Un tempio santo nel Signore

Fratelli e sorelle nel Signore, sappiate che voi ‘siete concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio, essendo stati edificati sul fondamento degli apostoli e de’ profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare, sulla quale l’edificio intero, ben collegato insieme, si va innalzando per essere un tempio santo nel Signore. Ed in lui voi pure entrate a far parte dell’edificio, che ha da servire di dimora a Dio per lo Spirito.’ (Efesini 2:19b-22)

Salvatore Larizza

Confidate in perpetuo nell’Eterno

Fratelli e sorelle nel Signore : ‘Non confidate nei principi, né in alcun figliuol d’uomo, che non può salvare’ (Salmi 146:3); ma ‘confidate in perpetuo nell’Eterno, poiché l’Eterno, sì l’Eterno, è la roccia de’ secoli.’ (Isaia 26:4) Amen.

Salvatore Larizza

La sapienza fa vivere

Fratelli e sorelle nel Signore, non disprezzate la sapienza che viene da Dio, anzi procacciatela, poichè è scritto che ‘la sapienza è buona quanto un’eredità, e anche di più, per quelli che vedono il sole. Poiché la sapienza offre un riparo, come l’offre il danaro; ma l’eccellenza della scienza sta in questo, che la sapienza fa vivere quelli che la possiedono.’ (Ecclesiaste 7:11-12)

Salvatore Larizza

Chiunque avrà fatta la volontà di Dio

Gesù non disse : ‘Chiunque mi chiama ‘Signore, Signore’, mi è fratello, sorella e madre; ma Egli disse : ‘Chiunque avrà fatta la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre.’ (Marco 3:35)

Salvatore Larizza

Riponi nell’Eterno la tua fiducia

È scritto : ‘Benedetto l’uomo che confida nell’Eterno, e la cui fiducia è l’Eterno!’ (Geremia 17:7) Sì, la Sacra Scrittura dichiara ‘beato l’uomo che ripone nell’Eterno la sua fiducia, e non riguarda ai superbi né a quei che si svian dietro alla menzogna!’ (Salmi 40:4)

Salvatore Larizza

La pena d’un fuoco eterno

Fratelli e sorelle nel Signore, è scritto : ‘Nello stesso modo Sodoma e Gomorra e le città circonvicine, essendosi abbandonate alla fornicazione nella stessa maniera di costoro ed essendo andate dietro a vizî contro natura, sono poste come un esempio, portando la pena d’un fuoco eterno.’ (Giuda 7) Il fuoco dunque di cui parla la Scrittura, e dove vi andranno tutti gli ingiusti, è un fuoco eterno, cioè non avrà mai fine. Altrove la Scrittura lo definisce anche un fuoco ‘inestinguibile’ (cfr. Matteo 3:17; Marco 9:43), quindi non potrà mai essere spento. Nessuno dunque vi seduca con vani ragionamenti.

Salvatore Larizza

Allontànati dal male e fa’ il bene

Fratello e sorella nel Signore, ‘trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra da parole bugiarde. Allontànati dal male e fa’ il bene; cerca la pace e adoperati per essa.’ (Salmi 34:13-14; cfr. 37:27) Poiché è scritto che ‘chi si adopera per il bene si attira benevolenza, ma chi cerca il male, male lo colpirà.’ (Proverbi 11:27)
Salvatore Larizza

Si son sviati dalla fede e si son trafitti di molti dolori

Così disse l’apostolo Paolo a Timoteo :
‘Or la pietà con animo contento del proprio stato, è un gran guadagno; poiché non abbiam portato nulla nel mondo, perché non ne possiamo neanche portar via nulla; ma avendo di che nutrirci e di che coprirci, saremo di questo contenti. Ma quelli che vogliono arricchire cadono in tentazione, in laccio, e in molte insensate e funeste concupiscenze, che affondano gli uomini nella distruzione e nella perdizione. Poiché l’amor del danaro è radice d’ogni sorta di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si son trafitti di molti dolori.’ (1Timoteo 6:6-10)
Se dunque un ‘credente’ comincia a volersi arricchire e ad amare il danaro, per certo cadrà in tentazione, si svierà dalla fede e si trafiggerà di molti dolori. Egli dunque andrà in perdizione.
Salvatore Larizza

