La ‘mafia’ nella Chiesa

Esiste nella Chiesa qui in Italia una ‘mafia’ di cui purtroppo molti non si avvedono o fanno finta di non avvedersi, e questa mafia è pericolosa e dannosa per la Chiesa quanto lo è la mafia per lo Stato. Anche questa mafia ha i suoi ‘colletti bianchi’, i suoi ‘boss’, i suoi ‘picciotti’, i suoi ‘soldati’, che non sono altro che lupi rapaci travestiti da pecore, servi di Satana vestiti da servi di giustizia. Noi non daremo tregua a questa mafia in quanto la combatteremo in tutte le sue forme, e la combatteremo con le armi della giustizia che Dio ci ha provveduto fiduciosi che Dio ci condurrà in trionfo in Cristo, liberando tante anime dalle fauci di questi impostori-mafiosi che per poter soddisfare le loro brame stanno procacciando la distruzione morale e spirituale dei santi. Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2012/05/23/la-mafia-nella-chiesa/

Battisti, Metodisti e Valdesi a Milano uniti contro Dio

L’agenzia NEV ha rilasciato il seguente comunicato:

‘Alla vigilia dell’VII Incontro Mondiale della Famiglia le chiese protestanti di Milano diffondono un documento che richiama l’attenzione sulla pluralità delle famiglie oggi e sui diritti delle persone che le compongono

Roma, 29 maggio 2012 (NEV-CS18) – “Noi cristiani protestanti non condividiamo la nozione di ‘sacralità del matrimonio e della famiglia’”. E’ quanto si legge in un documento redatto dalle chiese protestanti di Milano (battiste, metodista e valdese) e reso pubblico in occasione del VII Incontro Mondiale della Famiglia promosso dal Pontifico Consiglio per la famiglia che si apre domani nel capoluogo lombardo.

Il documento dal titolo “Famiglia cristiana? Per noi, più semplicemente famiglie” propone una riflessione in quattro punti, dove non solo si fa riferimento alla pluralità delle famiglie oggi, ma in cui si sottolineano anche i diritti delle persone che le compongono, coppie dello stesso sesso comprese.

“La famiglia è un’istituzione umana e non divina”. Con queste parole esordisce il documento che sottolinea la necessità di parlare sempre al plurale: “cioè di tanti tipi di famiglie e non di una sola, quella tradizionale”. Famiglie che meritano “un riconoscimento giuridico che dia diritti e riconosca doveri alle varie forme di unione – anche dello stesso sesso – estendendo loro quanto già contenuto nella nostra Costituzione e ribadito anche recentemente in sede europea”.

Il pastore Giuseppe Platone della chiesa valdese di Milano, tra gli estensori del documento, all’Agenzia stampa NEV ha espresso “come cittadino prima ancora che come credente, una riserva critica nei confronti dell’investimento di significative risorse pubbliche nell’allestire quest’operazione puramente confessionale in un momento di severa crisi economica che si riverbera anche sulla progettualità di chi vorrebbe ‘metter su casa’”.

Dal punto di vista dei contenuti il pastore Platone ha segnalato la riflessione che, da tempo, si sta svolgendo nelle chiese protestanti su famiglie, genitorialità, coppie di fatto: “Accendere i riflettori solo un un modello famigliare esclusivo mettendo in ombra tutto il resto mi sembra un impoverimento che aumenta il disagio sociale anziché cogliere la positività di molte trasformazioni in atto. C’è un modo cristiano di vivere le relazioni umane che non cerca la sacralizzazione degli affetti – ha aggiunto Platone -, ma mantiene un insopprimibile istanza critica verso ogni nostra realizzazione, compreso il matrimonio. Il sacro appartiene a Dio soltanto”.

L’anno scorso il pastore Platone celebrò la prima benedizione di una coppia omosessuale dopo l’approvazione di un rispettivo ordine del giorno da parte del Sinodo delle chiese metodiste e valdesi nel 2010′.

