La spudorata menzogna diffusa dagli antipentecostali sulle lingue

Le Chiese Evangeliche cessazioniste – Chiese Battiste, Riformate, Presbiteriane, Chiese dei Fratelli, Chiese Valdesi ed altre – dicono che con la morte degli apostoli cessarono nella Chiesa sia il parlare in lingue che le altre manifestazioni dello Spirito, come miracoli e guarigioni compiuti nel nome di Gesù; e la data di questa cessazione sarebbe la fine del primo secolo dopo Cristo, in quanto l’apostolo Giovanni morì in quel periodo.

Ora, io voglio sottolineare quello che dicono i cessazionisti sulle lingue, citando uno dei loro massimi esponenti a livello mondiale, vale a dire John F. MacArthur Jr. Per farvi capire di chi sto parlando – cioè che sto parlando di un predicatore di fama mondiale – vi trascrivo una breve presentazione di questo predicatore così come si trova sul sito http://www.zam.it/ :

‘Conosciuto per il suo approccio completo e franco all’insegnamento della Parola di Dio, la Bibbia, John MacArthur è un pastore evangelico di quinta generazione, autore e oratore di fama internazionale. Dal 1969 è impegnato come pastore e insegnante presso la Grace Community Church a Sun Valley, California. Le predicazioni di John raggiungono la maggior parte del mondo tramite il suo lavoro multimediale Grace To You, con uffici in Australia, Canada, Europa, India, Nuova Zelanda, Singapore, e Sud Africa. Grace To You non solo produce programmi radiofonici per oltre 2000 radio (in lingua inglese e spagnola), ma distribuisce libri, software, cassette e CD con studi e sermoni di John MacArthur. In 36 anni, Grace To You ha distribuito più di 13 milioni di CD e audiocassette. John è presidente di The Master’s College e The Master’s Seminary. Ha scritto centinaia di libri e manuali di studio biblico, molto utili e pratici per la vita quotidiana. I suoi lavori pubblicati in italiano includono “Al Sicuro Fra Le Braccia di Dio”, “La Verità Celeste Sulla Morte di Un Bambino”, e “Il Commentario del Nuovo Testamento”.

Ora, questo pastore evangelico ha scritto un libro molto noto soprattutto tra gli antipentecostali che si intitola ‘I Carismatici: prospettiva dottrinale del movimento carismatico’ pubblicato da Edizioni Centro Biblico, in cui vengono espresse le ben note obiezioni al battesimo con lo Spirito Santo con l’evidenza del parlare in lingue, e ai doni spirituali. E naturalmente tra le tante obiezioni mosse all’attualità delle lingue c’è pure quella che esse sono cessate.

Ora, ascoltate cosa afferma questo predicatore sulla cessazione delle lingue:
’5. Le lingue sono menzionate soltanto nei primi libri del Nuovo Testamento. L’unica epistola in cui si parli delle lingue è 1 Corinzi, mentre Paolo ne scrisse almeno altre dodici e in nessun’altra fa cenno a questo dono, come non ne fanno mai nè Pietro, nè Giacomo nè Giuda. Questo dono appare per un breve periodo, nei primi anni della chiesa, quando veniva diffusa la nuova rivelazione di Dio e si stabiliva la chiesa: una volta avvenuto questo, le lingue scomparvero, cessarono. 6. La storia dice che le lingue cessarono. In 1 Corinzi 13:8 il verbo pauo ci dice che le lingue dovevano cessare, significando che non sarebbero più ricominciate, e gli ultimi libri del Nuovo Testamento non ne fanno più menzione. Cleon Rogers, uno studioso missionario, ha scritto: «E’ significativo che in nessuno scritto dei Padri post-apostolici si trovi il minimo riferimento, la minima allusione e il minimo accenno al dono delle lingue» (Cleon L. Rogers, Jr. «The Gift of Tongues in the Post Apostolic Church»). …. Nei primi quattro-cinquecento anni della chiesa, gli unici a parlare in «lingue» di cui si abbia notizia furono i seguaci di Montano, dichiarato eretico (vedi capitolo 3), e del suo discepolo Tertulliano’ (John MacArthur, ‘I Carismatici: prospettiva dottrinale del movimento carismatico’, Edizioni Centro Biblico, 1987, pag. 197).

Ma questa è una spudorata menzogna, in quanto Ireneo (115-150 – 202 circa), vescovo di Lione, che non era un eretico ma combatteva gli eretici, – e che è tra i cosiddetti padri post-apostolici http://www.catholicapologetics.org/ap040600.htm – nella sua famosa opera apologetica Contro le Eresie che risale al 180 circa, scrisse quanto segue: ‘Dunque, anche, coloro che sono veramente Suoi discepoli, ricevendo grazia da Lui, fanno nel suo Nome [miracoli], in maniera da promuovere il benessere di altri uomini, secondo il dono che ognuno ha ricevuto da Lui. Perché alcuni cacciano certamente e veramente diavoli, cosicché frequentemente quelli che sono stati in questa maniera purificati dagli spiriti malvagi credono [in Cristo] e si uniscono alla Chiesa. Altri hanno preconoscenza di cose a venire: essi vedono visioni, ed emettono delle espressioni profetiche. Altri ancora guariscono gli ammalati imponendo loro le mani, ed essi sono guariti. Inoltre, sì, come ho detto, persino i morti sono stati risuscitati, e sono rimasti in mezzo a noi per molti anni. E che dirò di più? Non è possibile nominare il numero dei doni che la Chiesa [sparsa] per tutto il mondo ha ricevuto da Dio nel nome di Gesù Cristo’ (Contro le Eresie, Libro II, cap. 32,4),

ed ancora: ‘Similmente, sentiamo molti fratelli nella Chiesa, i quali possiedono doni profetici e che, per mezzo dello Spirito, parlano ogni genere di lingue e manifestano [o portano alla luce] per l’utile comune le cose nascoste degli uomini e dichiarano i misteri di Dio …’ (Contro le Eresie, Libro V, cap. 6,1).

