Italiani e Argentini : Stretti amici a motivo del ‘papa’?

ImmagineNel canale youtube di Alessandro Iovino, in merito alla conferenza stampa che si è tenuta a Napoli Giovedì 13 Giugno 2013, riguardante la visita del predicatore argentino Luis Palau, troviamo scritto :

‘Giovedì 13 giugno 2013 alle ore 12 all’Istituto Italiano degli Studi Filosofici (Via Monte di Dio, 14) si è tenuta la conferenza stampa di Luis Palau (cittadino onorario di molte città del mondo e invitato annualmente alla Casa Bianca per dare un messaggio di speranza al popolo latino americano) per la presentazione di “FESTINAPOLI 2013”. Hanno partecipato il direttore dell’evento Marcelo Rodríguez e lo scrittore Alessandro Iovino.

Il grande evento ha lo scopo di riaffermare i valori della famiglia oltre che ribadire i principi morali e cristiani di legalità, fratellanza e giustizia. Saranno presentati i risultati della campagna “Napoli Pulita”, in cui l’8 giugno scorso moltissimi volontari, a titolo gratuito, hanno ripulito Rotonda Diaz e l’area pedonale di Via Caracciolo. Inoltre sarà illustrata l’iniziativa “Forti come una famiglia” per ribadire il diritto all’infanzia e lo stand “Prevenzione Medica”, a cura del prof. Gennaro Quarto, in cui esperti medici faranno prevenzione primaria per la cittadinanza a titolo completamente gratuito.

Infine sarà presentato il programma di “FESTINAPOLI 2013” del 14 e 15 giugno, uno spettacolo di musica dal vivo, con cantanti, artisti e sportivi che precederanno il messaggio del dott. Luis Palau, che dopo l’evangelista americano Billy Graham, è la persona che ha predicato al maggior numero di persone nel mondo, ed il primo nel mondo latino. Il “FESTINAPOLI2013” sarà trasmesso via satellite in diretta in 126 paesi del mondo.

“FESTINAPOLI 2013” è organizzato dall’Associazione “Più che vincitori in Cristo” e l’Associazione “Luis Palau” ed ha il patrocinio del comune di Napoli, dell’Ordine dei Medici, dell’Università di Napoli “Federico II” e dell’Azienda Ospedaliera Policlinico.’

 

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Ora, nel video postato dallo Iovino, e visionabile qui sotto, è possibile ascoltare per diversi minuti (dal min. 1:15 al min. 5:13), una piccola intervista che lo stesso ha fatto al predicatore Luis Palau. In questa intervista sono state fatte due domande, a cui il Palau ha risposto (tradotto dal predicatore Marcelo Rodriguez). Ecco le domande con le relative risposte :

 

1° Domanda : ‘Che sensazione ha avuto venendo qui a Napoli?’

 

1° Risposta del Palau : ‘Prima di tutto è un sogno adempiuto nella sua giovinezza, sono venuto per dire ai napoletani che Argentina c’ha molto di più che Maradona, abbiamo un giocatore di calcio che si chiama Messi, che ora è il numero uno, la regina di Olanda è Argentina, il Papa cattolico un argentino. Quindi ho voluto dire che argentini e italiani siamo molto amici. E voglio ringraziare anche per il bellissimo tempo, questo luogo, il golfo di Napoli, è stupendo. Tutta la vita da bambino ho ascoltato la canzone di Sorrento, e ieri sono andato a Sorrento a vedere. Ma questa mattina sono andato a camminare per le strade lì nel Lungomare, e mi hanno detto che più del 30% dei giovani qui non hanno lavoro, quindi voglio portare un messaggio di speranza alla gioventù di Napoli. Vedendo quella gioventù mi si è aperto il cuore, perché io ho accettato Gesù quando ero molto giovane e vedendo tutta questa gioventù ho detto : hanno bisogno di un messaggio di speranza.’

 

2° Domanda : ‘Dottor Palau come può oggi un cristiano, un giovane cristiano credente, cambiare il mondo e influire la società?’

 

2° Risposta del Palau : ‘Prima di tutto deve esserci un cambio personale, è un cambio molto bello e prezioso, e grazie a Dio che io l’ho fatto da molto giovane questo cambio. Perché Gesù è venuto per dire : Io voglio che abbiate la vita, e l’abbiate in abbondanza. Quindi il cambio deve prima iniziare in uno stesso, poi influenza la famiglia e poi la società, e cosi arriva a ogni luogo. E vedendo oggi i giovani nel Lungomare, ho detto : che cosa vuole questa gioventù? Dove hanno l’amore, la felicità, il futuro e l’aldilà, questo voglio dire ai giovani in questi giorni. E’ una vita fenomenale quella che Cristo ci dà.’

Ecco il video in questione :

Ora, voglio che notiate come, nella prima risposta che il Palau ha dato allo Iovino, circa la sensazione che ha avuto nel venire a Napoli, ha voluto subito fare sapere che tra argentini e italiani vi sia uno stretto rapporto di amicizia a motivo del papa cattolico, oltre che di alcuni famosi calciatori.

Fratelli, state in guardia da quest’uomo che ha definito altrove il papa essere ‘un uomo Cristocentrico’, e ha anche detto essere ‘una grande benedizione, e che dobbiamo pregare per lui’. Un uomo quindi che non ha nessun discernimento spirituale.

Guardatevi anche da tutti coloro che in un modo o in un altro, appoggiano le tesi di quest’uomo,  facendo passare gli idolatri per nostri ‘fratelli in Cristo’, e ritiratevi da costoro, perché non servono il nostro Signore Gesù Cristo.

 

E ora vorrei fare anche io due domande allo Iovino :

1° Domanda : ‘Che sensazione hai avuto nell’ascoltare il famoso predicatore Luis Palau affermare che italiani e argentini sono molto amici perché gli italiani hanno una papa cattolico che è argentino?’

2° Domanda : ‘Eri a conoscenza del fatto che Luis Palau ha definito il papa essere una ‘grande benedizione’ ed un ‘uomo Cristocentrico’?’

 

Salvatore Larizza

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Lettera aperta al Pastore Evangelico Edoardo Piacentini da parte del fratello Nicola Iannazzo

Fratelli nel Signore, come voi saprete in data 24/12/2010 ho pubblicato una notizia intitolata “Ecumenismo in Irpinia”dove viene mostrato un articolo apparso su “Irpinianews” in cui siamo venuti a conoscenza di una celebrazione ecumenica svoltasi presso la cattedrale di Sant’Angelo dei Lombardi (Avellino), a cui hanno partecipato i tre vescovi delle diocesi irpine: Francesco Alfano, Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi – Conza – Nusco – Bisaccia; Francesco Marino, Vescovo di Avellino; Giovanni D’Alise, Vescovo di Ariano Irpino – Lacedonia; e poi l’abate ortodosso Nicodemo, che dal monastero alla periferia di Mirabella Eclano segue gli ortodossi rumeni presenti nei territori irpini; e il pastore evangelico pentecostale Edoardo Piacentini, che è uno dei responsabili della comunità evangelica di Calitri.

