Perché noi non dobbiamo osservare più il sabato

 ‘Perché noi credenti non dobbiamo più osservare il sabato come dice la legge di Mosè?’ Perché il giorno del sabato era una figura e l’ombra del riposo di Dio che sarebbe stato fatto conoscere nella pienezza dei tempi per mezzo del Figlio di Dio.

Paolo lo ha detto in questi termini ai Colossesi: “Nessuno dunque vi giudichi quanto al mangiare o al bere, o rispetto a feste, o a novilunî o a sabati, che sono l’ombra di cose che doveano avvenire” (Col. 2:16-17). A proposito di queste parole di Paolo notate che esse seguono queste altre parole: “Avendo cancellato l’atto accusatore scritto in precetti, il quale ci era contrario; e quell’atto ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce…” (Col. 2:14).

Quel “dunque” perciò significa che dato che Cristo sulla croce ha abrogato la legge fatta di comandamenti che ci era contraria e che possedeva le ombre (novilunî, feste, sabati, pratiche relative ai cibi) e non la realtà dei beni, noi adesso non ci dobbiamo mettere di nuovo a osservare i novilunî, i sabati, le pratiche relative a vivande perché noi siamo morti con Cristo agli elementi del mondo per vivere in novità di vita e non in vecchiezza di lettera.

Nel caso contrario, cioè se noi ci mettessimo a osservare quelle ombre, gli altri ci giudicherebbero a giusta ragione persone che vogliono ricostruire ciò che Cristo ha distrutto mediante la sua morte, e che vogliono raggiungere la perfezione tramite quei precetti la cui osservanza non può giustificare coloro che li osservano. E questo lo dobbiamo evitare.

Ho detto prima che il sabato era figura del riposo di Dio per il suo popolo. Vediamo di dire qualcosa di più su questo punto. La legge di Mosè ha “un’ombra dei futuri beni, non la realtà stessa delle cose” (Ebr. 10:1), perciò il sabato non era il vero riposo di Dio per il suo popolo ma solo una figura di esso. La Scrittura conferma ciò quando dice: “Resta dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio; poiché chi entra nel riposo di Lui si riposa anch’egli dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue” (Ebr. 4:9-10).

Quindi chi sulla terra si astiene da qualsiasi lavoro nel settimo giorno si riposa per un breve lasso di tempo, perché dopo deve ricominciare a lavorare ed ha bisogno di riposarsi di nuovo il sabato successivo; mentre chi entra nel riposo di sabato di Dio (quello vero) si riposa dalle fatiche del suo amore per l’eternità. “Noi che abbiam creduto entriamo in quel riposo… Studiamoci dunque d’entrare in quel riposo, onde nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza” (Ebr. 4:3,11), dice la Scrittura, facendo chiaramente intendere che, innanzi tutto entrano nel riposo di Dio coloro che credono e poi che ancora noi che siamo sulla terra non siamo entrati in questo riposo e ci dobbiamo studiare di entrarci e di non seguire lo stesso esempio di disubbidienza degli Israeliti nel deserto, i quali “non v’entrarono a motivo della loro disubbidienza” (Ebr. 4:6) (secondo che è scritto che Dio giurò nella sua ira: “Non entreranno nel mio riposo” [Ebr. 4:3]).

Diletti, rimane “una promessa d’entrare nel suo riposo” (Ebr. 4:1), nel riposo di sabato, per tutti noi che abbiamo creduto, quindi continuiamo a credere nella Parola di Dio che é stata piantata in noi fino alla fine per entrare in quel beato riposo di Dio. Ma quando si entra nel riposo di Dio? Si entra nel riposo di Dio quando si muore nel Signore; questo lo attesta Giovanni nel libro della Rivelazione in questi termini: “E udii una voce dal cielo che diceva: Scrivi: Beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essendo che si riposano dalle loro fatiche, poiché le loro opere li seguono” (Ap. 14:13). In verità possiamo dire che i credenti quando muoiono si riposano! Si riposano però coscientemente; cioè sperimentano realmente il riposo dalle loro fatiche. Dico questo perché non bisogna pensare che quando un credente muore entra in uno stato di incoscienza, in uno stato di non esistenza, perché egli continua a vivere con l’anima in cielo.

