La nostra missione è quella di illuminare gli occhi del popolo di Dio


Sento il bisogno di dichiarare apertamente e con tutta sincerità, che noi in questa serie di articoli, confutazioni, riprensioni, riprovazioni delle condotte dissennate di certuni, non intendiamo attaccare la Chiesa dell’Iddio vivente, anzi, siamo convinti che molti, e forse i migliori, dei santi della Chiesa di Cristo Gesù sottoscriverebbero senza difficoltà a quello che noi stiamo rendendo pubblico. È il sistema delle organizzazioni e coloro che le promuovono e che le difendono a costo di rinunciare alla verità e alla sana dottrina di Gesù Cristo e degli apostoli, che noi intendiamo attaccare, non con ingiurie, che sono le armi dei vili, non in maniera anonima, che è un mezzo usato dai codardi, ma con lealtà e con ragionamenti tratti dalle sacre Scritture, come si conviene alle persone oneste e sincere, attestando ogni cosa detta con il nostro nome e cognome.

Il più grande nemico del Vangelo e del popolo di Dio che noi combattiamo è il sistema delle organizzazioni, quel sistema inventato dagli uomini ambiziosi, che ha potuto svilupparsi nel mezzo della Chiesa quando il Vangelo che veniva predicato ad essa era divenuto debole. Questi uomini, attraverso tali organizzazioni, favoriscono, curano e fanno crescere i loro interessi, la loro ambizione e trovano forza non nel Signore e nella guida dello Spirito santo, ma trovano la loro forza nell’alleanza con lo Stato, il quale favorisce più agevolmente il controllo e lo sfruttamento del popolo di Dio concedendo titoli e riconoscimenti, dietro i quali costoro trovano rifugio, al fine di non essere tacciati come cianciatori o frodatori o seduttori di menti, godendo di quelle immunità che solo gli accordi statali possono concedere.

Siccome scriviamo a uomini che portano il nome di Cristo, a qualunque denominazione cristiana essi appartengano, così siamo certi di fare cosa buona ed utile svelando i falsi insegnamenti e i comportamenti disonesti di certuni che sono ambiziosi e corrotti, che attentano e portano biasimo contro la Parola di Dio, legge suprema di ogni cristiano, e non promuovono, anzi contrastano, il benessere spirituale dei santi, a cui tutti i credenti onesti e sinceri aspirano.

Non è dunque la religione, la dottrina, la condotta onesta della chiesa di Cristo che noi denunciamo al tribunale della pubblica opinione, ma denunciamo quelle azioni che portano la Chiesa ad uniformarsi all’andazzo di questo mondo, promosso nel suo interno principalmente dalla dirigenza dei sistemi organizzativi denominazionali, i quali essendo uomini carnali e dei cattivi operai, portano discredito al nome del Cristianesimo, avendo rigettato come unica guida quella della Parola di Dio.

I membri delle varie denominazioni e chiese che hanno una buona coscienza e una fede non finta, non pensino di vedersi accusati in massa, perché noi sappiamo che la grande maggioranza dei fratelli, o non sa le cose che noi diciamo, o se ne sa alcune, ingannati dai conduttori corrotti, o dai loro raggiri, le vede sotto un aspetto diverso dal nostro.

Questi fratelli sono una parte di coloro che non osano o non si curano di esaminare il sistema religioso di cui fanno parte e in cui si trovano a dover vivere la loro vita spirituale, taluni per nascita e lo ritengono per vero, perché così sono stati insegnati da bambini; rimangono in quel sistema corrotto, perché credono di commettere un grave delitto e di portare disonore contro il nome del Signore, l’uscire dal mezzo di esso.

Questi credenti noi non li accusiamo, ma li compatiamo e attendiamo pazientemente che Iddio smuova i loro cuori, le loro coscienze e li illumini per  aprire i loro occhi affinché vedano ciò che accade nella Chiesa dal punto di vista di Dio, dal punto di vista biblico, e cessino di vedere le cose solo attraverso gli statuti e i regolamenti della propria denominazione.

Nel sistema denonimazionale delle chiese evangeliche vi è anche una minoranza, composta di coloro i quali sono convinti della verità della Parola di Dio, dell’Evangelo di Cristo Gesù, e si rammaricano per gli abusi e le condotte scandalose che avvengono in esse, ma sbagliano, in quanto li ritengono minori di quello che realmente sono e cercano, con la loro condotta rispettabile e onesta, di nascondere gli abusi dei loro cattivi operai, dei loro pastori e conduttori corrotti, per questo che tacciono sugli scandali.

Noi portiamo rispetto alla condotta di questi ultimi, ne rispettiamo le convinzioni, e non è neppure su loro che cadono le nostre accuse, ma certamente riconosciamo che questi hanno bisogno di ricevere chiarezza sulla notevole gravità degli scandali, ipocrisia e falsità posta in essere dai vari dirigenti delle varie denominazioni evangeliche, hanno bisogno di coraggio, una volta acquisita cognizione reale dello stato della Chiesa, per poter a loro volta riprendere le opere infruttuose delle tenebre.

Le nostre accuse, le nostre denunce, cadono unicamente sul capo di coloro che abusano della credulità dei fratelli ingannati; cadono su coloro che si sono gettati l’Evangelo di Gesù Cristo dietro le spalle, che ne hanno fatto lo sgabello dei loro piedi per elevarsi al di sopra degli altri e, sulle rovine della Buona Novella, hanno costruito un sistema di oppressione morale e religiosa; cadono su coloro che hanno concentrato tutti i poteri su pochi uomini che formano una gerarchia piramidale, con presidenti e altre figure completamente sconosciute alle sacre Scritture, ma ben conosciute dagli uomini ambiziosi. A capo di tali organizzazioni hanno posto un uomo, il quale, se non lo era prima però presto lo diventa, maestro di despotismo e tirannia; il quale, mentre abbraccia e benedice alcuni, ne maledice altri, che vogliono la libertà della conduzione delle Chiese e quella dei membri, una dipendenza assoluta solamente verso il Signore dei Signori e non verso la creatura, che è fallace.

Questi dirigenti aziendali, ipocritamente fingono di proteggere i membri dell’organizzazione e promettono di dare loro la felicità, invece, li calpestano, li disprezzano e li sfruttano, per un loro tornaconto personale, per il bene comune della loro ‘opera’, della loro torre di Babele, senza nessun riguardo verso le anime dei semplici e senza riguardo a ciò che dicono le sacre Scritture.

