Libro – La Massoneria smascherata

copertina-libro-massoneria-smascherata-724x1024Fratelli nel Signore, ecco un altro mio libro confutatorio: si intitola ‘La massoneria smascherata: contro l’infiltrazione e l’influenza di questa diabolica istituzione nelle Chiese Evangeliche’. E’ un libro particolare, diverso per certi aspetti da tutti gli altri, e capirete il perchè leggendolo e studiandolo. La sua lettura e il suo studio vi richiederanno parecchio tempo e impegno, ma sappiate che questo è un libro molto importante che ognuno di voi deve leggere. Vi avverto da subito che questo è un libro che contiene informazioni e notizie che produrranno in voi sbigottimento, e tanta rabbia e tristezza. Ma nello stesso tempo sono sicuro che esso vi farà gioire ed esultare nel Signore e vi farà ringraziare Dio perchè smaschera una delle più potenti ed efficaci macchinazioni di Satana contro la Chiesa dell’Iddio vivente e vero, colonna e base della verità.
Un’ultima cosa: molti di voi leggendo questo libro scopriranno di essere stati MASSONIZZATI, in quanto la Chiesa o la Denominazione o l’Associazione di cui fanno parte è sotto l’influenza o il controllo della Massoneria. A costoro dico: Ravvedetevi e separatevi immediatamente da coloro che vi hanno MASSONIZZATI.
La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con coloro che lo amano con purità incorrotta. Amen.
Giacinto Butindaro

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Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2012/12/17/libro-la-massoneria-smascherata/

Ecco l’uomo che la Chiesa ‘La Parola della Grazia’ acclama come ‘un ministro infuocato e pienamente consacrato a Dio’

 

Sul sito della Chiesa ‘La parola della grazia’ di Palermo, di cui è pastore Lirio Porrello, leggo quanto seguo: ‘Il rhema ricevuto all’inizio dell’anno: “Insegnare a ciascuno come aspettare il Signore e come ministrare al Signore” si realizza in questi giorni in Lakeland, Florida, dove Dio si sta servendo di un giovane pastore, Todd Bentley, dal passato alquanto travagliato e umanamente discutibile, ma che il Suo tocco ha trasformato in un ministro infuocato e pienamente consacrato a Lui. Dal 2 aprile ad oggi un enorme flusso di persone provenienti da tutto il mondo accorre ad ascoltare le sue predicazioni, che sono regolarmente accompagnate da grandi miracoli. Dopo un lungo tempo di attesa della presenza di Dio, ogni giorno il soprannaturale si manifesta con la nuvola della Sua gloria e con guarigioni miracolose. In quel luogo si verifica un contagioso bisogno di Dio, tutti cercano il Signore e vogliono stare alla Sua presenza’.

Tratto da: http://www.paroladellagrazia.it/main/culti/2008/15062008.htm

Ora, affinché vi possiate rendere conto personalmente di come questo individuo di nome Todd Bentley non sia affatto un uomo usato da Dio ma semplicemente uno dei tanti impostori e malvagi che in mezzo alle chiese seducono e vengono sedotti dal diavolo, vi propongo questo video, dove si vede lui ministrare sotto ‘l’unzione’ come la chiamano loro.

Tenete presente che questo uomo sin dall’inizio del risveglio ha avuto degli orecchini all’orecchio, e poi un piercing sul suo mento, e che si faceva tatuaggi addosso, perché secondo lui sono cose lecite. Inoltre, durante il suo cosiddetto risveglio, si è messo con un’altra donna, ed ha poi lasciato la propria moglie per sposarsi con questa altra donna agli inizi del 2009, quindi è un adultero. Senza poi parlare delle tante eresie da lui insegnate durante quel periodo.

Alla luce di tutto ciò, che sono fatti incontrovertibili, si rimane veramente sconcertati e preoccupati nel sapere che  questa Chiesa Pentecostale abbia  definito Todd Bentley ‘un ministro infuocato e pienamente consacrato a Lui’ (e badate bene che non bisognava aspettare che si scoprisse che questo uomo tradiva la moglie per capire chi era veramente Bentley perchè sin dall’inizio era evidente che era un impostore), ed ha approvato quel cosiddetto risveglio di Lakeland dicendo: ‘Dopo un lungo tempo di attesa della presenza di Dio, ogni giorno il soprannaturale si manifesta con la nuvola della Sua gloria e con guarigioni miracolose’.

Questo significa essere privi di discernimento, e quindi non essere in grado di distinguere il bene dal male, il vero dal falso, un vero servo di Dio da uno falso.

Attenzione fratelli, questo tipo di risveglio non è da Dio, e quindi va tenuto lontano dall’assemblea dei santi, essendo un qualcosa prodotto da spiriti seduttori.

Chi promuove queste cose, le approva, e le desidera non conosce le Scritture e neppure le vie di Dio.

Uscite e separatevi da quelle Chiese che chiamano uomini di Dio gli impostori come questo Todd Bentley.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/12/07/ecco-luomo-che-la-chiesa-la-parola-della-grazia-acclama-come-un-ministro-infuocato-e-pienamente-consacrato-a-dio/

Guardatevi dal falso dottore Lee Jae Rock

Jaerock Lee è un predicatore coreano nato nel 1943 a Muan, provincia di Jeonnam, nella Repubblica della Corea. Di lui viene detto quanto segue dai suoi seguaci: ‘Tra i venti e i trent’anni, ha sofferto per molto tempo di varie malattie incurabili che lo stavano portando verso la morte senza nessuna speranza di guarigione. Un giorno, nella primavera del 1974, fu portato in chiesa da sua sorella. Quando s’inginocchiò per pregare, venne guarito immediatamente da tutte le sue malattie grazie alla potenza del Dio vivente. Attraverso questa meravigliosa esperienza, egli incontrò Dio. Da quel momento in poi, il Rev. Lee ha amato sinceramente il Signore con tutto il suo cuore. Nel 1978 è stato chiamato a servirLo. Ha cominciato a pregare ferventemente per comprendere chiaramente la volontà di Dio e compierla pienamente. Nel 1982, il Rev. Lee ha fondato la Chiesa Manmin a Seul in Sud Corea dove, per la potenza di Dio, si sono manifestate diverse guarigioni miracolose. Nel 1986, il Dott. Lee è stato ordinato pastore all’Assemblea Annuale di Gesù tenutasi nella Chiesa Sungkyul in Corea. Dopo quattro anni, cioè dal 1990 in poi, tutti i suoi sermoni sono stati trasmessi in Australia, Stati Uniti, Russia, Filippine e in molti altri Paesi attraverso la Far East Broadcasting Company, l’Asia Broadcast Station e la Washington Christian Radio System. Nel maggio del 2008, la Chiesa Manmin centrale conta più di 100.000 membri in 8.000 chiese dipendenti sparse per il globo. Fino ad ora, la chiesa ha incaricato più di 127 missionari in 25 nazioni. Ad oggi il Dott. Lee ha scritto 53 libri tra cui “Gustare la vita eterna prima della morte”, “La mia vita – La mia fede”, “La misura della fede”, “Il Paradiso 1 e 2”, “L’Inferno e la Potenza di Dio”. Il Rev. Dott. Jaerock Lee è il fondatore e presidente del WCDN, presidente della United Church of Corea, presidente del Nation Evangelization Paper e della Manmin World Mission, fondatore della Manmin TV, del Global Christian Network (GCN), e del Manmin international Seminary (MIS)’ (da: http://www.wcdnitaly.org/home/it/fondatore).

La WCDN è una organizzazione interdenominazionale composta da medici cristiani di tutto il mondo. Il suo fine ultimo – secondo quanto troviamo scritto sul loro sito (http://www.wcdnitaly.org/home/it/chi-siamo) – è quello di dare gloria al Grande Medico testimoniando ai pazienti, ai colleghi ed all’intera popolazione sulle meravigliose guarigioni prodotte dal vangelo di Gesù Cristo attraverso la preghiera di fede e confermate con una chiara evidenza di dati medici. Nel suo progressivo sviluppo WCDN si propone di far raggiungere ai suoi associati i seguenti obiettivi, continuando nondimeno a dare sempre gloria al Grande Medico. 1) Diventare un esperto testimone delle guarigioni basate su preghiera e fede provandone la veridicità attraverso sufficienti riscontri medici. 2) Individuare attivamente casi di guarigione divina documentando la loro autenticità con prove scientifiche e successivamente presentarli in conferenze mediche. 3) Addestrare ed aggiornare i medici generici cristiani sui modi di evangelizzare focalizzandosi sulla preghiera per gli ammalati senza trascurare procedure e prescrizioni mediche tradizionali ed aggiornate. 4) Condurre seminari e gruppi di lavoro di vario livello per medici cristiani, personale sanitario, oppure specializzato, inerenti il loro compito come cristiani. 5) Tenere conferenze mediche cristiane annuali a livello internazionale in varie parti del mondo, per presentare casi di guarigione divina e discutere argomenti scientifici rilevanti per i medici cristiani. 6) Mantenere insegnamenti Cristo-centrici, restando aperti come movimento cristiano inter-denominazionale potenziato dallo Spirito Santo, a glorificare l’Unico e Vero Dio Onnipotente tramite il Suo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo. 7) Creare una rete con organizzazioni cristiane mediche e per la salute, rinsaldando la nostra unità con coloro che sono nella fede cristiana con l’obiettivo finale di dare gloria al nostro Dio Padre nel nome di Cristo. (Giovanni 17:11-21).

Il direttore della WCDN Italia è Mauro Adragna, pastore della comunità “Canto di Sion” di Palermo, facente capo alla Chiesa Evangelica della Riconciliazione (http://www.wcdnitaly.org/home/it/contatti e http://www.mauroadragna.it/).

Nel 2010 la conferenza internazionale, dal titolo ‘Spirituality and Medicine’ (‘Spiritualità e Medicina’) si è svolta in Italia nella città di Roma il 21 e 22 maggio. Ecco il video che documenta quella conferenza.

Notate al minuto 10:57 Salvatore Loria, direttore di ICN-News;

mentre al minuto 11:37 Lirio Porrello, pastore della Chiesa ‘Parola della Grazia’ di Palermo, mentre parla;

e Mauro Adragna al minuto 12:5.

Dunque, questo Lee è entrato in qualche maniera anche qui in Italia. Ma attenzione, fratelli, perché questo predicatore insegna molte eresie. La Chiesa da lui fondata è una vera e propria setta in cui lui viene adorato quasi fosse Dio.

Qui di seguito vi citerò alcune delle sue eresie.

LE ERESIE DI JAEROCK LEE

Lui ha un sangue puro come quello di Gesù
JaeRock-Lee afferma che egli stesso ha sparso tutto il suo sangue nel 1992, cosicché il sangue ereditato dai suoi genitori nel quale risiedeva il peccato fu eliminato e lui fu riempito con del nuovo sangue che non possiede nè peccato originale e nè peccato commesso. Per cui il suo sangue è esattamente come il sangue di Gesù.
(5 Luglio 1998, culto domenicale serale)
Citazione ottenuta da una Chiesa Coreana (associata con la Chiesa delle Assemblee di Dio il cui pastore è Paul Yonggi Cho) a Chennai, India, proprio prima che Lee tenesse la crociata in quel luogo.

http://www.angelfire.com/space/lee_jae-rock/heretical.html

Affermazioni confermate dal ‘2004 Annual Research Report by Christian Council of Korea Against Manmin Sect’, punto 2

http://www.angelfire.com/linux/antimanmin/cck_research.htm

La morte lo schiva
Lee-Jaerock ha affermato che poiché lui non possiede il peccato originale e alcun peccato commesso, a motivo dello spargimento del sangue ricevuto dai suoi genitori, la morte lo schiva
(Culto serale del 5 Luglio 1998)
Tratto da: ‘2004 Annual Research Report by Christian Council of Korea Against Manmin Sect’, punto 9

http://www.angelfire.com/linux/antimanmin/cck_research.htm

Il suo spirito è seduto alla sinistra del trono di Dio
Lo spirito di Lee-Jaerock è seduto alla sinistra del trono di Dio
(Culto serale del 5 Luglio 1998)
Tratto dal ‘2004 Annual Research Report by Christian Council of Korea Against Manmin Sect’, punto 4

http://www.angelfire.com/linux/antimanmin/cck_research.htm

Quando lui dorme, il suo spirito assiste i credenti
Quando lui dorme, il suo spirito si reca dai credenti e li aiuta.
Citazione presa dal libro coreano ‘Heresy Identity of Lee Jae-Rock.’ Il libro è disponibile in lingua coreana al seguente indirizzo http://mall.godpeople.com/ ) presente in http://www.angelfire.com/space/lee_jae-rock/thirtyclaims.html

I profeti e i discepoli di Gesù gli appaiono quando lui li chiama
Quando JaeRock Lee chiama uno dei profeti, o uno dei discepoli del Signore o dei Patriarchi essi appaiono davanti a lui come quando un funzionario viene chiamato dal presidente. Jae-Rock afferma che i profeti e i discepoli vengono e lo salutano.
(Culto domenicale serale del 5 Luglio 1998, e riunione di preghiera serale di venerdì 17 Luglio 1998)
Citazione ottenuta da una Chiesa Coreana (associata con la Chiesa delle Assemblee di Dio il cui pastore è Paul Yonggi Cho) a Chennai, India, proprio prima che Lee tenesse la crociata in quel luogo.

