Fedele testimonianza di Luigi Francescon

francescon-fotoQuesta fedele testimonianza dell’opera del nostro Signore originata in questa città di Chicago, Illinois, non è per mostrare colui lo scrive, ma bensì per la gloria di Dio che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà; Efesi 1-11. Io, Luigi Francescon, nato il 29 marzo 1866 nel comune di Cavasso Nuovo, Prov. di Udine, (Italia), di mestiere mosaicista. Venni in America dopo compiuto il mio servizio militare, arrivando a Chicago il 3 Marzo 1890.

Nell’istesso anno, udii l’Evangelo per mezzo della predicazione del fratello Michele Nardi. Nel Dicembre 1891 ebbi dal Signore l’esperienza della nuova nascita. Nel Marzo 1892, col gruppo evangelizzato dal fratello M. Nardi, ed alcune famiglie di fede Valdese fu formata in questa città la prima chiesa Presbiteriana Italiana, col Signor Filippo Grilli, Pastore, fui eletto uno dei tre Diaconi, e poi qualche anno appresso anziano.

Nel principio dell’anno 1894 trovandomi a Cincinnati, Ohio, per lavoro, mi avvenne una sera mentre nella mia camera in ginocchioni, leggevo il capitolo 2 della lettera a’ Colossesi, quando giunsi al verso 12 udii una voce che mi ripetette due volte: “Tu non hai ubbidito a questo mio comandamento”. Risposi: “Signore, niuno me ne ha parlato”. Il primo dell’anno 1895 presi per moglie Rosina Balzano, (salvata anch’essa nel mezzo di noi nel principio del 1892). Come membro dell’amministrazione di detta chiesa, parlai ad essa amministrazione del battesimo scritturale, e come il Signore stesso me lo ordinò di ubbidirlo: tutti mi si opposero, compreso il Pastore, cui avevo informato per lettera, l’istessa sera, che il Signore mi parlò!

Nell’anno 1898 il Signore salvò il fratello Giuseppe Beretta, per mezzo dei Metodisti Liberi, Americani, (Free Methodist) e poi qualche tempo appresso si unì anche lui con noi, Presbiteriani Italiani. Parlai ancora a lui molte volte del suddetto battesimo, ma lui al momento non lo comprendeva. Nel principio di Settembre 1903 venne in Elgin, Ill. (ove io ed il fratello G. Marin eseguivamo un lavoro) e gli parlai di nuovo in presenza di G. Marin della necessità di ubbidire al comandamento del nostro Signore; questa volta; (servendosi Iddio anche di altri mezzi) fu convinto, e due giorni dopo si fece battezzare ad Elgin stesso, da un fratello Americano, appartenente alla “Chiesa Dei Fratelli”, (Church of the Brethren). Allora gli dissi: “Fratello Beretta! ora che siete battezzato; Lunedì 7 corr. che è Labor Day, battezzerete ancora me.” La Domenica seguente giorno 6, toccava a me come anziano di presiedere, datosi che il Pastore si trovava in Italia, così ebbi l’opportunità di dire al popolo quello che avevo nel cuore, e dissi loro: “Dopo 9 anni che il Signore mi parlò di ubbidire al Suo comandamento, domani con l’aiuto di Dio ho l’opportunità di ubbidirlo, e se alcun di voi vuole assistere, venga al lago (Lake-front in Chicago), tale luogo, ora tale. Vennero quasi 25, e 18 di loro ubbidirono con me. Fummo immersi dal fratello G. Beretta.

Poco tempo dopo, il Pastore (F. Grilli) fece ritorno dall’Italia, e la prima Domenica che avemmo il servizio, dissi al Pastore che desiravo di dire alcune cose alla fratellanza prima del suo sermone; quello mi fu concesso; allora prima di tutto domandai al popolo se avevo fatto loro alcun torto, che lo testimoniassero; loro risposero che non avevano nulla contro di me; poi li esortai (la fratellanza) che se volevano partecipare alle promesse di Dio bisognava ubbidirlo secondo la Sua Parola. Dopo questo, diedi le mie dimissioni, cioè: Come anziano, segretario, ed anche da membro di quella chiesa. Loro tutti rimasero meravigliati, dicendomi che non li lasciassi, gli dissi che quella decisione, non era premeditata da me, ma che mi fu ordinata dal nostro Signore di farlo. Avvenne poi, che ancora coloro che ubbidirono al comandamento insieme a me, vollero uscire, ma non credetti cosa buona per loro di fare, ma con tutto ciò vollero separarsi; perciò fu necessario di radunarsi in qualche luogo, per il bene di coloro che non sapevano leggere. Così la prima radunata fu tenuta in casa del fratello Nicola Moles nella, quale elessero me per loro anziano, allora, io proposi anche i fratelli G. Beretta, e P. Menconi, per aprire i servizii, una settimana ciascuno. Dopo poche sere si decise di radunarsi in casa mia. Il 2 Dicembre 1903, partii per l’Italia per una visita ai miei di famiglia. Al mio ritorno a Chicago (nei primi di Maggio 1904) trovai in questi fratelli dei gonfiamenti, producendo contese senza fine. Vedendo questo, decisi di domandare consiglio al Signore come procedere; il Signore mi rispose di separarmi da loro fintanto che Lui (il Signore) me lo ordinava di ritornare nel mezzo di loro. Questo avvenne in Ottobre 1904. Con me uscirono ancora le famiglie di N. Moles, Alberto Di Cicco e qualche altro, e cosi insieme ci radunavamo di casa in casa nei giorni stabiliti, e tutte le Domeniche si rompeva il pane ricordando la morte del nostro Signore. Ecco, alcuni dei preliminari della grande opera che il Signore ha fatto per lo Spirito Santo nel popolo Italiano.

Nei ultimi d’Aprile 1907, il Signore mi fece incontrare con un fratello Americano, uno dei primi che ricevette la Promessa dello Spirito Santo in Los Angeles, l’anno 1906, e per mezzo di lui seppi, che al No. 943 W. North Ave., vi era una missione che si predicava la promessa dello S. S. e che il Pastore stesso (W. H. Durham) era stato fatto partecipe. La prima settimana, frequentai i loro servizii da solo, e il Signore mi assicurò che quella era l’opera Sua. La Domenica seguente vennero con me il resto del gruppo. Nel mese di Luglio, mia moglie fu la prima ad essere suggellata col dono dello S. S. parlando in lingua Svedese; la sorella Dora Di Cicco fu la seconda parlando in lingua Cinese. Il 25 d’Agosto il benigno Signore si compiacque di suggellare ancora me. In quel tempo che si aspettava la promessa, il Signore fece sapere al fratello W. H. Durham ed altri, che Lui (il Signore) mi aveva chiamato e preparato per portare il Suo messaggio al popolo Italiano; che poi appresso fu ancora confermato da Dio stesso. Nel principio di Settembre testimoniai alla famiglia di Pietro Ottolini, i quali vennero anche loro ad attendere ai servizii, e in pochi giorni furono ancora loro suggellati. Il 14 dell’istesso mese, venne ancora il fratello Giovanni Perrou, e ci domandai se conosceva l’Evangelo, lui mi rispose che era nato Evangelico, gli domandai ancora se aveva in lui la testimonianza d’esser salvato, lui mi rispose che non lo sapeva; allora l’esortai di domandare con tutto il suo cuore perdono a Dio, e poi cercare la promessa dello S. S. Lui ubbidì, ponendosi in ginocchioni, ed in quel momento, il benigno Signore lo lavò col Suo sangue, ed altresì, lo suggellò. S’imbatterono presenti i fratelli G. Marin, ed Agostino Lencioni, il quale quest’ultimo (A. Lencioni) prima era contrario, ma poi avendo veduto lui stesso come il Signore operò nel fratello G. Perrou, (quale lui conosceva) fu convinto a cercare anche lui la faccia del Signore.

Nell’Indimenticabile 15 Settembre dell’istesso anno, nella radunanza No. 1139 W. Grand Ave., il Signore si manifestò sul fratello A. Lencioni, fu creato del disturbo non discernendo l’opera di Dio. Due di loro presenti, vedendo questo mi vennero a chiamare, i quali furono i fratelli P. Menconi, e Luigi Garrou, dicendomi di andare nel luogo ove loro erano radunati. Prima di andare pregai il Signore, il quale mi ordinò di andare. Quando entrai in quel locale, il Signore mi riempì la bocca per parlar loro della potenza del sangue del patto eterno, e che per esso solo si può star ritti nella presenza di Dio, ed ottenere le Sue fedele promesse. Immantinente il Signore si manifestò con la Sua presenza, suggellando i fratelli P. Monconi, A. Andreoni, A. Lencioni, ed altri, e la fama del nostro Signore, e le Sue grandi opere fu sparsa, e saputo da tanti, quali ancora venivano per vederla, ed il Signore lo convinceva, e lo suggellava, vecchi e nuovi (nella fede) fra essi anche i fratelli G. Marin, ed Umberto Gazzari. Nelle prime settimane, il Signore chiamò molti Carraresi, fra i quali uno dei fedeli è viventi, il fratello Alessio Adriani. Quando ritornai alla radunanza di Grand Ave., il fratello P. Ottolini apriva il servizio e P. Menconi presiedeva. Nel terzo servizio che avemmo, avvenne che mentre il fratello P. Menconi saliva sul pulpito, il fratello P. Ottolini (spinto dallo S. S.) fece un salto, e gridò dicendo: “Fratello Menconi! fermati, il Signore mi dice che ha mandato il fratello L. Francescon nel mezzo di noi per ammaestrarci. Il fratello P. Menconi fu confermato dal Signore di starsene a sedere al presente, e che poi se ne avrebbe servito anche di lui. Così occupai di nuovo il posto di anziano di detta chiesa fino al 29 Giugno 1908.

Alla fine del mese di Ottobre, il Signore mandò mia moglie a Los Angeles, Calif. per dare la testimonianza della promessa alla famiglia del fratello N. Moles, che erano stabiliti in quella città da circa un anno prima della manifestazione dello S. S., col risultato che alcuni di loro furono suggellati; e poi si unirono coi fratelli Americani di quella città. In quel tempo vennero alcuni fratelli e sorelle da Hulberton, N. Y. a visitarci, avendo udito come il Signore stava operando nel mezzo di noi. Dopo pochi giorni furono ancora suggellati, e ritornarono a loro destinazione con la caparra nei loro cuori. Poco tempo dopo venne anche il fratello G. Beretta, ed anche lui ricevette il dono di Dio. In quel tempo, vennero nel mezzo di noi anche i fratelli Leopoldo Tedeschi, Michele Iacovetti (essi conoscevano l’Evangelo). Nel principio di Dicembre, il Signore parlò per la mia bocca, dicendo: “Io il Signore ho stanziato il Mio nome in questo luogo, se voi mi ubbidite e state umili, Io manderò nel mezzo di voi coloro che devono essere salvati. Vi terrò insieme per un poco di tempo per ammaestrarvi, poi manderò alcuni di voi fuori per raccogliere altre mie pecore. Questo è il segno che vi do per accertarvi che sono Io che ho parlato: Questo locale vi sarà piccolo per contenere le persone che Io vi manderò”. Appena dopo questa profezia, un fratello si sentì di comperare 60 sedie per aggiungerle a quelle che già avevamo. In quei giorni il Signore aveva operato nei fratelli Giacomo Lombardi, e Giovanni Rossi, ed altre famiglie, membri della chiesa Presbiteriana Italiana, come pure nei Cattolici, fra i quali anche il fratello Luigi Terragnoli. La Domenica seguente (dopo la profezia) tutte le sedie furono occupate, e diversi anche in piedi. Fu fatto il battesimo per questi ultimi, nel principio di Gennaio 1908, ed una settantina ubbidirono al comandamento del nostro Signore; la maggior parte di loro erano già suggellati con la promessa. Fra il 15 Settembre, alla fine di Dicembre 1907, il Signore fece tante miracolose guarigioni, malattie croniche ed incurabili alla scienza umana; qui sono 4 di tali casi: G. Lombardi, P. De Stefano, Lucia Menna, e Fidalma Andreoni. Il Signore altresì, permise che passassimo delle dure prove e persecuzioni; ma non si faceva caso di esse, perché la grazia di Dio abbondava nei nostri cuori, e le sue promesse erano fedeli.

In Gennaio 1908 i fratelli P. Ottolini, e G. Perrou, mossi dallo S. S. e con la comunione della chiesa, andarono nella città di New York (passando prima per Hulberton, N. Y.) col risultato che alcuni credettero, fra essi il fratello Silvio Margadonna. Dopo la partenza di P. Ottolini, il fratello A. Lencioni prese il suo posto, cioè di aprire il servizio. In Febbraio, il Signore fece sentire al fratello A. Lencioni di andare ad Hulberton, N. Y. e ribattezzare i credenti di quel luogo, perché non furono stati immersi seconda la Sua Parola, allora il fratello G. Lombardi prese l’ufficio di A. Lencioni, cui l’ebbe fino al 15 Luglio. In Marzo del seguente anno, il Signore fece sapere a me, ed al fratello G. Lombardi, di lasciare il lavoro materiale ed essere a Sua disposizione; per noi: ambedue ci trovavamo in una male condizione finanziaria con 6 piccoli figliuoli ciascuno, ma di non temere che Lui (il Signore) ne avrebbe preso cura delle nostre famiglie. Questa rivelazione ci fu confermata mediante il dono dell’interpretazione dei linguaggi; per cui restammo consolati di arrenderci interamente alla volontà del nostro Signore. Nel principio di Aprile, 4 fratelli partirono dal mezzo di noi nello spazio di 2 settimane, destinati per l’Italia; i quali 3 ritornarono indietro senza successo, e uno restò coi suoi di famiglia per un tempo, cui il Signore operò, e poi vennero a Chicago, (Il fratello menzionato che restò in Italia, era Demetrio Cristiani).