È divenuta una prassi di questi cattivi operai di confondere la Chiesa di Cristo con la propria organizzazione, quasi che solo i membri che facciano parte di essa siano membri della chiesa di Cristo e, costoro, hanno talmente abituati i credenti a questa confusione, che questi credono generalmente che solo i credenti che sono interamente sottomessi ai conduttori di tale denominazione siano i soli cristiani salvati. Inoltre, ritengono coloro che denunciano qualche comportamento scandaloso posto in essere da qualche dirigente di tale sistema come un attacco del diavolo contro la Chiesa, perché si ritengono solo loro la Chiesa, la sola e vera Chiesa di Dio, che porta avanti la sana dottrina e tutto l’Evangelo. In quale colossale inganno sono caduti oggi i santi a cagione dell’esistenza delle organizzazioni religiose?

Il cristianesimo e la Chiesa di Cristo sono l’opera di Gesù Cristo, mentre le organizzazioni religiose sono opera degli uomini; il cristianesimo è la più sublime opera dell’amore di Dio verso l’uomo; le organizzazioni religiose sono l’opera dei tiranni, dei despoti, della oppressione e sono la massima espressione della volontà di certi uomini di sfruttare delle persone che un certo dì hanno intrapreso il cammino della religione cristiana evangelica.

Il divino fondatore del Cristianesimo, dopo una vita di abnegazione e di beneficenza, è morto sulla croce per salvare gli uomini, ed ha lasciato un codice di amore e di fratellanza, affinché i Cristiani fossero felici anche su questa terra; ma i fondatori di queste organizzazioni religiose, approfittando delle circostanze e facendo lega con lo Stato, hanno ottenuto i loro scopi, e sotto il pretesto di organizzare in modo sistematico la religione evangelica, in modo da renderla più ordinata agli occhi del mondo, hanno privato di autorità e di forza le sacre Scritture sostituendole con i loro regolamenti e gli statuti, per mezzo dei quali, spalleggiati dallo Stato italiano, hanno incominciato ad imporre ai santi un pesante giogo religioso e politico che tiene conto soltanto di interessi temporali, ma che nulla ha a che spartire con i precetti di Dio presenti nelle sacre Scritture.

In questi anni ci sono stati dei fratelli che hanno cercato di sciogliere o almeno di denunciare come nefasta per la chiesa la commistione tra chiesa e stato (uno di questi era Roberto Bracco e Dio sa quanti altri ce ne siano stati), la prigionia dello Spirito santo dentro le mura delle regole umane scritte negli statuti e nei regolamenti, e che lo spegnimento progressivo del risveglio spirituale era dovuto all’opera di queste organizzazioni strutturate con precetti carnali e non biblici. Questi soldati di Cristo difensori della verità e della Parola di Dio, hanno cercato di abbattere queste torri di babele che si erano ormai innalzate ad orgoglio dell’uomo e a danno della verità di Dio, ma si era fatto tardi ed evidentemente la storia doveva fare il suo corso, la storia evangelica doveva passare anche attraverso queste caverne spirituali prive di luce e di verità, per poter, un giorno uscire di nuovo all’aperto e risplendere in tutto il suo fulgore della luce di Cristo Gesù. La nostra speranza e la nostra richiesta a Dio è che questi giorni di luce e di verità siano finalmente giunti e che oggi se ne vedano i frutti e che siano sempre più abbondanti e luminosi.

Non hanno significato le parole libertà nel Signore e progresso nell’evangelo quando si fa parte di una organizzazione, perché la libertà dello Spirito santo dentro di essa non è permessa, e l’unica cosa che progredisce sono i beni temporali incamerati da queste organizzazioni. È ormai provato e visibile a tutti che non può sussistere la libertà nello Spirito quando si fa parte di un’organizzazione, dentro la quale ogni respiro e ogni movimento che avviene nel suo interno deve essere preventivamente autorizzato dalla superiore gerarchia; non c’è progresso del vangelo se i membri sono stati anestetizzati e si sono addormentati nella sedia per il troppo ozio e la totale inerzia, a causa di quella volontà della dirigenza che si è spinta ormai ad accentrare tutte le decisioni, tutte le scelte e tutte le opere sopra il capo di pochissimi prescelti e titolati di tesserino e licenza dei superiori.

È in questo scenario oscuro e triste della chiesa evangelica di oggi che si inserisce la nostra opera, perché la nostra missione di credenti destati da Dio, che amiamo la Chiesa di Cristo, è quella di illuminare gli occhi del popolo dei santi e far loro conoscere come sta operando il suo mortale nemico, per rendere inefficace la testimonianza dell’evangelo e da potente che dovrebbe essere, è divenuta debole, uniformandosi in ogni cosa all’andazzo di questo mondo.

Spinti da Dio in questa missione, di cui oggi, dopo molti anni di lacrime sparse in preghiera e di studio delle Scritture, s’ incominciano a vedere i primi lumi nei cuori dei santi, e per tale ragione, sempre più ci sentiamo sospinti a portare all’esame di tutti i credenti i fatti che riteniamo scandalosi, che sono incontestabili. È sufficiente, per fare un esempio concreto, vedere le manipolazioni dei libri di Spurgeon, di Pearlman e del commentario biblico, messo in atto dalle ADI. Inoltre, presentiamo ai santi le false dottrine, le quali talvolta sono così strane e particolari, da non poter credere neppure noi stessi che ci possano essere dei credenti nati di nuovo che abbiano accettati come veri tali insegnamenti privi di ogni appiglio biblico e si siano abbeverati a tali fonti avvelenate ed amare.

Fratelli nel Signore, è tempo che vi leviate ed esprimiate i vostri veri sentimenti verso ciò che i conduttori dicono e fanno. È ora ormai che l’oppresso esprima dei giusti giudizi verso gli oppressori. Per quanto tempo ancora avete intenzione di fare finta di niente, di non vedere, di tacere per non creare presunte divisioni, o per altre motivazioni che non hanno nessuna conferma biblica, anzi, sono da essa condannate? Vero è che il Signore ci ha lasciato il comando di essere uniti, ma Egli intendeva soprattutto spiritualmente, non ad essere uniti nel difendere una denominazione a costo di contrastare la Parola di Dio. Non riuscite a comprendere che siete rimasti vittime di certi insegnamenti e di una omertà che è utile solo per chi compie scandali ed insegna delle false dottrine? Considerate, fratelli, chi sono coloro che possono godere del silenzio dei giusti? Sono forse coloro che si santificano e vivono una vita santa? O sono coloro che hanno piacere di vivere nel peccato, hanno fatto amicizia col mondo e non si interessano minimamente a ciò che è scritto nella Parola di Dio? Diletti, siate fanciulli quanto a malizia, ma conducetevi da credenti maturi in tutte le altre cose, conducetevi da uomini savi, da uomini forti e coraggiosi che vogliono piacere a Dio e non ai propri dirigenti. Non saranno i presidenti a farvi entrare nel Regno dei cieli; non saranno i presidenti o i vostri pastori ad assicurarvi una larga entrata nel Regno celeste, ma il Signore Gesù Cristo, per la guida della Sua Parola scritta e mediante la guida personale dello Spirito santo.

