Il nostro fratello Apollo fù di grande aiuto per la chiesa

parlare divieto di parlare

Fratelli e sorelle amati nel Signore, voglio che poniate attenzione a quel che dice la Scrittura a proposito del nostro fratello Apollo. Essa dice : ‘Or un certo Giudeo, per nome Apollo, oriundo d’Alessandria, uomo eloquente e potente nelle Scritture, arrivò ad Efeso. Egli era stato ammaestrato nella via del Signore; ed essendo fervente di spirito, parlava e insegnava accuratamente le cose relative a Gesù, benché avesse conoscenza soltanto del battesimo di Giovanni. Egli cominciò pure a parlar francamente nella sinagoga. Ma Priscilla ed Aquila, uditolo, lo presero seco e gli esposero più appieno la via di Dio. Poi, volendo egli passare in Acaia, i fratelli ve lo confortarono, e scrissero ai discepoli che l’accogliessero. Giunto là, egli fu di grande aiuto a quelli che avevan creduto mediante la grazia; perché con gran vigore confutava pubblicamente i Giudei, dimostrando per le Scritture che Gesù è il Cristo.’ (Atti 18:24-28) Dunque, secondo quello che insegna la Scrittura, il nostro fratello Apollo fù un uomo eloquente e potente nelle Scritture, fervente di spirito, parlava e insegnava accuratamente le cose relative a Gesù, parlava francamente e fù inoltre di grande aiuto per la chiesa di allora perché confutava pubblicamente i Giudei, dimostrando per le Scritture che Gesù è il Cristo. Quindi fratelli, voglio rivolgervi ora alcune domande. Coloro che hanno le medesime caratteristiche del nostro fratello Apollo e che fanno oggi la medesima opera di confutazione pubblica, proprio come la fece Apollo a quei tempi, non dovrebbero essere da voi considerati uomini che sono di grande aiuto per la chiesa del Signore? O pensate forse che allora il fratello Apollo fosse di grande aiuto ma che ora invece le cose son cambiate e che bisogna starsene in silenzio? Pensate quindi sia una cosa giusta tacere e volere che tacciano anche i nostri fratelli davanti alla dilagante mondanità, alle ingiustizie, al peccato perpetrato da tanti sedicenti pastori a danno della chiesa del Signore, che Egli ha acquistata col proprio sangue? Cosi non sia fratelli, siate savi. Vi hanno assopiti con il ‘non giudicare’ e il ‘guarda te stesso e pensa per te’. Sapete chi sono coloro che non recano alcun aiuto o beneficio alla chiesa, anzi che ne recano del danno? Sono proprio coloro che vi dicono di stare in silenzio davanti al peccato e che approvano o tollerano tutte queste cose sconvenienti che stanno entrando pian piano nella chiesa del Signore. Guardatevi dai codardi e non dai coraggiosi, guardatevi da coloro che vi lusingano e che vi parlano con voce graziosa ma che c’hanno sette abominazioni nel cuore e non da coloro che vi riprendono per il vostro bene ed hanno un parlare duro e franco. Sappiate discernere chi vi vuol bene veramente e desidera quindi il vostro bene spirituale da chi invece non gli interessa nulla di voi e vuole solo sfruttarvi per un proprio tornaconto personale. Schivate non coloro che servono il nostro Signore Gesù Cristo con purità incorrotta ma coloro che servono il proprio stomaco e con dolce e lusinghiero parlare cercano in tutti i modi di sedurvi. La grazia sia con tutti voi.

Salvatore Larizza

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I coraggiosi parlano, i codardi tacciono

Fratelli, ci troviamo in un periodo della storia della Chiesa durante il quale la corruzione, la mondanità, e la carnalità, stanno dilagando in una misura e ad una velocità mai visti prima d’ora. Qui in Italia in ambito sia delle Chiese Protestanti storiche che di quelle Pentecostali, si può tranquillamente dire che spesso il male viene chiamato bene, e il bene male, le tenebre sono state mutate in luce e la luce in tenebre; e l’amaro è stato reso dolce, e il dolce amaro.

