Dio fa grazia a chi vuole far grazia

Dio disse a Mosè: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19), per cui noi abbiamo ricevuto grazia in Cristo non perchè abbiamo voluto ottenere grazia, ma perchè Dio ha voluto farci grazia; il che è totalmente differente.

L’iniziativa dunque l’ha presa Dio anche in merito alla nostra salvezza, perchè Egli ha voluto farci destinatari di questa così grande salvezza in base al Suo proponimento che risale a prima della fondazione del mondo, secondo che dice Paolo ai santi di Efeso: “In lui ci ha eletti, prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi ed irreprensibili dinanzi a lui nell’amore, avendoci predestinati ad essere adottati, per mezzo di Gesù Cristo, come suoi figliuoli, secondo il beneplacito della sua volontà: a lode della gloria della sua grazia, la quale Egli ci ha largita nell’amato suo” (Efesini 1:4-6), ed ai santi di Tessalonica: “Ma noi siamo in obbligo di render del continuo grazie di voi a Dio, fratelli amati dal Signore, perché Iddio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità” (2 Tessalonicesi 2:13).

Questa è la ragione per cui i nostri nomi sono scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, e non dal momento che abbiamo creduto. In merito invece a coloro che non credono, e rifiuteranno di credere fino alla fine, va fatto il discorso inverso, e cioè che non credono e non crederanno perchè non sono stati eletti da Dio a salvezza fin dal principio, e difatti il loro nome non è stato scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo (cf. Apocalisse 13:8; 17:8).
Dunque se noi un giorno ci siamo ravveduti ed abbiamo creduto nel Vangelo, lo dobbiamo al proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere, ma dalla volontà di Colui che chiama (Romani 9:12) la quale ha operato in noi efficacemente dandoci il ravvedimento e la fede mediante cui abbiamo potuto rispondere ‘Sì’ alla chiamata divina. Egli ci ha dato di ravvederci e di credere: il ravvedimento e la fede non sono venuti da noi ma da Lui. Non è dunque dipeso dalla nostra volontà, ma dalla sua libera e sovrana volontà. Che diremo dunque? Che c’è ingiustizia in Dio per avere scelto noi, e non avere scelto gli altri? Così non sia, perchè come abbiamo visto prima Dio ha detto che farà grazia a chi vorrà far grazia. Egli è infatti libero di fare della Sua grazia quello che Lui vuole: farla ad alcuni, e rifiutarla agli altri. D’altronde Egli non è obbligato a fare grazia a nessuno, in quanto gli uomini non meritano nulla da Lui tranne che la condanna eterna. Se dunque Egli fa grazia ad alcuni, lo fa innanzi tutto in virtù della sua natura benevola e misericordiosa, e poi del Suo proponimento, che dipende dalla Sua volontà, perchè Egli “opera tutte le cose secondo il consiglio della propria volontà” (Efesini 1:11).

Questo suo modo di operare nei confronti degli uomini è illustrato in maniera molto chiara in Esaù e Giacobbe, figli di Rebecca, secondo che è scritto che “prima che fossero nati e che avessero fatto alcun che di bene o di male, affinché rimanesse fermo il proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di colui che chiama, le fu detto: Il maggiore servirà al minore; secondo che è scritto: Ho amato Giacobbe, ma ho odiato Esaù” (Romani 9:11-13); ma anche in Faraone, al quale Dio disse tramite Mosè: “Che se ora io avessi steso la mia mano e avessi percosso di peste te e il tuo popolo, tu saresti stato sterminato di sulla terra. Ma no; io t’ho lasciato sussistere per questo: per mostrarti la mia potenza, e perché il mio nome sia divulgato per tutta la terra” (Esodo 9:15-16), e difatti Dio indurò il cuore di Faraone affinchè lui si rifiutasse di lasciar partire il popolo d’Israele dall’Egitto e fosse così colpito dai giudizi di Dio, e forzato dalla Sua mano potente a lasciar partire gli Israeliti dal suo paese (cf. Esodo 4:21; 7:3-5).

Che diremo dunque? Che Dio fa misericordia a chi vuole, e indura chi vuole (cf. Romani 9:22).

Questo ovviamente non significa che gli uomini non hanno una volontà, ma che questa volontà non è libera in quanto anch’essa è sotto il dominio del peccato, e per volgersi a Cristo ha bisogno di essere resa ubbidiente da Dio alla Sua volontà. In altre parole, gli uomini per poter andar a Cristo hanno bisogno di essere attratti ad Esso da Dio (cf. Giovanni 6:44, 65), perchè da soli non potranno mai sentirsi attratti a Cristo, in quanto la loro volontà è corrotta e li spinge a stare lontani da Cristo.

La grazia sia con voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2011/02/18/dio-fa-grazia-a-chi-vuole-far-grazia/

 

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Predicazione dell’ 8 Dicembre 2010 di Giacinto Butindaro

Domande per coloro che asseriscono che ‘il destino se lo crea l’uomo’

Proponimento e Grazia

L’apostolo Paolo, subito dopo avere detto a Timoteo: “Iddio ci ha dato uno spirito non di timidità, ma di forza e d’amore e di correzione. Non aver dunque vergogna della testimonianza del Signor nostro, né di me che sono in catene per lui; ma soffri anche tu per l’Evangelo, sorretto dalla potenza di Dio” (2 Timoteo 1:7-8), dice: “Il quale ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non secondo le nostre opere, ma secondo il proprio proponimento e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù avanti i secoli, ma che è stata ora manifestata coll’apparizione del Salvator nostro Cristo Gesù, il quale ha distrutto la morte e ha prodotto in luce la vita e l’immortalità mediante l’Evangelo, in vista del quale io sono stato costituito banditore e apostolo e dottore” (2 Timoteo 1:9-11).

Vorrei porre l’attenzione su quel ‘ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non secondo le nostre opere, ma secondo il proprio proponimento e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù avanti i secoli’, perché queste parole sono veramente sublimi.

Come potete vedere, l’apostolo Paolo attribuiva la salvezza sua e di Timoteo, come anche la loro chiamata ad essere apostoli (anche Timoteo era un apostolo – 1 Tessalonicesi 1:1; 2:6), perché qua per santa chiamata va intesa la chiamata ad essere apostolo, secondo che dice Paolo ai Corinti: “Paolo, chiamato ad essere apostolo di Cristo Gesù per la volontà di Dio” (1 Corinzi 1:1); al proponimento di Dio e alla Sua grazia.