Questa notizia fu diffusa primariamente sul Blog del fratello Giacinto Butindaro “Chi ha orecchi da udire oda” a questo link. Leggiamo dall’articolo di “Irpinanews” alcuni stralci di quel che avvenne in quel giorno in quella cattedrale:

“…I celebranti hanno fatto una breve meditazione sul brano del vangelo. Il tuttocondito da canti e gesti simbolici per sensibilizzare e chiedere a Dio ‘il dono dell’unità’ tra i cristiani.”

Avremmo perciò voluto conoscere il testo di quella breve meditazione letta dal Piacentini quel giorno casomai avesse esortato al ravvedimento gli astanti leggendo che sò, ad esempio il passo: “…Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna…” (Esodo 20:4)

Accompagnato magari poi dal passo: “Non v’illudete; …né i fornicatori, né gl’idolatri, … erederanno il regno di Dio” (1° Corinzi 6:9,10)

E poi ancora: “…E con molte altre parole li scongiurava e li esortava dicendo: Salvatevi da questa perversa generazione.” (Atti 2:40)

Ma noi non sappiamo in quel giorno cosa lesse Edoardo Piacentini a quei rappresentanti religiosi in quanto dal blog del fratello Giacinto veniamo a sapere che un fratello di nome Pierluigi che lo contattò personalmente richiedendogli il testo di quel breve messaggio lo sta ancora aspettando. Ecco il commento del fratello Pierluigi (leggibile anche a questo link):

Written by pierluigi p. about 3 weeks ago.

“Pace Giacinto, volevo avvertirti che io su facebook ho avuto a che fare con tale insegnante, Edoardo Piacentini, e gli chiesi spiegazioni di tutte le foto simili a questa che mostrava nel suo profilo, mi ha detto quindi cosa ha fatto: un incontro ecumenico, ed era anche molto convinto di aver fatto bene, allora gli chiesi il testo della sua predicazione, chiedendo che potessi venire edificato anche io del suo messaggio che a suo dire era davvero importante e coraggioso, dopo mesi e mesi sono ancora qui che sto aspettando…”

Perciò in conseguenza alla pubblicazione di questi articoli sui nostri blog, Edoardo Piacentini avrebbe dovuto giustificare pubblicamente alla fratellanza i fatti di quel giorno, dimostrando che effettivamente si trattò di “evangelizzazione” rendendoci noto il testo della meditazione biblica letta da lui in quel giorno alla presenza di quei rappresentanti delle altre confessioni religiose,cosa che non fece perché NON poteva farlo, in quanto dall’articolo e dalle foto postate è evidente che la sua presenza nella cattedrale di Sant’Angelo dei Lombardi non fosse affatto “un’evangelizzazione” bensì è apparsa piuttosto chiaramente come una “comunione” con gl’idolatri…

… Perciò avrebbe anche dovuto dire qualcos’altro.

Avrebbe quindi dovuto anche giustificare perché non si fosse limitato a “evangelizzarli” ma avesse poi anche pregato e cantato con degl’idolatri, cosa che i primi cristiani quando evangelizzavano, dalle Sacre Scritture vediamo non fecero mai…

Avrebbe anche dovuto poi spiegarci quali fossero i “gesti simbolici” fatti per “chieder l’unità” con gl’idolatri.

E soprattutto avrebbe anche dovuto spiegarci quale genere di “Unità” chiese a Dio con gl’idolatri dato che il VERO corpo di Cristo quest’unità già la possiede, in quanto l’Apostolo Paolo ci esorta a “conservare” l’unità… non a ricercarla ancora, secondo che è scritto:

“…vi esorto a condurvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta… studiandovi di CONSERVARE L’UNITA’ dello Spirito col vincolo della pace. V’è un corpo unico ed un unico Spirito.” (Efesini cap.4:1,4).

Da quel che leggiamo nell’epistola di Paolo agli Efesini quindi, il vero Corpo di Cristo non deve affatto cercare l’unità, ma deve piuttosto CONSERVARLA… col vincolo della pace, secondo che è scritto:

“…procaccia giustizia, fede, amore, pace…” Ma con chi? “…con quelli che di cuor puro invocano il Signore” (2° Timoteo 2:22)

… non di certo con gli idolatri Cattolici Romani oppure Ortodossi che oltre ad invocare il Signore invocano anche Maria, Santi, Angeli, Statue, Immagini e Crocifissi!

Ma tutto questo Piacentini non l’ha fatto, ed ecco invece apparire una sua nota leggibile a questo Link per chi abbia un account su facebook intitolata: “Giacinto Butindaro, chi è costui?” pubblicata da Edoardo Piacentini il giorno giovedì 6 gennaio 2011 alle ore 9.21, che io reputo quindi come la sua risposta indiretta al primo sopracitato post di Giacinto Butindaro.

Ora avendo letto questa nota (essendo pubblica e non privata) ed avendo riscontrato in essa delle affermazioni non solo errate ma a mio avviso anche false e calunniose, mi trovo costretto a rivolgere altresì pubblicamente alcune domande a questo pastore reputando mio diritto chiedergli alcuni chiarimenti perché ce ne dia giustificazione, altrimenti trattasi di calunnia e la calunnia come sappiamo, è un grave peccato, tantopiù se fatta da un servitore di Dio!

Prima però leggiamo la sua nota su facebook (gli errori grammaticali nel testo sono originali e non messi di proposito) a cui seguirà la mia lettera aperta rivolta a lui personalmente che mi sono incaricato di comunicargli inviandogli il link di questo post attraverso la messaggistica di facebook chiedendogli di prenderne atto:

“Giacinto Butindaro, chi è costui?”

“Nel capitolo 8 dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni leggiamo che don Abbondio, fingendosi malato, mentre sfogliava un libro si fermò leggendo il nome di un antico filosofo greco, Carneade, che gli era sconosciuto. Per tale motivo si chiese: “Carneade! Chi era costui?” Una domanda che è rimasta impressa nella mente dei lettori di questa opera letteraria molto conosciuta, per cui mi sono chiesto anch’io chi fosse questo Giacinto Butindaro che scrive contro tutto e tutti e che inasprisce sempre i nostri cuori con i suoi giudizi temerari.

