Se credi che ci sono diverse vie per andare in cielo sei un illuso

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Se credi che ci sono diverse vie che portano in cielo, e quindi che Gesù Cristo non è la sola via che conduce nel regno dei cieli, sappi che ti stai illudendo (Giovanni 14:6). Per entrare nel regno dei cieli gli uomini, siano essi Ebrei che Gentili, devono ravvedersi e credere nel Vangelo di Cristo, ossia devono credere che Cristo è morto per i nostri peccati ed è risuscitato il terzo giorno (1 Corinzi 15:3-5). Coloro che non crederanno nel Vangelo di Cristo non saranno salvati nel regno celeste del Signore ma saranno condannati (Marco 16:16). Non continuare ad illuderti quindi, ravvediti e credi in Gesù Cristo, per ottenere la remissione dei peccati (Atti 10:43) e la vita eterna (Giovanni 3:16,36), altrimenti l’ira di Dio resterà sopra di te (Giovanni 3:36), e morirai nei tuoi peccati (Giovanni 8:24) andandotene nelle fiamme dell’inferno (Luca 16:19-31).

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2016/04/20/se-credi-che-ci-sono-diverse-vie-per-andare-in-cielo-sei-un-illuso/

In nessun altro è la salvezza

unico-nomeNon sono stato salvato da un uomo ricco con il suo oro o il suo argento e neppure da un savio secondo la carne con la sua sapienza terrena, ma mi ha salvato un uomo povero (2 Corinzi 8:9), che fino all’età di circa trent’anni quando cominciò ad insegnare aveva fatto il falegname (Marco 6:3), e mi ha salvato con il Suo sangue. Il nome di quest’uomo è Gesù Cristo, ed è il Figlio di Dio disceso dal cielo il quale dopo avere detto al mondo tutto quello che il Padre gli aveva comandato di dire (Giovanni 12:49) ed avere compiuto le opere che il Padre gli aveva dato a compiere (Giovanni 5:36), morì sulla croce per i nostri peccati e risuscitò il terzo giorno a cagione della nostra giustificazione, e dopo essere apparso ai suoi discepoli fu assunto in cielo alla destra di Dio dove angeli, principati e potenze gli son sottoposti (1 Pietro 3:22).
Egli “ci è stato fatto da Dio sapienza, e giustizia, e santificazione, e redenzione, affinché, com’è scritto: Chi si gloria, si glorî nel Signore” (1 Corinzi 1:30-31)
Quindi, sappiate tutti voi che siete senza Cristo che “in nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati” (Atti 4:12).
Chi crede nel Figliuolo di Dio viene salvato dai peccati e dalla perdizione eterna, ma chi rifiuta di credere in Lui l’ira di Dio resta sopra di lui e morirà nei suoi peccati andandosene nel fuoco dell’inferno.
Vi scongiuro quindi a ravvedervi dinnanzi a Dio e a credere nel Suo Figliuolo Gesù Cristo.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2016/01/11/in-nessun-altro-e-la-salvezza-2/

Andiamo avanti con Gesù

bambini assiemeQuando Dio ci toglie un compagno di viaggio, dobbiamo armarci di questo pensiero, che dobbiamo andare avanti con Gesù anche senza di lui. Certo la tristezza è grande nel non vedere più con noi qualcuno che amava e temeva Dio, e combatteva assieme a noi per la fede, ma la vita è fatta anche di questi momenti di grande tristezza. Ma Dio nella Sua fedeltà ci consola in questi momenti così difficili, e una delle maniere in cui lo fa è ricordandoci che chi non è più con noi qui sulla terra a combattere per la fede, è con Gesù Cristo in cielo dove si riposa dalle sue fatiche e loda e glorifica il Signore Gesù mirandolo nella Sua bellezza, in attesa della resurrezione quando la morte sarà sommersa nella vittoria. A Dio, che ci consola in ogni nostra afflizione, sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2015/08/10/andiamo-avanti-con-gesu/

Gesù : L’unica via che mena in cielo

Gesù l'unica via‘V’è tal via che all’uomo par dritta, ma finisce col menare alla morte.’ (Proverbi 14:12) Eh già, e questo perchè ‘la via dello stolto è diritta agli occhi suoi’ (Proverbi 12:15a), ma agli occhi di Dio invece essa è storta e finirà per portarlo alla morte. Ma Dio, nella Sua grande benignità, ci ha provveduto una via vivente che Egli ha inaugurata per noi, una via dritta, affinchè per mezzo d’essa noi vivessimo.

Ravvedetevi dunque e convertitevi dalle vostre vie malvage e incamminatevi in quell’unica via che mena in cielo : Cristo Gesù.

 

Salvatore Larizza

Neppure la morte ci separerà dal Signore

morte-separazionePaolo dice ai Romani: “Sia dunque che viviamo o che moriamo, noi siamo del Signore” (Romani 14:8). Questo significa, fratelli nel Signore, che noi apparteniamo a Cristo e siamo nelle sue mani sia mentre abitiamo in questo corpo e sia quando ce ne dipartiremo.
Questo perché neppure la morte ci può separare dall’amore di Dio che è in Cristo; no neppure la morte. E difatti sempre Paolo dice: “…. né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potestà, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8 38-39).
Abbiamo questa fiducia infatti, basata sulla Parola di Dio, che quando ci dipartiremo da questo corpo andremo ad abitare con il Signore in cielo, per cui “abbiamo molto più caro di partire dal corpo e d’abitare col Signore” (2 Corinzi 5:8).
Al Signore Gesù Cristo “che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati col suo sangue, e ci ha fatti essere un regno e sacerdoti all’Iddio e Padre suo, a lui siano la gloria e l’imperio nei secoli dei secoli. Amen.” (Apocalisse 1:5-6).