Giacinto Butindaro

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8 commenti su “Perché noi non dobbiamo osservare più il sabato

  1. ciao ha detto:

    Sono cristiano evangelico pentecostale, ma rimango ancora perplesso sull'”abolimento” di una parte di cristiani di questo comandamento… Paolo in quella lettera non si riferiva al riposo di sabato ma del riposo futuro… Paolo ai colossesi mi pare ovvio che dice ai colossesi (ex pagani convertiti a cristo) di non farsi giudicare dai pagani se loro osservano le festività bibliche: sabato,noviluni feste ecc… E da qui si capisce chiaramente che il comandamento e tutt’ora valido. Poi, quale sarebbe quest’atto accusatorio? Forse mica i 10 comandamenti? non credo proprio! E i lsabato fa parte dei 10 comandamenti… Ti ricordo che Dio fece il Sabato per l’uomo e lo santificò.. Il Sabato è per l’uomo affinchè si riposi dalle sue fatiche fisiche, il Signore questo giorno lo ha santificato e i credenti devono santificarlo!! Come si fà con pochi versetti contorti ad arrivare subito a conclusione che il sabato sia abolito?? Sono convinto della vostra buona fede, ma vi esorto a lravvedimento! Caro fratello, non cè un versetto cristallino che il sabato non è piu’ valido proprio perchè il Sabato è valido!

    • SALVATORE LARIZZA ha detto:

      Ho fatto passare il tuo commento nonostante ti sei firmato con : “ciao”. La prossima volta non passerà alcun tuo commento se non metti il tuo VERO nome. Le cose vanno fatte alla luce e senza nascondersi. Detto questo, passiamo alla questione del sabato.
      Il sabato fù dato agli Israeliti, sotto la legge di Mosè; ma esso era in realtà un’ombra del futuro bene. Noi che siamo in Cristo Gesù, siamo sotto la legge di Cristo, e non sotto la legge di Mosè, e nella legge di Cristo questo futuro bene è il riposo che sperimenteranno i santi in cielo, cioè coloro che muoiono nel Signore, quindi con la fede in Cristo Gesù (cfr. Apocalisse 14:13). Questo è confermato da ciò che dice lo scrittore agli Ebrei, è scritto : “Resta dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio; poiché chi entra nel riposo di Lui si riposa anch’egli dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue” (Ebr. 4:9-10). Quindi così come il settimo giorno Dio si riposò dall’opera sua, anche noi in cielo, in quel giorno (un giorno che non avrà mai più fine) ci riposeremo dalle opere nostre. Difatti sempre lo scrittore agli Ebrei ha scritto che dobbiamo studiarci di entrare in quel riposo (cfr. Ebrei 4:11), perchè appunto ancora non vi siamo entrati. Quindi resta ancora un riposo di sabato per il popolo di Dio, ma è in cielo.
      Per quanto riguarda invece il passo ai Colossesi, vorrei leggerlo più approfonditamente, è scritto :
      “E voi, che eravate morti ne’ falli e nella incirconcisione della vostra carne, voi, dico, Egli ha vivificati con lui, avendoci perdonato tutti i falli,
      avendo cancellato l’atto accusatore scritto in precetti, il quale ci era contrario; e quell’atto ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce;
      e avendo spogliato i principati e le potestà ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce.
      Nessuno dunque vi giudichi quanto al mangiare o al bere, o rispetto a feste, o a novilunî o a sabati,
      che sono l’ombra di cose che doveano avvenire; ma il corpo è di Cristo.” (Colossesi 2:13-17)
      Ora vorrei che notassi in particolare il verso 14 e il 16, l’apostolo ha scritto che Dio ha … cancellato l’atto accusatore scritto in precetti, il quale ci era contrario; e quell’atto ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce… e che DUNQUE nessuno più ci deve giudicare quanto ai sabati, perchè appunto rappresentava un’ombra di cose che doveva avvenire.
      Spero nel Signore che ti dia intendimento in questa parte del Suo consiglio.
      Dio ti benedica.

