Se non credete che Gesù è il Cristo, morrete nei vostri peccati

Voi tutti che state leggendo prestate attenzione a ciò che sto per dirvi. Vi fu un uomo venuto da presso il cielo chiamato Gesù, il quale visse in questo mondo in maniera giusta e santa. Egli è Colui del quale ha parlato Mosè dicendo che il Signore Iddio avrebbe suscitato un profeta come lui e che bisognava ascoltarlo in tutte le cose che Egli avrebbe detto, poiché chi non lo avrebbe fatto sarebbe stato distrutto. (cfr. Deuteronomio 18:15) Egli è Colui del quale hanno parlato i profeti preannunziando la venuta del Giusto, e dicendo che sarebbe nato un fanciullo sulle cui spalle avrebbe riposato l’imperio e che sarebbe stato chiamato : Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace. (cfr. Isaia 9:5) Di Lui è scritto ancora che ‘non avea forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né apparenza, da farcelo desiderare. Disprezzato e abbandonato dagli uomini’ (cfr. Isaia 53:2-3), fù maltratto e trafitto a motivo delle nostre trasgressioni e fiaccato a motivo delle nostre iniquità. (cfr. Isaia 53:5,7) E’ scritto che L’Eterno fece cader su lui l’iniquità di noi tutti, dando Egli la sua vita in sacrifizio per la colpa nostra. (cfr. Isaia 53:6,10) Questo è quel che Gesù fece sulla croce : soffrì per i nostri peccati, Egli Giusto per noi ingiusti, col fine di condurci a Dio, per salvarci. Ma la morte non lo potè trattenere secondo che Davide disse ‘poiché tu non abbandonerai l’anima mia in poter della morte, né permetterai che il tuo santo vegga la fossa.’ (Salmi 16:10; Atti 2:27) Quindi Dio lo risuscitò dai morti, avendolo sciolto dagli angosciosi legami della morte, e dandogli ‘il nome che è al disopra d’ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.’ (Filippesi 2:9-11) Ora, se voi dunque riconoscete che Gesù è il Cristo, il Signore, e credete che Egli è morto sulla croce per i nostri peccati e che è risuscitato dai morti per la nostra giusitificazione, sarete salvati; ma se vi rifiuterete di farlo, sappiate per certo che morirete nei vostri peccati, e questo perché affinché la colpa vostra sia espiata è necessario che crediate col cuor vostro in Gesù e in quel che Egli ha compiuto per voi. Gesù un giorno disse a dei Giudei che non credevano in Lui queste parole : ‘Voi siete di quaggiù; io sono di lassù; voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo. Perciò v’ho detto che morrete ne’ vostri peccati; perché se non credete che sono io (il Cristo), morrete nei vostri peccati.’ (Giovanni 8:23-24) Date ascolto dunque alla voce del Signore, e voi vivrete; ma se vi rifiuterete di farlo voi morrete.

Salvatore Larizza

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Certa è questa parola e degna d’essere pienamente accettata

Cosi scrisse l’apostolo Paolo al suo vero figliuolo in fede Timoteo : ‘Certa è questa parola e degna d’essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo.’ (1Timoteo 1:15) Gesù dunque è venuto nel mondo per salvare i peccatori, poiché Egli non è venuto in questo mondo per giudicare il mondo ma per salvarlo. Ed Egli è l’unico che può farlo, poiché ‘in nessun altro è la salvezza’ (cfr. Atti 4:12), solo in Lui v’è la remissione dei peccati e la vita eterna. Ravvediti dunque e credi in Lui e sarai salvato. Ti sentirai con una pace nel cuore che il mondo non ti ha saputo dare, avrai la consapevolezza di essere divenuto un figliuolo di Dio, amato da Dio, e avrai la certezza di avere la vita eterna. Non avrai più l’ira di Dio sopra il tuo capo, ma avrai la sua benedizione. La morte non ti farà più paura, perché saprai che quando ti dipartirai da questo corpo andrai ad abitare con il Signore nel cielo. Non indugiare più, ora è il tempo accettevole, ora è il tempo della salvezza. Devi sapere che un giorno il Signore Gesù tornerà nel mondo una seconda volta, questa volta però non verrà più per salvare il mondo ma per giudicarlo; e allora per te sarà troppo tardi, non avrai più alcuna possibilità. Non ti illudere : ‘Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra lui.’ (Giovanni 3:36)

Salvatore Larizza

Colui che è gradito a Dio

vitaChi è colui che Dio gradisce? Iddio gradisce colui che ha la fede. Solo colui che ha la fede? Si. Perché? Perché senza la fede è impossibile piacerGli. (cfr. Ebrei 11:6; Romani 8:8) E se uno smette di avere fede in Lui? Iddio smette di gradirlo. (cfr. Ebrei 10:38)

Colui che ha la fede in Gesù, viene gradito da Dio perchè viene giustificato e quindi dichiarato GIUSTO, comincia ad avere comunione con Dio e quindi diventa un AMICO DI DIO, viene santificato e quindi dichiarato SANTO, nasce dall’alto d’acqua e di Spirito e quindi acquisisce il diritto di essere chiamato FIGLIUOLO DI DIO, viene liberato dalla schiavitù del peccato, che lo teneva prigioniero, e dunque diventa LIBERO!

Chi ha la fede in Gesù, essendo che viene vivificato, ha VITA ETERNA!

Colui invece che non ha la fede in Gesù, non viene da Lui gradito perché è un INGIUSTO, un NEMICO DI DIO e quindi l’ira di Dio resta sopra lui. Essendo un PECCATORE e non avendo ricevuto la nuova nascita continuerà ad essere chiamato FIGLIUOLO D’IRA e avendo ancora le funi del peccato attorno a sé continuerà ad essere SCHIAVO DEL PECCATO!

Chi non ha la fede in Gesù, essendo morto spiritualmente, NON VEDRA’ LA VITA!

Se desideri dunque essere gradito a Dio e ottenere pace con Lui devi credere in Gesù Cristo.

Se invece prendi piacere a contrastare Iddio e la Sua volontà, a motivo del tuo cuore caparbio e malvagio, e non ti curi affatto di piacere a Dio, sappi che ti aspetta un tormento eterno, un tormento dal quale vorrai scampare ma non potrai.

Ora sai cosa fare, io son netto del tuo sangue.

 

Salvatore Larizza

Neppure la morte ci separerà dal Signore

morte-separazionePaolo dice ai Romani: “Sia dunque che viviamo o che moriamo, noi siamo del Signore” (Romani 14:8). Questo significa, fratelli nel Signore, che noi apparteniamo a Cristo e siamo nelle sue mani sia mentre abitiamo in questo corpo e sia quando ce ne dipartiremo.
Questo perché neppure la morte ci può separare dall’amore di Dio che è in Cristo; no neppure la morte. E difatti sempre Paolo dice: “…. né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potestà, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8 38-39).
Abbiamo questa fiducia infatti, basata sulla Parola di Dio, che quando ci dipartiremo da questo corpo andremo ad abitare con il Signore in cielo, per cui “abbiamo molto più caro di partire dal corpo e d’abitare col Signore” (2 Corinzi 5:8).
Al Signore Gesù Cristo “che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati col suo sangue, e ci ha fatti essere un regno e sacerdoti all’Iddio e Padre suo, a lui siano la gloria e l’imperio nei secoli dei secoli. Amen.” (Apocalisse 1:5-6).

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/11/15/neppure-la-morte-ci-separera-dal-signore/