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/11/15/neppure-la-morte-ci-separera-dal-signore/

ADI: i morti in Cristo non sono in cielo con il Signore Gesù

Fratelli nel Signore, le Assemblee di Dio in Italia insegnano che coloro che muoiono in Cristo si dipartono dal corpo ma vanno in un luogo appartato, dove non sono realmente con il Signore. In altre parole, essi si trovano in una sorta di anticamera del cielo e non vedono il Signore, che vedranno solo al Suo ritorno! Detto ancora in altre parole, i morti in Cristo non incontrano Cristo in cielo e non godono quindi della Sua reale (o letterale) presenza con loro.

 

Confesso che fino all’altro giorno non sapevo che le ADI insegnassero questo. Qualcuno forse si chiederà come l’ho scoperto o meglio come Dio me l’ha fatto scoprire, e allora lo racconto.

Il 3 Ottobre 2011 ricevo sul mio telefono cellulare un messaggio da parte di un fratello che frequenta una Chiesa ADI – un fratello peraltro che non conosco di persona – che mi dice: ‘… sono dispiaciuto che ieri il pastore abbia detto che mia mamma non è con Gesù ma in un luogo di aspettazione. Tu fratello insegni la verità. Grazie’.

Pensando che il fratello avesse capito male quello che aveva detto il pastore, gli telefono per parlare a voce con lui, ma mi conferma che ha detto proprio così, e che questo è l’insegnamento di quel pastore.

A questo punto, dato che la cosa era a me sconosciuta e mi pareva incredibile, mi metto in contatto con una persona fuoriuscita dalle ADI che conosce molto bene le dottrine ADI, che mi ha confermato che le ADI insegnano questa dottrina dicendo che il suo ex pastore affermava che ‘coloro che muoiono sono in una ‘saletta’ anti ingresso e non vedono il Signore’.

Allora il 5 Ottobre contatto un fratello che è stato pastore nelle ADI e gli chiedo: ‘… dato che sei stato pastore delle ADI. Ti risulta che viene insegnato dai pulpiti ADI che quando un Cristiano muore, si diparte dal corpo ma va in un luogo appartato, ma non è con il Signore in cielo. In altre parole, che si trova in una sorta di saletta anti ingresso e non vede il Signore, perché lo vedrà solo al suo ritorno?…’. La sua risposta è stata prima per iscritto: ‘Sì, vero’, e poi a voce: ‘I morti in Cristo vanno in un luogo di attesa, tipo un’anticamera del cielo, in attesa di andare in cielo quando Gesù tornerà. Già godono delle benedizioni del cielo ma non è ancora il cielo. Non vedono il Signore, ma lo vedranno al suo ritorno’.

Cerco delle conferme nei libri e negli articoli delle ADI, e sul sito della Chiesa ADI di Modugno (Bari), trovo un file pdf dal titolo ‘Che cosa viene dopo la morte?’ in cui a proposito dello stato intermedio dei morti in Cristo si legge quanto segue: ‘Ora, tutti i salvati che muoiono, vanno direttamente nel Paradiso di sopra, ove Cristo è a sedere ….. È ovvio che il luogo d’attesa è superiore allo stato attuale del credente. In esso il redento gusta una più intensa comunione con il Signore, ciò sottintende la coscienza di “essere con Cristo”‘.

Da: http://www.adimodugno.it/evangelici/che-cosa-viene-dopo-la-morte.html

Notate come venga detto che questa più intensa comunione con il Signore che il credente morto godrà sottintende la coscienza di ‘essere con Cristo’, per cui il fatto che sottintende la coscienza di essere con Cristo vuol dire che egli non è realmente con Cristo o che Cristo non è realmente presente con esso. La volontà di non dire chiaramente che egli non è con Cristo e quindi non lo vede, o che Cristo non è presente con il credente morto, è evidente.

Ho trovato anche una conferma in uno scritto dal titolo ‘Cose di gran lunga migliori’, di Eliseo Cardarelli, pastore ADI, apparso su Risveglio Pentecostale. Ecco cosa afferma Cardarelli dove parla di ‘una comunione migliore’: ‘….E di essere con Cristo …’ E’ una espressione significativa. Nelle sue epistole, l’apostolo Paolo, per descrivere la vita nuova e la comunione spirituale dei credenti con il loro Signore qui sulla terra, utilizza ripetutamente l’espressione ‘in Cristo’. Mentre oggi noi siamo ‘in Cristo’, cioè viventi in Lui, spiritualmente ricchi in Lui, protetti in Lui, consolati in Lui, vittoriosi in Lui, ed Egli è con noi: ‘…. ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente’ (Matteo 28:20), un giorno noi saremo ‘con Lui’ (Risveglio Pentecostale, Settembre 2010, pag. 5).

Avete notato come anche qui non viene detto che i morti in Cristo sono realmente con il Signore e lo vedono, come neppure che Gesù è letteralmente presente con loro ed essi quindi godono e beneficiano della Sua reale presenza? Infatti il Cardarelli dice praticamente questo, che come adesso sulla terra noi godiamo comunione con Cristo in quanto Lui è con noi, benchè Egli non sia fisicamente presente con noi e noi non lo vediamo, così dopo la morte noi saremo con il Signore in una maniera simile, cioè godremo comunione con Lui (una più intensa o migliore comunione con lui) benchè non ci sarà la sua presenza con noi e quindi non lo vedremo. E questo perchè noi saremo con Cristo e lo vedremo solo al ritorno di Cristo dal cielo, solo allora infatti potremo dire di essere realmente con Cristo, o detto in altre parole, solo allora potremo dire che Cristo sarà presente con noi.

Vorrei però che notaste ancora una volta l’astuzia che viene usata per presentare il loro falso insegnamento.