Nel mese di Aprile, il Signore ci mandò dei gloriosi messaggi, controllati dallo S. S. i quali ebbero quasi tutti il loro adempimento. Una delle profezie che ha già avuto il suo adempimento è la seguente: Un fratello, dopo aver data la sua testimonianza, parlò in linguaggio strano e poi si sedette; una nostra sorella che aveva il dono d’interpretazione, si alzò e disse: Il Signore ci fa sapere oggi, per la bocca di questo fratello che i santi d’Italia saranno perseguitati sotto il regno di Vittorio Emanuele III. (Notate bene, che quando questa profezia fu detta, la testimonianza di quest’opera non era ancora arrivata in Italia). Ora come tutti sappiamo detta profezia è stata letteralmente adempiuta l’anno 1936. Per ordine del Governo Italiano chiusero tutti i locali di riunione dei nostri fratelli, e proibiti di radunarsi dovunque, e coloro che venivano sorpresi riuniti, venivano multati; ed incarcerati, per solo motivo ch’essi servivano al Dio vivente secondo la fede Apostolica. Il 29 Giugno, il Signore mi fece sentire di andare a St. Louis, Mo.; prima di partire, ordinai per anziani di questa chiesa di Chicago, i fratelli Pietro Menconi, e A. Andreoni. Il fratello Lombardi mi raggiunse a St. Louis il 15 Luglio, e di là partimmo per la California nel principio di Settembre. Lui fece ritorno a Chicago, e poi partì di nuovo, per Roma, Italia; ove il Signore ne salvò parecchi, e furono da Lui (il Signore) piantati per essere suoi testimoni in quella nazione. Io rimasi a Los Angeles, raccolsi nella casa del fratello N. Moles alcune sorelle che erano state salvate e suggellate con lo S. S. nelle chiese Americane di quella città. In quel tempo il Signore salvò ancora il fratello Serafino Arena e famiglia, e qualche altro. Dopo un tempo, il fratello S. Arena si sentì di portare la testimonianza in Sicilia, Italia, quale ebbe molto successo. Il 3 Marzo 1909, ritornai a Chicago. Mosso dallo S. S., il 18 Aprile partii per Philadelphia, Pa., ove il Signore salvò il fratello Giovanni Marcucci, sua moglie, ed un figlio, sua sorella Carolina, ed una sua figliuola, e la sorella Concetta. Il Signore piantò bene l’opera Sua in quella città infra il popolo Italiano, quale fu confermata per il buon frutto che appresso diede alla gloria di Dio Padre. Ritornai a Chicago il 22 Luglio.

Per santa rivelazione e ben confermato, il 4 Settembre partii per Buenos Aires col fratello Lombardi, e Lucia Menna, ove il Signore operò nella famiglia di Michelangelo Menna, in una campagna della provincia di Buenos Aires. Ritornai a Buenos Aires col fratello Lombardi, e ci fu aperta una porta in quella città, ed anche in un sobborgo di essa. L’8 Marzo, 1910, partimmo da Buenos Aires (per comando del Signore) diretti per San Paolo, Brasile. Il secondo giorno, dopo arrivati in quella città, per guida Divina incontrammo in un giardino (chiamato Della Luce) un Italiano per nome Vincenzo Pievani (àteo) che abitava a Sant’Antonio Della Platina, Stato del Paranà, e gli parlammo della grazia di Dio. Due giorni dopo Pievani ritornò al suo paese, e noi rimanemmo nella città di San Paolo fino al 18 Aprile, in detto giorno per volontà del Signore Lombardi parti per Buenos Aires, ed io per S. Antonio Della Platina, arrivato in quel luogo trovai due Italiani, uno era il suddetto Pievani, ed un altro per nome Felicio A. Mascaro, le loro mogli con il rimanente degli abitanti di quel paese erano tutti Brasiliani, e tutti di fede cattolica Romana. Per andare in questo luogo ove il Signore mi fece sentire, non avevo nessuna direzione, all’infuori della seguente: V. Pievani, San Antonio Della Platina, Stato del Paranà. Vi era una sola linea ferroviaria che andava al sud di questo Stato, ma però con più di 200 chilometri di distanza dal punto più vicino di questa ferrovia a San Antonio, quale si trovava al nord dello Stato, in quel tempo non vi era nessuna via da quel punto che mi avrebbe aiutato, per recarmi a San Antonio, e nel mio cuore avevo in dubbio di prendere suddetta linea. Mi sentii di andare alla stazione ferroviaria e guardare la carta delle linee dei treni, e lo S. S. mi indicò la linea che dovevo prendere, cioè la Sorocabana che percorreva nello Stato di San Paolo, e la fine di essa linea si trovava vicino al nord dello Stato del Paranà, e l’ultima sua stazione in quel tempo era Salto Grande. Partii da San Paolo alle 5:30 A. M. con un mal di schiena che solo Iddio lo sa, impedendomi di procurami del cibo tutto quel giorno. Arrivai a Salto Grande alle 11 P. M.; luogo dove il Signore mi disse che aveva preparato ogni casa per me, per compiere la mia missione; e cosi veramente fu, solo che mi restava di fare un circa 70 chilometri a mezzo di cavalcatura, traversando foreste vergini infestate di jaguari, ed altre fiere di quei luoghi, feci il resto di quel viaggio con la guida di un Indiano, per grazia di Dio arrivai a San Antonio il 20 Aprile. Un’altra mia difficoltà era, che non sapevo nemmeno una parola del loro linguaggio, senza danaro, e poi ancora malato, ma Iddio che ha i cuori di tutti nelle Sue mani, mi fece vedere la prima maraviglia, ossia che mentre entravo in quella contrada di San Antonio, fece trovare la moglie dell’italiano (Vincenzo Pievani) alla finestra e ci disse: “Ecco l’uomo che io vi ho mandato”, (essi non mi aspettavano) così fui accolto in casa loro, e dopo pochi giorni il Signore aprì i loro cuori, e poi ancora altri nove, in tutti ne furono battezzati nell’acqua 11 di loro, ed ancora con fermati coi segni dell’Altissimo. Queste sono le primizie di quella grande opera di Dio, in quella nazione. Dopo questo, anche il nemico cominciò il suo lavoro per disfare l’opera di Dio, ma invano fu il suo lavoro. Il resto del popolo di quella contrada, sapendo del mio arrivo, ed ancora la mia missione, fecero una congiura contro di me di uccidermi, con un prete a capo di tutti. Non sarebbe stato alcun mezzo di scampo per me, se Iddio non fosse intervenuto coi suoi potenti mezzi. Il Signore mi aveva fatto sapere di stare là, fino al 20 Giugno, e in questa prova ero pure pronto di arrendermi ai miei nemici per risparmiare quei pochi di credenti, che volevano uccidere insieme a me. Iddio ne è testimone di questo, come pure i fratelli viventi di quel luogo. Partii da San Antonio il 20 Giugno, per San Paolo, appena arrivato in quella città, il Signore mi aprì una porta; col risultato che una ventina di anime accettarono la fede, parte di loro Presbiteriani, alcuni Battisti, Metodisti, e qualche Cattolico Romano; e quasi tutti gustarono la Divina Virtù. Alcuni di loro furono sanati, altri ancora suggellati col benedetto dono dello S. S. Verso la fine di Settembre partii per il Canale del Panamà lasciandoli nella mano di Dio, e con i consigli che Lui (il Signore) mi diede di dare loro, perchè Lui potesse per mezzo di loro continuare l’opera Sua in quei luoghi. Fino ad ora, il Signore mi ha mandato 9 volte nel Brasile, ed ogni volta, ho notato un maggior progresso nel mezzo di loro, tanto spirituale, come materiale. Qui vi do una prova che l’opera del Brasile è stata piantata dallo Spirito Santo, e guidata per esso: Nella città di San Paolo vi sono 30 radunanze, tutte di pari consentimento, con più di 6000 anime che rendono testimonianza della grazia di Dio. Nel rapporto dell’anno 1940, il numero delle radunanze della nostra fratellanza era di 305; dall’anno 1935 al 1940 ubbidirono 17, 761 anime al comandamento del nostro Signore, a Gesù la gloria. Ecco, come il benigno Iddio incominciò quest’opera Sua.

Pel battesimo dell’acqua, secondo il comandamento del Signor Gesù, siamo stati tirati fuori dalle sette umane, e dalle loro teorie. Pel dono dello Spirito Santo, fu inanimata, ed allargata; quale non occorre aggiungere altro perchè il risultato ne ha parlato, e ne parla ancora, di questa meravigliosa opera, fatta per la potente mano di Dio, quale sia data ogni gloria per Gesù Cristo benedetto in eterno. Altresì, ogni qualvolta che sono ritornato al Nord America ho sempre trovato delle novità in questi fratelli, cose differenti a quello che avevano ricevuto da principio. Ma ringrazio Iddio, che mi ha sempre illuminato, ed ancora di farmi discernere il bene, ed il male, rimanendo fermo nel Suo consiglio, e nella Sua verità.

Questa testimonianza è una storia (in breve) di quest’opera del nostro Signore, un ricordo per la mia famiglia, ed anche un conforto a questa fratellanza di Chicago, la quale una parte d’essa mi sostenne costantemente, fedele alla parola di Dio, prendendo meco la parte del nostro Signore, come pure tanti fratelli altrove, che non compromisero la loro celeste vocazione per rispetto umano, né per timore di quello che gli poteva fare l’uomo mortale, oppure per lusinghe o spaventi del maligno. Nelle battaglie del nostro Signore, molti ci hanno abbondonati, ma Iddio ne ha messo altri a posto loro, ed avvegnaché molti altri ancora ci lasciassero, pur sappiamo, che abbiamo un vero amico, che non lascia né abbandona i suoi fedeli, perciocché Egli è l’eterno Signore, il suo nome è la Parola di Dio, il Verace e Fedele, quel che giudica e guerreggia in giustizia, Alleluia. Fratelli guardiamoci dal nemico, e dal suo lusinghevole parlare, acciocché non cadiamo nei suoi lacci, ma fermi nel consiglio di Dio, acciocché possiamo essere congiunti con Lui, e con lo Spirito Santo, servendo il nostro Dio con lealtà, per la fede che abbiamo ricevuto da lui in Cristo Gesù nostro Salvatore. Ringrazio Iddio per Gesù Cristo, che Lui ha tenuto la mia mente sempre sveglia e chiara finora. Senza che avessi conservato ricordi o particolari della mia vita, né della gloriosa missione che il Benedetto mi chiamò per compiere, per la fede nel Signor Gesù e virtù dello Spirito Santo. Contemplando sempre dal monte della mia sottomissione al Signore Iddio mio, il panorama della Sua grande opera, vedendomi sempre presente in essa; e per raccontare (quando Lui mi dà l’opportunità) le Sue grandi meraviglie, le Sue misericordie, Suoi consigli e liberazioni ricevuti da Lui.

Vidi la Sua potenza e fedeltà alle Sue promesse, ed anche i Suoi giudicii; e questo ricordo è anche un dono di Dio che l’uomo riceve da Lui, per magnificare la Sua pazienza, e le Sue opere, per dare a Dio la lode e tutta la gloria per Gesù Cristo. Amen.

Chicago, Ill. Marzo 1942.

In questa seconda edizione della mia breve testimonianza vi sono state fatte alcune correzioni alla prima, e di più questo che segue: Il Signore si compiacque di mandarmi di nuovo nel Brasile, questa volta con mia moglie. Partimmo da Chicago, Ill., il 27 Ottobre 1947. Restando nel Brasile fino al 18 Ottobre 1948. Trovammo quell’opera bene aumentata in numero, altresì prosperata nelle cose materiali, ed il loro progresso fu costante. Secondo il rapporto ufficiale del 1951 (qual devono dare ogni anno alle autorità civili dello stato di S. Paolo) nel quale risulta che il numero delle radunanze arrivarono a 815 dei quali 217 di loro proprietà.

Dall’anno 1942 al 1951 ubbidirono al comandamento del Signor Gesù 74.775 anime. Le 46 radunanze ora esistenti nella Città di S. Paolo, con le vicine sono rappresentate da 5 fratelli (trustees) curatori delle cose materiali, per rendere conto alle autorità, secondo come essa legge richiede, cioè per dare a Cesare le cose appartenenti a Cesare. La parte spirituale è governata dagli Anziani, per la Guida dello Spirito Santo, i quali si radunano una volta la settimana in preghiera per domandare consiglio e guida al Signore, poi viene comunicato alle radunanze quello che il Signore fa loro sentire.

Lo stesso vien fatto dagli Anziani in differenti zone fuori della Città di S. Paolo. Per i servizi di battesimi, sante cene, ecc., o per qualche urgente necessità, si radunano altresì in preghiera acciocché il Signore spinga chi egli vuole per tale occasione, facendo poi per loro quello che ha promesso nella sua parola, perciocché il volere e l’operare appartiene al Redentore e Signor nostro, quando la nostra confidenza è riposta tutta in Lui, Alleluia. Questa è la via del cielo approvata dall’eterno Signore. Amen.

