Lettera aperta a tal ‘massone’ Giancarlo Rinaldi

Sono rimasto alquanto sorpreso nel leggere la lettera aperta che lei mi ha scritto nel suo gruppo. Dico questo perché fino a qualche tempo fa le sono state ripetutamente rivolte delle semplici domande, da parte di miei fratelli e sorelle nel Signore, sulla massoneria e sui suoi principi, alle quali ogni volta abilmente sfuggiva. Ad ogni modo, è vero, sono giovane, sono siciliano, e sono anche pentecostale, ma non sono pastore, in quanto non ho ricevuto alcun ministerio da parte del Signore, quindi non mi chiami in questa maniera, e non mi chiami neppure ‘fratello’ perché non lo siamo. Lei mi dirà : perché? Perché come ben dice lei io sono persuaso, anzi sono stato persuaso, si, dal Signore, in quanto Egli mi ha persuaso ed io mi son lasciato persuadere, e adesso per la sua grazia sono divenuto un figliuolo di Dio, salvato dall’ira a venire, senza merito alcuno; ed esorto pure lei a farlo, la esorto ad abbandonare i principi diabolici della massoneria nei quali crede, e a credere invece fermamente che Gesù Cristo non sia solo una delle tante vie che portano in cielo, ma l’unica via! Deve credere e proclamare che l’unica via di salvezza sia Gesù Cristo! Creda dunque in Gesù e si riconcili cosi con Dio che è largo nel perdonare, ed avrà misericordia pure di lei, e diventerà anche lei un figliuolo di Dio, e di conseguenza anche un mio fratello. In merito poi alla messa in vendita di libri, lei ben saprà che sono contrario ad ogni forma di commercio relativo alle cose che concernono il regno di Dio, quindi è chiaro che anche lei, come molti altri, debba essere ammonito per questo. Gli apostoli del Signore, i servitori del Signore, non hanno mai messo in vendita i loro scritti, e cosi facendo essi ci hanno lasciato il giusto esempio anche in questo. È chiaro poi che dove c’è il commercio ci sia pure il guadagno, è inutile dunque girarci attorno. Vede, un libro non è tale solo se viene scritto da una persona ben istruita e successivamente pubblicato da una casa editrice; ma lo è anche se è stato scritto da un popolano senza istruzione e distribuito gratuitamente. Quindi sappia che io non sto affatto costruendo un ‘monumento all’ignoranza’, come lo chiama lei, semmai il mio è un duro attacco al commercio riguardante le cose relative al regno di Dio. Spero proprio che lei possa seriamente riflettere su quanto le ho detto e prendere la giusta decisione, quella di abbandonare le svariate menzogne insegnate dalla massoneria e di abbracciare la verità che risiede in Cristo Gesù.

Salvatore Larizza

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La Massoneria continua a dare il suo ‘prezioso’ aiuto alle Adi

rinaldi-pentecostali-e-massoneriaTratto da : https://www.amazon.it/Pentecostali-massoneria-Ma-stiamo-scherzando/dp/1540369110/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1479891885&sr=1-1&keywords=Massoneria

Il tanto ‘atteso’ libro scritto dal massone Giancarlo Rinaldi finalmente è uscito, ed esso porta il titolo di : ‘Pentecostali e massoneria. Ma stiamo scherzando?’ e naturalmente è stato messo in vendita, quindi chi lo vuole deve pagare. Che state aspettando dunque? Andate, accorrete ad acquistarlo immediatamente!! Quanti soldi si farà questo massone con la pubblicazione di questo suo libro.. Difatti considerate tutti quei fratelli che sono convinti che la Massoneria non c’entri proprio nulla con le Adi (e non con i pentecostali, associazione questa fuorviante già dal titolo del libro) e che per avvalorare questa loro fallace tesi acquisteranno questo libro, nella speranza di trovare in esso la verità, quella conferma che tanto aspettavano.. Oh, che delusione proveranno costoro, perché si troveranno con della carta straccia fra le mani e con il portafoglio svuotato.. Ma fratelli, svegliatevi! Ma non vi rendete conto che vi stanno spillando soldi da tutti i lati? Anche da casa oramai ve li spillano, in internet, dappertutto.. Perché invece non cominciate a protestare col dire che sarebbe più opportuno distribuire ai fedeli gratuitamente le ‘ricerche storiche’ dei vostri confratelli ‘massoni’? Perché bisogna mettere a pagamento questi studi e queste ricerche? Ma a cosa mirano costoro?  A togliere di mezzo a voi la vostra ignoranza o a togliere il vostro denaro?

 
Salvatore Larizza

Confutazione dell’eresia distruttiva secondo cui Paolo annunciava tre vie di salvezza

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Gabriele Boccaccini è professore all’Università del Michigan, fondatore dell’Enoch Seminar, autore di numerose pubblicazioni, e considerato uno dei massimi esperti del giudaismo del Secondo Tempio e delle origini cristiane, ed il suo ultimo libro – che per adesso è solo in lingua inglese ma presto dovrebbe arrivare anche in lingua italiana – si intitola «Paul the Jew», ossia «Paolo l’Ebreo».

Peraltro questo libro viene anche raccomandato dal massone Giancarlo Rinaldi sulla sua pagina Facebook.

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Vi scrivo per mettervi in guardia da lui perché insegna che Paolo annunziava TRE vie di salvezza. Ecco le sue parole, che ho preso dalla sua pagina Facebook:
«Paolo non era un apostolo dell’intolleranza che predicava una sola via di salvezza, e non era soltanto l’apostolo dei Gentili che mostrava due distintive vie di salvezza: la Legge per gli Ebrei e Cristo per i Gentili. Paolo l’Ebreo era l’apostolo della Misericordia di Dio, che annunciava tre vie di salvezza: gli Ebrei giusti hanno la Legge, i Gentili giusti hanno la loro coscienza, e i peccatori (Ebrei e Gentili allo stesso modo) hanno Cristo il Perdonatore» (“Paul was not an apostle of intolerance who preached only one path to salvation, and was not only the apostle of Gentiles who showed two distinctive paths to salvation: the Torah for the Jews and Christ for Gentiles. Paul the Jew was the apostle of God’s Mercy, announcing three paths to salvation: righteous Jews have the Torah, righteous Gentiles have their own conscience, and sinners (Jews and Gentiles alike) have Christ the Forgiver.”(https://www.facebook.com/gabriele.boccaccini).

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Ci troviamo davanti a delle affermazioni menzognere perché secondo quello che emerge leggendo tutti gli scritti di Paolo, Paolo annunciava solo una via di salvezza, quella mediante la fede in Gesù Cristo, e l’annunciava sia agli Ebrei che ai Gentili, e adesso ve lo dimostro.

Innanzi tutto cominciamo con il dire che non esistono né Ebrei giusti e neppure Gentili giusti, i quali vengono giustificati i primi per mezzo della legge di Mosè e i secondi dalla loro coscienza.