Qualcuno si domanderà: ‘Come mai le ADI sostengono ciò?’ A motivo del rapimento segreto, altra falsa dottrina che loro insegnano, che loro dicono è la venuta di Cristo per la Sua Chiesa, da distinguersi dalla venuta di Cristo con la Sua Chiesa alla fine della grande tribolazione dopo alcuni anni. Per cui la presenza di Cristo con i Suoi inizierà al rapimento.
Farò parlare le ADI tramite un loro libro, affinché vi rendiate conto personalmente di ciò.

Nel libro Essere con Cristo: cosa di gran lunga migliore, al capitolo 6 intitolato ‘La seconda venuta ed il giudizio’ è scritto: ‘Il termine Parousia è quello più frequentemente usato per indicare la seconda venuta di Cristo. Essa ricorre ventiquattro volte nel Nuovo Testamento. Pietro la usò anche in relazione alla prima venuta del Signore – senza dubbio un evento storico. ‘… vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta (Parousia) del nostro Signore Gesù Cristo’ (II Pietro 1:16). Mentre l’idea base della parola è ‘presenza’, essa significa molto di più di questo. Come ha detto Louis Berkhof (1873-1957. Uno dei maggiori insegnanti di teologia sistematica della Chiesa Cristiana Riformata. Di origine olandese, ha svolto la maggior parte del suo ministerio negli U.S.A. fino al termine dei suoi giorni. N.d.E.): ‘Essa indica la venuta che precede la presenza’. Si riferisce ad una presenza corporea piuttosto che spirituale. La parola fu anche applicata a Paolo. I suoi detrattori dissero di lui: “Le sue lettere sono severe e forti; ma la sua presenza fisica (Parousia) è debole e la sua parola è cosa da nulla” (II Corinzi 10:10 – Vers. N.R.). Quando nei tempi antichi un re o un imperatore progettavano di visitare una città, venivano fatti dei preparativi accurati, come ai nostri giorni, per la parousia dell’importante visitatore. I primi cristiani avevano familiarità con questa parola e la impiegavano in quel senso per descrivere l’arrivo di Cristo come Re dei re in potenza e gloria. ‘La parousia di Cristo denota la Sua venuta dal Cielo, che consisterà nell’apparizione della Sua gloria, per il rapimento della Sua chiesa …. la speranza dei credenti’. Il termine parousia, quindi, si riferisce alla venuta di una persona ed alla sua susseguente presenza. Questo ci assicura che quando il nostro Signore ritornerà, Egli verrà per la Chiesa (Matteo 24:37-42; 1 Tessalonicesi 4:15-17; II Tessalonicesi 2:1). ‘In questo contesto, tale parola riguardante la venuta di Cristo per rapire la chiesa, non implica semplicemente la Sua momentanea ‘apparizione’ per i santi, ma la Sua presenza con loro fino al momento della successiva manifestazione al mondo unitamente alla chiesa (Apocalupsis)’ (Vine’s. Dizionario Espositivo dei Termini Biblici, Thomas Nelson Publishers, 1985). La promessa della seconda venuta del nostro Signore segnerà per noi l’inizio delle gioie del Cielo. Ciò equivarrà ad essere con Cristo, la qual cosa è di gran lunga migliore’ (J. Oswald Sanders, Essere con Cristo: cosa di gran lunga migliore, ADI-Media, 1999, pag. 114-115).

Notate come le ADI sostengano piuttosto chiaramente che la presenza di Cristo con i santi in cielo avrà inizio al cosiddetto rapimento della Chiesa che – come ho detto innanzi – è una delle due fasi in cui loro suddividono il ritorno di Cristo, perchè l’altra fase avverrà alla fine della grande tribolazione e consisterà nel ritorno di Cristo dal cielo con la Sua Chiesa per regnare sulla terra mille anni.

Quindi per le ADI, le parole di Paolo “essere con Cristo” (Filippesi 1:23), si adempiranno realmente quando avverrà il rapimento segreto e non prima di allora, cioè tra la morte e la resurrezione. Vorrei però ricordarvi che quando Paolo disse quelle parole si riferiva soltanto al suo essere con Cristo immediatamente dopo la morte, e non al suo essere con Cristo dopo la resurrezione, cosa confermata dalle parole che disse prima e da quelle che disse dopo. Ascoltate le parole di Paolo: “Poiché per me il vivere è Cristo, e il morire guadagno. Ma se il continuare a vivere nella carne rechi frutto all’opera mia e quel ch’io debba preferire, non saprei dire. Io sono stretto dai due lati: ho il desiderio di partire e d’esser con Cristo, perché è cosa di gran lunga migliore; ma il mio rimanere nella carne è più necessario per voi” (Filippesi 1:21-24).

Veniamo ora alla confutazione di questa ennesima falsa dottrina delle ADI, che devo dire toglie qualcosa di reale ai morti in Cristo esattamente come fa un’altra loro falsa dottrina verso coloro che muoiono nei loro peccati, infatti mentre nel caso degli empi le ADI sostengono che gli empi non sono tormentati da nessun fuoco reale presente nell’Hades, in merito allo stato intermedio dei morti in Cristo essi sostengono che costoro non sono realmente con Cristo e quindi non lo vedono, in altre parole le ADI hanno ‘tolto’ la reale presenza di Cristo alle anime di coloro che sono morti in Cristo, rendendola quindi allegorica o simbolica. Questo si capisce dal fatto che nello scritto di Eliseo Cardarelli le parole che indicano l’essere con Cristo dopo la morte vengano messe tra virgolette.

Che dire? Quello che le ADI insegnano è una menzogna, menzogna che contrista grandemente i cuori dei santi. Le parole degli apostoli non lasciano spazio ai vani ragionamenti che fanno le ADI, infatti Paolo afferma: “Io sono stretto dai due lati: ho il desiderio di partire e d’esser con Cristo, perché è cosa di gran lunga migliore” (Filippesi 1:23), il che lascia chiaramente intendere che lui desiderava dipartirsi dal corpo perchè la sua dipartenza avrebbe segnato il passaggio ad una vita di gran lunga migliore, in quanto egli sarebbe stato CON Cristo, ossia assieme a Lui, e quindi lo avrebbe visto in tutta la sua bellezza e gloria. In altre parole, Paolo desiderava dipartirsi dal corpo perchè sapeva che avrebbe goduto da subito della presenza di Cristo con lui in cielo.

