Remo Cristallo, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche Pentecostali (FCP): la decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali va rispettata ma non condivisa

Ecco in che cosa consiste la decisione presa dal Sinodo Valdese dell’agosto 2010 a proposito delle coppie omosessuali.
‘A conclusione di un lungo, articolato ed approfondito dibattito – si legge in un comunicato – il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi ha approvato con un ordine del giorno la benedizione di coppie dello stesso sesso, laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni’. ‘Il Sinodo – prosegue la nota – riconosce le differenze nel percorso di integrazione e riconoscimento delle persone omosessuali nelle chiese locali, ed invita al rispetto delle diverse sensibilità dei membri di chiesa’. Il Sinodo valdese, “consapevole del fatto che la benedizione, nel contesto esclusivamente liturgico e pastorale delle nostre chiese, testimonia un riconoscimento ed una condivisione annunciata e proclamata della Grazia di Dio rivolta ad ogni creatura umana, esprime con forza la sua convinzione che le parole e la prassi di Gesù, così come esse ci sono testimoniate negli Evangeli, non possono che chiamarci all’accoglienza di ogni esperienza e di ogni scelta improntate all’amore quale dono di Dio, liberamente e consapevolmente vissuto e scelto’.

Vorrei che notaste in particolare la frase ‘le parole e la prassi di Gesù, così come esse ci sono testimoniate negli Evangeli, non possono che chiamarci all’accoglienza di ogni esperienza e di ogni scelta improntate all’amore quale dono di Dio, liberamente e consapevolmente vissuto e scelto’, che nella pratica significa che in base alle parole e alla condotta di Gesù, noi suoi discepoli siamo chiamati ad accogliere i ‘Cristiani omosessuali’, perché fratelli e sorelle che si amano di un amore donatogli da Dio, che viene da loro vissuto e scelto consapevolmente!

Questa decisione è stata naturalmente accolta favorevolmente dagli omosessuali.

Il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè definisce la Chiesa Valdese ‘amica della comunità lgbt’ da anni e per questo ‘Arcigay invita, ogni anno, i propri soci a devolvere l’8 per mille a questa confessione cristiana’; Franco Grillini, responsabile dei diritti civili e dell’associazionismo dell’Italia dei Valori ha detto: ‘Da oggi siamo tutti un po’ valdesi. La decisione del Sinodo Valdese di impartire la benedizione anche alle coppie omosessuali rappresenta una svolta storica nel cristianesimo italiano e dimostra la grande apertura della confessione della chiesa Valdese. E conferma, soprattutto, la piena e perfetta compatibilita’ tra cristianesimo e diritti civili’; e Imma Battaglia, presidente di Di’ Gay Project pensa che ‘la gente, forse, con questo gesto potrebbe riavvicinarsi alla religione’.

Ora, in un intervista a Remo Cristallo, che è pastore di una Chiesa Pentecostale ad Aversa (CE), ed anche presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche Pentecostali in Italia, che si trova a questa pagina del sito della Chiesa valdese, quest’ultimo, tra le altre cose, ha detto su questa decisione del Sinodo valdese: ‘Ogni decisione presa in pura coscienza e con libertà va rispettata sempre quando essa non provoca danni ad altre persone; ma la condivisione non può essere riferita solo a questa dimensione. La condivisione attiene la visione della vita e i valori su cui essa poggia; per i cristiani evangelici tutto ciò ha un unico punto di riferimento: la rivelazione divina così come le Scritture la propongono. Perciò, di fronte a decisioni di questo tipo la comprensione che si ha della rivelazione di Dio e il valore che si attribuisce alle Scritture nel definirla diventano decisive e dirimenti. Poiché è chiaro che la decisione del Sinodo presuppone un valore relativo di quanto la Scrittura propone sull’omosessualità non può essere condivisa da chi invece attribuisce a quella proposta un valore assoluto. Ecco perché la decisione va rispettata, ma non può essere condivisa.Tuttavia, bisogna anche tener presente che il Sinodo è un eccellente organo di democrazia rappresentativa dove i deputati votano secondo la loro coscienza e senza vincolo di mandato; chissà quale sarebbe il risultato se la questione fosse decisa da un referendum tra i membri di chiesa chiamati a esprimersi uno per uno e nel segreto di un’urna’.

Ora, fermo restando che nell’intervista Remo Cristallo ha ribadito la sua posizione contro l’omosessualità, ma lo ha fatto con un linguaggio annacquato e leggero, lascia sconcertati e perplessi questa sua dichiarazione: ‘‘Ogni decisione presa in pura coscienza e con libertà va rispettata sempre quando essa non provoca danni ad altre persone …. Ecco perché la decisione va rispettata, ma non può essere condivisa’.

