Riconoscevano che erano stati con Gesù

Alcuni pensano che tutti quei credenti in Cristo Gesù che non hanno compiuto degli studi universitari, e che quindi non hanno conseguito un titolo accademico, non possono scrivere dei libri – tra l’altro pubblicati gratuitamente e quindi senza l’ausilio di qualche casa editrice – con al loro interno degli insegnamenti, delle esortazioni, o delle ricerche fatte da loro stessi. Dobbiamo quindi sentir dire da costoro che è necessario essere laureati, e che i libri scritti dai fratelli per essere considerati attendibili è necessario che siano pubblicati da una casa editrice (e quindi a pagamento), altrimenti non valgono nulla, è solo carta straccia, anzi ci fanno sapere che venendo a mancare la laurea e la casa editrice, questi libri non possono nemmeno essere considerati ‘libri’. Ora, nella Sacra Scrittura è scritto : ‘Or essi, veduta la franchezza di Pietro e di Giovanni, e avendo capito che erano popolani senza istruzione, si maravigliarono e riconoscevano che erano stati con Gesù.’ (Atti 4:13) Con ‘essi’ la Scrittura si riferisce agli anziani e ai capi sacerdoti che ascoltarono la risposta che gli apostoli diedero loro a motivo di una guarigione avvenuta per loro mezzo. Quindi gli anziani e i capi sacerdoti riconoscevano che gli apostoli Pietro e Giovanni erano stati con Gesù dalla loro franchezza e dal fatto che fossero popolani senza istruzione. Ma seguendo il ragionamento insensato di costoro, dovremmo arrivare alla conclusione che gli apostoli, poiché erano popolani senza istruzione, non potevano scrivere libri contenenti insegnamenti o esortazioni. Ma è possibile fratelli nel Signore arrivare ad una tale conclusione? No, non è affatto possibile, perché gli apostoli, quegli stessi apostoli Pietro e Giovanni, hanno scritto dei libri che sono presenti nella Sacra Scrittura e che per la grazia di Dio possiamo ancora oggi leggere e da essi trarne beneficio. Siate dunque riconoscenti a Dio che ancora oggi suscita dei suoi fedeli servitori che benché non abbiano un titolo di studio particolare pure sono usati grandemente da Dio per incoraggiare, esortare e ammonire i santi. Uomini che parlano con ogni franchezza e che hanno una sapienza che non è di questo mondo. Guardatevi invece da questi saccenti che pur essendo laureati e pur avendo i loro libri pubblicati da case editrici importanti pure propinano un lievito malvagio e un veleno che non fa altro che guastare la vigna del Signore.

Salvatore Larizza

Continuerò a confutarli

blog-seduttoriCon la grazia che Dio mi ha concesso, continuerò a confutare coloro che mescolano la menzogna con la verità, perché il loro proposito è sedurre i santi del Signore e sfruttarli. E ho questa fiducia nel Signore, che Egli libererà tante altre anime dalla grinfie di questi seduttori di menti. A Dio sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2015/11/16/continuero-a-confutarli/

Contro il culto a Maria

francesco-culto-a-mariaI Cattolici Romani, che si definiscono Cristiani, hanno trasformato Maria, la madre di Gesù – una nostra sorella che dopo avere finito la corsa fu salvata dal Signore nel Suo regno celeste dove si sta riposando dalle sue fatiche – in «Corredentrice», «Mediatrice», «Rifugio dei peccatori», «Regina del cielo», «Nostra Signora», per citare solo una parte dei numerosi titoli attribuitigli, e le rendono il culto offrendole preghiere e canti e raccomandando la loro anima ad essa, e prostrandosi davanti a statue e immagini che la rappresentano che hanno messo un pò dappertutto.

E’ scritto però: “Non avere altri dii nel mio cospetto” (Esodo 20:3), ed anche: “Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti” (Esodo 20:4-6).

I Cattolici Romani sono quindi degli idolatri sulla via che mena in perdizione e con essi non c’è alcuna comunione e nessun accordo perché noi siamo luce nel Signore mentre essi sono tenebre (2 Corinzi 6:14-18), e bisogna quindi predicargli di ravvedersi e credere nel Vangelo (Marco 1:15), dicendo loro di convertirsi dai loro idoli muti a Dio (Atti 14:15), altrimenti quando moriranno scenderanno nelle fiamme dell’inferno perché là vanno gli idolatri (1 Corinzi 6:9-10). E poi esortarli ad uscire dalla Chiesa Cattolica Romana (2 Corinzi 6:17-18).

Nessuno si illuda, il culto a Maria e ai santi che sono in cielo è un culto condannato da Dio, e coloro che vi partecipano muovono a gelosia Dio e lo provocano ad ira (Deuteronomio 32:16). Essi infatti adorano e servono la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno (Romani 1:25).

«ADORA IL SIGNORE IDDIO TUO, E A LUI SOLO RENDI IL TUO CULTO» (Luca 4:8).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Per una confutazione dettagliata delle eresie della Chiesa Cattolica Romana leggi il mio libro ‘La Chiesa Cattolica Romana’

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/08/19/contro-il-culto-a-maria/

Un idolatra è un fratello di Gesù?

popes-bowing-to-mary-statue-1024x588Un idolatra è un fratello di Gesù? No, non lo è, perché per essere fratelli e sorelle di Gesù bisogna fare la volontà di Dio, secondo che è scritto: “Ma egli [Gesù], rispondendo, disse a colui che gli parlava: Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli? E, stendendo la mano sui suoi discepoli, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli! Poiché chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è ne’ cieli, esso mi è fratello e sorella e madre” (Matteo 12:48-50). E gli idolatri, visto che si prostrano davanti a statue e immagini e le servono non fanno la volontà di Dio ma vanno contro la volontà di Dio. Non ha forse detto infatti Dio: “Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti” (Esodo 20:4-6)? E siccome per entrare nel regno dei cieli bisogna fare la volontà di Dio secondo che ha detto il Signore Gesù: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno de’ cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è ne’ cieli” (Matteo 7:21), gli idolatri non vi entreranno, e difatti l’apostolo Paolo afferma che gli idolatri non erediteranno il regno di Dio (1 Corinzi 6:9-10).

