Consapevolezza del proprio stato di grazia, e dell’eventuale possibilità di scadere da esso

SALVEZZA E TIMOREFratelli, l’apostolo Paolo non era forse consapevole del fatto che Dio lo avesse SCELTO e appartato per l’evangelo fin dal seno di sua madre e che fosse stato da Lui chiamato (cfr. Galati 1:15-16)? E non era forse consapevole del fatto che egli ricevette misericordia da parte di Dio (cfr. 1Timoteo 1:12-14)? Si che lo era, le Scritture ce lo attestano. Ma le Scritture ci attestano altresì che l’apostolo Paolo, benchè avesse piena certezza di tutto ciò, disse pure a Timoteo queste parole : ‘se lo rinnegheremo, anch’egli ci rinnegherà’ (2Timoteo 2:13). Ora, se l’apostolo Paolo non credeva affatto che questa possibilità di rinnegare il Signore potesse giammai avverarsi nella sua vita, perchè l’ha scritto? Perchè ha scritto a Timoteo quelle parole includendosi anche lui in questa eventuale possibilità? Se egli non credeva affatto che potesse accadergli mai una simile cosa, voi pensate che la sua esortazione avrebbe avuto un senso? E Timoteo quando ricevette queste sue parole, cosa pensò? Forse che Paolo era fuori di senno? Oh, no fratelli, Timoteo ha ben compreso quelle parole di Paolo, perché anche lui era ben consapevole, come Paolo, che una simile cosa poteva avverarsi anche nella loro vita. Ora, dico io a coloro che continuano ad affermare che non è affatto possibile che una persona, che sia stata salvata veramente dal Signore, non possa mai arrivare a rinnegare il Signore e ad essere cosi da Lui rinnegato; dico, ma non avrebbe dovuto dire Paolo a Timoteo : ‘chi lo rinnegherà, sarà da Lui rinnegato’? O meglio ancora, non avrebbe dovuto dire ‘chi lo rinnegherà e perchè non l’ha mai conosciuto’? O ancora ‘noi non è possibile che lo rinnegheremo, ma sappi che ci saranno coloro che lo faranno’? Non pensate voi che se l’apostolo Paolo, non avesse creduto veramente che ci potesse essere questa possibilità, avrebbe di conseguenza parlato diversamente? E lo stesso discorso vale anche per lo scrittore agli Ebrei quando dice ‘se pecchiamo volontariamente’ (cfr. Ebrei 10:26). Riflettete fratelli, ma voi pensate che una persona, consapevole della propria elezione in Cristo e quindi del proprio stato di grazia, e altresi consapevole che non sia possibile mai scadere da quello stato; avrebbe giammai parlato in questa maniera? E ora, mi rivolgo a voi che state leggendo, e che siete tra coloro che avete sperimentato la grazia di Dio e che siete persuasi che il vostro nome sia scritto nei cieli : ‘Se oggi voi doveste scrivere delle epistole ai santi, scrivereste loro le medesime parole che scrissero allora gli apostoli, includendovi anche VOI, come fecero loro, in questa eventuale possibilità di ‘rinnegare il Signore’ o di ‘peccare volontariamente’, dopo averlo conosciuto VERAMENTE?’ Prima di rispondere, vi ricordo che l’apostolo Paolo scrisse ai santi di Corinto queste parole : ‘Ma siccome abbiam lo stesso spirito di fede, ch’è in quella parola della Scrittura: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo, e perciò anche parliamo’ (2Corinzi 4:13); quindi sappiate che l’apostolo Paolo non parlava affatto tanto per dire; ma ciò che Egli diceva, per iscritto o a voce, LO CREDEVA!

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta.

