La fine di Guido Buffarini Guidi

Il Governo di Mussolini perpetrò una persecuzione sistematica contro i Pentecostali, in quanto nel 1935 venne emanata una circolare da parte del sottosegretario all’interno Guido Buffarini-Guidi, che vietava ai pentecostali di rendere il loro culto a Dio sia privatamente che pubblicamente. Ecco il testo di quella circolare che rimase in vigore fino al 1955: ‘‘Esistono in alcune province del regno semplici associazioni di fatto che, sotto la denominazione di pentecostali o pentecostieri o neumatici o tremolanti, attendono a pratiche di culto in riunioni generalmente presiedute da ‘anziani’. Il culto professato dalle anzidette associazioni, non riconosciute a norma dell’articolo 2 della legge 24 giugno 1929, n. 1159, non può ulteriormente essere ammesso nel regno, agli effetti dell’articolo 1 della citata legge, essendo risultato che esso estrinseca e concreta in pratiche religiose contrarie all’ordine sociale e nocive all’integrità fisica e psichica della razza. Pertanto le Loro Eccellenze provvederanno subito per lo scioglimento, dovunque esistano, delle associazioni in parola, e per la chiusura dei relativi oratori e sale di riunione, disponendo conseguentemente anche per una opportuna vigilanza, allo scopo di evitare che ulteriori riunioni e manifestazioni di attività religiosa da parte degli adepti possano avere luogo in qualsiasi altro modo o forma. Si gradirà sollecita assicurazione dell’adempimento’.
Quella circolare fu emanata dal governo Mussolini sotto pressione della Chiesa Cattolica Romana, perché pochi anni prima, nel 1929, vi era stato il concordato tra la chiesa cattolica romana e lo Stato, mediante il quale avveniva la rappacificazione tra lo Stato Italiano e la Curia romana, e mediante il quale il governo Italiano si impegnava ad assecondare i desideri e gli scopi della chiesa romana. E tra questi desideri e scopi della chiesa romana vi era pure quello di impedire ai Protestanti di diffondere tra il popolo cattolico romano quelle che essa chiama le idee della Riforma avvenuta secoli addietro, ma che noi chiamiamo semplicemente la Buona novella della pace.
A conferma che la chiesa cattolica romana fece pressione sul regime fascista affinché questo frenasse la diffusione del movimento pentecostale in questa nazione esibiamo le seguenti dichiarazioni contenute in un fascicolo a stampa, di distribuzione riservata, sul tema Il proselitismo dei protestanti in Italia che il Vaticano trasmise al governo italiano nel 1934: ‘Particolare segnalazione meritano i pentecostali o tremolanti. Nelle loro adunanze, gli adepti sono eccitati fino al parossismo, con grande pericolo soprattutto per le donne e i bambini. Per accertarsi basterà inviare un medico psichiatra a fare, senza preavviso e cautamente, un sopralluogo nella loro sede di via Adige 20, in Roma. Gli stessi protestanti non approvano il loro sistema (…). E’ bene tenere presente che la legge italiana ammette culti diversi dalla religione cattolica, ‘purché non professino principi e non seguano riti contrari all’ordine pubblico e al buon costume’. Quindi non si comprende come il culto pentecostale continui ad essere ammesso in Italia’ (Citato da Giorgio Rochat in Regime Fascista e Chiese evangeliche, Torino 1990, pag. 37), ed ancora: ‘Sua Eccellenza il capo del governo, nel gran discorso alla seconda assemblea quinquennale del regime del 18 Marzo ultimo scorso, ha dichiarato: ‘L’unità religiosa è una delle grandi forze di un popolo. Comprometterla e anche soltanto incrinarla è commettere un delitto di lesa nazione’. Questa categorica affermazione, che vuol essere un programma di condotta per tutte le autorità dello stato, resterebbe sterile se ad un delitto così grave e così autorevolmente qualificato non corrispondessero nella legislazione misure convenienti a prevenirlo e a reprimerlo. Per tutti gli altri delitti di lesa maestà, di leso regime, di lesa nazione, la legge italiana ha proporzionati rimedi’ (citato da Giorgio Rochat in op. cit., pag. 37).
Dinanzi a queste chiare affermazioni contro i Pentecostali e queste richieste fatte dal Vaticano a Mussolini appare chiaro che la circolare Buffarini-Guidi, emanata l’anno seguente dal regime fascista contro i Pentecostali, non fu altro che la misura legislativa tanto desiderata da parte vaticana contro di loro al fine di punirli per il loro delitto. E qual’era il loro delitto? Compromettevano l’unità religiosa dello Stato italiano oltre che professavano riti contrari al buon costume!! La storia si è ripetuta; come nei secoli addietro molti re e principi per avere l’appoggio del papato favorirono il più possibile i disegni della chiesa romana tra cui anche quello di distruggere i credenti che erano usciti da essa, vale a dire quelli che essa chiama i Protestanti (non si deve mai dimenticare che la chiesa romana nel corso dei secoli in Europa si è usata dei governi degli Stati per perseguitare tanti fratelli), così il governo fascista incitato dalla chiesa cattolica si scagliò con veemenza contro i nostri fratelli. Ma esaminando da vicino questo modo di agire del governo fascista contro i nostri fratelli, si riscontrerà pure una forte somiglianza con il comportamento di Ponzio Pilato nei confronti di Gesù. Voglio dire con questo che Ponzio Pilato sentenziò che Gesù fosse flagellato e condannato per soddisfare il desiderio del popolo giudaico che era quello di togliere di mezzo Gesù infatti è scritto che Ponzio Pilato “sentenziò che fosse fatto quello che domandavano” (Luca 23:24), ed anche: “Pilato, volendo soddisfare la moltitudine, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, per esser crocifisso” (Marco 15:15). Ma come fu nel piano di Dio che Ponzio Pilato accondiscendesse a quello che il popolo dei Giudei gli domandò di fare contro Gesù, così era nel piano di Dio che le autorità fasciste accondiscendessero a quello che la chiesa romana chiese loro di fare contro i nostri fratelli. E come dalla morte di Cristo ne è derivato tanto bene, così pure dalla persecuzione dei santi è scaturito tanto bene, e questo perché Dio converte il male in bene. A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.
E’ bene però che sappiate pure che Guido Buffarini Guidi, il 26 Aprile 1945, mentre tentava di raggiungere la Svizzera, fu catturato dai partigiani. In seguito fu processato e condannato a morte il 16 Giugno da una Corte d’Assise straordinaria; e la sentenza fu eseguita per fucilazione nel campo sportivo “Giuriati”, zona Città Studi a Milano il 10 luglio 1945. Fu portato davanti al plotone di esecuzione in stato di quasi incoscienza, in quanto quando aveva saputo della fucilazione imminente si era avvelenato ingoiando un tubetto di barbiturici. Buffarini Guidi aveva 50 anni quando morì.

 

In questa foto, un sacerdote gli impartisce l’ultima ‘benedizione’ mentre era appunto in quello stato di quasi incoscienza.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2012/01/13/la-fine-di-guido-buffarini-guidi/

L’apostolo Paolo: mandato dalle Chiese o da Cristo?

Nicola Martella afferma quanto segue in merito agli apostoli:
‘Bisogna distinguere dapprima gli apostoli del Signore Gesù, che erano solo dodici e vissero con lui dall’inizio alla fine del suo ministero (At 1,22). Poi, bisogna distinguere gli apostoli delle chiese, tra cui c’erano, ad esempio, Paolo e Barnaba (At 13,1ss).
La chiamata da parte del Signore è una cosa, il mandato della chiesa è un’altra. Paolo poteva stare benissimo ad Antiochia e da lì organizzare l’opera intorno. Poteva organizzare pure una particolare azione a favore di altre chiese e guidare una particolare delegazione al riguardo (cfr. At 11,29s; 12,21). Poteva anche andare ogni tanto a qualche importante conferenza teologica e discutere particolari questioni (cfr. At 15). Tutto ciò non ne faceva ancora un “apostolo” mandato dalle chiese, quindi un missionario fondatore.
Paolo è stato chiamato all’apostolato da Gesù, ma non era uno dei particolari “dodici apostoli [= incaricati] del Signore”, che erano stati con lui per tutto il tempo del suo ministero e che lui stesso in vita mandò e da risorto incaricò. Egli era uno dei vari “apostoli di Cristo”, ossia quelli mandati dalle chiese, sebbene chiaramente è un uomo speciale.
I “dodici apostoli” furono scelti secondo questo criterio: “Bisogna dunque che fra gli uomini che sono stati in nostra compagnia tutto il tempo che il Signor Gesù è andato e venuto fra noi, a cominciare dal battesimo di Giovanni fino al giorno ch’egli, tolto da noi, è stato assunto in cielo, uno sia fatto testimone con noi della risurrezione di lui” (At 1,21s). Essi erano a numero chiuso (12) e dovevano avere tali caratteristiche di testimoni dei fatti storici della vita di Cristo, oltre che essere poi di insegnanti autorevoli nella prima chiesa (At 2,42).

http://www.facebook.com/notes/nicola-martella/la-nuova-gerusalemme-e-i-nomi-di-solo-dodici-apostoli/330760730278795