Nessuno dunque vi inganni con parole seducenti.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/08/20/un-idolatra-e-un-fratello-di-gesu/

ATTENZIONE! Un massone ‘maestro venerabile’ tra gli Evangelici in Italia

maestro-massone-italiaFratelli nel Signore, voglio che sappiate che Giancarlo Rinaldi, che si definisce ‘cristiano evangelico’ (https://it.groups.yahoo.com/neo/groups/sacreradici/conversations/messages/28) e che è molto conosciuto in mezzo alle Chiese Evangeliche in Italia è un massone, appartenente al Grande Oriente d’Italia.
Innanzi tutto ecco il suo Curriculum vitae preso dal sito dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale presso la quale lui è professore di storia del Cristianesimo.
‘Giancarlo Rinaldi è nato a Napoli il 9.3.1952. Dopo essere stato Professore Associato di Storia Religiosa dell’Oriente Cristiano, insegna ora Storia del Cristianesimo presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. E’ direttore del Master in Studi Storico Religiosi presso lo stesso Ateneo. Laureato in Filosofia nel 1974 con una tesi in Religioni del Mondo Classico. Ha lavorato nell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” come assistente presso la Cattedra di Storia Greca e Romana. È stato quindi dal 1.11.1994 in servizio quale ricercatore presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli (Dipartimento di Studi Asiatici). La sua specializzazione è la storia religiosa dell’Impero Romano con particolare riguardo al cristianesimo antico nelle province orientali, ai conflitti religiosi, al conflitto tra paganesimo e cristianesimo ed ai rapporti tra le comunità cristiane e il potere politico. Il suo più significativo contributo è l’opera in due volumi La Bibbia dei pagani nella quale si offre sia una storia del conflitto tra intellettuali pagani e cristianesimo incentrato sulla lettura e la critica delle Scritture, sia una raccolta, con commento, di circa seicento brani di autori pagani che hanno letto, commentato e criticato le Scritture giudaiche e cristiane. L’ordine dei brani è quello biblico, da Genesi ad Apocalisse. Oltre all’impegno universitario è attivo come conferenziere presso varie Istituzioni presenti in Italia. Ha partecipato come ospite fisso a trasmissioni televisive della seconda e della terza rete nazionale nella qualità di esperto di studi storico religiosi. Ha avuto esperienze d’insegnamento in Svizzera, come Visiting Professor presso l’European Nazarene Bible College, e negli U.S.A. Ha partecipato a numerosi Congressi e svolto lezioni, seminari e conferenze presso in varie sedi universitarie (Roma: Facoltà Valdese di Teologia; Università statali di Firenze, Arezzo, Messina, Catania, Chieti, Torino; Pont. Univ. Lateranense, Augustinianum). Ha fondato nel 1978 l’Associazione per lo Studio e la Divulgazione dell’Archeologia Biblica, successivamente denominata Centro Studi sulle Civiltà e le Religioni del Mediterraneo e riconosciuta dalla Regione Campania, con apposita legge, quale Ente di notevole rilievo culturale. Nel 1995 ha fondato con il sostegno del Cartello degli Industriali dei Castelli Romani il Centro Internazionale per lo Studio della Civiltà dei Severi di cui è stato anche presidente. Nel 1996 ha fondato l’Università Popolare del Tuscolano (Roma) di cui è stato presidente fino al 2001. Particolarmente sensibile all’impegno nel campo dell’Educazione degli Adulti, è stato dal 1997 al 2007 presidente della Confederazione Nazionale delle Università Popolari Italiane (C.N.U.P.I.), ente dotato di riconoscimento della personalità giuridica con apposito decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica oltre che Ente accreditato per la Formazione del Personale della Scuola dal Ministero competente. E’ attualmente presidente del Centro per l’Alta Formazione Integrata, la cui attività specifica è lo svolgimento di Master Universitari in regime di convenzione tra Atenei di Stato ed Enti di Formazione privati. È stato membro del Consiglio Direttivo della Società Biblica in Italia. È membro delle seguenti associazioni ed istituzioni: Associazione Biblica Italiana, Association Internationale d’Etudes Patristiques, Società Italiana di Storia delle Religioni, World Methodist Historical Society’.

 

Fonte: http://docenti2.unior.it/index2.php?content_id=18666&content_id_start=1

Va anche detto che il Rinaldi è uno dei docenti della Facoltà Pentecostale di Scienze religiose di Aversa (Caserta), sorta nel 2006 e della quale il preside è Carmine Napolitano.

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Fonte: http://www.facoltapentecostale.org/giancarlorinaldi/

Il Rinaldi ha partecipato nel gennaio 2013 ad una Giornata di studio organizzata da ‘Cristiani per la Nazione’, il movimento politico di cui è capo Sandro Oliveri, il quale è membro della Chiesa Parola della Grazia di Palermo. Ecco come è stato pubblicizzato questo evento sul sito di ‘Cristiani per la Nazione’:
‘Tutti si rendono conto che si sta vivendo un momento particolare per il mondo evangelico. L’incontro “Cristiani per la nazione” del 15 giugno 2012 ha messo l’accento sulla necessità di una attenzione alla dimensione sociale e politica. La fede evangelica non comporta la “fuga dal mondo” o il disinteresse per quanto accade intorno alle nostre comunità, alle nostre famiglie, a noi stessi. Il Vangelo, infatti, non è un manuale di tecnica di meditazione per estraniare la mente dal corpo, al contrario è una “notizia buona” che va data con una urgenza direttamente proporzionale alla gravità del momento che si attraversa.
La Giornata di studio nasce per dare spessore alla presenza evangelica nella società e nella politica odierna, intesa quest’ultima come organizzazione della polis, cioè come società strutturata e da strutturare al meglio. Una riflessione sull’attualità e sul futuro esige il recupero della nostra consapevolezza storica, partire cioè da una riflessione sulla Scrittura e sulla storia della cristianità per acquisire consapevolezza delle esperienze e dei condizionamenti di cui siamo portatori più o meno consapevoli. Solo una tale consapevolezza può aiutare a sviluppare una vera sensibilità spirituale e culturale sulla questione.
All’iniziativa sono invitati tutti coloro che si riconoscono nella tradizione di fede evangelica nelle sue diverse declinazioni ed anche coloro che hanno interesse a conoscere meglio questo filone di esperienza vissuta che in Italia, pur essendo minoritario, ha molto ancora da dire.
La Giornata di studio è organizzata da “Cristiani per la Nazione”.
Programma
11.00 Benvenuto e introduzione (Leonardo De Chirico)
11.15 Atteggiamenti verso la politica nella chiesa antica (Giancarlo Rinaldi)
12.05 Atteggiamenti verso la politica nella chiesa moderna (Pietro Bolognesi)
13.00 Discussione
13.30 Breve pausa pranzo
14.15 Il cristiano nello spazio pubblico: dalla società alla politica (Pietro Garonna)
14.30 Strumenti per l’agenda evangelica nella società (Leonardo De Chirico)
14.45 Il caso Italia: per un impegno dei cristiani per la nazione (Sandro Oliveri)
15.10 Discussione generale
16.00 Conclusione dei lavori