Da: http://www.fedevangelica.it/arch_nev/cs/NEV_7770001396.html

Solo due parole di commento: questi cosiddetti Protestanti hanno rigettato la Parola di Dio, ed hanno dichiarato guerra all’Iddio vivente e vero, ma a suo tempo Dio farà ricadere sul loro capo tutto il male che stanno facendo con le loro lingue e opere a discredito della verità. Ben disse il profeta di costoro: “Guai all’anima loro! perché procurano a se
stessi del male” (Isaia 3:9). Uscite e separatevi dunque da queste chiese ribelli, per non essere partecipi dei loro peccati.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2012/05/30/battisti-metodisti-e-valdesi-a-milano-uniti-contro-dio/

Scuse pubbliche da parte di Shoek inverso il fratello Giacinto Butindaro

Ecco cosa gli ha scritto pubblicamente il fratello Giacinto in risposta a queste sue scuse pubbliche :

Shoek, visto che mi hai chiesto perdono pubblicamente per il video ‘Gia’cinto’ (e quello della telefonata con Cubeta in cui mettesti una mia foto quando io non c’entravo niente) che facesti contro di me, ti perdono anch’io pubblicamente. Voglio però dirti che i discepoli di Cristo sono chiamati a non conformarsi al presente secolo malvagio, quindi ti esorto a toglierti gli orecchini e quelle collane che tieni addosso, e a vestirti in maniera convenevole ad uno che fa professione di seguire Cristo, e a smettere di fare questo tipo di musica. Ed infine ricordati che quando un uomo prega lo deve fare con il capo scoperto, altrimenti disonora il suo capo, che è Cristo (1 Corinzi 11:4). Le cose che ti dico – sappilo – non sono un attacco personale alla tua persona, ma semplicemente una correzione e una riprensione che ti faccio per il tuo bene. Spero dunque che come hai già riconosciuto alcuni tuoi errori, tu riconosca anche questi.

Dio ti benedica

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2012/05/16/shoek-mi-ha-chiesto-perdono-ed-io-lo-perdono/