Il proponimento di Dio, parola questa poco usata e ancor meno amata da molte Chiese, ci parla di proposito, di disegno, di piano, di decisione, in cui noi siamo diventati l’oggetto o i destinatari delle attenzioni di Dio, del suo amore, della sua benignità, della sua grazia, e tutto ciò non in base alla nostra propria volontà o alle nostre opere, ma in base alla volontà di Dio, il Sovrano Onnipotente, che opera tutte le cose secondo il consiglio della propria volontà (Efesini 1:11).

La grazia di Dio, perché il proponimento di Dio nei nostri riguardi era quello di farci grazia in Cristo Gesù, e quindi di giustificarci. Ma Paolo dice qualcosa di altro, che è a dir poco meraviglioso, e cioè che ci è stata fatta grazia in Cristo Gesù avanti i secoli, o come hanno messo alcune traduzioni, prima che il tempo iniziasse. Che diremo dinnanzi a ciò? Ci lamenteremo con Dio per non avere deciso questo nei confronti di tutti gli uomini ma solo verso una parte di essi? Così non sia. Piuttosto glorifichiamolo sia con le nostre parole che con le nostre opere.

Ma vi rendete conto, fratelli, di quello che dice Paolo? Che Dio ci ha fatto grazia in Cristo, avanti i secoli! Ma dove eravamo noi a quel tempo? Cosa facevamo? Cosa potevamo pensare? Non esistevamo e quindi non potevamo né fare alcunché e neppure pensare alcunché. Eppure Dio in base al suo proponimento ci fece grazia! Poi, è chiaro, la grazia è stata manifestata quando è venuto Gesù, perché è scritto che “la grazia e la verità son venute per mezzo di Gesù Cristo” (Giovanni 1:17).

E’ evidente dunque, che la salvezza, come anche il ministerio per chi ha ricevuto anche un ministerio, sono concessi da Dio per grazia in base ad una sua decisione, che probabilmente a molti appare come ingiusta, ma che noi sappiamo è giusta, perché non c’è ingiustizia alcuna in Dio, altrimenti come potrà giudicare il mondo? E poi Dio è libero di fare quello che vuole. Non ha forse detto Dio a Mosè: “Farò grazia a chi vorrò far grazia” (Esodo 33:19)? Chi dunque ardirà contestare la volontà di Dio di far grazia solo ad alcuni? Solo un insensato potrebbe farlo.

Quanto a noi dunque, siamo in obbligo di rendere grazie a Dio in Cristo per averci voluto far grazia avanti i secoli.

Un’ultima cosa: queste parole di Paolo a Timoteo demoliscono fin dalle fondamenta quei ragionamenti fatti da taluni che dicono che la predestinazione riguarda solo il ministerio a cui uno è stato chiamato. Infatti notate che Paolo mette assieme la sua salvezza e il suo ministerio.

La grazia del nostro Signore sia con coloro che lo amano con purità incorrotta.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/08/28/proponimento-e-grazia/

La dottrina della predestinazione nei libri del Nuovo Testamento

La Predestinazione nei vangeli

Matteo
11:25 In quel tempo Gesù prese a dire: Io ti rendo lode, o Padre, Signor del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai savî e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli. 26 Sì, Padre, perché così t’è piaciuto. 27 Ogni cosa m’è stata data in mano dal Padre mio; e niuno conosce appieno il Figliuolo, se non il Padre, e niuno conosce appieno il Padre, se non il Figliuolo e colui al quale il Figliuolo avrà voluto rivelarlo.

13:9 Chi ha orecchi da udire oda. 10 Allora i discepoli, accostatisi, gli dissero: Perché parli loro in parabole? 11 Ed egli rispose loro: Perché a voi è dato di conoscere i mister i del regno dei cieli; ma a loro non è dato. 12 Perché a chiunque ha, sarà dato, e sarà nell’abbondanza; ma a chiunque non ha, sarà tolto anche quello che ha. 13 Perciò parlo loro in parabole, perché , vedendo, non vedono ; e udendo, non odono non intendono . 14 E s’adempie in loro la profezia d’Isaia che dice: Udrete co’ vostri orecchi e non intenderete; guarderete co’ vostri occhi e non vedrete: 15 perché il cuore di questo popolo s’è fatto insensibile , son divenuti duri d’orecchi ed hanno chiuso gli occhi, che talora non veggano con gli occhi e non odano con gli orecchi e non intendano col cuore e non si convertano , ed io non li guarisca . 16 Ma beati gli occhi vostri , perché veggono; ed i vostri orecchi, perché odono! 17 Poiché in verità io vi dico che molti profeti e giusti desiderarono di vedere le cose che voi vedete, e non le videro; e di udire le cose che voi udite, e non le udirono.

Giovanni
1:12 ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome; 13 i quali non son nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma son nati da Dio.

6:37 Tutto quel che il Padre mi dà, verrà a me ; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori

39 E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato: ch’io non perda nulla di tutto quel ch’Egli m’ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno

44 Niuno può venire a me se non che il Padre , il quale mi ha mandato, lo attiri; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 45 E’ scritto nei profeti: E saranno tutti ammaestrati da Dio. Ogni uomo che ha udito il Padre ed ha imparato da lui, viene a me

65 E diceva: Per questo v’ho detto che niuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre.

8:47 Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non le ascoltate; perché non siete da Dio.

9:27 Gesù rispose loro: Ve l’ho detto, e non lo credete ; le opere che fo nel nome del Padre mio, son quelle che testimoniano di me; 26 ma voi non credete, perché non siete delle mie pecore.

10:27 Le mie pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco, ed esse mi seguono;

12:37 E sebbene avesse fatto tanti miracoli in loro presenza, pure non credevano in lui ; 38 affinché s’adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto a quel che ci è stato predicato? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore? 39 Perciò non potevan credere, per la ragione detta ancora da Isaia: 40 Egli ha accecato gli occhi loro e ha indurato i loro cuori, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano , e io non li sani . 41 Queste cose disse Isaia, perché vide la gloria di lui e di lui parlò.

15:16 Non siete voi che avete scelto me , ma son io che ho scelto voi, e v’ho costituiti perché andiate, e portiate frutto, e il vostro frutto sia permanente; affinché tutto quel che chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve lo dia.

19 Se foste del mondo, il mondo amerebbe quel ch’è suo; ma perché non siete del mondo, ma io v’ho scelti di mezzo al mondo, perciò vi odia il mondo

17:2 poiché gli hai data potestà sopra ogni carne, onde egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dato.

6 Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu m’hai dati dal mondo; erano tuoi, e tu me li hai dati ; ed essi hanno osservato la tua parola.

Io prego per loro; non prego per il mondo , ma per quelli che tu m’hai dato, perché son tuoi

11 E io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, essi che tu m’hai dati, affinché siano uno, come noi. 12 Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e niuno di loro è perito tranne il figliuol di perdizione , affinché la Scrittura fosse adempiuta.