http://www.angelfire.com/space/lee_jae-rock/heretical.html

Affermazioni confermate dal ‘2004 Annual Research Report by Christian Council of Korea Against Manmin Sect’, punto 1

http://www.angelfire.com/linux/antimanmin/cck_research.htm

Lui e Dio sono uno
Poichè Lui è diventato uno con Dio, egli può apparire nel Sole e nella Luna. Egli detiene un diritto brevettato per questo. Ha detto che Dio lo pose dentro la luce della luna e gli disse: ‘Tu ed Io siamo uno’!
(Riunione di preghiera serale del 17 Luglio 1998)
Citazione ottenuta da una Chiesa Coreana (associata con la Chiesa delle Assemblee di Dio il cui pastore è Paul Yonggi Cho) a Chennai, India, proprio prima che Lee tenesse la crociata in quel luogo.

http://www.angelfire.com/space/lee_jae-rock/heretical.html

Affermazioni confermate dal ‘2004 Annual Research Report by Christian Council of Korea Against Manmin Sect’, punto 11

http://www.angelfire.com/linux/antimanmin/cck_research.htm

Lui ha adempiuto la parola di tutti i 66 libri della Bibbia
Lee-Jaerock ha affermato che Gesù 2000 anni fa ha adempiuto l’Antico Testamento, e Lee-Jaerock ha adempiuto la parola dei 66 libri della Bibbia
(Culto serale del 28 Giugno 1998)
Affermazione tratta dal ‘2004 Annual Research Report by Christian Council of Korea Against Manmin Sect’, punto 14

http://www.angelfire.com/linux/antimanmin/cck_research.htm

Il trono di Dio è sceso sulla Chiesa di cui è pastore Jaerock Lee
Il trono di Dio è disceso sulla Chiesa Manmin Joong-ang ed Egli ha lasciato la chiave della Nuova Gerusalemme in quella Chiesa
(5 Luglio 1998, culto domenicale serale)
Citazione ottenuta da una Chiesa Coreana (associata con la Chiesa delle Assemblee di Dio il cui pastore è Paul Yonggi Cho) a Chennai, India, proprio prima che Lee tenesse la crociata in quel luogo.

http://www.angelfire.com/space/lee_jae-rock/heretical.html

Dio era luce con una voce, e poi si divise nella Trinità
Nel principio Dio esisteva come luce con una voce in essa. … Ad un certo punto, Dio IO SONO si divise nella Trinità per nutrire i Suoi veri Figli con cui Egli può condividere il Suo amore. C’era bisogno del Figlio che adempie la missione come il Salvatore e dello Spirito Santo che compie la Sua missione come l’aiutante. Dio divise se stesso in Dio Padre che è l’Alfa e l’Omega di tutta la conoscenza e civiltà umana; Dio il Figlio che è il Primo e l’Ultimo della Salvezza umana; e Dio lo Spirito Santo che è il Principio e la Fine della cultura umana. A questo punto, ogni membro della Trinità ebbe la Sua propria immagine per guadagnare veri figli spirituali.
(Jae Lee Rock, Message of the Cross, 2002, Urim Publishing, pag. 34-35)

http://www.angelfire.com/space/lee_jae-rock/theology.html

Dio un tempo si sentì solo
Anche, a Dio parve una cosa non buona che Adamo fosse solo … Questo non perchè Adamo si sentiva lui stesso solo ma perchè Dio era stato da solo per un lungo periodo di tempo prima dell’inizio del tempo e sapeva che cosa fosse la solitudine
(Message of the Cross, pag. 73)

http://www.angelfire.com/space/lee_jae-rock/theology.html

Gli Edeniani e gli UFO
Secondo JaeRock, Lee il Giardino d’Eden, benché appartenga al mondo spirituale, non può essere chiamato nè totalmente un mondo spirituale e neppure un mondo fisico; in altre parole è il mondo intermediario fra spirito e carne. Eden è il regno spirituale del secondo cielo.
Quando Adamo peccò assieme a sua moglie Eva, furono cacciati dal Giardino sulla terra. I loro discendenti però, non furono cacciati dal Giardino, ed ancora oggi vivono in questo Giardino. Sono delle anime viventi con carne e ossa proprio come lo era Adamo. Gli Edeniani – gli abitanti del Giardino d’Eden – hanno un corpo immortale e sono innumerevoli. La società nel Giardino dell’Eden ha una legge ed una organizzazione.
Gli Edeniani hanno imparato molte cose sugli esseri umani e la nostra vita sulla terra, ma la loro conoscenza non è completa. Hanno una forte curiosità per questo mondo. Ed ogni tanto partono e vengono sulla terra, a fare delle visite, ma solo quelli che Dio permette di venire qua e poi vedono solo le cose che gli viene permesso di vedere.
Hanno naturalmente bisogno di un veicolo spaziale per fare questi loro viaggi, che sono costituiti dagli UFO. D’altronde anche Adamo ed Eva quando furono costretti a venire sulla terra, dopo la loro disubbidienza, usarono un veicolo spaziale. Dunque ecco chi sono gli extraterrestri di cui viene detto che ogni tanto appaiono sulla terra: i discendenti di Adamo ed Eva durante le loro visite sulla terra.
Gli Edeniani hanno lasciato delle tracce, nel corso dei loro viaggi sulla terra, dopo la disobbedienza di Adamo. La maggior parte delle rovine delle antiche civiltà che oggi le persone considerano come delle meraviglie sono le tracce degli Edeniani, che nel principio vennero sulla terra a vedere il loro progenitore Adamo.
Fino al diluvio universale le loro visite sulla terra erano piuttosto frequenti, ma dopo di esso, alle loro visite furono messe delle più grandi restrizioni, ma comunque ogni volta che vennero sulla terra lasciarono delle tracce.

http://manmincult.com/jaerock-lees-genesis-teachings-edenians-and-ufos/

Lecture on Genesis Ver. 2 (61) -2011-04-01

Adamo costruì le piramidi di Giza
Adamo, prima che peccasse, mentre si trovava nel Giardino d’Eden (che secondo Lee è nel secondo cielo), venne sulla terra e costruì le 3 grandi piramidi di Giza d’Egitto (portando il materiale per la costruzione dal Giardino d’Eden, e per portarlo usò i veicoli spaziali chiamati UFO), e dopo che terminò la costruzione delle piramidi, nella gioia di quel toccante momento, Adamo diede gloria a Dio il Padre. Nella costruzione delle piramidi, Adamo fu aiutato dagli abitanti del Giardino d’Eden e dai cherubini! Quindi le 3 grandi piramidi d’Egitto che noi oggi vediamo (quelle di Cheope, Chefren e Micerino), sono le tracce lasciate da Adamo sulla terra.
Gli Edeniani hanno lasciato delle tracce, nel corso dei loro viaggi sulla terra, dopo la disobbedienza di Adamo. La maggior parte delle rovine delle antiche civiltà che oggi le persone considerano come delle meraviglie sono le tracce degli Edeniani, che nel principio vennero sulla terra a vedere il loro progenitore Adamo.
Fino al diluvio universale le loro visite sulla terra erano piuttosto frequenti, ma dopo di esso, alle loro visite furono messe delle più grandi restrizioni, ma comunque ogni volta che vennero sulla terra lasciarono delle tracce.
Lecture on Genesis Ver. 2 (61) – 2011-04-01

In cielo si praticano sport come il bowling, il tennis e il basket
In cielo ci sono anche delle strutture atletiche e ricreative, come campi di golf, piste di bowling, piscine, campi di tennis, campi di pallavolo, di pallacanestro e così via. Queste cose sono date come premi poiché il proprietario avrebbe potuto divertirsi con quegli sport sulla terra ma non lo fece per amore del Regno di Dio e spese tutto il suo tempo solo per il Signore.
Nella pista di bowling, che è fatta di oro e di gioielli a forma di birillo, la boccia e i birilli sono fatti tutti con oro e gioielli. Le persone giocano a gruppi che vanno da tre a cinque, e passano assieme un tempo piacevole incitandosi l’un con l’altro. La boccia non sembra pesare molto, a differenza di quelle sulla terra, cosicché scivolerà lungo la pista in maniera forte anche se gli si dà una spinta lieve. Quando la boccia colpisce i birilli, vengono fuori delle luci splendenti accompagnate da un suono chiaro e bello.
(Jaerock Lee, ‘Heaven II – Filled with God’s Glory’, 2002, Urim Books, edited by Geumsun Bin, pag. 210-211)

http://www.angelfire.com/space/lee_jae-rock/heaven2.html

Un feto non ha uno spirito fino a quando non raggiunge sei mesi di gravidanza
Dal suo libro “Hell” (Urim books, prima edizione – Aprile 2004)

http://manmincult.com/descriptions-of-hell-by-jaerock-lee/

IL DOCUMENTARIO CHE SMASCHERA LEE JAE ROCK E LA SUA SETTA

Nel 1999 la Munhwa Broadcasting Corporation, una televisione Sud Coreana, mandò in onda questo documentario che smaschera Lee Jae Rock e la sua setta. La reazione dei seguaci di Lee fu durissima, infatti centinaia di essi invasero la stazione televisiva, attaccando le guardie di sicurezza e penetrando con la forza dentro la stazione, dove alcune decine di loro riuscirono ad interrompere il programma che in quel momento era in onda (gli ingegneri della TV riuscirono a rimetterlo in onda, ma dopo che il programma fu interrotto altre tre volte), mentre circa 1500 organizzarono una protesta in una strada vicina: per ripristinare l’ordine furono necessari centinaia di poliziotti.

In questo documentario:

– viene mostrato che questo Lee (che è scortato da una decina di guardie del corpo) viene adorato dai suoi seguaci (che mettono foto in casa o nel negozio, perchè viene detto che con quella foto viene benedetta la casa o il negozio, fino al punto che le malattie si dipartono e quindi i seguaci se la portano addosso) che si prostrano davanti a lui e lui non li rimprovera anzi rimprovera quelli che non si prostrano davanti a lui in quanto secondo Lee quelli che si prostrano davanti a lui sono spinti a farlo dallo Spirito Santo!;
– viene dimostrato che la sua Chiesa è stata espulsa nel 1999 dal Christian Council of Korea (CCK Consiglio Cristiano della Corea, che comprende decine di denominazioni evangeliche) a motivo delle sue affermazioni eretiche, e quindi è stata dichiarata una setta;
– viene intervistato il pastore Heedong Oh che insegna alla Scuola Biblica ‘Holiness Theological Seminary’ e che fu l’insegnante di Lee quando questi la frequentò da giovane, e che dice che già in quel tempo mostrava le caratteristiche dell’uomo settario;
– viene mostrato che ha falsi insegnamenti;
– viene dimostrato come certi miracoli che lui ha dichiarato di avere fatto o ricevuto (in particolare quello di una luce apparsa su una donna durante una riunione, e poi quella di alcune foto in cui lui dice che Dio ha messo un anello attorno al sole nel giorno del suo compleanno che è un segno che mostra che lui è amato da Dio, o anche quell’altro dove lui afferma che Dio ha sparso polvere d’oro e d’argento dal cielo come benedizione) sono risultati essere falsi;
– a proposito delle guarigioni senza numero che Lee afferma di avere compiuto, vengono mostrati casi di persone che avevano testimoniato subito di essere state guarite e poi si è scoperto che erano ancora malate;
– viene anche documentato il ‘miracolo’ dell’acqua, un ‘miracolo’ compiuto da Jaerock Lee nel Marzo del 2000, quando tramite la sua preghiera delle acque amare e salate furono cambiate in acque dolci e fresche. Queste acque – credono i suoi seguaci – hanno il potere di guarire. Ma l’acqua essendo stata portata alle autorità competenti per farla analizzare non ha superato il test, e quindi non è raccomandata come acqua da bere anzi viene detto che il suo prolungato uso può produrre dei danni soprattutto ai bambini, specialmente i neonati;
– viene mostrato che la costruzione del locale di culto di questa setta viola le leggi vigenti perchè è in un’area industriale, e quantunque le autorità sono ricorse a delle azioni amministrative contro la setta, ancora la costruzione è là.
– viene mostrato come le sollecitazioni a dare denaro alla Setta sono molte da parte di Lee, che esorta a mettere la Chiesa prima di ogni altra cosa. E i suoi seguaci danno, anche grandi somme di denaro, nella speranza di ottenere benedizioni. Una delle tattiche che Lee usa per invogliare a dare denaro alla sua Chiesa, è quella di dire che la venuta del Signore è vicina, molto vicina; nel 1992 per esempio disse che il Signore sarebbe venuto in quell’anno, per cui molti dei suoi seguaci non si sposarono, e molti dettero tanto denaro. C’è persino un’offerta chiamata ‘offerta di pace’ che viene data a Dio (o meglio data a Lee) come prezzo per il peccato commesso!
– viene dimostrato che Lee si è recato a Las Vegas a giocare d’azzardo ed ha perduto tantissimo denaro, che ovviamente era denaro offerto a Dio dai membri della Chiesa. La sua giustificazione è stata che non aveva altra scelta che giocare d’azzardo per fare soldi ed aiutare le finanze della Chiesa!

