Scelti e amati da Dio per essere fra tutti i popoli il suo tesoro particolare

israel-of-godDi Israele è scritto : ‘Poiché tu sei un popolo consacrato all’Eterno, ch’è l’Iddio tuo; l’Eterno, l’Iddio tuo, ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra. L’Eterno ha riposto in voi la sua affezione e vi ha scelti, non perché foste più numerosi di tutti gli altri popoli, ché anzi siete meno numerosi d’ogni altro popolo; ma perché l’Eterno vi ama, perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri, l’Eterno vi ha tratti fuori con mano potente e vi ha redenti dalla casa di schiavitù, dalla mano di Faraone, re d’Egitto. Riconosci dunque che l’Eterno, l’Iddio tuo, è Dio: l’Iddio fedele, che mantiene il suo patto e la sua benignità fino alla millesima generazione a quelli che l’amano e osservano i suoi comandamenti, ma rende immediatamente a quelli che l’odiano ciò che si meritano, distruggendoli; non differisce, ma rende immediatamente a chi l’odia ciò che si merita. Osserva dunque i comandamenti, le leggi e le prescrizioni che oggi ti do, mettendoli in pratica.’ (Deuteronomio 7:6-11) E ancora è scritto : ‘Or dunque, se ubbidite davvero alla mia voce e osservate il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare; poiché tutta la terra è mia; e mi sarete un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste sono le parole che dirai ai figliuoli d’Israele’.’ (Esodo 19:5-6) E noi pure fratelli e sorelle nel Signore, che siamo gentili di nascita, facciamo parte dell’Israele di Dio a motivo della fede in Gesù Cristo, e quindi anche noi siamo tra coloro che Dio ha scelto avanti la fondazione del mondo, poiché Egli ci ama. Egli dunque pose anche in noi la sua affezione, in noi dico che crediamo di fra i gentili, affinché fossimo il suo tesoro particolare, e ci ha fatti essere pure a noi un regno e dei sacerdoti. Dico questo ‘poiché Giudeo non è colui che è tale all’esterno; né è circoncisione quella che è esterna, nella carne; ma Giudeo è colui che lo è interiormente; e la circoncisione è quella del cuore, in ispirito, non in lettera; d’un tal Giudeo la lode procede non dagli uomini, ma da Dio.’ (Romani 2:28-29) ‘Poiché tanto la circoncisione che l’incirconcisione non son nulla; quel che importa è l’essere una nuova creatura. E su quanti cammineranno secondo questa regola siano pace e misericordia, e così siano sull’Israele di Dio.’ (Galati 6:15-16) ‘A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati col suo sangue, e ci ha fatti essere un regno e sacerdoti all’Iddio e Padre suo, a lui siano la gloria e l’imperio nei secoli dei secoli. Amen.’ (Apocalisse 1:5b-6; cfr. 5:10)

Salvatore Larizza

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L’Eterno è Colui che vi mette alla prova

Corona d'oroFratelli e sorelle nel Signore, sappiate che l’Eterno è Colui che vi mette alla prova per sapere se lo temete, se lo amate e se osservate le Sue prescrizioni (cfr. Genesi 22:12; Deuteronomio 13:1-3; Esodo 15:25-25; 16:4; Giudici 3:1-4). Non vi stupite dunque della fornace accesa in mezzo a voi per provarvi, non vi avviene nulla di strano, anzi è necessario che ciò avvenga, poiché è necessario che ‘siate afflitti da svariate prove, affinché la prova della vostra fede, molto più preziosa dell’oro che perisce, eppure è provato col fuoco, risulti a vostra lode, gloria ed onore alla rivelazione di Gesù Cristo.’ (1Pietro 1:6b-7) Perseverate dunque nella fede fino alla fine, e non traetevi indietro a motivo della prova, perché solo coloro che sostengono la prova riceveranno la corona della vita che il Signore ha promessa a quelli che l’amano. Amate Iddio con tutto il vostro cuore e l’anima vostra, temeteLo e osservate i Suoi comandamenti fino alla fine.

