Come Dio mi ha salvato e fatto uscire dalla Chiesa ‘Parola della Grazia’

Fratelli nel Signore, voglio raccontarvi come Dio mi ha prima salvato, e poi fatto uscire dalla Chiesa ‘Parola della Grazia’ di Palermo in quanto questa Chiesa ha rigettato una parte del consiglio di Dio.
Un giorno mi venne a trovare in officina dove io lavoro un vecchio amico, il quale di tanto in tanto mi parlava del SIGNORE, che mi invitò per l’ennesima volta a partecipare ad un culto presso la comunità Parola della Grazia di Palermo che lui stesso frequentava.
In quel periodo tutto cercavo tranne ciò che lui mi proponeva, cioè il Signore, e poi già l’idea di entrare a fare parte di una Chiesa evangelica mi dava molto fastidio anche perchè ero cattolico romano di nascita e frequentavo di tanto in tanto la chiesa cattolica.
In quel periodo ero molto preso dalle cose del mondo: mi piaceva vestirmi con abiti costosi, portavo orecchini, mi ero fatto diversi tatuaggi, ero molto preso da diversi tipi di gioco anche d’azzardo, fumavo sigarette e ogni tanto anche marijuana perché ero molto preso dal modo di pensare dei rasta.
Successivamente quello stesso amico mi venne a trovare nuovamente in officina, invitandomi un sabato del maggio 2011 ad un ‘concerto cristiano’ che si svolgeva nel locale di culto della Chiesa Cristiana ‘La Parola della Grazia’.
Quella sera mi sentii confuso, anche perché vidi un modo di parlare delle cose del SIGNORE che era diverso da quello a cui ero abituato da cattolico.
La domenica successiva partecipai al mio primo culto e lì vidi per la prima volta il pastore Lirio Porrello. Dopo la parola da lui ministrata mi invitarono a fare una preghiera che loro chiamano ‘la preghiera di salvezza’. E poi mi aggregarono ad un gruppo di preghiera che loro chiamano cellula.
Dopo queste cose ancora non realizzavo niente, anche perchè continuavo a fare tutte le cose che facevo prima.
Ma piano piano iniziai a leggere la Bibbia, cosa che io non facevo mai da cattolico, e più la leggevo e più la volevo leggere, e così iniziai a togliere le cosiddette ‘immagini sacre’ dai muri e a sostituirle con dei versetti della Bibbia, ma io in effetti in quella maniera mi sentivo solo di fare una religione.
Ma un bel giorno mentre stavo appendendo un versetto meditai la frase “senza la santificazione nessuno vedrà il SIGNORE” (Ebrei 12:14), e per tutto quel giorno quella parola ‘santificazione’ mi risuonò nell’orecchio, ma credetemi non sapevo neanche il suo significato.
L’amore verso il SIGNORE cresceva giorno dopo giorno e lì ho capito che lui stava per iniziare la sua opera, sentii come un’abbraccio caloroso ineffabile, mi sentivo felice, avevo le lacrime agli occhi e il petto soffocante. Ho capito subito che il SIGNORE mi aveva salvato dai miei peccati e mi sentii rinato. Tutto questo poi mi fu confermato dalla Bibbia quando ho letto cosa diceva sulla nuova nascita: e così mi resi conto di essere nato di nuovo per la grazia di Dio.
Ho sentito quindi subito il desiderio di farmi battezzare, ma un pò per un verso un pò per un altro non veniva mai il momento, ma a DIO è piaciuto che il 1/7/2012 fossi battezzato in acqua.
E mi venne di nuovo in mente quel versetto che ‘senza la santificazione nessuno vedrà il SIGNORE’. Ma che cosa era la santificazione? Astenersi dal male. Smisi quindi di fumare. E tutti mi chiedevano: ‘Ma come hai fatto?’ Non ho giocato più, ho tolto gli orecchini, gli anelli, tutti i vizi, e rinunciando alle concupiscenze del mondo mi sentivo di piacere a DIO. Ho fatto pace con tutti quelli con cui avevo litigato; e smisi di prendere gli antidepressivi, che prendevo da cinque anni.
Iniziai ad approfondire le SACRE SCRITTURE, continuando a frequentare la Chiesa della Parola della grazia di Palermo. Facevo tutte le cose che insegnava il pastore di quella chiesa, cioè Lirio Porrello, quando un bel giorno DIO ha guidato la mia mano affinchè su Internet giungessi al sito LA NUOVA VIA, dove notai che un certo Giacinto Butindaro aveva delle predicazioni audio. E così ne ascoltai una: quella che tratta la predestinazione. Ascoltandola, ho detto a me stesso: ‘E pensare che mi avevano fatto credere che avevo fatto tutto io!’ Quando parlai poi della predestinazione con il mio ‘leader’ citandogli alcuni versetti, mi disse subito: ‘A chi frequenti?’ Io gli risposi: ‘Era solo una domanda!’
Poi quando ho ascoltato la predicazione di Giacinto sulle lingue e l’interpretazione (e in seguito come mio solito ne ho parlato al mio leader), allora lì ho capito subito senza pensarci nemmeno una seconda volta che in quella comunità c’era qualcosa che non andava, ed oltre a ciò la Chiesa andava di male in peggio. E poi quando parlavo loro di determinate cose che andavo via via imparando mi davano sempre le stesse risposte che non mi soddisfacevano e neppure convincevano.
Sentendo predicare tutto il consiglio di Dio dal fratello Giacinto, compresi che in quella comunità le seguenti cose sono sbagliate alla luce della Bibbia.

 

Insegnano il cosiddetto libero arbitrio, e quindi non credono alla predestinazione;
predicano la prosperità;
ordinano di dare la decima, e poi stanno continuamente a chiedere soldi, soldi, e ancora soldi (mi hanno persino domandato 5 euro nel giorno del mio battesimo con il pretesto che servivano per lavare il camice bianco!);
fanno politica;
praticano la ‘caduta a terra’ e difatti stimano e appoggiano Benny Hinn;
pregano allo SPIRITO SANTO;
permettono alla donna di insegnare;
le donne quando pregano non si coprono il capo (a proposito quando una volta ho fatto notare questo mi è stato risposto: ‘Tu vivi troppo nella carnalità’);
le donne si vestono in maniera invereconda, e si truccano;
permettono all’uomo di portare i capelli lunghi (ho visto il figlio del pastore Lirio con i capelli lunghi);
permettono ai credenti di andare al mare;
fanno commercio con le cose relative al regno di Dio;
insegnano il rapimento segreto;
parlano in lingue a comando;
insegnano che Dio non manda malattie in alcun caso;
fanno teatro;
organizzano concerti.