Fonte: http://cristianiperlanazione.it/blog/evangelici-societa-politica/

Alessandro Iovino, storico e saggista delle ADI, lo ha invitato alla trasmissione ‘A libro aperto’ su TeleOltre per presentare due suoi libri: ‘La Bibbia dei pagani’ e ‘Cristianesimi nell’antichità’. Ecco due fotogrammi che attestano ciò.

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Fonte: http://youtu.be/HxiR9DzFZXQ

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Fonte: http://youtu.be/jSRbjxEFGvQ

Aggiungiamo che il libro scritto da Alessandro Iovino ‘Salvatore Anastasio. La storia del pioniere del movimento pentecostale napoletano’ ha in fondo due pagine e mezzo circa scritte dal professore Rinaldi dal titolo ‘Ricordo di Salvatore Anastasio’ in cui peraltro il Rinaldi dice queste inquietanti parole sulle ADI: ‘Nel quadro dell’Evangelismo italiano il movimento pentecostale, ed in particolare le A.D.I., ha una responsabilità peculiare che gli deriva proprio dall’essere ‘movimento’ e non struttura ecclesiastica ingessata e diluita nelle pastoie della secolarizzazione o della deriva politica. Si tratta dunque di una realtà viva che bene fa a conservare lo spirito ed il carisma che fu di Anastasio, ma che tali doni di Dio intende anche implementare con una più piena consapevolezza del profilo della società odierna, della riflessione dell’uomo su se stesso, dello studio, della ricerca e dell’impegno verso il prossimo’ (Alessandro Iovino, Salvatore Anastasio. La storia del pioniere del movimento pentecostale napoletano, Alfredo Guida Editore, Napoli 2008, pag. 80). Ho definito inquietanti queste parole, perchè per capire cosa vuole dire il Rinaldi occorre tenere a mente cosa egli ha detto durante la Giornata di studio di “Cristiani per la Nazione” che si è svolta a Roma il 12 gennaio 2013 su ‘Evangelici, Società, Politica’: ‘Il prof. Giancarlo Rinaldi ha ripercorso gli atteggiamenti della chiesa antica nei confronti della politica. Nel Nuovo Testamento si riscontrano, da un lato, una tendenza apocalittica che tende a relativizzare l’impegno nella società e, dall’altro, un incoraggiamento della presenza cristiana per abitare lo spazio pubblico assumendosi responsabilità civiche. L’impegno evangelico deve collocarsi all’interno di questo binario senza cedere agli estremi dell’estraniamento e della piena assimilazione. Solo recuperando la storia e l’identità evangelica – ha sostenuto Rinaldi – si potrà costruire una “bussola” evangelica che orienti l’impegno’ (http://www.speranzaxmilano.it/wordpress/?event=cristiani-per-la-nazione). In altre parole, secondo il Rinaldi le ADI sono da elogiare perchè si sono date al cosiddetto vangelo sociale, proprio quello che vuole la Massoneria per distruggere il Cristianesimo, perchè il Vangelo sociale afferma che i Cristiani devono mettersi a fare lotte sociali e politiche con l’obbiettivo di far trionfare nel mondo i principi di libertà, uguaglianza e fratellanza (i tre principi fondamentali della Massoneria)! E difatti, Alessandro Iovino – che è vicino all’attuale segretario delle Assemblee di Dio in Italia (ADI) – professa il vangelo sociale, in quanto ha affermato che fede, politica e democrazia sono ‘valori che possiamo conciliare per meglio progredire, per meglio vivere, perchè ricordiamoci il Cristianesimo è anche emancipazione, non solo spirituale ma anche sociale’ (da A libro aperto – LA12-2011 – TeleOltre – L’arte del Governo e la Bibbia – http://youtu.be/oSnG3zLUIaI – min. 14:20-34). Leggi questo mio scritto ‘Contro il «vangelo sociale»’.

Altra cosa importante, il libro di Alessandro Iovino dal titolo ‘Alfonso Melluso. Il giovane saggio del pentecostalismo italiano’ (Edizioni GBU, Chieti 2014), ha la prefazione proprio di Giancarlo Rinaldi che dice: ‘Parlare di Alfonso Melluso significa far rivivere una pagina di storia dell’evangelismo napoletano. Ma non solo. La vita del personaggio si è dipanata con uno stile di sobrietà attraverso molteplici filoni che hanno attraversato questa storia, e si è anche esemplarmente proiettata in un tessuto sociale, quale quello del Mezzogiorno d’Italia, che siamo soliti connettere a problematiche di antica arretratezza. Ma così non è stato, con Alfonso Melluso. Ecco anche perché una sua biografia può e deve servire quale bussola atta ad affrontare le sfide, e sono gravi e molteplici, che il futuro ci riserva’ (http://www.alessandroiovino.it/?2&144). Certo, è molto significativo che per la prefazione di un libro che ‘esalta’ un noto imprenditore italiano (che era un ‘pastore’ delle Assemblee di Dio in Italia) sia stato scelto proprio un massone!

