Certezza

L’apostolo Paolo aveva la fede degli eletti di Dio, e dunque aveva piena certezza che il Signore lo avrebbe salvato nel suo regno celeste, a condizione che avrebbe perseverato nella fede fino alla fine, senza rinnegarlo. Poiché egli disse a Timoteo queste parole : ‘se lo rinnegheremo, anch’egli ci rinnegherà’ (2Timoteo 2:13), ma disse anche : ‘Il Signore mi libererà da ogni mala azione e mi salverà nel suo regno celeste. A lui sia la gloria ne’ secoli dei secoli. Amen.’ (2Timoteo 4:18) Voi dunque che avete la stessa fede che possedeva il nostro caro fratello Paolo, abbiate dentro di voi la stessa certezza che egli possedeva, sapendo però che se non persevererete nella fede, ma vi tirerete indietro, smetterete di essere graditi a Dio ed Egli vi rigetterà. Certezza dunque fratelli nel Signore e non dubbio, certezza mista però ad un santo timore di Dio.

Salvatore Larizza

Annunci

Giusti e non più peccatori

Fratelli e sorelle nel Signore, Dio ha mostrato il suo grande amore per noi mandando il suo unigenito figliuolo a morire sulla croce, mentre ancora eravamo peccatori (cfr. Romani 5:8). Badate bene alle parole della Sacra Scrittura : ‘mentre ancora eravamo peccatori’; poiché esse stanno a significare che ora, per la grazia di Dio, non siamo più peccatori, in quanto il peccatore è colui che è schiavo del peccato, che cammina secondo i desideri della carne, seguendo le concupiscenze della carne, e non vuole smettere di peccare perché prende piacere nel peccato. Noi credenti nel Signore invece siamo stati affrancati dalla schiavitù del peccato, avendo ricevuto la libertà di poter servire Iddio tramite il prezioso sangue di Cristo Gesù. Il sangue di Cristo Gesù, capite? Questo prezioso sangue ci ha riscattati! (cfr. 1Corinzi 7:23) Gesù Cristo ci ha riscattati col suo prezioso sangue, ed ha spezzato con esso le funi del peccato che ci avvolgevano (cfr. Proverbi 5:22) e dalle quali non potevamo liberarci da noi stessi! (cfr. Salmi 49:7-8) E’ per questa ragione che la Scrittura, quantunque ancora siamo in questo corpo corruttibile, ci definisce ora ‘giusti’, ‘santi’, e non più ‘peccatori’. Glorificate dunque Iddio per la sua misericordia, poiché è per la misericordia di Dio che ora voi siete divenuti liberi, soltanto non usate la libertà come un manto che copra la malizia, ma usatela per servire Iddio e la fratellanza. (cfr. 1Pietro 2:16; Galati 5:13)

Salvatore Larizza

Il sangue prezioso di Gesù

sangue-preziosoQuanto è prezioso il sangue di Gesù, che Egli ha sparso sulla croce e del quale siamo stati cosparsi (1 Pietro 1:2)! Esso ha purificato la nostra coscienza dalle opere morte rendendoci perfetti quanto alla coscienza (Ebrei 9:14), e se camminiamo nella luce ci purifica da ogni peccato (1 Giovanni 1:7). Mediante di esso siamo stati giustificati (Romani 5:9), riconciliati con Dio (Colossesi 1:20), avvicinati a Dio (Efesini 2:13), santificati (Ebrei 10:29; 13:12); riscattati dal vano modo di vivere tramandatoci dai padri (1 Pietro 1:18), liberati dai nostri peccati (Apocalisse 1:5; Efesini 1:7), e comprati a Dio (Apocalisse 5:9). Mediante il Suo sangue è stato dedicato il patto che Dio ha fatto con noi (Ebrei 9:18; 13:20); in virtù del Suo sangue abbiamo la libertà d’entrare nel santuario (Ebrei 10:19), e a cagione del Suo sangue abbiamo vinto il diavolo (Apocalisse 12:11).