E che sia così, Paolo lo conferma ai santi di Corinto quando dice: “Noi siamo dunque sempre pieni di fiducia, e sappiamo che mentre abitiamo nel corpo, siamo assenti dal Signore (poiché camminiamo per fede e non per visione); ma siamo pieni di fiducia e abbiamo molto più caro di partire dal corpo e d’abitare col Signore” (2 Corinzi 5:6-8). Notate infatti che Paolo afferma che l’abitare nel corpo significa essere assenti dal Signore e non vederlo perchè noi camminiamo per fede e non per vista, mentre il partire dal corpo significa andare ad abitare con il Signore e vederlo, perchè in cielo non si cammina per fede ma per vista in quanto vedremo il Signore. E’ di una chiarezza quello che dice l’apostolo Paolo che non necessita alcun approfondimento. Se dunque andremo ad abitare con il Signore, è evidente che questo implica la Sua presenza con noi in cielo.

A conferma delle parole di Paolo, abbiamo anche queste scritte da Giovanni nel libro dell’Apocalisse: “E quando ebbe aperto il quinto suggello, io vidi sotto l’altare le anime di quelli ch’erano stati uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza che aveano resa; e gridarono con gran voce, dicendo: Fino a quando, o nostro Signore che sei santo e verace, non fai tu giudicio e non vendichi il nostro sangue su quelli che abitano sopra la terra? E a ciascun d’essi fu data una veste bianca e fu loro detto che si riposassero ancora un po’ di tempo, finché fosse completo il numero dei loro conservi e dei loro fratelli, che hanno ad essere uccisi come loro” (Apocalisse 6:9-11).

Ora, come potete leggere, le anime di quelli che erano stati uccisi a motivo della Parola erano in cielo, e precisamente sotto l’altare. Dobbiamo quindi domandarci dove si trova l’altare in cielo. La risposta è davanti al trono di Dio, secondo che è scritto più avanti: “E quando l’Agnello ebbe aperto il settimo suggello, si fece silenzio nel cielo per circa lo spazio di mezz’ora. E io vidi i sette angeli che stanno in piè davanti a Dio, e furon date loro sette trombe. E un altro angelo venne e si fermò presso l’altare, avendo un turibolo d’oro; e gli furon dati molti profumi affinché li unisse alle preghiere di tutti i santi sull’altare d’oro che era davanti al trono. E il fumo dei profumi, unendosi alle preghiere dei santi, salì dalla mano dell’angelo al cospetto di Dio. Poi l’angelo prese il turibolo e l’empì del fuoco dell’altare e lo gettò sulla terra; e ne seguirono tuoni e voci e lampi e un terremoto” (Apocalisse 8:1-5).

Dunque, l’altare è davanti al trono di Dio, e quindi praticamente davanti al Signore Gesù Cristo in quanto Gesù è seduto alla destra del trono di Dio, secondo che dice lo scrittore agli Ebrei: “Ora, il punto capitale delle cose che stiamo dicendo, è questo: che abbiamo un tal Sommo Sacerdote, che si è posto a sedere alla destra del trono della Maestà nei cieli, ministro del santuario e del vero tabernacolo, che il Signore, e non un uomo, ha eretto” (Ebrei 8:1-2). E non potrebbe essere altrimenti, perchè la Scrittura afferma che Gesù Cristo alla destra di Dio intercede per i santi (Romani 8:34), e sull’altare che si trova davanti al trono di Dio ci sono proprio le preghiere dei santi che salgono nel cospetto di Dio perchè fatte nel nome di Gesù Cristo.
Quindi, quelle anime di persone morte in Cristo, potevano vedere non solo Colui che sedeva sul trono, ma anche Colui che era seduto alla sua destra. E se potevano vederlo loro allora, lo possono vedere anche tutti coloro che muoiono in Cristo adesso. Dio non ha riguardi personali, e quindi non si può pensare che solo quelle anime potevano vedere Dio e il Signore Gesù Cristo. Ed infatti Giovanni afferma che: “Dopo queste cose vidi, ed ecco una gran folla che nessun uomo poteva noverare, di tutte le nazioni e tribù e popoli e lingue, che stava in piè davanti al trono e davanti all’Agnello, vestiti di vesti bianche e con delle palme in mano. E gridavano con gran voce dicendo: La salvezza appartiene all’Iddio nostro il quale siede sul trono, ed all’Agnello. E tutti gli angeli stavano in piè attorno al trono e agli anziani e alle quattro creature viventi; e si prostrarono sulle loro facce davanti al trono, e adorarono Iddio dicendo: Amen! All’Iddio nostro la benedizione e la gloria e la sapienza e le azioni di grazie e l’onore e la potenza e la forza, nei secoli dei secoli! Amen. E uno degli anziani mi rivolse la parola dicendomi: Questi che son vestiti di vesti bianche chi son dessi, e donde son venuti? Io gli risposi; Signor mio, tu lo sai. Ed egli mi disse: Essi son quelli che vengono dalla gran tribolazione, e hanno lavato le loro vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello. Perciò son davanti al trono di Dio, e gli servono giorno e notte nel suo tempio: e Colui che siede sul trono spiegherà su loro la sua tenda. Non avranno più fame e non avranno più sete, non li colpirà più il sole né alcuna arsura; perché l’Agnello che è in mezzo al trono li pasturerà e li guiderà alle sorgenti delle acque della vita; e Iddio asciugherà ogni lagrima dagli occhi loro” (Apocalisse 7:9-17). Ora, come si può chiaramente vedere, anche costoro erano morti in Cristo e si trovavano davanti al trono di Dio e davanti all’Agnello, e quindi erano con il Signore e potevano vederlo. La Sua presenza era con essi.