Fratelli, è perché mi sento sospinto dall’amore del Signore che vi scrivo queste cose, perché il mio cuore è prigioniero delle mani di Dio, e nelle sue mani ha potuto sentire i battiti di tanti altri cuori che erano vicino al mio, ed ho potuto verificare che molti cuori sono in difficoltà e languono in certe questioni e dispute, che sono volte ad annullare ciò che sta scritto nella Bibbia, ed io vorrei tanto che questi cuori siano liberati da questi legami.

Fratelli nel Signore, che nessuno vi seduca e se qualcuno vi dice che il vero significato della volontà di Dio si trova dietro le Scritture, sappiate che è fuori strada, perché dietro le Scritture si è già FUORI dalle Scritture, quindi, badate a voi stessi e alle anime vostre, affinché per la frode di certuni voi non perdiate il premio che Gesù ha promesso a chi lo ama e lo vuole servire con una buona coscienza, mediante una fede non finta e nella perseveranza del bene operare.

Salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù: Giuseppe Piredda

Tratto da : http://labuonastrada.wordpress.com/2011/06/18/la-nostra-missione-e-quella-di-illuminare-gli-occhi-del-popolo-di-dio/

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Non possiamo tacere nel vedere come state trascinando la chiesa in grande pericolo e confusione!

Introduzione

A quanti si domandano quale scopo abbia il nostro lavoro e a chi ne venga beneficio, ebbene, rispondo con questo scritto.
Ritenendo che la situazione della chiesa oggi sia arrivata ad un punto tale di allontanamento dalla Parola di Dio, con la complicità dei pastori delle varie comunità e denominazioni tutte, situazione, questa, simile a quella che ha spinto Richard Baxter a scrivere ai suoi tempi, ho ritenuto opportuno esporvi con parole del “più famoso pastore, evangelista e scrittore su temi pratici e spirituali che il puritanesimo mai produsse” le motivazioni che spingono me ed altri a scrivere e a fare quello che stiamo facendo. Come dice R. Baxter: “è l’amore per la Verità della Parola di Dio e per la chiesa che ci spinge nel fare ciò che facciamo.”(Giuseppe Piredda)
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“Ai miei stimati ed amatissimi fratelli, fedeli ministri di Cristo in Gran Bretagna ed Irlanda, grazia e pace in Cristo Gesù vi siano accresciute.
Stimati fratelli,
il tema di questo trattato riguarda così da vicino voi e le chiese affidate alle vostre cure, da incoraggiarmi a rivolgervi questo appello, nonostante le imperfezioni nel mio modo di impostarlo e la consapevolezza della mia grande indegnità di essere vostro monitore.
[…]
Confesso di aver ritenuto estremamente valida l’obiezione, se mai ci fosse stata, che non avrei dovuto parlare in modo così diretto e pungente contro i peccati dei pastori, che non avrei dovuto esporre queste considerazioni all’opinione pubblica, o almeno farlo in un’altra lingua e non all’attenzione della gente comune, specialmente ora che Quaccheri e Cattolici li stanno esponendo al disprezzo davanti a persone fin troppo disponibili ad ascoltare i loro suggerimenti. Il motivo per cui questa obiezione non è riuscita a modificare la mia risoluzione è dovuto, tra l’altro, alle seguenti ragioni:

1. Ci eravamo accordati sulla proposta di una solenne umiliazione, ed è per quella che il presente trattato era stato inteso e preparato. Come potevamo umiliarci senza un’aperta confessione dei nostri peccati?

2. La confessione riguardava principalmente i nostri peccati; chi potevamo offendere nel confessare i nostri peccati, vergognandoci e rimproverando noi stessi così come ci imponeva la nostra coscienza?

3. Avendo preparato questo lavoro in inglese, non ebbi tempo di tradurlo in latino.

4. Quando il peccato è manifesto agli occhi del mondo, è inutile cercare di nasconderlo; qualsiasi tentativo in questo senso non farebbe che aggravare ed aumentare la nostra vergogna.

5. Una volontaria confessione di peccato è la condizione per una completa remissione, e quando il peccato è pubblico, anche la confessione dovrebbe essere pubblica. Se i ministri di culto dell’Inghilterra avessero peccato solo in latino, avrei scelto di rimproverarli in latino, oppure di non dire loro nulla. Avendo peccato in inglese, però, devono ascoltare la riprensione in questa lingua. Un peccato non perdonato non ci darà mai requie, né ci farà progredire, anche se fossimo estremamente abili nel nasconderlo. Forse non ne siamo consapevoli, ma i nostri peccati ci troveranno sicuramente. La confessione ha proprio lo scopo di manifestare i nostri peccati e di attribuircene pienamente la vergogna, e se chi confessa ed abbandona le proprie trasgressioni otterrà misericordia, non c’è da meravigliarsi che chi le copre non prospererà. Se siamo così indulgenti con noi stessi e così riluttanti alla confessione, Dio sarà ancor meno indulgente con noi e redigerà Lui stesso una confessione per noi. Costringerà le nostre coscienze alla confessione, oppure i suoi giudizi proclameranno al mondo le nostre iniquità.

