Cos’ è la “confutazione”, quale è la sua utilità, quali le ragioni e la franchezza dell’esposizione

“Perché sebbene camminiamo nella carne, non combattiamo secondo la carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti nel cospetto di Dio a distruggere le fortezze; poiché distruggiamo i ragionamenti ed ogni altezza che si eleva contro alla conoscenza di Dio, e facciam prigione ogni pensiero traendolo all’ubbidienza di Cristo;” ( II Corinzi 10:3-5 )

Dal dizionario della lingua italiana Devoto-Oli, diciottesiama ristampa, ottobre 1985; per la voce confutazione si legge:
“Critica diretta, mediante prove o argomenti circostanziati e puntuali, a dimostrare l’infondatezza o l’inconsistenza totale o parziale di qualcosa, convincendo del contrario.”

La confutazione delle false dottrine è una parte della sana dottrina di cui oggi i servitori di Dio fanno poco ricorso, forse perché vige “il reciproco rispetto”, come è stato scritto in diversi statuti delle organizzazioni cristiane evangeliche. Ciò vuol dire che i ministri evangelici hanno il bavaglio alla bocca e non sono liberi di parlare come dovrebbero, non sono liberi di distruggere le false dottrine e tutte quelle menzogne che si elevano contro la conoscenza della verità.

Ma ringraziato sia Iddio che sempre si preserva un numero di servitori che non si fanno “imbavagliare la bocca” per un vile guadagno o qualsiasi altro interesse impuro.

La confutazione, per forza di cose, avendo lo scopo di distruggere dei falsi ragionamenti e delle false dottrine non può fare uso di parole melate e lusinghiere, anzi, le parole devono essere come un martello che batte sulle fortezze per abbatterle, devono, quindi, avere la forza distruttiva di cui necessitano per annientare le falsità.

Purtroppo, i credenti di oggi non sono abituati a questo tipo di linguaggio forte, non offensivo ma pungente, chiaro, senza eufemismi, senza addolcire i concetti che hanno lo scopo di toccare le coscienze di coloro che errano nella dottrina e di farli vergognare affinché tornino in loro stessi e abbandonino l’errore in cui sono caduti.

A cadere nell’errore sono solitamente dei ministri, dei conduttori di comunità; quindi, li si deve scuotere forte e costringerli a studiare e a rivedere le loro false dottrine, abbracciate talvolta troppo frettolosamente o per motivi interessati. Se si riesce a conquistare i pastori alla verità della Parola di Dio, si avrà il grande beneficio di portare la verità biblica a tutti i fratelli delle chiese da loro guidati.

Come potete comprendere, dunque, la posta in gioco non è di poco conto, anzi è notevole; ci sono in gioco molte anime, scuotendo i pastori che errano, si preservano molti fratelli dalle false dottrine e talvolta da eresie di perdizione.

Taluni possono pure fare delle critiche al modo diretto e pungente rivolto contro i peccati dei pastori, contro l’esposizione di tali peccati a tutta l’opinione pubblica che utilizza internet; ma ciò è necessario per ottenere una solenne umiliazione con un’aperta confessione dei peccati di costoro. Se i peccati di costoro sono già manifesti al mondo, è inutile nasconderli; tutti i tentativi di nasconderli non fanno altro che aggravare ed aumentare la vergogna del peccatore e lo scandalizzarsi di tanti fedeli.

Quando i peccati sono pubblici anche la riprensione e la relativa confessione dovrebbero essere pubbliche.

Se gli errori dottrinali ed il peccato fossero fini a sé stessi non ci sarebbe bisogno di confutarli e condannarli pubblicamente, ma siccome sono errori dottrinali e peccati pubblici allora anche la riprensione è necessario che sia pubblica.

La confutazione ha lo scopo di manifestare gli errori dottrinali ed il peccato dei ministri dell’Evangelo e di attribuire loro piena vergogna. Ma chi confessa tali peccati e tali errori e li abbandona otterrà misericordia da Dio; lui e di conseguenza ne avranno benedizione anche i fratelli della chiesa ministrata.

Se i ministri di Dio si mostreranno indulgenti con sé stessi e riluttanti alla confessione e all’abbandono del peccato non prospereranno. Sarà Iddio con i suoi giudizi a proclamare al mondo le iniquità di tali ministri; a tal riguardo si veda ciò che è accaduto al popolo d’Israele e al Tempio di Gerusalemme.