Paolo dice molto chiaramente ai santi di Roma infatti che “abbiamo dianzi provato che tutti, Giudei e Greci, sono sotto il peccato, siccome è scritto: Non v’è alcun giusto, neppur uno. Non v’è alcuno che abbia intendimento, non v’è alcuno che ricerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti son divenuti inutili. Non v’è alcuno che pratichi la bontà, no, neppur uno. La loro gola è un sepolcro aperto; con le loro lingue hanno usato frode; v’è un veleno di aspidi sotto le loro labbra. La loro bocca è piena di maledizione e d’amarezza. I loro piedi son veloci a spargere il sangue. Sulle lor vie è rovina e calamità, e non hanno conosciuto la via della pace. Non c’è timor di Dio dinanzi agli occhi loro” (Romani 3:9-18), per cui tutti, sia Ebrei che Gentili, hanno peccato e sono sotto il peccato, e quindi sono schiavi del peccato, in quanto “chi commette il peccato è schiavo del peccato” (Giovanni 8:34). E quindi per essere giustificati, sia Ebrei che Gentili, devono credere in Gesù Cristo, secondo che dice Paolo sempre ai Romani: “Ora, però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata una giustizia di Dio, attestata dalla legge e dai profeti: vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti i credenti; poiché non v’è distinzione; difatti, tutti hanno peccato e son privi della gloria di Dio, e son giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù; il quale Iddio ha prestabilito come propiziazione mediante la fede nel sangue d’esso, per dimostrare la sua giustizia, avendo Egli usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza; per dimostrare, dico, la sua giustizia nel tempo presente; ond’Egli sia giusto e giustificante colui che ha fede in Gesù. Dov’è dunque il vanto? Esso è escluso. Per qual legge? Delle opere? No, ma per la legge della fede; poiché noi riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede, senza le opere della legge. Iddio è Egli forse soltanto l’Iddio de’ Giudei? Non è Egli anche l’Iddio de’ Gentili? Certo lo è anche de’ Gentili, poiché v’è un Dio solo, il quale giustificherà il circonciso per fede, e l’incirconciso parimente mediante la fede” (Romani 3:21-30). Notate, che Paolo dice che “non v’è distinzione; difatti, tutti hanno peccato e son privi della gloria di Dio, e son giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù”, per cui non esiste all’infuori della fede in Gesù Cristo un’altra maniera per essere giustificati, sia per gli Ebrei che per i Gentili, e questo perché lo ripeto, sia Ebrei che Gentili sono sotto il peccato, in quanto l’apostolo Paolo dice ai Galati che “la Scrittura ha rinchiuso ogni cosa sotto peccato” (Galati 3:22), ed ai Romani che “Dio ha rinchiuso tutti nella disubbidienza” (Romani 11:32). Ma non è abbastanza chiaro quando Paolo dice che non v’è alcun giusto, neppure uno (Romani 3:10)? Ecco perché sempre Paolo afferma che il Vangelo di Cristo “è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede” (Romani 1:16-17). Quindi la giustificazione gli uomini, siano essi Ebrei che Gentili, la possono ottenere soltanto mediante la fede in Cristo. E questo è confermato da quello che sempre Paolo afferma nella sua epistola ai Romani quando dice: “Come dunque con un sol fallo la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così, con un solo atto di giustizia la giustificazione che dà vita s’è estesa a tutti gli uomini” (Romani 5:18). Notate che come la condanna si è estesa a tutti gli uomini mediante un solo fallo, così la giustificazione – quella che si ottiene mediante la fede – si è estesa a tutti gli uomini mediante un solo atto di giustizia, che è quello compiuto da Gesù Cristo, il Figlio di Dio, facendosi ubbidiente fino alla morte e alla morte della croce (cfr. Filippesi 2:8).

Ma vediamo un esempio di un uomo ebreo di nascita che – secondo la dottrina delle tre vie di salvezza – avrebbe dovuto essere giustificato per la legge davanti a Dio visto e considerato che era zelante per la legge di Mosè, e mi riferisco a Paolo da Tarso. Ora Paolo, prima che gli apparisse Gesù, era un Fariseo che quanto alla giustizia che è nella legge, era irreprensibile (cfr. Filippesi 3:6). Ma Paolo quando riprese l’apostolo Pietro, che era anche lui ebreo di nascita, gli disse tra le altre cose che “l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma lo è soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù affin d’esser giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della legge; poiché per le opere della legge nessuna carne sarà giustificata” (Galati 2:16). A chi si riferiva quando disse “abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù affin d’esser giustificati per la fede in Cristo”, se non a lui che stava parlando e agli altri Ebrei di nascita presenti incluso Pietro? Quindi anche gli Ebrei possono essere giustificati soltanto mediante la fede in Gesù Cristo. Per le opere della legge non possono essere giustificati, perché Paolo dice che “se la giustizia si ottiene per mezzo della legge, Cristo è dunque morto inutilmente” (Galati 2:21). Dunque, nel momento in cui qualcuno afferma che «gli Ebrei giusti hanno la legge», sta dicendo che Cristo è morto inutilmente, e sta rendendo vano il sacrificio di Cristo. I cosiddetti Ebrei giusti non sono altro che peccatori, sotto la maledizione di Dio perché si basano sulle opere della legge, secondo che dice Paolo: “Poiché tutti coloro che si basano sulle opere della legge sono sotto maledizione; perché è scritto: Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica!” (Galati 3:10). Da qui si spiega perché l’apostolo Paolo agli Ebrei (a tutti gli Ebrei) predicava la giustificazione per grazia mediante la fede in Gesù Cristo, infatti quando predicò nella sinagoga di Antiochia di Pisidia, dopo avergli annunziato la morte e la resurrezione di Gesù Cristo, gli disse: “Siavi dunque noto, fratelli, che per mezzo di lui v’è annunziata la remissione dei peccati; e per mezzo di lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose, delle quali voi non avete potuto esser giustificati per la legge di Mosè” (Atti 13:38-39). Avete notato che Paolo ha parlato a quegli Ebrei di una giustificazione che essi non potevano ottenere per la legge di Mosè, ma solamente credendo in Gesù Cristo? E questa giustificazione è quella attestata dalla legge e dai profeti, “vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti i credenti; poiché non v’è distinzione; difatti, tutti hanno peccato e son privi della gloria di Dio, e son giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù” (Romani 3:22-24), secondo che è scritto che il giusto vivrà per la sua fede. Chi tra gli Ebrei dunque non crede nel Signore Gesù Cristo, non importa quanto sia zelante per la legge, non importa proprio quanto sia devoto alla legge di Mosè, egli non è giustificato e non fa parte dell’Israele di Dio. Questo spiega perché l’apostolo Paolo ai santi di Roma quando parla degli Ebrei che non credono in Gesù Cristo li chiama rami che sono stati troncati per la loro incredulità, secondo che dice: “E se pure alcuni de’ rami sono stati troncati, e tu, che sei olivastro, sei stato innestato in luogo loro e sei divenuto partecipe della radice e della grassezza dell’ulivo, non t’insuperbire contro ai rami; ma, se t’insuperbisci, sappi che non sei tu che porti la radice, ma la radice che porta te. Allora tu dirai: Sono stati troncati dei rami perché io fossi innestato. Bene: sono stati troncati per la loro incredulità, e tu sussisti per la fede; non t’insuperbire, ma temi” (Romani 11:17-21). Senza la fede in Gesù Cristo quindi anche gli Ebrei non possono far parte dell’ulivo domestico. La fede in Gesù Cristo è un requisito indispensabile per far parte della Chiesa di Dio in Cristo. Senza di essa si è fuori dalla Chiesa.