Peraltro abbiamo notato che sulla bacheca Facebook di Alessandro Iovino ogni volta che interviene il professore Rinaldi con qualche commento, Iovino si mostra molto ossequioso e riverente nei suoi riguardi. Si avverte che esiste un legame spirituale tra i due, ed anche forte! D’altronde Giancarlo Rinaldi ha chiamato Alessandro Iovino suo amico.

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Il Rinaldi ha anche tenuto una lezione sulla storia del cristianesimo antico presso la sede italiana di Como della Shepherd International University il cui presidente è Giuseppe Laiso (con lui nella foto mentre si stringono la mano), che è anche il fondatore della radio e della casa editrice Uomini Nuovi.

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Fonte: http://youtu.be/aawJp8SXBxE

Che Giancarlo Rinaldi sia un massone è attestato dalla rivista ufficiale ‘Erasmo’ del Grande Oriente d’Italia in un articolo dal titolo ‘ROMA / Convegno al CNR – Massoneria ed ermetismo’ in cui viene detto: ‘Si è tenuto lo scorso 21 aprile un convegno nella sede centrale del CNR sul tema: “Dai misteri dell’antico Egitto alle correnti filosofico-ermetiche nella Napoli dei secoli dal XVIII al XX”. L’evento è stato possibile grazie al contributo dei fratelli Arnaldo Sardoni, ricercatore del CNR, che ha introdotto e moderato i lavori e Danilo Di Mambro che si è occupato della segreteria organizzativa. Il fratello Giancarlo Seri, Gran Hyerophante del Rito di Memphis e Misraim, ha introdotto la tematica in discussione rilevando come sia ricco il rapporto esoterico – e non solo – tra l’Egitto e l’Italia fin dall’Evo Antico. Gli ha fatto seguito il fratello Giancarlo Rinaldi, dell’Università “L’Orientale” di Napoli e Maestro Venerabile della Loggia “Costantino Nigra” di Castelforte, che ha delineato alcuni dei doni del Nilo, quando ha unito le sue alle acque del Tevere, ovvero il retaggio iniziatico dell’Egitto nel mito di Iside e Osiride (la cosidetta religione dei misteri). Iside, il cui velo rappresenta questo mondo, fornisce l’immagine a Maria che allatta il Divino Bambino, e Osiride, l’essenza solare ed eterna dell’uomo, fondamento tra due cicli, quello concludentesi con la morte e quello che s’apre con la rinascita, l’iniziazione a questi misteri è descritta da Apuleio, nell’Asino d’oro. Rinaldi ha dato particolare rilievo alla concezione secondo cui il mondo è platonicamente inteso come prigione, opera imperfetta del Demiurgo, in cui l’Uomo Primordiale è caduto, staccandosi dall’Intelligenza suprema verso la quale tende a reintegrarsi attraverso l’Iniziazione’ (Erasmo, Anno VII – Numero 9-10, 15-31 Maggio 2006 pag. 6 – vedi foto).

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Che si tratta del professore Giancarlo Rinaldi, è confermato sul sito del CNR

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Fonte: http://www.cnr.it/eventi/index/evento/id/11305

Nella Massoneria il ‘Maestro Venerabile’ è colui che presiede, governa e rappresenta la loggia ed è eletto tra coloro che hanno il grado di Maestro (il terzo grado della Massoneria azzurra), e nella loggia si pone in un luogo sacro che viene denominato Trono di Salomone. La sua autorità è considerata dai massoni sacra ed inviolabile. Nel rituale massonico di iniziazione al terzo grado che è il rituale di Hiram, che viene risuscitato dal Maestro Venerabile, Hiram rappresenta Gesù e il Maestro Venerabile Dio; e il candidato al grado di maestro muore e risorge a nuova vita per opera del Maestro Venerabile! Considerate un pò a quale rituale diabolico si deve sottoporre chi vuole diventare maestro massone in una loggia e quale diavolerie viene detto che compie il cosiddetto Maestro Venerabile durante questo rituale!

Il Rinaldi è membro del comitato scientifico della rivista massonica ‘Hiram’ (n. 4/2013, pag. 2).

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Il Rinaldi partecipa a conferenze patrocinate dalla Massoneria.

Nell’ottobre 2008 ha partecipato al convegno ‘Vivere oltre la vita’: ‘Napoli, 3 ottobre 2008 – Vivere oltre la vita. Una tavola rotonda e un concerto per la cultura della donazione degli organi. NAPOLI – La donazione e il trapianto degli organi sono argomenti che non possono rimanere circoscritti al mondo della medicina e della sanità. Per gli aspetti etici e sociali che rivestono, coinvolgono le istituzioni, la comunità e tutta la società civile. Perciò occorre costruire e fortificare la cultura della donazione e ciò è possibile solo promuovendo e attuando la cultura della tolleranza e della solidarietà. Le logge napoletane “Losanna” (205) e “Giordano Bruno” (745), grazie alla disponibilità di fratelli che operano nel campo ospedaliero e di altri dediti alla musica, hanno organizzato per il 3 ottobre una serata particolare nella casa massonica di Napoli (Circolo Carlo Darwin – Galleria Umberto I 27) con inizio alle ore 18. Nata con il patrocinio della Regione Campania insieme a quello del Collegio circoscrizionale di Campania-Lucania, l’iniziativa s’intitola “Vivere oltre la Vita” e ha in programma una tavola rotonda e un concerto. In apertura, dopo il saluto del presidente circoscrizionale Geppino Troise, Mario Dell’Angelo (violino) e Livio De Luca (pianoforte) eseguiranno musiche di Mozart, Paganini, Mendelsson, Bacalov, Piazzolla e Williams. Poi daranno spazio ai relatori del convegno moderati dallo psichiatra, psicoterapeuta, Alberto Martone. Interverranno: lo storico delle religioni Giancarlo Rinaldi (La vita dopo la vita, nel pensiero religioso e filosofico), il medico anestesista Paolo Cesaro (Dalla conservazione del corpo alla conservazione della vita), il chirurgo Fulvio Calise (La cultura della donazione degli organi: il valore della comunicazione istituzionale). Le conclusioni saranno del Grande Oratore Aggiunto Bent Parodi’ (http://www.acacia577.it/sito/index.php?option=com_content&task=view&id=140&Itemid=29).