L’ultima abominazione pubblica perpetrata in ordine di tempo in ambito Evangelico è quella che si è verificata nella Chiesa Valdese, che prima in un suo sinodo ha approvato la benedizione delle coppie omosessuali e poi ha proseguito con il mettere in pratica questa decisione, benedicendo pochi giorni fa una coppia di omosessuali nel tempio valdese di Milano.

Ovviamente, come era da aspettarselo, questo evento ha fatto immediatamente il giro del mondo, essendo stato ripreso da tutti i mass media. Esso ha avuto un eco fortissimo. E come al solito, adesso, molti Cattolici Romani ed anche non Cattolici, si sono messi a fare un discorso simile a questo: ‘Ecco, vedete, i protestanti o evangelici italiani adesso approvano e praticano la benedizione delle coppie omosessuali’.

Per causa quindi di questa minoranza di Evangelici, che hanno naufragato quanto alla fede, qui in Italia la via della verità è diffamata, biasimata da tanti Cattolici Romani come anche da persone di altre religioni che a giusta ragione non approvano questa empietà.

Non si può dunque rimanere in silenzio, facendo finta di niente, come se la cosa non ci riguardasse da vicino, perché la cosa ci riguarda, eccome se ci riguarda.

Innanzi tutto perché la Chiesa Valdese, approvando e praticando la benedizione delle coppie omosessuali ha rigettato la dottrina di Dio esponendo quest’ultima alla diffamazione da parte degli avversari del Vangelo.

E poi perché per causa loro ci vanno di mezzo tutti quei cristiani che invece onorano ed osservano la sana dottrina di Dio, studiandosi di rinunciare alle mondane concupiscenze e all’empietà, per vivere in questo mondo una vita temperata, giusta e pia, come ci ordina di fare la Parola; i quali vengono equiparati a questi apostati valdesi.

Noi Cristiani quindi siamo in obbligo di levare alta la nostra voce contro l’empietà, in questo caso perpetrata, approvata ed incoraggiata dalla Chiesa Valdese; e questo per amore del Signore e poi per amore dei santi.

Dobbiamo fare come fece Gesù nei confronti degli scribi e dei Farisei, che avevano annullato la Parola di Dio con la loro tradizione; o come fece Giovanni Battista nei confronti di Erode, che si teneva la moglie di suo fratello; od ancora come avevano fatto prima di loro i santi profeti di Dio nei confronti dei capi del popolo d’Israele e del popolo stesso, che avevano abbandonato i comandamenti di Dio per volgersi al male: riprovare l’empietà, e farlo con ogni franchezza, facendo anche i nomi di coloro che fanno diffamare la Parola di Dio. Fare questo è un dovere, non è un opzione; perchè ce lo comanda Dio.

Certo, costa fare questo, perchè ci si fa nemici i Valdesi, che secondo la carne sono peraltro potenti perchè nel loro mezzo hanno degli uomini politici che contano nei palazzi istituzionali qui in Italia, ma spiritualmente sono morti tranne poche eccezioni. Valdesi che hanno delle parole dure contro quegli Evangelici che li rimproverano severamente e li confutano pubblicamente.

Ma coloro che amano Dio, temono Dio, e servono Dio, sono disposti a pagare questo prezzo, perchè hanno deciso di piacere a Dio anziché agli uomini, rifacendosi a queste parole dell’apostolo Paolo ai Galati: “Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo” (Galati 1:10), ed anche a queste altre: “Son io dunque divenuto vostro nemico dicendovi la verità?” (Galati 4:16).

Costoro sono uomini coraggiosi, pronti a mettere a repentaglio la loro vita, a soffrire, a subire persecuzioni, insulti di ogni genere, per amore della verità.

Ma in mezzo alla Chiesa a fianco dei coraggiosi esistono i codardi, che sono persone che si ritirano per pusillanimità e vigliaccheria di fronte a rischi, pericoli e doveri. Nel libro dell’Apocalisse vengono citati i codardi, secondo che è scritto: “Ma quanto ai codardi, agl’increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda” (Apocalisse 21:8).

