La gelosia dell’Eterno

Così dice l’Eterno : «Io sono stato trovato da quelli che non mi cercavano, mi sono manifestato a quelli che non chiedevano di me». (Romani 10:20) Quindi noi gentili di nascita, che abbiamo creduto nel Signore, siamo tra coloro a cui Iddio si è manifestato senza che noi avessimo chiesto di Lui, e fatto trovare, senza che noi lo avessimo cercato. Si fratelli, è proprio così, perché in quel tempo eravamo ‘senza Cristo, estranei dalla cittadinanza d’Israele e estranei ai patti della promessa, non avendo speranza ed essendo senza Dio nel mondo.’ (Efesini 2:12) Eravamo quindi nell’ignoranza, ma il Signore si è voluto manifestare a noi e ha voluto salvarci. E questa manifestazione dell’Eterno nei nostri confronti è avvenuta per la sua grande misericordia, ma anche per provocare a gelosia gli Israeliti, poiché così disse l’Eterno di loro : ‘Essi mi hanno reso geloso con ciò che non è Dio, mi hanno provocato ad ira con i loro idoli vani; e io li renderò gelosi con gente che non è un popolo, li provocherò ad ira con una nazione stolta.’ (Deuteronomio 32:21) E infatti l’apostolo Paolo disse ai santi di Roma queste parole : ‘Che dunque? Israele non ha ottenuto quello che cercava, ma gli eletti l’hanno ottenuto, e gli altri sono stati induriti, come sta scritto: «Dio ha dato loro uno spirito di stordimento, occhi per non vedere e orecchi per non udire». E Davide dice: «La loro mensa diventi per loro un laccio, una trappola, un intoppo e una retribuzione. Siano oscurati i loro occhi da non vedere, e piega loro la schiena del continuo». Io dico dunque: Hanno inciampato perché cadessero? Così non sia; ma per la loro caduta la salvezza è giunta ai gentili per provocarli a gelosia.’ (Romani 11:7-11) La caduta dunque degli Israeliti rientrava tra i decreti che Dio aveva fatto tempo addietro a motivo della loro ribellione. Dio fece loro quel che essi fecero a Lui. È dunque a motivo della caduta degli Israeliti che la salvezza è giunta a noi gentili, e ciò al fine di provocarli a gelosia. Temiamo Iddio fratelli, e guardiamoci dal provocarlo ad ira e a gelosia, che talora non accada a noi quel che è successo a loro. E ringraziamolo di puro cuore tutti i giorni, per tutto quello che Egli ha operato in nostro favore. A Lui sia la gloria, ora e per sempre. Amen.

Salvatore Larizza

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Dio è un giusto giudice

giustizia-di-Dio-giudiceDice l’apostolo Paolo ai santi di Efeso: “Ognuno, quand’abbia fatto qualche bene, ne riceverà la retribuzione dal Signore, servo o libero che sia” (Efesini 6:8), e a quelli di Colosse: “Chi fa torto riceverà la retribuzione del torto che avrà fatto; e non ci son riguardi personali” (Colossesi 3:25).
Dunque, Dio non mostra riguardi personali sia quando retribuisce chi fa il bene e sia quando retribuisce chi fa il male, perchè Egli è un giusto giudice. E badate che questa retribuzione avviene già sulla terra, perchè la Sapienza dice: “Ecco, il giusto riceve la sua retribuzione sulla terra, quanto più l’empio e il peccatore!” (Proverbi 11:31).
Sapere queste cose perciò ci incoraggia grandemente ad attenerci al bene, ma ci scoraggia altresì grandemente a fare il male.

 

A Dio sia la gloria ora e in eterno. Amen.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/10/07/dio-e-un-giusto-giudice/

I giorni della punizione vengono

Il profeta Osea disse: “I giorni della punizione vengono; vengono i giorni della retribuzione; Israele lo saprà! Il profeta è fuor de’ sensi, l’uomo ispirato è in delirio, a motivo della grandezza della tua iniquità e della grandezza della tua ostilità. Efraim sta alla vedetta contro il mio Dio; il profeta trova un laccio d’uccellatore su tutte le sue vie, e ostilità nella casa del suo Dio. Essi si sono profondamente corrotti come ai giorni di Ghibea! L’Eterno si ricorderà della loro iniquità, punirà i loro peccati” (Osea 9:7-9)

La Chiesa è oltremodo corrotta anche in qui in Italia, le cose stanno andando di male in peggio. I promotori di questa corruzione sono uomini corrotti, senza timore di Dio, che stanno dietro i pulpiti. I quali invece che incitare il popolo alla santificazione, dando il buon esempio, incitano il popolo alla ribellione contro Dio, a trasgredire i comandamenti di Dio tramite cui si procaccia la santificazione. E il popolo prende piacere a corrompersi.

I credenti quindi si abbandonano a quasi tutti le concupiscenze mondane. È normale infatti per costoro essere mondani. Si può essere mondani, o meglio amare il mondo, e nello stesso tempo amare Dio.