Taluni che hanno intrapreso l’opera del ministero si comportano così ostinatamente in modo egoistico, negligente (nel comportamento, nell’esempio, nello studio e nella conoscenza della Parola di Dio), orgoglioso e in modo riprovevole, a tal punto che è diventato un dovere per i ministri che si conducono in modo degno di Cristo di ammonirli, manifestando le loro colpe.

A molti accade, purtroppo, che si sentono maggiormente offesi dalla riprensione piuttosto che dal loro peccato e preferirebbero che si smettesse di rimproverarli piuttosto che porre fine ai propri peccati e alle proprie eresie perniciose per la chiesa dell’Iddio vivente.

Chi conosce la verità della Parola di Dio, si comporterebbe crudelmente abbandonando i fratelli totalmente nelle mani di questi sedicenti ministri; fratelli per il quale il nostro Signore Gesù Cristo è morto.

Tollerare e coprire i peccati e le false dottrine dei ministri significa partecipare alla rovina della chiesa, al decesso della morale e dell’etica cristiana, alla cessazione del buon profumo della Parola di Dio emanato dai credenti ogni qualvolta compiono opere buone.

Se le guide sono depravate come pensate che saranno ridotti i fratelli della comunità?

Con la pubblica manifestazione dei peccati e delle false dottrine dei conduttori si tenta di riformarli, ed è il modo più efficace di promuovere una riforma della chiesa tutta, stimolando i fratelli a chiedere conto ai loro conduttori di ciò che essi dicono e fanno.

È per il bene della chiesa e per far cessare le argomentazioni ai nemici della chiesa e di Cristo Gesù che bisogna riprendere i pastori che si conducono malamente, dimostrando nel contempo la falsità di certe dottrine.

Riflettete su questa figura: se in una città ci fosse un grande incendio e i vigili del fuoco non intervenissero perché siano impegnati tutti in affari loro personali e fossero occupati in cose da impedirgli un intervento pronto ed efficace; che fareste voi? Non cerchereste in modo vigoroso di richiamarli ai loro doveri affinché intervengano nell’arginare la propagazione del fuoco? E se questi vigili del fuoco negligenti si sentissero infastiditi e vi accusassero di presunzione, di arroganza e di essere dei maleducati che parlano in modo impertinente, si sentissero offesi avendo infangato la loro reputazione; non dovreste pensare, giustamente, che non siano proprio sani di mente nella considerazione di quanto accaduto?

Per quale motivo dovremmo, alla pari di quei vigili, preferire di lasciare che le anime si perdano, piuttosto che rimproverare i cattivi operai della poca conoscenza della Parola di Dio e della loro cattiva condotta?

Perché questa è la situazione in cui ci si trova in questo tempo. Le anime periscono, i fratelli sono ammaestrati poco e male, mentre i cosiddetti pastori si preoccupano soprattutto dei loro affari, dei piaceri mondani, se la prendono comoda; però dimostrano notevole impegno nel frenare tutti quei fratelli che vogliono che l’opera di Dio sia compiuta e portata a compimento!

Ma gli uomini di buona volontà non tacciono a riguardo del peccato dei ministri della chiesa e, di conseguenza, della chiesa da loro servita; neppure Dio lascerà tranquille tali persone.

La gravità del peccato e dell’ignoranza nella Parola di Dio stà nel fatto che a commetterli sono dei ministri del Vangelo e non solo dei semplici fratelli; ad ignorare le sacre Scritture sono proprio i ministri di Cristo! Ecco dove stà la gravità! Se tali persone avessero intrapreso un’altra attività e non quella di condurre le chiese, non ci sarebbe motivo di importunarli con le riprensioni sulla loro condotta e le confutazioni contro i loro insegnamenti palesemente errati; poiché, invece, hanno deciso di diventare ministri di culto, preposti a vigilare sulle pecore, ad ammaestrarle e preservarle dai lupi rapaci, non possono essere lasciati nei loro errori e nel loro peccato, devono essere svegliati con forti scossoni; sì, forti scossoni, perché quando il sonno è pesante gli scossoni devono essere forti, devono essere franchi e diretti, senza lasciare adito al dubbio che non si stia parlando di loro ma bensì di altri. Quando si fanno nomi e si precisano circostanze è affinché costoro si destino dal sonno una volta per tutte e ritornino in loro stessi per servire la chiesa che Dio ha dato loro da ministrare.

In conclusione, voi, ministri di Cristo, prendetela come volete, ma è venuto il momento di parlarvi chiaramente, e se ciò non servisse a nulla, allora bisogna rivolgersi a voi ancora più duramente, e se neppure questo servisse, allora non rimarrebbe che il diretto intervento di Dio.