Da: http://www.newadvent.org/fathers/0103.htm

Come si può vedere, la testimonianza di Ireneo è molto chiara. Ai suoi giorni c’erano dei fratelli che parlavano in lingue per lo Spirito. E si noti che non c’erano solo fratelli che parlavano in lingue, ma anche credenti che profetizzavano, ricevevano rivelazioni divine, e che compivano miracoli e guarigioni nel nome di Gesù.

Ireneo infatti usò i verbi AL PRESENTE e non AL PASSATO:
– fanno nel suo Nome [miracoli]
– alcuni cacciano certamente e veramente diavoli, cosicché frequentemente quelli che sono stati in questa maniera purificati dagli spiriti malvagi credono [in Cristo] e si uniscono alla Chiesa
– altri hanno preconoscenza di cose a venire: essi vedono visioni, ed emettono delle espressioni profetiche.
– altri ancora guariscono gli ammalati imponendo loro le mani, ed essi sono guariti.
– molti fratelli nella Chiesa possiedono doni profetici e per mezzo dello Spirito, parlano ogni genere di lingue e manifestano [o portano alla luce] per l’utile comune le cose nascoste degli uomini e dichiarano i misteri di Dio …

Questo dimostra che ai suoi giorni quelle manifestazioni spirituali esistevano ancora e non si credeva affatto che con la morte degli apostoli o con il completamento del canone del Nuovo Testamento fossero cessate.

Se quindi si rileggono le parole di MacArthur alla luce di quanto afferma Ireneo, non si può che gridare allo scandalo, perchè con le sue parole lui ha voluto ingannare i fratelli. Non è solo la Bibbia infatti a dargli torto, ma anche una testimonianza extra-biblica. Giudicate voi da persone intelligenti. Questo dimostra che quando si vuole difendere una menzogna si usano altre menzogne per soffocare la verità.