6. Troppi tra coloro che hanno intrapreso l’opera del ministero si comportano così ostinatamente in modo egoistico, negligente, orgoglioso e altrimenti riprovevole, che è diventato ormai nostro dovere ammonirli. Se essi riformassero la loro condotta senza riprensione, faremmo volentieri a meno di manifestare le loro colpe. Quando però la riprensione stessa si rivela inefficace, al punto che essi si sentono maggiormente offesi da questa piuttosto che dal loro peccato e preferirebbero che noi smettessimo di rimproverarli piuttosto che porre loro fine ai propri peccati, credo sia venuto il momento di rendere il rimedio più incisivo. Cos’altro potremmo fare? Fin tanto che si possono trovare altri rimedi, sarebbe crudele abbandonare i nostri fratelli al loro stato. Non dobbiamo odiarli, piuttosto rimproverarli apertamente per evitare che il peccato rimanga su di loro. Tollerare i peccati dei pastori significa promuovere la rovina della chiesa. La depravazione delle guide è il modo migliore per accrescere la depravazione e il decadimento di tutta la comunità. Cercare di riformare le guide della chiesa è invece il modo più efficace di promuovere una riforma. Per quanto mi riguarda, li ho trattati come vorrei essere trattato io. È per il bene della chiesa ed è con amore compassionevole verso i fratelli che mi sono permesso di riprenderli, non per renderli spregevoli e odiosi, ma per guarire quei peccati che li renderebbero tali affinché nessun nemico possa usare queste argomentazioni per biasimarci. Inoltre, dal momento che il nostro impegno di fede è così necessario per il benessere della chiesa e la salvezza delle anime, essere negligenti verso noi stessi oppure silenziosamente conniventi con le negligenze altrui, non sarebbe coerente con il nostro amore per la chiesa e per le persone perdute. Se mille di voi si trovassero su una nave che imbarca acqua e coloro che dovrebbero pomparla fuori e tappare le falle stessero facendo sport, stessero dormendo o fossero semplicemente impegnati in attività personali, così da mettere in pericolo le vostre vite, non cerchereste di richiamarli ai loro doveri e di sollecitarli a darsi da fare per la vostra sopravvivenza? Riterreste quegli uomini sani di mente se si sentissero infastiditi dal vostro duro ed insistente rimprovero circa la loro pigrizia, e vi accusassero di presunzione, di vanità, ovvero di essere dei maleducati che hanno la presunzione di parlare ai loro pari in modo impertinente, o addirittura di averli offesi avendo infangato la loro reputazione? Non replichereste forse: “Bisogna agire, altrimenti moriremo tutti. La nave sta affondando e voi parlate di reputazione? Preferite mettere in pericolo le nostre e le vostre vite, piuttosto che sentirvi rimproverare per la vostra pigrizia”? Fratelli, questa è la situazione in cui ci troviamo. L’opera di Dio deve essere compiuta! Le anime periscono, mentre voi vi preoccupate dei vostri affari, dei vostri piaceri mondani, ve la prendete comoda o vi dilungate in dispute con i vostri fratelli! Anche a costo di sembrarvi incivili e maleducati e di dispiacere alle vostre anime insofferenti, noi non possiamo tacere nel vedere come lasciate scivolare le persone verso la perdizione, mentre la chiesa è trascinata in grande pericolo e confusione! Se foste intolleranti con i vostri peccati così come lo siete con i nostri rimproveri, non dovreste più sentire la nostra voce e saremo tutti d’accordo! Né Dio né gli uomini di buona volontà, però, possono lasciarvi tranquilli nei vostri peccati. Se aveste intrapreso un’altra attività, peccando solo contro voi stessi e andandovene alla vostra condanna, non avremmo motivo di importunarvi, come invece stiamo facendo; poiché, invece, avete deciso di diventare ministri di culto, preposti alla preservazione di noi tutti, e poiché, lasciati nei vostri peccati, esporreste la chiesa al pericolo e alla perdizione, guai a noi se non vi parlassimo più francamente di quanto voi vorreste. Se i vostri corpi fossero malati e voi trascuraste di curarvi o se le vostre case andassero a fuoco e voi steste cantando o discutendo in mezzo alla strada, potrei anche soprassedere e lasciarvi in pace (anche se, per amor vostro, non riuscirei a farlo); tuttavia, se foste medici in un ospedale o in un’intera cittadina colpita dalla peste, o se foste preposti a spegnere tutti gli incendi che potrebbero verificarsi in una città, la vostra negligenza sarebbe intollerabile, per quanto ciò possa offendervi. Prendetela come volete, ma è venuto il momento di parlarvi chiaramente, e se ciò non servirà a nulla, dovremo rivolgerci a voi ancora più duramente. E se anche allora sarà inutile, e se, dopo essere stati ripresi sarete poi cacciati dalla chiesa, dovrete allora ringraziare solo voi stessi.

Tutto questo lo dico solo a quanti tra voi sono colpevoli.” (Richard Baxter 1615 – 1691)

Citazione da:
Autore: Richard Baxter (1615 – 1691)
Titolo: L’opera del pastore
Casa editrice: Passaggio ( www.passaggio.org )
Pagg. da 25 a 29

Tratto dalla bacheca di facebook del fratello Giuseppe Piredda

Predicazione del 13 Ottobre 2010 di Giacinto Butindaro

Li devo riprendere prima in privato? (con riprensione a quelli di ADI-Media che hanno manipolato i libri di Charles Spurgeon)

I credenti devono mettersi nelle mani dei giudici pagani o nelle mani dell’Iddio vivente?

Fratelli nel Signore, dovete sapere che esiste da pochi giorni una pagina su facebook, dal nome inequivocabile, “Tutela sulla diffamazione verso i ministri di Dio”, creata non molto tempo dopo la diffusione di alcuni video su YouTube, in cui venivano mostrate le affermazioni insensate ed antibibliche di un certo pastore di nome Pietro Zanca, in cui lui, ad esempio, fa “rivelazioni” particolari agli astanti (p.es. predice il cancro a pressoché tutti i membri del coro, oppure minaccia col giudizio divino gli astanti che osano guardarlo mentre parla, e altre cose simili…), fatti poi prontamente ritirare dallo stesso (ma che avevo però già “scaricato” sul mio pc, essendo di dominio pubblico), in nome di una “presunta”“violazione della privacy” nei suoi confronti(infatti erano tutti spezzoni di video tratti e scaricabili liberamente dal sito web dello stesso Zanca e quindi già di “dominio pubblico”).

Pagina facebook quindi, che potete visualizzare qui, naturalmente solo se avete un account su facebook.

Ebbene, il  promotore di questa iniziativa sostiene la necessità di ricorrere alle vie legali per diffamazione, contro tutti coloro che, a parer suo, discreditano l’operato di tutti quei ministri di Dio, che si vedono chiamati in causa (vedi “confutati”), senza il loro consenso, attraverso siti web oppure blog o social network come facebook.

Naturalmente, l’argomento “riprensione pubblica o privata” è stato già trattato e potete leggerne i contenuti in questi due post su questo stesso blog:

● Giudicare: quando è vietato e quando è comandato

● Devo riprenderli prima in privato?

Ma oltre a ciò, qui ci troviamo di fronte a qualcuno che, rimanendo nell’anonimato, pretende di farsi giustizia da se non soltanto minacciando di sporgere denunce o querele, cioè ricorrendo a mezzi che la Bibbia chiaramente condanna anziché attenersi alla Parola di Dio, ma ultimamente addirittura INSULTANDO ED OFFENDENDO lui stesso un servitore di Dio (il fratello Giacinto Butindaro) e altri fratelli e sorelle! Mostrando quindi la natura malvagia del (o dei…) promotori di questo profilo.

Ma è per costoro che la Parola di Dio afferma:

“…Dal frutto si conosce l’albero. Razza di vipere, come potete dir cose buone, essendo malvagi? Poiché dall´abbondanza del cuore la bocca parla. L´uomo dabbene dal suo buon tesoro trae cose buone; e l´uomo malvagio dal suo malvagio tesoro trae cose malvage.” (Matteo 12:33,35)
Perciò desidero innanzitutto dire qualcosa a tal proposito…

Il semplice fatto che costui non mostri il proprio nome e cognome, e nemmeno il volto, mostra chiaramente che si tratta di un vigliacco ed un codardo, poiché solo un vigliacco agirebbe così,non certamente un servitore dell’Iddio altissimo.

