La benignità di Dio verso gli ingrati e i malvagi

Fratelli e sorelle nel Signore siate benigni inverso gli ingrati e i malvagi come lo è Iddio, affinché siate figliuoli dell’Altissimo. Egli nonostante nelle età passate ha lasciato camminare nelle loro vie tutte le nazioni, pure ha fatto loro del bene, mandando loro pioggie, stagioni fruttifere, cibo in abbondanza e letizia nei loro cuori. Gli uomini, la maggior parte di essi, hanno disprezzato la Sua benignità, non ne hanno fatto stima alcuna, e continuano tutt’ora a farlo, non tenendo conto che la Sua benignità li trae a ravvedimento, sprezzando in tale modo le ricchezze della sua benignità, della Sua pazienza e longanimità. Iddio ha fatto loro del bene, e loro hanno continuato a seguire il loro cuore caparbio e malvagio accumulandosi cosi un tesoro d’ira, per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio. Essi sono pertanto inescusabili e porteranno la pena della loro ribellione. E dunque anche voi, fratelli e sorelle nel Signore, fate loro del bene e siate benigni inverso costoro, esortandoli a ravvedersi nel cospetto di Dio e a credere nel Suo figliuolo Gesù Cristo. Siate misericordiosi come lo è il Padre vostro.

Salvatore Larizza

Se avete amore gli uni per gli altri

amicizia-e-amoreNell’evangelo di Giovanni è scritto che Gesù un giorno disse ai suoi discepoli queste parole : ‘Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Com’io v’ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri.’ (Giovanni 13:34-35) E dice Giovanni nella sua prima epistola che ‘in questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Iddio, ma che Egli ha amato noi, e ha mandato il suo Figliuolo per essere la propiziazione per i nostri peccati. Diletti, se Dio ci ha così amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri.’ (1Giovanni 4:10-11; 1Giovanni 3:16) E’ da questo dunque, fratelli e sorelle nel Signore, che ci conosceranno che siamo suoi discepoli : se avremo amore gli uni per gli altri (cfr. 1Giovanni 3:10). Dio ha manifestato il suo grande amore per noi, dando il Suo unigenito figliuolo a morire sulla croce per ognuno di noi, dimostriamolo anche noi inverso i nostri fratelli. Un amore che si dimostra sincero anche nelle ammonizioni, ma altrettanto nella maniera come esse vengono impartite; un amore vero perché, osservando i comandamenti di Dio, faremo ciò che è giusto nel Suo cospetto, prendendo piacere nel fare il bene, e in quello soltanto.  Dunque per mezzo dell’amore servite Cristo e servite gli uni e gli altri, ma se vi mordete gli uni e gli altri, guardate di non esserne consumati. Siate invece gli uni verso gli altri benigni, misericordiosi, ricchi di bontà, sopportandovi a vicenda, amanti della giustizia e desiderosi di fare il bene. Non escano dalla vostra bocca parole offensive, piuttosto, il vostro parlare sia sempre con grazia.

 

Salvatore Larizza

Noi confessiamo che ….

bibbia-nelle-mani-blogNoi confessiamo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio che Dio ha mandato nel mondo per essere la propiziazione per i nostri peccati (1 Giovanni 4:10). In Lui abbiamo tutto pienamente (Colossesi 2:10) e per mezzo di Lui ci accostiamo “con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia per esser soccorsi al momento opportuno” (Ebrei 4:16). A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2015/11/12/noi-confessiamo-che/

La predicazione di Paolo

paura uomoLa predicazione di Paolo faceva spaventare gli uditori! E’ scritto difatti che il governatore Felice, dopo avere ascoltato Paolo, ne fù tutto spaventato! (cfr. Atti 24:24-25) E questo perchè l’apostolo Paolo, quando predicava circa la fede in Gesù, parlava di giustizia, di temperanza e del giudizio a venire e non come i cosiddetti ‘apostoli’ moderni che predicano ai peccatori : ‘Gesù ti ama’.

