14).
Altro che non essere negativi, altro che dire parole incoraggianti! Qui bisogna prendere la verga della correzione in questi tempi così malvagi ed usarla del continuo in mezzo alla Chiesa, dove abbondano quelli che non sopportano la sana dottrina, che sono ribelli, cianciatori e seduttori di menti. Ma che va cianciando Alton Garrison?
Attenzione dunque al messaggio subdolo che vuole trasmettervi Alton Garrison, fratelli, perchè porta lontano dalla dottrina di Dio!

Ricorso ad aiuti audiovisivi

Qual’è la maniera più efficace per trasmettere agli altri una verità? Per Garrison ci sono molti metodi, tra cui gli aiuti audiovisivi a cui lui dedica un paragrafo. Egli afferma infatti: ‘La nostra memoria viene aumentata quando noi vediamo le informazioni. Molti differenti aiuti visivi possono essere utilizzati per aumentare la comprensione. I punti del sermone o della lezione possono essere visualizzati su uno schermo usando video proiettori o convenzionali proiettori da muro. I punti possono essere illustrati con un breve video clip o uno sketch eseguito dai membri della classe. Usare una varietà di metodi e di mezzi di comunicazione aiuta a rendere il messaggio memorabile. Questo è efficace a tutti i livelli d’età. Quando insegnate ai bambini, voi potete usare video, arti, argilla, carte da colorare, pupazzi, o canzoni per rinforzare l’argomento centrale. Quando insegnate ai giovani, potete usare video, articoli correnti tratti dalle riviste e dai giornali, il teatro, e video musicali per aiutare ad illustrare il vostro messaggio’ (Ibid., pag. 96).
Eccoci dunque arrivati ad un punto chiave e fondamentale di tutto il discorso di Garrison, i metodi da usare per trasmettere la Parola di Dio ai bambini e ai ragazzi. Questa è la metodologia che lui dice viene influenzata dal mondo, e come potete vedere lo è! Per Garrison infatti la Chiesa può ricorrere a parodie, scene teatrali, arti dello spettacolo di ogni genere, pupazzi, musica moderna e così via. E tutto questo perchè il messaggio usando questi mezzi viene reso memorabile!
Ma non è forse scritto che lo Spirito della verità ci ricorderà tutto quello che Gesù ha detto? Io così leggo: “Il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v’ho detto” (Giovanni 14:26). E quindi è evidente che chi predica la parola di Dio, deve credere che lo Spirito Santo provvederà a ricordare il messaggio all’uditore! E chi lo crede, certamente non farà ricorso agli aiuti audiovisivi proposti da Garrison! Ma quando mai gli apostoli si appoggiarono su aiuti audiovisivi per rendere il loro messaggio memorabile? Ma che va cianciando Garrison?
Notate poi che secondo Garrison, questi metodi aumentano la comprensione di un argomento biblico trattato! Falso, perchè i pupazzi, il teatro, le parodie, e la musica moderna ‘cristiana’, non fanno altro che creare confusione! Questo è una cosa certa.
E non solo, essi portano la corruzione nella Chiesa, perchè adottando questi metodi la Chiesa si conforma al mondo disubbidendo al comandamento: “E non vi conformate a questo secolo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la volontà di Dio, la buona, accettevole e perfetta volontà” (Romani 12:2).

Conclusione

E’ dunque evidente che il messaggio di Garrison per i monitori ed anche per i conduttori contiene del lievito da cui guardarsi, per evitare alla corruzione e alla confusione di entrare nella Chiesa e guastarla.
State attenti ai suoi vani ragionamenti e ai suoi sofismi. Rigettateli, perchè sono molto dannosi alla Chiesa, e difatti il danno che essi fanno si può vedere nelle Assemblee di Dio USA che sono oltremodo mondane, carnali e corrotte.
Comunque, voglio che sappiate che anche nelle Assemblee di Dio USA ci sono dei fratelli che stanno lottando e si stanno opponendo a questo andazzo e conformismo al mondo che i dirigenti di questa denominazione approvano e promuovono.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Roma, 4 Ottobre 2011

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Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/10/04/guardatevi-dal-lievito-di-alton-garrison/

 

Perchè un Cristiano non può e non deve essere un cessazionista

Introduzione

Fratelli nel Signore, vi scrivo queste cose a causa di quelli che cercano di sedurvi con i loro vani ragionamenti, i quali affermano che con la morte dell’ apostolo Giovanni o il completamento del canone della Bibbia, e quindi verso la fine del primo secolo dopo Cristo, sono cessate nella Chiesa le seguenti manifestazioni: lingue, profezie, predizioni di eventi futuri, visioni e sogni, e guarigioni e miracoli. E quindi i Cristiani – secondo costoro – non possono più parlare in lingue, profetizzare, predire eventi futuri, avere visioni e sogni, e guarire e compiere i miracoli come avveniva nella Chiesa primitiva descritta nel libro degli Atti.
In virtù di questa loro posizione, costoro sono stati definiti ‘cessazionisti’ e la loro falsa dottrina è conosciuta con il nome di ‘cessazionismo’.

Le lingue non sono cessate

Perchè le lingue non sono cessate? Perchè le lingue sono strettamente collegate al battesimo con lo Spirito Santo che è una promessa tuttora valida per quanti vengono chiamati da Dio; perchè chi parla in altra lingua parla a Dio; perchè le lingue sono un segno per i non credenti; perchè il dono della diversità delle lingue è uno dei doni dello Spirito Santo; perchè il parlare in lingue non va impedito; e perché le lingue cesseranno quando verrà la perfezione.

Perchè la promessa dello Spirito è anche per noi oggi

Ora, in base a quello che dice Luca nel libro degli Atti, prima che Gesù venisse assunto in cielo alla destra del Padre, disse tra le altre cose questo ai suoi discepoli: “Poiché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo fra non molti giorni. … Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra” (Atti 1:5, 8). E alcuni giorni dopo essere stato assunto in cielo, questa promessa, che è chiamata la promessa dello Spirito Santo, si adempì in questa maniera: “E come il giorno della Pentecoste fu giunto, tutti erano insieme nel medesimo luogo. E di subito si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, ed esso riempì tutta la casa dov’essi sedevano. E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e se ne posò una su ciascuno di loro. E tutti furon ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi” (Atti 2:1-4).
Che fu questo l’adempimento delle parole di Gesù “voi sarete battezzati con lo Spirito Santo fra non molti giorni” e quindi che quello che ricevettero in quel giorno i discepoli del Signore fu il battesimo con lo Spirito Santo, lo confermò l’apostolo Pietro quando disse poi più avanti in merito alla discesa dello Spirito Santo che c’era stata a casa di Cornelio sui Gentili: “E come avevo cominciato a parlare, lo Spirito Santo scese su loro, com’era sceso su noi da principio. Mi ricordai allora della parola del Signore, che diceva: ‘Giovanni ha battezzato con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo’. Se dunque Iddio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato anche a noi che abbiam creduto nel Signor Gesù Cristo, chi ero io da potermi opporre a Dio?” (Atti 11:15-17). E come si era manifestata la discesa dello Spirito o il battesimo con lo Spirito a casa di Cornelio? Con il parlare in lingue, esattamente come era accaduto il giorno della Pentecoste a Gerusalemme tempo prima, infatti è scritto: “Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola. E tutti i credenti circoncisi che erano venuti con Pietro, rimasero stupiti che il dono dello Spirito Santo fosse sparso anche sui Gentili; poiché li udivano parlare in altre lingue, e magnificare Iddio” (Atti 10:44-46). Dunque, in base a quanto dice la Scrittura, il battesimo con lo Spirito Santo è accompagnato immediatamente dal parlare in lingue, che vi ricordo non sono lingue degli angeli ma degli uomini, parlate in questo mondo.
Ora, torniamo per un momento a quello che avvenne il giorno della Pentecoste, ed in particolare a quello che disse Pietro ai Giudei perchè ci serve per confutare la falsa dottrina della cessazione delle lingue. Pietro nel suo discorso che fece a quei Giudei che si erano radunati ed erano rimasti meravigliati nel sentire parlare i discepoli del Signore in altre lingue, disse tra le altre cose a proposito di quello che era appena avvenuto e che comprendeva il parlare in lingue: “Questo è quel che fu detto per mezzo del profeta Gioele: E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno, e i vostri giovani vedranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. E anche sui miei servi e sulle mie serventi, in quei giorni, spanderò del mio Spirito, e profeteranno. E farò prodigi su nel cielo, e segni giù sulla terra; sangue, e fuoco, e vapor di fumo. Il sole sarà mutato in tenebre, e la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno, che è il giorno del Signore. Ed avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato” (Atti 2:16-21).
Dunque Pietro citò una promessa che Dio aveva fatto tramite il profeta Gioele, e che i Giudei conoscevano, per confermare l’accaduto, tra cui ribadisco c’era il parlare in altre lingue. Questa promessa era lo spandimento dello Spirito Santo da parte di Dio sopra Ebrei e Gentili negli ultimi giorni.
Per chi è dunque questa promessa? Lo disse sempre Pietro a quegli stessi Giudei, poco dopo, quando questi gli chiesero cosa dovevano fare, infatti l’apostolo disse loro: “Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remission de’ vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per tutti quelli che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà” (Atti 2:38-39). La promessa dello Spirito Santo è da Pietro messa in relazione a “il dono dello Spirito Santo” perchè consiste nel donare da parte di Dio ai suoi lo Spirito Santo, infatti Pietro in riferimento al fatto che Dio fece scendere lo Spirito Santo su Cornelio e i suoi (che si misero subito a parlare in altra lingua), disse a quelli della circoncisione che si erano messi a questionare con lui (perché era entrato da uomini incirconcisi e aveva mangiato con loro): “Se dunque Iddio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato anche a noi che abbiam creduto nel Signor Gesù Cristo, chi ero io da potermi opporre a Dio?” (Atti 11:17). Quel dono di cui parla Pietro, come potete vedere, si riferisce al dono dello Spirito Santo che Dio aveva donato anche ai circa centoventi il giorno della Pentecoste.
Dunque Pietro disse a quei Giudei di nascita che la promessa era per loro, per i loro figliuoli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà.
Mi vorrei soffermare su queste ultime parole “per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà”. A quale chiamata si riferisce Pietro? A quella dalle tenebre alla luce, e quindi alla gloria eterna, che ricevono gli eletti. Pietro stesso infatti dice nella sua prima epistola: “Ma voi siete una generazione eletta, un real sacerdozio, una gente santa, un popolo che Dio s’è acquistato, affinché proclamiate le virtù di Colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua maravigliosa luce; voi, che già non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia” (1 Pietro 2:9-10), ed anche: “Or l’Iddio d’ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua eterna gloria in Cristo, dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà Egli stesso, vi renderà saldi, vi fortificherà” (1 Pietro 5:10).
A questo punto è lecito domandarsi: ‘Ma Dio chiama ancora (dopo la morte dell’apostolo Giovanni o il completamento del Canone biblico) alcuni dalle tenebre alla luce, e alla sua gloria eterna in Cristo?’ A noi ci risulta che lo fa ancora, e difatti noi siamo tra i chiamati e gli eletti.
Che diremo dunque? Che la promessa di cui parlò Pietro a quei Giudei così tanto tempo fa, è anche per noi. E dato che, come abbiamo visto, in questa promessa dello spandimento dello Spirito c’è il parlare in lingue, in quanto quando lo Spirito scende o viene sparso su qualcuno, costui comincia a parlare in lingue secondo che lo Spirito gli dà di esprimersi, è evidente che il parlare in lingue è anche per la Chiesa di oggi. Mi pare molto evidente questo.
I cessazionisti affermano che quello che avvenne a Pentecoste a Gerusalemme fu un evento irripetibile, ma se fosse così come dicono loro, come mai tempo dopo si verificò anche a Cesarea in casa di Cornelio, e Pietro nel ricordare quello che era avvenuto a casa di Cornelio disse ai fratelli (che si erano messi a questionare con lui perchè era entrato da uomini incirconcisi e aveva mangiato con loro) che come lui aveva cominciato a parlare “lo Spirito Santo scese su loro, com’era sceso su noi da principio”, e quindi equiparò quello che era avvenuto ai circa centoventi a Gerusalemme a quello che era avvenuto a Cornelio e ai suoi a Cesarea? E come mai quando lo Spirito scese su Cornelio e i suoi, Pietro si ricordò proprio di queste parole di Gesù “Giovanni ha battezzato con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo”, che Gesù aveva rivolto ai suoi discepoli tra cui non c’erano Cornelio e i suoi e che noi sappiamo si adempirono nei loro confronti a Pentecoste non molti giorno dopo?
La risposta è evidente, perchè quello che avvenne a Gerusalemme ai circa centoventi non era da Pietro considerato un evento irripetibile nel tempo, e quindi neppure le lingue erano irripetibili, tanto è vero che si ripeterono a casa di Cornelio a Cesarea, e anni dopo anche ad Efeso dove Paolo dopo che ebbe imposto le mani sopra circa dodici discepoli del Signore Gesù “lo Spirito Santo scese su loro, e parlavano in altre lingue, e profetizzavano” (Atti 19:6)
Le cose dunque sono chiare, le lingue non possono essere cessate, altrimenti la Scrittura sarebbe annullata, in quanto la promessa di cui ricevettero l’adempimento i circa centoventi il giorno della Pentecoste a Gerusalemme non sarebbe più per noi in questa generazione.

Perchè chi parla in altra lingua parla a Dio

Adesso voglio spiegarvi l’altra ragione per cui le lingue non sono cessate, e cioè perchè chi parla in altra lingua parla a Dio, secondo che dice Paolo ai santi di Corinto: “Chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno l’intende, ma in ispirito proferisce misteri” (1 Corinzi 14:2).
Che cosa fa dunque un Cristiano quando parla in altra lingua? Parla a Dio. E che cosa proferisce mediante lo Spirito Santo? Misteri.
Vediamo dunque la natura di questi misteri di cui parla Paolo, perchè è fondamentale. Paolo dice ai santi di Corinto che chi parla in altra lingua, prega, benedice e ringrazia Dio: “Perciò, chi parla in altra lingua preghi di poter interpretare; poiché, se prego in altra lingua, ben prega lo spirito mio, ma la mia intelligenza rimane infruttuosa. Che dunque? Io pregherò con lo spirito, ma pregherò anche con l’intelligenza; salmeggerò con lo spirito, ma salmeggerò anche con l’intelligenza. Altrimenti, se tu benedici Iddio soltanto con lo spirito, come potrà colui che occupa il posto del semplice uditore dire ‘Amen’ al tuo rendimento di grazie, poiché non sa quel che tu dici? Quanto a te, certo, tu fai un bel ringraziamento; ma l’altro non è edificato” (1 Corinzi 14:13-17)
Dunque, a prescindere che un credente parli solo in una lingua straniera o in diverse lingue straniere (in questo secondo caso possiede il dono della diversità delle lingue), il parlare in altra lingua è utile ai santi. Se infatti è utile pregare, benedire e ringraziare Dio con la propria intelligenza, non può che essere altrettanto utile fare le stesse cose mediante lo Spirito Santo. Non vi pare? Certamente, affinché esso sia di edificazione alla chiesa radunata, deve essere accompagnato dall’interpretazione perchè in questo caso gli uditori comprendono quello che è stato detto e possono pronunciare ‘Amen’. Ma quand’anche non vi fosse chi interpreta, comunque sia il parlare in altra lingua ha edificato chi ha parlato in altra lingua ed è stato rivolto a Dio che ha compreso quello che lo Spirito ha detto per bocca di coloro che hanno parlato in altra lingua.
Se dunque il parlare in altra lingua è una cosa utile ai santi, in quanto Paolo afferma che “chi parla in altra lingua edifica se stesso” (1 Corinzi 14:4), e: “Or io ben vorrei che tutti parlaste in altre lingue; ma molto più che profetaste; chi profetizza è superiore a chi parla in altre lingue, a meno ch’egli interpreti, affinché la chiesa ne riceva edificazione” (1 Corinzi 14:5), sarebbe un controsenso per Dio avere privato i santi dopo la morte dell’apostolo Giovanni, del parlare in altra lingua, perchè li avrebbe privati di qualcosa di utile.