Tutte queste cose, naturalmente, sono rivolte soltanto a coloro che non si applicano nello studio della Parola di Dio e si rendono colpevoli di condursi carnalmente.

Ecco, dunque, esposte le ragioni che hanno indotto i veri ministri di Cristo, che hanno in cuore la sorte di tutti i santi, a scrivere, predicare e pubblicare le confutazioni, cioè le iniquità e l’ignoranza nella Parola di Dio dei ministri di Cristo.

La chiesa attuale, purtroppo, ha bisogno di essere riformata. Penso che solo la chiesa di Cristo perseguitata ama il Signore con tutta la sua mente, con tutto il suo cuore e con tutte le sue forze.

Ma già un cambiamento è in atto, i fratelli hanno cominciato a capire che devono domandarsi se ciò che viene insegnato loro è biblico oppure no. Infatti, Gesù ammonisce ancora oggi coloro che ascoltano, lo fa con le parole: “badate come ascoltate”. I fratelli cominciano a sentire e a leggere anche altre dottrine e le confrontano con quelle che sentono dal pulpito, considerando che pure loro hanno l’intendimento che lo Spirito gli concede, notano che ciò che viene detto dal pulpito, ad un esame attento, non corrisponde sempre a verità. A dire il vero molte volte ciò che viene detto dal pulpito è così palesemente errato che persino un incredulo se ne accorge.

Avuto riguardo a quanto detto sopra, molti rimangono impenitenti e imprecano contro coloro che denunziano il peccato e l’errore nella chiesa di Dio, cercando di turargli la bocca; gridando, contro chi chiede penitenza e confessione dei peccati, calunnie, offese e non mi stupirebbe il fatto che citino davanti ai tribunali degli infedeli coloro che denunziano il peccato in mezzo alla chiesa. Non potendo far ricorso alla persecuzione fisica, e neppure a quella psicologica a cui ricorrono all’interno della loro comunità, allora faranno ricorso alla persecuzione davanti ai tribunali. Questo perché sono forti dei soldi che molti fratelli donano allegramente nella cassetta delle offerte e costoro si sono inorgogliti da tanta abbondanza e si sentono di poter affrontare qualsiasi causa a colpi di avvocati e di giustizia mondana.

Non è imbavagliando chi parla che si dimostra di avere ragione nella Parola di Dio. Piuttosto, è dimostrando ai fratelli passo per passo, parola per parola che si ha ragione, e lo Spirito della verità attesta sempre alle coscienze quando viene detta la verità. Ma Iddio è con coloro che annunciano la verità, perché chi annuncia la verità è gradito a Dio e non è certamente nemico dei fedeli. Piuttosto, chi mente loro gli è nemico.

Molti cosiddetti pastori non sono né capaci né hanno voglia di dimostrare biblicamente quello che insegnano, di ribattere a coloro che confutano le loro predicazioni, non sono neppure in grado di controbattere ad un testimone di Geova su molti argomenti, non sono capaci di controbattere contro i cattolici romani riguardo a molte loro dottrine.

All’inizio della mia conversione mi sono trovato a dover domandare spiegazioni ad un pastore pentecostale, che conduceva la comunità di Lido di Ostia, riguardo il battesimo con lo Spirito santo per poter rispondere ad alcuni anziani della chiesa dei fratelli di Fondi, e non mi ha saputo rispondere neppure in quella dottrina di cui vanno tanto fieri. Che vergogna, grazie a Dio che il Signore poi mi ha fatto conoscere i suoi veri ministri che mi hanno ammaestrato a tal proposito.

Ma mi chiedo che cosa ne è stato o ne sarà di tutti coloro che sono nella situazione in cui mi sono trovato io. Se una pecora non si rivolge al pastore per avere delucidazioni sulla Bibbia a chi si deve rivolgere? Mi piange il cuore se penso che nella mia situazione si possano trovare molti altri discepoli.

Amati fratelli, cominciate ora a capire perché bisogna parlare così? Cioè chiaramente ed anche duramente in taluni casi? Perché la situazione spirituale della chiesa è gravemente malata, non è morta ma se a breve non si porrà rimedio lo diventerà certamente.

Fratelli, ora vorrei porvi io delle domande.

I vostri ministri di Cristo hanno adempiuto al loro dovere di insegnare i principi della fede e i temi essenziali alla salvezza a ciascuno dei membri della chiesa a loro affidata?

Si sono curati di verificare con le visite e i colloqui personali se i membri della chiesa sono cresciuti sia spiritualmente che in conoscenza della Parola di Dio?

Il comportamento tenuto da questi ministri può essere considerato da imitare similmente a quello dell’apostolo Paolo e di Gesù Cristo?

