Certezza

L’apostolo Paolo aveva la fede degli eletti di Dio, e dunque aveva piena certezza che il Signore lo avrebbe salvato nel suo regno celeste, a condizione che avrebbe perseverato nella fede fino alla fine, senza rinnegarlo. Poiché egli disse a Timoteo queste parole : ‘se lo rinnegheremo, anch’egli ci rinnegherà’ (2Timoteo 2:13), ma disse anche : ‘Il Signore mi libererà da ogni mala azione e mi salverà nel suo regno celeste. A lui sia la gloria ne’ secoli dei secoli. Amen.’ (2Timoteo 4:18) Voi dunque che avete la stessa fede che possedeva il nostro caro fratello Paolo, abbiate dentro di voi la stessa certezza che egli possedeva, sapendo però che se non persevererete nella fede, ma vi tirerete indietro, smetterete di essere graditi a Dio ed Egli vi rigetterà. Certezza dunque fratelli nel Signore e non dubbio, certezza mista però ad un santo timore di Dio.

Salvatore Larizza

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Toglilo di mezzo!

Fratelli e sorelle nel Signore, di Gesù è scritto che il popolo gridava : Tòglilo, tòglilo di mezzo, crocifiggilo! (Giovanni 19:15) Di Paolo anche è scritto che il popolo gridava : Toglilo di mezzo! (Atti 21:36) E questo perché il nostro caro fratello Paolo imitava Cristo, e non poteva che ricevere quindi il medesimo trattamento che ricevette il Cristo. Perché ti meravigli dunque se il popolo ancora oggi continui a gridare le medesime cose contro coloro che imitano il Signore? Perché ti aspetti che il popolo ti ami? O che ti stimi e ti apprezzi per ciò che fai? Ricorda sempre che il mondo ama quel che è suo, e quindi non può amare noi, poiché quantunque siamo in questo mondo pure non siamo di questo mondo. Noi, fratelli e sorelle nel Signore, siamo stati scelti dal Signore e non siamo più di questo mondo, siamo Suoi, Egli ci ha acquistati a Dio col proprio sangue! (Cfr. Apocalisse 5:9) Ora, chi è da Dio ci ascolta e ci ama, ma chi non è da Dio non ci ascolta affatto e ci odia. E questo odio nei nostri confronti è dovuto al fatto che testimoniamo del mondo che le sue opere sono malvagie, ed esortiamo gli uomini a ravvedersi e a credere nel Signore Gesù per essere salvati. Non vi meravigliate dunque fratelli, se il mondo vi odia, (Cfr. 1Giovanni 3:13) sappiate che prima di voi ha odiato Gesù. (Cfr. Giovanni 15:18-19)

Salvatore Larizza

Eletti ad ubbidire e ad esser cosparsi col sangue di Gesù

I santi sono coloro che sono stati ‘eletti, secondo la preordinazion di Dio Padre, in santificazione di Spirito, ad ubbidienza, e ad esser cospersi col sangue di Gesù Cristo.’ (1Pietro 1:2 – Diodati) Per questa ragione l’apostolo Pietro ai santi a cui scrisse la sua epistola li chiama ‘figliuoli di ubbidienza’ (cfr. 1Pietro 1:14) e anche ‘generazione eletta’ (cfr. 1Pietro 2:9); poiché essi sono coloro che Iddio ha eletto a salvezza fin dal principio mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità (cfr. 2Tessalonicesi 2:13), eletti da Dio avanti la fondazione del mondo ad ubbidire e ad essere cosparsi col sangue di Gesù Cristo. A Colui che ci ha salvati siano la gloria, l’onore e l’imperio nei secoli dei secoli. Amen.

Salvatore Larizza

Siamo sicuri di essere salvati dall’ira di Dio, come lo erano gli Israeliti in Egitto nella notte di Pasqua

certezza-della-salvezzaAbbiamo la certezza che saremo salvati dall’ira a venire, perché in noi abita “la fede degli eletti di Dio” (Tito 1:1), che “è certezza di cose che si sperano” (Ebrei 11:1). Ecco perché diciamo assieme a Paolo: “Iddio mostra la grandezza del proprio amore per noi, in quanto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, sarem per mezzo di lui salvati dall’ira. Perché, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del suo Figliuolo, tanto più ora, essendo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita.” (Romani 5:8-10). Gli Israeliti in Egitto non erano forse sicuri che nella notte in cui Dio avrebbe percosso il paese d’Egitto, uccidendo i primogeniti tanto degli uomini quanto degli animali, Dio non li avrebbe colpiti perché le loro case erano state spruzzate con il sangue dell’agnello pasquale? Certo che lo erano, e questo perché avevano creduto nelle parole di Dio: e difatti lo spruzzamento di sangue era stato fatto per fede (cfr. Ebrei 11:28). Essi credettero dunque a Dio che aveva detto loro: “Quella notte io passerò per il paese d’Egitto, e percoterò ogni primogenito nel paese d’Egitto, tanto degli uomini quanto degli animali, e farò giustizia di tutti gli dèi d’Egitto. Io sono l’Eterno. E quel sangue vi servirà di segno sulle case dove sarete; e quand’io vedrò il sangue passerò oltre, e non vi sarà piaga su voi per distruggervi, quando percoterò il paese d’Egitto” (Esodo 12:12-13). Quindi, fratelli, serbiamo la fede nel Figliuolo di Dio. Noi siamo cosparsi del Suo sangue (cfr. 1 Pietro 1:2), e per mezzo di questo sangue saremo salvati dall’ira a venire. A Dio sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen.

