Il Signore è un vendicatore in tutte queste cose

L’apostolo Paolo ha scritto ai santi di Tessalonica: “Del rimanente, fratelli, come avete imparato da noi il modo in cui vi dovete condurre e piacere a Dio (ed è così che già vi conducete), vi preghiamo e vi esortiamo nel Signor Gesù a vie più progredire. Poiché sapete quali comandamenti vi abbiamo dati per la grazia del Signor Gesù. Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che v’asteniate dalla fornicazione, che ciascun di voi sappia possedere il proprio corpo in santità ed onore, non dandosi a passioni di concupiscenza come fanno i pagani i quali non conoscono Iddio; e che nessuno soverchi il fratello né lo sfrutti negli affari; perché il Signore è un vendicatore in tutte queste cose, siccome anche v’abbiamo innanzi detto e protestato. Poiché Iddio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione. Chi dunque sprezza questi precetti, non sprezza un uomo, ma quell’Iddio, il quale anche vi comunica il dono del suo Santo Spirito” (1 Tessalonicesi 4:1-8).

Dunque i comandamenti che gli apostoli hanno dato ai santi costituiscono la volontà di Dio verso i santi, che messi in pratica fanno di loro delle persone che camminano in maniera degna del Vangelo, e quindi persone che piacciono a Dio in tutta la loro condotta. Dunque nel mettere in pratica questi comandamenti si piace a Dio.

E nello sprezzarli invece? Ci si costituisce dinnanzi ad essi debitori, e ci si attira l’ira di Dio, in quanto chi sprezza questi precetti sprezza non un uomo ma l’Iddio Onnipotente, il quale sappiamo che ha detto: “Quelli che mi sprezzano saranno avviliti” (1 Samuele 2:30). E come li avvilisce? Vendicandosi su di essi per la loro ribellione. Paolo è chiaro quando dice che il Signore è un vendicatore in tutte queste cose.
Ma perché Dio non tollera che noi sprezziamo i suoi precetti? Perché Lui ci ha chiamati ad essere santi, e violare questi comandamenti significa venire meno alla chiamata che ci ha rivolto, facendo biasimare così la Sua dottrina e diffamare la via della verità.
Badiamo a noi stessi fratelli, dunque, esaminiamo le nostre vie, per non subire la vendetta del nostro grande Iddio.

La grazia del Signore sia con voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/08/il-signore-e-un-vendicatore-in-tutte-queste-cose/

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Il diavolo cercò di strangolarmi

Pochi anni dopo che mi ero convertito, quando ancora abitavo a Ponte Tresa (Varese), un giorno dopo mangiato andai a riposarmi qualche minuto.

Preso sonno, successe che all’improvviso un essere spirituale malefico venne sopra di me mentre io mi trovavo disteso sul letto. Non riuscii a vederlo, ma riuscii a sentirlo in maniera tangibile perché egli mi afferrò con le sue mani per la gola con l’intento di strangolarmi. Sentii proprio le sue mani fare pressione sul mio collo col fine di strangolarmi, come se fossero state le mani di un qualsiasi uomo. Usava una forza terribile, tanto che io non riuscivo a staccare le sue mani dalla mia gola.

Il fatto è però che quantunque sentivo le sue mani strangolarmi, pure attorno al mio collo c’era come una protezione invisibile che impediva a quell’essere diabolico di uccidermi; per spiegarmi meglio, era come se attorno al mio collo ci fosse un collare di acciaio che lui avvolgeva con le sue mani impossibilitato a superarla. Io comunque mentre lui cercava di strangolarmi mi misi subito ad invocare il sangue di Gesù; lo feci con forza, con fede, e ripetutamente.

Dopo un po’, sentii queste mani lasciare la presa e l’essere spirituale dipartirsi da sopra me. Pieno di gioia per la vittoria riportata sul diavolo nel nome di Gesù Cristo, uscii di casa gridando: ‘Il diavolo è potente, ma il Signore è Onnipotente!’.

Oh Signore, tu sei grande, ti rendo la gloria ora e in eterno. Amen.