Vediamo adesso un esempio di uomo Gentile di nascita che – sempre secondo la dottrina delle tre vie di salvezza – avrebbe dovuto essere salvato per la sua coscienza, visto che era considerato da coloro che lo conoscevano come un “uomo giusto e temente Iddio” (Atti 10:22), e mi riferisco al centurione Cornelio. La Scrittura dice che egli “era pio e temente Iddio con tutta la sua casa, e faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio del continuo” (Atti 10:2), per cui Cornelio oggi sarebbe definito, ‘una brava persona, onesta, che fa del bene ogni qualvolta ne ha l’opportunità’. Eppure, Cornelio era sotto la condanna di Dio, perché l’angelo del Signore che gli apparve gli disse: “Manda a Ioppe, e fa’ chiamare Simone, soprannominato Pietro; il quale ti parlerà di cose, per le quali sarai salvato tu e tutta la casa tua” (Atti 11:13-14). E così avvenne infatti, egli mandò a chiamare Pietro, che annunciò il Vangelo a Cornelio e alla sua casa, ed essi furono salvati mediante la fede in Gesù Cristo. Ed è lo stesso Pietro che lo confermerà questo quando a Gerusalemme dirà: “Fratelli, voi sapete che fin dai primi giorni Iddio scelse fra voi me, affinché dalla bocca mia i Gentili udissero la parola del Vangelo e credessero. E Dio, conoscitore dei cuori, rese loro testimonianza, dando lo Spirito Santo a loro, come a noi; e non fece alcuna differenza fra noi e loro, purificando i cuori loro mediante la fede. Perché dunque tentate adesso Iddio mettendo sul collo de’ discepoli un giogo che né i padri nostri né noi abbiam potuto portare? Anzi, noi crediamo d’esser salvati per la grazia del Signor Gesù, nello stesso modo che loro.” (Atti 15:7-11). Notate come Pietro prima dica che Dio ha purificato i cuori di quei Gentili mediante la fede (e quindi quei Gentili non furono giustificati dalla loro coscienza), e poi che la salvezza è per grazia sia per gli Ebrei che per i Gentili. Quindi? Ecco perché l’apostolo Paolo dice ai Romani: “Iddio è Egli forse soltanto l’Iddio de’ Giudei? Non è Egli anche l’Iddio de’ Gentili? Certo lo è anche de’ Gentili, poiché v’è un Dio solo, il quale giustificherà il circonciso per fede, e l’incirconciso parimente mediante la fede” (Romani 3:29-30). Dunque c’è solo una via di salvezza che annunciavano Paolo e gli altri apostoli, quella mediante la fede in Gesù Cristo sia per gli Ebrei che per i Gentili. La giustificazione che dà vita quindi è estesa a tutti gli uomini, ed è una sola, quella che si ottiene mediante la fede in Gesù Cristo. Ma qualcuno dirà: ma Paolo non dice forse che “quando i Gentili che non hanno legge, adempiono per natura le cose della legge, essi, che non hanno legge, son legge a se stessi; essi mostrano che quel che la legge comanda è scritto nei loro cuori per la testimonianza che rende loro la coscienza, e perché i loro pensieri si accusano od anche si scusano a vicenda” (Romani 2:14-15)? Certo, ma Paolo non dice mica che coloro che adempiono per natura le cose della legge sono giustificati da Dio, ma solo che essi sono legge a se stessi! Ma rimane il fatto che “per le opere della legge nessuno sarà giustificato al suo cospetto” (Romani 3:20), altrimenti Cristo sarebbe morto inutilmente, perché la giustizia di Dio si potrebbe ottenere mediante quello che la legge comanda che è scritto nel proprio cuore! E difatti l’apostolo poco prima afferma che “tutti coloro che hanno peccato senza legge, periranno pure senza legge” (Romani 2:12). Cosa dice Paolo di coloro che hanno peccato senza legge (e vi ricordo che non c’è uomo che non pecchi mai)? Che essi periranno! Quindi non c’è in vista per essi alcuna giustificazione! Ecco perché il Vangelo di Cristo va predicato ad ogni creatura, e va detto agli uomini che se rifiutano di credere in esso saranno condannati.

Dunque, ecco dimostrato che l’apostolo Paolo non predicava tre vie di salvezza, ma una sola via di salvezza. Considerate che persino la serva indovina della città di Filippi riconobbe che Paolo annunciava una sola via di salvezza, infatti è scritto: “E avvenne, come andavamo al luogo d’orazione, che incontrammo una certa serva, che avea uno spirito indovino, e con l’indovinare procacciava molto guadagno ai suoi padroni. Costei, messasi a seguir Paolo e noi, gridava: Questi uomini son servitori dell’Iddio altissimo, e vi annunziano la via della salvezza” (Atti 16:16-17). Qui però c’è qualcuno che attribuisce a Paolo tre vie di salvezza!

Ma andiamo avanti. Voglio ora soffermarmi brevemente sulla seguente affermazione del professore Gabriele Boccaccini: «Paolo non era un apostolo dell’intolleranza che predicava una sola via di salvezza”! Perché questa affermazione è una affermazione tipicamente massonica, non c’è alcun dubbio su questo. E questo perché per la Massoneria i predicatori che predicano una sola via di salvezza sono intolleranti, e la Massoneria invece fa della tolleranza uno dei suoi capisaldi, in quanto sostiene che ci sono tante vie di salvezza e non una sola, come invece sostengono i «fondamentalisti cristiani»! Come si legge infatti in uno scritto di un massone dal titolo «Tolleranza, Tolleranza, Tolleranza»: «La tolleranza è il rispetto, l’accettazione, e l’apprezzamento della ricchezza e della diversità delle culture del nostro mondo, dei nostri modi d’espressione e delle maniere di esprimere la ns qualità di esseri umani incoraggiata dalla conoscenza dell’apertura mentale, dalla comunicazione e dalla libertà di pensiero, di coscienza e di credo. La tolleranza è l’armonia nella differenza. Non è solo un obbligo di ordine etico, è anche una necessità politica e giuridica. La tolleranza è una virtu’ che rende la pace possibile e contribuisce a sostituire “la cultura della pace alla cultura dello scontro”. Tolleranza, non è indifferenza o mancanza di opinione, ma è il riconoscere che vi sono modi di pensare diversi dal proprio ed assumere nei loro riguardi un atteggiamento di rispetto. Tolleranza è per definizione la negazione di ogni forma di integralismo» (http://www.edstolper.it/web/images/docs/tavole_profani/TOLLERANZA%20.pdf). Tradotto nella pratica, si è tolleranti se si accetta che oltre alla fede in Gesù Cristo ci sono altre vie di salvezza, per cui non è indispensabile credere in Cristo Gesù per ottenere la salvezza: ecco, se si rispettano altre vie di salvezza allora si è tolleranti perché si mostra rispetto verso chi la pensa in maniera diversa da noi, ma se si predica che per essere salvati è indispensabile credere in Gesù Cristo, allora si è intolleranti, in quanto ci si mostra irrispettosi verso gli altri credi diversi dal nostro!!!

Paolo dunque era intollerante, eccome se era intollerante, ed io sono intollerante come Paolo perché non rispetto altre cosiddette vie di salvezza. Io non faccio come il predicatore Billy Graham che ha affermato: «Ma, come Americano, rispetto altri sentieri che conducono a Dio ….. » (“Our Task Is to Do All We Can, Not to Sit and Wait,” Parade Magazine, Oct. 20, 1996, p. 4), perché io servo Cristo Gesù il Nazareno all’infuori del quale non c’è salvezza, mentre Billy Graham serve il Gesù della Massoneria che è un altro Gesù: ma d’altronde Billy Graham è un massone. Io come Paolo annuncio la via della salvezza, e so come Paolo di dire la verità che è in Cristo Gesù e di avere il favore e l’approvazione del solo vero Dio, che è il Creatore di tutte le cose, perché annuncio la Sua Parola. La mia coscienza non mi accusa e non mi condanna nell’annunciare che non c’è salvezza fuori dal nome di Gesù Cristo, o che non si può essere salvati senza credere in Gesù Cristo, perché questa è la verità, e la verità è attestata dalla Scrittura e dallo Spirito Santo.