Perchè le lingue servono di segno ai non credenti

L’apostolo Paolo dice ai santi di Corinto: “Egli è scritto nella legge: Io parlerò a questo popolo per mezzo di gente d’altra lingua, e per mezzo di labbra straniere; e neppur così mi ascolteranno, dice il Signore. Pertanto le lingue servono di segno non per i credenti, ma per i non credenti: la profezia, invece, serve di segno non per i non credenti, ma per i credenti” (1 Corinzi 14:21-22).
Come potete vedere, Paolo dice che le lingue servono come segno per gli increduli. Vi ricordo che nella Bibbia ogni qualvolta Dio ha dato un segno agli uomini quel segno aveva uno scopo ben preciso.
Per esempio quell’angelo che apparve ai pastori nella contrada di Betleem disse loro: “Non temete, perché ecco, vi reco il buon annunzio di una grande allegrezza che tutto il popolo avrà: Oggi, nella città di Davide, v’è nato un salvatore, che è Cristo, il Signore. E questo vi servirà di segno: troverete un bambino fasciato e coricato in una mangiatoia” (Luca 2:10-12), e il profeta Isaia disse al popolo da parte di Dio: “Or ascoltate, o casa di Davide! È egli poca cosa per voi lo stancar gli uomini, che volete stancare anche l’Iddio mio? Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figliuolo, e gli porrà nome Emmanuele” (Isaia 7:13-14), e al re Ezechia in merito alla sua guarigione: “Così parla l’Eterno, l’Iddio di Davide, tuo padre: Io ho udita la tua preghiera, ho vedute le tue lacrime: ecco, io aggiungerò ai tuoi giorni quindici anni; libererò te e questa città dalle mani del re d’Assiria e proteggerò questa città. E questo ti sarà, da parte dell’Eterno, il segno che l’Eterno adempirà la parola che ha pronunziata: ecco, io farò retrocedere di dieci gradini l’ombra dei gradini che, per effetto del sole, s’è allungata sui gradini d’Achaz’ (Isaia 38:5-8)
Ora, se le lingue servono ai non credenti, dobbiamo capire a cosa servono, e non c’è miglior evento biblico di quello verificatosi a Gerusalemme il giorno della Pentecoste per capire a cosa servono.
Ecco il resoconto biblico: “E come il giorno della Pentecoste fu giunto, tutti erano insieme nel medesimo luogo. E di subito si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, ed esso riempì tutta la casa dov’essi sedevano. E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e se ne posò una su ciascuno di loro. E tutti furon ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi. Or in Gerusalemme si trovavan di soggiorno dei Giudei, uomini religiosi d’ogni nazione di sotto il cielo. Ed essendosi fatto quel suono, la moltitudine si radunò e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nel suo proprio linguaggio. E tutti stupivano e si maravigliavano, dicendo: Ecco, tutti costoro che parlano non son eglino Galilei? E com’è che li udiamo parlare ciascuno nel nostro proprio natìo linguaggio? Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia Cirenaica, e avventizî Romani, tanto Giudei che proseliti, Cretesi ed Arabi, li udiamo parlar delle cose grandi di Dio nelle nostre lingue. E tutti stupivano ed eran perplessi dicendosi l’uno all’altro: Che vuol esser questo? Ma altri, beffandosi, dicevano: Son pieni di vin dolce. Ma Pietro, levatosi in piè con gli undici, alzò la voce e parlò loro in questa maniera: Uomini giudei, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, siavi noto questo, e prestate orecchio alle mie parole. Perché costoro non sono ebbri, come voi supponete, poiché non è che la terza ora del giorno: ma questo è quel che fu detto per mezzo del profeta Gioele: E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno, e i vostri giovani vedranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. E anche sui miei servi e sulle mie serventi, in quei giorni, spanderò del mio Spirito, e profeteranno. E farò prodigi su nel cielo, e segni giù sulla terra; sangue, e fuoco, e vapor di fumo. Il sole sarà mutato in tenebre, e la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno, che è il giorno del Signore. Ed avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato. Uomini israeliti, udite queste parole: Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra voi mediante opere potenti e prodigî e segni che Dio fece per mezzo di lui fra voi, come voi stessi ben sapete, quest’uomo, allorché vi fu dato nelle mani, per il determinato consiglio e per la prescienza di Dio, voi, per man d’iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste; ma Dio lo risuscitò, avendo sciolto gli angosciosi legami della morte, perché non era possibile ch’egli fosse da essa ritenuto. Poiché Davide dice di lui: Io ho avuto del continuo il Signore davanti agli occhi, perché egli è alla mia destra, affinché io non sia smosso. Perciò s’è rallegrato il cuor mio, e ha giubilato la mia lingua, e anche la mia carne riposerà in isperanza; poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione. Tu m’hai fatto conoscere le vie della vita; tu mi riempirai di letizia con la tua presenza. Uomini fratelli, ben può liberamente dirvisi intorno al patriarca Davide, ch’egli morì e fu sepolto; e la sua tomba è ancora al dì d’oggi fra noi. Egli dunque, essendo profeta e sapendo che Dio gli avea con giuramento promesso che sul suo trono avrebbe fatto sedere uno dei suoi discendenti, antivedendola, parlò della risurrezione di Cristo, dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades, e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione. Questo Gesù, Iddio l’ha risuscitato; del che noi tutti siamo testimoni. Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio, e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite. Poiché Davide non è salito in cielo; anzi egli stesso dice: Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io abbia posto i tuoi nemici per sgabello de’ tuoi piedi. Sappia dunque sicuramente tutta la casa d’Israele che Iddio ha fatto e Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso. Or essi, udite queste cose, furon compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: Fratelli, che dobbiam fare? E Pietro a loro: Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remission de’ vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per tutti quelli che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà. E con molte altre parole li scongiurava e li esortava dicendo: Salvatevi da questa perversa generazione. Quelli dunque i quali accettarono la sua parola, furon battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone” (Atti 2:1-41).
A cosa servirono le lingue a quegli Ebrei di nascita che non erano ancora salvati? Servirono a farli rimanere meravigliati, e a fargli fare delle domande su quello che stava avvenendo. E difatti è scritto: “E tutti stupivano ed eran perplessi dicendosi l’uno all’altro: Che vuol esser questo?” E’ vero che ci furono di quelli che li accusarono di essere ubriachi, ma non furono tutti. Quel segno di sentire parlare quei Galilei nelle loro natie lingue, li aveva veramente fatti sbigottire.
E Pietro colse l’occasione per spiegare agli Ebrei di cosa si trattava, e poi per annunciare loro il Vangelo. E la predicazione del Vangelo fatta da Pietro con lo Spirito Santo e gran pienezza di convinzione compunse i cuori dei suoi uditori, che gli chiesero cosa dovevano fare, e poi migliaia di loro accettarono la sua parola.
I segni che Dio dona agli increduli servono dunque a trarli all’ubbidienza della fede, in altre parole hanno come scopo quello di condurli ad accettare la Parola di Dio. Un pò come i segni costituiti dalle guarigioni, infatti cosa è scritto a proposito della guarigione di quello zoppo fin dalla nascita che stava alla porta del tempio detta ‘Bella’? “Or Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera dell’ora nona. E si portava un certo uomo, zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno deponevano alla porta del tempio detta ‘Bella’, per chieder l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. Costui, veduto Pietro e Giovanni che stavan per entrare nel tempio, domandò loro l’elemosina. E Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su lui, disse: Guarda noi! Ed egli li guardava intentamente, aspettando di ricever qualcosa da loro. Ma Pietro disse: Dell’argento e dell’oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: Nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, cammina! E presolo per la man destra, lo sollevò; e in quell’istante le piante e le caviglie de’ piedi gli si raffermarono. E d’un salto si rizzò in piè e cominciò a camminare; ed entrò con loro nel tempio, camminando, e saltando, e lodando Iddio. E tutto il popolo lo vide che camminava e lodava Iddio; e lo riconoscevano per quello che sedeva a chieder l’elemosina alla porta ‘Bella’ del tempio; e furono ripieni di sbigottimento e di stupore per quel che gli era avvenuto. E mentre colui teneva stretti a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, attonito, accorse a loro al portico detto di Salomone. E Pietro, veduto ciò, parlò al popolo, dicendo: Uomini israeliti, perché vi maravigliate di questo? O perché fissate gli occhi su noi, come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminar quest’uomo? L’Iddio d’Abramo, d’Isacco e di Giacobbe, l’Iddio de’ nostri padri ha glorificato il suo Servitore Gesù, che voi metteste in man di Pilato e rinnegaste dinanzi a lui, mentre egli avea giudicato di doverlo liberare. Ma voi rinnegaste il Santo ed il Giusto, e chiedeste che vi fosse concesso un omicida; e uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti; del che noi siamo testimoni. E per la fede nel suo nome, il suo nome ha raffermato quest’uomo che vedete e conoscete; ed è la fede che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti. Ed ora, fratelli, io so che lo faceste per ignoranza, al pari dei vostri rettori. Ma quello che Dio aveva preannunziato per bocca di tutti i profeti, cioè, che il suo Cristo soffrirebbe, Egli l’ha adempiuto in questa maniera. Ravvedetevi dunque e convertitevi, onde i vostri peccati siano cancellati, affinché vengano dalla presenza del Signore dei tempi di refrigerio e ch’Egli vi mandi il Cristo che v’è stato destinato, cioè Gesù, che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose; tempi dei quali Iddio parlò per bocca dei suoi santi profeti, che sono stati fin dal principio. Mosè, infatti, disse: Il Signore Iddio vi susciterà di fra i vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che vi dirà. E avverrà che ogni anima la quale non avrà ascoltato codesto profeta, sarà del tutto distrutta di fra il popolo. E tutti i profeti, da Samuele in poi, quanti hanno parlato, hanno anch’essi annunziato questi giorni. Voi siete i figliuoli de’ profeti, e del patto che Dio fece coi vostri padri, dicendo ad Abramo: E nella tua progenie tutte le nazioni della terra saranno benedette. A voi per i primi Iddio, dopo aver suscitato il suo Servitore, l’ha mandato per benedirvi, convertendo ciascun di voi dalle sue malvagità. Or mentr’essi parlavano al popolo, i sacerdoti e il capitano del tempio e i Sadducei sopraggiunsero, essendo molto crucciati perché ammaestravano il popolo e annunziavano in Gesù la risurrezione dei morti. E misero loro le mani addosso, e li posero in prigione fino al giorno seguente, perché già era sera. Ma molti di coloro che aveano udito la Parola, credettero; e il numero degli uomini salì a circa cinquemila” (Atti 3:1-26; 4:1-4). Avete notato che Dio usò il segno di quella completa guarigione per attirare e portare a Cristo molte anime?
Ecco dunque a cosa servono i segni che accompagnano coloro che credono, secondo che disse Gesù: “Or questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio cacceranno i demonî; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; e se pur bevessero alcunché di mortifero, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agl’infermi ed essi guariranno” (Marco 16:17-18).
Torniamo alle lingue. E’ evidente che se esse servirono ai giorni degli apostoli, non possono che servire anche ora, e difatti Paolo dice che servono ai non credenti. Domandiamoci allora: ‘Esistono dei non credenti anche oggi?’ La risposta è ovvia. Quindi non si capisce come mai se le lingue servono come segno ai non credenti, Dio avrebbe dovuto farle cessare dopo la morte dell’apostolo Giovanni o il completamento del canone. Sarebbe come dire che le lingue non servono più come segno ai non credenti, e quindi anche in questo caso la Scrittura sarebbe annullata.

Perchè la diversità delle lingue è uno dei doni dello Spirito Santo

Paolo dice ai santi di Corinto: “Or a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per l’utile comune. Infatti, a uno è data mediante lo Spirito parola di sapienza; a un altro, parola di conoscenza, secondo il medesimo Spirito; a un altro, fede, mediante il medesimo Spirito; a un altro, doni di guarigioni, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro, potenza d’operar miracoli; a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue, e ad un altro, la interpretazione delle lingue; ma tutte queste cose le opera quell’uno e medesimo Spirito, distribuendo i suoi doni a ciascuno in particolare come Egli vuole” (1 Corinzi 12:7-11)
Ora, il dono della diversità delle lingue consiste in una capacità soprannaturale tramite cui si parlano in diverse lingue straniere e che viene concessa dallo Spirito solo ad alcuni, ecco perchè Paolo dice: “Parlan tutti in altre lingue?” (1 Corinzi 12:30). E’ una manifestazione che la Bibbia dice viene data, e quindi non può essere già cessata nel tempo.

Perchè il parlare in lingue non va impedito

Affermare che le lingue sono cessate, come fanno i cessazionisti, significa di fatto impedire il parlare in lingue. E difatti questo è quello che essi fanno. Se in una riunione di culto dei cessazionisti, un credente si permette di parlare in altra lingua, viene immediatamente invitato a non parlare in lingue nelle loro riunioni.
Ma questo comportamento è una aperta violazione del comandamento di Paolo: “Non impedite il parlare in altre lingue” (1 Corinzi 14:39), e quindi di un comandamento del Signore, perchè Paolo dice: “Se qualcuno si stima esser profeta o spirituale, riconosca che le cose che io vi scrivo sono comandamenti del Signore” (1 Corinzi 14:37).
Alla luce dunque di questo loro comportamento, dobbiamo concludere che i cessazionisti non sono spirituali, perchè impediscono il parlare in lingue.
Peraltro anche queste parole di Paolo depongono a favore della non cessazione delle lingue, perchè l’apostolo non avrebbe dato questo ordine se di lì a poco Dio avesse deciso di eliminare le lingue.
D’altronde poco prima Paolo ha detto: “Che dunque, fratelli? Quando vi radunate, avendo ciascun di voi un salmo, o un insegnamento, o una rivelazione, o un parlare in altra lingua, o una interpretazione, facciasi ogni cosa per l’edificazione. Se c’è chi parla in altra lingua, siano due o tre al più, a farlo; e l’un dopo l’altro; e uno interpreti; e se non v’è chi interpreti, si tacciano nella chiesa e parlino a se stessi e a Dio” (1 Corinzi 14:26-28), il che significa che il parlare in lingue è previsto durante le riunioni dei santi e non è affatto da escludere.

Perchè le lingue cesseranno quando verrà la perfezione

Le lingue un giorno cesseranno, infatti Paolo dice ai santi di Corinto: “La carità non verrà mai meno. Quanto alle profezie, esse verranno abolite; quanto alle lingue, esse cesseranno; quanto alla conoscenza, essa verrà abolita; poiché noi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo; ma quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte, sarà abolito. Quand’ero fanciullo, parlavo da fanciullo, pensavo da fanciullo, ragionavo da fanciullo; ma quando son diventato uomo, ho smesso le cose da fanciullo. Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò appieno, come anche sono stato appieno conosciuto. Or dunque queste tre cose durano: fede, speranza, carità; ma la più grande di esse è la carità” (1 Corinzi 13:8-13).
Ma avete notato quando cesseranno? Quando la perfezione sarà venuta, difatti allora verranno abolite le profezie, come anche verrà abolita la conoscenza. E quando verrà la perfezione per i santi? Quando essi otterranno un corpo perfetto, cosa che avverrà alla resurrezione dei giusti al ritorno di Cristo.
In merito alla perfezione che ha da venire vorrei farvi notare questo. Noi abbiamo già ottenuto una perfezione, quella quanto alla coscienza, secondo che è scritto: “Poiché la legge, avendo un’ombra dei futuri beni, non la realtà stessa delle cose, non può mai con quegli stessi sacrificî, che sono offerti continuamente, anno dopo anno, render perfetti quelli che s’accostano a Dio. Altrimenti non si sarebb’egli cessato d’offrirli, non avendo più gli adoratori, una volta purificati, alcuna coscienza di peccati? Invece in quei sacrificî è rinnovato ogni anno il ricordo dei peccati; perché è impossibile che il sangue di tori e di becchi tolga i peccati. (Ebrei 10:1-4), ed anche: “… noi siamo stati santificati, mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre. E mentre ogni sacerdote è in piè ogni giorno ministrando e offrendo spesse volte gli stessi sacrificî che non possono mai togliere i peccati, questi, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è posto a sedere alla destra di Dio, aspettando solo più che i suoi nemici sian ridotti ad essere lo sgabello dei suoi piedi. Perché con un’unica offerta egli ha per sempre resi perfetti quelli che son santificati” (Ebrei 10:10-14). E’ di questa perfezione che parla sempre lo scrittore agli Ebrei più avanti quando, dopo avere elencato tanti esempi di fede, dice: “E tutti costoro, pur avendo avuta buona testimonianza per la loro fede, non ottennero quello ch’era stato promesso, perché Iddio aveva in vista per noi qualcosa di meglio, ond’essi non giungessero alla perfezione senza di noi” (Ebrei 11:39-40). Quindi, questa perfezione quanto alla coscienza è giunta con la venuta di Cristo, perchè è stato grazie al suo sacrificio che noi siamo stati resi perfetti quanto alla coscienza.
Ma come abbiamo visto, Paolo parla di un’altra perfezione, che ha da venire, e questa è quella del corpo, che noi sperimenteremo alla resurrezione dei morti, in quanto in quel giorno otterremo la redenzione del corpo, o meglio la piena redenzione. E difatti Paolo nello scrivere ai santi di Filippi, mette la perfezione in relazione alla resurrezione dei morti, secondo che dice: “Ma le cose che m’eran guadagni, io le ho reputate danno a cagion di Cristo. Anzi, a dir vero, io reputo anche ogni cosa essere un danno di fronte alla eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale rinunziai a tutte codeste cose e le reputo tanta spazzatura affin di guadagnare Cristo, e d’esser trovato in lui avendo non una giustizia mia, derivante dalla legge, ma quella che si ha mediante la fede in Cristo; la giustizia che vien da Dio, basata sulla fede; in guisa ch’io possa conoscere esso Cristo, e la potenza della sua risurrezione, e la comunione delle sue sofferenze, essendo reso conforme a lui nella sua morte, per giungere in qualche modo alla risurrezione dai morti. Non ch’io abbia già ottenuto il premio o che sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il corso se mai io possa afferrare il premio; poiché anch’io sono stato afferrato da Cristo Gesù. Fratelli, io non reputo d’avere ancora ottenuto il premio; ma una cosa fo: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno dinanzi, proseguo il corso verso la mèta per ottenere il premio della superna vocazione di Dio in Cristo Gesù” (Filippesi 3:7-14). Avete notato che Paolo immediatamente dopo avere detto “per giungere in qualche modo alla risurrezione dai morti” dice: “Non ch’io abbia già ottenuto il premio o che sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il corso se mai io possa afferrare il premio”? E quando otterremo il premio? Non è forse al ritorno di Cristo, in quanto Gesù dice: “Ecco, io vengo tosto, e il mio premio è meco per rendere a ciascuno secondo che sarà l’opera sua” (Apocalisse 22:12)? E quindi vedete che anche la perfezione a cui Paolo riteneva di non essere ancora giunto, l’avrebbe ottenuta alla resurrezione dei giusti che si verificherà al ritorno di Cristo.
Che la perfezione di cui parla Paolo quando dice “ma quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte, sarà abolito”, è quella che otterremo alla resurrezione dei morti perchè è in quel giorno che si compirà la nostra piena redenzione, e quindi le lingue dureranno fino ad allora, è confermato sempre da Paolo quando dice ai santi di Efeso: “In lui voi pure, dopo aver udito la parola della verità, l’evangelo della vostra salvazione, in lui avendo creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio s’è acquistati, a lode della sua gloria” (Efesini 1:13-14). Qualcuno dirà: ‘Cosa c’entra questo passo con il parlare in lingue?’ C’entra, perchè quando Paolo parla del suggello dello Spirito Santo che era stato promesso si riferisce alla promessa dello Spirito Santo, che nella vita del credente si adempie quando viene battezzato con lo Spirito e parla in lingue. Vi ricordo infatti che l’apostolo Pietro quando il giorno della Pentecoste parlò ai Giudei, disse loro: “Questo Gesù, Iddio l’ha risuscitato; del che noi tutti siamo testimoni. Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio, e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite” (Atti 2:32-33). Per cui il parlare in lingue che avevano sentito quei Giudei faceva parte della promessa dello Spirito, o meglio del suggello dello Spirito Santo che era stato promesso. Cosa dice Paolo di questo suggello? Che esso è pegno della nostra eredità fino alla nostra piena redenzione. Se dunque questo pegno durerà fino alla piena redenzione, significa che durerà fino alla resurrezione dei morti in Cristo che si verificherà al ritorno di Cristo, e se durerà fino ad allora è evidente che anche il parlare in lingua che fa parte del suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, durerà fino ad allora. Dunque, quando i santi di Efeso che avevano ricevuto il suggello dello Spirito dopo avere creduto lessero queste parole, compresero immediatamente che il parlare in altra lingua sarebbe durato fino al ritorno di Cristo.
E tra quei santi c’erano pure i circa dodici discepoli che Paolo incontrò ad Efeso, incontro del quale negli Atti leggiamo quanto segue: “Or avvenne, mentre Apollo era a Corinto, che Paolo, avendo traversato la parte alta del paese, venne ad Efeso; e vi trovò alcuni discepoli, ai quali disse: Riceveste voi lo Spirito Santo quando credeste? Ed essi a lui: Non abbiamo neppur sentito dire che ci sia lo Spirito Santo. Ed egli disse loro: Di che battesimo siete dunque stati battezzati? Ed essi risposero: Del battesimo di Giovanni. E Paolo disse: Giovanni battezzò col battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo che credesse in colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù. Udito questo, furon battezzati nel nome del Signor Gesù; e dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani, lo Spirito Santo scese su loro, e parlavano in altre lingue, e profetizzavano. Erano, in tutto, circa dodici uomini” (Atti 19:1-7).
Ora, vi domando: ‘Ma quando quei discepoli, che parlavano in altra lingua, lessero nell’epistola di Paolo “In lui voi pure, dopo aver udito la parola della verità, l’evangelo della vostra salvazione, in lui avendo creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio s’è acquistati, a lode della sua gloria” (Efesini 1:13-14), pensate voi che essi abbiano pensato che il parlare in lingue – che faceva parte del suggello dello Spirito Santo che era stato promesso e che essi avevano ricevuto dopo che avevano creduto – sarebbe cessato con il completamento del canone del Nuovo Testamento?’ Io credo che una cosa del genere non gli sia venuta minimamente in mente, perchè le parole di Paolo fecero loro chiaramente intendere che invece esse dureranno fino alla resurrezione dei giusti (che vi ricordo nelle epistole di Paolo in alcuni punti poteva sembrare che si sarebbe verificata in quella generazione o comunque che non era poi così distante nel tempo, come quando dice ai Tessalonicesi: “Poiché questo vi diciamo per parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insiem con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore” 1 Tessalonicesi 4:15-17). Se questo dunque fu quello che compresero i santi di Efeso, anche noi oggi dobbiamo intendere che le lingue cesseranno alla nostra piena redenzione.
Inoltre, se le lingue fossero cessate perchè la perfezione è già giunta (e questa sarebbe costituita dal completamento del canone della Bibbia come affermano i cessazionisti), di conseguenza dovrebbe essere stata abolita pure la conoscenza, perchè la parziale conoscenza sarebbe stata abolita alla perfezione. Ma non mi risulta che noi attualmente possiamo dire di conoscere appieno.
E poi, se la perfezione fosse stata il completamento del canone della Bibbia, allora ciò vuol dire che l’apostolo Paolo non giunse alla perfezione mentre noi sì, infatti Paolo sarebbe morto attorno all’anno 67 dopo Cristo, mentre la perfezione sarebbe venuta attorno alla fine del primo secolo dopo Cristo (il libro dell’Apocalisse infatti sarebbe stato scritto in quel periodo). E questo è folle solo pensarlo. Seguendo il ragionamento dei cessazionisti, noi conosceremmo appieno mentre Paolo conosceva in parte!! Ecco a quale assurda conclusione si arriverebbe.
Ma io dico pure questo: ‘Ma voi ve li immaginate i santi di Corinto quando lessero per la prima volta questa epistola, cominciare a dire che Paolo aveva detto che quando il canone sarebbe stato completato sarebbero cessate le lingue?’ Noi proprio no, perchè i santi di Corinto non arrivarono a dire tale assurdità sulle lingue. E poi, proseguo io, come avrebbero potuto pensare che una volta completato il canone (completamento del canone del Nuovo Testamento di cui peraltro nella Chiesa in quel tempo non si parlava affatto perchè il problema di stabilire il canone completo del Nuovo Testamento sorse molto tempo dopo!) Dio avrebbe smesso di concedere le lingue, quando Paolo aveva loro detto all’inizio della sua epistola: “Io rendo del continuo grazie all’Iddio mio per voi della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù; perché in lui siete stati arricchiti in ogni cosa, in ogni dono di parola e in ogni conoscenza, essendo stata la testimonianza di Cristo confermata tra voi; in guisa che non difettate d’alcun dono, mentre aspettate la manifestazione del Signor nostro Gesù Cristo, il quale anche vi confermerà sino alla fine, onde siate irreprensibili nel giorno del nostro Signor Gesù Cristo” (1 Corinzi 1:4-8)? Notate che Paolo gli dice che essi non difettavano d’alcun dono mentre aspettavano la manifestazione del Signore Gesù Cristo (e questo era dovuto al fatto che la testimonianza di Cristo era stata confermata tra loro), il che vuol dire implicitamente che i doni sarebbero cessati quando Cristo sarebbe tornato, infatti per manifestazione di Cristo si intende la sua apparizione dal cielo, secondo che è scritto: “Diletti, ora siam figliuoli di Dio, e non è ancora reso manifesto quel che saremo. Sappiamo che quand’egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com’egli è” (1 Giovanni 3:2).
Ora, noi sappiamo che talvolta gli apostoli quando parlavano del ritorno di Cristo (o della sua apparizione dal cielo), ne parlavano in maniera tale che apparentemente sembrava che potesse verificarsi nella loro generazione, come per esempio – e questo l’ho detto anche poco fa – quando Paolo dice ai Tessalonicesi: “Poiché questo vi diciamo per parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insiem con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore” (1 Tessalonicesi 4:15-17). E’ evidente dunque che quando i santi di Corinto sentirono parlare l’apostolo in quel modo, compresero che i doni sarebbero durati fino al ritorno di Cristo: non importa che lasso di tempo sarebbe rimasto fino al ritorno di Cristo, una cosa è certa, Dio li avrebbe confermati fino a quell’evento, non privandoli d’alcuno dei doni che essi possedevano, tra cui c’era quello delle lingue.
Quello che voglio dire è che per l’apostolo che una Chiesa di Dio non difettasse d’alcun dono nell’attesa del ritorno di Cristo era una cosa normale, che poteva accadere. Ecco perchè i cessazionisti mentono contro la verità, quando dicono che le lingue sono cessate.

