L’Eterno è Colui che vi mette alla prova

Corona d'oroFratelli e sorelle nel Signore, sappiate che l’Eterno è Colui che vi mette alla prova per sapere se lo temete, se lo amate e se osservate le Sue prescrizioni (cfr. Genesi 22:12; Deuteronomio 13:1-3; Esodo 15:25-25; 16:4; Giudici 3:1-4). Non vi stupite dunque della fornace accesa in mezzo a voi per provarvi, non vi avviene nulla di strano, anzi è necessario che ciò avvenga, poiché è necessario che ‘siate afflitti da svariate prove, affinché la prova della vostra fede, molto più preziosa dell’oro che perisce, eppure è provato col fuoco, risulti a vostra lode, gloria ed onore alla rivelazione di Gesù Cristo.’ (1Pietro 1:6b-7) Perseverate dunque nella fede fino alla fine, e non traetevi indietro a motivo della prova, perché solo coloro che sostengono la prova riceveranno la corona della vita che il Signore ha promessa a quelli che l’amano. Amate Iddio con tutto il vostro cuore e l’anima vostra, temeteLo e osservate i Suoi comandamenti fino alla fine.

Salvatore Larizza

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Erode, il tetrarca della Galilea

Nel giorno che Gesù comparì dinanzi al governatore della Giudea Ponzio Pilato, per essere da lui giudicato, quest’ultimo seppe che Gesù fosse Galileo e quindi della giurisdizione di Erode, il tetrarca della Galilea, e lo mandò dunque a lui, ed è scritto che ‘Erode, come vide Gesù, se ne rallegrò grandemente, perché da lungo tempo desiderava vederlo, avendo sentito parlar di lui; e sperava di vedergli fare qualche miracolo.’ (Luca 23:8) Or vi ricordo che Erode fù colui che fece rinchiudere Giovanni Battista in prigione e colui che lo fece anche morire, facendogli decapitare la testa. Considerate dunque la malvagità di quest’uomo e la sua inimicizia contro Dio. Eppure di lui è scritto che :

  • come vide Gesù, se ne rallegrò grandemente;
  • da lungo tempo desiderava vederlo;
  • sperava di vedergli fare qualche miracolo.

Tre aspetti dai quali sembrerebbe emergere un forte interesse nei confronti di Gesù. Aspetti comuni a molti, sapete? Vediamo difatti oggigiorno uomini con le stesse caratteristiche di Erode, e ne vediamo altri che si illudono di avere dinanzi a sé degli uomini convertiti a Cristo. Eppure Gesù lo ha detto che è dal frutto che si riconosce l’albero buono da quello cattivo. E il frutto di Erode, senza ombra di dubbio, era proprio cattivo, proprio come lo è di tanti oggigiorno. Ora, dopo che Gesù comparì dinanzi a lui è scritto che Erode ‘gli rivolse molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla.’ (Luca 23:9) Oh, Gesù conosceva bene questa volpe, sapeva che fosse un uomo dal malvagio cuore incredulo a porgergli tutte quelle domande, e non gli rispose NULLA! E dopo il silenzio assordante di Gesù alle sue molte domande e dopo le varie accuse infondate rivolte a Gesù da parte dei capi sacerdoti e degli scribi che stavano là, è scritto ancora che ‘Erode co’ suoi soldati, dopo averlo vilipeso e schernito, lo vestì di un manto splendido, e lo rimandò a Pilato.’ (Luca 23:11) Ecco dunque finalmente manifestata la vera natura della sua grande allegrezza nei confronti di Gesù, del suo fervido desiderio di vederlo e della sua speranza nel vedergli fare qualche miracolo. Egli, malvagio qual’era, vilipese e schernì assieme ai suoi soldati il nostro amato Signore Gesù Cristo! Erode difatti, è vero, cercava di vederlo (cfr. Luca 9:9), ma perché lo voleva fare morire (cfr. Luca 13:31). Erano queste le sue reali intenzioni, lo erano sempre state, e Gesù le conosceva molto bene. Tornando ora ai nostri giorni, voglio che sappiate, fratelli e sorelle nel Signore, che non è dalle belle parole degli uomini, o dalle loro lacrime, o dai loro desideri, che si riconosce se costoro siano o meno dei credenti : lo si riconosce dal frutto. Dovete osservare attentamente il loro frutto. Ora, la Scrittura afferma che noi abbiamo per frutto la nostra santificazione, secondo che è scritto : ‘Ma ora, essendo stati affrancati dal peccato e fatti servi a Dio, voi avete per frutto la vostra santificazione, e per fine la vita eterna:  poiché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.’ (Romani 6:22-23) Quindi è necessario che il credente si santifichi, poiché senza la santificazione non vedrà il Signore (cfr. Ebrei 12:14); ma per farlo è necessario altresì che egli dimori in Cristo (cfr. Giovanni 15:1), altrimenti non potrà portare questo frutto (cfr. Giovanni 15:4). Ne deduciamo dunque che chi dimora in Cristo necessariamente si santifica, camminando quindi come Cristo camminò e come camminarono gli apostoli del Signore, cioè in santità ed onore (cfr. 1Giovanni 2:6; 1Tessalonicesi 4:1-5).

