Enza Tomaselli viene guarita da Dio durante il battesimo in acqua

Enza Tomaselli, che era chiamata «Enza la sorella cieca», è stata guarita durante il battesimo in acqua che ha ricevuto sulla spiaggia di Catania il 14 maggio 2017 organizzato dalla Chiesa ADI di Catania che si raduna in Via Susanna, di cui è pastore Paolo Lombardo, membro del Consiglio Generale delle ADI (Assemblee di Dio in Italia).
I fratelli che l’hanno battezzata si chiamano Carmelo Isaia (quello anziano alla sinistra di Enza) e Mario Biangiardi (quello giovane alla sua destra), che non sono pastori in quanto in seno alla Chiesa ADI sono conosciuti come collaboratori.
Enza Tomaselli è stata guarita da «Ptosi palpebrale bilaterale di grado severo. Strabismo fixus convergente». La commissione medica aveva riconosciuto Enza: «Portatore di Handicap», in base alla legge 104. Dopo la guarigione di domenica 14 maggio, Enza non chiederà i benefici INPS. Così si legge sulla pagina facebook della «Televisione Pentecostale Italiana»

Fonte: https://www.facebook.com/televisionepentecostaleitaliana/

In questo video vedrete prima il suo battesimo e il momento in cui recupera la vista; poi parte dell’intervista che le ha fatto il giornalista Salvatore Loria, fratello del presidente delle ADI Felice Antonio Loria; poi come ora cammina senza accompagnamento e guida l’auto; ed infine sentirete Paolo Lombardo confermare che Enza Tomaselli era non vedente.

A Dio, che opera tutte le cose secondo il consiglio della propria volontà, sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen.

Giacinto Butindaro

P.S.

L’abbraccio con il papà ed altre persone dopo il battesimo e la guarigione …

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2017/05/19/enza-tomaselli-viene-guarita-da-dio-durante-il-battesimo-in-acqua/

Contro il «vangelo sociale»