E questo perché un ministro di Dio, attaccato alla fedel Parola, che si studia di piacere al Signore anziché agli uomini sia con le sue parole che con la sua condotta, non può assolutamente mostrare nessun rispetto verso la decisione del Sinodo Valdese, perché essa è una decisione in abominio nel cospetto di Dio, perché essa non è altro che una chiara approvazione dell’omosessualità, anzi dirò di più, perché fa passare Dio per un Dio che benedice le case degli empi quando la Scrittura dice invece che la maledizione di Dio è nella casa dell’empio (Proverbi 3:33).

Ma spieghiamo meglio perché il linguaggio usato da Remo Cristallo è assolutamente errato alla luce di quello che afferma la Sacra Scrittura, che è la Parola di Dio, e quindi esso è da biasimare.

Dio ha in abominio sia l’omosessualità che gli omosessuali, secondo che è scritto: “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole” (Levitico 18:22), ed anche: “Se uno ha con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; dovranno esser messi a morte; il loro sangue ricadrà su loro” (Levitico 20:13). Ecco perché secondo la legge di Mosè, che è una legge santa, giusta e buona, coloro che si davano all’omosessualità dovevano essere messi a morte. Ed è sempre per questa ragione che gli omosessuali non erediterrano il regno di Dio ma prima andranno nell’Ades, che è un luogo di tormento nel cuore della terra, e poi in quel giorno risorgeranno per comparire davanti al trono di Dio ed essere giudicati e condannati al fuoco eterno, dove saranno tormentati notte e giorno nei secoli dei secoli.

La decisione del Sinodo Valdese è una decisione quindi che si oppone nettamente al sentimento di Dio, il Creatore di tutte le cose, in quanto è una chiara approvazione dell’omosessualità e degli omosessuali in mezzo alla Chiesa. In altre parole, questa decisione dice in sostanza che non c’è assolutamente niente di male nell’omosessualità e quindi nel fatto che un Cristiano sia omosessuale! Per i Valdesi si può essere sia eterosessuali che omosessuali, perché anche l’omosessualità è una forma di amore donato da Dio agli uomini! E quindi, per i Valdesi anche gli omosessuali erediteranno il Regno di Dio!

Ora, rispettare significa ‘onorare, stimare, riconoscere la dignità, il valore di qualcosa’. Bisogna dunque porsi questa domanda: ‘Alla luce di quanto dice la Scrittura, la decisione del Sinodo Valdese possiede qualche valore o qualche dignità, che va rispettata?’ No, anzi possiede tutte le caratteristiche per essere disprezzata, detestata, e rigettata, perché essa è UNA FORMA DI MALE. Non ha forse detto l’apostolo Paolo: ‘Aborrite il male” (Romani 13:9)?

Remo Cristallo arriva a dire implicitamente che questa decisione del Sinodo è da rispettare perché presa in pura coscienza e con libertà, ed oltre a ciò perché non provoca danni ad altre persone, infatti ha detto che ‘Ogni decisione presa in pura coscienza e con libertà va rispettata sempre quando essa non provoca danni ad altre persone’.

Ma come si fanno a dire queste cose storte? La decisione del Sinodo Valdese è stata presa con una cattiva coscienza, perché coloro che hanno espresso voto favorevole ad essa hanno rigettato la buona e pura coscienza, in quanto hanno naufragato quanto alla fede (1 Timoteo 1:19). Costoro non si studiano affatto di conservare una coscienza pura e buona dinnanzi a Dio e agli uomini, come facevano gli apostoli.

E oltre a ciò, questa decisione è stata presa nella libertà secondo la carne, cioè con la libertà resa da loro un’occasione alla carne (Galati 5:13) che la Bibbia condanna. In altre parole, questa decisione non è altro che il risultato della ribellione contro i comandamenti di Dio che è in atto nelle Chiese Valdesi e Metodiste.

