Il giorno dell’Eterno giunge

È scritto : ‘Urlate, poiché il giorno dell’Eterno è vicino; esso viene come una devastazione dell’Onnipotente. Perciò, tutte le mani diventan fiacche, ed ogni cuor d’uomo vien meno. Son còlti da spavento, son presi da spasimi e da doglie; si contorcono come donna che partorisce, si guardan l’un l’altro sbigottiti, le loro facce son facce di fuoco.
Ecco, il giorno dell’Eterno giunge: giorno crudele, d’indignazione d’ira ardente, che farà della terra un deserto, e ne distruggerà i peccatori. Poiché le stelle e le costellazioni del cielo non faran più brillare la loro luce; il sole s’oscurerà fin dalla sua levata, e la luna non farà più risplendere il suo chiarore. Io punirò il mondo per la sua malvagità, e gli empi per la loro iniquità; farò cessare l’alterigia de’ superbi e abbatterò l’arroganza de’ tiranni.’ (Isaia 13:6-11) Ravvedetevi dunque voi tutti che leggete e che siete senza Cristo nel mondo, privi di speranza, prima che giunga il giorno dell’ardente ira dell’Eterno. Riconciliatevi con Dio finché siete in tempo, salvatevi da questa perversa generazione.

Salvatore Larizza

Annunci

Badate a voi stessi!

Fratelli e sorelle nel Signore, Gesù un giorno disse ai suoi discepoli queste parole : ‘Badate a voi stessi! Se il tuo fratello pecca, riprendilo; e se si pente, perdonagli. E se ha peccato contro te sette volte al giorno, e sette volte torna a te e ti dice: Mi pento, perdonagli.’ (Luca 17:3-4) Se dunque il fratello ha peccato contro te, DEVE essere ripreso; e se si pente, DEVE essere perdonato. Non bisogna dunque solo pregare per il fratello che ha peccato contro te, ma deve essere anche ripreso per il suo bene, poiché è scritto che ‘chi copre le sue trasgressioni non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia.’ (Proverbi 28:13) Quindi affinché il fratello possa prosperare ed ottenere misericordia da parte di Dio è necessario che egli non copra le sue trasgressioni, ma che le confessi e le abbandoni. Se noi dunque amiamo il fratello e desideriamo la sua prosperità, dobbiamo esercitare la riprensione. Riprensione che vi ricordo và esercitata con dolcezza e rispetto, e non con arroganza e presunzione. E anche se il fratello pecca contro te sette volte al giorno, e sette volte torna a te pentito, deve essere perdonato. E questo perchè se se non perdoni, non sarai perdonato; se non usi misericordia, non ti sarà usata misericordia. Nella maniera in cui giudichi sarai giudicato, e nella maniera in cui condanni sarai condannato, e non ci sono riguardi personali. Bada dunque a te stesso, esercita la riprensione per amore del fratello, e sii misericordioso come lo è il Padre nostro che è ne’ cieli (cfr. Luca 6:36-37)

Salvatore Larizza

Tutti falliamo in molte cose

Fratelli e sorelle nel Signore, Giacomo dice che ‘tutti falliamo in molte cose.’ (Giacomo 3:2a) Quindi sappiate che anche i giusti non sono esenti dal peccato, infatti è scritto ancora che ‘non v’è sulla terra alcun uomo giusto che faccia il bene e non pecchi mai.’ (Ecclesiaste 7:20) E ancora, l’apostolo Giovanni dice che ‘se diciamo d’esser senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non è in noi.’ (1Giovanni 1:8-10) Se da una parte dunque attestiamo che, nonostante siamo stati salvati dal Signore, in noi continui ad abitare il peccato; pure attestiamo altresì che Iddio ci ha affrancato dalla schiavitù del peccato, condizione questa comune a tutti i peccatori, rendendoci così liberi! Tanto è vero fratelli che la Scrittura non ci annovera più tra i peccatori, ma tra i giusti; resi giusti mediante la fede in Cristo Gesù. Continuiamo dunque ad odiare il peccato, compiendo la nostra santificazione con timore e tremore, ma non insuperbiamoci, rimaniamo umili, piegando ogni giorno le nostra ginocchia per chiedere a Dio che perdoni ogni nostro peccato, poiché tutti falliamo in molte cose.