mondo-migliore-blogFratelli nel Signore, esiste un falso vangelo chiamato ‘vangelo sociale’ (in inglese ‘social gospel’) che è penetrato in molte Chiese Evangeliche, comprese le Assemblee di Dio in Italia. L’amore di Cristo dunque mi costringe a spiegarvi in che cosa consiste questo cosiddetto vangelo sociale e a mettervi in guardia da esso. Innanzi tutto però fatemi tracciare una breve storia del vangelo sociale.
Il movimento del vangelo sociale è un movimento intellettuale di matrice protestante che si sviluppò soprattutto nel decennio 1880-90 e che raggiunse il suo apice agli inizi del ventesimo secolo negli Stati Uniti e in Canada. Il movimento si proponeva di applicare i principi etici del Cristianesimo ai problemi sociali, soprattutto alle questioni sociali come l’ingiustizia economica, la povertà, l’alcolismo, il crimine, le tensioni razziali, il lavoro dei bambini, il pericolo della guerra e così via. In altre parole, proclamava la necessità di affiancare alla salvezza individuale una salvezza sociale, per raggiungere la quale era necessario una estesa cooperazione che essi sostenevano sulla base del principio della fraternità universale degli uomini, per cui se tutti gli uomini sono figli di Dio – dicevano – nulla deve impedire loro di associarsi per redimere la società dai mali che l’affliggono. Questo movimento portò alla proliferazione di programmi e di agenzie sociali organizzati dalle diverse organizzazioni denominazionali ed interdenominazionali.
I propugnatori del vangelo sociale erano tipicamente post-millenaristi, ossia credevano che Cristo non poteva ritornare se prima l’umanità non si fosse sbarazzata dei mali sociali, ossia se non dopo il ‘millennio’ o una età d’oro in cui avrebbero prosperato i principi del Cristianesimo. Tra gli esponenti più importanti di questo movimento ci furono Richard T. Ely (1854–1943) affiliato alla Chiesa Episcopale; Josiah Strong (1847-1916) che fu segretario generale della Alleanza Evangelica negli USA dal 1886 al 1898; Washington Gladden (1836-1918) un pastore congregazionalista americano che fu vice presidente dell’American Missionary Association dal 1894 al 1901 e presidente dal 1901 al 1904; e Walter Rauschenbusch (1861-1918) un pastore battista che è considerato il ‘padre’ del vangelo sociale in quanto fu il principale teologo del movimento del vangelo sociale.
Entriamo nel merito di questo ‘Vangelo sociale’ facendo riferimento agli scritti di Walter Rauschenbusch. Secondo Walter Rauschenbusch – che rigettava l’inerranza della Bibbia – il Regno di Dio ‘non consiste nel salvare atomi umani, ma nel salvare l’organismo sociale. Non consiste nel portare persone in cielo, ma nel trasformare la vita sulla terra nell’armonia del cielo’ (Walter Rauschenbusch, Christianity and the Social Crisis, The Macmillan Company, New York 1907, pag. 65 – It is not a matter of saving human atoms, but of saving the social organism. It is not a matter of getting individuals to heaven, but of transforming the life on earth into the harmony of heaven), e questa era la concezione che Gesù aveva del Regno di Dio infatti ‘Gesù desiderava fondare una società che si basasse sull’amore, sul servizio e sull’uguaglianza’ (Ibid., pag. 70 – Jesus desired to found a society resting on love, service, and equality)! Quindi i discepoli di Cristo devono avere lo stesso obbiettivo, che è appunto quello di trasformare l’intera società, comprese le istituzioni: ‘L’umanità aspetta un Cristianesimo rivoluzionario che chiami il mondo malvagio e lo trasformi’ (Ibid., pag. 91 – Humanity is waiting for a revolutionary Christianity which will call the world evil and change it). Tradotto nella pratica, il Vangelo sociale afferma che i Cristiani devono mettersi a fare lotte sociali e politiche con l’obbiettivo di far trionfare nel mondo i principi di libertà, uguaglianza e fratellanza! Basandosi su questa concezione del Regno di Dio, Walter Rauschenbusch sviluppò una teologia per il vangelo sociale, e difatti lui affermò: ‘Il vangelo sociale è il vecchio messaggio della salvezza ma allargato e intensificato. Il vangelo individualistico ci ha insegnato a vedere la peccaminosità di ogni cuore umano e ci ha ispirato con la fede nella volontà e potenza di Dio di salvare ogni anima che viene a lui. Ma esso non ci ha dato una adeguata comprensione della peccaminosità dell’ordine sociale e della sua parte nei peccati di tutte le persone al suo interno. Esso non ha evocato fede nella volontà e nella potenza di Dio di redimere le istituzioni permanenti della società umana dalla loro ereditata colpa di oppressione e di estorsione. Sia il nostro senso del peccato che la nostra fede nella salvezza sono rimaste prive delle realtà sotto il suo insegnamento. Il Vangelo sociale cerca di portare gli uomini sotto il ravvedimento per i loro peccati collettivi e di creare una coscienza più sensibile e più moderna’ (Walter Rauschenbusch, A Theology for the Social Gospel, The Macmillan Company, New York 1917, pag. 5).
Il ‘vangelo sociale’ perciò rigetta la dottrina del peccato originale, secondo cui l’uomo nasce totalmente corrotto e depravato a motivo del peccato del primo uomo. Perchè secondo la dottrina del peccato originale il peccato è ereditato dall’uomo e può essere vinto solo dalla Grazia che viene offerta mediante il Vangelo (cfr. Ibid., pag. 42-43), per cui la salvezza viene intesa come salvezza del singolo uomo dalla schiavitù del peccato che domina l’uomo sin dalla nascita; mentre il Vangelo sociale sostiene che il peccato è un fattore variabile in quanto ‘una generazione corrompe l’altra’ (Ibid., pag. 60) e quindi gli uomini assorbono il peccato dal gruppo sociale a cui appartengono (‘il peccato viene trasmesso lungo le linee della tradizione sociale’ – Ibid., pag. 60, un pò come i bambini imparano a mentire, rubare, fumare sigarette e parlare in maniera scurrile da quelli più grandi di loro – Ibid., pag. 60) e predica una salvezza degli uomini dai peccati su ‘larga scala’ o ‘peccati sociali’, come per esempio dai governi dispotici, dalla guerra e dal militarismo, dal latifondo e dall’industria e dalla finanza predatrici, in altre parole una sorta di salvezza degli uomini da istituzioni o governi o oligarchie che opprimono e sfruttano gli uomini (Ibid., pag. 53, 60-61). Quindi la dottrina del peccato originale – che è biblica in quanto è scritto: “Ecco, io sono stato formato nella iniquità, e la madre mia mi ha concepito nel peccato” (Salmo 51:5), ed anche: “I disegni del cuor dell’uomo sono malvagi fin dalla sua fanciullezza” (Genesi 8:21) – viene rigettata perchè costituisce un forte ostacolo al miglioramento del mondo, perchè ponendo l’attenzione esclusivamente sulla salvezza individuale non spinge gli uomini a intraprendere lotte sociali e politiche per il miglioramento e la trasformazione del mondo ossia delle condizioni sociali!
I ‘peccati sociali’ hanno peraltro molta più importanza dei ‘peccati personali’, perchè d’altronde sono quelli che bisogna vincere per migliorare il mondo! Dunque Walter Rauschenbusch ha dovuto creare questa classe dei ‘peccati sociali’ per poter divulgare il suo vangelo sociale, e nel crearla ha fatto praticamente sparire i peccati personali o individuali, ai quali se qualche volta li menziona non gli dà praticamente nessuna importanza. Ascoltate infatti cosa afferma sul peccato: ‘La definizione di peccato come egoismo offre una eccellente base teologica per una concezione sociale del peccato e della salvezza. […] La teologia dipinge l’auto-affermazione del peccato come una sorta di duello solitario della volontà tra lui e Dio. Noi ci facciamo una immagine mentale di Dio che siede sul suo trono nella gloria, santo e benevolo, e il peccatore giù in basso, che risentitamente scuote il pugno contro Dio mentre ripudia la divina volontà e sceglie la propria. Adesso, nella vita reale una tale ribellione titanica contro l’Onnipotente è rara. Forse i nostri antenati Puritani conoscevano più casi di quanti ne conosciamo noi perchè il loro Dio teologico era abituato a emettere decreti arbitrari che invitavano alla ribellione. Noi non ci ribelliamo; noi ci scansiamo e sottraiamo. Noi ci inginocchiamo in umile sottomissione e cacciamo a calci il nostro dovere sotto il letto mentre Dio non sta guardando. Le definizioni teologiche del peccato hanno troppo il sapore delle istituzioni monarchiche sotto la cui influenza spirituale esse furono per prima formate. In una monarchia assoluta il primo dovere è quello di prostrarsi davanti alla volontà reale. Un uomo può colpire con la lancia i contadini o violentare le loro mogli, ma opporsi al re è un’altra faccenda. Quando delle definizioni teologiche parlano di ribellione contro Dio come la caratteristica comune di tutto il peccato, ciò ricorda la prontezza dei governi dispotici a trattare ogni offesa come tradimento. Il peccato non è una transazione privata tra il peccatore e Dio. [….] Noi raramente pecchiamo contro Dio solamente. Il decalogo dà una semplice illustrazione di ciò. La teologia usava distinguere tra la prima e la seconda tavola del decalogo; la prima enumerava i peccati contro Dio e la seconda i peccati contro gli uomini. Gesù tirò fuori il comandamento sul Sabato dalla prima tavola e lo aggiunse alla seconda; egli disse che il Sabato non è un giorno tabù di Dio, ma una istituzione per il bene dell’uomo. Il comandamento di onorare i nostri genitori è anche etico. Rimangono i primi tre comandamenti, contro il politeismo, il culto delle immagini, e l’abuso del santo nome. L’adorazione di vari dèi e l’uso di idoli non costituisce più uno dei nostri pericoli. L’abuso del santo nome ha perso molta della sua importanza religiosa da quando la stregoneria e la magia si sono spostate nelle stradine secondarie. D’altro canto, i comandamenti della seconda tavola diventano sempre più importanti’ (Ibid., pag. 47-49). Avete notato quindi che ha fatto Rauschenbusch? Chiama il peccato ‘egoismo’, rigetta l’idea che si tratta di una ribellione a Dio perchè secondo lui è figlia della errata concezione di Dio come sovrano!
La definizione del peccato che dà Rauschenbusch è conseguenza di quella che nel linguaggio dei social gospelers si chiama ‘democratizzazione di Dio’ infatti dice Rauschenbusch: ‘Noi dobbiamo democratizzare la concezione di Dio: allora la definizione del peccato diventerà più realistica’ (Ibid., pag. 48 – We must democratize the conception of God; then the definition of sin will become more realistic): l’idea quindi di un Dio sovrano che fa tutto quello che gli piace non sta bene a Rauschenbusch per cui essa va democratizzata! Ascoltate cosa dice: ‘L’antica concezione secondo la quale Dio dimora in alto ed è distinto dalla nostra vita umana costituiva il fondamento naturale di idee autocratiche e arbitrarie su di lui. D’altra parte, la credenza religiosa che egli è immanente nell’umanità costituisce il fondamento naturale delle idee democratiche su di lui. Quando stava lassù, aveva bisogno di sostituti che governassero al suo posto, papi per istituzione divina e re per diritto divino; se vive e si muove nella vita dell’umanità può agire direttamente sulle masse degli uomini. Un Dio che lotta all’interno della nostra lotta, accende la sua fiamma nel nostro intelletto, manda la sua energia per rendere la nostra volontà assetata di giustizia, inonda il nostro subcosciente di sogni e desideri e incita sempre a correre verso una unione più profonda di libertà e solidarietà – quello sarebbe un Dio con il quale gli uomini democratici e religiosi potrebbero avere comunione come con il loro principale compagno di lavoro, la fonte delle loro energie, il fondamento delle loro speranze. [….] La tolleranza dell’ingiustizia sociale è un male intollerabile. Il grande peccato degli uomini è quello di opporsi alla riforma della società predatoria. Non vogliamo che a Dio sia imputato questo atteggiamento; una concezione di Dio secondo la quale egli approva l’ordine sociale presente e lo utilizza per santificare le sue [di questo sistema] vittime, attraverso le loro sofferenze, senza sforzarsi di abbatterlo, ripugna al nostro senso morale’ (Ibid., pag. 178-179, 184). E Gesù sarebbe stato l’artefice di questa democratizzazione della concezione di Dio; sì proprio Gesù, infatti Rauschenbusch afferma: ‘Quando [Gesù] prese Dio per mano e lo chiamò «Padre nostro», democratizzò la concezione di Dio; separò l’idea dallo Stato coercitivo e predatorio e la trasferì al regno della vita familiare, la principale incarnazione sociale della solidarietà e dell’amore. Egli non salvò soltanto l’umanità, ma salvò Dio, dandogli la prima opportunità di essere amato e di evitare i peggiori equivoci possibili. Il valore dell’idea di Cristo della paternità di Dio risulta evidente soltanto in contrapposizione alle idee dispotiche che essa contrastava e tendeva a sostituire. Abbiamo classificato la teologia come greca e latina, cattolica e protestante: è tempo di classificarla come dispotica e democratica. Da un punto di vista cristiano, si tratta di una distinzione più decisiva’ (Ibid., pag. 174-175).
La Bibbia invece dichiara che “il peccato è la violazione della legge” (1 Giovanni 3:4) di Dio, a prescindere quale sia il precetto violato, e che i peccatori sono dei ribelli nei confronti di Dio, infatti Paolo dice: “E voi pure ha vivificati, voi ch’eravate morti ne’ vostri falli e ne’ vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l’andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potestà dell’aria, di quello spirito che opera al presente negli uomini ribelli; nel numero dei quali noi tutti pure, immersi nelle nostre concupiscenze carnali, siamo vissuti altra volta ubbidendo alle voglie della carne e dei pensieri, ed eravamo per natura figliuoli d’ira, come gli altri” (Efesini 2:1-3). Sì proprio dei ribelli, perchè si rifiutano di obbedire ai comandamenti del ” beato e unico Sovrano, il Re dei re e Signor dei signori” (1 Timoteo 6:15), Colui che come disse Davide s’innalza come sovrano al di sopra di tutte le cose (1 Cronache 29:11). E perchè sono ribelli? Perchè sono sotto la potestà di Satana, di quello spirito che opera in loro affinchè violino i comandamenti di Dio. La malvagità che esiste nel mondo, quindi non è altro che il frutto della loro ribellione che è operata in loro dal maligno, da qui si spiega perchè l’apostolo Giovanni dice che tutto il mondo giace nel maligno (1 Giovanni 5:19). E si badi che la diffusione della malvagità nel mondo è parte del disegno di Dio che culminerà alla fine dei tempi nel ritorno glorioso di Cristo dal cielo, e difatti tra le cose che Gesù enumerò nel suo discorso sui segni che precederanno il suo ritorno c’è proprio anche il moltiplicarsi della malvagità, secondo che disse: “E perché l’iniquità sarà moltiplicata, la carità dei più si raffredderà” (Matteo 24:12), cosa peraltro confermata dall’apostolo Paolo a Timoteo quando gli disse: “Or sappi questo, che negli ultimi giorni verranno dei tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del danaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, irreligiosi, senz’affezione naturale, mancatori di fede, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, temerarî, gonfi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi le forme della pietà, ma avendone rinnegata la potenza” (2 Timoteo 3:1-5)
Dunque, questa cosiddetta democratizzazione della concezione di Dio che consiste nel far apparire Dio come qualcuno che è compagno di opera dei Cristiani in questa riforma sociale per stabilire un nuovo ordine sociale, è assolutamente antibiblica, perchè semmai è vero che Dio ha stabilito che l’iniquità moltiplichi, e che prima del ritorno di Cristo sia manifestato l’empio, ossia l’uomo del peccato, il quale “s’innalza sopra tutto quello che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e dicendo ch’egli è Dio” (2 Tessalonicesi 2:4) e che perseguiterà a morte i santi. Tutto questo ovviamente servirà a Dio per mettere alla prova i santi, come i malvagi abitanti di Canaan servirono a Dio per mettere alla prova gli Israeliti secondo che disse Dio: ” … io non caccerò più d’innanzi a loro alcuna delle nazioni che Giosuè lasciò quando morì; così, per mezzo d’esse, metterò alla prova Israele per vedere se si atterranno alla via dell’Eterno e cammineranno per essa come fecero i loro padri, o no’ ” (Giudici 2:21-22).
Un abisso chiama un altro abisso, perchè un pò di lievito fa lievitare tutta la pasta, e quindi questa falsa concezione del peccato e della salvezza non poteva che avere nefaste conseguenze anche sull’opera espiatoria compiuta da Cristo. L’opera redentrice di Cristo, infatti, secondo Rauschenbusch, va riconsiderata e reinterpretata alla luce di questa nuova idea della salvezza (Ibid., pag. 144), che è una ‘salvezza sociale’ (Ibid., pag. 146) o ‘dell’ordine sociale’ (Ibid., pag. 211). Da qui la conclusione che Gesù Cristo ha portato su di sè il peso dei peccati del mondo, che sono dei peccati di natura pubblica, tra i quali per esempio il bigottismo religioso, la combinazione della corruzione politica e il potere politico, la corruzione della giustizia, lo spirito e l’azione della folla sediziosa, il militarismo, e l’orgoglio di classe (Ibid., pag. 257-258). Questa è la ragione per cui il vangelo sociale rigetta la dottrina dell’espiazione sostituiva che dice che Cristo è morto per i nostri peccati per espiarli offrendo se stesso qual prezzo di riscatto per tutti. Dice infatti Rauschenbusch; ‘Gesù non portò in alcun senso reale il peccato di qualche antico Britanno che picchiò sua moglie nel 56 A. C., o di qualche montanaro nel Tennessee che si ubriacò nel 1917 D.C.. Ma egli portò in un senso molto reale il peso dei pubblici peccati della società organizzata, ed essi a loro volta sono collegati casualmente a tutti i peccati privati’ (Ibid., pag. 247 – Jesus did not in any real sense bear the sin of some ancient Briton who beat up his wife in B. C. 56, or of some mountaineer in Tennessee who got drunk in A. D. 1917. But he did in a very real sense bear the weight of the public sins of organized society, and they in turn are causally connected with all private sins). E quindi Rauschenbusch rigettava quello che disse Isaia sulla morte di Gesù e cioè che “…. noi lo reputavamo colpito, battuto da Dio, ed umiliato! ….. piacque all’Eterno di fiaccarlo coi patimenti” (Isaia 53:4,10) affinchè espiasse i nostri peccati! Per Rauschenbusch infatti Cristo è morto ‘per sostituire l’egoismo con l’amore come base della società umana’ (‘to substitute love for selfishness as the basis of human society’). E quindi per questi seduttori di menti che portano il vangelo sociale, Gesù è morto per liberare gli uomini da qualsiasi oppressione o discriminazione o dispotismo sociale; per cui se in una nazione una minoranza religiosa viene oppressa e perseguitata dalla religione di stato, allora Cristo è morto per liberarli e fargli ottenere la libertà religiosa; se c’è una dittatura e gli uomini sono privati dei cosiddetti diritti fondamentali dell’uomo, Cristo è morto per liberarli dal dittatore di turno e fargli acquistare quei diritti; se i negri sono discriminati, Cristo è morto per liberarli da quella discriminazione; se esiste la schiavitù, Cristo è morto per liberare gli schiavi dai loro padroni; se ci sono tanti poveri, perchè la ricchezza è concentrata nelle mani di pochi ricchi, allora Cristo è morto per liberare i poveri dall’ingiustizia dei ricchi; e così via. Per cui ogni Cristiano, deve lottare per far ottenere questa liberazione a queste persone schiave di cosiddetti peccati sociali! Il Cristiano deve quindi combattere per la ‘salvezza dell’ordine sociale’ e creare così un nuovo ordine sociale in cui regni la libertà, la giustizia, l’amore, la pace e la solidarietà! Il Cristiano è in questa maniera che adempie il mandato di Cristo! Non si deve diffondere il Regno di Dio tramite predicazioni emotive ‘fuoco e zolfo’ – in altre parole predicando agli uomini ‘Ravvedetevi e convertitevi dai vostri peccati, e credete nel Vangelo, altrimenti l’ira di Dio resterà sopra di voi e andrete all’inferno’- ma tramite la manifestazione di una vita Cristiana. Coloro dunque che professano il vangelo sociale si mostrano ottimisti verso il futuro di questo mondo, perchè pensano che il mondo possa migliorare ed essere migliorato e per questa ragione fanno lotte politiche e sociali per il raggiungimento di questo scopo!