Sul calice che Gesù chiese al Padre di allontanare da Lui

Fratelli nel Signore, voglio brevemente spiegarvi cosa intese Gesù per calice nella notte in cui fu tradito, quando pregò il Padre nel giardino del Getsemani.
Luca afferma: “Poi, essendo uscito, andò, secondo il suo solito, al monte degli Ulivi; e anche i discepoli lo seguirono. E giunto che fu sul luogo, disse loro: Pregate, chiedendo di non entrare in tentazione. Ed egli si staccò da loro circa un tiro di sasso; e postosi in ginocchio pregava, dicendo: Padre, se tu vuoi, allontana da me questo calice! Però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta. E un angelo gli apparve dal cielo a confortarlo. Ed essendo in agonia, egli pregava vie più intensamente; e il suo sudore divenne come grosse gocce di sangue che cadeano in terra” (Luca 22:39-44).
Per capire questa richiesta fatta da Gesù all’Iddio e Padre suo, bisogna innanzi tutto tenere a mente quale fosse il suo stato d’animo nel Getsemani. Marco dice infatti che Gesù dopo avere detto ai suoi discepoli di sedersi lì finchè Lui avesse pregato, prese con sè Pietro e Giacomo e Giovanni e “cominciò ad essere spaventato ed angosciato. E disse loro: L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate” (Marco 14:33-34).
Gesù stava dunque soffrendo molto, ancora prima di mettersi a pregare. Le ragioni mi paiono evidenti, sapeva molto bene quali atroci sofferenze lo aspettavano, ed essendo un vero uomo si spaventò e fu angosciato al pensiero di quello che gli stava per accadere. E qui dunque vediamo che la Scrittura ci conferma pienamente che Gesù era un vero uomo, perchè parla di un uomo spaventato e angosciato e molto triste.
Cosa fece allora Gesù? Chiese al Padre, se fosse possibile, di allontanare da lui quel calice che doveva di lì a poco bere. Dico ‘doveva’, perchè così Dio aveva decretato nei Suoi confronti, e Gesù questo lo sapeva molto bene. Anche l’ora che Gesù chiese al Padre che se era possibile passasse oltre da Lui (cfr. Marco 14:35), era l’ora che doveva scoccare per Lui di lì a poco quando sarebbe stato dato in mano ai peccatori e avrebbe sofferto per mano loro, infatti dopo avere pregato, immediatamente prima che arrivassero ad arrestarlo Gesù dirà ai suoi discepoli: “L’ora è venuta: ecco, il Figliuol dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori. Levatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce, è vicino” (Marco 14:41), e quando lo arrestarono disse ai suoi nemici: “… questa è l’ora vostra e la potestà delle tenebre” (Luca 22:53)
Ecco perchè Gesù nella preghiera disse: “Però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta”, perchè sapeva che doveva sottomettersi al Padre, cosa che Egli fece anche in quell’occasione perchè accettò di bere quel calice e di andare incontro a quell’ora. D’altronde, Gesù stesso aveva detto un giorno: “Ora è turbata l’anima mia; e che dirò? Padre, salvami da quest’ora! Ma è per questo che son venuto incontro a quest’ora” (Giovanni 12:27 – anche mettendo il punto di domanda al posto del punto esclamativo, come fanno alcune traduzioni, il senso non cambia perchè le parole seguenti di Gesù spiegano che Lui era destinato ad andare incontro a quell’ora).
In quella particolare preghiera di Gesù, dunque noi vediamo una dimostrazione della sua perfetta umanità. Non ravvisiamo nessuna contraddizione da parte sua. La Scrittura dice che abbiamo un Sommo Sacerdote che “in ogni cosa è stato tentato come noi” (Ebrei 4:15), e se lo crediamo, dobbiamo credere anche che Gesù in quell’occasione fu tentato affinchè non deponesse la Sua vita per redimerci. Da qui appunto quella richiesta, ma Egli non peccò, perchè fu una preghiera in cui Egli si sottopose alla volontà del Padre Suo.
Nel Getsemani comunque Gesù fu consolato dal Padre Suo, infatti Dio gli mandò un angelo che gli apparve dal cielo a confortarlo. Ma badate che Gesù continuò a soffrire anche dopo l’apparizione di quell’angelo infatti immediatamente dopo avere detto che un angelo gli apparve dal cielo a confortarlo, Luca dice che “essendo in agonia, egli pregava vie più intensamente; e il suo sudore divenne come grosse gocce di sangue che cadeano in terra” (Luca 22:44).
Dunque, Gesù fu confortato mediante quell’angelo di Dio ma non liberato da quella sofferenza che stava patendo nel Getsemani. Fu invece liberato dal timore della morte, secondo che è scritto: “Il quale, ne’ giorni della sua carne, avendo con gran grida e con lagrime offerto preghiere e supplicazioni a Colui che lo potea salvar dalla morte, ed avendo ottenuto d’esser liberato dal timore, benché fosse figliuolo, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì; ed essendo stato reso perfetto, divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore d’una salvezza eterna, essendo da Dio proclamato Sommo Sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec” (Ebrei 5:7-10).
Quello che ottenne Gesù dunque fu la liberazione dal timore della morte, e quindi potè bere senza paura quel calice che gli era posto dinnanzi, sapendo peraltro la gioia che gli era posta dinnanzi. Certo Gesù si rivolse in preghiera a Colui che lo poteva salvare dalla morte, ma non potè ottenere di scampare alla morte, perchè fu per questo che Egli era venuto nel mondo. Fu però – lo ripeto – liberato dal timore della morte, affinchè potesse andare incontro a quell’ora con coraggio. Non è forse scritto nei Salmi infatti: “Io ho cercato l’Eterno, ed egli m’ha risposto e m’ha liberato da tutti i miei spaventi” (Salmo 34:4)?
Vorrei terminare ricordandovi, fratelli, che affinchè Gesù diventasse un fedele e misericordioso sommo sacerdote nelle cose appartenenti a Dio, Egli doveva essere fatto in ogni cosa simile a noi, e quindi fu necessario che Egli soffrisse tutto quello che un uomo può soffrire anche dal punto di vista spirituale, e quindi anche le sofferenze da lui patite nel Getsemani servirono al Padre per rendere perfetto il duce della nostra salvezza (cfr. Ebrei 2:10), e metterlo in grado quindi di simpatizzare con noi nelle nostre infermità (cfr. Ebrei 4:15), e venirci in soccorso quando siamo tentati in quanto Egli stesso “ha sofferto essendo tentato” (Ebrei 2:18). E abbiamo visto quanto Gesù soffrì nel Getsemani essendo tentato. Come anche va detto, che quelle sofferenze servirono a farGli imparare l’ubbidienza, secondo che è scritto: “Imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì” (Ebrei 5:8).
A Colui che mediante la Sua morte ha distrutto il diavolo che aveva l’impero della morte, e ci ha liberati dal timore della morte, sia la gloria ora e in eterno. Amen.

 

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi

Giacinto Butindaro

Ascolta la predicazione del fratello Giacinto Butindaro :

[audio http://www.diretta.lanuovavia.org/c-152-calice.mp3]

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2012/03/21/sul-calice-che-gesu-chiese-al-padre-di-allontanare-da-lui/