Questo già è sufficente per mostrare a tutti che si tratta di una persona meschina, inetta, senza valore, che mostra con la propria condotta carnalità e non spiritualità; malvagità e non santità…

Esso poi è schiavo delle sue stesse paure, poiché teme di mostrare la sua identità sapendo di avere torto e non ragione. Si tratta quindi una persona accecata…

Nascondendosi inoltre, questo personaggio meschino mostra anche un atteggiamento tipicamente infantile; ma quel che mi lascia maggiormente perplesso però, è vedere che fino ad oggi, vi sono ben 340 persone che lo appoggiano, i cui nomi sono esposti pubblicamente sul suo profilo, e che potete leggere anche voi.

Infatti mi chiedo come sia possibile che 340 persone possano approvare un tizio che parlando in nome di Dio e nascondendosi dietro una Bibbia, usi un linguaggio e delle azioni così volgari ed offensivi  verso un servitore di Dio e verso altri fratelli e sorelle che non conosce nemmeno.

Guardate infatti voi stessi per esempio cosa ha inserito oggi (mercoledì 29 settembre 2010)…  giudicate voi stessi da persone intelligenti:

Perciò, vi invito a segnalare questa persona a facebook cliccando sulla scritta “segnala” che trovate in basso sulla sinistra nella pagina della sua bacheca, e a tutti coloro che l’hanno approvato ad abbandonare questo profilo, affinché non siate partecipi anche voi dei peccati di questo essere meschino, che dovrà rendere conto a Dio per aver addirittura usato una Bibbia, la Santa Parola di Dio come immagine del proprio profilo per poi insultare con parole ingiuriose ed offensive dei figliuoli e servitori di Dio! E se qualcuno lo conosce personalmente lo ammonisca severamente per ciò che fa, affinché possa ravvedersi e scampare dal giudizio di Dio!

Infine, a riguardo alle sue tesi, che pretendono di richiamare la giustizia terrena a difesa dei santi, risponde la stessa Sacra Scrittura:

“Ardisce alcun di voi, quando ha una lite con un altro, chiamarlo in giudizio dinanzi agli ingiusti anziché dinanzi ai santi? Non sapete voi che i santi giudicheranno il mondo? E se il mondo è giudicato da voi, siete voi indegni di giudicar delle cose minime? Non sapete voi che giudicheremo gli angeli? Quanto più possiamo giudicare delle cose di questa vita! Quando dunque avete da giudicar di cose di questa vita, costituitene giudici quelli che sono i meno stimati nella chiesa. Io dico questo per farvi vergogna. Così non v´è egli tra voi neppure un savio che sia capace di pronunziare un giudizio fra un fratello e l´altro? Ma il fratello processa il fratello, e lo fa dinanzi agl´infedeli. Certo è già in ogni modo un vostro difetto l´aver fra voi dei processi. Perché non patite piuttosto qualche torto? Perché non patite piuttosto qualche danno? Invece, siete voi che fate torto e danno; e ciò a dei fratelli.” (1° Corinzi 6:1,8)

Ora, io biasimo questo comportamento, poiché denota chiaramente che costui, a parole dice di credere in Dio e nella Sua giustizia, ma nei fatti, dimostra il contrario, volendo ricorrere alla giustizia terrena per far valere le proprie ragioni.

Ma c’è di più, e a tal proposito, desidero condividere con voi l’ottimo articolo del fratello Giuseppe Piredda, che approfondisce l’argomento e ne evidenzia altri aspetti da me condivisi in pieno.

Nicola Iannazzo

Tratto da : http://nicolaiannazzo.wordpress.com/2010/09/11/%E2%97%8F-i-credenti-devono-mettersi-nelle-mani-dei-giudici-pagani-o-nelle-mani-dell%E2%80%99iddio-vivente/

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I credenti devono mettersi nelle mani dei giudici pagani o nelle mani dell’Iddio vivente?

Ho letto lo scritto di Zanca, (e potete leggerlo anche voi, se avete un account facebook, qui:http://www.facebook.com/notes/roberto-lauricella/nota-dolente-a-proposito-di-difendiamo-il-mondo-evangelico/122554167791744) e mi pare in linea secondo quanto ha predicato nei video sotto osservazione, credo ormai da molti nell’ambiente evengelico.

Infatti, ha lanciato accuse infondate, ha minacciato di rivolgersi alle autorità e vuole, con questo, spegnere IL DIRITTO DI CRONACA E DI CRITICA che lo Stato laico e liberale oggi ancora ci permette di avere.

Nelle leggi dello Stato italiano non c’è solo l’art. 18, ma ci sono anche tutte quelle serie di leggi che PERMETTONO IL DIRITTO DI CRITICA E DI CRONACA.

La parola diffamazione, quindi, va analizzata anche dal punto di vista DI QUESTI ALTRI DIRITTI, altrimenti immaginate voi, i giornalisti non potrebbero mai parlare di nessuna malefatta che i personaggi pubblici compiono del continuo, siano essi politici o dello spettacolo.

Il signor Zanca e tutti gli affiliati alla sua schiera, quand’anche fossero tutti i pastori evangelici d’Italia, devono sapere che nel campo spirituale non si combatte A SUON DI CITAZIONE IN GIUDIZIO DAVANTI AI TRIBUNALI DEGLI INFEDELI, ma si combatte con la potenza dello Spirito santo, con la preghiera e SI RISPONDE CON LE SACRE SCRITTURE.

Naturalmente bisogna avere fede in Dio, per rimettere la propria causa nelle Sue mani e domandare giustizia; bisogna avere conoscenza delle sacre Scritture per poter rispondere a coloro che contraddicono le verità della Parola di Dio; bisogna avere i calli alle ginocchia per pregare e vincere ogni momento difficile.

Io mi domando: certuni sembra che con Dio ci parlino quasi come faceva Mosè, come se fosse il proprio amico personale, poi alla resa dei fatti, Iddio li abbandona “NELLE MANI DEI LUPI INTERNAUTI?”

Come mai taluni predicano tanta potenza e rivelazioni da Dio, poi per avere giustizia, semmai avessero subito un torto, ma così non è, dico per avere giustizia VIBRANO LA SPADA DELLA COSTITUZIONE, DEL CODICE PENALE, DELLE LEGGI SPECIALI, E NON LA SPADA DELLO SPIRITO? COME MAI QUESTO?

Domandatevelo fratelli, perché anche noi siamo calunniati, ma sopportiamo con gioia; minacciati rimettiamo la nostra causa a Dio; dimostriamo inoltre con le Scritture dove molti sbagliano e questi, per tutta risposta cosa fanno? CI VIBRANO CONTRO LA SPADA DELLE LEGGI DELLO STATO!

Considerate, fratelli, un uomo è libero egli di scrivere delle scempiaggini? Sia esso mormone, testimone di Geova, cattolico romano, evangelico antipentecostale, evangelico pentecostale trinitariano, evangelico pentecostale antitrinitariano, non è forse libero di dire tutto ciò che vuole? Certo, è libero di dire tutto ciò che vuole.

