Confidate in perpetuo nell’Eterno

Fratelli e sorelle nel Signore : ‘Non confidate nei principi, né in alcun figliuol d’uomo, che non può salvare’ (Salmi 146:3); ma ‘confidate in perpetuo nell’Eterno, poiché l’Eterno, sì l’Eterno, è la roccia de’ secoli.’ (Isaia 26:4) Amen.

Salvatore Larizza

La sapienza fa vivere

Fratelli e sorelle nel Signore, non disprezzate la sapienza che viene da Dio, anzi procacciatela, poichè è scritto che ‘la sapienza è buona quanto un’eredità, e anche di più, per quelli che vedono il sole. Poiché la sapienza offre un riparo, come l’offre il danaro; ma l’eccellenza della scienza sta in questo, che la sapienza fa vivere quelli che la possiedono.’ (Ecclesiaste 7:11-12)

Salvatore Larizza

Riponi nell’Eterno la tua fiducia

È scritto : ‘Benedetto l’uomo che confida nell’Eterno, e la cui fiducia è l’Eterno!’ (Geremia 17:7) Sì, la Sacra Scrittura dichiara ‘beato l’uomo che ripone nell’Eterno la sua fiducia, e non riguarda ai superbi né a quei che si svian dietro alla menzogna!’ (Salmi 40:4)

Salvatore Larizza

Si son sviati dalla fede e si son trafitti di molti dolori

Così disse l’apostolo Paolo a Timoteo :
‘Or la pietà con animo contento del proprio stato, è un gran guadagno; poiché non abbiam portato nulla nel mondo, perché non ne possiamo neanche portar via nulla; ma avendo di che nutrirci e di che coprirci, saremo di questo contenti. Ma quelli che vogliono arricchire cadono in tentazione, in laccio, e in molte insensate e funeste concupiscenze, che affondano gli uomini nella distruzione e nella perdizione. Poiché l’amor del danaro è radice d’ogni sorta di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si son trafitti di molti dolori.’ (1Timoteo 6:6-10)
Se dunque un ‘credente’ comincia a volersi arricchire e ad amare il danaro, per certo cadrà in tentazione, si svierà dalla fede e si trafiggerà di molti dolori. Egli dunque andrà in perdizione.
Salvatore Larizza

Chi scade dalla grazia lo fa perché così Iddio ha innanzi decretato?

Fratelli e sorelle nel Signore, io credo fermamente che Iddio abbia eletto a salvezza un popolo, avanti la fondazione del mondo, e che questo popolo a suo tempo venga messo in grado da Dio di ravvedersi e di credere nel Suo Figliuolo Gesù Cristo, ed ottenere cosi la vita eterna. E credo anche che nonostante i santi siano stati messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce, pure possono scadere dalla grazia se non perseverano nella fede in fino alla fine. Ma non credo affatto che coloro che scadono dalla grazia, lo facciano perché cosi Iddio abbia innanzi decretato. Cioè non credo affatto che Iddio operi affinché costoro cadano e vadano in perdizione. Ritengo piuttosto che quantunque verso taluni il Signore non permetta che ciò accada, verso altri invece lo permette; a motivo però del loro rinnegamento e della loro ribellione. Reputo dunque che Egli lo permetta, e non so perché Egli lo faccia, ma non che lo abbia innanzi decretato. Sono gli uomini che si tirano indietro a loro propria perdizione, e non Dio che faccia in modo che essi lo facciano. Io sono pienamente persuaso di avere creduto nel Signore, poiché eletto a salvezza da Dio fin dal principio, e credo fermamente che Iddio voglia la mia salvezza e che mi salverà nel suo regno celeste, a condizione che persevero nella fede, con l’aiuto che mi viene da Lui, fino alla fine. Non ritengo cosa giusta dunque dubitare dell’amore di Dio e della sua fedeltà verso coloro che Egli abbia eletto a salvezza. Non avrei pace nel cuore se avessi anche per un solo momento il dubbio che Dio mi ami o meno; o al solo pensiero che se Egli ha decretato la mia rovina, magari tra trenta anni, allora vorrà dire che me ne andrò in perdizione, senza poter fare nulla. La fede mi dà invece la certezza che il Signore mi ama e che, se lo temo e cammino secondo i suoi comandamenti, non permetterà che il mio piede vacilli; ma so altresì che se abbasso la guardia e non veglio e mi allontano dunque da Lui, Egli può permettere che io me ne vada in perdizione. D’altronde, se gli volto le spalle, se smetto di osservare i Suoi comandamenti, se mi tiro indietro, perché Egli dovrebbe continuare a gradirmi o a preservarmi? E’ forse in dovere di farlo il Signore? Anzi, questo suo severo avvertimento, questa reale possibilità, mi fa tremare e mi stimola ancor di più a non abbassare mai la guardia. Certezza dunque e non dubbio, di essere da Lui amato e preservato da ogni caduta a condizione che persevero nella fede fino alla fine dei miei giorni.