Ed in virtù di ciò la decisione del Sinodo provoca danni alle persone. Innanzi tutto provoca un danno agli omosessuali, che sono degli empi, perché con questa decisione si fa loro del male, in quanto invece che distoglierli dal loro perverso modo di agire che li porta all’inferno, si fortificano le loro mani affinché persistano nel fare ciò che è male agli occhi di Dio. Non è forse questo provocare un danno alle altre persone? E oltre a ciò, questa decisione provoca dei danni alle Chiese Valdesi e Metodiste, in quanto permette al lievito di malizia e di malvagità di continuare la sua opera nefasta in mezzo a queste chiese, in quanto la Scrittura dice che “un po’ di lievito fa lievitare tutta la pasta” (1 Corinzi 5:6). Queste Chiese quindi con questa decisione non si sono purificate del vecchio lievito, come comanda di fare la Scrittura, ma hanno aiutato la sua opera distruttiva. Non è anche questo provocare un danno alle altre persone?

E’ evidente dunque che il linguaggio di Remo Cristallo è da riprovare e rigettare, perché nasconde delle insidie e delle ambiguità. Non si può infatti dire da un lato che non si condivide quella decisione, e dall’altro che la si rispetta, anzi che la si deve rispettare, quando è evidente che questa decisione annulla la Parola di Dio, incita al peccato, fortifica le mani dei peccatori, fa passare Dio per un Dio che si compiace nell’omosessualità degli uomini, che addirittura benedice la casa degli empi. Bisogna semmai dire che oltre a non condividerla, noi la disprezziamo, la rigettiamo, la aborriamo, la detestiamo. Usiamo i verbi appropriati ed anche le espressioni appropriate al caso: quelli che ci impone la Sacra Scrittura e la nostra coscienza per lo Spirito.

Basta con il linguaggio diplomatico, con il linguaggio politico, che purtroppo si fa sempre più strada anche in mezzo alle Chiese, che viene usato per motivi interessati, cioè per non andare a guastare rapporti di amicizia che sono molto comodi e vantaggiosi. In questo caso i rapporti con la Chiesa Valdese, che nei rapporti con lo Stato Italiano può dare una mano notevole anche alla Federazione delle Chiese Evangeliche Pentecostali, come l’ha data alle Assemblee di Dio in Italia soprattutto nell’ottenere l’intesa con lo Stato e l’8 per mille.

E’ ora di denunciare queste alleanze, queste amicizie, che stanno contribuendo a diffondere un relativismo dottrinale e morale anche in mezzo alle Chiese Pentecostali, e a far adottare un linguaggio non chiaro, ma sibillino e ambiguo, anche in questioni di fondamentale importanza. Ma ve li immaginate i profeti, o Gesù o gli apostoli usare un linguaggio del genere nei confronti di coloro che al loro tempo con le loro decisioni annullavano la Parola di Dio? Io non riesco neppure ad immaginare una cosa del genere, e questo perché leggendo i profeti, e i Vangeli, come gli Atti e le epistole, scorgo un linguaggio chiaro, franco, senza ombre di nessun genere, nei confronti del male e di coloro che lo approvavano o lo facevano.

Affermare che la decisione del Sinodo Valdese sulla benedizione delle coppie omosessuali non va condivisa ma va rispettata, sarebbe come dire che Gesù disse che le dottrine di uomini insegnate dai Farisei, che annullavano la Parola di Dio, andavano rispettate ma non condivise! Ma vi rendete conto cosa dobbiamo sentire oggi dalla bocca di uomini che si dicono pastori e rappresentano pure migliaia di credenti in questa nazione?

A che livello si sono ridotte molte Chiese Pentecostali! Ma dove sono la franchezza e il coraggio? Dove, dove? Paiono scomparsi, soprattutto dai ‘piani alti’ di queste associazioni di Chiese Pentecostali, che ormai si sono alleati un po’ con tutti per spandere le loro tende, per arraffare privilegi di ogni genere, denaro, e altro.

E’ una vergogna assistere a questo, veramente una vergogna. Ma purtroppo quando ci sono di mezzo interessi vari, bisogna cambiare linguaggio, bisogna smorzare i toni, bisogna stare attenti a non ‘offendere’ i peccatori, i ribelli, i cianciatori e i seduttori di menti, che in mezzo alle Chiese Evangeliche dicono e fanno quello che gli pare e piace.

Che non ci vengano a dire costoro, che come Cristiani non dobbiamo usare un linguaggio aggressivo, perché se usare i verbi e gli aggettivi come anche i sostantivi che usavano sia i profeti, che Gesù e gli apostoli, CONTRO IL MALE E I MALVAGI, vuol dire usare un linguaggio aggressivo, allora noi siamo per l’uso del linguaggio aggressivo. Preferiamo il loro linguaggio chiaro e franco, alle vostre ciance, ai vostri giri di parole, ai vostri sofismi, ai vostri ragionamenti vani, ai vostri discorsi filosofici, che non edificano, che non scuotono nessuno, che non fanno altro che peggiorare la situazione nelle Chiese.