Spesso leggiamo articoli molto polemici a firma di questo Giacinto Butindaro, che da informazioni assunte è un uomo che non ha nemmeno una comunità, ma spende il suo tempo a curiosare su Internet nei siti dei credenti evangelici e trova sempre motivo per criticare e per sospettare il male, malgrado la Scrittura affermi che la carità non sospetta il male (1 Corinzi 13:5).

Accanto a lui c’è il fratello minore Illuminato ed alcuni collaboratori, che chiaramente non frequentano alcuna comunità, essendo essi gli unici depositari della verità, gli unici che predicano la sana dottrina. Spesso i suoi commenti si concludono con l’invito ad allontanarsi dai fratelli oggetto dei suoi giudizi temerari, giungendo a definirli il cancro dell’Evangelo. Ma il vero cancro dell’Evangelo è proprio lui, quest’uomo Giacinto che ha il nome di un fiore profumato, ma non emana alcun odore gradevole.

Nella Scrittura leggiamo che è satana l’accusatore dei fratelli, e lui, guidato da questo serpente velenoso, prossimo alla condanna definitiva, destinato a vivere per l’eternità nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, non fa altro che gettare fango su coloro che si prodigano per l’avanzamento del regno di Dio, per la propagazione dell’Evangelo, per riconciliare a Dio il mondo e coloro che sono nel peccato.

A volte mostra dei video che a noi appaiono edificanti, perchè magari ci mostrano credenti evangelici che si recano finanche nelle chiese cattoliche a predicare l’Evangelo della grazia per la sola fede nel nostro amato Signore Gesù, e lui osa definire cancro quello che è una vittoria dei figli di Dio che portano luce anche in ambienti religiosi che, pur predicando Cristo, sono ancora nelle tenebre, perchè adorano e servono la creatura, e con i loro canti e con la loro predicazione cristocentrica esortano ed invitano aa amare ed a rivolgersi solo a Colui che ha pagato il prezzo per il nostro riscatto, solo a Colui che è il Creatore, benedetto in eterno!

Per non parlare dei suoi studi che lasciano alquanto perplessi i lettori che conoscono Dio e la Sua Parola, perchè questo falso dottore insegna che tutto è peccato, giungendo persino ad affermare, ad esempio, che se una donna convertita osa depilarsi pecca, perchè Dio l’ha creata con i peli ed ella deve restare così… Egli ha una vera e propria fobia verso le donne credenti, perchè le vorrebbe imbavagliate, mentre leggiamo nella profezia di Gioele e negli Atti degli Apostoli che lo Spirito Santo è stato sparso sia sui servi sia sulle serventi. La Chiesa è formata da uomini e donne di valore ed il grande mandato, di predicare l’Evangelo ad ogni creatura, Gesù l’ha affidato sia ai suoi discepoli uomini sia ai suoi discepoli donne. Si può discutere se sia opportuno, alla luce delle Sacre Scritture, affidare a donne la responsabilità del governo di una comunità, ma non zittirle del tutto, come fa lui.

Non c’è un’organizzazione religiosa che non sia nell’errore, non c’è un ministro di culto che sia in sintonia con lo Spirito Santo, non c’è pastore ervangelico che insegni la verità, secondo il Butindaro pensiero. E’ una vergogna, è lui il vero cancro che si sta diffondendo anche in altri soggetti, a cominciare dal fratello minore Illuminato, che sta diventando peggio di lui.

Cari nella grazia, preghiamo per quest’uomo e per coloro che lo seguono, affinchè la grazia del nostro Signore Gesù possa manifestare quelle virtù cristiane che mancano in essi, il frutto dello Spirito che è amore, allegrezza, pace, benignità, lentezza all’ira, fede, mansuetudine, autocontrollo e bontà. Preghiamo, inoltre, che il cancro della critica e del giudizio non si diffondi più ulteriormente ed andiamo avanti servendo il Signore, senza scoraggiarci se qualche sedicente falso dottore trova sempre un motivo per criticare il nostro impegno ed i nostri sforzi per diffondere la verità dell’Evangelo in ogni ambiente ed in ogni luogo.

Ricordiamoci che il Signore Gesù più volte, soprattutto nell’Evangelo di Giovanni, afferma di essere venuto non per giudicare ma per salvare e per fare la volontà del Padre. Non lasciatevi influenzare da questo emissario di satana e pregate per lui, e per quelli che lo seguono, affinchè trovino il tempo per ravvedersi, prima che sia troppo tardi… Dio ci benedica”

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“Lettera aperta al Pastore Evangelico Edoardo Piacentini”:

Agli inizi della tua nota hai criticato il fratello Giacinto Butindaro dicendo che lui non ha alcuna comunità quando hai detto: “…da informazioni assunte è un uomo che non ha nemmeno una comunità…”, eppure dovresti sapere che fin dagli inizi del cristianesimo i credenti si riunivano nelle case celebrando i loro culti al Signore senza per questo essere colpevoli di qualche peccato. Perciò vorrei chiederti:

1 ) Secondo te è peccato riunirsi insieme ad altri santi per svolgere il proprio culto al Signore in una casa?

2 ) Di Prisca ed Aquila nella Bibbia leggiamo: “Salutate Prisca ed Aquila, miei compagni d´opera in Cristo Gesù, i quali per la vita mia hanno esposto il loro proprio collo; ai quali non io solo ma anche tutte le chiese dei Gentili rendono grazie. Salutate anche la chiesa che è in casa loro. (Romani 16:3,5)

3 ) Quale comunità avevano Prisca ed Aquila? Come mai Paolo non li rimproverò di settarismo per il fatto che v’era una chiesa in casa loro e non li criticò affatto come invece fai tu verso chi si riunisce nelle case per svolgere il proprio culto al Signore, mentre l’Apostolo Paolo addirittura li elogiò dicendo che anche tutte le chiese dei Gentili convertiti rendevano grazie per loro?

4 ) Gesù Cristo disse: “…dovunque due o tre son raunati nel nome mio, quivi son io in mezzo a loro.” (Matteo 18:20); Se con Prisca ed Aquila non vi fossero stati altri fratelli, ma solo loro due radunati nel Nome di Gesù, credi che il Signore fosse presente in mezzo a loro? Credi che le parole di Gesù di Matteo 18:20 valgano ancora oggi?