Una sera invitai a casa mia il mio ‘leader’ e il capocellula, e gli feci ascoltare il pastore Lirio Porrello, pastore della Chiesa ‘Parola della grazia’ di Palermo, il quale nel corso di una sua predicazione che verteva sul dono di interpretazione delle lingue, ad un certo punto disse: ‘Ora, questa mattina, noi praticheremo quello che è scritto qui, e vi insegno come fare. Allora ‘chi parla in altre lingue, preghi di potere interpretare’. Lo vogliamo praticare? Ma cosa dobbiamo fare? Parliamo tre quarti d’ora in lingue, e aspettiamo l’interpretazione? Assolutamente no. Dobbiamo fare delle brevi frasi, e ci fermiamo, aspettando l’interpretazione. E lo faremo due, tre, quattro volte, come lo Spirito Santo ci guida. Così alza le tue mani, e in questo momento ci vogliamo rivolgere al Signore, vogliamo pregare, e come ci ha insegnato la Scrittura, lo facciamo. ‘Signore, noi ti chiediamo che tu ci fai interpretare le preghiere, i canti, i ringraziamenti, tutto ciò che noi diciamo nello Spirito, parlando in altre lingue, noi ti chiediamo che nella tua grazia tu ci concedi di poter intendere e interpretare quello che noi diciamo. Ora faremo così, lo pratichiamo. Voi parlate in lingue lo stesso tempo che parlo io, dopodiché ci fermiamo tutti quanti insieme e aspettiamo che arriva l’interpretazione’.
Essi mi risposero: ‘E che cosa ha detto di male?’ e poi si misero a calunniare il fratello Giacinto.
Ma io dentro il mio cuore sentivo diversamente da loro, perchè sentivo la verità che veniva dalla parola di DIO.
Io non facevo altro quando mi era possibile di ascoltare le predicazioni di Giacinto con la Bibbia nelle mani investigando le Scritture, e costatavo la crescita e la sapienza. Nel frattempo intanto conobbi dei fratelli che mi sostenevano nella verità.
Ho quindi organizzato delle riunioni di preghiera a casa mia con alcuni fratelli della Chiesa ‘La Parola della grazia’ ed altri fratelli che non facevano parte di quella Chiesa ma i quali a differenza dei primi si attenevano solo alla Parola, ma ogni volta vedevo che più che pregare si facevano contese, perchè quelli della Parola della Grazia contrastavano la verità, e così un bel giorno decisi che non avrei più invitato a queste riunioni coloro che non sostengono la verità.
Il 19 agosto 2012 poi ho telefonato al mio leader dicendogli francamente che molte cose che si insegnano in quella comunità non sono attestate dalla Parola di DIO, e che avevo deciso di uscire e separarmi da quella Chiesa proprio per questa ragione.
Fratelli della Chiesa La Parola della grazia, che il SIGNORE che è benedetto in eterno vi possa illuminare affinchè vi mettiate ad ascoltare e mettere in pratica tutto ciò che la Parola di DIO ci insegna.

La grazia del Signore Gesù sia con voi.

Salvatore Lopes

Se vuoi contattarmi scrivimi a: salvo0767@libero.it

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2012/08/27/come-dio-mi-ha-salvato-e-fatto-uscire-dalla-chiesa-parola-della-grazia/

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Lirio Porrello e la Cena del Signore

Lirio Porrello, pastore della Chiesa ‘Parola della Grazia’ di Palermo, durante il culto di domenica 4 luglio 2010, ha predicato sulla cena del Signore.

Nello spiegare le parole di Paolo: “Per questa cagione molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono” (1 Corinzi 11:30), dice giustamente che molti erano malati e morivano perchè non discernevano il corpo del Signore, ma secondo lui il discernere il corpo del Signore ha a che fare con la guarigione. Ecco che cosa dice in sostanza, che discernere il corpo del Signore ‘è un’espressione che ha a che fare con la nostra guarigione’. E come cerca di dimostrarlo questo? Citando queste parole che Dio disse al popolo d’Israele una volta che era uscito dall’Egitto: “Se ascolti attentamente la voce dell’Eterno, ch’è il tuo Dio, e fai ciò ch’è giusto agli occhi suoi e porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue leggi, io non ti manderò addosso alcuna delle malattie che ho mandate addosso agli Egiziani, perché io sono l’Eterno che ti guarisco” (Esodo 15:26), e spiegandole in questa maniera: ‘Da queste parole si comprende che la promessa di guarigione non dipende dai nostri comportamenti e che per guarirci Dio si aspetta solo che spendiamo del tempo alla Sua presenza, che Lo ascoltiamo e in fede mettiamo in pratica la Sua Parola. Le leggi di cui parla, per noi che siamo sotto la grazia sono compendiate nell’unico comandamento dell’amore. Ne deriva che persone dal comportamento discutibile ma piene di fede ricevono guarigione ed altre dal comportamento ineccepibile ma senza fede non ricevono nulla, perché la grazia di Dio non dipende dai meriti personali’. E difatti – lui dice – che dopo che gli Ebrei uscirono dall’Egitto ‘sperimentarono un lungo periodo di buona salute. Nei quarant’anni di deserto non conobbero la malattia; nessuno era fiacco, nessuno vacillava’, e perchè potè verificarsi un simile fenomeno? Perchè prima di uscire dall’Egitto avevano mangiato l’agnello pasquale. Ascoltate le sue parole: ‘Prima di uscire dall’Egitto essi celebrarono per la prima volta la Pasqua e secondo l’ordine di Dio ogni famiglia mangiò l’agnello sacrificato assieme ad erbe amare. Il sangue dell’agnello, sparso sull’architrave e sugli stipiti della porta, protesse e preservò dalla morte tutti quelli che si trovavano all’interno della casa a prescindere dalla loro condotta e dalla loro nazionalità, visto che vi si potevano trovare anche persone non ebree. La protezione dipese esclusivamente dal sangue di un agnello innocente che era stato sparso sulle porte e che prefigurava quello dell’Agnello di Dio. Tutto questo trova un corrispettivo nel Nuovo Testamento, infatti noi non siamo stati salvati in funzione della nostra condotta o delle nostre opere, ma solo in virtù del sangue di Cristo, che è stato sparso per la nostra redenzione eterna. Gli Ebrei mangiarono il corpo dell’agnello con lo strabiliante effetto che da quel momento, per quarant’anni, nessuno si ammalò e nessuno fu debole, non perché si comportassero bene, ma perché avevano mangiato l’agnello e confidavano che l’averlo mangiato garantiva loro la salute. Il tempo trascorso nel deserto raffigura quello della nostra vita ed anche per noi vale la promessa che mangiando l’Agnello, per fede, possiamo vivere senza malattie’.

Quindi quando la Bibbia dice che presso i Corinzi molti si ammalavano o morivano, perchè non discernevano il corpo del Signore, vuole dire che ciò avveniva perchè i Corinzi non discernevano che il corpo del Signore era stato dato per la nostra guarigione fisica. Ecco le parole di Porrello: ‘Si può mangiare e bere indegnamente nel momento in cui non si comprende il valore di ciò che si mangia, non si capisce che come il sangue è stato versato per la nostra redenzione, il corpo è stato dato per la nostra guarigione, e si partecipa alla Santa Cena privandola del Suo vero significato e riducendola ad uno sterile rito. La Bibbia ci spiega perché molti si ammalano e molti muoiono. Possibilmente noi siamo portati a pensare che questo avvenga a causa del peccato, ma anche se il peccato impedisce la comunione con Dio e può avere conseguenze, qui l’apostolo Paolo non collega la malattia o la morte prematura al peccato, ma al fatto che non si discerne il motivo per cui Dio vuole che partecipiamo al pane e al corpo del Signore: quello di guarirci! Se partecipiamo alla Santa Cena credendo di partecipare a un rito, come tutti i riti risulterà privo di potenza e non riceveremo nessuna guarigione, ma se comprendiamo che Gesù ha dato il Suo corpo per guarirci e ci accostiamo alla Sua Mensa con fede, allora possiamo essere sanati. Il pane che prendiamo rappresenta il corpo di Gesù e se noi crediamo che è stato offerto per la nostra guarigione, per questa fede riceviamo guarigione. La Santa Cena non è un momento di giudizio e di condanna, ma di grazia e di benedizione. L’esame di noi stessi che siamo esortati a compiere non ha lo scopo di mettere a fuoco i nostri errori e farci cadere nel senso di colpa e d’indegnità, ma di mettere a fuoco la nostra fede, la sola cosa che non dobbiamo sottovalutare o trascurare, perché da essa dipende come vivremo: se tra acciacchi e malattie o in buona salute fino alla fine’.