311 N. Lombard Ave. – Giugno 1952 Oak Park, lllinois la fedele testimonianza di Luigi Francescon

Tratto da : http://www.lanuovavia.org/testimonianze_03_conversioni_005.html

Un tizzone strappato dal fuoco

MATTEO-FOTO-TESTIMONIANZAEro un cattolico romano, ma non frequentavo assiduamente la messa, in quanto non ero particolarmente attirato dalla dottrina cattolica romana, perchè vedevo che c’era sempre qualcosa di ambiguo rispetto a quello che si professava. In altre parole, non riscontravo coerenza di comportamento perchè vedevo che veniva predicata una cosa, ma ne facevano una contraria.
Comunque devo dire che mi sentivo sempre attirato alla Bibbia, che leggevo spesso, anche perchè la Bibbia mi presentava Gesù e gli apostoli come persone povere, mentre nella Chiesa cattolica romana vedevo coloro che si dicevano i successori degli apostoli che erano tutt’altro che poveri, a cominciare dal cosiddetto successore di Pietro.
Avendo un collega di lavoro che si professava Cristiano Evangelico, quando capitava di parlare con lui delle cose che concernevano la fede, io gli facevo delle domande in merito, e andavo a verificare nella Bibbia se quello che lui mi diceva era vero. Dico questo per far capire che anche quando ero nelle tenebre, avevo il desiderio di appurare con la Bibbia le cose che mi venivano dette. Non sono mai stato uno che accetta ‘per oro colato’ quello che gli viene detto.
Facevo della Bibbia il mio continuo punto di riferimento, ed ero sempre pronto ad accettare tutto quello che mi veniva detto a condizione che fosse scritto nella Bibbia. Ci tenevo ad avere idee bibliche, tanto è vero che conoscevo – a differenza della stragrande maggioranza dei cattolici romani – il secondo comandamento così come lo troviamo nel libro della legge: secondo comandamento che non esiste nel catechismo cattolico.
A tale riguardo, voglio dirvi che un giorno questo mio collega evangelico mi chiese: ‘Ma tu conosci il secondo comandamento?’, e io gli risposi: ‘Ma certo, ….’ e glielo citai, al che il mio collega rimase impietrito dalla mia risposta. Non se lo aspettava proprio, infatti mi disse: ‘Sei il primo cattolico romano con cui parlo che mi ha saputo rispondere correttamente’.
Dopo di ciò, il mio collega mi invitò ad una riunione di culto della Chiesa Evangelica ADI di Salerno, sì perchè lui era ed è tuttora membro di quella Chiesa. Era il novembre del 2011, quando partecipai per la prima volta nella mia vita ad un culto evangelico. Continuai dunque a frequentare i culti di quella comunità, e ogni volta che ascoltavo le predicazioni andavo a verificare come era mia abitudine tutto nella Bibbia.
Dopo avere ascoltato queste predicazioni, mi sono fatto un esame di coscienza e ho dovuto valutare la mia vita dalla mia nascita fino a quel momento. E la prima cosa che mi venne in mente fu quello che mi avevano detto i miei genitori, e cioè che poco dopo che ero nato – mentre mi trovavo nelle culle multiple dell’ospedale – si aprì la culla e io caddi a terra e gli altri bambini mi caddero addosso. Gli effetti di quella caduta furono terribili, in quanto la mia vita fu considerata dai medici in pericolo, tanto che mi fu somministrato seduta stante il ‘battesimo’ cattolico perchè i medici temevano che non arrivassi vivo fino al giorno dopo. Considerando quindi che ero sopravvissuto a quell’incidente, mi considerai come un miracolato da Dio, da Lui destinato a qualche cosa di nobile.
Poi all’età di circa tre anni si verificò quest’altro funesto avvenimento. Stavo giocando vicino ad una fontana antica dove scorreva sempre l’acqua, e sono caduto a testa in giù dentro la fontana con l’acqua che mi scorreva addosso. Proprio in quel momento si trovò a passare per quel posto un uomo che viveva a fianco della nostra abitazione, e mi prese come si prende un capretto per i piedi e mi tirò fuori sollevandomi in aria. E questo uomo purtroppo dopo circa un mese ebbe un incidente stradale nel quale morì. Ancora una volta Dio mi aveva preservato dalla morte.
Questi due eventi della mia vita mi spinsero a farmi capire che Dio mi aveva protetto dalla nascita, e quindi se ero ancora in vita lo dovevo a Lui.
Ma ero ancora un peccatore perduto, che conducevo una vita dissoluta, e quindi capii che non stavo facendo la volontà di Dio. Ciò mi spinse a ravvedermi e a credere nel Vangelo.
A questo punto, cominciai a fare delle domande specifiche al pastore, perchè ero assetato della Parola di Dio, e della conoscenza della Sua volontà verso di me. Ma le sue risposte erano evasive e insoddisfacenti, talché decisi di effettuare delle ricerche su Internet per cercare le risposte alle mie tante e continue domande che mi facevo.
E ogni volta che facevo una ricerca venivano fuori sempre gli scritti del fratello Butindaro Giacinto, che mi mettevo a leggere con interesse. Fermo restando che apparivano nei risultati delle mie ricerche altri siti, accadeva sempre che non mi sentivo attirato mai a visitare gli altri siti. Poi, oltre agli scritti di Butindaro cominciai anche ad ascoltare le sue predicazioni. Me le scaricavo e poi me le studiavo prendendo tante annotazioni, e andando a fare come era mia abitudine il confronto con quello che diceva la Bibbia. E notavo che quello che predicava era confermato dalla Bibbia, ma notavo anche che esistevano delle discordanze nette tra le predicazioni di Butindaro, che erano bibliche e seguivano la Parola di Dio, e gli insegnamenti delle ADI. Al che ogni qual volta ne avevo occasione parlavo di ciò con diversi fratelli, tra cui colui che mi aveva evangelizzato.
Adesso voglio raccontarvi un episodio accadutomi proprio in quei giorni. Mi trovavo in vacanza a Rotonda (Potenza), e la mattina ero andato al culto a Salerno e dopo che sono rientrato a casa, alle 18 circa abbiamo sentito dei rumori che venivano dalla strada, e mi sono affacciato ed ecco era in corso la processione della Madonna del posto. Come sono rientrato dentro, all’improvviso c’è stato un forte terremoto. Allora mi sono ricordato delle parole scritte nel libro del profeta Geremia secondo cui ‘per l’ira di Dio trema la terra’ (cfr. Geremia 10:10). Tutto ciò mi colpì profondamente, visto e considerato che in quel momento quando ha tremato la terra in quel posto era in corso una cosa abominevole nel cospetto di Dio, che provoca Dio ad ira. Ho detto ai miei familiari non convertiti che quel terremoto era un castigo di Dio a motivo dell’idolatria, ma sono stato da loro beffato. In seguito ho raccontato questo fatto durante la testimonianza nel culto della domenica successiva a Salerno specificando che il terremoto era stato una manifestazione dell’ira di Dio.
Avevo un forte desiderio di parlare con i fratelli delle cose del regno di Dio al di fuori delle riunioni di culto, per poter crescere spiritualmente, ma non potevo farlo con i fratelli della Chiesa ADI di Salerno, perchè dopo ogni culto c’era un fuggi fuggi generale e durante la settimana al di fuori delle riunioni di culto non potevo incontrarmi con i fratelli per parlare delle cose di Dio, il che mi rattristava e turbava. Allora parlando con il fratello Butindaro sono stato da lui messo in contatto con dei fratelli in Cristo con i quali ho potuto discutere spesso telefonicamente di tante cose del Signore, soprattutto cose dottrinali, ed anche condividere tante esperienze di vita in Cristo, e poi ho potuto anche incontrarli personalmente. E tutto questo ha contribuito molto alla mia crescita spirituale, e per questo ringrazio Dio. Di tutto questo erano a conoscenza sia il pastore che la comunità, perchè a me piace operare alla luce del sole. In merito a questo, debbo dire che una volta parlando con il pastore, avendogli detto che ascoltavo le predicazioni del fratello Butindaro e mi sentivo telefonicamente con lui, il pastore mi disse che non dovevo nè ascoltarlo e neppure chiamarlo, al che io gli chiesi il perchè, ma lui non mi diede risposta, al che io gli dissi: ‘Ritengo nullo quello che mi hai detto perchè non hai motivato la tua esortazione’.
In quel tempo il pastore fece un annuncio per i futuri battesimi che si sarebbero tenuti il 28 ottobre 2012. E io aspettavo naturalmente di essere tra i battezzandi, perchè avevo incaricato il fratello che mi aveva evangelizzato di chiedere al pastore di battezzarmi, al che il pastore aveva risposto affermativamente, e questa era la ragione per cui mi aspettavo di essere chiamato. Vedendo però che non venivo chiamato, dopo alcuni giorni mi sono avvicinato a lui dopo una riunione di culto chiamando tre fratelli come testimoni, e gli ho chiesto perchè non risultavo nell’elenco dei battezzandi. Lui mi rispose che doveva ancora valutare, al che io gli risposi che quello che faceva non era biblico perchè io dal punto di vista biblico avevo il diritto di essere battezzato perchè avevo creduto nel Vangelo. Allora lui mi disse: ‘Questo vorrà dire che a gennaio del 2013 ti battezzerò anche se fossi solo tu a dovere essere battezzato’.
Arriva gennaio, passa gennaio, passa febbraio, e io domenica 3 marzo 2013 apprendo che non posso essere battezzato perchè non sono ancora convertito. Questo mi fu detto da un fratello che era vicino al pastore. Le sue testuali parole furono queste: ‘Non puoi essere battezzato perchè non sei convertito!’. E dire che io avevo testimoniato della mia fede davanti a tanti fratelli di quella Chiesa. Evidentemente essere convertiti a Cristo non è sufficiente nelle ADI per ricevere il battesimo, perchè occorre convertirsi alle ADI. E io non ero disposto a convertirmi alle ADI.
Ma io avevo il desiderio di farmi battezzare, e avendo parlato con il fratello Butindaro esprimendogli la richiesta di battezzarmi, lui incaricò il fratello Giuseppe Piredda di battezzarmi, il che è avvenuto il giorno 8 giugno 2013 a Benevento presso l’abitazione del fratello Giuseppe De Ieso. A tale riguardo erano presenti tanti fratelli, peraltro alcuni venuti da fuori regione, ma mancava colui che mi aveva evangelizzato e portato nella comunità ADI di Salerno quantunque lo avessi invitato.
A questo punto, visto e considerato che i conduttori della Chiesa non mi consideravano un figlio di Dio, decisi di ritirarmi e separarmi dalle ADI e consegnai il 5 maggio 2013 nelle mani del figlio del pastore della Chiesa quattro copie della seguente lettera: una per il pastore, e le altre per i membri del consiglio di Chiesa.

 

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Comunicazione del mio ritiro dalla comunità A.D.I. di Salerno

Fratelli e sorelle nel Signore, abbiate pazienza con me e sopportatemi, in quanto devo rendere questa testimonianza affinché tutto sia chiaro intorno all’insegnamento del Signore e sulle deduzioni che sono state tratte nei miei riguardi.
Vi cito quanto riportato in Atti degli apostoli 19:8-9 «Poi entrò nella sinagoga, e quivi seguitò a parlare francamente per lo spazio di tre mesi, discorrendo con parole persuasive delle cose relative al regno di Dio. Ma siccome alcuni s’indurivano e rifiutavano di credere, dicendo male della nuova Via dinanzi alla moltitudine, egli ritiratosi da loro, separò i discepoli, discorrendo ogni giorno nella scuola di Tiranno.»
Tengo a precisare che fin dal giorno della mia conversione al Signore ho sempre frequentato questa comunità, ho avuto riposto la mia fiducia anche in tutti voi come miei fratelli in Cristo, ed ho cercato di integrarmi in questa comunità, ma mi sono state chiuse le porte e i cuori da molti, a partire dai responsabili. Infatti, ho chiesto il battesimo in acqua, ben sapendo che non è quello che salva, ma è la grazia di Dio, che fa grazia a chi vuole fare grazia ed indura chi vuole, Lui è l’Altissimo Onnipotente che può tutto. Il battesimo mi è stato rifiutato senza spiegarmene le ragioni; in un primo tempo mi era stato promesso, senza rispettare la promessa fattami, contravvenendo al più semplice degli obblighi di un conduttore del gregge del Signore, il quale non è chiamato ad essere mediatore tra gli uomini e Dio, perché con questo diventa come il sacerdote della chiesa cattolica Romana.
Quando il pastore vuole valutare la condotta del credente, diventa arbitro di stabilire come e quando effettuare il battesimo, andando contro le sacre scritture elevandosi a giudice e non a semplice seguace di Cristo per servirlo come Lui ci comanda, avendo ordinato di battezzare coloro che hanno creduto.
Fratelli nel Signore, più volte ho parlato ed espresse le mie testimonianze, avendo avuto cura di citare sempre le Scritture, le quali un cristiano deve sempre investigarLe.
Sono stato tacciato di non essere convertito, e alla fine mi hanno sospinto a comportarmi come l’apostolo Paolo nel passo citato del libro degli Atti, cioè a ritirarmi da questo luogo e da coloro che non rispettano la sana dottrina del nostro Signore. Voglio rimarcare il fatto che non mi ritiro da Cristo, ma da quei membri di questa comunità che non mi hanno accettato, senza che mi sia stata data mai una esauriente spiegazione biblica.
Pertanto vi chiedo che se siete a conoscenza di verità bibliche di cui io disconosco, perché non è stata portata alla mia attenzione? Ho cercato in ogni modo di manifestare la mia nuova nascita, ma ho potuto constatare che siete solo degli osservatori di regolamenti umani, e il Signore ci ha messi in guardia da questi, mi ritiro da questa comunità della ADI, ma prima voglio ricordarvi cosa sta scritto nell’epistola di Paolo a Tito 1:7-9 «Poiché il vescovo bisogna che sia irreprensibile, come economo di Dio; non arrogante, non iracondo, non dedito al vino, non manesco, non cupido di disonesto guadagno, ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, santo, temperante, attaccato alla fedel Parola quale gli è stata insegnata, onde sia capace d’esortare nella sana dottrina e di convincere i contradittori.».
Questo passo per farvi sapere che se io non ho compreso qualche cosa, per quale motivo non è stato fatto di tutto da parte degli anziani per ammaestrarmi?
Ciò non è stato fatto, sono stato abbandonato all’ignoranza, ma il Signore non mi ha mai abbandonato, e mi ha confermato più volte che sarei dovuto fuoriuscire da questa comunità, pertanto, dovendo io ubbidire solo ed esclusivamente al Signore Iddio Onnipotente, e continuare a servirLo secondo la sua volontà, io mi ritiro da questa comunità, e vi saluto nel Signore, col desiderio nel cuore che possiate ravvedervi e seguire i veraci insegnamenti scritti nella Bibbia, ispirati dallo Spirito Santo, vi ricorderò in tutte le mie preghiere affinché il nostro Signore Gesù interceda per voi presso il Padre a vostra salvezza.
Matteo Gioia salvato per grazia dal nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, che è Benedetto nei secoli dei secoli. Amen!

Salerno, 05 maggio 2013

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Questa lettera fu da me consegnata sempre in quel giorno anche a tanti altri fratelli.
Voglio dunque esortare i fratelli che frequentano Chiese ADI a rigettare le false dottrine che professano, e mettersi a seguire la sana dottrina che ci ha trasmesso il nostro Signore e Salvatore.
Voglio infine ringraziare il Signore Iddio Onnipotente per avermi fatto trovare la sana dottrina e quindi avermi fatto incamminare per la via da Lui tracciata, e voglio dargli tutta la gloria nel nome del nostro Signore Gesù Cristo che ha pagato per me il prezzo del riscatto dovuto per i miei peccati. Amen.