Infatti già le cose stanno andando di male in peggio un po’ dappertutto nelle Chiese, con il diffondersi di uno spaventoso relativismo dottrinale e morale; se poi a questo ci si aggiunge pure un linguaggio non chiaro, non forte, che riprova il male in tutte le sue forme, allora veramente si può dire che gli albori dell’apostasia sono all’orizzonte.

Fratelli nel Signore, mi avvio alla conclusione. Voglio esortarvi a guardarvi da tutti coloro che non riprovano il peccato come si deve riprovare, cioè con ogni franchezza. Abbiate dinnanzi a voi gli esempi dei profeti e degli apostoli, ma soprattutto l’esempio di Gesù Cristo. Prendete loro come esempio di franchezza nel denunciare il peccato e i malvagi.

Non vi lasciate sedurre dai vani ragionamenti di tutti quei pastori, che sono degli abili parlatori, ma usano un linguaggio che è così lontano da quello biblico, soprattutto quando si tratta di riprovare le opere infruttuose delle tenebre. E questo perché costoro vogliono piacere agli uomini e non al Signore, e quindi non hanno interesse a parlare come si dovrebbe.

La grazia del Signore sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/09/15/remo-cristallo-presidente-della-federazione-delle-chiese-evangeliche-pentecostali-fcp-la-decisione-del-sinodo-valdese-di-benedire-le-coppie-omosessuali-va-rispettata-ma-non-condivisa/

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Vittorio Fiorese non mette la Trinità tra le dottrine fondamentali

Ecco Vittorio Fiorese che sotto la tenda ‘Cristo è la risposta’, durante un culto fatto in collaborazione con la Chiesa Antitrinitariana di Pietro Zanca (di Palermo), spiega quali sono le cose FONDAMENTALI che sono necessarie per l’unità tra i Cristiani (min. 5:15). Come si può vedere tra di esse MANCA LA TRINITA’. E non poteva essere altrimenti, perchè là c’erano degli ANTITRINITARIANI con cui lui collabora. Che vergogna, che scandalo!

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/09/30/vittorio-fiorese-non-mette-la-trinita-tra-le-dottrine-fondamentali/

La tenda ‘Cristo è la Risposta’ e la sua collaborazione con gli antitrinitariani

Fratelli nel Signore, voglio che sappiate che Vittorio Fiorese, direttore della Tenda evangelistica ‘Cristo è la Risposta 2’, collabora con un pastore antitrinitariano di nome Pietro Zanca, di Palermo, pastore della Chiesa Cristiana Evangelica Internazionale Pentecostale (C.C.E.I.P), che si riunisce in Via dei Cantieri 20, Palermo.

Vittorio ha fatto predicare Zanca sotto la tenda e Zanca ha fatto predicare il Fiorese presso la comunità di cui è pastore. L’annuncio dei seguenti eventi presente sul sito di Pietro Zanca conferma ciò.

La collaborazione di Fiorese con lo Zanca è anche confermata da queste parole di Fiorese durante il suo sermone dei primi di Luglio 2010 nella comunità di Pietro Zanca, dal titolo ‘Sii forte e coraggioso’:
‘Siamo stati qui a Bagheria, giusto alcuni giorni, ma il Signore ci ha messo anche nel cuore di ritornare penso fra un anno, se Dio ci apre di nuovo le porte, e sicuramente avremo anche l’opportunità col pastore Pietro Zanca, CHE CI SIAMO INCONTRATI VARIE VOLTE, di SERVIRE IL SIGNORE INSIEME e vedere la Sua benedizione scendere in queste contrade …’
(Tratto da: http://www.sermoni.net/sermoni_file/Vittorio_Fiorese.htm)

La Trinità ‘declassata’

Ora, quelli della tenda professano la dottrina della Trinità, infatti sul sito internazionale della tenda si legge ‘We believe in one triune God existent in three persons, Father, Son and Holy Spirit’, cioè: ‘Noi crediamo in un Dio trino esistente in tre persone, Padre, Figlio e Spirito Santo’ (tratto da: http://www.citatoday.com/christ_is_the_answer/what_we_believe.asp), ma Pietro Zanca non professa affatto la dottrina della Trinità, infatti egli fa parte dei cosiddetti ‘Gesù solo’, cioè di coloro che dicono che esiste solo Gesù, che è il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, e quindi non esiste una Trinità di persone.

