Lo Spirito, il soffio dell’Onnipotente

È scritto che ‘nell’uomo, quel che lo rende intelligente è lo spirito, è il soffio dell’Onnipotente.’ (Giobbe 32:8) Quindi sono in dovere di ringraziare il Signore, poiché se in me risiede della intelligenza spirituale, è perché​ Egli ha voluto darmi del Suo Spirito, e non solo, sono in dovere di ringraziarlo soprattutto perché riconosco che ‘lo spirito di Dio mi ha creato, e il soffio dell’Onnipotente mi dà la vita.’ (Giobbe 33:4) Se sono vivo dunque è perché lo Spirito, il soffio dell’Onnipotente, mi ha dato la vita. Si, ho vita eterna perché sono nato dallo Spirito, poiché avendo creduto in Gesù Cristo, il Figliuolo di Dio, sono nato da Dio. Egli ha voluto crearmi non solo una prima, ma anche una seconda volta, facendo di me una nuova creatura (cfr. 2Corinzi 5:17; Galati 6:15), e dandomi così il diritto di diventare un figliuolo di Dio (cfr. Giovanni 1:12-13). Dico che Egli ha voluto, perché ‘il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né d’onde viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito.’ (Giovanni 3:8) Poiché ‘come tu non conosci la via del vento, né come si formino le ossa in seno alla donna incinta, così non conosci l’opera di Dio, che fa tutto.’ (Ecclesiaste 11:5) Così dunque sia l’essere stato creato e formato nel seno di mia madre una prima volta, e sia l’essere nato dall’alto una seconda volta, è dipeso non dalla mia volontà, ma dalla volontà di Dio, che opera tutte le cose secondo il consiglio della propria volontà. A Dio dunque, solo savio, che nella sua infinita misericordia, per mezzo della Sua Parola, Gesù, e per mezzo del Suo soffio, lo Spirito, ha voluto farmi nascere dall’alto, e darmi così vita eterna, siano onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Salvatore Larizza

Certa è questa parola e degna d’essere pienamente accettata

Cosi scrisse l’apostolo Paolo al suo vero figliuolo in fede Timoteo : ‘Certa è questa parola e degna d’essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo.’ (1Timoteo 1:15) Gesù dunque è venuto nel mondo per salvare i peccatori, poiché Egli non è venuto in questo mondo per giudicare il mondo ma per salvarlo. Ed Egli è l’unico che può farlo, poiché ‘in nessun altro è la salvezza’ (cfr. Atti 4:12), solo in Lui v’è la remissione dei peccati e la vita eterna. Ravvediti dunque e credi in Lui e sarai salvato. Ti sentirai con una pace nel cuore che il mondo non ti ha saputo dare, avrai la consapevolezza di essere divenuto un figliuolo di Dio, amato da Dio, e avrai la certezza di avere la vita eterna. Non avrai più l’ira di Dio sopra il tuo capo, ma avrai la sua benedizione. La morte non ti farà più paura, perché saprai che quando ti dipartirai da questo corpo andrai ad abitare con il Signore nel cielo. Non indugiare più, ora è il tempo accettevole, ora è il tempo della salvezza. Devi sapere che un giorno il Signore Gesù tornerà nel mondo una seconda volta, questa volta però non verrà più per salvare il mondo ma per giudicarlo; e allora per te sarà troppo tardi, non avrai più alcuna possibilità. Non ti illudere : ‘Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra lui.’ (Giovanni 3:36)

Salvatore Larizza

Colui che è gradito a Dio

vitaChi è colui che Dio gradisce? Iddio gradisce colui che ha la fede. Solo colui che ha la fede? Si. Perché? Perché senza la fede è impossibile piacerGli. (cfr. Ebrei 11:6; Romani 8:8) E se uno smette di avere fede in Lui? Iddio smette di gradirlo. (cfr. Ebrei 10:38)

Colui che ha la fede in Gesù, viene gradito da Dio perchè viene giustificato e quindi dichiarato GIUSTO, comincia ad avere comunione con Dio e quindi diventa un AMICO DI DIO, viene santificato e quindi dichiarato SANTO, nasce dall’alto d’acqua e di Spirito e quindi acquisisce il diritto di essere chiamato FIGLIUOLO DI DIO, viene liberato dalla schiavitù del peccato, che lo teneva prigioniero, e dunque diventa LIBERO!