Ma nel momento in cui un tal uomo pubblica il suo scritto, diffondendolo in ogni parte d’Italia, PROPAGANDANDO LA SUA TESI su un determinato argomento, ebbene, vi dico, che in tal caso è GIUSTO E CORRETTO SCRIVERE PUBBLICAMENTE E BIBLICAMENTE PER MOSTRARE DOVE COSTUI SBAGLIA, dimodoché tutti i fratelli dapprima contaminati da quella propaganda, possano trovare l’antidoto biblico per liberarsi da tali contaminazioni.

Insomma, non c’è nulla di strano se nel mondo evangelico oggi ci sono coloro che PROFESSANO DELLE TESI e ci siano dall’altra parte ALTRI CHE PROFESSANO DELLE ANTI-TESI. Fa parte della democrazia, e se ci fosse la dittatura per i cristiani vale la medesima cosa.

I terzi che assistono a tali dibattiti, si faranno una loro opinione e abbracceranno la versione che più gli andrà bene, in base ai paramentri che avranno utilizzato. Quindi, di che si preoccupano, se i LUPI SIAMO NOI, Iddio lo mostrerà alle sue pecore che ascoltano la sua voce, ma se non lo sta facendo, e le pecore ci STANNO DANDO RAGIONE, allora le cose sono due, o Dio non si sta prendendo cura più delle sue pecore, o quello che gli abbiamo detto Iddio lo ha confermato al loro cuore.

Quindi, non è liberale, non è giusto, non è da Stato di diritto, che UNO PROFESSI UNA COSA E NESSUNO PUO’ DIMOSTRARE CHE QUELLA TESI NON E’ CORRETTA.

Certo, il tutto va fatto con ordine e con rispetto della persona, ma NESSUNA PIETA’ per le CONDOTTE EMPIE E CONTRARIE ALLA PAROLA, né PER LE ERESIE.

Sono proprio questi che vogliono DIRE TUTTO CIO’ CHE VOGLIONO, ciò che pare bene a loro, e NESSUNO DEVE REPLICARGLI CONTRO, che vogliono IMBAVAGLIARE la libertà al mondo evangelico, sono proprio questi conduttori che SIGNOREGGIANO SUL GREGGE E CERCANO DI AMMUTOLIRLO.

Quante volte, fratelli, avete o subito personalmente o indirettamente, gli attacchi dal pulpito dei pastori, e questo solo perché avete provato a DISSENTIRE SU certe cose, o dottrinali o comportamentali.

Quanti di voi hanno subito ingiustizie dai pastori e per non essere cacciati via, o messi al bando dai fratelli fedeli al pastore vi siete dovuti stare zitti e ingoiare il rospo?

No, fratelli, non fatevi intimidire da questi che MINACCIANO DENUNCE e altre cose, no, fratelli, parlate, senza oltraggiare, ma con fermezza e sempre citando le Scritture, perché questo il Signore vuole.

Ancora una cosa mi preme dire a proposito di queste denunce che vengono lanciate, perché quei tali devono sapere anche che chi viene denunciato “può”, a sua volta, presentare una CONTRO QUERELA, quindi i giudici poi vedranno chi avrà ragione, analizzeranno la condotta e le parole dell’uno e dell’altro, entreranno nel merito della faccenda e poi esprimeranno una sentenza; questi tali che stiano attenti, perché è pure scritto: “Proverbi 18:17 Il primo a perorare la propria causa par che abbia ragione; ma vien l’altra parte, e scruta quello a fondo.”

Se questi ritengono di assomigliare a Gesù, perché non si conducono come fece Gesù, il quale sopportò gli insulti, le angherie, gli oltraggi, le minacce dagli oppositori; perché costoro non fanno come Gesù: 1 Pietro 2:21,23 “Perché a questo siete stati chiamati: poiché anche Cristo ha patito per voi, lasciandovi un esempio, onde seguiate le sue orme; egli, che non commise peccato, e nella cui bocca non fu trovata alcuna frode; che, oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; che, soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva nelle mani di Colui che giudica giustamente;…”

Vedete fratelli, ciò che faceva Gesù, e considerate che i ministri di Cristo devono assomigliargli in ogni cosa, anche quando vengono offesi e oltraggiati.

Ci sono tante cose da dire, ma per ora basta così.

Pace a voi tutti e che Dio vi benedica

Giuseppe Piredda

Tratto da:http://labuonastrada.wordpress.com/2010/08/13/i-credenti-devono-mettersi-nelle-mani-dei-giudici-pagani-o-nelle-mani-delliddio-vivente/

Devo riprenderli prima in privato?

Taluni mi accusano di non procedere biblicamente nei confronti di quei pastori e credenti che insegnano false dottrine od operano degli scandali pubblicamente. E per avvalorare biblicamente questa accusa, si appoggiano su alcuni passi della Bibbia, che sono questi: “Se poi il tuo fratello ha peccato contro di te, va’ e riprendilo fra te e lui solo. Se t’ascolta, avrai guadagnato il tuo fratello; ma, se non t’ascolta, prendi teco ancora una o due persone, affinché ogni parola sia confermata per bocca di due o tre testimoni. E se rifiuta d’ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta di ascoltare anche la chiesa, siati come il pagano e il pubblicano” (Matteo 18:15-17).

Ora, fermo restando la veracità delle parole dette da Gesù, io vorrei domandare a costoro che mi accusano: ‘Ma che c’entrano queste parole con quello che sto facendo io?’ Infatti queste parole non si riferiscono al mio caso perché i fratelli le cui false dottrine confuto pubblicamente o i cui comportamenti sconvenienti pubblici io riprovo e confuto, NON HANNO PECCATO CONTRO DI ME. In altre parole, non mi hanno fatto un torto o del male a livello personale, non mi hanno rubato del denaro, non mi hanno mentito, non mi hanno dato un pugno in faccia, non mi hanno dato un calcio, non mi hanno sputato in faccia, e così via, e quindi io non ho nulla contro di loro da doverli andare a riprendere tra me e loro solamente. Se invece un fratello pecca contro di me, allora lo riprendo fra me e lui solo, come ho già fatto, e nel caso non mi ascolta procedo con i passi successivi ordinati da Cristo.