Giacinto Butindaro

Tratto dalla bacheca di Facebook del fratello Giacinto Butindaro

Il Vangelo di Cristo è l’unico messaggio salvifico

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Il Vangelo di Cristo è la buona novella che Gesù è il Cristo (Atti 5:42; cfr. 1 Corinzi 15:1-11), che però dato che porta divisione tra gli uomini, viene dal mondo considerato un messaggio di odio contro gli uomini. Ecco perché coloro che predicano il Vangelo di Cristo sono odiati e disprezzati dal mondo. Ed ecco perché molti si vergognano del Vangelo di Cristo, perché non vogliono essere odiati e disprezzati dal mondo. Non ti vergognare dunque del Vangelo di Cristo, altrimenti Cristo si vergognerà di te (Marco 8:38). Certo, il Vangelo di Cristo porta divisione tra gli uomini, ma d’altronde Cristo porta divisione secondo che ha detto: “Non pensate ch’io sia venuto a metter pace sulla terra; non son venuto a metter pace, ma spada. Perché son venuto a dividere il figlio da suo padre, e la figlia da sua madre, e la nuora dalla suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua” (Matteo 10:34-36). Ma ricordati che il Vangelo di Cristo è l’unico messaggio salvifico che esiste, è infatti soltanto mediante la fede nel Vangelo di Cristo che l’uomo viene salvato dal peccato e dalla perdizione eterna. Il Vangelo di Cristo è potenza di Dio per la salvezza di ognuno che crede (Romani 1:16).

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2016/03/28/il-vangelo-di-cristo-e-lunico-messaggio-salvifico/

Continuerò a confutarli

blog-seduttoriCon la grazia che Dio mi ha concesso, continuerò a confutare coloro che mescolano la menzogna con la verità, perché il loro proposito è sedurre i santi del Signore e sfruttarli. E ho questa fiducia nel Signore, che Egli libererà tante altre anime dalla grinfie di questi seduttori di menti. A Dio sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2015/11/16/continuero-a-confutarli/

Consapevolezza del proprio stato di grazia, e dell’eventuale possibilità di scadere da esso

SALVEZZA E TIMOREFratelli, l’apostolo Paolo non era forse consapevole del fatto che Dio lo avesse SCELTO e appartato per l’evangelo fin dal seno di sua madre e che fosse stato da Lui chiamato (cfr. Galati 1:15-16)? E non era forse consapevole del fatto che egli ricevette misericordia da parte di Dio (cfr. 1Timoteo 1:12-14)? Si che lo era, le Scritture ce lo attestano. Ma le Scritture ci attestano altresì che l’apostolo Paolo, benchè avesse piena certezza di tutto ciò, disse pure a Timoteo queste parole : ‘se lo rinnegheremo, anch’egli ci rinnegherà’ (2Timoteo 2:13). Ora, se l’apostolo Paolo non credeva affatto che questa possibilità di rinnegare il Signore potesse giammai avverarsi nella sua vita, perchè l’ha scritto? Perchè ha scritto a Timoteo quelle parole includendosi anche lui in questa eventuale possibilità? Se egli non credeva affatto che potesse accadergli mai una simile cosa, voi pensate che la sua esortazione avrebbe avuto un senso? E Timoteo quando ricevette queste sue parole, cosa pensò? Forse che Paolo era fuori di senno? Oh, no fratelli, Timoteo ha ben compreso quelle parole di Paolo, perché anche lui era ben consapevole, come Paolo, che una simile cosa poteva avverarsi anche nella loro vita. Ora, dico io a coloro che continuano ad affermare che non è affatto possibile che una persona, che sia stata salvata veramente dal Signore, non possa mai arrivare a rinnegare il Signore e ad essere cosi da Lui rinnegato; dico, ma non avrebbe dovuto dire Paolo a Timoteo : ‘chi lo rinnegherà, sarà da Lui rinnegato’? O meglio ancora, non avrebbe dovuto dire ‘chi lo rinnegherà e perchè non l’ha mai conosciuto’? O ancora ‘noi non è possibile che lo rinnegheremo, ma sappi che ci saranno coloro che lo faranno’? Non pensate voi che se l’apostolo Paolo, non avesse creduto veramente che ci potesse essere questa possibilità, avrebbe di conseguenza parlato diversamente? E lo stesso discorso vale anche per lo scrittore agli Ebrei quando dice ‘se pecchiamo volontariamente’ (cfr. Ebrei 10:26). Riflettete fratelli, ma voi pensate che una persona, consapevole della propria elezione in Cristo e quindi del proprio stato di grazia, e altresi consapevole che non sia possibile mai scadere da quello stato; avrebbe giammai parlato in questa maniera? E ora, mi rivolgo a voi che state leggendo, e che siete tra coloro che avete sperimentato la grazia di Dio e che siete persuasi che il vostro nome sia scritto nei cieli : ‘Se oggi voi doveste scrivere delle epistole ai santi, scrivereste loro le medesime parole che scrissero allora gli apostoli, includendovi anche VOI, come fecero loro, in questa eventuale possibilità di ‘rinnegare il Signore’ o di ‘peccare volontariamente’, dopo averlo conosciuto VERAMENTE?’ Prima di rispondere, vi ricordo che l’apostolo Paolo scrisse ai santi di Corinto queste parole : ‘Ma siccome abbiam lo stesso spirito di fede, ch’è in quella parola della Scrittura: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo, e perciò anche parliamo’ (2Corinzi 4:13); quindi sappiate che l’apostolo Paolo non parlava affatto tanto per dire; ma ciò che Egli diceva, per iscritto o a voce, LO CREDEVA!

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta.

Salvatore Larizza