24 Padre, io voglio che dove son io, siano meco anche quelli che tu m’hai dati , affinché veggano la mia gloria che tu m’hai data; poiché tu m’hai amato avanti la fondazion del mondo

La dottrina nel libro degli atti

2:22 Uomini israeliti, udite queste parole: Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra voi mediante opere potenti e prodigî e segni che Dio fece per mezzo di lui fra voi, come voi stessi ben sapete, 23 quest’uomo, allorché vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e per la prescienza di Dio , voi, per man d’iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste;

4:27 E invero in questa città, contro al tuo santo Servitore Gesù che tu hai unto, si sono raunati Erode e Ponzio Pilato, insiem coi Gentili e con tutto il popolo d’Israele, 28 per far tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero.

9:15 Ma il Signore gli disse: Va’, perché egli è uno strumento che ho eletto per portare il mio nome davanti ai Gentili, ed ai re, ed ai figliuoli d’Israele;

11:18 Essi allora, udite queste cose, si acquetarono e glorificarono Iddio, dicendo: Iddio dunque ha dato il ravvedimento anche ai Gentili affinché abbiano vita.

13:48 E i Gentili, udendo queste cose, si rallegravano e glorificavano la parola di Dio; e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero

16:14 E una certa donna, di nome Lidia, negoziante di porpora, della città di Tiatiri, che temeva Dio, ci stava ad ascoltare; eil Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo.

18:9 E il Signore disse di notte in visione a Paolo: Non temere, ma parla e non tacere 10 perché io son teco, e nessuno metterà le mani su te per farti del male; poiché io ho un gran popolo in questa città

22:12 Or un certo Anania, uomo pio secondo la legge, al quale tutti i Giudei che abitavan quivi rendean buona testimonianza, venne a me; 13 e standomi vicino, mi disse: Fratello Saulo, ricupera la vista. Ed io in quell’istante ricuperai la vista, e lo guardai. 14 Ed egli disse: L’Iddio de’ nostri padri ti ha destinato a conoscer la sua volontà, e a vedere il Giusto, e a udire una voce dalla sua bocca 15 Poiché tu gli sarai presso tutti gli uomini un testimone delle cose che hai vedute e udite.

La dottrina nelle epistole di Paolo.

La dottrina nella lettera ai Romani
8:28 Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio , i quali son chiamati secondo il suo proponimento. 29 Perché quelli che Egli ha preconosciuti, li ha pure predestinati ad esser conformi all’immagine del suo Figliuolo, ond’egli sia il primogenito fra molti fratelli; 30 e quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati ; e quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati ; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati.

9:1 Io dico la verità in Cristo, non mento, la mia coscienza me lo attesta per lo Spirito Santo: 2 io ho una grande tristezza e un continuo dolore nel cuor mio; 3 perché vorrei essere io stesso anatema, separato da Cristo, per amor dei miei fratelli, miei parenti secondo la carne, 4 che sono Israeliti, ai quali appartengono l’adozione e la gloria e i patti e la legislazione e il culto e le promesse; 5 dei quali sono i padri, e dai quali è venuto, secondo la carne, il Cristo, che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno. Amen. 6 Però non è che la parola di Dio sia caduta a terra; perché non tutti i discendenti da Israelesono Israele ; 7 per il fatto che son progenie d’Abramo, son tutti figliuoli d’Abramo ; anzi: In Isacco ti sarà nominata una progenie. 8 Cioè , non i figliuoli della carne sono figliuoli di Dio: ma i figliuoli della promessa son considerati come progenie. 9 Poiché questa è una parola di promessa: In questa stagione io verrò, e Sara avrà un figliuolo . 10 Non solo; ma anche a Rebecca avvenne la medesima cosa quand’ebbe concepito da uno stesso uomo, vale a dire Isacco nostro padre, due gemelli; 11 poiché, prima che fossero nati e che avessero fatto alcun che di bene o di male, affinché rimanesse fermo il proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di colui che chiama, 12 le fu detto: Il maggiore servirà al minore ; 13 secondo che è scritto: Ho amatoGiacobbe, ma ho odiato Esaù . 14 Che diremo dunque? V’è forse ingiustizia in Dio? Così non sia. 15 Poiché Egli dice a Mosè: Io avrò mercé di chi avrò mercé, e avrò compassione di chi avrò compassione . 16 Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia . 17 Poiché la Scrittura dice a Faraone: Appuntoper questo io t’ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza, e perché il mio nome sia pubblicato per tutta la terra . 18 Così dunque Egli fa misericordia a chi vuole, e indura chi vuole . 19 Tu allora mi dirai: Perché si lagna Egli ancora? Poiché chi può resistere alla sua volontà? 20 Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa formata dirà essa a colui che la formò: Perché mi facesti così? 21 Il vasaio non ha egli potestà sull’argilla, da trarre dalla stessa massa un vaso per uso nobile, e un altro per uso ignobile? 22 E che v’è mai da replicare se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta longanimità de’ vasi d’ira preparati per la perdizione , 23 e se, per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso de’ vasi di misericordia che avea già innanzi preparati per la gloria , 24 li ha anche chiamati (parlo di noi) non soltanto fra i Giudei ma anche di fra i Gentili? 25 Così Egli dice anche in Osea: Io chiamerò mio popolo quello che non era mio popolo, e ‘amata’ quella che non era amata ; 26 e avverrà che nel luogo ov’era loro stato detto: ‘Voi non siete mio popolo’, quivi saran chiamati figliuoli dell’Iddio vivente . 27 E Isaia esclama riguardo a Israele Quand’anche il numero dei figliuoli d’Israele fosse come la rena del mare, il rimanente solo sarà salvato; 28 perché il Signore eseguirà la sua parola sulla terra, in modo definitivo e reciso . 29 E come Isaia avea già detto prima: Se il Signor degli eserciti non ci avesse lasciato un seme, saremmo divenuti come Sodoma e saremmo stati simili a Gomorra . 30 Che diremo dunque?Diremo che i Gentili, i quali non cercavano la giustizia, hanno conseguito la giustizia, ma la giustizia che vien dalla fede; 31 mentre Israele , che cercava la legge della giustizia, non ha conseguito la legge della giustizia. 32Perché? Perché l’ha cercata non per fede, ma per opere. Essi hanno urtato nella pietra d’intoppo , 33 siccome è scritto: Ecco, io pongo in Sion una pietra d’intoppo e una roccia d’inciampo; ma chi crede in lui non sarà svergognato .

