Chi è dunque il maggiore nel regno dei cieli?

maggiore-regno-dei-cieliE’ scritto che ‘i discepoli s’accostarono a Gesù, dicendo: Chi è dunque il maggiore nel regno dei cieli? Ed egli, chiamato a sé un piccolo fanciullo, lo pose in mezzo a loro e disse: In verità io vi dico: Se non mutate e non diventate come i piccoli fanciulli, non entrerete punto nel regno dei cieli. Chi pertanto si abbasserà come questo piccolo fanciullo, è lui il maggiore nel regno de’ cieli.’ (Matteo 18:1-4)

E ancora che nacque poi anche una contesa fra loro per sapere chi di loro fosse reputato il maggiore. Ma egli disse loro: I re delle nazioni le signoreggiano, e quelli che hanno autorità su di esse son chiamati benefattori. Ma tra voi non ha da esser così; anzi, il maggiore fra voi sia come il minore, e chi governa come colui che serve. Poiché, chi è maggiore, colui che è a tavola oppur colui che serve? Non è forse colui che è a tavola? Ma io sono in mezzo a voi come colui che serve.’ (Luca 22:24-27)

 

Molti bramano diventare pastori o anziani perché pensano di acquisire un ruolo di governo e di potere sulla chiesa, e pensano cosi di poter signoreggiare sul gregge del Signore e di poterlo sfruttare per un loro tornaconto personale, ma non hanno capito invece che essi cosi facendo dimostrano di non avere affatto il senso delle cose di Dio. Pertanto fratelli nel Signore, se alcuno di voi aspira all’ufficio di vescovo, desidera un’opera buona, ma bisogna che chi governa sia come colui che serve, non essendo egli arrogante, né iracondo, né litigioso, ma che sia irreprensibile, sobrio, assennato, mite; affinché i santi possano avere sempre davanti a sè un vero esempio di fede. Uomini che imitano il Signore nostro Gesù Cristo e che possono a sua volta essere imitati dagli altri. Difatti, come potrà quel tale pretendere di poter ammaestrare gli altri, e di essere un esempio per gli altri, se non possiede lui prima queste caratteristiche? Risulterebbe essere un ipocrita! Il nostro Signore Gesù Cristo ci ha lasciato l’esempio perfetto anche in questo : Egli non è venuto per essere servito ma per servire. Egli annichilì se stesso, abbassò se stesso, prendendo la forma di servo.

Chi è dunque il maggiore nel regno dei cieli? Il maggiore nel regno dei cieli non è colui che signoreggia sugli altri, ma è colui che li serve; non è colui che si innalza, ma è colui che si abbassa come un piccolo fanciullo. Siate dunque umili e abbiate in voi il medesimo sentimento che è stato in Cristo Gesù,  stimando gli altri più di voi stessi e avendo riguardo non alle cose proprie, ma a quelle degli altri.

 

Salvatore Larizza

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Il divenire Cristiano

pastore e le sue pecoreUn giorno Paolo, l’apostolo e dottore dei gentili, rivolse al Re Agrippa queste parole : ‘O re Agrippa, credi tu ai profeti? Io so che tu ci credi. E Agrippa disse a Paolo: Per poco non mi persuadi a diventar cristiano. E Paolo: Piacesse a Dio che per poco o per molto, non solamente tu, ma anche tutti quelli che oggi m’ascoltano, diventaste tali, quale sono io, all’infuori di questi legami.’ (Atti 26:27-29) Vorrei che prestaste molta attenzione all’ultima risposta che diede Paolo, in special modo a quel ‘piacesse a Dio’. L’apostolo Paolo era pienamente persuaso che la conversione degli uomini dipendesse non dalla loro volontà ma da Dio; eppure oggi purtroppo, nella loro ignoranza, molti attuali cosiddetti ‘ministri dell’evangelo’ considerano ERESIE tali convinzioni. Già, perchè ci fanno sapere costoro che a Dio piace in ogni caso la conversione degli uomini, semmai, dicono loro, è agli uomini che non piace divenire cristiano! Ma sia ringraziato Iddio che quel giorno davanti a quel Re, a rendere testimonianza dell’Iddio vivente e vero c’era un uomo timorato di Dio chiamato Paolo e non uno di questi presunti ministri dell’evangelo moderni! Ringraziamo di cuore Iddio fratelli per come a Lui è piaciuto farci grazia ed avere cosi misericordia di noi. Proclamiamo ad alta voce che la salvezza appartiene all’Eterno e non facciamoci intimorire dagli uomini! Abbiate piuttosto un santo timore di Cristo! Ricordatevi queste parole del Signore nostro Gesù Cristo :

‘Non temere, o piccol gregge; poiché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno.’  (Luca 12:32)

 

La grazia sia con voi.