Chi ha la fede in Gesù, essendo che viene vivificato, ha VITA ETERNA!

Colui invece che non ha la fede in Gesù, non viene da Lui gradito perché è un INGIUSTO, un NEMICO DI DIO e quindi l’ira di Dio resta sopra lui. Essendo un PECCATORE e non avendo ricevuto la nuova nascita continuerà ad essere chiamato FIGLIUOLO D’IRA e avendo ancora le funi del peccato attorno a sé continuerà ad essere SCHIAVO DEL PECCATO!

Chi non ha la fede in Gesù, essendo morto spiritualmente, NON VEDRA’ LA VITA!

Se desideri dunque essere gradito a Dio e ottenere pace con Lui devi credere in Gesù Cristo.

Se invece prendi piacere a contrastare Iddio e la Sua volontà, a motivo del tuo cuore caparbio e malvagio, e non ti curi affatto di piacere a Dio, sappi che ti aspetta un tormento eterno, un tormento dal quale vorrai scampare ma non potrai.

Ora sai cosa fare, io son netto del tuo sangue.

 

Salvatore Larizza

Consapevolezza del proprio stato di grazia, e dell’eventuale possibilità di scadere da esso

SALVEZZA E TIMOREFratelli, l’apostolo Paolo non era forse consapevole del fatto che Dio lo avesse SCELTO e appartato per l’evangelo fin dal seno di sua madre e che fosse stato da Lui chiamato (cfr. Galati 1:15-16)? E non era forse consapevole del fatto che egli ricevette misericordia da parte di Dio (cfr. 1Timoteo 1:12-14)? Si che lo era, le Scritture ce lo attestano. Ma le Scritture ci attestano altresì che l’apostolo Paolo, benchè avesse piena certezza di tutto ciò, disse pure a Timoteo queste parole : ‘se lo rinnegheremo, anch’egli ci rinnegherà’ (2Timoteo 2:13). Ora, se l’apostolo Paolo non credeva affatto che questa possibilità di rinnegare il Signore potesse giammai avverarsi nella sua vita, perchè l’ha scritto? Perchè ha scritto a Timoteo quelle parole includendosi anche lui in questa eventuale possibilità? Se egli non credeva affatto che potesse accadergli mai una simile cosa, voi pensate che la sua esortazione avrebbe avuto un senso? E Timoteo quando ricevette queste sue parole, cosa pensò? Forse che Paolo era fuori di senno? Oh, no fratelli, Timoteo ha ben compreso quelle parole di Paolo, perché anche lui era ben consapevole, come Paolo, che una simile cosa poteva avverarsi anche nella loro vita. Ora, dico io a coloro che continuano ad affermare che non è affatto possibile che una persona, che sia stata salvata veramente dal Signore, non possa mai arrivare a rinnegare il Signore e ad essere cosi da Lui rinnegato; dico, ma non avrebbe dovuto dire Paolo a Timoteo : ‘chi lo rinnegherà, sarà da Lui rinnegato’? O meglio ancora, non avrebbe dovuto dire ‘chi lo rinnegherà e perchè non l’ha mai conosciuto’? O ancora ‘noi non è possibile che lo rinnegheremo, ma sappi che ci saranno coloro che lo faranno’? Non pensate voi che se l’apostolo Paolo, non avesse creduto veramente che ci potesse essere questa possibilità, avrebbe di conseguenza parlato diversamente? E lo stesso discorso vale anche per lo scrittore agli Ebrei quando dice ‘se pecchiamo volontariamente’ (cfr. Ebrei 10:26). Riflettete fratelli, ma voi pensate che una persona, consapevole della propria elezione in Cristo e quindi del proprio stato di grazia, e altresi consapevole che non sia possibile mai scadere da quello stato; avrebbe giammai parlato in questa maniera? E ora, mi rivolgo a voi che state leggendo, e che siete tra coloro che avete sperimentato la grazia di Dio e che siete persuasi che il vostro nome sia scritto nei cieli : ‘Se oggi voi doveste scrivere delle epistole ai santi, scrivereste loro le medesime parole che scrissero allora gli apostoli, includendovi anche VOI, come fecero loro, in questa eventuale possibilità di ‘rinnegare il Signore’ o di ‘peccare volontariamente’, dopo averlo conosciuto VERAMENTE?’ Prima di rispondere, vi ricordo che l’apostolo Paolo scrisse ai santi di Corinto queste parole : ‘Ma siccome abbiam lo stesso spirito di fede, ch’è in quella parola della Scrittura: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo, e perciò anche parliamo’ (2Corinzi 4:13); quindi sappiate che l’apostolo Paolo non parlava affatto tanto per dire; ma ciò che Egli diceva, per iscritto o a voce, LO CREDEVA!