Nel dicembre 2008 ha partecipato al Convegno ‘Mistica e politica. Principi ispiratori dell’Etica Sociale nella pratica di nuove Spiritualità per le Società Civili delle Età Nuove’, dove ha tenuto un discorso dal titolo ‘Cristianesimo e impero romano: note in margine al Nuovo Testamento’

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Fonte: http://www.memphismisraim.it/id131408.htm

Nel gennaio 2014 ha partecipato al simposio «Cristianesimi nell’antichità», ‘appuntamento della rassegna filosofica del Capitolo De Lantaarn del Rito di York con la Compagnia de Galantomeni. Patrocinio del Gran Capitolo dei Liberi Muratori dell’Arco Reale’ (http://www.latinadenotte.it/index.php?view=details&id=6787%3Alcristianesimi-nellantichitar-simposio-con-giancarlo-rinaldi&option=com_eventlist&Itemid=74).

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Che dire fratelli? La cosa è molto inquietante, ma d’altronde lo ripeto da diverso tempo ormai: la Massoneria ha infiltrato i suoi adepti in mezzo alle Chiese Evangeliche, collocandoli in posizioni molto importanti e strategiche da dove possono influenzare in maniera determinante verso l’ideologia massonica le menti dei pastori e delle Chiese. Avete capito allora perchè da parte delle Chiese Evangeliche istituzionalizzate non esiste alcuna opposizione alla Massoneria o condanna pubblica di essa? Avete capito perchè l’ideologia di queste Chiese ha diversi punti in comune con la Massoneria? Avete capito perchè noi che condanniamo la filosofia massonica siamo da esse rigettati e definiti ‘talebani’, ‘estremisti’, e ‘fanatici’? Perchè queste Chiese hanno al loro interno dei massoni (sia massoni con il grembiule come nel caso di Rinaldi, che senza il grembiule come nel caso di tanti pastori che fanno da ‘maggiordomo’ alla Massoneria) che le spingono ad ammirare la Massoneria e ad appoggiarsi ad essa.
Come voi sapete molto bene un Cristiano non può essere un massone, perchè il Cristianesimo è inconciliabile con la Massoneria, in quanto i principi su cui si basa la Massoneria sono dei principi antibiblici tramite i quali la Massoneria si prefigge di distruggere il Cristianesimo, e perchè la Massoneria è piena di esoterismo, magia e satanismo. Ma per avere un quadro completo su questa diabolica istituzione leggete il mio libro ‘La Massoneria smascherata’
Vi esorto dunque per l’ennesima volta a ritirarvi e separarvi da chiunque si dica Cristiano ed è un Massone, perchè un Massone non serve l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo ma il diavolo. E non solo, ma anche da tutte quelle Chiese che accettano i massoni nel loro mezzo e collaborano con essi.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/03/19/attenzione-un-massone-maestro-venerabile-tra-gli-evangelici-in-italia/

Nessuno offenda Gesù Cristo chiamandolo «l’amico dei peccatori»