AVVERTIMENTO

Fratelli nel Signore, è evidente che dato che l’albero si riconosce dal suo frutto, siamo in presenza di un albero cattivo che fa cattivi frutti. Vi esorto dunque a guardarvi da questo Jaerock Lee e da tutti i suoi seguaci o coloro che promuovono la diffusione delle sue dottrine eretiche o che collaborano con lui.
Non vi lasciate sedurre da quest’uomo, quand’anche vi presentasse delle guarigioni da lui compiute nel nome di Gesù Cristo, perché costui è un impostore, un seduttore di menti e un cianciatore: un falso dottore. Basta considerare le affermazioni che fa su sé stesso per capire ciò. Un servo di Cristo non direbbe mai che il suo sangue è come quello di Gesù, o che la morte lo schiva, o che ha adempiuto tutte le parole della Bibbia, o che il suo spirito è alla sinistra del trono di Dio, o che quando lui chiama i profeti e gli apostoli del Signore questi gli appaiono e lo salutano, o che lui e Dio sono uno, e così via. Persone come questo Lee fanno parte di quegli “uomini che insegneranno cose perverse per trarre i discepoli dietro a sé” (Atti 20:30), da cui i santi si devono guardare e a cui bisogna turare la bocca.
E a riprova di ciò c’è il fatto che la sua Chiesa è stata espulsa nel 1999 dal Christian Council of Korea (Consiglio Cristiano della Corea, che comprende decine di denominazioni evangeliche) a motivo delle sue affermazioni eretiche.
Nel settembre del 2009 Lee ha visitato la terra d’Israele. La più grande organizzazione Cristiana evangelica però si è pubblicamente dissociata da Lee, dichiarando al Jerusalem Post che essi non approvavano il ministerio di Lee. Durante un suo discorso poi, Lee dichiarò che l’influenza suina sarebbe andata via da Israele dopo la sua preghiera quella sera!

Per chi conosce l’inglese segnalo questo articolo in inglese tradotto da ‘Cult, Sect General Report 2004’ del CCK (Christian Council of Korea), e che mette severamente in guardia dalle dottrine eretiche di questo Lee definendolo capo di una setta.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/06/04/guardatevi-dal-falso-dottore-lee-jae-rock/

Lirio Porrello e la Cena del Signore

Lirio Porrello, pastore della Chiesa ‘Parola della Grazia’ di Palermo, durante il culto di domenica 4 luglio 2010, ha predicato sulla cena del Signore.

Nello spiegare le parole di Paolo: “Per questa cagione molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono” (1 Corinzi 11:30), dice giustamente che molti erano malati e morivano perchè non discernevano il corpo del Signore, ma secondo lui il discernere il corpo del Signore ha a che fare con la guarigione. Ecco che cosa dice in sostanza, che discernere il corpo del Signore ‘è un’espressione che ha a che fare con la nostra guarigione’. E come cerca di dimostrarlo questo? Citando queste parole che Dio disse al popolo d’Israele una volta che era uscito dall’Egitto: “Se ascolti attentamente la voce dell’Eterno, ch’è il tuo Dio, e fai ciò ch’è giusto agli occhi suoi e porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue leggi, io non ti manderò addosso alcuna delle malattie che ho mandate addosso agli Egiziani, perché io sono l’Eterno che ti guarisco” (Esodo 15:26), e spiegandole in questa maniera: ‘Da queste parole si comprende che la promessa di guarigione non dipende dai nostri comportamenti e che per guarirci Dio si aspetta solo che spendiamo del tempo alla Sua presenza, che Lo ascoltiamo e in fede mettiamo in pratica la Sua Parola. Le leggi di cui parla, per noi che siamo sotto la grazia sono compendiate nell’unico comandamento dell’amore. Ne deriva che persone dal comportamento discutibile ma piene di fede ricevono guarigione ed altre dal comportamento ineccepibile ma senza fede non ricevono nulla, perché la grazia di Dio non dipende dai meriti personali’. E difatti – lui dice – che dopo che gli Ebrei uscirono dall’Egitto ‘sperimentarono un lungo periodo di buona salute. Nei quarant’anni di deserto non conobbero la malattia; nessuno era fiacco, nessuno vacillava’, e perchè potè verificarsi un simile fenomeno? Perchè prima di uscire dall’Egitto avevano mangiato l’agnello pasquale. Ascoltate le sue parole: ‘Prima di uscire dall’Egitto essi celebrarono per la prima volta la Pasqua e secondo l’ordine di Dio ogni famiglia mangiò l’agnello sacrificato assieme ad erbe amare. Il sangue dell’agnello, sparso sull’architrave e sugli stipiti della porta, protesse e preservò dalla morte tutti quelli che si trovavano all’interno della casa a prescindere dalla loro condotta e dalla loro nazionalità, visto che vi si potevano trovare anche persone non ebree. La protezione dipese esclusivamente dal sangue di un agnello innocente che era stato sparso sulle porte e che prefigurava quello dell’Agnello di Dio. Tutto questo trova un corrispettivo nel Nuovo Testamento, infatti noi non siamo stati salvati in funzione della nostra condotta o delle nostre opere, ma solo in virtù del sangue di Cristo, che è stato sparso per la nostra redenzione eterna. Gli Ebrei mangiarono il corpo dell’agnello con lo strabiliante effetto che da quel momento, per quarant’anni, nessuno si ammalò e nessuno fu debole, non perché si comportassero bene, ma perché avevano mangiato l’agnello e confidavano che l’averlo mangiato garantiva loro la salute. Il tempo trascorso nel deserto raffigura quello della nostra vita ed anche per noi vale la promessa che mangiando l’Agnello, per fede, possiamo vivere senza malattie’.

Quindi quando la Bibbia dice che presso i Corinzi molti si ammalavano o morivano, perchè non discernevano il corpo del Signore, vuole dire che ciò avveniva perchè i Corinzi non discernevano che il corpo del Signore era stato dato per la nostra guarigione fisica. Ecco le parole di Porrello: ‘Si può mangiare e bere indegnamente nel momento in cui non si comprende il valore di ciò che si mangia, non si capisce che come il sangue è stato versato per la nostra redenzione, il corpo è stato dato per la nostra guarigione, e si partecipa alla Santa Cena privandola del Suo vero significato e riducendola ad uno sterile rito. La Bibbia ci spiega perché molti si ammalano e molti muoiono. Possibilmente noi siamo portati a pensare che questo avvenga a causa del peccato, ma anche se il peccato impedisce la comunione con Dio e può avere conseguenze, qui l’apostolo Paolo non collega la malattia o la morte prematura al peccato, ma al fatto che non si discerne il motivo per cui Dio vuole che partecipiamo al pane e al corpo del Signore: quello di guarirci! Se partecipiamo alla Santa Cena credendo di partecipare a un rito, come tutti i riti risulterà privo di potenza e non riceveremo nessuna guarigione, ma se comprendiamo che Gesù ha dato il Suo corpo per guarirci e ci accostiamo alla Sua Mensa con fede, allora possiamo essere sanati. Il pane che prendiamo rappresenta il corpo di Gesù e se noi crediamo che è stato offerto per la nostra guarigione, per questa fede riceviamo guarigione. La Santa Cena non è un momento di giudizio e di condanna, ma di grazia e di benedizione. L’esame di noi stessi che siamo esortati a compiere non ha lo scopo di mettere a fuoco i nostri errori e farci cadere nel senso di colpa e d’indegnità, ma di mettere a fuoco la nostra fede, la sola cosa che non dobbiamo sottovalutare o trascurare, perché da essa dipende come vivremo: se tra acciacchi e malattie o in buona salute fino alla fine’.

Da: http://www.paroladellagrazia.it/

Ora, ci sono diverse cose non vere alla luce della Parola di Dio in questo discorso di Porrello.

Innanzi tutto non è vero che ‘che la promessa di guarigione non dipende dai nostri comportamenti e che per guarirci Dio si aspetta solo che spendiamo del tempo alla Sua presenza, che Lo ascoltiamo e in fede mettiamo in pratica la Sua Parola. Le leggi di cui parla, per noi che siamo sotto la grazia sono compendiate nell’unico comandamento dell’amore. Ne deriva che persone dal comportamento discutibile ma piene di fede ricevono guarigione ed altre dal comportamento ineccepibile ma senza fede non ricevono nulla, perché la grazia di Dio non dipende dai meriti personali’.

Spieghiamo perchè. Certamente la guarigione fisica mediante la fede in Cristo è ancora per oggi, ma nella vita di un credente non dipende solo dalla fede in quanto dipende sia dalla nostra condotta e sia dalla volontà di Dio. Vediamo di spiegarlo con la Parola di Dio.

L’apostolo Giovanni, e quindi uno dei dodici apostoli, dice nella sua epistola: “Diletti, se il cuor nostro non ci condanna, noi abbiam confidanza dinanzi a Dio; e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da Lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciam le cose che gli son grate. E questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del suo Figliuolo Gesù Cristo, e ci amiamo gli uni gli altri, com’Egli ce ne ha dato il comandamento” (1 Giovanni 3:21-23).
Come potete vedere, noi riceveremo qualsiasi cosa chiediamo a Dio, compresa la guarigione quindi, a condizione che osserviamo i comandamenti di Dio e facciamo le cose che gli sono grate. E i comandamenti sono quello di credere in Gesù Cristo, e quello di amarci gli uni gli altri. Che significa ‘amarsi gli uni gli altri’, se non aiutare il nostro fratello che si trova nel bisogno, riprenderlo quando pecca contro di noi, perdonarlo quando si pente di un peccato che ha commesso contro di noi e ci chiede perdono, sopportare le sue debolezze, consolarlo quando è afflitto e così via? Ma se un fratello si comporta spietatamente verso un altro suo fratello, come potrà dire di mettere in pratica il comandamento ‘amatevi gli uni gli altri’? E come potrà ottenere da Dio quello che gli ha chiesto, inclusa la guarigione quindi, dato che non osserva questo comandamento e non fa ciò che è giusto nel cospetto di Dio? In altre parole, come potrà un credente pensare di ottenere guarigione se disprezza il suo fratello, lo sfrutta, lo angaria, e lo maltratta? La Bibbia quindi non mi autorizza a dire ‘la promessa di guarigione non dipende dai nostri comportamenti’, perchè dipende eccome. E poi è un controsenso dire che l’ottenimento della guarigione non dipende dai nostri comportamenti e poi dire che ‘Le leggi di cui parla [Dio nell’esodo], per noi che siamo sotto la grazia sono compendiate nell’unico comandamento dell’amore’, e questo perchè Paolo dice che l’amore non fa male alcuno al prossimo (Romani 13:10), per cui se un credente fa del male ad altri credenti non sta mettendo in pratica il comandamento dell’amore, e la sua condotta è riprovevole. E poi parlando in questa maniera, si incoraggiano i credenti a non comportarsi in maniera degna di Dio, perchè tanto la guarigione non dipende dai nostri comportamenti! Ma che disse Gesù a quell’uomo che era infermo da trentotto anni, dopo che lo guarì? ” Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio” (Giovanni 5:14). E quindi lo avvertì che se avesse continuato a peccare, il giudizio di Dio si sarebbe abbattuto su di lui. Quindi la nostra guarigione o salute dipende dalla nostra condotta, e non soltanto dalla nostra fede. E questo si accorda con le parole del profeta che dice: “Grida a piena gola, non ti rattenere, alza la tua voce a guisa di tromba, e dichiara al mio popolo le sue trasgressioni, e alla casa di Giacobbe i suoi peccati! Mi cercano ogni giorno, prendon piacere a conoscer le mie vie; come una nazione che avesse praticato la giustizia e non avesse abbandonata la legge del suo Dio, mi domandano de’ giudizi giusti, prendon piacere ad accostarsi a Dio. ‘Perché, dicono essi, quando abbiam digiunato, non ci hai tu avuto riguardo?’ ‘Perché quando abbiamo afflitte le anime nostre, non v’hai tu posto mente?’ Ecco, nel giorno del vostro digiuno voi fate i vostri affari, ed esigete che sian fatti tutti i vostri lavori. Ecco, voi digiunate per litigare, per questionare, e percuotere empiamente col pugno; oggi, voi non digiunate in modo da far ascoltare la vostra voce in alto. È questo il digiuno di cui io mi compiaccio? il giorno in cui l’uomo affligge l’anima sua? Curvar la testa come un giunco, sdraiarsi sul sacco e sulla cenere, è egli questo che tu chiami un digiuno, un giorno accetto all’Eterno? Il digiuno di cui mi compiaccio non è egli questo: che si spezzino le catene della malvagità, che si sciolgano i legami del giogo, che si lascino liberi gli oppressi, e che s’infranga ogni sorta di giogo? Non è egli questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame, che tu meni a casa tua gl’infelici senz’asilo, che quando vedi uno ignudo tu lo copra, e che tu non ti nasconda a colui ch’è carne della tua carne? Allora la tua luce spunterà come l’aurora, e la tua guarigione germoglierà prontamente; la tua giustizia ti precederà, e la gloria dell’Eterno sarà la tua retroguardia. Allora chiamerai, e l’Eterno ti risponderà; griderai, ed egli dirà: ‘Eccomi!’ Se tu togli di mezzo a te il giogo, il gesto minaccioso ed il parlare iniquo; se l’anima tua supplisce ai bisogni dell’affamato, e sazi l’anima afflitta, la tua luce si leverà nelle tenebre, e la tua notte oscura sarà come il mezzodì; l’Eterno ti guiderà del continuo, sazierà l’anima tua ne’ luoghi aridi, darà vigore alle tue ossa; e tu sarai come un giardino ben annaffiato, come una sorgente la cui acqua non manca mai” (Isaia 58:1-11). Avete notato a quali condizioni la nostra guarigione germoglierà prontamente?