Il riscatto dell’anima dell’uomo

Gesù un giorno ‘chiamata a sé la folla coi suoi discepoli, disse loro: Se uno vuol venir dietro a me, rinunzi a se stesso e prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor di me e del Vangelo, la salverà. E che giova egli all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua? E infatti, che darebbe l’uomo in cambio dell’anima sua? Perché se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figliuol dell’uomo si vergognerà di lui quando sarà venuto nella gloria del Padre suo.’ (Marco 8:34-38) Che giova dunque all’uomo guadagnare tutto il mondo e poi perdere l’anima sua? Potrà forse riscattare l’anima sua con le ricchezze che avrà guadagnato? No, non potrà. Poiché è scritto che ‘il riscatto dell’anima dell’uomo è troppo caro’, e che nessuno può dare a Dio questo prezzo del riscatto, perché farà sempre difetto. (cfr. Salmi 49:7-8) A tal riguardo, voi invece fratelli e sorelle nel Signore, che avete creduto in Cristo Gesù, dovete avere piena fiducia nel Signore, ‘sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai padri, ma col prezioso sangue di Cristo, come d’agnello senza difetto né macchia.’ (1Pietro 1:18-19) E’ per mezzo del prezioso sangue di Cristo Gesù che avete guadagnato l’anima vostra. Glorificate dunque Iddio nel vostro corpo, per quanto Egli abbia fatto per voi; e non vergognatevi mai di Lui. La grazia sia con tutti voi.

Salvatore Larizza

Chi scade dalla grazia lo fa perché così Iddio ha innanzi decretato?

Fratelli e sorelle nel Signore, io credo fermamente che Iddio abbia eletto a salvezza un popolo, avanti la fondazione del mondo, e che questo popolo a suo tempo venga messo in grado da Dio di ravvedersi e di credere nel Suo Figliuolo Gesù Cristo, ed ottenere cosi la vita eterna. E credo anche che nonostante i santi siano stati messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce, pure possono scadere dalla grazia se non perseverano nella fede in fino alla fine. Ma non credo affatto che coloro che scadono dalla grazia, lo facciano perché cosi Iddio abbia innanzi decretato. Cioè non credo affatto che Iddio operi affinché costoro cadano e vadano in perdizione. Ritengo piuttosto che quantunque verso taluni il Signore non permetta che ciò accada, verso altri invece lo permette; a motivo però del loro rinnegamento e della loro ribellione. Reputo dunque che Egli lo permetta, e non so perché Egli lo faccia, ma non che lo abbia innanzi decretato. Sono gli uomini che si tirano indietro a loro propria perdizione, e non Dio che faccia in modo che essi lo facciano. Io sono pienamente persuaso di avere creduto nel Signore, poiché eletto a salvezza da Dio fin dal principio, e credo fermamente che Iddio voglia la mia salvezza e che mi salverà nel suo regno celeste, a condizione che persevero nella fede, con l’aiuto che mi viene da Lui, fino alla fine. Non ritengo cosa giusta dunque dubitare dell’amore di Dio e della sua fedeltà verso coloro che Egli abbia eletto a salvezza. Non avrei pace nel cuore se avessi anche per un solo momento il dubbio che Dio mi ami o meno; o al solo pensiero che se Egli ha decretato la mia rovina, magari tra trenta anni, allora vorrà dire che me ne andrò in perdizione, senza poter fare nulla. La fede mi dà invece la certezza che il Signore mi ama e che, se lo temo e cammino secondo i suoi comandamenti, non permetterà che il mio piede vacilli; ma so altresì che se abbasso la guardia e non veglio e mi allontano dunque da Lui, Egli può permettere che io me ne vada in perdizione. D’altronde, se gli volto le spalle, se smetto di osservare i Suoi comandamenti, se mi tiro indietro, perché Egli dovrebbe continuare a gradirmi o a preservarmi? E’ forse in dovere di farlo il Signore? Anzi, questo suo severo avvertimento, questa reale possibilità, mi fa tremare e mi stimola ancor di più a non abbassare mai la guardia. Certezza dunque e non dubbio, di essere da Lui amato e preservato da ogni caduta a condizione che persevero nella fede fino alla fine dei miei giorni.

Salvatore Larizza