Dunque, secondo l’esegeta Nicola Martella, Paolo era sì un apostolo, ma non mandato da Cristo ad adempiere il suo apostolato, ma dalle Chiese. Perchè solo i dodici apostoli furono mandati da Cristo.
Ora, fermo restando che Paolo non è tra i dodici apostoli chiamati e mandati dal Figliuolo di Dio mentre Egli era ancora in questo mondo, è falso che Paolo fu mandato dalle Chiese e non da Cristo a fondare le Chiese, e ve lo dimostro subito mediante le Sacre Scritture.
Gesù Cristo quando apparve a Saulo sulla via di Damasco, gli disse: “Per questo ti sono apparito: per stabilirti ministro e testimone delle cose che tu hai vedute, e di quelle per le quali ti apparirò ancora” (Atti 26:16), il che significa che Paolo fu stabilito ministro del Vangelo dal Signore e non dagli uomini. Paolo confermò di avere ricevuto il ministerio dal Signore, con queste parole che lui rivolse anni dopo agli anziani della chiesa di Efeso: “Ma io non fo alcun conto della vita, quasi mi fosse cara, pur di compiere il mio corso e il ministerio che ho ricevuto dal Signor Gesù, che è di testimoniare dell’Evangelo della grazia di Dio” (Atti 20:24). Egli dunque ricevette la chiamata al ministerio sulla via di Damasco.
Non solo, sulla via di Damasco, Paolo ricevette anche il mandato da Cristo, infatti nel resto del suo discorso Gesù gli disse: “Liberandoti da questo popolo e dai Gentili, ai quali io ti mando per aprir loro gli occhi, onde si convertano dalle tenebre alla luce e dalla potestà di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, la remissione dei peccati e la loro parte d’eredità fra i santificati” (Atti 26:17-18).
E quando avvenne che Paolo fu mandato da Cristo a predicare ai Gentili e fondare Chiese? Mentre si trovava ad Antiochia, secondo che è scritto: “Or nella chiesa d’Antiochia v’eran dei profeti e dei dottori: Barnaba, Simeone chiamato Niger, Lucio di Cirene, Manaen, fratello di latte di Erode il tetrarca, e Saulo. E mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: Mettetemi a parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati. Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani, e li accomiatarono. Essi dunque, mandati dallo Spirito Santo, scesero a Seleucia, e di là navigarono verso Cipro” (Atti 13:1-4).
Notate innanzi tutto, che Paolo e Barnaba furono messi da parte per ordine dello Spirito Santo, e quindi per ordine di Cristo in quanto lo Spirito dice quello che ha udito da Cristo, secondo che disse Gesù: “Non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve l’annunzierà” (Giovanni 16:13-14). Poi, notate che essi furono mandati dallo Spirito Santo, e non dalla Chiesa di Antiochia; e difatti è proprio da quel momento che nel libro degli Atti Paolo e Barnaba sono chiamati apostoli (cfr. Atti 14:4,5, 14), che vi ricordo significa ‘mandati’.
Ma c’è dell’altro da dire. In merito al fatto che Paolo, mentre era ad Antiochia, fu mandato dallo Spirito Santo a fondare Chiese tra i Gentili, questo non fu altro che l’adempimento di quello che Gesù Cristo gli aveva predetto tempo prima a Gerusalemme, infatti Paolo un giorno raccontò ai Giudei: “… dopo ch’io fui tornato a Gerusalemme, che mentre pregavo nel tempio fui rapito in estasi, e vidi Gesù che mi diceva: Affrettati, ed esci prestamente da Gerusalemme, perché essi non riceveranno la tua testimonianza intorno a me. E io dissi: Signore, eglino stessi sanno che io incarceravo e battevo nelle sinagoghe quelli che credevano in te; e quando si spandeva il sangue di Stefano, tuo testimone, anch’io ero presente e approvavo, e custodivo le vesti di coloro che l’uccidevano. Ed egli mi disse: Va’, perché io ti manderò lontano, ai Gentili” (Atti 22:17-21). A quando risale questa visione avuta da Paolo? A quando si trovava a Gerusalemme con gli apostoli e andava e veniva con essi a Gerusalemme, ma taluni cercarono di ucciderlo e allora lui fu costretto a lasciare Gerusalemme, secondo che è scritto: “E quando fu giunto a Gerusalemme, tentava d’unirsi ai discepoli; ma tutti lo temevano, non credendo ch’egli fosse un discepolo. Ma Barnaba, presolo con sé, lo menò agli apostoli, e raccontò loro come per cammino avea veduto il Signore e il Signore gli avea parlato, e come in Damasco avea predicato con franchezza nel nome di Gesù. Da allora, Saulo andava e veniva con loro in Gerusalemme, e predicava con franchezza nel nome del Signore; discorreva pure e discuteva con gli Ellenisti; ma questi cercavano d’ucciderlo. E i fratelli, avendolo saputo, lo condussero a Cesarea, e di là lo mandarono a Tarso” (Atti 9:26-30). Notate che Gesù in persona gli comandò di andarsene da Gerusalemme e i discepoli quando seppero che gli Ellenisti cercavano di ucciderlo lo mandarono a Tarso. Le cose dunque coincidono. E tutto questo avvenne prima che Paolo si recasse ad Antiochia di Siria, da dove poi fu mandato dallo Spirito; infatti fu tempo dopo che Barnaba, essendo giunto ad Antiochia e veduta la grazia di Dio, innanzi tutto si rallegrò, e li esortò tutti ad attenersi al Signore con fermo proponimento di cuore, e poi “se ne andò a Tarso, a cercar Saulo; e avendolo trovato, lo menò ad Antiochia” (Atti 11:25).
Quindi quando leggiamo che Paolo fu mandato dallo Spirito Santo, possiamo anche dire che fu mandato da Gesù Cristo, in quanto fu Cristo a mandarlo per mezzo dello Spirito Santo.
L’apostolo stesso confermerà di essere stato mandato da Cristo a predicare, quando disse ai santi di Corinto: “Perché Cristo non mi ha mandato a battezzare ma ad evangelizzare” (1 Corinzi 1:17).
In merito alle parole che Cristo rivolse a Paolo in quelle due circostanze ben precise, e tramite le quali lo mandò ai Gentili, vorrei che notaste che quando Cristo mandò i suoi dodici apostoli a predicare alle dodici tribù di Israele disse loro parole simili, secondo che è scritto: “Questi dodici mandò Gesù, dando loro queste istruzioni: Non andate fra i Gentili, e non entrate in alcuna città de’ Samaritani, ma andate piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele” (Matteo 10:5-6), come anche quando li mandò (questa volta però erano undici in quanto Giuda era morto) a predicare a tutte le nazioni, secondo che è scritto: “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, insegnando loro d’osservar tutte quante le cose che v’ho comandate” (Matteo 28:19-20).
La differenza sta solo nel fatto che mentre Gesù rivolse agli apostoli quelle parole, la prima volta prima della sua morte, e la seconda volta dopo la sua resurrezione, mentre era ancora sulla terra; nel caso di Paolo gliele rivolse dopo che era stato assunto in cielo, ma comunque fu sempre Gesù in persona a chiamare Saulo al ministerio di apostolo e mandarlo a predicare e fondare le Chiese fra i Gentili.
Ma per quale ragione Martella – e tanti altri assieme a lui – fa quelle affermazioni? Per poter sostenere che dopo l’assunzione di Gesù in cielo, non esistono più apostoli come i dodici che sono stati mandati da Cristo a fondare Chiese: esistono solo ‘apostoli di Cristo’ mandati dalle Chiese.
La cosa dunque non va sottovalutata affatto, perchè dietro queste affermazioni c’è sempre una strategia tesa a negare o nascondere qualcosa di biblico.
Dunque, per l’ennesima volta vi rivolgo l’esortazione a guardarvi da questo cosiddetto esegeta, che con i suoi abili sofismi seduce il cuore dei semplici.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2012/01/21/lapostolo-paolo-mandato-dalle-chiese-o-da-cristo/

Nicola Martella e i destinatari della lettera agli Ebrei

Il 25 Dicembre 2011 Nicola Martella, in un suo commento su Facebook ad un suo articolo dal titolo ‘Come scamperemo noi, se trascuriamo una così grande salvezza?’, ha affermato: ‘Gli Ebrei a cui, l’autore si rivolse, erano “pendolari” fra il giudaismo storico e quello cristiano. Avevano appetito la grazia, ma il richiamo del giudaismo classico con i suoi riti, le sue feste, la sua cultura era molto forte; facevano un passo dentro e uno fuori della soglia. In pratica, non erano né carne e né pesce. La stessa cosa avviene a tanti “aggregati” nel mondo evangelico: conoscono la grazia, condividono le massime dottrine, ma rimangono con un piede dentro e uno fuori rispetto alla religione corrente e cultura dominante, verso cui sentono sempre una grande attrazione. Con le labbra si dichiara una cosa, con la vita un’altra. Gli Ebrei, che confessavano Gesù quale Messia, erano marginalizzati dagli altri Ebrei e spesso cacciati fuori delle sinagoghe o addirittura angariati e perseguitati (così fecero Saulo e i suoi accoliti); ciò significava anche la perdita di privilegi e di vantaggi all’interno del giudaismo. L’autore della epistola agli Ebrei cercò di convincere proprio tali esitanti della superiorità di Cristo (su angeli, Mosè, ecc.), della grazia (sulla legge) e del nuovo patto (su quello antico).’, e il 26 Dicembre sempre su questo argomento ha detto: ‘Nella cura pastorale ho incontrato non pochi “credenti”, che avevano accettato Gesù come Salvatore, ma non come Signore della loro vita. Ci si può immaginare come appariva la loro vita sul piano dell’etica e della santificazione. A volte, quando li mettevo dinanzi alla volontà di Dio e chiedevo loro di sottomettersi a Cristo quale loro Signore, ubbidendo a Lui in ciò, non sempre erano disposti a farlo. Erano “credenti”, ma non rigenerati. Aderivano al facile e falso “evangelo a poco prezzo”, quello che tranquillizza, ma non salva né trasforma. Avevano appetito la grazia, ma non l’hanno mai accettata con un patto. Tali “credenti” poi sono quelli che si “convertono” a ogni conferenza o tenda, senza mai entrare nella vita. Non sono né carne e né pesce e spesso rimangono solo degli “aggregati”. Affermano di aver perso la salvezza (che non hanno mai avuto) e poi credono di riottenerla al prossimo appello di un famoso predicatore. Nel giudaismo cristiano d’allora, di cui si parla nella lettera agli Ebrei, di tali “credenti” non rigenerati e continuamente “pendolari” fra il giudaismo storico e quello cristiano devono essercene stati parecchi, visto che l’autore li mette seriamente in guardia e spende un’intera epistola per convincerli della superiorità assoluta di Cristo su tutto e tutti.’

Da: http://www.facebook.com/notes/nicola-martella/come-scamperemo-noi-se-trascuriamo-una-così-grande-salvezza/316333148388220

Quindi, per Martella coloro a cui lo scrittore scrisse quella che è chiamata ‘La lettera agli Ebrei’ non erano nè carne e nè pesce, intendendo dire che non erano veri credenti o meglio come dice lui ‘erano credenti non rigenerati’, e che quindi non avevano ricevuto la salvezza o come dice sempre lui in un altro luogo stavano ‘fuori della salvezza in Cristo Gesù’.
Quindi Martella si è abbandonato a vani ragionamenti non solo in merito al battesimo con lo Spirito Santo, e ai doni dello Spirito Santo, ma anche in merito ad altre cose. La ragione per cui si è inventata quest’altra sua falsa esegesi? Per negare che dei veri credenti, e quindi dei rigenerati da Dio, possano perdere la salvezza, in quanto lui si è reso conto della inequivocabilità delle esortazioni presenti in questa epistola e dato che sostiene l’eresia ‘una volta salvati, sempre salvati’, si è inventata questa ennesima falsa esegesi.
Mi trovo dunque costretto sia pur brevemente a confutare queste sue ennesime ciance, perchè di ciance si tratta.
Ecco alcuni dei passi presenti nella lettera agli Ebrei che inequivocabilmente mostrano che i destinatari di questa lettera erano VERI CREDENTI, E QUINDI DEI RIGENERATI DA DIO PER LA GRAZIA DI DIO, secondo che è scritto: “Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama Colui che ha generato, ama anche chi è stato da lui generato” (1 Giovanni 5:1). In merito a queste parole, vorrei che notaste che chi crede è stato rigenerato da Dio, e quindi non esistono ‘credenti non rigenerati’.