La profezia non è stata abolita

Vediamo ora di spiegare perchè anche il profetizzare non è cessato, tenendo ben presente da subito due cose: che profetizzare non significa nè predicare-insegnare e neppure predire il futuro.
La profezia infatti è un parlare estemporaneo, che avviene quando vuole lo Spirito di Dio, che consiste in un linguaggio di edificazione, esortazione e consolazione, secondo che è scritto: “Chi profetizza, invece, parla agli uomini un linguaggio di edificazione, di esortazione e di consolazione” (1 Corinzi 14:3), che non equivale in nessun caso a insegnare-predicare perchè Paolo dice ai Romani: “E siccome abbiamo dei doni differenti secondo la grazia che ci è stata data, se abbiamo dono di profezia, profetizziamo secondo la proporzione della nostra fede; se di ministerio, attendiamo al ministerio; se d’insegnamento, all’insegnare” (Romani 12:6-7), ed ai Corinzi: “Infatti, fratelli, s’io venissi a voi parlando in altre lingue, che vi gioverei se la mia parola non vi recasse qualche rivelazione, o qualche conoscenza, o qualche profezia, o qualche insegnamento? (1 Corinzi 14:6). Notate come la profezia e l’insegnamento sono due cose differenti. E difatti è per questo che la donna può profetizzare secondo che è scritto che l’evangelista Filippo “avea quattro figliuole non maritate, le quali profetizzavano” (Atti 21:9), ed ancora: “Ogni donna che prega o profetizza senz’avere il capo coperto da un velo, fa disonore al suo capo, perché è lo stesso che se fosse rasa” (1 Corinzi 11:5). Se profetizzare equivalesse a insegnare, Paolo si sarebbe contraddetto nel dire: “La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. Poiché non permetto alla donna d’insegnare, né d’usare autorità sul marito, ma stia in silenzio. Perché Adamo fu formato il primo, e poi Eva; e Adamo non fu sedotto; ma la donna, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione” (1 Timoteo 2:11-14).
Per ciò che concerne la predizione di eventi futuri, essa avviene tramite la manifestazione di un altro dono, che è quello di parola di sapienza.
Infine sappiate che le profezie vanno esaminate alla luce della Scrittura, e rigettate se non sono conformi ad essa, ed inoltre anche quando la profezia è proferita per lo Spirito e quindi in accordo con la Parola, essa non può essere aggiunta alla Scrittura.

Perchè chi profetizza edifica la chiesa

Paolo dice: “Chi profetizza edifica la chiesa” (1 Corinzi 14:4), e quindi dato che la Chiesa avrà bisogno di essere edificata fino a che Cristo tornerà dal cielo, è evidente che anche il dono di profezia non può essere cessato.

Perchè la profezia serve di segno ai credenti

Mentre le lingue servono di segno ai non credenti, la profezia serve di segno ai credenti, secondo che dice Paolo: “Pertanto le lingue servono di segno non per i credenti, ma per i non credenti: la profezia, invece, serve di segno non per i non credenti, ma per i credenti” (1 Corinzi 14:22).

Perchè tramite di essa i segreti del cuore vengono palesati

Paolo dice ai santi di Corinto: “Ma se tutti profetizzano, ed entra qualche non credente o qualche estraneo, egli è convinto da tutti, è scrutato da tutti, i segreti del suo cuore son palesati; e così, gettandosi giù con la faccia a terra, adorerà Dio, proclamando che Dio è veramente fra voi” (1 Corinzi 14:24-25).

Perchè i santi devono bramare il profetizzare e non devono disprezzare le profezie

Paolo dice ai santi di Corinto: “Procacciate la carità, non lasciando però di ricercare i doni spirituali, e principalmente il dono di profezia” (1 Corinzi 14:1), ed ai Tessalonicesi: “Non disprezzate le profezie” (1 Tessalonicesi 5:20).
Ma vi paiono queste le parole di un uomo che pensava che di lì a cinquant’anni circa Dio non avrebbe più concesso di profetizzare a nessuno nella Sua Chiesa?

Perchè i due testimoni che devono ancora venire profetizzeranno

La Scrittura parla di due testimoni, o profeti, che devono fare la loro comparsa sulla terra prima del glorioso ritorno di Cristo, i quali tra le altre cose profeteranno, infatti essa dice: “E io darò ai miei due testimoni di profetare, ed essi profeteranno per milleduecentosessanta giorni, vestiti di cilicio. Questi sono i due olivi e i due candelabri che stanno nel cospetto del Signor della terra. E se alcuno li vuole offendere, esce dalla lor bocca un fuoco che divora i loro nemici; e se alcuno li vuole offendere bisogna ch’ei sia ucciso in questa maniera. Essi hanno il potere di chiudere il cielo onde non cada pioggia durante i giorni della loro profezia; e hanno potestà sulle acque di convertirle in sangue, potestà di percuotere la terra di qualunque piaga, quante volte vorranno. E quando avranno compiuta la loro testimonianza, la bestia che sale dall’abisso moverà loro guerra e li vincerà e li ucciderà. E i loro corpi morti giaceranno sulla piazza della gran città, che spiritualmente si chiama Sodoma ed Egitto, dove anche il Signor loro è stato crocifisso. E gli uomini dei varî popoli e tribù e lingue e nazioni vedranno i loro corpi morti per tre giorni e mezzo, e non lasceranno che i loro corpi morti siano posti in un sepolcro. E gli abitanti della terra si rallegreranno di loro e faranno festa e si manderanno regali gli uni agli altri, perché questi due profeti avranno tormentati gli abitanti della terra. E in capo ai tre giorni e mezzo uno spirito di vita procedente da Dio entrò in loro, ed essi si drizzarono in piè e grande spavento cadde su quelli che li videro. Ed essi udirono una gran voce dal cielo che diceva loro: Salite qua. Ed essi salirono al cielo nella nuvola, e i loro nemici li videro” (Apocalisse 11:3-12).
Ora, se questi due profeti profetizzeranno, vuol dire che possederanno il dono di profezia, e quindi esso non può essere cessato alla fine del primo secolo dopo Cristo.

Le predizioni di eventi futuri non sono cessate

Dio è un Dio che predice il futuro, secondo che Egli dice: “Ricordate il passato, le cose antiche: perché io son Dio, e non ve n’è alcun altro; son Dio, e niuno è simile a me; che annunzio la fine sin dal principio, e molto tempo prima predìco le cose non ancora avvenute; che dico: ‘Il mio piano sussisterà, e metterò ad effetto tutta la mia volontà’; che chiamo dal levante un uccello da preda, e da una terra lontana l’uomo che effettui il mio disegno. Sì, io l’ho detto, e lo farò avvenire; ne ho formato il disegno e l’eseguirò” (Isaia 46:9-11).
E questo è quello che fece tantissime volte anticamente, in svariate maniere. Gli Scritti dell’Antico Testamento sono pieni di predizioni di eventi futuri fatte da Dio in svariate maniere, e il tempo verrebbe meno se dovessimo trascriverle.
Quando Dio fa conoscere una parte del futuro, rivela una parola di sapienza, perchè è così che è chiamato il dono spirituale tramite cui si fa una predizione di un evento futuro. Questa parola Dio può concederla tramite una visione o in un sogno o tramite una voce udibile.

Perchè negli Atti abbiamo due chiare predizioni

Ma Dio ha continuato a predire eventi futuri anche sotto la grazia, nella Chiesa primitiva. E questo perchè Egli non è affatto cambiato una volta che è venuto Gesù Cristo. E difatti leggiamo negli Atti: “Or in que’ giorni, scesero de’ profeti da Gerusalemme ad Antiochia. E un di loro, chiamato per nome Agabo, levatosi, predisse per lo Spirito che ci sarebbe stata una gran carestia per tutta la terra; ed essa ci fu sotto Claudio” (Atti 11:27-28), ed anche: “Eravamo quivi da molti giorni, quando scese dalla Giudea un certo profeta, di nome Agabo, il quale, venuto da noi, prese la cintura di Paolo, se ne legò i piedi e le mani, e disse: Questo dice lo Spirito Santo: Così legheranno i Giudei a Gerusalemme l’uomo di cui è questa cintura, e lo metteranno nelle mani dei Gentili” (Atti 21:10-11).
Qui per ben due volte vediamo una predizione fatta da un profeta. Ma le predizioni non sono esclusiva dei profeti, cioè di coloro che hanno ricevuto il ministerio di profeta, perchè un credente anche se non è profeta, può ricevere la rivelazione di un evento futuro.

Perchè oltre a non essere biblico non è neppure logico

Perchè mai Dio, che nell’antichità prediceva eventi futuri ben precisi, come la nascita di qualcuno, la morte di qualcuno, una guerra, una carestia e così via, avrebbe dovuto cessare di concedere queste rivelazioni una volta completato il canone del Nuovo Testamento? Ragioni bibliche non ce ne sono, ma non ci sono neppure ragioni logiche.
Peraltro la logica porta a pensare che se Dio dice: “Molto tempo prima predìco le cose non ancora avvenute” (Isaia 46:10), ciò vuol dire che fa parte del suo modo di operare quello di predire degli eventi futuri. Quindi anche la logica ci porta a dire che Dio non può avere smesso di predire eventi futuri tramite dei suoi servi.
E poi, come farebbe Dio nella pratica a mandare ad effetto queste sue parole pronunciate tramite il profeta Isaia: “Io rendo vani i presagi degl’impostori, e rendo insensati gl’indovini; io faccio indietreggiare i savi, e muto la loro scienza in follia; io confermo la parola del mio servo, e mando ad effetto le predizioni de’ miei messaggeri” (Isaia 44:25-26), se avesse cessato di fare predizioni? Questo significherebbe oltretutto che esistono ancora i presagi degli impostori, ma non esistono più predizioni di suoi messaggeri.

Le visioni, i sogni e le rivelazioni da parte di Dio non sono cessati

Che Dio prima della venuta di Cristo parlasse tramite sogni e visioni e facendo udire una voce, è una cosa evidente nella Bibbia, ma è altresì evidente che questo non ha smesso di farlo dopo la sua venuta.

Perchè noi siamo negli ultimi giorni

Dio ha detto tramite il profeta Gioele: “E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno, e i vostri giovani vedranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. E anche sui miei servi e sulle mie serventi, in quei giorni, spanderò del mio Spirito, e profeteranno. E farò prodigi su nel cielo, e segni giù sulla terra; sangue, e fuoco, e vapor di fumo. Il sole sarà mutato in tenebre, e la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno, che è il giorno del Signore. Ed avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato” (Atti 2:17-21).
Queste sono le parole di Gioele, così come le ha citate l’apostolo Pietro il giorno della Pentecoste. Notate in particolare che gli ultimi giorni precedono il grande e glorioso giorno che è il giorno del Signore, che ancora non è giunto. Quindi noi, essendo in questi ultimi giorni, dobbiamo attenderci visioni e sogni.

Perchè gli angeli di Dio sono mandati a servire coloro che hanno da eredare la salvezza

Lo scrittore agli Ebrei dice che gli angeli di Dio sono “spiriti ministratori, mandati a servire a pro di quelli che hanno da eredare la salvezza” (Ebrei 1:14).
Ora, in base a quello che leggiamo nel Nuovo Testamento, gli angeli sono mandati da Dio ai Suoi anche per dare particolari istruzioni, infatti leggiamo negli Atti degli apostoli che “un angelo del Signore parlò a Filippo, dicendo: Levati, e vattene dalla parte di mezzodì, sulla via che scende da Gerusalemme a Gaza. Ella è una via deserta” (Atti 8:26), e che Paolo mentre era sulla nave che lo stava portando a Roma ebbe la visione di un angelo di Dio, secondo che è scritto: “Or dopo che furono stati lungamente senza prender cibo, Paolo si levò in mezzo a loro, e disse: Uomini, bisognava darmi ascolto, non partire da Creta, e risparmiar così questo pericolo e questa perdita. Ora però vi esorto a star di buon cuore, perché non vi sarà perdita della vita d’alcun di voi ma solo della nave. Poiché un angelo dell’Iddio, al quale appartengo e ch’io servo, m’è apparso questa notte, dicendo: Paolo, non temere; bisogna che tu comparisca dinanzi a Cesare, ed ecco, Iddio ti ha donato tutti coloro che navigano teco. Perciò, o uomini, state di buon cuore, perché ho fede in Dio che avverrà come mi è stato detto. Ma dobbiamo esser gettati sopra un’isola” (Atti 27:21-26).
Dunque, siccome tra le mansioni affidate da Dio agli angeli, c’è anche quella di portare un particolare messaggio ai Suoi in particolari circostanze della loro vita, e quando fanno ciò appaiono in visione o in sogno (nel caso di Filippo non c’è scritto che gli apparve, ma abbiamo la certezza che gli parlò e quindi Filippo sentì la voce di quell’angelo), non si può assolutamente escludere che ciò accada anche oggi, anzi bisogna includere l’apparizione di un angelo tra le cose che possono accadere nella vita di un figlio di Dio.