Ecco quello che ha scritto Pietro Zanca nel suo scritto ‘Un solo Dio – Gesù solo o Unitari?’: ‘Non c’è un verso che parla della terminologia Trinità o di tre Persone in Uno, tali affermazioni vengono fuori dal Concilio Ecumenico di Nicea. La Bibbia, non dice ciò! Essa ci parla di Manifestazioni e di un’Unica Persona Spirito che si rivela in modo Molteplice (Colonna di Fuoco, Colonna di Nuvola, Angelo dell’Eterno, Colomba, Padre, Figliolo, etc.), ma in quanto alla Sua Essenza è Spirito Eterno, cioè lo Spirito Santo Padre, Manifestato in Carne nel Corpo-Figliolo e sotto il Nome di Gesù Cristo’ (pag. 5), e durante una sua predicazione ha detto: ‘‘… non esiste una Trinità di persone divine … non vi sono tre persone divine! Vi è un solo Dio, una sola Persona divina …’. (Tratto da: http://www.lalucedelmondo.com/)

A questo punto è bene far presente che Vittorio Fiorese porta avanti la massima enunciata da Agostino di Ippona, che è la seguente: ‘Nelle cose fondamentali, unità, nelle cose secondarie, libertà e in tutte le cose, carità’, e che lui va proclamando ogni qualvolta ne ha l’occasione.

Dunque, se lui si è unito a Pietro Zanca, e collabora con lui nell’evangelizzazione, ciò vuol dire che pur credendo nella Trinità non la ritiene una dottrina fondamentale, ma secondaria. I fatti lo dimostrano molto chiaramente. E questo va a scontrarsi con il pensiero di Agostino stesso, per il quale la dottrina professata da Pietro Zanca, che è una vecchia eresia, va rigettata da ogni Cristiano, e difatti nel suo libro ‘Sulle eresie’ Agostino ha incluso nella lista degli eretici sia i Noeziani che i Sabelliani:
‘36. I NOEZIANI erano così chiamati per via di un certo Noeto, il quale affermava che il Cristo, nella sua stessa persona, sarebbe sia il Padre, sia lo Spirito Santo. … 41. I SABELLIANI si dice abbiano avuto origine da quel Noeto di cui abbiamo parlato sopra. Alcuni autori, infatti, dicono che Sabellio fu suo discepolo. Ma non so dire per quale motivo Epifanio computi come due eresie le loro dottrine, poiché, come ci è evidente, può essere avvenuto che codesto Sabellio sia stato più noto, e che, quindi, da lui questa eresia abbia avuto la sua denominazione più usuale. Infatti difficilmente essi sono conosciuti da qualcuno con il nome di Noeziani; invece come Sabelliani sono sulla bocca di tutti. Alcuni li chiamano Prasseani, da Prassea, ma avrebbero potuto chiamarli anche Ermogeniani, da Ermogene: questi due, infatti, Pràssea ed Ermògene, professano la stessa dottrina e si sa che sono stati in Africa. Né, perciò, le loro dottrine formano più sette, ma sono molteplici nomi di una sola setta, derivati dai sopraddetti personaggi, che furono i più conosciuti in quella eresia, come Donatisti è sinonimo di Parmenianisti, e Pelagiani lo è di Celestiani. Per qual ragione sia avvenuto che il sopraddetto vescovo Epifanio abbia messo i Noeziani e i Sabelliani non come due nomi di una sola eresia, ma come due eresie distinte, non mi è stato possibile trovarne una chiara spiegazione: infatti le differenze che ci potrebbero essere fra di esse, egli le ha rivelate così oscuramente, nell’intento, forse, di essere breve, che io non riesco a capirle. Ed invero precisamente su questo punto [del suo scritto], che corrisponde a quello in cui noi ci troviamo adesso, il vescovo nel trattare dei Sabelliani, posti a così grande distanza dai Noetiani, dice: ” I Sabelliani professano un credo simile a quello di Noeto, fatta eccezione della tesi secondo cui non è stato il Padre a soffrire nella passione “. Tale asserzione come può riferirsi ai Sabelliani, i quali sono diventati noti proprio perché dicono che il Padre ha patito, sì da essere denominati più frequentemente Patripassiani che Sabelliani? Ma se era intenzione di Epifanio che si intendessero i Noezioni là dove dice ” fatta eccezione della tesi secondo cui non è stato il Padre a soffrire nella passione “, quale lettore potrebbe, davanti ad una frase così ambigua, riconoscervi costoro? O come si possono rilevare quelli che tra di essi affermano che il Padre non ha patito, dal momento che dicono che la stessa persona è Padre, e Figlio, e Spirito Santo? Filastrio, vescovo di Brescia, a sua volta, nel suo voluminoso libro sulle eresie, nel quale si credette in dovere di raccogliere centoventotto eresie, pone i Sabelliani subito dopo i Noeziani, e dice: ” Sabellio, discepolo di costui, seguì parimenti la stessa dottrina del suo maestro. Perciò [i suoi seguaci] furono anche chiamati Sabelliani, oltre che Patripassiani; ed ancora Prasseani da Pràssea, ed Ermogeniani da Ermògene; questi due eretici furono in Africa. Essi e i loro seguaci vennero espulsi dalla Chiesa cattolica “. Senza dubbio questo autore ha detto che quegli stessi eretici che professavano la dottrina di Noeto, vennero, in seguito, chiamati Sabelliani, e ha ricordato anche gli altri nomi della medesima setta. Ma, ciò nonostante, egli ha messo i Noeziani e i Sabelliani sotto due numeri, come se fossero due eresie: per quale motivo è lui a saperlo’, e dice ‘Ogni cristiano cattolico, dunque, non deve credere le eresie da noi ricordate’.
(Tratto da: http://www.augustinus.it/italiano/eresie/index2.htm)