5 ) Ma forse con quel “…non ha nemmeno una comunità…” tu intendevi dire che lui non “cura” nemmeno una comunità? Ma dimmi, la comunità locale appartiene forse a chi la cura? Non appartiene a Cristo? Perché dici …non ha… nemmeno una comunità”? La chiesa dei fedeli che il Signore ti ha affidato in sorte appartiene forse a te? E’ di tua proprietà? Perciò cos’è questo tuo linguaggio? Non è forse un linguaggio errato e fuorviante verso coloro che non conoscono le Sacre Scritture?

6 ) Ma poi, sempre tornando all’esempio biblico di Prisca ed Aquila, l’Apostolo Paolo disse forse: Salutate anche la LORO chiesa… che è in casa loro.” (Romani 16:3,5) ? A me non risulta…  Da quel che leggo, Paolo non reputava appartesse a qualcuno la chiesa che era in casa loro!  Infatti si limitò a scrivere: Salutate anche la chiesa che è in casa loro.” (Romani 16:3,5). La chiesa è del Signore, secondo che è scritto: “…edificherò la MIA Chiesa” (Matteo 16:18). Perciò che cos’è questo linguaggio che adotti?

7 ) Vorresti far credere che occorre esser conduttore di una chiesa locale per poter esprimere un giudizio verso chi si conduce disordinatamente come invece hai fatto tu recandoti presso la cattedrale di Sant’Angelo dei Lombardi (Avellino) non di certo ad “evangelizzare” ma piuttosto a svolgere una “celebrazione ecumenica” che non era altro che aver “comunione” con gl’idolatri?

8 ) Ritornando a Butindaro hai scritto di lui che: “…spende il suo tempo a curiosare su Internet nei siti dei credenti evangelici e trova sempre motivo per criticare e per sospettare il male, malgrado la Scrittura affermi che la carità non sospetta il male (1 Corinzi 13:5).” Perciò dimmi, vorresti farci credere che fece questo verso di te, e cioè che lui “sospettò il male” quando ha mostrato pubblicamente che non sei andato ad evangelizzare ma ad aver “comunione” con gl’idolatri, il 18 gennaio del 2010?

9 ) Infatti hai scritto: “…A volte mostra dei video che a noi appaiono edificanti, perchè magari ci mostrano credenti evangelici che si recano finanche nelle chiese cattoliche a predicare l’Evangelo della grazia per la sola fede nel nostro amato Signore Gesù, e lui osa definire cancro quello che è una vittoria dei figli di Dio che portano luce anche in ambienti religiosi che, pur predicando Cristo, sono ancora nelle tenebre, perchè adorano e servono la creatura, e con i loro canti e con la loro predicazione cristocentrica esortano ed invitano aa amare ed a rivolgersi solo a Colui che ha pagato il prezzo per il nostro riscatto, solo a Colui che è il Creatore, benedetto in eterno! “.Ma ci vorresti spiegare dove sta scritto nella Bibbia che la predicazione del vangelo consista anche nel “cantare” insieme agl’idolatri? Puoi citarmi un solo esempio tratto dalle Sacre Scritture a tal proposito? Posso capire “cantare” con EX idolatri solo DOPO che loro si siano ravveduti ed abbiano mostrato dei frutti degni del ravvedimento, ma non PRIMA… come invece hai fatto tu!

10 ) Anche per quel che riguarda quest’altra tua affermazione: “…Accanto a lui c’è il fratello minore Illuminato ed alcuni collaboratori, che chiaramente non frequentano alcuna comunità, essendo essi gli unici depositari della verità, gli unici che predicano la sana dottrina…” Rileggiti le prime domande che ti ho posto, poiché su questo soggetto hai dimostrato tu “chiaramente” di non conoscere le Scritture…

11 ) Per quel che riguarda il tema delle donne fai una grande confusione… Mischi il battesimo con lo Spirito Santo sparso sui servi e sulle serventi con il divieto alla donna di insegnare e avere un ministerio di Pastorato, anche se poi ammetti : “…se sia opportuno, alla luce delle Sacre Scritture, affidare a donne la responsabilità del governo di una comunità…”. Poi però lo critichi nuovamente dicendo cose assurde e non vere come quel: “…le vorrebbe imbavagliate”, oppure quando dici che lui vorrebbe: “…zittirle del tutto”. Perciò per il fatto che lui esorti all’ubbidienza alla Parola di Dio che vieta alla donna d’insegnare nelle Assemblee dei santi (1° Corinzi 14:34,38; 1° Timoteo 2:11,15) ed a procacciare la santificazione (1° Timoteo 2:9,10; 1° Pietro 3:3,4) arrivi per questo a chiamarlo addirittura: “…falso dottore” ! Ma sappi che di tutto questo dovrai renderne conto a Dio! Perciò ti esorto a ravvederti di questo tuo parlare stolto!

12 ) Cosa dire poi di quando dici: “…è lui il vero cancro che si sta diffondendo anche in altri soggetti, a cominciare dal fratello minore Illuminato, che sta diventando peggio di lui… ” Posso solo dire che qui se c’è qualcuno che calunnia e getta fango sui fratelli sei proprio tu! Infatti Giacinto e suo fratello hanno dimostrato con prove e fatti concreti il tuo peccato di fare “comunella” con gl’idolatri cattolici romani ed ortodossi, mentre tu non puoi provare un solo peccato dei fratelli Butindaro, limitandoti solo a lanciare verso di loro accuse ingiuriose senza alcun fondamento!

13 ) Concludi infine dicendo: “Non lasciatevi influenzare da questo emissario di satana e pregate per lui, e per quelli che lo seguono, affinchè trovino il tempo per ravvedersi, prima che sia troppo tardi…“ Ti ricordo che quando l’Apostolo Pietro fu ripreso PUBBLICAMENTE dall’Apostolo Paolo perché era uscito dalla sana dottrina costringendo i Gentili a giudaizzare (capitolo due della lettera ai Galati), ebbene lui non si ribellò come fai tu dicendo che Paolo fosse un falso dottore senza una comunità ed un emissario di satana che accusa i fratelli gettando fango pubblicamente sui servitori di Dio! Ma tacque comprendendo d’aver sbagliato, e più tardi parlò di Paolo in questi termini senza portargli alcun rancore ma chiamandolo “…il nostro caro fratello Paolo”“…ritenete che la pazienza del Signor nostro è per la vostra salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo ve l´ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; e questo egli fa in tutte le sue epistole, parlando in esse di questi argomenti; nelle quali epistole sono alcune cose difficili a capire, che gli uomini ignoranti e instabili torcono, come anche le altre Scritture, a loro propria perdizione.”(2° Pietro 3:15,16). No, io tutto questo in te non l’ho visto! Ho visto solo un linguaggio ingiurioso, offensivo e calunnioso verso dei servitori di Dio che han fatto quello che avresti dovuto fare tu a quei rappresentanti religiosi il 18 gennaio 2010, e cioè denunciare le opere infruttuose delle tenebre (Efesini 5:11) ed i loro peccati di idolatria! Ed invece ti sei scagliato contro chi ti ha ripreso per il tuo bene!