Dunque questa eresia delle tre vie di salvezza annuciate da Paolo nasce dall’esigenza di non fare apparire l’apostolo Paolo come intollerante. Ma chi conosce la dottrina del nostro caro fratello Paolo, si avvede subito che si tratta di un tentativo di attribuirgli cose che Paolo non pensava e non predicava.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti, fratelli, perché Paolo scongiurava Giudei e Gentili a ravvedersi dinnanzi a Dio e a credere in Gesù Cristo (cfr. Atti 20:21), per ottenere la remissione dei loro peccati e la vita eterna, e questo perché egli credeva fermamente che “in nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati” (Atti 4:12), in quanto Gesù è il Cristo di Dio, il Figlio di Dio, che Dio ha mandato nel mondo per essere il Salvatore del mondo. Gesù è il Salvatore del mondo perché è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; fu seppellito; e risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture (1 Corinzi 15:3-5). Chi avrà creduto in Lui e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non avrà creduto in Lui sarà condannato (cfr. Marco 16:16), Ebreo o Gentile che sia, perché dinnanzi a Dio non c’è riguardo alla qualità delle persone. Ecco perché Paolo scrivendo ai Romani prende Abramo come esempio per tutti, sia Ebrei che Gentili, di uomo giustificato soltanto mediante la fede, perché egli fu giustificato quando era incirconciso nella carne, e poi dopo che credette fu circonciso come Dio gli ordinò di fare (cfr. Genesi 15:6;17:9-27). Ascoltiamo cosa dice Paolo: “Che diremo dunque che l’antenato nostro Abramo abbia ottenuto secondo la carne? Poiché se Abramo è stato giustificato per le opere, egli avrebbe di che gloriarsi; ma dinanzi a Dio egli non ha di che gloriarsi; infatti, che dice la Scrittura? Or Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia. Or a chi opera, la mercede non è messa in conto di grazia, ma di debito; mentre a chi non opera ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede gli è messa in conto di giustizia. Così pure Davide proclama la beatitudine dell’uomo al quale Iddio imputa la giustizia senz’opere, dicendo: Beati quelli le cui iniquità son perdonate, e i cui peccati sono coperti. Beato l’uomo al quale il Signore non imputa il peccato. Questa beatitudine è ella soltanto per i circoncisi o anche per gli incirconcisi? Poiché noi diciamo che la fede fu ad Abramo messa in conto di giustizia. In che modo dunque gli fu messa in conto? Quand’era circonciso, o quand’era incirconciso? Non quand’era circonciso, ma quand’era incirconciso; poi ricevette il segno della circoncisione, qual suggello della giustizia ottenuta per la fede che avea quand’era incirconciso, affinché fosse il padre di tutti quelli che credono essendo incirconcisi, onde anche a loro sia messa in conto la giustizia; e il padre dei circoncisi, di quelli, cioè, che non solo sono circoncisi, ma seguono anche le orme della fede del nostro padre Abramo quand’era ancora incirconciso. Poiché la promessa d’esser erede del mondo non fu fatta ad Abramo o alla sua progenie in base alla legge, ma in base alla giustizia che vien dalla fede. Perché, se quelli che son della legge sono eredi, la fede è resa vana, e la promessa è annullata; poiché la legge genera ira; ma dove non c’è legge, non c’è neppur trasgressione. Perciò l’eredità è per fede, affinché sia per grazia; onde la promessa sia sicura per tutta la progenie; non soltanto per quella che è sotto la legge, ma anche per quella che ha la fede d’Abramo, il quale è padre di noi tutti (secondo che è scritto: Io ti ho costituito padre di molte nazioni) dinanzi al Dio a cui egli credette, il quale fa rivivere i morti, e chiama le cose che non sono, come se fossero. Egli, sperando contro speranza, credette, per diventar padre di molte nazioni, secondo quel che gli era stato detto: Così sarà la tua progenie. E senza venir meno nella fede, egli vide bensì che il suo corpo era svigorito (avea quasi cent’anni), e che Sara non era più in grado d’esser madre; ma, dinanzi alla promessa di Dio, non vacillò per incredulità, ma fu fortificato per la sua fede dando gloria a Dio ed essendo pienamente convinto che ciò che avea promesso, Egli era anche potente da effettuarlo. Ond’è che ciò gli fu messo in conto di giustizia. Or non per lui soltanto sta scritto che questo gli fu messo in conto di giustizia, ma anche per noi ai quali sarà così messo in conto; per noi che crediamo in Colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore, il quale è stato dato a cagione delle nostre offese, ed è risuscitato a cagione della nostra giustificazione.” (Romani 4:1-25). Per diventare figli di Abrahamo dunque, sia Ebrei che Gentili, devono credere nel Signore Gesù Cristo, perché soltanto “coloro i quali hanno la fede, son figliuoli d’Abramo” (Galati 3:7). Nessuno dunque vi seduca con vani ragionamenti.

Un’altra cosa, è evidente che questa eresia delle tre vie di salvezza annunciate dall’apostolo Paolo ha come obbiettivo quello di spingere i Cristiani ad unirsi agli Ebrei e ai Mussulmani, ossia di fortificare il dialogo interreligioso, e quindi di contribuire a creare la religione unica mondiale, che è la religione che la Massoneria vuole instaurare sulla terra. Peraltro il numero tre è un numero molto caro alla Massoneria, perché i principi della Massoneria sono proprio tre, ossia «libertà, fratellanza e uguaglianza». Adesso quindi sono spuntate fuori anche le tre vie di salvezza, che tutto sommato alla Massoneria non dispiacciono affatto, perché nella sostanza c’è salvezza per tutti, nessuno escluso, con questa eresia delle tre salvezze che pare proprio uscita da una loggia massonica! C’è salvezza per coloro che credono in Gesù Cristo ed anche per coloro che rifiutano di credere in Gesù Cristo. Ma le cose stanno in un’altra maniera, perché “chi crede nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra lui” (Giovanni 3:36).

Ed ancora, è anche evidente che questa eresia delle tre vie di salvezza annunciate da Paolo ha come scopo quello di farci passare per persone che non imitano o non seguono le orme di Paolo, e quindi di mettere Paolo contro di noi. In altre parole, coloro che sostengono questa eresia vogliono mettere noi «fondamentalisti cristiani» – così infatti ci chiamano – in cattiva luce, perché noi non tolleriamo gli Ebrei e i Gentili che non credono in Gesù Cristo, come invece faceva Paolo ai suoi giorni verso gli Ebrei e i Gentili che non credevano in Cristo, il quale Paolo proprio perché era tollerante si era messo ad annunciare altre due vie di salvezza (quella per gli Ebrei giusti e quella per i Gentili giusti) oltre a quella che noi fino ad oggi pensavamo fosse l’unica via di salvezza che Paolo annunciava agli uomini!!! Avete capito allora cosa si sono inventati questi seduttori di menti? Un altro apostolo Paolo! Diciamo così, che hanno fatto diventare anche Paolo un massone! E sì, dico, anche Paolo, perché prima di Paolo hanno fatto diventare massone Gesù Cristo, perché anche il loro Gesù è aperto al dialogo interreligioso!