Aggiungiamo a quanto detto sino a qua, le seguenti parole che Gesù rivolse al Padre in preghiera per i suoi discepoli: “Padre, io voglio che dove son io, siano meco anche quelli che tu m’hai dati, affinché veggano la mia gloria che tu m’hai data; poiché tu m’hai amato avanti la fondazion del mondo” (Giovanni 17:24), che fanno intendere che i discepoli di Cristo quando muoiono vanno in cielo a dimorare con Cristo e vedono la Sua gloria; e la visione che Stefano ebbe poco prima di morire in Cristo, secondo che è scritto: “Essi, udendo queste cose, fremevan di rabbia ne’ loro cuori e digrignavano i denti contro di lui. Ma egli, essendo pieno dello Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio, e disse: Ecco, io vedo i cieli aperti, e il Figliuol dell’uomo in piè alla destra di Dio” (Atti 7:54-56), che fa capire che se Gesù si fece vedere da Stefano poco prima che egli si dipartisse dal corpo, è evidente che una volta salito in cielo con la sua anima Gesù non si sarebbe ‘nascosto’ dalla sua vista!

Dunque, fratelli, rigettate questo falso insegnamento delle ADI sullo stato dei morti in Cristo, e dite assieme a Giobbe: “E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, senza la mia carne, vedrò Iddio” (Giobbe 19:26), aggiungendogli ‘e il Suo Figliuolo Gesù Cristo’ perchè la Scrittura attesta in maniera inequivocabile che noi vedremo sia Dio che il Suo Figliuolo che sta alla sua destra.

Siate consolati, amati fratelli, sapendo che i vostri familiari o parenti morti in Cristo, sono veramente con Cristo in cielo, godendo già da ora la Sua presenza e quindi vedendo il Suo volto. E la stessa cosa riguarderà voi quando vi dipartirete dal corpo, se avrete perseverato fino alla fine nella fede, in quanto in quel preciso giorno andrete in cielo (e non in una sorta di anticamera del cielo) a stare con il nostro Signore Gesù Cristo. Nessuno di costoro dunque vi seduca con vani ragionamenti.

Esorto tutti coloro che frequentano Chiese ADI ad incalzare i loro pastori, e costringerli a dire pubblicamente quello che essi intendono realmente quando affermano che quando si muore si va con il Signore, perchè in realtà essi mentono sapendo di mentire quando parlano in questa maniera. E poi, ritiratevi da queste Chiese, perchè ormai è palese che le ADI contrastano sfacciatamente la verità, insegnando un numero impressionante di menzogne e ingannando così le anime. Le ADI si sono create una dottrina loro, che contrasta la dottrina di Dio.

La grazia del nostro Signore Gesù sia con voi.

Giacinto Butindaro

Commenti presi da Facebook

Nicola Iannazzo – I pastori delle ADI non ci finiscono più di stupire… Al ladrone in croce Gesù disse: ”In veritá ti dico che oggi sarai CON ME in paradiso” (Luca 23:42) Negare quest’affermazione di Gesù significa farlo bugiardo!

Maria Rapisarda – Interessante argomento, ottima spiegazione, grazie fratello Giacinto! Mai stato chiaro questo punto nelle ADI, e ha creato tanta confusione nella chiesa, perchè questa loro teoria non ha supporto biblico.

Giuseppe Palamara – Pian piano le ADI diranno che esiste pure il purgatorio, di questo passo, visto che parlano di un posto di attesa. Che Dio illumini i credenti sinceri, che frequentano le ADI.

Angelo Oliveri – I “pastori”ADI non provano vergogna.

Carmine Capasso – Ma invece di chiamarsi adi questi qua, perchè non si chiamano testimoni di Geova? questa è la cosa più grave che abbia m,ai sentito da chi si dice salvato e illuminato, l’apostolo Paolo disse che per lui il partire era molto meglio, perchè stava con Gesù in cielo, vergognatevi

Andrea Agate – E poi magari loro si lamentano dei cattolici che parlano del purgatorio…che comunque resta una dottrina falsa…mah!

Giovanna Pestellini – fratello Giacinto ti ricordi che ti dissi che un ex pastoreADI affermava che i bambini morti andavano in un luogo appartato per essere ammaestrati nelle Sritture? Informati se anche questa stranezza è una DOTTRINA ADI cioè se è confermata da altri pastori ADI. Chiedo a tutti di collaborare a riguardo .La pace e la guida DEL SIGNORE sia con noi

Giovanni Massari – Be, mi pare evidente che per essere schiavi e seguaci della chiesa cattolica dovevano inventarsi una specie di purgatorio per non contrastare la chiesa cattolica. Ormai le adi come altre sette, per sopravvivere economicamente e avere ricchezze e potere devono sottomettersi alla chiesa cattolica….

Enzo Mercurio – Non sapevo che esistessero dei fratelli che vogliono aspettare un poco prima di incontrare il Signore

Giuseppe Piredda – Questa dottrina STRANA delle ADI è stata difficile scovarla, perchè SI VERGOGNANO di insegnarla palesemente davanti a tutto il mondo. Questa loro titubanza ci fa pensare che non sono sicuri neppure loro di quello che credono, e sapendo che molti membri non la pensano come loro l’annunciano di SOPPIATTO, come fanno i falsi dottori, infatti è scritto:
II Pietro 2:1 “Ma sorsero anche falsi profeti fra il popolo, come ci saranno anche fra voi FALSI DOTTORI CHE INTRODURRANNO DI SOPPIATTO eresie di perdizione, e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si trarranno addosso subita rovina.”