Fatemi confutare brevemente questo attivismo politico e sociale tramite cui i sostenitori del vangelo sociale vogliono migliorare il mondo, portando l’emancipazione sociale a quelle persone che ne hanno bisogno.
La Sacra Scrittura ci mostra che Gesù Cristo non cercò di trasformare la società, e non si diede neppure ad attività politiche e sociali, perché Lui predicò il Vangelo della grazia di Dio, esortando le persone a ravvedersi e a credere nel Vangelo. Guarì i malati, cacciò i demoni, fece molti segni e prodigi, ma non cercò di risolvere le ingiustizie sociali o di portare emancipazione sociale a coloro che erano oppressi o discriminati socialmente. Egli venne per liberare le persone dai loro peccati e difatti l’angelo che apparve a Giuseppe mentre Maria era incinta gli disse: “Giuseppe, figliuol di Davide, non temere di prender teco Maria tua moglie; perché ciò che in lei è generato, è dallo Spirito Santo. Ed ella partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati” (Matteo 1:20-21). Egli quindi non venne nel mondo per salvare il popolo d’Israele dal dominio romano – o come direbbero i propugnatori del vangelo sociale ‘dai peccati sociali’ di cui era caduto vittima – ma per salvarlo dai loro peccati. E difatti è scritto che “Cristo è morto per i nostri peccati” (1 Corinzi 15:3). Il che è totalmente diverso. Noi quindi, essendo discepoli di Cristo, siamo chiamati a seguire le Sue orme, e perciò non dobbiamo metterci a lottare per compiere delle riforme sociali. Noi dobbiamo portare agli uomini la Buona Novella della grazia di Dio, affinché essi si ravvedano e credano nel Vangelo, ed essi siano così salvati dai loro peccati, liberati dalla potestà del diavolo, e salvati dalle fiamme dell’inferno. E dobbiamo pure lottare affinché quelle anime che sono cadute vittime di impostori o di falsi ministri del Vangelo siano liberate dalle loro grinfie, e questa lotta la si affronta confutando le eresie che costoro insegnano. Dobbiamo anche compiere ogni opera buona affinché il nome di Dio sia glorificato in noi, ma da nessuna parte la Parola ci comanda di cambiare la società in cui viviamo dandoci a lotte politiche e sociali affinché gli uomini che subiscono discriminazioni o soprusi o ingiustizie siano salvati dai cosiddetti ‘peccati sociali’. Un tale comando non esiste nella dottrina che Dio ci ha dato tramite i suoi apostoli. Il nostro compito non è cambiare la società attraverso una riforma sociale o attivismo politico, ma trasmettere il Vangelo di Cristo che è potente a salvare dal peccato e dalla perdizione eterna e cambiare la vita di coloro che si ravvedono e credono in esso; e confutare le false dottrine affinché i santi non siano “più de’ bambini, sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per l’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore” (Efesini 4:14); e “attendere a buone opere per provvedere alle necessità” (Tito 3:14) dei santi, come per esempio quella di venire in aiuto ai poveri fra i santi tramite collette (1 Corinzi 16:1-3; Romani 15:25-26) in quanto noi dobbiamo ricordarci dei poveri (Galati 2:10).
Leggete attentamente il libro degli Atti degli apostoli e tutte le epistole, e vedrete che né gli apostoli e neppure gli altri Cristiani che vissero in quel tempo cercarono di cambiare la società attraverso una riforma sociale o dandosi alla politica. Sapete perché? Perché essi sapevano che Cristo non li aveva chiamati a fare una simile cosa. Essi non si impacciarono nella politica o nell’attivismo sociale, e questo al fine di piacere al Signore. Non ha forse detto Paolo che “uno che va alla guerra non s’impaccia delle faccende della vita; e ciò, affin di piacere a colui che l’ha arruolato” (2 Timoteo 2:4)? Ma ditemi un pò: avete mai visto uno che è al fronte candidarsi a delle elezioni politiche, o darsi ad attivismo sociale? Io no. Non capisco dunque in virtù di quale recondito motivo un soldato di Cristo Gesù – che è in guerra contro il diavolo – si deve dare alla politica, candidandosi a delle elezioni politiche o amministrative, o si deve impegnare affinché la società in cui vive sia trasformata. Come potrebbe un soldato di Cristo continuare a piacere a Dio che lo ha arruolato nel suo esercito se s’impacciasse in faccende che non lo riguardano? Imitiamo dunque gli apostoli.
Quindi noi non aspettiamo che la nostra società migliori. Perché noi sappiamo che l’iniquità moltiplicherà e l’amore dei più si raffredderà (cfr. Matteo 24:12), molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti (cfr. Matteo 24:11), i discepoli di Cristo saranno odiati da tutti gli uomini (cfr. Matteo 24:9), e nei giorni che precederanno il ritorno di Gesù il mondo sarà sotto il governo dell’anticristo (cfr. 2 Tessalonicesi 2:1-12; Apocalisse 13:1-18). Questo è quello che la Scrittura ci insegna. Tuttavia, la Scrittura ci insegna anche che quando Gesù ritornerà e distruggerà l’anticristo, i regni del mondo saranno dati ai santi (cfr. Daniele 7:24-27). In altre parole, quando Gesù ritornerà Egli instaurerà il Regno di Dio sulla terra e regnerà con i Suoi santi per mille anni. Al ritorno di Cristo quindi i santi assumeranno il governo di tutti i regni del mondo, in quanto Cristo concederà loro autorità sulle nazioni (cfr. Apocalisse 2:26), e in quel periodo sulla terra regnerà la giustizia e la pace.
Ma c’è un’altra cosa che fa comprendere come questo vangelo sociale non è da Dio, che è il fatto che i suoi propugnatori spingono i santi a mettersi con gli infedeli per creare questo nuovo ordine sociale in cui regni la pace e la giustizia.
I Cristiani infatti – per i predicatori del vangelo sociale – possono e devono collaborare con tutti, basta che costoro sono ‘uomini di pace’ ossia uomini che cercano la pace del mondo. Per fare questo quindi, i Cristiani devono mettere da parte le cose che li dividono dai peccatori (quindi mettere da parte la predicazione del ravvedimento e del vangelo ai peccatori con i quali collaborano – perchè il loro obbiettivo non è quello di convertirli ma di collaborare con essi –) e si devono concentrare sul fare del bene assieme ad essi. E così, tramite questo vangelo sociale, costoro cercano di portare nel mondo la pace, che invece Cristo non è venuto a portare secondo che Egli disse: “Non pensate ch’io sia venuto a metter pace sulla terra; non son venuto a metter pace, ma spada. Perché son venuto a dividere il figlio da suo padre, e la figlia da sua madre, e la nuora dalla suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua” (Matteo 10:34-36). E non solo, ma essi in questa maniera cercano di far mettere i figli della luce con gli infedeli sotto un giogo che non è per loro, cosa questa che Dio ci vieta dicendoci: “Non vi mettete con gl’infedeli sotto un giogo che non è per voi; perché qual comunanza v’è egli fra la giustizia e l’iniquità? O qual comunione fra la luce e le tenebre? E quale armonia fra Cristo e Beliar? O che v’è di comune tra il fedele e l’infedele? E quale accordo fra il tempio di Dio e gl’idoli? Poiché noi siamo il tempio dell’Iddio vivente, come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò fra loro; e sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. Perciò Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’immondo; ed io v’accoglierò, e vi sarò per Padre e voi mi sarete per figliuoli e per figliuole, dice il Signore onnipotente” (2 Corinzi 6:14-18). E quindi costoro incitano la Chiesa a diventare amica del mondo e perciò nemica di Dio, secondo che è scritto: “O gente adultera, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:4). E tutto questo ovviamente ha un prezzo: il tradimento del Vangelo di Cristo!
Peraltro, la cosa paradossale che vediamo in questi propugnatori del vangelo sociale, è che mentre da un lato parlano tanto di voler riformare il mondo, dall’altro non fanno niente per riformare la Chiesa togliendo di mezzo a loro quelli che si chiamano fratelli ma sono fornicatori, avari, idolatri, oltraggiatori, ubriaconi, e rapaci (1 Corinzi 5:11-12), e rigettando tutti quei precetti di uomini che voltano le spalle alla verità e che annullano la dottrina di Dio (2 Corinzi 10:5) e confutando quindi le tante eresie che vengono propagate dalle Chiese Evangeliche. In altre parole, parlano tanto di voler far regnare nel mondo la giustizia, ma non fanno niente per far regnare la giustizia e la verità nella Chiesa, in quanto tollerano i peccati e le false dottrine. E questa è la prova che costoro non parlano da parte di Dio, in quanto sono dei ribelli, dei seduttori di menti e dei cianciatori che procacciano il male dei santi. Questa del vangelo sociale dunque è l’ennesima macchinazione del diavolo per distrarre e distogliere i santi dalla vera lotta che essi devono intraprendere, cioè quella contro l’ingiustizia, la malvagità, l’ipocrisia, la falsità, che si trovano in abbondanza in mezzo alle Chiese Evangeliche che ormai sono in massima parte amiche del mondo.
Peraltro, visto che il vangelo sociale sostiene che Cristo ha portato su di sè anche il bigottismo religioso, da cui quindi gli uomini hanno bisogno di essere liberati, e noi sappiamo che questi predicatori del vangelo sociale per bigottismo religioso intendono l’osservanza dei precetti di Cristo e degli apostoli così come sono scritti, il cui risultato nella vita dei santi è la conduzione di una vita santa, pia e giusta SEPARATA DAL MONDO E DALLE SUE CONCUPISCENZE, non sorprende affatto che i sostenitori del vangelo sociale siano i primi a contrastare noi che predichiamo la giustizia e la santità di Dio, perchè costoro non vogliono che i santi si separino dal mondo, ma vogliono che camminino assieme ad esso. Sì loro parlano di voler diffondere il Regno di Dio tramite la manifestazione di una vita Cristiana, ma in realtà quella che loro chiamano ‘vita Cristiana’ è una vita mondana, e questo lo si capisce bene quando entrano nel merito di certi argomenti biblici. Quella che loro chiamano ‘vita cristiana’ ha solo il nome di vita cristiana, perchè nella sostanza è una vita mondana.
Fratelli nel Signore, dovete quindi guardarvi e ritirarvi da i sostenitori del Vangelo sociale, perché essi diffondendo il vangelo sociale – che è gradito alla Massoneria perché nella sostanza promuove gli ideali massonici -, si propongono di corrompere e traviare i santi perché vogliono fargli fare e accettare cose storte e perverse agli occhi di Dio. Nessuno di voi si faccia sedurre dai loro vani ragionamenti. Costoro hanno voltato le spalle alla sana dottrina e si sono rivolti alle profane ciance che vi ricordo vanno rodendo come fa la cancrena. Il loro vangelo sociale infatti è un vangelo distorto e adulterato che spinge la Chiesa a ribellarsi a Dio e a trasgredire i suoi comandamenti, per cercare di migliorare il mondo quando invece la Scrittura afferma che l’iniquità sarà moltiplicata e la carità dei più si raffredderà per cui il mondo è destinato nel piano di Dio a peggiorare.
Ho detto poco fa che il vangelo sociale è gradito alla Massoneria perché nella sostanza promuove gli ideali massonici, e a conferma di questo c’è il fatto che questo vangelo sociale è stato abbracciato da denominazioni protestanti che sono fortemente colluse con la Massoneria come per esempio in America l’African Methodist Episcopal Church che fu fondata da un massone, la Presbyterian Church USA che ha al suo interno tanti massoni, e la United Methodist Church che ha un’alta percentuale di massoni. Tra le organizzazioni ‘cristiane’ a livello mondiale fortemente colluse con la Massoneria che sono pregne di questo vangelo sociale segnaliamo invece la YMCA e l’Esercito della Salvezza come anche il Consiglio Mondiale delle Chiese. La grande conferenza ecumenica tenutasi a Stoccolma nel 1925 fu molto influenzata dal vangelo sociale, sia per quanto riguarda la sua organizzazione che i suoi delegati americani. Da quell’incontro nacque il ‘Consiglio universale cristiano per la vita e il lavoro’, l’ente ecumenico permanente che rappresentava quelle posizioni e che venne poi assorbito dal Consiglio Ecumenico delle Chiese (altro nome con cui è conosciuto il Consiglio mondiale delle Chiese).
D’altronde molti sostenitori del vangelo sociale furono influenzati dagli scritti del massone Giuseppe Mazzini (1805-1872), attraverso un’edizione inglese del 1870 (in 6 volumi) che presentava la traduzione dei principali testi mazziniani e diverse edizioni americane, che si susseguirono a partire dal 1890. Tra questi anche Walter Rauschenbusch, che era un grande estimatore e studioso di Giuseppe Mazzini, che nel 1889 definì Giuseppe Mazzini ‘un profeta a cui Dio ha dato un occhio per le lezioni del passato, e un orecchio che lui ha posto sul cuore palpitante della sua propria generazione, e che quindi è in grado di dire che cosa sarà’ (Robert T. Handy, The influence of Mazzini on the American social gospel, in The Journal of religion, Vol. 29, No. 2, Apr., 1949, pag. 118). Lo storico del cristianesimo Robert T. Handy ha affermato a proposito di questa influenza di Mazzini sui Social Gospelers: ‘In Mazzini essi scoprirono un pensatore sociale il cui pensiero era, alla base, profondamente religioso e congeniale ai loro punti di vista; in lui trovarono un profeta che proclamava la democrazia in un linguaggio religioso. […] C’era una somiglianza tra Mazzini e il vangelo sociale non solo nell’orientamento religioso, ma nell’intera struttura del pensiero. La soluzione di Mazzini ai problemi del suo tempo corrispondeva a quelle del liberalismo idealistico, intellettualistico ed utopico: aveva una fede profonda negli ideali liberali della libertà, dell’educazione, della democrazia e del progresso e si opponeva con vigore al socialismo marxista. [….] Gli esponenti del Social Gospel stavano nella stessa linea di pensiero liberale, ottimistico ed utopico’ (Ibid., pag. 120-121). I principi che accumunavano Mazzini e i teologi del vangelo sociale erano la paternità di Dio e la fratellanza universale degli uomini e il desiderio di associarsi per risolvere i mali del mondo, in quanto Mazzini ebbe a dire: ‘Il diritto d’Associazione è sacro come la Religione che è l’Associazione delle anime. Voi siete tutti figli di Dio: siete dunque fratelli; e chi può senza delitto limitare l’associazione, la comunione tra fratelli?’ (Giuseppe Mazzini, Doveri dell’uomo – http://cronologia.leonardo.it/storia/a1860ll.htm); essi avevano in comune anche l’idea dell’inevitabile progresso dell’umanità, in quanto Mazzini ebbe a dire: ‘Oggi sappiamo che la Legge della Vita é PROGRESSO : Progresso per l’individuo, Progresso per l’Umanità. L’ Umanità compie quella Legge sulla terra; l’Individuo sulla terra e altrove. Un solo Dio; una sola Legge. Quella Legge s’adempie lentamente, inevitabilmente, nell’Umanità fin dal primo suo nascere’ (http://cronologia.leonardo.it/storia/a1860gg.htm); e l’idea che il progresso avrebbe condotto all’instaurazione del Regno di Dio sulla terra, infatti sempre Mazzini ebbe a dire: ‘Viviamo in mezzo a una società incadaverita com’era quella dell’Impero Romano, col bisogno nell’animo di ravvivarla, di trasformarla, d’associarne tutti i membri e i lavori in una sola fede, sotto una sola legge, verso uno scopo solo, sviluppo libero progressivo di tutte le facoltà che Dio ha messo in germe nella sua creatura. Cerchiamo che Dio regni sulla terra come nel Cielo, o meglio che la terra sia una preparazione al Cielo, e la Società un tentativo di avvicinamento progressivo al pensiero Divino’ (http://cronologia.leonardo.it/storia/a1860aa.htm).
Uno dei ‘protestanti’ più noti a livello mondiale che fu molto influenzato dal vangelo sociale fu Martin Luther King (1929-1968), pastore protestante, politico e attivista che lottò contro la segregazione razziale. Disse infatti Martin Luther King: ‘Non iniziai una seria ricerca intellettuale di un metodo che eliminasse il male sociale finché non entrai nel seminario teologico. Fui immediatamente influenzato dal Vangelo sociale. Nel 1950, lessi Cristianesimo e Crisi sociale di Walter Rauschenbusch, un libro che lasciò un’impronta indelebile nel mio pensiero. [….] Rauschenbusch diede al protestantesimo americano un senso di responsabilità sociale che esso non dovrebbe mai perdere. Il Vangelo al suo meglio ha a che fare con l’uomo intero, non solo con la sua anima, ma anche col suo corpo, non solo col suo benessere spirituale, ma anche col suo benessere materiale. Una religione che professa interesse per l’anima dell’uomo e non si preoccupa ugualmente dei tuguri che lo fanno dannare, delle condizioni economiche che lo strangolano e delle condizioni sociali che lo paralizzano, è una religione spiritualmente moribonda’ (Martin Luther King, La forza di amare, Società Editrice Internazionale, Torino, Quinta Ristampa, pag. 267, 268). Martin Luther King abbracciò il vangelo sociale in quanto lottò per l’emancipazione dei neri americani di cui lui parlò molto nel suo libro La forza di amare, ed esortò la Chiesa a seguirlo in questa lotta, e questo ovviamente per migliorare il mondo. Il Cristianesimo era concepito quindi da Martin Luther King come emancipazione sociale. Ma attenzione perché il Cristianesimo di Martin Luther King era un falso Cristianesimo perché lui rigettava l’inerranza della Bibbia, il peccato originale, la nascita verginale di Gesù Cristo, la sua divinità, la sua capacità di compiere miracoli, la sua morte espiatoria quale offerta del prezzo di riscatto per tutti, e il suo ritorno fisico, come rigettava anche l’inferno e il paradiso!
