Confutazione della dottrina che gli apostoli nacquero di nuovo dopo la resurrezione di Cristo

confutazione-apostoli-nuova-nascita-1024x524Ci sono Chiese che affermano che gli apostoli nacquero di nuovo quando Gesù, dopo essere risorto, apparve ai Suoi discepoli e “soffiò su loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo.” (Giovanni 20:22). Tra di esse ci sono pure le Chiese delle Assemblee di Dio in Italia, infatti Francesco Toppi, ex presidente delle ADI (1928-2014), ha affermato: ‘…. Gesù entra a porte chiuse dove i discepoli erano radunati e, dopo averli rassicurati e mostrato loro i segni della Sua morte vicaria, soffiò su loro e disse: “… Ricevete lo Spirito Santo” (Giovanni 20:22). In quel momento si verificò per loro il miracolo della ‘nuova nascita’ o ‘rigenerazione’ ed essi compresero che “… senza spargimento di sangue non c’è remissione” (Ebrei 9:22)’ (Francesco Toppi, A Domanda Risponde, Vol. I, Seconda Edizione, Roma 2004, pag. 64).
Ora, sapendo che tramite la nuova nascita o rigenerazione si diventa figliuoli di Dio, fare una simile affermazione significa accusare ingiustamente gli apostoli del Signore Gesù Cristo, perché equivale a dire che gli apostoli prima che Gesù risuscitasse erano figli d’ira (Efesini 2:3) e non figliuoli di Dio, perché prima di nascere di nuovo gli uomini sono figli d’ira essendo sotto il peccato. Gli apostoli invece erano figli di Dio perché avevano creduto nel Signore Gesù Cristo, secondo che è scritto: “È venuto in casa sua, e i suoi non l’hanno ricevuto; ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome; i quali non son nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma son nati da Dio” (Giovanni 1:11-13). Notate come Giovanni dica che chi crede nel nome di Gesù Cristo è nato da Dio. Questo lo conferma anche nella sua prima epistola quando dice: “Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio” (1 Giovanni 5:1). Dunque, ancora prima della resurrezione di Cristo, chi credeva che Gesù era il Cristo, il Figlio di Dio, era nato da Dio. E quindi era vittorioso sul mondo, secondo che dice sempre Giovanni: “Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. Chi è colui che vince il mondo, se non colui che crede che Gesù è il Figliuol di Dio?” (1 Giovanni 5:4-5). Gli apostoli dunque erano dei figli di Dio, e questo lo confermò Gesù Cristo poco dopo la Sua resurrezione ancora prima di apparire ai Suoi discepoli, quando disse a Maria Maddalena presso il sepolcro: “Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, all’Iddio mio e Iddio vostro” (Giovanni 20:17). Ma non è forse scritto: “Poiché e colui che santifica e quelli che son santificati, provengon tutti da uno; per la qual ragione egli non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo: Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli; in mezzo alla raunanza canterò la tua lode. E di nuovo: Io metterò la mia fiducia in Lui. E di nuovo: Ecco me e i figliuoli che Dio mi ha dati.” (Ebrei 2:11-13)? Ecco, vedete, i credenti in Cristo Gesù essendo i figliuoli che Dio ha dato a Gesù sono suoi fratelli. E così li ha chiamati Gesù i Suoi apostoli ancora prima che apparisse loro e soffiasse su di loro!
Ma poi fare una simile affermazione equivale a dire che gli apostoli erano morti nei loro falli e nei loro peccati prima che Gesù soffiasse su di essi. E questo è falso perché essi, avendo creduto che Gesù era il Cristo, il Figlio di Dio, avevano vita in Lui, secondo che dice Giovanni: “Queste cose sono scritte, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figliuol di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome” (Giovanni 20:31). Se dunque credendo si ha vita nel Suo nome, questo era valido anche prima che Gesù risuscitasse dai morti perché la vita si ha nel Suo nome. Non vi pare? E non è forse vero che quando Gesù chiese ai Suoi discepoli “E voi, chi dite ch’io sia? Simon Pietro, rispondendo, disse: Tu sei il Cristo, il Figliuol dell’Iddio vivente” (Matteo 16:14-16)? Dunque, anche gli apostoli avevano vita nel Suo nome perché avevano creduto che Gesù era il Cristo, il Figlio di Dio. Ma se Gesù disse loro la notte che fu tradito: “Io son la vite, voi siete i tralci” (Giovanni 15:5), come si può pensare che gli apostoli in quel tempo non avessero vita ma che fossero ancora morti?