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta.

Salvatore Larizza

Andiamo avanti con Gesù

bambini assiemeQuando Dio ci toglie un compagno di viaggio, dobbiamo armarci di questo pensiero, che dobbiamo andare avanti con Gesù anche senza di lui. Certo la tristezza è grande nel non vedere più con noi qualcuno che amava e temeva Dio, e combatteva assieme a noi per la fede, ma la vita è fatta anche di questi momenti di grande tristezza. Ma Dio nella Sua fedeltà ci consola in questi momenti così difficili, e una delle maniere in cui lo fa è ricordandoci che chi non è più con noi qui sulla terra a combattere per la fede, è con Gesù Cristo in cielo dove si riposa dalle sue fatiche e loda e glorifica il Signore Gesù mirandolo nella Sua bellezza, in attesa della resurrezione quando la morte sarà sommersa nella vittoria. A Dio, che ci consola in ogni nostra afflizione, sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2015/08/10/andiamo-avanti-con-gesu/

Anche agli Ebrei bisogna predicare Cristo e Lui crocifisso

ebrei-vangeloAnche agli Ebrei bisogna predicare Cristo e Lui crocifisso, esortandoli a ravvedersi e a credere in Gesù Cristo per ottenere la remissione dei peccati e la vita eterna, perché anch’essi sono sotto il peccato e sulla via della perdizione. Ricordatevi infatti che l’apostolo Paolo – che era Ebreo di nascita e fu costituito dal Signore apostolo dei Gentili – scongiurava anche i Giudei “a ravvedersi dinanzi a Dio e a credere nel Signor nostro Gesù Cristo” (Atti 20:21). D’altronde Gesù stesso, che era Ebreo di nascita secondo la carne, disse ai Giudei: “Ravvedetevi e credete all’evangelo” (Marco 1:15) ed anche: “Se non credete che sono io (il Cristo), morrete nei vostri peccati” (Giovanni 8:24), per cui il messaggio degli apostoli non poteva essere differente dal Suo.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/10/13/anche-agli-ebrei-bisogna-predicare-cristo-e-lui-crocifisso/

Gesù disse ai suoi: ‘Dimorate in me, e io dimorerò in voi.’ (Giovanni 15:4)

ciclo-vitale-vite-668x501Gesù disse queste parole agli 11 prima di essere dato in man de’ peccatori per essere ucciso, poichè vi ricordo che già Giuda non era più presente quando Gesù disse queste parole, :

‘Io son la vite, VOI siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; cotesti tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano. Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto.’ (Giovanni 15:5-7)