Salvatore Larizza

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Jezabel non va tollerata

Nella lettera che Cristo Gesù ordinò a Giovanni di scrivere all’angelo della Chiesa di Tiatiri troviamo scritto quanto segue: “Ma ho questo contro a te: che tu tolleri quella donna Jezabel, che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servitori perché commettano fornicazione e mangino cose sacrificate agl’idoli. E io le ho dato tempo per ravvedersi, ed ella non vuol ravvedersi della sua fornicazione. Ecco, io getto lei sopra un letto di dolore, e quelli che commettono adulterio con lei in una gran tribolazione, se non si ravvedono delle opere d’essa. E metterò a morte i suoi figliuoli; e tutte le chiese conosceranno che io son colui che investigo le reni ed i cuori; e darò a ciascun di voi secondo le opere vostre” (Apocalisse 2:20-23).

Come potete vedere dunque, fratelli, c’era una donna nella chiesa di Tiatiri che si diceva profetessa e insegnava e seduceva dei servitori di Cristo affinché questi trasgredissero i comandamenti di Cristo, infatti li induceva con la sua astuzia, perché si seduce con l’astuzia, a commettere fornicazione con lei e a mangiare cose sacrificate agli idoli. Non sappiamo i ragionamenti che questa donna facesse per avallare sia la fornicazione che il mangiare le cose sacrificate agli idoli, ma sicuramente erano dei ragionamenti vani di cui però erano rimasti vittima dei servi di Cristo.

L’angelo di quella Chiesa però, cioè il suo conduttore, invece che ammonirla e riprenderla immediatamente e pubblicamente affinché riconoscesse i suoi peccati, la tollerò. Così facendo naturalmente permise a quella donna di perseverare indisturbata nella sua opera di seduzione in seno a quella Chiesa.

Il Signore Gesù, visto questo allora, riprese il conduttore di quella Chiesa per la sua colpa, perché agli occhi del Signore, tollerare coloro che insegnano eresie e seducono i credenti è una colpa.

Dunque, alla luce della Scrittura, coloro che in seno alle Chiese insegnano false dottrine e inducono con la loro astuzia i santi a peccare, VANNO AMMONITI E RIPRESI E NON TOLLERATI. Chi li tollera si attira l’ira di Dio perché non sta facendo altro che contribuire in una certa misura alla diffusione della menzogna e del peccato in mezzo al campo di Dio.

Ora, Jezabel era una donna, che essendo stata sedotta dal nemico, prima si era messa ad insegnare, cosa che è vietato alla donna di fare, e poi si era pure messa ad insegnare delle false dottrine, inducendo dei credenti a peccare.

Oggi ci sono molte donne come Jezabel, che si sono appropriate del pulpito – e molte di esse si dicono profetesse – e da esso diffondono le loro menzogne, e la dissolutezza presentata da loro come libertà in Cristo. E queste donne in tutto il mondo stanno facendo dei danni enormi, che sono sotto gli occhi di tutti. Ma come ai giorni dell’apostolo Giovanni, anche oggi queste moderne Jezabel sono tollerate da molti pastori e non pastori, i quali hanno paura di farsele nemiche assieme alle loro vittime.

No, fratelli, queste donne ribelli vanno ammonite pubblicamente, e da esse bisogna mettere in guardia i fratelli, perché cercano il male del popolo di Dio. Da quello che ho potuto appurare queste moderne Jezabel hanno molta presa sui giovani, in particolare le ragazze, perché assecondano i loro desideri carnali, cioè le loro passioni giovanili. Ecco perché sono seguite e osannate da tanti giovani.
Dunque, massima attenzione, bisogna ammonire queste Jezabel a motivo delle loro menzogne e lascivie, non stare in silenzio. Dobbiamo farlo, per amore della verità e degli eletti.

Ricordatevi che chi sa fare il bene e non lo fa, commette peccato (Giacomo 4:17)

Naturalmente, se queste donne poi non si ravvederanno delle loro menzogne e inique opere, saranno punite da Dio come meritano, assieme a coloro che sono stati sedotti da esse e che anch’essi non hanno voluto saperne di ravvedersi.

La grazia del nostro Signore sia con voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/05/jezabel-non-va-tollerata/