Perchè durante il culto a Dio esiste l’eventualità che Dio dia una rivelazione

L’apostolo Paolo dice ai Corinti: “Parlino due o tre profeti, e gli altri giudichino; e se una rivelazione è data a uno di quelli che stanno seduti, il precedente si taccia” (1 Corinzi 14:29-30)
Se dunque Paolo ammette che Dio può parlare durante il culto, dando una rivelazione, non si può affermare che Dio abbia smesso di concedere rivelazioni.

Perchè i ‘doni di rivelazione’ vanno desiderati

Tra i doni spirituali, il dono di parola di sapienza, il dono di parola di conoscenza e il discernimento degli spiriti (1 Corinzi 12:8,10) sono stati definiti ‘doni di rivelazione’ perchè essi comportano una rivelazione.
La parola di sapienza infatti è la rivelazione di un fatto che deve accadere. Rivelazione che può essere data per mezzo di una visione, di un sogno, o per mezzo di una voce ascoltata.
La parola di conoscenza invece è la rivelazione di un fatto che sta avvenendo o che è già accaduto. Anche questa rivelazione può essere data in visione o in sogno o mediante una voce.
Il discernimento degli spiriti è una rivelazione (che viene spesso data in visione) che permette di discernere la presenza di spiriti maligni in persone o vicino a persone o di vedere degli spiriti mentre operano malvagiamente; e questa rivelazione viene data al fine di cacciare gli spiriti maligni da coloro sono posseduti da essi o di avvertire la Chiesa in merito all’opera di alcuni spiriti maligni. Esistono spiriti di svariato genere, cioè occupati a fare svariate forme di male.
Ora, Paolo dice ai santi di Corinto: “Procacciate la carità, non lasciando però di ricercare i doni spirituali” (1 Corinzi 14:1), ed anche: “Così anche voi, poiché siete bramosi de’ doni spirituali, cercate di abbondarne per l’edificazione della chiesa” (1 Corinzi 14:12).
E’ evidente dunque che dato che questi comandamenti ancora sussistono, sussistono anche i ‘doni di rivelazione’.

Perchè altrimenti Dio mostrerebbe dei riguardi personali e noi saremmo svantaggiati rispetto ai credenti della Chiesa primitiva

Nel libro degli Atti leggiamo che Dio nella Chiesa primitiva parlò tramite visioni e facendo udire una voce.
Ad Anania il Signore parlò in visione per mandarlo ad imporre le mani a Saulo, secondo che è scritto: “Or in Damasco v’era un certo discepolo, chiamato Anania; e il Signore gli disse in visione: Anania! Ed egli rispose: Eccomi, Signore. E il Signore a lui: Levati, vattene nella strada detta Diritta, e cerca, in casa di Giuda, un uomo chiamato Saulo, da Tarso; poiché ecco, egli è in preghiera, e ha veduto un uomo, chiamato Anania, entrare e imporgli le mani perché ricuperi la vista. Ma Anania rispose: Signore, io ho udito dir da molti di quest’uomo, quanti mali abbia fatto ai tuoi santi in Gerusalemme. E qui ha potestà dai capi sacerdoti d’incatenare tutti coloro che invocano il tuo nome. Ma il Signore gli disse: Va’, perché egli è uno strumento che ho eletto per portare il mio nome davanti ai Gentili, ed ai re, ed ai figliuoli d’Israele; poiché io gli mostrerò quante cose debba patire per il mio nome. E Anania se ne andò, ed entrò in quella casa; e avendogli imposte le mani, disse: Fratello Saulo, il Signore, cioè Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale tu venivi, mi ha mandato perché tu ricuperi la vista e sii ripieno dello Spirito Santo. E in quell’istante gli caddero dagli occhi come delle scaglie, e ricuperò la vista; poi, levatosi, fu battezzato” (Atti 9:10-18)
Paolo, mentre si trovava cieco a Damasco, in preghiera vide in visione un uomo di nome Anania entrare nella casa in cui egli stava e imporgli le mani perchè recuperasse la vista (cfr. Atti 9:10-16). Sempre Paolo, mentre pregava nel tempio di Gerusalemme, fu rapito in estasi e vide Gesù che gli parlò (cfr. Atti 22:17-21). Paolo durante il secondo viaggio missionario, mentre si trovava a Troas, di notte ebbe una visione in cui un uomo macedone lo supplicava di passare in Macedonia e di soccorrerli (cfr. Atti 16:9-10). Paolo a Corinto ebbe di notte una visione in cui il Signore gli parlò e gli disse di non temere ma di parlare e di non starsene zitto perchè nessuno gli avrebbe messo le mani addosso per fargli del male (Atti 18:9-10). Paolo mentre si trovava sulla nave che lo stava portando a Roma ebbe una visione di un angelo che gli parlò e gli disse che non doveva temere perchè Dio gli aveva donato tutti quelli che erano con lui (cfr. Atti 27:21-25).
Stefano, prima di morire, ebbe una visione celeste secondo che è scritto: “Ma egli, essendo pieno dello Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio, e disse: Ecco, io vedo i cieli aperti, e il Figliuol dell’uomo in piè alla destra di Dio” (Atti 7:55-56).
Dio parlò a Filippo tramite un angelo e facendogli udire una voce da parte dello Spirito Santo secondo che è scritto: “Or un angelo del Signore parlò a Filippo, dicendo: Levati, e vattene dalla parte di mezzodì, sulla via che scende da Gerusalemme a Gaza. Ella è una via deserta. Ed egli, levatosi, andò. Ed ecco un Etiopo, un eunuco, ministro di Candace, regina degli Etiopi, il quale era sovrintendente di tutti i tesori di lei, era venuto a Gerusalemme per adorare e stava tornandosene, seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaia. E lo Spirito disse a Filippo: Accostati, e raggiungi codesto carro. Filippo accorse, l’udì che leggeva il profeta Isaia, e disse: Intendi tu le cose che leggi? Ed egli rispose: E come potrei intenderle, se alcuno non mi guida? E pregò Filippo che montasse e sedesse con lui. Or il passo della Scrittura ch’egli leggeva, era questo: Egli è stato menato all’uccisione come una pecora; e come un agnello che è muto dinanzi a colui che lo tosa, così egli non ha aperto la bocca. Nel suo abbassamento fu tolta via la sua condanna; chi descriverà la sua generazione? Poiché la sua vita è stata tolta dalla terra. E l’eunuco, rivolto a Filippo, gli disse: Di chi, ti prego, dice questo il profeta? Di se stesso, oppure d’un altro? E Filippo prese a parlare, e cominciando da questo passo della Scrittura gli annunziò Gesù” (Atti 8:26-35).
Ad Antiochia, Dio parlò mediante lo Spirito Santo affinché Saulo e Barnaba fossero messi da parte per una particolare opera: “Or nella chiesa d’Antiochia v’eran dei profeti e dei dottori: Barnaba, Simeone chiamato Niger, Lucio di Cirene, Manaen, fratello di latte di Erode il tetrarca, e Saulo. E mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: Mettetemi a parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati. Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani, e li accomiatarono. Essi dunque, mandati dallo Spirito Santo, scesero a Seleucia, e di là navigarono verso Cipro” (Atti 13:1-4).
L’apostolo Pietro fu ammonito da Dio e poi persuaso a recarsi dai Gentili tramite una visione e una voce udibile proveniente dallo Spirito, secondo che egli disse a quelli della circoncisione quando questi questionarono con lui perchè era entrato in casa di uomini incirconcisi e aveva mangiato con loro: “Io ero nella città di Ioppe in preghiera, ed in un’estasi, ebbi una visione; una certa cosa simile a un gran lenzuolo tenuto per i quattro capi, scendeva giù dal cielo, e veniva fino a me; ed io, fissatolo, lo considerai bene, e vidi i quadrupedi della terra, le fiere, i rettili, e gli uccelli del cielo. E udii anche una voce che mi diceva: Pietro, levati, ammazza e mangia. Ma io dissi: In niun modo, Signore; poiché nulla d’immondo o di contaminato mi è mai entrato in bocca. Ma una voce mi rispose per la seconda volta dal cielo: Le cose che Dio ha purificate, non le far tu immonde. E ciò avvenne per tre volte; poi ogni cosa fu ritirata in cielo. Ed ecco che in quell’istante tre uomini, mandatimi da Cesarea, si presentarono alla casa dov’eravamo. E lo Spirito mi disse che andassi con loro, senza farmene scrupolo. Or anche questi sei fratelli vennero meco, ed entrammo in casa di quell’uomo. Ed egli ci raccontò come avea veduto l’angelo che si era presentato in casa sua e gli avea detto: Manda a Ioppe, e fa’ chiamare Simone, soprannominato Pietro; il quale ti parlerà di cose, per le quali sarai salvato tu e tutta la casa tua. E come avevo cominciato a parlare, lo Spirito Santo scese su loro, com’era sceso su noi da principio. Mi ricordai allora della parola del Signore, che diceva: ‘Giovanni ha battezzato con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo’. Se dunque Iddio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato anche a noi che abbiam creduto nel Signor Gesù Cristo, chi ero io da potermi opporre a Dio?” (Atti 11:5-17)
Ora, per quale ragione Dio non dovrebbe più in particolari occasioni, quando c’è bisogno che uno di noi sappia una cosa che non potrebbe venire a sapere se non tramite una visione, un sogno o una voce udibile da parte di Dio, concederci quello che concedeva in quel tempo? Io ritengo che Dio potrebbe essere accusato di essere ingiusto se avesse smesso di parlare ai Suoi in questa maniera. Perchè a loro sì e a noi no? Nessuno vi seduca fratelli, perchè bisogni simili a quelli di quei giorni possono riprensentarsi nella vita dei Cristiani anche in questo tempo, e quindi Dio può supplire ad essi nella stessa maniera.
E poi non si capisce proprio perchè Dio avrebbe dovuto cessare di dire in una visione o in un sogno o solo tramite una voce udibile ad un suo servo ‘Vai là …’, o ‘Fai questo …’, e così via, quando ciò serve a diffondere il Suo Vangelo e a trarre gloria per il Suo nome.

I doni di guarigione e il dono di potenza di operare miracoli non sono cessati

I cessazionisti affermano che i doni di guarigioni e il dono di potenza d’operare miracoli sono cessati, ma anche in questo sbagliano grandemente.

Perchè ancora oggi ce n’è bisogno

Esistono ancora persone malate che hanno bisogno di guarigione? Esistono ancora persone possedute da demoni che hanno bisogno di essere liberate? Possono verificarsi circostanze in cui è necessario che Dio operi un prodigio in nostro favore? La risposta è ‘Sì’.
Ecco dunque perchè lo Spirito non ha cessato di concedere i doni di guarigioni, il dono di potenza di operare miracoli e il dono della fede; e perchè noi figliuoli di Dio siamo chiamati a desiderarli assieme agli altri doni (1 Corinzi 14:1). Naturalmente questi doni non sono concessi a tutti i membri del Corpo di Cristo hanno, in quanto sono concessi solo ad alcuni.
Paolo infatti dice: “Circa i doni spirituali, fratelli, non voglio che siate nell’ignoranza. Voi sapete che quando eravate Gentili eravate trascinati dietro agl’idoli muti, secondo che vi si menava. Perciò vi fo sapere che nessuno, parlando per lo Spirito di Dio, dice: Gesù è anatema! e nessuno può dire: Gesù è il Signore! se non per lo Spirito Santo. Or vi è diversità di doni, ma v’è un medesimo Spirito. E vi è diversità di ministerî, ma non v’è che un medesimo Signore. E vi è varietà di operazioni, ma non v’è che un medesimo Iddio, il quale opera tutte le cose in tutti. Or a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per l’utile comune. Infatti, a uno è data mediante lo Spirito parola di sapienza; a un altro, parola di conoscenza, secondo il medesimo Spirito; a un altro, fede, mediante il medesimo Spirito; a un altro, doni di guarigioni, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro, potenza d’operar miracoli; a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue, e ad un altro, la interpretazione delle lingue; ma tutte queste cose le opera quell’uno e medesimo Spirito, distribuendo i suoi doni a ciascuno in particolare come Egli vuole. Poiché, siccome il corpo è uno ed ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un unico corpo, così ancora è di Cristo. Infatti noi tutti abbiam ricevuto il battesimo di un unico Spirito per formare un unico corpo, e Giudei e Greci, e schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un unico Spirito. E infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra. Se il piè dicesse: Siccome io non sono mano, non son del corpo, non per questo non sarebbe del corpo. E se l’orecchio dicesse: Siccome io non son occhio, non son del corpo, non per questo non sarebbe del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato? Ma ora Iddio ha collocato ciascun membro nel corpo, come ha voluto. E se tutte le membra fossero un unico membro, dove sarebbe il corpo? Ma ora ci son molte membra, ma c’è un unico corpo; e l’occhio non può dire alla mano: Io non ho bisogno di te; né il capo può dire ai piedi: Non ho bisogno di voi. Al contrario, le membra del corpo che paiono essere più deboli, sono invece necessarie; e quelle parti del corpo che noi stimiamo esser le meno onorevoli, noi le circondiamo di maggior onore; e le parti nostre meno decorose son fatte segno di maggior decoro, mentre le parti nostre decorose non ne hanno bisogno; ma Dio ha costrutto il corpo in modo da dare maggior onore alla parte che ne mancava, affinché non ci fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero la medesima cura le une per le altre. E se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; e se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui. Or voi siete il corpo di Cristo, e membra d’esso, ciascuno per parte sua. E Dio ha costituito nella Chiesa primieramente degli apostoli; in secondo luogo dei profeti; in terzo luogo de’ dottori; poi, i miracoli; poi i doni di guarigione, le assistenze, i doni di governo, la diversità delle lingue. Tutti sono eglino apostoli? Son forse tutti profeti? Son forse tutti dottori? Fan tutti de’ miracoli? Tutti hanno eglino i doni delle guarigioni? Parlan tutti in altre lingue? Interpretano tutti? Ma desiderate ardentemente i doni maggiori. E ora vi mostrerò una via, che è la via per eccellenza” (1 Corinzi 12:1-31).

Perchè Dio è pietoso

La potenza del Signore era con Gesù Cristo per compiere guarigioni, ed Egli si mostrò pietoso verso gli ammalati guarendoli, secondo che è scritto in Marco: “E un lebbroso venne a lui e buttandosi in ginocchio lo pregò dicendo: Se tu vuoi, tu puoi mondarmi! E Gesù, mosso a pietà, stese la mano, lo toccò e gli disse: Lo voglio; sii mondato! E subito la lebbra sparì da lui, e fu mondato” (Marco 1:40-42). E Gesù – ricordatevelo – era l’immagine dell’invisibile Iddio.
Ora, io dico: ‘Se un essere umano è pietoso verso un suo cagnolino o un gattino malato, o qualche altro animale a lui caro, e fa di tutto affinché sia guarito, finanche accollarsi tante spese nel portarlo da un veterinario, quanto più Dio mostrerà pietà verso degli esseri umani – che sono molto più importanti di un cagnolino o un gattino – che non possono essere guariti se non tramite un suo diretto intervento’. E come ha deciso di supplire a questo bisogno di guarigione Dio se non anche distribuendo i doni di guarigione, esattamente come faceva nella Chiesa Primitiva, e quindi mettendo in grado alcuni suoi figliuoli di guarire gli ammalati?
“Fan tutti de’ miracoli? Tutti hanno eglino i doni delle guarigioni?” (1 Corinzi 12:30), domanda Paolo. La risposta è: ‘No: non tutti nella Chiesa fanno miracoli ed hanno i doni delle guarigioni’, ma alcuni li hanno, e costoro li mettono a disposizione della fratellanza, e la Chiesa ne trae grande beneficio.

Perchè Dio vuole che il suo nome sia glorificato e che le persone siano salvate

Le guarigioni, i miracoli, e i segni e prodigi che fece Gesù portarono molti a glorificare Dio ed anche a credere.
Ecco alcune prove bibliche di ciò.
Nel caso della guarigione del paralitico di Capernaum, è scritto: “E dopo alcuni giorni, egli entrò di nuovo in Capernaum, e si seppe che era in casa; e si raunò tanta gente che neppure lo spazio dinanzi alla porta la potea contenere. Ed egli annunziava loro la Parola. E vennero a lui alcuni che menavano un paralitico portato da quattro. E non potendolo far giungere fino a lui a motivo della calca, scoprirono il tetto dalla parte dov’era Gesù; e fattavi un’apertura, calarono il lettuccio sul quale il paralitico giaceva. E Gesù, veduta la loro fede, disse al paralitico: Figliuolo, i tuoi peccati ti sono rimessi. Or alcuni degli scribi eran quivi seduti e così ragionavano in cuor loro: Perché parla costui in questa maniera? Egli bestemmia! Chi può rimettere i peccati, se non un solo, cioè Dio? E Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che ragionavano così dentro di sé, disse loro: Perché fate voi cotesti ragionamenti ne’ vostri cuori? Che è più agevole, dire al paralitico: I tuoi peccati ti sono rimessi, oppur dirgli: Lèvati, togli il tuo lettuccio e cammina? Ora, affinché sappiate che il Figliuol dell’uomo ha potestà in terra di rimettere i peccati: Io tel dico (disse al paralitico), lèvati, togli il tuo lettuccio, e vattene a casa tua. E colui s’alzò, e subito, preso il suo lettuccio, se ne andò via in presenza di tutti; talché tutti stupivano e glorificavano Iddio dicendo: Una cosa così non la vedemmo mai” (Marco 2:1-12)
Poco prima di compiere la seconda moltiplicazione dei pani, è scritto: “E gli si accostarono molte turbe che avean seco degli zoppi, dei ciechi, de’ muti, degli storpi e molti altri malati; li deposero a’ suoi piedi, e Gesù li guarì; talché la folla restò ammirata a veder che i muti parlavano, che gli storpi eran guariti, che gli zoppi camminavano, che i ciechi vedevano, e ne dette gloria all’Iddio d’Israele” (Matteo 15:30-31)
In un’altra circostanza, mentre Gesù si trovava a Gerusalemme, è scritto che “molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli ch’egli faceva” (Giovanni 2:23).
Nel caso della resurrezione di Lazzaro, è scritto che “perciò molti de’ Giudei che eran venuti da Maria e avean veduto le cose fatte da Gesù, credettero in lui” (Giovanni 11:45).
L’ufficiale reale, dopo che Gesù gli guarì il suo figliuolo, credette in Gesù, secondo che è scritto: “Allora egli domandò loro a che ora avesse cominciato a star meglio; ed essi gli risposero: Ieri, all’ora settima, la febbre lo lasciò. Così il padre conobbe che ciò era avvenuto nell’ora che Gesù gli avea detto: Il tuo figliuolo vive; e credette lui con tutta la sua casa” (Giovanni 4:52-53).
La stessa cosa va detta a proposito delle guarigioni e dei miracoli operati dagli apostoli, e per confermarvi ciò vi citerò la guarigione di quell’uomo zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno veniva deposto alla porta del tempio detta ‘Bella’ per chiedere l’elemosina, operata da Pietro nel nome di Gesù, secondo che è scritto: “Tutti glorificavano Iddio per quel ch’era stato fatto. Poiché l’uomo in cui questo miracolo della guarigione era stato compiuto, avea più di quarant’anni” (Atti 4:21-22), e la guarigione di Enea e la resurrezione di Tabita, secondo che è scritto: “Or avvenne che Pietro, andando qua e là da tutti, venne anche ai santi che abitavano in Lidda. E quivi trovò un uomo, chiamato Enea, che già da otto anni giaceva in un lettuccio, essendo paralitico. E Pietro gli disse: Enea, Gesù Cristo ti sana; levati e rifatti il letto. Ed egli subito si levò. E tutti gli abitanti di Lidda e del pian di Saron lo videro e si convertirono al Signore. Or in Ioppe v’era una certa discepola, chiamata Tabita, il che, interpretato, vuol dire Gazzella. Costei abbondava in buone opere e faceva molte elemosine. E avvenne in que’ giorni ch’ella infermò e morì. E dopo averla lavata, la posero in una sala di sopra. E perché Lidda era vicina a Ioppe, i discepoli, udito che Pietro era là, gli mandarono due uomini per pregarlo che senza indugio venisse fino a loro. Pietro allora, levatosi, se ne venne con loro. E come fu giunto, lo menarono nella sala di sopra; e tutte le vedove si presentarono a lui piangendo, e mostrandogli tutte le tuniche e i vestiti che Gazzella faceva, mentr’era con loro. Ma Pietro, messi tutti fuori, si pose in ginocchio, e pregò; e voltatosi verso il corpo, disse: Tabita, levati. Ed ella aprì gli occhi; e veduto Pietro, si mise a sedere. Ed egli le diè la mano, e la sollevò; e chiamati i santi e le vedove, la presentò loro in vita. E ciò fu saputo per tutta Ioppe, e molti credettero nel Signore” (Atti 9:32-43).
Non sono queste delle prove bibliche chiare che mostrano le conseguenze benefiche delle guarigioni e dei miracoli operati da Dio per mezzo di alcuni suoi servitori? E’ vero che non tutti si convertiranno nel vedere guarigioni e miracoli, anche oggi, come avvenne ai giorni di Gesù e degli apostoli, ma certamente una parte sì.