E difatti che disse l’apostolo Paolo ai santificati in Cristo Gesù che si trovavano a Corinto? Egli disse loro : ‘Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il regno di Dio. (1Corinzi 6:9b-10) E che disse sempre Paolo a quanti erano in Roma amati da Dio? Egli disse loro : ‘tu sussisti per la fede; non t’insuperbire, ma temi. Perché se Dio non ha risparmiato i rami naturali, non risparmierà neppur te. Vedi dunque la benignità e la severità di Dio; la severità verso quelli che son caduti; ma verso te la benignità di Dio, se pur tu perseveri nella sua benignità; altrimenti, anche tu sarai reciso.’ (Romani 11:20-22) Vedete a CHI sono rivolte queste affermazioni? CHI sono i destinatari?

E potrei continuare con lo scrittore agli Ebrei, l’apostolo Pietro, l’apostolo Giovanni e anche con Giacomo il fratello del Signore e citare ancora altri passaggi dagli evangeli e dal libro degli Atti, dall’Apocalisse, e infine anche dall’Antico Testamento. La Bibbia fratelli è piena di queste VERACI esortazioni rivolte ai santi, ai credenti, ai rigenerati, ai santificati, a coloro cioè che sussistono a motivo di una fede VERA. A volte rimango veramente meravigliato come taluni ancora persistano a non vederli in maniera cosi chiara. Ora però, voglio parlare di quei passi che prendono costoro a sostegno della loro fallace tesi, per farvi comprendere, con l’aiuto del Signore, come entrambe le prospettive si completino l’un l’altra e non si contraddicano affatto. In maniera particolare di queste parole di Gesù : ‘Le mie pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco, ed esse mi seguono; e io do loro la vita eterna, e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti; e nessuno può rapirle di mano al Padre.’ (Giovanni 10:27-29) Ora, fratelli voglio che sappiate che anche queste parole di Gesù sono VERACI e quindi vanno anch’esse proclamate, e questo perché dobbiamo amare e credere a TUTTO ciò che è scritto nella Parola di Dio e non solo a quello che fa comodo a noi. Dunque qui viene detto che coloro che il Padre dà di andare a Cristo, si mettono al seguito di Cristo e ricevono vita eterna. Costoro dunque sono coloro che sono stati salvati a motivo della loro fede, e viene detto di loro che non periranno mai e che nessuno li potrà rapire dalla mano del Signore. Per spiegare queste parole vorrei prendere due passaggi della Scrittura molto chiari che facciano comprendere appieno quello che voglio dirvi. Allora per cominciare voglio citarvi delle parole di Gesù, trascritte sempre nell’evangelo di Giovanni, durante una preghiera che Egli innalzò all’Iddio e Padre Suo, e sono queste : ‘Padre, l’ora è venuta; glorifica il tuo Figliuolo, affinché il Figliuolo glorifichi te, poiché gli hai data potestà sopra ogni carne, onde egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dato. E questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu m’hai data a fare. Ed ora, o Padre, glorificami tu presso te stesso della gloria che avevo presso di te avanti che il mondo fosse. Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu m’hai dati dal mondo; erano tuoi, e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola. Ora hanno conosciuto che tutte le cose che tu m’hai date, vengon da te; poiché le parole che tu mi hai date, le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute, e hanno veramente conosciuto ch’io son proceduto da te, e hanno creduto che tu m’hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu m’hai dato, perché son tuoi; e tutte le cose mie son tue, e le cose tue son mie; ed io son glorificato in loro. E io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, essi che tu m’hai dati, affinché siano uno, come noi. Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e niuno di loro è perito, tranne il figliuol di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta.’ (Giovanni 17:1-12) Ora vorrei che prestiate particolare attenzione alle parole : ‘hanno veramente conosciuto ch’io son proceduto da te e hanno creduto che tu m’hai mandato’ e anche a queste altre : ‘quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e niuno di loro è perito, tranne il figliuol di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta’. Ora, alla luce di queste Scritture possiamo affermare, senza paura di essere smentiti, che Giuda era tra coloro che il Padre aveva dato a Gesù, che era custodito da Gesù, che aveva VERAMENTE conosciuto Gesù e che egli aveva CREDUTO in Lui, ma anche che la fine sua è stata la perdizione, difatti viene chiamato ‘figliuolo della perdizione’. E vi ricordo pure che dopo queste parole, che furon pronunciate da Gesù prima del suo arresto, a coloro che gli andarono incontro per arrestarlo, Egli disse loro : ‘Egli dunque domandò loro di nuovo: Chi cercate? Ed essi dissero: Gesù il Nazareno. Gesù rispose: V’ho detto che son io; se dunque cercate me, lasciate andar questi. E ciò affinché s’adempisse la parola ch’egli avea detta: Di quelli che tu m’hai dato, non ne ho perduto alcuno.’ (Giovanni 18:7-9). Vedete come è scritto : ‘E ciò affinché s’adempisse la parola ch’egli avea detta: Di quelli che tu m’hai dato, non ne ho perduto alcuno’?; quindi quantunque Gesù avesse pregato poco prima che nessuno di coloro che il Padre gli avesse dato fosse perito, TRANNE appunto Giuda affinché la Scrittura fosse adempiuta, eppure subito dopo viene confermata comunque la Scrittura con ‘non ne ho perduto alcuno.’ Detto questo voglio citarvi il secondo passaggio per farvi comprendere come anche coloro che son nella mano del Signore, quantunque non sia possibile che qualcuno possa rapirli dalla mano dell’Eterno, eppure possono essere da Lui VOMITATI. E’ scritto nel libro dell’Apocalisse, che le sette stelle che vide Giovanni fossero i sette angeli delle sette chiese, ed è scritto anche che essi stavano nella Sua man destra (Apocalisse 1:16-20). A costoro il Signore Gesù fece indirizzare delle lettere. E a proposito dell’angelo della chiesa di Laodicea, è scritto : ‘Così, perché sei tiepido, e non sei né freddo, né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca.’ (Apocalisse 3:16) Quindi quantunque quest’uomo fosse nella man destra del Signore, il Signore comunque gli rivolse quelle dure parole. Fratelli amati nel Signore, ritornando ora al testo iniziale, voglio farvi queste due domande. Ma non è possibile affermare che coloro che il Padre ha dato a Gesù e che credono in Lui ‘non periranno mai’, TRANNE i figliuoli di maledizione (cfr. 2Pietro 2:14), che avranno rinnegato il Signore che li aveva riscattati, affinché la Scrittura fosse adempiuta?