Accetta quindi il mio consiglio, imita l’Apostolo Pietro che accettò la riprensione e si pentì di ciò che fece.

Occorre umiltà è vero, ma se l’ebbe l’Apostolo Pietro ti reputi forse superiore a lui nell’ammettere di esser stato vittima della seduzione ecumenica? Poiché di seduzione infatti si tratta, infatti sono proprio i Cattolici Romani a spedire gli inviti ai pastori evangelici a partecipare a queste celebrazioni ecumeniche in nome dell’amore e della falsa unità che loro vorrebbero farci credere non esista nella chiesa.Mentre la vera chiesa del Signore è già unita!

Pensaci bene, sei stato infatti tu a proporre loro di portargli un messaggio di evangelizzazione, oppure hai ricevuto tu l’invito a partecipare a questa “celebrazione ecumenica”? Son persuaso che l’evangelizzato invece sei stato proprio tu…  sei stato tu ad esser stato sedotto e sei stato tu che ti sei lasciato sedurre, dall’inganno ecumenico che il Cattolicesimo Romano sta portando avanti da diversi anni!

Ripeto fino a stancare, la “Vera” chiesa del Signore è già unita! Studiamoci di“conservare” questa unità col vincolo della pace, camminando non solo in carità come giustamente viene predicato, ma anche in verità! Quella verità che può anche ferire quand’essa viene infranta e che può anche condannare coloro che la calpestano!

Perciò ancora una volta ti ripeto, procacciamo la pace secondo che è scritto:

“…procaccia giustizia, fede, amore, pace…”

Ma con chi?

“…con quelli che di cuor puro invocano il Signore” (2° Timoteo 2:22) 

… non di certo con coloro che oltre ad invocare il Signore invocano anche Maria, Santi, Angeli, Statue, Immagini e Crocifissi come si può vedere alle pareti di questo tempio di idoli!

Immagine tratta dal profilo “pubblico” e non “privato”, di Edoardo Piacentini

Salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù: Nicola Iannazzo

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Immagine tratta dal profilo “pubblico” e non “privato”, di Edoardo Piacentini

Tratto da : http://nicolaiannazzo.wordpress.com/2011/01/10/%E2%97%8F-lettera-aperta-al-pastore-evangelico-edoardo-piacentini/

Che dire? Ancora una volta riscontriamo l’avanzamento dell’ecumenismo tra i Pentecostali in Italia, che è contrario al sentimento dello Spirito di Dio, in quanto va contro le parole dell’apostolo Paolo: “Non vi mettete con gl’infedeli sotto un giogo che non è per voi; perché qual comunanza v’è egli fra la giustizia e l’iniquità? O qual comunione fra la luce e le tenebre? E quale armonia fra Cristo e Beliar? O che v’è di comune tra il fedele e l’infedele? E quale accordo fra il tempio di Dio e gl’idoli? Poiché noi siamo il tempio dell’Iddio vivente, come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò fra loro; e sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. Perciò Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’immondo; ed io v’accoglierò, e vi sarò per Padre e voi mi sarete per figliuoli e per figliuole, dice il Signore onnipotente” (2 Corinzi 6:14-18).

Guardatevi e ritiratevi dunque da tutti coloro che sono animati da questo spirito ecumenico, in quanto sono d’intoppo sia ai credenti che agli increduli danneggiando così la causa del Vangelo. Leggi la mia approfondita confutazione dell’ecumenismo a questa pagina.

Giacinto Butindaro

Per capire meglio questo incontro, vi propongo questa testimonianza di un altro ‘pastore’ evangelico presente all’incontro:

Settimana di Preghiera per l’unità dei cristiani“E VOI MI SARETE TESTIMONI DI TUTTO CIÒ” (LUCA 24, 48) RIFLESSIONI DI UN TESTIMONE TRA TESTIMONI

“E VOI MI SARETE TESTIMONI DI TUTTO CIÒ” (LUCA 24, 48)
RIFLESSIONI DI UN TESTIMONE TRA TESTIMONI

Il 18 gennaio ’10 ha visto insieme nella Cattedrale di Sant’ Angelo dei Lombardi, cristiani provenienti dai territori delle Diocesi di Ariano Irpino e Lacedonia, Avellino e Sant’ Angelo dei Lombardi.
E proprio come ha affermato S.E. Mons. Giovanni D’Alise, si è percepita in modo tangibile la presenza dello Spirito Santo, Spirito che ci accoglieva tutti insieme ed ha permesso l’accoglienza reciproca gli uni degli altri nel nome dell’unico e comune Salvatore e Signore Gesù Cristo, Cattolici, Evangelici ed Ortodossi.

Il tema che ha ispirato la riflessione e la preghiera per “l’Unità dei cristiani” del 2010, oggetto della Celebrazione Ecumenica, è quello della comune testimonianza cristiana come condizione per l’efficacia della missione ricevuta: annunciare che Cristo ci ha riconciliati a Sé e con il Padre.

Come testo biblico è stato proposto l’intero capitolo del Vangelo di S. Luca (Luca 24, 1-53) che riporta gli episodi delle apparizioni di Cristo risorto ai discepoli. Il versetto centrale del tema è: “Di queste cose mi siete testimoni”(Luca 24,48). Gesù richiede la testimonianza a tutti i discepoli che si trovano insieme.

I fatti di cui i discepoli sono i testimoni, i “martiri di queste cose” (màrtyres toùt?n), testimoni con la parola e con la vita, alcuni fino alla morte, comporta la promessa di una assistenza potente dall’alto (ex hýpsous dýnamin), l’assistenza della Grazia: “Ed ecco che io mando sopra di voi il Promesso dal Padre mio” (Luca 24, 49). Egli illuminerà, fortificherà, darà consistenza alla parola che così diviene testimonianza di vita. E’ nell’unità che vengono inviati a proclamare quanto hanno visto e sentito.