In Italia il vangelo sociale è penetrato tra i Valdesi, i Metodisti, i Luterani, i Battisti, e tra i Pentecostali. Organizzazioni come la Federazione delle Chiese Evangeliche e l’Alleanza Evangelica Italiana, portano avanti i principi del vangelo sociale. D’altronde anche il Protestantesimo in Italia ha tanti suoi membri iscritti a logge massoniche – e sono quasi sempre persone influenti che stanno in alto o in posizioni chiave – per cui era inevitabile che esso abbracciasse il vangelo sociale.
Tra i Pentecostali anche le Assemblee di Dio in Italia (ADI) hanno aperto le loro porte al vangelo sociale, e difatti viene sostenuto da Alessandro Iovino – storico e saggista nonché segretario del senatore valdese Lucio Malan – che è vicino a Davide Di Iorio che è l’attuale segretario delle ADI e pastore della Chiesa di cui è membro lo stesso Iovino. Lo Iovino infatti ha detto che fede, politica e democrazia sono ‘valori che possiamo conciliare per meglio progredire, per meglio vivere, perchè ricordiamoci il Cristianesimo è anche emancipazione, non solo spirituale ma anche sociale’ (da A libro aperto – LA12-2011 – TeleOltre – L’arte del Governo e la Bibbia – http://youtu.be/oSnG3zLUIaI – min. 14:20-34). Dicendo quindi che il cristianesimo è anche emancipazione sociale, lo Iovino dimostra di avere abbracciato anche lui il vangelo sociale perché questa è la concezione del Cristianesimo che hanno tutti coloro che professano il vangelo sociale, come per esempio Martin Luther King di cui infatti lo Iovino è un grande estimatore.
Quali sono le nefaste conseguenze che ha portato il vangelo sociale nelle ADI? Queste.
1) Le ADI hanno rigettato la concezione assolutistica di Dio, nel senso che rifiutano di vederlo come un Re che esercita la sua sovranità nel mondo facendo tutto quello che gli piace. Loro hanno democratizzato la concezione di Dio!
Ecco perchè nelle ADI detestano parole come ‘sovrano’ e ‘sovranità’ in riferimento a Dio. Difatti le ADI nel manipolare il libro di Charles Spurgeon ‘Solo per grazia’ hanno fatto sparire queste due parole.
Spurgeon dice: ‘God, the infinitely just Sovereign, knows that there is not a just man upon earth that doeth good and sinneth not, and therefore, in the infinite sovereignty of His divine nature and in the splendor of His ineffable love, He undertakes the task, not so much of justifying the just as of justifying the ungodly’ (Charles Spurgeon, All of Grace, versione PDF presa da http://www.ccel.org/ccel/spurgeon/grace.html, pag. 5-6).
La traduzione è: ‘Dio, l’infinitamente giusto Sovrano, sa che non c’è un uomo giusto sulla terra che fa il bene e non pecca, e quindi, nella infinita sovranità della Sua divina natura e nello splendore del suo ineffabile amore, Egli intraprende il compito non tanto di giustificare il giusto quanto di giustificare l’empio’.
Le ADI hanno messo così: ‘Dall’alto della Sua giustizia perfetta, il Signore sa che non esiste alcun uomo che sia esente dal peccato, quindi, nello splendore del Suo amore ineffabile, Egli si assume non soltanto il compito di giustificare il giusto, ma, soprattutto, quello di difendere chi è trovato mancante’ (Charles Spurgeon, Solo per grazia, ADI-Media, seconda edizione 2002, pag. 13).
Come si può vedere, le ADI hanno sostituito ‘Dio l’infinitamente giusto Sovrano’ con ‘il Signore, dall’alto della sua giustizia perfetta’; poi hanno fatto sparire ‘la infinita sovranità della natura divina di Dio’, che li disturbava in quanto l’espressione ‘sovranità di Dio’ può far pensare ad un Dio che fa quello che vuole Lui, e quindi che fa misericordia a chi vuole Lui e indura chi vuole Lui, e quindi può indurre a pensare che la salvezza non dipende dalla volontà dell’uomo o dal suo ‘libero arbitrio’.
Anche nel manipolare il libro di Myer Pearlman ‘Le Dottrine della Bibbia’ hanno fatto la stessa cosa.
Nel parlare della preparazione umana alla rigenerazione, Pearlman afferma: ‘Strictly speaking, man cannot co-operate in the act of regeneration, which is the sovereign act of God; but he has part in the preparation for the new birth. What is that preparation? Repentance and faith’ (Myer Pearlman, Knowing the Doctrines of the Bible, Gospel Publishing House, Springfield, Missouri, 2007 [la 24esima stampa] pag. 247).
La traduzione è: ‘A rigor di termini, l’uomo non può cooperare nell’atto della rigenerazione, che è l’atto sovrano di Dio, ma egli ha una parte nella preparazione per la nuova nascita. In cosa consiste questa preparazione? Nel ravvedimento e nella fede’.
Le ADI hanno messo così: ‘A rigor di termini, l’uomo non può cooperare nell’atto della rigenerazione, il quale è esclusivo di Dio; ma egli ha una sua parte nella preparazione per la nuova nascita e questa sua parte è il ravvedimento e la fede’ (Myer Pearlman, Dottrine della Bibbia, ADI-Media, Quarta edizione, 1996, pag. 196).
L’atto sovrano di Dio dunque è stato reso ‘atto esclusivo di Dio’ perché le ADI detestano parole come ‘sovrano’, ‘sovranità’, ‘atto sovrano’, in relazione alla salvezza o alla rigenerazione o alla giustificazione. E questo perché per loro la salvezza dipende dall’uomo o meglio dalla sua volontà e non dalla volontà di Dio, e quindi non da un atto sovrano di Dio.
2) Il rigetto della sovranità di Dio, porta le ADI a rigettare gli atti sovrani di Dio, come per esempio quello di stabilire sopra una nazione un monarca assoluto.
Questa è la ragione per cui lo Iovino ritiene che la monarchia assoluta (La monarchia è una forma di governo in cui la carica di capo di stato è esercitata da una sola persona per tutta la durata della sua vita o fino alla sua rinunzia, e questa persona si chiama monarca e ha la caratteristica di essere considerato un membro a parte rispetto al resto delle persone dello Stato che sono suoi sudditi) va combattuta e abbattuta perchè lo Iovino non riconosce al monarca assoluto il diritto di governare, e difatti nel suo libro Il grido di un popolo e la nascita della terza Repubblica, egli fa dire al professore Cuini durante una lezione queste parole: ‘Inoltre consideriamo anche il valore di fondamentale importanza che ha il Popolo nell’esercizio della sovranità dello stato. Cari giovani, è proprio questo il punto che differenzia lo stato democratico dalla concezione di stato assoluto, proprio delle società fondate sull’ancien règime e anteriore alla rivoluzione francese, ma anche delle diverse forme di totalitarismo venutesi a creare nel XX secolo. Nello stato assoluto il Popolo è l’oggetto della sovranità. Secondo la concezione assolutistica, il potere è esercitato dal monarca in virtù di un diritto divino. La rivoluzione francese ha, invece, introdotto il concetto di sovranità popolare (il cui più acuto teorizzatore fu Jean-Jaques Rousseau); il Popolo è costituito dalla comunità statale, i cui membri hanno una parità giuridica. Il potere dunque viene dal Popolo, la legge è dettata dalla volontà generale e i governanti sono mandatari del Popolo. Queste sono state le grandi conquiste che hanno dato ai Popoli la giusta dignità e il ruolo di protagonista nella storia politica di una nazione. Concludiamo questa nostra riflessione su questo primo termine, ricordando che la costituzione della Repubblica Italiana proclama nel suo primo articolo che ‘l’Italia è una repubblica democratica’ e successivamente che la ‘sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione’. Deducete da soli, allora, che l’Italia è una repubblica democratica fondata sul rispetto della volontà dei cittadini»’ (Alessandro Iovino, Il grido di un popolo e la nascita della terza Repubblica, Il Filo, Roma, 2009, pag. 47-48).
Lo Iovino dunque rigetta la concezione assolutistica, in cui il potere è esercitato dal monarca in virtù di un diritto divino. Che cosa si intende per diritto divino? ‘Il diritto divino dei re è un principio che si riferisce alle dottrine politiche e religiose europee dell’assolutismo monarchico. Queste sono largamente, ma non esclusivamente, associate con l’epoca medioevale e basate sulla credenza di matrice cristiana dell’epoca, che un monarca dovesse il suo potere alla volontà di Dio, non a quella del popolo, del parlamento, dell’aristocrazia, o di ogni altra autorità, e che ogni tentativo di restringere i suoi poteri fosse un atto contrario alla volontà divina’ (https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_divino_dei_re). Da qui si spiega il fatto che lo Iovino esalta la Rivoluzione francese (che vi ricordo fu generata e diretta dalla Massoneria), perchè essa fu ispirata dal concetto di sovranità popolare e si oppose alla concezione assolutistica in cui il potere è esercitato dal monarca in virtù di un diritto divino, concezione che faceva parte del cosiddetto ancien regime. E di conseguenza lo Iovino benedice ogni lotta intrapresa dal popolo contro i monarchi assoluti. Ascoltate cosa dice: ‘Da un punto di vista storico siamo chiamati tutti, laici e non, e a prescindere dalla nostra appartenenza politica, a ritenere che i valori dell’Illuminismo e della rivoluzione francese abbiano contribuito a promuovere la formazione e la diffusione dei principi democratici all’interno dei sistemi politici di molti Paesi. [….] Durante gli anni della rivoluzione fu necessario l’attivismo del popolo per la conquista delle libertà politiche e sociali’ (Il grido di un popolo e la nascita della terza Repubblica, pag. 89). Ecco perchè lo Iovino sempre in questo suo libro approva i movimenti di resistenza al fascismo che lottarono contro Mussolini e il suo governo, per stabilire in Italia la democrazia (cfr. Il grido di un popolo e la nascita della terza Repubblica, pag. 112-113). Questo modo di parlare e ragionare è massonico, e difatti lo Iovino va a prendere come ‘il più acuto teorizzatore’ della sovranità popolare il letterato e filosofo svizzero Jean-Jaques Rousseau (1712-1778), che era un massone (http://www.esonet.it/http://www.histoiredumonde.net/Jean-Jacques-Rousseau.htmlhttp://loggiadedeo.altervista.org/joomla_dedeo/index.php/massoni-celebri) che influenzò l’identità stessa della Rivoluzione francese!
Ma cosa insegna la Sacra Scrittura? Che come Cristiani siamo chiamati a riconoscere OGNI autorità, come un’autorità stabilita da Dio e quindi a sottometterci ad essa, secondo che è scritto: “Ogni persona sia sottoposta alle autorità superiori; perché non v’è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono, sono ordinate da Dio; talché chi resiste all’autorità, si oppone all’ordine di Dio; e quelli che vi si oppongono, si attireranno addosso una pena” (Romani 13:1-2). Quindi non importa assolutamente niente se in una nazione c’è una monarchia assoluta o una dittatura (per intenderci se c’è un Luigi XIV o un Benito Mussolini), noi siamo chiamati a sottometterci ad essa. Ovviamente, nel caso l’autorità ci ordina di disubbidire a Dio in qualche cosa, noi siamo chiamati a disubbidire all’autorità per piacere a Dio. Ma questo però non deve mai indurre noi figliuoli di Dio a intraprendere lotte sociali o politiche o armate contro l’autorità stabilita da Dio per instaurare una democrazia (termine che deriva dal greco démos ‘popolo’ e cràtos ‘potere’, che etimologicamente significa ‘governo del popolo’), perchè questo significa opporsi all’ordine di Dio. Se quindi parte della popolazione intraprende queste lotte sociali o politiche o armate per instaurare o restaurare la democrazia, i Cristiani non devono assolutamente partecipare ad esse, perchè queste lotte non fanno parte della volontà di Dio in Cristo verso di noi. Che fanno invece nelle ADI lo Iovino e tutti quelli che la pensano come lui? Che con i loro discorsi disprezzano e rigettano la sovranità di Dio perchè incitano a lottare contro l’ordine di Dio. Quindi mentre la Scrittura esalta la sovranità di Dio, le ADI la disprezzano, eccome se la disprezzano. E questo perchè hanno una concezione di Dio ‘democratica’.
3) Le ADI hanno rigettato la dottrina del peccato originale, infatti voglio farvi notare questa cosa, e cioè che le ADI quando hanno manipolato ‘Le Dottrine della Bibbia’ di Myer Pearlman, e vi ricordo che questo è avvenuto sotto la presidenza di Francesco Toppi e quindi per suo volere, hanno tolto l’unico riferimento al peccato originale presente nel libro.
Pearlman, nella sezione ‘Debolezza spirituale’ parla del peccato originale dicendo: ‘(b) Inborn sin, or “original sin.” The effect of the Fall was so deep-seated in human nature that Adam, as the father of the race, passed on to his descendants a tendency or bias to sin. Psalm 51:5. This spiritual and moral handicap under which all men are born is known as original sin. The acts of sin that follow during the age of accountability are known as “actual sin.”’ (Myer Pearlman, Knowing the Doctrines of the Bible, 24esima stampa 2007, Gospel Publishing House, Springfield, Missouri USA, pag. 135).
La traduzione è: ‘(b). Il peccato innato, o ‘peccato originale’. L’effetto della Caduta fu così radicato nella natura umana che Adamo, in quanto il padre della razza, trasmise ai suoi discendenti una tendenza o una predisposizione a peccare. Salmo 51:5. Questo handicap spirituale e morale sotto cui tutti gli uomini nascono è conosciuto come peccato originale. Gli atti di peccato che seguono durante l’età della responsabilità sono conosciuti come ‘peccato effettivo’.
Le ADI hanno invece messo così: ‘b. Il peccato naturale. L’effetto della caduta fu così profonda nella natura umana, che da Adamo tutti gli uomini nascono con la tendenza al peccato (Salmo 51:5); gli atti di peccato che vengono commessi durante l’età della responsabilità sono conosciuti come «peccati propri» (Myer Pearlman, Le Dottrine della Bibbia, Quarta edizione (emendata), ADI-Media, 1996, pag. 110).
Come si può vedere, le ADI hanno sfacciatamente fatto sparire delle parole sul peccato originale dal discorso di Pearlman: peraltro in tutto il libro questa è l’unica volta dove Pearlman parla esplicitamente di peccato originale. La ragione è perchè le ADI detestano sentir parlare dell’uomo come un essere totalmente depravato e corrotto, e il peccato originale rimanda appunto alla completa depravazione dell’uomo, cosa che loro non sopportano. E quindi hanno tolto questo riferimento da questo loro importante libro di dottrina. Sulla natura dell’uomo quindi le ADI hanno assunto una posizione che sostanzialmente è la posizione Pelagiana che sostiene tra le altre cose che ogni essere umano nasce senza peccato e diventa peccatore nel commettere un atto peccaminoso (per le ADI pare che diventi peccatore quando è consapevole di trasgredire i comandamenti di Dio)! Un noto pastore ADI alla domanda di una credente – che gli fu fatta nel contesto di uno studio biblico sul come rispondere ai Cattolici Romani – sulle parole di Davide “Io sono stato formato nella iniquità, e la madre mia mi ha concepito nel peccato” (Salmo 51:5), ha risposto semplicemente dicendo ‘Noi non crediamo nel peccato originale’! Per le ADI dunque ‘Il peccato originale non esiste’. Come non esisteva per i Pelagiani (e come non esiste per i Massoni), così non esiste per le ADI!
4) Ma c’è dell’altro, le ADI si sono spinte ad affermare che Dio non imputa la colpa all’uomo che è schiavo del peccato. Raffaele Lucano, che è pastore della Chiesa ADI di Cornaredo (Milano), ha infatti affermato: ‘Quindi, se come uomo razionale, desidero fare il bene ma non ci riesco a motivo della schiavitù alla quale sono sottoposto, io non ho alcuna colpa. Effettivamente, Dio non imputa la colpa a chi si trova in tale condizione, ma condanna l’artefice di tale condizione: il diavolo, Satana. Dio ama il peccatore e odia il peccato’ (http://www.lanuovavia.org/confutazioni-adi-raffaele-lucano.html). In altre parole, dato che l’omosessuale non riesce a fare il bene perchè è schiavo del peccato, lui non ha alcuna colpa. E difatti il Lucano dice che ‘Dio non imputa la colpa a chi si trova in tale condizione’! Tutto questo naturalmente per non urtare la sensibilità dei peccatori, per non urtarli, turbarli e spaventarli. Devono dare loro infatti l’immagine di un Dio così buono che anche se vivono sotto la schiavitù del peccato li ama e li coccola. Questo perchè nelle ADI viene rigettata l’idea di un Dio sovrano e vendicatore, e accolta quella di un Dio democratico! E quindi il peccatore non può essere presentato come uno che si ribella volontariamente a Dio trasgredendo i suoi comandamenti, e quindi è sotto la sua condanna. Da qui si spiegano le predicazioni rivolte ai peccatori che non contengono quelle affermazioni bibliche che possono dare l’idea di un Dio sovrano la cui ira è sopra i peccatori, che odia gli operatori di iniquità. Quindi la colpa non è dei peccatori che violano i comandamenti di Dio, ma del diavolo!
5) Le ADI rigettano le predicazioni rivolte ai peccatori che esortano quest’ultimi a ravvedersi e convertirsi dai loro peccati, pena le fiamme dell’inferno. Queste predicazioni sono definite impertinenti e frutto della maleducazione. E poi, queste predicazioni spaventano le persone che sono già abbastanza spaventate, quindi non sono per niente necessarie. Ecco perchè le ADI hanno rigettato il fuoco dell’Ades e quello dello stagno ardente di fuoco e di zolfo, mettendosi a dire che si tratta di un fuoco allegorico o spirituale!!
6) Le ADI si sono messe a fare ecumenismo con la Chiesa cattolica romana che ha adottato anche lei sostanzialmente il vangelo sociale, e così assieme possono migliorare il mondo! Salvatore Loria, per esempio, che è fratello del presidente delle ADI Felice Antonio Loria e membro della Chiesa ADI di Catania, ha organizzato alla fine di giugno 2013 con i Cattolici romani presso la Basilica Cattedrale di Acireale il Festival della vita che è una campagna prevenzione del suicidio e delle stragi del sabato sera.
7) Le ADI si sono date ad un attivismo politico e sociale, sempre con l’obbiettivo di migliorare il mondo.
Alessandro Iovino, per esempio, il 22 aprile 2013 ha organizzato presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli il convegno ”RivoluzioniAmo Napoli: giovani idee per la rinascita di Napoli”, in occasione del quale ha dichiarato: ”E’ stato un momento di confronto prezioso tra giovani protagonisti ed intellettuali della città di Napoli. Limitarsi alla protesta non ha senso, ora Napoli ha bisogno di proposte per un rilancio economico e culturale. Le nostre proposte saranno poi consegnate al Sindaco di Napoli. Ora c’è bisogno di risposte concrete, e non saremo spettatori del declino, ma protagonisti della rinascita di Napoli”. Sono intervenuti diversi presidenti di associazioni napoletane e giovani intellettuali.
Alessandra Lombardo, figlia del pastore ADI di Catania Paolo Lombardo, si è candidata a Catania per le elezioni comunali del giugno 2013 nelle liste di Enzo Bianco (Partito Democratico) che poi è stato eletto sindaco di Catania. Le ADI di Catania infatti si sono apertamente schierate a fianco di questo politico.
Concludo quindi, fratelli, rinnovandovi l’esortazione a guardarvi e ritirarvi da coloro che sostengono e promuovono il «vangelo sociale», perchè come avete potuto vedere da voi stessi è lievito malvagio che porta i Cristiani a corrompersi e a disubbidire a Dio.Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/10/10/contro-il-vangelo-sociale/