Ma andiamo avanti, perché fare una simile affermazione significa anche dire che gli apostoli prima della resurrezione di Gesù erano del mondo, perché è solo quando uno nasce di nuovo che viene riscattato dal presente secolo malvagio, mentre gli apostoli non erano più del mondo da quando avevano creduto in Lui, perché Gesù nella notte che fu tradito disse loro: “Se foste del mondo, il mondo amerebbe quel ch’è suo; ma perché non siete del mondo, ma io v’ho scelti di mezzo al mondo, perciò vi odia il mondo” (Giovanni 15:19), e al Padre suo disse: “Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. Io non ti prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo” (Giovanni 17:14-16). Ma allora gli apostoli di chi erano? Essi erano di Cristo, perché un giorno quando Giovanni disse a Gesù: “Maestro, noi abbiam veduto uno che cacciava i demonî nel nome tuo, il quale non ci seguita; e glielo abbiamo vietato perché non ci seguitava”, Gesù gli disse: “Non glielo vietate, poiché non v’è alcuno che faccia qualche opera potente nel mio nome, e che subito dopo possa dir male di me. Poiché chi non è contro a noi, è per noi. Perché chiunque vi avrà dato a bere un bicchier d’acqua in nome mio PERCHÉ SIETE DI CRISTO, in verità vi dico che non perderà punto il suo premio” (Marco 9:38-41). Ma per essere di Cristo, occorre avere lo Spirito di Cristo, secondo che dice Paolo: “Se uno non ha lo Spirito di Cristo, egli non è di lui” (Romani 8:9), e quindi gli apostoli necessariamente avevano lo Spirito di Cristo. D’altronde, se lo Spirito di Cristo era nei profeti – che vissero quando ancora il Figliuolo di Dio non era venuto – secondo che dice l’apostolo Pietro: “Questa salvezza è stata l’oggetto delle ricerche e delle investigazioni dei profeti che profetizzarono della grazia a voi destinata. Essi indagavano qual fosse il tempo e quali le circostanze a cui LO SPIRITO DI CRISTO CHE ERA IN LORO accennava, quando anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo, e delle glorie che dovevano seguire. E fu loro rivelato che non per se stessi ma per voi ministravano quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno evangelizzato per mezzo dello Spirito Santo mandato dal cielo; nelle quali cose gli angeli desiderano riguardare bene addentro” (1 Pietro 1:10-12), si può mai pensare agli apostoli di Cristo senza lo Spirito di Cristo anche se solo per un tempo? No, impossibile. E difatti quando Gesù mandò gli apostoli a predicare il regno di Dio e a cacciare i demoni e guarire gli ammalati, tra le altre cose disse loro: “E guardatevi dagli uomini; perché vi metteranno in man de’ tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete menati davanti a governatori e re per cagion mia, per servir di testimonianza dinanzi a loro ed ai Gentili. Ma quando vi metteranno nelle loro mani, non siate in ansietà del come parlerete o di quel che avrete a dire; perché in quell’ora stessa vi sarà dato ciò che avrete a dire. Poiché non siete voi che parlate, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi” (Matteo 10:17-20). Dunque Gesù riconobbe che lo Spirito di Dio parlava nei Suoi apostoli, e lo Spirito di Dio è lo Spirito di Cristo. E poi, Gesù disse ai Suoi apostoli che essi conoscevano lo Spirito Santo (Giovanni 14:17), come potevano dunque conoscerlo senza essere nati di Spirito? Sarebbe come dire che si può conoscere Dio senza essere nati da Dio.
E andiamo avanti, perché c’è altro da dire. Affermare che gli apostoli prima della resurrezione di Cristo non erano ancora nati di nuovo equivale a dire che essi erano ancora schiavi dei loro peccati e quindi sulla via della perdizione, e questo perché si viene salvati mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo, secondo che dice l’apostolo Paolo a Tito: “Perché anche noi eravamo una volta insensati, ribelli, traviati, servi di varie concupiscenze e voluttà, menanti la vita in malizia ed invidia, odiosi e odiantici gli uni gli altri. Ma quando la benignità di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore verso gli uomini sono stati manifestati, Egli ci ha salvati non per opere giuste che noi avessimo