Lo scrittore rivolgendosi loro dice:

1) “Perciò, fratelli santi, che siete partecipi d’una celeste vocazione, considerate Gesù, l’Apostolo e il Sommo Sacerdote della nostra professione di fede, il quale è fedele a Colui che l’ha costituito, come anche lo fu Mosè in tutta la casa di Dio ….. e la sua casa siamo noi se riteniam ferma sino alla fine la nostra franchezza e il vanto della nostra speranza. ” (Ebrei 3:1-2,6).
Notate come lo scrittore li chiama ‘fratelli santi’ e quindi essi erano da lui considerati membri della famiglia di Dio in quanto figliuoli di Dio santificati mediante lo Spirito Santo, e questo glielo conferma quando parla della loro professione di fede e dice che essi sono la casa di Dio a condizione che ritengano fino alla fine la loro franchezza e il vanto della loro speranza. Essendo dunque la casa di Dio, ciò significa che erano il tempio di Dio, la casa spirituale in cui dimorava Dio per lo Spirito (Efesini 2:22).
Qualcuno forse dirà: ‘Ma gli apostoli hanno chiamato ‘fratelli’ anche i Giudei non credenti in certe occasioni!’ Certo, lo hanno fatto per sottolineare la loro comune discendenza dal patriarca Abramo (infatti Paolo quando predicò nella sinagoga di Antiochia di Pisidia disse ai presenti: “Fratelli miei, figliuoli della progenie d’Abramo ….” Atti 13:26), ma mai li hanno chiamati ‘fratelli santi’ perchè sapevano che i Giudei non credenti diventavano “concittadini dei santi” (Efesini 2:19) solo mediante la fede in Cristo. Quindi quel ‘fratelli santi’ indica che i destinatari erano Ebrei di nascita che avevano creduto che Gesù era il Messia.

2) “Guardate, fratelli, che talora non si trovi in alcuno di voi un malvagio cuore incredulo, che vi porti a ritrarvi dall’Iddio vivente; ma esortatevi gli uni gli altri tutti i giorni, finché si può dire: ‘Oggi’, onde nessuno di voi sia indurato per inganno del peccato; poiché siam diventati partecipi di Cristo, a condizione che riteniam ferma sino alla fine la fiducia che avevamo da principio, mentre ci vien detto: Oggi, se udite la sua voce, non indurate i vostri cuori, come nel dì della provocazione” (Ebrei 3:12-15).
Sono anche queste parole molto chiare, che mostrano che i destinatari di quella lettera erano dei credenti rigenerati da Dio, e quindi figli di Dio. Infatti non solo li chiama di nuovo fratelli, ma li ammonisce affinchè in mezzo a loro non sorga un malvagio cuore incredulo che li porti a ritirarsi dal Signore. Essi quindi si erano uniti al Signore e perciò erano uno spirito solo con Lui (1 Corinzi 6:17), ma lo scrittore li mette in guardia a non diventare increduli perchè in questo caso si sarebbero ritirati da Dio (o separati dal Signore) e poi comanda loro di esortarsi gli uni gli altri. Notate poi come dice loro che essi erano diventati partecipi di Cristo, e quindi partecipi della natura divina (2 Pietro 1:4), a condizione che essi conservassero fino alla fine la fede che avevano avuto da principio. Quindi c’era stato un giorno in cui essi avevano creduto in Cristo, e quindi erano stati rigenerati da Dio, perchè chiunque crede che Gesù è il Cristo è nato da Dio (1 Giovanni 5:1).

3) “Poiché noi che abbiam creduto entriamo in quel riposo, siccome Egli ha detto: Talché giurai nella mia ira: Non entreranno nel mio riposo! e così disse, benché le sue opere fossero terminate fin dalla fondazione del mondo” (Ebrei 4:3).
Avete visto? Lo scrittore dice che i suoi destinatari avevano creduto e quindi erano sulla via che menava nel riposo di sabato per il popolo di Dio, e difatti più avanti li mette in guardia a non seguire lo stesso esempio di disobbedienza o incredulità degli Ebrei, che a motivo della loro incredulità non poterono entrare nel riposo di Dio (Ebrei 4:11).

4) “Poiché, mentre per ragion di tempo dovreste esser maestri, avete di nuovo bisogno che vi s’insegnino i primi elementi degli oracoli di Dio; e siete giunti a tale che avete bisogno di latte e non di cibo sodo. Perché chiunque usa il latte non ha esperienza della parola della giustizia, poiché è bambino; ma il cibo sodo è per uomini fatti; per quelli, cioè, che per via dell’uso hanno i sensi esercitati a discernere il bene e il male” (Ebrei 5:12-14).
Dunque, se quei credenti vengono definiti bambini, e in quanto tali avevano ancora bisogno di latte, vuol dire che erano stati rigenerati da Dio e quindi erano figli di Dio. Certo non erano maturi, ma erano pur sempre dei figli di Dio. Paolo forse non chiamò anch’egli i santi di Corinto bambini quando disse loro: “Ed io, fratelli, non ho potuto parlarvi come a spirituali, ma ho dovuto parlarvi come a carnali, come a bambini in Cristo” (1 Corinzi 3:1)? Come potete vedere, però, Paolo li chiama anche fratelli, e quindi erano dei figli di Dio mediante la loro fede in Cristo.

5) “Perciò, entrando nel mondo, egli dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, ma mi hai preparato un corpo; non hai gradito né olocausti né sacrificî per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo (nel rotolo del libro è scritto di me) per fare, o Dio, la tua volontà. Dopo aver detto prima: Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrificî, né offerte, né olocausti, né sacrificî per il peccato (i quali sono offerti secondo la legge), egli dice poi: Ecco, io vengo per fare la tua volontà. Egli toglie via il primo per stabilire il secondo. In virtù di questa «volontà» noi siamo stati santificati, mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre” (Ebrei 10:5-10).
Notate che anche qui lo scrittore fa capire che i destinatari delle sue parole erano dei nati da Dio, in quanto dice che erano stati santificati mediante l’offerta di Gesù Cristo. E chi sono coloro che sono stati santificati, cioè resi santi, se non i veri credenti in Cristo Gesù e quindi i fratelli? Ascoltate cosa c’è scritto sempre nella epistola agli Ebrei: “Poiché e colui che santifica e quelli che son santificati, provengon tutti da uno; per la qual ragione egli non si vergogna di chiamarli fratelli” (Ebrei 2:11). Quindi, Gesù Cristo stesso chiama “miei fratelli” (Ebrei 2:12) quelli che sono stati santificati, e perciò riconosce in loro dei figli di Dio.
E non disse infatti forse Paolo agli anziani della Chiesa di Efeso e quindi a dei fratelli in Cristo: “E ora, io vi raccomando a Dio e alla parola della sua grazia; a lui che può edificarvi e darvi l’eredità con tutti i santificati” (Atti 20:32)? E non disse sempre Paolo ai fratelli della Chiesa di Corinto: “Paolo, chiamato ad essere apostolo di Cristo Gesù per la volontà di Dio, e il fratello Sostene, alla chiesa di Dio che è in Corinto, ai santificati in Cristo Gesù, chiamati ad esser santi, con tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signor nostro Gesù Cristo, Signor loro e nostro” (1 Corinzi 1:1-2)? E non disse forse Gesù a Saulo, quando gli apparve sulla via di Damasco: “Ma lèvati, e sta’ in piè; perché per questo ti sono apparito: per stabilirti ministro e testimone delle cose che tu hai vedute, e di quelle per le quali ti apparirò ancora, liberandoti da questo popolo e dai Gentili, ai quali io ti mando per aprir loro gli occhi, onde si convertano dalle tenebre alla luce e dalla potestà di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, la remissione dei peccati e la loro parte d’eredità fra i santificati” (Atti 26:16-18)?
Non è abbastanza chiaro che coloro che sono stati santificati sono figli di Dio?

6) “Ma ricordatevi dei giorni di prima, quando, dopo essere stati illuminati, voi sosteneste una così gran lotta di patimenti: sia coll’essere esposti a vituperio e ad afflizioni, sia coll’esser partecipi della sorte di quelli che eran così trattati. Infatti, voi simpatizzaste coi carcerati, e accettaste con allegrezza la ruberia de’ vostri beni, sapendo d’aver per voi una sostanza migliore e permanente. Non gettate dunque via la vostra franchezza la quale ha una grande ricompensa! Poiché voi avete bisogno di costanza, affinché, avendo fatta la volontà di Dio, otteniate quel che v’è promesso. Perché: Ancora un brevissimo tempo, e colui che ha da venire verrà e non tarderà; ma il mio giusto vivrà per fede; e se si trae indietro, l’anima mia non lo gradisce. Ma noi non siamo di quelli che si traggono indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per salvar l’anima” (Ebrei 10:32-39).
Ma vi paiono queste parole rivolte a persone che non erano ancora state rigenerate da Dio? Ma se costoro erano stati illuminati non vuol forse dire questo che erano passati dalle tenebre alla meravigliosa luce di Dio (1 Pietro 2:9), e quindi erano luce nel Signore (Efesini 5:8)? E poi notate come lo scrittore dice che essi erano di quelli che avevano fede per salvar l’anima, e quindi erano dei veri credenti e non dei finti credenti, secondo che dice l’apostolo Paolo ai santi della Galazia: “Siccome Abramo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto di giustizia, riconoscete anche voi che coloro i quali hanno la fede, son figliuoli d’Abramo. E la Scrittura, prevedendo che Dio giustificherebbe i Gentili per la fede, preannunziò ad Abramo questa buona novella: In te saranno benedette tutte le genti. Talché coloro che hanno la fede, sono benedetti col credente Abramo” (Galati 3:6-9).

7) “Voi non avete ancora resistito fino al sangue, lottando contro il peccato; e avete dimenticata l’esortazione a voi rivolta come a figliuoli: Figliuol mio, non far poca stima della disciplina del Signore, e non ti perder d’animo quando sei da lui ripreso; perché il Signore corregge colui ch’Egli ama, e flagella ogni figliuolo ch’Egli gradisce. È a scopo di disciplina che avete a sopportar queste cose. Iddio vi tratta come figliuoli; poiché qual è il figliuolo che il padre non corregga? Che se siete senza quella disciplina della quale tutti hanno avuto la loro parte, siete dunque bastardi, e non figliuoli” (Ebrei 12:4-8).
Ora, se Dio stava correggendo quei credenti vuol dire che essi erano sottoposti alla disciplina del Signore, e quindi erano dei figlioli di Dio.

