Getta il tuo pane sulle acque

È scritto : ‘Getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molto tempo tu lo ritroverai.’ (Ecclesiaste 11:1) Fratelli e sorelle nel Signore, siamo chiamati da Dio a gettare il nostro pane, quel pane che abbiamo da Lui ricevuto e che dimora in noi, il pane vivente che è disceso dal cielo, Gesù Cristo il figliuolo di Dio (cfr. Giovanni 6:35,48,51), e siamo chiamati a gettarlo sulle acque, cioè sui popoli, sulle moltitudini. (cfr. Apocalisse 17:1,15) Si fratelli, con ogni franchezza e senza vergogna alcuna, diamo agli uomini di questo pane, annunciando loro la buona novella che Gesù è il Cristo, il pane vivente disceso dal cielo dato per la vita del mondo. Gesù disse un giorno queste parole : ‘Il regno di Dio è come un uomo che getti il seme in terra, e dorma e si levi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce nel modo ch’egli stesso ignora. La terra da se stessa dà il suo frutto: prima l’erba; poi la spiga; poi, nella spiga, il grano ben formato. E quando il frutto è maturo, subito e’ vi mette la falce perché la mietitura è venuta.’ (Marco 4:26-29) Dunque Gesù ha detto che dopo che l’uomo getta il seme in terra, il seme germoglia e cresce in un modo che egli ignora, poiché tutto ciò avviene sottoterra e non riesce a vederlo finchè non spunti fuori il frutto e diventi ben visibile. Ed è scritto ancora : ‘Come tu non conosci la via del vento, né come si formino le ossa in seno alla donna incinta, così non conosci l’opera di Dio, che fa tutto.’ (Ecclesiaste 11:5) E ancora : ‘Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né d’onde viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito.’ (Giovanni 3:8) Cosicchè l’uomo non conosce la via del vento, del soffio dell’Onnipotente, poichè dopo avere gettato il seme della Parola di Dio vivente non conosce ciò che Dio forma e fa nascere, come Egli rigenera gli uomini mediante di Essa (cfr. 1Pietro 1:23), non vede l’opera di Dio che fa ogni cosa, finchè non spunti fuori il frutto e possa così riconoscerne l’albero. E questo perché egli è chiamato a seminare e anche ad annaffiare, ma non è chiamato a far crescere, poiché non può farlo, essendo opera di Dio. Così fratelli, adoperiamoci nel seminare la Parola di Dio sapendo che Dio compirà l’opera sua, al fine di rallegrarci nel vedere uomini che a suo tempo si ravvederanno e crederanno nel Signore nostro Gesù Cristo. E’ scritto : ‘Ben va piangendo colui che porta il seme da spargere, ma tornerà con canti di gioia quando porterà i suoi covoni.’ (Salmi 126:6) E ancora : ‘Il mietitore riceve premio e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino assieme.’ (Giovanni 4:36) Affatichiamoci dunque fratelli, senza mai stancarci, non diamo posa alle nostre mani, non badiamo ai tempi e alle circostanze, piangiamo pure nel cospetto del Signore, ma continuiamo a gettare il seme, poiché dopo molto tempo il frutto lo vedremo, mieteremo e ci rallegreremo.

Salvatore Larizza

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