Ed infine, è anche evidente che questa eresia delle tre vie di salvezza annunciate da Paolo è un attacco frontale e sfacciato al sacrificio espiatorio di Cristo Gesù, perché se ci sono Ebrei che possono essere giustificati mediante le opere della legge senza la fede in Cristo Gesù vuol dire che allora Cristo è morto inutilmente, perché dice l’apostolo Paolo: “Se la giustizia si ottiene per mezzo della legge, Cristo è dunque morto inutilmente” (Galati 2:21). Ma la giustizia non si può ottenere per mezzo della legge, perché per mezzo della legge è data la conoscenza del peccato (cfr. Romani 3:20), e la legge è intervenuta affinché il peccato abbondasse (cfr. Romani 5:20); dice bene Paolo quindi: “Per le opere della legge nessuno sarà giustificato” (Romani 3:20) e questo perché la giustizia non viene dalla legge ma dalla fede. Come dice ancora Paolo: “se fosse stata data una legge capace di produrre la vita, allora sì, la giustizia sarebbe venuta dalla legge; ma la Scrittura ha rinchiuso ogni cosa sotto peccato, affinché i beni promessi alla fede in Gesù Cristo fossero dati ai credenti. Ma prima che venisse la fede eravamo tenuti rinchiusi in custodia sotto la legge, in attesa della fede che doveva esser rivelata. Talché la legge è stata il nostro pedagogo per condurci a Cristo, affinché fossimo giustificati per fede. Ma ora che la fede è venuta, noi non siamo più sotto pedagogo; perché siete tutti figliuoli di Dio, per la fede in Cristo Gesù” (Galati 3:21-26). E proprio perché la giustizia viene dalla fede – e vi ricordo che questa giustizia è attestata dalla legge e dai profeti – gli apostoli predicavano la parola della fede, perché la giustizia che viene dalla fede dice questo: “La parola è presso di te, nella tua bocca e nel tuo cuore; questa è la parola della fede che noi predichiamo; perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore, e avrai creduto col cuore che Dio l’ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti col cuore si crede per ottener la giustizia e con la bocca si fa confessione per esser salvati. Difatti la Scrittura dice: Chiunque crede in lui, non sarà svergognato. Poiché non v’è distinzione fra Giudeo e Greco; perché lo stesso Signore è Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano; poiché chiunque avrà invocato il nome del Signore, sarà salvato” (Romani 10:8-13).

Gli Ebrei dunque che cercano di stabilire la loro propria giustizia, non si sottopongono alla giustizia di Dio, perché il termine della legge è Cristo per essere giustizia ad ognuno che crede (cfr. Romani 10:3-4). Essi cercano la legge della giustizia per opere, ma non la conseguono, perché la cercano non per fede ma per opere, e quindi intoppano nella Parola, ed a questo sono stati anche destinati (cfr. Romani 9:31-33; 1 Pietro 2:8), perché il profeta Isaia aveva detto: “Ed egli sarà un santuario, ma anche una pietra d’intoppo, un sasso d’inciampo per le due case d’Israele, un laccio e una rete per gli abitanti di Gerusalemme. Molti tra loro inciamperanno, cadranno, saranno infranti, rimarranno nel laccio, e saranno presi” (Isaia 8:14-15). D’altronde, come dice Paolo, “non tutti i discendenti da Israele sono Israele; né per il fatto che son progenie d’Abramo, son tutti figliuoli d’Abramo; anzi: In Isacco ti sarà nominata una progenie. Cioè, non i figliuoli della carne sono figliuoli di Dio: ma i figliuoli della promessa son considerati come progenie. Poiché questa è una parola di promessa: In questa stagione io verrò, e Sara avrà un figliuolo. Non solo; ma anche a Rebecca avvenne la medesima cosa quand’ebbe concepito da uno stesso uomo, vale a dire Isacco nostro padre, due gemelli; poiché, prima che fossero nati e che avessero fatto alcun che di bene o di male, affinché rimanesse fermo il proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di colui che chiama, le fu detto: Il maggiore servirà al minore; secondo che è scritto: Ho amato Giacobbe, ma ho odiato Esaù” (Romani 9:6-13). Per cui tra gli Ebrei solo una parte sono destinati a salvezza in virtù del proponimento dell’elezione di Dio, e questa parte costituisce il residuo secondo l’elezione della grazia, di cui parla Paolo ai santi di Roma. “Ma se è per grazia, – dice Paolo – non è più per opere; altrimenti, grazia non è più grazia” (Romani 11:6). Quindi questi Ebrei, discendenti di Israele e progenie di Abrahamo, sono giusti, e quindi figli d’Abrahamo, per la loro fede in Gesù Cristo, perché hanno ottenuto mediante la fede la giustizia che viene da Dio che si basa sulla fede. A loro Dio ha dato di credere in Cristo Gesù affinché fossero giustificati come lo fu Abrahamo, ossia per grazia mediante la fede. Essi quindi non hanno nulla di che gloriarsi dinnanzi a Dio. Gli altri Ebrei invece sono stati indurati, secondo che è scritto: “Iddio ha dato loro uno spirito di stordimento, degli occhi per non vedere e degli orecchi per non udire, fino a questo giorno. E Davide dice: La loro mensa sia per loro un laccio, una rete, un inciampo, e una retribuzione. Siano gli occhi loro oscurati in guisa che non veggano, e piega loro del continuo la schiena” (Romani 11:8-10). Per cui costoro non possono credere perché Dio ha indurato i loro cuori, nella stessa maniera che ai giorni di Gesù quegli Ebrei che videro Gesù operare tanti miracoli non poterono credere, secondo che dice l’apostolo Giovanni: “E sebbene avesse fatto tanti miracoli in loro presenza, pure non credevano in lui; affinché s’adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto a quel che ci è stato predicato? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore? Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia: Egli ha accecato gli occhi loro e ha indurato i loro cuori, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani.” (Giovanni 12:37-40). Ma questo induramento parziale che si è prodotto in Israele per volontà di Dio, un giorno avrà fine, perché dice Paolo a noi Gentili: “… fratelli, non voglio che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi; che cioè, un induramento parziale s’è prodotto in Israele, finché sia entrata la pienezza dei Gentili; e così tutto Israele sarà salvato, secondo che è scritto: Il liberatore verrà da Sion; Egli allontanerà da Giacobbe l’empietà; e questo sarà il mio patto con loro, quand’io torrò via i loro peccati. Per quanto concerne l’Evangelo, essi sono nemici per via di voi; ma per quanto concerne l’elezione, sono amati per via dei loro padri; perché i doni e la vocazione di Dio sono senza pentimento. Poiché, siccome voi siete stati in passato disubbidienti a Dio ma ora avete ottenuto misericordia per la loro disubbidienza, così anch’essi sono stati ora disubbidienti, onde, per la misericordia a voi usata, ottengano essi pure misericordia. Poiché Dio ha rinchiuso tutti nella disubbidienza per far misericordia a tutti” (Romani 11:25-32). Quindi fino a che non giungerà la pienezza dei Gentili continueremo a vedere tanti Ebrei indurati da Dio. Non può dunque essere che ci siano sia Ebrei giustificati per grazia mediante la fede in Cristo che Ebrei giustificati mediante le opere della legge. Gli Ebrei giusti sono soltanto coloro che hanno la fede nel Signore Gesù Cristo, essi sono il residuo eletto secondo la grazia. Gli altri Ebrei, essendo disubbidienti, sono sotto il peccato, sotto la condanna di Dio. Non importa quanto siano osservanti della legge, essi sono dei peccatori sulla via della perdizione, e quando muoiono se ne vanno in perdizione perché muoiono nei loro peccati. Gesù Cristo infatti disse agli Ebrei: “Perciò v’ho detto che morrete ne’ vostri peccati; perché se non credete che sono io (il Cristo), morrete nei vostri peccati” (Giovanni 8:24). Ecco dunque cosa annunciamo agli Ebrei, che se non credono che Gesù il Nazareno è il Cristo di Dio, morto sulla croce per i nostri peccati e risuscitato il terzo giorno, essi moriranno nei loro peccati. E questo perché come disse l’Iddio d’Abrahamo, d’Isacco e di Giacobbe, tramite il profeta: “Il mio giusto vivrà per fede” (Ebrei 10:38). Anche per gli Ebrei quindi non c’è altra via di salvezza all’infuori della fede in Gesù Cristo; solo credendo in Gesù possono essere giustificati, e quindi essere resi giusti.