Matteo Gioia, salvato per grazia dal nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo che è benedetto nei secoli dei secoli. Amen.

Battipaglia, il 15 giugno 2013

Il vescovo cattolico romano Luigi Negri contro Luca De Pero, ex sacerdote cattolico romano ora Cristiano

Fratelli nel Signore, ecco alcune delle dure parole che Luigi Negri, vescovo della diocesi di San Marino-Montefeltro, ha scritto contro Luca De Pero ed altri tre ex cattolici romani alla notizia che essi si sarebbero fatti battezzare in seno alla Chiesa Evangelica Battista di Cesena (cosa peraltro che è avvenuta il 24 Settembre 2011). Aveva già detto delle parole dure contro la conversione di Luca De Pero, definendola un ‘gravissimo attacco al dogma cattolico e alla disciplina ecclesiastica’ e un ‘colpo grave del padre delle tenebre alla nostra Chiesa’, ma è voluto tornare a parlarne in occasione dell’annuncio del battesimo di De Pero. 

Voglio che leggiate attentamente queste sue parole per capire una cosa molto semplice: e cioè che con i Cattolici Romani si possono avere buoni rapporti o fare ecumenismo o collaborare, vedete un pò voi, solo ad una condizione, cioè dicendogli che possono tranquillamente rimanere Cattolici Romani. Perchè nel momento in cui li si esorta a ravvedersi e credere nel Vangelo e ad uscire dalla Chiesa Cattolica Romana – perchè è piena di eresie, idolatria e superstizioni – ce li si fa acerrimi nemici, e questo perchè la Chiesa Cattolica Romana non è affatto cambiata.

‘Mi trovo costretto ad intervenire ancora una volta sulla tristissima vicenda di Don Luca De Pero. Sono venuto a conoscenza del fatto che Don Luca De Pero ed altri tre nostri diocesani riceveranno un altro battesimo nella Chiesa Protestante Evangelica Battista di Cesena. Oltre al fatto che la Chiesa Cattolica non riconosce nessun valore ad un secondo eventuale battesimo, credo che si tratti di una manifestazione pubblica, non tanto di adesione di fede, ma come ulteriore impegno ad offendere la Chiesa Cattolica e la sua volontà. Coloro che parteciperanno in maniera attiva a questo momento incorrono anch’essi nella scomunica “latae sententiae” (cioè compiendo un certo atto si è automaticamente scomunicati) e quindi non sono più ammessi a partecipare alla vita della Chiesa e alla celebrazione dei suoi Sacramenti. Ma quello che è evidente di questa vicenda è che ciò che muove iniziative, movimenti, gesti è ormai solo odio verso la nostra Chiesa, pertanto io invito tutta la comunità cristiana ad essere particolarmente vigilante e a non cedere per nessun motivo per non diventare, in alcun caso, convivente con iniziative e con avvenimenti che siano, di fatto, una rottura della comunità ecclesiale. Non mi sembra sia prova di grande intelligenza favorire che i ragazzi partecipino ancora ad iniziative che, per quanto non direttamente religiose, portano con sé un tentativo di mettere in crisi la fiducia nei confronti della Chiesa. Don De Pero non deve più frequentare gli ambienti della nostra comunità e le iniziative che in qualche modo facciano capo ancora alla sua presenza e alla sua azione sono, da me, esplicitamente deplorate e vietate. Del resto quello a cui ci troviamo di fronte è veramente un tentativo, ormai è assolutamente chiaro, che dura da più di un anno, di sottrarre almeno alcune parti della comunità di Monte Cerignone all’obbedienza alla fede cattolica e all’appartenenza ad essa’.

Da: http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/default.asp?id=427&id_n=1843

Quello del vescovo Luigi Negri è il vero sentimento che regna nella curia romana verso quei cattolici romani che essendosi convertiti a Cristo decidono giustamente di uscire dalla Chiesa Cattolica Romana.

Ecco perchè bisogna guardarsi da tutti quegli Evangelici che fanno ecumenismo con i Cattolici Romani, e da essi sono ben visti e ben voluti, perchè essi hanno deciso di fare dei compromessi, calpestando di fatto la Parola di Dio, e per questo porteranno la pena della loro stoltezza.

Lo ribadisco anche in questa occasione dunque: il messaggio da portare ai Cattolici Romani è ‘‘Ravvedetevi e credete all’Evangelo, convertendovi dagli idoli all’Iddio vivente e vero, e abbandonate la Chiesa Cattolica Romana’. Nessuna collaborazione o intesa è possibile dunque con loro.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Leggi il mio libro confutatorio sulla Chiesa Cattolica Romana

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/09/27/il-vescovo-cattolico-romano-luigi-negri-contro-luca-de-pero-ex-sacerdote-cattolico-romano-ora-cristiano/

Come Dio mi ha fatto rigettare la falsa dottrina delle ADI: ‘Il destino se lo crea l’uomo’