Ciro Langella – ANTICAMERA????????????????​??? … Da domani i credenti delle ADI dovranno cambiare la parolo del cantico che dice…io ho una casa si trova nel ciel dove dimora il santo agnel ……con gesu noi sarem in …..io ho un anticamera che si trova nel ciel dove un giorno nella seconda fase del ritorno di gesu io saro…e cosi via, non scherziamo fratelli delle ADI NON SCHERZATE RAVVEDETEVI DALLO SVIAMENTO DOTTRINALE SIATE BEREANI ATTI 17:11, IDDIO VI LIBERI NELLA VERITA

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/10/07/adi-i-morti-in-cristo-non-sono-in-cielo-con-il-signore-gesu/

Contro l’universalismo

Per Universalismo si intende la dottrina che afferma che tutte le creature, anche le più indurite dal peccato, finiranno per emendarsi dopo un periodo più o meno lungo di prova, giungendo alla fede e alla salvezza e perciò alla fine Dio salverà tutti. Questa dottrina non è nuova perché fu sostenuta da Origene (circa 185-253), uno dei cosiddetti padri della Chiesa, il quale riteneva che il fuoco dell’inferno fosse un fuoco purificatore nel quale Dio avrebbe gettato gli empi per purificarli e farli accedere al paradiso. E dopo di lui fu sostenuta da Gregorio di Nissa (335-395 circa) ed altri.

Tra coloro che hanno insegnato questa dottrina in ambito Protestante in un tempo non molto lontano c’è stato Giovanni Luzzi (1856-1948), già professore alla Facoltà Teologica valdese di Roma e conosciuto da noi come colui che ha diretto la commissione stabilita per compiere la revisione della versione della Bibbia Diodati (revisione conosciuta come la Riveduta o la Luzzi). Ecco quanto egli ebbe a dire: ‘Come è possibile essere felici in cielo quando sappiamo che nell’inferno qualcuno dei nostri cari è tormentato in perpetuo? Ma così non può essere, e così non è. Gesù insegna che la punizione, di là e di qua, mira a educare, a migliorare il punito, e non è eterna; dura, quanto dura il peccato; quando cessi il peccato, cessa la punizione (…) credo con Origene che anche i reprobi più ostinati saranno alla fine vinti dall’amore di Dio; credo alla ‘restaurazione universale’, al trionfo della longanimità di Dio ottenuto rispettando la libertà di tutti, al compimento perfetto del disegno provvidenziale…’ (Giovanni Luzzi, La religione cristiana secondo la sua fonte originaria, Roma 1939, pag. 368, 369). Questa dottrina si basa sulla speranza che nell’aldilà rimanga per i peccatori una possibilità di ravvedimento e conversione. Ci sono al giorno d’oggi diversi Protestanti che sono Universalisti come lo era Giovanni Luzzi.

Confutazione

Coloro che sostengono l’universalismo si appoggiano su alcuni passi della Scrittura che apparentemente sembra sostengano la loro dottrina, ma spiegati e messi a confronto con altri passi della Scrittura risultano non avere affatto il significato che essi gli danno. Vediamoli e spieghiamoli dunque al fine di dimostrare la falsità di questa dottrina.

–  Gesù disse: “E io, quando sarò innalzato dalla terra, trarrò tutti a me” (Giovanni 12:32).
Secondo gli Universalisti quel tutti significa tutta l’umanità; ma stanno così le cose? Affatto. Vediamo il perché. Gesù in questo caso parlò della sua morte, o meglio del tipo di morte che egli doveva fare, infatti subito dopo è scritto: “Così diceva per significare di qual morte doveva morire” (Giovanni 12:33); quindi Gesù parlò della sua crocifissione. Ma non è che intese dire che quando sarebbe stato crocifisso avrebbe salvato tutti, nel senso che anche gli empi impenitenti sarebbero stati da lui salvati, perché a Nicodemo egli stesso aveva detto: “E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figliuol dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna” (Giovanni 3:14-15). Ecco quindi spiegato il senso di quelle parole di Gesù; quando lui sarebbe morto avrebbe tratto a lui e salvato coloro che avrebbero creduto in lui. Da quel ‘tutti’ dunque sono esclusi coloro che rifiutano di credere in Lui.

– Paolo dice ai Corinzi: “Iddio riconciliava con sè il mondo in Cristo non imputando agli uomini i loro falli” (2 Corinzi 5:19).
Ora, apparentemente sembrerebbe che tutti gli uomini sono stati riconciliati con Dio, e quindi che tutti sono amici di Dio e che non rimangono nemici di Dio sulla terra, ma le cose non stanno così per queste ragioni. Dio mediante la morte del suo Figliuolo sulla croce ha offerto la riconciliazione a tutti gli uomini, ma gli uomini si devono riconciliare con Dio difatti gli apostoli annunciavano la parola della riconciliazione dicendo: “Siate riconciliati con Dio” (2 Corinzi 5:20). E a chi dicevano queste parole se non a coloro che erano nemici di Dio per natura, o a quei credenti che erano diventati nemici di Dio perché si erano resi amici del mondo? Solo coloro che si sono ravveduti dai loro peccati e hanno creduto nel Vangelo possono essere dichiarati riconciliati con Dio infatti Paolo parlando ai santi di Colosse dice: “E voi, che già eravate estranei e nemici nella vostra mente e nelle vostre opere malvage, ora Iddio vi ha riconciliati nel corpo della carne di lui, per mezzo della morte d’esso” (Colossesi 1:21-22). E quando è avvenuta questa riconciliazione con Dio se non quando noi ci siamo pentiti dai nostri peccati e abbiamo creduto nel suo Figliuolo? Ma allora, qualcuno dirà: Questo significa che quando Gesù morì non ci riconciliò con Dio? No, non vogliamo dire questo perché si può dire sia l’una che l’altra cosa perché Paolo dice ai Romani: “Perché, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del suo Figliuolo, tanto più ora, essendo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita” (Romani 5:10); tenendo sempre presente però che noi fino a quando eravamo senza Cristo e morti nei nostri falli eravamo nemici di Dio e avevamo bisogno di riconciliarci con Lui per vivere in pace con Dio. E che per Paolo non tutti gli uomini erano riconciliati con Dio è confermato anche da queste parole che egli dice ai Romani attorno ai Giudei disubbidienti: “Per quanto concerne l’evangelo essi sono nemici per via di voi” (Romani 11:28). Nemici di chi? Di Dio naturalmente (cfr. 1 Tessalonicesi 2:15).
Anche le parole di Paolo “non imputando agli uomini i loro falli” non significano che a tutti gli uomini sono stati rimessi tutti i peccati perché altrimenti perché mai si dovrebbe ancora predicare la remissione dei peccati in ubbidienza all’ordine di Gesù Cristo? E perchè lo stesso Paolo predicava agli uomini la remissione dei peccati? E poi, che non è vero che a tutti gli uomini non sono imputati i falli è manifesto dal fatto che la Scrittura dice: “Beato l’uomo al quale il Signore non imputa il peccato” (Romani 4:8), il che equivale a dire che felici sono solo coloro a cui il Signore non imputa il peccato e non tutti gli uomini. E noi lo sappiamo bene che non tutti gli uomini sono felici, appunto perché non a tutti il Signore non imputa il peccato.

