Lo avete mai detto?

uomo-camminaAvete mai detto dopo che vi è accaduto qualcosa di bello in un preciso luogo e momento che non avevate minimamente pensato o immaginato che potesse accadervi: ‘Non avrei dovuto trovarmi lì in quel momento, ma ero proprio lì per questa o quest’altra ragione’? E avete mai detto dopo che in un preciso luogo e momento è accaduto qualcosa di brutto che non avevate minimamente pensato o immaginato che potesse accadere: ‘Avrei dovuto trovarmi lì in quel momento, ma non c’ero per questa o quest’altra ragione’? Se la risposta è ‘sì’, state confermando che “che la via dell’uomo non è in suo potere, e che non è in poter dell’uomo che cammina il dirigere i suoi passi” (Geremia 10:23), perché i passi dell’uomo li dirige l’Eterno (Proverbi 20:24).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/10/10/lo-avete-mai-detto/

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Meravigliosa grazia

gregge-montagnaFratelli, consideriamo attentamente questa cosa: in questo mondo la stragrande maggioranza degli abitanti della terra (e parliamo di miliardi di persone) sono sotto la potestà delle tenebre e vanno dietro ogni sorta di menzogna generata dal diavolo, e noi discepoli del Signore Gesù Cristo invece – che siamo pochi – siamo sotto la potestà del solo vero Dio e conosciamo la verità, per la grazia di Dio, perché a Lui è piaciuto riscattarci dalla potestà delle tenebre e farci conoscere la verità. Non è questo un motivo per ringraziare del continuo l’Iddio vivente e vero – anche pubblicamente e non solo privatamente – per averci fatto grazia, secondo il beneplacito della Sua volontà, secondo che ha detto Dio: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19)?

Fratelli, ricordiamoci sempre che cosa eravamo un tempo anche noi, perché in questa maniera ci manterremo umili nel cospetto di Dio e saremo del continuo spinti a glorificare Dio per la Sua meravigliosa grazia in Cristo Gesù.

La grazia del nostro Signore Gesù sia con tutti voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/08/13/meravigliosa-grazia/

Il divenire Cristiano

pastore e le sue pecoreUn giorno Paolo, l’apostolo e dottore dei gentili, rivolse al Re Agrippa queste parole : ‘O re Agrippa, credi tu ai profeti? Io so che tu ci credi. E Agrippa disse a Paolo: Per poco non mi persuadi a diventar cristiano. E Paolo: Piacesse a Dio che per poco o per molto, non solamente tu, ma anche tutti quelli che oggi m’ascoltano, diventaste tali, quale sono io, all’infuori di questi legami.’ (Atti 26:27-29) Vorrei che prestaste molta attenzione all’ultima risposta che diede Paolo, in special modo a quel ‘piacesse a Dio’. L’apostolo Paolo era pienamente persuaso che la conversione degli uomini dipendesse non dalla loro volontà ma da Dio; eppure oggi purtroppo, nella loro ignoranza, molti attuali cosiddetti ‘ministri dell’evangelo’ considerano ERESIE tali convinzioni. Già, perchè ci fanno sapere costoro che a Dio piace in ogni caso la conversione degli uomini, semmai, dicono loro, è agli uomini che non piace divenire cristiano! Ma sia ringraziato Iddio che quel giorno davanti a quel Re, a rendere testimonianza dell’Iddio vivente e vero c’era un uomo timorato di Dio chiamato Paolo e non uno di questi presunti ministri dell’evangelo moderni! Ringraziamo di cuore Iddio fratelli per come a Lui è piaciuto farci grazia ed avere cosi misericordia di noi. Proclamiamo ad alta voce che la salvezza appartiene all’Eterno e non facciamoci intimorire dagli uomini! Abbiate piuttosto un santo timore di Cristo! Ricordatevi queste parole del Signore nostro Gesù Cristo :

‘Non temere, o piccol gregge; poiché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno.’  (Luca 12:32)

 

La grazia sia con voi.

 

Salvatore Larizza

Predicazione del 25 Maggio 2011 di Giacinto Butindaro

Credere per diventare predestinati? 

[audio http://www.diretta.lanuovavia.org/c-127-predestinati.mp3]

In difesa della sovranità di Dio (contro l’attacco sferratogli dalle ADI)

Cliccando nell’immagine sottostante potrete leggere l’ultimo libro pubblicato dal fratello Giacinto Butindaro : “In difesa della sovranità di Dio (contro l’attacco sferratogli dalle ADI)

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2011/03/08/in-difesa-della-sovranita-di-dio-contro-lattacco-sferratogli-dalle-adi/

“Se piace al Signore”

Giacomo dice: “Ed ora a voi che dite: Oggi o domani andremo nella tal città e vi staremo un anno, e trafficheremo, e guadagneremo; mentre non sapete quel che avverrà domani! Che cos’è la vita vostra? Poiché siete un vapore che appare per un po’ di tempo e poi svanisce. Invece di dire: Se piace al Signore, saremo in vita e faremo questo o quest’altro. Ma ora vi vantate con le vostre millanterie. Ogni cotal vanto è cattivo. Colui dunque che sa fare il bene, e non lo fa, commette peccato” (Giacomo 4:13-17).