Pace. Mi chiamo Gian Michele Tinnirello ed ho vent’anni, e voglio raccontarvi come Dio mi ha fatto capire la dottrina della predestinazione tramite la Sua Parola.
Sono ormai tre anni che servo Dio; e in questi tre anni molte cose sono cambiate sia all’inizio quando ho conosciuto Dio e sia in questi ultimi tempi. Io sono membro della Chiesa Evangelica ADI di Partinico (PA), quindi di una Chiesa che purtroppo – lo dico a malincuore – rifiuta questa dottrina che è biblica.
Il mio racconto inizia l’estate scorsa quando ‘per caso’ insieme ad un mio amico scoprimmo il sito del fratello Butindaro Giacinto.
Inizialmente la prima cosa che vidi nel sito era il video delle ADI e la minigonna e guardando questo video pensavo che era un po’ esagerato nel dire che si mettevano la minigonna.
Poi in seguito iniziai a vedere i vari scritti di Giacinto ed Illuminato Butindaro. Con questo giovane fratello, con cui ero molto unito, scoprimmo che è sbagliato passare con il cestino dell’offerta, che è sbagliato andare alle messe funebri cattoliche e che è sbagliato andare al mare. Queste cose ci colpirono e io andai un po’ in crisi domandandomi se era giusto oppure no.
Quando leggevo questi articoli non avevo neanche la forza per protestare: accadeva la stessa cosa che mi era accaduta quando un mio compagno di classe mi aveva detto che era sbagliato pregare Maria, perchè allora non riuscii a rispondergli.
Passando i giorni, ogni volta che andavo a casa del mio amico capitava che mi collegavo ad internet da casa sua e non so perché ma andavo a finire sempre in quei siti. Questi scritti li leggevamo insieme io e il mio amico e vedevamo che Giacinto citava sempre passi della Bibbia e ti spiegava tutto, però non riuscivo a comprendere appieno il fatto del mare, non capivo perché era sbagliato.
Un giorno domandammo ad un anziano della Chiesa, che tanti anni fa era stato pastore a Partinico, e lui ci disse sul fatto dell’andare a mare che dipende con quale spirito ci vai e poi sulle offerte ci disse che in Malachia è scritto che dobbiamo fare l’offerta. Quelle risposte mi sembrarono giuste e le accettai.
Continuavo quindi ad andare al mare con i giovani. Nel gruppo c’erano sia maschi che femmine e ci divertivamo in spiaggia. Andammo pure all’Acqua Park a Morreale (PA) e passammo una giornata a divertirci. Incominciavo un po’ a capire che non era tanto giusto andare al mare, e poi ci andavo pure con delle sorelle. Ne parlai con il mio amico, e lui mi disse: ‘Se dobbiamo ragionare così, non possiamo andare da nessuna parte’, e io non dissi più niente.
Ogni tanto in quel periodo capitava, non so come, che andavo a finire nel sito di Giacinto e iniziai a vedere che parlava male delle ADI o meglio confutava varie cose che le ADI affermavano. Diceva continuamente che le ADI non credono nella predestinazione. Io a quel tempo non avevo assolutamente chiaro questo concetto, non ne avevo peraltro mai sentito parlare. Poi un giorno mentre leggevo la lettera di Paolo agli Efesini lessi che siamo stati predestinati senza però capire quello che voleva dire Paolo e pensai: ‘La predestinazione c’è’. Non capivo però cosa era questa predestinazione: la mia mente era ottusa e perciò non intendevo, ero cieco. Butindaro denunciava continuamente il fatto che questa dottrina non veniva insegnata, però io non capivo niente, ma proprio niente.
Mi ricordo che in quel periodo i giovani avevano deciso di andare alle bancarelle della festa che si teneva a Balestrade e a Terrasini ed io ero disponibile ad andarci. Ma chiesi ad alcuni giovani: ‘Ma questa festa è per qualche santo o per la ‘Madonna’?’ Mi dissero che era una festa della ‘Madonna’, e allora io decisi di non andarci, perché secondo me era sbagliato. Poi pensai: ‘Se dico a mia madre, che è cattolica, che vado a questa festa, sicuramente mi risponderà: ‘E poi dici che non ci credi alla Madonna!’. Allora per non dare una brutta testimonianza non ci andai.
Quanto mi prendevano in giro i giovani della Chiesa. Andavano dicendo: “Gian Michele dice che andare alle bancarelle è peccato”. Quante risate si son fatti su di me. Loro mi invitavano e io continuavo a dirgli di no. Poi, preso dal dubbio, contattai il fratello Giacinto tramite e-mail, mentre stavo per inviargli l’e-mail mi batteva forte il cuore, e gli chiesi se era giusto quello che stavo facendo. Dopo un po’ di giorni mi rispose e mi disse che non ci dovevo andare assolutamente perché noi non dobbiamo partecipare alle opere infruttuose delle tenebre (Efesini 5:11). Memorizzai quel verso e lo citavo ad alcuni giovani, ma loro ci andavano lo stesso.
Una sera uscimmo insieme: io ero nella mia macchina. Mentre ero dietro la loro macchina, il mio amico che era nell’altra davanti uscì fuori quasi del tutto dal finestrino e gridava: “E’ peccato, è peccato!” Io all’inizio non capii perché dicesse quelle parole, poi capii che le diceva per prendermi in giro. Nei giorni successivi gli dissi che mi aveva deluso perché lui si definiva il mio migliore amico.
Alla fine di luglio andai al campeggio. In questo campeggio conobbi dei fratelli di Milano. Nella stanza dove ero io, eravamo in undici, la maggior parte era di Partinico. Una volta si incominciò a parlare di Butindaro e alcuni dicevano: ‘Lui ce l’ha con le ADI!’, poi un altro replicava dicendo: ‘La dottrina ce l’ha giusta, però critica molto’. Ed un giovane di Milano diceva che una volta Butindaro l’aveva chiamato al cellulare, e io in quell’istante avrei desiderato che quella chiamata me l’avesse fatta a me.
Poi nei giorni seguenti si parlava se era giusto andare al mare. Io dissi ad un fratello che secondo me non è tanto giusto andarci e lui mi rispose: “Allora non devo provare gusto neanche a mangiarmi questo gelato!” (questo fratello si era comprato un gelato al chioschetto del campeggio).
Nel mese di Agosto mi ricordo che mi iscrissi al sito di Butindaro per ricevere le newsletter, ero un po’ spaventato perché non sapevo se stavo facendo bene, però non so come, ma mi iscrissi. Passando le settimane e i mesi guardavo le notifiche che mi arrivavano e leggevo molti post e articoli. Lessi parecchi studi che faceva e vidi che c’erano anche delle prediche on line però non le ascoltavo mai.
Nel mese di Settembre il cognato di questo mio amico si sposò. Questo giovane aveva da poco finito il terzo anno dell’IBI, e io in quel tempo desideravo andare a quella Scuola Biblica. Con questo ragazzo mi trovavo molto bene. Alla fine di Settembre incominciò la riunione dei giovani presieduta e tenuta da una monitrice, che è stata la mia professoressa di Italiano i primi tre anni di scuola superiore e mi vedeva come un figlio acquisito e si vantava di me nella Chiesa parlando bene di me. Effettivamente rispetto agli altri giovani ero un po’ più zelante. Però amavo molto mettermi vestiti alla moda, e stavo cadendo malato della marca Calvin Klein; comprai pure una cravatta costosa. Ero un po’ vanitoso, curavo ogni piccolo dettaglio del mio aspetto, ma non me ne accorgevo forse perché gli altri lo erano più di me.
Mi facevo fare anche le sopracciglia, ma un giorno il Signore mi fece levare questo vizietto. Un giorno infatti mentre parlavo con mia madre, le dissi che la donna deve avere un certo ornamento esteriore, e che dobbiamo avere pudore e modestia. Lei all’istante mi replicò dicendomi: “Parli tu che ti fai le sopracciglia e ti metti il vestito alla moda!”. Io in quel momento mi sentii morire e mi cadde tutto addosso. Mia madre aveva ragione, come potevo dirle che certe cose non si fanno e io stesso le facevo? Non andai quindi più a farmi le sopracciglia.
Ora, quando c’era la riunione dei giovani la monitrice faceva predicare e a volte presiedere questo giovane che aveva finito l’IBI. Una volta però la monitrice aveva in cuore di farci fare delle domande perché vedeva che molti giovani avevano molte domande da fare sulla Bibbia e sulla morale e questo giovane cognato del mio amico fu incaricato di rispondere a tutte le domande che gli dovevamo fare. Io ne preparai una quindicina che gli feci leggere anche in privato. Gli chiesi se era giusto andare al mare con le sorelle e lui mi disse che era sbagliato però si ci poteva andare; poi gli chiesi se era giusto che un credente si prende le medicine e lui mi disse che non c’era niente di sbagliato e io gli dissi che io non volevo prendermele perché credevo che Dio poteva guarirmi anche da un mal di testa. Ci credevo perché una volta Dio mi guarì per davvero dal mal di testa. Però non avevo una così gran fede perché se stavo male anch’io ricorrevo alle medicine: non ce la facevo ad affidarmi completamente a Dio. Il giovane che doveva rispondere alle domande si portò un po’ di fogli dell’IBI dove veniva spiegato che è sbagliato farsi i tatuaggi, giocare la schedina, non portare il velo, ecc. Ogni volta lui prendeva i fogli e ci diceva di prendere i versetti. Le domande furono tante, i giovani purtroppo erano molto ignoranti ed anch’io mi vedevo mancante, però volevo conoscere tutta quanta la Bibbia.
Un giorno mentre leggevo la mia Bibbia, io avevo la Bibbia con i commenti di C.I. Scofield, vidi una nota con scritto ‘predestinazione’ e più la leggevo e più non la capivo. Ogni tanto mi capitava di andare sul sito di Giacinto per vedere cosa diceva lui e piano piano iniziavo a capire qualcosina. Dopo un po’ di giorni sentii parlare il giovane che si era sposato con la sorella del mio amico e disse ridendo: ‘Allora esiste la predestinazione!’ Rideva come per dire: ‘Può essere mai?’ Io mi sedetti accanto a lui e gli chiesi: ‘Non esiste?’ E lui mi rispose: ‘Dipende cosa intendi per predestinazione’. Io gli feci vedere la nota della mia Bibbia che parlava della predestinazione, e lui mi disse che era sbagliata. Mi disse che la Chiesa è predestinata, ma l’individuo non lo è, perché sei tu che scegli se vuoi essere salvato, sei tu che hai scelto, sei tu che accetti. ‘Dio ti chiede di accettarlo e tu sei libero di accettare o di rifiutare’, diceva lui. Io gli presi alcune parole della Bibbia che sembravano dicessero il contrario di quello che diceva lui: “Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi, e v’ho costituiti perché andiate, e portiate frutto, e il vostro frutto sia permanente; affinché tutto quel che chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve lo dia” (Giovanni 15:16), e lui mi disse che quelle parole riguardavano il ministerio. Io accettai quello che mi disse e me ne andai. Poi la sera tornando a casa meditavo su quello che mi aveva detto ed entrai nella mia cameretta e pregai e dissi a Dio: “Ma mi devi ringraziare Tu perché ti ho accettato?” Entrai in confusione; pregai allora con tutto il cuore e chiesi a Dio che volevo capire perché vedevo che Giacinto diceva altro. Passando i giorni, volevo cancellarmi dalle newsletter di Giacinto perché pensavo che se avessi continuato a leggere i suoi scritti mi sarei allontanato dalle ADI. Dicevo a me stesso: ‘Tanto o è giusto o è sbagliato, io servo il Signore lo stesso; non voglio inoltrarmi in questa dottrina’. In quei giorni il mio cuore era in confusione, non capivo, però non riuscii a cancellarmi dal sito di Giacinto. Riflettevo sulle parole che mi aveva detto quel giovane e con difficoltà le accettavo. Io pensavo che Dio aveva preparato un piano per me, che aveva guidato gli eventi per farmi grazia e riflettevo sulla mia vita e dicevo: ‘Non può essere un caso!’ Proprio in quel periodo un mio compagno delle scuole medie, nipote di un fratello di Partinico, si avvicinò a Dio e io subito rimasi contento. Un giorno uscimmo insieme per andarci a mangiare una pizza e vedevo in lui la luce di Dio. Quella sera che ci mangiammo la pizza, io gli raccontai la mia testimonianza e lui mi raccontò la sua; ero stupefatto dalla sua conoscenza della Bibbia e lui all’improvviso mi disse: “Se Dio non chiamava Paolo alla salvezza, ne aveva tempo”. Incominciò a parlarmi della predestinazione: io rimasi senza parole, lui continuava a parlarmi e mi diceva: ‘Non è così!’ e io gli dissi timidamente di sì. Rimasi scioccato da quell’evento verificatosi proprio in quei giorni in cui stavo meditando su questo argomento.
Questo compagno partì su una crociera dove l’avevano assunto, e tornò nel mese di maggio del 2011, ma quando ritornò vidi che era totalmente diverso, infatti si era allontanato da Dio. Io avevo sperato di trovare in lui un appoggio, ma la mia speranza risultò vana.
I primi mesi dell’anno piano piano iniziai a capire cosa intendeva Butindaro per predestinazione. Incominciai a leggere sempre di più quello che scriveva e lo confrontavo continuamente con la Bibbia per vedere se era giusto; capivo che sbagliavo quando mi vestivo in modo lussuoso, capii che dovevo indossare abiti modesti e avere un atteggiamento umile come l’aveva Gesù.
Più passavano i giorni e più avevo il desiderio di parlare o di incontrarmi con il fratello Giacinto. Avevo pensato persino di iscrivermi all’IBI che si trova a Roma per andare poi a trovarlo! Ero andato a cercare su google maps il suo indirizzo, ero disposto a partire ed andarlo a trovare. Poi lo contattai via e-mail. Lui mi diede il suo numero e dopo un paio di giorni lo chiamai. Il cuore mi batteva forte. Quando lo chiamai, lui subito mi parlò delle cose di Dio tra cui la predestinazione. Gli spiegai tutto e lui mi raccontava tante cose sulle varie sette e religioni. Mentre lui parlava non riesco a spiegarlo ma glorificavo Dio. Dicevo: ‘Gloria a Dio’, senza riuscire a spiegarmi il perché. Quando ci salutammo mi disse di iscrivermi su Skype e così ci saremmo sentiti più spesso. Così io andai subito ad iscrivermi.
Alla fine di Aprile del 2011, ci fu un convegno regionale delle ADI ad Agrigento e io ci andai con abiti modesti per la prima volta perché in questi convegni c’è un lusso tremendo. C’è uno sfarzo incredibile, le sorelle sembrano modelle che sfilano in passerella, e i fratelli sembrano che si devono sposare. A molti, i convegni ed i campeggi servono solo per mettersi in mostra. Mi ricordo che quando stavo per entrare al palacongressi sentii qualcosa di strano, sentivo il desiderio di mettermi vestiti lussuosi (mi ero portato solo una giacca molto appariscente), e sgridai quel sentimento e dissi a me stesso: ‘C’è qualcosa di strano qui’. Come sospettavo, tutti o quasi tutti indossavano un bel vestito con delle belle cravatte e alcune sorelle vestite in modo indecoroso che a guardarle mi veniva di vomitare altro che essere tentato. Mi accorgevo di più cose, vedevo tante cose che prima non vedevo. Quanto ho pregato e letto la Bibbia! Il mio desiderio era di piacere a Dio. Il mio amico si stupiva perché non mi ero portato nessun vestito (a volte nei convegni me ne portavo addirittura due anche se il convegno durava due giorni), e io gli dissi che l’ornamento esteriore deve essere modesto affinché il cuore non diventi altero. In quel convegno tante cose non mi piacevano: vedevo che c’erano degli stand di ADI-media e commerciavano con le cose di Dio e questo mi faceva star male perché avevo capito che era sbagliato fare commercio con le cose del Signore. Gesù disse: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Matteo 10:8). Poi sentii alcuni fratelli di Agrigento che parlavano con l’addetto alle vendite e gli dicevano ridendo: “Anche voi avete la vostra percentuale eh!” Capii che loro si riferivano alla Chiesa di Agrigento, però mi sentii male nell’udire quelle parole. Cercano in tutti i modi di fare riempire le cassa della Chiesa, venderebbero di tutto alcuni pur di far arricchire la Chiesa. Più stavo lì, più mi disgustavo di certe cose. Lì però mi comprai una Bibbia perché volevo lasciare la Scofield. Non volevo essere aiutato dai commenti, ma volevo che Dio mi illuminasse, e così mi comprai una Bibbia versione Riveduta. Ogni 5 minuti incontravo fratelli e sorelle che mi conoscevano (sono molto conosciuto negli ambienti giovanili delle ADI) e mi facevano festa. Andavo d’accordo con tutti anche se a volte qualcuno non era tanto convertito.
Prima che cominciasse il culto, c’erano due giovani di Partinico che discutevano sulla profezia e uno diceva: ‘Adesso vedrai che Dio parla’, e continuò a dirgli: ‘Durante il momento di preghiera un credente alza la preghiera in lingue e un altro interpreta’ – cioè dà una profezia (un messaggio diretto agli uomini) – , e l’altro giovane che ascoltava aveva la Bibbia aperta nella prima lettera ai Corinzi al capitolo 14. Io mi girai verso di loro e gli guardai la Bibbia aperta e lessi i primi versetti e queste parole: “Perché chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno l’intende, ma in ispirito proferisce misteri”, folgorarono il mio cuore e la mia mente e dissi: ‘Allora fanno delle false profezie, perché chi parla in lingue parla a Dio’. Qualcosa di soprannaturale aveva aperto la mia mente e capii cosa voleva dire il fratello Giacinto su questo argomento, perché fino ad allora non avevo capito cosa lui intendesse per profezia. Fui scosso.
Dio mi stava facendo capire tante cose e poi dicevo a me stesso: ‘Perché a me? io non so parlare’. Finendo i culti, si discuteva con le monitrici e con i giovani ma io quelle cose le serbavo nel mio cuore. Volevo vederci chiaro. A me mi vedevano come un giovane super spirituale, un esempio per gli altri. Tutti avevano stima di me. Finito il convegno dissi a me stesso: ‘Non ci andrò più, e non andrò più neanche al campeggio perché vedevo molta emotività nei giovani al momento dell’appello, infatti tutti là davanti alzavano le mani e piangevano, e c’era chi si abbracciava, ma appena il pastore diceva ‘amen’ e finiva il culto, questi giovani ritornavano come prima; alcuni erano volgari sia nel parlare che nel vestire. Sembravano tali e quali a quelli del mondo. Io mi sentivo un po’ estraneo. C’erano ragazze che si vestivano in modo molto provocante, e mi veniva di vomitare, per non parlare del trucco. Queste cose mi facevano soffrire ma mi tenevo tutto dentro.
La penultima sera mi convinsi a mettermi la giacca, quella lussuosa, che mi ero portato. Quando la misi sentivo che qualcosa in me non andava bene e mi misi in ginocchio nella mia stanza e dicevo a Dio: ‘Non me la sto mettendo per farmi vedere, ti prego dammi un cuore umile’. Però quella preghiera sembrò inutile. Subito dopo andai al culto, e durante il culto soffrivo tanto, sentivo che mi dovevo levare la giacca. Quando finì il culto, me ne andai subito in stanza a levarmi quella giacca che non potevo più vedere, quella fu l’ultima volta che l’indossai. Chiesi perdono a Dio. Il pastore faceva dei bei discorsi, questo devo dirlo, però non sentivo potenza da parte da Dio. Mi ricordo che tempo prima mi ascoltai una predica del fratello Giacinto sulla bugia e mi era rimasta impressa, ma talmente impressa che una volta quando per sbaglio stavo dicendo una bugia le sue parole mi ritornarono in mente.
Passando i giorni c’era sempre una parola che dicevo: “Prima o poi cercherò il significato della parola ‘eletto’ nel dizionario’. Non capivo infatti cosa voleva dire, però mi colpiva. Andai dunque a cercarlo nel dizionario etimologico. Eletto deriva dal latino electus p.p. di eligere che vuol dire SCELTO. Capii allora che Dio mi aveva scelto; quella parola è ripetuta tante volte nella Bibbia soprattutto nel Nuovo Testamento. Inizia a leggermi l’epistola ai Romani e quando arrivai ai capitoli 8 e 9 capii che Dio sceglie, e non sono stato io ma Lui ha voluto salvarmi e ha deciso di donarmi la salvezza! Mi sentivo privilegiato, e dicevo: ‘Ora capisco cosa vuole dire!’, perchè vedevo tutto chiaro. Paolo dice: “Chi accuserà gli eletti di Dio? Iddio è quel che li giustifica” (Romani 8:33), ed anche: “Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali son chiamati secondo il suo proponimento. Perché quelli che Egli ha preconosciuti, li ha pure predestinati ad esser conformi all’immagine del suo Figliuolo, ond’egli sia il primogenito fra molti fratelli” (Romani 8:28-29). E poi diceva: “Che diremo dunque? V’è forse ingiustizia in Dio? Così non sia. Poiché Egli dice a Mosè: Io avrò mercé di chi avrò mercé, e avrò compassione di chi avrò compassione. Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia. …. Così dunque Egli fa misericordia a chi vuole, e indura chi vuole. …. E che v’è mai da replicare se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta longanimità de’ vasi d’ira preparati per la perdizione, e se, per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso de’ vasi di misericordia che avea già innanzi preparati per la gloria, li ha anche chiamati (parlo di noi) non soltanto di fra i Giudei ma anche di fra i Gentili?” (Romani 9:14-16, 18, 22-24). Questi versi erano così chiari! Mi lessi le lettere di Paolo, di Pietro, di Giacomo, di Giovanni e l’Apocalisse e segnai con la matita tutte le volte che c’era scritto eletto, elezione, chiamata, preordinato e mi scrissi i passi su un foglio.
Mi ricordo che quando uscivo, quando camminavo o quando andavo a fare la spesa, ringraziavo Dio perché Lui mi aveva scelto prima della fondazione del mondo ed è Lui che l’ha voluto. Io mi sentivo immensamente privilegiato, e mi consacrai di più perché bramavo Dio.
Una domenica c’era il culto di santa cena e io volevo testimoniare nell’assemblea e ringraziare Dio per questo stupendo dono. Cantavo sempre ‘Io vo narrar’, mi sentivo come Jonh Newton che scoprì la grazia di Dio. Io l’avevo sperimentata tre anni prima, ma la ‘sperimentai’ di nuovo. Quella domenica il culto era alle 17 e io avevo in cuore di dedicare tutta la giornata a Dio infatti me ne andai in una zona di campagna a Partinico dove non c’era nessuno e fino alle 3 del pomeriggio pregai e lessi la Bibbia, senza neanche mangiare. Poi andai al culto e Dio mi diede la forza per testimoniare e così testimoniai e ringraziai Dio leggendo il Salmo 119:33-40 e dicendo “Ringrazio Dio perché Egli mi ha scelto e vuole che io lo servo. Nonostante avessi peccato e disubbidito a Dio, Lui mi ha fatto grazia. Mi ricordo un uomo che si chiamava John Newton mercante di schiavi e durante una tempesta disse: ‘Dio abbi pietà di me!’ e lui si accorse che Dio non poteva avere pietà di lui perché era un peccatore. Successivamente si pentì e sperimentò la grazia di Dio e lo ringraziò” Infine dissi, prima di sedermi: ‘Lo ringrazio perché mi ha eletto prima della fondazione del mondo’. Notai che il pastore mi guardò fissò negli occhi.
Quella sera pubblicai su Facebook una nota dal titolo “E’ PECCATO ANDARE A MARE”. Appena la pubblicai accadde il finimondo. Alcuni giovani della chiesa di Partinico mi contrastarono e uno di loro era un mio ex compagno di scuola, figlio di un pastore. Lui mi chiamò e mi disse: ‘Andiamo dalla monitrice e vediamo se quello che dici tu è giusto perché mi è crollato tutto. Tutto quello che mi hanno insegnato per vent’anni è falso allora?’. Così dopo andammo da lei e appena si menzionò il nome di Giacinto Butindaro incominciarono a parlarmi male di lui per screditarlo. Poi io cercai di parlare di alcune cose: parlammo della dottrina della predestinazione. La monitrice non voleva accettarla, le prendevo i riferimenti e lei gli dava un altro significato. Mi ricordo che sul versetto che dice “quelli che ha preconosciuti li ha pure predestinati” si mise tutto il tempo a parlare della preconoscenza. Io le dicevo che doveva anche leggere i versetti sotto, ma non c’era niente da fare. Lei mi disse: ‘Se è così, posso dare la colpa a Dio se non mi ha salvata!’ e io le dicevo che ci sono due tipi di vasi: i vasi per uso nobile e i vasi per uso ignobile. Lei mi diceva: ‘Ma che c’entra?’ Poi gli lessi i passi sotto: “E che v’è mai da replicare se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta longanimità de’ vasi d’ira preparati per la perdizione, e se, per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso de’ vasi di misericordia che avea già innanzi preparati per la gloria, li ha anche chiamati (parlo di noi) non soltanto di fra i Giudei ma anche di fra i Gentili?” (Romani 9:22-24). Non c’era modo per farglielo capire. Confondeva e faceva confondere. Poi affrontammo il fatto del ritorno del Signore. Insomma tutto quello che gli dicevo era sbagliato per lei! Si era fatto tardi e me ne andai a casa. Lei mi disse: ‘Non leggere la Bibbia con troppa attenzione, ma leggila come hai sempre fatto, con semplicità!’
Chiedevo a Dio continuamente: ‘Se sto sbagliando fammelo capire, mi pentirò e non parlerò più, ma se ho ragione fammi parlare’. Questa era la mia preghiera giornaliera. Avevo paura di sbagliarmi.
Da quel giorno comunque sono cambiati gli atteggiamenti di molti fratelli verso di me; quando li saluto vedo che lo fanno per forza, mi vedono come uno sviato, e alcuni mi domandano: ‘Come stai?’ come se spiritualmente avessi dei problemi. Vedo e sento ostilità nei miei confronti. Molti ce l’hanno con me perché dico che andare al mare è peccato. Sento dire: “Gian Michele è diventato seguace di Butindaro”. Sono visto in modo diverso; e pensare che poco tempo fa ero visto come il più zelante e fervente giovane, e mi portavano sulla palma della mano. Uno mi ha detto: ‘Stai rinnegando lo Spirito Santo’, e altri mi dicono: ‘Stai attento a quel Butindaro’. Molti attacchi li ho subiti su Facebook. Mi dicono: ‘Ti sei convertito a Giacinto Butindaro’.
In quei momenti pregavo e dicevo: ‘Dio ti prego illuminami’. Era il 5 maggio quando stavo meditando sulla predestinazione. Proprio in quel momento mi arrivò un messaggio sul cellulare, era una sorella che mi aveva inviato queste parole tratte dalla Bibbia: “Prima ch’io ti avessi formato nel seno di tua madre, io t’ho conosciuto; e prima che tu uscissi dal suo seno, io t’ho consacrato e t’ho costituito profeta delle nazioni’. E io risposi: ‘Ahimè, Signore, Eterno, io non so parlare, poiché non sono che un fanciullo’. Ma l’Eterno mi disse: ‘Non dire: – Sono un fanciullo, – poiché tu andrai da tutti quelli ai quali ti manderò, e dirai tutto quello che io ti comanderò. Non li temere, perché io son teco per liberarti, dice l’Eterno.” (Geremia 1:5-8). Rimasi scioccato. Quelle parole erano per me. Dio mi consolò. Quei versi in Geremia mi hanno confortato fino ad ora. Quanto mi parla Dio con questi versi.
Il 3 agosto stavo meditando su quello che mi aspettava perché sapevo che chi vuole vivere piamente in Cristo sarà perseguitato (cfr 2 Timoteo 3:12) e il mio cuore veniva meno nel pensare a questo, mi sentivo solo e tutti mi vedevano diversamente. Mentre meditavo su questo, mi arriva un messaggio sul cellulare con scritto “Essi ti faranno la guerra, ma non ti vinceranno, perché io son teco per liberarti, dice l’Eterno” (Geremia 1:19). Il mio cuore venne consolato grandemente.
Il giorno dopo lessi tutto il primo capitolo di Geremia e tutte quelle parole sentivo che erano per me. Mi colpì fortemente il verso “Vedi, io ti costituisco oggi sulle nazioni e sopra i regni, per svellere, per demolire, per abbattere, per distruggere, per edificare e per piantare” (Geremia 1:10) e allora dissi a Dio: ‘Dammi la forza per fare ciò’. Nonostante tutto, il mio cuore era pieno di sgomento e Dio mi disse: “Non ti sgomentare per via di loro, ond’io non ti renda sgomento in loro presenza.” (Geremia 1:17). Capii che era peccato tollerare Jezabel e che Dio vuole che mi batta per la verità. So che incontrerò molte difficoltà, ma io so una cosa “che Dio è con me.” Mi basta sapere solo questo.