11:1 Io dico dunque: Iddio ha egli reietto il suo popolo? Così non sia; perché anch’io sono Israelita, della progenie d’Abramo, della tribù di Beniamino. 2 Iddio non ha reietto il suo popolo, che ha preconosciuto . Non sapete voi quel che la Scrittura dice, nella storia d’Elia? Com’egli ricorre a Dio contro Israele, dicendo: 3 Signore, hanno ucciso i tuoi profeti, hanno demoliti i tuoi altari, e io son rimasto solo, e cercano la mia vita ? 4 Ma che gli rispose la voce divina?Mi son riserbato settemila uomini, che non han piegato il ginocchio davanti a Baal. 5 E così anche nel tempo presente, v’è un residuo secondo l’elezione della grazia. 6 Ma se è per grazia, non è più per opere; altrimenti, grazia non è più grazia. 7 Che dunque? Quel che Israele cerca, non l’ha ottenuto; mentre il residuo eletto l’ha ottenuto ; 8 e gli altri sono stati indurati , secondo che è scritto: Iddio ha dato loro uno spirito di stordimento , degli occhi per non vedere e degli orecchi per non udire, fino a questo giorno . 9 E Davide dice: La loro mensa sia per loro un laccio, una rete, un inciampo, e una retribuzione. 10 Siano gli occhi loro oscurati in guisa che non veggan, e piega loro del continuo la schiena. 11 Io dico dunque: Hanno essi così inciampato da cadere? Così non sia; ma per la loro caduta la salvezza è giunta ai Gentili per provocar loro a gelosia.

25 Perché, fratelli, non voglio che ignorate questo mistero, affinché non siate presuntuosi; che cioè, un induramento parziale s’è prodotto in Israele, finché sia entrata la pienezza dei Gentili; 26 e così tutto Israele sarà salvato,secondo che è scritto: Il liberatore verrà da Sion; 27 Egli allontanerà da Giacobbe l’empietà; e questo sarà il mio patto con loro, quand’io torrò via i loro peccati. 28 Per quanto concerne l’Evangelo, essi sono nemici per via di voi; ma per quanto concerne l’elezione, sono amati per via dei loro padri;

La dottrina nelle lettere ai Corinzi

1° lettera ai Corinzi
1:26 Infatti, fratelli, guardate la vostra vocazione: non ci son tra voi molti savî secondo la carne, non molti potenti , non molti nobili ; 27 ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i savî; e Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; 28 e Dio ha scelto le cose ignobili del mondo , e le cose sprezzate, anzi le cose che non sono , per ridurre al niente le cose che sono, 29 affinché nessuna carne si glorî nel cospetto di Dio. 30 E a lui voi dovete d’essere in Cristo Gesù , il quale ci è stato fatto da Dio sapienza, e giustizia, e santificazione, e redenzione, 31affinché, com’è scritto: Chi si gloria, si glorî nel Signore

La dottrina in Galati.

1:15 Ma quando Iddio, che m’aveva appartato fin dal seno di mia madre e m’ha chiamato mediante la sua grazia, si compiacque 16 di rivelare in me il suo Figliuolo perch’io lo annunziassi fra i Gentili, io non mi consigliai con carne e sangue.

La dottrina in Efesini.

1:4 siccome in lui ci ha eletti, prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi ed irreprensibili dinanzi a lui nell’amore, 5 avendoci predestinati ad essere adottati, per mezzo di Gesù Cristo, come suoi figliuoli, secondo il beneplacito della sua volontà 6 a lode della gloria della sua grazia, la quale Egli ci ha largita nell’amato suo. 7 Poiché in lui noi abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione de’ peccati, secondo le ricchezze della sua grazia; 8 della quale Egli è stato abbondante in verso noi, dandoci ogni sorta di sapienza e di intelligenza 9 col farci conoscere il mistero della sua volontà, giusta il disegno benevolo ch’Egli avea già prima in se stesso formato, 10 per tradurlo in atto nella pienezza dei tempi, e che consiste nel raccogliere sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose: tanto quelle che son nei cieli, quanto quelle che son sopra la terra. 11 In lui, dico, nel quale siamo pur stati fatti eredi, a ciò predestinati conforme al proposito di Colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della propria volontà 12 affinché fossimo a lode della sua gloria, noi, che per i primi abbiamo sperato in Cristo. 13 In lui voi pure, dopo aver udito la parola della verità, l’evangelo della vostra salvazione, in lui avendo creduto , avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso,

2:8 Poiché gli è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non vien da voi; è il dono di Dio

La dottrina in Filippesi.

1:6 avendo fiducia in questo: che Colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù

29 Poiché a voi è stato dato, rispetto a Cristo, non soltanto di credere in lui , ma anche di soffrire per lui

2:13 poiché Dio è quel che opera in voi il volere e l’operare , per la sua benevolenza.

La dottrina della predestinazione in 1 Tessalonicesi

5:9 Poiché Iddio non ci ha destinati ad ira, ma ad ottener salvezza per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo.

La dottrina della predestinazione in 2 Tessalonicesi

2:13 Ma noi siamo in obbligo di render del continuo grazie di voi a Dio , fratelli amati dal Signore, perché Iddio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità.

La dottrina della predestinazione in 2 Timoteo

1:9 il quale ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata , non secondo le nostre opere, ma secondo il proprio proponimento e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù avanti i secoli,

2:24 Or il servitore del Signore non deve contendere, ma dev’essere mite inverso tutti, atto ad insegnare, paziente, 25correggendo con dolcezza quelli che contradicono , se mai avvenga che Dio conceda loro di ravvedersi per riconoscere la verità; 26 in guisa che, tornati in sé, escano dal laccio del diavolo, che li avea presi prigionieriperché facessero la sua volontà.

La dottrina in Tito.

1:1 Paolo, servitor di Dio e apostolo di Gesù Cristo per la fede degli eletti di Dio e la conoscenza della verità che è secondo pietà.

3:5 Egli ci ha salvati non per opere giuste che noi avessimo fatte, ma secondo la sua misericordia , mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo.

La dottrina della predestinazione in Giacomo.

1:18 Egli ci ha di sua volontà generati mediante la parola di verità, affinché siamo in certo modo le primizie delle sue creature.

La dottrina insegnata da Pietro nelle sue due lettere

1 Pietro
1:1 Pietro, apostolo di Gesù Cristo, agli eletti che vivono come forestieri nella dispersione del Ponto, della Galazia, della Cappadocia, dell’Asia e della Bitinia, 2 eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, ad ubbidire e ad esser cosparsi del sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate.

2:8 essi, infatti, essendo disubbidienti, intoppano nella Parola; ed a questo sono stati anche destinati 9 Ma voi siete una generazione eletta, un real sacerdozio, una gente santa, un popolo che Dio s’è acquistato, affinché proclamiate le virtù di Colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua maravigliosa luce ;
2 Pietro
1:1 Simon Pietro, servitore e apostolo di Gesù Cristo, a quelli che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostranella giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo:

3:9 Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni reputano che faccia; ma egli è paziente verso voi, non volendo che alcuni periscano, ma che tutti giungano a ravvedersi.