Pastore ADI ad incontro ecumenico

Tommaso Fiorentini, pastore della chiesa ADI di Gallipoli, ha partecipato (come si può vedere dalla locandina sotto) alla ‘Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani’ tenutasi dal 18 al 25 gennaio 2012 presso il Monastero ss. Trinità (delle Clarisse Cappuccine) di Alessano (provincia di Lecce).
Che dire? Ancora una volta dobbiamo riscontrare che purtroppo l’ecumenismo sta continuando ad avanzare anche nelle Assemblee di Dio in Italia.
Come potete vedere, ormai ci sono buoni rapporti di vicinato tra le ADI e la Chiesa Cattolica Romana. Una vergogna, uno scandalo vedere e sentire queste cose.
Fratelli che frequentate Chiese ADI, uscite e separatevi dalle ADI perchè i vostri pastori hanno deciso di condursi e di farvi condurre in maniera indegna del Vangelo di Cristo, perchè trasgrediscono e vi fanno trasgredire l’ordine divino: “Non vi mettete con gl’infedeli sotto un giogo che non è per voi; perché qual comunanza v’è egli fra la giustizia e l’iniquità? O qual comunione fra la luce e le tenebre? E quale armonia fra Cristo e Beliar? O che v’è di comune tra il fedele e l’infedele? E quale accordo fra il tempio di Dio e gl’idoli? Poiché noi siamo il tempio dell’Iddio vivente, come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò fra loro; e sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. Perciò Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’immondo; ed io v’accoglierò, e vi sarò per Padre e voi mi sarete per figliuoli e per figliuole, dice il Signore onnipotente” (2 Corinzi 6:14-18).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2012/03/06/pastore-adi-ad-incontro-ecumenico/

Da: http://www.diocesiugento.org/

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Rispondo a Tommaso Fiorentini, pastore della Chiesa ADI di Gallipoli

INTRODUZIONE

 

Oggi 18 Marzo 2012 ho ricevuto un commento del pastore ADI Tommaso Fiorentini al mio articolo ‘Pastore ADI ad incontro ecumenico’, che ho fatto passare con una mia risposta. Ecco qui di seguito il suo commento e la mia risposta.

‘In riferimento a quanto sopra, è opportuno precisare che il pastore Tommaso Fiorentini non ha partecipato alla “settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”,nè alla celebrazione dei vesperi. L’intervento del pastore si è limitato ad una breve conferenza tenutasi sabato 21 gennaio alle ore 19,30. I contenuti della conferenza riguardavano la lettura di un brano del Vangelo di Giovanni, richiamando l’attenzione dei presenti su come L’Iddio Trino ha concorso per la salvezza dell’umanità. Richiamando particolarmente l’attenzione su Gesù quale unico mediatore tra Dio e gli uomini . I Timoteo 2:5. E quale unico nome sotto il cielo, dato agli uomini per essere salvati. Atti 4:12. Un intervento prettamente di tipo evangelistico, realtà che può essere confermata da decine di testimoni. Per tanto si prega il signor Giacinto Butindaro a prendere accurata visione di quanto è stato esposto. Stimiamo che dare un messaggio dell’ Evangelo di Cristo, indipendentemente dal luogo, non abbia nulla di scandaloso ne di vergognoso. Rom. 1:16. Si è in armonia con il mandato di Cristo: ” Andate per tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura”Mar. 16:15. Possiamo affermare con certezza che da questo episodio non emergerà alcun elemento che faccia pensare a ” rapporti di vicinato” tra le A.D.I. e la Chiesa Cattolica Romana. Per le opportune e necessarie correzioni. Tommaso Fiorentini

MIA RISPOSTA

Ti rispondo brevemente Tommaso:

TU DICI: In riferimento a quanto sopra, è opportuno precisare che il pastore Tommaso Fiorentini non ha partecipato alla “settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”, nè alla celebrazione dei vesperi.
IO RISPONDO: E’ FALSO che tu non abbia partecipato alla ‘settimana di preghiera per l’unità dei cristiani’; la locandina parla chiaro, Sabato 21 Gennaio in serata, dopo la celebrazione dei Vespri, tu hai tenuto una conferenza al monastero SS. Trinità in Alessano. Evidentemente non sai quale sia il significato del verbo partecipare e quindi te lo spiego. ‘Partecipare’ – secondo il dizionario ‘Zingarelli’ significa ‘Essere presente a un qualsiasi avvenimento che interessi una cerchia più o meno ampia di persone: p. a una cerimonia, a una festa, a un banchetto, a una congiura, a una manifestazione, alla rivoluzione ….’. Tu quindi essendo stato presente quella sera, e avendo tenuto un discorso in occasione di questo evento ecumenico, HAI PARTECIPATO, e con te naturalmente a quanto vedo hanno partecipato anche altri membri della Chiesa ADI di cui tu sei pastore.