A Cristo Gesù, che ha sparso il Suo sangue per noi, sia la gloria ora e in eterno. Amen

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/09/22/il-sangue-prezioso-di-gesu/

La conversione del ladrone sulla croce

Fratelli e sorelle nel Signore, in merito alla conversione del ladrone sulla croce è scritto : ‘E uno de’ malfattori appesi lo ingiuriava, dicendo: Non se’ tu il Cristo? Salva te stesso e noi! Ma l’altro, rispondendo, lo sgridava e diceva: Non hai tu nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? E per noi è cosa giusta, perché riceviamo la condegna pena de’ nostri fatti, ma questi non ha fatto nulla di male. E diceva: Gesù, ricordati di me quando sarai venuto nel tuo regno! E Gesù gli disse: Io ti dico in verità che oggi tu sarai meco in paradiso.’ (Luca 23:39-43) Ora, questo esempio deve servire per farci comprendere come Dio sia in grado di salvare un peccatore anche nell’ultimo istante della sua vita. E questo perché la salvezza la si ottiene per la sola grazia mediante la sola fede in Cristo Gesù, il Figliuolo di Dio, e non per opere. Ma di questa conversione ce ne ha parlato solo Luca, mentre gli altri tre vangeli riportano quanto segue : ‘Allora furon con lui crocifissi due ladroni, uno a destra e l’altro a sinistra. E coloro che passavano di lì, lo ingiuriavano, scotendo il capo e dicendo: Tu che disfai il tempio e in tre giorni lo riedifichi, salva te stesso, se tu sei Figliuol di Dio, e scendi giù di croce! Similmente, i capi sacerdoti con gli scribi e gli anziani, beffandosi, dicevano: Ha salvato altri e non può salvar se stesso! Da che è il re d’Israele, scenda ora giù di croce, e noi crederemo in lui. S’è confidato in Dio; lo liberi ora, s’Ei lo gradisce, poiché ha detto: Son Figliuol di Dio. E nello stesso modo lo vituperavano anche i ladroni crocifissi con lui.’ (Matteo 27:38-44) ‘E con lui crocifissero due ladroni, uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra. E quelli che passavano lì presso lo ingiuriavano, scotendo il capo e dicendo: Eh, tu che disfai il tempio e lo riedifichi in tre giorni, salva te stesso e scendi giù di croce! Parimente anche i capi sacerdoti con gli scribi, beffandosi, dicevano l’uno all’altro: Ha salvato altri e non può salvar se stesso! Il Cristo, il Re d’Israele, scenda ora giù di croce, affinché vediamo e crediamo! Anche quelli che erano stati crocifissi con lui, lo insultavano.’ (Marco 15:27-32) ‘Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, venne al luogo del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota, dove lo crocifissero, assieme a due altri, uno di qua, l’altro di là, e Gesù nel mezzo’ (Giovanni 19:17-18) A differenza di Giovanni che dice ben poco del comportamento tenuto da questi due ladroni, sia Matteo che Marco ne parlano in questa maniera ‘lo vituperavano anche i ladroni crocifissi con lui’ e ‘quelli che erano stati crocifissi con lui, lo insultavano’. Quindi entrambi i ladroni hanno vituperato e insultato Gesù, eppure dall’evangelo scritto da Luca (che non fu per altro nemmeno un testimone oculare, ma che si informò accuratamente delle cose avvenute) scopriamo che prima di morire uno dei due fù salvato! Badate bene che furono entrambi i ladroni a vituperare e ad insultare Gesù e non fu uno solo a farlo, e questo perché la conversione di uno di questi due ladroni non avvenne molto tempo prima per poi manifestarsi mentre