Da: http://www.paroladellagrazia.it/

Ora, ci sono diverse cose non vere alla luce della Parola di Dio in questo discorso di Porrello.

Innanzi tutto non è vero che ‘che la promessa di guarigione non dipende dai nostri comportamenti e che per guarirci Dio si aspetta solo che spendiamo del tempo alla Sua presenza, che Lo ascoltiamo e in fede mettiamo in pratica la Sua Parola. Le leggi di cui parla, per noi che siamo sotto la grazia sono compendiate nell’unico comandamento dell’amore. Ne deriva che persone dal comportamento discutibile ma piene di fede ricevono guarigione ed altre dal comportamento ineccepibile ma senza fede non ricevono nulla, perché la grazia di Dio non dipende dai meriti personali’.

Spieghiamo perchè. Certamente la guarigione fisica mediante la fede in Cristo è ancora per oggi, ma nella vita di un credente non dipende solo dalla fede in quanto dipende sia dalla nostra condotta e sia dalla volontà di Dio. Vediamo di spiegarlo con la Parola di Dio.

L’apostolo Giovanni, e quindi uno dei dodici apostoli, dice nella sua epistola: “Diletti, se il cuor nostro non ci condanna, noi abbiam confidanza dinanzi a Dio; e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da Lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciam le cose che gli son grate. E questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del suo Figliuolo Gesù Cristo, e ci amiamo gli uni gli altri, com’Egli ce ne ha dato il comandamento” (1 Giovanni 3:21-23).
Come potete vedere, noi riceveremo qualsiasi cosa chiediamo a Dio, compresa la guarigione quindi, a condizione che osserviamo i comandamenti di Dio e facciamo le cose che gli sono grate. E i comandamenti sono quello di credere in Gesù Cristo, e quello di amarci gli uni gli altri. Che significa ‘amarsi gli uni gli altri’, se non aiutare il nostro fratello che si trova nel bisogno, riprenderlo quando pecca contro di noi, perdonarlo quando si pente di un peccato che ha commesso contro di noi e ci chiede perdono, sopportare le sue debolezze, consolarlo quando è afflitto e così via? Ma se un fratello si comporta spietatamente verso un altro suo fratello, come potrà dire di mettere in pratica il comandamento ‘amatevi gli uni gli altri’? E come potrà ottenere da Dio quello che gli ha chiesto, inclusa la guarigione quindi, dato che non osserva questo comandamento e non fa ciò che è giusto nel cospetto di Dio? In altre parole, come potrà un credente pensare di ottenere guarigione se disprezza il suo fratello, lo sfrutta, lo angaria, e lo maltratta? La Bibbia quindi non mi autorizza a dire ‘la promessa di guarigione non dipende dai nostri comportamenti’, perchè dipende eccome. E poi è un controsenso dire che l’ottenimento della guarigione non dipende dai nostri comportamenti e poi dire che ‘Le leggi di cui parla [Dio nell’esodo], per noi che siamo sotto la grazia sono compendiate nell’unico comandamento dell’amore’, e questo perchè Paolo dice che l’amore non fa male alcuno al prossimo (Romani 13:10), per cui se un credente fa del male ad altri credenti non sta mettendo in pratica il comandamento dell’amore, e la sua condotta è riprovevole. E poi parlando in questa maniera, si incoraggiano i credenti a non comportarsi in maniera degna di Dio, perchè tanto la guarigione non dipende dai nostri comportamenti! Ma che disse Gesù a quell’uomo che era infermo da trentotto anni, dopo che lo guarì? ” Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio” (Giovanni 5:14). E quindi lo avvertì che se avesse continuato a peccare, il giudizio di Dio si sarebbe abbattuto su di lui. Quindi la nostra guarigione o salute dipende dalla nostra condotta, e non soltanto dalla nostra fede. E questo si accorda con le parole del profeta che dice: “Grida a piena gola, non ti rattenere, alza la tua voce a guisa di tromba, e dichiara al mio popolo le sue trasgressioni, e alla casa di Giacobbe i suoi peccati! Mi cercano ogni giorno, prendon piacere a conoscer le mie vie; come una nazione che avesse praticato la giustizia e non avesse abbandonata la legge del suo Dio, mi domandano de’ giudizi giusti, prendon piacere ad accostarsi a Dio. ‘Perché, dicono essi, quando abbiam digiunato, non ci hai tu avuto riguardo?’ ‘Perché quando abbiamo afflitte le anime nostre, non v’hai tu posto mente?’ Ecco, nel giorno del vostro digiuno voi fate i vostri affari, ed esigete che sian fatti tutti i vostri lavori. Ecco, voi digiunate per litigare, per questionare, e percuotere empiamente col pugno; oggi, voi non digiunate in modo da far ascoltare la vostra voce in alto. È questo il digiuno di cui io mi compiaccio? il giorno in cui l’uomo affligge l’anima sua? Curvar la testa come un giunco, sdraiarsi sul sacco e sulla cenere, è egli questo che tu chiami un digiuno, un giorno accetto all’Eterno? Il digiuno di cui mi compiaccio non è egli questo: che si spezzino le catene della malvagità, che si sciolgano i legami del giogo, che si lascino liberi gli oppressi, e che s’infranga ogni sorta di giogo? Non è egli questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame, che tu meni a casa tua gl’infelici senz’asilo, che quando vedi uno ignudo tu lo copra, e che tu non ti nasconda a colui ch’è carne della tua carne? Allora la tua luce spunterà come l’aurora, e la tua guarigione germoglierà prontamente; la tua giustizia ti precederà, e la gloria dell’Eterno sarà la tua retroguardia. Allora chiamerai, e l’Eterno ti risponderà; griderai, ed egli dirà: ‘Eccomi!’ Se tu togli di mezzo a te il giogo, il gesto minaccioso ed il parlare iniquo; se l’anima tua supplisce ai bisogni dell’affamato, e sazi l’anima afflitta, la tua luce si leverà nelle tenebre, e la tua notte oscura sarà come il mezzodì; l’Eterno ti guiderà del continuo, sazierà l’anima tua ne’ luoghi aridi, darà vigore alle tue ossa; e tu sarai come un giardino ben annaffiato, come una sorgente la cui acqua non manca mai” (Isaia 58:1-11). Avete notato a quali condizioni la nostra guarigione germoglierà prontamente?

L’altra condizione necessaria per la nostra guarigione, è che essa rientri nella volontà di Dio verso di noi, infatti sempre Giovanni dice: “E questa è la confidanza che abbiamo in lui: che se domandiamo qualcosa secondo la sua volontà, Egli ci esaudisce; e se sappiamo ch’Egli ci esaudisce in quel che gli chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo domandate” (1 Giovanni 5:14-15). Qualcuno dirà: ‘Può dunque accadere che la guarigione non rientri nella volontà di Dio?’ Certo, questo per esempio è il caso di quei credenti malati fisicamente che Dio ha deciso di prendere con sè in gloria. Si sono ammalati di quella malattia che li deve portare alla morte, in quanto così Dio ha decretato verso di loro. Ricordiamoci che il profeta Eliseo “cadde malato di quella malattia che lo dovea condurre alla morte” (2 Re 13:14). Quindi la malattia è un mezzo che Dio usa per porre termine alla vita terrena anche di suoi figliuoli.