gesu-offesoPurtroppo ci sono tanti che si dicono Cristiani che chiamano Gesù ‘l’amico dei peccatori’, pensando in questa maniera di celebrarlo, ma facendo in realtà l’opposto perchè lo offendono, sì lo offendono chiamandolo così, perchè era in questa maniera che ai giorni di Gesù molti lo offesero secondo che è scritto che disse Gesù: “Ma a chi assomiglierò io questa generazione? Ella è simile ai fanciulli seduti nelle piazze che gridano ai loro compagni e dicono: Vi abbiam sonato il flauto, e voi non avete ballato; abbiam cantato de’ lamenti, e voi non avete fatto cordoglio. Difatti è venuto Giovanni non mangiando né bevendo, e dicono: Ha un demonio! È venuto il Figliuol dell’uomo mangiando e bevendo, e dicono: Ecco un mangiatore ed un beone, un amico dei pubblicani e de’ peccatori! Ma la sapienza è stata giustificata dalle opere sue” (Matteo 11:15-19).
Notate bene che Gesù nel dire che gli uomini dicevano del Figliuol dell’uomo che era un amico dei pubblicani e dei peccatori ha voluto dire che essi lo offesero e lo disonorarono dicendo quella cosa, perché oltre a questo essi dissero di lui che era un mangiatore e un beone, e poi questo si evince anche dal fatto che egli disse che la sapienza è stata giustificata dalle opere sue, o come altri traducono ‘dai suoi figliuoli’. E se la sapienza è stata giustificata vuol dire che qualcuno l’aveva calunniata o accusata ingiustamente. Non vi pare? E poi notate bene come poco prima, nel caso di Giovanni Battista, Gesù ha detto che egli non mangiò pane e non bevve vino (cfr. Luca 7:33) ma gli uomini dicevano di lui che aveva un demonio, volendo far capire che nonostante Giovanni non mangiasse pane e non bevesse vino, gli uomini lo calunniarono dicendo che aveva un demonio, e quindi lo disonorarono. La stessa cosa che Gesù disse gli uomini fecero nei suoi confronti, nonostante a differenza di Giovanni Egli mangiò pane e bevve vino, dicendo però che lui era un mangiatore e un ubriacone, e un amico dei pubblicani e dei peccatori. Dunque, sia Giovanni Battista che il Figliuol dell’uomo furono offesi e calunniati dagli uomini. Come si può pensare dunque di elogiare Gesù usando una calunnia che i suoi nemici gli lanciarono contro? Non pensate che sia una follia fare ciò?
E voglio confermarvi ciò traendo quest’altro ragionamento dalle Sacre Scritture, e cioè che coloro che chiamano Gesù «l’amico dei pubblicani e de’ peccatori» pensando di dire una cosa giusta su Gesù, finiscono automaticamente per definirlo «amico del mondo» e così facendo lo definiscono nemico di Dio. Perchè questo? Perchè i peccatori secondo la Scrittura fanno parte del mondo (mentre i giusti non ne fanno parte essendo stati giustificati e riscattati dal presente secolo malvagio) e la Scrittura afferma che “l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio” e che chi “vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:4). Se dunque Gesù era ed è un amico del mondo egli era ed è un nemico di Dio!! Non può essere altrimenti. Diremo dunque una tale cosa su Gesù? Così non sia. Ma come potremmo dire che Gesù, il Giusto, era l’amico dei peccatori quando lui detestava sia le opere che le parole dei peccatori, smascherandole e riprovandole? Come poteva Lui che era la luce del mondo, essere l’amico delle tenebre? L’amicizia implica comunanza di interessi, di vedute, di propositi, fiducia reciproca, disponibilità ad aiutarsi nella difficoltà e così via; dove mai Gesù mostrò queste cose verso i peccatori? Non è forse vero che lui predicava loro il Vangelo affinché essi si convertissero dalle loro inique opere, e le abbandonassero? Non è forse vero che gli uomini peccatori lo odiavano perché lui testimoniava che le loro opere erano malvagie (Giovanni 7:7)? Come poteva quindi Gesù essere l’amico dei peccatori? Semmai Gesù era ‘il nemico numero uno dei peccatori’, nel senso di colui che per prima rifiutava di partecipare alle loro inique opere e di approvarle, e di certo così era considerato dai peccatori del suo tempo. Ma non è forse vero che la Scrittura lo chiama “colui che sostenne una tale opposizione dei peccatori contro a sé” (Ebrei 12:3)? E perchè i peccatori si opposero fortemente a Gesù? Perchè lo consideravano un loro nemico. Non dice forse la Sapienza che “colui che cammina rettamente è un abominio per gli empi” (Proverbi 29:27)? Vi domando: Gesù camminava o non camminava rettamente? Se la risposta è che camminava rettamente è impossibile che Gesù fosse un amico dei peccatori. Gesù dunque, dato che amava Dio e osservava i Suoi comandamenti, non poteva essere amico dei peccatori. Ma riflettete, fratelli: i nemici di Gesù dissero che lui era un amico dei pubblicani e dei peccatori volendo significare con questo che lui trasgrediva i comandamenti di Dio facendosi così amico dei peccatori e dei pubblicani. Se dunque noi diremo di Gesù la stessa cosa faremo capire che Lui trasgrediva i comandamenti di Dio per farsi amici i peccatori, quando invece la Scrittura afferma che Gesù non ha conosciuto peccato, tanto che poteva dire ai suoi accusatori: “Chi di voi mi convince di peccato?” (Giovanni 8:46). Non disse forse Gesù: “io lo [Dio] conosco e osservo la sua parola” (Giovanni 8:55), ed anche: “fo del continuo le cose che gli piacciono” (Giovanni 8:29), ed ancora: “ho osservato i comandamenti del Padre mio, e dimoro nel suo amore” (Giovanni 15:10)? E’ dunque una follia definire Gesù «l’amico dei peccatori»! Perchè per essere amici dei peccatori bisogna essere dei peccatori, e difatti Giacomo come chiamò quei credenti che erano diventati amici del mondo? “PECCATORI” e “DOPPI D’ANIMO” (Giacomo 4:8).
Chi dunque fino ad ora ha chiamato Gesù «l’amico dei peccatori» smetta di farlo, per non incorrere nell’ira di Dio.

 

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/12/25/nessuno-offenda-gesu-cristo-chiamandolo-lamico-dei-peccatori/

Sia Dio riconosciuto verace, ma Luca Adamo bugiardo

luca-adamo-tbnQuesto è un post apparso su Facebook il 28 maggio 2013, a firma del ‘pastore’ Luca Adamo.

 

E’ VERO CHE L’HA DETTO, MA QUELLO CHE HA DETTO NON E’ VERO..

“… Per questo ho detto cose che non comprendevo, cose troppo alte per me che non conoscevo”.

Sapete chi ha fatto questa confessione?
Giobbe.
Sì, proprio lui, il buon Giobbe.
State quindi attenti a molte cose che Giobbe afferma.. non dice sempre il vero!

Un esempio?
Giobbe afferma: “Dio ha dato, Dio ha tolto..”, ma non era vero.
Cioè, è vero che Giobbe ha detto questo, ma questo che Giobbe ha detto non era vero.
Non era stato Dio a togliergli la salute e la famiglia, ma era stato il diavolo a farlo!

Un altro esempio: “Il fuoco di Dio è caduto dal cielo e ha investito pecore e servi e li ha divorati” (Giobbe 1:16).
In realtà, non era il fuoco di Dio.. era il fuoco di Satana.
Ma Giobbe, questo, non lo sapeva.
Ad essere precisi, Giobbe non sapeva nemmeno dell’esistenza di Satana!

Leggiamo quindi il libro di Giobbe alla luce del Nuovo Testamento, e cerchiamo di non fare come Giobbe il quale, non avendo la conoscenza che oggi abbiamo, pensava che tutto ciò che gli accadeva proveniva da Dio.
Giobbe era giustificato, non aveva la conoscenza che oggi abbiamo e non aveva ancora nemmeno la bibbia.. noi, a differenza sua, la bibbia l’abbiamo.
Usiamola..

Pastor Luca

adamo-post-giobbe

 

 

Ci troviamo davanti a delle spudorate menzogne dette contro la Scrittura che è la Parola di Dio, e adesso passo a confutarle.

