L’Eterno prende piacere nel suo popolo

È scritto che ‘l’Eterno prende piacere in quelli che lo temono, in quelli che sperano nella sua benignità’ (Salmi 147:11), e questo ‘perché l’Eterno prende piacere nel suo popolo, egli adorna di salvezza gli umili.’ (Salmi 149:4)

Salvatore Larizza

Non possono piacere a Dio

È scritto che ‘quelli che sono nella carne, non possono piacere a Dio’ (Romani 8:8), poiché come dice bene l’apostolo Paolo, ‘ciò a cui la carne ha l’animo è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio, e neppure può esserlo.’ (Romani 8:7)

Salvatore Larizza

Colui che è gradito a Dio

vitaChi è colui che Dio gradisce? Iddio gradisce colui che ha la fede. Solo colui che ha la fede? Si. Perché? Perché senza la fede è impossibile piacerGli. (cfr. Ebrei 11:6; Romani 8:8) E se uno smette di avere fede in Lui? Iddio smette di gradirlo. (cfr. Ebrei 10:38)

Colui che ha la fede in Gesù, viene gradito da Dio perchè viene giustificato e quindi dichiarato GIUSTO, comincia ad avere comunione con Dio e quindi diventa un AMICO DI DIO, viene santificato e quindi dichiarato SANTO, nasce dall’alto d’acqua e di Spirito e quindi acquisisce il diritto di essere chiamato FIGLIUOLO DI DIO, viene liberato dalla schiavitù del peccato, che lo teneva prigioniero, e dunque diventa LIBERO!

Chi ha la fede in Gesù, essendo che viene vivificato, ha VITA ETERNA!

Colui invece che non ha la fede in Gesù, non viene da Lui gradito perché è un INGIUSTO, un NEMICO DI DIO e quindi l’ira di Dio resta sopra lui. Essendo un PECCATORE e non avendo ricevuto la nuova nascita continuerà ad essere chiamato FIGLIUOLO D’IRA e avendo ancora le funi del peccato attorno a sé continuerà ad essere SCHIAVO DEL PECCATO!

Chi non ha la fede in Gesù, essendo morto spiritualmente, NON VEDRA’ LA VITA!

Se desideri dunque essere gradito a Dio e ottenere pace con Lui devi credere in Gesù Cristo.

Se invece prendi piacere a contrastare Iddio e la Sua volontà, a motivo del tuo cuore caparbio e malvagio, e non ti curi affatto di piacere a Dio, sappi che ti aspetta un tormento eterno, un tormento dal quale vorrai scampare ma non potrai.

Ora sai cosa fare, io son netto del tuo sangue.

 

Salvatore Larizza

I vizi e le virtù

I nemici dei cristiani sono i vizi e contro di essi bisogna combattere con le virtù, curare i mali coi rimedi ad essi opposti, sicchè la dottrina cacci l’ignoranza, la pazienza vinca l’ingiuria, la modestia resista alla superbia, alla pigrizia si opponga la diligenza, contro la crudeltà pugni la clemenza, abbattano l’ipocrisia la mente religiosa, sincera e cara a Dio, e l’animo puro che cerca di piacere a Dio soltanto.

Sebastiano Castellione 

(Nella prefazione alla Bibbia al Re d’Inghilterra)

Tratto da : ‘Fede, Dubbio e Tolleranza’, pag. 57-58

Abele, un tipo di Cristo

abeleAbele fù un uomo giusto, poichè visse per fede (cfr. Matteo 23:35). Fù un pastore di pecore (cfr. Genesi 4:2). Fù il primo uomo ad essere odiato e ucciso a motivo delle sue opere giuste (cfr. 1Giovanni 3:12) e il cui sangue gridò a Dio dalla terra (cfr. Genesi 4:10). E’ scritto che ‘per fede Abele offerse a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo d’essa gli fu resa testimonianza ch’egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo d’essa, benché morto, egli parla ancora.’ (Ebrei 11:4) Abbiamo un esempio dunque in Abele, un esempio di un uomo che benché morto, parla ancora, affinché possiamo imitare la sua fede; ma abbiamo altresì un esempio ancora più perfetto di quello di Abele, abbiamo l’esempio di un uomo che fù odiato e ucciso anch’Egli senza cagione, l’esempio di un uomo che ‘dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è posto a sedere alla destra di Dio’ (Ebrei 10:12)! Un uomo che offrì un sacrificio più eccellente di quello di Abele, e il cui sangue parla meglio di quello di Abele (cfr. Ebrei 12:24) : il sommo Pastore Cristo Gesù! Colui che disse : ‘io sono il primo e l’ultimo, e il Vivente; e fui morto, ma ecco son vivente per i secoli dei secoli’ (Apocalisse 1:18a).

A Lui sia la gloria e l’imperio, nei secoli dei secoli. Amen.

Salvatore Larizza

Tutte le parti sgradevoli

Parti sgradevoliTanti «pastori», per piacere agli uomini, hanno eliminato dalle loro predicazioni tutte quelle parti della Parola che sono sgradevoli sia alle loro orecchie che a quelle di coloro che li ascoltano. Il loro cuore è esercitato alla cupidigia, e il loro obbiettivo è sedurre il cuore dei semplici usando un parlare dolce e lusinghevole. Ah, se potessero! Eliminerebbero anche materialmente quelle parti dalla Bibbia, perché le odiano.