egli era in croce, ma avvenne proprio negli ultimi istanti della sua vita, e fu proprio in quegli ultimi istanti che pentitosi si mise a sgridare colui che continuava ancora a ingiuriarlo. Ora, in questo preciso caso Dio ha voluto farci sapere della conversione di quel tale, ma è sempre cosi? Cioè, Dio deve necessariamente renderci noto chi salva e chi no? Deve forse operare il Signore seguendo i nostri criteri o la nostra logica? Cosi non sia. Egli fa ciò che vuole e agisce dunque come vuole. Considerate solo per un attimo se nelle nostre mani avessimo avuto solo l’evangelo di Matteo o quello di Marco o entrambi, e fossimo arrivati alla conclusione errata che quei due malfattori fossero ora all’inferno : sarebbe stato un giudizio giusto il nostro? No, non lo sarebbe stato. Se invece ci fossimo astenuti dal dare questo tipo di giudizio non avremmo di certo sbagliato. Fratelli e sorelle nel Signore, quello che voglio dire è che la nostra certezza risiede nel fatto che tutti coloro che non avranno creduto in Gesù e che sono morti dunque nei loro peccati se ne andranno all’inferno, ma questo non ci autorizza a dire che ‘tizio e caio’ – senza che noi fossimo stati presenti quando ‘tizio e caio’ hanno spirato o in assenza di ricerche approfondite sulla loro morte – sono all’inferno, poichè non abbiamo la piena certezza che lo siano. E’ vero che dobbiamo parlare con certezza ma è altresì vero che dobbiamo parlare in verità, ed è quindi necessario che per parlare in maniera cosi categorica ci siano delle prove inconfutabili di ciò che affermiamo. E’ chiaro poi che la stragrande maggioranza di coloro che hanno vissuto una vita nel peccato, immersi nelle concupiscenze della carne, non essendosi ravveduti neanche in punto di morte siano ora all’inferno; ma io credo anche che una piccolissima minoranza di loro siano stati salvati dal Signore, indipendentemente se si sia saputo o meno, poiché anch’essi facenti parte dei suoi eletti. Ponete il caso che un uomo malvagio, un bestemmiatore, un oltraggiatore, un uomo pericoloso e conosciuto da tutti per la sua condotta empia sia morto in casa sua mentre era solo, senza dunque nessun testimone che abbia assistito alla sua morte, ma che il Signore a nostra insaputa lo abbia salvato prima di morire, donandogli sia il ravvedimento che la fede. O ponete ancora il caso che quantunque vi fossero dei testimoni oculari pure non dando importanza a quelle parole penitenti rivolte al Signore, o magari vergognandosi per lui di quel che ha fatto e per non farlo apparire come un ‘debole’ di fronte alla società, nemmeno lo riferiscono agli altri. Ora dico, lo sapremo mai che quel tale fù salvato dal Signore? No, a meno che Dio non dia una rivelazione a qualcuno e lo rendi noto. Ma Dio è forse in dovere di dare questa rivelazione? E’ in dovere di farci sapere ciò che Egli fa? Non sempre fratelli il Signore ci rivela la Sua volontà. E se noi ci mettessimo a dire che quel tale sia all’inferno, stiamo forse dicendo la verità? No, non stiamo dicendo la verità. Semmai, per non sbagliare, possiamo dire di tutti costoro che ‘se non si sono ravveduti e non hanno creduto nel Signore’ ora sono per certo all’inferno. Questo lo possiamo dire essendo certi di affermare la verità e senza paura di essere smentiti. Che questo ci serva dunque da ammaestramento fratelli per non emettere dei giudizi affrettati e soprattutto ingiusti.