Salvatore Larizza

Cattolici romani è necessario che vi convertiate

statue-chiesa-cattolica-romanaCattolici romani è necessario che vi convertiate dagl’idoli a Dio per servire all’Iddio vivente e vero. Abbandonate quella fossa di perdizione chiamata ‘chiesa cattolica romana’ piena di idoli e di ipocrisia e unitevi a coloro che di puro cuore servono Iddio. Iddio bisogna adorarlo in Spirito e verità, perchè tali sono gli adoratori che Iddio richiede. Smettetela dunque di inginocchiarvi davanti a delle statue, fatte di gesso o di ferro, pregandole e rivolgendogli loro un culto, poichè esse non possono nè ascoltarvi nè tanto meno esaudirvi. Dio solo è Colui che è degno di essere pregato, adorato e servito. Non vi fate ingannare da coloro che con un parlare dolce e lusinghiero vi dicono : ‘Dio non ascolterà le tue preghiere, è necessario che ti rivolgi ai ‘santi’ o alla ‘madonna’ altrimenti rischi di non essere esaudito’. Lasciateli stare costoro, sono ciechi, guide di ciechi. Sappiate che Iddio è attento alle supplicazioni di coloro che con un cuore rotto e contrito si rivolgono a Lui. Considerate che Egli è il Creatore di tutte le cose, le visibili e le invisibili; ora, Colui che ha formato l’orecchio non ascolterà Egli? Ricordate : ‘L’Eterno è vicino a quelli che hanno il cuor rotto, e salva quelli che hanno lo spirito contrito.’ (Salmi 34:18)

Salvatore Larizza

Colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo

L’apostolo Paolo ha fatto questa domanda ai santi di Corinto : ‘Non sapete voi che siete il tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi?’ (1Corinzi 3:16) E la stessa domanda la faccio anche a voi che avete creduto nel Signore e che lo amate con tutto il vostro cuore. Dovete sapere infatti, fratelli e sorelle nel Signore, che in voi abita lo Spirito di Dio, e questo Spirito che è Santo vi brama fino alla gelosia (cfr. Giacomo 4:5); non solo, ma in voi abitano pure il Padre e il Figliuolo, secondo che Gesù stesso ebbe a dire : ‘Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui.’ (Giovanni 14:23) Quindi in voi cari nel Signore abita Iddio, se pur siete nello spirito e non nella carne (cfr. Romani 8:9), e se Iddio abita in voi non dovete temere male alcuno, perché Colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo (cfr. 1Giovanni 4:4). Non vi fate dunque intimidire da coloro che vi vogliono far credere che, nonostante stiate servendo con fedeltà il Signore, il nemico possa fare breccia in voi; è vero, possiamo esserne esternamente influenzati, attaccati, ma in noi abita Iddio e per questa ragione siamo al sicuro. Non temete male alcuno dunque, lo ripeto, Iddio sarà Colui che vi proteggerà dalle insidie del diavolo, state solo fermi nella fede e quando l’avversario verrà lo Spirito dell’Eterno in fuga lo metterà (cfr. Isaia 59:19).

Salvatore Larizza

Erode, il tetrarca della Galilea

Nel giorno che Gesù comparì dinanzi al governatore della Giudea Ponzio Pilato, per essere da lui giudicato, quest’ultimo seppe che Gesù fosse Galileo e quindi della giurisdizione di Erode, il tetrarca della Galilea, e lo mandò dunque a lui, ed è scritto che ‘Erode, come vide Gesù, se ne rallegrò grandemente, perché da lungo tempo desiderava vederlo, avendo sentito parlar di lui; e sperava di vedergli fare qualche miracolo.’ (Luca 23:8) Or vi ricordo che Erode fù colui che fece rinchiudere Giovanni Battista in prigione e colui che lo fece anche morire, facendogli decapitare la testa. Considerate dunque la malvagità di quest’uomo e la sua inimicizia contro Dio. Eppure di lui è scritto che :

  • come vide Gesù, se ne rallegrò grandemente;
  • da lungo tempo desiderava vederlo;
  • sperava di vedergli fare qualche miracolo.