Salvatore Larizza

Il giorno dell’Eterno giunge

È scritto : ‘Urlate, poiché il giorno dell’Eterno è vicino; esso viene come una devastazione dell’Onnipotente. Perciò, tutte le mani diventan fiacche, ed ogni cuor d’uomo vien meno. Son còlti da spavento, son presi da spasimi e da doglie; si contorcono come donna che partorisce, si guardan l’un l’altro sbigottiti, le loro facce son facce di fuoco.
Ecco, il giorno dell’Eterno giunge: giorno crudele, d’indignazione d’ira ardente, che farà della terra un deserto, e ne distruggerà i peccatori. Poiché le stelle e le costellazioni del cielo non faran più brillare la loro luce; il sole s’oscurerà fin dalla sua levata, e la luna non farà più risplendere il suo chiarore. Io punirò il mondo per la sua malvagità, e gli empi per la loro iniquità; farò cessare l’alterigia de’ superbi e abbatterò l’arroganza de’ tiranni.’ (Isaia 13:6-11) Ravvedetevi dunque voi tutti che leggete e che siete senza Cristo nel mondo, privi di speranza, prima che giunga il giorno dell’ardente ira dell’Eterno. Riconciliatevi con Dio finché siete in tempo, salvatevi da questa perversa generazione.

Salvatore Larizza

La potenza di Dio

Così disse l’apostolo Paolo : ‘Poiché la parola della croce è pazzia per quelli che periscono; ma per noi che siam sulla via della salvazione, è la potenza di Dio’ (1Corinzi 1:18) e ancora : ‘Poiché io non mi vergogno dell’Evangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede.’ (Romani 1:16-17)

Certezza

L’apostolo Paolo aveva la fede degli eletti di Dio, e dunque aveva piena certezza che il Signore lo avrebbe salvato nel suo regno celeste, a condizione che avrebbe perseverato nella fede fino alla fine, senza rinnegarlo. Poiché egli disse a Timoteo queste parole : ‘se lo rinnegheremo, anch’egli ci rinnegherà’ (2Timoteo 2:13), ma disse anche : ‘Il Signore mi libererà da ogni mala azione e mi salverà nel suo regno celeste. A lui sia la gloria ne’ secoli dei secoli. Amen.’ (2Timoteo 4:18) Voi dunque che avete la stessa fede che possedeva il nostro caro fratello Paolo, abbiate dentro di voi la stessa certezza che egli possedeva, sapendo però che se non persevererete nella fede, ma vi tirerete indietro, smetterete di essere graditi a Dio ed Egli vi rigetterà. Certezza dunque fratelli nel Signore e non dubbio, certezza mista però ad un santo timore di Dio.