Perchè i due testimoni che devono venire compiranno dei prodigi

La Bibbia dice che i due testimoni che devono venire, opereranno dei segni e prodigi, secondo che è scritto: “E io darò ai miei due testimoni di profetare, ed essi profeteranno per milleduecentosessanta giorni, vestiti di cilicio. Questi sono i due olivi e i due candelabri che stanno nel cospetto del Signor della terra. E se alcuno li vuole offendere, esce dalla lor bocca un fuoco che divora i loro nemici; e se alcuno li vuole offendere bisogna ch’ei sia ucciso in questa maniera. Essi hanno il potere di chiudere il cielo onde non cada pioggia durante i giorni della loro profezia; e hanno potestà sulle acque di convertirle in sangue, potestà di percuotere la terra di qualunque piaga, quante volte vorranno. E quando avranno compiuta la loro testimonianza, la bestia che sale dall’abisso moverà loro guerra e li vincerà e li ucciderà. E i loro corpi morti giaceranno sulla piazza della gran città, che spiritualmente si chiama Sodoma ed Egitto, dove anche il Signor loro è stato crocifisso. E gli uomini dei varî popoli e tribù e lingue e nazioni vedranno i loro corpi morti per tre giorni e mezzo, e non lasceranno che i loro corpi morti siano posti in un sepolcro. E gli abitanti della terra si rallegreranno di loro e faranno festa e si manderanno regali gli uni agli altri, perché questi due profeti avranno tormentati gli abitanti della terra. E in capo ai tre giorni e mezzo uno spirito di vita procedente da Dio entrò in loro, ed essi si drizzarono in piè e grande spavento cadde su quelli che li videro. Ed essi udirono una gran voce dal cielo che diceva loro: Salite qua. Ed essi salirono al cielo nella nuvola, e i loro nemici li videro” (Apocalisse 11:3-12).
Ora, se questi due profeti “hanno il potere di chiudere il cielo onde non cada pioggia durante i giorni della loro profezia; e hanno potestà sulle acque di convertirle in sangue, potestà di percuotere la terra di qualunque piaga, quante volte vorranno”, non vi pare che possederanno il dono di potenza d’operare miracoli? A noi pare evidente.
Quindi questo dono non è cessato con il completamento del canone biblico.

Conferme extra bibliche che le lingue e i doni non cessarono con la morte degli apostoli

I cessazionisti dicono che con la morte degli apostoli cessarono nella Chiesa sia il parlare in lingue che le altre manifestazioni dello Spirito, come miracoli e guarigioni compiuti nel nome di Gesù; e la data di questa cessazione sarebbe la fine del primo secolo dopo Cristo, in quanto l’apostolo Giovanni morì in quel periodo.
Ma la storia dà chiaramente loro torto, perché vi sono delle testimonianze storiche extra-bibliche secondo cui anche dopo la morte degli apostoli continuarono ad esserci in seno alla Chiesa manifestazioni come il parlare in altre lingue, le profezie, le visioni e le rivelazioni, le guarigioni e i miracoli.
Ma vediamole queste testimonianze extra-bibliche (da me tradotte dall’inglese), che concernono il II e il III secolo dopo Cristo, che hanno qui il solo scopo di dimostrare come in quel tempo in seno alla Chiesa la credenza che i doni spirituali fossero cessati con la morte degli apostoli o con la comparsa del libro dell’Apocalisse era assolutamente assente.

Giustino Martire (100 circa – 165 circa), un noto apologeta del suo tempo, scrisse verso il 150: ‘ … sapendo che ogni giorno alcuni [di voi] diventano discepoli nel nome di Cristo, e abbandonano il sentiero dell’errore; che ricevono anche dei doni, ognuno come egli è degno, illuminati attraverso il nome di questo Cristo. Poichè uno riceve lo spirito di comprensione, un altro di consiglio, un altro di forza, un altro di guarigione, un altro di preconoscenza, un altro di insegnamento e un altro del timore di Dio’ (Dialogo con Trifone, capitolo 39); ‘Poichè i doni profetici rimangono con noi, fino ad oggi’ (Ibid., capitolo 82); ‘Ora, è possibile vedere tra noi donne e uomini che possiedono doni dello Spirito di Dio’ (Ibid., capitolo 88).
Da: http://www.ccel.org/ccel/schaff/anf01.viii.iv.html

Ireneo (115-150 – 202 circa), vescovo di Lione, nella sua famosa opera apologetica Contro le Eresie (che risale al 180 circa), scrisse: ‘Dunque, anche, coloro che sono veramente Suoi discepoli, ricevendo grazia da Lui, fanno nel suo Nome [miracoli], in maniera da promuovere il benessere di altri uomini, secondo il dono che ognuno ha ricevuto da Lui. Perché alcuni cacciano certamente e veramente diavoli, cosicché frequentemente quelli che sono stati in questa maniera purificati dagli spiriti malvagi credono [in Cristo] e si uniscono alla Chiesa. Altri hanno preconoscenza di cose a venire: essi vedono visioni, ed emettono delle espressioni profetiche. Altri ancora guariscono gli ammalati imponendo loro le mani, ed essi sono guariti. Inoltre, sì, come ho detto, persino i morti sono stati risuscitati, e sono rimasti in mezzo a noi per molti anni. E che dirò di più? Non è possibile nominare il numero dei doni che la Chiesa [sparsa] per tutto il mondo ha ricevuto da Dio nel nome di Gesù Cristo’ (Contro le Eresie, Libro II, cap. 32,4), ed ancora: ‘Similmente, sentiamo molti fratelli nella chiesa, i quali possiedono doni profetici e che, per mezzo dello Spirito, parlano ogni genere di lingue e manifestano [o portano alla luce] per l’utile comune le cose nascoste degli uomini e dichiarano i misteri di Dio …’ (Contro le Eresie, Libro V, cap. 6,1). Inoltre, Ireneo mette severamente in guardia la fratellanza da quegli Gnostici che falsificavano i doni spirituali, essendo dati ad imposture magiche o posseduti da demoni tramite cui riuscivano a compiere prodigi bugiardi e a profetizzare e a trarre dietro a loro molte persone (cfr. Contro Le Eresie, Libro I, cap. 13). Come si può vedere, la testimonianza di Ireneo è molto chiara.
Da: http://www.ccel.org/ccel/schaff/anf01.ix.ii.html

Nel tardo secondo secolo Ippolito di Roma (170 circa – 235) nella sua opera La Tradizione Apostolica affermava che non c’è bisogno di imporre le mani sui laici che già esercitano un dono di guarigione (The New International Dictionary of Pentecostal Carismatic Movements, Revised and Expanded Edition, Zondervan, 2002, pag. 1064)

Origene (185-254) affermò: ‘Inoltre, lo Spirito Santo diede segni della Sua presenza al principio del ministero di Cristo, e dopo la sua ascensione ne diede ancora di più; ma da quel tempo questi segni sono diminuiti, nonostante ci sono ancora tracce della Sua presenza in alcuni pochi, che hanno avuto le loro anime purificate dal Vangelo, e le loro azioni regolate dalla sua influenza’ (Contro Celso, Libro VII, cap. 8). Notate come Origene parli di segni della presenza dello Spirito Santo concessi dallo Spirito in gran numero dopo l’ascensione di Cristo, che anche se non sono specificati si capisce che egli fa riferimento ai doni dello Spirito Santo; e poi notate che dice che ‘questi segni sono diminuiti’ ma non cessati o estinti.
Da: http://www.ccel.org/ccel/schaff/anf04.vi.ix.vii.viii.html

Novaziano (circa 220 – 258) scrisse: ‘Questo è Colui che pone profeti nella Chiesa, istruisce gli insegnanti, dirige le lingue, dona poteri e guarigioni, compie opere meravigliose, spesso discernimento di spiriti, fornisce poteri di governo, suggerisce consigli, e ordina e dispone qualsiasi altri doni che ci sono dei carismata; e in questa maniera rende la Chiesa del Signore ovunque, e in tutti, perfezionata e completata’ (Trattato sulla Trinità, capitolo 29).

http://www.newadvent.org/fathers/0511.htm

Dunque, come abbiamo visto, è un fatto incontrovertibile che le lingue e i doni continuarono nella Chiesa anche dopo la morte degli apostoli, ma è altrettanto incontrovertibile il fatto che nel IV e V secolo in seno alla Chiesa le lingue e i doni spirituali svanirono. Giovanni Crisostomo (347-407) ed Agostino di Ippona (354-430) confermano questo nei loro scritti. Agostino di Ippona precisa però che comunque ai suoi giorni si verificarono miracoli nel nome di Gesù Cristo: ‘Ma quanto ho detto non va certo inteso nel senso di escludere che oggi si verifichino dei miracoli in nome di Cristo’ (Le Ritrattazioni, 1, 13.7)
Ma i fatti sono che i doni non cessarono ma semplicemente svanirono, e questo per l’incredulità dei Cristiani in questa parte del consiglio di Dio, per la loro mancanza di zelo per le cose spirituali, e per le varie tradizioni umane e filosofie che penetrate nella Chiesa finirono con l’annullare la Parola di Dio. Le lingue e le altre manifestazioni dello Spirito diventarono quindi rarissime, pressoché inesistenti nella Chiesa. Ci si dimenticò di esse
E poi, come si fa a definire qualcosa ‘cessato’ solo perché svanì per colpa della Chiesa? E come se dicessimo che dato che ad un certo punto della storia della Chiesa il battesimo per immersione sparì in quanto fu adottato il battesimo per aspersione, il battesimo per immersione non dovrebbe essere praticato neppure oggi!!

Conclusione

Per concludere questo mio scritto, voglio dirvi le seguenti cose.
Sia Dio riconosciuto verace, ma i cessazionisti siano riconosciuti bugiardi.
Guardatevi dunque dai cessazionisti e dal loro lievito, perchè essi non conoscono le Scritture e neppure la potenza di Dio. I loro discorsi teologici sulle lingue e le altre manifestazioni dello Spirito Santo sono vani e contrastano e contristano lo Spirito Santo.
Desiderate sia il battesimo con lo Spirito Santo che i doni dello Spirito Santo, perchè fanno tuttora parte della volontà di Dio per la Sua Chiesa e difatti in seno alla Chiesa di Dio ci sono tuttora credenti veramente battezzati con lo Spirito Santo (e che quindi parlano in altra lingua secondo che lo Spirito gli dà di esprimersi) e che realmente possiedono dei doni dello Spirito Santo.
Desiderate di ricevere da Dio sia visioni che sogni, perchè anche queste manifestazioni sono nella sua volontà per la Sua Chiesa, e difatti in seno alla Chiesa tanti hanno ricevuto visioni e sogni da parte di Dio anche in questa generazione.
E non dimenticate di esaminare ogni cosa, e quindi di rigettare qualsiasi pseudo parlare in lingue, qualsiasi pseudo profezia, qualsiasi pseudo rivelazione, qualsiasi pseudo visione o sogno, e qualsiasi pseudo guarigione o miracolo, perchè sappiamo che in mezzo alla Chiesa esistono anche le cose false accanto a quelle vere. Siate avveduti.
Un’ultima cosa. E’ ovvio che siccome secondo la Scrittura i doni dello Spirito Santo non sono cessati, non sono cessati neppure il ministerio di apostolo, quello di profeta e quello di evangelista. Dico questo perchè solitamente i cessazionisti ritengono che questi tre ministeri furono temporanei (e questo perchè ognuno di questi tre ministeri comporta l’esercizio di doni dello Spirito Santo come si evince dalla Scrittura), mentre quello di pastore e di dottore sono permanenti.
Nessuno vi seduca con vani ragionamenti, perchè la Scrittura afferma in maniera inequivocabile: “Ed è lui che ha dato gli uni, come apostoli; gli altri, come profeti; gli altri, come evangelisti; gli altri, come pastori e dottori, per il perfezionamento de’ santi, per l’opera del ministerio, per la edificazione del corpo di Cristo, finché tutti siamo arrivati all’unità della fede e della piena conoscenza del Figliuol di Dio, allo stato d’uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo; affinché non siamo più de’ bambini, sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per l’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore; ma che, seguitando verità in carità, noi cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l’aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore d’ogni singola parte, per edificar se stesso nell’amore” (Efesini 4:11-16).

Chi ha orecchi da udire oda

Giacinto Butindaro

Roma, 2011

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/07/16/perche-un-cristiano-non-puo-e-non-deve-essere-un-cessazionista/#more-10679

Le eresie di Eliseo Bonanno

Fratelli, sappiate che Eliseo Bonanno, che risiede a Saponara (Messina), e che gestisce il sito ‘Sana Dottrina’ (http://www.sanadottrina.altervista.org/) insegna le seguenti false dottrine (non escludo però che ne insegni altre e che con il tempo saranno aggiunte sul suo sito), per ognuna delle quali c’è una mia breve confutazione che segue.

Gesù Cristo è sia il Padre, che il Figliuolo che lo Spirito Santo (negazione della Trinità)

‘Fino al 180 d.c. la parola ed il concetto di trinità non era ancora apparsa fra il cristianesimo, la Bibbia non usa questa parola e tanto meno ci presenta un Dio in tre persone distinte e separate. Questo concetto scaturisce dallo stoicismo ellenico e dalla cultura ebraica, e viene immesso nel cristianesimo per lottare l’eresia ariana che non riconosceva la Deità di Cristo. (…..) Il nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, non erano tre nomi di persone diverse ma era il nome dell’Unica persona nel quale era suggellata la pienezza della Deità: Gesù Cristo il Signore. Gli apostoli lo sapevano che il nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo è Gesù. Colossesi 3:17 E qualunque cosa facciate, in parola o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signor Gesù, rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di lui. Gli apostoli non erano stati sedotti dalla filosofia, pertanto sapevano che non dovevano battezzare nel nome di tre persone distinte e separate, ma nell’unico Nome che era stato donato agli uomini. Padre, Figlio e Spirito Santo, non sono dei nomi, Gesù è il Nome della persona che conteneva la Deità, in quel meraviglioso Nome è Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Padre, Figlio e Spirito Santo, sono tre manifestazioni dell’Unico Dio Benedetto in Eterno, chi dice che Dio e lo Spirito Santo sono due persone, non riconosce Dio Spirito Santo che è Uno. Isaia 40:18 A chi vorreste voi assomigliare Iddio? e con quale immagine lo rappresentereste? Isaia 40:25 A chi dunque voi mi vorreste assomigliare perch’io gli sia pari? dice il Santo. Vogliamo farci un Dio a nostra immagine e somiglianza, un Dio separato da Se stesso, un Dio simile all’uomo, ad una persona, un Dio che ha una madre? L’opinione, il dogma della trinità scaturisce da pensieri filosofici, da uomini che hanno camminato insieme ai potenti della terra, di uomini che hanno praticato e praticano l’idolatria, che hanno perseguitato Cristo ed i cristiani, di uomini che hanno portato l’oscurantismo nel cristianesimo, uomini che hanno dichiarato l’infallibilità di un uomo, uomini che veramente hanno introdotto delle eresie nel cristianesimo: purgatorio, il limbo, il battesimo dei bambini, il culto ai morti, l’assunzione di Maria, il culto ai santi, l’idolatria intorno alle immagini, che hanno modificato i comandamenti (….) Per i figli di Dio, c’è un solo Dio e Padre, e un solo Signore e Salvatore, Gesù Cristo, i figli di Dio non hanno un Padre che è una persona distinta e separata dal Suo Spirito Santo che a sua volta è una persona distinta e separata da Gesù vero Dio e che queste tre persone sono concordi fra loro. La trinità non trova posto nel monoteismo, ma nel politeismo, i cristiani hanno Un Solo Dio..’.

http://www.sanadottrina.altervista.org/il_dogma_della_trinita.php

Filippo, (quando Gesù parla del Padre, e dichiara che non conoscono pienamente neanche il Figlio) dichiara di conoscere il Figlio, ma di non conoscere il Padre e dice: Signore, mostraci il Padre, e ci basta. Come dire che conoscevano il Figlio, ma che pensavano che il Padre fosse un’altra Persona; mostraci il Padre, presentaci questa Persona di cui tanto ci parli. Gesù rispose: Da tanto tempo sono con voi e tu non m’hai conosciuto, Filippo ? Chi ha veduto me, ha veduto il Padre; come mai dici tu: Mostraci il Padre? Non siamo due persone, ma il Figlio ed il Padre sono Uno in Me, perché Cristo era il Vaso nel quale era la pienezza della Deità, lo spirito umano di Gesù Uomo era nella pienezza di Dio.

http://www.sanadottrina.altervista.org/mostraci_il_padre.php

Le parole sono quelle caratteristiche dei ‘Gesù solo’, la cui eresia sulla Divinità ho confutato in maniera esauriente in un mio apposito libro, al quale quindi vi rimando.