L’altra condizione necessaria per la nostra guarigione, è che essa rientri nella volontà di Dio verso di noi, infatti sempre Giovanni dice: “E questa è la confidanza che abbiamo in lui: che se domandiamo qualcosa secondo la sua volontà, Egli ci esaudisce; e se sappiamo ch’Egli ci esaudisce in quel che gli chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo domandate” (1 Giovanni 5:14-15). Qualcuno dirà: ‘Può dunque accadere che la guarigione non rientri nella volontà di Dio?’ Certo, questo per esempio è il caso di quei credenti malati fisicamente che Dio ha deciso di prendere con sè in gloria. Si sono ammalati di quella malattia che li deve portare alla morte, in quanto così Dio ha decretato verso di loro. Ricordiamoci che il profeta Eliseo “cadde malato di quella malattia che lo dovea condurre alla morte” (2 Re 13:14). Quindi la malattia è un mezzo che Dio usa per porre termine alla vita terrena anche di suoi figliuoli.

Non corrisponde al vero neppure che gli Ebrei, dopo che uscirono dall’Egitto ‘sperimentarono un lungo periodo di buona salute. Nei quarant’anni di deserto non conobbero la malattia; nessuno era fiacco, nessuno vacillava’, in quanto la Bibbia dice sì che quando Dio fece uscire gli Israeliti dall’Egitto “non vi fu alcuno, fra le sue tribù, che fosse fiacco” (Salmo 105:37), ma non dice che gli Israeliti nel deserto non videro la malattia per quaranta anni. E difatti Dio colpì nel deserto gli Israeliti anche con delle piaghe quando questi peccarono contro di lui, in adempimento alle parole che gli aveva detto: “Se ascolti attentamente la voce dell’Eterno, ch’è il tuo Dio, e fai ciò ch’è giusto agli occhi suoi e porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue leggi, io non ti manderò addosso alcuna delle malattie che ho mandate addosso agli Egiziani, perché io sono l’Eterno che ti guarisco” (Esodo 15:26). Ecco alcuni di questi casi: quando Dio provvide al popolo la carne che essi avevano chiesta, è scritto che “ne avevano ancora la carne fra i denti e non l’avevano peranco masticata, quando l’ira dell’Eterno s’accese contro il popolo, e l’Eterno percosse il popolo con una gravissima piaga” (Numeri 11:33), ed ancora: “Ed egli dette loro quel che chiedevano, ma mandò la consunzione nelle loro persone” (Salmo 106:15), e la consunzione è un ‘lento deperimento con affievolimento di tutte le funzioni organiche’; e il giorno dopo che Dio fece morire Kore, Dathan e Abiram e le loro famiglie, con altri duecentocinquanta uomini, per la loro ribellione, avvenne che “tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele mormorò contro Mosè ed Aaronne dicendo: ‘Voi avete fatto morire il popolo dell’Eterno’. E avvenne che, come la raunanza si faceva numerosa contro Mosè e contro Aaronne, i figliuoli d’Israele si volsero verso la tenda di convegno; ed ecco che la nuvola la ricoprì, e apparve la gloria dell’Eterno. Mosè ed Aaronne vennero davanti alla tenda di convegno. E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo: ‘Toglietevi di mezzo a questa raunanza, e io li consumerò in un attimo’. Ed essi si prostrarono con la faccia a terra. E Mosè disse ad Aaronne: ‘Prendi il turibolo, mettivi del fuoco di sull’altare, ponvi su del profumo, e portalo presto in mezzo alla raunanza e fa’ l’espiazione per essi; poiché l’ira dell’Eterno è scoppiata, la piaga è già cominciata’. E Aaronne prese il turibolo, come Mosè avea detto; corse in mezzo all’assemblea, ed ecco che la piaga era già cominciata fra il popolo; mise il profumo nel turibolo e fece l’espiazione per il popolo. E si fermò tra i morti e i vivi, e la piaga fu arrestata. Or quelli che morirono di quella piaga furono quattordicimila settecento, oltre quelli che morirono per il fatto di Kore. Aaronne tornò a Mosè all’ingresso della tenda di convegno e la piaga fu arrestata” (Numeri 16:41-50). E poi evidentemente, Porrello si è dimenticato pure di Maria, la sorella di Mosè, che fu colpita da Dio con la lebbra perchè aveva peccato contro Mosè parlando contro di lui, secondo che è scritto: “Maria ed Aaronne parlarono contro Mosè a cagione della moglie Cuscita che avea preso; poiché avea preso una moglie Cuscita. E dissero: ‘L’Eterno ha egli parlato soltanto per mezzo di Mosè? non ha egli parlato anche per mezzo nostro?’ E l’Eterno l’udì. Or Mosè era un uomo molto mansueto, più d’ogni altro uomo sulla faccia della terra. E l’Eterno disse a un tratto a Mosè, ad Aaronne e a Maria: ‘Uscite voi tre, e andate alla tenda di convegno’. E uscirono tutti e tre. E l’Eterno scese in una colonna di nuvola, si fermò all’ingresso della tenda, e chiamò Aaronne e Maria; ambedue si fecero avanti. E l’Eterno disse: ‘Ascoltate ora le mie parole; se v’è tra voi alcun profeta, io, l’Eterno, mi faccio conoscere a lui in visione, parlo con lui in sogno. Non così col mio servitore Mosè, che è fedele in tutta la mia casa. Con lui io parlo a tu per tu, facendomi vedere, e non per via d’enimmi; ed egli contempla la sembianza dell’Eterno. Perché dunque non avete temuto di parlar contro il mio servo, contro Mosè?’ E l’ira dell’Eterno s’accese contro loro, ed egli se ne andò, e la nuvola si ritirò di sopra alla tenda; ed ecco che Maria era lebbrosa, bianca come neve; Aaronne guardò Maria, ed ecco era lebbrosa. E Aaronne disse a Mosè: ‘Deh, signor mio, non ci far portare la pena di un peccato che abbiamo stoltamente commesso, e di cui siamo colpevoli. Deh, ch’ella non sia come il bimbo nato morto, la cui carne è già mezzo consumata quand’esce dal seno materno!’ E Mosè gridò all’Eterno, dicendo: ‘Guariscila, o Dio, te ne prego!’ E l’Eterno rispose a Mosè: ‘Se suo padre le avesse sputato in viso, non ne porterebbe ella la vergogna per sette giorni? Stia dunque rinchiusa fuori del campo sette giorni; poi, vi sarà di nuovo ammessa’. Maria dunque fu rinchiusa fuori del campo sette giorni; e il popolo non si mise in cammino finché Maria non fu riammessa al campo” (Numeri 12:1-15). Che fu Dio a colpire Maria con la lebbra lo disse Dio in questi termini: “Ricordati di quello che l’Eterno, il tuo Dio, fece a Maria, durante il viaggio, dopo che foste usciti dall’Egitto” (Deuteronomio 24:9).

Alla luce di quanto accaduto nel deserto agli Israeliti ribelli, dunque, cade tutto il discorso di Porrello sugli effetti che l’agnello pasquale aveva avuto sulla salute degli Israeliti, perchè la carne di quell’Agnello non li aveva resi affatto immuni alle malattie. Le sue parole: ‘Gli Ebrei mangiarono il corpo dell’agnello con lo strabiliante effetto che da quel momento, per quarant’anni, nessuno si ammalò e nessuno fu debole, non perché si comportassero bene, ma perché avevano mangiato l’agnello e confidavano che l’averlo mangiato garantiva loro la salute’ sono palesemente mendaci.
E di conseguenza sono mendaci anche queste altre sue parole ‘anche per noi vale la promessa che mangiando l’Agnello, per fede, possiamo vivere senza malattie’. Perchè il mangiare degnamente il pane spezzato alla cena del Signore, non assicura in nessuna maniera automaticamente la salute o la guarigione a chicchessia, perchè il pane che noi prendiamo alla Cena del Signore non è per la nostra guarigione. In altre parole, Dio vuole che noi partecipiamo alla Cena non per guarirci, ma affinché noi abbiamo comunione con il sangue ed il corpo di Cristo (cfr. 1 Corinzi 10:16), ed annunziamo la sua morte finchè Egli venga (cfr. 1 Corinzi 11:26). Per guarirci Dio ha stabilito la preghiera infatti Giacomo dice: “C’è qualcuno fra voi infermo? Chiami gli anziani della chiesa, e preghino essi su lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore; e la preghiera della fede salverà il malato, e il Signore lo ristabilirà; e s’egli ha commesso dei peccati, gli saranno rimessi. Confessate dunque i falli gli uni agli altri, e pregate gli uni per gli altri onde siate guariti; molto può la supplicazione del giusto, fatta con efficacia” (Giacomo 5:14-16).

E poi, se fosse vero quello che dice Porrello, come mangiando il pane in maniera degna ci viene assicurata la guarigione o la salute fisica per tutta la vita terrena, così anche bevendo del frutto della vigna dal calice del Signore, che rappresenta il sangue che Cristo ha versato per la remissione dei nostri peccati, ci dovrebbe essere assicurata la remissione dei peccati che abbiamo commesso. Ma la remissione dei peccati che noi commettiamo non ci è assicurata dal bere il calice del Signore, ma dalla fede in Cristo, e dalla confessione che noi facciamo a Dio dei nostri peccati, secondo che è scritto: “Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità” (1 Giovanni 1:9). E quindi questo discorso di Porrello è molto pericoloso, perchè si potrebbe giungere anche a quest’altra conclusione errata. Massima attenzione dunque.

Per tornare al pane che viene spezzato e mangiato durante la Cena del Signore, diciamo che esso rappresenta il corpo di Cristo, ma che Cristo non lo ha offerto per la nostra guarigione a differenza del suo sangue che invece ha offerto per il perdono dei nostri peccati e il nostro riscatto, come dice Porrello. In altre parole, non è vero che Egli ha offerto il suo sangue per perdonarci e riscattarci, mentre il suo corpo per guarirci – quasi che le ragioni furono diverse -, perchè l’offerta del suo corpo avvenne per riconciliarci a Dio e santificarci.

Vediamo dunque che cosa ha fatto Cristo per noi offrendo la carne del suo corpo.

Gesù offrì la sua carne in sacrificio a Dio per vivificarci (perché tutti noi eravamo morti nei nostri falli) infatti un giorno egli disse: “Io sono il pane vivente che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che darò è la mia carne, che darò per la vita del mondo” (Giovanni 6:51). Ed anche per santificarci, difatti è scritto che “noi siamo stati santificati, mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre” (Ebrei 10:10). Dunque se oggi noi siamo spiritualmente vivi e santi nel cospetto di Dio lo dobbiamo al corpo di Cristo.

Gesù offrì il suo corpo in sacrificio per i nostri peccati al fine di annullare il dominio del peccato nella nostra vita, secondo che disse il profeta Isaia: “Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità” (Isaia 53:5), e difatti Paolo dice ai Romani che Gesù “ha condannato il peccato nella carne, affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in noi” (Romani 8:4). Cosicché noi, mediante l’offerta del suo corpo, siamo morti al peccato, perché il peccato che ci signoreggiava è stato annullato nella sua carne. Paolo spiega questo concetto ai santi di Roma in questi termini: “O ignorate voi, fratelli (poiché io parlo a persone che hanno conoscenza della legge) che la legge signoreggia l’uomo per tutto il tempo ch’egli vive?” (Romani 7:1). Noi sappiamo che la legge signoreggia l’uomo solamente mentre egli è in vita, perché una volta morto, l’uomo non è più soggetto ad essa, e difatti come fa la legge ad avere potestà su una persona morta che ha esalato l’anima? In niuno modo può signoreggiarla. E così anche noi per non essere più schiavi della legge dovevamo morire spiritualmente alla legge, e questo è avvenuto mediante la fede nella morte di Gesù. La crocifissione del corpo di Gesù Cristo ha dunque per noi un valore immenso perché noi avendo creduto in lui, siamo stati con lui crocifissi; è per questa ragione che la legge non ci signoreggia più, perché noi siamo morti con Cristo, infatti è scritto: “Così, fratelli miei, anche voi siete divenuti morti alla legge mediante il corpo di Cristo per appartenere ad un altro, cioè a colui che è risuscitato dai morti” (Romani 7:4). Grazie siano quindi rese a Dio che, mediante il corpo di Cristo, ci ha fatti morire alla legge che ci teneva schiavi; sì, siamo morti con Cristo al peccato che ci signoreggiava mediante la legge (che è la forza del peccato), per diventare la proprietà particolare di Cristo e per vivere per lui.