  2. vito ha detto:

    carissimi frat in Cristo,vi rammento che quando citate Mose’,fate riferimento alle leggi cerimoniali scritte di sua propia mano. Non dimentichiamo il comandamento, sto parlando della legge Divina quella non e’ stata scritta da mose’ ma da Dio con il suo dito.Quindi il quarto comandamento,non riguarda soltanto il popolo ebreo, ma tutti i credenti,e poi la legge e di natura Divina quindi eterna. Gesu’ avrebbe risposto, prima che Abramo fosse io sono. La legge e stata data a Mose’ sul sinai non soltanto x gli ebrei, ma per tutti quelli che avrebbero fatto parte del popolo di Dio. Gesu’ a osservato il sabato anche da morto, non a’ trasgredito nessun comandamento.

    • SALVATORE LARIZZA ha detto:

      Vito, pace a te. Il sabato rientra in quelle ‘ombre di futuri beni’ (cfr. Ebrei 10:1), nelle quali nessuno ci deve più giudicare; difatti l’apostolo Paolo ai santi di Colosse, a riguardo anche del sabato, disse queste parole : ‘Nessuno dunque vi giudichi quanto al mangiare o al bere, o rispetto a feste, o a novilunî o a sabati, che sono l’ombra di cose che doveano avvenire; ma il corpo è di Cristo’ (Colossesi 2:16-17). Cosa tra l’altro confermata anche dallo scrittore agli Ebrei, quando dice : ‘Resta dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio; poiché chi entra nel riposo di Lui si riposa anch’egli dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue. Studiamoci dunque d’entrare in quel riposo, onde nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza’ (Ebrei 4:9-11). Quindi esiste ancora tutt’ora un riposo di sabato per il popolo di Dio, ma questo riposo è in cielo, quando i santi si riposeranno dalle opere proprie, cosi come Dio si riposò dalle sue. Sarà un giorno che non avrà più fine. Tu mi dirai : ‘Ma allora c’è stato un mutamento di legge?’ Esatto, difatti sempre lo scrittore agli Ebrei dice : ‘Poiché, mutato il sacerdozio, avviene per necessità anche un mutamento di legge’ (Ebrei 7:12). Dio ti benedica.

  3. carlodipietro ha detto:

    La mia più che una risposta forse è una domanda, non ho la bibbia a portata di mano e non posso citare nessun versetto, però vi chiedo: in genesi Dio santifica il sabato dopo la creazione, poi nei primi quattro comandamenti esattamente il quarto comandamento santifica il sabato, sappiamo che i primi quattro comandamenti riguardano la sua santità, in fine in apocalisse viene citato un versetto che dice più o meno “Qui è la costanza dei santi che hanno i comandamenti di Dio e la fede in Gesu’ Cristo e mi sembra che parla per i salvati.
    Credo fermamente che i 10 comandamenti vanno osservati anche se la salvezza viene attraverso la grazia di dio e il sacrificio di Gesù nostro Signore, il nostro amore in Dio sta anche nella nostra ubbidienza, pace a tutti.