 

Salvatore Larizza

Vietato portare la Bibbia per parlare con il pastore!

Un fratello mi ha detto che aveva intenzione di parlare con il pastore di un passo della Bibbia, e per questo aveva portato con sè la Bibbia, al che un amico ed ammiratore del pastore lo ha ammonito dicendogli una frase del genere: ‘Come ti permetti di presentarti con la Bibbia per parlare con il pastore?’ Ma ci rendiamo conto cosa si credono di essere tanti pastori, e cosa fanno credere di essere agli altri? Ma anche cosa pensano alcuni credenti dei loro pastori?

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://www.facebook.com/giacinto.butindaro#!/notes/giacinto-butindaro/vietato-portare-la-bibbia-per-parlare-con-il-pastore/407804063540

E il pastore disse: ‘Chiudi la Bibbia, non è necessario che tu ti metti a leggerla’.

….. mi recai personalmente con mia moglie a casa di un noto pastore ADI della mia zona dopo averlo contattato telefonicamente, poiché volevo che fosse al corrente e che si interessasse e mediasse riguardo al caso di un membro della comunità che lui “guidava” (nota: ho scritto “guidava”, non “curava”… di proposito…) che si era comportato malissimo con me, al punto che arrivò a schiaffeggiarmi davanti ad altre persone, tra cui mio figlio di 5 anni!

Con quel “fratello” infatti non avevo più alcuna comunione, e quindi dopo molto tempo in cui, naturalmente, non avevo più rapporti con
costui, volevo sapere se il suo pastore fosse al corrente di questi fatti e che si occupasse di questo caso secondo Parola di Dio!

Ebbene, ero a casa sua, lui si sedette dietro la sua scrivania mentre mi fece accomodare davanti a lui…(al ché dicevo, dentro di me: “ma è questo il modo di accogliere un fratello e di ascoltarlo? non sono mica dal medico curante che si siede dietro la sua scrivania ed io davanti per ascoltare quello che devo dirgli! gia questo mi sembrò un comportamento altezzoso. Comunque…) …lui mi ascoltò sui fatti accaduti fino al punto in cui aprii la mia bibbia per motivargli,
leggendo i versetti di Matteo 18:15,17 :

“…Se poi il tuo fratello ha peccato contro di te, va´ e riprendilo fra te e lui solo. Se t´ascolta, avrai guadagnato il tuo fratello; ma, se non t´ascolta, prendi teco ancora una o due persone, affinché ogni parola sia confermata per bocca di due o tre testimoni. E se rifiuta d´ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta di ascoltare anche la chiesa, siati come il pagano e il pubblicano.” (Matteo 18:15,17)

…il motivo, per cui mi recai da lui, poiché, pur non essendo il mio pastore, in quanto non frequentavo la sua comunità, lo era però per la persona che mi aveva fatto il torto, e che quindi, per me doveva sapere i fatti e prendere una posizione secondo le Sacre Scritture!

E invece?… quando mi vide aprire la Bibbia non volle nemmeno sapere ciò che volevo dire, non mi fece parlare, dicendomi di chiuderla perché non era necessario!
Alché insistetti dicendo: “…ma volevo solo dirti perché ti ho contattato, ed in base a cosa, per Parola di Dio…”. (volevo infatti che facesse quello che un pastore dovrebbe fare, e cioè chieder ragione dei fatti accaduti con costui e, prender quindi posizione se non si fosse pentito secondo l’insegnamento di Gesù, “…e se rifiuta d´ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta di ascoltare anche la chiesa, siati come il pagano e il pubblicano.” !

Ma lui non mutò nella sua decisione e non volle ascoltare ciò che volevo leggere, e cioè i versi di Matteo 18:15,17 !

Ci rimasi malissimo! infatti, non mi aspettai quella mancanza d’umiltà, ma capii che queste persone si sentono così importanti che non tollerano che qualcuno citi loro la Parola di Dio!
…a maggior ragione da uno che non frequenta le ADI…

Comunque, passò del tempo e alla fine mi riappacificai con quel fratello che mi fece il torto, ma non per la mediazione del suo pastore, piuttosto per una terza persona che non frequentava la sua comunità e che, mandato da me, si reco da lui e ci fece incontrare perché ci chiarissimo e ci riappacificassimo!