In merito poi alle parole di Paolo “quanto alle lingue, esse cesseranno”, voglio darvi la corretta spiegazione biblica, che è presente nel mio libro ‘Perchè un Cristiano non può e non deve essere un cessazionista’.
‘Le lingue un giorno cesseranno, infatti Paolo dice ai santi di Corinto: “La carità non verrà mai meno. Quanto alle profezie, esse verranno abolite; quanto alle lingue, esse cesseranno; quanto alla conoscenza, essa verrà abolita; poiché noi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo; ma quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte, sarà abolito. Quand’ero fanciullo, parlavo da fanciullo, pensavo da fanciullo, ragionavo da fanciullo; ma quando son diventato uomo, ho smesso le cose da fanciullo. Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò appieno, come anche sono stato appieno conosciuto. Or dunque queste tre cose durano: fede, speranza, carità; ma la più grande di esse è la carità” (1 Corinzi 13:8-13).
Ma avete notato quando cesseranno? Quando la perfezione sarà venuta, difatti allora verranno abolite le profezie, come anche verrà abolita la conoscenza. E quando verrà la perfezione per i santi? Quando essi otterranno un corpo perfetto, cosa che avverrà alla resurrezione dei giusti al ritorno di Cristo.
In merito alla perfezione che ha da venire vorrei farvi notare questo. Noi abbiamo già ottenuto una perfezione, quella quanto alla coscienza, secondo che è scritto: “Poiché la legge, avendo un’ombra dei futuri beni, non la realtà stessa delle cose, non può mai con quegli stessi sacrificî, che sono offerti continuamente, anno dopo anno, render perfetti quelli che s’accostano a Dio. Altrimenti non si sarebb’egli cessato d’offrirli, non avendo più gli adoratori, una volta purificati, alcuna coscienza di peccati? Invece in quei sacrificî è rinnovato ogni anno il ricordo dei peccati; perché è impossibile che il sangue di tori e di becchi tolga i peccati. (Ebrei 10:1-4), ed anche: “… noi siamo stati santificati, mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre. E mentre ogni sacerdote è in piè ogni giorno ministrando e offrendo spesse volte gli stessi sacrificî che non possono mai togliere i peccati, questi, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è posto a sedere alla destra di Dio, aspettando solo più che i suoi nemici sian ridotti ad essere lo sgabello dei suoi piedi. Perché con un’unica offerta egli ha per sempre resi perfetti quelli che son santificati” (Ebrei 10:10-14). E’ di questa perfezione che parla sempre lo scrittore agli Ebrei più avanti quando, dopo avere elencato tanti esempi di fede, dice: “E tutti costoro, pur avendo avuta buona testimonianza per la loro fede, non ottennero quello ch’era stato promesso, perché Iddio aveva in vista per noi qualcosa di meglio, ond’essi non giungessero alla perfezione senza di noi” (Ebrei 11:39-40). Quindi, questa perfezione quanto alla coscienza è giunta con la venuta di Cristo, perchè è stato grazie al suo sacrificio che noi siamo stati resi perfetti quanto alla coscienza.
Ma come abbiamo visto, Paolo parla di un’altra perfezione, che ha da venire, e questa è quella del corpo, che noi sperimenteremo alla resurrezione dei morti, in quanto in quel giorno otterremo la redenzione del corpo, o meglio la piena redenzione. E difatti Paolo nello scrivere ai santi di Filippi, mette la perfezione in relazione alla resurrezione dei morti, secondo che dice: “Ma le cose che m’eran guadagni, io le ho reputate danno a cagion di Cristo. Anzi, a dir vero, io reputo anche ogni cosa essere un danno di fronte alla eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale rinunziai a tutte codeste cose e le reputo tanta spazzatura affin di guadagnare Cristo, e d’esser trovato in lui avendo non una giustizia mia, derivante dalla legge, ma quella che si ha mediante la fede in Cristo; la giustizia che vien da Dio, basata sulla fede; in guisa ch’io possa conoscere esso Cristo, e la potenza della sua risurrezione, e la comunione delle sue sofferenze, essendo reso conforme a lui nella sua morte, per giungere in qualche modo alla risurrezione dai morti. Non ch’io abbia già ottenuto il premio o che sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il corso se mai io possa afferrare il premio; poiché anch’io sono stato afferrato da Cristo Gesù. Fratelli, io non reputo d’avere ancora ottenuto il premio; ma una cosa fo: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno dinanzi, proseguo il corso verso la mèta per ottenere il premio della superna vocazione di Dio in Cristo Gesù” (Filippesi 3:7-14). Avete notato che Paolo immediatamente dopo avere detto “per giungere in qualche modo alla risurrezione dai morti” dice: “Non ch’io abbia già ottenuto il premio o che sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il corso se mai io possa afferrare il premio”? E quando otterremo il premio? Non è forse al ritorno di Cristo, in quanto Gesù dice: “Ecco, io vengo tosto, e il mio premio è meco per rendere a ciascuno secondo che sarà l’opera sua” (Apocalisse 22:12)? E quindi vedete che anche la perfezione a cui Paolo riteneva di non essere ancora giunto, l’avrebbe ottenuta alla resurrezione dei giusti che si verificherà al ritorno di Cristo.
Che la perfezione di cui parla Paolo quando dice “ma quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte, sarà abolito”, è quella che otterremo alla resurrezione dei morti perchè è in quel giorno che si compirà la nostra piena redenzione, e quindi le lingue dureranno fino ad allora, è confermato sempre da Paolo quando dice ai santi di Efeso: “In lui voi pure, dopo aver udito la parola della verità, l’evangelo della vostra salvazione, in lui avendo creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio s’è acquistati, a lode della sua gloria” (Efesini 1:13-14). Qualcuno dirà: ‘Cosa c’entra questo passo con il parlare in lingue?’ C’entra, perchè quando Paolo parla del suggello dello Spirito Santo che era stato promesso si riferisce alla promessa dello Spirito Santo, che nella vita del credente si adempie quando viene battezzato con lo Spirito e parla in lingue. Vi ricordo infatti che l’apostolo Pietro quando il giorno della Pentecoste parlò ai Giudei, disse loro: “Questo Gesù, Iddio l’ha risuscitato; del che noi tutti siamo testimoni. Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio, e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite” (Atti 2:32-33). Per cui il parlare in lingue che avevano sentito quei Giudei faceva parte della promessa dello Spirito, o meglio del suggello dello Spirito Santo che era stato promesso. Cosa dice Paolo di questo suggello? Che esso è pegno della nostra eredità fino alla nostra piena redenzione. Se dunque questo pegno durerà fino alla piena redenzione, significa che durerà fino alla resurrezione dei morti in Cristo che si verificherà al ritorno di Cristo, e se durerà fino ad allora è evidente che anche il parlare in lingua che fa parte del suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, durerà fino ad allora. Dunque, quando i santi di Efeso che avevano ricevuto il suggello dello Spirito dopo avere creduto lessero queste parole, compresero immediatamente che il parlare in altra lingua sarebbe durato fino al ritorno di Cristo.