Dunque, Fiorese stesso non rispetta la massima di Agostino, perché ha messo la Trinità, che Agostino considerava una cosa fondamentale e tanto difese dagli attacchi degli eretici, tra le cose secondarie, in cui uno è libero di credere o non credere. D’altronde per mettersi ad evangelizzare con un predicatore dichiaratamente antitrinitariano, doveva per forza di cose ‘declassare’ la Trinità.

La nuova nascita ‘declassata’ pure essa

Ma c’è dell’altro, e cioè che quelli della Tenda hanno anche ‘declassato’ la dottrina sulla nuova nascita, o rigenerazione. Anche questa infatti l’hanno fatta diventare una cosa secondaria, per cui si sentono liberi di collaborare anche con coloro che insegnano che si nasce di nuovo in maniera diversa da quello che insegna la Bibbia, e mi riferisco sempre agli antitrinitariani.

Difatti, mentre quelli della tenda affermano giustamente nel loro credo a proposito della salvezza: ‘Crediamo che si è salvati solo per una rigenerazione del cuore, della mente, dei comportamenti e dell’anima. Questa rigenerazione non avviene per capacità dell’uomo: essa è l’atto sovrano e pieno di grazia per cui Dio infonde la vita. Crediamo che la rigenerazione sia vissuta dall’uomo che si ravvede da ogni peccato e accetta in fede la grazia di Dio annunciata nella Sua parola ed effettuata dal Suo Unto. L’uomo entra così in una nuova vita con Dio’, e quindi per quelli della tenda si nasce di nuovo quando ci si pente dei propri peccati e si crede nella morte espiatoria di Cristo e nella Sua resurrezione; per Pietro Zanca si nasce di nuovo oltre che mediante il pentimento e la fede, anche mediante il battesimo in acqua (che gli antitrinitariani ministrano nel solo nome di Gesù, e non nel nome del Padre, e del Figliuolo e dello Spirito Santo come dice la Bibbia) e il battesimo con lo Spirito Santo (in merito al quale Zanca insegna che ‘a grande maggioranza quelli che hanno ricevuto lo Spirito Santo Parlino in altre Lingue; ma questo non può divenire una forma di regola’ 2.6-FIGLI DI DIO-Battesimo_nello_Spirito_Santo.pdf, pag. 35).