I fratelli della vostra comunità sono in grado di affrontare una impegnativa discussione biblica con i cattolici romani? Con particolare riferimento a coloro che sono convertiti da diversi anni.

Conoscete personalmente tutti i fratelli che frequentano la vostra comunità? Conoscete tutti i loro bisogni, le loro debolezze, la loro situazione di salute e spirituale?

Pregate continuamente per ognuno dei fratelli che frequenta la vostra comunità chiedendo a Dio per ciascuno cose specifiche di cui ha bisogno?

Nel nome di Gesù Cristo, per amore della chiesa e delle anime immortali degli uomini che vanno in perdizione, io vi protesto oggi, a voi tutti ministri di Dio, adempite ai vostri doveri pienamente, senza più indugiare, dando tutto voi stessi per la causa dell’Evangelo! Adoperatevi nel fare il bene, nell’ammaestrare i fratelli, nell’annunziare l’Evangelo alle anime perdute schiave del peccato. Combattete contro l’ignoranza della Parola di Dio che pervade le chiese. Combattete strenuamente per piegare i cuori ribelli dei peccatori. Combattete strenuamente affinché il timore di Dio abbondi nei cuori dei fedeli e si santifichino. Riprendete, esortate, edificate, fate ogni cosa di cui ci sia bisogno nella chiesa. Smettetela di mostrare voi stessi dal pulpito e di riprendere solo coloro che vi chiamano “fratello”, pretendendo da loro che vi chiamino: “pastore”. Dimostratelo di essere pastore, non solo a parole ma con i fatti, con le lacrime, pregando del continuo per ogni pecora; allora i fratelli vi chiameranno “pastore”, perché lo sarete realmente. Smettetela di pensare che siete soli e che le pecore non vi ascoltano, voi siete i ministri di Cristo! Abbiate coraggio e impegnatevi nell’opera del Signore, Egli vi sosterrà e vi porrà a fianco degli aiuti per portare a termine ogni vostro disegno per l’edificazione e la crescita dei santi. Se voi volete operare ma pensate che vi siano molte difficoltà, io vi dico che rimarrete meravigliati di come il Signore opererà e spazzerà via ogni difficoltà, perché molte delle difficoltà sono solo dentro la vostra mente, penetrate a causa della vostra poca fede. Ricordatevi che raggiungerete più risultati con una famiglia andandola a trovare che con cento predicazioni dal pulpito. Date l’esempio in ogni cosa, andate sempre a trovare i fratelli o qualsiasi altra persona che è all’ospedale, che è inferma a casa; loro se lo aspettano che voi lo facciate, voi fatelo. Quando i santi vogliono parlare con voi non rispondete: appena ho tempo, decidete subito il momento e basta con il prendere tempo, il quale porta al castello del mai. Ditegli chiaramente ai fratelli quando potete ed essi saranno soddisfatti per quel momento ed attenderanno con pazienza il momento da voi stabilito. Se vi domandano che vogliono parlarvi significa che hanno bisogno di parlarvi, anche se voi vi siete creati un sacco di impegni, in quel momento quella è l’opera che Dio vi pone innanzi e voi siete tenuti a praticarla. Voi avete messo mano all’aratro, quindi dovete arare il campo di Dio, con tutte le vostre forze e con tutto il vostro cuore. Comprendete che la salute spirituale di una chiesa dipende notevolmente dal suo pastore? Iddio vi chiederà conto dei vostri peccati e di quelli che non avete voluto reprimere nella chiesa che conducete, non vi ricordate cosa dice il Signore alle sette chiese in Apocalisse? Considerate tali passi, studiate la Parola di Dio doviziosamente, pregate e digiunate, ed allora si avrà un risveglio della chiesa, e Dio opererà i suoi segni ed i suoi prodigi per confermarvi.

Questo è il nostro scopo, risvegliare la chiesa e fare in modo di presentare tutti i santi perfetti in Cristo. So bene che siamo stati salvati per fede, ma se non ci sono le opere la fede è morta, noi non ignoriamo ciò che dicono le sacre Scritture, in questo caso nella epistola di Giacomo.

A Dio che può mandare un grande risveglio nella sua chiesa, che può preservarla dal maligno e vuole riempirla della sua pace e della sua misericordia, siano l’onore, la gloria e la lode nei secoli dei secoli. Amen!

26 aprile 2008
Salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù: Giuseppe Piredda

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2 commenti su “Cos’ è la “confutazione”, quale è la sua utilità, quali le ragioni e la franchezza dell’esposizione

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