Gesù mediante il suo corpo trafitto ci ha riconciliati con Dio infatti Paolo scrisse ai santi di Colosse: “E voi, che già eravate estranei e nemici nella vostra mente e nelle vostre opere malvage, ora Iddio vi ha riconciliati nel corpo della carne di lui, per mezzo della morte d’esso..” (Colossesi 1:21,22). Dunque fratelli, noi che un tempo eravamo dei nemici di Dio perché eravamo amanti del piacere del peccato e l’amore per il male lo manifestavamo pensando cose malvage e operando malvagiamente, in virtù del grande amore che Dio ha manifestato verso noi mandando il suo Figliuolo in questo mondo a morire sulla croce, siamo stati riconciliati con Dio proprio per mezzo del corpo di Gesù Cristo. Riconciliati dunque con Dio per mezzo del corpo di Gesù abbiamo pace nel nostro cuore e si sono adempiute le parole del profeta Isaia: “Il castigo, per cui abbiamo pace, è stato su lui” (Isaia 53:5).

Qualcuno dirà allora a questo punto: ‘Ma allora il corpo di Cristo non ha proprio nulla a che fare con la nostra guarigione?’ No, questo non si può dire, perchè ci sono dei riferimenti biblici che mostrano che in una qualche maniera il corpo di Cristo ha anche a che fare con la nostra guarigione, secondo che dice il profeta Isaia: “E, nondimeno, eran le nostre malattie ch’egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui s’era caricato” (Isaia 53: 4), ed anche “per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione” (Isaia 53:5). Ma si badi che Gesù Cristo non morì per le nostre malattie, ma per i nostri peccati, infatti dice il profeta: “Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità” (Isaia 53:5). Da come parla Porrello invece, pare che il corpo di Cristo sia stato trafitto per le nostre malattie!

Ma andiamo avanti con la nostra confutazione. E’ evidente quindi, che Porrello mente anche quando afferma che quei santi di Corinto che si ammalavano o morivano perchè si accostavano indegnamente alla Cena del Signore, si ammalavano o morivano perchè non discernevano ‘il motivo per cui Dio vuole che partecipiamo al pane e al corpo del Signore: quello di guarirci!’, perchè non è così, in quanto quei credenti si ammalavano o morivano perchè si accostavano alla cena del Signore in una condizione di peccato, infatti Paolo questo lo spiega poco prima quando dice: “Quando poi vi radunate assieme, quel che fate, non è mangiar la Cena del Signore; poiché, al pasto comune, ciascuno prende prima la propria cena; e mentre l’uno ha fame, l’altro è ubriaco. Non avete voi delle case per mangiare e bere? O disprezzate voi la chiesa di Dio e fate vergogna a quelli che non hanno nulla? Che vi dirò? Vi loderò io? In questo io non vi lodo” (1 Corinzi 11:20-22). E che questa fosse la ragione per cui si ammalavano o morivano, lo conferma sempre Paolo quando, dopo avere detto: “Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo ed il sangue del Signore. Or provi l’uomo se stesso, e così mangi del pane e beva del calice; poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudicio su se stesso, se non discerne il corpo del Signore. Per questa cagione molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono” (1 Corinzi 11:27-30), egli afferma: “Ora, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati; ma quando siamo giudicati, siam corretti dal Signore, affinché non siam condannati col mondo. Quando dunque, fratelli miei, v’adunate per mangiare, aspettatevi gli uni gli altri. Se qualcuno ha fame, mangi a casa, onde non vi aduniate per attirar su voi un giudicio” (1 Corinzi 11:31-34).

Non è abbastanza chiaro? E non è abbastanza chiaro neppure il fatto che quelle malattie e quelle morti erano causate da Dio per correggere quei credenti?

Per concludere quindi, vi esorto a guardarvi da questo altro lievito che viene diffuso dalla Chiesa ‘Parola della Grazia’.

La grazia sia con voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/04/28/lirio-porrello-e-la-cena-del-signore/

Confutazione della dottrina ‘Le lingue più interpretazione corrispondono alla profezia’

Introduzione

Questa dottrina è insegnata quasi in tutte le chiese pentecostali sia in Italia che all’estero. Le ADI per esempio la insegnano, come pure la insegnano le Chiese ‘La Parola della Grazia’.

ADI. Myer Pearlman, nel suo libro Le Dottrine della Bibbia, ha affermato: ‘Le lingue più interpretazione corrispondono alla profezia’. (Myer Pearlman, Le dottrine della Bibbia, ADI-Media, terza ediz. Roma 1988, pag. 258) Su questa linea si è espresso anche Donald Gee, che era un pastore delle Assemblee di Dio britanniche, nel suo libro I doni dello Spirito Santo: ‘E’ chiaramente affermato dalla Parola che, quando i doni complementari delle lingue e dell’interpretazione delle lingue venivano esercitati nel giusto ordine in seno alla chiesa, equivalevano al dono di profezia (…); perciò, poiché le cose stanno così, è generalmente ammesso che questi due doni costituiscono uno dei tanti metodi con i quali lo Spirito Santo può fare udire la Sua voce nella Chiesa’. (Donald Gee, I doni dello Spirito Santo, Roma 1988, ADI-Media, pag. 71-72) Citiamo infine un passo tratto da Il Battesimo nello Spirito Santo; ‘Occorre a questo punto fare una distinzione tra il parlare in lingue, come segno del battesimo nello Spirito Santo e prezioso mezzo per il credente battezzato per adorare Dio nell’intimità, e fra quello che può chiamarsi in modo particolare il dono o carisma delle lingue, cioè la possibilità di trasmettere in una lingua diversa dall’usuale sotto la guida dello Spirito Santo, un messaggio di avvertimento, di esortazione, di consolazione, destinato alla comunità e che sarà interpretato da coloro che esercitano un altro carisma chiamato dono di interpretazione’. (AA. VV., Il Battesimo nello Spirito Santo, Roma 1987, ADI-Media, pag. 32).

Chiese ‘La Parola della Grazia’. Lirio Porrello, pastore della chiesa di Palermo, durante un insegnamento sul dono dell’interpretazione delle lingue, ha affermato: ‘Che cos’è il dono d’interpretazione delle lingue? …. Una manifestazione dello Spirito Santo per mezzo della quale una persona viene ispirata a spiegare il significato di un messaggio che viene dalla diversità di lingue …. Lo scopo dell’interpretazione è lo stesso della profezia perché diversità delle lingue più interpretazione è uguale a profezia. Scopo è quello di edificare, esortare e consolare’.

Coloro che la insegnano si appoggiano su queste parole dell’apostolo Paolo: “Or io ben vorrei che tutti parlaste in altre lingue; ma molto più che profetaste; chi profetizza è superiore a chi parla in altre lingue, a meno ch’egli interpreti, affinché la chiesa ne riceva edificazione” (1 Corinzi 14:5), e: “Egli è scritto nella legge: Io parlerò a questo popolo per mezzo di gente d’al tra lingua, e per mezzo di labbra straniere; e neppure così mi ascolteranno, dice il Signore” (1 Corinzi 14:21). In sostanza essi dicono: ‘Chi parla in altra lingua quando la Chiesa è radunata parla agli uomini e perciò l’interpretazione corrisponde ad un parlare rivolto agli uomini cioè ad una profe zia’. Ma stanno le cose veramente così come essi dicono? E’ questo il significato delle suddette parole di Paolo ai Corinzi?
La risposta è no, e adesso lo dimostrerò mediante le Scritture.

Confutazione


Il parlare in altre lingue è diretto a Dio

L’apostolo Paolo ai Corinzi dice: “Procacciate la carità, non lasciando però di ricercare i doni spirituali, e principalmente il dono di profezia”; con queste parole l’apostolo esorta i santi a procacciare in primo luogo l’amore, ma senza trascurare di desiderare i doni spirituali perché anche quello di ricercare i doni spirituali è un ordine di Dio secondo che aveva lui stesso detto innanzi: “Ma desiderate ardentemente i doni maggiori” (1 Corinzi 12:31). Ma l’apostolo Paolo specifica che bisogna desiderare principalmente un dono in particolare, che è quello di profezia; lui dice infatti “principalmente il dono di profezia”, non ‘esclusivamente il dono di profezia’ perché di doni spirituali da desiderare ce ne sono altri che sono altresì utili per l’edificazione della Chiesa. A questo punto viene da domandarsi: ‘Ma perché Paolo, che era un ministro di Dio che poteva dire di parlare in altre lingue più di tutti i Corinzi, ha detto di ricer care “principalmente il dono di profezia”? Perché ha dato la priorità al dono di profezia? La ragione lui la spiega subito dopo quando dice: “Perché chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno l’intende, ma in ispirito proferisce misteri. Chi profetizza, invece, parla agli uomini un linguaggio di edificazione, di esortazione e di conso lazione. Chi parla in altra lingua edifica se stesso; ma chi profetizza edifica la chiesa” (1 Corinzi 14:2-4).
Come potete vedere, Paolo con queste parole comincia a spiegare perché si deve desiderare principalmente il dono di profezia e perché il dono di profezia è superiore al dono delle lingue; egli dice che è perché:
– Chi profetizza parla agli uomini, mentre chi parla in altra lingua parla a Dio e in ispirito proferisce misteri;
– Chi profetizza edifica la chiesa, mentre chi parla in altra lingua edifica se stesso.

Ma io voglio ora soffermarmi sull’espressione di Paolo secondo la quale chi parla in altra lingua non parla agli uomini ma parla a Dio.
Ora, se Paolo ha detto che chi parla in altra lingua non parla agli uomini ma a Dio vuole dire che il parlare in altra lingua è diretto a Dio. Ma che cosa dice a Dio chi parla in altra lingua? Paolo dice che in ispirito proferisce misteri.
Vediamo ora delle ulteriori prove scritturali secondo le quali il parlare in altra lingua è un parlare rivolto a Dio e non agli uomini:
– Paolo più avanti dice: “Se prego in altra lingua, ben prega lo spirito mio, ma la mia intelligenza rimane infruttuosa. Che dunque? Io pregherò con lo spirito, ma pregherò anche con l’in telligenza” (1 Corinzi 14:14-15);
Come si può vedere molto bene, qui Paolo parla di pregare in altra lingua (o pregare con lo spirito) e siccome sappiamo che la preghiera è diretta a Dio e non agli uomini, questo conferma che il parlare in altra lingua è diretto a Dio. Per ciò che riguarda il pregare con lo spirito che è menzionato da Paolo anche agli Efesini quando dice: “Orando in ogni tempo, per lo Spirito, con ogni sorta di preghiere e di supplicazioni” (Efesini 6:18), e da Giuda nella sua epistola quando dice: “Ma voi, diletti, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando mediante lo Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio” (Giuda 20-21), vi ricordo che esso si riferisce all’intercessione che lo Spirito di Dio compie per i santi secondo che è scritto ai Romani: “Parimen te ancora, lo Spirito sovviene alla nostra debolezza; perché noi non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e Colui che investiga i cuori conosce quale sia il sentimento dello Spirito, perché esso intercede per i santi secondo Iddio” (Romani 8:26-27). Quindi chi prega in altra lingua chiede a Dio mediante lo Spirito, di fare determina te cose in favore nostro e dei santi sulla faccia della terra. E’ chiaro che siccome che l’intercessione la compie (in altra lin gua) lo Spirito di Dio che conosce a fondo tutti i bisogni nostri (anche quelli che ignoriamo) e di tutti gli altri figliuoli di Dio, le cose che Egli domanda a Dio costituiscono dei misteri per noi, cioè delle cose occulte. Faccio un esempio: se lo Spirito di Dio sta intercedendo per dei fratelli da noi non conosciuti che si trovano in Africa in un particolare urgente bisogno, noi non sapremo mai che lo Spirito stava in quel momento facendo quella particolare intercessione; a meno che ci sia chi interpreti per lo Spirito quella intercessione dello Spirito Santo. In questo caso naturalmente i misteri verranno a conoscenza dei fratelli mediante appunto l’interpretazione del parlare in altra lingua.
– Paolo dice: “Salmeggerò con lo spirito, ma salmeggerò anche con l’intelligenza” (1 Corinzi 14:15); questo salmeggiare si riferisce al cantare a Dio dei cantici spirituali mediante lo Spirito. E’ implicito anche qui il fatto che esso si riferisce ad un parlare diretto a Dio e non agli uomini.
– Paolo dice pure: “Altrimenti, se tu benedici Iddio soltanto con lo spirito, come potrà colui che occupa il posto del semplice uditore dire ‘Amen’ al tuo rendimento di grazie, poiché non sa quel che tu dici? Quanto a te, certo, tu fai un bel ringraziamen to; ma l’altro non è edificato” (1 Corinzi 14:16-17); notate sia l’espressione “se tu benedici Iddio soltanto con lo spirito”, e sia quella “tu fai un bel ringraziamento” perchè esse confermano che chi parla in altra lingua non parla agli uomini ma a Dio perché benedice Dio e lo ringrazia.