Non corrisponde al vero neppure che gli Ebrei, dopo che uscirono dall’Egitto ‘sperimentarono un lungo periodo di buona salute. Nei quarant’anni di deserto non conobbero la malattia; nessuno era fiacco, nessuno vacillava’, in quanto la Bibbia dice sì che quando Dio fece uscire gli Israeliti dall’Egitto “non vi fu alcuno, fra le sue tribù, che fosse fiacco” (Salmo 105:37), ma non dice che gli Israeliti nel deserto non videro la malattia per quaranta anni. E difatti Dio colpì nel deserto gli Israeliti anche con delle piaghe quando questi peccarono contro di lui, in adempimento alle parole che gli aveva detto: “Se ascolti attentamente la voce dell’Eterno, ch’è il tuo Dio, e fai ciò ch’è giusto agli occhi suoi e porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue leggi, io non ti manderò addosso alcuna delle malattie che ho mandate addosso agli Egiziani, perché io sono l’Eterno che ti guarisco” (Esodo 15:26). Ecco alcuni di questi casi: quando Dio provvide al popolo la carne che essi avevano chiesta, è scritto che “ne avevano ancora la carne fra i denti e non l’avevano peranco masticata, quando l’ira dell’Eterno s’accese contro il popolo, e l’Eterno percosse il popolo con una gravissima piaga” (Numeri 11:33), ed ancora: “Ed egli dette loro quel che chiedevano, ma mandò la consunzione nelle loro persone” (Salmo 106:15), e la consunzione è un ‘lento deperimento con affievolimento di tutte le funzioni organiche’; e il giorno dopo che Dio fece morire Kore, Dathan e Abiram e le loro famiglie, con altri duecentocinquanta uomini, per la loro ribellione, avvenne che “tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele mormorò contro Mosè ed Aaronne dicendo: ‘Voi avete fatto morire il popolo dell’Eterno’. E avvenne che, come la raunanza si faceva numerosa contro Mosè e contro Aaronne, i figliuoli d’Israele si volsero verso la tenda di convegno; ed ecco che la nuvola la ricoprì, e apparve la gloria dell’Eterno. Mosè ed Aaronne vennero davanti alla tenda di convegno. E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo: ‘Toglietevi di mezzo a questa raunanza, e io li consumerò in un attimo’. Ed essi si prostrarono con la faccia a terra. E Mosè disse ad Aaronne: ‘Prendi il turibolo, mettivi del fuoco di sull’altare, ponvi su del profumo, e portalo presto in mezzo alla raunanza e fa’ l’espiazione per essi; poiché l’ira dell’Eterno è scoppiata, la piaga è già cominciata’. E Aaronne prese il turibolo, come Mosè avea detto; corse in mezzo all’assemblea, ed ecco che la piaga era già cominciata fra il popolo; mise il profumo nel turibolo e fece l’espiazione per il popolo. E si fermò tra i morti e i vivi, e la piaga fu arrestata. Or quelli che morirono di quella piaga furono quattordicimila settecento, oltre quelli che morirono per il fatto di Kore. Aaronne tornò a Mosè all’ingresso della tenda di convegno e la piaga fu arrestata” (Numeri 16:41-50). E poi evidentemente, Porrello si è dimenticato pure di Maria, la sorella di Mosè, che fu colpita da Dio con la lebbra perchè aveva peccato contro Mosè parlando contro di lui, secondo che è scritto: “Maria ed Aaronne parlarono contro Mosè a cagione della moglie Cuscita che avea preso; poiché avea preso una moglie Cuscita. E dissero: ‘L’Eterno ha egli parlato soltanto per mezzo di Mosè? non ha egli parlato anche per mezzo nostro?’ E l’Eterno l’udì. Or Mosè era un uomo molto mansueto, più d’ogni altro uomo sulla faccia della terra. E l’Eterno disse a un tratto a Mosè, ad Aaronne e a Maria: ‘Uscite voi tre, e andate alla tenda di convegno’. E uscirono tutti e tre. E l’Eterno scese in una colonna di nuvola, si fermò all’ingresso della tenda, e chiamò Aaronne e Maria; ambedue si fecero avanti. E l’Eterno disse: ‘Ascoltate ora le mie parole; se v’è tra voi alcun profeta, io, l’Eterno, mi faccio conoscere a lui in visione, parlo con lui in sogno. Non così col mio servitore Mosè, che è fedele in tutta la mia casa. Con lui io parlo a tu per tu, facendomi vedere, e non per via d’enimmi; ed egli contempla la sembianza dell’Eterno. Perché dunque non avete temuto di parlar contro il mio servo, contro Mosè?’ E l’ira dell’Eterno s’accese contro loro, ed egli se ne andò, e la nuvola si ritirò di sopra alla tenda; ed ecco che Maria era lebbrosa, bianca come neve; Aaronne guardò Maria, ed ecco era lebbrosa. E Aaronne disse a Mosè: ‘Deh, signor mio, non ci far portare la pena di un peccato che abbiamo stoltamente commesso, e di cui siamo colpevoli. Deh, ch’ella non sia come il bimbo nato morto, la cui carne è già mezzo consumata quand’esce dal seno materno!’ E Mosè gridò all’Eterno, dicendo: ‘Guariscila, o Dio, te ne prego!’ E l’Eterno rispose a Mosè: ‘Se suo padre le avesse sputato in viso, non ne porterebbe ella la vergogna per sette giorni? Stia dunque rinchiusa fuori del campo sette giorni; poi, vi sarà di nuovo ammessa’. Maria dunque fu rinchiusa fuori del campo sette giorni; e il popolo non si mise in cammino finché Maria non fu riammessa al campo” (Numeri 12:1-15). Che fu Dio a colpire Maria con la lebbra lo disse Dio in questi termini: “Ricordati di quello che l’Eterno, il tuo Dio, fece a Maria, durante il viaggio, dopo che foste usciti dall’Egitto” (Deuteronomio 24:9).

Alla luce di quanto accaduto nel deserto agli Israeliti ribelli, dunque, cade tutto il discorso di Porrello sugli effetti che l’agnello pasquale aveva avuto sulla salute degli Israeliti, perchè la carne di quell’Agnello non li aveva resi affatto immuni alle malattie. Le sue parole: ‘Gli Ebrei mangiarono il corpo dell’agnello con lo strabiliante effetto che da quel momento, per quarant’anni, nessuno si ammalò e nessuno fu debole, non perché si comportassero bene, ma perché avevano mangiato l’agnello e confidavano che l’averlo mangiato garantiva loro la salute’ sono palesemente mendaci.
E di conseguenza sono mendaci anche queste altre sue parole ‘anche per noi vale la promessa che mangiando l’Agnello, per fede, possiamo vivere senza malattie’. Perchè il mangiare degnamente il pane spezzato alla cena del Signore, non assicura in nessuna maniera automaticamente la salute o la guarigione a chicchessia, perchè il pane che noi prendiamo alla Cena del Signore non è per la nostra guarigione. In altre parole, Dio vuole che noi partecipiamo alla Cena non per guarirci, ma affinché noi abbiamo comunione con il sangue ed il corpo di Cristo (cfr. 1 Corinzi 10:16), ed annunziamo la sua morte finchè Egli venga (cfr. 1 Corinzi 11:26). Per guarirci Dio ha stabilito la preghiera infatti Giacomo dice: “C’è qualcuno fra voi infermo? Chiami gli anziani della chiesa, e preghino essi su lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore; e la preghiera della fede salverà il malato, e il Signore lo ristabilirà; e s’egli ha commesso dei peccati, gli saranno rimessi. Confessate dunque i falli gli uni agli altri, e pregate gli uni per gli altri onde siate guariti; molto può la supplicazione del giusto, fatta con efficacia” (Giacomo 5:14-16).