Vi metto dunque severamente in guardia da coloro che annunciano questa dottrina delle tre vie di salvezza, perché essi stanno diffondendo del lievito malvagio. Levatevi in favore della verità, resistetegli in faccia, e distruggete i loro ragionamenti vani e perversi che piacciono ai Massoni, e che bisogna dire odorano fortemente di Massoneria. Questi loro ragionamenti sovvertono il Vangelo di Cristo, annullando la grazia, e rendono inutile il sacrificio espiatorio di Cristo, proprio quello che si propone di fare la Massoneria in mezzo alla Chiesa tramite i suoi «burattini» che amano chiamarsi liberi muratori, ma che non sono altro che degli «schiavi distruttori», perché sono degli schiavi del peccato che introdottosi nel campo di Dio cercano di distruggere tutto quello che possono distruggere.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2016/04/21/confutazione-delleresia-distruttiva-secondo-cui-paolo-annunciava-tre-vie-di-salvezza/

ATTENZIONE! Un massone ‘maestro venerabile’ tra gli Evangelici in Italia

maestro-massone-italiaFratelli nel Signore, voglio che sappiate che Giancarlo Rinaldi, che si definisce ‘cristiano evangelico’ (https://it.groups.yahoo.com/neo/groups/sacreradici/conversations/messages/28) e che è molto conosciuto in mezzo alle Chiese Evangeliche in Italia è un massone, appartenente al Grande Oriente d’Italia.
Innanzi tutto ecco il suo Curriculum vitae preso dal sito dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale presso la quale lui è professore di storia del Cristianesimo.
‘Giancarlo Rinaldi è nato a Napoli il 9.3.1952. Dopo essere stato Professore Associato di Storia Religiosa dell’Oriente Cristiano, insegna ora Storia del Cristianesimo presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. E’ direttore del Master in Studi Storico Religiosi presso lo stesso Ateneo. Laureato in Filosofia nel 1974 con una tesi in Religioni del Mondo Classico. Ha lavorato nell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” come assistente presso la Cattedra di Storia Greca e Romana. È stato quindi dal 1.11.1994 in servizio quale ricercatore presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli (Dipartimento di Studi Asiatici). La sua specializzazione è la storia religiosa dell’Impero Romano con particolare riguardo al cristianesimo antico nelle province orientali, ai conflitti religiosi, al conflitto tra paganesimo e cristianesimo ed ai rapporti tra le comunità cristiane e il potere politico. Il suo più significativo contributo è l’opera in due volumi La Bibbia dei pagani nella quale si offre sia una storia del conflitto tra intellettuali pagani e cristianesimo incentrato sulla lettura e la critica delle Scritture, sia una raccolta, con commento, di circa seicento brani di autori pagani che hanno letto, commentato e criticato le Scritture giudaiche e cristiane. L’ordine dei brani è quello biblico, da Genesi ad Apocalisse. Oltre all’impegno universitario è attivo come conferenziere presso varie Istituzioni presenti in Italia. Ha partecipato come ospite fisso a trasmissioni televisive della seconda e della terza rete nazionale nella qualità di esperto di studi storico religiosi. Ha avuto esperienze d’insegnamento in Svizzera, come Visiting Professor presso l’European Nazarene Bible College, e negli U.S.A. Ha partecipato a numerosi Congressi e svolto lezioni, seminari e conferenze presso in varie sedi universitarie (Roma: Facoltà Valdese di Teologia; Università statali di Firenze, Arezzo, Messina, Catania, Chieti, Torino; Pont. Univ. Lateranense, Augustinianum). Ha fondato nel 1978 l’Associazione per lo Studio e la Divulgazione dell’Archeologia Biblica, successivamente denominata Centro Studi sulle Civiltà e le Religioni del Mediterraneo e riconosciuta dalla Regione Campania, con apposita legge, quale Ente di notevole rilievo culturale. Nel 1995 ha fondato con il sostegno del Cartello degli Industriali dei Castelli Romani il Centro Internazionale per lo Studio della Civiltà dei Severi di cui è stato anche presidente. Nel 1996 ha fondato l’Università Popolare del Tuscolano (Roma) di cui è stato presidente fino al 2001. Particolarmente sensibile all’impegno nel campo dell’Educazione degli Adulti, è stato dal 1997 al 2007 presidente della Confederazione Nazionale delle Università Popolari Italiane (C.N.U.P.I.), ente dotato di riconoscimento della personalità giuridica con apposito decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica oltre che Ente accreditato per la Formazione del Personale della Scuola dal Ministero competente. E’ attualmente presidente del Centro per l’Alta Formazione Integrata, la cui attività specifica è lo svolgimento di Master Universitari in regime di convenzione tra Atenei di Stato ed Enti di Formazione privati. È stato membro del Consiglio Direttivo della Società Biblica in Italia. È membro delle seguenti associazioni ed istituzioni: Associazione Biblica Italiana, Association Internationale d’Etudes Patristiques, Società Italiana di Storia delle Religioni, World Methodist Historical Society’.

 

Fonte: http://docenti2.unior.it/index2.php?content_id=18666&content_id_start=1

Va anche detto che il Rinaldi è uno dei docenti della Facoltà Pentecostale di Scienze religiose di Aversa (Caserta), sorta nel 2006 e della quale il preside è Carmine Napolitano.

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Fonte: http://www.facoltapentecostale.org/giancarlorinaldi/

Il Rinaldi ha partecipato nel gennaio 2013 ad una Giornata di studio organizzata da ‘Cristiani per la Nazione’, il movimento politico di cui è capo Sandro Oliveri, il quale è membro della Chiesa Parola della Grazia di Palermo. Ecco come è stato pubblicizzato questo evento sul sito di ‘Cristiani per la Nazione’:
‘Tutti si rendono conto che si sta vivendo un momento particolare per il mondo evangelico. L’incontro “Cristiani per la nazione” del 15 giugno 2012 ha messo l’accento sulla necessità di una attenzione alla dimensione sociale e politica. La fede evangelica non comporta la “fuga dal mondo” o il disinteresse per quanto accade intorno alle nostre comunità, alle nostre famiglie, a noi stessi. Il Vangelo, infatti, non è un manuale di tecnica di meditazione per estraniare la mente dal corpo, al contrario è una “notizia buona” che va data con una urgenza direttamente proporzionale alla gravità del momento che si attraversa.
La Giornata di studio nasce per dare spessore alla presenza evangelica nella società e nella politica odierna, intesa quest’ultima come organizzazione della polis, cioè come società strutturata e da strutturare al meglio. Una riflessione sull’attualità e sul futuro esige il recupero della nostra consapevolezza storica, partire cioè da una riflessione sulla Scrittura e sulla storia della cristianità per acquisire consapevolezza delle esperienze e dei condizionamenti di cui siamo portatori più o meno consapevoli. Solo una tale consapevolezza può aiutare a sviluppare una vera sensibilità spirituale e culturale sulla questione.
All’iniziativa sono invitati tutti coloro che si riconoscono nella tradizione di fede evangelica nelle sue diverse declinazioni ed anche coloro che hanno interesse a conoscere meglio questo filone di esperienza vissuta che in Italia, pur essendo minoritario, ha molto ancora da dire.
La Giornata di studio è organizzata da “Cristiani per la Nazione”.
Programma
11.00 Benvenuto e introduzione (Leonardo De Chirico)
11.15 Atteggiamenti verso la politica nella chiesa antica (Giancarlo Rinaldi)
12.05 Atteggiamenti verso la politica nella chiesa moderna (Pietro Bolognesi)
13.00 Discussione
13.30 Breve pausa pranzo
14.15 Il cristiano nello spazio pubblico: dalla società alla politica (Pietro Garonna)
14.30 Strumenti per l’agenda evangelica nella società (Leonardo De Chirico)
14.45 Il caso Italia: per un impegno dei cristiani per la nazione (Sandro Oliveri)
15.10 Discussione generale
16.00 Conclusione dei lavori