Il parlare in altre lingue a Pentecoste, a casa di Cornelio e ad Efeso

Vediamo ora di esaminare i casi che sono narrati nel libro degli atti degli aposto li in cui dei credenti parlarono in altre lingue, per vedere se vi è un qualche riferimento che possa conferma re che il loro parlare in altre lingue era rivolto agli uomini e non a Dio.
– Il giorno della Pentecoste a Gerusalemme avvenne questo: “E tutti furono ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi. Or in Gerusalemme si trovavano di soggiorno dei Giudei, uomini religio si d’ogni nazione di sotto il cielo. Ed essendosi fatto quel suono, la moltitudine si radunò e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nel suo proprio linguaggio. E tutti stupivano e si meravigliavano, dicendo: Ecco, tutti costoro che parlano non sono eglino Galilei? E com’è che li udiamo parlare ciascuno nel nostro proprio natio linguaggio? Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia Cirenaica, e avventizi Romani, tanto Giudei che proseliti, Cretesi ed Arabi, li udiamo parlare delle cose grandi di Dio nelle nostre lingue” (Atti 2:4-11). In questa narrazione fatta da Luca su quello che avvenne il giorno della Pentecoste a Gerusalemme quando lo Spirito scese sui discepoli non c’è il minimo accenno ad un parlare rivolto agli uomini, e non c’è neppure un passo su cui ci si può appoggiare per stabilire che il loro parlare era rivolto agli uomini. Anzi dobbiamo dire che quei Giudei di quelle nazioni straniere quando li sentirono parlare nelle loro lingue non fecero per nulla riferimento ad un parlare rivolto direttamente a loro ma piutto sto ad un parlare delle cose grandi di Dio che è un’altra cosa. Ora, io vi domando: ‘Ma Dio non avrebbe potuto parlare per lo Spirito suo per bocca di quei credenti ai Giudei stranieri che li ascoltavano dicendo loro nelle loro lingue che essi non erano ubriachi ma quello era l’adempimento della profezia di Gioele, e che Gesù era stato messo in croce e risorto ed assunto in cielo? Cioè, non avrebbe potuto far sì che lo Spirito predicasse loro il Vangelo in altra lingua? Certo che avrebbe potuto, ma noi sappiamo che non lo fece, perché fu Pietro a dire loro queste cose nella lingua ebraica (e non in altre lingue) quando si levò assieme agli undici. Notate infatti, a conferma di ciò, che quei Giudei furono compun ti nel cuore nel sentire la predicazione di Pietro e non nel sentire il parlare in lingue di quei Galilei. Nel caso del parla re in lingue essi rimasero stupiti ma non compunti nel cuore.
– A casa di Cornelio, mentre Pietro predicava la Parola a Corne lio ed a coloro che erano lì con lui avvenne che “lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola. E tutti i credenti circoncisi che erano venuti con Pietro, rimasero stupiti che il dono dello Spirito Santo fosse sparso anche sui Gentili; poiché li udivano parlare in altre lingue, e magnificare Iddio” (Atti 10:44-46). Anche in questo caso non si può dire che il parlare in lingue era rivolto agli uomini, perché non c’è il benché minimo accenno a ciò.
– Ad Efeso, quando lo Spirito Santo scese su quei circa dodici discepoli è scritto che “parlavano in altre lingue, e profetizza vano” (Atti 19:6). Notate come il profetizzare è citato separatamente dal parlare in altre lingue appunto perché chi parla in altra lingua non sta profetizzando, cioè non sta parlando agli uomini un linguaggio di edificazione, di esortazione e di conso lazione, ma parla a Dio. Badate che non c’è scritto che essi parlavano in altre lingue e interpretavano, ma che parlavano sia in altre lingue a Dio (in ispirito quindi proferivano misteri) e sia nella lingua loro conosciuta agli uomini un linguaggio di edifi cazione di esortazione e consolazione; tutto questo dunque esclude che quei credenti ‘profetizzavano interpretando’, o che ‘profetizza vano in lingue’. Sarebbe veramente un controsenso dire di profe tizzare interpretando un parlare rivolto a Dio in una lingua straniera. Sarebbe come dire una cosa per un altra; come se un fratello chiamato a tradurre un predicatore straniero quando questi prega Dio di fare intendere la sua Parola agli uditori dicesse che ha detto: ‘Non temete, perché il Signore Iddio vostro è con voi in mezzo alle vostre avversità”! Giudicate da voi stessi fratelli. Eppure questo è quello che avviene in seno a molte Chiese!

Spiegazione dei passi presi per sostenere che chi parla in altra lingua parla agli uomini

Veniamo ora alle parole di Paolo: “A meno che egli interpreti, affinché la chiesa ne riceva edificazione” (1 Corinzi 14:5), perché su di esse si appoggiano coloro che sostengono che chi parla in altra lingua parla agli uomini, cioè profetizza.

