Riporre la propria fiducia nell’uomo

Avete perso il lavoro; sentite il desiderio di sposarvi; siete caduti ammalati; avete ricevuto la lettera di sfratto; non potete avere dei figli; ecco alcune situazioni in cui qualcuno di voi si può trovare. Che fare? Ci sono due possibilità davanti a voi confidare nell’uomo o in Dio. Se confiderete nell’uomo avverrà che farete ciò che l’uomo vi dirà per uscire dal vostro bisogno; e perciò a secondo delle circostanze vi metterete a dare denaro sottomano, a fare regali, a corteggiare gli uomini con ogni sorta di lusinghe, a prendere le medicine che vi saranno prescritte ecc., e ad aspettare il vostro aiuto dall’uomo perché a lui cercherete sempre di rivolgervi e da lui cercherete di aspettare la vostra liberazione. E nell’agire in questa maniera non sperimenterete per nulla la pace di Dio, la sua gioia, e non avrete comunione con Lui perché ve lo farete nemico.

Se invece confiderete con tutto il cuore in Dio non avverrà proprio nulla di tutto ciò, perché ve ne starete tranquilli e fiduciosi in Lui aspettando che sia Lui in maniera gloriosa a darvi quello che voi desiderate e di cui avete bisogno. Pregherete, piangerete, digiunerete, sarete oltraggiati e scoraggiati da increduli e credenti, ma godrete abbondanza di pace e di gioia nell’attesa della liberazione e alla fine Dio premierà la vostra fede e la vostra fermezza e mostrerà a tutti che è grande la bontà che egli spiega a pro di quelli che lo temono e confidano in lui con tutto il cuore. E voi avrete modo di raccontare come il Signore vi ha esauditi senza che vi siete confidati minimamente nell’uomo, e Lui sarà altamente glorificato tramite voi.

Io vi scongiuro a scegliere la seconda via; perché è la via migliore, è la via che Dio ci ordina di seguire. Certo, è una via piena di dolori e di afflizioni e talvolta anche di lunga attesa, ma anche una via su cui si sperimentano delle potenti e grandi liberazioni che fanno meravigliare i protagonisti e gli spettatori.

Termino questa mia esortazione con le parole del profeta Geremia che illustrano perfettamente la differenza tra chi confida nell’uomo e chi confida in Dio: “Così parla l’Eterno: Maledetto l’uomo che confida nell’uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si ritrae dall’Eterno! Egli è come una tamerice nella pianura sterile; e quando giunge il bene, ei non lo vede; dimora in luoghi aridi, nel deserto, in terra salata, senza abitanti. Benedetto l’uomo che confida nell’Eterno, e la cui fiducia è l’Eterno! Egli è come un albero piantato presso all’acque, che distende le sue radici lungo il fiume; non s’accorge quando vien la caldura, e il suo fogliame riman verde; nell’anno della siccità non è in affanno, e non cessa di portar frutto” (Ger. 17:5-8). Le cose stanno così fratelli: abbiate piena fiducia in Dio, lui si compiace di coloro che si appoggiano totalmente, e ripeto totalmente, su di lui. Ma non solo egli si compiace, ma ricordatevi che egli è capace di aiutarvi ad uscire da ogni vostra distretta. Lui è l’Onnipotente, ricordatevelo questo.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://www.lanuovavia.org/sant_047_fiducianelluomo.html

L’unzione dell’olio ministrata agli ammalati

Giacomo dice: “C’è qualcuno fra voi infermo? Chiami gli anziani della chiesa, e preghino essi su lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore; e la preghiera della fede salverà il malato, e il Signore lo ristabilirà; e s’egli ha commesso dei peccati, gli saranno rimessi” (Giacomo 5:14-15).

Innanzi tutto questa unzione va amministrata da parte degli anziani a tutti i malati che ne fanno richiesta; questo significa che non è solo il malato in grave condizioni di salute ad avere il dovere di chiamare gli anziani della Chiesa, ma qualsiasi malato, anche chi ha un semplice mal di testa, per fare un esempio.

Per ciò che riguarda l’olio che si usa nell’amministrare l’unzione agli infermi esso è semplice olio d’oliva, che noi non chiamiamo santo perché la Scrittura non ci autorizza a chiamarlo in questa maniera, e non è stato portato ad essere benedetto da nessun ministro di Dio perché di tale benedizione da dare all’olio dell’unzione dei malati la Scrittura non ne parla. L’olio rappresenta lo Spirito Santo e in esso non c’è nessun potere di guarire l’infermo, infatti non è l’olio che guarisce l’infermo ma il Signore (come non c’è nell’acqua nella quale viene immerso il credente al battesimo il potere di cancellare i peccati). A conferma di ciò ricordiamo che è scritto che è la preghiera della fede che salverà il malato, ossia la preghiera fatta con fede dagli anziani a Dio; e che è il Signore che lo ristabilirà.

Ricordiamo però anche a tale proposito che affinché la guarigione possa verificarsi è necessaria anche la fede del malato; il malato non deve punto dubitare per ricevere la guarigione divina. Diciamo questo perché talvolta si dimentica che non devono credere solo gli anziani che pregano sull’infermo, ma anche l’infermo stesso. Per questo si deve aspettare che sia l’infermo a chiamare gli anziani, e non viceversa; perché è solo quando l’infermo di sua spontanea volontà chiede agli anziani che si preghi su lui che si vede una sicura manifestazione di fede da parte sua.

“E s’egli ha commesso dei peccati, gli saranno rimessi” (Giacomo 5:15), per cui oltre alla malattia il Signore fa scomparire dall’infermo anche quei peccati che possono essere la causa della malattia. Non è l’unzione quindi che rimette i peccati, ma il Signore.

Nel caso poi un credente si trovi sul letto di infermità e Dio ha deciso di prenderlo con sé in gloria perché è giunta la sua ora, egli per certo sarà consolato dal Signore perché Egli è “l’Iddio d’ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione” (2 Corinzi 1:3,4); sarà sempre il Signore che gli darà la forza per sopportare le sofferenze e lo guarderà dal maligno secondo che è scritto: “Ma il Signore è fedele, ed egli vi renderà saldi e vi guarderà dal maligno” (2 Tessalonicesi 3:3).

Per certo un credente non si appoggia sull’unzione dell’olio per affrontare le ultime ore della sua vita e resistere al diavolo, ma egli si appoggerà sulla sua fede sapendo che è solo mediante lo scudo della fede che egli potrà spegnere tutti i dardi infuocati del diavolo (cfr. Efesini 6:16).

La grazia sia con voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/08/l%e2%80%99unzione-dell%e2%80%99olio-ministrata-agli-ammalati/