Ma qui le cose sono totalmente diverse, perché siamo di fronte a credenti che diffondono false dottrine o mettono in mostra pubblicamente dei comportamenti che sono d’intoppo al Vangelo e agli increduli, come anche ad altri credenti, e quindi sono obbligato a riprenderli pubblicamente (ossia davanti a tutti o comunque in maniera che più persone possibili ascoltino la riprensione). Ora, affinché comprendiate che la maniera in cui mi comporto non è assolutamente antibiblica, ma perfettamente in armonia con la Bibbia, prenderò l’esempio di Paolo, e voglio che teniate ben presente questo sin dall’inizio, che quando Paolo in una sua lettera ad una Chiesa riprovava uno scandalo o un falso insegnamento e riprendeva chi faceva lo scandalo o insegnava il falso insegnamento, quella riprovazione e riprensione erano PUBBLICHE, perché ogni lettera di Paolo ad una Chiesa DOVEVA ESSERE LETTA A TUTTA LA CHIESA A CUI ERA INDIRIZZATA, secondo che egli disse ai Tessalonicesi: “Io vi scongiuro per il Signore a far sì che questa epistola sia letta a tutti i fratelli” (1 Tessalonicesi 5:27).

Ora, Paolo mentre si trovava lontano da Corinto venne a sapere che nella Chiesa di Corinto c’era uno che si teneva la moglie di suo padre, secondo che è scritto: “Si ode addirittura affermare che v’è tra voi fornicazione; e tale fornicazione, che non si trova neppure fra i Gentili; al punto che uno di voi si tiene la moglie di suo padre” (1 Corinzi 5:1). Ora, che fece Paolo dinnanzi a questo comportamento scandaloso di quel membro della Chiesa di Corinto di cui tutti erano a conoscenza? Andò prima a trovarlo privatamente per riprenderlo, o gli scrisse prima una lettera privata di riprensione? Non mi risulta, perché Paolo riprese subito la Chiesa per non avere tolto di mezzo quel tale, dicendogli: “E siete gonfi, e non avete invece fatto cordoglio perché colui che ha commesso quell’azione fosse tolto di mezzo a voi! …. Il vostro vantarvi non è buono. Non sapete voi che un po’ di lievito fa lievitare tutta la pasta? Purificatevi dal vecchio lievito, affinché siate una nuova pasta, come già siete senza lievito.” (1 Corinzi 5:2,6-7), e giudicò subito quel tale dandolo in mano di Satana, secondo che è scritto: “Quanto a me, assente di persona ma presente in ispirito, ho già giudicato, come se fossi presente, colui che ha perpetrato un tale atto. Nel nome del Signor Gesù, essendo insieme adunati voi e lo spirito mio, con la potestà del Signor nostro Gesù, ho deciso che quel tale sia dato in man di Satana, a perdizione della carne, onde lo spirito sia salvo nel giorno del Signor Gesù” (1 Corinzi 5:3-5). Ci fu qualcosa di privato con qualcuno? No, fu tutto pubblico e subito.

Paolo venne a sapere anche che c’erano credenti di quella Chiesa che portavano altri credenti dinnanzi ai tribunali degli infedeli per esservi giudicati. Il loro dunque era un comportamento pubblico scandaloso che era di cattiva testimonianza al Vangelo, come quello di quel credente che si teneva la moglie di suo padre. Anche in questo caso che fece Paolo? Scrisse prima loro privatamente per ammonirli? Non mi risulta, ma li riprese subito pubblicamente, secondo che è scritto: “Ardisce alcun di voi, quando ha una lite con un altro, chiamarlo in giudizio dinanzi agli ingiusti anziché dinanzi ai santi? Non sapete voi che i santi giudicheranno il mondo? E se il mondo è giudicato da voi, siete voi indegni di giudicar delle cose minime? Non sapete voi che giudicheremo gli angeli? Quanto più possiamo giudicare delle cose di questa vita! Quando dunque avete da giudicar di cose di questa vita, costituitene giudici quelli che sono i meno stimati nella chiesa. Io dico questo per farvi vergogna. Così non v’è egli tra voi neppure un savio che sia capace di pronunziare un giudizio fra un fratello e l’altro? Ma il fratello processa il fratello, e lo fa dinanzi agl’infedeli. Certo è già in ogni modo un vostro difetto l’aver fra voi dei processi. Perché non patite piuttosto qualche torto? Perché non patite piuttosto qualche danno? Invece, siete voi che fate torto e danno; e ciò a dei fratelli. Non sapete voi che gli ingiusti non erederanno il regno di Dio?” (1 Corinzi 6:1-9).

Sempre Paolo un giorno venne a sapere che nella Chiesa di Tessalonica c’erano alcuni che non volevano lavorare e si affaticavano in cose vane, e quindi erano di cattiva testimonianza. Che fece Paolo? Li andò prima a trovare privatamente o li riprese prima privatamente? Non mi risulta, perché anche qui li ammonì subito pubblicamente, secondo che disse: “Perché sentiamo che alcuni si conducono fra voi disordinatamente, non lavorando affatto, ma affaccendandosi in cose vane. A quei tali noi ordiniamo e li esortiamo nel Signor Gesù Cristo che mangino il loro proprio pane, quietamente lavorando” (2 Tessalonicesi 3:11-12). Dico pubblicamente perché come abbiamo visto prima, quella lettera fu letta a tutti i fratelli, secondo che disse Paolo: “Io vi scongiuro per il Signore a far sì che questa epistola sia letta a tutti i fratelli” (1 Tessalonicesi 5:27).

Ma proseguiamo, e vediamo cosa scrisse Paolo ai Galati quando seppe che nel loro mezzo c’erano alcuni che li turbavano e volevano sovvertire l’Evangelo di Cristo, imponendo loro l’osservanza di giorni, mesi, e stagioni ed anni, e la circoncisione nella carne. Egli disse: “Tutti coloro che vogliono far bella figura nella carne, vi costringono a farvi circoncidere, e ciò al solo fine di non esser perseguitati per la croce di Cristo. Poiché neppur quelli stessi che son circoncisi, osservano la legge; ma vogliono che siate circoncisi per potersi gloriare della vostra carne” (Galati 6:12-13), ed ancora: “Si facessero pur anche evirare quelli che vi mettono sottosopra!” (Galati 5:12). Ora, domando anche qui: ‘Paolo forse andò prima a trovare quelle persone per riprenderle prima privatamente tra lui e esse solamente? Scrisse loro prima una lettera di riprensione privata?’ Non mi risulta, perché anche qui la riprovazione e la riprensione furono subito pubbliche.