Ma prendiamole in tutto il loro contesto; Paolo dice: “Or io ben vorrei che tutti parlaste in altre lingue; ma molto più che profetaste; chi profetizza è superiore a chi parla in altre lingue, a meno che egli interpreti, affinché la chiesa ne riceva edificazione” (1 Corinzi 14:5); e questo perché lui avrebbe voluto che tutti i Corinzi avessero il dono delle lingue pur sapendo che non tutti hanno questo dono (secondo che è scritto: “Parlano tutti in altre lingue?” – 1 Corinzi 12:30). Ma lui avrebbe voluto molto più che tutti i Corinzi profetassero perché mentre chi parla in altra lingua (se non viene interpretato) è di edificazione solo a se stesso, chi profetizza (dato che parla direttamente agli uomini un linguaggio di edificazione, di esortazione e di consolazione) edifica la chiesa. Ma con questo Paolo non ha detto che il parlare in altra lingua non può contribuire ad edificare la Chiesa, perché esso edifica la Chiesa quando viene interpretato nella lingua compren sibile a tutti. Perché risulta di edificazione alla chiesa il parlare in altra lingua con la relativa interpretazione? Perchè in questo caso il parlare in altra lingua non è un parlare in aria, che non essendo compreso non può essere di nessuna edifica zione a chi l’ascolta; perchè l’interpretazione lo rende compren sibile a tutti. Detto in altre parole; gli uditori, comprendendo le cose che lo Spirito ha domandato a Dio per Tizio o Caio, comprendendo il rendimento di grazie fatto a Dio mediante lo Spirito, comprendendo le parole del cantico spirituale rivolto a Dio dal fratello in altre lingue, vengono resi partecipi della conoscenza di questi misteri e possono così dire ‘Amen’, cioè, ‘così sia’, appunto perché hanno compreso il significato delle parole. E difatti questo è quello che è successo molte volte in molte chiese per il mondo intero; dei fratelli hanno pregato, reso grazie a Dio e cantato a Dio in altre lingue e mediante l’interpretazione la Chiesa è stata edificata. L’errore che fanno alcuni (l’ho fatto pure io inizialmente dopo che mi sono convertito) è quello di pensare che il parlare in altra lingua per essere di edificazione alla Chiesa deve essere per forza di cose un parlare rivolto direttamente alla chiesa, vale a dire una profezia. Ma non è così, perché lo ripeto, noi siamo edificati nel sentire l’interpretazione di un canto, di un rendimento di grazie o di una preghiera fatta in altra lingua nella stessa maniera in cui siamo edificati mediante una profezia perché veniamo a conoscenza di parole che lo Spirito Santo rivol ge per bocca dei mortali a Dio. Ma ditemi: ‘Non sareste edificati nel sentire un’interpretazione di una preghiera fatta mediante lo Spirito mediante la quale qualcuno prega Dio di soccorrere in quel momento in una particolare distretta un certo fratello che voi conoscete che si trova in un paese lontano?’ E non sareste edificati poi nell’incontrare quel fratello nel sentirgli dire che in quel giorno e in quell’ora in cui lo Spirito pregò per lui a distanza di migliaia di chilometri egli aveva urgente bisogno di quella liberazione divina che poi si è compiuta?
E poi che dire se qualcuno intonasse un cantico per lo Spirito e voi mediante l’interpretazione veniste a conoscenza delle parole cantate a Dio? Non sareste voi edificati?
Questa è la ragione per cui non si può dare a quelle parole di Paolo l’interpretazione di costoro, perché il parlare in altra lingua a Dio interpretato è di edificazione alla Chiesa come lo è la profezia; ma innanzi tutto perché questa interpretazione contrasta le parole iniziali di Paolo: “Chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio” (1 Corinzi 14:2).
Se poi ci vengono a dire che chi parla in altra lingua quando la chiesa è radunata, non parla a Dio ma agli uomini e perciò anche l’interpretazione è un parlare agli uomini, mentre chi parla in altra lingua in privato parla a Dio e non agli uomini, allora noi rispondiamo che questa è un affermazione presuntuosa che non ha fondamento nella Scrittura perché Paolo non ha fatto per niente distinzione tra il parlare in altra lingua privato e quello pubblico, ma ha detto solo che chi parla in altra lingua non parla agli uomini ma a Dio. E inoltre facciamo notare che più avanti Paolo dice: “Altrimenti, se tu benedici Iddio soltanto con lo spirito, come potrà colui che occupa il posto del semplice uditore dire ‘Amen’ al tuo rendimento di grazie?” (1 Corinzi 14:16), facendo riferimento a un parlare in altra lingua fatto in presenza di uditori e non a un parlare in altra lingua fatto nella propria stanzetta da soli. E poi costoro leggano attentamente anche le altre parole di Paolo e si renderanno conto che ai Corinzi l’apostolo parlò del parlare in altre lingue fatto in pubblico quando la Chiesa si raduna.
– Per quanto riguarda invece il passo: “Io parlerò a questo popolo per mezzo di gente d’altra lingua, e per mezzo di labbra straniere; e neppure così mi ascolteranno, dice il Signore” (1 Corinzi 14:21), bisogna dire che con queste parole Paolo ha inteso dire che il Signore avrebbe parlato al suo popolo d’Israele mediante il segno delle lingue, ma non che avrebbe fatto parlare direttamente agli Ebrei mediante il dono delle lingue, appunto perché il parlare in altre lingue è rivolto a Dio e non agli uomini.
Ricordatevi di quello che avvenne il giorno della Pentecoste. Non è forse vero che Dio parlò ai Giudei stranieri mediante dei Galilei? Non è forse vero che Dio fece meravigliare quei Giudei stranieri mediante quel segno del parlare in lingue quantunque il parlare in altre lingue non era rivolto direttamente a loro? Certo che è così, infatti le lingue, dice Paolo, “servono di segno non per i credenti, ma per i non credenti” (1 Corinzi 14:22). Vedete? Dio mediante le lingue parlò ai Giudei radunatisi in quel giorno perché li fece meravigliare e stupire.
I segni parlano da loro stessi, ricordatevelo questo; non importa di che tipo essi siano, essi testimoniano della grandezza di Dio ma anche della presenza di Dio. A conferma di ciò vi sono le seguenti parole che Gesù disse ai Giudei: “Ma io ho una testimo nianza maggiore di quella di Giovanni; perché le opere che il Padre mi ha dato a compiere, quelle opere stesse che io fo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato” (Giovanni 5:36); e queste altre che Dio disse a Mosè quando lo mandò in Egitto con il potere di mutare il bastone in serpente e di colpire la sua mano di lebbra: “Se non ti crederanno e non daranno ascolto alla voce del primo segno, crederanno alla voce del secondo segno…” (Esodo 4:8). Notate le espressioni “alla voce del primo segno”, “alla voce del secondo segno” perché esse confermano che i segni di Dio parlano. Quindi dato che anche quello delle lingue è uno dei segni di Dio per gli increduli, noi concludiamo che Dio parla agli increduli mediante le lingue, (ben inteso, mediante il segno delle lingue e non mediante i cosiddetti ‘messaggi in lingue’). E questo è esattamente quello che è avvenuto varie volte, perché ci sono stati degli Ebrei che Dio ha fatto meravigliare e stupire facendogli sentire dei Gentili cantare e pregare in lingua ebraica, e alcuni di loro sono stati tratti all’ubbi dienza della fede dopo essere stati testimoni di quel segno portentoso, vale a dire dopo avere sentito dei Gentili pregare o cantare in lingua ebraica senza che questi conoscessero la lingua ebraica.
– Coloro che sostengono che il parlare in altra lingua è rivol to agli uomini si appoggiano anche a queste altre parole di Paolo: “Infatti, fratelli, s’io venissi a voi parlando in altre lingue, che vi gioverei se la mia parola non vi recasse qualche rivela zione, o qualche conoscenza, o qualche profezia, o qualche inse gnamento?” (1 Corinzi 14:6); ma esaminando accuratamente anche queste parole ci si accorge che esse non significano che mediante il parlare in altre lingue viene data una profezia, o una rivelazione o qualche conoscenza o qualche insegnamento perché poco dopo Paolo enumera ancora la rivelazione e l’insegnamento ma lo fa separatamente dal parlare in altra lingua e dall’interpretazione, infatti dice: “Che dunque, fratelli? Quando vi radunate, avendo ciascuno di voi un salmo, o un insegnamento, o una rivelazione, o un parlare in altra lingua, o una interpretazione, facciasi ogni cosa per l’edificazione” (1 Corinzi 14:26). Quindi, come l’insegnamento e la rivelazione sono cose separate e distinte dal parlare in lingue e dall’interpre­tazione così lo è anche la profezia menzionata. Paolo fece quella domanda ai Corinzi per fargli capire che se lui che parlava in lingue più di tutti loro fosse andato da loro e avesse sempre e solo parlato in altre lingue (senza che vi fosse interpretazione) la sua parola non gli avrebbe giovato a nulla perché non gli avrebbe conferito nessuna rivelazione, nessun insegnamento, nessuna conoscenza e nessuna profezia; e non che se lui avesse parlato in lingue senza che vi fosse chi interpretasse i credenti non sarebbero stati edificati perché la profezia o la rivelazione o l’insegnamento o la conoscenza che c’erano nel parlare in altre lingue non avrebbero potuto essere resi intelligibili perché in tale caso si sarebbe contraddetto.
A questo punto è inevitabile che molti facciano la seguente domanda: ‘E allora che dire di tutte quelle esperienze dove ‘l’interpretazione’ data dopo il parlare in altre lingue è risul tata una vera profezia perché quel parlare è servito di segno a dei credenti presenti nella riunione?’ Cominciamo col dire che non si possono prendere le esperienze per fare una dottrina, e che anche le esperienze per essere accettate devono essere in armonia con la Scrittura. Se noi dovessimo basarci sulle esperienze altrui o sul modo di fare di alcuni che ritengono di essere spirituali di certo ci corromperemmo; non voglio enumerare le così tante esperienze di molti che predicano l’Evangelo di cui molti hanno fatto una dottrina perché sarebbero troppe. Mi limiterò a dire che ci sono famosi predicatori che quando devono pregare sugli infermi non impongono loro le mani come la Scrittura insegna ma gli danno schiaffi e pugni, e persino li buttano a terra spingendoli; e tutto ciò viene fatto passare come ‘manifestazione della potenza di Dio’, e come agire in armonia con le vie di Dio! Perché? Perché alcuni affermano che ci sono i risultati, infatti gli ammalati colpiti da questi colpi e buttati a terra sono stati guariti dalla potenza di Dio! Ma la Scrittura insegna che l’imposizione delle mani è una dottrina, ma non che il dare pugni e schiaffi e lo spingere le persone per farle cadere all’indietro siano delle dottrine. Allora che fare mo? Ci metteremo a colpire gli infermi e a non imporre più su loro le mani perché quel tal famoso predicatore ha affermato che dopo avere colpito l’ammalato ‘nel nome di Gesù’ l’ammalato è stato guarito. Io ritengo che queste persone che fanno codeste cose non sono da imitare perché violente e manesche. Se poi alcuno ritiene che le esperienze di costoro costituiscono dottrina allora sappia quel tale che questa dottrina non si fonda sulla Scrittura.
Ma veniamo specificatamente al parlare in altra lingua: è bene ricordare che nei primi anni del risveglio pentecostale che ci fu in America era opinione diffusa che il dono delle lingue fosse dato da Dio per andare a predicare l’Evangelo agli stranieri, e difatti non furono pochi coloro che dopo avere ricevuto lo Spirito Santo partirono per l’estero credendo che mediante le lingue ricevute avrebbero predicato l’Evangelo agli stranieri del posto dove andavano, senza così bisogno di studiare la lingua del posto!!! Questa dottrina inizialmente fu accettata da molti, ma poi piano piano fu abbandonata perché si manifestò come falsa. E badate che anche questa dottrina inizialmente aveva delle esperienze su cui si appoggiavano i suoi sostenitori. Dico questo per dimostrare ancora una volta che noi non possiamo accettare un certo modo di ragionare sulle cose di Dio solo in virtù di alcune testimonianze riferite da alcuni; “La tua parola è una lampada al mio piè ed una luce sul mio sentiero” (Salmo 119:105) dice il Salmista, perciò dobbiamo avere come punto di riferimento la Parola di Dio e non le espe rienze degli uomini.
Noi riteniamo che il fatto che talvolta delle cosiddette ‘inter pretazioni’ siano risultate delle vere profezie non è dovuto al fatto che esse erano le interpretazioni fedeli del parlare in lingue, ma che esse erano delle vere profezie e non l’interpreta zione data al parlare in lingue. Sono state credute e fatte passare però agli occhi dei molti come delle interpretazioni; mentre non erano altro che delle profezie proferite per lo Spiri to poco dopo che uno aveva terminato di parlare in altra lingua.
Quindi la conclusione a cui si giunge, dopo avere esaminato tutte queste Scritture, è che le lingue più l’interpretazione non fanno la profezia come molti sostengono, perchè il parlare in altra lingua è diretto a Dio e quindi, di conseguenza, anche l’inter pretazione è un parlare diretto a Dio. Se fosse come dicono costoro, non si spiegherebbe la ragione per cui lo Spirito Santo prima parla alla chiesa in una lingua straniera tramite un cre dente, e poi dà l’interpretazione del messaggio nella lingua conosciuta ai credenti, quando Dio, per parlare ai credenti si usa del dono della profezia. Se la profezia “serve di segno non per i non credenti, ma per i credenti” (1 Corinzi 14:22), come dice Paolo: che bisogno c’è di parlare alla Chiesa prima in altre lingue e poi di interpretare? Non è un controsenso? Perché mai ci dovrebbe essere prima un parlare in lingue alla chiesa e poi l’interpretazione del messaggio quando Dio per parlare direttamente alla Chiesa ha stabilito la profezia che viene proferita dallo Spirito senza l’ausilio del parlare in lingue? Ma poi che dire del fatto che se manca chi ha il dono dell’interpretazione delle lingue, verrà fatto credere ai credenti che Dio ha parlato alla chiesa in lingua straniera ma il messaggio è andato a vuoto per mancanza d’interpretazione? Ma allora, questo significherebbe che lo Spirito Santo parla alla chiesa in lingue straniere anche quando sa che non c’è nessuno che interpreterà il parlare in lingue? Ma non è un controsenso? Ecco perchè nascono le false interpretazio ni delle lingue in assenza di chi ha veramente il dono dell’in terpretazione delle lingue; perché molti, facendo credere che chi ha parlato in altre lingue ha parlato alla chiesa, non si possono permettere di fare rimanere non interpretato ‘il messaggio in lingue dello Spirito alla chiesa’. Loro pensano che Dio ha parla to al popolo e perciò ci deve essere per forza di cose l’inter pretazione. Se invece venisse insegnato che chi parla in altra lingua parla a Dio e non agli uomini, in assenza di chi interpre ta, non nascerebbero questi pensieri nei cuori dei credenti, e di conseguenza i credenti non sarebbero spinti a dare false inter pretazioni. Perché? Perché direbbero in cuore loro: ‘Il fratello ha parlato in lingue; è vero che io non ho capito quello che ha detto, ma ben l’ha capito Dio; è vero che non c’è chi interpreta; ma rimane il fatto che egli ha parlato a Dio e non alla chiesa’.
Ma consideriamo le parole di Paolo: “Pertanto le lingue servono di segno non per i credenti, ma per i non credenti” (1 Corinzi 14:22). Non signi ficano forse che se un non credente cinese entra in un locale di culto di una chiesa italiana e sente qualcuno pregare Dio o cantare Dio nella sua lingua, anche se non ci sarà chi interpreta, lui, essendo che l’ha capito, rimarrà meravigliato nel sentire un italiano pregare Dio o cantare a Dio nella lingua cinese senza avere mai studiato la lingua cinese? Quindi anche se la fratellanza non può capire quel parlare in altra lingua in cinese, perché non c’è chi interpreta, e perciò non è edificata, pure quel parlare in altra lingua serve di segno a quel non credente. Con questo non vogliamo dire che l’interpretazione non è utile, affatto; ma solo che siccome Dio si usa del parlare in altra lingua come segno per parlare agli increduli, anche se non c’è l’interpretazione delle lingue, le lingue hanno raggiunto lo stesso lo scopo fissato da Dio. Non è accaduto forse questo il giorno della Pentecoste a Gerusalemme? Non è detto che tra i discepoli v’era chi interpretasse cosa veniva detto in altra lingua (comunque non lo possiamo escludere), ma pure, mettiamo il caso che quel giorno nessuno dei discepoli intese quello che veniva detto in altre lingue dai credenti, rimane il fatto che quei Giudei stranieri compresero bene cosa essi dicevano perché parlavano nelle loro lingue natie; ecco in che maniera quel parlare in lingue servì di segno agli increduli.
Qualcuno allora dirà: ‘Ma quando manca chi interpreta allora che frutto produce il parlare in altra lingua se non viene compreso dalla Chiesa? Il frutto lo produce perché anche se la Chiesa non rimane edificata perché non intende quello che è stato detto, pure il parlare in altra lingua è giunto al cospetto di Dio. Dio lo ha inteso, sia che esso era una preghiera o un canto o un rendimento di grazie. Certo, rimane il fatto che per la Chiesa sarà un parlare in aria; ma non per Dio che conosce tutte le lingue.
Quindi, come le lingue servono di segno ai non credenti, anche se non c’è chi interpreta, perché essi capiscono ciò che è stato detto nella loro lingua; così, la profezia, serve di segno ai credenti, perché quel parlare che mette a nudo i pensieri del loro cuore è rivolto a loro nella loro lingua.

Le falsificazioni

Non posso parlare del parlare in altre lingue e della relativa interpretazione senza fare un accenno ai falsi parlare in lingue ed alle relative false interpretazioni che taluni proferiscono in seno alle chiese. I motivi? Apparire spirituali, o fare apparire la Chiesa di cui si è membri una chiesa spirituale.
Oggi, nella maggiore parte delle chiese pentecostali bisogna dire che c’è una falsificazione del dono delle lingue e del dono dell’interpretazione che è spaventosa. Per quanto riguarda il falso parlare in lingue non è altro che un insieme di vocali e consonanti che codesti falsificatori mettono assieme per profe rirle quando la chiesa è radunata. Così facendo, agli occhi dei più essi sono considerati dei credenti spirituali perché ritenuti degli uomini pieni di Spirito Santo. Sempre in questo campo, ci sono credenti italiani che conoscendo delle lingue straniere per averle studiate a scuola o imparate nel paese straniero si metto no a pregare in quelle lingue o a ripetere qualche parola stra niera per lodare e ringraziare Iddio; e così anche loro si fanno passare come degli uomini ripieni di Spirito Santo. Come si fa a riconoscere che quel parlare in lingue o quel balbettio non è per lo Spirito Santo? Di certo c’è la maniera; perché ogni cosa falsa si può riconoscere perché è differente in qualche cosa dalla vera. Bene, una delle cose che è assente nel parlare di costoro che falsificano le lingue per fare credere di avere ricevuto lo Spirito Santo, è la potenza; e questo perché non avendo ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo non hanno ricevuto potenza dall’alto. Poi nel loro parlare sono assenti i sospiri ineffabili di cui parla Paolo in relazione alle intercessioni fatte dallo Spirito Santo. Di certo coloro che agiscono per presunzione non fanno che ingannare loro stessi, e verrà il giorno che verranno svergognati da Dio stesso perché Dio è santo e giusto.
Ma come ho detto prima anche nel campo delle interpretazioni la falsificazione è assai diffusa. Qui si parla di una vera messa in scena; perché talvolta il falso parlatore in lingue si mette d’accordo con il falso inter prete al fine di fare apparire tutto in armonia con le Scritture, e affinché non si dica che in quella comunità non c’é chi inter preta. Quando invece chi parla ‘le sue lingue’ dà pure l’inter pretazione allora il colpevole è solo uno e non due.
E poi alcuni di questi conduttori che danno false interpretazioni alla domanda di coloro che vogliono vederci chiaro: ‘Ma come fai a interpretare?’ Rispondono che loro quando sentono parlare in lingue, in base al problema o al bisogno che esiste nella chiesa deducono quale siano lì per lì le parole adatte da rivolgere ai fratelli nel nome del Signore. Insomma per loro è una questione di deduzione e non di capacità soprannaturale la interpretazione delle lingue! E se qualcuno fa loro presente (come è successo) che non è giusto fare così, essi rispondono che l’importante è che l’interpretazione non contrasti la dottrina di Dio!!! Come potete vedere costoro hanno pure pronta la risposta da dare a quei credenti che fanno le loro lecite investigazioni. Non sono forse le loro risposte perverse una chiara prova che costoro non hanno il dono dell’interpretazione delle lingue, ma l’astuzia della volpe? E poi si mettono a insegnare sulle lingue e sull’in terpretazione sbandierando, sempre per coprire la loro malizia, le parole: “A meno che egli interpreti, affinché la chiesa ne riceva edificazione”. Ma quale edificazione può mai ricevere la Chiesa dalle false interpretazioni di costoro? E poi, se questi falsificano le interpretazioni perché mai dovremmo fidarci delle loro lingue?
Che dire? Ci si trova davanti a credenti che non temono Dio e che per vanagloria sono pronti ad ingannare loro stessi e il loro prossimo. Giudicate quello che dico fratelli.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/22/confutazione-della-dottrina-%e2%80%98le-lingue-piu-interpretazione-corrispondono-alla-profezia%e2%80%99/

Gilberto Perri: un uomo da cui ritirarsi immediatamente

Fratelli nel Signore, voglio che sappiate che Gilberto Perri, pastore della Chiesa ‘Gesù Cristo è il Signore’ di Gallico (RC), insegna delle eresie e delle pratiche superstiziose e antiscritturali.