15 e ritenete che la pazienza del Signor nostro è per la vostra salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo ve l’ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data;

La dottrina nell’apocalisse.

5:9 E cantavano un nuovo cantico, dicendo: Tu sei degno di prendere il libro e d’aprirne i suggelli, perché sei stato immolato e hai comprato a Dio, col tuo sangue, gente d’ogni tribù e lingua e popolo e nazione,

7:9 Dopo queste cose vidi, ed ecco una gran folla che nessun uomo poteva noverare, di tutte le nazioni e tribù e popoli e lingue, che stava in piè davanti al trono e davanti all’Agnello, vestiti di vesti bianche e con delle palme in mano.

13:8 E tutti gli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello che è stato immolato, l’adoreranno.

17:8 La bestia che hai veduta era, e non è, e deve salire dall’abisso e andare in perdizione. E quelli che abitano sulla terra i cui nomi non sono stati scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, si maraviglieranno vedendo che la bestia era, e non è, e verrà di nuovo.

Antonio Sammartino

Il proponimento dell’elezione di Dio

Dio fa misericordia a chi vuole e indura chi vuole
L’apostolo Paolo dice ai Romani: “Perché quelli che Egli ha preconosciuti, li ha pure predestinati ad esser conformi all’immagine del suo Figliuolo, ond’egli sia il primogenito fra molti fratelli; e quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati” (Rom. 8:29-30).
Ora, secondo l’apostolo solo quelli che Dio ha preconosciuti sono stati predestinati ad ottenere la giustificazione. Ma che significa che Dio ha preconosciuto e predestinato alcuni ad essere giustificati? Significa forse semplicemente che Dio sapeva che costoro si sarebbero ravveduti e avrebbero creduto in Cristo e sarebbero stati così giustificati? Ma se fosse così che senso avrebbe parlare di predestinazione nei loro confronti? Non è forse vero che il verbo predestinare, come dice da se stesso, significa ‘stabilire in precedenza’? Facciamo un esempio. Se io decido di comprare un certo campo con lo scopo di destinare una precisa parte di esso, mettiamo caso un decimo, alla costruzione di una casa; ed una altra parte, i nove decimi, alla coltivazione di agrumi, non ho forse deciso il destino di quel campo in anticipo? E quando dopo averlo comprato metto in atto il mio proposito non si può forse dire che quel campo era stato da me predestinato ad essere usato in quella maniera? Certo che si può dire. Dunque se Dio ci ha predestinati ad essere giustificati significa che tra tutti gli uomini da lui creati sulla terra egli, ancora prima che noi lo conoscessimo cioè ancora prima che credessimo, aveva decretato di indurci a credere nel suo Figliuolo Gesù Cristo. Ci fece forza e ci vinse, ci persuase e noi ci lasciammo persuadere; senza sapere assolutamente nulla del suo decreto divino nei nostri confronti. Ma forse tu dirai: Ma sono io che mi sono ravveduto e creduto in Gesù, la scelta è stata la mia, non di Dio! Vorrei allora domandarti: chi ti ha dato il ravvedimento? Non è forse stato Dio secondo che è scritto: “Iddio dunque ha dato il ravvedimento anche ai Gentili affinché abbiano vita”? (Atti 11:18). E chi ti ha dato la fede? Non è forse stato Dio perché Paolo la chiama “il dono di Dio” (Ef. 2:8) e dice che ciò non vien da noi? Che hai dunque che non l’hai ricevuto da Dio? Niente, dunque se ti sei ravveduto ed hai creduto è perché Dio ha voluto darti il ravvedimento e la fede. Lui ti aveva preordinato a vita eterna, per questo tu credesti; nella stessa maniera dei credenti di Antiochia di Pisidia secondo che è scritto: “E tutti coloro che erano preordinati alla vita eterna, credettero” (Atti 13:48 nuova Diodati). Ma forse adesso dirai: Ma sono io che ho voluto andare a Gesù! Sei andato a Gesù perché hai voluto andare a Gesù, è vero questo; ma è altresì vero che sei andato a Gesù perché Dio ha voluto attirarti a Cristo senza che tu sapessi nulla. Non hai mai letto queste parole di Gesù: “Niuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri” (Giov. 6:44), e: “Niuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre” (Giov. 6:65)? Nota bene come per ben due volte Gesù disse “se non”. Dunque ti ribadisco che tu non avresti giammai potuto andare a Gesù SE NON ti fosse stato dato dal Padre di andare a Cristo.
Mi dirai a questo punto: ma allora anche chi non si ravvede e non crede in Gesù, va in perdizione in seguito ad un decreto di Dio nei suoi confronti? Sì, proprio così. Tu allora mi dirai: ma ciò è un ingiustizia, tu fai passare Dio per un Dio ingiusto, senza pietà, che si prende gioco delle sue creature? Ascolta quello che dice la Scrittura e vedrai che non è così come tu dici. L’apostolo Paolo per spiegare come mai solo un residuo del popolo d’Israele ha accettato la salvezza mentre la maggior parte dei Giudei l’hanno rigettata, parla della nascita di Esaù e Giacobbe. Egli dice che “prima che fossero nati e che avessero fatto alcun che di bene o di male, affinché rimanesse fermo il proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di colui che chiama, le fu detto [a Rebecca]: Il maggiore servirà al minore; secondo che è scritto: Ho amato Giacobbe, ma ho odiato Esaù” (Rom. 9:11-13). L’esempio preso da Paolo mostra che Dio scelse Giacobbe e rigettò Esaù ancora prima che nascessero e facessero alcunché di bene o di male. Il loro destino era stato già segnato da Dio prima che nascessero. Dopo che nacquero naturalmente le cose andarono come Dio aveva predetto; perché il maggiore diventò servitore del minore. Ma perché le cose andarono in quella maniera? Semplicemente perché Esaù vendette la sua primogenitura a Giacobbe, e quest’ultimo con l’inganno si appropriò della benedizione che spettava a Esaù? Ovvero le cose andarono in quella maniera perché Esaù e Giacobbe decisero di agire in quella maniera (comportamento sbagliato da ambedue le parti) e basta? Sì i due fratelli si comportarono in quella maniera, ma dietro tutto ciò c’era la mano di Dio che dirigeva tutte le cose affinché le parole dette a Rebecca si adempissero. Fu ingiusto Dio ad agire in quella maniera nei confronti di Esaù e Giacobbe? Così non sia; non è forse vero che lui fa tutto quello che vuole in cielo, in terra e negli abissi (cfr. Sal. 135:6), e che è irreprensibile quando esprime un giudizio di qualsiasi genere esso sia? (cfr. Sal. 51:4). L’apostolo Paolo prevedendo che qualcuno sarebbe stato trascinato a dire che Dio è ingiusto difende l’operare di Dio dicendo: “Che diremo dunque? V’è forse ingiustizia in Dio? Così non sia. Poiché Egli dice a Mosè: Io avrò mercé di chi avrò mercé, e avrò compassione di chi avrò compassione. Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia. Poiché la Scrittura dice a Faraone: Appunto per questo io t’ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza, e perché il mio nome sia pubblicato per tutta la terra. Così dunque Egli fa misericordia a chi vuole, e indura chi vuole” (Rom. 9:14-18). Le parole dell’apostolo sono chiare, molto chiare; e sicuramente questa grande chiarezza disturba non pochi. Si noti che Paolo prende l’esempio di Faraone per attestare che Dio indura chi vuole. Indura chi vuole? Sì proprio così, Dio indura chi vuole. Ma l’esempio di Faraone non è il solo esempio di indurimento prodotto da Dio che troviamo scritto nella Scrittura. Al tempo di Gesù quasi tutti i Giudei furono induriti da Dio affinché non credessero in Gesù. Ecco cosa dice Giovanni: “E sebbene avesse fatto tanti miracoli in loro presenza, pure non credevano in lui; affinché s’adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto a quel che ci è stato predicato? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore? Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia: Egli ha accecato gli occhi loro e ha indurato i loro cuori, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani” (Giov. 12:37-40). Perché non credettero quei Giudei in Gesù? Perché non potevano credere. Il motivo è chiaro, perché Dio indurò i loro cuori e accecò i loro occhi. In altre parole, perché non fu loro dato di credere in Gesù, di andare a Gesù. Si dovevano adempiere le parole del profeta Isaia e quindi non potevano credere. E di chi erano le parole del profeta? Di Dio. Dunque Dio aveva deciso di non far credere la maggior parte dei Giudei. Gesù sapeva questo, infatti è per questo che egli parlava alle turbe in parabole. Egli un giorno disse ai suoi discepoli che gli domandarono perché parlasse alle turbe in parabole: “Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato” (Matt. 13:11). Nonostante ciò però, Gesù pianse su Gerusalemme perché lo aveva rigettato e disse che essi non avevano voluto convertirsi. Ecco le sue parole: “Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto!” (Matt. 23:37). Non avete voluto, disse Gesù. Eppure egli sapeva che non avevano voluto perché Dio aveva indurato i loro cuori e accecato i loro occhi. Questo a dimostrazione che la volontà che l’uomo impiega nel rigettare l’Evangelo gli viene addebitata anche se il suo rigetto rientra nel volere di Dio.
Questo rigetto da parte dei Giudei fu necessario affinché Cristo morisse per i nostri peccati, cioè il fatto che i Giudei perseguitarono Gesù e lo appiccarono per mezzo dei Gentili alla croce fu qualcosa che Dio aveva innanzi determinato che avvenisse per il nostro bene. Pietro infatti disse ai Giudei: “Uomini israeliti, udite queste parole: Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra voi mediante opere potenti e prodigî e segni che Dio fece per mezzo di lui fra voi, come voi stessi ben sapete, quest’uomo, allorché vi fu dato nelle mani, per il determinato consiglio e per la prescienza di Dio, voi, per man d’iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste; ma Dio lo risuscitò, avendo sciolto gli angosciosi legami della morte, perché non era possibile ch’egli fosse da essa ritenuto” (Atti 2:22-24). Si notino molto bene le parole “per il determinato consiglio di Dio e per la prescienza di Dio”. Evidentemente i Giudei non sapevano che così agendo avrebbero adempiuto le parole dei profeti perché Cristo sarebbe morto per gli ingiusti, eppure Dio si usò della loro malvagità, della loro incredulità per far sì che Gesù morisse per i nostri peccati. Non bisogna dunque riconoscere che Dio è savio, e si usa di persone indurite da lui stesso per adempiere i suoi disegni? Sì, proprio così. E non bisogna pure riconoscere che Dio indurendo i cuori degli uomini trae gloria per il suo nome? Sì, infatti sia nel caso di Faraone, citato prima, e sia nel caso dei Giudei che crocifissero Gesù, Dio ha tratto somma gloria. Faraone infatti fu prima da lui umiliato grandemente con segni e prodigi di ogni genere e poi fatto sommergere dalle acque del Mar rosso assieme al suo esercito; al che gli Israeliti si misero a esaltare Dio per la sua grandezza (cfr. Es. 15:1-19). Gesù fu da Dio risorto il terzo giorno per la gioia dei suoi discepoli e di tutti coloro che nel corso dei secoli avrebbero creduto in lui, risurrezione da cui Dio trasse somma lode allora (cfr. Luca 24:53) e ne continua a trarre adesso.
Dopo aver detto che Dio fa misericordia a chi vuole e indura chi vuole, Paolo dice: “Tu allora mi dirai: Perché si lagna Egli ancora? Poiché chi può resistere alla sua volontà? Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa formata dirà essa a colui che la formò: Perché mi facesti così? Il vasaio non ha egli potestà sull’argilla, da trarre dalla stessa massa un vaso per uso nobile, e un altro per uso ignobile? E che v’è mai da replicare se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta longanimità de’ vasi d’ira preparati per la perdizione, e se, per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso de’ vasi di misericordia che avea già innanzi preparati per la gloria, li ha anche chiamati (parlo di noi) non soltanto di fra i Giudei ma anche di fra i Gentili?” (Rom. 9:19-24). Ancora una volta le parole di Paolo sono chiare. Dio è sovrano e ha decretato di trarre dalla massa degli uomini alcuni per la gloria ed altri per la perdizione. Chi siamo noi da potergli replicare?
Che dire allora della volontà dell’uomo se tutte le sue vie dipendono da Dio e il suo destino è già stato segnato da Dio? Diremo che essa, ad insaputa dell’uomo che vive ancora sotto la potestà delle tenebre, viene plasmata da Dio e rivolta nella direzione da lui decretata, per cui chi lui ha predestinato ad essere giustificato sarà messo in grado da Dio (nel tempo da lui fissato) di credere in Gesù Cristo tramite una infinita serie di circostanze, mentre chi è stato preparato per la perdizione non sarà da lui messo in grado di credere.