Fonte: http://cristianiperlanazione.it/blog/evangelici-societa-politica/

Alessandro Iovino, storico e saggista delle ADI, lo ha invitato alla trasmissione ‘A libro aperto’ su TeleOltre per presentare due suoi libri: ‘La Bibbia dei pagani’ e ‘Cristianesimi nell’antichità’. Ecco due fotogrammi che attestano ciò.

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Fonte: http://youtu.be/HxiR9DzFZXQ

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Fonte: http://youtu.be/jSRbjxEFGvQ

Aggiungiamo che il libro scritto da Alessandro Iovino ‘Salvatore Anastasio. La storia del pioniere del movimento pentecostale napoletano’ ha in fondo due pagine e mezzo circa scritte dal professore Rinaldi dal titolo ‘Ricordo di Salvatore Anastasio’ in cui peraltro il Rinaldi dice queste inquietanti parole sulle ADI: ‘Nel quadro dell’Evangelismo italiano il movimento pentecostale, ed in particolare le A.D.I., ha una responsabilità peculiare che gli deriva proprio dall’essere ‘movimento’ e non struttura ecclesiastica ingessata e diluita nelle pastoie della secolarizzazione o della deriva politica. Si tratta dunque di una realtà viva che bene fa a conservare lo spirito ed il carisma che fu di Anastasio, ma che tali doni di Dio intende anche implementare con una più piena consapevolezza del profilo della società odierna, della riflessione dell’uomo su se stesso, dello studio, della ricerca e dell’impegno verso il prossimo’ (Alessandro Iovino, Salvatore Anastasio. La storia del pioniere del movimento pentecostale napoletano, Alfredo Guida Editore, Napoli 2008, pag. 80). Ho definito inquietanti queste parole, perchè per capire cosa vuole dire il Rinaldi occorre tenere a mente cosa egli ha detto durante la Giornata di studio di “Cristiani per la Nazione” che si è svolta a Roma il 12 gennaio 2013 su ‘Evangelici, Società, Politica’: ‘Il prof. Giancarlo Rinaldi ha ripercorso gli atteggiamenti della chiesa antica nei confronti della politica. Nel Nuovo Testamento si riscontrano, da un lato, una tendenza apocalittica che tende a relativizzare l’impegno nella società e, dall’altro, un incoraggiamento della presenza cristiana per abitare lo spazio pubblico assumendosi responsabilità civiche. L’impegno evangelico deve collocarsi all’interno di questo binario senza cedere agli estremi dell’estraniamento e della piena assimilazione. Solo recuperando la storia e l’identità evangelica – ha sostenuto Rinaldi – si potrà costruire una “bussola” evangelica che orienti l’impegno’ (http://www.speranzaxmilano.it/wordpress/?event=cristiani-per-la-nazione). In altre parole, secondo il Rinaldi le ADI sono da elogiare perchè si sono date al cosiddetto vangelo sociale, proprio quello che vuole la Massoneria per distruggere il Cristianesimo, perchè il Vangelo sociale afferma che i Cristiani devono mettersi a fare lotte sociali e politiche con l’obbiettivo di far trionfare nel mondo i principi di libertà, uguaglianza e fratellanza (i tre principi fondamentali della Massoneria)! E difatti, Alessandro Iovino – che è vicino all’attuale segretario delle Assemblee di Dio in Italia (ADI) – professa il vangelo sociale, in quanto ha affermato che fede, politica e democrazia sono ‘valori che possiamo conciliare per meglio progredire, per meglio vivere, perchè ricordiamoci il Cristianesimo è anche emancipazione, non solo spirituale ma anche sociale’ (da A libro aperto – LA12-2011 – TeleOltre – L’arte del Governo e la Bibbia – http://youtu.be/oSnG3zLUIaI – min. 14:20-34). Leggi questo mio scritto ‘Contro il «vangelo sociale»’.

Altra cosa importante, il libro di Alessandro Iovino dal titolo ‘Alfonso Melluso. Il giovane saggio del pentecostalismo italiano’ (Edizioni GBU, Chieti 2014), ha la prefazione proprio di Giancarlo Rinaldi che dice: ‘Parlare di Alfonso Melluso significa far rivivere una pagina di storia dell’evangelismo napoletano. Ma non solo. La vita del personaggio si è dipanata con uno stile di sobrietà attraverso molteplici filoni che hanno attraversato questa storia, e si è anche esemplarmente proiettata in un tessuto sociale, quale quello del Mezzogiorno d’Italia, che siamo soliti connettere a problematiche di antica arretratezza. Ma così non è stato, con Alfonso Melluso. Ecco anche perché una sua biografia può e deve servire quale bussola atta ad affrontare le sfide, e sono gravi e molteplici, che il futuro ci riserva’ (http://www.alessandroiovino.it/?2&144). Certo, è molto significativo che per la prefazione di un libro che ‘esalta’ un noto imprenditore italiano (che era un ‘pastore’ delle Assemblee di Dio in Italia) sia stato scelto proprio un massone!

Peraltro abbiamo notato che sulla bacheca Facebook di Alessandro Iovino ogni volta che interviene il professore Rinaldi con qualche commento, Iovino si mostra molto ossequioso e riverente nei suoi riguardi. Si avverte che esiste un legame spirituale tra i due, ed anche forte! D’altronde Giancarlo Rinaldi ha chiamato Alessandro Iovino suo amico.

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Il Rinaldi ha anche tenuto una lezione sulla storia del cristianesimo antico presso la sede italiana di Como della Shepherd International University il cui presidente è Giuseppe Laiso (con lui nella foto mentre si stringono la mano), che è anche il fondatore della radio e della casa editrice Uomini Nuovi.