E poi, se fosse vero quello che dice Porrello, come mangiando il pane in maniera degna ci viene assicurata la guarigione o la salute fisica per tutta la vita terrena, così anche bevendo del frutto della vigna dal calice del Signore, che rappresenta il sangue che Cristo ha versato per la remissione dei nostri peccati, ci dovrebbe essere assicurata la remissione dei peccati che abbiamo commesso. Ma la remissione dei peccati che noi commettiamo non ci è assicurata dal bere il calice del Signore, ma dalla fede in Cristo, e dalla confessione che noi facciamo a Dio dei nostri peccati, secondo che è scritto: “Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità” (1 Giovanni 1:9). E quindi questo discorso di Porrello è molto pericoloso, perchè si potrebbe giungere anche a quest’altra conclusione errata. Massima attenzione dunque.

Per tornare al pane che viene spezzato e mangiato durante la Cena del Signore, diciamo che esso rappresenta il corpo di Cristo, ma che Cristo non lo ha offerto per la nostra guarigione a differenza del suo sangue che invece ha offerto per il perdono dei nostri peccati e il nostro riscatto, come dice Porrello. In altre parole, non è vero che Egli ha offerto il suo sangue per perdonarci e riscattarci, mentre il suo corpo per guarirci – quasi che le ragioni furono diverse -, perchè l’offerta del suo corpo avvenne per riconciliarci a Dio e santificarci.

Vediamo dunque che cosa ha fatto Cristo per noi offrendo la carne del suo corpo.

Gesù offrì la sua carne in sacrificio a Dio per vivificarci (perché tutti noi eravamo morti nei nostri falli) infatti un giorno egli disse: “Io sono il pane vivente che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che darò è la mia carne, che darò per la vita del mondo” (Giovanni 6:51). Ed anche per santificarci, difatti è scritto che “noi siamo stati santificati, mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre” (Ebrei 10:10). Dunque se oggi noi siamo spiritualmente vivi e santi nel cospetto di Dio lo dobbiamo al corpo di Cristo.

Gesù offrì il suo corpo in sacrificio per i nostri peccati al fine di annullare il dominio del peccato nella nostra vita, secondo che disse il profeta Isaia: “Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità” (Isaia 53:5), e difatti Paolo dice ai Romani che Gesù “ha condannato il peccato nella carne, affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in noi” (Romani 8:4). Cosicché noi, mediante l’offerta del suo corpo, siamo morti al peccato, perché il peccato che ci signoreggiava è stato annullato nella sua carne. Paolo spiega questo concetto ai santi di Roma in questi termini: “O ignorate voi, fratelli (poiché io parlo a persone che hanno conoscenza della legge) che la legge signoreggia l’uomo per tutto il tempo ch’egli vive?” (Romani 7:1). Noi sappiamo che la legge signoreggia l’uomo solamente mentre egli è in vita, perché una volta morto, l’uomo non è più soggetto ad essa, e difatti come fa la legge ad avere potestà su una persona morta che ha esalato l’anima? In niuno modo può signoreggiarla. E così anche noi per non essere più schiavi della legge dovevamo morire spiritualmente alla legge, e questo è avvenuto mediante la fede nella morte di Gesù. La crocifissione del corpo di Gesù Cristo ha dunque per noi un valore immenso perché noi avendo creduto in lui, siamo stati con lui crocifissi; è per questa ragione che la legge non ci signoreggia più, perché noi siamo morti con Cristo, infatti è scritto: “Così, fratelli miei, anche voi siete divenuti morti alla legge mediante il corpo di Cristo per appartenere ad un altro, cioè a colui che è risuscitato dai morti” (Romani 7:4). Grazie siano quindi rese a Dio che, mediante il corpo di Cristo, ci ha fatti morire alla legge che ci teneva schiavi; sì, siamo morti con Cristo al peccato che ci signoreggiava mediante la legge (che è la forza del peccato), per diventare la proprietà particolare di Cristo e per vivere per lui.

Gesù mediante il suo corpo trafitto ci ha riconciliati con Dio infatti Paolo scrisse ai santi di Colosse: “E voi, che già eravate estranei e nemici nella vostra mente e nelle vostre opere malvage, ora Iddio vi ha riconciliati nel corpo della carne di lui, per mezzo della morte d’esso..” (Colossesi 1:21,22). Dunque fratelli, noi che un tempo eravamo dei nemici di Dio perché eravamo amanti del piacere del peccato e l’amore per il male lo manifestavamo pensando cose malvage e operando malvagiamente, in virtù del grande amore che Dio ha manifestato verso noi mandando il suo Figliuolo in questo mondo a morire sulla croce, siamo stati riconciliati con Dio proprio per mezzo del corpo di Gesù Cristo. Riconciliati dunque con Dio per mezzo del corpo di Gesù abbiamo pace nel nostro cuore e si sono adempiute le parole del profeta Isaia: “Il castigo, per cui abbiamo pace, è stato su lui” (Isaia 53:5).

Qualcuno dirà allora a questo punto: ‘Ma allora il corpo di Cristo non ha proprio nulla a che fare con la nostra guarigione?’ No, questo non si può dire, perchè ci sono dei riferimenti biblici che mostrano che in una qualche maniera il corpo di Cristo ha anche a che fare con la nostra guarigione, secondo che dice il profeta Isaia: “E, nondimeno, eran le nostre malattie ch’egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui s’era caricato” (Isaia 53: 4), ed anche “per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione” (Isaia 53:5). Ma si badi che Gesù Cristo non morì per le nostre malattie, ma per i nostri peccati, infatti dice il profeta: “Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità” (Isaia 53:5). Da come parla Porrello invece, pare che il corpo di Cristo sia stato trafitto per le nostre malattie!

Ma andiamo avanti con la nostra confutazione. E’ evidente quindi, che Porrello mente anche quando afferma che quei santi di Corinto che si ammalavano o morivano perchè si accostavano indegnamente alla Cena del Signore, si ammalavano o morivano perchè non discernevano ‘il motivo per cui Dio vuole che partecipiamo al pane e al corpo del Signore: quello di guarirci!’, perchè non è così, in quanto quei credenti si ammalavano o morivano perchè si accostavano alla cena del Signore in una condizione di peccato, infatti Paolo questo lo spiega poco prima quando dice: “Quando poi vi radunate assieme, quel che fate, non è mangiar la Cena del Signore; poiché, al pasto comune, ciascuno prende prima la propria cena; e mentre l’uno ha fame, l’altro è ubriaco. Non avete voi delle case per mangiare e bere? O disprezzate voi la chiesa di Dio e fate vergogna a quelli che non hanno nulla? Che vi dirò? Vi loderò io? In questo io non vi lodo” (1 Corinzi 11:20-22). E che questa fosse la ragione per cui si ammalavano o morivano, lo conferma sempre Paolo quando, dopo avere detto: “Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo ed il sangue del Signore. Or provi l’uomo se stesso, e così mangi del pane e beva del calice; poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudicio su se stesso, se non discerne il corpo del Signore. Per questa cagione molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono” (1 Corinzi 11:27-30), egli afferma: “Ora, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati; ma quando siamo giudicati, siam corretti dal Signore, affinché non siam condannati col mondo. Quando dunque, fratelli miei, v’adunate per mangiare, aspettatevi gli uni gli altri. Se qualcuno ha fame, mangi a casa, onde non vi aduniate per attirar su voi un giudicio” (1 Corinzi 11:31-34).