8 ) “Ricordatevi de’ carcerati, come se foste in carcere con loro; di quelli che sono maltrattati, ricordando che anche voi siete nel corpo. …. Ricordatevi dei vostri conduttori, i quali v’hanno annunziato la parola di Dio; e considerando com’hanno finito la loro carriera, imitate la loro fede. Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, perché essi vegliano per le vostre anime, come chi ha da renderne conto; affinché facciano questo con allegrezza e non sospirando; perché ciò non vi sarebbe d’alcun utile. Pregate per noi, perché siam persuasi d’aver una buona coscienza, desiderando di condurci onestamente in ogni cosa. E vie più v’esorto a farlo, onde io vi sia più presto restituito. Or l’Iddio della pace che in virtù del sangue del patto eterno ha tratto dai morti il gran Pastore delle pecore, Gesù nostro Signore, vi renda compiuti in ogni bene, onde facciate la sua volontà, operando in voi quel che è gradito nel suo cospetto, per mezzo di Gesù Cristo; a Lui sia la gloria ne’ secoli dei secoli. Amen. Or, fratelli, comportate, vi prego, la mia parola d’esortazione; perché v’ho scritto brevemente. Sappiate che il nostro fratello Timoteo è stato messo in libertà; con lui, se vien presto, io vi vedrò. Salutate tutti i vostri conduttori e tutti i santi. …..” (Ebrei 13:3,7,17-24).
Come si può, dinnanzi a queste altre parole, affermare che quei credenti non erano rigenerati da Dio? Questa domanda ha una sola risposta: ‘Non si può’. Notate infatti espressioni come ‘anche voi siete nel corpo’, ‘imitate la loro fede’, ‘pregate per noi’, ‘Gesù, nostro Signore’, ‘salutate tutti i vostri conduttori e tutti i santi’.

Alla luce di quanto abbiamo visto, è evidente dunque che quando in questa epistola viene prospettata l’eventualità della perdita della salvezza (capitoli 6 e 10), essa non viene prospettata a persone che non l’avevano mai ricevuta, ma a persone che invece l’avevano ricevuta i quali per non perderla furono esortati a conservare la fede fino alla fine.

A coloro poi che pur riconoscendo che la lettera fu scritta a dei veri credenti, dicono che quelle specifiche parole sulla possibilità di perdere la salvezza si riferiscono a falsi credenti, vorrei dire che non avrebbe avuto alcun senso in questa epistola, per esortare dei veri credenti a perseverare nella fede, parlare di quello che sarebbe avvenuto a persone che non erano dei veri credenti in Cristo; anzi sarebbe stato a dir poco assurdo. Persino il famoso predicatore battista Charles Spurgeon, che era uno strenuo difensore della falsa dottrina ‘una volta salvati, sempre salvati’ in quanto Calvinista, nel suo sermone ‘Perseveranza finale’, dovette ammettere che coloro di cui lo scrittore parla in Ebrei 6:4-6 erano dei veri credenti – e in questo si dissociò da tutti quei Calvinisti che invece sostenevano che non erano veri credenti – pur continuando a sostenere però come tutti i Calvinisti che un vero credente non può comunque perdere la salvezza.

Dunque, fratelli, vi metto in guardia non solo da coloro che come Martella sostengono che i destinatari di quella lettera non erano dei rigenerati da Dio, ma anche da coloro che pur riconoscendo che la lettera fu scritta a dei rigenerati affermano che le esortazioni dei capitoli 6 e 10 riguardavano falsi credenti.

Nessuno di costoro vi seduca con vani ragionamenti.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/12/29/nicola-martella-e-i-destinatari-della-lettera-agli-ebrei/

Shoek preso nella sua astuzia

Fratelli e sorelle nel Signore, vi scrivo per mostrarvi come la malvagità nel cuore degli uomini ribelli è grande. Sappiate che in seno alla fratellanza e in seno alle chiese esistono credenti che amano la menzogna, la calunnia e che si compiacciono nel fare il male. Ecco qui la prova di come Thomas Luciano Valsecchi, in arte conosciuto come shoek, cantante rap ‘cristiano’, sia ribelle e malvagio, e di come cerca di distruggere la reputazione di alcuni fratelli  nel Signore usandosi della menzogna, dell’inganno e della perversità.

In data 24/12/2011 nella pagina facebook di ‘tutela sulla diffamazione verso i ministri di Dio’ è stato inserito da parte di Thomas Luciano Valsecchi il seguente screenshot(lo screenshot è la cattura di una determinata pagina o finestra del pc):

Avendo  visto questo screenshot, riconoscendo il linguaggio oltraggioso che non è il linguaggio di un credente nato di nuovo, l’ho scaricato sul mio pc. Poco tempo dopo che lo screenshot era stato messo da Thomas  sulla pagina di tutela sulla diffamazione verso i ministri di DIO, tale screenshot è stato rimosso. In questo momento non si capisce perchè dopo aver messo lo screenshot nella pagina, tale screenshot è stato succesivamente rimosso. Ma lo capiremo fra breve.

Essendo stato addolorato nel vedere tale screenshot, ho mandato immediatamente un messaggio privato su facebook ad Angelo Oliveri per chiedergli se era stato veramente lui a scrivere quelle cose. Successivamente, l’ho contatatto su skype per ascoltare dalla sua bocca se era stato lui ad aver scritto quelle cose o no. Lui non era nemmeno al corrente di tale messaggio e mi ha risposto che non era stato lui ad aver scritto quelle parole oltraggiose e offensive che potete vedere nella foto sopra. Infatti chi ha scritto quelle parole non è stato lui ma è stato lo stesso Thomas che si è creato un falso account facebook con il nome Angelo e con il cognome Oliveri e si è mandato tra sé stesso tali messaggi. Prima si è mandato con l’account di Thomas Luciano Valsecchi il primo messaggio che potete vedere  e poi successivamente è entrato con il falso account di Angelo Oliveri e ha scritto la risposta che potete leggere nello screeshot stesso. Ha fatto tutto ciò, poi si è fatto lo screenshot e lo ha successivamente pubblicato sulla pagina di ‘tutela sulla diffamazione vero i ministro Dio’ per poter diffamare Angelo Oliveri, volendo attribuirgli un linguaggio oltraggioso per rovinare la sua immagine e la sua reputazione e per farlo passare per qualcosa che non è.

Ecco le prove di ciò che affermo, lo potete vedere nella seguente immagine:

Ora analizziamo l’immagine e vediamo come le frecce in rosso ci portano a dire che Thomas Luciano Valsecchi si è creato un falso account facebook con il nome di Angelo Oliveri.

Come potete vedere il browser che viene utilizzato è il browser chrome di google. Vediamo che ci sono tre schede aperte: una sulla pagina di facebook, un’altra su la pagina di hotmail con un account aperto e un altra su youtube su un video di Vasco Rossi.

Ora è molto strano che Thomas abbia una scheda aperta su una pagina di hotmail con il nome dell’email  : angelooliveriga..(il resto non si vede). Perchè Thomas ha una scheda su hotmail con il nome di angelooliveri….? Presumibilmente avrà creato un account di posta elettronica per poi potersi iscrivere su facebook con il nome di Angelo Oliveri. Inoltre faccio notare che ci sono 2 messaggi di posta che sono presumibilmente un messaggio che ti arriva quando crei una casella postale e un altro messaggio di quando avrà creato l’account su facebook.

Infatti per avere la conferma che ti arrivi solo un messaggio quando crei la casella di posta su hotmail mi sono creato anche io un account su hotmail. Ecco qua lo screenshot che potete vedere( nel mio cognome c’è anche Fonseca):

Ora la seconda prova è la freccia in basso a sinistra dove c’è il nome, o meglio il numero, di un file scaricato, e specificatamente un file di tipo jpeg. Quel file è stato scaricato da internet con il browser Chrome. Questo file è  di tipo immagine, infatti il formato jpeg è un formato di tipo immagine. Il file immagine che è stato scaricato è la foto del profilo facebook di Angelo Oliveri. Thomas è andato sul profilo di Angelo Oliveri e si è scaricato la foto che Angelo ha come foto profilo.

come facciamo a sapere che il file immagine che è stato scaricato è la foto profilo di Angelo Oliveri? Lo sappiamo dal seguente fatto: ho scaricato google chrome e sono andato sul profilo facebook di Angelo Oliveri, mi sono scaricato la sua foto profilo e guardate un po’: il nome(o meglio il numero) della foto scaricata, che si può vedere in basso a sinistra, è lo stesso della foto scaricata da Thomas , e ciò lo si può notare nello screenshot in basso a seguire. Confrontate la seguente immagine con lo screenshot pubblicato da Thomas e vedrete che il numero è lo stesso!

Entrambi gli screenshot, sia quello pubblicato da Thomas, sia quello che ho fatto io hanno l’immagine scaricata con il numero che inizia con 285061_247327928…

Inoltre chiunque che ha un browser web Chrome che si scarica la foto profilo di Angelo Oliveri vedrà che il numero è quello mostrato sopra.

Ciò significa che Thomas si è scaricato la foto del profilo facebook di Angelo Oliveri. Ora qual’è il motivo per cui Thomas ha scaricato la foto profilo di Angelo Oliveri? La ragione, sapendo anche che si è creato un account di posta elettronica con il nome di angelooliveri…, è molto chiara: per crearsi un falso profilo facebook con il nome di Angelo Oliveri.

Queste due prove basterebbero per dimostrare il tutto. Ma andiamo avanti:

Dallo screenshot pubblicato da Thomas sulla pagina di ‘tutela’ si può notare che l’immagine profilo del falso account di Angelo Oliveri è adattata in maniera diversa dal reale profilo facebook di Angelo oliveri. Notate la foto profilo del falso account di Angelo:

E ora notate la foto profilo del reale account di Angelo Oliveri:

Vedete la differenza? nella foto profilo del falso account la scritta ‘scandalo’ non si vede e nel lato sinistro si riesce a vedere la faccia di Charles Spurgeon. Invece nella foto del profilo reale si vede la scritta scandalo in rosso e la faccia di Charles Spurgeon non si vede, si vede solo una parte dell’orecchio. Ma come mai le immagini sono diverse nei due profili? È chiara la risposta, perchè un profilo è falso. Infatti per verificare che quel profilo era falso mi sono creato un altro account su facebook , ho scaricato la foto profilo di Angelo Oliveri e l’ho caricata come foto profilo del nuovo account. E guardate un po’ come viene adattata la foto profilo nel mio account:

Come potete vedere l’adattamento dell’immagine nel profilo da me creato è identico all’adattamento del falso profilo creato da Thomas! E questo perchè la foto del vero profilo di Angelo Oliveri è stata caricata dal pc o da un indirizzo web, mentre invece la foto caricata nel falso profilo di Thomas è stata prima scaricata dal profilo di Angelo e poi successivamente caricata.

Infine vi faccio notare un’altra piccola considerazione : essendo che Thomas ed Angelo hanno già avuto degli scambi di messaggi su facebook, non è molto strano che nello screenshot messo da Thomas, nella conversazione tra lui e Angelo, ci siano soltanto due messaggi, uno suo e uno di Angelo?  Certo che lo è perchè questo è un inganno per poter calunniare e diffamare un fratello che ama e teme il Signore.