Salvatore Larizza

Fermati e considera l’operato di Dio nella tua vita quando eri una pecora perduta

uomo-seduto-panchinaSe ogni Cristiano va a ritroso con la sua mente, ed esamina dettagliatamente la sua vita quando era ancora sotto la potestà di Satana, trova la conferma di essere stato predestinato ad essere adottato come figlio di Dio – come dice la Parola di Dio secondo che è scritto: “In lui [Cristo] ci ha eletti, prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi ed irreprensibili dinanzi a lui nell’amore, avendoci predestinati ad essere adottati, per mezzo di Gesù Cristo, come suoi figliuoli, secondo il beneplacito della sua volontà: a lode della gloria della sua grazia, la quale Egli ci ha largita nell’amato suo” (Efesini 1:4-6) -, perché vede che dietro tutti quegli eventi e quelle circostanze che lo hanno poi portato un giorno a Cristo c’era Dio che con la sua immensa sapienza e potenza dirigeva i suoi passi. In altre parole, quando un Cristiano comincia a meditare sul suo passato vissuto senza Dio, nota che la mano di Dio era all’opera anche a quel tempo nella sua vita, a sua insaputa, per condurlo a Cristo. D’altronde, non dice forse il profeta Geremia: “O Eterno, io so che la via dell’uomo non è in suo potere, e che non è in poter dell’uomo che cammina il dirigere i suoi passi” (Geremia 10:23)? E non dice forse Gesù: “Niuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri” (Giovanni 6:44)? A te dunque, fratello, che ancora sei perplesso sulla dottrina della predestinazione, ti dico di farti questa domanda: ‘Come ha diretto praticamente i miei passi Dio affinché io un giorno diventassi un suo figliolo?’, ed anche quest’altra: ‘Come e quando si è manifestata in me questa opera di attrazione verso Cristo compiuta da Dio Padre per portarmi a Cristo e salvarmi?’.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/07/23/fermati-e-considera-loperato-di-dio-nella-tua-vita-quando-eri-una-pecora-perduta/

Rallegriamoci, Dio ci ama

agnello-saltaDisse Gesù al Padre suo: “Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo” (Giovanni 17:14). Il mondo dunque – che giace tutto quanto nel maligno – ci odia perché non siamo del mondo ma di Cristo Gesù. Il mondo infatti ama ciò che è suo, secondo che disse Gesù ai suoi discepoli: “Se foste del mondo, il mondo amerebbe quel ch’è suo; ma perché non siete del mondo, ma io v’ho scelti di mezzo al mondo, perciò vi odia il mondo” (Giovanni 15:19). Sappiate però anche questo, fratelli: che noi siamo “amati da Dio” (Romani 1:7) perché siamo di Cristo. Rallegriamoci dunque nel Signore, perché Dio ci ama.

 

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/05/04/rallegriamoci-dio-ci-ama/

Salvati per fede soltanto o anche per opere?

colomba bianca«Che giova, fratelli miei, se uno dice d’aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? Se un fratello o una sorella son nudi e mancanti del cibo quotidiano, e un di voi dice loro: Andatevene in pace, scaldatevi e satollatevi; ma non date loro le cose necessarie al corpo, che giova? Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta. Anzi uno piuttosto dirà: Tu hai la fede, ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede. Tu credi che v’è un sol Dio, e fai bene; anche i demoni lo credono e tremano. Ma vuoi tu, o uomo vano, conoscere che la fede senza le opere non ha valore? Abramo, nostro padre, non fu egli giustificato per le opere quando offrì il suo figliuolo Isacco sull’altare? Tu vedi che la fede operava insieme con le opere di lui, e che per le opere la sua fede fu resa compiuta; e così fu adempiuta la Scrittura che dice: E Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia; e fu chiamato amico di Dio. Voi vedete che l’uomo è giustificato per opere, e non per fede soltanto. Parimente, Raab, la meretrice, non fu anch’ella giustificata per le opere quando accolse i messi e li mandò via per un altro cammino? Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.» (Giacomo 2:14-26)

Tali parole delle Scritture a taluni pare che avvalorino il fatto che si viene salvati non solo per fede, ma anche per mezzo delle opere. Per comprendere bene questi passi, bisogna riuscire a determinare il momento in cui si viene salvati. A tal proposito, ricordiamo le parole di Gesù che ha pronunciato a Nicodemo:

«Gesù rispose: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.» (Giovanni 3:5)

Questa nuova nascita di cui parla Gesù avviene quando una persona si ravvede dei propri peccati e chiede a Dio perdono e crede nel sacrificio che ha compiuto Gesù Cristo sulla croce, il quale è morto per portare su di sé le nostre trasgressioni, i nostri peccati. Questa opera di convincimento la compie lo Spirito santo nel cuore dell’uomo, secondo quanto è scritto:

«E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia, e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché me ne vo al Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.» (Giovanni 16:8-11)