Salvatore Larizza

Il debito inizialmente rimesso a quel servitore risultatosi spietato

Gesù disse : ‘Perciò il regno de’ cieli è simile ad un re che volle fare i conti coi suoi servitori. E avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno, ch’era debitore di diecimila talenti. E non avendo egli di che pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figliuoli e tutto quant’avea, e che il debito fosse pagato. Onde il servitore, gettatosi a terra, gli si prostrò dinanzi, dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò tutto. E il signore di quel servitore, mosso a compassione, lo lasciò andare, e gli rimise il debito. Ma quel servitore, uscito, trovò uno de’ suoi conservi che gli dovea cento denari; e afferratolo, lo strangolava, dicendo: Paga quel che devi! Onde il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò. Ma colui non volle; anzi andò e lo cacciò in prigione, finché avesse pagato il debito. Or i suoi conservi, veduto il fatto, ne furono grandemente contristati, e andarono a riferire al loro signore tutto l’accaduto. Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: Malvagio servitore, io t’ho rimesso tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti; non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, com’ebbi anch’io pietà di te? E il suo signore, adirato, lo diede in man degli aguzzini fino a tanto che avesse pagato tutto quel che gli doveva. Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognun di voi non perdona di cuore al proprio fratello.’ (Matteo 18:23-35)
Badate dunque a voi stessi fratelli e sorelle nel Signore, a rimettere i debiti ai vostri debitori, altrimenti neppure Dio rimetterà i vostri. (cfr. Matteo 6:12-15)

Salvatore Larizza

‘Egli è quel che ti perdona tutte le tue iniquità’ (Salmi 103:3a)

preghiera

Sappiate che la Sacra Scrittura definisce ‘beato colui la cui trasgressione è rimessa e il cui peccato è coperto!’ (Salmi 32:1) Ma il peccato per essere rimesso e coperto deve essere confessato ed abbandonato, difatti è scritto che ‘chi copre le sue trasgressioni non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia.’ (Proverbi 28:13)

Salvatore Larizza

Chi non odia il peccato, non ama Cristo

Chi tra di voi non odia il peccato, dimostra di non amare Cristo. Chi tra di voi difende e rispetta il peccato, dimostra di non avere alcuna stima del sacrificio di Cristo. Cristo Gesù è morto a cagione dei nostri peccati, Egli ha versato il Suo sangue per la remissione dei nostri peccati. Se ancora difendi, tolleri e ami il peccato sappi che non hai compreso niente del sacrificio di Cristo.

——–

‘E lo vestirono di porpora; e intrecciata una corona di spine, gliela misero intorno al capo, e cominciarono a salutarlo: Salve, Re de’ Giudei! E gli percotevano il capo con una canna, e gli sputavano addosso, e postisi inginocchioni, si prostravano dinanzi a lui. E dopo che l’ebbero schernito, lo spogliarono della porpora e lo rivestirono dei suoi propri vestimenti. E lo menaron fuori per crocifiggerlo.’ (Marco 15:17-20)

 

 

Salvatore Larizza

Ricordati ….

deserto-israele-blog“Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto, e che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti ha tratto di là con mano potente e con braccio steso…” (Deuteronomio 5:15), ordinò il Signore al suo popolo. Anche noi dunque faremo bene a ricordare che eravamo schiavi del peccato ma Cristo Gesù ci ha liberati dai nostri peccati con il Suo sangue.

“Ricordati di tutto il cammino che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti ha fatto fare questi quarant’anni nel deserto …. ” (Deuteronomio 8:2). Ecco un’altra cosa di cui doveva ricordarsi Israele per ordine di Dio. Anche noi dunque faremo bene a ricordarci del cammino che Dio ci ha fatto fare fino ad oggi: dei suoi giudizi che ci ha inflitto nella Sua fedeltà per renderci partecipi della Sua santità, delle afflizioni attraverso le quali ci ha fatto passare per provare la nostra fede, delle Sue tante consolazioni che ci ha elargito affinché noi potessimo consolare quelli che si trovano nell’afflizione, del Suo aiuto che ci ha dato in ogni nostra distretta, delle battaglie che Egli ha combattuto per noi facendoci giustizia, e di qualsiasi altro suo beneficio. Sì perchè Dio ci ha fatto del bene, soltanto del bene. Per cui ognuno di noi deve dire assieme al Salmista: “Io canterò all’Eterno perché m’ha fatto del bene” (Salmo 13:5).

A Dio sia la gloria ora e in eterno. Amen.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/11/29/ricordati/