Badate a voi stessi!

Fratelli e sorelle nel Signore, Gesù un giorno disse ai suoi discepoli queste parole : ‘Badate a voi stessi! Se il tuo fratello pecca, riprendilo; e se si pente, perdonagli. E se ha peccato contro te sette volte al giorno, e sette volte torna a te e ti dice: Mi pento, perdonagli.’ (Luca 17:3-4) Se dunque il fratello ha peccato contro te, DEVE essere ripreso; e se si pente, DEVE essere perdonato. Non bisogna dunque solo pregare per il fratello che ha peccato contro te, ma deve essere anche ripreso per il suo bene, poiché è scritto che ‘chi copre le sue trasgressioni non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia.’ (Proverbi 28:13) Quindi affinché il fratello possa prosperare ed ottenere misericordia da parte di Dio è necessario che egli non copra le sue trasgressioni, ma che le confessi e le abbandoni. Se noi dunque amiamo il fratello e desideriamo la sua prosperità, dobbiamo esercitare la riprensione. Riprensione che vi ricordo và esercitata con dolcezza e rispetto, e non con arroganza e presunzione. E anche se il fratello pecca contro te sette volte al giorno, e sette volte torna a te pentito, deve essere perdonato. E questo perchè se se non perdoni, non sarai perdonato; se non usi misericordia, non ti sarà usata misericordia. Nella maniera in cui giudichi sarai giudicato, e nella maniera in cui condanni sarai condannato, e non ci sono riguardi personali. Bada dunque a te stesso, esercita la riprensione per amore del fratello, e sii misericordioso come lo è il Padre nostro che è ne’ cieli (cfr. Luca 6:36-37)

Salvatore Larizza

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Siate benigni e misericordiosi

‘Non dire: ‘Come ha fatto a me così farò a lui; renderò a costui secondo l’opera sua’.’ (Proverbi 24:29) Gesù disse : ‘Amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che v’odiano; benedite quelli che vi maledicono, pregate per quelli che v’oltraggiano. A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l’altra; e a chi ti toglie il mantello non impedire di prenderti anche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede; e a chi ti toglie il tuo, non glielo ridomandare. E come volete che gli uomini facciano a voi, fate voi pure a loro. E se amate quelli che vi amano, qual grazia ve ne viene? Poiché anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a quelli che vi fanno del bene, qual grazia ve ne viene? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a quelli dai quali sperate ricevere, qual grazia ne avete? Anche i peccatori prestano ai peccatori per riceverne altrettanto. Ma amate i vostri nemici, e fate del bene e prestate senza sperarne alcun che, e il vostro premio sarà grande e sarete figliuoli dell’Altissimo; poich’Egli è benigno verso gl’ingrati e malvagi. Siate misericordiosi com’è misericordioso il Padre vostro.’ (Luca 6:27-36)

Invidia e contenzione

Fratelli nel Signore, non vi scandalizzate nel vedere alcuni predicare Cristo per invidia e per contenzione, poiché ciò accadeva già ai giorni dell’apostolo Paolo (cfr. Filippesi 1:15); rallegratevi piuttosto, a motivo del fatto che Cristo, per un motivo o per un altro, è comunque annunziato. Ma voi, dal canto vostro, continuate a predicarlo per amore, di buon animo, sinceramente; poiché è scritto che ‘dove sono invidia e contenzione, quivi è disordine ed ogni mala azione.’ (Giacomo 3:16)

Salvatore Larizza

La testimonianza di Dio

La testimonianza di Dio è verace, ed essa rende savio il semplice. Ora, se la testimonianza di due uomini è verace (cfr. Giovanni 8:14-19), quanto più lo è quella di Dio. Difatti, ‘se accettiamo la testimonianza degli uomini, maggiore è la testimonianza di Dio; e la testimonianza di Dio è quella ch’Egli ha resa circa il suo Figliuolo. Chi crede nel Figliuol di Dio ha quella testimonianza in sé; chi non crede a Dio l’ha fatto bugiardo, perché non ha creduto alla testimonianza che Dio ha resa circa il proprio Figliuolo. E la testimonianza è questa: Iddio ci ha data la vita eterna, e questa vita è nel suo Figliuolo. Chi ha il Figliuolo ha la vita; chi non ha il Figliuolo di Dio, non ha la vita. Io v’ho scritto queste cose affinché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figliuol di Dio.’ (1Giovanni 5:9-13)

Salvatore Larizza

Certezza

L’apostolo Paolo aveva la fede degli eletti di Dio, e dunque aveva piena certezza che il Signore lo avrebbe salvato nel suo regno celeste, a condizione che avrebbe perseverato nella fede fino alla fine, senza rinnegarlo. Poiché egli disse a Timoteo queste parole : ‘se lo rinnegheremo, anch’egli ci rinnegherà’ (2Timoteo 2:13), ma disse anche : ‘Il Signore mi libererà da ogni mala azione e mi salverà nel suo regno celeste. A lui sia la gloria ne’ secoli dei secoli. Amen.’ (2Timoteo 4:18) Voi dunque che avete la stessa fede che possedeva il nostro caro fratello Paolo, abbiate dentro di voi la stessa certezza che egli possedeva, sapendo però che se non persevererete nella fede, ma vi tirerete indietro, smetterete di essere graditi a Dio ed Egli vi rigetterà. Certezza dunque fratelli nel Signore e non dubbio, certezza mista però ad un santo timore di Dio.