Non è abbastanza chiaro? E non è abbastanza chiaro neppure il fatto che quelle malattie e quelle morti erano causate da Dio per correggere quei credenti?

Per concludere quindi, vi esorto a guardarvi da questo altro lievito che viene diffuso dalla Chiesa ‘Parola della Grazia’.

La grazia sia con voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/04/28/lirio-porrello-e-la-cena-del-signore/

Pastore ADI nega che gli scritti di Spurgeon siano stati manipolati da ADI-Media

Fratelli nel Signore, pubblico la lettera che mi ha spedito un fratello, e che è di importanza vitale per capire in quale maniera rispondono i pastori delle Assemblee di Dio in Italia a quei fratelli che chiedono loro spiegazioni in merito alle manipolazioni apportate da ADI-Media sui libri del predicatore Charles Spurgeon, manipolazioni che ho ampiamente dimostrato nel mio libro.

Giacinto Butindaro

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Fratello Giacinto ti invio il messaggio che ho ricevuto in data 10/10/10 da R. Arata [N.d.E. pastore di una Chiesa ADI di Palermo] in Merito alla traduz. dei libri di Spurgeon.

”Proprio oggi ho letto un tuo commento (a meno che non si tratti di una singolarissima omonimia) pubblicato sul blog di Giacinto Butindaro, che mi ha molto amareggiato. Il commento è il seguente:

Francesco Gaglioti – Fratello Giacinto ti ringrazio ancora una volta per l’opera di questa traduzione. Sono molto dispiaciuto che tutto questo accada nel seno della fratellanza di coloro che proclamano ”tutto l’Evangelo”, e lo sono ancor di più perchè mio malgrado mi ritrovo a frequentare una comunità Adi, dove purtroppo si respira una condizione di sonnolenza spirituale e dove anche tanti fratelli vivono nell’ignoranza di tutte queste cose. Già da qualche tempo sto sensibilizzando alcuni, delle svariate tematiche che grazie all’aiuto di Dio e del vostro operato, ho avuto modo di meditare per la mia crescita spirituale. Certamente l’opera non si presenta semplice e mi affido anche alle vostre preghiere, per svolgere quest’opera di ”araldo e difensore dell’Evangelo”. Dio vi abbondi in ogni grazia.

Mi spiace che tu respiri una condizione di sonnolenza spirituale nella comunità che tuo malgrado frequenti, però sarebbe stato più saggio parlarne con i responsabili piuttosto che sbandierarlo sul web. Se leggi le note che ti sto spedendo troverai scritto cha la comunità va amata, apprezzata, difesa come la propria famiglia. Questo non significa che la comunità in cui si vive sia perfetta, ma non è bello parlarne male con altri.

Sul sito di Butindaro si parla male di tutto e di tutti, si accusano fratelli e chiese di ogni denominazione. Ti ricordo che il mestiere di accusatore è svolto dal diavolo (Giobbe 1:9-11; Zaccaria 3:1; Apoc. 12:10).

Riguardo alle accuse di manipolazione dei testi tradotti, ti faccio sapere che in seconda di copertina di tali testi è scritto: Traduzione e adattamento di ….. Questo vuol dire che l’editore ha adattato il testo e lo dichiara, senza manipolare, né falsificare, né nascondere alcunché.

Resto a disposizione per ogni chiarimento e/o conversazione che riterrai utile.

Pace.

Rodolfo Arata.”

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Per ciò che mi riguarda, nel leggere queste spudorate menzogne ‘… senza manipolare, né falsificare, né nascondere alcunché’ mi sono ricordato di quello che dice la Sapienza: “Il savio teme, ed evita il male; ma lo stolto è arrogante e presuntuoso” (Proverbi 14:16), ed ancora: “Anche se tu pestassi lo stolto in un mortaio in mezzo al grano col pestello, la sua follia non lo lascerebbe” (Proverbi 27:22).
Rinnovo dunque la mia esortazione ai pastori delle ADI che parlano in questa maniera insensata: ‘Ravvedetevi e convertitevi dalle vostre vie malvagie’. E ai fratelli che frequentano le Chiese condotte da questi pastori: ‘Guardatevi e ritiratevi da essi, perchè costoro amano e praticano la menzogna’.

In merito poi all’accusa lanciatami di parlare male di tutto e di tutti, vi invito a leggere questo mio scritto che confuta questa falsa accusa.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/03/19/pastore-adi-nega-che-gli-scritti-di-spurgeon-siano-stati-manipolati-da-adi-media/

Vittorio Fiorese non mette la Trinità tra le dottrine fondamentali

Ecco Vittorio Fiorese che sotto la tenda ‘Cristo è la risposta’, durante un culto fatto in collaborazione con la Chiesa Antitrinitariana di Pietro Zanca (di Palermo), spiega quali sono le cose FONDAMENTALI che sono necessarie per l’unità tra i Cristiani (min. 5:15). Come si può vedere tra di esse MANCA LA TRINITA’. E non poteva essere altrimenti, perchè là c’erano degli ANTITRINITARIANI con cui lui collabora. Che vergogna, che scandalo!

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/09/30/vittorio-fiorese-non-mette-la-trinita-tra-le-dottrine-fondamentali/

La tenda ‘Cristo è la Risposta’ e la sua collaborazione con gli antitrinitariani

Fratelli nel Signore, voglio che sappiate che Vittorio Fiorese, direttore della Tenda evangelistica ‘Cristo è la Risposta 2’, collabora con un pastore antitrinitariano di nome Pietro Zanca, di Palermo, pastore della Chiesa Cristiana Evangelica Internazionale Pentecostale (C.C.E.I.P), che si riunisce in Via dei Cantieri 20, Palermo.

Vittorio ha fatto predicare Zanca sotto la tenda e Zanca ha fatto predicare il Fiorese presso la comunità di cui è pastore. L’annuncio dei seguenti eventi presente sul sito di Pietro Zanca conferma ciò.

La collaborazione di Fiorese con lo Zanca è anche confermata da queste parole di Fiorese durante il suo sermone dei primi di Luglio 2010 nella comunità di Pietro Zanca, dal titolo ‘Sii forte e coraggioso’:
‘Siamo stati qui a Bagheria, giusto alcuni giorni, ma il Signore ci ha messo anche nel cuore di ritornare penso fra un anno, se Dio ci apre di nuovo le porte, e sicuramente avremo anche l’opportunità col pastore Pietro Zanca, CHE CI SIAMO INCONTRATI VARIE VOLTE, di SERVIRE IL SIGNORE INSIEME e vedere la Sua benedizione scendere in queste contrade …’
(Tratto da: http://www.sermoni.net/sermoni_file/Vittorio_Fiorese.htm)

La Trinità ‘declassata’

Ora, quelli della tenda professano la dottrina della Trinità, infatti sul sito internazionale della tenda si legge ‘We believe in one triune God existent in three persons, Father, Son and Holy Spirit’, cioè: ‘Noi crediamo in un Dio trino esistente in tre persone, Padre, Figlio e Spirito Santo’ (tratto da: http://www.citatoday.com/christ_is_the_answer/what_we_believe.asp), ma Pietro Zanca non professa affatto la dottrina della Trinità, infatti egli fa parte dei cosiddetti ‘Gesù solo’, cioè di coloro che dicono che esiste solo Gesù, che è il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, e quindi non esiste una Trinità di persone.