E che dire allora del dopo avere creduto? Diremo questo. Chi ha creduto deve studiarsi di rendere ferma la sua vocazione ed elezione perseverando nella fede ed essendo zelante nelle opere buone, perché questa è la volontà di Dio. Ma c’è la possibilità che egli perda la giustificazione ottenuta? La risposta è sì, e la Scrittura questo ce lo insegna. Questo avverrà nel caso egli si tirasse indietro commettendo il peccato che mena a morte che consiste nell’abbandono e nel rinnegamento del Signore. Questo lo attestò Dio quando disse a Mosè: “Colui che ha peccato contro di me, quello cancellerò dal mio libro” (Es. 32:33). Anche lo scrittore agli Ebrei attesta ciò in questi termini: “Perché quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo a venire, se cadono, è impossibile rinnovarli da capo a ravvedimento, poiché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figliuol di Dio, e lo espongono ad infamia. Infatti, la terra che beve la pioggia che viene spesse volte su lei, e produce erbe utili a quelli per i quali è coltivata, riceve benedizione da Dio; ma se porta spine e triboli, è riprovata e vicina ad esser maledetta; e la sua fine è d’esser arsa” (Ebr. 6:4-8); ed anche: “Perché, se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non resta più alcun sacrificio per i peccati; rimangono una terribile attesa del giudizio e l’ardor d’un fuoco che divorerà gli avversarî. Uno che abbia violato la legge di Mosè, muore senza misericordia sulla parola di due o tre testimoni. Di qual peggior castigo stimate voi che sarà giudicato degno colui che avrà calpestato il Figliuol di Dio e avrà tenuto per profano il sangue del patto col quale è stato santificato, e avrà oltraggiato lo Spirito della grazia?” (Ebr. 10:26-29).
Come si può dunque conciliare la dottrina della predestinazione con la dottrina che dice che uno che ha creduto può pure perdere la salvezza? Certamente si può conciliare, anche se apparentemente sembra il contrario. In effetti pare che queste dottrine si annullino a vicenda, che siano contraddittorie, ma nella realtà sappiamo che non è così.
Alcune parole in difesa della predestinazione
Si rimane veramente meravigliati nel constatare che una dottrina così ampiamente confermata dalle Sacre Scritture sia così tanto trascurata in seno alle Chiese. E’ molto più facile sentire pastori predicare su certe cose non rivelateci, che sentire pastori predicare sul proponimento dell’elezione di Dio che ci è stato rivelato. Come mai? Le ragioni sono le più svariate.
Certamente una di queste è l’ignoranza da parte di questi pastori, cioè la loro mancanza di conoscenza delle Scritture cosa che purtroppo si deve constatare anche su tante altre dottrine bibliche.
Un’altra ragione è perché il termine PREDESTINAZIONE fa subito pensare alla dottrina ‘una volta salvati sempre salvati’ per cui è meglio non parlare proprio di predestinazione affinché i credenti non si illudano che anche se si comporteranno come vogliono saranno alla fine salvati ugualmente. Ma ciò non è giusto perché l’apostolo Paolo che di predestinazione ne ha parlato parecchio ha messo in svariate maniere in guardia i credenti dall’adagiarsi sul fatto di essere stati predestinati a credere infatti fu lui medesimo che ai santi di Roma nel parlare del troncamento dei rami naturali (i Giudei disubbidienti) e dell’innesto dei rami selvatici (i Gentili che hanno creduto) disse: “Bene: sono stati troncati per la loro incredulità, e tu sussisti per la fede; non t’insuperbire, ma temi. Perché se Dio non ha risparmiato i rami naturali, non risparmierà neppur te. Vedi dunque la benignità e la severità di Dio; la severità verso quelli che son caduti; ma verso te la benignità di Dio, se pur tu perseveri nella sua benignità; altrimenti, anche tu sarai reciso” (Rom. 11:20-22). Dunque se Paolo insegnò ai santi di Roma la predestinazione e nello stesso tempo li mise in guardia dal non volere perseverare nella benignità di Dio, non si capisce proprio perché coloro che sono preposti a pascere il gregge del Signore non debbano fare lo stesso. Perché trascurare una parte così importante e fondamentale del consiglio di Dio per una paura inesistente? Io sono pienamente persuaso che se la dottrina della predestinazione la si insegna dirittamente, non ci sia il minimo pericolo che i credenti si illudano. E’ sufficiente fare presente ai credenti che esiste un peccato che mena a morte dal quale non ci si può ravvedere e che mena in perdizione eterna il credente che lo commetta per fare diradare dalla mente del credente che sente che è stato predestinato qualsiasi pensiero illusorio.
Ma c’è un’altra ragione per cui la predestinazione non viene insegnata nelle chiese, ed è perché purtroppo nel cuore di tanti c’è ancora quel po’ di orgoglio che impedisce loro di riconoscere che se loro sono stati salvati è INTERAMENTE in virtù del proponimento dell’elezione di Dio, cioè perché Dio ha deciso di farli credere, in altre parole perché sono stati preordinati a vita eterna. Questo significa che tutto quello che essi ora possiedono l’hanno ricevuto da Dio e non è qualcosa che viene da loro, dal ravvedimento che li ha portati a umiliarsi davanti a Dio, alla fede con cui hanno ottenuto il perdono e la vita eterna, tutto gli è stato dato da Dio. Ecco perché Paolo domanda ai santi di Corinto: “Che hai tu che non l’abbia ricevuto?” (1 Cor. 4:7), perché Egli sapeva che i santi non avevano nulla che non avessero ricevuto da Dio. Questi credenti però mettono molta, direi troppa enfasi, sul fatto che sono stati loro che hanno voluto ravvedersi, che hanno voluto credere, ecc. Per loro è duro accettare che la loro volontà è stata semplicemente plasmata da quella dell’Onnipotente a loro insaputa. Per loro è inaccettabile che loro sono potuti andare a Gesù solo perché gli è stato dato dal Padre! Ecco perché si turano gli orecchi, o preferiscono non sentire chi parla di predestinazione. Questa è follia, perché significa non riconoscere appieno la sovranità di Dio nell’universo, non si vuole riconoscere la veracità di Dio. Ma soprattutto perché si toglie a Dio una parte della gloria, perché la si prende per sé. Se infatti io dico che ho creduto perché ho voluto credere e non perché Dio ha voluto che io credessi, io non glorifico Dio per avermi dato la fede. Ma allora perché lo devo glorificare? Semplicemente perché io dopo avere scelto Cristo sono stato salvato da Cristo! In altre parole per andare a Cristo ci ho pensato io, ma per la salvezza dell’anima mia ci ha pensato Cristo. Detto ancora in altre parole, la fede per credere in Cristo è stata la mia, quella che invece mi permette di perseverare mi è data da Dio. Come dire insomma, guarda che per la mia salvezza non ha fatto tutto il Signore! L’orgoglio è duro a morire in costoro. Sappiate però voi orgogliosi che questo vostro orgoglio abbassa voi e non Dio, anche se apparentemente è Dio ad essere abbassato. Ma ditemi: che difficoltà incontrate nel riconoscere che il ravvedimento e la fede vi sono stati dati da Dio in virtù del suo proponimento? Ma come mai ammettete con molta facilità che non siete nati la prima volta per la vostra volontà ma per quella dei vostri genitori, o meglio perché lo ha voluto Dio, e poi quando si parla della nuova nascita voi cominciate a dire che siete voi ad avere voluto nascere di nuovo? Ma se si è nati da Dio, non significa forse questo che siamo nati di nuovo per la volontà di Dio e quindi per un suo decreto? Non è forse scritto che egli ci ha generati DI sua volontà (cfr. Giac. 1:18)? Non è forse scritto che noi non siamo nati da volontà d’uomo e né da volontà di carne ma da Dio (cfr. Giov. 1:12-13)? Abbassatevi dunque davanti a Dio, e dategli la gloria, tutta la gloria che egli merita di ricevere anche da voi.