Gian Michele Tinnirello

Borgetto (Palermo), Agosto 2011

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/08/19/come-dio-mi-ha-fatto-rigettare-la-falsa-dottrina-delle-adi-il-destino-se-lo-crea-luomo/

Il predicatore del treno

Questa è una storia vera, realmente accaduta. I piani di DIO e le Sue vie sono più alte delle nostre. Leggete questa incoraggiante testimonianza, che vi fortificherà a confidare nel Signore in ogni cosa sapendo che Egli è al controllo di tutto. A DIO sia la gloria, ora e in eterno. Amen

Haiaty Varotto


 

IL predicatore del treno

 

Un certo uomo abitava alla fine di Xerèm, nel sobborgo dello stato di Rio de Janeiro[ Brasile] e lavorava nella zona sud di Rio. Viaggiava ogni giorno con il treno per andare e tornare dal lavoro. Un certo giorno si fermò in una piazza della città dove si stava svolgendo un culto all’aria aperta e quando fu fatto l’appello lui si convertì. Ha ricevuto una Bibbia come regalo che lui leggeva sempre durante il tratto del viaggio. Lui aveva un sogno: predicare la parola del Signore. Quando lesse il testo “andate e predicate ad ogni creatura…”, sentì un impulso di realizzare il suo desiderio, ma il suo tempo era scarso, poiché lavorava anche nei fine settimana. Ebbe allora una brillante idea, risparmiò e comprò una Bibbia più grande con lettere grandi per leggerla con il treno in movimento e cominciò a predicare durante i viaggi di andata e ritorno. Era molto felice, perché stava ottenendo frutti per il Regno di DIO.

Quando un giorno sorse un passeggero che non approvò l’idea della predicazione dentro il treno, poiché si riposava nel treno, durante il viaggio. In disaccordo, l’uomo si lamentava tutto il tempo. Il predicatore, pazientemente cambiava vagone. Però, quando cominciava a predicare, eccolo lì l’uomo, ancora una volta si lamentando. Allora, quest’uomo, estremamente adirato, alzò la sua voce e gridò: “smettila di importunarmi! La prossima volta che tu predicherai nuovamente nel treno e disturberai il mio riposo, lancerò la tua Bibbia fuori. È meglio se stai fermo…”

Prudentemente, il predicatore gridò a DIO e digiunò affinché DIO non permettesse che si compisse quella minaccia, che ci fossero degli impedimenti affinché si compiesse. Così il predicatore pregò con fede, confidando che DIO lo avesse ascoltato. Il giorno dopo, l’uomo che si sentiva disturbato uscì molto presto per andare al lavoro ed eccolo là il predicatore del treno tutto sicuro seminando la parola del Signore. Subitaneamente, l’uomo si alzò e disse: “ io ti avevo avvisato, ma tu non mi hai creduto” e tolse via dalla mano del predicatore la sua Bibbia e la lanciò fuori dalla finestra del treno davanti ad un pubblico stupito. Il predicatore si sentì umiliato, dispiaciuto e molto triste con quella situazione. Decise di non credere più, perché aveva creduto che DIO lo avrebbe liberato da quella vergogna e perché non era stato esaudito da DIO. Decise di non camminare più nelle vie del Signore. Per essersi sviato,le cose cominciarono a diventare difficili per lui. Perse il lavoro. Diventò un disoccupato, abbandonò la sua casa e cominciò a vivere per le strade, dormendo nelle panchine delle piazze. Dopo un certo tempo, in una determinata piazza, dove lui era solito ubriacarsi e dormire, si stava svolgendo un culto all’aria aperta. La sua attenzione si destò, poiché il predicatore raccontava la sua testimonianza. Diceva che un giorno era disperato e andò vicino ai binari del treno per suicidarsi, ma DIO nel Suo infinito amore si usò di un Suo figlio per salvarlo dall’essere fatto a pezzi dal treno. Continuò raccontando che quando lui stava per lanciarsi sotto il treno, qualcosa di molto pesante colpì la sua testa e lui cadde vicino ai binari, un po’ stordito, senza capire che cosa stesse succedendo. Fu quando si trovò davanti ad un grande libro ed un vento provvidenziale girava le sue pagine esattamente nella pagina dove lui poté leggere il versetto 28 del capitolo 11 del vangelo di Matteo : “ venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati, ed io vi darò riposo.”

così rimasi con questa Bibbia, oggi sono felice e la mia vita cambiò. E concluse: un giorno incontrerò questo figlio di DIO e gli darò un grande abbraccio e gli ringrazierò per il bene che mi ha fatto, liberandomi non solo dalla morte fisica, ma principalmente dalla condanna eterna. Il predicatore del treno ascoltò tutto attentamente e non riuscì a trattenere il suo disperato pianto, si alzò dal panchina e gridò con il viso bagnato dalle lacrime: “ perdonami, Signore Gesù, perché non ho compreso i Tuoi piani. Perdonami per aver dubitato del tuo potere e del tuo amore per tutti questi anni. E singhiozzando molto si diresse al predicatore che testimoniava, e a malapena riusciva a dichiarare: “ io sono il padrone di quella grande Bibbia! Disse il suo nome e mostrò la sua firma registrata nella prima pagina di quella Bibbia.

Pastore Eliezer

Tratto da : http://destatevi.wordpress.com/2011/06/27/il-predicatore-del-treno/

Brasile, strage a scuola: “Ho visto almeno sette amici morire. Non so come non sono morto”

Testimonianza di Mateus Moraes (foto), 13 anni, risparmiato dall’assassino.

Ho avuto degli incubi nella vita, ma nessuno è paragonabile a quello che ho visto oggi. La lezione di portoghese stava iniziando quando abbiamo sentito uno sparo all’interno della scuola.

In quel momento, tutti erano in preda al panico. L’insegnante ha lasciato la stanza per vedere cosa stesse succedendo e io non capivo niente.

Sentivamo il suono degli spari sempre più forte. C’è stato un fuggi fuggi. Tutti gridavano e cercavano di nascondersi sotto i tavoli.

Poco dopo, un ragazzo con la camicia verde e pantaloni neri con una pistola in ogni mano è entrato nella stanza. Non ho avuto molta reazione. L’unica cosa che ho fatto è stata quella di alzarmi dalla mia sedia, che sta in prima fila nella sala.

Lui stava in piedi a mezzo metro di distanza dal mio tavolo e ha iniziato a sparare. È stato un vigliacco. Andava vicino ai miei amici che erano sul pavimento, aspettava un po’ e gli sparava in testa, al torace.

Ho visto almeno sette amici morire. Non so come non sono morto. Sono stato in piedi tutto il tempo e pregavo. Ogni volta che smetteva di sparare per ricaricare le armi, urlava che non mi avrebbe ucciso. Il ragazzo urlava: “Stai calmo, grassottello. Ho detto che non ti ammazzo”. Lui parlava così, caricava la pistola e andava dagli altri.

A un certo punto ha lasciato la stanza e ha continuato a sparare all’esterno.

Pochi minuti dopo, il rumore è finito. Ho visto diversi compagni feriti, altri morti, tanto sangue sulle pareti della stanza. Non sapevo cosa fare né come fossi vivo. È stato Dio che mi ha aiutato.

Poco dopo, un ufficiale di polizia ha gridato. Gridava affinché gli studenti che erano in vita lasciassero la scuola.

Sono uscito correndo. Così ho finito per tornare a casa. Ho lasciato il materiale indietro. Ho pianto tutto il giorno, ma ora sono tranquillo.
Non avrò più coraggio di studiare in quella scuola. I ricordi sono molto forti.

via paulopes.com.br

Tratto da : http://illuminatobutindaro.org/2011/04/10/brasile-strage-a-scuola-%E2%80%9Cho-visto-almeno-sette-amici-morire-non-so-come-non-sono-morto%E2%80%9D/


Testimonianza della conversione del fratello Nicola Iannazzo e di come il Signore ha guidato i suoi passi nel non entrare “nell’organizzazione ADI”

Fratelli nel Signore. Vorrei darvi la mia testimonianza sul come il Signore ha guidato i miei passi, sin dagli inizi della mia conversione, a non entrare mai “nell’organizzazione ADI”(Assemblee di Dio in Italia), se non poi come visitatore saltuario e occasionale in alcune comunità facenti parte d’essa…
Infatti il Signore mi preservò dal cadere nelle grinfie di quella che ormai è a tutti gli effetti un’organizzazione soggetta a regoleinsegnamenti umani anziché biblici, sin dall’inizio della mia conversione che avvenne in seguito alla venuta in Italia di un mio cugino di nome LeoLuca Schifano, che risiede nello stato di New York, più precisamente a Lakeview, vicino a Buffalo, venuto appositamente in Italia per parlarci di Gesù.