fatte, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo” (Tito 3:3-5). Se dunque gli apostoli a quel tempo ancora non erano stati rigenerati dalla Parola della Buona Novella ossia se ancora non avevano sperimentato il lavacro della rigenerazione, ciò significa che essi allora erano ancora schiavi dei loro peccati e perduti. Ma allora ciò significherebbe che prima che Gesù risuscitasse credere in Lui non poteva salvare chi credeva! Ed allora Gesù compì una opera inutile nell’ordinare alle persone di ravvedersi e di credere nel Vangelo! Che serviva infatti predicare agli uomini di ravvedersi e di credere nel Vangelo se ravvedendosi e credendo nel Vangelo non potevano nascere di nuovo?
Inoltre, fare questa affermazione equivale a dire che la Buona Novella che annunciava Gesù non poté rigenerare gli apostoli prima della Sua resurrezione, perché il peccatore viene rigenerato dalla Parola della Buona Novella, secondo che dice l’apostolo Pietro: “Siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, mediante la parola di Dio vivente e permanente. Poiché Ogni carne è com’erba, e ogni sua gloria come il fior dell’erba. L’erba si secca, e il fiore cade; ma la parola del Signore permane in eterno. E questa è la Parola della Buona Novella che vi è stata annunziata” (1 Pietro 1:23:25). E come potremmo dire una simile cosa quando la Parola che Cristo annunciava era la Parola di Dio, vivente e permanente? Non dice forse l’apostolo Paolo che Cristo Gesù “con la sua venuta ha annunziato la buona novella della pace a voi che eravate lontani, e della pace a quelli che eran vicini” (Efesini 2:17)? Dunque, possiamo mai pensare che la Buona Novella annunciata da Cristo non rigenerò gli apostoli del Signore che credettero in essa?
E per concludere, voglio farvi notare questo. Gesù quando parlò a Nicodemo della necessità della nuova nascita, gli disse: “In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio.” (Giovanni 3:3) ed anche: “In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne, è carne; e quel che è nato dallo Spirito, è spirito. Non ti maravigliare se t’ho detto: Bisogna che nasciate di nuovo.” (Giovanni 3:5-7). Per cui è evidente che ancora prima della Sua resurrezione era possibile nascere di nuovo per gli uomini. E i Suoi apostoli infatti lo erano, difatti Gesù parlandogli gli fece capire che essi erano sulla via che mena nel Regno di Dio. Gli disse per esempio: “Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me! Nella casa del Padre mio ci son molte dimore; se no, ve l’avrei detto; io vo a prepararvi un luogo; e quando sarò andato e v’avrò preparato un luogo, tornerò e v’accoglierò presso di me, affinché dove son io, siate anche voi; e del dove io vo sapete anche la via” (Giovanni 14:1-4). Poteva mai Gesù rivolgere queste parole a persone non ancora nate di nuovo, e quindi impossibilitate ancora ad entrare nel Regno di Dio? Non mi pare proprio. Come anche non poteva rivolgere loro queste altre parole: “Or voi siete quelli che avete perseverato meco nelle mie prove; e io dispongo che vi sia dato un regno, come il Padre mio ha disposto che fosse dato a me, affinché mangiate e beviate alla mia tavola nel mio regno, e sediate su troni, giudicando le dodici tribù d’Israele” (Luca 22:28-30). Ma poi riflettete, come avrebbe potuto Gesù mandare a predicare il Regno di Dio delle persone che non erano ancora atte ad entrarvi perché non nate d’acqua e di Spirito?
C’è poi questo particolare che voglio fare notare: che quando Gesù apparve ai Suoi discepoli e soffiò su di essi e gli disse ‘Ricevete lo Spirito Santo’, tra di essi non c’era l’apostolo Toma (Giovanni 20:24). Vorremmo dunque domandare ai sostenitori di questa dottrina: ‘Toma quando nacque di nuovo allora? Otto giorni dopo, quando Gesù apparve di nuovo ai Suoi discepoli e Toma era questa volta presente?’
Dunque, fratelli, nessuno vi seduca con vani ragionamenti, perché la Parola è molto chiara a tale riguardo: gli apostoli erano nati da Dio ancora prima che Gesù soffiasse sui Suoi discepoli e dicesse loro ‘Ricevete lo Spirito Santo’.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2015/10/22/confutazione-della-dottrina-che-gli-apostoli-nacquero-di-nuovo-dopo-la-resurrezione-di-cristo/