Tre aspetti dai quali sembrerebbe emergere un forte interesse nei confronti di Gesù. Aspetti comuni a molti, sapete? Vediamo difatti oggigiorno uomini con le stesse caratteristiche di Erode, e ne vediamo altri che si illudono di avere dinanzi a sé degli uomini convertiti a Cristo. Eppure Gesù lo ha detto che è dal frutto che si riconosce l’albero buono da quello cattivo. E il frutto di Erode, senza ombra di dubbio, era proprio cattivo, proprio come lo è di tanti oggigiorno. Ora, dopo che Gesù comparì dinanzi a lui è scritto che Erode ‘gli rivolse molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla.’ (Luca 23:9) Oh, Gesù conosceva bene questa volpe, sapeva che fosse un uomo dal malvagio cuore incredulo a porgergli tutte quelle domande, e non gli rispose NULLA! E dopo il silenzio assordante di Gesù alle sue molte domande e dopo le varie accuse infondate rivolte a Gesù da parte dei capi sacerdoti e degli scribi che stavano là, è scritto ancora che ‘Erode co’ suoi soldati, dopo averlo vilipeso e schernito, lo vestì di un manto splendido, e lo rimandò a Pilato.’ (Luca 23:11) Ecco dunque finalmente manifestata la vera natura della sua grande allegrezza nei confronti di Gesù, del suo fervido desiderio di vederlo e della sua speranza nel vedergli fare qualche miracolo. Egli, malvagio qual’era, vilipese e schernì assieme ai suoi soldati il nostro amato Signore Gesù Cristo! Erode difatti, è vero, cercava di vederlo (cfr. Luca 9:9), ma perché lo voleva fare morire (cfr. Luca 13:31). Erano queste le sue reali intenzioni, lo erano sempre state, e Gesù le conosceva molto bene. Tornando ora ai nostri giorni, voglio che sappiate, fratelli e sorelle nel Signore, che non è dalle belle parole degli uomini, o dalle loro lacrime, o dai loro desideri, che si riconosce se costoro siano o meno dei credenti : lo si riconosce dal frutto. Dovete osservare attentamente il loro frutto. Ora, la Scrittura afferma che noi abbiamo per frutto la nostra santificazione, secondo che è scritto : ‘Ma ora, essendo stati affrancati dal peccato e fatti servi a Dio, voi avete per frutto la vostra santificazione, e per fine la vita eterna:  poiché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.’ (Romani 6:22-23) Quindi è necessario che il credente si santifichi, poiché senza la santificazione non vedrà il Signore (cfr. Ebrei 12:14); ma per farlo è necessario altresì che egli dimori in Cristo (cfr. Giovanni 15:1), altrimenti non potrà portare questo frutto (cfr. Giovanni 15:4). Ne deduciamo dunque che chi dimora in Cristo necessariamente si santifica, camminando quindi come Cristo camminò e come camminarono gli apostoli del Signore, cioè in santità ed onore (cfr. 1Giovanni 2:6; 1Tessalonicesi 4:1-5).

Inoltre il credente deve portare frutto in ogni opera buona, e crescere nella conoscenza di Dio (cfr. Colossesi 1:10; 2Giovanni 8). E’ necessario quindi che egli si attenga al bene e a quello soltanto, e per farlo, deve prima saper discernere il bene dal male, cioè deve sapere cosa sia giusto e cosa sbagliato, cosa bisogna fare e cosa non fare. Bisogna quindi che egli conosca quale sia la volontà di Dio al fine di poter camminare con dirittura rispetto all’evangelo. E come potrà egli conoscere la volontà di Dio? Potrà farlo solo meditando, investigando e studiando le Sacre Scritture con l’aiuto che procede da Dio, crescendo cosi nella conoscenza di Dio. Egli è chiamato da Dio dunque non solo a santificazione, ma anche ad adoperarsi alle buone opere, poichè in assenza di esse non potrà definirsi ‘credente’. Fratelli, badate bene, se uno dice di avere fede ma non ha opere, può la fede di quel tale salvarlo? Una fede priva di opere, e dunque morta, potrà mai salvare l’uomo dai propri peccati? No, non potrà. E questo perché sola una fede viva può salvare l’uomo e riscattarlo dal peccato che lo aveva reso prigioniero. E la fede affinché sia viva deve avere con sé le opere. (cfr. Giacomo 2:14-26) E’ scritto ancora che ogni albero che non fa buon frutto, è tagliato e gettato nel fuoco.’ (Matteo 7:19) Vedete? La stessa fine degli increduli spetta a coloro che non portano buon frutto, le due cose sono collegate l’un l’altra. Non vi lasciate dunque ingannare da coloro che oggigiorno si rallegrano grandemente nel sentir parlare delle cose di Dio, sperando di vedere prodigi e miracoli da parte del Signore, e desiderando perfino di vedere il Signore, e poi non hanno con sé né la santificazione né le buone opere. Costoro in realtà non amano il Signore nostro Gesù Cristo, non sono affatto dei nostri perchè non sono dei veri credenti : sono solo dei moderni Erode.

La grazia sia con voi.