La verità mi ha liberato dalle menzogne delle ADI

Foto-manariniPace fratelli e sorelle nel Signore. Mi chiamo Davide Manarini e per più di un anno e mezzo sono stato un membro di una chiesa delle Assemblee di Dio in Italia, precisamente di quella di Formia (LT). Ho scritto questa lettera per spiegarvi i motivi per cui ne sono uscito e mi sono separato da essa.
Mi sono convertito al Signore nel 2009. Prima di allora credevo a mio modo in Dio in quanto riconoscevo attraverso il creato la sua esistenza ma non avevo mai letto la Bibbia o sentito parlare del Vangelo. Vedendo un giorno in televisione alcuni programmi televisivi che parlavano del soprannaturale, della lotta tra il bene e il male, ne fui pian pian talmente affascinato da decidere di iniziare a seguire i Suoi comandamenti. Sapevo che la Bibbia era la sua parola così andai a Lui direttamente attraverso di essa. Non passò molto tempo quando mi accorsi che nonostante ci mettessi tutte le mie le forze nel cercare di seguirli, cadevo sempre in errore e ciò mi fece comprendere di non essere altro che un miserabile peccatore davanti a Lui. Fu allora che dopo aver provato dolore per i miei peccati e averli confessati, nacqui di nuovo e la mia vita cambiò radicalmente. I miei genitori furono i primi ad accorgersi di tale cambiamento perchè di colpo abbandonai tutti i miei usi parlando del Signore. Spesso mi dicevano: “Ti hanno fatto il lavaggio del cervello” oppure “Fra’ Davide” ma ciò non mi importava. Desideravo servirlo così dopo qualche tempo decisi di unirmi ad una Chiesa evangelica. Avevo infatti notato con la lettura della Parola, che molti insegnamenti della Chiesa Cattolica Romana erano contrari alla Sacra Scrittura. Così dopo averne cercate e frequentate alcune, scelsi una Chiesa evangelica ADI poiché aveva il locale di culto più grande nella zona e le sue posizioni dottrinali mi sembravano conformi alla Scrittura. Ricordo che in quel periodo passavo le giornate a leggere la Bibbia e ad ascoltare le predicazioni audio che trovavo su CRC, desideravo infatti crescere sempre di più nella conoscenza delle Scritture, tuttavia molte cose non le capivo e mi sembravano contraddittorie. Convinto che le ADI seguissero i veraci insegnamenti biblici e volendo mettere in pratica tutti i comandamenti di Dio, scesi nelle acque battesimali. Il tempo passava e cominciai pian piano a credere che bastasse seguire e conoscere soltanto le cose fondamentali. Di santificazione non ne sentii quasi mai parlare e comunque mai in modo chiaro entrando nello specifico, così lo zelo per il Signore venne pian piano a diminuire. Tempo dopo, venni a conoscenza che una sorella frequentatrice del locale da tanti anni, in realtà era atea e si spacciava per serva di Dio solamente per piacere ai suoi famigliari. La comunità, il pastore precedente e quello attuale, non erano per nulla a conoscenza di ciò, anzi confermavano la sua salvezza ed il suo “battesimo nello spirito santo” e ciò mi deluse. Avvenne che per una serie di eventi riferii la cosa al pastore, il quale rimastoci male, continuò però a fare finta di niente davanti a lei e a tutta la comunità. Allora cominciai a diffidare da lui e successivamente venni a scoprire ulteriori sue menzogne. Vedevo anche nella fratellanza (sopratutto tra i giovani) comportamenti contrari alla parola di Dio, tuttavia essendo in quel periodo senza forze e non conoscendo molto bene le Scritture, non sapevo se avrei fatto bene a riprenderli quindi lasciai stare.
Un giorno navigando su Internet alla ricerca di nuove predicazioni, venne fuori il blog di Giacinto Butindaro. Ricordo che ascoltando una sua predicazione, venne fuori il discorso sulla predestinazione e subito chiusi tutto perchè ero convinto che ciò facesse di Dio un ingiusto. In seguitò però decisi di riascoltarlo andando a controllare ogni sua parola con la Scrittura e compresi che quanto dichiarava era biblico ma anche che oltre a quelle cose che avevo già scoperto, esistevano molte altre dottrine e comportamenti nelle ADI del tutto contrari alla Scrittura. Adesso vi elencherò brevemente alcune delle cose storte e perverse insegnate e fatte dalle ADI. Alcune parti di ciò che leggerete le ho prelevate da scritti di altri fratelli.