– Paolo dice: “Poiché la grazia di Dio, salutare per tutti gli uomini, è apparsa…” (Tito 2:11).
Anche questo è un verso preso dagli Universalisti a sostegno della loro dottrina, ma Paolo non ha detto che tutti gli uomini sono salvati o saranno salvati per la grazia di Dio, ma che la grazia di Dio potente a salvare tutti è apparsa il che è differente.

– Giovanni dice che Gesù “è la propiziazione per i nostri peccati; e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo” (1 Giovanni 2:2).
Ma anche queste parole non mostrano che tutti gli uomini sono salvati, perché l’apostolo con esse ha voluto soltanto dire che Gesù Cristo è il purgamento non solo dei nostri peccati ma anche quello di tutto il mondo, in altre parole che egli mediante il suo sangue ha purgato noi che crediamo in lui ed è potente sempre mediante il suo sangue da purgare anche tutti coloro che ancora non credono in lui, sì perché per essere purgati dai propri peccati bisogna credere in Gesù. E’ da notare infatti a tale proposito che Paolo parlando ai Romani dice che Dio ha prestabilito Gesù Cristo “come propiziazione mediante la fede nel sangue d’esso” (Romani 3:25); quindi il purgamento dei propri peccati è legato alla fede e non può esserci se non c’è la fede. E dato che Paolo dice ai Tessalonicesi che “non tutti hanno la fede” (2 Tessalonicesi 3:2), non tutti hanno ricevuto il purgamento dei propri peccati.

– Paolo dice che Dio “vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità” (1 Timoteo 2:4).
Anche queste parole secondo gli Universalisti significano che Dio salverà tutti e che nessuno perirà. Ma ciò non è il reale significato di queste parole, perché altrimenti sarebbero annullati tutti quei passi della Scrittura che attestano in vario modo che molti non saranno salvati ma andranno in perdizione. Prendiamo alcuni di questi passi; Gesù ha detto di coloro che in quel giorno lui metterà alla sua sinistra: “E questi se ne andranno a punizione eterna..” (Matteo 25:46); egli ha detto che alla fine dell’età presente “il Figliuol dell’uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori d’iniquità, e li getteranno nella fornace di fuoco. Quivi sarà il pianto e lo stridor dei denti” (Matteo 13:41-42); egli ha detto che “larga è la porta e spaziosa la via che mena alla perdizione, e molti son quelli che entrano per essa” (Matteo 7:13); un giorno, alla domanda: “Signore, sono pochi i salvati?” rispose dicendo: “Sforzatevi d’entrare per la porta stretta perché io vi dico che molti cercheranno d’entrare e non potranno” (Luca 13:24); Paolo ha detto che “il Signore Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante per far vendetta di coloro che non conoscono Iddio, e di coloro che non ubbidiscono al Vangelo del nostro Signor Gesù. I quali saranno puniti di eterna distruzione, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza….” (2 Tessalonicesi 1:7-9).
Come potete vedere sia Gesù che Paolo non hanno affatto detto che tutti gli uomini saranno salvati, ma hanno detto in maniere diverse, ma chiaramente, che molti non entreranno nel regno di Dio, ma saranno puniti di un eterno supplizio. E la stessa cosa vale per Giovanni che nell’Apocalisse ha detto: “Ma quanto ai codardi, agl’increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda” (Apocalisse 21:8).
Rimane il fatto che Dio vuole salvare gli uomini e che salverà tutti coloro che ha preordinato a vita eterna, ossia tutti coloro che egli ha prestabilito che credano per ottenere la vita eterna. E gli altri? Gli altri non erediteranno la vita eterna perché privati della fede non potranno credere per ottenere la vita eterna. V’è forse ingiustizia in Dio a motivo di ciò? Affatto perché Egli dice: “Farò grazia a chi vorrò fare grazia, e avrò pietà di chi vorrò avere pietà” (Esodo 33:19), e Paolo dice che “Egli fa misericordia a chi vuole, e indura chi vuole” (Romani 9:18).