Ecco cosa afferma Pietro Zanca nel suo scritto ‘Articoli di fede’: ’13. Noi crediamo che la nuova nascita sia basata su due fasi fondamentali: il Battesimo in acqua e quello nello Spirito Santo, secondo (Giovanni 3:5-8). Il ‘Battesimo in Acqua’ per Immersione, quello nello Spirito Santo che avviene in modo Sovrannaturale per la Comunione fra Dio e il credente nel quale avviene lo spargimento del Suo Spirito; nello stesso tempo essa rappresenta la comunione con Parola e Spirito Santo. Bisogna sottolineare comunque che la nova creatura non deve fermarsi solo a questi fasi ma Del contino deve crescere attraverso la comunione con la parola e lo spirito santo (Efesini 4:13). 14. Noi crediamo al Battesimo in Acqua che è una delle due fasi della nuova nascita. Esso avviene per immersione nelle acque, e rappresenta un vero Patto con Dio (Colossesi 2:12,13); esso ci identifica alla Sua morte, al seppellimento e alla resurrezione. Così, la vecchia natura carnale (adamitica) muore con Gesù nella Croce e viene seppellita per far risuscitare la nuova natura di Cristo (Romani 6; Romani 5:14; 1 Corinzi 15:22,45). 15. Noi crediamo nel Battesimo dello Spirito Santo secondo com’è scritto nel libro del profeta Gioele 2:28-32; in Atti 1:4-14; 2; 8:14-25; 10:44-48 19:1-6. Esso è una delle due fasi della nuova nascita, importantissima e necessaria. Rappresenta la conferma Divina dell’Opera di Dio in chi ha creduto alla sa Parola. Lo Spirito di Dio, dapprima giunge al credente con quel soffio nella mente per il quale le Sacre Scritture ‘vengono aperte’ poi lo predispone ad essere ripieno di Lui. Come negli Atti degli Apostoli il Signore battezza con lo Spirito Suo Santo, chiamato anche: ‘Suggello dell’Iddio Vivente’ (Matteo 3:11; Giovanni 1:33; 3:6; 2 Corinzi 1:22). Con il Suggello nello Spirito Santo, avviene la rigenerazione nel vero credente (Tito 3:5); essendo rigenerati, non di seme corruttibile ma incorruttibile, per la Parola di Dio viva e permanente in eterno (1Pietro 1:23). Colui che ci Battezza col Suo Santo Spirito e Fuoco è il Signore Gesù Cristo come ci conferma Giovanni Battista nella Parola (Luca 3:16)’ (pag. 4 – gli errori ortografici sono nel documento). Tratto da: http://www.lalucedelmondo.com/

Che fare?

La situazione è drammatica, fratelli, perché la tenda ‘Cristo è la Risposta’ con questo atteggiamento induce i Cristiani a sottovalutare due dottrine fondamentali della Bibbia, e poi c’è il fatto che se qualcuno si converte sotto la tenda mentre collaborano con Pietro Zanca, loro non si creano problemi di sorta e li mandano poi nella comunità di Zanca a farsi sviare dottrinalmente. Ma vi rendete conto del danno causato da questa collaborazione?

Queste sono cose che nessun figliuolo di Dio può accettare o tollerare. E’ ora quindi fratelli che tutti voi facciate sentire la vostra voce di disapprovazione contro questo modo di comportarsi sbagliato della Tenda: riprendeteli severamente, e se rifiuteranno la riprensione, lasciateli perdere, non li cercate, non li chiamate, non collaborate con essi, perché si stanno comportando in maniera disordinata disprezzando la Parola di Dio.

Sì disprezzando la Parola di Dio, perché in questa maniera dimostrano di non tenerci poi così tanto a quello che dice la Bibbia sulla Trinità, perché collaborano con persone che la negano e parlano contro di essa, come anche che non ci tengono così tanto neppure alla dottrina sulla nuova nascita perchè collaborano con persone che affermano che fino a quando un credente non ha ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo non è salvato!!

Ma gli apostoli agivano così forse? No, perchè essi erano pronti a difendere ogni parte del consiglio di Dio dagli attacchi dei ribelli, dei cianciatori e dei seduttori di menti? Qui invece chi dovrebbe difendere la Parola di Dio, aiuta i seduttori di menti nella loro opera di seduzione non contrastandoli affatto, anzi dandogli la mano d’associazione nella evangelizzazione.

E dunque coloro che nella comunità antitrinitariana sentono predicare lo Zanca, non sentendo quelli della tenda confutare o contrastare minimamente la posizione eretica di Zanca, che cosa penseranno? Che alla fin fine Zanca non è nel torto nel dire quelle cose contro la Trinità e si sentiranno incoraggiati a proseguire a professare tutte quelle cose insensate che insegna. E quelli della tenda invece che penseranno? Penseranno che alla fin fine la dottrina della Trinità non è poi così importante, come altre dottrine della Bibbia, e quindi vanno bene anche gli antitrinitariani come collaboratori per il Regno di Dio. E che dire poi della nuova nascita? Quelli della Tenda pensano che si sperimenta quando ci si ravvede e crede, mentre gli antitrinitariani che si sperimenta anche con il battesimo in acqua e il battesimo con lo Spirito Santo, per cui uno che si è pentito ed ha creduto, ma non ha ricevuto ancora il battesimo con lo Spirito non può essere dichiarato un figlio di Dio salvato per la grazia di Dio; e siccome i primi non confutano gli antitrinitariani neppure su questo punto importante, gli antitrinitariani si sentiranno incoraggiati a continuare a professare queste menzogne. Che confusione, che confusione! Io potrei scrivere molto di più sulle conseguenze nefaste di questo atteggiamento ingiusto della tenda, ma mi fermo qui avendo fiducia che abbiate capito.