TU DICI: L’intervento del pastore si è limitato ad una breve conferenza tenutasi sabato 21 gennaio alle ore 19,30. I contenuti della conferenza riguardavano la lettura di un brano del Vangelo di Giovanni, richiamando l’attenzione dei presenti su come L’Iddio Trino ha concorso per la salvezza dell’umanità. Richiamando particolarmente l’attenzione su Gesù quale unico mediatore tra Dio e gli uomini . I Timoteo 2:5. E quale unico nome sotto il cielo, dato agli uomini per essere salvati. Atti 4:12. Un intervento prettamente di tipo evangelistico, realtà che può essere confermata da decine di testimoni.
IO RISPONDO: Prettamente di tipo evangelistico? E questo tuo intervento sarebbe un messaggio evangelistico portato ai Cattolici Romani in quella circostanza? Guarda che nel tuo intervento non hai detto niente che i Cattolici Romani non dicano nelle loro omelie ‘evangelistiche’, in quanto quello che hai detto tu lo dicono anche i Cattolici Romani quando ‘evangelizzano’. Ma lo sai come evangelizzava Gesù? Dicendo alle turbe ‘RAVVEDETEVI E CREDETE ALL’EVANGELO’ (Marco 1:15). E a me non pare che tu abbia predicato il ravvedimento ai Cattolici Romani, come non pare nemmeno che tu abbia comandato loro di convertirsi dai loro idoli (in quanto i Cattolici Romani sono degli idolatri) all’Iddio vivente e vero, come facevano gli apostoli agli idolatri del loro tempo. Ecco cosa dissero per esempio Paolo e Barnaba agli abitanti di Listra, che al pari dei Cattolici Romani di oggi adoravano gli idoli: “Vi predichiamo che da queste cose vane vi convertiate all’Iddio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi” (Atti 14:15). E men che meno pare che tu abbia loro detto di uscire dalla Chiesa Cattolica Romana, secondo che è scritto: “Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’immondo; ed io v’accoglierò, e vi sarò per Padre e voi mi sarete per figliuoli e per figliuole, dice il Signore onnipotente” (2 Corinzi 6:17-18). Quindi nel tuo intervento, mancano delle parti fondamentali che non devono mancare nell’evangelizzazione ai Cattolici Romani. E d’altronde tu sei andato ad un incontro ecumenico, ad un incontro che era incentrato sull’unità dei Cristiani, e quindi evidentemente il tuo messaggio doveva unire i Cristiani delle ADI e i ‘Cristiani’ della Chiesa Cattolica Romana. E difatti hai portato proprio il messaggio giusto per ricordare ai Cattolici Romani che anche loro sono dei Cristiani. E’ come se tu avessi parlato a persone che erano già Cristiane. Mi pare fin troppo evidente questo. Le tue parole sono solo la solita polvere che voi pastori delle ADI gettate negli occhi dei credenti per ingannarli, quando vi trovate con le spalle al muro, ossia quando venite smascherati. Ma ormai conosciamo molto bene le vostre stolte strategie.

TU DICI: Per tanto si prega il signor Giacinto Butindaro a prendere accurata visione di quanto è stato esposto.
IO RISPONDO: Il Signor Giacinto Butindaro, come lo chiami, ha già da tempo preso visione di quanto ha esposto nel suo articolo, e non ritiene di dover modificare neppure una virgola, visto poi che tu hai confermato pienamente di avere partecipato a quell’incontro ecumenico. Semmai sei tu che devi esaminare il tuo operato e ravvederti di quanto hai fatto, che rimane una vergogna e uno scandalo agli occhi di Dio.