IL PROPONIMENTO DELL’ ELEZIONE DI DIO

Le ADI rigettano l’elezione secondo il proponimento di Dio sostenendo invece il libero arbitrio, ma se esaminiamo la Scrittura essa ci fa comprendere che se fosse dipeso da noi non avremmo mai scelto di andare a Cristo poiché la nostra carne è per natura avversa alle cose di Dio. E’ Dio che ci ha attirati a Cristo mettendoci nelle condizioni di credere, la nostra decisione di credere è stata solo una conseguenza a tutta una serie di eventi e/o circostanze operate da Lui perchè Egli ci ha eletti a salvezza prima della fondazione del mondo. Pensate solo per esempio alla conversione di Saulo da Tarso, egli aveva in odio Cristo essendo un feroce persecutore della Chiesa di Cristo ma ad un tratto Gesù si manifestò a Lui ed egli divenne subito un suo discepolo. Questa dottrina è molto importante in quanto oltre a farci comprendere il vero significato della parola grazia, fa rendere tutta la gloria a Dio.

IL RAPIMENTO INVISIBILE DELLA CHIESA

Le ADI insegnano che il Signore tornerà segretamente in maniera visibile ai credenti ma invisibile al mondo (e questo può avvenire in qualsiasi momento), per poi tornare di nuovo con i credenti con potenza e gloria in maniera visibile al mondo (e questo dopo la grande tribolazione per instaurare il millennio). In base alla Scrittura però esiste solo un solo ritorno del Signore ed avverrà in maniera visibile a tutti come è scritto ad esempio in Matteo 24:30-31 e Atti 1:9-11. Inoltre il suo ritorno non può avvenire in qualsiasi momento come sostengono nelle ADI dato che prima di esso deve venire l’apostasia ed essere manifestato l’uomo del peccato ovvero l’anticristo. In merito a 1 Tessalonicesi 5:1-3 dove Paolo dice che il giorno Signore verrà come viene un ladro nella notte, che è il passo che le ADI prendono per sostenere che Gesù può ritornare in qualsiasi momento, va detto che Paolo sta dicendo che esso verrà come un ladro non per i credenti ma per i non credenti e questo perchè mentre i santi aspettano il ritorno del Signore i peccatori non lo aspettano (1 Tessalonicesi 5:4-5).

L’INTESA DELLE ADI CON LO STATO

Le ADI sono alleate con lo Stato e ciò è del tutto contrario alla Bibbia, Paolo infatti scrive: “Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi; infatti che rapporto c’è tra la giustizia e l’iniquità? O quale comunione tra la luce e le tenebre? E quale accordo fra Cristo e Beliar? O quale relazione c’è tra il fedele e l’infedele? E che armonia c’è fra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come disse Dio: «Abiterò e camminerò in mezzo a loro, sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Perciò, uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’impuro; e io vi accoglierò. E sarò per voi come un padre e voi sarete come figli e figlie», dice il Signore onnipotente. Poiché abbiamo queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio (2Corinzi 6:14-18; 7:1).
Fare una qualunque alleanza con lo Stato, equivale biblicamente parlando, a rifugiarsi sotto la protezione del Faraone per ricevere soccorso e non andare incontro a persecuzioni (Isaia 30:1-3; 31:1). Riguardo a queste però la parola dice:
“Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi” (Matteo 5:11-12); “Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati” (2Timoteo 3:12).
Le ADI sono scese a compromessi con lo Stato. Hanno dovuto infatti innanzi tutto organizzarsi nella maniera in cui gli ha ordinato lo Stato dotandosi di uno Statuto per ottenere prima il riconoscimento giuridico e chiedere poi l’intesa, e ciò ha finito con l’indebolire la Chiesa, la quale è costretta a barcamenarsi tra la Parola di Dio e lo Statuto e il tutto va a danno della Parola. Statuto tra l’altro non reso pubblico dalle ADI. Solo una volta letto ne compresi il motivo, esso infatti è pieno zeppo di regole umane che attaccano la Parola di Dio.

FALSE PROFEZIE

Nelle ADI di Formia ci sono molte false profezie. Molti infatti sono convinti che le profezie vengono date tramite l’interpretazione del parlare in lingue. Ma questo non è vero, perchè Paolo dice chiaramente che “chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno l’intende, ma in ispirito proferisce misteri.” (1Corinzi 14:2). Io mi domandavo: ‘Ma se si interpreta un parlare in lingue (che è rivolto a Dio), perché esso diventa una profezia, ovvero un parlare rivolto agli uomini? La risposta è che la cosiddetta interpretazione del loro ‘messaggio in lingue’ è una falsa profezia. Non a caso al capitolo 22 verso 28 di Ezechiele sta scritto: “E i loro profeti intonacan loro tutto questo con malta che non regge: hanno delle visioni vane, pronostican loro la menzogna, e dicono: – Così parla il Signore, l’Eterno – mentre l’Eterno non ha parlato affatto.” Quando avviene l’interpretazione il parlare in lingue non si può trasformare in profezia infatti Paolo disse: “Perciò, chi parla in altra lingua preghi di poter interpretare; poiché, se prego in altra lingua, ben prega lo spirito mio, ma la mia intelligenza rimane infruttuosa. Che dunque? Io pregherò con lo spirito, ma pregherò anche con l’intelligenza; salmeggerò con lo spirito, ma salmeggerò anche con l’intelligenza. Altrimenti, se tu benedici Iddio soltanto con lo spirito, come potrà colui che occupa il posto del semplice uditore dire ‘Amen’ al tuo rendimento di grazie, poiché non sa quel che tu dici? Quanto a te, certo, tu fai un bel ringraziamento; ma l’altro non è edificato.” (1Corinzi 14:13-17).
Non a caso l’apostolo Paolo al capitolo 12 di 1 Corinzi distingue l’interpretazione dalla profezia infatti sta scritto: “a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue, e ad un altro, la interpretazione delle lingue;” (1Corinzi 12:10).

Il PATTO CON DIO MEDIANTE IL BATTESIMO

Nelle ADI sostengono che mediante il battesimo in acqua si fa patto con Dio. Stando alla Bibbia però il battesimo è soltanto la proclamazione del patto che Dio ha fatto con noi scrivendo la Sua legge nel nostro intimo (Ebrei 8:8-12). Egli l’ha scritta nei nostri cuori nel momento in cui ci siamo ravveduti ed abbiamo creduto nel nome di Gesù, in quanto è stato in quel momento che i nostri peccati ci sono stati perdonati (Atti 10:43) e diventiamo figli di Dio (Giovanni 1:12), e quindi membri della famiglia di Dio e del suo popolo. Il battesimo in acqua è “la richiesta di una buona coscienza fatta a Dio” (1 Pietro 3:21) e va amministrato ai credenti subito dopo che hanno creduto, così infatti facevano anticamente gli apostoli e gli altri servitori di Cristo. Dico questo perchè ho notato che nelle ADI fin quando non sono sicuri di avere la tua totale conversione alla loro organizzazione, non acconsentono a battezzarti.

CASA DI DIO FATTA DA MANO D’UOMINI

Nelle ADI molti considerano il locale di Culto come un luogo santo. Spesso il pastore quando parlava del locale di culto nelle preghiere, lo descriveva come ‘la casa di Dio’. Nella Bibbia però è scritto che Dio non abita in templi fatti da mano d’uomo (Atti 7:48-50). La casa di Dio infatti non è una casa fatta di mattoni o pietre (cfr. 1 Pietro 2:5). “La sua casa siamo noi se riteniam ferma sino alla fine la nostra franchezza e il vanto della nostra speranza” (Ebrei 3:6), ed ancora: “Accostandovi a lui, pietra vivente, riprovata bensì dagli uomini ma innanzi a Dio eletta e preziosa, anche voi, come pietre viventi, siete edificati qual casa spirituale, per essere un sacerdozio santo per offrire sacrificî spirituali, accettevoli a Dio per mezzo di Gesù Cristo” (1 Pietro 2:4-5). Dunque come si vede, la casa di Dio è l’assemblea dei riscattati perchè Dio abita in mezzo ad essa e ne ha fatto la Sua dimora (1 Corinzi 6:16; Efesini 2:22).

IL PASSAGGIO DEL CESTINO DELLE OFFERTE

Anche il passaggio del cestino delle offerte non è biblico. Si leggano attentamente il libro degli Atti degli apostoli e tutte le epistole e non si troverà un solo versetto che parli a favore di un passaggio del cestino delle offerte nel locale di culto o in occasione di evangelizzazioni all’aperto. La maniera biblica per raccogliere le offerte dei santi è quella di mettere in un angolo del locale di culto una cassa delle offerte e dire ai credenti che chi è disposto a fare un offerta per l’opera di Dio la deve mettere in quella cassa. Il nostro Signore Gesù e i suoi apostoli dopo avere predicato non facevano passare il cestino delle offerte fra gli uditori sia essi credenti che non credenti.

MODO DI EVANGELIZZARE SBAGLIATO

Leggendo la Bibbia capii che il modo che utilizzavamo nelle ADI per evangelizzare era sbagliato. Infatti anziché annunciare ai peccatori il messaggio che dovevano ravvedersi e convertirsi a Cristo per essere salvati, annunciavamo loro che Gesù li amava.
Il Signore predicava il ravvedimento e non andava in giro a predicare dicendo ‘accettatemi perché io vi amo’. Gesù iniziò a predicare il ravvedimento quando iniziò il suo ministerio infatti sta scritto: “Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: Ravvedetevi, perché il regno de’ cieli è vicino.”(Matteo 4:17 cfr. Marco 1:15). Gesù predicava oltre il ravvedimento anche il giudizio di Dio, infatti disse: “Vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti similmente perirete (Luca 13:3). Anche i discepoli del Signore predicavano il ravvedimento, infatti Pietro disse ai Giudei “Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remission de’ vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo” (Atti 2:38), ed ancora “Ravvedetevi dunque e convertitevi, onde i vostri peccati siano cancellati,”(Atti 3:19). Anche l’apostolo Paolo predicava il ravvedimento infatti affermò: “Ma, prima a que’ di Damasco, poi a Gerusalemme e per tutto il paese della Giudea e ai Gentili, ho annunziato che si ravveggano e si convertano a Dio, facendo opere degne del ravvedimento.” (Atti 26:20) e quando predicava parlava anche dei giudizi di Dio infatti molti quando sentivano parlare Paolo si intimorivano come Felice il governatore, secondo che è scritto: “Ma ragionando Paolo di giustizia, di temperanza e del giudizio a venire, Felice, tutto spaventato, replicò: Per ora vattene.” (Atti 24:25). Loro sì che predicavano la Parola di Dio ai peccatori, e lo facevano con autorità. Oggi invece nelle ADI viene predicato agli uomini il ‘vangelo del miele’, in quanto non viene loro annunziato nè il ravvedimento e neppure il giudizio a venire.

ANDARE ALLA MESSA FUNEBRE

Nelle ADI viene permesso ad un Cristiano di andare ad una messa cattolica in occasione dei funerali di familiari, parenti o conoscenti. La messa però pretende di essere la ripetizione del sacrificio espiatorio di Cristo, e viene celebrata sia per i vivi che per i morti per i loro peccati. Quindi permettere a dei credenti di essere presenti a questa funzione religiosa è molto grave, perché si permette loro di partecipare ad una opera infruttuosa delle tenebre. Ma non sapete voi che la Scrittura afferma: “Non siate dunque loro compagni; perché già eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Conducetevi come figliuoli di luce (poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà e giustizia e verità), esaminando che cosa sia accetto al Signore. poiché egli è disonesto pur di dire le cose che si fanno da costoro in occulto” (Efesini 5:7-12)? Quindi un figliuolo di Dio deve rifiutarsi di partecipare alla messa!