Giacinto Butindaro

C’è un prezzo da pagare

Quanto costa piacere al Signore anziché agli uomini?

Molto, ma vale la pena pagare questo prezzo. Prima di noi lo hanno pagato i profeti e gli apostoli, che furono approvati da Dio e da Lui onorati e ricompensati.

Coloro che invece vogliono piacere agli uomini anziché a Dio, sono dei ribelli e non sono per nulla approvati da Dio, quantunque a molti danno l’impressione di esserlo.

Chi ha orecchi da udire oda.

Giacinto Butindaro

 

Bisogna piacere a Dio anziché agli uomini

Molti predicatori per cattivarsi l’amicizia ed il sostegno finanziario di molte Chiese non parlano più di tutta la sana dottrina di Dio ma solamente di una piccola parte per non urtare l’animo di quelli che rifiutano di accettare l’altra parte.
Ma allora se è così, cattiviamoci pure l’amicizia dei peccatori, degli ubriachi, dei sodomiti, dei ladri e dei fornicatori non dicendogli di ravvedersi dalle loro opere morte, e non diciamogli neppure che se non si ravvedono periranno nel fuoco eterno, perché questo potrebbe urtarli! Lungi da noi questo!

Paolo disse ai Galati: “Vado io forse cercando di conciliarmi il favore degli uomini, ovvero quello di Dio? O cerco io di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo” (Galati 1:10).
Quindi chi cerca il favore di Dio non si tira indietro dall’annunziare nessuna parte del consiglio di Dio perchè a lui non importa nulla del favore degli uomini; chi lo fa invece dimostra di tenere il favore degli uomini in più alta considerazione del favore di Dio ed in questo agisce male.

Giovanni il Battista riprese Erode il Tetrarca a motivo di Erodiada, moglie di suo fratello, che lui s’era sposata (ed anche per tutte le malvagità che egli aveva commesse), e per questa ragione Erodiada gli serbava rancore e bramava farlo morire. Certamente, se Giovanni avesse cercato il favore degli uomini o quello dello stesso Erode che viveva nell’adulterio non avrebbe ripreso Erode.
Anche Gesù se avesse cercato il favore degli uomini non avrebbe chiamato Dio suo Padre, e non avrebbe ripreso neppure gli scribi ed i Farisei a motivo della loro malvagità ed ipocrisia.

L’apostolo Paolo sapeva che i filosofi greci non credevano nella risurrezione dei morti, ma ciò nonostante ad Atene, quando ebbe l’opportunità di parlare nell’Aeropago non cercò di non menzionarla per paura della reazione degli Ateniesi e dei forestieri che l’ascoltavano.

Davanti a Felice, il governatore, quando questi lo mandò a chiamare l’apostolo Paolo parlò con franchezza di giustizia, di temperanza e del giudizio a venire tanto che Felice tutto spaventato lo mandò via. Paolo non lusingò affatto Felice perchè non fu preso dalla paura che parlargli in quella maniera avrebbe potuto significare attirarsi la sua inimicizia e magari rimanere in prigione ancora più tempo del previsto.

A Cesarea, nella sala d’udienza, davanti al re Agrippa ed a Berenice ed ai tribuni ed ai principali della città Paolo parlò con franchezza di come si era convertito al Signore e come il Signore Gesù gli era apparso in una visione e gli aveva parlato non curante di quale sarebbe stata la reazione di quelli che lo ascoltavano.

Ed il tempo verrebbe meno se parlassi di come parlarono i profeti al popolo d’Israele, ai suoi capi, ai suoi sacerdoti, ai suoi pastori che avevano abbandonato l’Eterno e la sua legge. Perchè parlarono con franchezza da parte di Dio, senza omettere nulla di quello che Dio comandava loro di dire al popolo caparbio e ribelle. Se volete sapere cosa significhi parlare con franchezza andate a leggere quello che dissero i profeti antichi ai ribelli e capirete come essi esposero le loro vite e le misero a repentaglio proprio perchè con ogni franchezza dissero al popolo ciò che doveva fare e ciò che doveva smettere di fare per piacere a Dio.

Dunque, fratelli, imitiamo coloro che pur sapendo che il loro messaggio sarebbe stato disprezzato e rigettato da tanti, lo trasmisero lo stesso con ogni franchezza, non nascondendo nulla di quello che dovevano dire da parte di Dio. E questo perché loro si studiavano di piacere a Dio e non agli uomini.

Non imitate affatto invece tutti quei predicatori dal parlare sibillino, non chiaro, nebuloso, confuso, doppio, che rifiutano di parlare di certe cose che sono scritte nella Bibbia perché vogliono piacere agli uomini anziché a Dio. Costoro non sono servitori di Cristo, ma di Mammona, ossia del loro ventre. Da essi ritiratevi per il bene dell’anima vostra.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/01/bisogna-piacere-a-dio-anziche-agli-uomini/