Getta sull’Eterno il tuo peso

È scritto : ‘Getta sull’Eterno il tuo peso, ed egli ti sosterrà; egli non permetterà mai che il giusto sia smosso.’ (Salmi 55:22) Continua dunque, fratello e sorella nel Signore, a gettare il tuo peso sull’Eterno, per certo Egli ti sosterrà, poiché Egli sostiene i giusti, gli umili, e non permetterà che essi siano atterrati. Continua a confidare in Lui.

Salvatore Larizza

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Giusti e non più peccatori

Fratelli e sorelle nel Signore, Dio ha mostrato il suo grande amore per noi mandando il suo unigenito figliuolo a morire sulla croce, mentre ancora eravamo peccatori (cfr. Romani 5:8). Badate bene alle parole della Sacra Scrittura : ‘mentre ancora eravamo peccatori’; poiché esse stanno a significare che ora, per la grazia di Dio, non siamo più peccatori, in quanto il peccatore è colui che è schiavo del peccato, che cammina secondo i desideri della carne, seguendo le concupiscenze della carne, e non vuole smettere di peccare perché prende piacere nel peccato. Noi credenti nel Signore invece siamo stati affrancati dalla schiavitù del peccato, avendo ricevuto la libertà di poter servire Iddio tramite il prezioso sangue di Cristo Gesù. Il sangue di Cristo Gesù, capite? Questo prezioso sangue ci ha riscattati! (cfr. 1Corinzi 7:23) Gesù Cristo ci ha riscattati col suo prezioso sangue, ed ha spezzato con esso le funi del peccato che ci avvolgevano (cfr. Proverbi 5:22) e dalle quali non potevamo liberarci da noi stessi! (cfr. Salmi 49:7-8) E’ per questa ragione che la Scrittura, quantunque ancora siamo in questo corpo corruttibile, ci definisce ora ‘giusti’, ‘santi’, e non più ‘peccatori’. Glorificate dunque Iddio per la sua misericordia, poiché è per la misericordia di Dio che ora voi siete divenuti liberi, soltanto non usate la libertà come un manto che copra la malizia, ma usatela per servire Iddio e la fratellanza. (cfr. 1Pietro 2:16; Galati 5:13)

Salvatore Larizza

Colui che è gradito a Dio

vitaChi è colui che Dio gradisce? Iddio gradisce colui che ha la fede. Solo colui che ha la fede? Si. Perché? Perché senza la fede è impossibile piacerGli. (cfr. Ebrei 11:6; Romani 8:8) E se uno smette di avere fede in Lui? Iddio smette di gradirlo. (cfr. Ebrei 10:38)

Colui che ha la fede in Gesù, viene gradito da Dio perchè viene giustificato e quindi dichiarato GIUSTO, comincia ad avere comunione con Dio e quindi diventa un AMICO DI DIO, viene santificato e quindi dichiarato SANTO, nasce dall’alto d’acqua e di Spirito e quindi acquisisce il diritto di essere chiamato FIGLIUOLO DI DIO, viene liberato dalla schiavitù del peccato, che lo teneva prigioniero, e dunque diventa LIBERO!

Chi ha la fede in Gesù, essendo che viene vivificato, ha VITA ETERNA!

Colui invece che non ha la fede in Gesù, non viene da Lui gradito perché è un INGIUSTO, un NEMICO DI DIO e quindi l’ira di Dio resta sopra lui. Essendo un PECCATORE e non avendo ricevuto la nuova nascita continuerà ad essere chiamato FIGLIUOLO D’IRA e avendo ancora le funi del peccato attorno a sé continuerà ad essere SCHIAVO DEL PECCATO!

Chi non ha la fede in Gesù, essendo morto spiritualmente, NON VEDRA’ LA VITA!

Se desideri dunque essere gradito a Dio e ottenere pace con Lui devi credere in Gesù Cristo.

Se invece prendi piacere a contrastare Iddio e la Sua volontà, a motivo del tuo cuore caparbio e malvagio, e non ti curi affatto di piacere a Dio, sappi che ti aspetta un tormento eterno, un tormento dal quale vorrai scampare ma non potrai.

Ora sai cosa fare, io son netto del tuo sangue.