Ecco quello che ha scritto Pietro Zanca nel suo scritto ‘Un solo Dio – Gesù solo o Unitari?’: ‘Non c’è un verso che parla della terminologia Trinità o di tre Persone in Uno, tali affermazioni vengono fuori dal Concilio Ecumenico di Nicea. La Bibbia, non dice ciò! Essa ci parla di Manifestazioni e di un’Unica Persona Spirito che si rivela in modo Molteplice (Colonna di Fuoco, Colonna di Nuvola, Angelo dell’Eterno, Colomba, Padre, Figliolo, etc.), ma in quanto alla Sua Essenza è Spirito Eterno, cioè lo Spirito Santo Padre, Manifestato in Carne nel Corpo-Figliolo e sotto il Nome di Gesù Cristo’ (pag. 5), e durante una sua predicazione ha detto: ‘‘… non esiste una Trinità di persone divine … non vi sono tre persone divine! Vi è un solo Dio, una sola Persona divina …’. (Tratto da: http://www.lalucedelmondo.com/)

A questo punto è bene far presente che Vittorio Fiorese porta avanti la massima enunciata da Agostino di Ippona, che è la seguente: ‘Nelle cose fondamentali, unità, nelle cose secondarie, libertà e in tutte le cose, carità’, e che lui va proclamando ogni qualvolta ne ha l’occasione.

Dunque, se lui si è unito a Pietro Zanca, e collabora con lui nell’evangelizzazione, ciò vuol dire che pur credendo nella Trinità non la ritiene una dottrina fondamentale, ma secondaria. I fatti lo dimostrano molto chiaramente. E questo va a scontrarsi con il pensiero di Agostino stesso, per il quale la dottrina professata da Pietro Zanca, che è una vecchia eresia, va rigettata da ogni Cristiano, e difatti nel suo libro ‘Sulle eresie’ Agostino ha incluso nella lista degli eretici sia i Noeziani che i Sabelliani:
‘36. I NOEZIANI erano così chiamati per via di un certo Noeto, il quale affermava che il Cristo, nella sua stessa persona, sarebbe sia il Padre, sia lo Spirito Santo. … 41. I SABELLIANI si dice abbiano avuto origine da quel Noeto di cui abbiamo parlato sopra. Alcuni autori, infatti, dicono che Sabellio fu suo discepolo. Ma non so dire per quale motivo Epifanio computi come due eresie le loro dottrine, poiché, come ci è evidente, può essere avvenuto che codesto Sabellio sia stato più noto, e che, quindi, da lui questa eresia abbia avuto la sua denominazione più usuale. Infatti difficilmente essi sono conosciuti da qualcuno con il nome di Noeziani; invece come Sabelliani sono sulla bocca di tutti. Alcuni li chiamano Prasseani, da Prassea, ma avrebbero potuto chiamarli anche Ermogeniani, da Ermogene: questi due, infatti, Pràssea ed Ermògene, professano la stessa dottrina e si sa che sono stati in Africa. Né, perciò, le loro dottrine formano più sette, ma sono molteplici nomi di una sola setta, derivati dai sopraddetti personaggi, che furono i più conosciuti in quella eresia, come Donatisti è sinonimo di Parmenianisti, e Pelagiani lo è di Celestiani. Per qual ragione sia avvenuto che il sopraddetto vescovo Epifanio abbia messo i Noeziani e i Sabelliani non come due nomi di una sola eresia, ma come due eresie distinte, non mi è stato possibile trovarne una chiara spiegazione: infatti le differenze che ci potrebbero essere fra di esse, egli le ha rivelate così oscuramente, nell’intento, forse, di essere breve, che io non riesco a capirle. Ed invero precisamente su questo punto [del suo scritto], che corrisponde a quello in cui noi ci troviamo adesso, il vescovo nel trattare dei Sabelliani, posti a così grande distanza dai Noetiani, dice: ” I Sabelliani professano un credo simile a quello di Noeto, fatta eccezione della tesi secondo cui non è stato il Padre a soffrire nella passione “. Tale asserzione come può riferirsi ai Sabelliani, i quali sono diventati noti proprio perché dicono che il Padre ha patito, sì da essere denominati più frequentemente Patripassiani che Sabelliani? Ma se era intenzione di Epifanio che si intendessero i Noezioni là dove dice ” fatta eccezione della tesi secondo cui non è stato il Padre a soffrire nella passione “, quale lettore potrebbe, davanti ad una frase così ambigua, riconoscervi costoro? O come si possono rilevare quelli che tra di essi affermano che il Padre non ha patito, dal momento che dicono che la stessa persona è Padre, e Figlio, e Spirito Santo? Filastrio, vescovo di Brescia, a sua volta, nel suo voluminoso libro sulle eresie, nel quale si credette in dovere di raccogliere centoventotto eresie, pone i Sabelliani subito dopo i Noeziani, e dice: ” Sabellio, discepolo di costui, seguì parimenti la stessa dottrina del suo maestro. Perciò [i suoi seguaci] furono anche chiamati Sabelliani, oltre che Patripassiani; ed ancora Prasseani da Pràssea, ed Ermogeniani da Ermògene; questi due eretici furono in Africa. Essi e i loro seguaci vennero espulsi dalla Chiesa cattolica “. Senza dubbio questo autore ha detto che quegli stessi eretici che professavano la dottrina di Noeto, vennero, in seguito, chiamati Sabelliani, e ha ricordato anche gli altri nomi della medesima setta. Ma, ciò nonostante, egli ha messo i Noeziani e i Sabelliani sotto due numeri, come se fossero due eresie: per quale motivo è lui a saperlo’, e dice ‘Ogni cristiano cattolico, dunque, non deve credere le eresie da noi ricordate’.
(Tratto da: http://www.augustinus.it/italiano/eresie/index2.htm)

Dunque, Fiorese stesso non rispetta la massima di Agostino, perché ha messo la Trinità, che Agostino considerava una cosa fondamentale e tanto difese dagli attacchi degli eretici, tra le cose secondarie, in cui uno è libero di credere o non credere. D’altronde per mettersi ad evangelizzare con un predicatore dichiaratamente antitrinitariano, doveva per forza di cose ‘declassare’ la Trinità.

La nuova nascita ‘declassata’ pure essa

Ma c’è dell’altro, e cioè che quelli della Tenda hanno anche ‘declassato’ la dottrina sulla nuova nascita, o rigenerazione. Anche questa infatti l’hanno fatta diventare una cosa secondaria, per cui si sentono liberi di collaborare anche con coloro che insegnano che si nasce di nuovo in maniera diversa da quello che insegna la Bibbia, e mi riferisco sempre agli antitrinitariani.

Difatti, mentre quelli della tenda affermano giustamente nel loro credo a proposito della salvezza: ‘Crediamo che si è salvati solo per una rigenerazione del cuore, della mente, dei comportamenti e dell’anima. Questa rigenerazione non avviene per capacità dell’uomo: essa è l’atto sovrano e pieno di grazia per cui Dio infonde la vita. Crediamo che la rigenerazione sia vissuta dall’uomo che si ravvede da ogni peccato e accetta in fede la grazia di Dio annunciata nella Sua parola ed effettuata dal Suo Unto. L’uomo entra così in una nuova vita con Dio’, e quindi per quelli della tenda si nasce di nuovo quando ci si pente dei propri peccati e si crede nella morte espiatoria di Cristo e nella Sua resurrezione; per Pietro Zanca si nasce di nuovo oltre che mediante il pentimento e la fede, anche mediante il battesimo in acqua (che gli antitrinitariani ministrano nel solo nome di Gesù, e non nel nome del Padre, e del Figliuolo e dello Spirito Santo come dice la Bibbia) e il battesimo con lo Spirito Santo (in merito al quale Zanca insegna che ‘a grande maggioranza quelli che hanno ricevuto lo Spirito Santo Parlino in altre Lingue; ma questo non può divenire una forma di regola’ 2.6-FIGLI DI DIO-Battesimo_nello_Spirito_Santo.pdf, pag. 35).