Voi direte quale Scrittura? Questa :

Ancora un brevissimo tempo, e colui che ha da venire verrà e non tarderà;  ma il mio giusto vivrà per fede; e se si trae indietro, l’anima mia non lo gradisce.’ (Ebrei 10:37-38)

E non si può altresì dire che nessuno può rapire i santi dalla mano dell’Eterno, e che né il diavolo, né i suoi angeli né alcun’altra creatura siano in grado di separarci da Lui, ma che i tiepidi eppure Egli li vomiterà dalla Sua bocca?

Certo che lo si può dire, anzi LO SI DEVE DIRE!

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti. State sani.

 

Salvatore Larizza

CORRIAMO CON PERSEVERANZA, AL FINE DI OTTENERE LA VITA ETERNA

Marathon runners-Finishing lineL’apostolo Paolo ai santi della Galazia scrisse loro queste dure parole di riprensione :

‘Siete voi così insensati? Dopo aver cominciato con lo Spirito, volete ora raggiungere la perfezione con la carne?’ (Galati 3:3) e ancora ‘Talché tu non sei più servo, ma FIGLIUOLO; e se sei figliuolo, sei anche erede per grazia di Dio. In quel tempo, è vero, non avendo conoscenza di Dio, voi avete servito a quelli che per natura non sono dèi; MA ORA che avete conosciuto Dio, o piuttosto che siete stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e poveri elementi, ai quali volete di bel nuovo ricominciare a servire?’ (Galati 4:7-9) e ancora ‘Voi che volete esser giustificati per la legge, avete rinunziato a Cristo; siete SCADUTI DALLA GRAZIA. Poiché, quanto a noi, è in ispirito, per fede, che aspettiamo la speranza della giustizia. Infatti, in Cristo Gesù, né la circoncisione né l’incirconcisione hanno valore alcuno; QUEL CHE VALE E’ LA FEDE operante per mezzo dell’amore. Voi CORREVATE BENE; chi vi ha fermati perché non ubbidiate alla verità? Una tal persuasione non viene da Colui che vi chiama. Un po’ di lievito fa lievitare tutta la pasta.’ (Galati 5:4-9)

Quindi c’è stato un tempo in cui i santi della Galazia correvano bene (con la fede nel figliuolo di Dio e quindi con la grazia di Dio), ma successivamente sono stati fermati a motivo della loro incredulità. Avevano dunque cominciato bene (grazia) con lo Spirito, ma volevano ora raggiungere la perfezione con la carne (opere). E per questa ragione l’apostolo Paolo li ammonì severamente. E non solo, ma anche ai santi di Corinto, scrisse loro queste parole : ‘Non sapete voi che coloro i quali corrono nello stadio, CORRONO BEN TUTTI, MA uno solo ottiene il premio? CORRETE in modo da riportarlo.’ (1Corinzi 9:24) Bisogna correre quindi fratelli in un determinato modo per riportare il premio. Non basta dunque iniziare a correre ma bisogna perseverare nella corsa, e l’unico modo per farlo è continuando ad avere la FEDE nel figliuolo di Dio, fino alla fine. Si fratelli perché chi non avrà perseverato nella fede sino alla fine non otterrà punto il premio (la corona incorruttibile). E questo perché noi siamo VINCITORI a motivo della fede preziosa che abbiamo ottenuto in Cristo Gesù, e faremo bene a serbare questa fede tutti i giorni della nostra vita, al fine di rimanere dei vincitori e ottenere cosi il premio. A tal riguardo, non voglio che ignoriate di come gran parte degli Israeliti, quantunque inizialmente bevvero alla roccia che è Cristo, furono eppure successivamente atterrati nel deserto a motivo della loro incredulità; anzi faremo bene a ricordarci che ‘queste cose avvennero loro per servire d’esempio, e sono state scritte per ammonizione di noi, che ci troviamo agli ultimi termini dei tempi.’ (1Corinzi 10:11) Quindi fratelli cari e amati dal Signore, corriamo in modo CERTO, anzi, trattiamo duramente il nostro corpo e riduciamolo in schiavitù, che talora, dopo aver predicato agli altri, noi stessi non siamo riprovati (cfr. 1Corinzi 9:26-27) e ‘deposto ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, corriamo con perseveranza l’arringo che ci sta dinanzi, riguardando a Gesù, duce e perfetto esempio di fede, il quale per la gioia che gli era posta dinanzi sopportò la croce sprezzando il vituperio, e s’è posto a sedere alla destra del trono di Dio. Poiché, considerate colui che sostenne una tale opposizione dei peccatori contro a sé, onde non abbiate a stancarvi, perdendovi d’animo. (Ebrei 12:1b-3) sapendo che ‘se uno lotta come atleta non è coronato, se non ha lottato secondo le leggi.’ (2Timoteo 2:5)

Altresì togliamo dalla nostra vita alcun vanto in merito alla nostra salvezza; sapendo che Egli, cioè Iddio, ci ha generati di Sua volontà e che Egli stesso ci manterrà in piedi per la Sua forza. Questo perchè Iddio resta SOVRANO sopra ogni cosa e sopra ogni via d’uomo; e noi altresì responsabili delle nostre azioni. Corriamo dunque con perseveranza, ma con la forza e l’aiuto che ci viene, non da noi ma dal Signore.