    • SALVATORE LARIZZA ha detto:

      Pace a te Carlo. Il passo che hai citato in Apocalisse è : ‘Qui è la costanza dei santi che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù.’ (Apocalisse 14:12) Difatti noi siamo chiamati ad osservare i comandamenti di Dio, però con la venuta di Gesù essendo che è cambiato il sacerdozio è avvenuto pure un mutamento di legge (cfr. Ebrei 7:12) . Questo perchè alcune cose della legge di Mosè prefiguravano delle realtà che oggi noi sperimentiamo, esse erano solo ‘ombre’ dei futuri beni. Una di queste cose è appunto il sabato. Cercherò di spiegartelo molto brevemente. Nella Genesi è scritto che ‘il settimo giorno, Iddio compì l’opera che aveva fatta, e si riposò il settimo giorno da tutta l’opera che aveva fatta. E Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso si riposò da tutta l’opera che aveva creata e fatta (Genesi 2:2-3). Per questa ragione Iddio lo santificò e ordinò al suo popolo che dovevano ricordarsi del giorno del riposo per santificarlo (cfr. Esodo 20:8). Ora, sotto la grazia, lo scrittore agli Ebrei fà ben capire che ‘resta dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio; poiché chi entra nel riposo di Lui si riposa anch’egli dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue’ (Ebrei 4:9-10). Quindi quel sabato (giorno composto di 24 ore) prefigurava quel giorno (eternità) dove i santi si riposeranno dalle loro opere come Iddio si riposò dalle sue. Quindi è un giorno che i santi sperimenteranno dopo la morte, difatti è scritto anche in Apocalisse : ‘E udii una voce dal cielo che diceva: Scrivi: Beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essendo che si riposano dalle loro fatiche, poiché le loro opere li seguono’ (Apocalisse 14:13). Inoltre sempre lo scrittore agli Ebrei dice : ‘Studiamoci dunque d’entrare in quel riposo’ (Ebrei 4:11a) includendosi anche lui (che era un salvato) nel numero di coloro che ancora dovevano entrare in quel riposo. Spero di essere stato chiaro. Dio ti benedica.

  4. Gaetano ha detto:

    La Bibbia dice:”lavora sei giorni e riposati il settimo giorno”.Ora il fatto che questo giorno si chiami sabato o domenica poco importa,non siamo troppo formalisti.Sarebbe buono pero’,che nel giorno del riposo,ci dedicassimo di piu’ alla preghiera alla lettura della sacra scrittura,e affaccendarci un po’ meno per le cose di casa,o i nostri obbi. Dio vi benedica

    • SALVATORE LARIZZA ha detto:

      Gaetano il giorno del riposo (il sabato) sotto l’antico Patto era figura del VERO riposo. Ne parla lo scrittore agli Ebrei quando dice : ‘Temiamo dunque che talora, rimanendo una promessa d’entrare nel suo riposo, alcuno di voi non appaia esser rimasto indietro. Poiché a noi come a loro è stata annunziata una buona novella; ma la parola udita non giovò loro nulla non essendo stata assimilata per fede da quelli che l’avevano udita. Poiché noi che abbiam creduto entriamo in quel riposo, siccome Egli ha detto: Talché giurai nella mia ira: Non entreranno nel mio riposo! e così disse, benché le sue opere fossero terminate fin dalla fondazione del mondo. Perché in qualche luogo, a proposito del settimo giorno, è detto così: E Dio si riposò il settimo giorno da tutte le sue opere; e in questo passo di nuovo: Non entreranno nel mio riposo! Poiché dunque è riserbato ad alcuni d’entrarvi e quelli ai quali la buona novella fu prima annunziata non v’entrarono a motivo della loro disubbidienza, Egli determina di nuovo un giorno “Oggi” dicendo nei Salmi, dopo lungo tempo, come s’è detto dianzi: Oggi, se udite la sua voce, non indurate i vostri cuori! Infatti, se Giosuè avesse dato loro il riposo, Iddio non avrebbe di poi parlato d’un altro giorno. Resta dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio; poiché chi entra nel riposo di Lui si riposa anch’egli dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue. Studiamoci dunque d’entrare in quel riposo, onde nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza.‘ (Ebrei 4:1-11) Cosi come Dio si riposò dalle opere che aveva compiuto, cosi noi entreremo nel riposo e ci riposeremo dalle nostre fatiche nel giorno glorioso che non avrà termine in cielo.

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