Butindaro Giacinto

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/03/il-diavolo-cerco-di-strangolarmi/

Gesù Cristo è in cielo alla destra del Padre

Gesù Cristo è in cielo alla destra del Padre dove intercede per noi. Paolo dice infatti: “Cristo Gesù è quel che è morto; e, più che questo, è risuscitato; ed è alla destra di Dio; ed anche intercede per noi” (Rom. 8:34), e lo scrittore agli Ebrei dice che Cristo “perché dimora in eterno, ha un sacerdozio che non si trasmette; ond’è che può anche salvar appieno quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, vivendo egli sempre per intercedere per loro” (Ebr. 7:24-25). Intercedere significa ‘intervenire per ottenere un favore, una grazia per altri’. Questa opera di intercessione compiuta da Cristo è confermata dall’apostolo Giovanni che dice: “Figliuoletti miei, io vi scrivo queste cose affinché non pecchiate; e se alcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre, cioè Gesù Cristo, il giusto; ed egli è la propiziazione per i nostri peccati; e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo” (1 Giov. 2:1-2).

Ma oltre che intercedere, Gesù regna – infatti Paolo dice ai Corinzi che “bisogna ch’egli regni finché abbia messo tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi” (1 Cor. 15:25) – “coronato di gloria e d’onore a motivo della morte che ha patita” (Ebr. 2:9) difatti in cielo tutti gli angeli di Dio l’adorano.

A Cristo Gesù sia la gloria ora e in eterno. Amen.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/03/gesu-cristo-e-in-cielo/

Il sacerdozio di Cristo è superiore a quello di Aaronne

“Or considerate quanto grande fosse colui al quale Abramo, il patriarca, dette la decima del meglio della preda. Or quelli d’infra i figliuoli di Levi che ricevono il sacerdozio, hanno bensì ordine, secondo la legge, di prender le decime dal popolo, cioè dai loro fratelli, benché questi siano usciti dai lombi d’Abramo; quello, invece, che non è della loro stirpe, prese la decima da Abramo e benedisse colui che avea le promesse! Ora, senza contraddizione, l’inferiore è benedetto dal superiore; e poi, qui, quelli che prendon le decime son degli uomini mortali; ma là le prende uno di cui si attesta che vive. E, per così dire, nella persona d’Abramo, Levi stesso, che prende le decime, fu sottoposto alla decima; perch’egli era ancora ne’ lombi di suo padre, quando Melchisedec incontrò Abramo” (Ebr. 7:4-10).

Ora, lo scrittore agli Ebrei scrisse queste parole dopo avere detto più volte che Gesù Cristo è stato costituito da Dio sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedec e dopo avere detto che questo Melchisedec che era sacerdote di Dio e re della città di Salem benedisse Abramo e ricevette da Abramo la decima del meglio della preda al suo ritorno dalla sconfitta dei re.

Con queste parole quindi lo scrittore vuole spiegare che Melchisedec è superiore ad Aaronne perché nella persona di Abramo, Levi – da cui discese Aaronne – che al tempo di Abramo era nei lombi di Abramo e che secondo la legge era incaricato di ricevere dal popolo le decime, fu lui stesso sottoposto alla decima, perché la dette a Melchisedec.

Ma perché lo scrittore ha voluto sottolineare la superiorità di Melchisedec su Aaronne? Per fare capire a noi credenti che il sommo sacerdote della nostra professione di fede, cioè Gesù Cristo, essendo secondo l’ordine di Melchisedec, è di un ordine superiore a quello dei sommi sacerdoti dell’Antico Patto che erano secondo l’ordine di Aaronne i quali Dio aveva stabilito a pro degli uomini nelle cose concernenti Dio affinché offrissero doni e sacrifici per i peccati.

Questa spiegazione ovviamente aveva lo scopo nei confronti di quei credenti che erano Ebrei di nascita di distoglierli dal proposito di tornare ai vecchi sacrifici dell’Antico Patto, ossia di tornare ad appoggiarsi sulla mediazione dei sommi sacerdoti dell’Antico Patto. Infatti era proprio questo il problema, quei credenti erano tentati di tornare ai sacrifici espiatori dell’Antico Patto, cosa che avrebbe equivalso a calpestare il Figlio di Dio e a profanare il sangue del patto con il quale erano stati santificati e a crocifiggere di nuovo il Figliuol di Dio. E allora con parole persuasive di sapienza divina, lo scrittore spiega loro come Gesù Cristo, il sommo sacerdote della nostra professione di fede, è superiore ai sommi sacerdoti secondo l’ordine di Aaronne, perché di un ordine più eccellente.