Quel pastore invece, non mi contattò mai più, nemmeno per telefono, per dirmi se avesse chieso ragione al suo “membro di chiesa” di quello che mi fece e che gli dissi a casa sua!

Mi feci convinto che una delle ragioni per cui non lo fece era perché io non frequentavo la “sua” comunità e nemmeno un’altra consorella delle ADI! In poche parole “non ero dei loro”…

Non farò il nome di costui, lui continua a “guidare” in questo modo i suoi membri di chiesa nonostante che alcuni di loro sappiano questi fatti e quindi si siano resi conto che non è così che si conduce la chiesa;
ma questo non li smuove di un millimetro, anzi, … per me hanno persin piacere che sia così! In quanto uno può addirittura schiaffeggiare il proprio fratello e poi può essere accolto in comunità come se nulla fosse! e magari farlo partecipe anche della santa cena!
(ma li addirittura passano anche dei mesi tra una santa cena e l’altra! quindi…).

Perciò confermo anch’io che ci sono anche dei pastori ,che loro,
la Parola di Dio, non la vogliono ascoltare! mentre invece un buon servitore di Dio sa che prima di tutto bisogna “sapere ascoltare…”
e solo dopo, “saper parlare”…

Chi vuole quindi esser condotto da costoro faccia pure!
Ma questi non vogliono il bene delle anime…

Li descrisse bene il profeta Isaia quando disse:
“…son tutti de´ cani muti, incapaci d´abbaiare; …son dei pastori che non capiscono nulla; son tutti vòlti alla loro propria via, ognuno mira al proprio interesse, dal primo all´ultimo.” (Isaia 56:9,11)

Nicola Iannazzo

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/07/08/e-il-pastore-disse-chiudi-la-bibbia-non-e-necessario-che-tu-ti-metti-a-leggerla/

Pastore ADI afferma sotto la tenda di evangelizzazione di essere lì nella speranza che Dio lo salvi

Un fratello nella fede che abita nella zona di Boscoreale a Napoli mi ha appena mandato questo messaggio, che vi propongo:

‘Questa sera mi trovavo a Boscoreale dove hanno installato un gazebo di evangelizzazzione delle ADI e nell’inizio del culto tra un canto ed un altro, il pastore Pasquale Contrino ha detto: siamo qui radunati questa sera nella speranza che Dio ci salvi , io ho pensato bo? Paolo dice che Gesu’ ci ha salvati ( efesini 2:8) e questo fa il pastore e ha detto di essere li’ nella speranza che Dio lo salvi. Se ho capito bene si puo’ essere pastore senza essere ancora salvato? CHI CI CAPISCE QUALCOSA E’ BRAVO’

Ma io dico: Ma come fa uno che deve predicare ai peccatori la salvezza che è in Cristo Gesù a parlare in questa maniera in occasione di una evangelizzazione? Giudicate voi. Ma ve lo immaginate l’apostolo Paolo parlare così? Io no.

Vorrei ricordare che gli apostoli quando si rivolgevano ai peccatori perduti non si includevano mai tra coloro che si dovevano ravvedere per essere salvati, infatti Pietro disse ai Giudei il giorno della Pentecoste: “Salvatevi da questa perversa generazione” (Atti 2:40), e questo perchè gli ambasciatori di Cristo sono già salvati, e quando parlano ai peccatori sanno di parlare a persone che non hanno ancora sperimentato la salvezza.

A proposito, ho detto al fratello che mi ha mandato questo messaggio: quando incontri questo ‘pastore’ nei prossimi giorni, domandagli se poi Dio lo ha salvato. A questo punto, è necessario pure rispondere in questa maniera a costoro.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/19/pastore-adi-afferma-sotto-la-tenda-di-evangelizzazione-di-essere-li-nella-speranza-che-dio-lo-salvi/

Ancora Marcos Witt che buffoneggia

Marcos Witt in questa predica spiega come si deve trattare l’offesa. Giudicate voi il suo modo di predicare. Ora, considerando che è stato invitato per il prossimo mese di Giugno in Italia, io dico: ‘Ma i pastori buffoni italiani che ci sono in Italia – che sono tanti – non bastavano?’

Giacinto Butindaro