Tale tema è stato proposto dal gruppo ecumenico della Scozia, il quale ha pensato di rinnovare a noi, cristiani di oggi, lo stesso invito. La situazione è indebolita dalla divisione, ma anche in questa situazione i cristiani sono chiamati a rendere oggi quella testimonianza comune che è loro possibile. Testimonianza che è possibile su temi comuni come la carità ed il servizio verso il prossimo ed i minimi di questa terra

Tra tutte le espressioni del Cristianesimo vi è una vera comunione di fede, un’unità già presente in Cristo seppur nella diversità delle divisioni umane. Come rappresentante di una Chiesa Evangelica, non posso se non gioire del cammino intrapreso e contribuire affinché la Chiesa tutta, si prepari e sia pronta per il ritorno del Signore Gesù Cristo.

Il sentimento provato alla fine della Celebrazione di San Angelo dei Lombardi, può essere riassunto con lo stesso sentimento provato dai due discepoli lungo la via verso Emmaus: ”Non ci sentivamo come un fuoco nel cuore, quando Egli lungo la via ci parlava e ci spiegava la Bibbia?” (Luca 24,32 Trad.LDC) L’augurio è che questo fuoco possa continuare ad ardere nei singoli ma diventare un incendio di amore per Dio e per il prossimo.

Paolo Dott. Longo
Responsabile della
Chiesa Cristiana Evangelica
Dell’Esercito della Salvezza

http://hirpusmephitis.blogspot.com/2010/01/settimana-di-preghiera-per-lunita-dei.html

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/12/20/ecumenismo-in-irpinia/


Lista di alcuni “anatema” mai revocati dal Cattolicesimo Romano…

“Anatema”

Il termine anatema deriva dal grecoanathema che significa ‘maledetto’

L’espressione anatemaha assunto nei secoli e nelle varie culture significati differenti: da offerta rivolta ad una divinità, ad una situazione di esclusione e ad una sorta di maledizione.

Significato etimologico

La parola anatema deriva dal greco ἀνάθημα (anathêma – letteralmente sospeso. Da ἀνά – ana che significa sopra e da τίθημι – titêmi che significa posare).

Nella Bibbia ebraica

Nel Tanakh ebraico o Antico Testamento cristiano la parola anatema prende un significato vicino a quello della parola tabù: ciò che non bisogna toccare, ciò che è maledetto da Dio. Viene utilizzato nella traduzione greca dei Settanta per rendere la parola ebraica herem con la quale è stata collegata. Per esempio nel libro del Deuteronomio si legge a proposito del divieto di portare a casa propria gli idoli, l’oro e l’argento sottratti ai nemici:

“Non introdurrai quest’abominio in casa tua, perché sarai come esso votato allo sterminio; lo detesterai e lo avrai in abominio, perché è votato allo sterminio” (Deuteronomio 7:26)

Si viene quindi a dire che ciò che è entrato in contatto con la divinità pagana (=offerto alla divinità pagana) è ormai maledetto, non si può toccare, deve essere votato alla distruzione completa; in una parola è anatema. Come le cose, così anche un popolo può essere Anatema. Sempre dal libro del Deuteronomio si legge:

“Quando il Signore tuo Dio ti avrà introdotto nel paese che vai a prendere in possesso e ne avrà scacciate davanti a te molte nazioni: gli Hittiti, i Gergesei, gli Amorrei, i Perizziti, gli Evei, i Cananei e i Gebusei, sette nazioni più grandi e più potenti di te, quando il Signore tuo Dio le avrà messe in tuo potere e tu le avrai sconfitte, tu le voterai allo sterminio; non farai con esse alleanza né farai loro grazia ” (Deuteronomio 7:1,2)

Nel Nuovo Testamento

Nel Nuovo Testamento l’anatema diventa una sentenza di maledizione riguardo ad una dottrina o ad una persona, specialmente in riferimento ad una eresia. Così dice san Paolo nella lettera ai Galati: “Se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema!” (Galati 1:8):

In un altro passo dice che sarebbe disposto lui stesso di diventareanatema, maledetto, pur di essere di aiuto nella fede cristiana agli ebrei suoi consanguinei:

“Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne” (Romani 9:3)

Nella Chiesa Cattolica Romana

Nella tradizione della Chiesa cattolica ed ortodossa l’anatema è diventata una maledizione contro eretici e dissidenti.
L’anatema ha acquistato una forza maggiore rispetto allascomunica. Nella definizione della Scolastica infatti la scomunica separa solamente dalla comunione cristiana (a fraterna societate separat), mentre l’anatema separa dalla Chiesa stessa(ab ipso corpore Christi).
La formula “Se qualcuno dice … sia anàtema” (cioè maledetto) è stata impiegata nella definizione dei dogmi nei Concili. Si veda in particolare il Concilio di Trento.
A partire dal XX secolo nella tradizione della Chiesa il termine è andato in disuso.

Nell’uso comune

Nell’uso comune il termine anatema ha oggi preso il significato dimaledizioneScagliare un anatema contro qualcuno significa quindi maledire quella persona.

Tratto da Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. Link:http://it.wikipedia.org/wiki/Anatema

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Ecco alcuni anatema mai revocati dalla Chiesa Cattolica Romana:


  1. ‘Se qualcuno afferma che nella chiesa romana (che è madre e maestra di tutte le chiese) non vi è la vera dottrina del battesimo: sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. VII, can. 3);
  2. ‘Chi nega che per la grazia del signore nostro Gesù Cristo, conferita nel battesimo, sia rimesso il peccato originale (…) sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. V,5);
  3. ‘Chi nega che i fanciulli, appena nati debbano essere battezzati (….) sia anatema’ (Concilio di Trento. Sess. V,4);
  4. ‘Se qualcuno afferma che i bambini, poiché non hanno la capacità di credere, ricevuto il battesimo non devono essere considerati cristiani e quindi divenuti adulti, devono essere ribattezzati; o che è meglio omettere il loro battesimo, piuttosto che battezzarli nella fede della chiesa, senza un loro atto di fede;sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. VII, can. 13).
  5. ‘Quelli, i quali affermano che i santi – che godono in cielo l’eterna felicità – non devono invocarsi o che essi non pregano per gli uomini o che l’invocarli, perché preghino anche per ciascuno di noi, debba dirsi idolatria, o che ciò è in disaccordo con la parola di Dio e si oppone all’onore del solo mediatore tra Dio e gli uomini, Gesù Cristo; o che è sciocco rivolgere le nostre suppliche con la voce o con la mente a quelli che regnano nel cielo, pensano empiamente’ (Concilio di Trento, Sess. XXV).
  6. Noi insegniamo, e definiamo essere dogma divinamente rivelato che il Romano Pontefice, quando parla ex cathedra, cioè quando, adempiendo il suo ufficio di pastore e maestro di tutti i cristiani, in virtù della sua suprema autorità apostolica, definisce che una dottrina riguardante la fede o i costumi dev’essere ritenuta da tutta la chiesa, per quell’assistenza divina che gli è stata promessa nel beato Pietro, gode di quella infallibilità, di cui il divino Redentore ha voluto dotata la sua chiesa, allorché definisce la dottrina riguardante la fede o i costumi. Quindi queste definizioni sono irreformabili per virtù propria, e non per il consenso della chiesa [1]. Se poi qualcuno – Dio non voglia! – osasse contraddire questa nostra definizione; sia anatema’ (Concilio Vaticano I, Sess. IV, cap. IV)
  7. ‘Se, quindi, qualcuno dirà che non è per istituzione dello stesso Cristo signore, cioè per diritto divino, che il beato Pietro ha sempre dei successori nel primato su tutta la chiesa; o che il Romano pontefice non è successore del beato Pietro in questo primato: sia anatema
  8. ‘Se qualcuno afferma che i sacramenti della nuova legge non sono necessari alla salvezza, ma superflui, e che senza di essi, o senza il desiderio di essi, gli uomini con la sola fede ottengono da Dio la grazia della giustificazione, anche se non sono tutti necessari a ciascuno; sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. VII, can. 4.)
  9. ‘Se qualcuno afferma che i sacramenti della nuova legge non sono stati istituiti tutti da Gesù Cristo, nostro signore, o che sono più o meno di sette, e cioè: il battesimo, la confermazione, l’eucarestia, la penitenza, l’estrema unzione, l’ordine e il matrimonio, o anche che qualcuno di questi sette non è veramente e propriamente un sacramento; sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. VII, can. 1)
  10. ‘Se qualcuno afferma che i sacramenti della nuova legge non contengono la grazia che significano, o che non conferiscono la stessa grazia a quelli che non frappongono ostacolo, quasi che essi siano solo segni esteriori della grazia o della giustizia già ricevuta mediante la fede, o note distintive della fede cristiana, per cui si distinguono nel mondo i fedeli dagli infedeli; sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. VII, can. 6)
  11. ‘Se qualcuno afferma che l’empio è giustificato dalla sola fede, così da intendere che non si richieda nient’altro con cui cooperare al conseguimento della grazia della giustificazione e che in nessun modo è necessario che egli si prepari e si disponga con un atto della sua volontà; sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. VI, can. 9).
  12. ‘Chi afferma che per conseguire la remissione dei peccati è necessario che ogni uomo creda con certezza e senza alcuna esitazione della propria infermità e indisposizione, che i peccati gli sono rimessi: sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. VI, can. 13)
  13. ‘Se qualcuno afferma che, dopo avere ricevuto la grazia della giustificazione, a qualsiasi peccatore pentito viene rimessa la colpa e cancellato il debito della pena eterna in modo tale che non gli rimanga alcun debito di pena temporale da scontare sia in questo mondo sia nel futuro in purgatorio, prima che possa essergli aperto l’ingresso al regno dei cieli; sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. VI, can. 30)
  14. ‘Se qualcuno afferma che la santa gloriosa e sempre vergine Maria solo impropriamente e non secondo verità è madre di Dio (…) e non la ritiene davvero e secondo verità madre di Dio (…) costui sia anatema’ (2° concilio Costantinopoli. Maria fu definita madre di Dio dal concilio di Efeso del 431)

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E’ bene far notare che tutte queste maledizioni non sono mai state ritirate ufficialmente dalla gerarchia ecclesiastica romana, e che quindi sono tuttora valide!

E’ quindi evidente che tutti coloro che pensano che sia giusto e non vi sia nulla di male nell’allacciare rapporti ecumenici di qualsivoglia con il cattolicesimo romano errano grandemente, in quanto queste minacce di maledizione sono tutte rivolte a coloro che vogliono attenersi strettamente alla Parola di Dio!

Inoltre, nella Sua Parola il Signore ci dice di non mischiarci “…con alcuno che, chiamandosi fratello… sia un idolatra” (1° Corinzi 5:11)

“Poi udii un’altra voce dal cielo che diceva: USCITE DA ESSA O POPOLO MIO, AFFINCHE’ NON SIATE PARTECIPI DEI LORO PECCATI e non abbiate parte alle sue piaghe; poiché i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo e Dio si è ricordato delle iniquità di lei”… ”Babilonia la grande, la madre delle prostitute e delle abominazioni della terra… vestita di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle… ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù… le sette teste SONO SETTE MONTI SUI QUALI LA DONNA SIEDE” (Apocalisse Cap.17 e 18).

Qualcuno obbietterà che Apocalisse 17 chiude con le seguenti parole : “La donna che hai vista è la grande città che domina sui re della terra”, e quindi non può essere che la CITTA’ dì Roma.

Ma faccio notare, che C’E’ UN ALTRA CITTA’, CHE “SIEDE” SULLA CITTA DI ROMA”…

IL VATICANO!


“Se qualcuno non ama il Signore, sia anatema.

Màran-atà” (1° Corinzi 16:22)

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Salvato per grazia mediante Cristo Gesù: Nicola Iannazzo

Tratto da : http://nicolaiannazzo.wordpress.com/2010/08/18/lista-di-alcuni-anatema/

Cattolici Romani, convertitevi da queste cose vane all’Iddio vivente e vero

Cattolici Romani, ascoltate, sappiate che queste statue cosiddette sacre, a cui voi tenete molto, rendendogli un servizio ed un culto, pregandole e adorandole, sono degli idoli agli occhi di Dio. Esse, assieme al culto che gli rendete, sono la violazione di questo comandamento di Dio: “Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti” (Esodo 20:4-6).

Voi, quindi dinnanzi a Dio, siete degli idolatri, e quindi non potete ereditare il Regno di Dio perché la Bibbia dice che gli idolatri non erediteranno il regno di Dio. Non vi illudete, perché questo è quello che dice la Sacra Scrittura.

Fa questo quindi, ravvedetevi dei vostri peccati, tra cui quello di idolatria, e convertitevi dagli idoli all’Iddio vivente e vero, distruggendo tutte le statue e le immagini ’sacre’ che avete in casa o addosso, e mettendovi ad adorare Iddio in ispirito e verità, come disse Gesù Cristo. E credete con il vostro cuore che Gesù Cristo è morto sulla croce per i nostri peccati e risorto per la nostra giustificazione, affinché i vostri peccati vi siano rimessi, e otteniate la vita eterna.