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Fonte: http://youtu.be/aawJp8SXBxE

Che Giancarlo Rinaldi sia un massone è attestato dalla rivista ufficiale ‘Erasmo’ del Grande Oriente d’Italia in un articolo dal titolo ‘ROMA / Convegno al CNR – Massoneria ed ermetismo’ in cui viene detto: ‘Si è tenuto lo scorso 21 aprile un convegno nella sede centrale del CNR sul tema: “Dai misteri dell’antico Egitto alle correnti filosofico-ermetiche nella Napoli dei secoli dal XVIII al XX”. L’evento è stato possibile grazie al contributo dei fratelli Arnaldo Sardoni, ricercatore del CNR, che ha introdotto e moderato i lavori e Danilo Di Mambro che si è occupato della segreteria organizzativa. Il fratello Giancarlo Seri, Gran Hyerophante del Rito di Memphis e Misraim, ha introdotto la tematica in discussione rilevando come sia ricco il rapporto esoterico – e non solo – tra l’Egitto e l’Italia fin dall’Evo Antico. Gli ha fatto seguito il fratello Giancarlo Rinaldi, dell’Università “L’Orientale” di Napoli e Maestro Venerabile della Loggia “Costantino Nigra” di Castelforte, che ha delineato alcuni dei doni del Nilo, quando ha unito le sue alle acque del Tevere, ovvero il retaggio iniziatico dell’Egitto nel mito di Iside e Osiride (la cosidetta religione dei misteri). Iside, il cui velo rappresenta questo mondo, fornisce l’immagine a Maria che allatta il Divino Bambino, e Osiride, l’essenza solare ed eterna dell’uomo, fondamento tra due cicli, quello concludentesi con la morte e quello che s’apre con la rinascita, l’iniziazione a questi misteri è descritta da Apuleio, nell’Asino d’oro. Rinaldi ha dato particolare rilievo alla concezione secondo cui il mondo è platonicamente inteso come prigione, opera imperfetta del Demiurgo, in cui l’Uomo Primordiale è caduto, staccandosi dall’Intelligenza suprema verso la quale tende a reintegrarsi attraverso l’Iniziazione’ (Erasmo, Anno VII – Numero 9-10, 15-31 Maggio 2006 pag. 6 – vedi foto).

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Che si tratta del professore Giancarlo Rinaldi, è confermato sul sito del CNR

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Fonte: http://www.cnr.it/eventi/index/evento/id/11305

Nella Massoneria il ‘Maestro Venerabile’ è colui che presiede, governa e rappresenta la loggia ed è eletto tra coloro che hanno il grado di Maestro (il terzo grado della Massoneria azzurra), e nella loggia si pone in un luogo sacro che viene denominato Trono di Salomone. La sua autorità è considerata dai massoni sacra ed inviolabile. Nel rituale massonico di iniziazione al terzo grado che è il rituale di Hiram, che viene risuscitato dal Maestro Venerabile, Hiram rappresenta Gesù e il Maestro Venerabile Dio; e il candidato al grado di maestro muore e risorge a nuova vita per opera del Maestro Venerabile! Considerate un pò a quale rituale diabolico si deve sottoporre chi vuole diventare maestro massone in una loggia e quale diavolerie viene detto che compie il cosiddetto Maestro Venerabile durante questo rituale!

Il Rinaldi è membro del comitato scientifico della rivista massonica ‘Hiram’ (n. 4/2013, pag. 2).

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Il Rinaldi partecipa a conferenze patrocinate dalla Massoneria.

Nell’ottobre 2008 ha partecipato al convegno ‘Vivere oltre la vita’: ‘Napoli, 3 ottobre 2008 – Vivere oltre la vita. Una tavola rotonda e un concerto per la cultura della donazione degli organi. NAPOLI – La donazione e il trapianto degli organi sono argomenti che non possono rimanere circoscritti al mondo della medicina e della sanità. Per gli aspetti etici e sociali che rivestono, coinvolgono le istituzioni, la comunità e tutta la società civile. Perciò occorre costruire e fortificare la cultura della donazione e ciò è possibile solo promuovendo e attuando la cultura della tolleranza e della solidarietà. Le logge napoletane “Losanna” (205) e “Giordano Bruno” (745), grazie alla disponibilità di fratelli che operano nel campo ospedaliero e di altri dediti alla musica, hanno organizzato per il 3 ottobre una serata particolare nella casa massonica di Napoli (Circolo Carlo Darwin – Galleria Umberto I 27) con inizio alle ore 18. Nata con il patrocinio della Regione Campania insieme a quello del Collegio circoscrizionale di Campania-Lucania, l’iniziativa s’intitola “Vivere oltre la Vita” e ha in programma una tavola rotonda e un concerto. In apertura, dopo il saluto del presidente circoscrizionale Geppino Troise, Mario Dell’Angelo (violino) e Livio De Luca (pianoforte) eseguiranno musiche di Mozart, Paganini, Mendelsson, Bacalov, Piazzolla e Williams. Poi daranno spazio ai relatori del convegno moderati dallo psichiatra, psicoterapeuta, Alberto Martone. Interverranno: lo storico delle religioni Giancarlo Rinaldi (La vita dopo la vita, nel pensiero religioso e filosofico), il medico anestesista Paolo Cesaro (Dalla conservazione del corpo alla conservazione della vita), il chirurgo Fulvio Calise (La cultura della donazione degli organi: il valore della comunicazione istituzionale). Le conclusioni saranno del Grande Oratore Aggiunto Bent Parodi’ (http://www.acacia577.it/sito/index.php?option=com_content&task=view&id=140&Itemid=29).

Nel dicembre 2008 ha partecipato al Convegno ‘Mistica e politica. Principi ispiratori dell’Etica Sociale nella pratica di nuove Spiritualità per le Società Civili delle Età Nuove’, dove ha tenuto un discorso dal titolo ‘Cristianesimo e impero romano: note in margine al Nuovo Testamento’

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Fonte: http://www.memphismisraim.it/id131408.htm

Nel gennaio 2014 ha partecipato al simposio «Cristianesimi nell’antichità», ‘appuntamento della rassegna filosofica del Capitolo De Lantaarn del Rito di York con la Compagnia de Galantomeni. Patrocinio del Gran Capitolo dei Liberi Muratori dell’Arco Reale’ (http://www.latinadenotte.it/index.php?view=details&id=6787%3Alcristianesimi-nellantichitar-simposio-con-giancarlo-rinaldi&option=com_eventlist&Itemid=74).

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Che dire fratelli? La cosa è molto inquietante, ma d’altronde lo ripeto da diverso tempo ormai: la Massoneria ha infiltrato i suoi adepti in mezzo alle Chiese Evangeliche, collocandoli in posizioni molto importanti e strategiche da dove possono influenzare in maniera determinante verso l’ideologia massonica le menti dei pastori e delle Chiese. Avete capito allora perchè da parte delle Chiese Evangeliche istituzionalizzate non esiste alcuna opposizione alla Massoneria o condanna pubblica di essa? Avete capito perchè l’ideologia di queste Chiese ha diversi punti in comune con la Massoneria? Avete capito perchè noi che condanniamo la filosofia massonica siamo da esse rigettati e definiti ‘talebani’, ‘estremisti’, e ‘fanatici’? Perchè queste Chiese hanno al loro interno dei massoni (sia massoni con il grembiule come nel caso di Rinaldi, che senza il grembiule come nel caso di tanti pastori che fanno da ‘maggiordomo’ alla Massoneria) che le spingono ad ammirare la Massoneria e ad appoggiarsi ad essa.
Come voi sapete molto bene un Cristiano non può essere un massone, perchè il Cristianesimo è inconciliabile con la Massoneria, in quanto i principi su cui si basa la Massoneria sono dei principi antibiblici tramite i quali la Massoneria si prefigge di distruggere il Cristianesimo, e perchè la Massoneria è piena di esoterismo, magia e satanismo. Ma per avere un quadro completo su questa diabolica istituzione leggete il mio libro ‘La Massoneria smascherata’
Vi esorto dunque per l’ennesima volta a ritirarvi e separarvi da chiunque si dica Cristiano ed è un Massone, perchè un Massone non serve l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo ma il diavolo. E non solo, ma anche da tutte quelle Chiese che accettano i massoni nel loro mezzo e collaborano con essi.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/03/19/attenzione-un-massone-maestro-venerabile-tra-gli-evangelici-in-italia/