Qui voglio però almeno dimostrarvi in breve come il Figliuolo sia una persona distinta da Dio Padre. Quando Gesù fu trasfigurato sul monte santo i discepoli udirono dal cielo questa voce che disse: “Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale mi son compiaciuto; ascoltatelo” (Matteo 17:5). Domandiamo: ma di chi era quella voce? Di Gesù o di un’altra persona? Di un’altra persona e precisamente del Padre suo. Questo lo ha confermato Simon Pietro quando disse nella sua seconda epistola: “Poiché egli ricevette da Dio Padre onore e gloria quando giunse a lui quella voce dalla magnifica gloria: Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale mi sono compiaciuto” (2 Pietro 1:17). Quindi si giunge alla conclusione che Gesù Cristo, benché anche nei giorni della sua carne fosse Dio, non era il Padre perché il Padre suo era in cielo. Certo, in Gesù abitava tutta la pienezza della Deità e per questo egli fu anche adorato sulla terra, sia prima di morire che dopo essere risorto, ma pure egli rimaneva il Figliuolo dell’Iddio vivente e vero che era in cielo. Egli disse che il Padre dimorava in lui e che lui dimorava nel Padre, egli affermò di essere uno con il Padre, egli disse di esistere prima che Abramo nascesse, ma tutto questo non ci porta ad affermare che lui era il Padre perché sappiamo che questa affermazione contrasta la Parola di Dio e viene da essa annullata. Certamente se lui fosse stato il Padre, o in altre parole se quello del Padre fosse stato solo un titolo che possedeva Gesù, sarebbe stato un controsenso per Gesù dire che il Padre suo era in cielo. Dunque, domandiamoci: perché Gesù Cristo disse: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno de’ cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è ne’ cieli” (Matteo 7:21), ed anche: “Poiché chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è ne’ cieli, esso mi è fratello e sorella e madre” (Matteo 12:50)? E perché Gesù un giorno disse: “Io ti rendo lode, o Padre, Signor del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai savî e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli. Sì, Padre, perché così t’è piaciuto” (Matteo 11:25-26)? Ed ancora; perché Gesù davanti alla tomba di Lazzaro disse: “Padre, ti ringrazio che m’hai esaudito” (Giovanni 11:41)? La risposta non è forse perché lui era il Figlio di Dio ed il Padre suo era nel cielo? Certo, e non può essere altrimenti.

Altra cosa che vi voglio dimostrare brevemente è come secondo la Bibbia il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo sono Tre persone distinte e non tre titoli che possiede Gesù. Gesù nella notte che fu tradito disse ai suoi discepoli: “E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo, lo Spirito della verità” (Giovanni 14:16). Come potete vedere qui sono presenti le tre persone della Trinità; il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo. Il Padre era in cielo, Gesù il Figliuolo (il Consolatore allora presente) era sulla terra e avrebbe pregato Dio Padre affinché mandasse un altro Consolatore cioè lo Spirito Santo, e lo Spirito Santo che il Padre avrebbe mandato nel suo nome. Il Padre quindi, supplicato dal suo Figliuolo, ha mandato lo Spirito della verità per supplire alle necessità che si vennero a creare con la dipartenza del suo Figliuolo. Il concetto della Trinità è evidente nelle parole di Gesù.

Al bando dunque le ciance di Bonanno.

Si entra a far parte del Corpo di Cristo per mezzo del battesimo con lo Spirito Santo

Con la negazione della Trinità, e dicendo che Gesù Cristo è anche lo Spirito Santo, il Bonanno deve attribuire al battesimo con lo Spirito Santo il potere di far rinascere le persone senza il quale quindi non si è salvati, esattamente come fanno quelli della setta dei ‘Gesù solo, e difatti egli afferma: ‘Dobbiamo ben comprendere cosa significa aver ricevuto il battesimo di Spirito Santo ed essere stati abbeverati dallo Spirito Santo. Il giorno della Pentecoste centoventi persone furono battezzate ed abbeverate di un unico Spirito, questo fu l’adempimento della profezia di Gioele. (….) Lo Spirito Santo non sarebbe stato sparso solo per attirare l’attenzione delle masse con delle manifestazioni soprannaturali, lo Spirito Santo non è spettacolo, Dio è Spirito e pertanto lo Spirito Santo è la manifestazione e l’espressione di Dio stesso che si è manifestato attraverso il Suo Primogenito Figlio Cristo Gesù che per un tempo ha camminato in carne in mezzo agli uomini. Avendo Egli compiuto tutto, ha continuato il Suo ministerio attraverso lo Spirito Santo per purificare la Sposa che porterà al Padre in Gloria. (….) Senza il battesimo di Spirito Santo non si può far parte del corpo di Cristo, si può far parte di una comunità, si può essere membri di una chiesa ma non del corpo di Cristo. Pertanto il battesimo di Spirito Santo non è un optional, ma ci rende membra del corpo di Cristo e figli di Dio se dallo Spirito Santo siamo condotti. (….) Il battesimo in acqua senza quello di Spirito Santo è incompleto, come lo è quello di Spirito Santo senza quello in acqua. La Parola e lo Spirito Santo sono l’unico battesimo del vero credente. Nel cuore del credente deve essere suggellato il nome del Padre, il nome del Figlio e dello Spirito Santo, bisogna essere battezzati, immersi, ripieni di Spirito Santo per essere delle nuove creature rinate d’acqua e di Spirito.

http://www.sanadottrina.altervista.org/il_battesimo_di_spirito_santo.php

Anche qui per una esauriente confutazione di questa eresia vi rimando al mio libro confutatorio sui ‘Gesù solo’.

Vi voglio comunque far presente brevemente perchè le cose non stanno così come dice Bonanno.

Non possiamo affermare che si nasce di nuovo quando si riceve il battesimo con lo Spirito Santo, per cui anche se uno ha creduto nel Vangelo se non è ancora battezzato con lo Spirito non è ancora nato da Dio, perché ciò andrebbe contro la Scrittura. La Parola di Dio infatti insegna che tutti coloro che hanno ricevuto Cristo, cioè hanno creduto nel suo nome, sono figliuoli di Dio perché sono nati da Dio secondo che è scritto: “Ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato l’autorità di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome; i quali non son nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma son nati da Dio” (Giovanni 1:12-13). Essi sono dunque delle nuove creature (appunto perché nati da Dio). Anche se avessero creduto solo da pochi istanti, essi sono delle nuove creature perché Dio mediante la sua Parola e lo Spirito suo Santo li ha fatti rinascere nel momento in cui essi si sono ravveduti ed hanno creduto nel Vangelo. E che sia così lo attestano loro stessi nel raccontare cosa hanno sperimentato nel momento in cui, convinti dallo Spirito Santo quanto al peccato, hanno invocato il nome del Signor Gesù per la salvezza della loro anima. Le espressioni sono diverse ma convergono tutte nella stessa direzione perché sono il tentativo di spiegare la nuova nascita. C’è chi dice: ‘Mi sono sentito pulire dalla testa ai piedi’; chi: ‘Mi sono ritrovato una persona nuova con dei nuovi pensieri, dei nuovi desideri’, chi: ‘Mi sono sentito togliere da sopra di me un peso che mi schiacciava’; chi: ‘Mi sono sentito per la prima volta in vita mia riconciliato con Dio e un figlio di Dio’; e chi: ‘La paura della morte scomparve e subentrò in me una pace mai provata prima, ora ero sicuro che se fossi morto sarei andato con il Signore’; e chi: ‘In me scomparve all’improvviso il vizio del bere, del fumare, ecc.’. In virtù di questa esperienza (ossia la nuova nascita) lo Spirito Santo viene in una certa misura a dimorare nel cuore dei credenti i quali da quel preciso momento possono dire di avere lo Spirito Santo nel loro cuore e perciò di appartenere a Cristo, di essere dei figli di Dio. Se essi non avessero nessuna misura di Spirito Santo non potrebbero dire di essere di Cristo perché è scritto: “Se uno non ha lo Spirito di Cristo, egli non è di lui” (Romani 8:9), e non potrebbero affermare con certezza di fede di essere figliuoli di Dio perché è scritto: “Lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito, che siamo figliuoli di Dio” (Romani 8:16). Cade dunque la dottrina secondo cui si nasce dallo Spirito con il battesimo con lo Spirito Santo, perché la nuova nascita ha luogo quando si crede e perciò sempre prima di ricevere il battesimo con lo Spirito dato che questo è una esperienza susseguente alla nuova nascita, esperienza che è necessaria non per nascere di nuovo ma per essere rivestiti di potenza, secondo che disse Gesù ai suoi discepoli: “Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra” (Atti 1:8).

Per confermare ciò che abbiamo appena detto, prenderemo l’esempio degli apostoli prima del giorno della Pentecoste (quando essi furono ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue); quello dei Samaritani, e quello dei circa dodici discepoli di Efeso.

Gli apostoli del Signore erano dei credenti prima di parlare in altre lingue il giorno della Pentecoste? Sì; perché Gesù disse loro: “Adesso, voi credete” (Giovanni 16:31), e al Padre disse: “Hanno creduto che tu m’hai mandato” (Giovanni 17:8). Erano essi nati di nuovo prima di parlare in lingue il giorno della Pentecoste? Certo, appunto perché credevano che Gesù era il Cristo e Giovanni dice che “chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio” (1 Giovanni 5:1). Erano di Cristo prima di parlare in lingue il giorno della Pentecoste? Sì, perché Gesù in riferimento a loro disse: “Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu m’hai dato, perché son tuoi; e tutte le cose mie son tue; e le cose tue son mie..” (Giovanni 17:9-10). Avevano una qualche misura di Spirito Santo prima di parlare in lingue il giorno della Pentecoste? Sì, l’avevano una certa misura di Spirito Santo perché Gesù, quando apparve loro dopo essere risuscitato, aveva detto loro: “Ricevete lo Spirito Santo” (Giovanni 20:22). Conclusione; essi erano delle nuove creature nate d’acqua e di Spirito ancora prima di essere ripieni di Spirito Santo e di parlare in altre lingue il giorno di Pentecoste. D’altronde, cosa anche questa molto importante, Gesù dopo che risuscitò, prima di apparire ai suoi discepoli li chiamò ‘fratelli’, infatti disse alle donne: “Non temete; andate ad annunziare a’ miei fratelli che vadano in Galilea; là mi vedranno” (Matteo 28:10), per cui Egli riconobbe in loro dei figli di Dio, anche se ancora non erano stati battezzati con lo Spirito Santo.

Coloro che a Samaria credettero nel Vangelo del Regno predicato da Filippo erano salvati e nati da Dio prima di ricevere lo Spirito Santo per mano degli apostoli Pietro e Giovanni? Certo, essi infatti “quand’ebbero creduto a Filippo…. furon battezzati, uomini e donne” (Atti 8:12). Anche loro dunque avendo creduto che Gesù era il Cristo di Dio furono fatti rinascere da Dio secondo che è scritto: “Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio” (1 Giovanni 5:1). E perciò dato che erano dei figli di Dio avevano anche una misura di Spirito Santo che attestava con il loro spirito che erano figliuoli di Dio; tutto ciò ancora prima che Pietro e Giovanni imponessero loro le mani per ricevere lo Spirito Santo e cominciassero a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro d’esprimersi.

Quei circa dodici uomini che Paolo incontrò ad Efeso e a cui domandò se avevano ricevuto lo Spirito Santo erano dei credenti? Sì, perché Paolo gli domandò se avevano ricevuto lo Spirito Santo dopo che avevano creduto secondo che è scritto: “Avete voi ricevuto lo Spirito Santo, dopo che avete creduto” (Atti 19:2 Diod.). Egli quindi riconobbe in loro dei credenti. E perciò, come nei casi prima citati essi erano nati da Dio ancora prima che Paolo li battezzasse in acqua, e imponesse loro le mani affinché ricevessero lo Spirito Santo e cominciassero a parlare in altra lingua.

Certamente esiste un battesimo spirituale tramite il quale si entra a far parte del Corpo di Cristo, ma non è quello che ministra Gesù Cristo con lo Spirito Santo (in cui quindi il battezzatore è Gesù Cristo) ai credenti dopo che hanno creduto (battesimo che ripeto consiste in un rivestimento di potenza dall’alto), ma è quello che ministra lo Spirito Santo tramite cui il credente viene inserito nel Corpo di Cristo. E’ di quest’ultimo che parla l’apostolo Paolo quando dice ai santi di Corinto: “Infatti noi tutti abbiam ricevuto il battesimo di un unico Spirito per formare un unico corpo, e Giudei e Greci, e schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un unico Spirito” (1 Corinzi 12:13). Questo battesimo si riceve alla nuova nascita, quando si nasce da Dio e si diventa quindi figli di Dio.

Tutti i figli del diavolo hanno il marchio della bestia che è il loro ‘cognome’

‘Come un figlio porta il nome del padre (il cognome) così i figli del diavolo portano il suo marchio che è il numero del suo nome: 666, questo è il “cognome” che portano i figli del diavolo, è numero d’uomo perché sono uomini che discendono dall’uomo del peccato, dal serpente antico, e seguiranno la sua sorte. (….) Il numero 6 si identifica con l’uomo perché l’uomo fu creato il 6° giorno, ecco perché è numero d’uomo. Il 6 rappresenta anche l’imperfezione dell’uomo, invece il 7 rappresenta la perfezione di Dio che può trovarsi in ogni luogo, est, ovest,nord, sud, suolo, profondità, ed il Suo Trono Altissimo. Invece il diavolo è limitato a 6 perché è stato gettato giù a conseguenza della sua imperfezione quando pensò di sedersi sul Trono di Dio. Il 6 è numero d’uomo, questo marchio di imperfezione è nel corpo di tutti gli uomini, corpo che prende vita nel sangue di peccato che l’anima del corpo. Questo marchio si trova in tutti gli uomini ed anche nelle bestie che sono animali in quanto a carne e sangue. Gli uomini sono anima, corpo e spirito, lo sono sia i figli di Dio che i figli del diavolo, la differenza è nello spirito. I figli di Dio portano l’impronta del Padre loro nello spirito, anche se quello spirito si trova in un corpo contaminato da carne e sangue, quello spirito è destinato ad essere rigenerato dallo Spirito Santo del Padre Celeste dal quale è stato generato nei cieli, il suggello è 7, la perfezione del Padre. Immesso in un corpo di carne e sangue è 766, deve ricevere la rigenerazione dello spirito e la “trasfusione” del sangue puro di Cristo Gesù e la trasformazione del corpo da corruttibile ad incorruttibile, questa è l’opera del riscatto che ha fatto sulla croce il Salvatore e Signore Nostro Cristo Gesù. Egli è stato mandato per tutti coloro che venivano dal cielo e che non potevano tornare essendo ancora carne e sangue. Coloro che sono in Cristo Gesù hanno il suggello nello spirito fin dalla fondazione del mondo e torneranno al Padre come figli di Dio con un corpo incorruttibile e con la vita eterna: 777= Figli di Dio col suggello del Padre. Così non è per coloro che sono figli del diavolo, i quali sono seminati nel mondo dal padre loro e che del padre loro portano in marchio nello spirito = 6 essendo in un corpo di carne e sangue, hanno imperfezione nell’anima, nel corpo e nello spirito: 666= figli del diavolo, figli dell’uomo del peccato fin dalla fondazione del mondo. Qui è la Sapienza, chi ha intendimento ha timore di Dio e riconosce le cose di Dio’.

http://www.sanadottrina.altervista.org/il_marchio_666.php

Sul marchio della bestia la Bibbia dice: “Poi vidi un’altra bestia, che saliva dalla terra, ed avea due corna come quelle d’un agnello, ma parlava come un dragone. Ed esercitava tutta la potestà della prima bestia, alla sua presenza; e facea sì che la terra e quelli che abitano in essa adorassero la prima bestia la cui piaga mortale era stata sanata. E operava grandi segni, fino a far scendere del fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini. E seduceva quelli che abitavano sulla terra coi segni che le era dato di fare in presenza della bestia, dicendo agli abitanti della terra di fare un’immagine della bestia che avea ricevuta la ferita della spada ed era tornata in vita. E le fu concesso di dare uno spirito all’immagine della bestia, onde l’immagine della bestia parlasse e facesse sì che tutti quelli che non adorassero l’immagine della bestia fossero uccisi. E faceva sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e servi, fosse posto un marchio sulla mano destra o sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere se non chi avesse il marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia, poiché è numero d’uomo; e il suo numero è 666″ (Apocalisse 13:11-18).

Ora, dato che il falso profeta che farà mettere il marchio della bestia sugli uomini, non è ancora venuto, è evidente che neppure il marchio della bestia è ancora stato messo sugli uomini.

I ragionamenti di Bonanno dunque sono quelli caratteristici di un uomo gonfiato di vanità dalla sua mente carnale.