Nel momento in cui la persona crede, avviene in lui la nuova nascita, la rigenerazione spirituale. Questa rigenerazione, momento in cui si viene perdonati, purificati dai peccati e si viene resi giusti da Dio, avviene per la sola fede in Cristo Gesù, infatti è scritto:

«Egli ci ha salvati non per opere giuste che noi avessimo fatte, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo,» (Tito 3:5)

Ora, siccome vi è una sola salvezza, se prendiamo la salvezza ricevuta dal ladrone sulla croce, e consideriamo che non ha fatto nessuna opera per essere salvato, e si ha riguardo al fatto che il ladrone ha manifestato con la sua bocca di aver creduto, come lo stesso Gesù gli disse: « .. Io ti dico in verità che oggi tu sarai meco in paradiso.» (Luca 23:43), comprendiamo che la salvezza solo per fede è completa.

Quindi, il ladrone sulla croce fu salvato per sola fede, senza nessuna opera buona, e questo è confermato da altri passi della Scrittura, come ad esempio queste parole scritte da Paolo:«..poiché noi riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede, senza le opere della legge.» (Romani 3:28); e ancora: « .. l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma lo è soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, ..» (Galati 2:16); anche agli Efesini Paolo ha confermato le medesime cose: «Poiché gli è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non vien da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù d’opere, affinché niuno si glori;» (Efesini 2:8,9).

Alla luce di quanto abbiamo dimostrato con le Scritture sul ricevere il dono della salvezza per sola fede, ora passiamo ad esaminare il brano sopra riportato all’inizio della epistola di Giacomo.

Prima di tutto è necessario notare che Giacomo chiama “fratelli” coloro a cui rivolge quelle parole; i fratelli di Giacomo erano coloro che erano nati di nuovo, che erano stati rigenerati spiritualmente, che erano stati giustificati e perdonati dei loro falli, secondo quanto lui stesso scrive poco prima nella stessa epistola:

«Egli ci ha di sua volontà generati mediante la parola di verità, affinché siamo in certo modo le primizie delle sue creature.» (Giacomo 1:18)

Quindi, Giacomo sapeva che i destinatari dell’epistola e, quindi, di quelle parole di esortazione a compiere opere buone, erano rivolte a coloro che erano suoi fratelli in Cristo, rigenerati per lo Spirito santo, salvati mediante la fede in Cristo Gesù.

Detto ciò, comprendiamo di conseguenza che Giacomo non parla in quel passo come se le opere buone avessero un potere rigenerante nello spirito, ma bensì presenta le opere come la naturale conseguenza della salvezza ottenuta per mezzo della fede, infatti dal comportamento che si tiene nella vita si manifesta concretamente la fede in Dio che uno ha nel suo cuore.

Diventa chiaro, dunque, che un uomo che non compie delle opere, o non ha mai avuto la fede, quindi non è mai stato rigenerato dallo Spirito santo, o in quel preciso periodo di tempo non ha più fede, in quanto è privo di opere e senza le opere la fede è morta.

Se la fede è presente nel cuore di un uomo, si deve manifestare obbligatoriamente, non può rimanere nascosta. Se un credente ha fede, deve per forza di cose far seguire ad essa le opere che Dio gli richiede di compiere e gli mette davanti. Una lampada accesa non si mette sotto il letto, né sotto il moggio.

Per concludere, l’uomo viene salvato per fede soltanto, secondo quanto è scritto: «ma il mio giusto vivrà per fede; ..» (Ebrei 10:38), tuttavia a questa fede deve seguire una vita piena di buone opere. Ma non possono esserci delle persone che, anche se sono piene di buone opere e di voglia di fare il bene, ma non sono rigenerate e non sono nate di nuovo, quindi non hanno la fede in loro che lo Spirito mette dentro gli uomini a partire dal momento della nuova nascita, queste non saranno salvate. E non può essere altrimenti, perché la salvezza non dipende da chi vuole, né da chi corre, ma bensì da Dio che fa misericordia a chi vuole, secondo quanto è scritto: «Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia.» (Romani 9:16).

Chi non è salvato e i suoi peccati non gli sono stati rimessi per mezzo della fede nel sacrificio di Cristo Gesù sulla croce, deve ravvedersi e credere nell’Evangelo; coloro, invece, che sono già stati salvati e perdonati dai loro peccati, devono compiere tutte le opere che Dio mette davanti a loro, altrimenti la loro fede sarà inutile.

Giuseppe Piredda

Tratto da : http://labuonastrada.wordpress.com/2014/01/17/salvati-per-fede-soltanto-o-anche-per-opere/