E tra quei santi c’erano pure i circa dodici discepoli che Paolo incontrò ad Efeso, incontro del quale negli Atti leggiamo quanto segue: “Or avvenne, mentre Apollo era a Corinto, che Paolo, avendo traversato la parte alta del paese, venne ad Efeso; e vi trovò alcuni discepoli, ai quali disse: Riceveste voi lo Spirito Santo quando credeste? Ed essi a lui: Non abbiamo neppur sentito dire che ci sia lo Spirito Santo. Ed egli disse loro: Di che battesimo siete dunque stati battezzati? Ed essi risposero: Del battesimo di Giovanni. E Paolo disse: Giovanni battezzò col battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo che credesse in colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù. Udito questo, furon battezzati nel nome del Signor Gesù; e dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani, lo Spirito Santo scese su loro, e parlavano in altre lingue, e profetizzavano. Erano, in tutto, circa dodici uomini” (Atti 19:1-7).
Ora, vi domando: ‘Ma quando quei discepoli, che parlavano in altra lingua, lessero nell’epistola di Paolo “In lui voi pure, dopo aver udito la parola della verità, l’evangelo della vostra salvazione, in lui avendo creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio s’è acquistati, a lode della sua gloria” (Efesini 1:13-14), pensate voi che essi abbiano pensato che il parlare in lingue – che faceva parte del suggello dello Spirito Santo che era stato promesso e che essi avevano ricevuto dopo che avevano creduto – sarebbe cessato con il completamento del canone del Nuovo Testamento?’ Io credo che una cosa del genere non gli sia venuta minimamente in mente, perchè le parole di Paolo fecero loro chiaramente intendere che invece esse dureranno fino alla resurrezione dei giusti (che vi ricordo nelle epistole di Paolo in alcuni punti poteva sembrare che si sarebbe verificata in quella generazione o comunque che non era poi così distante nel tempo, come quando dice ai Tessalonicesi: “Poiché questo vi diciamo per parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insiem con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore” 1 Tessalonicesi 4:15-17). Se questo dunque fu quello che compresero i santi di Efeso, anche noi oggi dobbiamo intendere che le lingue cesseranno alla nostra piena redenzione.
Inoltre, se le lingue fossero cessate perchè la perfezione è già giunta (e questa sarebbe costituita dal completamento del canone della Bibbia come affermano i cessazionisti), di conseguenza dovrebbe essere stata abolita pure la conoscenza, perchè la parziale conoscenza sarebbe stata abolita alla perfezione. Ma non mi risulta che noi attualmente possiamo dire di conoscere appieno.
E poi, se la perfezione fosse stata il completamento del canone della Bibbia, allora ciò vuol dire che l’apostolo Paolo non giunse alla perfezione mentre noi sì, infatti Paolo sarebbe morto attorno all’anno 67 dopo Cristo, mentre la perfezione sarebbe venuta attorno alla fine del primo secolo dopo Cristo (il libro dell’Apocalisse infatti sarebbe stato scritto in quel periodo). E questo è folle solo pensarlo. Seguendo il ragionamento dei cessazionisti, noi conosceremmo appieno mentre Paolo conosceva in parte!! Ecco a quale assurda conclusione si arriverebbe.
Ma io dico pure questo: ‘Ma voi ve li immaginate i santi di Corinto quando lessero per la prima volta questa epistola, cominciare a dire che Paolo aveva detto che quando il canone sarebbe stato completato sarebbero cessate le lingue?’ Noi proprio no, perchè i santi di Corinto non arrivarono a dire tale assurdità sulle lingue. E poi, proseguo io, come avrebbero potuto pensare che una volta completato il canone (completamento del canone del Nuovo Testamento di cui peraltro nella Chiesa in quel tempo non si parlava affatto perchè il problema di stabilire il canone completo del Nuovo Testamento sorse molto tempo dopo!) Dio avrebbe smesso di concedere le lingue, quando Paolo aveva loro detto all’inizio della sua epistola: “Io rendo del continuo grazie all’Iddio mio per voi della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù; perché in lui siete stati arricchiti in ogni cosa, in ogni dono di parola e in ogni conoscenza, essendo stata la testimonianza di Cristo confermata tra voi; in guisa che non difettate d’alcun dono, mentre aspettate la manifestazione del Signor nostro Gesù Cristo, il quale anche vi confermerà sino alla fine, onde siate irreprensibili nel giorno del nostro Signor Gesù Cristo” (1 Corinzi 1:4-8)? Notate che Paolo gli dice che essi non difettavano d’alcun dono mentre aspettavano la manifestazione del Signore Gesù Cristo (e questo era dovuto al fatto che la testimonianza di Cristo era stata confermata tra loro), il che vuol dire implicitamente che i doni sarebbero cessati quando Cristo sarebbe tornato, infatti per manifestazione di Cristo si intende la sua apparizione dal cielo, secondo che è scritto: “Diletti, ora siam figliuoli di Dio, e non è ancora reso manifesto quel che saremo. Sappiamo che quand’egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com’egli è” (1 Giovanni 3:2).
Ora, noi sappiamo che talvolta gli apostoli quando parlavano del ritorno di Cristo (o della sua apparizione dal cielo), ne parlavano in maniera tale che apparentemente sembrava che potesse verificarsi nella loro generazione, come per esempio – e questo l’ho detto anche poco fa – quando Paolo dice ai Tessalonicesi: “Poiché questo vi diciamo per parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insiem con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore” (1 Tessalonicesi 4:15-17). E’ evidente dunque che quando i santi di Corinto sentirono parlare l’apostolo in quel modo, compresero che i doni sarebbero durati fino al ritorno di Cristo: non importa che lasso di tempo sarebbe rimasto fino al ritorno di Cristo, una cosa è certa, Dio li avrebbe confermati fino a quell’evento, non privandoli d’alcuno dei doni che essi possedevano, tra cui c’era quello delle lingue.
Quello che voglio dire è che per l’apostolo che una Chiesa di Dio non difettasse d’alcun dono nell’attesa del ritorno di Cristo era una cosa normale, che poteva accadere. Ecco perchè i cessazionisti mentono contro la verità, quando dicono che le lingue sono cessate’.