Ricordo infatti che quel pomeriggio di Luglio del 1985, mio cugino LeoLuca Schifano organizzò una riunione in un locale sotto un Bar nel paese dove risiedo (Venaria Reale, provincia di Torino) in cui invitò la sua parentela tra cui la mia famiglia composta dai miei genitori e i miei due fratelli (io allora avevo 21 anni, mio fratello maggiore 26 e il mio fratello più piccolo, ora col Signore, ne aveva 7) all’ascolto della Parola di Dio e della testimonianza della sua conversione, tra cui la guarigione dall’epilessìa, reputata dalla scienza medica malattia inguaribile, di uno dei suoi figli da parte del Signore!

Dovendo tornare in America quindi, pensò di invitare a quella riunione anche alcuni Pastori evangelici conosciuti da lui in quei giorni che sarebbero potuti essere un punto di riferimento a cui affidare coloro di noi che eventualmente avessimo voluto approfondire la conoscenza del Vangelo.

Sarebbero perciò dovuti venire un Pastore di una chiesa nascentenon ADI che si riuniva in un locale sotto un condominio dall’altra parte della città di Torino, precisamente a Nichelino, di nome Giancaspero Elia, la cui comunità si trasferì poi in Via Cuneo 9a, sempre a Nichelino; ed un anziano di nome Rendina, inviato dall’allora Pastore delle ADI di via Issiglio di Torino, Antonio Santoro, che era in contatto e collaborava con la comunità ADI del paese di Venaria che si trovava a poca distanza da casa mia.

– Foto d’epoca in cui LeoLuca Schifano predica l’evangelo ai suoi parenti in italia (Luglio 1985) –

– Il primo visibile dietro a sinistra sono io che ascolto il messaggio di predicazione (Luglio 1985) –

Ebbene quel giorno ci fu un forte temporale e a quella riunione sotto a quel Bar si presentò solo il primo pastore non ADI che divenne poi il mio pastore e che pochi mesi dopo (ad ottobre del 1985) mi battezzò in acqua in un fiume vicino Torino.

L’altro fratello, poiché non aveva la macchina, a causa del forte temporale non venne.

Non reputo affatto un caso perciò quel forte temporale che impedì a quell’anziano inviato dal pastore delle ADI d’esser anche lui presente in quella riunione in cui fui evangelizzato, ma fu piuttosto l’opera di Dio che impedì così che potessi scegliere di contattare l’anziano della comunità ADI più vicina a casa (meno di un chilometro) anziché quello la cui comunità distava circa 25 chilometri, ma che invece poi frequentai quattro volte la settimana per diversi anni.

E tutto questo a motivo del fatto che Dio avrebbe compiuto opere gloriose nella nostra vita manifestandosi potentemente in quei mesi successivi…

Infatti alla fine di quella riunione chiesi il numero di telefono di quel Pastore e ci accomiatammo. Era la fine di luglio, quindi partimmo con la mia famiglia per le ferie estive che trascorsi con un chiodo fisso che il Signore mise nella mia mente e nel mio cuore…  telefonare a quel pastore una volta tornati a Torino a settembre, cosa che feci, per saperne di più su questa “nuova religione” deciso a lasciarlo se avessi visto che si trattava di un ciarlatano o un impostore una volta conosciutolo. Ma così non fu…

Infatti nel mese di settembre a casa sua lui ci parlava come un fiume in piena dell’opera di Dio e il Signore, dopo che pregammo tutti insieme cominciò da quel giorno subito a manifestarsi glorioso visitandoci con svariati sogni notturni che mi lasciavano meravigliato e stupefatto tanto che decisi di voler subito esser battezzato in acqua in ubbidienza al comandamento del Signore, cosa che avvenne il 20 Ottobre 1985 nel fiume Ceronda.

Ma prima d’esser battezzato in acqua il Signore volle anche liberarmi, tramite l’imposizione delle mani del mio pastore nel Nome di Gesù, da un disturbo che oggi si definirebbe “psicosomatico” che mi affliggeva sin dalla mia adolescenza, ma che la Bibbia attribuisce invece a spiriti malefici (vedi Matteo 17:14,18 – Marco 9:14,29 – Luca 9:37,43), che mi tormentavano da quando avevo 11-12 anni, in quanto avveniva che ovunque mi trovassi, in strada oppure a casa o sul lavoro, avevo dei sintomi inspiegabili e difficili da descrivere in quanto sudavo freddo ed era come se mi “sdoppiassi” e “perdessi il controllo” del mio corpo, pur rimanendo lucido nella mia mente. Era terribile e temevo sempre quelle crisi improvvise!

Naturalmente lo raccontavo ai miei genitori che mi fecero fare delle visite mediche, ma nessuno mi sapeva aiutare. Gli encefalogrammi non riscontravano nulla di anomalo ed i medici mi diagnosticavano tutto ciò solamente come facente parte di carenza vitaminica e bisogno di ricostituenti essendo io nella fase dello sviluppo, lasciandomi nello sconforto più assoluto. Quando avvenivano quei sintomi però erano tremendi, avevo paura, temendo di non poter più ritornare a riprender il controllo di me rimanendo in quello stato di “distacco” e “sdoppiamento” tra la mia mente ed il mio corpo…

Tutto questo fino alla testimonianza della mia guarigione da parte del Signore che racconto così come trascrissi su un diario i giorni seguenti la liberazione, che riporto di seguito:

“…Eravamo riuniti ad uno studio sul buon comportamento a casa del fratello Donato Petruccelli, e il fratello Elia ci stava spiegando le nostre regole sul matrimonio, quando improvvisamente comincio a sudare freddo e sentire in me qualcosa, quel qualcosa che mi portavo dentro da molti anni… mi sento male, e mentre stavo soffrendo capì che cos’era… uno spirito malefico! Si ribellava perché sapeva che io volevo cambiare padrone, volevo Cristo Gesù nel mio cuore, nella mia vita e che volevo battezzarmi.

Allora ho interrotto il fratello Elia e ho rivelato a tutti quel che mi stava accadendo in quel momento, e il fratello Elia con tutti i fratelli e sorelle hanno pregato per me. Il fratello mi disse di inginocchiarmi e di pregare il Signore. Mi sono inginocchiato al Signore ed ho chiesto perdono nel Nome di Gesù anche di peccati di divinazione da me commessi nel passato, e dopo che il fratello mi ebbe imposto le mani, sgridò lo spirito immondo nel Nome di Gesù e quello spirito è andato via!!! Gloria al Signore, quale leggerezza mi son sentito nel cuore dopo tutti quegli anni nel quale non sapevo neppure dare un nome a quella “presunta” malattia! Ecco, grido “benedetto sia il Nome del Signore!”.  Lui mi ha guarito e io lo amo! E poi piansi di gioia che non riesco a descrivere. Grazie Signore Gesù!”.

Questo è quanto trascrissi su carta per la gioia, una volta giunto a casa dopo quella riunione serale di preghiera in cui mi furono imposte le mani e sgridato quello spirito maligno. Ma la vera liberazione doveva ancora avvenire ed avvenne da li a poco quando mi coricai per dormire. Questo è il resoconto di ciò che mi avvenne una volta giunto a casa, come lo trascrissi nel mio diario:

“Si, proprio la fede d’esser guarito, mi ha guarito. Infatti alla sera giunto a casa, dopo essermi inginocchiato ho pregato il Signore e l’ho ringraziato per avermi liberato, piangendo, e mentre dicevo il Padre Nostro (Nota: erano solamente due mesi circa che venivo ammaestrato nella Parola di Dio e non sapevo ancora pregare), ecco… sento un suono acuto nella mente tipo acufene, ma non badandoci troppo terminai di pregare e mi coricai ancora piangendo, mentre i miei familiari erano già a letto.

Cominciai però a sentirmi strano, inquieto, non riuscivo ad addormentarmi, quando tutto ad un tratto… Cominciai a sussultare e tremare violentemente, un freddo improvviso m’avvolse, senso di nausea, cominciai a tossire come a voler rimettere e tutto girava vorticosamente intorno a me. Qualcosa di soprannaturale mi stava accadendo poiché fu tutto così improvviso e non capivo che il Signore stava proprio costringendo quello spirito immondo ad andarsene da me (vedi l’esempio del fanciullo di Marco 9:26 in cui quello spirito uscì “…straziandolo forte” , e lasciandolo“…come morto”). Allora cominciai a pregare e ordinavo a quello (o quei… chi poteva saperlo?) spirito ad andarsene nel Nome di Gesù. Stavo sempre molto male ma ero cosciente e non mi abbattei nello spirito. Cercai di sollevarmi dal letto mentre tremavo forte per recarmi in bagno ma tutto girava intorno a me e caddi per terra vicino al letto. Non riuscivo nemmeno più ad orientarmi, alla porta non riuscivo ad arrivare, il letto non lo trovavo più e nemmeno il tavolino al centro della stanza. Brancolavo, mi agitavo ma non serviva allora mentre ero a terra mi inginocchiai nuovamente e ricominciai a pregare. Allora dissi nuovamente il Padre Nostro ed avvertendo un leggero miglioramento riuscii a solevarmi e recarmi in bagno ancora tutto tremante. Accesi la luce ma vedevo sempre buio, ci volle un po perché ritornassi a vedere; avevo la pelle d’oca (m’impressionò) e gli occhi tutti venati e rossi, facevo paura a vedermi. Nessuno in casa si accorse di nulla di ciò che m’avvenne poiché stavan tutti dormendo, allora mi ricoricai e pur con tre coperte ebbi freddo tutta la notte. Il giorno dopo mi sentii a pezzi, ero uno straccio, ma confidai nel Signore che la vera liberazione era avvenuta proprio in quei momenti anziché a casa di quei fratelli la sera prima, ed alla sera successiva stavo già meglio.”

Dalla sera prima in cui stetti male a casa di quel fratello e che fu pregato per me a tutt’oggi, non ebbi mai più quegli strani ed inspiegabili sintomi che più di venticinque anni dopo sono solo dei brutti ricordi!

Dio fu misericordioso con me guarendomi e liberandomi da ciò che mi opprimeva sin dalla mia adolescenza. Il 20 Ottobre del 1985 scendevo nelle acque battesimali con la conferma che Dio era reale, vivente, potente, meraviglioso, ed ancora pronto a guarire e liberare proprio come è scritto nei Vangeli ai tempi in cui camminava fra gli uomini, 2000 anni fà! Gloria a Dio!

Nessuno poteva convincermi del contrario!

Eppure nei mesi seguenti cominciarono le lotte da parte di chi non mi sarei mai immaginato… Ricordo infatti che sapendo che con la mia famiglia ci eravamo convertiti al Signore, alcuni membri ADI ed anche altri non ADI di altre comunità evangeliche vicine, venivano a farci visita a casa dicendoci: “Ma perché andate così lontano al culto? Perché non venite da noi? Perché non andate a Venaria?”. Ed ancora: “State attenti al pastore dove andate… è un falso profeta! Vi spilla i soldi…”. E quando testimoniavo loro della mia guarigione c’era chi diceva: “State attenti fratelli… anche il diavolo opera!”.
Ma come se non bastasse la liberazione da parte di Dio successiva all’imposizione delle mani del fratello Elia Giancaspero, che veniva reputato da costoro un falso profeta, il Signore mi confermava continuamente in sogno (sia a me che a mia madre) che invece era un suo fedele servitore ed anche di non andare non solo nelle ADI, ma neppure in nessuna delle altre comunità vicine non ADI!

In quel periodo infatti sognavamo spesso che schiacciavamo serpenti e scorpioni che volevano morderci, e i sogni erano di un’intensità e realismo unici! Spesso alla notte sognavamo questi combattimenti e il giorno dopo ricevevamo le visite di “sorelle” che cercavano di dissuaderci dal frequentare la comunità di Nichelino e di andare in quella delle ADI.

Ma una notte di quei primissimi mesi che frequentavo la comunità di Nichelino, dopo aver chiesto a Dio in preghiera conferma se era proprio li che dovevamo andare, udii una voce in sogno (il Signore successivamente si è compiaciuto di parlarmi altre volte in sogno, solo a Lui la Gloria!) che mi disse perentorio: “Sono Io che ho mandato voi o siete voi che avete mandato Me?”.Naturalmente il Signore mi fece poi comprendere anche il perché di questa Sua volontà.

Ad esempio se avessi frequentato sin dall’inizio una di queste comunità evangeliche delle Assemblee di Dio, non avrei mai realizzato quella potente liberazione raccontata innanzi e nemmeno altre guarigioni non solo mie ma anche dei miei familiari perché questo (seppi poi), non era applicato in tutte le ADI, dato che ufficialmente per loro il Signore “guidava” anche la mano dei medici e “benediceva” le medicine. Quindi in seno alle ADI non c’è alcun bisogno di unzione dell’olio, imposizione delle mani e confessione dei peccati per esser guariti! Basta ricordare che Francesco Toppi (ex presidente delle ADI) insegna (vedi Link) addirittura che Luca somministrava certamente qualche calmante a Paolo quando la scheggia nella sua carne diventava più dolorosa (cfr. Francesco Toppi, A Domanda Risponde, Vol. I, pag. 139)!!!

Si la mia fede nelle ADI sarebbe stata indebolita anziché fortificata e dubito fortemente che qualcuno mi avrebbe ammaestrato, imposto le mani e scacciato i demoni “nell’organizzazione”!

Non parliamo poi delle altre dottrine errate insegnate nel loro mezzo, di cui potete leggerne alcune in questo Link.