Conclusione

Thomas Luciano Valsecchi, conosciuto come Shoek, ha concepito un malvagio disegno del suo cuore per poter diffamare e mettere in cattiva luce il fratello Angelo Oliveri. Questo disegno si è svolto nella seguente maniera: Thomas ha scaricato la foto profilo di Angelo Oliveri, si è creato un account hotmail di posta elettronica e successivamente si è creato un falso profilo facebook chiamandolo Angelo Oliveri ed ha messo la stessa immagine profilo del vero account di Angelo Olivero, e il tutto per far sembrare che sia stato realemente Angelo Oliveri a parlare in quella maniera.

Ora chiunque volesse avere conferma che Angelo Oliveri non ha mai dette quelle parole, può contattarlo su facebook o su skype e chiederglielo direttamente; egli vi confermerà il tutto.

Che dire fratelli? Che qui ci troviamo davanti a gente malvagia di cuore, che prende piacere nel fare il male, nell’ingiustizia e nell’empietà. Questo è molto pericoloso perchè lui, o chiunque altro volesse diffamare dei fratelli o dei servi del Signore potrebbero crearsi falsi account, fare o dire determinate cose e poi far passare come responsabile la persona che si vuole diffamare. State molto attenti.

Ma IDDIO si mostra astuto con il perverso, secondo che è scritto:” ti mostri puro col puro
e ti mostri astuto col perverso;”(Sl 18:26) ed Egli prende gli abili nella loro astuzia secondo che è scritto:”che prende gli abili nella loro astuzia, sì che il consiglio degli scaltri va in rovina.”(Gb 5:13)

A Thomas Luciano Valsecchi io dico: ravvediti e chiedi perdono prima a DIO facendo frutti degni di ravvedimento e successivamente chiedi perdono ad Angelo Oliveri sia privatamente che pubblicamente. Sappi che IDDIO vede tutto ciò che fai nel segreto e che se non ti ravvedi per te sono guai perchè l’Eterno non ti lascerà impunito. Egli ti sta svergognando affinchè tu ti ravveda.

“Guai a quelli che si ritraggono lungi dall’Eterno in luoghi profondi per nascondere i loro disegni, che fanno le opere loro nelle tenebre, e dicono: “Chi ci vede? chi ci conosce?” ” (Isaia 29:15)

Ammonite e riprendete severamente Thomas Luciano Valsecchi e se non si vuole ravvedere guardatevi da lui.

Ancora vi rammento di essere dei CREDENTI e non dei CREDULONI. Non credete ad ogni cosa che vi viene detta o mostrata ma chiedete le prove di quello che vi viene detto o mostrato, principalmente quando si tratta di un accusa verso qualcuno e principalmente verso quelli nella fede.

Siate savi e giudicate giustamente.

Haiaty Varotto

Tratto da : http://destatevi.wordpress.com/2011/12/25/shoek-preso-nella-sua-astuzia/

Giacinto Butindaro è un ministro di Dio? Considerazioni

Ritengo che in ogni salotto e in ogni comunità si sia acceso, almeno una volta, il dibattito sulla questione che concerne il fatto se Giacinto Butindaro è un vero ministro di Dio oppure no.

Con questo mio scritto voglio esporre alcune mie considerazioni, senza avere la pretesa di dare una risposta esaudiente e completa alla domanda, ma il mio intento è quello di dare alcuni spunti di riflessione a coloro che sono sinceri e vogliono servire il Signore con una buona coscienza e un cuore puro.

Fratelli, vi faccio sapere, inoltre, che io conosco personalmente i fratelli Butindaro dal 1991, anno in cui Iddio aveva preparato ogni cosa per il nostro incontro in vista di una felice e prosperosa collaborazione per promuovere una nuova riforma della Chiesa e la liberazione dei santi dai legami religiosi e denominazionali, che Dio aveva già pianificato e di cui oggi ne stiamo vedendo gli albori.

I ministeri devono essere tutti riconosciuti dalla Chiesa e distribuiti dal Signore Gesù Cristo, come i doni spirituali vengono distribuiti dallo Spirito santo secondo come Egli vuole.
Taluni ritengono che è necessario che dei ministri impongano le mani a dei credenti per riconoscerli nel ministerio, per quanto riguarda i fratelli Butindaro ciò è stato fatto, infatti Iddio ha mandato loro un fratello, un suo ministro, per imporre loro le mani.

Ad una sorella fu rivelato da Dio, quando Giacinto ancora era un piccolo fanciullo, che Egli si sarebbe servito di lui. Inoltre, Iddio, con una visione gloriosa e potente ha ordinato ai fratelli Butindaro di lasciare la loro casa e di andare nel lazio. Essi hanno obbedito alla celeste visione ed ora si trovano in tale regione, dove servono la Chiesa dei santi per volontà di Dio.

Quando in un credente c’è il dono di ministerio, questo deve essere riconosciuto dalla Chiesa, dai santi. Il ministerio di dottore della Parola donato da Dio a Giacinto è confermato dalla profonda conoscenza delle sacre Scritture e dalla capacità d’insegnare le dottrine presenti in esse. Purtroppo sono veramente pochi coloro che hanno ricevuto oggi il dono d’insegnare e contemporaneamente una profonda conoscenza delle sacre Scritture, e a conferma di ciò possiamo citare il fatto che la maggior parte dei pastori predica dai pulpiti con dei foglietti, senza i quali sarebbero smarriti, non saprebbero dove trovare i passi da leggere per spiegare il proprio sermone. Questa carenza si rende evidente nel momento in cui i membri delle comunità fanno delle domande ai pastori su alcune dottrine, e questi, non riescono a trovare dei passi e rinviano la risposta adducendo come scusa le più svariate giustificazioni, ma che sono chiaramente un evidente segno di prendere tempo per ricercarne la risposta. Costoro non amano essere interrogati dai fratelli, e tantomeno essere messi alla prova. Eppure i veri ministri di Dio non devono temere nulla, perché Dio è con loro.

Giacinto Butindaro è un dottore della Parola, non un pastore, quindi non si può pretendere da un dottore che abbia obbligatoriamente una chiesa da pasturare, un numero fisso di pecore da ammaestrare personalmente. Questo si può pretendere da un pastore, ma non da un dottore.

Quindi, l’accusa che taluni gli fanno citando il fatto che non guida una comunità fissa di credenti, è frutto soltanto di una profonda ignoranza della conoscenza delle Scritture e figlia del pregiudizio che vuole Butindaro, per forza di cose, che sia un falso ministro.

Giacinto Butindaro è dottore della Parola di Dio e considerati i tempi e le tecnologie esistenti oggi, si può tranquillamente dire che egli rivolge le sue predicazioni, i suoi insegnamenti a tutti i cristiani, di qualsiasi denominazione, senza i limiti di un locale di culto. Egli si rivolge alla CHIESA UNIVERSALE MONDIALE, e non solo ad una chiesa locale.
“La mia parrocchia è il mondo”, disse un uomo di Dio dei tempi passati; per quale motivo ancora oggi non possiamo ritenere che ci possano essere dei ministri di Dio che abbiano il mandato di ammaestrare la Chiesa invisibile e universale del mondo, nella verità della Parola di Dio?

Nei secoli passati, per portare la Parola di Dio bisognava spostarsi fisicamente o scrivere dei libri, stamparli e poi distribuirli; oggi, invece, si può stare seduti, davanti ad un PC e pubblicare i propri scritti, le proprie predicazioni a tutto il mondo, ottenendo così gli stessi effetti che si avevano spostandosi e parlando personalmente o distribuendo degli opuscoli o dei libri. È doveroso ricordare che ciò che deve convertire e convincere non è il mezzo, cioè il ministro, ma è il messaggio, sospinto, trasportato e depositato nei cuori dallo Spirito santo.

Per la gioia e la speranza di molti, e dolore e paura per altri, a suo tempo, verrà portata la Parola di Dio anche di persona, perché non è stato escluso il fatto di spostarsi e portare insegnamenti diretti e personali, ma ogni cosa verrà a suo tempo, secondo che il Signore sospingerà e aprirà le porte. L’Eterno regna!

Molti si domandano: chi sostiene i fratelli Butindaro? Sono sostenuti prima di tutto da Dio, e poi anche dai santi della Chiesa dell’Iddio vivente e vero, i cui particolari, come è bene che sia, non devono essere resi noti.

Una considerazione che molti oggi non fanno, perché incapaci di vedere i cambiamenti dei tempi, è che la predicazione della Parola di Dio, la sua diffusione, ha sempre avuto uno stretto legame con le tecnologie esistenti nelle rispettive epoche, e come la stampa contribuì a diffondere il pensiero della Riforma nel XVII secolo, come la radio venne utilizzata per diffondere la Parola di Dio in tempi moderni, nella stessa maniera, oggi, si può, anzi si devono usare le nuove tecnologie esistenti per diffondere la verità della Parola di Dio, per promuovere la santificazione dei santi e la divulgazione del vero messaggio dell’Evangelo.

Permettetemi di farvi anch’io una domanda, a tutti voi che siete scettici: per quale motivo i mormoni, i testimoni di Geova, e tante altre sette e movimenti vari, possono essere liberi di annunziare le loro falsità ed eresie anche sul web, mentre si pretende da Giacinto Butindaro che non lo faccia, o che ci siano delle condizioni particolari per poterlo fare?
Ancora, per quale motivo la guerra che state muovendo contro Giacinto Butindaro, cercando di dimostrare la falsità del suo ministerio e far cadere a terra i suoi insegnamenti e le sue esortazioni, non la muovete, con la stessa energia e non raddoppiate gli sforzi per muovere guerra contro i cattolici romani e le altre sette e movimenti religiosi falsi, pericolosi per la Chiesa e per la società tutta? Le quali menano in perdizione milioni di persone?

Le motivazioni ci sono, e sono concrete, e si trovano in prossimità delle tasche, nella città dell’amore del denaro, sita in via del conto corrente n. 00112233, cose che Giacinto sta condannando e cercando di sradicare dal cuore e dalla mente dei santi.
Il rischio di perdere entrate monetarie e i privilegi, mi paiono dei motivi sufficienti per calunniare i Butindaro. Questi eccellenti calunniatori, essendo incapaci di qualsiasi discorso sensato e biblico, questi cattivi operai, usano fare uso dell’arma della calunnia e della diffamazione, accusando la vittima di qualcosa che in realtà non corrisponde a verità, ma di qualcosa che loro sanno essere falso, non fondato, agendo, pertanto in mala fede e con una cattiva coscienza.