Innanzi tutto Luca Adamo afferma: ‘Giobbe afferma: “Dio ha dato, Dio ha tolto..”, ma non era vero. Cioè, è vero che Giobbe ha detto questo, ma questo che Giobbe ha detto non era vero. Non era stato Dio a togliergli la salute e la famiglia, ma era stato il diavolo a farlo!’
Rispondo. Non era vero? Quindi Giobbe avrebbe detto il falso? Ma qui se c’è qualcuno che dice menzogne è Luca Adamo e non certamente quell’uomo integro e retto di nome Giobbe, infatti la Scrittura afferma: “Allora Giobbe si alzò e si stracciò il mantello e si rase il capo e si prostrò a terra e adorò e disse: ‘Nudo sono uscito dal seno di mia madre, e nudo tornerò in seno della terra; l’Eterno ha dato, l’Eterno ha tolto; sia benedetto il nome dell’Eterno’. In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di mal fatto” (Giobbe 1:20-22). Avete notato infatti che la Scrittura afferma che Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di mal fatto? Cosa significa questo se non che Giobbe disse la verità anche quando disse che Dio gli aveva tolto i figli e i beni? E difatti questo è confermato dalla Scrittura – che vi ricordo è ispirata da Dio e quindi quando parla è Dio che parla – quando dice alla fine del libro di Giobbe: “E quando Giobbe ebbe pregato per i suoi amici, l’Eterno lo ristabilì nella condizione di prima e gli rese il doppio di tutto quello che già gli era appartenuto. Tutti i suoi fratelli, tutte le sue sorelle e tutte le sue conoscenze di prima vennero a trovarlo, mangiarono con lui in casa sua, gli fecero le loro condoglianze e lo consolarono di tutti i mali che l’Eterno gli avea fatto cadere addosso; e ognuno d’essi gli dette un pezzo d’argento e un anello d’oro” (Giobbe 42:10-11). Che cosa significa “tutti i mali che l’Eterno gli avea fatto cadere addosso”? Mi pare ovvio, che fu Dio a far cadere addosso a Giobbe tutti quei mali! Chi ha detto queste parole? Lo Spirito Santo che è lo Spirito della verità. Eppure Luca Adamo, ignorando quello che dice la Scrittura, afferma sfacciatamente durante una intervista visionabile su Youtube che ‘è stato Satana a mandare le calamità su Giobbe’ (LA CROCE 12° PUNT. ”GIOBBE”, http://youtu.be/8dU5m03Ac-o – min. 3:58-4:01).

Luca Adamo afferma pure: ‘Un altro esempio: “Il fuoco di Dio è caduto dal cielo e ha investito pecore e servi e li ha divorati” (Giobbe 1:16). In realtà, non era il fuoco di Dio.. era il fuoco di Satana. Ma Giobbe, questo, non lo sapeva. Ad essere precisi, Giobbe non sapeva nemmeno dell’esistenza di Satana!’. Luca Adamo afferma nella suddetta intervista che ‘quando Satana comincia a scagliare il fuoco su Giobbe e il suo gregge, Giobbe esclama dice «il fuoco di Dio mi ha colpito!»’ (Ibid., min. 3:34-42).
Ma a Luca Adamo evidentemente è sfuggito che quelle parole non le disse Giobbe, ma un messaggero a Giobbe, secondo che è scritto: “Quello parlava ancora, quando ne giunse un altro a dire: ‘Il fuoco di Dio è caduto dal cielo, ha colpito le pecore e i servitori, e li ha divorati; e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo’ (Giobbe 1:16). Mi pare che ci sia una differenza. Comunque, fermo restando che non fu Giobbe a dire quelle parole, esse comunque erano vere. D’altronde la Bibbia parla in altri posti del fuoco di Dio caduto dal cielo.
Il fuoco di Dio per esempio cadde dal cielo ai giorni di Elia, secondo che è scritto: “E sull’ora in cui si offriva l’oblazione, il profeta Elia si avvicinò e disse: ‘O Eterno, Dio d’Abrahamo, d’Isacco e d’Israele, fa’ che oggi si conosca che tu sei Dio in Israele, che io sono tuo servo, e che ho fatte tutte queste cose per ordine tuo. Rispondimi, o Eterno, rispondimi, affinché questo popolo riconosca che tu, o Eterno, sei Dio, e che tu sei quegli che converte il cuor loro!’ Allora cadde il fuoco dell’Eterno, e consumò l’olocausto, le legna, le pietre e la polvere, e prosciugò l’acqua ch’era nel fosso” (1 Re 18:36-38).
Il fuoco di Dio cadde ancora sempre ai giorni di Elia, ma questa volta su delle persone uccidendole, secondo che è scritto: “Or dopo la morte di Achab, Moab si ribellò contro Israele. Achazia cadde dalla cancellata della sala superiore di un suo appartamento a Samaria, e ne restò ammalato; e spedì dei messi, dicendo loro: ‘Andate a consultare Baal-Zebub, dio di Ekron, per sapere se mi riavrò di questa malattia’. Ma un angelo dell’Eterno disse ad Elia il Tishbita: ‘Lèvati, sali incontro ai messi del re di Samaria, e di’ loro: È forse perché non v’è Dio in Israele che voi andate a consultare Baal-Zebub, dio di Ekron? Perciò, così dice l’Eterno: – Tu non scenderai dal letto sul quale sei salito, ma per certo morrai’. – Ed Elia se ne andò. I messi tornarono ad Achazia, il quale disse loro: ‘Perché siete tornati?’ E quelli risposero: ‘Un uomo ci è venuto incontro, e ci ha detto: Andate, tornate dal re che vi ha mandati, e ditegli: Così dice l’Eterno: – È forse perché non v’è alcun Dio in Israele che tu mandi a consultare Baal-Zebub, dio di Ekron? Perciò, non scenderai dal letto sul quale sei salito, ma per certo morrai’. – Ed Achazia chiese loro: ‘Com’era l’uomo che vi è venuto incontro e vi ha detto coteste parole?’ Quelli gli risposero: ‘Era un uomo vestito di pelo, con una cintola di cuoio intorno ai fianchi’. E Achazia disse: ‘È Elia il Tishbita!’ Allora mandò un capitano di cinquanta uomini con la sua compagnia ad Elia; quegli salì e trovò Elia che stava seduto in cima al monte. Il capitano gli disse: ‘O uomo di Dio, il re dice: – Scendi!’ – Elia rispose e disse al capitano dei cinquanta: ‘Se io sono un uomo di Dio, scenda del fuoco dal cielo, e consumi te e i tuoi cinquanta uomini!’ E dal cielo scese del fuoco che consumò lui e i suoi cinquanta. Achazia mandò di nuovo un altro capitano di cinquanta uomini con la sua compagnia, il quale si rivolse ad Elia e gli disse: ‘O uomo di Dio, il re dice così: Fa’ presto, scendi!; Elia rispose e disse loro: ‘Se io sono un uomo di Dio, scenda del fuoco dal cielo, e consumi te e i tuoi cinquanta uomini’. E dal cielo scese il fuoco di Dio che consumò lui e i suoi cinquanta” (2 Re 1:1-12). Avete letto come la Scrittura chiama quel fuoco caduto dal cielo che per ben due volte uccise degli uomini? “Il fuoco di Dio’, sceso peraltro su parola di un profeta di Dio, e quindi si trattò di un fuoco mandato da Dio e non da Satana.
Anche il fuoco che scese dal cielo sulle città di Sodoma e Gomorra era ‘il fuoco di Dio’ secondo che è scritto: “Allora l’Eterno fece piovere dai cieli su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco, da parte dell’Eterno; ed egli distrusse quelle città e tutta la pianura e tutti gli abitanti delle città e quanto cresceva sul suolo” (Genesi 19:24-25).