Quindi, mi rivolgo a voi Evangelici cessazionisti dicendovi che siete rimasti vittime di un grande inganno perpetrato a vostro danno dal padre della menzogna, cioè dal diavolo. Ravvedetevi quindi e accettate quello che dice la Bibbia sulle lingue, e sulle altre manifestazioni dello Spirito, e cioè che esse non sono cessate, ma sono ancora oggi per la Chiesa dell’Iddio vivente e vero.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/09/09/la-spudorata-menzogna-diffusa-dagli-antipentecostali-sulle-lingue/

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Guglielmo Standridge e i terremoti

Guglielmo Standridge, responsabile di una Chiesa evangelica di Roma e capo redattore del giornale ‘La voce del vangelo’, nel suo libro ‘Coi terremoti Dio che c’entra?’ che ha avuto 4 edizioni, afferma quanto segue sui terremoti attuali: ‘È stato notato che i terremoti sono più numerosi in alcune zone del mondo, Giappone e Cina, per esempio, in oriente, e Italia, Grecia, i Balcani e nord Africa, in occidente. Dal confronto di queste zone, si è arrivati alla teoria che esistano nella crosta della terra delle fratture, o faglie, lunghe anche centinaia di chilometri. Secondo questa teoria, i terremoti avverrebbero quando, a motivo delle pressioni esercitate sulla superficie o in profondità, si produrrebbe un certo slittamento fra i due lati di queste fratture. Una teoria più recente afferma, invece, che esisterebbe circa una dozzina di zolle tettoniche che formano la crosta terrestre, e che queste sarebbero in costante, impercettibile movimento. Sarebbero un po’ come delle grandi lastre di ghiaccio che galleggiano e si scontrano in un mare appena scongelato. L’Italia sarebbe in una posizione particolarmente infelice, in un punto di incontro, o di scontro, fra una zolla formata dall’eurasia, che preme da est, una seconda zolla europea, che preme da ovest, ed una terza zolla africana che preme dal sud. Queste zolle, profonde circa cento chilometri, si muoverebbero di alcuni centimetri all’anno, premendo l’una sull’altra con una forza incredibile. Dal loro incontro deriverebbero non solo i terremoti, ma anche il sorgere di nuovi vulcani, l’azione di quelli esistenti e la formazione delle catene montagnose. Dato che si può definire l’origine dei terremoti e spiegare tutto scientificamente, si potrebbe concludere che Dio non c’entra. Certamente si può concludere che il terremoto non è un segno dell’ira di Dio contro un qualsiasi villaggio o nazione, come alcuni religiosi hanno avuto la sfrontatezza di dire. Dio non ha “voluto punire” con la morte nessuna delle vittime. I danni subiti non sono “colpa” di Dio. Il terremoto è soltanto il risultato di leggi della fisica, o della natura, che hanno provocato quelle scosse in quelle zone in quel momento. Forse, in alcuni casi, i morti e i danni potrebbero dipendere, in parte, addirittura dagli uomini, che non hanno badato, nelle costruzioni, al pericolo di terremoti o non hanno applicato le leggi antisismiche governative. Il fatto che un terremoto si è abbattuto sull’Italia e non sulla Svezia, si spiega non come giudizio di Dio, ma unicamente come un risultato delle formazioni geologiche in movimento’ (Guglielmo Standridge, Coi terremoti Dio che c’entra?, Associazione Verità Evangelica, IV Edizione, 2009, pag. 5-7).

Dunque, Standridge spiega l’origine dei terremoti nella stessa maniera in cui li spiegano gli scienziati.

Certo, lui riconosce che ‘anche i terremoti avvengono secondo un piano di Dio’ (ibid., pag. 8), ma nega ‘che Egli li scatena come punizioni contro delle persone o delle nazioni particolari’ (ibid., pag. 8). Essi sarebbero la conseguenza della violazione delle leggi della natura: ‘Dio ha stabilito delle leggi della natura ed ha decretato che la ribellione dell’uomo avrebbe portato risultati gravi e tristi, sia a livello personale che planetario’ (ibid., pag. 8).

Coloro che pensano che i terremoti siano giudizi di Dio contro i malvagi sono degli sciocchi, infatti Standridge dice: ‘Alcuni sciocchi hanno pensato che il terremoto fosse il giudizio sulla gente particolarmente cattiva’ (ibid., pag. 8). E per provare questo cita queste parole tratte dal Vangelo scritto da Luca: “In quello stesso tempo vennero alcuni a riferirgli il fatto de’ Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato coi loro sacrificî. E Gesù, rispondendo, disse loro: Pensate voi che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei perché hanno sofferto tali cose? No, vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti similmente perirete. O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate voi che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti al par di loro perirete” (Luca 13:1-5), e difatti subito dopo dice: ‘Perciò, possiamo capire con sicurezza che i terremoti, e altri simili disastri, non sono un giudizio di Dio su certe persone particolarmente cattive’ (ibid., pag. 9).

Ma allora cosa sono i terremoti per Standridge? Sono degli ammonimenti o degli avvertimenti, in quanto ci dicono che ‘la vita è breve ed incerta per tutti’ (ibid., pag. 10). Per cui – dice lui – ‘si può dire con assoluta certezza che il terremoto non è un giudizio sui morti, ma un avvertimento per i vivi. Tu questo avvertimento lo hai capito?’ (ibid., pag. 11).