 

Salvatore Larizza

Lo sterminio di tutti gli uomini e di tutti gli animali ai tempi di Noè avvenuto per decreto di Dio, a motivo della corruzione del genere umano avvenuta per opera degli uomini

diluvioE’ scritto : ‘Questa è la posterità di Noè. Noè fu uomo giusto, integro, ai suoi tempi; Noè camminò con Dio. E Noè generò tre figliuoli: Sem, Cam e Jafet. Or la terra era corrotta davanti a Dio; la terra era ripiena di violenza. E Dio guardò la terra; ed ecco, era corrotta, poiché ogni carne aveva corrotto la sua via sulla terra. E Dio disse a Noè: ‘Nei miei decreti, la fine d’ogni carne è giunta; poiché la terra, per opera degli uomini, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò, insieme con la terra. Fatti un’arca di legno di gofer; falla a stanze, e spalmala di pece, di dentro e di fuori. Ed ecco come la dovrai fare: la lunghezza dell’arca sarà di trecento cubiti; la larghezza, di cinquanta cubiti, e l’altezza, di trenta cubiti. Farai all’arca una finestra, in alto, e le darai la dimensione d’un cubito; metterai la porta da un lato, e farai l’arca a tre piani: uno da basso, un secondo e un terzo piano. Ed ecco, io sto per far venire il diluvio delle acque sulla terra, per distruggere di sotto i cieli ogni carne in cui è alito di vita; tutto quello ch’è sopra la terra, morrà. Ma io stabilirò il mio patto con te; e tu entrerai nell’arca: tu e i tuoi figliuoli, la tua moglie e le mogli de’ tuoi figliuoli, con te. E di tutto ciò che vive, d’ogni carne, fanne entrare nell’arca due d’ogni specie, per conservarli in vita con te; e siano maschio e femmina. Degli uccelli secondo le loro specie, del bestiame secondo le sue specie, e di tutti i rettili della terra secondo le loro specie, due d’ogni specie verranno a te, perché tu li conservi in vita. E tu prenditi d’ogni cibo che si mangia, e fattene provvista, perché serva di nutrimento a te e a loro’. E Noè fece così; fece tutto quello che Dio gli avea comandato.’ (Genesi 6:9-22) ‘L’anno seicentesimo della vita di Noè, il secondo mese, il diciassettesimo giorno del mese, in quel giorno, tutte le fonti del grande abisso scoppiarono e le cateratte del cielo s’aprirono. E piovve sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti.’ (Genesi 7:11-12) ‘E perì ogni carne che si moveva sulla terra: uccelli, bestiame, animali selvatici, rettili d’ogni sorta striscianti sulla terra, e tutti gli uomini.Tutto quello ch’era sulla terra asciutta ed aveva alito di vita nelle sue narici, morì. E tutti gli esseri che erano sulla faccia della terra furono sterminati: dall’uomo fino al bestiame, ai rettili e agli uccelli del cielo; furono sterminati di sulla terra; non scampò che Noè con quelli ch’erano con lui nell’arca. E le acque rimasero alte sopra la terra per centocinquanta giorni.’ (Genesi 7:21-24)

 
Non tremate leggendo queste parole? Non vi incutono esse timore? Non date retta a coloro che vi presentano un dio che non castiga, che non punisce, che non uccide! Poichè l’iddio di costoro è un dio falso, immaginario! Non credete dunque alle favole, ma credete piuttosto a ciò che stà scritto nella Parola di Dio! Poichè è scritto che l’Iddio vivente e vero, il Padre del nostro Signore Gesù Cristo, è un vendicatore! (cfr. Naum 1:2; Romani 12:19) Temetelo dunque e tremate davanti a Colui al quale dovrete rendere conto! Nessuno si illuda, io vi ho avvertiti.

Salvatore Larizza

La bocca del giusto e l’insegnamento del savio, fonte di vita

Fratelli e sorelle nel Signore, sappiate che la bocca del giusto è fonte di vita (cfr. Proverbi 10 :11), mentre ‘le parole degli empi insidiano la vita.’ (cfr. Proverbi 12:6) Faremo bene dunque a dare ascolto alle parole degli uomini retti, e a rigettare le parole degli uomini empi. E’ scritto che dall’abbondanza del cuore la bocca parla, (cfr. Matteo 12:34) quindi, se un uomo ha un cuore giusto anche il suo parlare sarà un parlare giusto. Difatti è scritto che il cuor del giusto medita la sua risposta, (cfr. Proverbi 15:28a) che le sue labbra conoscono ciò che è grato, (cfr. Proverbi 10:32) e che dalla sua bocca sgorga sapienza (cfr. Proverbi 10:31a; Salmi 37:30); mentre, è scritto anche che il cuore degli empi val poco, (cfr. Proverbi 10:20b) che la bocca degli empi è piena di perversità (cfr. Proverbi 10:32b) e che da essa sgorga cose malvage. (cfr. Proverbi 15:28b) Ora, in merito all’insegnamento, è scritto ancora che ‘l’insegnamento del savio è una fonte di vita per schivare le insidie della morte.’ (Proverbi 13:14) Già, perché ‘l’insegnamento è una luce, e le correzioni della disciplina son la via della vita. (cfr. Proverbi 6:23) Attenetevi dunque all’insegnamento del savio, e voi vivrete; poiché ‘il cuore del savio gli rende assennata la bocca’ (Proverbi 16:23) e ‘il senno, per chi lo possiede, è fonte di vita’ (Proverbi 16:22). Tenete invece d’occhio coloro che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro. (cfr. Romani 16:17) Crescete nella fede e nella conoscenza della profonda volontà di Dio, lasciando l’insegnamento elementare intorno a Cristo, e tendendo sempre più a quello perfetto. (cfr. Ebrei 6:1)