Del resto vi esorto a ritenere fermamente la dottrina della Trinità e quella della nuova nascita, così come sono presenti nella Bibbia, e a turare la bocca agli antitrinitariani, propagatori di false dottrine. Leggete la mia confutazione delle loro eresie, perché vi servirà a smascherare le loro menzogne.

Non vi lasciate sedurre dai loro vani ragionamenti.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/08/09/la-tenda-‘cristo-e-la-risposta’-e-la-sua-collaborazione-con-gli-antitrinitariani/

Vittorio Fiorese collabora con il pastore antitrinitariano Pietro Zanca

Ecco la prova inconfutabile che per Vittorio Fiorese, che professa la Trinità, la dottrina della Trinità non è una delle dottrine fondamentali, su cui come dice lui spesso citando Agostino, ci deve essere unità. Giudicate voi.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/08/08/vittorio-fiorese-collabora-con-il-pastore-antitrinitariano-pietro-zanca/

La Trinità non è più tra le dottrine fondamentali per la Tenda ‘Cristo è la risposta’

Vi faccio sapere che il 29 giugno 2010, Pietro Zanca (vedi il video sotto in cui fa delle affermazioni assolutamente contrarie alla Parola di Dio), che è anche antitrinitariano, è stato fatto predicare sotto la tenda CRISTO E’ LA RISPOSTA 2 (responsabile Vittorio Fiorese).

Vittorio, VERGOGNATI. Non hai proprio timore di Dio, a te della dottrina di Dio non importa proprio niente. Ravvediti e torna alla Parola di Dio.

Ecco la pagina del sito di Pietro Zanca dove si trova il file audio (in basso).

MIN. 32. Abbiamo scoperto così che per la tenda ‘Cristo è la risposta’ la dottrina della trinità non è una delle dottrine fondamentali, e infatti ne è la prova il fatto che loro sotto la tenda fanno predicare anche predicatori ANTITRINITARIANI. Ravvedetevi.

Fratelli, fate arrivare forte e chiara la vostra voce di disapprovazione a Vittorio Fiorese e a quelli della tenda perchè in questa maniera – collaborando anche con questi predicatori – sono veramente di intoppo a tante persone. Hanno veramente stancato con questi discorsi insensati sulla unità, …. sulle cose fondamentali, sulle cose secondarie e su quelle marginali. E ogni volta citano le parole di quel promulgatore di false dottrine che fu Agostino di Ippona. Basta, voi della tenda, avete capito? Basta. Vi dovete ravvedere, ecco quello che dovete fare.

Sono indignato, disgustato, per questo atteggiamento sprezzante verso la sana dottrina. Adesso anche la Trinità è diventata di fatto una cosa secondaria per quelli della tenda, ma vergognatevi. E per che cosa poi? Per un piatto di lenticchie e un tozzo di pane. Ma ravvedetevi, e convertitevi dalle vostre vie tortuose.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/08/06/la-trinita-non-e-piu-tra-le-dottrine-fondamentali-per-la-tenda-cristo-e-la-risposta/

“….. seducendo ed essendo sedotti”

Mi è stato segnalato questo video, che dopo avere visto ho ritenuto opportuno farvelo conoscere anche voi.

Riporto qua le informazioni che accompagnano questo video su youtube: ‘In questo video è palese come il pastore evangelico Pietro Zanca ,della chiesa cristiana evangelica internazionale di via dei cantieri, 20 – Palermo, sia molto confuso, sia dottrinalmente che spiritualmente. Si precisa che non sono stati fatti montaggi, nè modifiche al video, è tutto originale al 100%. Il pastore Zanca si prenda le sue responsabilità, sopratutto nei confronti di tutta quella gente che lo segue… N.B. il video è pubblico, lo hanno fatto loro stessi molto orgogliosamente e lo distribuiscono a chiunque ne richieda copia’.

Sono d’accordo che questo uomo è ‘molto confuso, sia dottrinalmente che spiritualmente’. Quante cose strane dette e fatte in pochi minuti. Ci vorrebbero ore per confutarle. State attenti, fratelli, state attenti. Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Questo è un altro video che conferma il primo:

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/08/06/seducendo-ed-essendo-sedotti/