TU DICI: Stimiamo che dare un messaggio dell’ Evangelo di Cristo, indipendentemente dal luogo, non abbia nulla di scandaloso ne di vergognoso. Rom. 1:16. Si è in armonia con il mandato di Cristo: ”Andate per tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura”Mar. 16:15.
IO RISPONDO: Innanzi tutto ti ripeto che non sei andato a predicare ai Cattolici Romani il ravvedimento e la conversione dagli idoli a Dio, ma semplicemente un messaggio ecumenico che anche i Cattolici Romani predicano nei loro incontri, e quindi un messaggio che unisce Evangelici e Cattolici Romani; invece che andare a predicargli il messaggio che produce subito una divisione tra noi e loro, tra noi e i peccatori. Quindi non sei andato proprio a fare quello che Dio comanda di fare verso i Cattolici Romani. E quindi non sei per niente in armonia con quello che Dio ha comandato di dire agli idolatri.
Poi c’è un’altra cosa da dire: tu dici praticamente che non importa il luogo dove si predica. Ma vedi, qui non è solo il luogo ma anche il contesto in cui tu hai parlato, infatti la locandina apparsa sul sito della diocesi dice ‘Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani’, il che fa capire chiaramente che i partecipanti si stimano vicendevolmente dei Cristiani. Come possiamo dunque noi Cristiani partecipare ad eventi che si auspicano un’unità con degli idolatri, perchè tali sono i Cattolici Romani? Io infatti non riconosco affatto il ‘Cristianesimo’ della Chiesa Cattolica Romana come tale, in quanto di fatto è paganesimo, e quindi non posso partecipare ad un incontro che si prefigge di unire dei Cristiani con degli idolatri, cioè dei credenti con dei non credenti, e difatti è scritto: “Non vi mettete con gl’infedeli sotto un giogo che non è per voi; perché qual comunanza v’è egli fra la giustizia e l’iniquità? O qual comunione fra la luce e le tenebre? E quale armonia fra Cristo e Beliar? O che v’è di comune tra il fedele e l’infedele? E quale accordo fra il tempio di Dio e gl’idoli? Poiché noi siamo il tempio dell’Iddio vivente, come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò fra loro; e sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo” (2 Corinzi 6:14-16). Ecco dunque perchè ti ripeto che quello che avete fatto è vergognoso e scandaloso: perchè vi siete messi con degli infedeli, con degli idolatri, sotto un giogo che non è per noi. Ecco perchè siete da biasimare.
Tu dirai: ‘Ma guarda che io non sono ecumenico!’ A parole lo puoi dire, ma i fatti dimostrano il contrario. E poi considera per un momento la reazione di quelli che leggono la locandina dove vedono il tuo nome tra i partecipanti a quell’evento: cosa diranno? cosa penseranno? Non diranno e penseranno forse che sei ecumenico? Certo che sì! E perchè questo? Perchè vedranno il tuo nome in quella locandina che parla di ‘Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani’ tenutasi in quel monastero e quindi penseranno giustamente che tu sei un pastore evangelico ecumenico come lo sono tanti altri.
E qui ti voglio spiegare una cosa che evidentemente in tanti anni ‘di ministerio’ non hai ancora imparato, e cioè che la Scrittura ci comanda di astenerci da ogni specie o forma di male. Ascolta cosa dice l’apostolo Paolo: “Astenetevi da ogni specie di male” (1 Tessalonicesi 5:22). Quindi non solo da ciò che è manifestamente male, ma anche da quello che sembra male, o può portare a sospettare il male. Ti faccio un esempio, se tu ti recassi da solo in casa di una giovane donna che vive da sola per portarle il messaggio dell’Evangelo, sbaglieresti, perchè la tua visita può essere pure animata da un buon proposito, ma farebbe subito insospettire e pensare al male. Hai capito?