Dopo avere parlato dei terremoti attuali, Standridge passa a parlare dei terremoti futuri ed afferma: ‘La Bibbia predice per il futuro dei terremoti più numerosi e più devastanti di quelli del passato o del presente. Qual è il piano di Dio, rivelato nella Bibbia, riguardo ai terremoti? Abbiamo già visto che non è possibile attribuire i terremoti attuali a Dio come un giudizio su questo o quell’altro paese. È ovvio che i terremoti avvengono per cause “naturali” e secondo delle leggi che via via si stanno scoprendo. Dietro a quelle leggi, però, vi è un Dio onnipotente e eterno, che non ha soltanto creato il mondo, ma che ne ha deciso anche il destino. Secondo la Bibbia, Dio, nella sua onniscienza e onnipotenza, sa esattamente ciò che avverrà nel mondo, ed ha stabilito tutto per un suo scopo. Quando Gesù parlò, per esempio, con i suoi discepoli, della fine del mondo, si trattava di un argomento che interessava tanto loro quanto noi oggi. Egli fece loro una serie di profezie, o avvertimenti, per cui sarebbe stato possibile, per chi conosceva e credeva alle sue parole, prevedere la fine dell’epoca presente e prepararsi ad essa. Nel vangelo di Matteo, al capitolo 24, fra i diversi “segni” della fine del tempo presente, Gesù accennò a guerre, rivoluzioni, carestie e terremoti. “Insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi” (Vangelo di Matteo, cap. 24, versetto 7). Nel suo commento a questo passo biblico, lo studioso biblico René Pache ha scritto: “Come è noto, vi sono stati sempre dei terremoti, ma la Scrittura annunzia che si moltiplicheranno e si intensificheranno alla fine dei tempi. Senza per questo dire di quanto siamo più vicini ai suddetti avvenimenti, molti credenti ed anche molti scienziati constatano da alcuni anni un innegabile aggravarsi dei sismi”. Secondo una stima che certamente sbaglia per difetto, oltre un milione e mezzo di vite umane sono state distrutte dai terremoti nel secolo scorso. Di queste, circa la metà sono morte negli ultimi decenni. Si tratta di un aumento sorprendente e spaventoso! In base alle parole di Gesù, Dio ha stabilito che il travaglio non solo morale e politico, ma anche della natura, in questo nostro pianeta aumentasse prima del ritorno di Cristo e della fine di questa epoca. Per quale motivo? Il motivo è sempre lo stesso: risvegliare le coscienze delle persone che vivono senza Dio, affinché si ravvedano e credano in lui. Un secondo motivo è risvegliare le coscienze dei credenti, perché si rendano conto della provvisorietà delle cose materiali, e si occupino, piuttosto, della vita spirituale e la diffusione del vangelo. Le profezie bibliche non indicano soltanto un aumento nel numero dei terremoti nel periodo attuale, ma predicono alcuni fenomeni ancora più grandi in un tempo futuro. L’ultima parte della Scrittura, l’Apocalisse, descrive i giudizi che Dio manderà sul mondo per punire definitivamente il male e riscattare l’universo. I giudizi saranno di varia natura, ma tra questi vi saranno anche numerosi grandi terremoti. Ecco alcune descrizioni contenute nelle visioni dell’apostolo Giovanni, riguardo al futuro: “Si fece un gran terremoto: il sole diventò nero come un sacco di crine, e la luna diventò tutta come sangue … e ogni montagna e ogni isola furono rimosse dal loro luogo” (Apocalisse, cap. 6, versetti 12 e 14). “Ci furono tuoni, voci, lampi e un terremoto” (cap. 8, versetto 5). “Ci fu un grande terremoto e la decima parte della città crollò e settemila persone furono uccise nel terremoto, e i superstiti furono spaventati e diedero gloria al Dio del cielo” (cap.11, versetto 13). “Ci furono lampi, voci, tuoni e un terremoto così forte che da quando gli uomini sono sulla terra non se n’è avuto uno altrettanto disastroso …. Ogni isola scomparve e i monti non furono più trovati” (Apocalisse, cap. 16, versetti 18 e 20). Alla luce di queste descrizioni di terremoti futuri, che porteranno una distruzione non solo di vite umane e di città, ma anche della natura stessa, vi è ancora un’ultima cosa da imparare. Mentre è vero che i terremoti attuali non sono dei giudizi divini direttamente sulle persone che li subiscono, essi possono essere per noi anche degli avvertimenti simbolici di ciò che avverrà nel futuro. Il panico, le grida, il pianto, le preghiere e le bestemmie, la paura e la disperazione sono soltanto degli esempi di ciò che avverrà quando Dio deciderà finalmente di giudicare e condannare questo mondo corrotto’ (ibid., pag. 12-15).

Dunque, giungerà un periodo della storia dell’umanità in cui i terremoti saranno finalmente dei giudizi di Dio contro questo mondo corrotto!

Passiamo ora a confutare i ragionamenti di Standridge. Egli sbaglia grandemente nell’attribuire i terremoti attuali a delle leggi naturali, in quanto la Bibbia dice che essi avvengono per l’ira di Dio, per cui sono una manifestazione dell’ira di Dio. La Scrittura dice che per l’ira di Dio trema la terra (cfr. Geremia 10:10), e difatti sempre la Scrittura dice che ai giorni di Uzzia ci fu un forte terremoto (cfr. Zaccaria 14:5), che era stato predetto da Dio tramite il profeta Amos contro Israele a motivo della malvagità che imperava tra il popolo: “Così parla l’Eterno: Per tre misfatti d’Israele, anzi per quattro, io non revocherò la mia sentenza. Perché vendono il giusto per danaro, e il povero se deve loro un paio di sandali; perché bramano veder la polvere della terra sul capo de’ miseri, e violano il diritto degli umili, e figlio e padre vanno dalla stessa femmina, per profanare il nome mio santo. Si stendono presso ogni altare su vesti ricevute in pegno, e nella casa dei loro dèi bevono il vino di quelli che han colpito d’ammenda. Eppure, io distrussi d’innanzi a loro l’Amoreo, la cui altezza era come l’altezza dei cedri, e ch’era forte come le querce; e io distrussi il suo frutto in alto e le sue radici in basso. Eppure, io vi trassi fuori del paese d’Egitto, e vi condussi per quarant’anni nel deserto, per farvi possedere il paese dell’Amoreo. E suscitai tra i vostri figliuoli de’ profeti, e fra i vostri giovani de’ nazirei. Non è egli così, o figliuoli d’Israele? dice l’Eterno. Ma voi avete dato a bere del vino ai nazirei, e avete ordinato ai profeti di non profetare! Ecco, io farò scricchiolare il suolo sotto di voi, come lo fa scricchiolare un carro pien di covoni. All’agile mancherà modo di darsi alla fuga, al forte non gioverà la sua forza, e il valoroso non salverà la sua vita; colui che maneggia l’arco non potrà resistere, chi ha il piè veloce non potrà scampare, e il cavaliere sul suo cavallo non salverà la sua vita; il più coraggioso fra i prodi, fuggirà nudo in quel giorno, dice l’Eterno. ….. Ascoltate questo, o voi che vorreste trangugiare il povero e distruggere gli umili del paese; voi che dite: ‘Quando finirà il novilunio, perché possiam vendere il grano? Quando finirà il sabato, perché possiamo aprire i granai, scemando l’efa, aumentando il siclo, falsificando le bilance per frodare, comprando il misero per danaro, e il povero se deve un paio di sandali? E venderemo anche la vagliatura del grano!’ L’Eterno l’ha giurato per colui ch’è la gloria di Giacobbe: Mai dimenticherò alcuna delle vostre opere.Il paese non tremerà esso a motivo di questo? Ogni suo abitante non ne farà egli cordoglio? Il paese si solleverà tutto quanto come il fiume, ondeggerà, e s’abbasserà come il fiume d’Egitto” (Amos 2:6-16; 8:4-8).