Inoltre il credente deve portare frutto in ogni opera buona, e crescere nella conoscenza di Dio (cfr. Colossesi 1:10; 2Giovanni 8). E’ necessario quindi che egli si attenga al bene e a quello soltanto, e per farlo, deve prima saper discernere il bene dal male, cioè deve sapere cosa sia giusto e cosa sbagliato, cosa bisogna fare e cosa non fare. Bisogna quindi che egli conosca quale sia la volontà di Dio al fine di poter camminare con dirittura rispetto all’evangelo. E come potrà egli conoscere la volontà di Dio? Potrà farlo solo meditando, investigando e studiando le Sacre Scritture con l’aiuto che procede da Dio, crescendo cosi nella conoscenza di Dio. Egli è chiamato da Dio dunque non solo a santificazione, ma anche ad adoperarsi alle buone opere, poichè in assenza di esse non potrà definirsi ‘credente’. Fratelli, badate bene, se uno dice di avere fede ma non ha opere, può la fede di quel tale salvarlo? Una fede priva di opere, e dunque morta, potrà mai salvare l’uomo dai propri peccati? No, non potrà. E questo perché sola una fede viva può salvare l’uomo e riscattarlo dal peccato che lo aveva reso prigioniero. E la fede affinché sia viva deve avere con sé le opere. (cfr. Giacomo 2:14-26) E’ scritto ancora che ogni albero che non fa buon frutto, è tagliato e gettato nel fuoco.’ (Matteo 7:19) Vedete? La stessa fine degli increduli spetta a coloro che non portano buon frutto, le due cose sono collegate l’un l’altra. Non vi lasciate dunque ingannare da coloro che oggigiorno si rallegrano grandemente nel sentir parlare delle cose di Dio, sperando di vedere prodigi e miracoli da parte del Signore, e desiderando perfino di vedere il Signore, e poi non hanno con sé né la santificazione né le buone opere. Costoro in realtà non amano il Signore nostro Gesù Cristo, non sono affatto dei nostri perchè non sono dei veri credenti : sono solo dei moderni Erode.

La grazia sia con voi.

Salvatore Larizza

I massoni, degli anticristi

Fratelli e sorelle nel Signore, sappiate che i massoni sono degli anticristi, in quanto negano che Gesù sia il Cristo, il Salvatore, Dio benedetto in Eterno. E l’apostolo Giovanni ha scritto : ‘Chi è il mendace se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Esso è l’anticristo, che nega il Padre e il Figliuolo. Chiunque nega il Figliuolo, non ha neppure il Padre; chi confessa il Figliuolo ha anche il Padre.’ (1Giovanni 2:22-23) Badate bene dunque a voi stessi, e nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vanità ingannatrice, poiché Gesù è il Cristo, e in Lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità. State sani.

Salvatore Larizza

Chi è dunque il maggiore nel regno dei cieli?

maggiore-regno-dei-cieliE’ scritto che ‘i discepoli s’accostarono a Gesù, dicendo: Chi è dunque il maggiore nel regno dei cieli? Ed egli, chiamato a sé un piccolo fanciullo, lo pose in mezzo a loro e disse: In verità io vi dico: Se non mutate e non diventate come i piccoli fanciulli, non entrerete punto nel regno dei cieli. Chi pertanto si abbasserà come questo piccolo fanciullo, è lui il maggiore nel regno de’ cieli.’ (Matteo 18:1-4)

