La legge e la grazia

La legge è stata data per mezzo di Mosè al monte Sinai. La legge fu data affinché il peccato abbondasse e per dare all’uomo la conoscenza del peccato e non al fine di giustificare l’uomo; dunque mediante le opere della legge l’uomo non può essere giustificato dinnanzi a Dio. Certamente esiste una giustizia derivante dalla legge che dice che l’uomo che farà quelle cose vivrà per esse, e quindi è una giustizia che si basa sulle opere della legge; ma tutti coloro che si basano sulle opere della legge sono maledetti perché è scritto che chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica è maledetto. Ora, però, indipendentemente dalla legge è stata manifestata la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti i credenti; per cui tutti coloro che credono nel Signore Gesù Cristo vengono giustificati di tutte le cose delle quali non hanno potuto essere giustificati per la legge di Mosè, e perciò essi hanno pace con Dio. La giustificazione dunque si ottiene soltanto per fede senza le opere della legge. Tutti coloro che pensano di poter essere giustificati mediante le opere della legge annullano la grazia di Dio e dichiarano implicitamente che Cristo è morto inutilmente. Coloro che predicano l’osservanza della legge (o anche solo una parte di essa), quale mezzo per essere giustificati, vogliono che noi ricadiamo sotto la maledizione della legge, da cui siamo stati liberati mediante il sacrificio di Cristo, il quale è divenuto maledizione per noi per riscattarci dalla maledizione della legge.

Dunque, sappiano sia i Giudei che tutti coloro che pur non essendo Giudei di nascita pensano di potere essere giustificati per la legge di Mosè, che essi errano grandemente. Cristo è il termine della legge per essere giustizia ad ognuno che crede. E’ dunque mediante la legge della fede e non la legge delle opere che si viene giustificati dinnanzi a Dio. E qual’è questa legge della fede? Questa: se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore, e avrai creduto col cuore che Dio l’ha risuscitato dai morti, sarai salvato;infatti col cuore si crede per ottener la giustizia e con la bocca si fa confessione per esser salvati. Difatti la Scrittura dice: Chiunque crede in lui, non sarà svergognato. Poiché non v’è distinzione fra Giudeo e Greco; perché lo stesso Signore è Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano; poiché chiunque avrà invocato il nome del Signore, sarà salvato. Questa è la Buona Notizia della grazia del beato Dio.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/qccei_13_legge_e_grazia.html

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Gli è per grazia che voi siete stati salvati ….

Paolo dice agli Efesini: “Poiché gli è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non vien da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù d’opere, affinché niuno si glorî..” (Efesini 2:8,9).

Noi dunque siamo stati liberati dai nostri peccati mediante la sola fede nel Vangelo; nessuno di noi può dire di essere stato salvato dai suoi peccati mediante il battesimo o per avere fatto delle elemosine, delle visite agli ammalati, alle vedove e agli orfani, o per avere dato da mangiare, da bere e da vestire a coloro che ne avevano bisogno, appunto perché non é in virtù del battesimo in acqua o di opere buone che abbiamo ottenuto questa grande salvezza, ma soltanto, e lo ripeto soltanto, per avere creduto nel Vangelo della grazia di Dio.

Se si potesse essere salvati mediante delle opere buone, Cristo sarebbe morto inutilmente, e sarebbe quindi inutile predicare l’Evangelo a tutti quegli uomini che pensano di pervenire alla salvezza facendo il bene a se stessi ed agli altri. Ma oltre a ciò, bisogna dire che se si potesse essere salvati mediante delle opere buone, gli uomini avrebbero di che gloriarsi nei confronti di Dio, perché potrebbero dire di essersi meritati la salvezza, in altre parole potrebbero dire che essa è stata il frutto delle loro fatiche, e non direbbero mai e poi mai che essa é il frutto del tormento dell’anima di Cristo Gesù. Essi potrebbero dire che sono stati loro a soffrire per salvarsi, e non più che Cristo, il Giusto, ha sofferto per noi ingiusti per affrancarci dalla schiavitù del peccato.

Ma, come diceva Paolo ai Romani, “dov’è dunque il vanto? Esso è escluso. Per qual legge? Delle opere? No, ma per la legge della fede” (Romani 3:27), poiché noi riteniamo che l’uomo venga salvato mediante la sua fede in Gesù Cristo. Ecco, perché noi non abbiamo nulla di che vantarci, perché siamo stati salvati mediante la legge della fede, e quindi per grazia. Sì, per la grazia di Dio; perché noi abbiamo dovuto solo credere nel Signore Gesù per essere salvati.

A Dio sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/02/gli-e-per-grazia-che-voi-siete-stati-salvati/