I codardi, pur sapendo che una determinata cosa è male agli occhi di Dio, per paura di quello che gli può accadere in reazione ad una loro eventuale denuncia pubblica del male, vengono meno al loro dovere di cristiani, di figli della luce, e perciò stanno in silenzio, fanno finta di niente, e rimangono fuori da questa guerra.

Costoro sono degli uomini da nulla, che pur di non esporsi al vituperio degli stolti, pur di difendere i loro interessi personali, pur di mantenersi in buoni rapporti con i Valdesi, non dicono nulla contro di essi, non condannano pubblicamente, senza se e senza ma, questa abominazione dei Valdesi, usando parole dure come si conviene in questi casi in cui la riprensione deve essere severa.

E di questi codardi ce ne sono molti in mezzo a noi Pentecostali, cosa di cui nel corso degli anni ho dovuto prendere spesso atto. Confesso che quando mi sono convertito, non avrei immaginato di trovare tanta codardia ed omertà in mezzo a noi Pentecostali, e badate che questa codardia è in tutte le denominazioni pentecostali.

Costoro stanno cercando il male della Chiesa, perché dal di dentro con il loro silenzio tollerano l’omosessualità che si sta diffondendo velocemente in mezzo alle Chiese Evangeliche Storiche e da esse piano piano anche in mezzo a noi Pentecostali.

Costoro non amano la verità, non amano la giustizia, non amano la santità; perchè se l’amassero parlerebbero. La Scrittura infatti ci insegna che coloro che nei tempi antichi amarono queste cose, parlarono pubblicamente contro le menzogne, contro l’ingiustizia e contro la corruzione presenti in mezzo al popolo di Dio.

E badate che sono proprio costoro che poi dicono che dobbiamo avere amore, e ci accusano di non avere amore: sì proprio i codardi. Sarebbe questo l’amore che dovremmo avere? Un amore che dinnanzi alle abominazioni perpetrate in mezzo alla Chiesa da sedicenti Cristiani sta zitto? Un amore che tollera la menzogna e l’iniquità? Ma questo è un falso amore, e certamente non un vero amore.

Quindi, fratelli, vi esorto non solo a continuare a levarvi in favore della verità contro la menzogna, in favore della santità contro la corruzione, in favore della giustizia contro l’empietà; ma anche a guardarvi dai codardi, che per un pezzo di pane e qualche lenticchia hanno deciso di rimanere in silenzio, silenzio che è la forza dei malvagi perchè quest’ultimi si sentiranno le mani fortificate a fare il male e quindi a perseverare nel male.

Quanto a me, io dirò come il profeta Geremia: “Tu m’hai persuaso, o Eterno, e io mi son lasciato persuadere, tu m’hai fatto forza, e m’hai vinto; io son diventato ogni giorno un oggetto di scherno, ognuno si fa beffe di me. Poiché ogni volta ch’io parlo, grido, grido: ‘Violenza e saccheggio!’ Sì, la parola dell’Eterno è per me un obbrobrio, uno scherno d’ogni giorno. E s’io dico: ‘Io non lo mentoverò più, non parlerò più nel suo nome’, v’è nel mio cuore come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa; e mi sforzo di contenerlo, ma non posso” (Geremia 20:7-9).

Il profeta Geremia piangeva a motivo della malvagità a cui il popolo si era abbandonato, e per stornarlo da essa non si trasse indietro dall’annunciargli il ravvedimento e avvertirlo dei giudizi di Dio che si sarebbero abbattuti su di esso se non avesse dato ascolto alla voce di Dio. E per questa sua opera fu insultato, e perseguitato dal popolo e dai suoi capi, fino al punto che i ribelli che detestavano le sue parole complottarono di ucciderlo senza però riuscire a portare a compimento la loro macchinazione.

Ecco l’esempio di un uomo coraggioso che cercò il bene del popolo di Dio nell’antichità; imitiamolo, non curanti di quello che potrà accaderci.