Nel caso specifico vostro, che siete andati in quel monastero in occasione di quell’evento ecumenico. Tu puoi dire tutto quello che vuoi: che vuoi che i cattolici romani siano salvati, che tu non preghi a Maria come fanno i Cattolici Romani, che sei andato là a parlare di Gesù; ma rimane il fatto che sei andato in un luogo nemico del Vangelo e dove ci sono degli idolatri, ad un incontro che portava la dicitura ‘SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITA’ DEI CRISTIANI’, e quindi che aveva come tema principale l’unità tra i Cristiani o meglio dove si procacciava l’unità tra Evangelici e Cattolici Romani, e dato che voi avete partecipato a questo evento ciò vuol dire che siete di quelli che partecipate a queste iniziative in vista dell’unità tra Evangelici e Cattolici. Questo è quello che si evince dalla vostra partecipazione in sè stessa. Avete quindi partecipato ad un’opera infruttuosa delle tenebre, il che la Parola ci vieta di fare (cfr. Efesini 5:11). Ma evidentemente voi quell’iniziativa cattolica romana non la giudicate come la giudica la Parola di Dio.
Ma poi c’è un’altra cosa da non sottovalutare: chi vi ha visto partecipare a quell’evento, penserà anche che fa bene a continuare a recarvisi per prostrarsi davanti agli idoli muti e seguire gli altri riti papisti. Certo, tu dirai che l’idolo è nulla, ed hai ragione, ma ti sei dimenticato che per la propria conoscenza può perire il debole.
Ascolta cosa dice l’apostolo Paolo ai santi di Corinto: “Quanto alle carni sacrificate agl’idoli, noi sappiamo che tutti abbiamo conoscenza. La conoscenza gonfia, ma la carità edifica. Se alcuno si pensa di conoscer qualcosa, egli non conosce ancora come si deve conoscere; ma se alcuno ama Dio, esso è conosciuto da lui. Quanto dunque al mangiar delle carni sacrificate agl’idoli, noi sappiamo che l’idolo non è nulla nel mondo, e che non c’è alcun Dio fuori d’un solo. Poiché, sebbene vi siano de’ cosiddetti dèi tanto in cielo che in terra, come infatti ci sono molti dèi e molti signori, nondimeno, per noi c’è un Dio solo, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi per la gloria sua, e un solo Signore, Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale siam noi. Ma non in tutti è la conoscenza; anzi, alcuni, abituati finora all’idolo, mangiano di quelle carni com’essendo cosa sacrificata a un idolo; e la loro coscienza, essendo debole, ne è contaminata. Ora non è un cibo che ci farà graditi a Dio; se non mangiamo, non abbiamo nulla di meno; e se mangiamo, non abbiamo nulla di più. Ma badate che questo vostro diritto non diventi un intoppo per i deboli. Perché se alcuno vede te, che hai conoscenza, seduto a tavola in un tempio d’idoli, la sua coscienza, s’egli è debole, non sarà ella incoraggiata a mangiar delle carni sacrificate agl’idoli? E così, per la tua conoscenza, perisce il debole, il fratello per il quale Cristo è morto. Ora, peccando in tal modo contro i fratelli, e ferendo la loro coscienza che è debole, voi peccate contro Cristo. Perciò, se un cibo scandalizza il mio fratello, io non mangerò mai più carne, per non scandalizzare il mio fratello” (1 Corinzi 8:1-13).
Dunque, come puoi vedere, nel caso vostro specifico, se voi che avete conoscenza vi sedete con degli idolatri in un tempio di idoli come è quel monastero, senza riprovare l’idolatria e senza dire ai presenti di convertirsi da quegli idoli a Dio, e uscire dalla Chiesa Cattolica Romana, anzi portando un messaggio che mette d’accordo sia Evangelici che Cattolici, è evidente che se in mezzo a quei cattolici presenti c’è qualcuno che vuole convertirsi al Signore, voi gli sarete d’intoppo in quella maniera, e non di sprono o di incoraggiamento, e questo perchè vi hanno visti là, a fare comunella con gli idolatri cattolici romani.
Ecco dunque un caso in cui la conoscenza gonfia, e voi siete gonfi, e questo si evince anche da come rispondete. Non avete per niente quel sentimento di umiltà di riconoscere che avete sbagliato, e questo perchè siete arroganti.
Ma lo sai che nelle ADI alcune decine di anni fa se un pastore faceva quello che hai fatto tu, veniva messo immediatamente fuori comunione con una lettera circolare? Il fatto è però che anche nelle ADI le cose sono cambiate in peggio e adesso purtroppo nelle ADI c’è un ecumenismo strisciante e quindi ci sono buoni rapporti di vicinato tra ADI e Chiesa Cattolica Romana. Basta considerare che alcuni anni fa Renato Mottola, pastore della Chiesa ADI di Matinella, durante un culto di dedicazione del nuovo locale di culto ha invitato a parlare dal pulpito un prete, ed era presente nell’occasione persino il presidente delle ADI! Guarda il video qua sotto.