Ricordo poi un’altro dei sogni che feci molti anni fa e che reputai da parte di Dio per il suo contenuto. Il sogno era questo che riporto come lo trascrissi sul mio diario:

“Mi vedevo che parlavo a dei responsabili di diverse denominazioni, e io li rimproveravo ricordandogli che noi non dobbiamo insistere ad enfatizzare il nome delle denominazioni, perché l’unico nome che noi troviamo nella Sacra Scrittura riguardo ai credenti è quello di “Cristiani”, citando Atti 11:26 “Ad Antiochia, per la prima volta, i discepoli furono chiamati cristiani.” Citandogli anche gli scritti di Pietro in 1° Pietro 4:16. Gli dicevo anche: “Gli statuti e i nomi delle denominazioni li richiedono gli uomini del mondo ma noi non dobbiamo dichiararci secondo l’etichetta di questa o quella denominazione! Noi siamo “Cristiani”! Noi siamo “Cristiani!”.”

Successivamente a questo sogno reputato da me da parte di Dio quindi, e poi vedendo com’è strutturata l’organizzazione ADI, frutto del loro Statuto, fui spinto quindi nel 1988 a scrivere indignato a Francesco Toppi in seguito ad un articolo letto su “Cristiani Oggi” anno VII – N.9 – 1/15 Maggio 1988, facendogli notare che il loro linguaggio ripetuto continuamente con orgoglio: “…noi delle ADI, noi delle ADI” era per me (e lo è tuttora) un modo d’esprimersi che poteva diventare settario ed esclusivista. Toppi però ne fece poi un articolo nel libro “A domanda risponde” Vol. III Pag.81 estrapolando pochissime righe della lettera che gl’inviai (a pag.82) intitolandolo: “Qualcuno afferma che c’è settarismo nelle nostre chiese, è vero?”.
Intanto però il linguaggio “esclusivista”, enfatizzando l’appartenenza ad una denominazione lo fa diventare settario, eccome! Inoltre lo Statuto di cui si vantano ha di fatto poi creato una vera e propria separazione tra loro e quelli di fuori… con tutti gli altri danni ch’esso ha recato (vedi Link al riguardo)!

Ho spesso riflettuto sul come mai con tutti gli evangelici che c’erano intorno a me il Signore mi ha fatto pervenire il Vangelo da qualcuno addirittura dall’america e di come poi Lui ha guidato tutti gli eventi (meteorologici compresi) successivi.

Oggi naturalmente capisco il perché e dò Gloria a Dio!

Negli anni successivi ho avuto dei giorni felici nel servizio per il Signore dove collaboravo col fratello Elia Giancaspero nella predicazione e nella presidenza dei culti quando lui era impossibilitato a farlo facendo i turni come operaio alla Fiat, e pur con le difficoltà incontrate a motivo della distanza da casa mia al locale di culto (venticinque chilometri circa all’andata e venticinque al ritorno, quattro volte la settimana) e spesso dopo una pesante giornata di lavoro in una piccola tipografia vicino casa, Iddio mi sosteneva e incoraggiava col Suo Santo Spirito. Ricordo che a volte aprivo il culto così stanco che presiedevo sostenuto unicamente dallo Spirito del Signore. Spesso non avevo nemmeno idea di cosa avrei dovuto predicare, ma il Signore mi aiutava a portare ugualmente poi dei messaggi di predicazione per l’utilità e l’edificazione dei santi.

– Agape fraterna in occasione di battesimi al fiume – io sono seduto a terra – Il Pastore Elia Giancaspero è il fratello con la camicia azzurra seduto vicino –

– Il fratello Mauro Dota e io battezziamo il fratello Isaldo Fracassi –

– Il fratello Mauro Dota e io battezziamo il fratello Isaldo Fracassi – 2 –

Ho perciò dei bei ricordi di comunione fraterna dove era forte il desiderio di servire il Signore e far conoscere a tutti la Sua Parola, la Sua Grandezza, i Suoi Insegnamenti e l’annuncio del ravvedimento al mondo, misti a momenti di difficoltà causati dagli impegni e i doveri che la vita ci impone. Mentre il Signore mi rivelava continuamente di stare sereno.

Ricordo per esempio, quando ebbi in cuore di far stampare (allora lavoravo in una piccola tipografia in cui iniziai a lavorare a 16 anni) degli adesivi gialli fosforescenti di evangelizzazione 11 x7,5 cm da attaccare ovunque (ne feci stampare 15.000 circa a mie spese che regalai a credenti di diverse denominazioni) e perciò chiesi a Dio di darmi dei versi da includervi dalla Sua Parola.

– Adesivi di evangelizzazione che avevo distribuito a credenti di varie denominazioni –

Una notte in sogno sentii però questa voce: “Farò grazia a chi vorrò far grazia e avrò pietà di chi vorrò aver pietà!”.

Il Signore mi fece capire quindi che non erano i miei sforzi che avrebbero potuto convincere alcuno di peccato. Nonostante ciò il Signore mi accontentò, infatti sempre in sogno un’altra notte sentì un’altra voce che mi citava dei versi biblici: “Salmo 115:4,8″ e “Atti 4:12″.

Quando li lessi detti gloria a Dio, infatti il primo parlava contro l’idolatrìa mentre il secondo verso diceva: “e in nessun altro (Gesù) è la salvezza, poiché non c’è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, affinché siano salvati” (Atti 4:12). Così reputai che Dio volle esaudire quella mia richiesta ed inserii quei passi biblici su quegli adesivi.

Qualche tempo dopo ebbi in cuore di acquistare alcuni macchinari per stampare materiale evangelistico da diffondere per la divulgazione della Parola di Dio. E la comunità Evangelica di Nichelino contribuì anche economicamente all’acquisto di quei macchinari che misi in un locale di casa. Così acquistai una Pedalina Tipografica, una PianoCilindrica, un Tagliacarte a volano manuale e dei banconi con i caratteri tipografici da alcune tipografie di Torino che avevano chiuso, pensando di comporre con i caratteri tipografici i testi piccoli e facendo fare le matrici in linotype per i testi più lunghi. Naturalmente i Personal Computer in quegli anni erano agli albori e molto costosi ed il Desktop Publishing era solo agli inizi.

L’iniziativa però, si concluse poi in un vero e proprio fallimento!

– La Pedalina Tipografica in un locale di casa –

– Composizione manuale del testo con i caratteri tipografici –

– Alcuni stampati evangelici –

– La PianoCilindrica Tipografica in primo piano e la Pedalina in fondo –

– Volantino evangelistico sulla Pedalina Tipografica –

Ricordo che in quei giorni il Signore mi diede questo sogno: Io mi vedevo nella tipografia dove lavoravo ed ero insieme ai miei due titolari che guardavano alcuni opuscoli evangelici da me stampati, e dopo averli guardati mi chiesero se intendessi stampare lavori commerciali, ma io gli dicevo: “Iddio me ne liberi! io voglio stampare solo messaggi evangelici e non a scopo di lucro”.

Naturalmente poi sul lavoro volli raccontare il sogno ad uno dei miei titolari che senza dirmi nulla sorrise. Chissà se il Signore volle così dissipare qualche cattivo pensiero da parte dei miei ex datori di lavoro…

Devo ammettere però che quell’esperienza fu un vero e proprio disastro! Infatti stampai pochissimi volantini a motivo del tempo ridotto che avevo a disposizione, essendo impegnato otto/nove ore al giorno col lavoro secolare e a motivo del compito di predicare in comunità, con la responsabilità che ciò richiedeva. Scoprii che non riuscivo a produrre nulla e che per stampare un volantino occorreva molto tempo già solo per la composizione tipografica, tanto che ero perplesso e sconcertato e mi chiedevo se non avessi fatto meglio ad acquistare una macchina offset, con una spesa leggermente superiore. Ma ero preoccupato, tanto che in comunità pregai per questo mio desiderio che vedevo non produrre alcun risultato sentendo il peso dell’aver fatto spendere dei soldi inutilmente ai miei fratelli che probabilmente si chiedevano come mai stampavo poco o nulla.

Così, durante una riunione di preghiera levai a Dio la mia preghiera ed il mio peso per questa piccola tipografia, e un giovane della comunità disse di aver avuto una visione quando facevo la mia richiesta. Questo è ciò che disse d’aver visto:

“Un uomo bianco con una tromba d’argento su una lunga strada bianca, con in fondo una bandiera rossa, bianca e verde”.

Era il 1989, cioè 22 anni fa. Qualche anno dopo avevo venduto tutti i macchinari e dimenticato quella profezia.

Attraversai dei momenti terribili, ero stanco e deluso. E pur rimanendo in buoni rapporti dissi al fratello Giancaspero Elia che non ce la facevo più a frequentare quella comunità, così ne uscii, senza sapere dove il Signore mi avrebbe condotto.

Non sapevo il perché ma avevo sempre un verso nella mia mente:“Io percoterò il pastore e le pecore saranno disperse” (Marco 14:27). Difatti i miei genitori col mio fratellino minore che venivano con me nella comunità evangelica di Nichelino decisero così di andare proprio nella comunità ADI vicino casa la quale il Signore non permise che fosse la comunità in cui iniziare il nostro percorso di fede. Ed io non me la sentii di impedirglielo lasciandoli liberi e indipendenti nelle loro decisioni.

Nel 1994 perdetti mio fratello minore in un incidente stradale con la sua prima uscita in motorino con gli amici. Aveva 17 anni e l’avevo visto crescere come un figlio essendoci 14 anni di differenza tra noi. Non ero riuscito a impedire che andasse a quella gita e mi sono sempre rimproverato di non essermi imposto con lui e con mio padre (che mio fratello con insistenza persuase a lasciarlo andare) proibendogli di andare. Ma Dio aveva deciso di prenderlo a se per motivi a me ignoti. L’anno successivo mi licenziai dalla tipografia dove lavoravo a causa della mia delusione per un rimprovero che reputai ingiusto da parte di uno dei miei titolari, per andare in un altra tipografia dove stetti anche peggio. Infine nel 1997 trovai lavoro in una grande industria Litografica dove attualmente sono addetto piega di una rotativa da 80 pagine, con orari misti che includono anche la notte.

Spiritualmente, pur non abbandonando mai la fede in Dio, ho però attraversato degli anni in cui mi sono letteralmente assopito, vivendo la fede senza più quell’entusiasmo e quello zelo iniziale in cui vedevo Dio operare e manifestarsi glorioso nella mia vita. E pur visitando alcune denominazioni ADI e non ADI per non isolarmi dagli altri fratelli in Cristo non sono mai riuscito a trovarmi a mio agio a motivo delle dottrine antiscritturali in esse insegnate finendo anch’io per rassegnarmi a questo stato di fatto.

Nonostante ciò, non ricevevo mai la conferma da parte di Dio di inserirmi definitivamente in qualcuna di queste comunità. E gli anni passavano un po qua e un po là, chiese dei Fratelli, chiese Apostoliche, chiese libere pentecostali, e saltuariamente anche chiese ADI… sempre spento e demotivato. In una parola mi ero addormentato spiritualmente!

Nel 1998 mi sposai ed il Signore mi diede un figlio a cui detti il nome Andrea, con cui Iddio mi consolò parzialmente della perdita del mio fratellino.

Qualche anno dopo, le mie delusioni con alcuni membri delle ADI proseguirono, come ho raccontato in un’altra testimonianza.

E così arriviamo a pochi anni fa, in cui trovai un sito cristiano su Internet. Era il sito: “http://www.lanuovavia.org/dei fratelli Giacinto e Illuminato Butindaro, che riaccese in me la gioia nel vedere finalmente dei fratelli in Cristo insegnare la sana dottrina e denunciare apertamente gli errori dottrinali del mondo evangelico pentecostale e non pentecostale senza riguardi personali e senza timore degli uomini, attraverso questo nuovo strumento, il web, che entrava in tutte le case senza imporsi ma lasciando nella libertà gli individui di poter esaminare se le cose dette erano veramente comprovate dalle Sacre Scritture oppure no. Attraverso quel sito e gl’insegnamenti del fratello Giacinto ho potuto apprendere e approfondire anche cose che non avevo compreso appieno, come la dottrina del proponimento dell’elezione di Dio, sebbene Iddio mi avesse personalmente parlato in sogno, come ho già raccontato, dicendomi che avrebbe fatto grazia e avuto pietà a chi avrebbe voluto Lui!

Ed è nel luglio del 2010 che senza che me ne accorgessi, il Signore si stava accingendo ad adempiere quella profezia di 22 anni prima, in quanto entrando in contatto col fratello Giacinto e senza che lui sapesse nulla di tutto ciò, mi invitò ad aprirmi un blog su Internet di modo che potessi diffondere anch’io i temi della Parola di Dio su più vasta scala, anziché solo via facebook. E questo senza mai una volta dirmi cosa dovessi o non dovessi inserire negli articoli. Posso infatti testimoniare che sebbene l’incoraggiamento ad aprire questo sito come ho già scritto, sia venuto da lui, mai una volta egli ha esercitato pressioni su di me sul contenuto da inserirvi in esso! E’ solamente perché condivido in pieno i suoi ammaestramenti avendone predicati anch’io, che li diffondo con pienezza di convinzione!

Una cosa però è certa. Mai avrei potuto immaginare che la profezia in cui per me fu vista quella lunga strada bianca (avanti nel tempo) con la tromba d’argento (simbolo di proclamazione dell’evangelo) e con in fondo una bandiera rossa, bianca e verde (la nazione italiana), sarebbe avvenuta 22 anni dopo nonostante me ne fossi perfino dimenticato, attraverso un Computer ed un sito Internet, anziché attraverso una Pedalina o una PianoCilindrica Tipografica!

A Dio soltanto sia tutta la Gloria e l’Onore poiché Egli ne è Degno!

Nicola Iannazzo

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“Io ho annunziato, salvato, predetto, e non è stato un dio straniero che fosse tra voi; e voi me ne siete testimoni, dice l´Eterno: Io sono Iddio. Lo sono da che fu il giorno, e nessuno può liberare dalla mia mano; io opererò; chi potrà impedire l´opera mia?”(Isaia 43:12,13)

“Ci sono molti disegni nel cuor dell´uomo, ma il piano dell´Eterno è quello che sussiste.” (Proverbi 19:21)

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Tratto da : http://nicolaiannazzo.wordpress.com/2011/02/16/%E2%97%8F-testimonianza-della-mia-conversione-e-di-come-il-signore-ha-guidato-i-miei-passi-nel-non-entrare-nellorganizzazione-adi/