La ribellione di Satana determinò il principio

‘La ribellione del cherubino risplendente fu IL PRINCIPIO, quando volle sperimentare la conoscenza del male, credendo di avere tutti gli attributi di Dio voleva sedersi al posto di Dio, allora si manifestarono l’Onnipotenza e l’Onnipresenza di Dio. Egli pensava e voleva manifestare la sua potenza per innalzarsi al cospetto di Dio e di tutto il creato, questa fu la sua prima azione che determinò il principio, ed il principio della creazione visibile, fuori dall’Eternità e dall’Infinito, nel tempo e nello spazio. Ovviamente questa creazione fu fatta dal Creatore che nel PRINCIPIO CREO’….. Questo principio determinò una grande battaglia nell’Universo Infinito. Una grande contesa ebbe origine, una guerra stellare fra il cherubino ribelle ed il suo esercito di stelle che lo seguirono e La Stella del Mattino, l’Angelo dell’Eterno, il capo dell’esercito Celeste Michele e tutte le stelle che non seguirono il ribelle, cioè tutto l’esercito celeste. Il grande “BIG BANG” che diede origine all’universo ed al mondo visibile, stelle disintegrate, corpi celesti scaraventati fuori dall’Eternità e dall’Infinito. Il Signore ha creato un luogo di separazione ed ivi ha posto i ribelli: SPAZIO-TEMPO. Dove non c’è tempo non può esserci principio. Dove non c’è spazio non può esserci un luogo separato. Il Regno di Dio non aveva “prigioni” perché non si erano verificati casi di ribellione, non essendoci malfattori non esisteva alcun luogo di separazione da Dio, tutto era in Dio. Quando fu commesso il primo reato dal ribelle che era a capo di un terzo delle stelle del cielo, si dovette creare la prigione e scaraventarli dentro in attesa del giudizio e della condanna alla morte eterna fra le fiamme dello stagno di fuoco che è nelle viscere del ribelle’.

http://www.sanadottrina.altervista.org/c1_luscita_dalleternita.html

Ma cosa dice Bonanno? La ribellione di Satana determinò il principio della creazione? La battaglia tra Satana e i suoi angeli contro Michele e i suoi angeli determinò il grande ‘Big Bang’ che diede origine all’universo? Adesso pure del ‘Big Bang’ dobbiamo sentire parlare? Ma queste sono menzogne, scaturite dalla sua mente carnale. Non si capisce peraltro niente, è una confusione infinita, leggo e rileggo e faccio molta fatica a capire cosa realmente voglia dire. Ne ho letti tanti di scritti eretici nel corso delle mie ricerche, e devo dire che questo è uno di quelli meno comprensibili di tutti. E pensare che il Bonanno afferma che ‘ciò che state per leggere non è un tentativo fantasioso di ipotizzare le origini del visibile, nè il frutto di “libere” interpretazioni della Bibbia. Queste pagine sono una rivelazione Divina sul Principio del Visibile scaturito dall’Invisibile’! Qui di rivelazione divina non c’è proprio niente, perchè queste sono menzogne e Dio non può mentire.

Ma cosa si inventa poi costui anche a riguardo degli angeli di Satana, che in questo scritto lui chiama le stelle che seguirono il cherubino ribelle, ma in un altro suo scritto li chiama angeli: ‘La conoscenza partorì il male nel cherubino perché quel cherubino era uomo cioè TERRA e non Dio. Se quel cherubino non fosse stato creato TERRA non sarebbe stato il capo della rivolta in cielo ed in TERRA. Tutti gli angeli che seguirono il ribelle erano della stessa natura’ (http://www.sanadottrina.altervista.org/gli_angeli.php)? Che furono scaraventati dentro una prigione in attesa del giudizio? Ora, Giovanni nell’apocalisse, tra le cose che il Signore gli fece vedere e che ancora devono verificarsi, vide pure questa: “E vi fu battaglia in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono col dragone, e il dragone e i suoi angeli combatterono, ma non vinsero, e il luogo loro non fu più trovato nel cielo. E il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furon gettati gli angeli suoi. Ed io udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora è venuta la salvezza e la potenza ed il regno dell’Iddio nostro, e la potestà del suo Cristo, perché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, che li accusava dinanzi all’Iddio nostro, giorno e notte. Ma essi l’hanno vinto a cagion del sangue dell’Agnello e a cagion della parola della loro testimonianza; e non hanno amata la loro vita anzi l’hanno esposta alla morte. Perciò rallegratevi, o cieli, e voi che abitate in essi. Guai a voi, o terra, o mare! Perché il diavolo è disceso a voi con gran furore, sapendo di non aver che breve tempo” (Apocalisse 12:7-12).

E’ evidente dunque, che dato che questa battaglia in cielo deve ancora verificarsi, gli angeli di Satana non possono essere in nessuna prigione, ma sono liberi come lo è il loro principe. Ed anche quando saranno scaraventati sulla terra, la Bibbia non dice che saranno messi in una prigione. Il loro destino comunque è stato decretato già da Dio: saranno gettati nel fuoco eterno, e questo quando saranno giudicati.

Gli unici angeli ribelli a Dio che sono stati scaraventati da Dio in un luogo da dove non possono uscire fino al giorno del giudizio, sono quelli che commisero fornicazione con le figlie degli uomini di cui si parla in Genesi capitolo 6 (quindi non fanno parte degli angeli che seguirono Satana nella sua ribellione contro Dio), dei quali viene detto che furono inabissati e confinati “in antri tenebrosi per esservi custoditi pel giudizio” (2 Pietro 2:4).

La preesistenza dei figli di Dio

‘La Parola era in Dio, non si era ancora manifestata perché lo Spirito di Dio guidava ogni creatura dell’Eternità. Tutte le stelle di Dio, tutto l’esercito di Dio, tutti gli angeli di Dio, tutti i figli di Dio (non ancora manifestati in carne) dei quali l’Angelo dell’Eterno, il Primogenito e l’Unigenito Figlio di Dio si sarebbe manifestato in carne, essendo Egli stesso la manifestazione e la Parola di Dio procedura dal seno del Padre che è Dio Benedetto in Eterno, la Parola era Dio ed attraverso di Essa ogni cosa fatta è stata fatta, la Parola è l’espressione di Dio’.

http://www.sanadottrina.altervista.org/c1_luscita_dalleternita.html

‘In Giobbe 1:6 abbiamo letto che i figli di Dio vennero a presentarsi davanti all’Eterno, e satana venne anch’egli in mezzo a loro. Troviamo contemporaneamente Dio che è Spirito, satana che è spirito ed i figli di Dio che ancora non erano venuti al mondo. Questo episodio avviene prima della venuta del Signore Cristo Gesù sulla terra, perché avendo Egli pagato è stato gettato giù l’accusatore dei fratelli, al tempo di Giobbe l’accusatore si poteva ancora presentare dinanzi a Dio. (….) Questi versi di Apocalisse [12:7-13] ci fanno comprendere che i figli di Dio non ancora “seminati” sulla terra Sono in spirito ancora nel cielo e si rallegrano del fatto che è stato gettato a BASSO l’accusatore dei loro fratelli, naturalmente dei loro fratelli che si trovavano sulla terra come si trovava Giobbe. Perciò rallegratevi, o cieli, e VOI CHE ABITATE IN ESSI. Gesù disse: nella casa del Padre mio ci sono molte dimore…..sono le dimore dei figli di Dio nella Gerusalemme Celeste. Per un peccatore ravveduto, nel cielo c’è grande allegrezza fra gli angeli. Fra coloro che ancora debbono venire al mondo e coloro che sono tornati e sono sotto l’Altare di Dio ed attendono la redenzione del corpo di resurrezione ed i centoqarantaquattromila che sono le primizie e fra i quali c’è Enoc, Mosè ed Elia ed hanno già un corpo glorificato e seguono l’Agnello di Dio. Infatti Elia e Mosè furono inviati come angeli sul monte della trasfigurazione a parlare con Gesù. (….) Il primo Adamo era stato creato incorrotto, il secondo Adamo venuto in carne è stato INCORRUTTIBILE, ha combattuto come Servo, come Servo e come Vero Uomo è salito sulla croce ed è morto per i nostri peccati. E’ risorto ed è tornato vittorioso al Padre che Lo aveva mandato per la potenza e la virtù della deità che il Padre aveva messa con pienezza in quel glorioso corpo per mezzo dello Spirito Santo che continua ad essere pienamente nel corpo di Cristo, che è la Sua Sposa ripiena dello Spirito Santo che adora il Padre in ispirito e Verità. Quello Spirito attesta allo spirito umano dei figli di Dio che il loro intiero essere: anima, corpo e spirito sono stati “ADOTTATI” da Dio che ha redento anche la nostra anima (la nostra vita nel corpo) ed anche il nostro corpo di peccato facendo in modo che l’anima nostra prenda vita nello spirito che ha ripreso a vivere per il Soffio di Dio e pertanto è rinato a VITA ETERNA avendo ricevuto lo Spirito di adozione ci è stato ridato il Passaporto per il cielo che è la nostra Patria e comprendiamo che su questa terra siamo STRANIERI E PELLEGRINI e cerchiamo il Regno di Dio e la Sua giustizia. I figli di Dio sono angeli (mandati) su questa terra come luce del mondo e sale della terra, come grano in mezzo alle zizzanie per testimoniare alla gloria di Colui che li ha mandati per portare frutto, molto frutto. Ci sono degli angeli che sono creature celesti, ma ci sono angeli che sono figli di Dio e quelli sono superiori agli angeli che non sono stati generati da Dio ma solo creati. I figli di Dio sono superiori agli angeli che sono mandati su questa terra a per portare messaggi o per soccorrere coloro che debbono ereditare la vita eterna in quanto eredi di Dio e coeredi di Cristo, il quale nel tempo del Suo ministero in carne è stato minore agli angeli’. http://www.sanadottrina.altervista.org/gli_angeli.php

Da quel poco che si capisce, e a fatica devo dire tanto è contorto questo modo di parlare, per il Bonanno i figli di Dio esistevano già prima di venire in questo mondo, e quindi crede nella loro preesistenza. Questa sua eresia si basa principalmente su delle parole scritte in Giobbe ed anche nel libro dell’Apocalisse che non possono essere prese assolutamente per sostenere questa sua dottrina.
Il termine “figli di Dio” presente nel libro di Giobbe infatti si riferisce agli angeli di Dio, secondo che è scritto: “Su che furon poggiate le sue fondamenta, o chi ne pose la pietra angolare quando le stelle del mattino cantavan tutte assieme e tutti i figli di Dio davan in gridi di giubilo?” (Giobbe 38:6-7).

Gli angeli sono quindi chiamati ‘figli di Dio’, ed una parte di essi commisero fornicazione con le figlie degli uomini, secondo che è scritto: “Or quando gli uomini cominciarono a moltiplicare sulla faccia della terra e furon loro nate delle figliuole, avvenne che i figliuoli di Dio videro che le figliuole degli uomini erano belle, e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte” (Genesi 6:1-2). Questi angeli sono quelli di cui Pietro dice nella sua seconda epistola: “Perché se Dio non risparmiò gli angeli che aveano peccato, ma li inabissò, confinandoli in antri tenebrosi per esservi custoditi pel giudizio” (2 Pietro 2:4). Che commisero fornicazione lo conferma anche Giuda, quando dice: “Egli ha serbato in catene eterne, nelle tenebre, per il giudicio del gran giorno, gli angeli che non serbarono la loro dignità primiera, ma lasciarono la loro propria dimora. Nello stesso modo Sodoma e Gomorra e le città circonvicine, essendosi abbandonate alla fornicazione nella stessa maniera di costoro ed essendo andate dietro a vizî contro natura, sono poste come un esempio, portando la pena d’un fuoco eterno” (Giuda 6-7).

Per quanto riguarda le parole dell’Apocalisse 12:7-13, esse innanzi tutto si riferiscono a qualcosa che deve ancora avvenire, e poi coloro che dicono “Ora è venuta la salvezza e la potenza ed il regno dell’Iddio nostro, e la potestà del suo Cristo, perché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, che li accusava dinanzi all’Iddio nostro, giorno e notte” sono semplicemente i santi che essendosi dipartiti dal corpo sono in cielo, che sanno chi è il diavolo e che la sua opera è una opera di accusa contro i santi che sono ancora sulla terra.

Ora vi dico queste altre cose per confutare questa eresia. Innanzi tutto che l’essere umano è composto da uno spirito, da un’anima e da un corpo perché Paolo dice ai Tessalonicesi: “E l’intero essere vostro, lo spirito, l’anima ed il corpo, sia conservato irreprensibile, per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo” (1 Tessalonicesi 5:23). Poi vi dico che sia il nostro spirito che la nostra anima hanno avuto un principio come lo ha avuto il nostro corpo, ma questo principio lo hanno avuto sulla terra e non in qualche altro mondo. Certo riconosciamo di non potere dire esattamente quando in noi sia comparso lo spirito e l’anima; certamente mentre eravamo nel seno di nostra madre ma non possiamo dire di più. Quello che mi preme sottolineare è che anche il nostro spirito e la nostra anima sono stati creati da Dio assieme al nostro corpo sulla terra perché Dio dice in Isaia: “Poiché io non voglio contendere in perpetuo né serbar l’ira in eterno, affinché gli spiriti, le anime che io ho fatte, non vengan meno dinanzi a me” (Isaia 57:16). Dunque non è affatto vero che l’uomo prima è stato creato spiritualmente e poi materialmente come lascia intendere il Bonanno.

Peraltro se noi figli di Dio esistevamo spiritualmente già quando Dio si mise a creare i cieli e la terra, Dio non avrebbe potuto dire a Giobbe: “Dov’eri tu quand’io fondavo la terra? Dillo, se hai tanta intelligenza” (Giobbe 38:4), perché si sarebbe visto rispondere: ‘Con te in cielo’. Ma Giobbe quando Dio fondava la terra non era spiritualmente in cielo con Dio, perché non esisteva affatto come d’altronde nessuno di noi. Ecco perché Giobbe quando rispose a Dio la prima volta gli disse tra le altre cose: “Ecco, io son troppo meschino; che ti risponderei? Io mi metto la mano sulla bocca” (Giobbe 40:3-4); perché non sapeva proprio che rispondere a Dio. Egli non credeva nella sua preesistenza.

E poi, c’è da dire che se noi prima di nascere in questo mondo con questo corpo mortale fossimo esistiti in cielo sotto forma di figli spirito, per forza di cose dovremmo ricordarci della nostra preesistenza. Gesù infatti nei giorni della sua carne si ricordava della sua preesistenza con Dio Padre in cielo. Non disse forse al Padre: “Glorificami tu presso te stesso della gloria che avevo presso di te avanti che il mondo fosse” (Giovanni 17:5)? Ed ai Giudei: “Prima che Abramo fosse nato, io sono” (Giovanni 8:58)? E ad alcuni dei suoi discepoli che si erano scandalizzati delle sue parole: “E che sarebbe se vedeste il Figliuol dell’uomo ascendere dov’era prima” (Giovanni 6:62)? Dunque anche noi, se esistevamo con Gesù in cielo prima di venire in questo mondo, dovremmo ricordarci qualcosa di questa nostra precedente esistenza.

Ma tra noi figli di Dio non c’è nessuno che possa ricordarsi della sua preesistenza celeste. E’ dovuto alla mancanza di memoria forse? Affatto, perchè per quanto smemorati possiamo essere o diventare, qualcosa della nostra fanciullezza ci ricordiamo sempre; chi poco chi tanto ma tutti ci ricordiamo qualcosa. Ma della nostra cosiddetta preesistenza celeste, di cui parla il Bonanno, nessuno di noi si ricorda proprio niente! La ragione dunque non è la mancanza di memoria ma la mancanza di una nostra preesistenza nelle sfere celesti assieme a Dio per cui è impossibile ricordarsi di qualcosa che non fa parte di quello che ci è accaduto.

Questo è lo stesso discorso in fin dei conti che facciamo nei confronti di coloro che credono nella reincarnazione. In questo caso però diciamo loro che noi non ricordiamo di essere stati Tizio o Caio nella nostra vita precedente, perché noi prima di nascere in questo mondo non esistevamo.

Il pianeta terra è il corpo fisico di Satana

‘Il pianeta terra è il corpo fisico di satana, è la materia dalla quale tutte le cose materiale prenderanno corpo. Satana è il principe di questo mondo, è lo spirito del mondo e tutti gli angeli ribelli sono i suoi sudditi’.

http://www.sanadottrina.altervista.org/c2_la_prigione_di_satana_e_dei_suoi_angeli.html

‘Dopo un giorno di Dio, inizia il terzo giorno. Iddio ordina che tutte le acque che sono sotto il cielo siano raccolte in un luogo. Durante la grande battaglia che c’era stata, quando lucifero era stato cacciato dall’Eternità il suo corpo aveva subito delle profonde ferite, infatti era informe e vuoto. Iddio ordina a satana di ‘bere’ le acque di sotto, deve riceverle dentro il suo corpo, così si formano i mari ed appare l’asciutto, la terra. La difformità della crosta terrestre, la profondità delle fosse oceaniche che racchiudono le acque di sotto, sono il risultato del ” BIG-BANG” primordiale che ha provocato tutte le “ferite” del pianeta terra e di tutti gli altri pianeti. La terra comincia ad avere una certa forma, diviene un globo, un globo informe. I monti ed i mari non sono omogenei’.

http://www.sanadottrina.altervista.org/c5_il_corpo_di_satana_nello_spazio.html

Che dire? Assurdità dopo assurdità. Chi scrive queste diavolerie non conosce le Scritture, ed è rimasto sicuramente ingannato da spiriti seduttori.

Dio creò il primo essere umano maschio-femmina

‘Dio creò l’uomo MASCHIO-FEMMINA, in un’unica creatura spirituale (ad immagine di Dio) coesisteva la spirito (umano ) di Adamo ed Eva. Quei due spiriti erano UNO NELL’UOMO ADAMO. Due uniti perfettamente da formare una creatura, erano l’espressione dell’unità e dell’Amore di Dio proiettata nel visibile. L’uomo non ha ancora un corpo fisico ma è soltanto una creatura spirituale: Adamo-Eva, uomo-donna racchiusi nell’uomo, figura di Cristo e della chiesa Sua Sposa’.

http://www.sanadottrina.altervista.org/c8_e_9_il_corpo_di_satana_produce.html

‘Adamo il sesto giorno fu fatto una creatura celeste, simile agli angeli, asessuato, così come saremo alla resurrezione, gli angeli sono spiriti ministratori, uno spirito non ha corpo e pertanto non ha sesso. Quando Dio formò l’uomo, il quel corpo esistevano due spiriti umani ed il corpo di Eva che poi sarebbe stato tratto fuori di Dio stesso. Eva non fu formata dalla polvere della terra, ella fu fabbricata di Dio usando una parte di Adamo sia per la parte fisica che per lo spirito della donna che era in Adamo’.

http://www.sanadottrina.altervista.org/c10_luomo-donna_adamo.html

‘Iddio aveva già deciso di fare ad Adamo un aiuto convenevole, fa addormentare profondamente come in un’anestesia totale Adamo. Iddio estrae da Adamo carne ed ossa e fabbrica da quella costola d’uomo la donna che è dentro l’uomo e mette in lei lo spirito della donna che si trovava anche nell’uomo, fin da quando era stato creato maschio-femmina nel sesto giorno’.

http://www.sanadottrina.altervista.org/c12_e_13_iddia_fabbrica_la_donna.html

Ma avete letto cosa dice? Che il primo uomo era sia maschio che femmina, che fu fatto creatura spirituale, asessuato, in quanto era una creatura celeste, e poi che nell’uomo c’erano due spiriti! Ma dove le ha trovate queste assurdità se non nel regno di Satana, che è il padre della menzogna?