Consapevolezza del proprio stato di grazia, e dell’eventuale possibilità di scadere da esso

SALVEZZA E TIMOREFratelli, l’apostolo Paolo non era forse consapevole del fatto che Dio lo avesse SCELTO e appartato per l’evangelo fin dal seno di sua madre e che fosse stato da Lui chiamato (cfr. Galati 1:15-16)? E non era forse consapevole del fatto che egli ricevette misericordia da parte di Dio (cfr. 1Timoteo 1:12-14)? Si che lo era, le Scritture ce lo attestano. Ma le Scritture ci attestano altresì che l’apostolo Paolo, benchè avesse piena certezza di tutto ciò, disse pure a Timoteo queste parole : ‘se lo rinnegheremo, anch’egli ci rinnegherà’ (2Timoteo 2:13). Ora, se l’apostolo Paolo non credeva affatto che questa possibilità di rinnegare il Signore potesse giammai avverarsi nella sua vita, perchè l’ha scritto? Perchè ha scritto a Timoteo quelle parole includendosi anche lui in questa eventuale possibilità? Se egli non credeva affatto che potesse accadergli mai una simile cosa, voi pensate che la sua esortazione avrebbe avuto un senso? E Timoteo quando ricevette queste sue parole, cosa pensò? Forse che Paolo era fuori di senno? Oh, no fratelli, Timoteo ha ben compreso quelle parole di Paolo, perché anche lui era ben consapevole, come Paolo, che una simile cosa poteva avverarsi anche nella loro vita. Ora, dico io a coloro che continuano ad affermare che non è affatto possibile che una persona, che sia stata salvata veramente dal Signore, non possa mai arrivare a rinnegare il Signore e ad essere cosi da Lui rinnegato; dico, ma non avrebbe dovuto dire Paolo a Timoteo : ‘chi lo rinnegherà, sarà da Lui rinnegato’? O meglio ancora, non avrebbe dovuto dire ‘chi lo rinnegherà e perchè non l’ha mai conosciuto’? O ancora ‘noi non è possibile che lo rinnegheremo, ma sappi che ci saranno coloro che lo faranno’? Non pensate voi che se l’apostolo Paolo, non avesse creduto veramente che ci potesse essere questa possibilità, avrebbe di conseguenza parlato diversamente? E lo stesso discorso vale anche per lo scrittore agli Ebrei quando dice ‘se pecchiamo volontariamente’ (cfr. Ebrei 10:26). Riflettete fratelli, ma voi pensate che una persona, consapevole della propria elezione in Cristo e quindi del proprio stato di grazia, e altresi consapevole che non sia possibile mai scadere da quello stato; avrebbe giammai parlato in questa maniera? E ora, mi rivolgo a voi che state leggendo, e che siete tra coloro che avete sperimentato la grazia di Dio e che siete persuasi che il vostro nome sia scritto nei cieli : ‘Se oggi voi doveste scrivere delle epistole ai santi, scrivereste loro le medesime parole che scrissero allora gli apostoli, includendovi anche VOI, come fecero loro, in questa eventuale possibilità di ‘rinnegare il Signore’ o di ‘peccare volontariamente’, dopo averlo conosciuto VERAMENTE?’ Prima di rispondere, vi ricordo che l’apostolo Paolo scrisse ai santi di Corinto queste parole : ‘Ma siccome abbiam lo stesso spirito di fede, ch’è in quella parola della Scrittura: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo, e perciò anche parliamo’ (2Corinzi 4:13); quindi sappiate che l’apostolo Paolo non parlava affatto tanto per dire; ma ciò che Egli diceva, per iscritto o a voce, LO CREDEVA!

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta.