E poi spiega che Gesù è stato costituito sommo sacerdote con giuramento a differenza di quelli levitici che furono fatti sommi sacerdoti senza giuramento (Ebrei 7:20-22), ed anche che Gesù Cristo ha un sacerdozio eterno perché egli non muore più, essendo risorto ed assunto in cielo alla destra di Dio, a differenza dei sacerdoti levitici che siccome a motivo della morte erano impediti di durare trasmettevano il loro sacerdozio ai loro figli (Ebrei 7:23-25).

E per rendere completa la sua spiegazione lo scrittore spiega come mentre i sacerdoti secondo l’ordine di Aaronne dovevano offrire dei sacrifici per i loro peccati e per quelli del popolo, e nonostante ciò il sangue di quei sacrifici non poteva togliere i peccati, Gesù Cristo ha offerto se stesso una volta per sempre per i nostri peccati e il suo sangue rende perfetto, quanto alla coscienza, colui che viene cosparso di esso, cioè cancella i peccati di colui che crede in Gesù Cristo (Ebrei 10:11-18).

Avendo noi dunque un grande Sommo Sacerdote, che dopo avere offerto sè stesso per i nostri peccati, è entrato nel cielo stesso con il suo proprio sangue per acquistarci una redenzione eterna, riteniamo fermamente la professione della nostra fede e accostiamoci di vero cuore al trono di Dio con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell’aspersione che li purifica dalla mala coscienza.

A Cristo Gesù sia la gloria ora e in eterno. Amen.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/05/30/il-sacerdozio-di-cristo-e-superiore-a-quello-di-aaronne/

Il grande amore di Dio

“Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giov. 3:16). Queste parole furono pronunciate una notte da Gesù Cristo, il Figlio di Dio, mentre parlava con uno dei capi dei Giudei di nome Nicodemo. Esse furono quindi proferite proprio da Colui che fu dato da Dio per la salvezza del mondo.

Innanzi tutto notate che Gesù disse che Dio ha tanto amato il mondo, e poi che Egli ha dato il suo Unigenito Figliuolo; questo sta a dimostrare che l’amore che Dio ha manifestato verso il mondo ha implicato una offerta e una rinunzia da parte sua (il vero amore implica sempre delle rinunzie), e difatti egli ha offerto il suo Unico Figlio, Colui che Egli ha amato avanti la fondazione del mondo. Considerate questo, Dio amava il suo Figliuolo avanti che venisse in questo mondo, gli voleva bene, eppure, per amore di questa umanità lo ha dato. Lo scopo di questa sua offerta? Salvare l’uomo e difatti Gesù disse di essere venuto nel mondo per salvare il mondo (cfr. Giov. 12:47) e che avrebbe dato la sua carne per la vita del mondo (cfr. Giov. 6:51).

Ma vediamo di soffermarci brevemente sulla condizione spirituale di questo mondo davanti a Dio. Gli uomini sono sulla via della perdizione, a prescindere la loro razza, la loro condizione sociale e il loro livello culturale, su quella via che mena all’inferno, e questo perché essi sono dei peccatori schiavi di ogni sorta di concupiscenza carnale; essi sono dei figli d’ira per natura sotto la condanna divina a motivo del peccato entrato nel mondo per mezzo di Adamo e per mezzo di lui passato sopra tutti. Non v’è alcun giusto, neppure uno, tutti si sono corrotti, neppure uno pratica la bontà; questo è quello che dice la Parola di Dio. La stessa Parola dice anche che i piedi degli uomini sono veloci a spargere il sangue; che la loro gola è un sepolcro aperto, che sotto le loro labbra v’è un veleno di aspidi, che sulle loro vie c’è calamità e rovina e che davanti agli occhi loro non c’è timore di Dio. Giudizi duri e crudi, ma perfettamente veraci perché dati dalla Parola di Dio che è verità. E che sia così come dice la Parola, checché ne dicano i savi di questo mondo, è confermato dalla realtà dei fatti. Le opere degli uomini testimoniano in maniera evidente la loro depravazione, la loro corruzione, la loro natura malvagia. E che sorte può aspettare degli uomini che vivono disubbidendo a Dio facendo ciò che è male agli occhi suoi, se non una cattiva sorte? E difatti essi sono diretti all’inferno, un luogo orribile dell’aldilà dove si soffrono tormenti indicibili.