TU DICI: Possiamo affermare con certezza che da questo episodio non emergerà alcun elemento che faccia pensare a ”rapporti di vicinato” tra le A.D.I. e la Chiesa Cattolica Romana.
IO RISPONDO: Vi state ingannando grandemente, perchè ci sono abbastanza elementi in questo episodio che fanno pensare a buoni rapporti di vicinato tra le ADI e la Chiesa Cattolica Romana.
Vi esorto quindi a ravvedervi e a convertirvi dalle vostre vie tortuose, perchè tali sono le vie che state battendo. Non ho niente da aggiungere, tranne che ancora una volta ho dovuto riscontrare quanto doppi e ipocriti siete nel vostro modo di agire e di parlare.
Ma Dio è giusto e vi renderà sicuramente secondo le vostre opere.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2012/03/18/rispondo-a-tommaso-fiorentini-pastore-della-chiesa-adi-di-gallipoli/

 

Ecumenismo a Benevento

Sul sito NTR24 si legge che un certo Roberto Sferruzzi, pastore evangelico di Benevento, ha partecipato con la Chiesa ad un incontro ecumenico in occasione della Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani. Nel trascrivere il cognome di questo pastore c’è stato però un errore, perchè si tratta di Roberto Sferruzzo, pastore della Chiesa Evangelica Pentecostale ‘Fiumi di Grazia’ che si raduna in Via Croce Rossa a Benevento. Peraltro è significativo che Roberto Sferruzzo su Facebook sia sul suo profilo personale che su quello della Chiesa ‘Fiumi di Grazia’ non ha fatto sapere nulla (almeno noi non abbiamo visto nessuna notizia a tale riguardo). Ha solo messo un post che porta la data del 23 Gennaio dal titolo ‘La cultura del sospetto e della diffidenza, non fa parte dell’Evangelo!’, dove dice tra le altre cose: ‘Una Chiesa che impatta è una Chiesa che non ha la paura del “contagio”, ma è una Chiesa, che scende nel fosso per raccogliere il malcapitato, anche se per farlo si deve “sporcare” con il fango. Basta con chi vuole diffondere un evangelo DIVERSO, quello della “diffidenza”, …. non temiamo il contagio, perchè non c’è contagio per chi va ad annunciare la salvezza, in Cristo Gesù, Gesù era senza macchia prima di entrare nella casa dei peccatori e lo era anche dopo, anzi dopo che egli usciva da quelle case esse erano purificate, smacchiate, e la luce risplendeva!!!’. Una coincidenza significativa perchè lo ha messo il giorno prima che avvenisse quell’incontro presso la parrocchia ‘Sacro Cuore’.

Da: http://www.ntr24.tv/it/news/27085

Ora, è evidente che visto che si è trattato di un incontro per la preghiera per l’unità dei Cristiani, lo Sferruzzo non è andato ad evangelizzare in quel luogo o a portare la salvezza ai Cattolici Romani di quella parrocchia – esortandoli a ravvedersi (convertendosi dagli idoli muti a Dio) e a credere in Gesù Cristo per essere salvati e quindi diventare dei Cristiani, e poi ad uscire dalla Chiesa Cattolica -, ma a fare comunella con i Cattolici Romani, che lui evidentemente riconosce come Cristiani. Altrimenti non si spiega il fatto che ciò è avvenuto in occasione della settimana per l’unità dei Cristiani.

E’ risaputo peraltro che tutti i pastori evangelici che partecipano a questi incontri ecumenici non si propongono di andare ad annunziare la salvezza ai Cattolici Romani, perchè per loro i Cattolici Romani che vanno ad incontrare sono già salvati, in quanto sono già dei Cristiani, e difatti ci vanno per creare o rinsaldare quella che loro chiamano l’unità fra i Cristiani.

E difatti, entrando nel merito di questi incontri ecumenici tenutosi a Benevento tra Cattolici Romani ed Evangelici, il 24 Gennaio c’è stato ‘il momento di preghiera’ presso la Parrocchia, che si è svolto prima con dei canti di invocazione allo Spirito, poi hanno letto un brano del Vangelo, quello della ‘tempesta sedata’, poi Sferruzzo ha tenuto il suo sermone, e poi il vicario diocesano ha fatto anche lui la sua predica, quindi tutti e due hanno commentato questa parola del Vangelo che concerne la tempesta sedata (naturalmente ciò era stato tutto coordinato giorni prima), poi la riunione è proseguita con dei canti, e delle preghiere spontanee, e poi hanno ‘fatto un momento di fraternità’ ossia una ‘agape fraterna’. Poi il giorno dopo il prete con i parrocchiani sono andati al locale di culto della Chiesa Evangelica, dove c’è stata la lettura di un brano, dei canti, il commento ad un brano della Parola, e la preghiera. Il tema de ‘la tempesta sedata’ è stato scelto perchè il prete e il pastore hanno deciso di mettere l’accento sulla ricchezza che loro – sia cattolici romani che evangelici – hanno come Chiesa di Dio, e questa ricchezza è Gesù Cristo, il quale sta sulla barca dove ci sono sia i Cattolici Romani che gli Evangelici, e questa ricchezza va portata al mondo!

Stando così le cose, fratelli nel Signore, vi esorto a guardarvi e ritirarvi sia da Roberto Sferruzzo che da tutti quegli altri pastori evangelici che si sono dati all’ecumenismo con la Chiesa Cattolica Romana, perchè questo ecumenismo non è altro che una macchinazione satanica per far ritornare piano piano i credenti al cattolicesimo romano, che è pieno zeppo di eresie e superstizioni.

Ora, una parola per te Roberto Sferruzzo: ascolta, stai disubbidendo e facendo disubbidire altri al comando datoci da Dio di non metterci con gli infedeli sotto un giogo che non è per noi (cfr. 2 Corinzi 6:14-18). Ravvediti dunque e convertiti dalle tue vie tortuose, e mettiti a camminare sulla buona strada, che è una strada diritta, altrimenti porterai la pena della tua ribellione assieme a quelli che hai sedotto.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2012/03/07/ecumenismo-a-benevento/

Predicazione del 29 Febbraio 2012 di Giacinto Butindaro

Contro la ‘teologia del doppio patto’

[audio http://www.diretta.lanuovavia.org/c-149-teologia-doppio-patto.mp3]