ANDARE AL MARE

Nelle ADI non si fanno scrupoli ad andare al mare. Ma l’andare al mare è una concupiscenza mondana e dunque non può caratterizzare i credenti che sono chiamati a santificarsi e ad astenersi da ogni tipo di iniquità. Noi siamo il tempio dello Spirito Santo (1Corinzi 6:19-20) e dobbiamo possedere il nostro corpo in santità e onore senza scoprirlo pubblicamente perchè Iddio vuole da noi non soltanto una santificazione spirituale ma anche corporale. Paolo dice: “Ciascun di voi sappia possedere il proprio corpo in santità ed onore, non dandosi a passioni di concupiscenza come fanno i pagani i quali non conoscono Iddio;” (1 Tessalonicesi 4:4,5) e continua dicendo “perché il Signore è un vendicatore in tutte queste cose, siccome anche v’abbiamo innanzi detto e protestato. Poiché Iddio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione. Chi dunque sprezza questi precetti, non sprezza un uomo, ma quell’Iddio, il quale anche vi comunica il dono del suo Santo Spirito.” (1 Tessalonicesi 4:7,8). Andare al mare a mettersi mezzi nudi solo perché lo fanno tutti, significa conformarsi al presente secolo malvagio e dimenticare la chiamata che ci è stata rivolta dal Dio tre volte Santo il quale ci comanda di conservare puri i nostri occhi e non essere d’intoppo al nostro prossimo inducendolo al peccato.

ACCETTANO CHE LA DONNA INSEGNI

Nella Chiesa ADI di Formia, il pastore aveva affidato la scuola domenicale a due donne. Inoltre le sorelle durante la testimonianza si alzavano spiegando la Scrittura o chiedendo domande relative ad essa. Ma come dice la Parola di Dio, la donna non può insegnare e fare tali cose (1Timoteo 2:12-15; 1Corinzi 14:34-35).

L’ORNAMENTO ESTERIORE

Molti nelle ADI, soprattutto tra i giovani, ricercano vestiti alla moda e anche sfarzosi. Quante volte ho visto sorelle vestite con abiti sontuosi a volte con scollatura, con gioielli, anelli e quant’altro; e il pastore è stato quasi sempre zitto riguardo queste cose e non le ha riprese più di tanto!
Ebbene la Bibbia insegna a rigettare tutte queste cose. E’ scritto infatti: “Il vostro ornamento non sia quello esteriore, che consiste nell’intrecciarsi i capelli, nel mettersi addosso gioielli d’oro e nell’indossare belle vesti, ma quello che è intimo e nascosto nel cuore, la purezza incorruttibile di uno spirito dolce e pacifico, che agli occhi di Dio è di gran valore. Così infatti si ornavano una volta le sante donne che speravano in Dio, restando sottomesse ai loro mariti (1Pietro 3:3-5). “Allo stesso modo, le donne si vestano in modo decoroso, con pudore e modestia: non di trecce e d’oro o di perle o di vesti lussuose, ma di opere buone, come si addice a donne che fanno professione di pietà” (1Timoteo 2:9-10). La stessa cosa ovviamente vale per i fratelli i quali sono chiamati anche loro a vestirsi in maniera convenevole, per cui devono bandire i pantaloni stracciati, come anche pantaloncini e altri capi di abbigliamento sconvenienti. Questo abbigliamento va adottato non soltanto nel locale di culto ma anche al di fuori.

METTERE IN VENDITA LE COSE RIGUARDANTI IL REGNO DI DIO

E’ sbagliato commerciare con le cose riguardanti il regno di Dio perché il Signore ci ha detto: ‘Gratuitamente avete ricevuto e gratuitamente date” (Matteo 10:8). Gesù stesso quando vide il commercio che si faceva nella casa del Padre suo, fece una sferza di cordicelle e cacciò tutti fuori perché l’avevano trasformata in una casa di mercato (Giovanni 2:15-17).

CONCLUSIONE

Ci sono altre dottrine e comportamenti nelle ADI del tutto contrari alle Sacre Scritture nonché azioni riprovevoli come ad esempio la manipolazione dei libri di Charles Spurgeon e del Commentario Biblico. Ma ritengo che quelle qui descritte bastano già per capire che questa organizzazione è nemica di Dio. Pertanto volendo io ubbidire solo ed esclusivamente al Signore Iddio Onnipotente e camminare in tutta la sua parola, non potevo più far parte di questa organizzazione e me ne sono separato. Invito tutti coloro che ancora ne fanno parte, ad uscire da essa affinché non diventino partecipi con lei dei suoi peccati. La grazia del Signore sia con voi.

Davide Manarini, agosto 2013

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/08/21/la-verita-mi-ha-liberato-dalle-menzogne-delle-adi/

Chiesa ADI di Catania a braccetto con i Cattolici Romani

L’intervistatore è Salvatore Loria (fratello del presidente delle ADI Felice Loria), che è membro della Chiesa ADI di Catania di cui è pastore Paolo Lombardo, e nella quale svolge delle attività. Questa è una ulteriore conferma che le ADI collaborano con i Cattolici Romani.

Per chi vuole avere ulteriori conferme vada sulla bacheca facebook di Salvatore Loria.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/07/07/chiesa-adi-di-catania-a-braccetto-con-i-cattolici-romani/

Confutazione delle menzogne dette da Alessandro Iovino, delle Assemblee di Dio in Italia

foto-copertina-libroFratelli nel Signore, l’11 Marzo 2013, lo storico e saggista Alessandro Iovino, membro delle Assemblee di Dio in Italia vicino all’attuale segretario delle ADI Davide Di Iorio (in quanto membro della Chiesa ADI di Napoli di cui è pastore il Di Iorio), ha pubblicato su YouTube un video (http://youtu.be/t_tzyL0NIYs) dal titolo ‘Video Risposta a Giacinto Butindaro’ in risposta ad alcune cose che ho detto su di lui nel mio libro ‘La Massoneria smascherata’.

 

Le sue parole sono state queste: ‘«La Massoneria smascherata», cari amici, questo è il titolo dell’ultimo lavoro di Giacinto Butindaro, un noto blogger che circola sulla rete, soprattutto in ambito evangelico, in cui mi ha accusato di essere un massone. Si tratta di un testo – definirlo libro è una parola grossa non essendo pubblicato da nessuna casa editrice – privo di scientificità, di una metodologia di ricerca storica, in cui il Butindaro pubblicando questo documento sul suo sito internet in un formato pdf, ha accusato molti esponenti e denominazioni evangeliche di massoneria. Ora, queste crociate che il Butindaro compie nei confronti non solo di singoli personaggi ma anche di denominazioni evangeliche sono preoccupanti, tanto è vero che molti amici che seguono la mia attività, mi hanno chiesto di fare una smentita, perchè un mio silenzio poteva in qualche modo apparire come un assenso nei confronti di questa accusa. Ecco perchè voglio intervenire in maniera diretta e categorica, dicendo che io non ho mai condiviso, nè abbracciato i principi della Massoneria, in quanto Cristiano pentecostale. Detto questo, questa mia smentita si è resa necessaria perchè le motivazioni per cui mi accusa il Butindaro sono due: la prima è la posa che ho in una fotografia che secondo il Butindaro è segno, diciamo, di uno dei modi di comportarsi della Massoneria, mi sembra un’accusa così ridicola, faccio un sorriso, e non voglio nemmeno commentare. La seconda invece è il frutto del riduzionismo è certamente una ricostruzione più artificiosa, e voglio, e ho necessità di spiegare ai miei lettori. Per il mio lavoro mi è capitato di relazionarmi, e di intervistare diversi personaggi, di cui non ho mai in nessun modo condiviso nè i principi morali e spirituali. Tra questi mi è capitato di scrivere un articolo per un noto quotidiano campano in occasione dei novant’anni dell’ex maestro venerabile della loggia massonica Propaganda 2, più nota come P2. Il Butindaro ha preso questa foto, ha estrapolato alcune frasi dalla mia intervista e ha detto che io in qualche modo ho compiuto un atto di servilismo e di carineria, delle carinerie nei confronti del massone Gelli. Ora se lui avesse veramente letto tutto il mio scritto, si sarebbe potuto rendere conto che io ho sempre avuto un atteggiamento categorico e netto di condanna nei confronti della P2 e di Gelli, perchè considero entrambi dei tumori della prima Repubblica. Quindi su questo sono stato chiaro in altre occasioni, e lo ribadisco adesso. Devo dire che il Butindaro compie una pericolosa attività di diffamazione nei confronti anche di organizzazioni evangeliche. Non sta a me difendere loro in questa occasione, io difendo la mia persona e il mio lavoro, ma voglio farvi riflettere su una cosa: il Butindaro compie queste accuse in modo grave su uomini che nel passato, che ora non ci sono più, ma che anche nel presente, onorano la testimonianza pentecostale nel nostro paese. Io non credo che il Butindaro si fermerà con questo video, mi sembra chiaro, anzi forse sarà l’occasione da parte sua per chissà escogitare qualche altro attacco, ma una cosa voglio dirvi: che bisogna stare attenti a queste accuse che vengono rivolte nei confronti di persone che in qualche modo e in ogni campo desiderano servire il Signore. Io voglio concludere semplicemente ricordando al Butindaro, non con parole mie, ma con quelle dell’Evangelo, quel verso che in Matteo dice: “Non giudicate, affinché non siate giudicati” – e badate bene come continua questo verso – “perché con il giudicio con il quale giudicate, sarete giudicati ” (Matteo 7:1-2).

Il video è questo.

La mia risposta è questa.

Scarica il libro anche da qua

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/06/20/confutazione-delle-menzogne-dette-da-alessandro-iovino-delle-assemblee-di-dio-in-italia/