Gilberto Perri infatti

rigetta la dottrina della Trinità, in quanto insegna che il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo non sono Tre persone divine, ma tre nature divine: ‘Dio è uno, ma ha tre nature: spirito, anima e corpo. La Bibbia ci insegna che nella natura trina di Dio e dell’uomo, due nature possono parlare con una. Alleluia. Io posso parlare alla mia anima, il mio spirito e il mio corpo possono parlare alla mia anima. Come Gesù è lo spirito di Gesù, perché Gesù è nato ripieno dello Spirito Santo, parlava al Padre. Così non ci stanno tre dii, e il cristianesimo non è una Trinità di dèi. Perché quando si dice Trinità si indicano tre dii, ma quando si parla di un unico Dio con tre nature diverse si dice che Dio è trino non trinitario, cioè ha tre nature. Sbagliano i cattolici quando dicono che c’è Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo; e sbagliano pure gli Evangelici se dicono questo. Altri s’affaticano a dimostrare che Gesù è Dio, che il Padre è Dio, che lo Spirito Santo è Dio, e c’è una dottrina che dice: sono tre persone uguali e distinte, e io non sono d’accordo perché io un giorno fui fatto a immagine e somiglianza di Dio.’

– insegna che noi abbiamo il potere di Dio di rimettere tutti i peccati al nostro prossimo, e difatti lui ‘rimette’ pubblicamente a tutti i membri della Chiesa tutti i loro peccati (un po’ come fanno i preti ma senza richiedere la confessione dei peccati): ‘Noi pastori abbiamo il compito di perdonare, non di conoscere i peccati. Tu mi vuoi raccontare i tuoi peccati? Non li voglio conoscere. Io voglio solo perdonare. E’ un problema? Ansie, angosce, delusioni,… io perdono i tuoi peccati nel nome di Gesù Cristo. Lui ha detto: ‘Andate e perdonate i peccati’. Gli evangelici hanno detto: ‘Non se pò fà’. Noi cristiani diciamo: ‘Se pò fà’. Allora siete cattolici! Un simo cattolici. Se pò fà, l’ha detto Gesù. ‘Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi. E detto questo, soffiò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo. A chi voi perdonerete i peccati, voi che avete ricevuto lo Spirito Santo, voi a chi perdonerete i peccati, quei peccati saranno perdonati’. Dice,sì, ma quel peccato di adulterio non me lo perdonerà Dio, quel peccato di aborto non me lo perdonerà Dio, quel peccato di omicidio non me lo perdonerà Dio, … ma chiedilo a Dio perché Dio ti perdona e vai da un santo fratello che ha il ministerio e digli: Fratello ho un problema col peccato. Perdonami i peccati. …Ti riconosco un ministerio, perdonami i peccati’.

insegna che la Chiesa ha il comando da parte di Cristo di entrare in politica per ambire a governare città, nazioni e il mondo, per instaurare il Regno di Dio sulla terra, nell’attesa del ritorno di Cristo (e difatti lui è il fondatore del movimento socio-politico PA.C.E): ‘L’evangelo attualmente predicato, si limita alla prima parte, la persona viene liberata dalla condanna eterna, sanata, consolata, le viene data la speranza del futuro, ecc. ma poiché si mette a fuoco solo una terza parte del suo proposito, quando si chiede alla persona di compiere la sua funzione principale di essere luce del mondo e sale della terra, questa manifesta un’incapacità di sopportare questo “peso” e si “affloscia” sotto il gravoso e grande compito. Pertanto, per potere “riempire la terra con l’evangelo”, è necessario ampliare la visione e riconoscere la necessità di influenzare l’uomo e le istituzioni che regolano, influenzano e dettano la sua condotta di vita, il senso dei valori e la ragione di essere, come la scuola, la politica, le arti, i commerci, ecc. Questo richiede che noi capiamo che dal principio Dio desiderava che l’uomo signoreggiasse con Lui, e questo continua ad essere il suo piano, ma il diavolo astutamente ha velato la Chiesa affinché limitasse questo “regnare con Cristo” al futuro, nel cielo, e si occupasse di un solo aspetto dell’evangelo, trascurando le altre due. Il modo più astuto con il quale opera il diavolo, è prendere una verità di Dio, presentandola all’uomo distorta affinché egli la identifichi come diabolica, e così quando viene proposta la verità di Dio, la respinge considerandola mondana e diabolica. Considerare per esempio il sesso, la musica, le arti, sono tutte creazioni di Dio, di conseguenza pure, sante e buone in origine, ma poiché il concetto che predomina su di loro è quello distorto ed adulterato, la Chiesa considera scorretto persino insegnare su queste cose in forma chiara ed aperta, come invece fa con altri argomenti che vengono considerati “spirituali”. Mentre il proposito dell’evangelo del regno è RESTAURARE il valore, il significato ed il motivo di essere tutto questo, l’attuale attitudine della maggioranza della Chiesa è quella di evitare di toccare questi argomenti come se fossero tabù o qualcosa di simile, in questo modo, al posto di capire il disegno di Dio e di godere dei benefici che Egli ha stabilito attraverso di questi, li si contraddice, come nemici, e si segnalano come mali. Lo stesso è successo con le istituzioni di governo, come vedremo nel capitolo seguente, pertanto è necessario ritornare al concetto di governare con Dio, come è stato ed è il Suo piano, su tutte le cose’ (Gilberto Perri, Il regno di Dio ed i cristiani d’Italia, – Versione elettronica in formato doc – pag. 20-21),

insegna e pratica l’ecumenismo con la Chiesa Cattolica Romana.

insegna e pratica il battesimo per i morti: ‘Voi sapete che a Cettina è morta la mamma …Signore benedici la mamma di nostra sorella. E noi sappiamo, Cettina, che se lei non si è battezzata tu ti puoi battezzare per lei. Dice la Bibbia noi ci possiamo battezzare per i nostri morti. Sarò crocifisso pure per questo che dico, ma siccome è scritto. Del resto il nostro Signore Gesù Cristo è stato crocifisso per quello che ha detto, che era scritto’.

insegna che i morti pregano per i vivi.

insegna che quando ci si deve purificare da qualche contaminazione di carne o di spirito ci si deve immergere in una vasca di acqua calda dove devono essere messe sette gocce di olio nel nome di Gesù Cristo, e dire: ‘Signore, purificami da ogni contaminazione di carne e di spirito’. Mentre quando si vuole essere guariti da qualche malattia o liberati dall’oppressione di demoni bisogna riempire una bacinella d’acqua e metterci sette gocce di olio nel nome di Gesù Cristo e tenere i piedi immersi in essa lodando il Signore per dieci minuti.

insegna che Gesù ritornerà entro il 2013 o il 2018: ‘Io dico che i tempi del ritorno e i tempi della conclusione scattano dall’anno ’73 (1973). Una generazione conta intorno 40-45 anni. Se sommate 73 e 40 andiamo a 113, e 5 possibili in più sono 118. Ovvero entro il 2013 o entro il 2018 il Signore ritorna. Comunque noi siamo nella generazione dove in ogni istante è possibile il ritorno del Signore’.

insegna che dobbiamo prendere a calci in c. …. sia Satana che quelli che non onorano Dio: ‘Satana è un seduttore, piano piano, piano piano, piano piano, piano piano, se non ti può pigliare subito. Non ti molla, tranne che non lo pigli a calci in c….. perché il Signore ha detto: Resistete al diavolo e fuggirà via da voi. Non mettete a rischio la vostra vita, scegliete uno solo a cui credere, e se i vostri padri umani, terreni, e i vostri amici, non onorano Dio pigliate anche quelli a calci in c. …’.

insegna che i propri nemici vanno maledetti e non benedetti.

insegna che si può pregare pure per la partita di calcio.

insegna che se un Cristiano si ammazza andrà lo stesso in cielo.

si definisce ‘Gilberto Cristo’.

pratica l’unzione della bara in occasione dei funerali.

usa un parlare volgare e scurrile anche quando predica (se poi volete vedere come parlano i suoi seguaci e conoscerli meglio andate sul loro blog).

si fa il segno della croce.

Egli è dunque un uomo da cui bisogna ritirarsi. E difatti questo è quello che hanno fatto molti. Purtroppo però non tutti, infatti ci sono ancora parecchi pastori o predicatori evangelici che gli sono amici o collaborano con lui in qualche progetto o lo vanno a visitare e predicano in seno alla comunità di Gallico.

Tra costoro vi segnalo i seguenti:

Lirio Porrello, pastore della Chiesa ‘la Parola della grazia’ di Palermo e presidente del movimento di Chiese che porta lo stesso nome.

Stefano Bogliolo, pastore della Chiesa Evangelica Cristiana di Torre Angela (ROMA), che è l’attuale Presidente degli Incontri Pastorali del Lazio (IPL) – che è una comunione di molte chiese pentecostali libere, fra cui quelle che fanno capo alle Chiese apostoliche e alla Chiesa Evangelica Internazionale.

Ottavio Prato, pastore della Chiesa ‘Gesù Cristo è il Signore’ di Catania. Consigliere effettivo della Federazione delle Chiese Pentecostali.

Filippo Wiles, fondatore dell’opera Gesù Cristo è il Signore, in Catania. Ha predicato svariate volte a Gallico.

Claudio Zappalà, pastore pentecostale della Chiesa Cristiana evangelica di Sonnino (Latina), e fondatore delle seguenti chiese: Chiesa di Aosta (Ao), Chiesa Isola di Ponza (Lt), Chiesa Formia (Lt). E’ dato alla politica anche lui, come anche all’ecumenismo.

Vittorio Fiorese, Direttore della tenda “Cristo è la Risposta 2”. E’ un sociologo delle religioni e recentemente ha scritto un libro su “Le possibilità di un risveglio in Italia”. Il 6 Ottobre 2009 ha predicato a Gallico in seno alla Chiesa presieduta da Perri, e in quella circostanza ebbe a dire: ‘Ringraziamo Dio veramente. Anch’io conosco Gilberto da tanti anni, e ogni volta che torno, sono veramente sorpreso di vedere il peso che lui ha di esprimere l’Evangelo non solo attraverso il ministerio della Parola ma attraverso quelle opere sociali dove veramente Dio gli ha dato un unzione potente e credo che la vostra chiesa, anche nelle diramazioni dell’associazione IPF è veramente un modello di riferimento nella nostra nazione. Che Dio possa alzarvi sempre di più e darvi sapienza’. A proposito dell’attitudine dei credenti che sono sotto la tenda, queste sono alcune parole di uno di loro che in data 5/10/2008 ha fatto visita assieme ad altri della tenda alla Chiesa di Gallico: ‘Grazie dell’invito, e pace a tutti voi. Per noi è sempre una gioia essere presenti nelle varie comunità dei vari territori dove noi mettiamo la tenda. E non lo dico per parola di circostanze, ma perché una realtà di fatto. Io ho sentito molto parlare di questa chiesa, del vostro pastore. Ho sentito molto parlare in bene, però come già è anche stato sottolineato dal pastore, c’è anche la mala lingua. Però noi non siamo chiamati a guardare a questi aspetti, ma siamo chiamati – come diceva giustamente il vostro pastore – a guardare il fine, quello di portare l’Vangelo, il Regno di Dio, a tutte le creature ….’!!!!

Alla luce di ciò dunque, fratelli che in una maniera o nell’altra avete a che fare con questi pastori e predicatori e con gli altri che non ho menzionato che possono essere visti qua http://www.pacetv.it/altri.htm (non escludo però che dagli altri pastori e predicatori da me non menzionati e che sono andati in visita a Gallico possano essercene alcuni che avendo visto che Perri si è sviato si sono ritirati da lui), vi esorto a ritirarvi pure da costoro, perché tramite la loro collaborazione con Perri sono di scandalo a tutti coloro che conoscono gli insegnamenti falsi, le pratiche superstiziose e il linguaggio volgare di Gilberto Perri. Sappiate che tutti coloro che in una maniera o nell’altra collaborano con Perri e gli sono amici non mettono in pratica un importante comando dato dall’apostolo Paolo, che è il seguente: “Or io v’esorto, fratelli, tenete d’occhio quelli che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro. Poiché quei tali non servono al nostro Signor Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore de’ semplici” (Romani 16:17-18). Non importa quali siano le ragioni che essi adducono per giustificare il loro comportamento, sappiate che essi sono dei ribelli, non mettono in pratica quella che è la volontà di Dio in questi casi, e con la loro condotta – lo ripeto – sono di intoppo a tanti. Ma d’altronde, chi decide di continuare a camminare o collaborare con Perri, dopo avere saputo ciò che lui insegna e fa, non fa che confermare che “come nell’acqua il viso risponde al viso, così il cuor dell’uomo risponde al cuore dell’uomo” (Proverbi 27:19), e difatti i pastori summenzionati condividono con Perri la ‘teologia del dominio’, e alcuni di essi pure lo spirito ecumenico, e forse anche altre cose (di cui però non sono a conoscenza).

La grazia del Signore Gesù Cristo sia con coloro che lo amano con purità incorrotta.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/14/gilberto-perri-un-uomo-da-cui-ritirarsi-immediatamente/