Fatto ciò, uscite dalla Chiesa Cattolica Romana, che istiga all’idolatria e soffoca la verità con la menzogna, e unitevi ad una Chiesa Evangelica Pentecostale che insegna tutto il consiglio di Dio, e chiedete di farvi battezzare in acqua per immersione nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, perché questo è il battesimo istituito da Cristo a cui si deve sottoporre chiunque si ravvede e crede.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/17/cattolici-romani-convertitevi-da-queste-cose-vane-alliddio-vivente-e-vero/

Cattolici Romani, la confessione al prete non vi riconcilia con Dio

Ascoltatemi, Cattolici Romani, vi è stato insegnato che la confessione al prete è il sacramento della riconciliazione perché il prete mediante la sua assoluzione riconcilia l’uomo con Dio.

Ma questa affermazione è falsa perché l’uomo può riconciliarsi con Dio direttamente mediante Cristo Gesù senza il bisogno di nessun mediatore terreno.

I vostri teologi per sostenere che i preti hanno in loro la parola della riconciliazione per riconciliare gli uomini con Dio, come l’avevano prima di loro gli apostoli, prendono le seguenti parole di Paolo ai Corinzi: “Iddio… ha posta in noi la parola della riconciliazione” (2 Corinzi 5:19); ma voglio farvi notare che questa parola della riconciliazione che avevano gli apostoli non si riferisce affatto alla formula assolutoria dei preti: ‘Io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo’, che essi rivolgono ai confessanti dopo avere udito la loro confessione, perché gli apostoli non confessavano e non assolvevano né i peccatori e neppure i credenti quando essi si rendevano colpevoli ma li esortavano a ravvedersi e a fare pace con Dio.

L’apostolo Paolo spiega in che consisteva questa parola della riconciliazione quando dice: “Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: Siate riconciliati con Dio” (2 Corinzi 5:20). Gli apostoli quindi non obbligavano gli uomini a confessarsi a loro, come fanno i preti, ma li esortavano a riconciliarsi con Dio, il che è tutt’altra cosa!
Loro facevano la loro ambasciata esortando gli uomini a ravvedersi e a credere nel Vangelo; mentre Colui che li aveva mandati assolveva coloro che accettavano le loro parole. Questa è una ulteriore prova che la confessione auricolare al prete non ha fondamento scritturale e che per sostenerla i teologi cattolici romani fanno ricorso ad arbitrarie interpretazioni scritturali.

Dunque, anch’io come Paolo vi annuncio la parola della riconciliazione, scongiurandovi a ravvedervi e a credere nel Vangelo, perché è soltanto mediante il ravvedimento e la fede nella morte espiatoria di Cristo e nella sua resurrezione, che si viene riconciliati con Dio.
E una volta ottenuta la riconciliazione, dovete uscire immediatamente dalla Chiesa Cattolica Romana ed unirvi ad una Chiesa Evangelica Pentecostale che annuncia tutto il consiglio di Dio, dove la prima cosa che dovete fare è farvi battezzare per immersione nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, perché il battesimo da voi ricevuto da bambini non è valido.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/11/cattolici-romani-la-confessione-al-prete-non-vi-riconcilia-con-dio/

Quando un Cattolico Romano si converte a Cristo …

Quando un Cattolico romano si converte a Cristo deve subito abbandonare la Chiesa Cattolica Romana (perchè essa insegna una falsa via della salvezza, e tante eresie e superstizioni) ed unirsi ad una Chiesa Evangelica, e farsi subito battezzare per immersione nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo.

Quello infatti che lui ricevette da bambino quando il prete lo asperse con la cosiddetta acqua santa non fu affatto il battesimo ordinato da Cristo.

Innanzi tutto perchè il battesimo ordinato da Cristo è per coloro che hanno creduto; Gesù Cristo infatti disse: “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato” (Marco 16:16). Un neonato può avere creduto che Gesù Cristo è il Figlio di Dio, morto sulla croce per i nostri peccati e risorto dai morti il terzo giorno? Non credo proprio.

In secondo luogo perchè il battesimo ordinato da Cristo è per immersione e non per aspersione, vedi l’esempio dell’eunuco che scese nell’acqua con Filippo l’evangelista e fu da quest’ultimo battezzato (cfr. Atti 8:38). E d’altronde la stessa parola greca ‘baptizo’ indica questo fatto. Mentre il prete butta un pò d’acqua sul capo del neonato.

In terzo luogo perchè il cosiddetto battesimo cattolico ha la capacità secondo la dottrina cattolica di togliere i peccati, di cancellarli, a prescindere che sia ministrato a neonati o adulti, e questa è una eresia perchè è solo il sangue di Cristo che cancella i peccati dalla coscienza dell’uomo e questo avviene quando egli si ravvede e crede in Cristo Gesù. Secondo la Scrittura infatti la remissione dei peccati si ottiene quando si crede in Gesù Cristo (cfr. Atti 10:43), cioè quando si crede nel suo sacrificio espiatorio compiuto per noi, per riconciliarci con Dio. E’ il sangue di Gesù che purifica da ogni peccato, spiega Giovanni nella sua prima epistola; e non l’acqua del prete.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/05/29/quando-un-cattolico-romano-si-converte-a-cristo/

Cattolici Romani, confessate i vostri peccati a Dio e non al prete

Cattolici Romani, ascoltate, smettete di andarvi a confessare dal prete, perché lui non può rimettervi i peccati. Questo lo può fare solo Dio, secondo che è scritto: “Egli è quel che ti perdona tutte le tue iniquità” (Salmo 103:3), e difatti il Salmista si rivolgeva direttamente a Dio quando si pentiva dei suoi peccati e voleva il perdono divino, secondo che dice: “Io t’ho dichiarato il mio peccato, non ho coperta la mia iniquità. Io ho detto: Confesserò le mie trasgressioni all’Eterno; e tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato” (Salmo 32:5). Fate dunque come il Salmista, altrimenti i vostri peccati continueranno a gravare sulla vostra coscienza, e quando morirete andrete all’inferno.

Ravvedetevi dei vostri peccati dunque, confessando a Dio con un cuore rotto di avere peccato contro di lui, e nello stesso tempo credete che Gesù Cristo è morto sulla croce per i nostri peccati e risuscitato per la nostra giustificazione. Così facendo otterrete la remissione di tutti i vostri peccati, come anche la vita eterna. E avrete finalmente la certezza non solo di essere stati appieno perdonati da Dio, ma anche di andare in paradiso quando morirete.

E una volta ottenuto tutto ciò, uscite immediatamente dalla Chiesa Cattolica Romana e unitevi ad una Chiesa Evangelica Pentecostale, e chiedete di essere battezzati per immersione nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, in ubbidienza all’ordine di Gesù Cristo.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/05/27/cattolici-romani-confessate-i-vostri-peccati-a-dio-e-non-al-prete/