Ecco cosa afferma Pietro Zanca nel suo scritto ‘Articoli di fede’: ’13. Noi crediamo che la nuova nascita sia basata su due fasi fondamentali: il Battesimo in acqua e quello nello Spirito Santo, secondo (Giovanni 3:5-8). Il ‘Battesimo in Acqua’ per Immersione, quello nello Spirito Santo che avviene in modo Sovrannaturale per la Comunione fra Dio e il credente nel quale avviene lo spargimento del Suo Spirito; nello stesso tempo essa rappresenta la comunione con Parola e Spirito Santo. Bisogna sottolineare comunque che la nova creatura non deve fermarsi solo a questi fasi ma Del contino deve crescere attraverso la comunione con la parola e lo spirito santo (Efesini 4:13). 14. Noi crediamo al Battesimo in Acqua che è una delle due fasi della nuova nascita. Esso avviene per immersione nelle acque, e rappresenta un vero Patto con Dio (Colossesi 2:12,13); esso ci identifica alla Sua morte, al seppellimento e alla resurrezione. Così, la vecchia natura carnale (adamitica) muore con Gesù nella Croce e viene seppellita per far risuscitare la nuova natura di Cristo (Romani 6; Romani 5:14; 1 Corinzi 15:22,45). 15. Noi crediamo nel Battesimo dello Spirito Santo secondo com’è scritto nel libro del profeta Gioele 2:28-32; in Atti 1:4-14; 2; 8:14-25; 10:44-48 19:1-6. Esso è una delle due fasi della nuova nascita, importantissima e necessaria. Rappresenta la conferma Divina dell’Opera di Dio in chi ha creduto alla sa Parola. Lo Spirito di Dio, dapprima giunge al credente con quel soffio nella mente per il quale le Sacre Scritture ‘vengono aperte’ poi lo predispone ad essere ripieno di Lui. Come negli Atti degli Apostoli il Signore battezza con lo Spirito Suo Santo, chiamato anche: ‘Suggello dell’Iddio Vivente’ (Matteo 3:11; Giovanni 1:33; 3:6; 2 Corinzi 1:22). Con il Suggello nello Spirito Santo, avviene la rigenerazione nel vero credente (Tito 3:5); essendo rigenerati, non di seme corruttibile ma incorruttibile, per la Parola di Dio viva e permanente in eterno (1Pietro 1:23). Colui che ci Battezza col Suo Santo Spirito e Fuoco è il Signore Gesù Cristo come ci conferma Giovanni Battista nella Parola (Luca 3:16)’ (pag. 4 – gli errori ortografici sono nel documento). Tratto da: http://www.lalucedelmondo.com/

Che fare?

La situazione è drammatica, fratelli, perché la tenda ‘Cristo è la Risposta’ con questo atteggiamento induce i Cristiani a sottovalutare due dottrine fondamentali della Bibbia, e poi c’è il fatto che se qualcuno si converte sotto la tenda mentre collaborano con Pietro Zanca, loro non si creano problemi di sorta e li mandano poi nella comunità di Zanca a farsi sviare dottrinalmente. Ma vi rendete conto del danno causato da questa collaborazione?

Queste sono cose che nessun figliuolo di Dio può accettare o tollerare. E’ ora quindi fratelli che tutti voi facciate sentire la vostra voce di disapprovazione contro questo modo di comportarsi sbagliato della Tenda: riprendeteli severamente, e se rifiuteranno la riprensione, lasciateli perdere, non li cercate, non li chiamate, non collaborate con essi, perché si stanno comportando in maniera disordinata disprezzando la Parola di Dio.

Sì disprezzando la Parola di Dio, perché in questa maniera dimostrano di non tenerci poi così tanto a quello che dice la Bibbia sulla Trinità, perché collaborano con persone che la negano e parlano contro di essa, come anche che non ci tengono così tanto neppure alla dottrina sulla nuova nascita perchè collaborano con persone che affermano che fino a quando un credente non ha ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo non è salvato!!

Ma gli apostoli agivano così forse? No, perchè essi erano pronti a difendere ogni parte del consiglio di Dio dagli attacchi dei ribelli, dei cianciatori e dei seduttori di menti? Qui invece chi dovrebbe difendere la Parola di Dio, aiuta i seduttori di menti nella loro opera di seduzione non contrastandoli affatto, anzi dandogli la mano d’associazione nella evangelizzazione.

E dunque coloro che nella comunità antitrinitariana sentono predicare lo Zanca, non sentendo quelli della tenda confutare o contrastare minimamente la posizione eretica di Zanca, che cosa penseranno? Che alla fin fine Zanca non è nel torto nel dire quelle cose contro la Trinità e si sentiranno incoraggiati a proseguire a professare tutte quelle cose insensate che insegna. E quelli della tenda invece che penseranno? Penseranno che alla fin fine la dottrina della Trinità non è poi così importante, come altre dottrine della Bibbia, e quindi vanno bene anche gli antitrinitariani come collaboratori per il Regno di Dio. E che dire poi della nuova nascita? Quelli della Tenda pensano che si sperimenta quando ci si ravvede e crede, mentre gli antitrinitariani che si sperimenta anche con il battesimo in acqua e il battesimo con lo Spirito Santo, per cui uno che si è pentito ed ha creduto, ma non ha ricevuto ancora il battesimo con lo Spirito non può essere dichiarato un figlio di Dio salvato per la grazia di Dio; e siccome i primi non confutano gli antitrinitariani neppure su questo punto importante, gli antitrinitariani si sentiranno incoraggiati a continuare a professare queste menzogne. Che confusione, che confusione! Io potrei scrivere molto di più sulle conseguenze nefaste di questo atteggiamento ingiusto della tenda, ma mi fermo qui avendo fiducia che abbiate capito.

Del resto vi esorto a ritenere fermamente la dottrina della Trinità e quella della nuova nascita, così come sono presenti nella Bibbia, e a turare la bocca agli antitrinitariani, propagatori di false dottrine. Leggete la mia confutazione delle loro eresie, perché vi servirà a smascherare le loro menzogne.

Non vi lasciate sedurre dai loro vani ragionamenti.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/08/09/la-tenda-‘cristo-e-la-risposta’-e-la-sua-collaborazione-con-gli-antitrinitariani/

“….. seducendo ed essendo sedotti”

Mi è stato segnalato questo video, che dopo avere visto ho ritenuto opportuno farvelo conoscere anche voi.

Riporto qua le informazioni che accompagnano questo video su youtube: ‘In questo video è palese come il pastore evangelico Pietro Zanca ,della chiesa cristiana evangelica internazionale di via dei cantieri, 20 – Palermo, sia molto confuso, sia dottrinalmente che spiritualmente. Si precisa che non sono stati fatti montaggi, nè modifiche al video, è tutto originale al 100%. Il pastore Zanca si prenda le sue responsabilità, sopratutto nei confronti di tutta quella gente che lo segue… N.B. il video è pubblico, lo hanno fatto loro stessi molto orgogliosamente e lo distribuiscono a chiunque ne richieda copia’.

Sono d’accordo che questo uomo è ‘molto confuso, sia dottrinalmente che spiritualmente’. Quante cose strane dette e fatte in pochi minuti. Ci vorrebbero ore per confutarle. State attenti, fratelli, state attenti. Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Questo è un altro video che conferma il primo:

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/08/06/seducendo-ed-essendo-sedotti/