Ricordiamocelo

avviso-importanteRicordiamoci sempre, fratelli, che dobbiamo amare il Signore Iddio nostro con tutto il nostro cuore e con tutta l’anima nostra e con tutta la mente nostra e con tutta la forza nostra, e amare il nostro prossimo come noi stessi (cfr. Marco 12:30-31). “Da questi due comandamenti – ha detto Gesù Cristo – dipendono tutta la legge ed i profeti” (Matteo 22:40).

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2015/10/07/ricordiamocelo/

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Il vituperio di Cristo è ricchezza maggiore delle ricchezze del mondo

ricchezze-mondoStavo meditando su quello che dice lo scrittore agli Ebrei: “Per fede Mosè, divenuto grande, rifiutò d’esser chiamato figliuolo della figliuola di Faraone, scegliendo piuttosto d’esser maltrattato col popolo di Dio, che di godere per breve tempo i piaceri del peccato; stimando egli il vituperio di Cristo ricchezza maggiore de’ tesori d’Egitto, perché riguardava alla rimunerazione” (Ebrei 11:24-26). In particolare su queste parole ‘stimando egli il vituperio di Cristo ricchezza maggiore de’ tesori d’Egitto’. Avete capito dunque l’alta considerazione che aveva Mosè del vituperio di Cristo? Hai tu dunque la sua stessa considerazione? Stimi l’essere vituperato a cagione di Cristo una enorme ricchezza, maggiore delle ricchezze di questo mondo? O sei tra quegli insensati che pur definendosi Cristiani stimano le ricchezze del mondo ricchezza maggiore del vituperio di Cristo? Per quanto mi riguarda, ho la stessa convinzione che aveva Mosè sul vituperio di Cristo, ma anche quella che aveva l’apostolo Pietro che ci ha detto: “Se siete vituperati per il nome di Cristo, beati voi! perché lo Spirito di gloria, lo Spirito di Dio, riposa su voi” (1 Pietro 4:14). Sono dunque felice di essere reputato degno di essere vituperato per il nome di Gesù Cristo, il nome che è al disopra d’ogni nome.

 

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/05/07/il-vituperio-di-cristo-e-ricchezza-maggiore-delle-ricchezze-del-mondo/

E Dio le aprì il cuore

Dice Luca, il medico diletto: “E nel giorno di sabato andammo fuor della porta, presso al fiume, dove supponevamo fosse un luogo d’orazione; e postici a sedere, parlavamo alle donne ch’eran quivi radunate. E una certa donna, di nome Lidia, negoziante di porpora, della città di Tiatiri, che temeva Dio, ci stava ad ascoltare; e il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo” (Atti 16:13-14).

 

Presso quel luogo di preghiera, quel sabato c’erano dunque diverse donne che erano radunate, e Luca si include tra quelli che parlarono a quelle donne, quindi era assieme a Paolo, Sila, e Timoteo. Ma Luca dice che tra quelle donne, ce ne fu una di nome Lidia, che oltre ad ascoltare quello che Paolo diceva loro, prestò attenzione a quelle cose, e noi sappiamo che Paolo in quella circostanza stava annunciando la via della salvezza, e quindi il ravvedimento e il Vangelo. Il fatto che ci sia scritto che Lidia diede ascolto alle cose dette da Paolo significa che ella ricevette la Parola che lui stava annunciando. Infatti subito dopo c’è scritto che “fu battezzata con quei di casa” (Atti 16:15).
Questo racconto biblico ci mostra che affinchè un’anima che ascolta la predicazione del vangelo, presti attenzione alle cose che gli vengono dette, c’è bisogno di un intervento dall’esterno da parte di Dio, e questo intervento – chiamiamolo così – consiste nell’apertura del suo cuore. Se quindi il prestare attenzione o l’essere attenti alle cose dette da un servitore di Dio sulla salvezza, dipende dall’apertura del suo cuore da parte di Dio, questo significa che ciò non può avere luogo senza l’intervento di Dio in lui. In altre parole, un peccatore non può accettare il messaggio della salvezza, se Dio non gli apre prima il cuore. Per cui l’accettazione della Parola di Dio da parte dell’uomo che è sotto la potestà del diavolo, è consequenziale all’apertura del suo cuore da parte di Dio. E quindi essa dipende dalla volontà di Dio, perchè se Dio decide di non aprire il cuore di una persona, quella persona potrà sentire il Vangelo innumerevoli volte, ma non lo accetterà. Come dice dunque l’apostolo Paolo: “Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia” (Romani 9:16).
Vi domando infatti: come mai solo Lidia, tra quelle donne che erano radunate in quel luogo e che stavano ad ascoltare quei servitori di Dio, ricevette la Parola annunziata da Paolo? Perchè solo a lei Dio volle aprire il cuore per renderla attenta alle cose dette da Paolo. Avrebbe potuto Dio aprire il cuore a tutte quelle donne? Certamente, perchè Egli può fare ogni cosa. Ma il fatto è che non lo fece, perchè non volle farlo. Vi fu forse ingiustizia in Dio per avere operato così? Così non sia, perchè Dio ha detto chiaramente: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19). Dunque, fratelli, noi siamo in obbligo di rendere grazie a Dio per voi, perchè Dio ha voluto un giorno aprirvi il cuore per rendervi attenti alle cose dette dalla Scrittura, e mediante di esse salvarvi. Ma badate che anche voi siete in obbligo di rendere grazie a Dio per questa grazia che Dio ha voluto concedervi.

E concludo dicendo questo. Lidia, dopo che credette e fu battezzata, ospitò i servi di Dio in casa sua, facendo loro forza. Essa dunque una volta salvata, cominciò subito a fare del bene a quelli della famiglia dei credenti, perchè pienamente consapevole di essere stata salvata per compiere opere buone. Già, perchè Dio ci ha salvati non affinchè rimaniamo sterili, ma affinchè compiamo opere buone, secondo che è scritto che siamo “stati creati in Cristo Gesù per le buone opere, le quali Iddio ha innanzi preparate affinché le pratichiamo” (Efesini 2:10). Mai scordarselo questo.

La grazia sia con voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2012/08/30/e-dio-le-apri-il-cuore/