Il web è come una grande biblioteca internazionale, in cui tutti possono alimentarne le informazioni presenti; tutti nel mondo possono andarvi, prendere dei libri o delle prediche audio, per leggerli e ascoltarli. Questo fa della rete la più grande biblioteca esistente, e pertanto, è normale che anche i santi si servano di essa e cerchino ciò di cui hanno bisogno.

Le rivoluzioni attuali dei popoli arabi dimostrano che il web non è arrestabile, e l’informazione totale e completa diventa una fonte di desiderio di libertà dei popoli oppressi e soggiogati. La medesima cosa sta accadendo in ambito delle chiese evangeliche italiane, e forse, mondiali.

Forse, molti non gradiscono i metodi usati da Butindaro, perché confuta le falsità insegnate nelle varie denominazioni, facendo nomi e cognomi e trattando casi concreti, con dovizia di dettagli e di parole, i quali sono verificabili da tutti, in modo che tutti possano esprimere il proprio giusto giudizio in proposito.
Facendo ciò, Giacinto si oppone fortemente ed efficacemente contro ogni opera menzognera e in difesa soltanto della verità che si legge nella Bibbia, e lo fa pubblicamente senza alcun timore. Per citare dei casi concreti, basti pensare all’opera di smascheramento della casa editrice ADI-MEDIA per aver “manipolato” dei libri di autori stranieri, non più in vita.

Un lavoro simile lo mettono in pratica anche i vari predicatori delle diverse denominazioni, perché anch’essi muovono guerra alle altre denominazioni, solo che non lo fanno pubblicamente, ma dai loro pulpiti, senza lasciare tracce evidenti, in modo da non dare la possibilità agli interessati di rispondere; ne parlano nelle case, in certe riunioni, insomma, tutti parlano contro tutti gli altri. Questi, a differenza di Giacinto, lo fanno in modo che gli interessati di cui si parla male, che vengono segnalati come “falsi”, “indemoniati” o altro, non lo vengano a sapere e non possano difendersi pubblicamente.

Giacinto, invece, quando parla contro qualcuno, lo fa pubblicamente e se la persona confutata ritiene di essere nella verità può RIPUBBLICARE a sua volta le sue difese e la sua verità, sempre davanti a tutti, affinché i santi interessati alla vicenda leggano le tesi delle due parti ed esprimano il loro giudizio posizionandosi dalla parte della verità.

Non sta forse scritto nella Parola di Dio che Apollo confutava i Giudei pubblicamente? (cfr Atti 18:28)
Alla luce della Parola di Dio, quindi, per quale motivo, oggi, Giacinto non dovrebbe confutare pubblicamente i Giudei e i gentili, dimostrando per le Scritture che Dio vuole che i santi si santifichino e crescano nella conoscenza della Parola di Dio?

I veri motivi che spingono taluni a parlare contro Giacinto li abbiamo già citati in precedenza, e per fare degli esempi, quando Giacinto ha parlato contro la decima, molti che amano il denaro si sono visti diminuire le entrate e possono disporre ora di somme di denaro minori; quindi, è comprensibile che questi si siano arrabbiati e cerchino nei modi scorretti e non biblici di dimostrare che Giacinto si sbaglia. E così per tanti altri insegnamenti, come il non giudicare mai, tutto è puro per quelli che sono puri, la lettera uccide, il divorzio, il mare, etc., perché ci sono coloro che hanno interessi contrari a ciò che sta scritto nella Bibbia, di cui Giacinto è banditore e dottore, e si agitano contro di lui. La missione di Giacinto è di illuminare gli occhi di tutti i santi, ma gli interessi dei despoti e dei falsi ministri è quello che i santi rimangano con gli occhi chiusi e non sappiano determinate cose. Un popolo che conosce è difficilmente ingannabile.

Che Dio abbia pietà di me e di tutta la chiesa di Dio che vuole santificarsi e piacerGli in ogni cosa.

Che Dio preservi da ogni male i suoi ministri in ogni tempo e in ogni luogo.

Che Dio manifesti chi sono i veri ministri di Dio e chi sono quelli falsi, i quali sfruttano i fratelli usandoli e considerandoli solo per il loro denaro e non per le loro necessità spirituali.

Salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù: Giuseppe Piredda

Tratto da : http://labuonastrada.wordpress.com/2011/06/25/giacinto-butindaro-e-un-ministro-di-dio-considerazioni/

Ecco l’uomo che la Chiesa ‘La Parola della Grazia’ acclama come ‘un ministro infuocato e pienamente consacrato a Dio’

 

Sul sito della Chiesa ‘La parola della grazia’ di Palermo, di cui è pastore Lirio Porrello, leggo quanto seguo: ‘Il rhema ricevuto all’inizio dell’anno: “Insegnare a ciascuno come aspettare il Signore e come ministrare al Signore” si realizza in questi giorni in Lakeland, Florida, dove Dio si sta servendo di un giovane pastore, Todd Bentley, dal passato alquanto travagliato e umanamente discutibile, ma che il Suo tocco ha trasformato in un ministro infuocato e pienamente consacrato a Lui. Dal 2 aprile ad oggi un enorme flusso di persone provenienti da tutto il mondo accorre ad ascoltare le sue predicazioni, che sono regolarmente accompagnate da grandi miracoli. Dopo un lungo tempo di attesa della presenza di Dio, ogni giorno il soprannaturale si manifesta con la nuvola della Sua gloria e con guarigioni miracolose. In quel luogo si verifica un contagioso bisogno di Dio, tutti cercano il Signore e vogliono stare alla Sua presenza’.

Tratto da: http://www.paroladellagrazia.it/main/culti/2008/15062008.htm

Ora, affinché vi possiate rendere conto personalmente di come questo individuo di nome Todd Bentley non sia affatto un uomo usato da Dio ma semplicemente uno dei tanti impostori e malvagi che in mezzo alle chiese seducono e vengono sedotti dal diavolo, vi propongo questo video, dove si vede lui ministrare sotto ‘l’unzione’ come la chiamano loro.

Tenete presente che questo uomo sin dall’inizio del risveglio ha avuto degli orecchini all’orecchio, e poi un piercing sul suo mento, e che si faceva tatuaggi addosso, perché secondo lui sono cose lecite. Inoltre, durante il suo cosiddetto risveglio, si è messo con un’altra donna, ed ha poi lasciato la propria moglie per sposarsi con questa altra donna agli inizi del 2009, quindi è un adultero. Senza poi parlare delle tante eresie da lui insegnate durante quel periodo.

Alla luce di tutto ciò, che sono fatti incontrovertibili, si rimane veramente sconcertati e preoccupati nel sapere che  questa Chiesa Pentecostale abbia  definito Todd Bentley ‘un ministro infuocato e pienamente consacrato a Lui’ (e badate bene che non bisognava aspettare che si scoprisse che questo uomo tradiva la moglie per capire chi era veramente Bentley perchè sin dall’inizio era evidente che era un impostore), ed ha approvato quel cosiddetto risveglio di Lakeland dicendo: ‘Dopo un lungo tempo di attesa della presenza di Dio, ogni giorno il soprannaturale si manifesta con la nuvola della Sua gloria e con guarigioni miracolose’.

Questo significa essere privi di discernimento, e quindi non essere in grado di distinguere il bene dal male, il vero dal falso, un vero servo di Dio da uno falso.

Attenzione fratelli, questo tipo di risveglio non è da Dio, e quindi va tenuto lontano dall’assemblea dei santi, essendo un qualcosa prodotto da spiriti seduttori.

Chi promuove queste cose, le approva, e le desidera non conosce le Scritture e neppure le vie di Dio.

Uscite e separatevi da quelle Chiese che chiamano uomini di Dio gli impostori come questo Todd Bentley.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/12/07/ecco-luomo-che-la-chiesa-la-parola-della-grazia-acclama-come-un-ministro-infuocato-e-pienamente-consacrato-a-dio/

SCOPERTO chi sta dietro ‘Tutela sulla diffamazione verso i ministri di Dio’

“Chi cammina nella integrità cammina sicuro, ma chi va per vie tortuose sarà scoperto” (Proverbi 10:9).

Fratelli nel Signore, prima di ogni cosa voglio rendere grazie a Dio per avermi messo in grado di scoprire finalmente chi sta dietro la vergognosa e scandalosa pagina Facebook ‘Tutela sulla diffamazione verso i ministri di Dio”, perchè senza l’intervento di Dio non avrei giammai potuto scoprirlo. In questo mio scritto vi racconterò come sono andate le cose.

Lo puoi leggere sia in formato html qua che in formato PDF qua.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/12/05/scoperto-chi-sta-dietro-tutela-sulla-diffamazione-verso-i-ministri-di-dio/

La loro vera immagine è questa

Ve li immaginate i falsi apostoli a Corinto, accusare Paolo di avergli rovinato la loro immagine pubblica, scrivendo queste parole nella sua lettera ai santi di Corinto: “Poiché cotesti tali sono dei falsi apostoli, degli operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo. E non c’è da maravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque gran che se anche i suoi ministri si travestono da ministri di giustizia; la fine loro sarà secondo le loro opere” (2 Corinzi 11:13-15)? O i falsi profeti accusare il profeta Geremia di avergli rovinato la loro immagine pubblica perchè li aveva accusati di fare false profezie e di raccontare sogni e visioni falsi?
Eppure è quello che oggi sta avvenendo: ci sono taluni che si chiamano apostoli, evangelisti, profeti, pastori e dottori, E NON LO SONO, che essendo stati messi alla prova, sono stati trovati mendaci: E ADESSO ACCUSANO QUELLI CHE LI HANNO MESSI ALLA PROVA E LI HANNO TROVATI MENDACI O CHE LI HANNO SMASCHERATI, di avergli rovinato la loro immagine pubblica!!
A costoro voglio dire questo. Sappiate che nessuno ha rovinato la vostra immagine, perchè questa è la vostra vera immagine pubblica, quella che vi siete creata nel corso di tutti questi anni, e di cui ora tanti si sono accorti, nonostante i vostri sforzi di apparire ministri del Vangelo.
Ravvedetevi, ribelli e seduttori di menti, dei vostri inganni e dei vostri scandali, che avete perpetrato a danno dei fratelli, e a discredito della via della verità; e chiedete perdono a Dio e a tutti i fratelli che avete scandalizzato con la vostra empia e falsa condotta, altrimenti porterete il peso della vostra iniquità in eterno.