Salvatore Larizza

Il suo sangue sia sopra noi

Fratelli e sorelle nel Signore, il popolo che nei riguardi del nostro Signore Gesù Cristo gridò : ‘Tòglilo, tòglilo di mezzo, crocifiggilo!’ (cfr. Giovanni 19:15), fu lo stesso che ‘disse : Il suo sangue sia sopra noi e sopra i nostri figliuoli.’ (cfr. Matteo 27:25) Ora, considerate quanto grande fù la maledizione che questo popolo si attirò sopra di sé! E questo perché se da una parte il sangue di Gesù sopra taluni è motivo di benedizione, sopra altri invece è motivo di maledizione. Solo chi si ravvede dai propri peccati e crede nel sacrificio di Gesù Cristo riceve all’istante la remissione dei propri peccati, perchè il sangue di Gesù lo purifica da ogni peccato; ed entra nella benedizione col credente Abramo, che credette e ciò gli fù messo in conto di giustizia. (cfr. Galati 3:9) Talchè solo coloro che hanno la fede sono benedetti col credente Abramo, tutti gli altri invece, che non credono nel Signore, sono sotto maledizione. (cfr. Galati 3:10-13) Ravvediti dunque e credi nel Signore Gesù Cristo, il suo sangue prezioso ti purificherà da ogni peccato, diventerai un figiuolo di Dio, amato da Dio, e non sarai più sotto maledizione  ma sarai benedetto. Non essere tra coloro che gridano : ‘Tòglilo, tòglilo di mezzo, crocifiggilo!’; ma sii tra coloro che gridano : ‘Abbi pietà di me Signore, salvami!’

Salvatore Larizza

Getta il tuo pane sulle acque

È scritto : ‘Getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molto tempo tu lo ritroverai.’ (Ecclesiaste 11:1) Fratelli e sorelle nel Signore, siamo chiamati da Dio a gettare il nostro pane, quel pane che abbiamo da Lui ricevuto e che dimora in noi, il pane vivente che è disceso dal cielo, Gesù Cristo il figliuolo di Dio (cfr. Giovanni 6:35,48,51), e siamo chiamati a gettarlo sulle acque, cioè sui popoli, sulle moltitudini. (cfr. Apocalisse 17:1,15) Si fratelli, con ogni franchezza e senza vergogna alcuna, diamo agli uomini di questo pane, annunciando loro la buona novella che Gesù è il Cristo, il pane vivente disceso dal cielo dato per la vita del mondo. Gesù disse un giorno queste parole : ‘Il regno di Dio è come un uomo che getti il seme in terra, e dorma e si levi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce nel modo ch’egli stesso ignora. La terra da se stessa dà il suo frutto: prima l’erba; poi la spiga; poi, nella spiga, il grano ben formato. E quando il frutto è maturo, subito e’ vi mette la falce perché la mietitura è venuta.’ (Marco 4:26-29) Dunque Gesù ha detto che dopo che l’uomo getta il seme in terra, il seme germoglia e cresce in un modo che egli ignora, poiché tutto ciò avviene sottoterra e non riesce a vederlo finchè non spunti fuori il frutto e diventi ben visibile. Ed è scritto ancora : ‘Come tu non conosci la via del vento, né come si formino le ossa in seno alla donna incinta, così non conosci l’opera di Dio, che fa tutto.’ (Ecclesiaste 11:5) E ancora : ‘Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né d’onde viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito.’ (Giovanni 3:8) Cosicchè l’uomo non conosce la via del vento, del soffio dell’Onnipotente, poichè dopo avere gettato il seme della Parola di Dio vivente non conosce ciò che Dio forma e fa nascere, come Egli rigenera gli uomini mediante di Essa (cfr. 1Pietro 1:23), non vede l’opera di Dio che fa ogni cosa, finchè non spunti fuori il frutto e possa così riconoscerne l’albero. E questo perché egli è chiamato a seminare e anche ad annaffiare, ma non è chiamato a far crescere, poiché non può farlo, essendo opera di Dio. Così fratelli, adoperiamoci nel seminare la Parola di Dio sapendo che Dio compirà l’opera sua, al fine di rallegrarci nel vedere uomini che a suo tempo si ravvederanno e crederanno nel Signore nostro Gesù Cristo. E’ scritto : ‘Ben va piangendo colui che porta il seme da spargere, ma tornerà con canti di gioia quando porterà i suoi covoni.’ (Salmi 126:6) E ancora : ‘Il mietitore riceve premio e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino assieme.’ (Giovanni 4:36) Affatichiamoci dunque fratelli, senza mai stancarci, non diamo posa alle nostre mani, non badiamo ai tempi e alle circostanze, piangiamo pure nel cospetto del Signore, ma continuiamo a gettare il seme, poiché dopo molto tempo il frutto lo vedremo, mieteremo e ci rallegreremo.

Salvatore Larizza