Le assemblee dei santi sono state trasformate in teatri, in luoghi di intrattenimento, in sale da ballo. Ciò che è profano viene accettato e difeso quasi fosse qualcosa di sacro. La differenza tra sacro e profano dunque è caduta.

La giustizia è calpestata: chi infatti riceve torti a non finire è chiamato a chiedere perdono a chi gli ha fatto i torti.

I presuntuosi, gli arroganti, i carnali, gli operatori di scandali sono elogiati come se stessero facendo opere meritevoli, quando invece sono di intoppo a tutti.

Credenti che sono diventati adulteri, e fornicatori, vengono tollerati nell’assemblea dei santi, come se niente fosse, quando invece sono da togliere dal mezzo della Chiesa.

Comandamenti come quelli su velo, e sull’ornamento esteriore della donna, sono ignorati, derisi, sprezzati, rigettati.

E chi riprova questa così diffusa ribellione, e ammonisce a tornare al Signore, riceve scherni, insulti, e una forte ostilità. Esattamente come i profeti antichi.

Ma attenzione, perché vengono i giorni della punizione, perché Dio punisce i ribelli. Non li lascerà impuniti, perché Egli è giusto. Lo sappia la Chiesa di Dio. I ribelli seminano vento, e mieteranno tempesta.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/18/i-giorni-della-punizione-vengono/

Iddio giudicherà il giusto e l’empio

La Bibbia dice che “Iddio giudicherà il giusto e l’empio poiché v’è un tempo per il giudicio di qualsivoglia azione e, nel luogo fissato, sarà giudicata ogni opera” (Eccl. 3:17) ed anche: “Poiché Dio farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò ch’è occulto, sia bene, sia male” (Eccl. 12:16).

Dunque sia i giusti che gli empi saranno sottoposti al giudizio; ma c’è una differenza tra i due giudizi, perché il giudizio dei giusti non sarà un giudizio di condanna appunto perché essi sono dei giusti, ossia perché sono stati giustificati mediante la fede, e per essi non c’è condanna secondo che è scritto: “Non v’è dunque ora alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù” (Rom. 8:1). Essi certamente compariranno davanti al tribunale di Dio, ma non per essere condannati ma per essere retribuiti secondo quel che avranno operato mentre erano nel loro corpo. Paolo lo dice questo ai Corinzi quando dice: “Poiché dobbiamo tutti comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte quand’era nel corpo, secondo quel che avrà operato, o bene, o male” (2 Cor. 5:10) e ai Romani quando dice: “Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi il tuo fratello? Poiché tutti compariremo davanti al tribunale di Dio; infatti sta scritto: Com’io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me, ed ogni lingua darà gloria a Dio. Così dunque ciascun di noi renderà conto di se stesso a Dio” (Rom. 14:10-12). I giusti hanno sì la vita eterna ma è giusto che per tutto il loro operato siano giudicati e ottengano il premio che meritano in base alla loro fatica. Per loro dunque non è previsto nessun giudizio di condanna perché Gesù disse: “In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Giov. 5:24).

Il giudizio di condanna invece è previsto e prestabilito per gli empi, sia quelli vissuti prima della venuta di Cristo che dopo. Di questo altro giudizio ne parlò Gesù Cristo quando disse: “Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute fra voi, già da gran tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere. E però vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. E tu, o Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino nell’Ades. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, ella sarebbe durata fino ad oggi. E però, io lo dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua” (Matt. 11:21-24) e anche quando disse: “La regina del Mezzodì risusciterà nel giudizio con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché ella venne dalle estremità della terra per udir la sapienza di Salomone; ed ecco qui v’è più che Salomone. I Niniviti risusciteranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno; perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco qui v’è più che Giona” (Luca 11:31-32).

Anche Paolo ne parlò quando disse che nel giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, Dio renderà a quelli che sono contenziosi e non ubbidiscono alla verità ma ubbidiscono all’ingiustizia, ira e indignazione (cfr. Rom. 2:7-8). Così come ne parlò anche Giovanni che in visione vide le cose come andranno in quel giorno. Ecco le sue parole: “Poi vidi un gran trono bianco e Colui che vi sedeva sopra, dalla cui presenza fuggiron terra e cielo; e non fu più trovato posto per loro. E vidi i morti, grandi e piccoli, che stavan ritti davanti al trono; ed i libri furono aperti; e un altro libro fu aperto, che è il libro della vita; e i morti furon giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le opere loro. E il mare rese i morti ch’erano in esso; e la morte e l’Ades resero i loro morti, ed essi furon giudicati, ciascuno secondo le sue opere. E la morte e l’Ades furon gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè, lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco” (Apoc. 20:11-15).

Un’altra differenza tra i due giudizi è il tempo in cui avverranno, perché quello dei giusti avverrà al ritorno di Cristo quando i giusti risorgeranno in resurrezione di vita (cfr. Luca 14:14), mentre quello degli empi avverrà alla fine del millennio quando tutti gli empi risorgeranno in resurrezione di giudizio.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/05/iddio-giudichera-il-giusto-e-l%e2%80%99empio/