Salvatore Larizza

I Falsi dottori che sono fra noi

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L’apostolo Pietro ha scritto ai santi che vi saranno falsi dottori che, rinnegando il Signore che li ha riscattati, introdurranno di soppiatto eresie di perdizione. Uomini dunque che avevano creduto un giorno nel Signore, e che quindi erano stati da Lui riscattati, ma che a motivo del loro rinnegamento si sono tratti addosso subita rovina.

Egli disse loro infatti queste parole : ‘Ma sorsero anche falsi profeti fra il popolo, come ci saranno anche fra voi falsi dottori che introdurranno di soppiatto eresie di perdizione, e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si trarranno addosso subita rovina.’ (2Pietro 2:1)

 

Però fratelli, quantunque queste parole siano chiare e non lasciano alcun dubbio, ci sono coloro che invece le vorrebbero offuscare, affermando che questi falsi dottori in realtà non sono stati mai riscattati dal Signore, ma che erano loro che dicevano di esserlo, cosi come non avevano mai creduto veramente, ma che erano sempre loro a dire di avere creduto. E queste parole le affermano perché secondo costoro i riscattati del Signore la salvezza non la possono perdere in nessuna maniera. Ora, lasciando stare il fatto che l’apostolo è stato chiarissimo nella sua esposizione, che persino un bambino nella sua semplicità leggendo quelle parole sarebbe arrivato alla giusta conclusione; dico, lasciando stare questo; ma non disse forse l’apostolo Paolo al suo vero figliuolo in fede Timoteo queste parole : ‘Ma il fine di quest’incarico è l’amore procedente da un cuor puro, da una buona coscienza e da fede non finta; dalle quali cose certuni avendo deviato, si sono rivolti a un vano parlare, volendo esser dottori della legge, quantunque non intendano quello che dicono, né quello che danno per certo.’ (1Timoteo 1:5-7) ? E non continua forse più avanti nella sua epistola a esortarlo ad avere ‘fede e buona coscienza; della quale alcuni avendo fatto getto, hanno naufragato quanto alla fede.’ (1Timoteo 1:19)? Ora, fratelli, queste parole veraci di Paolo, non confermano forse quelle dell’apostolo Pietro?

Certo che le confermano, difatti Paolo parla di uomini che hanno deviato da una fede non finta, da un cuore puro e da una buona coscienza, quindi uomini che un giorno avevano creduto nel Signore veramente, che i loro cuori erano stati resi puri, e che avevano una buona coscienza nel cospetto di Dio e nel cospetto degli uomini, uomini che erano dei riscattati dal Signore; ma aggiunge anche che, avendo deviato da queste tre cose, vorrebbero loro essere dei dottori della legge (quindi stà dicendo che essi non lo sono), ma che in realtà essi erano dei falsi dottori da cui guardarsi, perchè si erano dati ad un vano parlare. Voglio precisare che quantunque in questo passo non si evinca che anch’essi abbiano rinnegato il Signore, e che quindi non sia possibile affermare che per loro non vi sia più possibilità di ravvedimento, pure lo scopo principale è quello di far comprendere che alcuni di questi ‘falsi dottori’ un tempo siano stati dei ‘veri riscattati’, cioè uomini con una fede vera, un cuore puro ed una buona coscienza. Questo lo dico perché taluni dicono che siccome, coloro che rinnegano il Signore, vengono definiti dall’apostolo Pietro ‘falsi dottori’, significa che essi non siano mai stati dei veri riscattati ma che erano sempre stati dei ‘falsi credenti’ e quindi dei ‘falsi riscattati’. E questo è FALSO, perché anche dei veri riscattati possono divenire dei falsi dottori, dandosi ad un vano parlare. Quindi esistono dei falsi dottori che un giorno sono stati riscattati dal Signore, ma che avendolo rinnegato se ne andranno in perdizione, ed esistono anche falsi dottori che anch’essi un giorno sono stati riscattati, ma che essendosi sviati si danno a vani ragionamenti; per questi ultimi, a differenza dei primi, c’è comunque ancora la possibilità di essere rinnovati da capo a ravvedimento. E’ sbagliato quindi affermare categoricamente che i ‘falsi dottori’ siano stati sempre falsi, cosi come è sbagliato affermarlo per i falsi pastori e cosi via. Ora tornando ai falsi dottori che hanno rinnegato il Signore, sapete come li definisce Giuda, il fratello del Signore, a costoro? Egli li definisce uomini ‘due volte morti’ (cfr. Giuda 12). Perché due volte morti? Perché erano già morti, prima ancora di conoscere il Signore, poi sono stati riscattati e quindi vivificati dal Signore, ma avendolo rinnegato sono morti una seconda volta.