 

Salvatore Larizza

Abele, un tipo di Cristo

abeleAbele fù un uomo giusto, poichè visse per fede (cfr. Matteo 23:35). Fù un pastore di pecore (cfr. Genesi 4:2). Fù il primo uomo ad essere odiato e ucciso a motivo delle sue opere giuste (cfr. 1Giovanni 3:12) e il cui sangue gridò a Dio dalla terra (cfr. Genesi 4:10). E’ scritto che ‘per fede Abele offerse a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo d’essa gli fu resa testimonianza ch’egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo d’essa, benché morto, egli parla ancora.’ (Ebrei 11:4) Abbiamo un esempio dunque in Abele, un esempio di un uomo che benché morto, parla ancora, affinché possiamo imitare la sua fede; ma abbiamo altresì un esempio ancora più perfetto di quello di Abele, abbiamo l’esempio di un uomo che fù odiato e ucciso anch’Egli senza cagione, l’esempio di un uomo che ‘dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è posto a sedere alla destra di Dio’ (Ebrei 10:12)! Un uomo che offrì un sacrificio più eccellente di quello di Abele, e il cui sangue parla meglio di quello di Abele (cfr. Ebrei 12:24) : il sommo Pastore Cristo Gesù! Colui che disse : ‘io sono il primo e l’ultimo, e il Vivente; e fui morto, ma ecco son vivente per i secoli dei secoli’ (Apocalisse 1:18a).

A Lui sia la gloria e l’imperio, nei secoli dei secoli. Amen.

Salvatore Larizza

Iddio giudicherà il giusto e l’empio

La Bibbia dice che “Iddio giudicherà il giusto e l’empio poiché v’è un tempo per il giudicio di qualsivoglia azione e, nel luogo fissato, sarà giudicata ogni opera” (Eccl. 3:17) ed anche: “Poiché Dio farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò ch’è occulto, sia bene, sia male” (Eccl. 12:16).

Dunque sia i giusti che gli empi saranno sottoposti al giudizio; ma c’è una differenza tra i due giudizi, perché il giudizio dei giusti non sarà un giudizio di condanna appunto perché essi sono dei giusti, ossia perché sono stati giustificati mediante la fede, e per essi non c’è condanna secondo che è scritto: “Non v’è dunque ora alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù” (Rom. 8:1). Essi certamente compariranno davanti al tribunale di Dio, ma non per essere condannati ma per essere retribuiti secondo quel che avranno operato mentre erano nel loro corpo. Paolo lo dice questo ai Corinzi quando dice: “Poiché dobbiamo tutti comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte quand’era nel corpo, secondo quel che avrà operato, o bene, o male” (2 Cor. 5:10) e ai Romani quando dice: “Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi il tuo fratello? Poiché tutti compariremo davanti al tribunale di Dio; infatti sta scritto: Com’io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me, ed ogni lingua darà gloria a Dio. Così dunque ciascun di noi renderà conto di se stesso a Dio” (Rom. 14:10-12). I giusti hanno sì la vita eterna ma è giusto che per tutto il loro operato siano giudicati e ottengano il premio che meritano in base alla loro fatica. Per loro dunque non è previsto nessun giudizio di condanna perché Gesù disse: “In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Giov. 5:24).

Il giudizio di condanna invece è previsto e prestabilito per gli empi, sia quelli vissuti prima della venuta di Cristo che dopo. Di questo altro giudizio ne parlò Gesù Cristo quando disse: “Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute fra voi, già da gran tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere. E però vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. E tu, o Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino nell’Ades. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, ella sarebbe durata fino ad oggi. E però, io lo dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua” (Matt. 11:21-24) e anche quando disse: “La regina del Mezzodì risusciterà nel giudizio con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché ella venne dalle estremità della terra per udir la sapienza di Salomone; ed ecco qui v’è più che Salomone. I Niniviti risusciteranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno; perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco qui v’è più che Giona” (Luca 11:31-32).

Anche Paolo ne parlò quando disse che nel giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, Dio renderà a quelli che sono contenziosi e non ubbidiscono alla verità ma ubbidiscono all’ingiustizia, ira e indignazione (cfr. Rom. 2:7-8). Così come ne parlò anche Giovanni che in visione vide le cose come andranno in quel giorno. Ecco le sue parole: “Poi vidi un gran trono bianco e Colui che vi sedeva sopra, dalla cui presenza fuggiron terra e cielo; e non fu più trovato posto per loro. E vidi i morti, grandi e piccoli, che stavan ritti davanti al trono; ed i libri furono aperti; e un altro libro fu aperto, che è il libro della vita; e i morti furon giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le opere loro. E il mare rese i morti ch’erano in esso; e la morte e l’Ades resero i loro morti, ed essi furon giudicati, ciascuno secondo le sue opere. E la morte e l’Ades furon gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè, lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco” (Apoc. 20:11-15).

Un’altra differenza tra i due giudizi è il tempo in cui avverranno, perché quello dei giusti avverrà al ritorno di Cristo quando i giusti risorgeranno in resurrezione di vita (cfr. Luca 14:14), mentre quello degli empi avverrà alla fine del millennio quando tutti gli empi risorgeranno in resurrezione di giudizio.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/05/iddio-giudichera-il-giusto-e-l%e2%80%99empio/