Infine c’è un’altra ragione, e cioè che questa dottrina – a dire di costoro – fa apparire Dio ingiusto perché mentre avrebbe deciso innanzi tempo di salvare alcuni avrebbe pure deciso di mandare in perdizione o lasciare andare in perdizione tutti gli altri. Ma io vorrei domandare a costoro: Ingiusto per quale motivo? Per lasciare andare in perdizione persone che in virtù del fatto che sono sotto condanna meritano di andare in perdizione a motivo della loro ribellione a Dio? E’ un ingiustizia questa? Dio sarebbe ingiusto se desse la salvezza ad alcuni per le loro opere mentre ad altri solo per la loro fede, in questo caso sì che sarebbe ingiusto. Ma il fatto che egli decida di fare grazia a chi vuole Lui non mi pare proprio che sia una ingiustizia. Non è libero il Padrone dei cieli e della terra di fare di quello che possiede quello che gli pare e piace? No, Dio non è ingiusto nel fare grazia a chi vuole e nell’indurire chi vuole. Ma ditemi un po’: ‘Ma allora voi pensate che anche l’anticristo potrà forse ravvedersi e credere in Gesù Cristo?’ Se sì, dovreste spiegarmi che cosa significa che “deve… andare in perdizione” (Ap. 17:8) e che Gesù lo distruggerà col soffio della sua bocca e lo getterà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. Come può avere la possibilità di ravvedersi e credere se è stato predestinato ad essere distrutto ed andare in perdizione? Voi forse direte a questo punto: ‘Ma quello è un caso speciale!’ Ammesso e non concesso che sia così come dite voi, ma è pure sempre un induramento prodotto da Dio in un essere umano come noi. Perché mai dunque Dio lo farebbe nascere per farlo andare in perdizione? Come mai non ci sarà nessuna possibilità per questo essere umano di essere salvato? Se dunque ammettete che l’uomo del peccato deve andare in perdizione perché non volete ammettere che tanti altri (che Dio solo sa) devono andare in perdizione? Se Dio può farlo con uno, che cosa gli impedisce di farlo con un miliardo o dieci miliardi di persone? Che cosa cambierebbe poi tra uno e un miliardo? Sempre un decreto di Dio rimarrebbe. Quindi se voi dite che Dio è ingiusto nell’indurire chi vuole lui, allora è ingiusto nell’indurire anche l’anticristo? Ascoltate, è proprio come dice la Scrittura, e cioè che Dio indura chi vuole e questo lo fa per manifestare i suoi disegni imperscrutabili che noi che siamo polvere e cenere ora non riusciamo a comprendere appieno. Ma verrà il giorno in cui tutti i disegni di Dio saranno resi palesi, le motivazioni di tutte le sue decisioni pure, e allora tutti dovremo riconoscere che anche tutti quei suoi incomprensibili e apparentemente ‘ingiusti’ indurimenti avevano uno scopo ben preciso, quello di glorificare il suo santo nome. Io so questo, che se Dio indurando gli Ebrei del tempo di Gesù contro Gesù stesso ha fornito al mondo la salvezza di cui noi oggi godiamo i frutti, per certo ogni suo altro induramento anche se adesso non lo comprendiamo di certo un giorno dovremo riconoscere che fu fatto per il nostro bene e non per il nostro male.
Ho detto fino adesso perché alcuni non insegnano la predestinazione. Voglio però dire anche perché noi la insegniamo. La ragione è perché è una dottrina biblica e perciò sana nel senso che fa bene a coloro che l’accettano. Il bene che i fratelli ne ricevono è che vedono nella maniera in cui Dio li ha condotti a Cristo una manifestazione mirabile della sua potenza, della sua sapienza, e soprattutto del suo incondizionato amore verso di loro. Essi possono così riconoscere che Dio li ha amati ancora quando giacevano nelle tenebre e ha fatto sì che in un particolare momento della loro esistenza lo conoscessero tramite Cristo. E’ Lui dunque che ha voluto farsi conoscere a loro, senza che loro sapessero nulla o della sua esistenza o del fatto che Dio volesse farsi conoscere da loro. Esaminando poi la loro vita passata al servizio dell’iniquità e della vanità riconosceranno come Dio in una maniera incomprensibile ha guidato i loro passi anche quando servivano il peccato con tutte le loro forze, in maniera tale da portarli, nel posto e nel tempo da lui fissato, ad accettare Cristo. Ognuno ha la sua storia, e sa come se non fosse stato per innumerevoli circostanze create e concatenate tra esse dal nostro grande Iddio noi oggi non saremmo dei credenti ma ancora degli increduli e magari pure all’inferno. Il grido che esce dal cuore di chi riconosce che Dio lo ha amato e lo ha guidato e preservato dalla morte anche quando era un peccatore è quindi sì ‘Dio è amore!’, ma anche ‘Dio regna, e da lui dipendono chi erra e chi fa errare’. Riconoscendo dunque la sua elezione, il credente farà di tutto per confermare la sua vocazione celeste, e si santificherà nel timore di Dio per onorare colui che ha voluto chiamarlo alla gloria. Una così eccellente vocazione va onorata in ogni maniera, a costo di morire. E poi, il credente anche nei momenti più brutti della sua vita, nel sapere che Dio lo ha eletto avanti la fondazione del mondo si sentirà sollevato e consolato grandemente, perché saprà che colui che non lo abbandonò quando ancora era perduto non lo abbandonerà neppure adesso perché egli è del Signore per l’eternità. E’ manifesto dunque che la dottrina della predestinazione è una dottrina edificante perché edifica la chiesa; le dottrine non edificanti sono altre. Forse però qualcuno dirà che la dottrina della predestinazione è ‘poco edificante’, per cui vorrei domandare a costoro: ‘Come può una dottrina ‘poco edificante’ edificare così tanto i fratelli?’
Giacinto Butindaro