Ma di menzogne sulla storia di Giobbe, Luca Adamo ne dice altre, che sono le seguenti:

– Quello che avvenne a Giobbe non avvenne perchè Dio ha permesso che il diavolo colpisse Giobbe, ma perchè ‘è stato Giobbe ad aprire la porta al nemico’ (Ibid., min. 4:11-13). Falso, perchè fu Dio a dire a Satana la prima volta: “‘Ebbene! tutto quello che possiede è in tuo potere; soltanto, non stender la mano sulla sua persona’” (Giobbe 1:12), e la seconda volta: “‘Ebbene esso è in tuo potere; soltanto rispetta la sua vita’” (Giobbe 2:6).

– ‘Il problema di Giobbe … è stato che non ha disciplinato la sua famiglia e ha concesso ha lasciato che i suoi figli facessero cose festini anche un pochettino illeciti’ (Ibid., min. 7:00-10), ed è stato questo che ‘ha aperto le porte al diavolo’ (Ibid., min. 7:24-26), e le ha aperte nello spazio di tempo che intercorse tra la proposta di Satana a Dio ‘È egli forse per nulla che Giobbe teme Iddio? Non l’hai tu circondato d’un riparo, lui, la sua casa, e tutto quel che possiede? Tu hai benedetto l’opera delle sue mani, e il suo bestiame ricopre tutto il paese. Ma stendi un po’ la tua mano, tocca quanto egli possiede, e vedrai se non ti rinnega in faccia’” (Giobbe 1:9-11) e la risposta di Dio a Satana: “‘Ebbene! tutto quello che possiede è in tuo potere; soltanto, non stender la mano sulla sua persona’ ” (Giobbe 1:12) – Ibid., min. 19:39-51!
Ma che va cianciando Luca Adamo contro il giusto Giobbe? E’ semplicemente scritto: “I suoi figliuoli solevano andare gli uni dagli altri e darsi un convito, ciascuno nel suo giorno: e mandavano a chiamare le loro tre sorelle perché venissero a mangiare e a bere con loro. E quando la serie dei giorni di convito era finita, Giobbe li faceva venire per purificarli; si levava di buon mattino, e offriva un olocausto per ciascun d’essi, perché diceva: ‘Può darsi che i miei figliuoli abbian peccato ed abbiano rinnegato Iddio in cuor loro’. E Giobbe faceva sempre così” (Giobbe 1:4-5). Dove li vede lui questi festini un pochettino illeciti? E già, ci mancavano pure i festini illeciti, per poter accusare Giobbe di qualcosa di inesistente! Giobbe quello che faceva a favore dei suoi figli lo faceva perchè aveva il timore che i suoi figli avessero peccato, ma non perchè essi avevano peccato. Infatti egli diceva ‘può darsi’ che significa ‘forse’. Ed inoltre, va anche detto questo, che non può essere che Giobbe avesse fatto posto al diavolo in quel frangente menzionato da Luca Adamo, e questo perchè dopo che Giobbe perse i suoi figli e i suoi beni Dio disse a Satana: “Hai tu notato il mio servo Giobbe? Non ce n’è un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Iddio e fugga il male. Egli si mantiene saldo nella sua integrità benché tu m’abbia incitato contro di lui per rovinarlo senza alcun motivo” (Giobbe 2:3). Come poteva infatti Giobbe avere fatto posto al diavolo in precedenza, come dice Luca Adamo, se poi dopo Dio continuò a testimoniare di Giobbe che era un uomo integro, retto, timorato di Dio che fuggiva il male? Se fuggiva ancora il male, vuol dire che non aveva fatto spazio al diavolo, non vi pare? Se Dio dice che Giobbe si mantiene saldo nella sua integrità, nonostante tutto quello che gli è accaduto, come ha potuto Giobbe tempo prima fare spazio al diavolo? Ecco dunque dimostrato che queste parole di Luca Adamo sono menzogne.

Fratelli nel Signore, credetemi, mi si spezza il cuore vedere e sentire che in mezzo alle Chiese si aggirano uomini come Luca Adamo che spandono a piene mani menzogne di ogni genere contro la Scrittura, ma d’altronde queste cose devono avvenire. Tuttavia è mio dovere mettervi in guardia da questi uomini, esortandovi a guardarvi e a ritirarvi da essi, perchè essi sono nemici della verità perchè contorcono le Scritture per motivi interessati, per sedurre i semplici.

Lo ripeto da anni ormai, sappiate che costoro non conoscono la Scrittura: sono senza conoscenza, senza sapienza e senza timore di Dio. Sono tra i peggiori nemici che la Chiesa abbia. Turategli la bocca.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/08/21/sia-dio-riconosciuto-verace-ma-luca-adamo-bugiardo/