Gli uomini hanno dunque bisogno di essere salvati da questa orribile fine che li aspetta dopo morti. Ma in che maniera essi possono essere salvati? Credendo nel Figliuolo di Dio, difatti Gesù disse: “Affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giov. 3:16). Queste parole significano che chi crede in Lui riceve la vita eterna e perciò non perirà assieme a coloro che invece rifiuteranno di credere in Gesù Cristo. Ma perché per essere salvati occorre credere proprio in Gesù Cristo? Perché, come ho detto prima, Lui è venuto nel mondo per salvarlo. In che maniera? Morendo sulla croce, perché sulla croce egli portò i peccati di tutti noi secondo che era stato predetto dal profeta Isaia (cfr. Is. 53:6,11). Egli potè caricarsi di tutte le nostre iniquità perché in lui non fu trovata alcuna iniquità e frode; fu tentato sì come ognuno di noi, ma non cadde mai in tentazione e perciò non conobbe peccato. E proprio colui che non conobbe peccato, Dio lo fece peccato per noi e lo fece morire sulla croce come un comune malfattore, infatti Gesù Cristo fu crocifisso assieme a due altri malfattori. Ma Gesù non solo morì per le nostre iniquità, ma egli risuscitò pure (il terzo giorno) e questo per la nostra giustificazione, per cui chi crede in lui viene giustificato da Dio. Come dice l’apostolo Paolo: “…chiunque crede è giustificato di tutte le cose…” (Atti 13:39) ed anche: “Col cuore si crede per ottener la giustizia” (Rom. 10:10).

La salvezza dalla perdizione quindi è gratuita, l’uomo non può fare nulla per meritarsela. Se dunque hai pensato fino ad ora che potevi salvarti per i tuoi meriti, mediante delle opere giuste, sappi che ti sei grandemente sbagliato. Se ciò fosse possibile, Dio avrebbe dato il suo Figliuolo inutilmente; Gesù Cristo insomma sarebbe venuto ad offrire la sua carne sulla croce per nulla. Se tu potessi salvarti mediante dei sacrifici, delle mortificazioni, delle rinunzie e delle opere pietose, il Vangelo annunciatoci dal Figlio di Dio non sarebbe più la Buona Notizia potente a salvare il peccatore, ma semplicemente un notizia senza alcun potere salvifico nei confronti dell’uomo. La grazia sarebbe annullata e l’uomo avrebbe di che gloriarsi nel cospetto di Dio potendo dire di avere salvato se stesso per mezzo dei suoi sacrifici e le sue rinunzie.

Abbandona quindi questo pensiero iniquo che fino ad ora ha albergato nel tuo cuore, e umiliati davanti a Dio pentendoti dei tuoi peccati e credendo con tutto il tuo cuore in Gesù Cristo. Dio rimuoverà da sopra te la sua ardente ira e ti darà la vita eterna. Egli, quando morirai, non ti farà perire assieme ai malvagi, ma ti salverà nel suo regno celeste assieme agli altri suoi santi.

Uomo o donna che tu sia, rifletti all’amore grande che Dio ha manifestato anche verso di te offrendo il suo Unico Figlio per la tua salvezza, rifletti a che cosa è stato pronto a fare l’Iddio che ha creato tutte le cose per amore delle sue creature ribelli. Rifletti e credi ora col tuo cuore nel suo Figliuolo per ricevere dalla sua mano la vita eterna. Non indurire il tuo cuore all’ascolto della voce di Dio, ma aprilo all’amore della verità che è in Cristo Gesù per essere salvato/a dalla perdizione.

Giacinto Butindaro