E ancora che nacque poi anche una contesa fra loro per sapere chi di loro fosse reputato il maggiore. Ma egli disse loro: I re delle nazioni le signoreggiano, e quelli che hanno autorità su di esse son chiamati benefattori. Ma tra voi non ha da esser così; anzi, il maggiore fra voi sia come il minore, e chi governa come colui che serve. Poiché, chi è maggiore, colui che è a tavola oppur colui che serve? Non è forse colui che è a tavola? Ma io sono in mezzo a voi come colui che serve.’ (Luca 22:24-27)

 

Molti bramano diventare pastori o anziani perché pensano di acquisire un ruolo di governo e di potere sulla chiesa, e pensano cosi di poter signoreggiare sul gregge del Signore e di poterlo sfruttare per un loro tornaconto personale, ma non hanno capito invece che essi cosi facendo dimostrano di non avere affatto il senso delle cose di Dio. Pertanto fratelli nel Signore, se alcuno di voi aspira all’ufficio di vescovo, desidera un’opera buona, ma bisogna che chi governa sia come colui che serve, non essendo egli arrogante, né iracondo, né litigioso, ma che sia irreprensibile, sobrio, assennato, mite; affinché i santi possano avere sempre davanti a sè un vero esempio di fede. Uomini che imitano il Signore nostro Gesù Cristo e che possono a sua volta essere imitati dagli altri. Difatti, come potrà quel tale pretendere di poter ammaestrare gli altri, e di essere un esempio per gli altri, se non possiede lui prima queste caratteristiche? Risulterebbe essere un ipocrita! Il nostro Signore Gesù Cristo ci ha lasciato l’esempio perfetto anche in questo : Egli non è venuto per essere servito ma per servire. Egli annichilì se stesso, abbassò se stesso, prendendo la forma di servo.

Chi è dunque il maggiore nel regno dei cieli? Il maggiore nel regno dei cieli non è colui che signoreggia sugli altri, ma è colui che li serve; non è colui che si innalza, ma è colui che si abbassa come un piccolo fanciullo. Siate dunque umili e abbiate in voi il medesimo sentimento che è stato in Cristo Gesù,  stimando gli altri più di voi stessi e avendo riguardo non alle cose proprie, ma a quelle degli altri.

 

Salvatore Larizza

La benignità di Dio verso gli ingrati e i malvagi

Fratelli e sorelle nel Signore siate benigni inverso gli ingrati e i malvagi come lo è Iddio, affinché siate figliuoli dell’Altissimo. Egli nonostante nelle età passate ha lasciato camminare nelle loro vie tutte le nazioni, pure ha fatto loro del bene, mandando loro pioggie, stagioni fruttifere, cibo in abbondanza e letizia nei loro cuori. Gli uomini, la maggior parte di essi, hanno disprezzato la Sua benignità, non ne hanno fatto stima alcuna, e continuano tutt’ora a farlo, non tenendo conto che la Sua benignità li trae a ravvedimento, sprezzando in tale modo le ricchezze della sua benignità, della Sua pazienza e longanimità. Iddio ha fatto loro del bene, e loro hanno continuato a seguire il loro cuore caparbio e malvagio accumulandosi cosi un tesoro d’ira, per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio. Essi sono pertanto inescusabili e porteranno la pena della loro ribellione. E dunque anche voi, fratelli e sorelle nel Signore, fate loro del bene e siate benigni inverso costoro, esortandoli a ravvedersi nel cospetto di Dio e a credere nel Suo figliuolo Gesù Cristo. Siate misericordiosi come lo è il Padre vostro.