Salvatore Larizza

Il senno, fonte di vita

Iddio ha voluto che il libro dei proverbi fosse scritto ‘perché l’uomo conosca la sapienza e l’istruzione, e intenda i detti sensati; perché riceva istruzione circa l’assennatezza, la giustizia, l’equità, la dirittura.’ (Proverbi 1:2-3) Ed è scritto che ‘chi rigetta l’istruzione disprezza l’anima sua, ma chi dà retta alla riprensione acquista senno.’ (Proverbi 15:32) Quindi faremo bene a porre attenzione a ciò che è scritto in questo libro così prezioso, perché attraverso la lettura, la meditazione e lo studio di questi proverbi riceveremo la sapienza e l’istruzione circa l’assennatezza e la giustizia e dimostreremo di amare l’anima nostra anziché disprezzarla, si amarla, poiché è scritto che ‘chi acquista senno ama l’anima sua.’ (Proverbi 19:8) Un uomo assennato dunque è gradito a Dio; mentre un uomo privo di senno non lo è. Ora, è scritto che chi commette un adulterio, chi sprezza il prossimo e chi va dietro ai fannulloni è un uomo privo di senno.’ (cfr. Proverbi 6:32; 11:12; 12:11) Ed è scritto anche che per coloro che sono privi di senno la follia è una gioia (cfr. Proverbi 15:21); dimostrando cosi di essere degli stolti. E a che serve il danaro in mano allo stolto? ad acquistar saviezza?… Ma se non ha senno.’ (Proverbi 17:16) Difatti, a che servono le ricchezze in mano agli stolti, essendo essi privi di senno? A nulla, non gli servono proprio a nulla. Le ricchezze materiali non possono dare all’uomo né saviezza nè intelligenza; esse non servono a nulla nel giorno dell’ira; anzi chi confida in esse per certo cadrà (cfr. Proverbi 11:4,28) Gli stolti dunque non muoiono per mancanza di ricchezze, no, ‘gli stolti muoiono per mancanza di senno.’ (Proverbi 10:21) Ma è altresì scritto che ‘il senno, per chi lo possiede, è fonte di vita’ (Proverbi 16:22) e che l’avere ‘buon senno procura favore.’ (Proverbi 13:15) Il senno inoltre, fratelli e sorelle nel Signore, rende l’uomo lento all’ira, ed egli stima sua gloria il passar sopra le offese. (cfr. Proverbi 19:11) Oh, quanto è importante avere il senno! Esso è fonte di vita! Non disprezzate dunque l’istruzione che ci viene dalla parola di Dio, anzi fatene tesoro, e voi riceverete sapienza e assennatezza, e ognuno di voi avrà la sua lode in proporzione del suo senno (cfr. Proverbi 12:8). Sia i giovani tra voi che i più anziani siano assennati (cfr. Tito 2:2; 2:6) e lo siano soprattutto coloro che svolgono l’ufficio di vescovo, affinché ne diano l’esempio. (cfr. Tito 1:8; 1Timoteo 3:2) Quanto a senno inoltre fratelli nel Signore, non siate fanciulli, ma siate uomini fatti. (cfr. 1Corinzi 14:20)

 

Salvatore Larizza