Dunque, fratelli, quando noi parliamo di qualche cosa che abbiamo intenzione di fare nel futuro, dobbiamo ricordarci di dire ‘Se piace al Signore’, e questo perché non sappiamo cosa avverrà domani. Domani potremmo non esserci più sulla terra, e questo perché la nostra vita è nelle mani di Dio, e Lui potrebbe avere deciso di prenderci con sé in gloria proprio in questa notte o tra qualche minuto, e quindi noi non potremmo fare quello che ci eravamo preposti di fare. Ma potrebbe pure accadere, che nonostante saremo in vita, Dio opererà in tale maniera da impedirci di andare in un certo luogo o di fare una certa cosa. Quindi noi potremo fare o questo o quest’altro, domani o dopo domani, solo se piace al Signore.

L’apostolo Paolo, che vi ricordo esortava Timoteo ad attenersi al modello delle sane parole che aveva udito da Lui (2 Timoteo 1:13), parlava proprio in questa maniera in merito al futuro, infatti Luca ha scritto negli Atti: “Come furon giunti ad Efeso, Paolo li lasciò quivi; egli, intanto, entrato nella sinagoga, si pose a discorrere coi Giudei. E pregandolo essi di dimorare da loro più a lungo, non acconsentì; ma dopo aver preso commiato e aver detto che, Dio volendo, sarebbe tornato da loro un’altra volta, salpò da Efeso” (Atti 18:19-21), e Paolo scrisse nell’epistola ai Romani: “Quando dunque avrò compiuto questo servizio e consegnato questo frutto, andrò in Ispagna passando da voi; e so che, recandomi da voi, verrò con la pienezza delle benedizioni di Cristo. Ora, fratelli, io v’esorto, per il Signor nostro Gesù Cristo e per la carità dello Spirito, a combatter meco nelle vostre preghiere a Dio per me, affinché io sia liberato dai disubbidienti di Giudea, e la sovvenzione che porto a Gerusalemme sia accettevole ai santi, in modo che, se piace a Dio, io possa recarmi da voi con allegrezza e possa con voi ricrearmi” (Romani 15:28-32), e nella prima epistola ai Corinzi: “Perché, questa volta, io non voglio vedervi di passaggio; poiché spero di fermarmi qualche tempo da voi, se il Signore lo permette” (1 Corinzi 16:7).

Notate queste espressioni di Paolo: “Dio volendo”, “se piace a Dio”, “se il Signore lo permette”, che vogliono dire tutte la medesima cosa.
Questo modo di esprimersi mostra sottomissione nei confronti di Dio, perché il credente parlando così riconosce la Sua sovranità, che tutto è nelle mani di Dio, e che una certa cosa noi potremo farla solo, e ripeto solo, se Dio vuole o se a Lui piace. In questa maniera si antepone quello che piace a Dio a quello che piace a noi, quello che vuole Dio a quello che vogliamo noi, come fece il Figlio di Dio nel Getsemani quando disse: “Però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta” (Luca 22:42).

Invece, omettere di dire ‘se piace al Signore’ è una forma di vanto nei confronti di Dio, vanto che è cattivo. Non è forse scritto: “Non ti vantare del domani, poiché non sai quel che un giorno possa produrre” (Proverbi 27:1)?

Ma c’è persino chi non omette di dire ‘se piace al Signore’, ma aggiunge ‘ed anche se non piace al Signore’. Ricordo molti anni fa che mi trovavo alla Biblioteca Nazionale di Roma al grande bancone dove si consegna la cedola per i libri che si vogliono richiedere e dove si restituiscono, e mentre ero lì ad aspettare ascoltai parte di un discorso tra un ragazzo e una ragazza, che frequentavano l’università. Il ragazzo disse alla ragazza che avrebbe fatto una certa cosa – che non ricordo se era il dare degli esami o il laurearsi – ‘Se Dio vuole, e anche se Dio non vuole!’ Quando sentii quelle sue parole, provai un profondo disgusto verso di esse, e mi resi conto di quanta arroganza ci sia nell’essere umano.

Dunque, fratelli, sottomettiamoci dinnanzi a Dio, e ricordiamoci che chi sa fare il bene e non lo fa commette peccato.

La grazia sia con voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/29/%e2%80%9cse-piace-al-signore%e2%80%9d/