Salvatore Larizza

L’amore incondizionato

amore incondizionato 1 amore incondizionato 2Gesù ci ha insegnato ad amare i nostri nemici. Egli è stato colui che ci ha mostrato questo amore, morendo sulla croce per noi, mentre ancora eravamo dei peccatori e quindi dei suoi nemici. Egli non si è mostrato amorevole verso delle creature che Lo amavano, no, Egli lo ha fatto inverso delle creature malvagie, che Lo odiavano, quali eravamo ognuno di noi. Fratelli e sorelle nel Signore, se amate solo i vostri amici, o comunque coloro che vi amano e vi stimano, che fate di singolare? Anche i peccatori fanno lo stesso. Ma voi, siate perfetti e misericordiosi come lo è il Padre vostro. Amate coloro che vi contraddicono, che vi maledicono, che vi perseguitano, che vi odiano. Amateli esortandoli a ravvedersi e a credere nell’evangelo, e a compiere opere degne del ravvedimento. Amateli mostrando loro una buona condotta e un parlare sano ed irreprensibile. Se la vostra condotta è da biasimare, come potranno credere in ciò che gli direte? Le vostre opere dunque seguano sempre le vostre parole. Inoltre, le vostre parole e azioni siano sempre finalizzate al bene del vostro prossimo, e mai alla sua rovina. Anche il fine a cui mirate è importante, sapete? Da cosa siete animati? Qual’è il desiderio del vostro cuore? Abbandonate l’orgoglio, la superbia, l’arroganza; poiché queste sono tutte cose che appartengono alla vostra vecchia creatura; adesso, per la grazia di Dio, siete delle nuove creature in Cristo Gesù, con dei nuovi pensieri e dei nuovi sentimenti. Le cose di prima son passate, non sono più; adesso è tutto nuovo. Deponete dunque tutti questi malvagi sentimenti che non fanno altro che cagionare tristezza in voi e in coloro che vi circondano, e rivestitevi invece di questi santi sentimenti che compongono il frutto dello Spirito, e che sono : amore, allegrezza, pace, longanimità, benignità, bontà, fedeltà, dolcezza e temperanza. E badate bene a voi stessi che questi sentimenti non dovete averli solo quando le cose vanno bene, ma anche quando le cose vanno male, anzi soprattutto quando le cose vanno male. Difatti, fratelli, sappiate che è proprio quando le cose vanno male che, continuando a possedere questi sentimenti, il mondo vedrà palesemente la nuova creatura in Cristo Gesù. Si meraviglieranno, in special modo coloro che vi conoscevano anche prima della vostra conversione, perché vedranno uomini che ora benedicono coloro che li maledicono, uomini sempre allegri, che continuano ad  avere pace dentro di sé anche nei momenti più bui e tristi della loro vita, uomini capaci di saper comprendere, o quantomeno di sforzarsi di poter comprendere, anche le persone più difficili e intrattabili, uomini buoni anche inverso i loro più acerrimi nemici, disposti ad aiutare chiunque si trovi nel bisogno senza mai rinfacciare niente, fedeli in ogni cosa, dolci, miti e rispettosi. Amate Iddio, amate la fratellanza, amate il vostro prossimo. Chi ama ha conosciuto Iddio, perché Dio è amore.

Salvatore Larizza

La bocca del giusto e l’insegnamento del savio, fonte di vita

Fratelli e sorelle nel Signore, sappiate che la bocca del giusto è fonte di vita (cfr. Proverbi 10 :11), mentre ‘le parole degli empi insidiano la vita.’ (cfr. Proverbi 12:6) Faremo bene dunque a dare ascolto alle parole degli uomini retti, e a rigettare le parole degli uomini empi. E’ scritto che dall’abbondanza del cuore la bocca parla, (cfr. Matteo 12:34) quindi, se un uomo ha un cuore giusto anche il suo parlare sarà un parlare giusto. Difatti è scritto che il cuor del giusto medita la sua risposta, (cfr. Proverbi 15:28a) che le sue labbra conoscono ciò che è grato, (cfr. Proverbi 10:32) e che dalla sua bocca sgorga sapienza (cfr. Proverbi 10:31a; Salmi 37:30); mentre, è scritto anche che il cuore degli empi val poco, (cfr. Proverbi 10:20b) che la bocca degli empi è piena di perversità (cfr. Proverbi 10:32b) e che da essa sgorga cose malvage. (cfr. Proverbi 15:28b) Ora, in merito all’insegnamento, è scritto ancora che ‘l’insegnamento del savio è una fonte di vita per schivare le insidie della morte.’ (Proverbi 13:14) Già, perché ‘l’insegnamento è una luce, e le correzioni della disciplina son la via della vita. (cfr. Proverbi 6:23) Attenetevi dunque all’insegnamento del savio, e voi vivrete; poiché ‘il cuore del savio gli rende assennata la bocca’ (Proverbi 16:23) e ‘il senno, per chi lo possiede, è fonte di vita’ (Proverbi 16:22). Tenete invece d’occhio coloro che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro. (cfr. Romani 16:17) Crescete nella fede e nella conoscenza della profonda volontà di Dio, lasciando l’insegnamento elementare intorno a Cristo, e tendendo sempre più a quello perfetto. (cfr. Ebrei 6:1)

Salvatore Larizza