Io sono servo dell’Iddio vivente e vero, che è il Creatore di tutte le cose, e la mia opera è per Lui. Mi insultino e perseguitino pure i ribelli, io continuerò a fare quello che Dio mi ha comandato di fare: “Grida a piena gola, non ti rattenere, alza la tua voce a guisa di tromba, e dichiara al mio popolo le sue trasgressioni, e alla casa di Giacobbe i suoi peccati!” (Isaia 58:1), “A questi figliuoli dalla faccia dura e dal cuore ostinato io ti mando, e tu dirai loro: Così parla il Signore, l’Eterno. …. … riferirai loro le mie parole, sia che t’ascoltino o non t’ascoltino, poiché sono ribelli. E tu, figliuol d’uomo, ascolta ciò che ti dico; non esser ribelle com’è ribelle questa casa ….” (Ezechiele 2:4, 7-8).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/06/28/i-coraggiosi-parlano-i-codardi-tacciono/

Paurosi come conigli

Nel libro dei Proverbi è scritto: “La paura degli uomini costituisce un laccio” (Proverbi 29:25). E che cosa è un laccio? E’ un legame che ti impedisce di muoverti liberamente, che ti paralizza e immobilizza.

Vediamo la realtà descritta da queste parole oggi in mezzo alla Chiesa dell’Iddio vivente. Ci sono infatti tanti credenti PAUROSI, in quanto hanno paura di essere perseguitati, offesi, e abbandonati dagli uomini, a motivo di Cristo, a motivo della Parola di Dio. Tremano come una foglia dinnanzi al pensiero di suscitare contro di loro maldicenze, insinuazioni, offese e quanto altro. E quando dico ‘dagli uomini’ mi riferisco sia a persone di fuori che a persone di dentro.

Questa è la ragione per cui tanti e tanti predicatori presentano al mondo un Vangelo annacquato, e non esortano gli uomini a ravvedersi e a convertirsi dalle loro vie malvagie, e non annunciano loro il tormento eterno in mezzo ad un vero fuoco se non si ravvedono e convertono. Ed ecco perché non insegnano la sana dottrina e non la difendono, e non denunciano apertamente le opere infruttuose delle tenebre e gli scandali che vengono perpetrati in mezzo alla Chiesa, e non mettono in guardia le pecore del Signore dagli impostori e le loro menzogne. Hanno paura di essere etichettati ‘settari’, ‘santoni’, ‘accusatori dei fratelli’, ‘farisei moderni’, e così via. Hanno paura di perdere il pulpito, riconoscimenti vari, la stima del ‘papa’ della loro denominazione, eventualmente anche lo stipendio, o magari le offerte dei credenti, hanno paura di ritrovarsi da soli, di non poter più frequentare i concerti cristiani, i campeggi estivi, i vari incontri periodici a livello nazionale, e le campagne di evangelizzazione con i ‘big’ dell’evangelismo mondiale.

Costoro hanno bisogno di essere liberati, sono infatti diventati schiavi degli uomini. Dicono di essere liberi, ma in realtà sono schiavi. Vogliono far credere che sono coraggiosi, ma in effetti sono dei codardi. Porteranno la pena della loro paura.

Fratelli, temete Dio, e solo Lui. Parlate dunque liberamente proclamando ciò che è giusto nel cospetto di Dio, non curanti di quello che gli uomini potranno farvi o dirvi.

Ricordatevi che Gesù era disposto a rimanere anche senza i dodici pur di continuare a dire TUTTA la verità che il Padre gli aveva ordinato di proclamare. Sia dunque questo il sentimento in voi: siate pronti a rimanere finanche da soli contro tutti pur di proclamare tutto il consiglio di Dio. Di certo Dio continuerà a stare al vostro fianco, quand’anche foste abbandonati da tutti. Siate forti, siate forti. La vostra fiducia sia in Dio soltanto, appoggiatevi solo a Lui.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/12/paurosi-come-conigli/