Ma poi voglio aggiungere, perché secondo voi Paolo dice ‘che se uno non provvede ai suoi, e principalmente a quelli di casa sua, ha rinnegato la fede, ed è peggiore dell’incredulo.’ (1Timoteo 5:8)? E perché Pietro dice che ‘dopo esser fuggiti dalle contaminazioni del mondo mediante la conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, si lascian di nuovo avviluppare in quelle e vincere, la loro condizione ultima diventa peggiore della prima.’ (2Pietro 2:20)?Perché la loro condizione è peggiore della precedente, cioè di quando ancora erano degli increduli. Ma non è forse chiara la Scrittura? Certo che lo è, costoro quando erano ancora degli increduli avevano ancora la possibilità che Dio gli concedesse il ravvedimento, e che venissero salvati; ma una volta rinnegato il Signore, essi sono morti una seconda volta, e non avranno più la possibilità di ricevere da parte di Dio ravvedimento alcuno. Non dice forse lo scrittore agli Ebrei che ‘se cadono, è impossibile rinnovarli da capo a ravvedimento, poiché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figliuol di Dio, e lo espongono ad infamia.’(Ebrei 6:6)? E quel ‘da capo a ravvedimento’ non stà forse a significare che costoro un giorno si erano ravveduti? Si, è proprio cosi, solo che essendo caduti irrimediabilmente, cioè avendo commesso il peccato che mena a morte, e quindi di conseguenza avendo rinnegato il Signore, è impossibile per loro essere rinnovati da capo a ravvedimento : ‘Quello che a costoro li aspetta è una subita rovina’.

 

Naturalmente fratelli, con questo scritto, non voglio affatto affermare che tutti i falsi dottori sono stati in passato dei riscattati dal Signore, perché è vero che vi sono falsi dottori che non hanno mai creduto e che non sono stati mai riscattati dal Signore; ma quello che voglio affermare con forza è che è altresì vero che ce ne sono alcuni tra costoro che invece un giorno hanno creduto, ma avendo rinnegato il Signore che li aveva riscattati si attrarranno addosso subito rovina. Da entrambe queste categorie : ‘Separatevi!’.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

 

Salvatore Larizza

Sino alla fine

sino-alla-fineAbbiamo creduto in Colui che è il Vivente, che fu morto ma risuscitò dai morti ed ora vive per i secoli dei secoli: il suo nome è GESU’ CRISTO. Perseveriamo nella fede in Lui sino alla fine, ed Egli ci salverà nel Suo regno celeste come fece con il suo fedel servitore Paolo da Tarso.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2015/10/09/sino-alla-fine/

Colui che fa crescere

piantare-annaffiarePosso piantare, posso pure annaffiare, ma non posso fare crescere, perché Colui che fa crescere è Dio (cfr. 1 Corinzi 3:6-8). A Dio dunque sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2015/10/07/colui-che-fa-crescere/

La predicazione di Paolo

paura uomoLa predicazione di Paolo faceva spaventare gli uditori! E’ scritto difatti che il governatore Felice, dopo avere ascoltato Paolo, ne fù tutto spaventato! (cfr. Atti 24:24-25) E questo perchè l’apostolo Paolo, quando predicava circa la fede in Gesù, parlava di giustizia, di temperanza e del giudizio a venire e non come i cosiddetti ‘apostoli’ moderni che predicano ai peccatori : ‘Gesù ti ama’.

Salvatore Larizza

La persecuzione

persecuzione cinaLa persecuzione dimostra pubblicamente chi serve e ama Iddio con TUTTO il proprio cuore, da chi invece lo serve e lo ama solo a parole. Gesù un giorno disse : ‘Se uno viene a me e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i fratelli, e le sorelle, e FINANCHE LA SUA PROPRIA VITA, non può esser mio discepolo.’ (Luca 14:26) Lo ami a tal punto da essere disposto di dare finanche la tua propria vita per Lui? Se la risposta è ‘no’, sappi che non puoi essere un suo discepolo.

Salvatore Larizza