– Paolo dice agli Efesini che c’è “un Dio unico e Padre di tutti, che è sopra tutti, fra tutti ed in tutti” (Efesini 4:6).
Da una lettura superficiale di queste parole sembra che tutti gli uomini siano figli di Dio, quindi rigenerati, salvati e purificati dai loro peccati, ma le cose non stanno così e lo dimostriamo subito. Dio è il Padre solo di coloro che credono in Lui, e non è il Padre degli empi e dei peccatori. Questo è confermato dal fatto che per diventare figli di Dio è necessario ricevere Cristo, ossia credere nel suo nome, secondo che è scritto: “Ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli cioè, che credono nel suo nome…” (Giovanni 1:12), ed anche: “Siete tutti figliuoli di Dio, per la fede in Cristo Gesù” (Galati 3:26). Qualcuno dirà: E coloro che invece non credono in Gesù Cristo? Essi non sono dei figli di Dio ma dei figli del diavolo, sì, perché anche il diavolo ha dei figliuoli secondo l’insegnamento della Scrittura infatti Gesù disse a quei Giudei che non credevano in lui e lo volevano uccidere: “Voi siete progenie del diavolo, che è vostro Padre…” (Giovanni 8:44) e Giovanni dice che “da questo sono manifesti i figliuoli di Dio e i figliuoli del diavolo; chiunque non opera la giustizia non è da Dio; e così pure chi non ama il suo fratello” (1 Giovanni 3:10). Abbiamo così mostrato che non tutti gli uomini sono figli di Dio perché ci sono anche i figli del diavolo.
Per il fatto che Dio è fra tutti ciò significa che Dio è fra coloro che hanno creduto infatti Paolo dice ai santi di Corinto: “Noi siamo il tempio dell’Iddio vivente, come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò fra loro; e sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo” (2 Corinzi 6:16). Mentre Egli non abita in mezzo agli empi e non cammina fra loro perché essi non sono la sua casa; e difatti è scritto che “l’Eterno è lungi dagli empi” (Proverbi 15:29).
Dio è in tutti, ed è vero; ma ben inteso in tutti coloro che credono in lui e non anche in coloro che non credono in lui difatti è scritto che “chi confessa che Gesù è il Figliuol di Dio, Iddio dimora in lui ed egli in Dio” (1 Giovanni 4:15), mentre “chi passa oltre e non dimora nella dottrina di Cristo non ha Iddio” (2 Giovanni 9). E chiaro quindi il senso delle parole di Paolo alla luce di questi altri passi.

– Paolo dice: “Tutti hanno peccato e son privi della gloria di Dio, e sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù” (Romani 3:23-24).
Anche in questo caso sembra che la Scrittura ci autorizzi a dire che tutti gli uomini sono giustificati da Dio, ma confrontando altre Scritture ci si accorge che il vero senso delle suddette parole è questo: Tutti hanno peccato e perciò sono privi dell’eterna eredità promessa da Dio, ma nonostante ciò possono essere da lui giustificati gratuitamente mediante la fede in Cristo Gesù e fatti così eredi di Dio e coeredi di Cristo. Quindi, siccome solo un piccolo numero di persone sono state giustificate, perché sono pochi coloro che hanno creduto, in quel giorno tutti gli increduli verranno condannati a motivo della loro incredulità secondo che è scritto: “Chi non avrà creduto sarà condannato” (Marco 16:16), e non solo gli increduli, ma come abbiamo già visto, anche i codardi, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, i stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi (cfr. Apocalisse 21:8).

– Paolo dice ai Romani: “Come dunque con un sol fallo la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così, con un solo atto di giustizia la giustificazione che dà vita si è estesa a tutti gli uomini” (Romani 5:18).
Una cosa simile a quella detta prima va detta anche circa queste parole di Paolo, perché anche qui Paolo ha spiegato come mentre da un lato tutti hanno peccato e sono sotto la condanna a motivo del fallo di Adamo, così dall’altro tutti possono usufruire della giustificazione gratuita che Dio in Cristo offre a tutti gli uomini, appunto perché la giustificazione che dà vita si è estesa a tutti gli uomini. Certamente anche qui non si può dedurre che tutti gli uomini sono automaticamente giustificati anche senza credere solo perché Gesù Cristo è morto sulla croce e risorto. Questo contrasterebbe nettamente il consiglio di Dio che dice che Dio agli uomini mette la fede in conto di giustizia, ossia li giustifica quando essi credono in Lui. Paolo infatti ha detto: “Or non per lui [Abrahamo] soltanto sta scritto che questo gli fu messo in conto di giustizia, ma anche per noi ai quali sarà così messo in conto; per noi che crediamo in Colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore” (Romani 4:23-24).

Conclusione

Abbiamo così dimostrato ampiamente mediante le Scritture che l’universalismo non è una dottrina sana, ma una dottrina falsa. Non esiste nessun fuoco purificatore nell’aldilà che purificherà i peccatori impenitenti dai loro peccati per poi farli entrare nel Regno di Dio, perché sia il fuoco dell’Ades, dove le anime dei peccatori scendono immediatamente dopo morti, e sia quello della Geenna, dove i peccatori saranno gettati anima e corpo una volta che saranno risorti e giudicati da Dio, è un fuoco tormentatore che fa piangere e stridere i denti. Come non esiste nessuna possibilità per i peccatori dopo morti di ravvedersi e convertirsi a Cristo, perché è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio (cfr. Ebrei 9:27).

Alcune poche parole per concludere. Coloro che sostengono l’universalismo non si rendono conto che Dio non è solo amore ma è anche un giusto giudice che non terrà il colpevole per innocente e che non avrà per ospite il malvagio perché se lo facesse non sarebbe più giusto e rinnegherebbe se stesso. Certo riconosciamo che è più piacevole sentire parlare dell’amore e della misericordia di Dio e delle sue compassioni; e meno piacevole, umanamente parlando, sentire parlare della giustizia di Dio e della vendetta dell’Eterno e quindi del fatto che Dio un giorno condannerà gli increduli e tutti gli empi ad un eterno tormento nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, ma anche questa, cioè la giustizia, è una virtù di Dio. E noi siamo chiamati a proclamare anche questa virtù e non a celarla; e con la grazia di Dio lo vogliamo fare fino alla fine pur sapendo che taluni vogliono solo sentire parlare di cose piacevoli. A Dio sia la gloria in eterno. Amen.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/18/contro-l%e2%80%99universalismo/