E terminiamo con la riprensione che Paolo fece a Pietro ad Antiochia, secondo che è scritto: “Ma quando Cefa fu venuto ad Antiochia, io gli resistei in faccia perch’egli era da condannare. Difatti, prima che fossero venuti certuni provenienti da Giacomo, egli mangiava coi Gentili; ma quando costoro furono arrivati, egli prese a ritrarsi e a separarsi per timor di quelli della circoncisione. E gli altri Giudei si misero a simulare anch’essi con lui; talché perfino Barnaba fu trascinato dalla loro simulazione. Ma quando vidi che non procedevano con dirittura rispetto alla verità del Vangelo, io dissi a Cefa in presenza di tutti: Se tu, che sei Giudeo, vivi alla Gentile e non alla giudaica, come mai costringi i Gentili a giudaizzare? Noi che siam Giudei di nascita e non peccatori di fra i Gentili,
avendo pur nondimeno riconosciuto che l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma lo è soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù affin d’esser giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della legge; poiché per le opere della legge nessuna carne sarà giustificata. Ma se nel cercare d’esser giustificati in Cristo, siamo anche noi trovati peccatori, Cristo è egli un ministro di peccato? Così non sia. Perché se io riedifico le cose che ho distrutte, mi dimostro trasgressore. Poiché per mezzo della legge io son morto alla legge per vivere a Dio. Sono stato crocifisso con Cristo, e non son più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e la vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figliuol di Dio il quale m’ha amato, e ha dato se stesso per me. Io non annullo la grazia di Dio; perché se la giustizia si ottiene per mezzo della legge, Cristo è dunque morto inutilmente” (Galati 2:11-21).

Ecco dunque l’apostolo Pietro, che ad un certo punto si mette a costringere i Gentili a giudaizzare, e quindi ad insegnare che si viene giustificati per le opere della legge, e riesce a trascinare dietro a sé diversi credenti. Paolo lo vede, che fa? Lo prende prima in privato e lo riprende? Va da lui e gli dice: ‘Senti Pietro, tu sei fuori dottrina, te lo dico in privato prima perché così ha insegnato Gesù, ma se persisti mi prenderò dei testimoni, e poi se non mi ascolterai neppure allora, ti ammonirò davanti a tutti pubblicamente’? No, affatto, perché Paolo lo riprese subito davanti a tutti. La Bibbia dice infatti: io dissi a Cefa IN PRESENZA DI TUTTI.

Credo che un esempio più chiaro di questo non ci sia, che mostri come i miei accusatori dicono delle menzogne. Ma credo che costoro avrebbero pure accusato Paolo come accusano me, se fossero stati presenti ad Antiochia a quello che avvenne. Gli avrebbero detto infatti: ‘Come ti sei permesso di riprendere il caro fratello Pietro davanti a tutti, senza ammonirlo prima privatamente?’

E’ evidente dunque che alla luce della Scrittura, del modo di agire dell’apostolo Paolo, io non sto andando contro quello che è scritto, perchè anche l’apostolo Paolo riprese subito dei fratelli pubblicamente per dei loro peccati (senza passare dunque prima per via di una riprensione fraterna privata), e questo perchè quei peccati non erano dei peccati che quei credenti avevano commesso contro di lui.

Semmai sono ancora una volta i miei accusatori ad andare contro quello che è scritto, e perché questo? Perché la mia riprovazione e riprensione pubblica sta dando loro molto fastidio, perché mette in evidenza dei loro palesi errori dottrinali e dei loro comportamenti carnali, da cui non vogliono ravvedersi a motivo del loro orgoglio. Già, da cui non vogliono ravvedersi, perché costoro in fin dei conti sono dei beffardi che la riprensione se la gettano alle spalle. Gliela puoi fare privatamente su una montagna, gliela puoi fare davanti a milioni di persone, la loro reazione è sempre la stessa, perché sono dei beffardi, degli insensati. Ma siccome sono furbi come le volpi, allora che hanno tirato fuori? La riprensione fraterna privata anche nel caso di insegnamenti e scandali pubblici, perché così possono gettare del fumo negli occhi dei semplici, e apparire come una sorta di vittime. E quindi questo è un abile sofisma escogitato per mettere in cattiva luce coloro che con la grazia di Dio smascherano le loro menzogne e i loro scandali.

Peraltro questa regola della riprensione fatta prima privatamente e poi pubblicamente, pare che per loro non valga infatti proprio loro scrivono riprendendo e confutando pubblicamente dei predicatori, senza averli minimamente ammoniti in privato. A proposito, non lo fanno neppure con me, perché loro scrivono contro di me, senza avermi ripreso prima privatamente tra loro e me. Sono i soliti ipocriti, che accusano gli altri di non fare qualcosa che poi se vai a vedere da vicino non fanno neppure loro. E poi la caratteristica di questi ipocriti è che con molta disinvoltura ti attaccano a livello personale, facendo insinuazioni di ogni genere, e non solo insinuazioni, perché spesso si tratta di offese personali. Ah, come vorrei tanto che coloro che leggono gli scritti di costoro conoscessero PERSONALMENTE questi individui, e allora potrebbero scoprire chi sono veramente. Ma Dio è giusto, e dice la Sua Parola che fa giustizia ad ognuno; quindi chi fa torto riceverà la retribuzione del torto che ha fatto.

Poi voglio ribadire anche in questa occasione un concetto molto semplice: la falsa dottrina o lo scandalo diffuso tramite Internet o la radio o la televisione o a mezzo stampa sono come dei virus che si diffondono molto velocemente, e che fanno delle vittime poche o tante che siano. Quello che voglio dire è che fanno comunque un danno al Vangelo e alla Chiesa. E’ quindi doveroso che la riprovazione e la riprensione siano subito pubbliche, affinché tutti coloro che hanno ascoltato, visto, guardato, letto la cosa storta, possano avere subito la possibilità di sapere che quella cosa è sbagliata e non si deve fare o insegnare. In altre parole, il veleno diffuso pubblicamente, deve avere subito un antidoto pubblico. E poi, la immediata riprensione pubblica serve a suscitare timore in coloro che sono tentati a dire o fare le stesse cose, secondo che è scritto: “Quelli che peccano, riprendili in presenza di tutti, onde anche gli altri abbian timore” (1 Timoteo 5:20).

E poi se quello che i miei accusatori dicono fosse vero, io che dovrei fare prima di confutare pubblicamente una falsa dottrina insegnata da un predicatore? Dovrei prima rintracciarlo e parlargli privatamente? E se non potessi proprio rintracciarlo perché vive in un posto nascosto o si nasconde lui volutamente? E mettiamo il caso che questo predicatore sia molto malato, tanto che non è neppure in grado più di ricordare, o mettiamo il caso che sia morto, e quindi non è contattabile? Che dovrei fare? Soprassedere, e fare finta di niente, e quindi non confutarlo, e così i suoi errori dottrinali continuerebbero a diffondersi facendo dei danni, e io dovrei stare a guardare i danni fatti dai suoi errori dottrinali senza poter confutarli pubblicamente? Così non sia! Dunque, come potete vedere, quello che affermano i miei accusatori si dimostra falso; e non potrebbe essere altrimenti perché va contro la Parola di Dio.

Io ho fiducia nel Signore che queste poche righe serviranno a tanti fratelli a capire ancora una volta quanto astuti sono coloro che odiano la riprensione e detestano coloro che agiscono con integrità, che bisogna riconoscere oggi sono molto numerosi nelle Chiese.
Fratelli, nessuno di questi cianciatori vi seduca con vani ragionamenti.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/08/02/devo-riprenderli-prima-in-privato/