Un tizzone strappato dal fuoco

MATTEO-FOTO-TESTIMONIANZAEro un cattolico romano, ma non frequentavo assiduamente la messa, in quanto non ero particolarmente attirato dalla dottrina cattolica romana, perchè vedevo che c’era sempre qualcosa di ambiguo rispetto a quello che si professava. In altre parole, non riscontravo coerenza di comportamento perchè vedevo che veniva predicata una cosa, ma ne facevano una contraria.
Comunque devo dire che mi sentivo sempre attirato alla Bibbia, che leggevo spesso, anche perchè la Bibbia mi presentava Gesù e gli apostoli come persone povere, mentre nella Chiesa cattolica romana vedevo coloro che si dicevano i successori degli apostoli che erano tutt’altro che poveri, a cominciare dal cosiddetto successore di Pietro.
Avendo un collega di lavoro che si professava Cristiano Evangelico, quando capitava di parlare con lui delle cose che concernevano la fede, io gli facevo delle domande in merito, e andavo a verificare nella Bibbia se quello che lui mi diceva era vero. Dico questo per far capire che anche quando ero nelle tenebre, avevo il desiderio di appurare con la Bibbia le cose che mi venivano dette. Non sono mai stato uno che accetta ‘per oro colato’ quello che gli viene detto.
Facevo della Bibbia il mio continuo punto di riferimento, ed ero sempre pronto ad accettare tutto quello che mi veniva detto a condizione che fosse scritto nella Bibbia. Ci tenevo ad avere idee bibliche, tanto è vero che conoscevo – a differenza della stragrande maggioranza dei cattolici romani – il secondo comandamento così come lo troviamo nel libro della legge: secondo comandamento che non esiste nel catechismo cattolico.
A tale riguardo, voglio dirvi che un giorno questo mio collega evangelico mi chiese: ‘Ma tu conosci il secondo comandamento?’, e io gli risposi: ‘Ma certo, ….’ e glielo citai, al che il mio collega rimase impietrito dalla mia risposta. Non se lo aspettava proprio, infatti mi disse: ‘Sei il primo cattolico romano con cui parlo che mi ha saputo rispondere correttamente’.
Dopo di ciò, il mio collega mi invitò ad una riunione di culto della Chiesa Evangelica ADI di Salerno, sì perchè lui era ed è tuttora membro di quella Chiesa. Era il novembre del 2011, quando partecipai per la prima volta nella mia vita ad un culto evangelico. Continuai dunque a frequentare i culti di quella comunità, e ogni volta che ascoltavo le predicazioni andavo a verificare come era mia abitudine tutto nella Bibbia.
Dopo avere ascoltato queste predicazioni, mi sono fatto un esame di coscienza e ho dovuto valutare la mia vita dalla mia nascita fino a quel momento. E la prima cosa che mi venne in mente fu quello che mi avevano detto i miei genitori, e cioè che poco dopo che ero nato – mentre mi trovavo nelle culle multiple dell’ospedale – si aprì la culla e io caddi a terra e gli altri bambini mi caddero addosso. Gli effetti di quella caduta furono terribili, in quanto la mia vita fu considerata dai medici in pericolo, tanto che mi fu somministrato seduta stante il ‘battesimo’ cattolico perchè i medici temevano che non arrivassi vivo fino al giorno dopo. Considerando quindi che ero sopravvissuto a quell’incidente, mi considerai come un miracolato da Dio, da Lui destinato a qualche cosa di nobile.
Poi all’età di circa tre anni si verificò quest’altro funesto avvenimento. Stavo giocando vicino ad una fontana antica dove scorreva sempre l’acqua, e sono caduto a testa in giù dentro la fontana con l’acqua che mi scorreva addosso. Proprio in quel momento si trovò a passare per quel posto un uomo che viveva a fianco della nostra abitazione, e mi prese come si prende un capretto per i piedi e mi tirò fuori sollevandomi in aria. E questo uomo purtroppo dopo circa un mese ebbe un incidente stradale nel quale morì. Ancora una volta Dio mi aveva preservato dalla morte.
Questi due eventi della mia vita mi spinsero a farmi capire che Dio mi aveva protetto dalla nascita, e quindi se ero ancora in vita lo dovevo a Lui.
Ma ero ancora un peccatore perduto, che conducevo una vita dissoluta, e quindi capii che non stavo facendo la volontà di Dio. Ciò mi spinse a ravvedermi e a credere nel Vangelo.
A questo punto, cominciai a fare delle domande specifiche al pastore, perchè ero assetato della Parola di Dio, e della conoscenza della Sua volontà verso di me. Ma le sue risposte erano evasive e insoddisfacenti, talché decisi di effettuare delle ricerche su Internet per cercare le risposte alle mie tante e continue domande che mi facevo.
E ogni volta che facevo una ricerca venivano fuori sempre gli scritti del fratello Butindaro Giacinto, che mi mettevo a leggere con interesse. Fermo restando che apparivano nei risultati delle mie ricerche altri siti, accadeva sempre che non mi sentivo attirato mai a visitare gli altri siti. Poi, oltre agli scritti di Butindaro cominciai anche ad ascoltare le sue predicazioni. Me le scaricavo e poi me le studiavo prendendo tante annotazioni, e andando a fare come era mia abitudine il confronto con quello che diceva la Bibbia. E notavo che quello che predicava era confermato dalla Bibbia, ma notavo anche che esistevano delle discordanze nette tra le predicazioni di Butindaro, che erano bibliche e seguivano la Parola di Dio, e gli insegnamenti delle ADI. Al che ogni qual volta ne avevo occasione parlavo di ciò con diversi fratelli, tra cui colui che mi aveva evangelizzato.
Adesso voglio raccontarvi un episodio accadutomi proprio in quei giorni. Mi trovavo in vacanza a Rotonda (Potenza), e la mattina ero andato al culto a Salerno e dopo che sono rientrato a casa, alle 18 circa abbiamo sentito dei rumori che venivano dalla strada, e mi sono affacciato ed ecco era in corso la processione della Madonna del posto. Come sono rientrato dentro, all’improvviso c’è stato un forte terremoto. Allora mi sono ricordato delle parole scritte nel libro del profeta Geremia secondo cui ‘per l’ira di Dio trema la terra’ (cfr. Geremia 10:10). Tutto ciò mi colpì profondamente, visto e considerato che in quel momento quando ha tremato la terra in quel posto era in corso una cosa abominevole nel cospetto di Dio, che provoca Dio ad ira. Ho detto ai miei familiari non convertiti che quel terremoto era un castigo di Dio a motivo dell’idolatria, ma sono stato da loro beffato. In seguito ho raccontato questo fatto durante la testimonianza nel culto della domenica successiva a Salerno specificando che il terremoto era stato una manifestazione dell’ira di Dio.
Avevo un forte desiderio di parlare con i fratelli delle cose del regno di Dio al di fuori delle riunioni di culto, per poter crescere spiritualmente, ma non potevo farlo con i fratelli della Chiesa ADI di Salerno, perchè dopo ogni culto c’era un fuggi fuggi generale e durante la settimana al di fuori delle riunioni di culto non potevo incontrarmi con i fratelli per parlare delle cose di Dio, il che mi rattristava e turbava. Allora parlando con il fratello Butindaro sono stato da lui messo in contatto con dei fratelli in Cristo con i quali ho potuto discutere spesso telefonicamente di tante cose del Signore, soprattutto cose dottrinali, ed anche condividere tante esperienze di vita in Cristo, e poi ho potuto anche incontrarli personalmente. E tutto questo ha contribuito molto alla mia crescita spirituale, e per questo ringrazio Dio. Di tutto questo erano a conoscenza sia il pastore che la comunità, perchè a me piace operare alla luce del sole. In merito a questo, debbo dire che una volta parlando con il pastore, avendogli detto che ascoltavo le predicazioni del fratello Butindaro e mi sentivo telefonicamente con lui, il pastore mi disse che non dovevo nè ascoltarlo e neppure chiamarlo, al che io gli chiesi il perchè, ma lui non mi diede risposta, al che io gli dissi: ‘Ritengo nullo quello che mi hai detto perchè non hai motivato la tua esortazione’.
In quel tempo il pastore fece un annuncio per i futuri battesimi che si sarebbero tenuti il 28 ottobre 2012. E io aspettavo naturalmente di essere tra i battezzandi, perchè avevo incaricato il fratello che mi aveva evangelizzato di chiedere al pastore di battezzarmi, al che il pastore aveva risposto affermativamente, e questa era la ragione per cui mi aspettavo di essere chiamato. Vedendo però che non venivo chiamato, dopo alcuni giorni mi sono avvicinato a lui dopo una riunione di culto chiamando tre fratelli come testimoni, e gli ho chiesto perchè non risultavo nell’elenco dei battezzandi. Lui mi rispose che doveva ancora valutare, al che io gli risposi che quello che faceva non era biblico perchè io dal punto di vista biblico avevo il diritto di essere battezzato perchè avevo creduto nel Vangelo. Allora lui mi disse: ‘Questo vorrà dire che a gennaio del 2013 ti battezzerò anche se fossi solo tu a dovere essere battezzato’.
Arriva gennaio, passa gennaio, passa febbraio, e io domenica 3 marzo 2013 apprendo che non posso essere battezzato perchè non sono ancora convertito. Questo mi fu detto da un fratello che era vicino al pastore. Le sue testuali parole furono queste: ‘Non puoi essere battezzato perchè non sei convertito!’. E dire che io avevo testimoniato della mia fede davanti a tanti fratelli di quella Chiesa. Evidentemente essere convertiti a Cristo non è sufficiente nelle ADI per ricevere il battesimo, perchè occorre convertirsi alle ADI. E io non ero disposto a convertirmi alle ADI.
Ma io avevo il desiderio di farmi battezzare, e avendo parlato con il fratello Butindaro esprimendogli la richiesta di battezzarmi, lui incaricò il fratello Giuseppe Piredda di battezzarmi, il che è avvenuto il giorno 8 giugno 2013 a Benevento presso l’abitazione del fratello Giuseppe De Ieso. A tale riguardo erano presenti tanti fratelli, peraltro alcuni venuti da fuori regione, ma mancava colui che mi aveva evangelizzato e portato nella comunità ADI di Salerno quantunque lo avessi invitato.
A questo punto, visto e considerato che i conduttori della Chiesa non mi consideravano un figlio di Dio, decisi di ritirarmi e separarmi dalle ADI e consegnai il 5 maggio 2013 nelle mani del figlio del pastore della Chiesa quattro copie della seguente lettera: una per il pastore, e le altre per i membri del consiglio di Chiesa.

 

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Comunicazione del mio ritiro dalla comunità A.D.I. di Salerno

Fratelli e sorelle nel Signore, abbiate pazienza con me e sopportatemi, in quanto devo rendere questa testimonianza affinché tutto sia chiaro intorno all’insegnamento del Signore e sulle deduzioni che sono state tratte nei miei riguardi.
Vi cito quanto riportato in Atti degli apostoli 19:8-9 «Poi entrò nella sinagoga, e quivi seguitò a parlare francamente per lo spazio di tre mesi, discorrendo con parole persuasive delle cose relative al regno di Dio. Ma siccome alcuni s’indurivano e rifiutavano di credere, dicendo male della nuova Via dinanzi alla moltitudine, egli ritiratosi da loro, separò i discepoli, discorrendo ogni giorno nella scuola di Tiranno.»
Tengo a precisare che fin dal giorno della mia conversione al Signore ho sempre frequentato questa comunità, ho avuto riposto la mia fiducia anche in tutti voi come miei fratelli in Cristo, ed ho cercato di integrarmi in questa comunità, ma mi sono state chiuse le porte e i cuori da molti, a partire dai responsabili. Infatti, ho chiesto il battesimo in acqua, ben sapendo che non è quello che salva, ma è la grazia di Dio, che fa grazia a chi vuole fare grazia ed indura chi vuole, Lui è l’Altissimo Onnipotente che può tutto. Il battesimo mi è stato rifiutato senza spiegarmene le ragioni; in un primo tempo mi era stato promesso, senza rispettare la promessa fattami, contravvenendo al più semplice degli obblighi di un conduttore del gregge del Signore, il quale non è chiamato ad essere mediatore tra gli uomini e Dio, perché con questo diventa come il sacerdote della chiesa cattolica Romana.
Quando il pastore vuole valutare la condotta del credente, diventa arbitro di stabilire come e quando effettuare il battesimo, andando contro le sacre scritture elevandosi a giudice e non a semplice seguace di Cristo per servirlo come Lui ci comanda, avendo ordinato di battezzare coloro che hanno creduto.
Fratelli nel Signore, più volte ho parlato ed espresse le mie testimonianze, avendo avuto cura di citare sempre le Scritture, le quali un cristiano deve sempre investigarLe.
Sono stato tacciato di non essere convertito, e alla fine mi hanno sospinto a comportarmi come l’apostolo Paolo nel passo citato del libro degli Atti, cioè a ritirarmi da questo luogo e da coloro che non rispettano la sana dottrina del nostro Signore. Voglio rimarcare il fatto che non mi ritiro da Cristo, ma da quei membri di questa comunità che non mi hanno accettato, senza che mi sia stata data mai una esauriente spiegazione biblica.
Pertanto vi chiedo che se siete a conoscenza di verità bibliche di cui io disconosco, perché non è stata portata alla mia attenzione? Ho cercato in ogni modo di manifestare la mia nuova nascita, ma ho potuto constatare che siete solo degli osservatori di regolamenti umani, e il Signore ci ha messi in guardia da questi, mi ritiro da questa comunità della ADI, ma prima voglio ricordarvi cosa sta scritto nell’epistola di Paolo a Tito 1:7-9 «Poiché il vescovo bisogna che sia irreprensibile, come economo di Dio; non arrogante, non iracondo, non dedito al vino, non manesco, non cupido di disonesto guadagno, ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, santo, temperante, attaccato alla fedel Parola quale gli è stata insegnata, onde sia capace d’esortare nella sana dottrina e di convincere i contradittori.».
Questo passo per farvi sapere che se io non ho compreso qualche cosa, per quale motivo non è stato fatto di tutto da parte degli anziani per ammaestrarmi?
Ciò non è stato fatto, sono stato abbandonato all’ignoranza, ma il Signore non mi ha mai abbandonato, e mi ha confermato più volte che sarei dovuto fuoriuscire da questa comunità, pertanto, dovendo io ubbidire solo ed esclusivamente al Signore Iddio Onnipotente, e continuare a servirLo secondo la sua volontà, io mi ritiro da questa comunità, e vi saluto nel Signore, col desiderio nel cuore che possiate ravvedervi e seguire i veraci insegnamenti scritti nella Bibbia, ispirati dallo Spirito Santo, vi ricorderò in tutte le mie preghiere affinché il nostro Signore Gesù interceda per voi presso il Padre a vostra salvezza.
Matteo Gioia salvato per grazia dal nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, che è Benedetto nei secoli dei secoli. Amen!

Salerno, 05 maggio 2013

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Questa lettera fu da me consegnata sempre in quel giorno anche a tanti altri fratelli.
Voglio dunque esortare i fratelli che frequentano Chiese ADI a rigettare le false dottrine che professano, e mettersi a seguire la sana dottrina che ci ha trasmesso il nostro Signore e Salvatore.
Voglio infine ringraziare il Signore Iddio Onnipotente per avermi fatto trovare la sana dottrina e quindi avermi fatto incamminare per la via da Lui tracciata, e voglio dargli tutta la gloria nel nome del nostro Signore Gesù Cristo che ha pagato per me il prezzo del riscatto dovuto per i miei peccati. Amen.

Matteo Gioia, salvato per grazia dal nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo che è benedetto nei secoli dei secoli. Amen.

Battipaglia, il 15 giugno 2013