‘Or a Colui che è potente da preservarvi da ogni caduta e da farvi comparire davanti alla sua gloria irreprensibili, con giubilo, all’Iddio unico, Salvator nostro per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, siano gloria, maestà, forza e potestà, da ogni eternità, ora e per tutti i secoli. Amen.’ (Giuda 24-25)

 

Salvatore Larizza

O morte, dov’è la tua vittoria? O morte, dov’è il tuo dardo?

‘Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miserabili di tutti gli uomini’ (1Corinzi 15:19)
‘O morte, dov’è la tua vittoria? O morte, dov’è il tuo dardo? Or il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge; ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo. Perciò fratelli miei diletti, state saldi, incrollabili, abbondanti sempre nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore’ (1Corinzi 15:55-58)

Il Cristiano non ha paura di morire

Il Cristiano non ha paura di morire perché sa che quando morirà andrà in cielo con il Signore.

La morte infatti per il Cristiano costituisce la fine della vita fisica, della vita corporale, e segna l’inizio di una vita nettamente migliore nei luoghi celesti con Cristo perché egli cessa di soffrire, di piangere, di sperimentare necessità di vario genere ed entra nella pace, nel riposo di Dio, nella gloria celeste. Come fa una persona del genere ad avere paura della morte? Anzi, piuttosto una tale persona avrà il desiderio di partire da questo corpo per essere con Gesù Cristo in cielo. Non era forse questo il desiderio dell’apostolo Paolo? Ascolta le sue parole: “Ho il desiderio di partire e d’esser con Cristo, perché è cosa di gran lunga migliore” (Fil. 1:23); “Siamo pieni di fiducia e abbiamo molto più caro di partire dal corpo e d’abitare col Signore” (2 Cor. 5:8). Un vero Cristiano dunque ha la certezza che quando morirà passerà a una vita nettamente migliore e per questo desidera dipartirsi dalla sua tenda.

Ma nel mondo esistono pure falsi Cristiani, cioè persone che dicono di essere Cristiani ma in realtà non lo sono ancora diventati perché non hanno ancora sperimentato la nuova nascita. Sono magari anche religiosi, dicono di credere, ma in loro manca la vita di Dio: sono ancora morti nei loro falli. E qui non mi riferisco solo ai Cattolici Romani o agli Ortodossi, ma anche a tanti Protestanti non importa se Battisti, Valdesi, Metodisti o Pentecostali.

“Chi crede in me ha vita eterna” (Giov. 6:48 Diod.), disse Gesù; se dunque uno ha veramente creduto nel Signore ha la certezza di possedere la vita eterna e quindi la certezza che quando morirà andrà in cielo con il Signore. Se invece uno dice sì con la bocca di credere ma in realtà non ha creduto con il suo cuore, non può avere la vita eterna e non ha la certezza che il Signore lo salverà nel suo regno celeste nel momento del suo trapasso. E’ quindi comprensibile che una tale persona tremi al solo pensiero della morte perché sa di non essere salvato e quindi ha paura di ciò che l’aspetta a prescindere che creda che esista o non esista un inferno.

Se quindi tu sei tra questi cosiddetti Cristiani, ti esorto a pentirti immediatamente dei tuoi peccati e a confessarli al Signore, e a credere con il tuo cuore che Gesù Cristo è il Figlio di Dio morto sulla croce per i nostri peccati e risuscitato per la nostra giustificazione. Quando farai ciò, sentirai la pace e la gioia del Signore inondare il tuo essere perché riceverai il perdono dei tuoi peccati e con esso la VITA ETERNA. Allora e solo allora scomparirà da te la paura della morte.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/02/il-cristiano-non-ha-paura-di-morire/