Salvatore Larizza

Toglilo di mezzo!

Fratelli e sorelle nel Signore, di Gesù è scritto che il popolo gridava : Tòglilo, tòglilo di mezzo, crocifiggilo! (Giovanni 19:15) Di Paolo anche è scritto che il popolo gridava : Toglilo di mezzo! (Atti 21:36) E questo perché il nostro caro fratello Paolo imitava Cristo, e non poteva che ricevere quindi il medesimo trattamento che ricevette il Cristo. Perché ti meravigli dunque se il popolo ancora oggi continui a gridare le medesime cose contro coloro che imitano il Signore? Perché ti aspetti che il popolo ti ami? O che ti stimi e ti apprezzi per ciò che fai? Ricorda sempre che il mondo ama quel che è suo, e quindi non può amare noi, poiché quantunque siamo in questo mondo pure non siamo di questo mondo. Noi, fratelli e sorelle nel Signore, siamo stati scelti dal Signore e non siamo più di questo mondo, siamo Suoi, Egli ci ha acquistati a Dio col proprio sangue! (Cfr. Apocalisse 5:9) Ora, chi è da Dio ci ascolta e ci ama, ma chi non è da Dio non ci ascolta affatto e ci odia. E questo odio nei nostri confronti è dovuto al fatto che testimoniamo del mondo che le sue opere sono malvagie, ed esortiamo gli uomini a ravvedersi e a credere nel Signore Gesù per essere salvati. Non vi meravigliate dunque fratelli, se il mondo vi odia, (Cfr. 1Giovanni 3:13) sappiate che prima di voi ha odiato Gesù. (Cfr. Giovanni 15:18-19)

Salvatore Larizza

Getta il tuo pane sulle acque

È scritto : ‘Getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molto tempo tu lo ritroverai.’ (Ecclesiaste 11:1) Fratelli e sorelle nel Signore, siamo chiamati da Dio a gettare il nostro pane, quel pane che abbiamo da Lui ricevuto e che dimora in noi, il pane vivente che è disceso dal cielo, Gesù Cristo il figliuolo di Dio (cfr. Giovanni 6:35,48,51), e siamo chiamati a gettarlo sulle acque, cioè sui popoli, sulle moltitudini. (cfr. Apocalisse 17:1,15) Si fratelli, con ogni franchezza e senza vergogna alcuna, diamo agli uomini di questo pane, annunciando loro la buona novella che Gesù è il Cristo, il pane vivente disceso dal cielo dato per la vita del mondo. Gesù disse un giorno queste parole : ‘Il regno di Dio è come un uomo che getti il seme in terra, e dorma e si levi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce nel modo ch’egli stesso ignora. La terra da se stessa dà il suo frutto: prima l’erba; poi la spiga; poi, nella spiga, il grano ben formato. E quando il frutto è maturo, subito e’ vi mette la falce perché la mietitura è venuta.’ (Marco 4:26-29) Dunque Gesù ha detto che dopo che l’uomo getta il seme in terra, il seme germoglia e cresce in un modo che egli ignora, poiché tutto ciò avviene sottoterra e non riesce a vederlo finchè non spunti fuori il frutto e diventi ben visibile. Ed è scritto ancora : ‘Come tu non conosci la via del vento, né come si formino le ossa in seno alla donna incinta, così non conosci l’opera di Dio, che fa tutto.’ (Ecclesiaste 11:5) E ancora : ‘Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né d’onde viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito.’ (Giovanni 3:8) Cosicchè l’uomo non conosce la via del vento, del soffio dell’Onnipotente, poichè dopo avere gettato il seme della Parola di Dio vivente non conosce ciò che Dio forma e fa nascere, come Egli rigenera gli uomini mediante di Essa (cfr. 1Pietro 1:23), non vede l’opera di Dio che fa ogni cosa, finchè non spunti fuori il frutto e possa così riconoscerne l’albero. E questo perché egli è chiamato a seminare e anche ad annaffiare, ma non è chiamato a far crescere, poiché non può farlo, essendo opera di Dio. Così fratelli, adoperiamoci nel seminare la Parola di Dio sapendo che Dio compirà l’opera sua, al fine di rallegrarci nel vedere uomini che a suo tempo si ravvederanno e crederanno nel Signore nostro Gesù Cristo. E’ scritto : ‘Ben va piangendo colui che porta il seme da spargere, ma tornerà con canti di gioia quando porterà i suoi covoni.’ (Salmi 126:6) E ancora : ‘Il mietitore riceve premio e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino assieme.’ (Giovanni 4:36) Affatichiamoci dunque fratelli, senza mai stancarci, non diamo posa alle nostre mani, non badiamo ai tempi e alle circostanze, piangiamo pure nel cospetto del Signore, ma continuiamo a gettare il seme, poiché dopo molto tempo il frutto lo vedremo, mieteremo e ci rallegreremo.

Salvatore Larizza