Notate in particolare queste parole pronunciate da Dio: “Ecco, io farò scricchiolare il suolo sotto di voi, come lo fa scricchiolare un carro pien di covoni” che confermano pienamente che un terremoto avviene per diretto intervento di Dio che fa tremare la terra; e queste altre: “Il paese non tremerà esso a motivo di questo?” che confermano che un terremoto è un giudizio di Dio contro coloro che fanno il male, infatti ai giorni di Amos gli Israeliti erano dati al male, e Dio a causa della loro malvagità li punì anche con un terremoto. Dico anche, perchè i giudizi di Dio furono di varia natura. Oltre i terremoti Dio mandò la siccità per esempio contro Israele a motivo delle loro malvagie azioni (cfr. Amos 4:7).

E che sia Dio a mandare i terremoti contro gli uomini è anche confermato da quello che dice sempre il profeta Amos quando domanda: “Una sciagura piomba ella sopra una città, senza che l’Eterno ne sia l’autore?” (Amos 3:6). Dunque, si può dire tranquillamente: ‘Un terremoto piomba esso su una città o una nazione senza che l’Eterno ne sia l’autore?’ E’ evidente che la risposta è no, perchè è proprio Dio a mandare anche i terremoti.

E poi, dico io, ma se la Scrittura chiama Dio “Colui che castiga le nazioni” (Salmo 94:10), e dice che “Egli, l’Eterno, è l’Iddio nostro; i suoi giudizi s’esercitano su tutta la terra” (Salmo 105:7), come castiga le nazioni esercitando i suoi giudizi contro di esse, se non mandando anche i terremoti contro di esse?

Certamente i terremoti fanno parte del piano di Dio, sia quelli già avvenuti che quelli che ancora devono avvenire, ma sono tutti dei giudizi di Dio. Il terremoto che avvenne ai giorni del re Uzzia quando avvenne? Non avvenne centinaia di anni prima di Cristo? Fu un giudizio di Dio? Certo che lo fu, e quindi perchè dovremmo escludere che il recente terremoto in Giappone o quello verificatosi in Abruzzo e così via siano dei giudizi di Dio? Per quale recondito motivo dovremmo farlo? O meglio per quale ragione fondata sulla Bibbia dovremmo farlo? Forse per quella addotta da Standridge quando spiega l’uccisione di quei Galilei da parte di Pilato, e la morte di quei diciotto causata dalla caduta su di essi della torre di Siloe? Certamente no, infatti Gesù con quelle parole non volle assolutamente dire che quegli avvenimenti non erano stati dei giudizi di Dio, ma che quei Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato con i loro sacrifici non avevano sofferto quelle cose perchè erano più peccatori di tutti i Galilei, come anche quei diciotto sui quali era caduta la torre di Siloe non morirono perchè erano più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme. Le cose quindi stanno diversamente da come le spiega Standridge, perchè comunque sia quelle persone erano peccatori e colpevoli, e comunque sia quello che accadde loro fu un giudizio di Dio. Quello fu il giudizio di Dio verso quelle persone colpevoli e peccatrici, ma non tutti i peccatori o i colpevoli Dio li giudica nella stessa maniera. Dipende da Lui il tipo di giudizio con il quale vengono giudicati o puniti i peccatori sulla terra.

E così anche quando succedono i terremoti, noi non stiamo dicendo che il terremoto è piombato su quella città o su quella nazione perchè era più peccatrice o colpevole di altre città o nazioni, ma solo che quello è stato il giudizio che Dio ha deciso di usare contro quella città o quella nazione. Vi faccio un esempio: io non dico che le persone morte nel terremoto dell’Abruzzo fossero più peccatrici o colpevoli di quelle che sono rimaste vive, o magari di quelle che vivono qui a Roma, ma solo che Dio ha decretato di porre termine alla vita terrena di alcuni peccatori in quella zona tramite il terremoto. Questo è stato il suo giudizio. Ma come ho detto prima, Dio esercita altri tipi di giudizi contro i malvagi sulla terra. Quindi il fatto che una città o una nazione non vengano colpiti da Dio con un terremoto, non significa che là non ci siano peccatori che meritano di morire a motivo della loro malvagità e di cui Dio ha decretato la loro morte, ma solo che essi moriranno colpiti da Dio in un altra maniera; come anche va detto, che Dio punisce i peccatori non necessariamente facendoli morire, ma per esempio anche mandando su di loro delle malattie o privandoli di loro beni materiali.