 

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/11/27/la-loro-vera-immagine-e-questa/

Enrico Sangiovanni e l’account Facebook di Franco Zazzaro

Fratelli nel Signore, mi trovo costretto a ritornare sulla faccenda degli screenshot (di alcuni miei articoli e di un mio messaggio da me pubblicati sulla mia bacheca di Facebook) fatti da qualcuno dall’interno dell’account facebook di Franco Zazzaro, pastore di una Chiesa Pentecostale di Napoli (quella che si riunisce nel locale di culto in Via Arturo Toscanini a Casoria), e poi pubblicati da questo qualcuno come amministratore della famigerata e infame pagina ‘Tutela …’ sulla omonima pagina da cui da parecchi mesi partono offese, scherni e insulti contro me e altri fratelli da persone (riteniamo infatti che siano più di uno gli ‘amministratori’ di questa pagina) che si nascondono dietro l’anonimato.
Questa faccenda è importante, fratelli, se non altro perchè ora ci permette finalmente di avere un punto di riferimento certo a differenza di prima, in quanto adesso sappiamo con certezza che uno degli amministratori di questa infame pagina che si nasconde dietro l’anonimato, aveva accesso in modo legittimo all’account personale Facebook di Franco Zazzaro. Dico ‘aveva accesso’ perchè dall’8 Novembre l’account di Franco Zazzaro non c’è più, e questa sparizione si accorda con il fatto che il Zazzaro quando ha scoperto di essere stato messo in mezzo a questa faccenda ha espresso il desiderio che il suo account fosse chiuso.
Ora, proprio l’8 Novembre 2011, Franco Zazzaro ha chiamato al telefono il fratello Giuseppe Piredda e durante la conversazione (in cui il Zazzaro era giustamente arrabbiato contro coloro che lo hanno messo in mezzo a questa assurda e vergognosa faccenda) gli ha riferito che il suo account su Facebook era stato Enrico Sangiovanni a crearglielo a suo tempo.

 

Chi è costui? Fino a non molto tempo fa era uno dei revisori dei conti del M.A.D. (Ministero Assemblee di Dio), come si può vedere da questa foto del primo verbale di questa associazione.

Come mai proprio Sangiovanni? Perchè i due si conoscono bene, infatti questo me lo ha confermato Sangiovanni stesso in un messaggio privato del 5 Novembre dicendomi: ‘…. Riguardo a quello che hai pubblicato su quello che avrebbe fatto nei tuoi confronti sono rimasto sconcertato, perchè conoscendolo bene non credo abbia fatto qualcosa del genere’.
Inoltre il Zazzaro nel suo post del 6 Novembre, quindi il giorno dopo che è scoppiato questo caso, ha chiamato Sangiovanni ‘fratello amico Enrico Sangiovanni’.
Dunque, i due si conoscono bene, e perciò il Zazzaro si fidava di Sangiovanni, e gli ha permesso di creargli il suo account personale di Facebook, cosa che faccio presente si delega solo a persone fidate che si conoscono e non a sconosciuti.
Noi naturalmente eravamo all’oscuro di questa amicizia tra i due fino a quando Sangiovanni non è entrato in scena mandando messaggi o scrivendo dei post pubblici in merito a questa faccenda, come anche bisogna dire che benchè abbiamo subito cominciato a supporre grazie ad alcuni indizi che lui potesse accedere all’account di Franco Zazzaro non ne avevamo l’assoluta certezza, che invece abbiamo adesso che Zazzaro ha dichiarato che è stato Sangiovanni a creargli l’account, infatti come voi sapete per poter creare un proprio account su un social network bisogna dare dei dati che chi crea l’account quindi conosce e conserva.
A questo punto, qualcuno potrebbe dire: ‘Ma non può essere che qualcun altro oltre Sangiovanni abbia potuto entrare nell’account di Franco Zazzaro e fare quegli screenshot?’
Potrebbe pure essere, ma fino a quando lo stesso Sangiovanni non ci dimostrerà con delle prove inconfutabili che non è stato lui a fare ciò gli indizi portano proprio a lui quantunque lui neghi.

Vediamo quali sono questi indizi:

1) Innanzi tutto il suo immediato messaggio che mi ha inviato la sera del 5 Novembre, dopo che avevo pubblicato sulla mia bacheca delle foto in merito a questa faccenda che naturalmente tiravano in ballo l’inconsapevole Franco Zazzaro.
Il suo messaggio è stato questo: ‘Carissimo Butindaro, in merito a quello che scrivi su Zazzaro vorrei fare due considerazioni: 1) Il Pastore Zazzaro non ha mai voluto fare parte del mad, io stesso ho fatto parte di questo organismo e più volte ho invitato lui ed i suoi collaboratori ma hanno sempre declinato l’invito. Riguardo a quello che hai pubblicato su quello che avrebbe fatto nei tuoi confronti sono rimasto sconcertato, perchè conoscendolo bene non credo abbia fatto qualcosa del genere. Comunque ho la possibilità di chiamarlo ed entro domani ti farò sapere. Nonostante che fra me e te non ci sia più amicizia come un tempo almeno, questo di sicuro per parte mia, ce amore per la verità. Ti farò sapere. Dio ti benedica. Enrico Sangiovanni’.
Perchè subito quella precisazione da parte del Sangiovanni? Evidentemente perchè sapeva che non era il Zazzaro ad avere fatto quello screenshot ma qualcun altro che poteva entrare nel suo account di Facebook. Da questo messaggio però non si evinceva che lui poteva accedere all’account di Franco Zazzaro.

2) Il messaggio di Franco Zazzaro apparso il giorno dopo (cioè il 6 Novembre 2011) sulla bacheca di ‘Tutela ….’ rivolto a ‘Tutela …’, che dice:
‘Non so chi sei e come sei entrato nel mio facebook realizzando quella specie di fotomontaggio dove accuso il fratello Giacinto Butindaro di non so cosa. Nella bacheca del fratello Butindaro si dichiara che faccio parte del MAD. Pertanto dichiaro che nè mai ho fatto parte di questa organizzazione nè mai mi sono permesso di fare o scrivere quello che mi si accusà nè contro il fratello Giacinto nè contro alcuno. Pertanto ho affidato al fratello amico Enrico Sangiovanni di aiutarmi a prendere le giuste contromisure contro qualsiasi attacco al mio facebook da parte di hacker di qualsiasi provenienza. Inoltre sto valutando provvedimenti per salvaguardare la mia reputazioni da queste azioni subdole. Dio ci benedica!’.

Ora, in questo messaggio compare per la prima volta un accenno ad un presunto hacker che avrebbe attaccato l’account Facebook di Franco Zazzaro. Questa storia dell’hacker non ha convinto nessuno sin dall’inizio, perchè c’è da domandarsi che senso ha che un hacker entri proprio nell’account di Franco Zazzaro e faccia uno screenshot della mia bacheca di Facebook e lo vada a mettere proprio con il nome di ‘Tutela …’ sulla pagina di ‘Tutela …’ per screditarmi per l’ennesima volta? A meno che questo cosiddetto hacker avesse intenzione di danneggiare l’immagine di Franco Zazzaro. Ma questa cosa è impossibile supporla. Troppe coincidenze fanno dire che non si è trattato di un hacker.

3) Il messaggio di Enrico Sangiovanni postato Lunedì 7 Novembre sulla bacheca di Tutela, che dice: ‘Scrivo con questo account [Senza Veli] per permettere a tutti di potermi leggere, ache a chi mi ha cancellato. Abbiamo trovato l’hacker che ha realizzato lo screen shot con la bacheca di Zazzaro, ha confessato e chiesto perdono e ci ha assicurato che non lo farà più ed è pronto a chiedere perdono anche al fratello Butindaro. In cambio Butindaro dovrà chiedere perdono a tutti i fratelli che ha offeso sulla sua bacheca solo per sentito dire. Lo potrà fare in due modi: in privato, chiamandoli uno alla volta oppure pubblicamente sulla sua bacheca. Inoltre, l’autore di questa pagina mi ha assicurato che svelerà la sua identità se questo accadrà. Penso che una soluzione più bela e cristiana di questa non ci sia. Dio ci benedica! Enrico Sangiovanni’.

Ora, innanzi tutto si noti con quanta rapidità è stato scoperto questo hacker. Le autorità ci mettono del tempo per risalire agli hacker, perchè occorrono delle indagini intense e molto complesse, ma Sangiovanni e i suoi amici lo hanno trovato quasi subito! Evidentemente questo presunto hacker ce lo avevano ‘in casa’, ed è bastato pochissimo per scoprirlo! Dunque, ecco che è saltato fuori lo sprovveduto ‘hacker’ napoletano, perchè è chiaro che si tratta di un ‘hacker’ di quelle zone.
Ma non finisce qua, Sangiovanni ci fa sapere pure che questo hacker ‘ha confessato e chiesto perdono e ci ha assicurato che non lo farà più ed è pronto a chiedere perdono anche al fratello Butindaro’.
Certo, se costui ha confessato il suo peccato a Dio e gli ha chiesto perdono ha fatto una cosa buona, come anche ha fatto bene se ha confessato il suo errore a Franco Zazzaro e gli ha chiesto perdono. Ma come mai costui ha assicurato proprio a Sangiovanni che non lo farà più ed è pronto a chiedere perdono anche al sottoscritto? Non dovrebbe semmai lui direttamente mettersi in contatto con me per chiedermi perdono per quello che ha fatto contro di me? Se ha confessato e chiesto perdono suppongo a Franco Zazzaro, perchè anche quest’ultimo è stato danneggiato dal suo atto, come mai non viene a chiedermi perdono subito anche a me che sono stato l’obbiettivo della sua stolta opera? Se si sente in colpa per quello che ha fatto contro di me, dovrebbe fare così, ma ecco che Sangiovanni mi fa sapere che lo farà a condizione che io chieda perdono ai fratelli che avrei offeso, infatti dice: ‘In cambio Butindaro dovrà chiedere perdono a tutti i fratelli che ha offeso sulla sua bacheca solo per sentito dire’. Evidentemente Sangiovanni non conosce l’insegnamento di Cristo, che non prevede affatto quello che dice lui. Perchè ammesso e non concesso che io abbia offeso dei fratelli, da nessuna parte nella Bibbia è scritto che chi commette un torto contro di me, mi dice che mi verrà a chiedere perdono a condizione che io chieda perdono a delle persone che ho offeso. Semplicemente assurdo. Pare di sentire parlare pagani che non conoscono Dio, anzi persone peggiori di molti pagani.
Qui le cose sono due: o questo tizio non si è affatto pentito di quello che ha fatto contro di me e non è quindi pronto a chiedermi perdono, o se si è pentito non vuole chiedermi perdono, perchè loro sanno perfettamente che non accetterò mai di fare quello che loro mi suggeriscono di fare (‘In cambio Butindaro dovrà chiedere perdono a tutti i fratelli che ha offeso sulla sua bacheca solo per sentito dire. Lo potrà fare in due modi: in privato, chiamandoli uno alla volta oppure pubblicamente sulla sua bacheca’) perchè è come se qualcuno avesse chiesto a Paolo di chiedere perdono ai Galati per averli chiamati insensati, o ai falsi apostoli che c’erano nella Chiesa di Corinto per averli chiamati operai fraudolenti. Io non ho offeso nessuno, ma ho solo confutato e ripreso severamente mediante le Scritture delle chiese e dei predicatori per le loro false dottrine e per i loro scandali, che ho provato con dei fatti. Semmai sono loro che mi devono chiedere perdono pubblicamente per tutti gli insulti che mi hanno lanciato e mi continuano a lanciare.
Inoltre, Sangiovanni ci fa sapere: ‘L’autore di questa pagina mi ha assicurato che svelerà la sua identità se questo accadrà’.
Questo conferma che lui è in contatto privato con l’autore di questa pagina, e se questo gli ha assicurato che svelerà la sua identità se io chiederò perdono ciò vuol dire che esiste una certa confidenza tra i due. Per ricevere una tale assicurazione da questo codardo e diffamatore, evidentemente si sono messi d’accordo. Dunque hanno parlato tra di loro, e sono arrivati a formulare questo piano diabolico, perchè di questo si tratta. Altro che soluzione bella e cristiana! Ma poi io dico: ‘Come ha potuto Sangiovanni mettersi d’accordo con questo anonimo oltraggiatore (che si dice Cristiano) che ha fondato la pagina di ‘Tutela …’, su una cosa del genere, quando invece la Bibbia dice che non ci dobbiamo mettere con alcuno che chiamandosi fratello sia un oltraggiatore (1 Corinzi 5:11)? Invece di prendere le distanze da questo essere malvagio, ed ammonirlo severamente per i suoi continui oltraggi e scherni contro tanti fratelli, va a concertarsi con lui per cercare di costringermi a fare quello che loro vogliono, che non è altro che il volere del diavolo che è padre della menzogna! E quindi, come si può vedere, questa sua proposta getta parecchie ombre oscure su lui stesso, perchè da essa emerge una astuta proposta di una sorta di baratto ben formulata – forse fatta a nome di alcuni di quelli che io ho confutato e dei quali pare che l’oltraggiatore fondatore di ‘Tutela …’ ne sia il portavoce. Mi è stato offerto che un mio offensore mi chiederà perdono e che l’oltraggiatore anonimo rivelerà la sua identità, in cambio del mio chiedere perdono a coloro che ho confutato!! Che agire da insensati! D’altronde qui abbiamo a che fare con persone che agiscono con l’astuzia e la malvagità del serpente antico e quindi ci si può aspettare di tutto.
Quindi, per ricapitolare, questo insensato messaggio di Enrico Sangiovanni ha il preciso obbiettivo di mantenere nascosta l’identità sia del presunto hacker che ha fatto gli screenshot e mi ha pubblicamente deriso e che ha danneggiato l’immagine di Franco Zazzaro, che di quella del diffamatore mascherato che ha creato la pagina ‘Tutela …’. Questo è un esempio di persone disoneste e sleali. Nemmeno tanti pagani si comportano così.
Se costoro, cioè Sangiovanni e i suoi compagni, veramente fossero sinceri, e operassero secondo giustizia e verità, avrebbero subito esortato il presunto hacker a chiedermi perdono senza pormi quelle condizioni irricevibili perchè assurde. Peraltro, agendo in questa maniera, il presunto hacker dimostra di volersi privare del mio perdono (e magari è stato istigato da altri a privarsene). Ma loro evidentemente sono abituati ad agire così. Ma porteranno la pena della loro stoltezza.