La Bibbia dice sulla creazione dell’uomo e della donna: “E l’Eterno Iddio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale, e l’uomo divenne un’anima vivente. …. Poi l’Eterno Iddio disse: ‘Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto che gli sia convenevole’. E l’Eterno Iddio avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli dei cieli, li menò all’uomo per vedere come li chiamerebbe, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l’uomo gli darebbe. E l’uomo dette de’ nomi a tutto il bestiame, agli uccelli dei cieli e ad ogni animale dei campi; ma per l’uomo non si trovò aiuto che gli fosse convenevole. Allora l’Eterno Iddio fece cadere un profondo sonno sull’uomo, che s’addormentò; e prese una delle costole di lui, e richiuse la carne al posto d’essa. E l’Eterno Iddio, con la costola che avea tolta all’uomo, formò una donna e la menò all’uomo. E l’uomo disse: ‘Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo’. Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua moglie, e saranno una stessa carne. E l’uomo e la sua moglie erano ambedue ignudi e non ne aveano vergogna” (Genesi 2:7-18-25).

Questa è la verità, per cui quello che dice Bonanno non ha nulla a che vedere con la verità.

Il giardino d’Eden fu fatto scendere dal cielo

‘Iddio fa scendere dal cielo un giardino e pianta questo giardino in Eden, Eden significa delizie’.

http://www.sanadottrina.altervista.org/c11_iddio_pianta_in_giardino_in_eden.html

Ma dove mai sta scritto che Dio fece scendere il giardino d’Eden dal cielo sulla terra? Certamente non nella Bibbia, dove invece è scritto: “E l’Eterno Iddio piantò un giardino in Eden, in oriente, e quivi pose l’uomo che aveva formato” (Genesi 2:8).

L’albero della conoscenza del bene e del male non faceva parte degli alberi del giardino d’Eden

‘Dio dice che l’uomo può mangiare il frutto degli alberi del giardino, ciò significa che l’albero della conoscenza del bene e del male non era del giardino, ma era nel giardino. Così come i figli di Dio non sono del mondo, ma sono nel mondo. L’albero della conoscenza del bene e del male non faceva parte degli alberi del giardino, era un intruso, infatti tutti gli alberi erano piacevoli a guardarsi e buoni a mangiare. Solo quell’albero aveva un mortale veleno. La battaglia si è spostata dall’Eternità allo spazio-tempo’.

http://www.sanadottrina.altervista.org/c11_iddio_pianta_in_giardino_in_eden.html

La Bibbia dice: “E l’Eterno Iddio fece spuntare dal suolo ogni sorta d’alberi piacevoli a vedersi e il cui frutto era buono da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino, e l’albero della conoscenza del bene e del male” (Genesi 2:9). Se dunque fu Dio a far spuntare l’albero della conoscenza del bene e del male, è evidente che quell’albero faceva parte a tutti gli effetti del giardino d’Eden.

Il serpente che sedusse Eva non era stato fatto da Dio

‘Il serpente non si trovava nel giardino, era nella campagna ed entrò nel giardino. Il serpente non era stato fatto da Dio ed era più astuto di tutte le bestie che Dio aveva fatto produrre alla terra. Il serpente non faceva parte delle bestie della campagna, egli era l’incarnazione di satana’.

http://www.sanadottrina.altervista.org/c12_e_13_iddia_fabbrica_la_donna.html

Come, come? Il serpente non era stato fatto da Dio? Ma nella Bibbia leggo quanto segue: “Or il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che l’Eterno Iddio aveva fatti; ed esso disse alla donna: ‘Come! Iddio v’ha detto: Non mangiate del frutto di tutti gli alberi del giardino?” (Genesi 3:1).

L’uomo e la donna quando furono creati erano senza sangue

‘Quando Dio aveva fatto l’uomo e la donna, Egli li aveva fatti puri e non impuri, incorrotti e non corrotti, carne e ossa e non carne e sangue ed ossa’.

http://www.sanadottrina.altervista.org/c12_e_13_iddia_fabbrica_la_donna.html

‘L’uomo ebbe conoscenza del bene e del male dopo aver consumato il peccato, prima del peccato Adamo ed Eva conoscevano soltanto il bene, il male era nella loro stessa carne che veniva dalla polvere della terra, quella carne non aveva il sangue e pertanto non aveva vita, non era carne e sangue e pertanto poteva entrare nell’Eden ed accostarsi all’Albero della Vita che è Cristo Gesù ….’.

http://www.sanadottrina.altervista.org/gli_angeli.php

Pure quest’altra assurdità dobbiamo leggere? Che Adamo ed Eva all’inizio non avevano sangue nel loro corpo! Ce lo avevano, eccome se ce lo avevano, perchè avevano un corpo uguale al nostro.

Eva ebbe una relazione sessuale con il serpente dalla quale nacque Caino

‘Eva rovinò il suo corpo incorrotto lasciandosi sedurre dall’uomo del peccato, dal serpente. Così Eva fu corrotta nella mente, nello spirito e nel corpo e divenne una creatura di carne e sangue, ella aveva “conosciuto” l’uomo del peccato ed il sangue dell’uomo del peccato era entrato nelle sue viscere come un veleno mortifero. Il seme dell’uomo del peccato era entrato nel suo grembo. Ella aveva perso la sua illibatezza spirituale, mentale e fisica, divenne una donna corrotta, sedotta e mortale, il suo corpo divenne corruttibile, di carne e sangue. Era bello quel “frutto”, era desiderabile. Ella ebbe conoscenza del bene e del male…… Eva conobbe l’uomo del peccato: IL SESSO. (….) Adamo prima aveva chiamato la donna: femmina d’uomo, dopo il peccato le cambia nome, ella è stata anche la femmina dell’uomo del peccato, pertanto è divenuta Eva, la MADRE DI TUTTI I VIVENTI. Adamo non era il padre di tutti i viventi perché Caino non era sua progenie, ma progenie del serpente, era progenie dell’uomo del peccato. EVA FU LA PRIMA ADULTERA, LA PRIMA MERETRICE CHE VENDE’ IL SUO CORPO, L’UOMO DEL PECCATO SEDUCENDOLA LO POSSEDETTE’.

http://www.sanadottrina.altervista.org/c12_e_13_iddia_fabbrica_la_donna.html

‘Se Caino fosse stato progenie di Adamo, lo avremo trovato nella genealogia di Adamo, ed Enoc sarebbe non il settimo da Adamo, ma l’ottavo. Ovviamente non troviamo Abele perché da Abele non ci fu genealogia, invece da Caino ci fu la progenie dell’uomo del peccato ed i figli degli uomini, cioè i figli del diavolo in contrapposizione dei figli di Dio’.

http://www.sanadottrina.altervista.org/c14_caino_ed_abele_due_semi.html

Per confutare quest’altra eresia mi limito a trascrivere quello che dice la Bibbia sul come il peccato entrò nel mondo: “Or il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che l’Eterno Iddio aveva fatti; ed esso disse alla donna: ‘Come! Iddio v’ha detto: Non mangiate del frutto di tutti gli alberi del giardino?’ E la donna rispose al serpente: ‘Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; ma del frutto dell’albero ch’è in mezzo al giardino Iddio ha detto: Non ne mangiate e non lo toccate, che non abbiate a morire’. E il serpente disse alla donna: ‘No, non morrete affatto; ma Iddio sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri s’apriranno, e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male’. E la donna vide che il frutto dell’albero era buono a mangiarsi, ch’era bello a vedere, e che l’albero era desiderabile per diventare intelligente; prese del frutto, ne mangiò, e ne dette anche al suo marito ch’era con lei, ed egli ne mangiò. Allora si apersero gli occhi ad ambedue, e s’accorsero ch’erano ignudi; e cucirono delle foglie di fico, e se ne fecero delle cinture” (Genesi 3:1-7). L’affermazione poi che Caino non era progenie di Adamo, ma del serpente, è smentita da queste parole: “Or Adamo conobbe Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino, e disse: ‘Ho acquistato un uomo, con l’aiuto dell’Eterno’ (Genesi 4:1). Come potete vedere, Caino fu generato da Adamo.

Il segno che Dio pose su Caino fu che Egli gli cambiò colore della pelle

‘Iddio punisce Caino e lo manda lontano dal posto in cui è avvenuto l’omicidio di Abele. Dio mette un segno su Caino, affinché non fosse ucciso da altri esseri umani, il segno è sulla sua pelle. Dio muta il colore della pelle a Caino, affinché ci fosse una nette distinzione fra le due progenie: Caino progenie del serpente, Set progenie della donna dalla quale è Cristo Gesù’.

http://www.sanadottrina.altervista.org/c14_caino_ed_abele_due_semi.html

Questa è semplicemente un’altra invenzione di Bonanno, una delle sue tante cose inventate o meglio una delle sue tante pseudo rivelazioni. La Bibbia non dice in che cosa consisteva questo segno.

La fornicazione scioglie il vincolo matrimoniale per cui in questo caso le seconde nozze sono lecite

‘Gesù dichiara la sacralità del matrimonio e l’indissolubilità, Egli dice che non è lecito mandare via la moglie per qualunque ragione, ma solo a cagione di fornicazione. Se un fratello o una sorella in Cristo, scopre che il coniuge commette adulterio fornicando con altri, il coniuge tradito può ripudiare e cacciare via l’adultera, può DIVORZIARE e sposarne un’altra e non commette adulterio. Quel divorzio è a cagione di fornicazione, il matrimonio era stato infranto dal coniuge che aveva commesso adulterio e non da che quello era stato tradito. Chi spezza il vincolo del matrimonio per una ragione che non sia la fornicazione, compie un’azione illecita al cospetto di Dio. Solo un coniuge tradito, può divorziare e può anche risposarsi. Chi divorzia senza questa giusta causa commette adulterio, e chi sposa dei divorziati senza questa giusta causa commette adulterio’.

http://www.sanadottrina.altervista.org/il_divorzio.php

La Bibbia insegna che la fornicazione della moglie permette al marito solo di mandare via la propria moglie ma non di sposarsi di nuovo. Gesù infatti disse: “Fu detto: Chiunque ripudia sua moglie, le dia l’atto del divorzio. Ma io vi dico: Chiunque manda via la moglie, salvo che per cagion di fornicazione, la fa essere adultera; e chiunque sposa colei ch’è mandata via, commette adulterio” (Matteo 5:31-32), ed anche: “Ed io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per cagion di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio” (Matteo 19:9). Qualcuno probabilmente nel leggere queste parole di Gesù affermerà che Gesù non ha detto che se uno manda via la propria moglie per cagione di fornicazione e ne sposa un’altra commette adulterio, ma solo che egli commette adulterio se manda via la moglie per una ragione che non sia la fornicazione e poi passa a seconde nozze. A costoro però voglio dire che non può essere così perché in un altro luogo è scritto che Gesù ha detto: “Chiunque manda via la moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; e chiunque sposa una donna mandata via dal marito, commette adulterio” (Luca 16:18), il che significa che non importa quale sia la ragione per cui il marito manda via la moglie (cioè se sia una ragione che giustifica o meno la sua cacciata), perché se egli ne sposa un’altra commette adulterio. L’unica ragione che permette all’uomo di passare a nuove nozze è la morte della moglie; nessun’altro fatto lo scioglie dalla legge che lo lega alla moglie.

Ovviamente questo principio si applica anche nel caso sia il marito a commettere fornicazione; anche in questo caso la moglie se si separa da lui non può risposarsi ma deve rimanere com’è secondo che è scritto: “e se mai si separa, rimanga senza maritarsi o si riconcilî col marito” (1 Cor. 7:11).

Conclusione

E’ evidente che ci troviamo davanti ad un uomo che professa dottrine strane, dottrine false, che fa ragionamenti vani, perchè rimasto sedotto da spiriti seduttori.
Quella che lui dunque chiama ‘sana dottrina’, nome che porta il suo stesso sito, non è altro che una dottrina malsana piena di errori, di idee fantasiose, e profane ciance, che non hanno nulla a che fare con la verità.
Tutte cose queste peraltro che lui spesso fa credere che gli sono state rivelate da Dio, affermazione questa che siamo abituati a sentire dai cianciatori e dai seduttori di menti che imperversano in mezzo al popolo di Dio.
Nel leggere gli insegnamenti di Bonanno in diversi punti è come leggere gli scritti di famosi falsi profeti e falsi dottori, nei quali regna la confusione dottrinale più totale.
Vi esorto quindi a guardarvi da lui e dal suo lievito, e a turare la bocca sia a lui che a coloro che seguono i suoi falsi insegnamenti.

Chi ha orecchi da udire oda

Giacinto Butindaro

Roma, Giugno 2011

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/06/30/le-eresie-di-eliseo-bonanno/

TeleOltre trasmette anche programmi Avventisti

Fratelli, vi faccio sapere che la televisione ‘TeleOltre’ fondata e gestita dal Movimento di Chiese Pentecostali ‘Nuova Pentecoste’ di cui è presidente Remo Cristallo, trasmette anche programmi della Chiesa Avventista del Settimo Giorno, in quanto in certi orari del loro palinsesto trasmettono i programmi della Hope Channel Europe, che è appunto una rete televisiva della Chiesa Avventista del Settimo Giorno.

Ecco gli screenshot che provano ciò:

Ora, la cosa è scandalosa e vergognosa, perchè la Chiesa Avventista del Settimo Giorno è una setta che diffonde tante eresie. Qui di seguito voglio enumerare le loro principali eresie, ma per un approfondimento su di essa vi rimando al mio libro confutatorio ‘Gli Avventisti del Settimo Giorno’

1. La purificazione del santuario e il giudizio investigativo. Per cui quando uno crede in Gesù, viene perdonato ma i suoi peccati non gli vengono cancellati, e gli saranno cancellati alla fine del giudizio investigativo se avrà osservato la dottrina avventista. Essi dicono: ‘ ‘La reale cancellazione del peccato, quindi, non potrebbe avere luogo nel momento quando un peccato è perdonato, perché susseguenti opere e attitudini possono intaccare la decisione finale. Invece, il peccato rimane registrato fino a quando la vita non è completa – infatti, le Scritture indicano che esso rimane fino al giudizio’! Il giudizio investigativo è da rigettare perchè attacca la salvezza per grazia e la certezza della salvezza che possiede il credente.
2. Obbligatorietà dell’osservanza del sabato, e del pagamento della decima
3. Divieto di mangiare certi cibi (aragoste, granchi, maiale, ecc., ma la loro dieta ideale comprende l’astensione totale dalla carne) e di bere alcune bevande (caffè, vino, tè, e bevande alcoliche)
4. Negazione dell’ispirazione verbale della Bibbia
5. L’uomo non ha un’anima immortale
6. Quando l’uomo muore entra in uno stato di incoscienza. Per loro con la morte la persona si addormenta ed entra in un profondo sonno in attesa della risurrezione; questo vale sia per i giusti che per i peccatori.
7. Annichilimento dei malvagi, per cui dopo il giudizio finale essi torneranno a non esistere. Quando risorgeranno alla fine del millennio, prima di tornare alla non esistenza, però dovranno soffrire più o meno a lungo a secondo del giudizio che sarà emesso contro di loro.
8. Il marchio della bestia, che il falso profeta faceva sì che fosse posto sulla mano destra o sulla fronte delle persone, è l’osservanza della domenica che l’America protestante in ossequio alla chiesa cattolica romana cercherà di imporre sugli adoratori di Dio.
9. Poco prima del ritorno di Cristo, mentre avrà luogo la battaglia di Har-Maghedon, risorgeranno coloro che sono morti nella fede del messaggio del terzo angelo (il messaggio degli Avventisti) e coloro che condannarono e trafissero Gesù, i quali assisteranno al suo ritorno. Quando poi Cristo tornerà coloro che non hanno osservato il sabato saranno coperti di vergogna e condannati, e i risorti e i santi viventi che verranno mutati regneranno in cielo con Cristo per mille anni, mentre sulla terra desolata Satana andrà vagando portando i peccati di tutti.
10. Gli Avventisti del settimo giorno ritengono di essere il rimanente della progenie o, come essi dicono, la chiesa del rimanente (remnant church).
11. Il diciassettesimo articolo di fede della Chiesa Avventista afferma: ‘Uno dei doni dello Spirito Santo è la profezia. Questo dono è un segno d’identificazione della chiesa del rimanente e fu manifestato nel ministerio di Ellen G. White. In qualità di messaggera del Signore, i suoi scritti sono una continua e autorevole fonte di verità e provvedono al conforto della chiesa, alla sua guida, alla sua istruzione e alla sua correzione….’. Nella pratica avviene che gli scritti di questa falsa profetessa (che sono un miscuglio di verità e menzogne) vengono messi sullo stesso livello della Sacra Scrittura.
12. Per gli Avventisti quando si viene battezzati in acqua si viene anche battezzati con lo Spirito Santo (faccio notare però che loro usano l’espressione battezzati di Spirito); il fatto che nel Nuovo Testamento alcune volte il battesimo con lo Spirito Santo sia disgiunto dal battesimo in acqua (come nel caso dei discepoli a Pentecoste e dei credenti di Samaria e di Cornelio e i suoi) costituisce un evento del tutto eccezionale, perché di solito il dono dello Spirito Santo veniva conferito al battesimo in acqua; le lingue (che loro chiamano sempre dono delle lingue) non sono il segno comprovante che il credente è stato battezzato con lo Spirito Santo

Stando così le cose, è evidente che i responsabili di Teleoltre – tramite questa loro ‘collaborazione’ con gli Avventisti del Settimo Giorno – mostrano palesemente di non avere così tanto a cuore nè il Vangelo e neppure la dottrina di Dio.

Ormai in ambito Pentecostale, la dottrina non ha pressoché quasi nessuna importanza per molti, infatti c’è chi si è alleato con gli Antitrinitariani, chi con i Valdesi, chi con gli Avventisti del Settimo Giorno, e chi con lo Stato Italiano.

Quanto a noi, fino a che avremo un alito di vita, riproveremo pubblicamente queste alleanze che non hanno il favore di Dio, e che creano solo confusione, oltre a quella che già esiste, e metteremo in guardia i fratelli da coloro che hanno fatto queste alleanze.

Il profeta diceva: “I guardiani d’Israele son tutti ciechi, senza intelligenza; son tutti de’ cani muti, incapaci d’abbaiare; sognano, stanno sdraiati, amano sonnecchiare. Son cani ingordi, che non sanno cosa sia l’esser satolli; son dei pastori che non capiscono nulla; son tutti vòlti alla loro propria via, ognuno mira al proprio interesse, dal primo all’ultimo” (Isaia 56:10-11), e dobbiamo riconoscere che le cose stanno proprio così in mezzo alla Chiesa.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/06/09/teleoltre-trasmette-anche-programmi-avventisti/