Date ascolto alla voce dell’Eterno e voi vivrete

E’ scritto che ‘l’Eterno Iddio diede all’uomo questo comandamento: ‘Mangia pure liberamente del frutto d’ogni albero del giardino; ma del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai’.’ (Genesi 2:16-17) Mentre ‘il serpente disse alla donna: ‘No, non morrete affatto; ma Iddio sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri s’apriranno, e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male’.’ (Genesi 3:4-5) A chi vuoi dare ascolto? Alla voce dell’Eterno o a quella del serpente?

Salvatore Larizza

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Mogli e Mariti

marito e moglie

Mogli, siate soggette ai vostri mariti

L’apostolo Paolo scrisse ai santi di Efeso, in riferimento alle mogli, queste parole :

‘Mogli, siate soggette ai vostri mariti, come al Signore; poiché il marito è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, egli, che è il Salvatore del corpo. Ma come la Chiesa è soggetta a Cristo, così debbono anche le mogli esser soggette a’ loro mariti in ogni cosa. (Efesini 5:22-24)

Dunque badate bene che il comando che Dio vi dà a voi che siete mogli è quello di stare sottomesse al vostro proprio marito, poiché egli è il vostro capo; come la chiesa stà sottomessa al suo proprio capo che è Cristo. Questa è la volontà di Dio inverso di voi.

 

Mariti, amate le vostre mogli

L’apostolo Paolo scrisse ai santi di Efeso, in riferimento ai mariti, queste parole :

‘Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, affin di santificarla, dopo averla purificata col lavacro dell’acqua mediante la Parola, affin di far egli stesso comparire dinanzi a sé questa Chiesa, gloriosa, senza macchia, senza ruga o cosa alcuna simile, ma santa ed irreprensibile. Allo stesso modo anche i mariti debbono amare le loro mogli, come i loro proprî corpi. Chi ama sua moglie ama se stesso.’ (Efesini 5:25-28)

Dunque badate bene voi mariti ad amare le vostre mogli, come i vostri stessi corpi, a prendervi cura di loro come Cristo fa con la chiesa, essendo essa il Suo corpo. Dio non vi comanda di signoreggiare sulle vostre mogli, ma egli vi comanda di amarle, e di amarle profondamente. Un giorno quando comparirete davanti al tribunale di Cristo, Egli non vi dirà : ‘Avete assoggettato le vostre mogli, signoreggiando su di loro?’ No, Egli vi dirà : ‘Avete amato le vostre mogli, come io ho amato la chiesa fino a dare la mia vita per essa?’ Portate inoltre loro onore, affinché le vostre preghiere non siano impedite. Ubbidite dunque al comando del Signore, poiché questa è la Sua volontà inverso di voi.

Salvatore Larizza

Santità e Amore

Stà scritto : ‘Siate santi, perché io son santo’ (cfr. 1Pietro 1:16) ma stà altresì scritto : ‘Com’io v’ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri.’ (cfr. Giovanni 13:34) Viviamo una vita santa dunque non dimenticandoci però di amarci gli uni gli altri.

Salvatore Larizza

L’importanza dei ‘dettagli’

Una volta un credente mi ha detto: ‘Cristo è tutto, il resto sono dettagli!’ I dettagli secondo lui sono il velo, l’ornamento esteriore della donna convenevole a santità, e altre cose presenti nel Nuovo Testamento.

Già, ma ammesso e non concesso che siano dettagli, sono dei dettagli che sono scritti nella Bibbia! Non è meglio forse porci attenzione quindi, invece che ignorarli o sprezzarli? E poi, se persino in un contratto tra uomini sono importanti i dettagli, non si capisce dunque perché questi non dovrebbero essere importanti quando fanno parte del Nuovo Patto che Dio, il Creatore di tutte le cose, ha fatto con noi, e il cui mediatore è il Suo Figliuolo! E poi non dimenticate che Gesù disse: “Chi è fedele nelle cose minime, è pur fedele nelle grandi; e chi è ingiusto nelle cose minime, è pure ingiusto nelle grandi” (Luca 16:10). Per cui il discepolo che è fedele nelle minime cose della Parola di Dio, è anche fedele nelle cose grandi. Per il Signore infatti la fedeltà nelle cose piccole, mostra la fedeltà nelle cose grandi. E’ un ottimo segno dunque prestare attenzione ai dettagli! E poi tanti dettagli messi assieme formano qualcosa di grande! E potrei pure dire che anche i dettagli parlano: per esempio la bandana sulla testa di un uomo, o un orecchino sull’orecchio di un uomo sono dei dettagli, ma trasmettono un certo messaggio sbagliato; come costituisce un dettaglio un braccialetto alla caviglia di una donna, ed anche questo dettaglio trasmette il suo messaggio sbagliato. E che dire di un decolté basso? Non è anche questo un dettaglio che trasmette un messaggio negativo? Pensate voi dunque che in obbedienza alla Parola una sorella che prega o profetizza con il capo coperto da un velo non trasmette un buon messaggio? Come anche una sorella che si veste con verecondia e modestia, senza trucco, gioielli e vesti indecenti? Certo che sì.

Alcuni forse diranno: ‘Ma in fondo in fondo sono dei minimi comandamenti!’ Sì, ma sempre di comandamenti si tratta, e quindi non pensate voi che è meglio osservarli anziché non osservarli?
Voglio a tal proposito ricordarvi che Gesù ha parlato di minimi comandamenti nel suo cosiddetto ‘sermone sul monte’, ma ascoltate cosa ha detto ai suoi discepoli: “Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti ed avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno de’ cieli; ma chi li avrà messi in pratica ed insegnati, esso sarà chiamato grande nel regno dei cieli” (Matteo 5:19). Dunque se la violazione di uno dei Suoi minimi comandamenti e il relativo insegnamento a violarlo, costerà qualcosa a quei suoi discepoli che terranno questo comportamento, perché si vedranno chiamare ‘minimi’ nel regno dei cieli: non pensate che anche la violazione di questi altri comandamenti di Cristo, che ha trasmesso tramite gli apostoli, costerà qualcosa a chi li violerà?
Riflettiamo dunque fratelli all’importanza che hanno anche i minimi comandamenti: non sottovalutiamola.

“Alleluia. Beato l’uomo che teme l’Eterno, che si diletta grandemente ne’ suoi comandamenti” (Salmo 112:1).

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/07/09/limportanza-dei-‘dettagli’/