4) Negli screenshot della mia pagina fatti con l’account di Franco Zazzaro, c’è un particolare di non poco conto che è questo, e cioè che in uno si vede una pagina aperta nel suo browser in cui si legge ASUS, che è una nota marca di una azienda che produce computer e materiale informatico; e nell’altro si legge ASUS nelle ricerche.

E a Sangiovanni piace proprio anche questa marca di computer, come si può vedere da questo screenshot.

Conclusione

E’ evidente che in questa faccenda, Enrico Sangiovanni sia implicato, e che fino a prova contraria, chi ha fatto quegli screenshot è proprio lui.
Perchè dico ‘fino a prova contraria’? Perchè noi saremmo pure disposti a credere che non è stato lui a entrare nell’account di Franco Zazzaro e a fare quegli screenshot, ma solo dinnanzi a delle prove inconfutabili e inequivocabili (tra cui ci sono l’identità del presunto hacker, la possibilità per me di parlarci personalmente, e il resoconto dettagliato di come sono riusciti a scoprirlo).
Dinnanzi a tale prove, e solo allora, Sangiovanni sarebbe scagionato, ma fino a quando non ci saranno date queste prove, l’indiziato numero uno rimane proprio lui, perchè abbiamo dimostrato che comunque lui aveva i dati di accesso all’account di Franco Zazzaro, e quindi abbiamo buone ragioni di credere che sia proprio lui ad avere scattato quegli screenshot e averli pubblicati da amministratore sulla pagina di Tutela.
E a tale proposito, vi ricordo che per essere amministratori di una pagina come quella di ‘Tutela ….’, se non si è il fondatore della Pagina, bisogna avere l’approvazione del fondatore, e quindi una volta entrati come amici della Pagina Tutela bisogna fare richiesta al fondatore di entrare a far parte degli amministratori, il che significa che si è d’accordo con il contenuto di quella pagina e si vuole contribuire a portarne avanti l’opera. Ora considerando che la pagina di ‘Tutela …’ è stata creata da un codardo diffamatore, che si fa beffe di una parte della fratellanza, e questo lo possono vedere tutti, si può capire che tipo di persona può essere chi chiede di essere fatto amministratore di essa. In altre parole, chi richiede di entrare a far parte di ‘Tutela ….’ dimostra di essere esattamente malvagio come il fondatore di ‘Tutela …’. Non si può dire altrimenti, perchè le cose stanno così.
Un’ultima parola rivolta all’unico indiziato, cioè a Sangiovanni: se hai veramente interesse a chiarire questa faccenda perchè sei innocente e non colpevole di niente, non avrai problemi a scagionarti fornendoci le prove che ti scagionano, e non solo per scagionare te, ma anche per scagionare Franco Zazzaro che comunque è rimasto invischiato in questa brutta faccenda. Ma se non lo farai, noi prenderemo questo tuo rifiuto come l’ennesima prova che dimostra che in effetti sei tu quello che è entrato nell’account di Franco Zazzaro ed ha fatto quegli screenshot che poi ha pubblicato su ‘Tutela …’ da amministratore di ‘Tutela …’.

Sappi che noi desideriamo che la verità emerga, e quindi non vogliamo agire con slealtà partendo dal presupposto che tu sei il colpevole o che devi essere per forza di cose il colpevole, perchè vogliamo pure ammettere l’eventualità che pur essendo stato tu il creatore dell’account di Zazzaro, per svariati motivi non sei tu l’autore di quegli screenshot. Ma se sei innocente, devi dimostrarlo pubblicamente raccontando le cose come sono esattamente andate sin dal principio e facendo il nome del responsabile di ciò.
Ho visto peraltro che il vostro cosiddetto hacker ha tolto dalla pagina di ‘Tutela …’ solo uno degli screenshot fatti con l’account di Zazzaro, perchè l’altro lo ha lasciato, come puoi vedere da te stesso.

Ma non avevi scritto: ‘Abbiamo trovato l’hacker che ha realizzato lo screen shot con la bacheca di Zazzaro, ha confessato e chiesto perdono e ci ha assicurato che non lo farà più …’?
Che strano pentimento! Sembra un pentimento a metà, perchè ha tolto solo uno degli screenshot fatti con l’account di Zazzaro! Questo prova che non ci si può proprio fidare di queste assicurazioni che ci fai sapere!
Ed infine una parola anche per Franco Zazzaro. Nel mio precedente articolo ti avevo detto – facendo mie le parole del fratello Nicola Iannazzo – quanto segue: ‘ ‘Hai detto (parole tue) che vuoi: “prendere le giuste contromisure contro qualsiasi attacco al mio facebook da parte di hacker di qualsiasi provenienza. Inoltre sto valutando provvedimenti per salvaguardare la mia reputazioni da queste azioni subdole.”
Sono perfettamente d’accordo con te, voglio credere alla tua buona fede e perciò fai benissimo ad agire così.
Allora se proprio vuoi “salvaguardare la tua reputazione da azioni subdole”, non devi perdere tempo ed agire IMMEDIATAMENTE.
A questo punto devi inoltrare a Facebook un messaggio in cui dichiari che il tuo account è stato manomesso da ignoti e che degli screenshot siano stati fatti tramite il tuo pc e pubblicati dall’amministratore di questo profilo facebook: https://www.facebook.com/pages/Tutela-sulla-diffamazione-verso-i-ministri-di-Dio/106107679449327.
In questo modo facebook chiuderà questa pagina che, pubblicando due schermate prese dal tuo pc, sta infangando la tua immagine!
Questo lo puoi fare, è un tuo preciso diritto.
Ricordo infatti che tempo addietro alcuni fratelli, tra cui il sottoscritto, fummo vittime da parte di un profilo che si chiamava: “Butindaro Circus Group Spettacoli virtuali”. Il quale pubblicava foto dalle nostre bacheche senza il nostro consenso.
Ognuno dei fratelli e sorelle vittime di questo abuso inviarono dei messaggi a facebook allegando i vari link delle foto prese indebitamente dai nostri profili (con tanto di commenti pieni di insulti) e pubblicate su quel profilo contro la nostra volontà.
In pochi giorni quel profilo fu chiuso.
Lo stesso puoi fare tu, e questa sarà la prova che non hai nulla a che fare col profilo di “Tutela” ma bensì ne sei vittima.
Una volta fatto ciò, pubblica sulla tua bacheca la schermata della lettera che hai inviato a facebook, affinchè tutti sappiano che prendi PUBBLICAMENTE le distanze da chi ha infangato la tua reputazione . Così che anche noi possiamo vedere che dici il vero.
Questo è l’indirizzo email a cui scrivere per la violazione della tua privacy: privacy@facebook.com
Questo è l’indirizzo email a cui scrivere per avvertire su comportamenti offensivi nei tuoi confronti: abuse@facebook.com’.
Vedo però che invece che cercar di far chiudere l’infame pagina di ‘Tutela …’, hai fatto chiudere il tuo account.

Rimango meravigliato per ciò, perchè essendo tu stato danneggiato pesantemente da uno degli amministratori di quella infame pagina, avevi tutto il diritto di far sapere la cosa a Facebook. E poi, in questa maniera avresti preso le difese di coloro che da questa pagina vengono continuamente insultati e derisi senza ragione. Ma evidentemente a te non fa nè caldo nè freddo se altri fratelli si prendono tutti quegli insulti e scherni. E poi suppongo che questo presunto hacker sia un tuo amico, e quindi si capisce tutto. Sei dunque anche tu da biasimare: sappilo.

Chi ha orecchi da udire oda

Giacinto Butindaro

Roma, l’11 Novembre 2011

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/11/11/enrico-sangiovanni-e-laccount-facebook-di-franco-zazzaro/