Salvatore Larizza

La benignità di Dio verso gli ingrati e i malvagi

Fratelli e sorelle nel Signore siate benigni inverso gli ingrati e i malvagi come lo è Iddio, affinché siate figliuoli dell’Altissimo. Egli nonostante nelle età passate ha lasciato camminare nelle loro vie tutte le nazioni, pure ha fatto loro del bene, mandando loro pioggie, stagioni fruttifere, cibo in abbondanza e letizia nei loro cuori. Gli uomini, la maggior parte di essi, hanno disprezzato la Sua benignità, non ne hanno fatto stima alcuna, e continuano tutt’ora a farlo, non tenendo conto che la Sua benignità li trae a ravvedimento, sprezzando in tale modo le ricchezze della sua benignità, della Sua pazienza e longanimità. Iddio ha fatto loro del bene, e loro hanno continuato a seguire il loro cuore caparbio e malvagio accumulandosi cosi un tesoro d’ira, per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio. Essi sono pertanto inescusabili e porteranno la pena della loro ribellione. E dunque anche voi, fratelli e sorelle nel Signore, fate loro del bene e siate benigni inverso costoro, esortandoli a ravvedersi nel cospetto di Dio e a credere nel Suo figliuolo Gesù Cristo. Siate misericordiosi come lo è il Padre vostro.

Salvatore Larizza

L’amore incondizionato

amore incondizionato 1 amore incondizionato 2Gesù ci ha insegnato ad amare i nostri nemici. Egli è stato colui che ci ha mostrato questo amore, morendo sulla croce per noi, mentre ancora eravamo dei peccatori e quindi dei suoi nemici. Egli non si è mostrato amorevole verso delle creature che Lo amavano, no, Egli lo ha fatto inverso delle creature malvagie, che Lo odiavano, quali eravamo ognuno di noi. Fratelli e sorelle nel Signore, se amate solo i vostri amici, o comunque coloro che vi amano e vi stimano, che fate di singolare? Anche i peccatori fanno lo stesso. Ma voi, siate perfetti e misericordiosi come lo è il Padre vostro. Amate coloro che vi contraddicono, che vi maledicono, che vi perseguitano, che vi odiano. Amateli esortandoli a ravvedersi e a credere nell’evangelo, e a compiere opere degne del ravvedimento. Amateli mostrando loro una buona condotta e un parlare sano ed irreprensibile. Se la vostra condotta è da biasimare, come potranno credere in ciò che gli direte? Le vostre opere dunque seguano sempre le vostre parole. Inoltre, le vostre parole e azioni siano sempre finalizzate al bene del vostro prossimo, e mai alla sua rovina. Anche il fine a cui mirate è importante, sapete? Da cosa siete animati? Qual’è il desiderio del vostro cuore? Abbandonate l’orgoglio, la superbia, l’arroganza; poiché queste sono tutte cose che appartengono alla vostra vecchia creatura; adesso, per la grazia di Dio, siete delle nuove creature in Cristo Gesù, con dei nuovi pensieri e dei nuovi sentimenti. Le cose di prima son passate, non sono più; adesso è tutto nuovo. Deponete dunque tutti questi malvagi sentimenti che non fanno altro che cagionare tristezza in voi e in coloro che vi circondano, e rivestitevi invece di questi santi sentimenti che compongono il frutto dello Spirito, e che sono : amore, allegrezza, pace, longanimità, benignità, bontà, fedeltà, dolcezza e temperanza. E badate bene a voi stessi che questi sentimenti non dovete averli solo quando le cose vanno bene, ma anche quando le cose vanno male, anzi soprattutto quando le cose vanno male. Difatti, fratelli, sappiate che è proprio quando le cose vanno male che, continuando a possedere questi sentimenti, il mondo vedrà palesemente la nuova creatura in Cristo Gesù. Si meraviglieranno, in special modo coloro che vi conoscevano anche prima della vostra conversione, perché vedranno uomini che ora benedicono coloro che li maledicono, uomini sempre allegri, che continuano ad  avere pace dentro di sé anche nei momenti più bui e tristi della loro vita, uomini capaci di saper comprendere, o quantomeno di sforzarsi di poter comprendere, anche le persone più difficili e intrattabili, uomini buoni anche inverso i loro più acerrimi nemici, disposti ad aiutare chiunque si trovi nel bisogno senza mai rinfacciare niente, fedeli in ogni cosa, dolci, miti e rispettosi. Amate Iddio, amate la fratellanza, amate il vostro prossimo. Chi ama ha conosciuto Iddio, perché Dio è amore.

Salvatore Larizza