Colui che è gradito a Dio

vitaChi è colui che Dio gradisce? Iddio gradisce colui che ha la fede. Solo colui che ha la fede? Si. Perché? Perché senza la fede è impossibile piacerGli. (cfr. Ebrei 11:6; Romani 8:8) E se uno smette di avere fede in Lui? Iddio smette di gradirlo. (cfr. Ebrei 10:38)

Colui che ha la fede in Gesù, viene gradito da Dio perchè viene giustificato e quindi dichiarato GIUSTO, comincia ad avere comunione con Dio e quindi diventa un AMICO DI DIO, viene santificato e quindi dichiarato SANTO, nasce dall’alto d’acqua e di Spirito e quindi acquisisce il diritto di essere chiamato FIGLIUOLO DI DIO, viene liberato dalla schiavitù del peccato, che lo teneva prigioniero, e dunque diventa LIBERO!

Chi ha la fede in Gesù, essendo che viene vivificato, ha VITA ETERNA!

Colui invece che non ha la fede in Gesù, non viene da Lui gradito perché è un INGIUSTO, un NEMICO DI DIO e quindi l’ira di Dio resta sopra lui. Essendo un PECCATORE e non avendo ricevuto la nuova nascita continuerà ad essere chiamato FIGLIUOLO D’IRA e avendo ancora le funi del peccato attorno a sé continuerà ad essere SCHIAVO DEL PECCATO!

Chi non ha la fede in Gesù, essendo morto spiritualmente, NON VEDRA’ LA VITA!

Se desideri dunque essere gradito a Dio e ottenere pace con Lui devi credere in Gesù Cristo.

Se invece prendi piacere a contrastare Iddio e la Sua volontà, a motivo del tuo cuore caparbio e malvagio, e non ti curi affatto di piacere a Dio, sappi che ti aspetta un tormento eterno, un tormento dal quale vorrai scampare ma non potrai.

Ora sai cosa fare, io son netto del tuo sangue.

 

Salvatore Larizza

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Faremo il male affinché ne venga il bene? Così non sia!

L’apostolo Paolo ha scritto: “Qual è dunque il vantaggio del Giudeo? O qual è la utilità della circoncisione? Grande per ogni maniera; prima di tutto, perché a loro furono affidati gli oracoli di Dio. Poiché che vuol dire se alcuni sono stati increduli? Annullerà la loro incredulità la fedeltà di Dio? Così non sia; anzi, sia Dio riconosciuto verace, ma ogni uomo bugiardo, siccome è scritto: Affinché tu sia riconosciuto giusto nelle tue parole, e resti vincitore quando sei giudicato. Ma se la nostra ingiustizia fa risaltare la giustizia di Dio, che diremo noi? Iddio è egli ingiusto quando dà corso alla sua ira? (Io parlo umanamente). Così non sia; perché, altrimenti, come giudicherà egli il mondo? Ma se per la mia menzogna la verità di Dio è abbondata a sua gloria, perché son io ancora giudicato come peccatore? E perché (secondo la calunnia che ci è lanciata e la massima che taluni ci attribuiscono), perché non “facciamo il male affinché ne venga il bene?” La condanna di quei tali è giusta” (Romani 3:1-8).

Ora, Paolo poco prima ha detto che Dio è giusto nelle sue parole e resta vincitore quando viene giudicato, sì perché ci sono taluni che ardiscono persino giudicare Dio ma il loro giudizio risulta mendace perché giudicano le vie di Dio empiamente. In verità l’uomo non può averla vinta con Dio perché Dio non è un uomo che talvolta sbaglia e per questo può essere criticato e biasimato. Ma allora, partendo da questo presupposto, se io commetto un’ingiustizia non è forse Dio ingiusto nel punirmi dato che la mia ingiustizia alla fine ridonderà alla sua lode perché fa risaltare la sua eccelsa giustizia? Come dire insomma: ‘Dio non dovrebbe adirarsi con me perché la mia ingiustizia fa risaltare la sua giustizia!’ Sì, è vero che la nostra ingiustizia fa risaltare la giustizia di Dio, ma appunto perché Dio è giusto Egli si adira e ci punisce. Guai se non fosse così! Come potrebbe in quel giorno giudicare il mondo? Come potrebbe un Dio ingiusto giudicare con equità in quel giorno tutti gli uomini? Iddio dunque non è ingiusto quando punisce gli ingiusti, anche se l’ingiustizia di quest’ultimi fa risaltare la giustizia di Dio. Dunque, non per il fatto che l’ingiustizia dell’uomo mette in evidenza la giustizia di Dio, Dio non può dare corso alla sua ira verso gli ingiusti punendoli, altrimenti cesserebbe di essere in grado di giudicare il mondo in quel giorno.

Lo stesso discorso va fatto a proposito di coloro che mentono, non è che per il fatto che tramite le loro menzogne la verità di Dio viene glorificata, cioè che tramite le loro menzogne la verità di Dio è abbondata a sua gloria, essi non possono essere giudicati da Dio come peccatori, perché tali sono i bugiardi e quindi meritano anch’essi di essere puniti da Dio.

Paolo poi termina con una domanda che è la seguente: “E perché (secondo la calunnia che ci è lanciata e la massima che taluni ci attribuiscono), perché non ‘facciamo il male affinché ne venga il bene?”, in altre parole, se la nostra ingiustizia fa risaltare la giustizia di Dio e per la mia menzogna la verità di Dio è abbondata a sua gloria, perché non facciamo il male affinché ne venga del bene, una calunnia che ci viene lanciata e un detto che ci viene attribuito da taluni? La risposta è lapidaria “la condanna di quei tali è giusta”.

Quindi lungi da noi il consiglio degli empi che pensano, facendo il male, di procurare del bene a Dio, di fare qualcosa insomma per cui Dio li dovrebbe quasi ringraziare!!!! Gli empi se ne andranno al soggiorno dei morti, dove c’è il pianto e lo stridore dei denti; saranno condannati perché questo è quello che meritano da Dio, la condanna.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/04/faremo-il-male-affinche-ne-venga-il-bene-cosi-non-sia/