Un’altro giudizio che Dio infligge per esempio contro i peccatori, è la siccità. Ora, anche la siccità viene spiegata scientificamente oggi da molti. Ascoltate quello che dicono gli scienziati per spiegarla: ‘Il termine siccità indica la prolungata mancanza d’acqua, in genere per insufficienti precipitazioni atmosferiche; si intende anche l’aridità del terreno che ne consegue. Dal punto di vista umano, la siccità non è semplicemente un fenomeno fisico, ma piuttosto un evento che segna la rottura dell’equilibrio tra la naturale disponibilità d’acqua e il consumo che ne fanno le attività umane e che può causare gravi danni sia all’ecosistema naturale sia alle attività agricole delle zone colpite. Un periodo di siccità può durare anche diversi anni, benché anche un breve ma intenso episodio possa essere altrettanto devastante. In molte regioni del pianeta, la siccità è un evento periodico e, con adeguate strategie, parzialmente contrastabile. In generale, le precipitazioni atmosferiche dipendono dalla quantità di vapore acqueo presente nell’atmosfera e dalla contemporanea risalita delle masse d’aria che lo contengono. Se qualcosa attenua questi due fenomeni, si genera una situazione di siccità; possibili fattori possono essere: – un periodo anomalo di prevalenza di sistemi di alta pressione; – venti in prevalenza continentali, che portano masse d’aria secche anziché quelle più umide degli oceani; – El Niño o altri cicli termici oceanici; – la deforestazione; – infine, anche il riscaldamento globale potrebbe avere un sostanziale impatto dannoso sull’agricoltura, soprattutto nelle nazioni in via di sviluppo’ (Sito ‘Riscaldamento globale’ http://globalwarming.altervista.org/siccita.htm)

Che dovremmo dire dunque nel caso della siccità? Che Dio non c’entra niente neppure nelle siccità? Che anche le siccità attuali non sono un giudizio di Dio contro gli abitanti della terra? Ma che dice la Bibbia? Non dice forse che la siccità è Dio a mandarla come punizione? Vediamo alcuni passi biblici a tal proposito. In Giobbe è scritto: “Egli [Dio] trattiene le acque, e tutto inaridisce” (Giobbe 12:15); Dio disse ad Israele tramite Mosè: “Ora, se tu ubbidisci diligentemente alla voce dell’Eterno, del tuo Dio, avendo cura di mettere in pratica tutti i suoi comandamenti che oggi ti do, avverrà che l’Eterno, il tuo Dio, ti renderà eccelso sopra tutte le nazioni della terra; e tutte queste benedizioni verranno su te e si compiranno per te, se darai ascolto alla voce dell’Eterno, dell’Iddio tuo: … L’Eterno aprirà per te il suo buon tesoro, il cielo, per dare alla tua terra la pioggia a suo tempo, e per benedire tutta l’opera delle tue mani, e tu presterai a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito. …. Ma se non ubbidisci alla voce dell’Eterno, del tuo Dio, se non hai cura di mettere in pratica tutti i suoi comandamenti e tutte le sue leggi che oggi ti do, avverrà che tutte queste maledizioni verranno su te e si compiranno per te: …. L’Eterno ti colpirà di consunzione, di febbre, d’infiammazione, d’arsura, d’aridità, di carbonchio e di ruggine, che ti perseguiteranno finché tu sia perito. Il tuo cielo sarà di rame sopra il tuo capo, e la terra sotto di te sarà di ferro. L’Eterno manderà sul tuo paese, invece di pioggia, sabbia e polvere, che cadranno su te dal cielo, finché tu sia distrutto” (Deuteronomio 28:1-2, 12,15,22-24); ed ancora Dio disse a Israele tramite Amos: “E v’ho pure rifiutato la pioggia, quando mancavano ancora tre mesi alla mietitura; ho fatto piovere sopra una città, e non ho fatto piovere sopra un’altra città; una parte di campo ha ricevuto la pioggia, e la parte su cui non ha piovuto è seccata. Due, tre città vagavano verso un’altra città per bever dell’acqua, e non potean dissetarsi; ma voi non siete tornati a me, dice l’Eterno” (Amos 4:7-8).

Dunque, per tornare ai terremoti, diciamo questo: come il grande terremoto che deve ancora accadere secondo che è scritto in Apocalisse: “Poi il settimo angelo versò la sua coppa nell’aria; e una gran voce uscì dal tempio, dal trono, dicendo: È fatto. E si fecero lampi e voci e tuoni; e ci fu un gran terremoto, tale, che da quando gli uomini sono stati sulla terra, non si ebbe mai terremoto così grande e così forte. E la gran città fu divisa in tre parti, e le città delle nazioni caddero; e Dio si ricordò di Babilonia la grande per darle il calice del vino del furor dell’ira sua” (Apocalisse 16:17-19), sarà una manifestazione della Sua ira contro il mondo in quanto la coppa che il settimo angelo verserà nell’aria è una delle coppe dell’ira di Dio secondo che è scritto: “E udii una gran voce dal tempio che diceva ai sette angeli: Andate e versate sulla terra le sette coppe dell’ira di Dio” (Apocalisse 16:1); così anche gli attuali terremoti sono la manifestazione della Sua ira, a motivo della quale trema la terra.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/04/21/guglielmo-standridge-e-i-terremoti/